EMC VSPEX END-USER COMPUTING

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1 Guida di VSPEX Proven Infrastructure EMC VSPEX END-USER COMPUTING Citrix XenDesktop 7 e Microsoft Hyper-V Server 2012 per un massimo di desktop virtuali Con tecnologia EMC VNX di nuova generazione e backup EMC EMC VSPEX Abstract Questo documento descrive la soluzione EMC VSPEX End-User Computing con Citrix XenDesktop, Microsoft Hyper-V Server 2012 ed EMC VNX di nuova generazione per un massimo di desktop virtuali. Novembre 2013

2 Copyright 2013 EMC Corporation. Tutti i diritti riservati. Data di pubblicazione: novembre 2013 EMC ritiene che le informazioni contenute nel presente documento siano esatte alla data di pubblicazione. Le informazioni sono soggette a modifica senza preavviso. Le informazioni contenute nella presente documentazione vengono fornite "così come sono". EMC Corporation non riconosce alcuna garanzia di nessun genere inerente le informazioni riportate nella presente pubblicazione, tra cui garanzie implicite di commerciabilità o idoneità ad un determinato scopo. L'utilizzo, la copia e la distribuzione dei prodotti software di EMC descritti in questo documento richiedono una licenza d'uso valida per ciascun software. EMC 2, EMC e il logo EMC sono marchi o marchi registrati di EMC Corporation negli Stati Uniti e in altri paesi. Tutti gli altri marchi citati nel presente documento appartengono ai rispettivi proprietari. Per un elenco aggiornato dei nomi di prodotti di EMC, vedere la sezione EMC Corporation Trademarks sul sito web di EMC. EMC VSPEX End-User Computing con Citrix XenDesktop 7 e Microsoft Hyper-V Server 2012 per un massimo di desktop virtuali Part Number H EMC VSPEX End-User Computing

3 Sommario Sommario Capitolo 1 Executive Summary 13 Introduzione Audience Scopo della guida Requisiti aziendali Capitolo 2 Panoramica della soluzione 17 Panoramica della soluzione Gestore desktop Virtualizzazione Elaborazione Rete Backup Storage Capitolo 3 Panoramica della tecnologia della soluzione 25 Tecnologia della soluzione Riepilogo dei componenti chiave Virtualizzazione dei desktop Citrix XenDesktop Machine Creation Services Servizi di provisioning Citrix Citrix Personal vdisk Citrix Profile Management Virtualizzazione Microsoft Hyper-V Server Microsoft System Center Virtual Machine Manager Hyper-V High Availability EMC Storage Integrator for Windows Elaborazione Rete Storage EMC VNX Snapshots EMC VNX SnapSure EMC VNX Virtual Provisioning VNX FAST Cache VNX FAST VP (opzionale) EMC VSPEX End-User Computing 3

4 Sommario File share di EMC VNX ROBO Backup e ripristino EMC Avamar ShareFile StorageZones ShareFile Architettura di StorageZones ShareFile Utilizzo di StorageZone ShareFile con le architetture VSPEX Capitolo 4 Panoramica della soluzione 47 Panoramica della soluzione Architettura della soluzione Architettura logica Componenti chiave Risorse hardware Risorse software Dimensionamento per la configurazione convalidata Linee guida per la configurazione dei server Virtualizzazione della memoria di Microsoft Hyper-V per VSPEX Linee guida per la configurazione della memoria Linee guida per la configurazione di rete VLAN Abilitazione dei Jumbo frame Aggregazione connessioni Linee guida per la configurazione dello storage Virtualizzazione dello storage Hyper V per VSPEX Blocco predefinito di storage EMC VSPEX Configurazioni massime convalidate di VSPEX End-User Computing Layout dello storage per 500 desktop virtuali Layout dello storage per desktop virtuali Layout dello storage per desktop virtuali High availability e failover Livello di virtualizzazione Livello di elaborazione Livello di rete Livello di storage Profilo del test di convalida Guida alla configurazione dell'ambiente di backup Caratteristiche di backup Layout di backup Linee guida per il dimensionamento Carico di lavoro di riferimento EMC VSPEX End-User Computing

5 Sommario Definizione del carico di lavoro di riferimento Applicazione del carico di lavoro di riferimento Implementazione delle architetture di riferimento Tipi di risorse Risorse di backup Espansione di ambienti VSPEX EUC esistenti Riepilogo dell'implementazione Valutazione rapida Requisiti di CPU Requisiti di memoria Requisiti di prestazioni dello storage Requisiti di capacità di storage Determinazione dei desktop virtuali di riferimento equivalenti Fine tuning Capitolo 5 Linee guida per la configurazione di VSPEX 99 Panoramica Attività preliminari all'implementazione Prerequisiti per l'implementazione Dati di configurazione dell'azienda cliente Preparazione degli switch, connessione alla rete e configurazione degli switch Preparazione degli switch di rete Configurazione della rete dell'infrastruttura Configurazione delle VLAN Completamento del cablaggio di rete Preparazione e configurazione dello storage array Configurazione di VNX Provisioning dello storage dei dati core Provisioning dello storage opzionale per i dati dell'utente Provisioning dello storage opzionale per le virtual machine dell'infrastruttura Installazione e configurazione degli host Microsoft Hyper-V Installazione degli host Windows Installazione di Hyper-V e configurazione del failover clustering Configurazione del networking degli host Windows Installazione di PowerPath su server Windows Abilitazione dei Jumbo frame Pianificazione delle allocazioni di memoria della virtual machine Installazione e configurazione del database SQL Server Creazione di una virtual machine per Microsoft SQL Server Installazione di Microsoft Windows sulla virtual machine Installazione di SQL Server EMC VSPEX End-User Computing 5

6 Sommario Configurazione del database per Microsoft SCVMM Implementazione del server System Center Virtual Machine Manager Creazione di una virtual machine dell'host SCVMM Installazione del sistema operativo guest SCVMM Installazione del server SCVMM Installazione della console di gestione SCVMM Installazione dell'agent SCVMM in locale su un host Aggiunta di un cluster Hyper-V a SCVMM Aggiunta dello storage della file share a SCVMM (solo variante basata su file) Creazione di una virtual machine in SCVMM Creazione di un template di virtual machine Implementazione di virtual machine dal template di virtual machine Installazione e configurazione del controller XenDesktop Installazione dei componenti server di XenDesktop Configurazione di un sito Aggiunta di un secondo controller Installazione di Citrix Studio Preparazione della virtual machine master Provisioning dei desktop virtuali Installazione e configurazione di Provisioning Services (solo PVS) Configurazione di una server farm PVS Aggiunta di un secondo server PVS Creazione di uno store PVS Configurazione della comunicazione in entrata Configurazione di un file bootstrap Configurazione di un server TFTP su VNX Configurazione delle opzioni di avvio 66 e 67 sul server DHCP Preparazione della virtual machine master Provisioning dei desktop virtuali Installazione di EMC Avamar Aggiunte del GPO per EMC Avamar Preparazione dell'immagine master per EMC Avamar Definizione dei dataset Definizione delle pianificazioni Modifica della pianificazione della finestra di manutenzione Definizione delle policy di conservazione Creazione di gruppi e policy di gruppo EMC Avamar Enterprise Manager: attivazione dei client Riepilogo EMC VSPEX End-User Computing

7 Sommario Capitolo 6 Convalida della soluzione 151 Panoramica Elenco di controllo delle attività post-installazione Implementazione e test di un singolo desktop virtuale Verifica della ridondanza dei componenti della soluzione Appendice A Distinta base 155 Distinta base per 500 desktop virtuali Distinta base per desktop virtuali Distinta base per desktop virtuali Appendice B Data sheet per la configurazione dell'azienda cliente 163 Data sheet per la configurazione dell'azienda cliente Appendice C Bibliografia 167 Bibliografia Documentazione EMC Altri documenti Appendice D Informazioni su VSPEX 169 Informazioni su VSPEX EMC VSPEX End-User Computing 7

8 Sommario Figura Figura 1. VNX di nuova generazione con ottimizzazione multicore Figura 2. I processori active-active fanno aumentare prestazioni, resilienza ed efficienza Figura 3. Nuova Unisphere Management Suite Figura 4. Componenti della soluzione Figura 5. Componenti dell'architettura di XenDesktop Figura 6. Flessibilità del livello di elaborazione Figura 7. Esempio di progettazione di una topologia di rete con high availability Figura 8. Stato di avanzamento del ribilanciamento dello storage pool Figura 9. Utilizzo dello spazio delle thin LUN Figura 10. Analisi dell'utilizzo dello spazio dello storage pool Figura 11. Definizione dei limiti di soglia per l'utilizzo dello storage pool Figura 12. Definizione delle notifiche automatizzate per blocchi Figura 13. Architettura generale ShareFile Figura 14. Architettura logica: VSPEX End-User Computing per Citrix XenDesktop con StorageZone ShareFile Figura 15. Architettura logica per la variante SMB Figura 16. Architettura logica per la variante FC Figura 17. Utilizzo della memoria dell'hypervisor Figura 18. Reti richieste Figura 19. Tipi di dischi virtuali Hyper V Figura 20. Layout dello storage core con provisioning PVS per 500 desktop virtuali Figura 21. Layout dello storage core con provisioning MCS per 500 desktop virtuali Figura 22. Layout dello storage opzionale per 500 desktop virtuali Figura 23. Layout dello storage core con provisioning PVS per desktop virtuali Figura 24. Layout dello storage core con provisioning MCS per desktop virtuali Figura 25. Layout dello storage opzionale per desktop virtuali Figura 26. Layout dello storage core con provisioning PVS per desktop virtuali Figura 27. Layout dello storage core con provisioning MCS per desktop virtuali Figura 28. Layout dello storage opzionale per desktop virtuali Figura 29. High availability a livello di virtualizzazione Figura 30. Alimentatori ridondanti Figura 31. High availability a livello di rete Figura 32. High availability della serie VNX Figura 33. Architettura di rete di esempio: variante SMB Figura 34. Architettura di rete di esempio: variante FC EMC VSPEX End-User Computing

9 Sommario Figura 35. Impostazione del parametro nthread Figura 36. Finestra di dialogo Storage System Properties Figura 37. Finestra di dialogo Create FAST Cache Figura 38. Scheda Advanced nella finestra di dialogo Create Storage Pool Figura 39. Scheda Advanced delle finestra di dialogo Storage Pool Properties Figura 40. Finestra Storage Pool Properties Figura 41. Finestra di dialogo Manage Auto-Tiering Figura 42. Finestra LUN Properties Figura 43. Finestra di dialogo Configure Bootstrap Figura 44. Configurazione di Reindirizzamento cartelle di Windows Figura 45. Creazione di un mapping di unità di rete di Windows per i file dell'utente Figura 46. Configurazione delle impostazioni del mapping delle unità Figura 47. Configurazione delle impostazioni comuni per il mapping delle unità Figura 48. Creazione di un mapping di unità di rete di Windows per i dati del profilo dell'utente Figura 49. Menu Tools di Avamar Figura 50. Finestra di dialogo Manage All Datasets di Avamar Figura 51. Finestra di dialogo New Dataset di Avamar Figura 52. Configurazione delle impostazioni del dataset Avamar Figura 53. Dataset relativo ai dati del profilo dell'utente Figura 54. Impostazioni di esclusione del dataset relativo ai dati di profilo utente Figura 55. Impostazioni per le opzioni del dataset relativo ai dati del profilo dell'utente Figura 56. Impostazioni per le opzioni avanzate del dataset relativo ai dati del profilo dell'utente Figura 57. Pianificazione delle finestre predefinite di backup/manutenzione di Avamar Figura 58. Pianificazione delle finestre modificate di backup/manutenzione di Avamar Figura 59. Creazione di un nuovo gruppo di backup di Avamar Figura 60. Impostazioni del nuovo gruppo di backup Figura 61. Selezione del dataset del gruppo di backup Figura 62. Selezione della pianificazione del gruppo di backup Figura 63. Selezione della policy di conservazione del gruppo di backup Figura 64. Avamar Enterprise Manager Figura 65. Avamar Client Manager Figura 66. Finestra di dialogo Activate Client di Avamar Figura 67. Menu Activate Client di Avamar Figura 68. Configurazione del servizio di directory per Avamar Figura 69. Avamar Client Manager - Post-configurazione EMC VSPEX End-User Computing 9

10 Sommario Figura 70. Avamar Client Manager - Client desktop virtuali Figura 71. Avamar Client Manager - Selezione dei client desktop virtuali Figura 72. Selezione dei gruppi Avamar Figura 73. Attivazione dei client Avamar Figura 74. Conferma dell'attivazione dei client Avamar Figura 75. Primo prompt informativo relativo all'attivazione dei client Avamar Figura 76. Secondo prompt informativo relativo all'attivazione dei client Avamar Figura 77. Avamar Client Manager - Client attivati Tabella Tabella 1. Limiti di soglia e impostazioni di EMC VNX OE Block Release Tabella 2. Risorse hardware minime per il supporto di StorageZone ShareFile con Storage Center Tabella 3. Storage EMC VNX consigliato per la share CIFS di StorageZone ShareFile Tabella 4. Hardware soluzione Tabella 5. Software della soluzione Tabella 6. Configurazioni che supportano la soluzione Tabella 7. Hardware del server Tabella 8. Risorse hardware per la rete Tabella 9. Hardware di storage Tabella 10. Numero di dischi richiesti in base al numero di desktop virtuali Tabella 11. Profilo dell'ambiente convalidato Tabella 12. Caratteristiche del profilo di backup Tabella 13. Caratteristiche del desktop virtuale Tabella 14. Riga del foglio di lavoro vuota Tabella 15. Risorse dei desktop virtuali di riferimento Tabella 16. Riga del foglio di lavoro di esempio Tabella 17. Applicazioni di esempio Tabella 18. Totale componenti risorse server Tabella 19. Foglio di lavoro vuoto dell'azienda cliente Tabella 20. Panoramica del processo di implementazione Tabella 21. Attività preliminari all'implementazione Tabella 22. Elenco di controllo dei prerequisiti per l'implementazione Tabella 23. Attività per la configurazione degli switch e della rete Tabella 24. Attività per la configurazione dello storage Tabella 25. Attività per l'installazione dei server Tabella 26. Attività per l'installazione del database SQL Server Tabella 27. Attività per la configurazione di SCVMM Tabella 28. Attività per la configurazione del controller XenDesktop EMC VSPEX End-User Computing

11 Sommario Tabella 29. Attività per la configurazione del controller XenDesktop Tabella 30. Attività per l'integrazione di Avamar Tabella 31. Attività per il test dell'installazione Tabella 32. Elenco dei componenti utilizzati nella soluzione VSPEX per 500 desktop virtuali Tabella 33. Elenco dei componenti utilizzati nella soluzione VSPEX per desktop virtuali Tabella 34. Elenco dei componenti utilizzati nella soluzione VSPEX per desktop virtuali Tabella 35. Informazioni comuni sui server Tabella 36. Informazioni sui server Hyper V Tabella 37. Informazioni sull'array Tabella 38. Informazioni sulle infrastrutture di rete Tabella 39. Informazioni sulle VLAN Tabella 40. Account di servizio EMC VSPEX End-User Computing 11

12 Sommario 12 EMC VSPEX End-User Computing

13 Capitolo 1: Executive Summary Capitolo 1 Executive Summary Questo capitolo descrive i seguenti argomenti: Introduzione Audience Scopo della guida Requisiti aziendali EMC VSPEX End-User Computing 13

14 Capitolo 1: Executive Summary Introduzione Audience Scopo della guida Le architetture convalidate e modulari EMC VSPEX si basano su tecnologie comprovate per la creazione di soluzioni di virtualizzazione complete che consentano di prendere decisioni consapevoli a livello di hypervisor, elaborazione e rete. VSPEX consente di eliminare le complessità di pianificazione e configurazione legate alla virtualizzazione dei server. Quando si tratta della virtualizzazione dei server, dell'implementazione su desktop virtuali o del consolidamento dell'it, VSPEX accelera l'it transformation grazie a un'implementazione più rapida, una scelta più ampia, una maggiore efficienza e minori rischi. Questo documento è stato concepito come guida completa per tutti gli aspetti tecnici della soluzione. La capacità server viene indicata in termini generici per i requisiti minimi di CPU, memoria e interfacce di rete. I clienti sono liberi di selezionare l'hardware dei server e di rete che soddisfi o superi i requisiti minimi indicati. Nella presente guida si presuppone che il lettore disponga della formazione e dell'esperienza necessarie per installare e configurare una soluzione End-User Computing basata su Citrix XenDesktop con Microsoft Hyper-V come hypervisor, i sistemi di storage della serie EMC VNX e l'infrastruttura associata, come richiesto da questa implementazione. Ove applicabile, vengono forniti riferimenti esterni ed è consigliabile che il lettore acquisisca familiarità con questi documenti. È opportuno inoltre che i lettori abbiano già familiarità con le policy di sicurezza del database e dell'infrastruttura dell'installazione dell'azienda cliente. Coloro che sono interessati alla vendita e al dimensionamento di una soluzione VSPEX End-User Computing per Citrix XenDesktop dovranno leggere con attenzione i primi quattro capitoli di questo documento. Gli implementatori della soluzione dovranno dedicare la propria attenzione alle linee guida sulla configurazione riportate nel Capitolo 5, alla convalida della soluzione illustrata nel Capitolo 6 e alle appendici e ai riferimenti appropriati. Questa guida fornisce un'introduzione iniziale all'architettura End-User Computing VSPEX, illustra come modificare l'architettura per specifici progetti e offre istruzioni su come implementare in modo efficace il sistema. L'architettura della soluzione VSPEX End-User Computing offre ai clienti un sistema moderno, in grado di ospitare un elevato numero di desktop virtuali con Performance Level costante. Questa soluzione viene eseguita sul livello di virtualizzazione Microsoft Hyper-V supportato dalla famiglia di storage VNX con High Availability per lo storage e dal gestore desktop Citrix XenDesktop. I componenti di elaborazione e di rete, definibili dal vendor, sono distribuiti in modo da essere ridondanti e sufficientemente potenti da gestire le esigenze in termini di elaborazione e di dati di un ambiente di virtual machine di grandi dimensioni. 14 EMC VSPEX End-User Computing

15 Requisiti aziendali Capitolo 1: Executive Summary Gli ambienti con 500, e desktop virtuali illustrati sono basati su un carico di lavoro del desktop definito. Sebbene non tutti i desktop virtuali presentino gli stessi requisiti, questo documento fornisce metodi e informazioni per l'impostazione e l'implementazione di un sistema efficiente in termini di costo. Le architetture End-User Computing o di desktop virtuali rappresentano un'offerta di sistemi complessi. Questo documento consente di semplificarne la configurazione mediante elenchi di materiali di base per hardware e software, fogli di lavoro e indicazioni passo-passo sul dimensionamento e procedure di implementazione comprovate. Dopo aver installato l'ultimo componente, vengono forniti i test di convalida per assicurare il corretto funzionamento del sistema. Le istruzioni riportate in questo documento assicureranno un'implementazione dei desktop rapida ed efficace. L'utilizzo di applicazioni aziendali sta diventando sempre più comune nell'ambiente consolidato di storage, rete ed elaborazione. L'utilizzo di Citrix per EMC VSPEX End-User Computing riduce le complessità associate alla configurazione dei componenti di un modello di implementazione tradizionale. Semplifica, inoltre, la gestione dell'integrazione senza rinunciare alle opzioni di progettazione e implementazione delle applicazioni. Citrix consente l'unificazione delle attività di amministrazione, garantendo nel contempo il controllo e il monitoraggio della separazione dei processi. Di seguito sono riportate le esigenze di business soddisfatte dalla soluzione VSPEX End-User Computing per l'architettura Citrix: Fornisce una soluzione di virtualizzazione end-to-end per utilizzare le funzionalità dei componenti dell'infrastruttura unificata Fornisce una soluzione per la virtualizzazione efficiente di 500, o desktop virtuali per diversi use case dei clienti Fornisce un progetto di riferimento affidabile, flessibile e scalabile EMC VSPEX End-User Computing 15

16 Capitolo 1: Executive Summary 16 EMC VSPEX End-User Computing

17 Capitolo 2: Panoramica della soluzione Capitolo 2 Panoramica della soluzione Questo capitolo descrive i seguenti argomenti: Panoramica della soluzione Gestore desktop Virtualizzazione Elaborazione Rete Backup Storage EMC VSPEX End-User Computing 17

18 Capitolo 2: Panoramica della soluzione Panoramica della soluzione Gestore desktop La soluzione EMC VSPEX End-User Computing per Citrix XenDesktop su Microsoft Hyper-V Server 2012 fornisce un'architettura completa del sistema in grado di supportare e proteggere fino a desktop virtuali con una topologia di rete e server ridondante, storage con High Availability e soluzioni di backup EMC affidabili. I componenti core che compongono questa specifica soluzione sono gestore desktop, virtualizzazione, storage, rete ed elaborazione. XenDesktop è la soluzione desktop virtuale fornita da Citrix che consente l'esecuzione dei desktop virtuali nell'ambiente di virtualizzazione Microsoft Hyper-V. Consente la centralizzazione della gestione dei desktop e offre un maggiore controllo alle organizzazioni IT. XenDesktop consente agli utenti finali di collegarsi al proprio desktop da diversi dispositivi mediante una connessione di rete. Virtualizzazione Elaborazione Microsoft Hyper-V è una piattaforma di virtualizzazione che garantisce agli utenti finali flessibilità e risparmio sui costi consentendo il consolidamento di server farm di grandi dimensioni e inefficienti in infrastrutture cloud agili e affidabili. I componenti di virtualizzazione Microsoft core sono l'hypervisor Microsoft Hyper-V e Microsoft System Center Virtual Machine Manager per il system management. L'hypervisor Microsoft Hyper-V viene eseguito su un server dedicato e consente di eseguire contemporaneamente sul sistema più sistemi operativi come virtual machine. I servizi cluster Microsoft consentono a più server Hyper-V di operare in una configurazione in cluster. La configurazione cluster Microsoft Hyper-V viene gestita come un pool di risorse più ampio tramite Microsoft System Center Virtual Machine, consentendo l'allocazione dinamica di CPU, memoria e storage nell'intero cluster. Le funzionalità di High Availability di Microsoft Hyper-V Server 2012, quali Live Migration e Storage Migration, consentono di eseguire in maniera trasparente la migrazione di virtual machine e file archiviati tra server Hyper-V con un impatto minimo o nullo sulle prestazioni. VSPEX assicura elevata flessibilità nella progettazione e nell'implementazione dei componenti server scelti dal vendor. L'infrastruttura deve garantire la conformità ai seguenti attributi: RAM, core di CPU e memoria sufficienti per supportare il numero e i tipi richiesti di macchine virtuali Connessioni di rete sufficienti per garantire connettività ridondante agli switch del sistema Capacità in eccesso per supportare il failover dopo un guasto del server nell'ambiente 18 EMC VSPEX End-User Computing

19 Capitolo 2: Panoramica della soluzione Rete VSPEX assicura elevata flessibilità nella progettazione e nell'implementazione dei componenti di rete scelti dal vendor. L'infrastruttura deve garantire la conformità ai seguenti attributi: Link di rete ridondanti per host, switch e storage Supporto per link aggregation Isolamento del traffico basato sulle best practice comunemente riconosciute nel settore Backup EMC Avamar offre la protezione e l'efficienza necessarie per accelerare l'implementazione di una soluzione VSPEX End-User Computing. Avamar consente agli amministratori di eseguire il backup e di gestire le policy e i componenti dell'infrastruttura End-User Computing in modo centralizzato, permettendo al contempo agli utenti finali di ripristinare in modo efficiente i propri file da un'interfaccia basata su web semplice e intuitiva. Avamar sposta solo segmenti di dati di subfile nuovi e univoci, consentendo di eseguire backup giornalieri completi e rapidi. Il risultato è una riduzione dei tempi di backup fino al 90%, della larghezza di banda di rete giornaliera richiesta fino al 99% e dello storage di backup richiesto da 10 a 30 volte. Storage Lo storage della serie EMC VNX di nuova generazione fornisce l'accesso sia ai file che ai blocchi con un ampio set di funzionalità, cosa che lo rende la scelta ideale per qualsiasi implementazione di End-User Computing. Il sistema di storage EMC VNX comprende i seguenti componenti, dimensionati in base al carico di lavoro dell'architettura di riferimento specificato: Porte della scheda host (per i blocchi): forniscono connettività host tramite la fabric nell'array Data mover (per i file): appliance front-end che forniscono servizi a livello di file agli host (opzionali se vengono forniti i servizi CIFS/SMB, NFS) Storage processor (SP): componenti di elaborazione dello storage array che vengono utilizzati per tutti gli aspetti associati allo spostamento dei dati all'interno, all'esterno e tra gli array Unità disco: spindle del disco e unità SSD (Solid State Drive) contenenti i dati delle applicazioni o dell'host e i relativi enclosure Nota: Il termine Data Mover si riferisce a un componente hardware di VNX, dotato di CPU, memoria e porte di I/O. Rende possibili i protocolli CIFS (SMB) e NFS) sul sistema VNX. Le soluzioni desktop descritte in questo documento si basano sugli storage array EMC VNX5400 ed EMC VNX5600. VNX5400 è in grado di supportare un massimo di 250 unità, mentre VNX5600 può ospitare fino a 500 unità. EMC VSPEX End-User Computing 19

20 Capitolo 2: Panoramica della soluzione La serie EMC VNX supporta un'ampia gamma di funzionalità di classe business ideali per l'ambiente End-User Computing, tra cui: EMC Fully Automated Storage Tiering for Virtual Pools (FAST VP) EMC FAST Cache Compressione e deduplica dei dati a livello di file Deduplica a blocchi Thin provisioning più efficiente Snapshot e checkpoint Conservazione a livello di file Gestione delle quote Funzionalità e miglioramenti La piattaforma di unified storage EMC VNX ottimizzata per Flash offre innovazione e funzionalità di livello enterprise per lo storage di file, blocchi e oggetti in un'unica soluzione scalabile e di facile utilizzo. Ideale per i carichi di lavoro misti in ambienti fisici o virtuali, VNX combina hardware potente e flessibile con software avanzato di gestione, protezione ed efficienza, per soddisfare le complesse esigenze degli ambienti di applicazioni virtualizzate di oggi. La serie VNX di nuova generazione è dotata di molte funzionalità e miglioramenti progettati e basati sul successo della prima generazione. Le funzionalità e i miglioramenti includono: Maggiore capacità con l'ottimizzazione multicore di Multicore Cache, Multicore RAID e Multicore FAST Cache (MCx ) Maggiore efficienza con un array ibrido ottimizzato per Flash Protezione migliore, grazie all'aumento dell'availability delle applicazioni con storage processor active-active Amministrazione e implementazione semplificate, frutto dell'incremento della produttività grazie a una nuova Unisphere Management Suite La soluzione VSPEX è basata sulla serie VNX di nuova generazione e offre maggiore efficienza, garantisce prestazioni più elevate e assicura livelli di scalabilità senza precedenti. Array ibrido ottimizzato per Flash La serie VNX è un array ibrido ottimizzato per Flash che offre il tiering automatizzato per garantire le migliori prestazioni per i dati critici, spostando in modo intelligente i dati utilizzati con frequenza minore su dischi a basso costo. In questo approccio ibrido, una percentuale limitata di flash drive nell'intero sistema è in grado di fornire una percentuale molto alta di IOPS. Una soluzione EMC VNX ottimizzata per Flash sfrutta appieno la latenza ridotta di Flash per massimizzare il risparmio dei costi e scalare le prestazioni elevate. La suite EMC Fully Automated Storage Tiering (FAST Cache e FAST VP) esegue il tiering sia a livello di dati di blocco che di file su unità eterogenee e incrementa le prestazioni dei dati più attivi nelle Flash drive affinché i clienti non debbano mai scendere a compromessi in termini di costo o di prestazioni. 20 EMC VSPEX End-User Computing

21 Capitolo 2: Panoramica della soluzione I nuovi dati sono in genere utilizzati più frequentemente rispetto ai dati meno recenti; pertanto, i nuovi dati vengono prima memorizzati sulle Flash drive per garantire prestazioni ottimali. Quando i dati, con il passare del tempo, diventano obsoleti e meno attivi, FAST VP esegue automaticamente il tiering dei dati da unità a prestazioni elevate a unità a capacità elevata, in base a policy definite dal cliente. Questa funzionalità è stata migliorata in modo da garantire un livello di efficienza quattro volte superiore con nuovi dischi a stato solido (SSD) FAST VP basati sulla tecnologia Enterprise Multi-Level Cell (emlc), riducendo il costo per gigabyte. FAST Cache assorbe dinamicamente i picchi imprevisti nei carichi di lavoro dei sistemi. Tutti gli use case VSPEX traggono vantaggio dalla maggiore efficienza. Le Proven Infrastructure VSPEX offrono soluzioni di private cloud, End-User Computing e applicazioni virtualizzate. Con VNX, i clienti possono ottenere un ritorno sugli investimenti ancora maggiore. VNX fornisce la funzionalità di deduplica basata su blocchi out-of-band che consente di ridurre i costi del tier Flash. Ottimizzazione del percorso del codice VNX Intel MCx L'avvento della tecnologia Flash è stato un elemento catalizzatore per il cambiamento significativo dei requisiti dei sistemi di storage midrange. EMC ha ridisegnato la piattaforma di storage midrange per ottimizzare nel modo più efficace le CPU multicore e offrire il sistema di storage con le prestazioni più elevate al costo più basso del mercato. MCx distribuisce tutti i data service VNX su tutti i core, come illustrato nella Figura 1. La serie VNX con MCx migliora in modo significativo le prestazioni dei file per le applicazioni transazionali quali i database e le virtual machine su Network- Attached Storage (NAS). Figura 1. VNX di nuova generazione con ottimizzazione multicore Cache multicore La cache è la risorsa più preziosa del sottosistema di storage. Un suo utilizzo efficiente è fondamentale per raggiungere l'efficienza complessiva della piattaforma nella gestione di carichi di lavoro vari e mutevoli. Il cache engine è stato modularizzato in modo da sfruttare tutti i core disponibili nel sistema. RAID multicore Un'altra parte importante della riprogettazione di MCx è il trattamento dell'i/o nello storage back-end permanente: unità disco rigido (HDD) e SSD. I sostanziali miglioramenti delle prestazioni in VNX derivano dalla modularizzazione dell'elaborazione della gestione dei dati back-end, che consente a MCx di scalare in maniera trasparente su tutti i processori. EMC VSPEX End-User Computing 21

22 Capitolo 2: Panoramica della soluzione Prestazioni VNX Lo storage VNX, basato sull'architettura MCx, è ottimizzato per FLASH 1st e offre prestazioni complessive senza precedenti, grazie all'ottimizzazione delle prestazioni transazionali (costo per IOPS), delle prestazioni della larghezza di banda (costo per GB/s) con bassa latenza e dell'efficienza della capacità (costo per GB) del sistema. VNX garantisce i seguenti miglioramenti delle prestazioni: Transazioni di file quadruplicate rispetto agli array a doppio controller Prestazioni triplicate dei file per le applicazioni transazionali (ad esempio, Microsoft Exchange su VMware su rete NFS) con un tempo di risposta migliorato del 60% Transazioni OLTP Oracle e Microsoft SQL Server quadruplicate Numero massimo di virtual machine sestuplicato Storage processor array active-active La nuova architettura di VNX fornisce storage processor di array active-active, come illustrato nella Figura 2, che consentono di eliminare i timeout delle applicazioni durante il failover dei percorsi poiché entrambi i percorsi vengono utilizzati attivamente per l'i/o. Anche il bilanciamento del carico è migliorato e le applicazioni possono far registrare un raddoppio delle prestazioni. L'approccio active-active per blocco è ideale per le applicazioni che esigono i massimi livelli di availability e prestazioni, ma non richiedono tiering o servizi per l'efficienza, ad esempio la compressione, la deduplica o le snapshot. Con questa versione di VNX, i clienti di VSPEX possono utilizzare Virtual Data Mover (VDM) e VNX Replicator per eseguire migrazioni di file system automatizzate e a velocità elevata tra sistemi diversi. Questo processo consente la migrazione automatica di tutti i checkpoint e le impostazioni e permette a tutti i client di continuare le attività in corso anche durante la migrazione. Figura 2. I processori active-active fanno aumentare prestazioni, resilienza ed efficienza 22 EMC VSPEX End-User Computing

23 Gestione di Unisphere Capitolo 2: Panoramica della soluzione La nuova Unisphere Management Suite estende l'interfaccia di facile utilizzo di Unisphere in modo da includere monitoraggio e generazione di report di VNX per la convalida delle prestazioni e l'anticipazione dei requisiti di capacità. Come illustrato nella Figura 3, la suite include inoltre Unisphere Remote per la gestione centralizzata di migliaia di sistemi VNX e VNXe con il nuovo supporto per XtremSW Cache. Figura 3. Nuova Unisphere Management Suite EMC VSPEX End-User Computing 23

24 Capitolo 2: Panoramica della soluzione 24 EMC VSPEX End-User Computing

25 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Capitolo 3 Panoramica della tecnologia della soluzione Questo capitolo descrive i seguenti argomenti: Tecnologia della soluzione Riepilogo dei componenti chiave Virtualizzazione dei desktop Virtualizzazione Elaborazione Rete Storage Backup e ripristino ShareFile EMC VSPEX End-User Computing 25

26 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Tecnologia della soluzione Questa soluzione VSPEX utilizza lo storage array EMC VNX5400 (per un massimo di desktop virtuali) o VNX5600 (per un massimo di desktop virtuali) e Microsoft Hyper-V Server 2012 per fornire le risorse di storage e di elaborazione a un ambiente Citrix XenDesktop 7 per desktop virtuali Windows 7 con provisioning mediante Provisioning Services (PVS) o Machine Creation Services (MCS). La Figura 4 mostra i componenti della soluzione. Figura 4. Componenti della soluzione La pianificazione e la progettazione dell'infrastruttura di storage per l'ambiente Citrix XenDesktop è una fase cruciale poiché lo storage condiviso deve essere in grado di assorbire gli intensi picchi di input/output (I/O) che si verificano in alcuni use case, ad esempio in caso di avvio di numerosi desktop all'inizio di una giornata lavorativa o quando vengono applicate le patch richieste. Questi intensi picchi di I/O possono determinare periodi di prestazioni dei desktop virtuali irregolari e imprevedibili. Se durante la pianificazione non vengono presi in considerazione questi use case, gli utenti dovranno fare i conti con le difficoltà associate all'imprevedibilità delle prestazioni, che può essere causa di grande frustrazione. Per assicurare prestazioni prevedibili per un ambiente End-User Computing, il sistema di storage deve essere in grado di gestire i picchi di carico di I/O generati dai client e al contempo garantire tempi di risposta rapidi. In genere, la progettazione di questo tipo di carico di lavoro prevede l'implementazione di diversi dischi per gestire brevi periodi di pressione I/O particolarmente elevata, il che può essere un'operazione costosa da implementare. Questa soluzione utilizza EMC VNX FAST Cache per consentire di ridurre il numero di dischi richiesti. Il backup di nuova generazione di EMC abilita la protezione dei dati dell'utente e la possibilità di ripristino da parte dell'utente finale grazie all'utilizzo di EMC Avamar e del relativo client desktop all'interno dell'immagine desktop. 26 EMC VSPEX End-User Computing

27 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Riepilogo dei componenti chiave Questa sezione descrive i componenti chiave della soluzione. Virtualizzazione dei desktop Il broker o gestore della virtualizzazione dei desktop gestisce provisioning, allocazione, manutenzione ed eventuale rimozione delle immagini di desktop virtuale fornite agli utenti del sistema. Questo software consente la creazione ondemand di immagini desktop, ne garantisce la manutenzione senza influire sulla produttività utente e impedisce che l'ambiente cresca in modo smisurato. Virtualizzazione Il livello di virtualizzazione consente di separare le risorse fisiche dalle applicazioni che ne fanno uso. In tal modo, le applicazioni possono utilizzare risorse non direttamente associate all'hardware, abilitando l'utilizzo di numerose funzionalità chiave per l'ambiente End-User Computing. Elaborazione Il livello di elaborazione fornisce risorse di memoria ed elaborazione per il software del livello di virtualizzazione nonché per le applicazioni in esecuzione nell'infrastruttura. Il programma VSPEX definisce la quantità minima di risorse del livello di elaborazione richieste e consente al cliente di scegliere qualsiasi hardware di elaborazione che soddisfi i requisiti. Rete Il livello di rete connette gli utenti dell'ambiente alle risorse necessarie e il livello di storage al livello di elaborazione. Il programma VSPEX definisce il numero minimo di porte di rete richieste per la soluzione e fornisce indicazioni generali sull'architettura di rete, consentendo al cliente di implementare i requisiti utilizzando qualsiasi hardware di rete che soddisfi tali requisiti. Storage Il livello di storage è una risorsa critica per l'implementazione dell'ambiente End- User Computing. A causa della modalità di utilizzo dei desktop, il livello di storage deve essere in grado di assorbire elevati picchi di attività temporanea senza influire sull'esperienza utente. La soluzione utilizza EMC VNX FAST Cache per gestire in modo efficiente questo carico di lavoro. Backup e ripristino Il componente di backup e ripristino opzionale della soluzione garantisce protezione dei dati nel caso in cui i dati nel sistema primario vengano eliminati o danneggiati oppure siano inutilizzabili. ShareFile I componenti di sicurezza di RSA forniscono alle aziende opzioni aggiuntive per il controllo dell'accesso all'ambiente e per garantire che solo agli utenti autorizzati sia consentito l'accesso al sistema. L'architettura della soluzione fornisce i dettagli relativi ai componenti che compongono l'architettura di riferimento. EMC VSPEX End-User Computing 27

28 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Virtualizzazione dei desktop La virtualizzazione dei desktop include e offre il desktop dell'utente a un dispositivo client remoto, ad esempio thin client, zero client, smartphone o tablet. Consente agli abbonati da posizioni differenti di accedere ai desktop virtuali ospitati sulle risorse di elaborazione centralizzate in data center remoti. In questa soluzione, Citrix XenDesktop viene utilizzato per il provisioning, la gestione, il brokering e il monitoraggio dell'ambiente di virtualizzazione dei desktop. Citrix XenDesktop 7 Nell'architettura di XenDesktop 7, i componenti di gestione e distribuzione vengono condivisi tra XenDesktop e XenApp per offrire agli amministratori un'esperienza di gestione unificata. La Figura 5 mostra i componenti dell'architettura di XenDesktop 7. Figura 5. Componenti dell'architettura di XenDesktop 7 Di seguito sono descritti i componenti dell'architettura di XenDesktop 7: Receiver: installato nei dispositivi dell'utente, Citrix Receiver fornisce agli utenti accesso self-service rapido e sicuro a documenti, applicazioni e desktop da qualsiasi dispositivo, inclusi smartphone, tablet e PC. Receiver offre accesso on-demand ad applicazioni Windows, web e SaaS (Softwareas-a-Service). StoreFront: StoreFront consente l'autenticazione degli utenti presso i siti di hosting di risorse e gestisce store di desktop e applicazioni a cui gli utenti eseguono l'accesso. Studio: Studio è la console di gestione che consente di configurare e gestire l'implementazione, eliminando la necessità di utilizzare console di gestione separate per gestire la distribuzione di applicazioni e desktop. Studio fornisce diverse procedure guidate che offrono assistenza durante i processi di configurazione dell'ambiente, di creazione dei carichi di lavoro per l'hosting di applicazioni e desktop e di assegnazione di applicazioni e desktop agli utenti. 28 EMC VSPEX End-User Computing

29 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Delivery Controller: installato nei server all'interno del data center, Delivery Controller fornisce servizi che comunicano con l'hypervisor per distribuire applicazioni e desktop, autenticare e gestire l'accesso da parte degli utenti ed effettuare il brokering delle connessioni tra gli utenti e i propri desktop virtuali e le proprie applicazioni. Il controller gestisce lo stato dei desktop, avviandoli e arrestandoli in base alla configurazione on-demand e amministrativa. In alcune edizioni, il controller consente di installare Profile Management per gestire le impostazioni di personalizzazione degli utenti in ambienti Windows virtualizzati o fisici. Ciascun sito dispone di uno o più Delivery Controller. Virtual Delivery Agent (VDA): installato nei sistemi operativi di server o workstation, VDA consente connessioni per desktop e applicazioni. Per l'accesso remoto ai PC, installare VDA nel PC dell'ufficio. Macchine basate su sistema operativo Windows Server: virtual machine o macchine fisiche basate sul sistema operativo Windows Server e utilizzate per la distribuzione di applicazioni o desktop condivisi ospitati (HSD) agli utenti. Macchine basate su sistema operativo Windows Desktop: virtual machine o macchine fisiche basate sul sistema operativo Windows Desktop e utilizzate per la distribuzione di desktop personalizzati agli utenti o di applicazioni da sistemi operativi desktop. Accesso remoto a PC: dispositivi degli utenti inclusi in una whitelist, che consentono agli utenti di accedere in remoto alle risorse nei PC dell'ufficio, da qualsiasi dispositivo che esegue Citrix Receiver. Machine Creation Services Machine Creation Services (MCS) è un meccanismo di provisioning integrato nell'interfaccia di gestione di XenDesktop, Citrix Studio, per eseguire il provisioning, gestire e disattivare i desktop per la gestione del ciclo di vita dei desktop da un punto di gestione centralizzato. MCS consente la gestione di diversi tipi di macchine all'interno di un catalogo in Citrix Studio. La personalizzazione dei desktop è permanente per le macchine che utilizzano la funzionalità Personal vdisk, mentre le macchine che non utilizzano Personal vdisk sono appropriate nel caso in cui sia necessario rimuovere le modifiche apportate ai desktop alla disconnessione dell'utente. Quando si utilizza il provisioning MCS, i desktop condividono un'immagine di base comune all'interno di un catalogo. Di conseguenza, la frequenza di accesso all'immagine di base è solitamente sufficiente per utilizzare EMC VNX FAST Cache, che sposta i dati a cui si accede più spesso su Flash drive per fornire tempi di risposta ottimali alle richieste di I/O con un minor numero di dischi fisici. Servizi di provisioning Citrix Citrix Provisioning Services (PVS) si basa su un approccio differente rispetto alle soluzioni di imaging desktop tradizionali modificando in maniera radicale la relazione tra i componenti hardware e software eseguiti. Eseguendo lo streaming di una singola immagine dei dischi condivisa (vdisk) invece di copiare le immagini sulle singole macchine, PVS consente alle organizzazioni di ridurre il numero di immagini disco da gestire. A mano a mano che il numero di macchine continua a crescere, PVS garantisce l'efficienza di una gestione centralizzata con i vantaggi dell'elaborazione distribuita. Poiché le macchine eseguono lo streaming dei dati del disco in modo dinamico e in tempo reale da un'unica immagina condivisa, la coerenza dell'immagine delle macchine è garantita. Inoltre, è possibile che la configurazione, le applicazioni e persino il sistema operativo di pool di macchine di grandi dimensioni vengano modificati completamente durante l'operazione di riavvio. EMC VSPEX End-User Computing 29

30 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione In questa soluzione, PVS esegue il provisioning di 500, o desktop virtuali su cui viene eseguito Windows 7 o Windows 8. I desktop vengono implementati da una singola immagine del disco virtuale (vdisk). Citrix Personal vdisk La funzionalità Citrix Personal vdisk (PvDisk o PvD) è stata introdotta in Citrix XenDesktop 5.6. Con Personal vdisk, gli utenti possono mantenere le impostazioni di personalizzazione e le applicazioni installate dall'utente in un desktop in pool. Tale risultato è reso possibile mediante il reindirizzamento delle modifiche dalla macchina virtuale in pool dell'utente verso un disco separato denominato Personal vdisk. Durante la fase di esecuzione, il contenuto di Personal vdisk viene combinato con il contenuto della macchina virtuale di base per offrire un'esperienza utente unificata. I dati di Personal vdisk vengono mantenuti intatti durante le operazioni di riavvio e aggiornamento. In questa soluzione, PVS esegue il provisioning di 500, o desktop virtuali su cui viene eseguito Windows 7. I desktop vengono implementati da una singola immagine del disco virtuale (vdisk). Citrix Profile Management Citrix Profile Management conserva i profili utente e li sincronizza dinamicamente con un repository di profili remoto. Citrix Profile Management assicura che le impostazioni personali vengano applicate a desktop e applicazioni, indipendentemente dal dispositivo client o dalla posizione di login dell'utente. Virtualizzazione La combinazione di Citrix Profile Management e dei desktop in pool fornisce l'esperienza di un desktop dedicato, riducendo al minimo la quantità di storage richiesta in un'organizzazione. Con Citrix Profile Management, il profilo remoto di un utente viene scaricato dinamicamente quando l'utente esegue il login a un Citrix XenDesktop. Profile Management esegue il download delle informazioni sul profilo utente solo quando l'utente ne ha bisogno. Il livello di virtualizzazione è un componente chiave di qualsiasi soluzione End- User Computing. Consente di dissociare i requisiti di risorse delle applicazioni dalle risorse fisiche sottostanti che soddisfano tali requisiti. Questo offre maggiore flessibilità nell'apl, eliminando il tempo di inattività dell'hardware dovuto a interventi di manutenzione, e consente di modificare la funzionalità e la capacità fisica del sistema senza influire sulle applicazioni ospitate. Microsoft Hyper-V Server 2012 Microsoft Hyper-V Server 2012 viene utilizzato per creare il livello di virtualizzazione per questa soluzione. Microsoft Hyper-V trasforma le risorse fisiche dei computer virtualizzando CPU, memoria, storage e rete. Tale trasformazione determina la creazione di virtual machine completamente funzionanti che eseguono applicazioni e sistemi operativi isolati e incapsulati proprio come se fossero computer fisici. Le funzionalità di High Availability di Microsoft Hyper-V, quali Live Migration e Storage Migration, consentono di eseguire in maniera trasparente la migrazione di virtual machine e file archiviati tra server Hyper-V con un impatto minimo o nullo sulle prestazioni. 30 EMC VSPEX End-User Computing

31 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Microsoft System Center Virtual Machine Manager Hyper-V High Availability Microsoft System Center Virtual Machine Manager è una piattaforma di gestione centralizzata per l'infrastruttura Microsoft Hyper-V. Fornisce agli amministratori un'unica interfaccia per tutti gli aspetti relativi al monitoraggio, alla gestione e alla manutenzione dell'infrastruttura virtuale, a cui è possibile accedere da più dispositivi. La funzionalità Microsoft Hyper-V Cluster High Availability consente al livello di virtualizzazione di riavviare automaticamente le virtual machine in diverse condizioni di errore. In caso di errore dell'hardware fisico, le macchine virtuali interessate possono essere riavviate automaticamente su altri server del cluster. Nota: perché Microsoft Hyper-V Cluster High Availability possa riavviare le virtual machine su hardware differente, è necessario che in tali server siano disponibili risorse sufficienti. Nella sezione Elaborazione vengono forniti suggerimenti specifici per l'abilitazione di questa funzionalità. Microsoft Hyper-V Cluster consente di configurare delle policy in modo da determinare le virtual machine che devono essere riavviate automaticamente e le condizioni in cui tali operazioni devono essere eseguite. EMC Storage Integrator for Windows EMC Storage Integrator (ESI) 3.0 for Windows è un'interfaccia di gestione che consente di visualizzare ed eseguire il provisioning dello storage basato su blocchi e su file per gli ambienti Windows. ESI semplifica la procedura necessaria per la creazione e il provisioning dello storage per i server Hyper-V, come un disco locale o una share mappata. ESI supporta inoltre la discovery e il provisioning dello storage tramite PowerShell. Ulteriori informazioni vengono fornite nelle guide al prodotto ESI for Windows, disponibili sul sito web di Supporto Online EMC. Elaborazione La scelta di una piattaforma server per un'infrastruttura EMC VSPEX si basa non solo sui requisiti tecnici dell'ambiente, ma anche sul supporto della piattaforma, sulle relazioni esistenti con il provider dei server, sulle funzionalità avanzate in termini di prestazioni e gestione e su molti altri fattori. Per questo motivo, le soluzioni EMC VSPEX sono progettate per essere eseguite su un'ampia gamma di piattaforme server. Anziché richiedere un determinato numero di server con un set di requisiti specifico, VSPEX indica i requisiti da soddisfare per quanto riguarda il numero di core dei processori e la quantità di RAM. L'implementazione può essere eseguita con 2 o 20 server ed essere ancora considerata la stessa soluzione VSPEX. Si supponga, ad esempio, che i requisiti del livello di elaborazione per una specifica implementazione siano 25 core di processore e 200 GB di RAM. È possibile che un cliente scelga di utilizzare server "white-box" contenenti 16 core di processori e 64 GB di RAM, mentre un altro cliente sceglie un server high-end con 20 core di processori e 144 GB di RAM. EMC VSPEX End-User Computing 31

32 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione In questo esempio, il primo cliente ha la necessità di utilizzare quattro server, mentre il secondo ne ha bisogno di due, come illustrato nella Figura 6. Figura 6. Flessibilità del livello di elaborazione Nota: per abilitare la High Availability a livello di elaborazione, ciascun cliente necessita di un server aggiuntivo con capacità sufficiente per fornire una piattaforma di failover in caso di interruzione dell'attività di un componente hardware. A livello di elaborazione, osservare le seguenti best practice: Utilizzare un numero di server identici o almeno compatibili. VSPEX implementa tecnologie di High Availability a livello di hypervisor che possono richiedere set di istruzioni simili sull'hardware fisico sottostante. Implementando VSPEX su unità server identiche, è possibile ridurre al minimo i problemi di incompatibilità in quest'area. Se si implementa una soluzione di high availability a livello di hypervisor, la macchina virtuale di maggiori dimensioni che è possibile creare è vincolata dal server fisico più piccolo presente nell'ambiente. È consigliabile implementare le funzionalità di High Availability disponibili nel livello di virtualizzazione e assicurarsi che il livello di elaborazione disponga di risorse sufficienti per gestire almeno gli errori di un singolo server. Questo consente di implementare upgrade con tempi di inattività ridotti e di tollerare i guasti di singole unità. 32 EMC VSPEX End-User Computing

33 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Entro i limiti di questi suggerimenti e best practice, il livello di elaborazione per EMC VSPEX offre la flessibilità necessaria per soddisfare le specifiche esigenze dei clienti. Il vincolo principale è rappresentato dalla necessità di fornire un numero di core di processore e una quantità di RAM per core sufficienti per soddisfare le esigenze dell'ambiente di destinazione. Rete La rete dell'infrastruttura richiede link di rete ridondanti per ciascun host Hyper-V, lo storage array, le porte di interconnessione degli switch e le porte uplink degli switch. Questa configurazione fornisce ridondanza e larghezza di banda di rete aggiuntiva. Questa configurazione è necessaria, indipendentemente dal fatto che l'infrastruttura di rete per la soluzione sia già esistente o venga implementata insieme ad altri componenti della soluzione. Un esempio di questo tipo di topologia di rete con High Availability è illustrato nella Figura 7. Nota: l'esempio è relativo a reti basate su IP, ma gli stessi principi sottostanti, come connessioni multiple ed eliminazione di single point of failure, sono anche applicabili alle reti basate su Fibre Channel. Figura 7. Esempio di progettazione di una topologia di rete con high availability EMC VSPEX End-User Computing 33

34 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Storage Questa soluzione convalidata utilizza le LAN virtuali (VLAN) per isolare le varie tipologie di traffico di rete in modo da garantire miglioramenti significativi in termini di throughput, gestibilità, separazione delle applicazioni, high availability e sicurezza. Le piattaforme EMC Unified Storage forniscono high availability o ridondanza di rete mediante link aggregation. La link aggregation consente di visualizzare come unico link con un unico MAC Address più connessioni Ethernet attive ed, eventualmente, più indirizzi IP. In questa soluzione, il protocollo LACP (Link Aggregation Control Protocol) è configurato su VNX, per combinare più porte Ethernet in un singolo dispositivo virtuale. Se il link viene perso sulla porta Ethernet, ne viene eseguito il failover su un'altra porta. Tutto il traffico di rete viene distribuito tra i link attivi. Il livello di storage è un componente chiave di qualsiasi soluzione di infrastruttura cloud, in quanto garantisce efficienza dello storage, flessibilità di gestione e costi complessivi di gestione ridotti. In questa soluzione VSPEX, la serie EMC VNX viene utilizzata per fornire la virtualizzazione a livello di storage. EMC VNX Snapshots EMC VNX Snapshots è una funzionalità software che crea copie dei dati point-intime. VNX Snapshots serve per il backup dei dati, lo sviluppo e il test di software, la ridestinazione, la convalida dei dati e rapidi restore locali. VNX Snapshots migliora la funzionalità di snapshot EMC VNX SnapView, integrandosi con gli storage pool. Nota: Le LUN create su RAID group fisici, dette anche LUN RAID, supportano solo snapshot SnapView. Questa limitazione dipende dal fatto che EMC VNX Snapshots richiede spazio del pool per la natura della sua tecnologia. EMC VNX Snapshots supporta 256 snapshot scrivibili per LUN di un pool. Questa funzionalità supporta il branching, detto anche "Snap of a Snap", purché il numero totale di snapshot per ogni LUN primaria sia minore di 256 (limite fisso). EMC VNX Snapshots sfrutta la tecnologia ROW (redirect on write), che reindirizza le nuove scritture destinate alla LUN primaria a una nuova posizione all'interno dello storage pool. Tale implementazione è diversa dalla copia alla prima scrittura o CoFW (Copy on First Write), utilizzata in SnapView, che trattiene le attività di scrittura nella LUN primaria finché i dati originali non vengono copiati nel Reserved LUN Pool per conservare una snapshot. Questa versione supporta anche i consistency group (CG). È possibile unire diverse LUN del pool in un CG e creare contemporaneamente una snapshot. Quando viene avviata la snapshot di un CG, tutte le operazioni di scrittura sulle LUN che fanno parte del gruppo vengono sospese fino alla creazione delle snapshot. I CG vengono utilizzati, in genere, per le LUN che appartengono alla stessa applicazione. 34 EMC VSPEX End-User Computing

35 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione EMC VNX SnapSure EMC VNX SnapSure è una funzionalità del software EMC VNX File che consente di creare e gestire i checkpoint, ovvero immagini logiche e point-in-time di un file system di produzione (PFS, Production File System). SnapSure sfrutta un principio copy-on-first-modify, ovvero copia alla prima modifica. Un PFS è composto da blocchi. Quando un blocco all'interno del PFS viene modificato, una copia con i contenuti originali del blocco viene salvata su un volume separato chiamato SavVol. Le modifiche successive apportate allo stesso blocco nel PFS non sono copiate sul SavVol. I blocchi originali dal PFS nel SavVol e i blocchi del PFS senza modifiche che rimangono nel PFS vengono letti da EMC SnapSure, in base a una struttura di data-tracking mediante bitmap e mappa dei blocchi. Questi blocchi sono combinati per generare un'immagine point-in-time completa, chiamata anche checkpoint. Un checkpoint rispecchia lo stato di un PFS nell'istante in cui viene creato. EMC VNX SnapSure supporta due tipi di checkpoint: Checkpoint di sola lettura: file system di sola lettura creati da un PFS Checkpoint scrivibili: file system in lettura/scrittura creati da un checkpoint di sola lettura SnapSure è in grado di mantenere un massimo di 96 checkpoint di sola lettura e 16 checkpoint scrivibili per PFS, consentendo al tempo stesso l'accesso costante e in tempo reale ai dati per le applicazioni del PFS. Nota: Ogni checkpoint scrivibile viene associato a un checkpoint di sola lettura, identificato come checkpoint baseline. Un checkpoint baseline può essere associato a un solo checkpoint scrivibile. Il documento Using VNX SnapSure fornisce ulteriori informazioni dettagliate. EMC VNX Virtual Provisioning EMC VNX Virtual Provisioning consente alle aziende di aumentare l'utilizzo della capacità, semplificare lo storage management e ridurre il tempo di inattività delle applicazioni, abbattendo così i costi di storage. Il provisioning virtuale aiuta inoltre le aziende a ridurre il fabbisogno di energia e di raffreddamento e di tagliare le spese in conto capitale. Il provisioning virtuale provvede al provisioning dello storage basato su pool implementando LUN del pool thin o thick. Le thin LUN offrono storage on-demand in grado di massimizzare l'utilizzo dello storage, che viene assegnato esclusivamente in base alle esigenze. Le thick LUN garantiscono prestazioni elevate e prevedibili per le applicazioni. Entrambi i tipi di LUN sfruttano le pratiche funzionalità del provisioning basato su pool. Pool e LUN del pool costituiscono inoltre le fondamenta per i data service avanzati, quali FAST VP, snapshot VNX e compressione. Le LUN del pool supportano anche una vasta gamma di funzionalità aggiuntive, come la riduzione delle LUN, l'espansione online e l'impostazione del limite di soglia per la capacità utente. EMC VSPEX End-User Computing 35

36 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Il provisioning virtuale consente di espandere la capacità di uno storage pool dall'interfaccia grafica Unisphere, dopo il collegamento fisico dei dischi al sistema. I sistemi EMC VNX sono in grado di ribilanciare gli elementi dati assegnati tra tutte le unità associate. Questo consente di utilizzare nuove unità in seguito all'espansione del pool. La funzione di ribilanciamento viene avviata automaticamente dopo un'azione di espansione e viene eseguita in background. È possibile monitorare l'avanzamento di un'operazione di ribilanciamento nella scheda General della finestra Pool Properties di Unisphere, come illustrato nella Figura 8. Figura 8. Stato di avanzamento del ribilanciamento dello storage pool Espansione LUN Utilizzare l'espansione delle LUN del pool per incrementare la capacità delle LUN esistenti. Questa funzione consente di effettuare il provisioning di capacità maggiori in risposta alla crescita delle esigenze di business. La famiglia EMC VNX consente di espandere una LUN di pool senza interrompere l'accesso da parte degli utenti. È possibile espandere le LUN dei pool con pochi clic, e la capacità aggiunta è immediatamente disponibile. Tuttavia, se una LUN del pool fa parte di un'operazione di protezione dei dati o di migrazione di LUN, non è possibile espanderla. Ad esempio, le LUN snapshot o le LUN di migrazione non possono essere espanse. Riduzione delle LUN La riduzione delle LUN diminuisce la capacità delle thin LUN esistenti. EMC VNX è in grado di ridurre la LUN di un pool. Tuttavia, questa opzione è disponibile solo per le LUN gestite da Windows Server 2008 e versioni successive. Il processo di riduzione prevede due fasi: 1. Riduzione del file system da Gestione disco di Windows. 2. Riduzione della LUN del pool tramite una finestra di comando e l'utility DISKRAID. 36 EMC VSPEX End-User Computing

37 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione L'utility DISKRAID è disponibile tramite VDS Provider, incluso nel pacchetto EMC Solutions Enabler. Al termine del processo di riduzione viene visualizzata subito la nuova dimensione della LUN. Un'attività in background recupera lo spazio eliminato o ridotto e lo riassegna nello storage pool. Una volta completata l'operazione, qualsiasi altra LUN di quel pool può utilizzare lo spazio recuperato. Per ulteriori informazioni su espansione/riduzione delle LUN, fare riferimento al white paper EMC VNX Virtual Provisioning Applied Technology. Alert agli utenti attraverso l'impostazione del limite di soglia per la capacità Quando si utilizzano un file system o storage pool basati su thin pool, è necessario configurare gli alert proattivi. Monitorare queste risorse in modo che lo storage sia disponibile per il provisioning quando necessario, onde evitare carenze di capacità. La Figura 9 mostra perché è necessario il monitoraggio del provisioning con i thin pool. Figura 9. Utilizzo dello spazio delle thin LUN Monitorare i seguenti valori per l'utilizzo del thin pool: Capacità totale: la capacità fisica totale disponibile per tutte le LUN del pool. Allocazione totale: la capacità fisica totale attualmente assegnata a tutte le LUN del pool. Capacità sottoscritta: la capacità totale riportata dall'host supportata dal pool. Capacità con sottoscrizione in eccesso: il quantitativo di capacità utente configurata per le LUN che eccede la capacità fisica di un pool. Allocazione totale: questo valore non deve mai superare la capacità totale. Nel caso in cui però si avvicini, aggiungere storage ai pool in modo proattivo prima di raggiungere il limite fisso. EMC VSPEX End-User Computing 37

38 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione La Figura 10 mostra la finestra di dialogo Storage Pool Properties in Unisphere, che contiene diversi parametri, tra cui Free, Percent Full, Total Allocation, Total Subscription per la capacità fisica e Percent Subscribed e Oversubscribed By per la capacità virtuale. Figura 10. Analisi dell'utilizzo dello spazio dello storage pool Quando la capacità dello storage pool sta per esaurirsi, ogni richiesta di assegnazione di spazio aggiuntivo sulle thin LUN fallisce. Anche le applicazioni che tentano di scrivere dati nelle LUN in questione generano un errore, causando una possibile interruzione delle attività. Per prevenire questa situazione, monitorare l'utilizzo del pool in modo da ricevere degli alert al raggiungimento dei limiti di soglia, quindi impostare un valore per Percentage Full Threshold per riservare un buffer sufficiente per correggere la situazione ed evitare l'interruzione dell'attività. Modificare questa impostazione facendo clic su Advanced nella finestra di dialogo Storage Pool Properties, come illustrato nella Figura 11. Questo alert è attivo solo se nel pool sono presenti una o più thin LUN, perché le sottoscrizioni in eccesso in un pool possono essere create solo con le thin LUN. Se il pool contiene soltanto thick LUN, l'alert non è attivo. In questo caso, infatti, il rischio di esaurire lo spazio a causa di una sottoscrizione eccessiva non sussiste. Quando viene creato un pool, è anche possibile specificare il valore per Percent Full Threshold, che equivale a Total Allocation/Total Capacity. Quando la capacità dello storage pool sta per esaurirsi, ogni richiesta di assegnazione di spazio aggiuntivo sulle thin LUN fallisce. Anche le applicazioni che tentano di scrivere dati nelle LUN in questione generano un errore, causando una possibile interruzione delle attività. Per prevenire questa situazione, monitorare l'utilizzo del pool in modo da ricevere degli alert al raggiungimento dei limiti di soglia, quindi impostare un valore per Percentage Full Threshold per riservare un buffer sufficiente per correggere la situazione ed evitare l'interruzione dell'attività. Modificare questa impostazione facendo clic su Advanced nella finestra di dialogo Storage Pool Properties, come illustrato nella Figura EMC VSPEX End-User Computing

39 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Questo alert è attivo solo se nel pool sono presenti una o più thin LUN, perché le sottoscrizioni in eccesso in un pool possono essere create solo con le thin LUN. Se il pool contiene soltanto thick LUN, l'alert non è attivo. In questo caso, infatti, il rischio di esaurire lo spazio a causa di una sottoscrizione eccessiva non sussiste. Quando viene creato un pool, è anche possibile specificare il valore per Percent Full Threshold, che equivale a Total Allocation/Total Capacity. Figura 11. Definizione dei limiti di soglia per l'utilizzo dello storage pool Per visualizzare gli alert, fare clic su Alert in Unisphere. La Figura 12 visualizza la procedura guidata Unisphere Event Monitor Wizard, in cui è possibile selezionare se ricevere gli alert tramite posta elettronica, un servizio di paging o un trap SNMP. Figura 12. Definizione delle notifiche automatizzate per blocchi EMC VSPEX End-User Computing 39

40 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione La Tabella 1 elenca le informazioni sui livelli di soglia e sulle relative impostazioni. Tabella 1. Limiti di soglia e impostazioni di EMC VNX OE Block Release 33 Tipo di livello di soglia Configurabile dall'utente Intervallo del livello di soglia Livello di soglia predefinito Gravità degli alert Effetto collaterale 1%-84% 70% Avvertenza Nessuna Origini di dati N/D 85% Critico Cancella gli alert configurabili dall'utente Se il valore di allocazione totale supera il 90% della capacità totale, lo spazio potrebbe esaurirsi con conseguenze negative su tutte le applicazioni che utilizzano le thin LUN nel pool. VNX FAST Cache VNX FAST VP (opzionale) File share di EMC VNX VNX FAST Cache, parte di VNX FAST Suite, consente l'utilizzo delle Flash drive come livello cache di espansione per l'array. FAST Cache è un tipo di cache senza interruzioni, a livello di array, ed è disponibile per storage basato sia su file che su blocchi. I dati a cui si accede più frequentemente vengono copiati sulla FAST Cache in incrementi di 64 KB. Le successive operazioni di lettura e scrittura nelle porzioni di dati vengono gestite dalla FAST Cache. Questo consente l'immediato spostamento dei dati molto attivi su flash drive, migliorando drasticamente i tempi di risposta per i dati attivi e riducendo gli hot spot di dati che possono verificarsi all'interno della LUN. VNX FAST VP, parte della EMC VNX FAST Suite, consente di eseguire il tiering automatico dei dati nei diversi tipi di unità per bilanciare le differenze di prestazioni e capacità. La soluzione FAST VP viene applicata a livello di storage pool basato su blocchi e regola automaticamente la posizione in cui i dati vengono archiviati in base alla relativa frequenza di accesso. I dati ad accesso frequente sono promossi a tier dello storage più elevati con incrementi di 256 MB, mentre i dati ad accesso meno frequente possono essere migrati a un tier inferiore per ottimizzare i costi. Questo ribilanciamento di unità di dati di 256 MB, o sezioni, viene eseguito nel quadro di un'operazione di manutenzione pianificata in modo regolare. In molti ambienti, spesso è importante avere un punto comune in cui archiviare i file ai quali accedono diversi utenti. Per implementare questa funzionalità è possibile utilizzare le file share CIFS o NFS di un file server. Gli storage array EMC VNX offrono questo servizio insieme a funzionalità di gestione centralizzata, integrazione dei client e miglioramento dell'efficienza e opzioni di sicurezza avanzata. Il documento Configuring and Managing CIFS on VNX fornisce ulteriori informazioni. 40 EMC VSPEX End-User Computing

41 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione ROBO Le aziende con uffici remoti e filiali (ROBO) spesso preferiscono individuare i dati e le applicazioni vicino agli utenti per fornire prestazioni migliori e una latenza ridotta. In questi ambienti i dipartimenti IT devono bilanciare i vantaggi del supporto locale con l'esigenza di mantenere un controllo centrale. I sistemi locali e lo storage dovrebbero essere facili da amministrare per il personale locale, ma supportano anche strumenti per la gestione remota e l'aggregazione flessibile che riducono le esigenze delle risorse locali. Con EMC VSPEX è possibile accelerare l'implementazione delle applicazioni negli uffici remoti e nelle filiali. I clienti possono inoltre utilizzare Unisphere Remote per consolidare il monitoraggio, gli alert di sistema e la generazione di report su centinaia di sedi, pur mantenendo la semplicità delle operazioni e della funzionalità di unified storage per i responsabili locali. Backup e ripristino Il backup e il ripristino garantiscono la protezione dei dati mediante il backup di volumi o file di dati in base a pianificazioni definite e il restore dei dati dal backup nel caso in cui sia necessario il ripristino dopo il verificarsi di guasti irreparabili. In questa soluzione VSPEX, EMC Avamar viene utilizzato per lo stack, che supporta fino a virtual machine. EMC Avamar EMC Avamar offre metodi di backup dei desktop virtuali mediante operazioni a livello di immagine o basate su guest. Avamar esegue l'engine di deduplica a livello di disco della macchina virtuale (VHDX) per i backup delle immagini e a livello di file per i backup basati su guest. La protezione a livello di immagine consente ai backup client di effettuare una copia di tutti i dischi virtuali e dei file di configurazione associati a un desktop virtuale specifico in caso di guasto dell'hardware, danneggiamento o eliminazione accidentale del desktop virtuale. Avamar diminuisce drasticamente i tempi di backup e ripristino del desktop virtuale utilizzando la registrazione delle modifiche ai blocchi (CBT) per il backup e il ripristino. La protezione basata su guest funziona in modo analogo alle soluzioni di backup tradizionali. Il backup basato su guest può essere utilizzato su qualsiasi macchina virtuale che esegue un sistema operativo per cui è disponibile un backup client Avamar. Abilita un controllo dettagliato sul contenuto e sui modelli di inclusione ed esclusione. In tal modo consente di prevenire la perdita di dati a seguito di errori degli utenti, come l'eliminazione accidentale di file. L'installazione dell'agent desktop/laptop sul sistema da proteggere consente di eseguire il ripristino self-service dei dati dell'utente. ShareFile ShareFile è un servizio di storage e condivisione dei file basato su cloud, progettato per garantire sicurezza e storage di livello enterprise. ShareFile consente agli utenti di condividere in maniera sicura i documenti con gli altri utenti. Gli utenti di ShareFile includono dipendenti e utenti all'esterno della directory di livello enterprise (definiti client). EMC VSPEX End-User Computing 41

42 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione StorageZones ShareFile StorageZones ShareFile consente agli ambienti di business di condividere i file all'interno dell'azienda e, al tempo stesso, di soddisfare i requisiti di conformità richiesti dalle normative vigenti. StorageZones offre ai clienti la possibilità di mantenere i propri dati in sistemi di storage on-site. Consente la condivisione di file di grandi dimensioni con la crittografia completa e offre la possibilità di sincronizzare i file con più dispositivi. Grazie alla possibilità di archiviare i dati on-site e in posizioni più vicine agli utenti rispetto ai dati che risiedono nel public cloud, StorageZone è in grado di assicurare prestazioni e sicurezza di livello superiore. StorageZone ShareFile consente di: Utilizzare StorageZone con o in sostituzione del cloud storage gestito da ShareFile. Configurare Citrix CloudGateway Enterprise per l'integrazione dei servizi ShareFile con Citrix Receiver per l'autenticazione e il provisioning degli utenti. Sfruttare la riconciliazione automatizzata tra il cloud ShareFile e l'implementazione di StorageZone in un'azienda. Abilitare scansioni antivirus automatizzate dei file caricati. Abilitare il ripristino di file dal backup di Storage Center (il componente server di StorageZone è denominato Storage Center). È possibile eseguire la ricerca di date e ore specifiche nei record dei file e contrassegnare file e cartelle per il restore dal backup di Storage Center. Architettura di StorageZones ShareFile La Figura 13 mostra l'architettura generale di ShareFile. Figura 13. Architettura generale ShareFile ShareFile include tre componenti: Client: accede al servizio ShareFile utilizzando uno strumento nativo, come un browser, mediante Citrix Receiver o direttamente tramite l'api (Application Programming Interface). 42 EMC VSPEX End-User Computing

43 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Control Plane: esegue funzioni specifiche, tra cui storage di file, cartelle e informazioni sugli account, controllo dell'accesso, generazione di report e altre funzioni di brokering. Control Plane risiede in più data center Citrix situati in tutto il mondo. StorageZone: definisce le posizioni in cui vengono archiviati i dati. Il componente server di StorageZone è denominato Storage Center. Per la High Availability sono richiesti almeno due componenti Storage Center per StorageZone. Una StorageZone deve utilizzare una singola file share per tutti i relativi Storage Center. ShareFile Storage Center estende il cloud storage SaaS (Software-as-a-Service) ShareFile fornendo all'account ShareFile un sistema di storage privato in sede, definito StorageZone. Lo storage in sede ShareFile presenta le seguenti differenze rispetto al cloud storage: Il cloud storage gestito da ShareFile è un sistema di storage multitenant pubblico gestito da Citrix. ShareFile Storage Center è un sistema di storage single-tenant privato gestito dal cliente, che può essere utilizzato solo da account dei clienti approvati. Per impostazione predefinita, ShareFile archivia i dati nel cloud storage protetto gestito da ShareFile. La funzionalità ShareFile Storage Center consente di configurare una StorageZone privata on-site. StorageZone definisce le posizioni in cui vengono archiviati i dati e garantisce l'ottimizzazione delle prestazioni consentendo lo storage dei dati in aree vicine agli utenti. Determinare il numero di StorageZones e la relativa posizione in base ai requisiti di conformità e prestazioni dell'organizzazione. In generale, la best practice per l'ottimizzazione delle prestazioni prevede l'assegnazione degli utenti alla StorageZone geograficamente più vicina. Storage Center è un servizio web che gestisce tutte le operazioni HTTPS degli utenti finali e il sottosistema di controllo di ShareFile. Il sottosistema di controllo di ShareFile gestisce tutte le operazioni non correlate al contenuto dei file, come autenticazione, autorizzazione, navigazione file, configurazione, metadati, invio e richiesta di file e bilanciamento del carico. Il sottosistema di controllo esegue inoltre gli health check di Storage Center e impedisce l'invio di richieste dai server offline. Il sottosistema di controllo di ShareFile viene gestito nei data center online Citrix. Il sottosistema di storage ShareFile gestisce le operazioni correlate al contento dei file, come upload, download e verifica antivirus. Quando si crea una StorageZone, si crea un sottosistema di storage privato per i dati ShareFile. In caso di implementazione di ShareFile nell'ambiente di produzione, la best practice consigliata prevede l'utilizzo di almeno due server in cui sia installato Storage Center per garantire la High Availability. Quando si installa Storage Center, si crea una StorageZone. È possibile quindi installare Storage Center in un altro server e aggiungerlo alla stessa StorageZone. Gli Storage Center che appartengono alle stesse StorageZone devono utilizzare la stessa file share per lo storage. EMC VSPEX End-User Computing 43

44 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Utilizzo di StorageZone ShareFile con le architetture VSPEX La Figura 14 illustra l'ambiente VSPEX End-User Computing per Citrix XenDesktop con l'infrastruttura aggiuntiva per il supporto di StorageZone ShareFile con Storage Center. La capacità server viene indicata in termini generici per i requisiti minimi di CPU e memoria. Il cliente è libero di selezionare l'hardware dei server e di rete che soddisfi o superi i requisiti minimi indicati. Lo storage consigliato offre un'architettura con High Availability per l'implementazione di StorageZone ShareFile. Figura 14. Architettura logica: VSPEX End-User Computing per Citrix XenDesktop con StorageZone ShareFile 44 EMC VSPEX End-User Computing

45 Server Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione Un ambiente di produzione con High Availability richiede almeno due server (virtual machine) in cui sia installato Storage Center. La Tabella 2 riassume i requisiti in termini di CPU e memoria per l'implementazione di StorageZone ShareFile con Storage Center. Tabella 2. Risorse hardware minime per il supporto di StorageZone ShareFile con Storage Center CPU (core) Memoria (GB) Architetture Storage Center 2 4 requisiti di sistema dello Storage Center su Citrix edocs Rete Fornire porte di rete sufficienti per supportare i requisiti aggiuntivi dei due server Storage Center. I componenti di networking possono essere implementati utilizzando reti IP da 1 Gb o 10 Gb, purché la larghezza di banda e la ridondanza soddisfino i requisiti indicati. Storage StorageZone ShareFile richiede una share CIFS per garantire lo storage privato dei dati per Storage Center. La famiglia di storage EMC VNX è in grado di fornire sia l'accesso ai file che ai blocchi con un ampio set di funzionalità e, pertanto, rappresenta la scelta ideale per l'implementazione dello storage di StorageZone ShareFile. La serie EMC VNX supporta un'ampia gamma di funzionalità di classe business ideali per lo storage di StorageZone ShareFile che comprendono: Fully Automated Storage Tiering for Virtual Pools (FAST VP) FAST Cache Compressione dei dati e deduplica dei file Thin provisioning più efficiente Checkpoint Conservazione a livello di file Gestione delle quote EMC VSPEX End-User Computing 45

46 Capitolo 3: Panoramica della tecnologia della soluzione La Tabella 3 fornisce lo storage EMC VNX consigliato per la share CIFS di StorageZone ShareFile. Tabella 3. Storage EMC VNX consigliato per la share CIFS di StorageZone ShareFile Storage di base Note ShareFile Per 500 utenti: 2 data mover (active/standby, solo variante CIFS) 8 dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici Per utenti: 2 data mover (active/standby, solo variante CIFS) 16 dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici Per utenti: 2 data mover (active/standby, solo variante CIFS) 24 dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici La configurazione presuppone che ogni utente utilizzi 10 GB di spazio di storage privato. 46 EMC VSPEX End-User Computing

47 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Capitolo 4 Panoramica della soluzione Questo capitolo descrive i seguenti argomenti: Panoramica della soluzione Architettura della soluzione Linee guida per la configurazione dei server Linee guida per la configurazione di rete Linee guida per la configurazione dello storage High availability e failover Profilo del test di convalida Guida alla configurazione dell'ambiente di backup Linee guida per il dimensionamento Carico di lavoro di riferimento Applicazione del carico di lavoro di riferimento Implementazione delle architetture di riferimento Valutazione rapida EMC VSPEX End-User Computing 47

48 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Panoramica della soluzione Questo capitolo offre una guida completa agli aspetti più importanti della soluzione. La capacità server viene indicata in termini generici per i requisiti minimi di CPU, memoria e interfacce di rete. È possibile selezionare l'hardware dei server e di rete che soddisfi o superi i requisiti minimi indicati. EMC ha convalidato la storage architecture specificata, unitamente a un sistema in grado di soddisfare i requisiti di server e di rete delineati, per fornire livelli elevati di prestazioni offrendo al tempo stesso un'architettura con High Availability per l'implementazione di soluzioni End-User Computing. Ciascuna VSPEX Proven Infrastructure bilancia le risorse di storage, rete ed elaborazione necessarie per un determinato numero di desktop virtuali ed è stata convalidata da EMC. In pratica, ogni desktop virtuale prevede uno specifico set di requisiti, che raramente corrispondono all'idea predefinita delle caratteristiche e delle funzioni di un desktop virtuale. In qualsiasi discussione sull'end-user Computing, occorre prima definire un carico di lavoro di riferimento. Non tutti i server eseguono le stesse attività ed è impossibile creare un riferimento che prenda in considerazione ogni possibile combinazione delle caratteristiche dei carichi di lavoro. Nota: per descrivere e definire una virtual machine, VSPEX utilizza il concetto di carico di lavoro di riferimento. Pertanto, un desktop fisico o virtuale di un ambiente esistente potrebbe non essere uguale a un desktop virtuale di una soluzione VSPEX. Valutare il carico di lavoro in base al riferimento per giungere a un punto di scala appropriato. La sezione Applicazione del carico di lavoro di riferimento fornisce una descrizione dettagliata. Architettura della soluzione Abbiamo 1 convalidato la soluzione VSPEX End-User Computing con EMC VNX in tre diversi punti di scala. Queste configurazioni definite rappresentano la base su cui creare una soluzione personalizzata. Questi punti di scala vengono definiti in termini di carico di lavoro di riferimento. Architettura logica I diagrammi dell'architettura presentati in questa sezione indicano il layout dei principali componenti della soluzione per le due varianti di storage: SMB e FC. 1 In questa, la prima persona plurale si riferisce al team di engineering di EMC Solutions che ha convalidato la soluzione. 48 EMC VSPEX End-User Computing

49 Capitolo 4: Panoramica della soluzione La Figura 15 mostra l'architettura logica della variante SMB, in cui una rete 10 GbE trasporta tutto il traffico di rete. Figura 15. Architettura logica per la variante SMB Nota: è possibile implementare i componenti di networking della soluzione utilizzando reti IP da 1 Gb/s o 10 Gb/s, purché la larghezza di banda e la ridondanza soddisfino i requisiti indicati. EMC VSPEX End-User Computing 49

50 Capitolo 4: Panoramica della soluzione La Figura 16 mostra l'architettura logica della variante FC, in cui una rete SAN Fibre Channel trasporta il traffico di storage e una rete 10 GbE trasporta il traffico di gestione e delle applicazioni. Figura 16. Architettura logica per la variante FC Nota: è possibile implementare i componenti di networking della soluzione utilizzando reti IP da 1 Gb/s o 10 Gb/s, purché la larghezza di banda e la ridondanza soddisfino i requisiti indicati. Componenti chiave Citrix XenDesktop 7 Delivery Controller Abbiamo utilizzato due controller Citrix XenDesktop per fornire desktop virtuali ridondanti, autenticare gli utenti, gestire l'insieme di ambienti desktop virtuali degli utenti ed effettuare il brokering delle connessioni tra gli utenti e i propri desktop virtuali. In questa architettura di riferimento, i controller sono installati su Windows Server 2012 e ospitati come virtual machine su Hyper-V Server Server Citrix Provisioning Services Abbiamo utilizzato due server Citrix Provisioning Services (PVS) per fornire servizi di streaming ridondanti per lo streaming di immagini desktop dai dischi virtuali (vdisk), in base alle esigenze, ai dispositivi di destinazione. In questa architettura di riferimento, i dischi virtuali vengono memorizzati su una share CIFS ospitata dal sistema di storage VNX. Desktop virtuali Abbiamo eseguito il provisioning di desktop virtuali che eseguono Windows 7 o Windows 8 mediante MCS e PVS. 50 EMC VSPEX End-User Computing

51 Microsoft Hyper-V Server 2012 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Microsoft Hyper-V fornisce un livello di virtualizzazione comune per ospitare un ambiente server. La Tabella 13 a pagina 93 elenca le caratteristiche specifiche dell'ambiente convalidato. Microsoft Hyper-V Server 2012 fornisce un'infrastruttura con High Availability tramite funzionalità quali: Live Migration: fornisce la migrazione in tempo reale delle virtual machine all'interno di server in cluster e non in cluster, senza tempo di inattività delle virtual machine o interruzione del servizio. Storage Live Migration: fornisce la migrazione in tempo reale dei file disco delle virtual machine all'interno e attraverso storage array, senza tempo di inattività delle virtual machine o interruzione del servizio. Microsoft System Center Virtual Manager 2012 SP1 Il server Microsoft System Center Virtual Manager fornisce una piattaforma scalabile ed estendibile che rappresenta l'elemento fondamentale della gestione della virtualizzazione per il cluster Microsoft Hyper-V. Microsoft System Center Virtual Manager gestisce tutti gli host di Hyper-V e le relative virtual machine. SQL Server Il server Microsoft System Center Virtual Manager e i controller XenDesktop richiedono un servizio di database per lo storage dei dettagli di configurazione e monitoraggio. A questo scopo viene utilizzato Microsoft SQL Server 2012 in esecuzione su Windows Server Server Active Directory I servizi Active Directory (AD) sono richiesti per il corretto funzionamento dei vari componenti della soluzione. A tale scopo si utilizza il servizio Microsoft AD Directory Service in esecuzione su Windows Server Server DHCP Il server DHCP gestisce centralmente lo schema di indirizzi IP per i desktop virtuali. Questo servizio risiede sulla stessa macchina virtuale che ospita il controller di dominio e il server DNS. A tale scopo viene utilizzato il servizio DHCP di Microsoft in esecuzione su un server Windows Server DNS I servizi DNS sono richiesti per consentire ai vari componenti della soluzione di eseguire la risoluzione dei nomi. A tale scopo si utilizza il servizio Microsoft DNS in esecuzione su un server Windows EMC SMI-S Provider for Microsoft System Center Virtual Machine Manager 2012 SP1 EMC SMI-S Provider for Microsoft System Center Virtual Machine Manager è un plug-in per Microsoft System Center Virtual Machine Manager che consente lo storage management per array EMC direttamente dal client. EMC SMI-S Provider fornisce un'interfaccia di gestione unificata. Reti di storage/ip Tutto il traffico di rete viene trasportato utilizzando la rete Ethernet con cablaggio e switch ridondanti. Il traffico degli utenti e di gestione viene gestito in una rete condivisa, mentre il traffico dello storage SMB è confinato a una subnet privata e non reindirizzabile. EMC VSPEX End-User Computing 51

52 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Rete IP L'infrastruttura di rete Ethernet fornisce una connettività IP tra desktop virtuali, cluster Hyper-V e storage VNX. Per la variante SMB, l'infrastruttura IP consente ai server Hyper-V di accedere alle share CIFS su VNX e allo streaming dei desktop sui server PVS con elevata larghezza di banda e bassa latenza. Consente inoltre agli utenti dei desktop di reindirizzare i profili utente e le home directory alle share CIFS gestite centralmente su VNX. Rete Fibre Channel (FC) Per la variante FC, il traffico di storage tra tutti gli host Hyper-V e il sistema di storage VNX viene trasportato su una rete FC. Tutto il resto del traffico viene trasportato sulla rete IP. Array EMC VNX5400 Un array VNX5400 fornisce lo storage presentando lo storage SMB/FC agli host Hyper-V per un massimo di desktop virtuali. Array EMC VNX5600 Un array VNX5600 fornisce lo storage presentando lo storage SMB/FC agli host Hyper-V per un massimo di desktop virtuali. Gli storage array della famiglia VNX includono i seguenti componenti: Gli storage processor (SP) supportano i dati a blocchi con tecnologia I/O UltraFlex con il supporto dei protocolli Fibre Channel (FC), iscsi e Fibre Channel over Ethernet (FCoE). Gli storage processor offrono accesso a tutti gli host esterni e al lato file dell'array VNX. Il Disk Processor Enclosure (DPE) è di dimensione 3 U e ospita ciascuno storage processor oltre al primo slot di dischi. Questo fattore di forma viene utilizzato in VNX5300 e VNX5500. Le X-Blade (o Data Mover) accedono ai dati dal back-end e forniscono l'accesso host utilizzando la stessa tecnologia I/O UltraFlex con il supporto dei protocolli NFS, CIFS, MPFS e pnfs. Le X-Blade in ciascun array sono scalabili e forniscono ridondanza per assicurare la completa assenza di single point of failure. Il Data Mover Enclosure (DME) è di dimensione 2 U e ospita i data mover (X- Blade). Il DME è simile nel formato allo SPE ed è utilizzato su tutti i modelli VNX che supportano i protocolli a livello di file. Gli alimentatori di standby sono di dimensioni 1 U e offrono potenza sufficiente a ciascuno storage processor in modo da assicurare che venga eseguito il destage di eventuali dati in transito nell'area del vault in caso di interruzione dell'alimentazione. In questo modo non viene persa alcuna scrittura dei dati. Al riavvio dell'array, le scritture in sospeso vengono riconciliate e memorizzate. Le control station sono di dimensione 1 U e offrono funzioni di gestione ai componenti lato file cui viene fatto riferimento come X-Blade. La control station è responsabile del failover delle X-Blade. È possibile configurare la control station con una control station secondaria corrispondente per assicurare ridondanza sull'array VNX. I Disk-Array Enclosure (DAE) ospitano le unità utilizzate nell'array. 52 EMC VSPEX End-User Computing

53 EMC Avamar Capitolo 4: Panoramica della soluzione Il software Avamar fornisce la piattaforma per la protezione delle virtual machine. Questa strategia di protezione utilizza i desktop virtuali permanenti oltre alla protezione delle immagini e ai ripristini degli utenti finali. Risorse hardware La Tabella 4 contiene un elenco dei prodotti hardware utilizzati per questa soluzione. Tabella 4. Hardware soluzione Hardware di base Note Server per desktop virtuali Infrastruttura di rete Memoria: Sistema operativo desktop: 2 GB di RAM per desktop 1 TB di RAM su tutti i server per 500 desktop virtuali 2 TB di RAM su tutti i server per desktop virtuali 4 TB di RAM su tutti i server per desktop virtuali OS server: 0,6 GB di RAM per desktop 300 GB di RAM su tutti i server per 500 desktop virtuali 600 GB di RAM su tutti i server per desktop virtuali 1,2 TB di RAM su tutti i server per desktop virtuali CPU: Sistema operativo desktop: 1 vcpu per desktop (8 desktop per core) 63 core su tutti i server per 500 desktop virtuali 125 core su tutti i server per desktop virtuali 250 core su tutti i server per desktop virtuali OS server: 0,2 vcpu per desktop (5 desktop per core) 100 core su tutti i server per 500 desktop virtuali Rete: 6 schede NIC 1 GbE per server standalone per 500 desktop virtuali 3 schede NIC 10 GbE per chassis blade o 6 schede NIC 1 GbE per server standalone per 1.000/2.000 desktop 200 core su tutti i server per desktop virtuali 400 core su tutti i server per desktop virtuali Funzionalità di switching minima per la variante SMB: 2 switch fisici 6 porte 1 GbE per server Hyper-V o 3 porte 10 GbE per chassis blade 1 porta da 1 GbE per control station per la gestione 2 porte da 10 GbE per Data Mover per i dati Funzionalità di switching minima per la variante FC: 2 porte da 1 GbE per server Hyper-V 4 porte FC da 4/8 Gb per back-end VNX 2 porte FC da 4/8 Gb per server Hyper-V Capacità server totale richiesta per l'hosting di desktop virtuali Configurazione LAN ridondante Configurazione LAN/SAN ridondante EMC VSPEX End-User Computing 53

54 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Hardware di base Note Storage Comune 2 interfacce 10 GbE per data mover 2 porte FC da 8 Gb per storage processor (solo variante FC) Per 500 desktop virtuali: 2 data mover (active/standby, solo variante SMB) Dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Storage condiviso VNX per desktop virtuali Numero unità PvD Non PvD HSD PVS MCS Flash drive da 100 GB, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 2 data mover (active/standby, solo variante SMB) Dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Numero unità PvD Non PvD HSD PVS MCS Flash drive da 100 GB, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 2 data mover (active/standby, solo variante SMB) Dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Numero unità PvD Non PvD HSD PVS MCS Flash drive da 100 GB, 3,5 pollici Per 500 desktop virtuali: 16 dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 24 dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 48 dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici Opzionali per i dati dell'utente 54 EMC VSPEX End-User Computing

55 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Hardware di base Note Infrastruttura condivisa Backup di nuova generazione EMC Server per l'infrastruttura del cliente Per 500 desktop virtuali: 5 dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 5 dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 5 dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Nella maggior parte dei casi, gli ambienti delle aziende clienti dispongono di servizi dell'infrastruttura quali Active Directory e DNS già configurati. La configurazione di questi servizi esula dall'ambito del presente documento. In caso di implementazione della soluzione senza un'infrastruttura esistente, è richiesto un numero minimo di server aggiuntivi: 2 server fisici 20 GB di RAM per server 4 core di processore per server 2 porte da 1 GbE per server Avamar 1 nodo di utility Gen4 1 nodo di riserva Gen4 da 3,9 TB 3 storage node Gen4 da 3,9 TB Numero minimo richiesto: 2 server fisici 20 GB di RAM per server 4 core di processore per server 2 porte da 1 GbE per server Opzionali per l'infrastruttura di storage I servizi possono essere migrati a VSPEX in una fase successiva all'implementazi one, ma devono esistere prima dell'implementa zione di VSPEX I server e i relativi ruoli potrebbero già esistere nell'ambiente del cliente EMC VSPEX End-User Computing 55

56 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Risorse software La Tabella 5 contiene un elenco dei prodotti software utilizzati per questa soluzione. Tabella 5. Software della soluzione Software di base VNX5400 o 5600 (storage condiviso, file system) Ambiente operativo VNX OE for file Release VNX OE for Block Release 33 ( ) ESI per Windows Versione 3.0 Virtualizzazione desktop XenDesktop Controller Citrix XenDesktop Sistema operativo per controller XenDesktop Microsoft SQL Server Versione 7 Platinum Edition Windows Server 2012 Standard Edition Versione 2012 Standard Edition Backup più intelligente Avamar 7.0 Microsoft Hyper-V Hyper-V Server Hyper-V Server 2012 System Center Virtual Machine Manager Sistema operativo per System Center Virtual Machine Manager 2012 SP1 Windows Server 2012 Standard PowerPath Edition (solo variante FC) 5.7 Desktop virtuali Nota: oltre al sistema operativo di base, per la convalida della soluzione è stato utilizzato questo software, che non è richiesto. Sistema operativo di base Microsoft Windows 7 Enterprise (32 bit) SP1 Windows Server 2008 R2 SP1 Standard Edition Microsoft Office Office Enterprise 2007 SP3 Internet Explorer Adobe Reader 9.1 Adobe Flash Player Bullzip PDF Printer FreeMind EMC VSPEX End-User Computing

57 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Dimensionamento per la configurazione convalidata Durante la scelta dei server per questa soluzione, tenere presente che i core di processore devono soddisfare o superare le prestazioni dei processori della famiglia Intel Nehalem a 2,66 GHz. Quando saranno disponibili server con velocità del processore, prestazioni e densità dei core più elevate sarà possibile consolidare i server a condizione di garantire la quantità di core e memoria richiesta e incorporare un numero di server sufficiente a supportare il livello di High Availability necessario. Come per i server, è anche possibile consolidare la velocità e la quantità di schede NIC, purché siano mantenuti i requisiti di larghezza di banda totale per la soluzione e un livello sufficiente di ridondanza per il supporto della High Availability. La Tabella 6 mostra le configurazioni dei server che supportano questa soluzione. Ogni server dispone di due socket di quattro core e 128 GB di RAM, più due porte 10 GbE per ciascuno chassis blade. Tabella 6. Configurazioni che supportano la soluzione Tipo desktop N. di server N. di desktop virtuali Totale core Totale RAM Sistema operativo desktop TB TB TB OS server GB GB ,2 TB Come illustrato nella Tabella 13 a pagina 90, per supportare otto desktop virtuali sono richiesti almeno un core e un minimo di 2 GB di RAM per ognuno. Occorre inoltre tener conto della corretta combinazione di memoria e core richiesti per il numero di desktop virtuali che dovranno essere supportati da ogni server. Ad esempio, un server che supporta 24 desktop virtuali richiede un minimo di tre core, ma anche un minimo di 48 GB di RAM. Gli switch di rete IP utilizzati per implementare questa architettura di riferimento devono avere una capacità backplane minima di 96 (per 500 desktop virtuali), 192 (per desktop virtuali) o 320 (per desktop virtuali) Gb/s non a blocchi e supportare le seguenti funzionalità: Controllo del flusso Ethernet IEEE 802.1x Tagging VLAN 802.1q Link aggregation Ethernet mediante LACP IEEE 802.1ax (802.3ad) Funzionalità di gestione SNMP Jumbo frame EMC VSPEX End-User Computing 57

58 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Scegliere il numero e il tipo di switch richiesti per supportare la High Availability e scegliere un vendor di rete in grado di fornire componenti, servizi di qualità e contratti di supporto ottimali e facilmente accessibili. La configurazione di rete deve includere quanto segue: Un minimo di due switch per supportare la ridondanza Alimentatori ridondanti Almeno 40 porte 1 GbE (per 500 desktop virtuali), due porte 1 GbE e quattordici porte 10 GbE (per desktop virtuali) o due porte 1 GbE e ventidue porte 10 GbE (per desktop virtuali), distribuite per la High Availability. Le porte di uplink adatte per la connettività del cliente Sebbene l'utilizzo delle porte 10 GbE debba essere allineato con le porte sul server e sullo storage, tenere presenti i requisiti di rete complessivi della soluzione e il livello di ridondanza richiesto per supportare la High Availability. Prendere in considerazione l'opportunità di impiegare schede NIC e connessioni per storage aggiuntive sui server, in base ai requisiti di implementazione specifici. L'infrastruttura di gestione (Active Directory, DNS, DHCP e SQL Server) può essere supportata su due server simili a quelli descritti in precedenza, ma richiede solo un minimo di 20 GB di RAM anziché 128 GB. 58 EMC VSPEX End-User Computing

59 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Linee guida per la configurazione dei server Durante la fase di progettazione e di ordine del livello di elaborazione/server della soluzione VSPEX, è opportuno prendere in considerazione diversi fattori che potrebbero influire sull'acquisto finale. Dal punto di vista della virtualizzazione, se il carico di lavoro di un sistema è ben conosciuto, funzionalità come la memoria dinamica sono in grado di ridurre i requisiti di memoria aggregata. Se il pool di desktop virtuali non prevede utilizzi di picco o un elevato livello di utilizzo simultaneo, è possibile ridurre il numero di vcpu. Al contrario, se le applicazioni implementate richiedono, per natura, un'elevata potenza di elaborazione, potrebbe essere necessario aumentare il numero di CPU e la quantità di memoria acquistate. La Tabella 7 fornisce i dettagli di configurazione per l'hardware di rete e i server di desktop virtuali. Tabella 7. Hardware del server Server per desktop virtuali CPU: Memoria: Rete: di base Sistema operativo desktop: 1 vcpu per desktop (8 desktop per core) 63 core su tutti i server per 500 desktop virtuali 125 core su tutti i server per desktop virtuali 250 core su tutti i server per desktop virtuali OS server: 0,2 vcpu per desktop (5 desktop per core) 100 core su tutti i server per 500 desktop virtuali 200 core su tutti i server per desktop virtuali 400 core su tutti i server per desktop virtuali Sistema operativo desktop: 2 GB di RAM per desktop 1 TB di RAM su tutti i server per 500 desktop virtuali 2 TB di RAM su tutti i server per desktop virtuali 4 TB di RAM su tutti i server per macchine virtuali 2 GB di RAM riservata per host Hyper-V OS server: 0,6 GB di RAM per desktop 300 GB di RAM su tutti i server per 500 desktop virtuali 600 GB di RAM su tutti i server per desktop virtuali 1,2 TB di RAM su tutti i server per virtual machine 2 GB di RAM riservata per host Hyper-V 6 schede NIC 1 GbE per server per 500 desktop virtuali 3 schede NIC 10 GbE per chassis blade o 6 schede NIC 1 GbE per server standalone per desktop virtuali 3 schede NIC 10 GbE per chassis blade o 6 schede NIC 1 GbE per server standalone per desktop virtuali EMC VSPEX End-User Computing 59

60 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Virtualizzazione della memoria di Microsoft Hyper-V per VSPEX Microsoft Hyper-V include una serie di funzionalità avanzate che contribuiscono a ottimizzare le prestazioni e l'utilizzo complessivo delle risorse. Le funzionalità più importanti riguardano l'area della gestione della memoria. Questa sezione descrive alcune funzionalità e gli elementi da prendere in considerazione quando si utilizzano queste funzionalità all'interno di un ambiente operativo. In generale, è possibile considerare che le macchine virtuali di un singolo hypervisor utilizzino la memoria come un pool di risorse. La Figura 17 mostra un esempio di utilizzo della memoria a livello di hypervisor. Figura 17. Utilizzo della memoria dell'hypervisor 60 EMC VSPEX End-User Computing

61 Memoria dinamica Capitolo 4: Panoramica della soluzione La memoria dinamica, introdotta con Windows Server 2008 R2 SP1, aumenta l'efficienza della memoria fisica trattando la memoria come risorsa condivisa e allocandola dinamicamente alle virtual machine. La memoria effettivamente utilizzata da ciascuna virtual machine viene regolata on-demand. Grazie alla memoria dinamica, è possibile eseguire più virtual machine sfruttando la memoria non utilizzata dalle virtual machine inattive. In Windows Server 2012 la memoria dinamica consente di aumentare dinamicamente la quantità di memoria massima disponibile per le virtual machine. NUMA (Non-Uniform Memory Access, accesso non uniforme alla memoria) NUMA (Non-Uniform Memory Access, accesso non uniforme alla memoria) è una tecnologia informatica a più nodi che consente a una CPU di accedere alla memoria su nodi remoti. Questo tipo di accesso alla memoria è costoso in termini di prestazioni. Tuttavia, Windows Server 2012 utilizza l'affinità di processo, che tende a tenere i thread associati a una determinata CPU per evitare l'accesso alla memoria su nodi remoti. Nelle versioni di Windows precedenti, questa funzionalità era disponibile solo per l'host. In Windows Server 2012 questa funzionalità viene estesa alle virtual machine, migliorandone le prestazioni. Paging intelligente Con la memoria dinamica, Hyper-V consente alle virtual machine di superare la memoria fisica disponibile. È probabile che si presenti un divario tra memoria minima e memoria iniziale. Il paging intelligente è una tecnica di gestione della memoria che utilizza le risorse del disco come rimpiazzi temporanei della memoria. I dati meno utilizzati vengono spostati dalla memoria allo storage su disco e spostati nuovamente in memoria quando necessario. Lo svantaggio di questa operazione è rappresentato dal probabile peggioramento delle prestazioni. Hyper-V continua a utilizzare il paging del guest quando la memoria dell'host è sovrallocata, che rappresenta un metodo più efficiente rispetto al paging intelligente. Linee guida per la configurazione della memoria Questa sezione fornisce linee guida per l'allocazione della memoria alle macchine virtuali. Le linee guida descritte in questa sezione prendono in considerazione l'overhead della memoria di Hyper-V e le impostazioni della memoria delle virtual machine. Overhead della memoria di Hyper-V Alla virtualizzazione delle risorse di memoria è associato un overhead, che comprende la memoria utilizzata da Hyper-V, la parent partition e ulteriore overhead per ogni virtual machine. Lasciare almeno 2 GB di memoria per la parent partition Hyper-V per questa soluzione. Allocazione della memoria alle macchine virtuali Il corretto dimensionamento della memoria per una macchina virtuale nelle architetture VSPEX è basato su molteplici fattori. Con tutti i servizi applicativi e gli use case disponibili, determinare una configurazione idonea per un ambiente richiede la creazione di una configurazione baseline, l'esecuzione di test e di regolazioni, come illustrato più avanti nel presente documento. La Tabella 13 a pagina 90 descrive le risorse utilizzate da una singola virtual machine. EMC VSPEX End-User Computing 61

62 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Linee guida per la configurazione di rete Questa sezione fornisce le linee guida per la configurazione di una topologia di rete caratterizzata da ridondanza e high availability. Le linee guida illustrate prendono in esame i Jumbo frame, le VLAN e il protocollo LACP su EMC Unified Storage. La Tabella 4 a pagina 53 fornisce requisiti dettagliati relativi alle risorse di rete. Tabella 8. Risorse hardware per la rete Componente di base Infrastruttura di rete Capacità minima di switching Blocco 2 switch fisici 2 porte da 10 GbE per server Microsoft Hyper-V 1 porta da 1 GbE per control station per la gestione 2 porte FC/CEE/10 GbE per server Microsoft Hyper-V, per la rete di storage 2 porte FC/CEE/10 GbE per ogni SP, per i dati dei desktop 2 porte da 10 GbE per data mover per i dati dell'utente File 2 switch fisici 4 porte da 10 GbE per server Microsoft Hyper-V 1 porta da 1 GbE per control station per la gestione 2 porte da 10 GbE per Data Mover per i dati Nota: la soluzione può utilizzare un'infrastruttura di rete da 1 Gb purché vengano soddisfatti i requisiti sottostanti in termini di larghezza di banda e ridondanza. VLAN Le best practice suggeriscono di isolare il traffico di rete in modo che il traffico tra gli host e lo storage e tra gli host e i client e tutto il traffico di gestione venga trasportato su reti isolate. In alcuni casi, per garantire la conformità alle normative vigenti o alle policy, potrebbe essere richiesto l'isolamento fisico. Tuttavia, in molti casi, è sufficiente utilizzare l'isolamento logico mediante le VLAN. Questa soluzione richiede un minimo di tre VLAN: ACCESSO CLIENT Storage Management 62 EMC VSPEX End-User Computing

63 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Le VLAN sono illustrate nella Figura 18. Figura 18. Reti richieste Nota: il diagramma mostra i requisiti di connettività di rete per un array EMC VNX che utilizza connessioni di rete 10 GbE. Quando per un array si utilizzano connessioni di rete da 1 GbE, è consigliabile creare una topologia simile. La rete con accesso client ha lo scopo di consentire agli utenti del sistema (client) di comunicare con l'infrastruttura. La rete di storage viene utilizzata per la comunicazione tra il livello di elaborazione e il livello di storage. La rete di gestione viene utilizzata per offrire agli amministratori una via dedicata per l'accesso alle connessioni di gestione in storage array, switch di rete e host. Note: Alcune best practice richiedono l'isolamento di altre reti per il traffico dei cluster, le comunicazioni del livello di virtualizzazione e altre funzionalità. Queste reti aggiuntive possono essere implementate, ma non sono richieste. Se per l'implementazione si sceglie la rete di storage Fibre Channel, sono applicabili best practice e principi di progettazione simili. Abilitazione dei Jumbo frame Questa soluzione per EMC VSPEX End-User Computing prevede che la dimensione di MTU sia impostata su (Jumbo frame) per garantire l'efficienza dello storage e del traffico della migrazione. EMC VSPEX End-User Computing 63

64 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Aggregazione connessioni La link aggregation è simile a un Ethernet Channel, ma utilizza lo standard LACP IEEE 802.3ad. Lo standard IEEE 802.3ad supporta link aggregation con due o più porte. Tutte le porte della link aggregation devono essere full duplex e avere la stessa velocità. In questa soluzione, il protocollo LACP è configurato su VNX, per combinare più porte Ethernet in un singolo dispositivo virtuale. Se il link viene perso sulla porta Ethernet, ne viene eseguito il failover su un'altra porta. Tutto il traffico di rete viene distribuito tra i link attivi. Linee guida per la configurazione dello storage Hyper-V offre diversi metodi di utilizzo dello storage durante l'hosting delle virtual machine. Abbiamo testato le soluzioni descritte in questa sezione e nella Tabella 9 utilizzando SMB e il layout di storage descritto garantisce la conformità a tutte le best practice correnti. I clienti e i progettisti possono applicare delle modifiche in base alla relativa comprensione dell'utilizzo del sistema e del carico, se richiesto. In questa soluzione è stata utilizzata la funzionalità Login VSI per simulare il carico di un utente sui desktop. Login VSI fornisce indicazioni per valutare il numero massimo di utenti che un ambiente desktop è in grado di supportare. Per questo test è stato selezionato il carico di lavoro medio di Login VSI. I layout di storage per 500, e desktop vengono definiti quando il tempo di risposta medio di Login VSImax è al di sotto del livello di soglia massimo calcolato dinamicamente. Questo livello di soglia massimo è noto come livello di soglia VSImax dinamico. Login VSI fornisce due metodi per definire il livello di soglia massimo: livello di soglia VSImax classico e dinamico. Il livello di soglia VSImax classico è definito come millisecondi. Tuttavia, il livello di soglia VSImax dinamico viene calcolato in base al tempo di risposta iniziale delle attività dell'utente. 64 EMC VSPEX End-User Computing

65 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Tabella 9. Hardware di storage Hardware di base Note Storage Comune: 2 interfacce 10 GbE per data mover 2 porte FC da 8 Gb per storage processor (solo variante FC) Per 500 desktop virtuali: 2 data mover (active/standby, solo variante SMB) Dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici: Storage condiviso VNX per desktop virtuali Numero unità PvD Non PvD HSD PVS MCS Flash drive da 100 GB, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 2 data mover (active/standby, solo variante SMB) Dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici: Numero unità PvD Non PvD HSD PVS MCS Flash drive da 100 GB, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 2 data mover (active/standby, solo variante SMB) Dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici: Numero unità PvD Non PvD HSD PVS MCS Flash drive da 100 GB, 3,5 pollici Per 500 desktop virtuali: 16 dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 24 dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 48 dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici Opzionali per i dati dell'utente EMC VSPEX End-User Computing 65

66 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Hardware di base Note Per 500 desktop virtuali: 5 dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 5 dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Per desktop virtuali: 5 dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Opzionali per l'infrastruttura di storage Virtualizzazione dello storage Hyper-V per VSPEX Questa sezione presenta le linee guida per la configurazione del livello di storage della soluzione al fine di garantire high availability e le performance desiderate. Windows Server 2012 Hyper-V e failover clustering utilizzano le funzionalità di volumi condivisi del cluster (CSV, Cluster Shared Volume) V2 e il nuovo formato di disco rigido virtuale (VHDX) per virtualizzare lo storage presentato dal sistema di storage condiviso esterno alle virtual machine host. Nella Figura 19, lo storage array presenta LUN basate su blocchi (come CSV) o share CIFS basate su file (come share SMB) agli host Windows per l'hosting delle virtual machine. Figura 19. Tipi di dischi virtuali Hyper-V CIFS Windows Server 2012 supporta l'utilizzo delle file share CIFS (SMB 3.0) come storage condiviso per le virtual machine Hyper-V. CSV Un CSV (Cluster Shared Volume) è un disco condiviso contenente un volume NTFS reso accessibile da tutti i nodi di un cluster di failover Windows. Può essere implementato su qualsiasi storage in rete o locale basato su SCSI. Dischi pass-through Windows 2012 supporta anche i dischi pass-through, che consentono a una virtual machine di accedere a un disco fisico mappato sull'host privo di un volume configurato. 66 EMC VSPEX End-User Computing

67 SMB 3.0 (solo storage basato su file) Capitolo 4: Panoramica della soluzione Il protocollo SMB è il protocollo di condivisione dei file utilizzato per impostazione predefinita negli ambienti Windows. L'introduzione di Windows Server 2012, mette a disposizione una vasta gamma di nuove funzionalità SMB tramite un protocollo aggiornato (SMB 3.0). Alcune delle funzionalità chiave disponibili con SMB 3.0 di Windows Server 2012 sono: SMB Transparent Failover SMB Scale Out SMB Multichannel SMB Direct SMB Encryption VSS per le file share SMB SMB Directory Leasing SMB PowerShell Grazie a queste nuove funzionalità, SMB 3.0 offre maggiori capacità che, se combinate, garantiscono alle aziende un'alternativa di storage ad alte prestazioni rispetto alle tradizionali soluzioni di storage Fibre Channel, tutto a un costo inferiore. Nota: SMB è anche noto come Common Internet File System (CIFS). Per ulteriori informazioni su SMB 3.0, fare riferimento a EMC VNX Series: Introduction to SMB 3.0 Support. ODX (solo storage basato su blocchi) Offloaded Data Transfers (ODX) è una funzionalità dello stack di storage di Windows Server 2012 che permette agli utenti di sfruttare l'investimento in storage esterni, per svincolare il server dai trasferimenti dati, assegnandoli agli storage array. Se utilizzate insieme all'hardware di storage che supporta la funzionalità ODX, le operazioni di copia dei file vengono avviate dall'host, ma eseguite dallo storage device. ODX elimina il trasferimento dati tra storage e host Hyper-V, sfruttando un meccanismo basato su token per la lettura e la scrittura dei dati all'interno o tra storage array, oltre a ridurre il carico su rete e host. ODX promuove la clonazione e la migrazione rapide delle virtual machine. Siccome il trasferimento dei file viene scaricato sullo storage array durante l'utilizzo di ODX, l'utilizzo delle risorse dell'host, come CPU e rete, risulta significativamente ridotto. Massimizzando l'utilizzo degli storage array, ODX riduce al minimo le latenze e migliora la velocità di trasferimento di file di grandi dimensioni, come database o file video. Durante le operazioni che coinvolgono i file supportate da ODX, i trasferimenti dati vengono scaricate automaticamente sullo storage array, oltre a essere trasparenti per gli utenti. ODX è una funzionalità abilitata per impostazione predefinita su Windows Server EMC VSPEX End-User Computing 67

68 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Nuovo formato del disco rigido virtuale Hyper-V in Windows Server 2012 contiene un aggiornamento del formato VHD, denominato VHDX, che garantisce una capacità molto maggiore e resilienza integrata. Le nuove funzionalità principali del formato VHDX sono: Supporto dello storage su disco rigido virtuale con capacità massima di 64 TB Ulteriore protezione contro il danneggiamento dei dati in caso di interruzioni dell'alimentazione grazie al logging degli aggiornamenti delle strutture di metadati VHDX Allineamento ottimale della struttura del formato del disco rigido virtuale a supporto dei dischi con settori di grandi dimensioni Il formato VHDX è inoltre caratterizzato dalle seguenti funzionalità: Blocchi di maggiori dimensioni per i dischi dinamici e differenziali, per soddisfare le esigenze del carico di lavoro Disco virtuale con settore logico di 4 KB che consente di migliorare le prestazioni se utilizzato da applicazioni e carichi di lavoro progettati per i settori da 4 KB. Possibilità di archiviare metadati personalizzati relativi ai file che l'utente intende registrare, come la versione del sistema operativo o gli aggiornamenti applicati Funzionalità di recupero dello spazio che possono indurre una riduzione delle dimensioni dei file e consentire allo storage device fisico sottostante di recuperare lo spazio non utilizzato (TRIM ad esempio richiede DAS o dischi SCSI e hardware compatibile con TRIM). Blocco predefinito di storage EMC VSPEX Il dimensionamento del sistema di storage per ottenere gli IOPS dei server virtuali desiderati è un processo molto complesso. Quando il traffico di I/O raggiunge lo storage array, diversi componenti, quali Data Mover (per lo storage basato su file), storage processor, cache DRAM (Dynamic Random Access Memory) del back-end, FAST Cache (se utilizzata) e dischi provvedono a tale traffico di I/O. Durante la pianificazione e il dimensionamento di un sistema di storage, i clienti devono prendere in considerazione diversi fattori per bilanciare capacità, performance e costo delle applicazioni. Per ridurre la complessità, EMC VSPEX utilizza un approccio basato sui blocchi predefiniti. Un blocco predefinito è un insieme di spindle di dischi che supportano un determinato numero di server virtuali nell'architettura EMC VSPEX. Ciascun blocco predefinito unisce diversi spindle di dischi per creare uno storage pool a supporto delle esigenze di un ambiente End-User Computing. Tre blocchi predefiniti (500, e desktop) sono attualmente verificati sulla serie VNX e offrono una soluzione flessibile per il dimensionamento di VSPEX. La Tabella 10 riporta un semplice elenco dei dischi richiesti per supportare le configurazioni su scale diverse, esclusi i requisiti di hot spare. Nota: partendo da una configurazione basata sul blocco predefinito da 500 desktop per MCS, è possibile espanderla per creare il blocco predefinito da desktop aggiungendo dieci unità SAS corrispondenti e consentendo il restriping del pool. Per informazioni dettagliate sul restriping e sull'espansione del pool, fare riferimento al white paper EMC VNX Virtual Provisioning Applied Technology. 68 EMC VSPEX End-User Computing

69 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Tabella 10. Numero di dischi richiesti in base al numero di desktop virtuali Desktop virtuali Piattafor ma VNX Flash drive (FAST Cache) Unità SAS (PVS/non PvD) Unità SAS (PVS/PvD) Unità SAS (MCS/non PvD) 500 watt Unità SAS (MCS/PvD) Configurazioni massime convalidate di VSPEX End-User Computing Le configurazioni di VSPEX End-User Computing sono convalidate sulle piattaforme VNX5400 e VNX5600. Ciascuna piattaforma offre caratteristiche diverse in termini di processori, memoria e dischi. Per ciascun array, esiste un valore massimo consigliato per la configurazione di VSPEX End-User Computing. Come illustrato nella Tabella 10, il valore massimo consigliato per VNX5400 è desktop, mentre il valore massimo consigliato per VNX5600 è desktop. Layout dello storage per 500 desktop virtuali Layout dello storage core con provisioning PVS La Figura 20 illustra il layout dei dischi richiesti per lo storage di 500 desktop virtuali con provisioning PVS. Questo layout può essere utilizzato con opzioni di provisioning per desktop casuali e statici, Personal vdisk e desktop condivisi ospitati. Questo layout non include lo spazio necessario per i dati del profilo degli utenti. Figura 20. Layout dello storage core con provisioning PVS per 500 desktop virtuali Panoramica del layout dello storage core con provisioning PVS La seguente configurazione core viene utilizzata nell'architettura di riferimento per 500 virtual machine desktop: Quattro dischi SAS (illustrati qui, da 0_0_0 a 0_0_3) sono utilizzati per VNX OE. La serie EMC VNX non richiede un'unità hot spare dedicata. I dischi 1_0_4 e 1_1_5 sono dischi non collegati che possono essere utilizzati come hot spare, quando necessario. Questi dischi sono contrassegnati dalla dicitura "hot spare" nel diagramma del layout dello storage. EMC VSPEX End-User Computing 69

70 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Otto dischi SAS (da 1_0_7 a 1_0_14) nello storage pool 1 RAID 10 sono utilizzati per lo storage dei desktop virtuali. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. Per NAS, dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 200 GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di due file system CIFS. I file system vengono presentati ai server Hyper-V come quattro share SMB. Per FC, dal pool viene eseguito il provisioning di due LUN da 1 TB ciascuna da presentare ai server Hyper-V come quattro CSV. Due Flash drive (1_0_5 e 1_0_6) sono utilizzate per EMC VNX FAST Cache. Su queste unità non sono presenti LUN configurabili dall'utente. Cinque dischi SAS (da 1_1_0 a 1_1_4) nello storage pool 2 RAID 5 sono utilizzati per lo storage dei dischi virtuali (vdisk) PVS e delle immagini TFTP. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. I dischi da 0_0_4 a 0_0_24, da 1_0_0 a 1_0_3 e da 1_1_6 a 1_1_14 non sono utilizzati. Questi dischi non sono stati utilizzati per testare la soluzione. Nota: è possibile sostituire le unità di dimensioni superiori per offrire una maggiore capacità. Per soddisfare le indicazioni relative al carico, le unità devono essere della stessa dimensione e operare a rpm. Se si utilizzano unità di dimensioni diverse, gli algoritmi del layout dello storage potrebbero dare risultati non ottimali. Layout dello storage core con provisioning MCS La Figura 21 illustra il layout dei dischi richiesti per lo storage di 500 desktop virtuali con provisioning MCS. Questo layout può essere utilizzato con opzioni di provisioning per desktop casuali e statici, Personal vdisk e desktop condivisi ospitati. Questo layout non include lo spazio necessario per i dati del profilo degli utenti. Figura 21. Layout dello storage core con provisioning MCS per 500 desktop virtuali 70 EMC VSPEX End-User Computing

71 Panoramica del layout dello storage core con provisioning MCS Capitolo 4: Panoramica della soluzione La seguente configurazione core viene utilizzata nell'architettura di riferimento per 500 virtual machine desktop: Quattro dischi SAS (illustrati qui, da 0_0_0 a 0_0_3) sono utilizzati per VNX OE. La serie EMC VNX non richiede un'unità hot spare dedicata. I dischi 1_0_4 e 1_1_2 sono dischi non collegati che possono essere utilizzati come hot spare, quando necessario. Questi dischi sono contrassegnati dalla dicitura "hot spare" nel diagramma del layout dello storage. Dieci dischi SAS (da 1_0_5 a 1_0_14) nello storage pool 1 RAID 5 sono utilizzati per lo storage dei desktop virtuali. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. Per NAS, dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 200 GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di due file system CIFS. I file system vengono presentati ai server Hyper-V come quattro share SMB. Per FC, dal pool viene eseguito il provisioning di due LUN da 1 TB ciascuna da presentare ai server Hyper-V come quattro CSV. Nota: se la funzionalità Personal vdisk è implementata, metà delle unità (cinque dischi SAS per 500 desktop) è sufficiente per soddisfare i requisiti di prestazioni. Tuttavia, la capacità dei desktop si ridurrà del 50%. Se il requisito in termini di capacità dell'ambiente viene soddisfatto, implementare Personal vdisk con provisioning MCS con 5 unità SAS per 500 desktop. Due Flash drive (1_1_0 e 1_1_1) sono utilizzate per EMC VNX FAST Cache. Su queste unità non sono presenti LUN configurabili dall'utente. I dischi da 0_0_4 a 0_0_24, da 1_0_0 a 1_0_3 e da 1_1_3 a 1_1_14 non sono utilizzati. Questi dischi non sono stati utilizzati per testare la soluzione. Nota: è possibile sostituire le unità di dimensioni superiori per offrire una maggiore capacità. Per soddisfare le indicazioni relative al carico, le unità devono essere della stessa dimensione e operare a rpm. Se si utilizzano unità di dimensioni diverse, gli algoritmi del layout dello storage potrebbero dare risultati non ottimali. EMC VSPEX End-User Computing 71

72 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Layout dello storage opzionale Durante i test di convalida della soluzione, lo spazio di storage per i dati dell'utente è stato allocato nell'array VNX, come illustrato nella Figura 22. Questo storage si aggiunge allo storage core mostrato nella Figura 21. Se lo storage per i dati dell'utente è disponibile altrove nell'ambiente di produzione, questo storage non è richiesto. Figura 22. Layout dello storage opzionale per 500 desktop virtuali Panoramica del layout dello storage opzionale Il layout dello storage opzionale viene utilizzato per lo storage dei server di infrastruttura, delle home directory e dei profili degli utenti e dei dischi Personal vdisk. La seguente configurazione opzionale viene utilizzata nell'architettura di riferimento per 500 desktop virtuali: La serie EMC VNX non richiede un'unità hot spare dedicata. Il disco 0_2_14, mostrato qui, è un disco non collegato che può essere utilizzato come hot spare, quando necessario. Questo disco è contrassegnato dalla dicitura "hot spare" nel diagramma del layout dello storage. Cinque dischi SAS (da 0_2_0 a 0_2_4) nello storage pool 6 RAID 5 sono utilizzati per lo storage delle virtual machine dell'infrastruttura. Dal pool viene eseguito il provisioning di una LUN da 1 TB da presentare ai server Hyper-V come CSV. Sedici dischi NL-SAS (da 0_2_5 a 0_2_13 e da 1_2_0 a 1_2_6) nello storage pool 4 RAID 6 vengono utilizzati per lo storage dei profili di roaming e dei dati dell'utente. Dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 500 GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di due file system CIFS. Se sono stati implementati più tipi di unità, è possibile abilitare EMC FAST VP per il tiering automatico dei dati al fine di bilanciare le differenze di prestazioni e capacità. La soluzione FAST VP viene applicata a livello di storage pool basato su blocchi e regola automaticamente la posizione in cui i dati vengono archiviati in base alla relativa frequenza di accesso. I dati ad accesso frequente sono promossi a tier dello storage più elevati con incrementi di 256 MB, mentre i dati ad accesso meno frequente possono essere migrati a un tier inferiore per ottimizzare i costi. Questo ribilanciamento di unità di dati di 256 MB, o sezioni, viene eseguito nel quadro di un'operazione di manutenzione pianificata in modo regolare. FAST VP non è consigliato per lo storage di desktop virtuali, ma può offrire significativi miglioramenti delle prestazioni se implementato per i dati dell'utente e i profili di roaming. 72 EMC VSPEX End-User Computing

73 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Otto dischi SAS (da 1_2_7 a 1_2_14) nello storage pool 5 RAID 10 sono utilizzati per lo storage di dischi Personal vdisk. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. Per NAS, dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 200 GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di due file system CIFS. I file system vengono presentati ai server Hyper-V come quattro share SMB. Per FC, dal pool viene eseguito il provisioning di due LUN da 1 TB ciascuna da presentare ai server Hyper-V come quattro CSV. Layout dello storage per desktop virtuali Layout dello storage core con provisioning PVS La Figura 23 illustra il layout dei dischi richiesti per lo storage di desktop virtuali con provisioning PVS. Questo layout può essere utilizzato con opzioni di provisioning per desktop casuali e statici, Personal vdisk e desktop condivisi ospitati. Questo layout non include lo spazio necessario per i dati del profilo degli utenti. Figura 23. Layout dello storage core con provisioning PVS per desktop virtuali Panoramica del layout dello storage core con provisioning PVS La seguente configurazione core viene utilizzata nell'architettura di riferimento per desktop virtuali: Quattro dischi SAS (illustrati qui, da 0_0_0 a 0_0_3) sono utilizzati per VNX OE. La serie EMC VNX non richiede un'unità hot spare dedicata. I dischi 1_0_4 e 0_1_7 sono dischi non collegati che possono essere utilizzati come hot spare, quando necessario. Questi dischi sono contrassegnati dalla dicitura "hot spare" nel diagramma del layout dello storage. Sedici dischi SAS (da 1_0_8 a 1_0_14 e da 1_1_0 a 1_1_8) nello storage pool 1 RAID 10 sono utilizzati per lo storage dei desktop virtuali. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. EMC VSPEX End-User Computing 73

74 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Per NAS, dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 400 GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di quattro file system CIFS. I file system vengono presentati ai server Hyper-V come quattro share SMB. Per FC, dal pool viene eseguito il provisioning di quattro LUN da 1 TB ciascuna da presentare ai server Hyper-V come quattro CSV. Due Flash drive (1_0_5 e 1_0_6) sono utilizzate per EMC VNX FAST Cache. Su queste unità non sono presenti LUN configurabili dall'utente. Cinque dischi SAS (da 1_1_9 a 1_1_13) nello storage pool 2 RAID 5 sono utilizzati per lo storage dei dischi virtuali (vdisk) PVS e delle immagini TFTP. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. I dischi da 0_0_4 a 0_0_24, da 1_0_0 a 1_0_3 e 1_1_14 non sono utilizzati. Questi dischi non sono stati utilizzati per testare la soluzione. Nota: è possibile sostituire le unità di dimensioni superiori per offrire una maggiore capacità. Per soddisfare le indicazioni relative al carico, le unità devono essere della stessa dimensione e operare a rpm. Se si utilizzano unità di dimensioni diverse, gli algoritmi del layout dello storage potrebbero dare risultati non ottimali. Layout dello storage core con provisioning MCS La Figura 24 illustra il layout dei dischi richiesti per lo storage di desktop virtuali con provisioning MCS. Questo layout può essere utilizzato con opzioni di provisioning per desktop casuali e statici, Personal vdisk e desktop condivisi ospitati. Questo layout non include lo spazio necessario per i dati del profilo degli utenti. Figura 24. Layout dello storage core con provisioning MCS per desktop virtuali Panoramica del layout dello storage core con provisioning MCS La seguente configurazione core viene utilizzata nell'architettura di riferimento per desktop virtuali: Quattro dischi SAS (illustrati qui, da 0_0_0 a 0_0_3) sono utilizzati per VNX OE. 74 EMC VSPEX End-User Computing

75 Capitolo 4: Panoramica della soluzione La serie EMC VNX non richiede un'unità hot spare dedicata. I dischi 1_0_4 e 1_1_2 sono dischi non collegati che possono essere utilizzati come hot spare, quando necessario. Questi dischi sono contrassegnati dalla dicitura "hot spare" nel diagramma del layout dello storage. Venti dischi SAS (da 1_0_5 a 1_0_14 e da 1_1_3 a 1_1_12) nello storage pool 1 RAID 5 sono utilizzati per lo storage dei desktop virtuali. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. Per NAS, dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 800 GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di quattro file system CIFS. I file system vengono presentati ai server Hyper-V come quattro share SMB. Per FC, dal pool viene eseguito il provisioning di quattro LUN da 2 TB ciascuna da presentare ai server Hyper-V come quattro CSV. Nota: se la funzionalità Personal vdisk è implementata, metà delle unità (dieci dischi SAS per desktop) è sufficiente per soddisfare i requisiti di prestazioni. Tuttavia, la capacità dei desktop si ridurrà del 50%. Se il requisito in termini di capacità dell'ambiente viene soddisfatto, implementare Personal vdisk con provisioning MCS con 10 unità SAS per desktop. Due Flash drive (1_1_0 e 1_1_1) sono utilizzate per EMC VNX FAST Cache. Su queste unità non sono presenti LUN configurabili dall'utente. I dischi da 0_0_4 a 0_0_24 e da 1_1_13 a 1_1_14 non sono utilizzati. Questi dischi non sono stati utilizzati per testare la soluzione. Nota: è possibile sostituire le unità di dimensioni superiori per offrire una maggiore capacità. Per soddisfare le indicazioni relative al carico, le unità devono essere della stessa dimensione e operare a rpm. Se si utilizzano unità di dimensioni diverse, gli algoritmi del layout dello storage potrebbero dare risultati non ottimali. EMC VSPEX End-User Computing 75

76 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Layout dello storage opzionale Durante i test di convalida della soluzione, lo spazio di storage per i dati dell'utente è stato allocato nell'array VNX, come illustrato nella Figura 25. Questo storage si aggiunge allo storage core mostrato nella Figura 24. Se lo storage per i dati dell'utente è disponibile altrove nell'ambiente di produzione, questo storage non è richiesto. Figura 25. Layout dello storage opzionale per desktop virtuali Panoramica del layout dello storage opzionale Il layout dello storage opzionale viene utilizzato per lo storage dei server di infrastruttura, delle home directory e dei profili degli utenti e dei dischi Personal vdisk. La seguente configurazione opzionale viene utilizzata nell'architettura di riferimento per desktop virtuali: La serie EMC VNX non richiede un'unità hot spare dedicata. I dischi 0_2_14 e 0_3_14 sono dischi non collegati che possono essere utilizzati come hot spare, quando necessario. Questi dischi sono contrassegnati dalla dicitura "hot spare" nel diagramma del layout dello storage. Cinque dischi SAS (da 0_2_0 a 0_2_4) nello storage pool 6 RAID 5 sono utilizzati per lo storage delle virtual machine dell'infrastruttura. Dal pool viene eseguito il provisioning di una LUN da 1 TB da presentare ai server Hyper-V come CSV. Ventiquattro dischi NL-SAS (da 0_2_5 a 0_2_13 e da 1_2_0 a 1_2_14) nello storage pool 4 RAID 6 vengono utilizzati per lo storage dei profili di roaming e dei dati dell'utente. Dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 1 TB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di due file system CIFS. 76 EMC VSPEX End-User Computing

77 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Se sono stati implementati più tipi di unità, è possibile abilitare FAST VP per il tiering automatico dei dati in modo da bilanciare le differenze di prestazioni e capacità. La soluzione FAST VP viene applicata a livello di storage pool basato su blocchi e regola automaticamente la posizione in cui i dati vengono archiviati in base alla relativa frequenza di accesso. I dati ad accesso frequente sono promossi a tier dello storage più elevati con incrementi di 256 MB, mentre i dati ad accesso meno frequente possono essere migrati a un tier inferiore per ottimizzare i costi. Questo ribilanciamento di unità di dati di 256 MB, o sezioni, viene eseguito nel quadro di un'operazione di manutenzione pianificata in modo regolare. FAST VP non è consigliato per lo storage di desktop virtuali, ma può offrire significativi miglioramenti delle prestazioni se implementato per i dati dell'utente e i profili di roaming. Sedici dischi SAS (da 0_3_0 a 0_3_13 e da 1_3_0 a 1_3_1) nello storage pool 5 RAID 10 sono utilizzati per lo storage di dischi Personal vdisk. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. Per NAS, dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 400 GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di quattro file system CIFS. I file system vengono presentati ai server Hyper-V come quattro share SMB. Per FC, dal pool viene eseguito il provisioning di quattro LUN da 1 TB ciascuna da presentare ai server Hyper-V come quattro CSV. I dischi da 1_3_2 a 1_3_14 non sono utilizzati. Questi dischi non sono stati utilizzati per testare la soluzione. EMC VSPEX End-User Computing 77

78 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Layout dello storage per desktop virtuali Layout dello storage core con provisioning PVS La Figura 26 illustra il layout dei dischi richiesti per lo storage di desktop virtuali con provisioning PVS. Questo layout può essere utilizzato con opzioni di provisioning per desktop casuali e statici, Personal vdisk e desktop condivisi ospitati. Questo layout non include lo spazio necessario per i dati del profilo degli utenti. Figura 26. Layout dello storage core con provisioning PVS per desktop virtuali Panoramica del layout dello storage core con provisioning PVS La seguente configurazione core viene utilizzata nell'architettura di riferimento per desktop virtuali: Quattro dischi SAS (illustrati qui, da 0_0_0 a 0_0_3) sono utilizzati per VNX OE. La serie EMC VNX non richiede un'unità hot spare dedicata. I dischi 1_0_4, 1_1_14 e 0_2_2 sono dischi non collegati che possono essere utilizzati come hot spare, quando necessario. Questi dischi sono contrassegnati dalla dicitura "hot spare" nel diagramma del layout dello storage. Trentadue dischi SAS (da 1_0_5 a 1_0_14, da 0_1_0 a 0_1_14 e da 1_1_0 a 1_1_6) nello storage pool 1 RAID 10 vengono utilizzati per lo storage dei desktop virtuali. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. 78 EMC VSPEX End-User Computing

79 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Per NAS, dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 800 GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di otto file system CIFS. I file system vengono presentati ai server Hyper-V come quattro share SMB. Per FC, dal pool viene eseguito il provisioning di otto LUN da 1 TB ciascuna da presentare ai server Hyper-V come quattro CSV. Quattro Flash drive (da 1_1_12 a 1_1_13 e da 0_2_0 a 0_2_1) sono utilizzate per EMC VNX FAST Cache. Su queste unità non sono presenti LUN configurabili dall'utente. Cinque dischi SAS (da 1_1_7 a 1_1_11) nello storage pool 2 RAID 5 sono utilizzati per lo storage dei dischi virtuali (vdisk) PVS e delle immagini TFTP. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. I dischi da 0_0_4 a 0_0_24, da 1_0_0 a 1_0_3 e da 0_2_3 a 0_2_14 non sono utilizzati. Questi dischi non sono stati utilizzati per testare la soluzione. Nota: è possibile sostituire le unità di dimensioni superiori per offrire una maggiore capacità. Per soddisfare le indicazioni relative al carico, le unità devono essere della stessa dimensione e operare a rpm. Se si utilizzano unità di dimensioni diverse, gli algoritmi del layout dello storage potrebbero dare risultati non ottimali. EMC VSPEX End-User Computing 79

80 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Layout dello storage core con provisioning MCS La Figura 27 illustra il layout dei dischi richiesti per lo storage di desktop virtuali con provisioning MCS. Questo layout può essere utilizzato con opzioni di provisioning per desktop casuali e statici, Personal vdisk e desktop condivisi ospitati. Questo layout non include lo spazio necessario per i dati del profilo degli utenti. Figura 27. Layout dello storage core con provisioning MCS per desktop virtuali Panoramica del layout dello storage core con provisioning MCS La seguente configurazione core viene utilizzata nell'architettura di riferimento per virtual machine desktop: Quattro dischi SAS (illustrati qui, da 0_0_0 a 0_0_3) sono utilizzati per VNX OE. La serie EMC VNX non richiede un'unità hot spare dedicata. I dischi 1_0_4, 0_1_2 e 0_2_5 sono dischi non collegati che possono essere utilizzati come hot spare, quando necessario. Questi dischi sono contrassegnati dalla dicitura "hot spare" nel diagramma del layout dello storage. Quaranta dischi SAS (da 1_0_5 a 1_0_14, da 0_1_3 a 0_1_14, da 1_1_2 a 1_1_14 e da 0_2_0 a 0_2_4) nello storage pool 1 RAID 5 sono utilizzati per lo storage dei desktop virtuali. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. Per NAS, dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di otto file system CIFS. I file system vengono presentati ai server Hyper-V come quattro share SMB. 80 EMC VSPEX End-User Computing

81 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Per FC, dal pool viene eseguito il provisioning di otto LUN da 2 TB ciascuna da presentare ai server Hyper-V come quattro CSV. Nota: se la funzionalità Personal vdisk è implementata, metà delle unità (venti dischi SAS per desktop) è sufficiente per soddisfare i requisiti di prestazioni. Tuttavia, la capacità dei desktop si ridurrà del 50%. Se il requisito in termini di capacità dell'ambiente viene soddisfatto, implementare Personal vdisk con provisioning MCS con 20 unità SAS per desktop. Due Flash drive (da 0_1_0 a 0_1_1, 1_1_0 e 1_1_1) sono utilizzate per EMC VNX FAST Cache. Su queste unità non sono presenti LUN configurabili dall'utente. I dischi da 0_0_4 a 0_0_24, da 1_0_0 a 1_0_3 e da 0_2_6 a 0_2_14 non sono collegati. Questi dischi non sono stati utilizzati per testare la soluzione. Nota: è possibile sostituire le unità di dimensioni superiori per offrire una maggiore capacità. Per soddisfare le indicazioni relative al carico, le unità devono essere della stessa dimensione e operare a rpm. Se si utilizzano unità di dimensioni diverse, gli algoritmi del layout dello storage potrebbero dare risultati non ottimali. EMC VSPEX End-User Computing 81

82 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Layout dello storage opzionale Durante i test di convalida della soluzione, lo spazio di storage per i dati dell'utente è stato allocato nell'array VNX, come illustrato nella Figura 28. Questo storage si aggiunge allo storage core mostrato nella Figura 27. Se lo storage per i dati dell'utente è disponibile altrove nell'ambiente di produzione, questo storage non è richiesto. Figura 28. Layout dello storage opzionale per desktop virtuali Panoramica del layout dello storage opzionale Il layout dello storage opzionale viene utilizzato per lo storage dei server di infrastruttura, delle home directory e dei profili degli utenti e dei dischi Personal vdisk. La seguente configurazione opzionale viene utilizzata nell'architettura di riferimento per desktop virtuali: La serie EMC VNX non richiede un'unità hot spare dedicata. I dischi 1_2_14, 0_4_9, 0_5_12 e 0_5_13 sono dischi non collegati che possono essere utilizzati come hot spare, quando necessario. Questo disco è contrassegnato dalla dicitura "hot spare" nel diagramma del layout dello storage. 82 EMC VSPEX End-User Computing

83 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Cinque dischi SAS (da 1_2_0 a 1_2_4) nello storage pool 6 RAID 5 sono utilizzati per lo storage delle virtual machine dell'infrastruttura. Dal pool viene eseguito il provisioning di una LUN da 1 TB da presentare ai server Hyper-V come CSV. Quarantotto dischi NL-SAS (da 1_2_5 a 1_2_13, da 0_3_0 a 0_3_14, da 1_3_0 a 1_3_14 e da 0_4_0 a 0_4_8) nello storage pool 4 RAID 6 sono utilizzati per lo storage dei dati dell'utente e dei profili di roaming. Dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 2 TB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di due file system CIFS. Se sono stati implementati più tipi di unità, è possibile abilitare EMC FAST VP per il tiering automatico dei dati al fine di bilanciare le differenze di prestazioni e capacità. La soluzione FAST VP viene applicata a livello di storage pool basato su blocchi e regola automaticamente la posizione in cui i dati vengono archiviati in base alla relativa frequenza di accesso. I dati ad accesso frequente sono promossi a tier dello storage più elevati con incrementi di 256 MB, mentre i dati ad accesso meno frequente possono essere migrati a un tier inferiore per ottimizzare i costi. Questo ribilanciamento di unità di dati di 256 MB, o sezioni, viene eseguito nel quadro di un'operazione di manutenzione pianificata in modo regolare. FAST VP non è consigliato per lo storage di desktop virtuali, ma può offrire significativi miglioramenti delle prestazioni se implementato per i dati dell'utente e i profili di roaming. Trentadue dischi SAS (da 0_4_10 a 0_4_14, da 1_4_0 a 1_4_14 e da 0_5_0 a 0_5_11) nello storage pool 5 RAID 10 sono utilizzati per lo storage di dischi Personal vdisk. La FAST Cache è abilitata per l'intero pool. Per NAS, dal pool viene eseguito il provisioning di dieci LUN da 800 GB ciascuna per fornire lo storage richiesto per la creazione di otto file system CIFS. I file system vengono presentati ai server Hyper-V come quattro share SMB. Per FC, dal pool viene eseguito il provisioning di otto LUN da 1 TB ciascuna da presentare ai server Hyper-V come quattro CSV. EMC VSPEX End-User Computing 83

84 Capitolo 4: Panoramica della soluzione High availability e failover Questa soluzione VSPEX offre un'infrastruttura di storage, server e rete virtualizzata con high availability. Se implementata secondo le istruzioni fornite in questa guida, fornisce la capacità di sopravvivere alla maggior parte dei guasti delle unità singole con un impatto minimo o addirittura nullo sulle operazioni del business. Livello di virtualizzazione Come indicato in precedenza, è consigliabile configurare la high availability nel livello di virtualizzazione e abilitare l'hypervisor per il riavvio automatico delle macchine virtuali in errore. La Figura 29 illustra la risposta del livello di hypervisor a un errore nel livello di elaborazione. Figura 29. High availability a livello di virtualizzazione L'implementazione della high availability al livello di virtualizzazione assicura che, in caso di guasto o errore hardware, l'infrastruttura tenterà di mantenere in esecuzione quanti più servizi possibile. Livello di elaborazione Sebbene questa soluzione offra elevata flessibilità per quanto riguarda il tipo di server da utilizzare nel livello di elaborazione, è consigliabile utilizzare server di classe enterprise progettati per il data center. Collegare questi server, dotati di alimentatori ridondanti, a unità PDU (Power Distribution Unit) separate, in conformità alle best practice del vendor di server. Figura 30. Alimentatori ridondanti 84 EMC VSPEX End-User Computing

85 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Si consiglia inoltre di configurare la high availability nel livello di virtualizzazione. Questo significa che il livello di elaborazione deve essere configurato con risorse sufficienti in modo che il numero totale di risorse disponibili soddisfi le esigenze dell'ambiente, anche in presenza di un guasto del server, come illustrato nella Figura 30. Livello di rete Le avanzate funzionalità di rete della famiglia VNX forniscono protezione da guasti alla connessione di rete nell'array. Ogni host Hyper-V dispone di più connessioni con gli utenti e con le reti di storage Ethernet per garantire protezione da eventuali errori di link. Tali connessioni devono essere distribuite su più switch Ethernet per garantire protezione contro il guasto di qualsiasi componente nella rete, come illustrato nella Figura 31. Figura 31. High availability a livello di rete Assicurando la completa assenza di single point of failure a livello di rete, è possibile garantire che il livello di elaborazione sia in grado di accedere allo storage e comunicare con gli utenti anche in caso di guasto di un componente. EMC VSPEX End-User Computing 85

86 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Livello di storage La famiglia VNX è progettata per garantire un livello comprovato di availability del 99,999% utilizzando componenti ridondanti in tutto l'array. Tutti i componenti dell'array sono in grado di fornire operatività ininterrotta anche in caso di guasti dell'hardware. La configurazione dei dischi RAID nell'array fornisce protezione contro la perdita di dati dovuta a guasti di dischi individuali e le unità hot spare disponibili possono essere allocate dinamicamente per sostituire un disco guasto, come illustrato nella Figura 32. Figura 32. High availability della serie VNX Per impostazione predefinita, gli storage array EMC sono progettati per offrire high availability. Quando configurati secondo le istruzioni riportati nelle guide all'installazione, nessun errore o guasto di singole unità avrà come risultato una perdita di dati o mancata availability. 86 EMC VSPEX End-User Computing

87 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Profilo del test di convalida La soluzione VSPEX è stata convalidata con le caratteristiche del profilo di ambiente illustrate nella Tabella 11. Tabella 11. Profilo dell'ambiente convalidato Caratteristica del profilo Numero di desktop virtuali Valore 500 per 500 desktop virtuali per desktop virtuali per desktop virtuali SO desktop virtuali Sistema operativo desktop: Windows 7 Enterprise (32 bit) SP1 OS server: Windows Server 2008 R2 SP1 CPU per desktop virtuale Numero di desktop virtuali per core CPU RAM per desktop virtuale Metodo di provisioning dei desktop Storage medio disponibile per ogni desktop virtuale Operazioni IOPS medie per desktop virtuale quando in stato di normale operatività (Steady State) IOPS di picco medie per desktop virtuale durante sequenze di avvio contemporanee Numero di datastore per memorizzare i desktop virtuali Numero di desktop virtuali per datastore Sistema operativo desktop: 1 vcpu OS server: 0,2 vcpu Sistema operativo desktop: 1 vcpu OS server: 0,2 vcpu Sistema operativo desktop: 2 GB OS server: 0,6 GB Provisioning Services (PVS) Machine Creation Services (MCS) 4 GB (PVS) 8 GB (MCS) 8 IOPS 60 IOPS (variante MCS/NFS) 8 IOPS (variante PVS/NFS) 116 IOPS (variante MCS/FC) 14 IOPS (variante PVS/FC) 2 per 500 desktop virtuali 4 per desktop virtuali 8 per desktop virtuali 250 Tipi di disco e RAID per i datastore RAID 5, dischi SAS da 600 GB, rpm, 3,5 pollici Tipo di dischi e RAID per le share CIFS per l'hosting di profili di roaming degli utenti e home directory (opzionale per i dati dell'utente) RAID 6, dischi NL-SAS da 2 TB, rpm, 3,5 pollici EMC VSPEX End-User Computing 87

88 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Nota: le operazioni IOPS medie per desktop virtuale in stato di normale operatività (steady state) vengono misurate durante la simulazione del carico di lavoro del profilo medio di Login VSI in configurazioni con 500, e desktop. In ciascuna configurazione, il valore di Login VSImax è al di sotto del livello di soglia VSImax dinamico. Guida alla configurazione dell'ambiente di backup In questa sezione sono riportate le linee guida per la configurazione dell'ambiente di backup e ripristino per la soluzione VSPEX. Caratteristiche di backup La Tabella 12 mostra la modalità di dimensionamento del profilo di ambiente di backup in questa soluzione VSPEX mediante tre stack. Tabella 12. Caratteristiche del profilo di backup Caratteristica del profilo Dati dell'utente Valore 5 TB per 500 desktop virtuali 10 TB per desktop virtuali 20 TB per desktop virtuali Nota: 10,0 GB per desktop Percentuale di modifiche giornaliere per dati dell'utente Dati dell'utente 2% Conservazione per tipo di dati N. giornalieri 30 giornalieri N. settimanali 4 settimanali N. mensili 1 mensile Layout di backup Avamar offre diverse opzioni di implementazione per specifici use case e requisiti di ripristino. In questo caso la soluzione viene implementata con un datastore Avamar. Questo abilita il backup dei dati dell'utente non strutturati direttamente sul sistema Avamar per il semplice ripristino a livello di file. Questa soluzione di backup unifica il processo di backup con sistemi e software di backup con deduplica leader del settore e assicura i massimi livelli di prestazioni ed efficienza. 88 EMC VSPEX End-User Computing

89 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Linee guida per il dimensionamento Le sezioni riportate di seguito forniscono le definizioni del carico di lavoro di riferimento utilizzato per il dimensionamento e l'implementazione delle architetture VSPEX illustrate in questo documento. Contengono istruzioni su come mettere in correlazione i carichi di lavoro di riferimento con i carichi di lavoro effettivi dei clienti e forniscono informazioni su come questa operazione possa modificare la configurazione della distribuzione finale dalla prospettiva del server e della rete. È possibile modificare la definizione dello storage aggiungendo ulteriori unità per ottenere capacità e prestazioni più elevate nonché aggiungendo funzionalità come FAST Cache per i desktop e FAST VP per migliorare le prestazioni dei dati dell'utente. I layout del disco sono stati creati per fornire supporto al numero specificato di desktop virtuali al Performance Level definito. La riduzione del numero di unità consigliate o la modifica di un tipo di array può causare un numero inferiore di IOPS per desktop e un'esperienza utente non ottimale a causa di tempi di risposta meno rapidi. Carico di lavoro di riferimento Ciascuna VSPEX Proven Infrastructure implementa le risorse di storage, rete ed elaborazione necessarie per uno specifico numero di virtual machine convalidate da EMC. In pratica, ogni macchina virtuale prevede uno specifico set di requisiti, che raramente corrispondono all'idea predefinita delle caratteristiche e delle funzioni di una macchina virtuale. In qualsiasi discussione relativa alle infrastrutture virtuali, è importante innanzitutto definire un carico di lavoro di riferimento. Non tutti i server eseguono le stesse attività ed è impossibile creare un riferimento che prenda in considerazione ogni possibile combinazione delle caratteristiche dei carichi di lavoro. Definizione del carico di lavoro di riferimento Per semplificare la discussione, è stato definito un carico di lavoro di riferimento rappresentativo. Confrontando le esigenze effettive del cliente con il carico di lavoro di riferimento, è possibile estrapolare il tipo di architettura di riferimento da scegliere. Per la soluzione VSPEX End-User Computing, il carico di lavoro di riferimento è definito come singolo desktop virtuale che può essere implementato mediante un sistema operativo desktop o server. Nel caso di un sistema operativo desktop, ogni utente accede a una virtual machine dedicata a cui sono allocati 1 vcpu e 2 GB di RAM. Nel caso di un sistema operativo server, a ogni virtual machine sono allocati 4 vcpu e 12 GB di RAM e ciascuna di esse è condivisa tra 20 sessioni di desktop virtuali. La Tabella 13 mostra le caratteristiche del desktop virtuale. EMC VSPEX End-User Computing 89

90 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Tabella 13. Caratteristiche del desktop virtuale Caratteristica Sistema operativo del desktop virtuale Processori virtuali per desktop virtuale RAM per desktop virtuale Capacità di storage disponibile per desktop virtuale Operazioni IOPS medie per desktop virtuale quando in stato di normale operatività (Steady State) Capacità di storage disponibile per desktop virtuale Valore Sistema operativo desktop: Microsoft Windows 7 Enterprise Edition (32 bit) SP1 OS server: Windows Server 2008 R2 SP1 Sistema operativo desktop: 1 vcpu OS server: 0,2 vcpu Sistema operativo desktop: 2 GB OS server: 0,6 GB 4 GB (PVS) 8 GB (MCS) 8 8 GB (MCS) Questa definizione di desktop è basata sui dati dell'utente che risiedono nello storage condiviso. Il profilo di I/O viene definito utilizzando un framework di test che esegue contemporaneamente tutti i desktop, con un carico costante generato dall'uso continuo di applicazioni normalmente utilizzate negli uffici, come browser, software per la produttività aziendale e altre comuni utility operative. Applicazione del carico di lavoro di riferimento Oltre ai numeri di desktop supportati (500, e 2.000), nella scelta del tipo di soluzione End-User Computing da implementare, occorre prendere in considerazione i fattori riportati di seguito. Simultaneità I carichi di lavoro utilizzati per convalidare le soluzioni VSPEX presuppongono che tutti gli utenti dei desktop siano sempre attivi. In altre parole, l'architettura con desktop è stata testata con desktop, in cui tutti i desktop generano carichi di lavoro in parallelo, tutti vengono avviati nello stesso momento e così via. Se il cliente prevede di disporre di utenti, ma solo il 50% di essi sarà connesso contemporaneamente a causa delle differenze di fuso orario o dei turni alternativi, 600 utenti attivi su un totale di utenti possono essere supportati dall'architettura con desktop. Carichi di lavoro dei desktop più pesanti Il carico di lavoro definito nella Tabella 13 e utilizzato per testare le configurazioni VSPEX End-User Computing viene considerato il carico tipico di un impiegato. Tuttavia, gli utenti di alcuni clienti potrebbero avere un profilo più attivo. 90 EMC VSPEX End-User Computing

91 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Se un'azienda ha 800 utenti e, a causa di applicazioni aziendali personalizzate, ciascun utente genera 12 IOPS rispetto alle 8 operazioni IOPS utilizzate nel carico di lavoro VSPEX, la soluzione necessiterà di IOPS (800 utenti * 12 IOPS per desktop). In questo caso, la configurazione con desktop risulterà insufficiente in quanto ha una capacità nominale di IOPS (1.000 desktop * 8 IOPS per desktop). È opportuno quindi che questa azienda consideri l'opportunità di passare alla soluzione con desktop. Implementazione delle architetture di riferimento Le architetture di riferimento richiedono la disponibilità di un set di componenti hardware per le esigenze di CPU, memoria, rete e storage del sistema. Queste esigenze vengono presentate come requisiti generali indipendenti da una specifica implementazione. Questa sezione descrive alcune considerazioni per l'implementazione dei requisiti. Tipi di risorse Le architetture di riferimento definiscono i requisiti hardware per la soluzione in termini di quattro tipi di risorse di base: Risorse di CPU Risorse di memoria Risorse di rete Risorse di storage Questa sezione descrive i tipi di risorse, le modalità di utilizzo delle risorse nell'architettura di riferimento e le considerazioni chiave per l'implementazione delle risorse nell'ambiente di un'azienda cliente. Risorse di CPU Le architetture definiscono il numero di core di CPU richiesti, non uno specifico tipo o una specifica configurazione. Si presume che le nuove implementazioni utilizzino revisioni recenti delle tecnologie dei processori più comuni e che tali tecnologie garantiranno prestazioni identiche o migliori rispetto ai sistemi utilizzati per convalidare la soluzione. In qualsiasi sistema in esecuzione, è importante monitorare l'utilizzo delle risorse e adattare le risorse in base alle esigenze. Il desktop virtuale di riferimento e le risorse hardware richieste nelle architetture di riferimento presuppongono la presenza di un numero massimo di otto CPU virtuali per ciascun core di processore fisico (rapporto 8:1) quando viene utilizzato il sistema operativo desktop. In molti casi, questa configurazione fornisce un livello appropriato di risorse per i desktop virtuali ospitati. Nei casi in cui questo rapporto potrebbe non essere appropriato, monitorare l'utilizzo della CPU a livello di hypervisor per determinare se sono richieste ulteriori risorse. EMC VSPEX End-User Computing 91

92 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Risorse di memoria Ciascun desktop virtuale nell'architettura di riferimento dispone di 2 GB di memoria dedicata a una singola istanza del sistema operativo desktop. In un ambiente virtuale, a causa dei vincoli di budget, è prassi comune eseguire il provisioning dei desktop virtuali con una quantità di memoria superiore a quella fisicamente disponibile nell'hypervisor. La tecnica di overcommit della memoria trae vantaggio dal fatto che ciascun desktop virtuale non utilizza completamente la quantità di memoria a esso allocata. In termini di business, è consigliabile sottoscrivere in eccesso l'utilizzo della memoria, almeno in parte. L'amministratore ha la responsabilità di monitorare in modo proattivo la percentuale di sottoscrizione in eccesso in modo che non sposti il collo di bottiglia dal server e diventi un peso per il sottosistema di storage. Questa soluzione è stata convalidata con memoria assegnata staticamente e senza overcommit delle risorse di memoria. Se la tecnica di overcommit della memoria viene utilizzata in un ambiente reale, è consigliabile monitorare regolarmente l'utilizzo della memoria di sistema e l'attività I/O del page file associata per assicurare che un'eventuale carenza di memoria non causi risultati imprevisti. Risorse di rete Le architetture di riferimento descrivono le esigenze minime del sistema. Se è necessaria larghezza di banda aggiuntiva, per soddisfare i requisiti è importante aggiungere capacità sia a livello di storage array e che a livello di host dell'hypervisor. Le opzioni per la connettività di rete sul server dipendono dal tipo di server. Gli storage array includono una serie di porte di rete e offrono la possibilità di aggiungere ulteriori porte utilizzando i moduli FLEX I/O di EMC. Per riferimento, nell'ambiente convalidato EMC presuppone che ciascun desktop virtuale generi 8 IOPS con una dimensione media di 4 KB. Ne consegue che ciascun desktop virtuale genera almeno 32 KB/s di traffico nella rete di storage. Per un ambiente classificato per 500 desktop virtuali, questa situazione prevede un traffico minimo di circa 16 MB/sec, un valore che rientra nei limiti delle reti moderne. Tuttavia, questo valore non prende in considerazione altri tipi di operazioni. Ad esempio, è necessaria larghezza di banda aggiuntiva per: Traffico della rete dell'utente Migrazione dei desktop virtuali Operazioni di gestione e amministrazione I requisiti per ciascuno di questi aspetti variano in base alla modalità di utilizzo dell'ambiente; pertanto, non è possibile fornire numeri concreti in questo contesto. Tuttavia, la rete descritta nell'architettura di riferimento per ciascuna soluzione dovrebbe essere sufficiente per gestire i carichi di lavoro medi per gli use case descritti. Indipendentemente dai requisiti del traffico di rete, disporre sempre di almeno due connessioni di rete fisiche condivise con una rete logica in modo che un singolo errore di link non influisca sull'availability del sistema. È opportuno progettare la rete in modo che, in caso di errore, la larghezza di banda aggregata sia sufficiente per gestire l'intero carico di lavoro. 92 EMC VSPEX End-User Computing

93 Risorse di storage Capitolo 4: Panoramica della soluzione Le architetture di riferimento contengono layout per i dischi utilizzati nella convalida del sistema. Ciascun layout bilancia la capacità di storage disponibile con la capacità di prestazioni delle unità. Quando si esamina il dimensionamento dello storage, occorre prendere in considerazione alcuni livelli. In particolare, l'array include una raccolta fisica di dischi assegnati a uno storage pool. Da questo storage pool, è possibile eseguire il provisioning dello storage nel cluster Microsoft Hyper-V. Ciascun livello prevede una configurazione specifica definita per la soluzione e documentata nel Capitolo 5. In generale, è possibile sostituire i tipi di unità con tipi che offrono maggiore capacità e stesse caratteristiche di prestazioni o caratteristiche di prestazioni più elevate e stessa capacità. Analogamente, è accettabile modificare il posizionamento delle unità nei rispettivi alloggiamenti in base ai nuovi schemi o agli schemi aggiornati degli alloggiamenti delle unità. Negli altri casi in cui è necessario deviare dal numero e dal tipo proposti di unità o dai layout dei datastore e dei pool specificati, assicurarsi che il layout di destinazione fornisca al sistema una quantità identica o maggiore di risorse. Risorse di backup Espansione di ambienti VSPEX EUC esistenti La soluzione descrive le esigenze di conservazione e di storage di backup iniziali e di crescita futura del sistema. Per un ulteriore dimensionamento di Avamar, è possibile raccogliere informazioni aggiuntive, incluse le esigenze di tape-out, le specifiche di RPO e RTO e le esigenze di replica di ambienti su più siti. La soluzione EMC VSPEX EUC supporta un modello di implementazione flessibile che consente di espandere facilmente l'ambiente aziendale secondo le esigenze del business in evoluzione. È possibile combinare le configurazioni di blocchi predefiniti presentate in questa soluzione per creare implementazioni di dimensioni maggiori. Ad esempio, è possibile creare la configurazione con desktop in una sola volta oppure iniziando dalla configurazione con 500 desktop ed espanderla quando necessario. Analogamente, è possibile implementare la configurazione con desktop in una sola volta oppure gradualmente, espandendo le risorse di storage in base alla necessità. Riepilogo dell'implementazione I requisiti definiti nelle architetture di riferimento sono considerati da EMC il set minimo di risorse per gestire i carichi di lavoro richiesti in base alla definizione di un desktop virtuale di riferimento. In qualsiasi implementazione presso l'azienda cliente, il carico di un sistema varia nel tempo man mano che gli utenti interagiscono con il sistema. Tuttavia, se i desktop virtuali del cliente differiscono in modo significativo dalla definizione di riferimento e variano nello stesso gruppo di risorse, potrebbe essere necessario aggiungere al sistema una maggiore quantità di risorse. EMC VSPEX End-User Computing 93

94 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Valutazione rapida Una valutazione dell'ambiente dell'azienda cliente può rivelarsi particolarmente utile per l'implementazione della soluzione VSPEX più appropriata. Questa sezione fornisce un foglio di lavoro di facile utilizzo per semplificare il calcolo del dimensionamento e la valutazione dell'ambiente dell'azienda cliente. Innanzitutto, creare un prospetto riepilogativo dei tipi di utenti di cui si intende eseguire la migrazione nell'ambiente VSPEX End-User Computing. Per ciascun gruppo, determinare i requisiti in termini di numero di CPU virtuali, quantità di memoria, prestazioni di storage richieste, capacità di storage richiesta e numero di desktop virtuali di riferimento del pool di risorse. La sezione Applicazione del carico di lavoro di riferimento fornisce alcuni esempi di questo processo. Per ciascuna applicazione, compilare una riga nel foglio di lavoro, come illustrato nella Tabella 14. Tabella 14. Riga del foglio di lavoro vuota Applicazione CPU (CPU virtuali) Memoria (GB) IOPS Desktop virtuali di riferimento equivalenti Numero di utenti Totale desktop di riferimento Tipo di utente di esempio Requisiti delle risorse Desktop di riferimento equivalenti Compilare i requisiti in termini di risorse per il tipo di utente. Inserire nella riga le informazioni relative a tre risorse diverse: CPU, memoria e IOPS. Requisiti di CPU Il desktop virtuale di riferimento presume che la maggior parte delle applicazioni desktop sia ottimizzata per una singola CPU in un'implementazione del sistema operativo desktop. Se un tipo di utente richiede un desktop con più CPU virtuali, modificare il conteggio proposto del desktop virtuale per fornire le risorse aggiuntive. Se, ad esempio, si esegue la virtualizzazione di 100 desktop, ma 20 utenti richiedono due CPU anziché una, considerare che il pool in uso deve fornire una funzionalità di 120 desktop virtuali. Requisiti di memoria La memoria svolge un ruolo fondamentale nel garantire elevati livelli di funzionalità e prestazioni delle applicazioni. Pertanto, ciascun gruppo di desktop presenta destinazioni differenti per la quantità di memoria disponibile considerata accettabile. Analogamente al calcolo della CPU, se un gruppo di utenti richiede risorse di memoria aggiuntive, modificare semplicemente il numero di desktop che si intende utilizzare per soddisfare la richiesta di risorse aggiuntive. Se, ad esempio, sono 200 i desktop che verranno virtualizzati mediante il sistema operativo desktop, ma ciascun desktop richiede 4 GB di memoria anziché i 2 GB forniti nel desktop virtuale di riferimento, pianificare l'utilizzo di 400 desktop virtuali. 94 EMC VSPEX End-User Computing

95 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Requisiti di prestazioni dello storage Requisiti di capacità di storage Determinazione dei desktop virtuali di riferimento equivalenti I requisiti di prestazioni dello storage per i desktop rappresentano in genere l'aspetto meno conosciuto delle prestazioni. Il desktop virtuale di riferimento utilizza un carico di lavoro generato da uno strumento riconosciuto nel settore per eseguire un'ampia gamma di applicazioni per la produttività aziendale che devono essere rappresentative della maggior parte delle implementazioni dei desktop virtuali. Il requisito in termini di capacità di storage per un desktop può variare in modo significativo in base ai tipi di applicazioni in uso e alle policy specifiche dell'azienda cliente. I desktop virtuali presentati in questa soluzione si basano su storage condiviso aggiuntivo per i documenti degli utenti e i dati dei profili utente. Questo requisito viene considerato come componente opzionale che può essere soddisfatto con l'aggiunta di hardware di storage specifico definito nell'architettura di riferimento o con file share esistenti nell'ambiente. Una volta definite tutte le risorse, determinare un valore appropriato per la riga "Desktop virtuali di riferimento equivalenti" nella Tabella 14 utilizzando le relazioni nella Tabella 15. Arrotondare tutti i valori al numero intero più vicino. Tabella 15. Tipo desktop Sistema operativo desktop Risorse dei desktop virtuali di riferimento Risorsa Valore per il desktop virtuale di riferimento Relazione tra i requisiti e i desktop virtuali di riferimento equivalenti CPU 1 Desktop virtuali di riferimento equivalenti = Requisiti di risorse Memoria 2 Desktop virtuali di riferimento equivalenti = (Requisiti di risorse)/2 IOPS 8 Desktop virtuali di riferimento equivalenti = (Requisiti di risorse)/8 OS server CPU 0,2 Desktop virtuali di riferimento equivalenti = (Requisiti di risorse)/0,2 Memoria 0,6 Desktop virtuali di riferimento equivalenti = (Requisiti di risorse)/0,6 IOPS 8 Desktop virtuali di riferimento equivalenti = (Requisiti di risorse)/8 Se, ad esempio, un gruppo di 100 utenti ha la necessità di utilizzare due CPU virtuali e di eseguire le 12 operazioni IOPS per desktop in un'implementazione del sistema operativo desktop, oltre a 8 GB di memoria, descrivere questo gruppo come utenti che necessitano di due desktop di riferimento di CPU, quattro desktop di riferimento di memoria e due desktop di riferimento di IOPS, in base alle caratteristiche dei desktop virtuali descritte nella Tabella 13 a pagina 90. Queste cifre devono essere incluse nella riga "Desktop virtuali di riferimento equivalenti", come illustrato nella Tabella 16. Per compilare la colonna relativa ai desktop virtuali di riferimento equivalenti, utilizzare il valore massimo della riga. Per determinare la quantità totale di risorse necessarie per uno specifico tipo di utente, moltiplicare il numero di desktop virtuali di riferimento equivalenti per il numero di utenti. EMC VSPEX End-User Computing 95

96 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Tabella 16. Riga del foglio di lavoro di esempio Tipo utente Utilizzo intensivo Requisiti delle risorse Desktop virtuali di riferimento equivalenti CPU (CPU virtuali) Memoria (GB) IOPS Desktop virtuali di riferimento equivalenti Numero di utenti Totale desktop di riferimento Una volta compilato il foglio di lavoro per ciascun tipo di utente di cui si desidera eseguire la migrazione nell'infrastruttura virtuale, calcolare il numero totale di desktop virtuali di riferimento del pool richiesti calcolando la somma della colonna del totale sul lato destro del foglio di lavoro, come illustrato nella Tabella 17. Tipo utente Utilizzo intensivo Tabella 17. Requisiti delle risorse Desktop virtuali di riferimento equivalenti Requisiti delle risorse Desktop virtuali di riferimento equivalenti Requisiti delle risorse Desktop virtuali di riferimento equivalenti Applicazioni di esempio CPU (CPU virtuali) Memoria (GB) IOPS Desktop virtuali di riferimento equivalenti Numero di utenti Totale desktop di riferimento Totale 900 Le soluzioni VSPEX End-User Computing prevedono dimensioni del pool di risorse definite. Per questo set di soluzioni, il pool contiene 500, e desktop. Nel caso della Tabella 17, il cliente richiede una funzionalità di 900 desktop virtuali dal pool. Pertanto, il pool di risorse con desktop virtuali fornisce risorse sufficienti per soddisfare sia le esigenze correnti che le esigenze di crescita future. 96 EMC VSPEX End-User Computing

97 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Fine tuning Nella maggior parte dei casi, l'hardware consigliato per i server e lo storage può essere dimensionato in modo appropriato in base al processo descritto nella sezione precedente. Tuttavia, in alcuni casi, potrebbe essere necessario personalizzare ulteriormente le risorse hardware disponibili. Una descrizione completa dell'architettura del sistema esula dall'ambito del presente documento; tuttavia, in questa fase, è possibile eseguire un'ulteriore personalizzazione. Risorse di storage In alcune applicazioni, potrebbe essere necessario separare alcuni carichi di lavoro di storage da altri carichi di lavoro. I layout dello storage nelle architetture VSPEX inseriscono tutti i desktop virtuali in un singolo pool di risorse. Per ottenere la separazione dei carichi di lavoro, acquistare ulteriori unità disco per ciascun gruppo che richiede l'isolamento dei carichi di lavoro e aggiungerle a un pool dedicato. Per supportare l'isolamento o ridurre la funzionalità del pool senza ulteriori istruzioni al di là del presente documento, non è appropriato ridurre le dimensioni del pool di risorse di storage principale. I layout dello storage presentati in questo documento sono progettati per bilanciare diversi fattori in termini di high availability, prestazioni e protezione dei dati. La modifica dei componenti del pool può avere impatti significativi e difficili da prevedere su altre aree del sistema. Risorse server Nella soluzione VSPEX End-User Computing, è possibile personalizzare le risorse hardware del server in modo più efficace. A tal fine, calcolare innanzitutto il numero totale dei requisiti in termini di risorse per i componenti server, come illustrato nella Tabella 18. Notare l'aggiunta delle colonne "Totale risorse di CPU" e "Totale risorse di memoria" nella parte destra della tabella. Tabella 18. Totale componenti risorse server Tipo utente CPU (CPU virtuali) Memoria (GB) Numero di utenti Totale risorse CPU Totale risorse memoria Utilizzo intensivo Utilizzo moderato Utilizzo tipico Requisiti delle risorse Requisiti delle risorse Requisiti delle risorse Totale In questo esempio, l'architettura di destinazione richiede 700 CPU virtuali e 1800 GB di memoria. Poiché nell'esempio si presuppone che siano presenti otto desktop per ciascun core di processore fisico in un'implementazione del sistema operativo desktop e che non venga eseguito l'overprovisioning della memoria, questo requisito si traduce in 88 core di processori fisici e GB di memoria. Al contrario, il pool di risorse con desktop virtuali documentato nell'architettura di riferimento richiede GB di memoria e almeno 125 core di processori fisici. In questo ambiente, la soluzione può essere implementata in modo efficace con un numero inferiore di risorse server. EMC VSPEX End-User Computing 97

98 Capitolo 4: Panoramica della soluzione Nota: quando si personalizza l'hardware del pool di risorse, prendere in considerazione i requisiti di high availability. La Tabella 19 fornisce un foglio di lavoro vuoto per la raccolta delle informazioni sul cliente. Tabella 19. Foglio di lavoro vuoto dell'azienda cliente Tipo utente CPU (CPU virtuali) Memoria (GB) IOPS Desktop virtuali di riferimento equivalenti Numero di utenti Totale desktop di riferimento Requisiti delle risorse Desktop virtuali di riferimento equivalenti Requisiti delle risorse Desktop virtuali di riferimento equivalenti Requisiti delle risorse Desktop virtuali di riferimento equivalenti Requisiti delle risorse Desktop virtuali di riferimento equivalenti Requisiti delle risorse Desktop virtuali di riferimento equivalenti Totale 98 EMC VSPEX End-User Computing

99 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Capitolo 5 Linee guida per la configurazione di VSPEX Questo capitolo descrive i seguenti argomenti: Panoramica Attività preliminari all'implementazione Dati di configurazione dell'azienda cliente Preparazione degli switch, connessione alla rete e configurazione degli switch Preparazione e configurazione dello storage array Installazione e configurazione degli host Microsoft Hyper-V Installazione e configurazione del database SQL Server Implementazione del server System Center Virtual Machine Manager Installazione e configurazione del controller XenDesktop Installazione e configurazione di Provisioning Services (solo PVS) Installazione di EMC Avamar Riepilogo EMC VSPEX End-User Computing 99

100 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Panoramica La Tabella 20 descrive le fasi del processo di implementazione della soluzione. Una volta completato il processo di implementazione, l'infrastruttura VSPEX è pronta per l'integrazione con l'infrastruttura server e di rete esistente del cliente. Tabella 20. Panoramica del processo di implementazione Staging Descrizione Architetture 1 Verificare i prerequisiti. Attività preliminari all'implementazione 2 Recuperare gli strumenti di implementazione. 3 Raccogliere i dati di configurazione dell'azienda cliente. 4 Montare su rack e cablare i componenti. 5 Configurare gli switch e le reti; eseguire la connessione alla rete dell'azienda cliente. Attività preliminari all'implementazione Attività preliminari all'implementazione Documentazione del vendor Preparazione degli switch, connessione alla rete e configurazione degli switch 6 Installare e configurare il sistema VNX. Preparazione e configurazione dello storage array 7 Configurare lo storage della virtual machine. Preparazione e configurazione dello storage array 8 Installare e configurare i server. Installazione e configurazione degli host Microsoft Hyper-V 9 Installare SQL Server (utilizzato da SCVMM, server PVS e XenDesktop). Installazione e configurazione del database SQL Server 10 Installare e configurare SCVMM. Implementazione del server System Center Virtual Machine Manager 11 Installare il controller XenDesktop. Installazione e configurazione del controller XenDesktop 12 Eseguire il test e l'installazione. Convalida della soluzione 100 EMC VSPEX End-User Computing

101 Attività preliminari all'implementazione Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Le attività preliminari all'implementazione comprendono procedure non direttamente correlate all'installazione e alla configurazione dell'ambiente, ma i cui risultati saranno necessari in fase di installazione. Esempi di attività preliminari all'implementazione sono rappresentati dalla raccolta di nomi host, indirizzi IP, ID VLAN, codici di licenza, supporti di installazione e così via. Assicurarsi di eseguire queste attività, illustrate nella Tabella 21, prima della visita presso l'azienda cliente, in modo da ridurre il tempo richiesto on-site. Tabella 21. Attività preliminari all'implementazione Attività Descrizione Architetture Raccolta dei documenti Raccolta degli strumenti Raccolta dei dati Raccogliere i documenti correlati elencati nei riferimenti. Questa documentazione viene utilizzata nel testo del presente documento per fornire dettagli sulle procedure di configurazione e sulle best practice per l'implementazione dei diversi componenti della soluzione. Raccogliere gli strumenti richiesti e quelli opzionali per l'implementazione. Utilizzare la Tabella 22 per verificare che tutte le apparecchiature, il software e le licenze appropriate siano disponibili prima del processo di implementazione. Raccogliere i dati di configurazione specifici dell'azienda cliente per il networking, la denominazione e gli account richiesti. Immettere queste informazioni nel foglio di lavoro relativo ai dati di configurazione dell'azienda cliente e utilizzarle come riferimento durante il processo di implementazione. Documentazione EMC Altri documenti Tabella 22 Appendice B Prerequisiti per l'implementazione Completare il documento VNX Block Configuration Worksheet per la variante Fibre Channel, disponibile sul sito web di Supporto Online EMC, per fornire informazioni complete specifiche dell'array. La Tabella 22 descrive in dettaglio i requisiti di licenza, hardware e software per la soluzione. Per ulteriori informazioni, fare riferimento alle tabelle hardware e software in questa guida. EMC VSPEX End-User Computing 101

102 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Tabella 22. Elenco di controllo dei prerequisiti per l'implementazione Requisito Descrizione Architetture Hardware Server fisici per ospitare i desktop virtuali: capacità dei server fisici sufficiente per ospitare i desktop Microsoft Hyper-v Server 2012 per ospitare i server dell'infrastruttura virtuale Nota: è possibile che questo requisito sia soddisfatto dall'infrastruttura esistente. Networking: capacità e funzionalità della porta dello switch richieste dall'end-user Computing EMC VNX: storage array multiprotocollo con il layout del disco richiesto Software Supporti di installazione di Microsoft SCVMM 2012 SP1 Supporti di installazione di Citrix Provisioning Services 7 Supporti di installazione di Citrix XenDesktop 7 Supporti di installazione di Citrix Provisioning Services 7 ESI for Microsoft Supporto Online EMC Software Solo variante FC Supporti di installazione di Microsoft Windows Server 2012 (AD/DHCP/DNS/Hypervisor) Supporti di installazione di Microsoft Windows 7 SP1 Supporti di installazione di Microsoft SQL Server 2012 EMC PowerPath Supporto Online EMC Licenze File di licenza di Citrix XenDesktop 7 Codici di licenza di Microsoft Windows Server 2012 Standard o versione successiva Nota: è possibile che questo requisito sia soddisfatto dal server Microsoft KMS (Key Management Server) esistente. Codici di licenza di Microsoft Windows 7 Nota: è possibile che questo requisito sia soddisfatto dal server Microsoft KMS (Key Management Server) esistente. Codice di licenza di Microsoft SQL Server Nota: è possibile che questo requisito sia soddisfatto nell'infrastruttura esistente. Codici di licenza di SCVMM 2012 SP1 Licenze - Solo variante FC File di licenza di EMC PowerPath 102 EMC VSPEX End-User Computing

103 Dati di configurazione dell'azienda cliente Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Per ridurre il tempo richiesto on-site, è consigliabile assemblare alcune informazioni, quali indirizzi IP e nomi host, come parte del processo di pianificazione. L'Appendice B fornisce una tabella per la gestione di record di informazioni pertinenti. Questo modulo può essere espanso o compresso ed è possibile aggiungere, modificare e registrare informazioni man mano che il processo di implementazione avanza. Inoltre, per registrare le informazioni complete specifiche dell'array, compilare il documento VNX File and Unified Worksheet, disponibile sul sito web del Supporto Online EMC. Preparazione degli switch, connessione alla rete e configurazione degli switch Questa sezione descrive i requisiti per l'infrastruttura di rete necessaria per supportare questa architettura. La Tabella 23 riporta un riepilogo delle attività da completare e fornisce riferimenti per ulteriori informazioni. Tabella 23. Attività per la configurazione degli switch e della rete Attività Descrizione Architetture Configurazione della rete dell'infrastruttura Configurazione della rete di storage (variante FC) Configurazione delle VLAN Completamento del cablaggio di rete Configurare il networking dell'infrastruttura degli host Windows e dello storage array, come specificato in Architettura della soluzione a pagina 48. Configurare le porte degli switch Fibre Channel, lo zoning per gli host Hyper-V e lo storage array. Configurare le VLAN private e pubbliche come richiesto. Collegare le porte di interconnessione degli switch. Collegare le porte VNX. Configuration Guide degli switch del vendor Configuration Guide degli switch del vendor Preparazione degli switch di rete Configurazione della rete dell'infrastruttura Per i livelli convalidati di prestazioni e High Availability, questa soluzione richiede la capacità di switching fornita nella tabella Hardware della soluzione a pagina 53. Se l'infrastruttura esistente soddisfa i requisiti, non è necessario eseguire l'installazione di nuovo hardware. La rete dell'infrastruttura richiede link di rete ridondanti per ciascun host Hyper-V, lo storage array, le porte di interconnessione degli switch e le porte uplink degli switch. Questa configurazione fornisce ridondanza e larghezza di banda di rete aggiuntiva. Questa configurazione è necessaria, indipendentemente dal fatto che l'infrastruttura di rete per la soluzione sia già esistente o venga implementata insieme ad altri componenti della soluzione. EMC VSPEX End-User Computing 103

104 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX La Figura 33 e la Figura 34 illustrano un'infrastruttura di rete ridondante di esempio per questa soluzione. I diagrammi illustrano l'utilizzo dei link e degli switch ridondanti per assicurare la completa assenza di single point of failure nella connettività di rete. Figura 33. Architettura di rete di esempio: variante SMB 104 EMC VSPEX End-User Computing

105 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Figura 34. Architettura di rete di esempio: variante FC Configurazione delle VLAN Completamento del cablaggio di rete Assicurarsi di collegare un numero adeguato di porte di switch per lo storage array e gli host Hyper-V configurati con almeno tre VLAN per: Networking delle virtual machine e traffico di gestione Hyper-V (reti delle aziende clienti, che possono essere separate, se necessario) Storage networking (rete privata) Live Migration (rete privata) Accertarsi che tutti i server, gli storage array, le interconnessioni degli switch e gli uplink degli switch della soluzione dispongano di connessioni ridondanti e siano inseriti in infrastrutture di switching separate. Verificare che esista una connessione completa alla rete esistente dell'azienda cliente. Nota: in questa fase, la nuova apparecchiatura è connessa alla rete esistente del cliente. Assicurarsi che interazioni impreviste non causino problemi di servizio nella rete dell'azienda cliente. EMC VSPEX End-User Computing 105

106 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Preparazione e configurazione dello storage array Questa sezione fornisce risorse e istruzioni per la configurazione e il provisioning dello storage core e dello storage opzionale. Configurazione di VNX Questa sezione descrive come configurare lo storage array VNX. In questa soluzione, la serie VNX fornisce lo storage a blocchi con connessione SAN Fibre Channel o CIFS per gli host Hyper-V. La Tabella 24 mostra le attività per la configurazione dello storage. Tabella 24. Attività per la configurazione dello storage Attività Descrizione Architetture Impostazione della configurazione iniziale di VNX Provisioning dello storage FC per Hyper V (solo FC) Provisioning dello storage opzionale per i dati dell'utente Configurare le informazioni sugli indirizzi IP e altri parametri chiave nel sistema VNX. Creare le LUN FC che verranno presentate ai server Hyper-V come CSV che ospita i desktop virtuali. Creare le LUN FC che verranno presentate ai server Hyper-V come CSV che ospita i desktop virtuali. VNX5400 Unified Installation Guide VNX5600 Unified Installation Guide VNX File and Unified Worksheet Unisphere System Getting Started Guide Configuration Guide degli switch del vendor Preparazione del sistema VNX Il documento VNX5400 Unified Installation Guide fornisce istruzioni relative all'assemblaggio, al montaggio su rack, al cablaggio e all'alimentazione del sistema VNX. Per desktop virtuali, consultare invece il documento VNX5600 Unified Installation Guide. Non sono previsti passaggi di configurazione specifici per questa soluzione. Impostazione della configurazione iniziale di VNX Una volta completata la configurazione iniziale di VNX, è necessario configurare le informazioni principali sull'ambiente esistente in modo da consentire allo storage array di comunicare. Configurare i seguenti elementi in conformità alle policy del data center IT e alle informazioni sull'infrastruttura esistente: DNS NTP Interfacce della rete di storage Indirizzo IP della rete di storage Servizi CIFS e appartenenza al dominio Active Directory I documenti di riferimento elencati nella Tabella 24 forniscono ulteriori informazioni sulla modalità di configurazione della piattaforma VNX. La sezione Linee guida per la configurazione dei server a pagina 59 fornisce ulteriori informazioni sul layout dei dischi. 106 EMC VSPEX End-User Computing

107 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Provisioning dello storage dei dati core Lo storage dei dati core è un repository per i dati del sistema operativo dei desktop virtuali. Può trattarsi della variante FC e della variante SMB. La Figura 20, la Figura 24, la Figura 26, la Figura 27, la Figura 29 e la Figura 30 illustrano il layout dello storage di destinazione per le varianti FC (Fibre Channel) e SMB dei tre stack di soluzioni in questa soluzione VSPEX. Le sezioni riportate di seguito descrivono la procedura di provisioning per le varianti FC e SMB. Provisioning dello storage per il cluster Hyper-V (solo variante FC) Per configurare le LUN FC nel sistema VNX che verranno utilizzate per lo storage dei desktop virtuali, nell'interfaccia di EMC Unisphere completare la seguente procedura: 1. Creare uno storage pool RAID 5 basato su blocchi e costituito da dieci, venti o quaranta unità SAS da 600 GB (10 unità per 500 desktop virtuali, 20 unità per desktop virtuali o 40 unità per desktop virtuali) per la configurazione MCS/non PvD e presentarle ai server ESXi come datastore VMFS. Per altre configurazioni MCS o PVS, fare riferimento alle Linee guida per la configurazione dello storage per scegliere le dimensioni delle LUN appropriate. Abilitare la FAST Cache per lo storage pool. a. Eseguire il login a EMC Unisphere. b. Selezionare l'array che sarà utilizzato in questa soluzione. c. Selezionare Storage > Storage Configuration > Storage Pools. d. Selezionare la scheda Pools. e. Fare clic su Create. 2. Nello storage pool basato su blocchi, creare quattro LUN (per 500 desktop virtuali), otto LUN (per desktop virtuali) o sedici LUN (per desktop virtuali) e presentarle ai server Hyper-V come CSV. a. Selezionare Storage > LUNs. b. Fare clic su Create. c. Nella finestra di dialogo, selezionare il pool creato nel passaggio 1, quindi selezionare MAX for User Capacity e 4, 8 o 16 per Number of LUNs. Dopo questa operazione verrà eseguito il provisioning delle LUN. 3. Configurare uno storage group per consentire ai server Hyper-V di accedere alle LUN appena create. a. Selezionare Hosts > Storage Groups. b. Creare un nuovo storage group. c. Selezionare le LUN e gli host Hyper-V da aggiungere a questo storage group. EMC VSPEX End-User Computing 107

108 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Provisioning dello storage per la share CIFS (solo variante SMB) Per configurare i file system CIFS nel sistema VNX che verranno utilizzati per archiviare i desktop virtuali, in EMC Unisphere completare la seguente procedura: 1. Creare uno storage pool RAID 5 basato su blocchi e costituito da dieci, venti o quaranta unità SAS da 600 GB (10 unità per 500 desktop virtuali, 20 unità per desktop virtuali o 40 unità per desktop virtuali) per una configurazione MCS/non PvD. Per altre configurazioni MCS o PVS, fare riferimento alle Linee guida per la configurazione dello storage per scegliere il numero di dischi e il tipo RAID appropriati. Abilitare la FAST Cache per lo storage pool. a. Eseguire il login a EMC Unisphere. b. Selezionare l'array che sarà utilizzato in questa soluzione. c. Selezionare Storage > Storage Configuration > Storage Pools. d. Selezionare la scheda Pools. e. Fare clic su Create. 2. Creare dieci LUN nello storage pool a blocchi e presentarle al data mover come dvol nel pool NAS definito dal sistema. Ciascuna LUN deve disporre di 200 GB (per 500 desktop virtuali), 400 GB (per desktop virtuali) o 800 GB (per desktop virtuali) per la configurazione MCS/non PvD. Presentarle al server Hyper-V come CSV. Per altre configurazioni MCS o PVS, fare riferimento alle Linee guida per la configurazione dello storage per scegliere le dimensioni delle LUN appropriate. a. Selezionare Storage > LUNs. b. Fare clic su Create. c. Nella finestra di dialogo, selezionare il pool creato nel passaggio 1, quindi selezionare MAX for User Capacity e 10 per Number of LUNs. Nota: vengono create dieci LUN in quanto EMC Performance Engineering consiglia di creare circa una LUN per ogni quattro unità nello storage pool e di creare LUN in multipli pari di dieci. Fare riferimento al documento EMC VNX Unified Best Practices for Performance Applied Best Practices Guide. d. Selezionare Hosts > Storage Groups. e. Selezionare filestorage. f. Fare clic su Connect LUNs. g. Nel pannello Available LUNs, selezionare le 10 LUN appena create. Le LUN vengono visualizzate immediatamente nel pannello Selected LUNs. Volume Manager rileva automaticamente un nuovo storage pool per file o è possibile fare clic su Rescan Storage System in Storage Pool for File per effettuarne immediatamente la scansione. Non continuare finché il nuovo storage pool per file non è presente nella GUI. 108 EMC VSPEX End-User Computing

109 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX 3. Per la configurazione MCS/non PvD, creare quattro, otto o sedici file system di 500 GB ciascuno (quattro file system per 500 desktop virtuali, otto per o sedici per 2.000) e presentarli ai server Hyper-V come share SMB. Per altre configurazioni MCS o PVS, fare riferimento alle Linee guida per la configurazione dello storage per scegliere le dimensioni dei file system appropriate. a. Selezionare Storage > Storage Configuration > File Systems. b. Fare clic su Create. c. Nella finestra di dialogo, selezionare Create from Storage Pool. d. Immettere un valore per Storage Capacity, ad esempio 500 GB. e. Accettare i valori predefiniti per tutti gli altri parametri. 4. Esportare i file system mediante CIFS. a. Selezionare Storage > Shared Folders > CIFS. b. Fare clic su Create. 5. In Unisphere: a. Fare clic su Settings > Data Mover Parameters per apportare modifiche alla configurazione del data mover. b. Nell'elenco Set Parameters, selezionare All Parameters. c. Scorrere verso il basso fino al parametro nthreads, come illustrato nella Figura 36. d. Fare clic su Properties per aggiornare l'impostazione. Il numero predefinito di thread dedicati per soddisfare le richieste NFS è 384 per ciascun data mover in VNX. Poiché questa soluzione richiede fino a connessioni desktop, aumentare il numero di thread NFS attivi fino a un massimo di (per 500 desktop virtuali) o (per e desktop virtuali) su ciascun data mover. Figura 35. Impostazione del parametro nthread EMC VSPEX End-User Computing 109

110 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Configurazione di FAST Cache Per configurare la FAST Cache nello storage pool per questa soluzione, completare la seguente procedura: 1. Configurare le flash drive come EMC FAST Cache: a. Fare clic su Properties (nel dashboard della finestra di Unisphere) o su Manage Cache (nel riquadro di sinistra della finestra di Unisphere) per aprire la finestra di dialogo Storage System Properties. Figura 36. Finestra di dialogo Storage System Properties b. Fare clic sulla scheda FAST Cache per visualizzare le informazioni sulla FAST Cache. c. Fare clic su Create per aprire la finestra di dialogo Create FAST Cache. Figura 37. Finestra di dialogo Create FAST Cache d. Il campo RAID Type viene visualizzato come RAID 1 una volta creata la FAST Cache. 110 EMC VSPEX End-User Computing

111 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX e. È inoltre possibile selezionare il numero di flash drive. La parte inferiore della finestra riporta le flash drive che verranno utilizzate per la creazione della FAST Cache. È possibile selezionare le unità manualmente utilizzando l'opzione Manual. Fare riferimento alle Linee guida per la configurazione dello storage per determinare il numero di Flash drive utilizzate in questa soluzione. Nota: se non è disponibile un numero sufficiente di Flash drive, viene visualizzato un messaggio di errore e non è possibile creare la FAST Cache. 2. Abilitare la FAST Cache nello storage pool. Se si crea una LUN in uno storage pool, è possibile configurare la FAST Cache per la LUN solo a livello di storage pool. In altre parole, tutte le LUN create nello storage pool avranno la FAST Cache abilitata o disabilitata. 3. Per configurare la FAST Cache in uno storage pool esistente, utilizzare la scheda Advanced nella finestra di dialogo Create Storage Pool. Figura 38. Scheda Advanced nella finestra di dialogo Create Storage Pool Una volta installata la FAST Cache nella serie VNX, viene abilitata per impostazione predefinita quando si crea uno storage pool. Figura 39. Scheda Advanced delle finestra di dialogo Storage Pool Properties Nota: la funzionalità FAST Cache negli array della serie EMC VNX non comporta un miglioramento immediato delle prestazioni. Il sistema deve raccogliere informazioni sui modelli di accesso e promuovere i dati utilizzati di frequente nella cache. Il processo può richiedere qualche ora e durante questo periodo le prestazioni dell'array migliorano in modo costante. EMC VSPEX End-User Computing 111

112 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Provisioning dello storage opzionale per i dati dell'utente Se lo storage richiesto per i dati dell'utente, ad esempio profili di roaming degli utenti e home directory, non è ancora presente nell'ambiente di produzione ed è stato acquistato il diskpack dei dati dell'utente opzionale, completare la seguente procedura in Unisphere per configurare due file system CIFS in VNX: 1. Creare uno storage pool RAID 6 basato su blocchi e costituito da sedici, ventiquattro o quarantotto unità NL-SAS da due TB (sedici unità per 500 desktop virtuali, ventiquattro unità per desktop virtuali o quarantotto unità per desktop virtuali). La Figura 22, la Figura 28 e la Figura 31 illustrano il layout dello storage dei dati dell'utente di destinazione per la soluzione. 2. Creare dieci LUN nello storage pool a blocchi e presentarle al data mover come dvol nel pool NAS definito dal sistema. Ciascuna LUN deve avere una capacità di 1 TB (per 500 desktop virtuali), 2 TB (per desktop virtuali) o 4 TB (per desktop virtuali). 3. Creare due file system dal pool NAS definito dal sistema contenente le dieci nuove LUN. Esportare i file system come share CIFS. Configurazione di FAST VP (opzionale) Se si desidera, è possibile configurare FAST VP per lo spostamento automatico dei dati tra gli storage tier. È possibile configurare FAST VP a livello di pool o a livello di LUN. Configurazione di FAST VP a livello di pool 1. Selezionare uno storage pool e fare clic su Properties per aprire la finestra di dialogo Storage Pool Properties. La Figura 41 mostra le informazioni di tiering per uno specifico pool abilitato per FAST VP. Figura 40. Finestra Storage Pool Properties La casella Tier Status mostra le informazioni sul trasferimento FAST VP per il pool selezionato. 112 EMC VSPEX End-User Computing

113 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX 2. Nell'elenco Auto-Tiering, selezionare Manual o Automatic per Relocation Schedule. Il pannello Tier Details mostra l'esatta distribuzione dei dati. 3. Fare clic su Relocation Schedule per aprire la finestra di dialogo Manage Auto-Tiering. Figura 41. Finestra di dialogo Manage Auto-Tiering 4. Se si desidera, nella finestra di dialogo Manage Auto-Tiering, è possibile modificare la velocità di trasferimento dei dati in Data Relocation Rate. La velocità predefinita è impostata su Medium in modo da non influire in modo significativo sulle operazioni di I/O dell'host. 5. Fare clic su OK per salvare le modifiche. Nota: FAST VP è uno strumento completamente automatizzato che consente di pianificare l'esecuzione automatica dei trasferimenti. Pianificare i trasferimenti fuori dall'orario di lavoro per ridurre al minimo l'eventuale impatto sulle prestazioni. Configurazione di FAST VP a livello di LUN Alcune proprietà del FAST VP sono gestite a livello di LUN. 1. Fare clic su Properties per una specifica LUN. 2. Selezionare la scheda Tiering per visualizzare le informazioni sul tiering per la LUN. EMC VSPEX End-User Computing 113

114 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Figura 42. Finestra LUN Properties La sezione Tier Details visualizza la distribuzione corrente delle partizioni all'interno della LUN. 3. Utilizzare l'elenco Tiering Policy per selezionare la policy di tiering per la LUN. 4. Fare clic su OK per salvare le modifiche. Provisioning dello storage opzionale per le virtual machine dell'infrastruttura Se lo storage richiesto per le virtual machine dell'infrastruttura, ovvero server SQL Server, controller di dominio, server vcenter Server e/o controller XenDesktop, non è ancora presente nell'ambiente di produzione ed è stato acquistato il diskpack opzionale dei dati dell'utente, configurare un file system CIFS in VNX da utilizzare come share SMB in cui risiedono le virtual machine dell'infrastruttura. Ripetere la procedura di configurazione illustrata in Provisioning dello storage per la share CIFS (solo variante SMB) per eseguire il provisioning dello storage opzionale, tenendo conto del numero inferiore di unità. 114 EMC VSPEX End-User Computing

115 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Installazione e configurazione degli host Microsoft Hyper-V Questo capitolo fornisce i requisiti per l'installazione e la configurazione dei server dell'infrastruttura e degli host Windows a supporto dell'architettura. La Tabella 25 descrive le attività richieste. Tabella 25. Attività per l'installazione dei server Attività Descrizione Architetture Installazione degli host Windows Installazione di Hyper-V e configurazione failover clustering Configurazione del networking degli host Windows Installare PowerPath su server Windows Installare Windows Server 2012 sui server fisici implementati per la soluzione. 1. Aggiungere il ruolo server Hyper-V. 2. Aggiungere la funzionalità di failover clustering. 3. Creare e configurare il cluster Hyper-V. Configurare il networking degli host Windows, incluso il teaming della scheda NIC e la rete dello switch virtuale. Installare e configurare PowerPath per gestire il multipathing per le LUN VNX PowerPath and PowerPath/VE for Windows Installation and Administration Guide Installazione degli host Windows Installazione di Hyper-V e configurazione del failover clustering Seguire le best practice di Microsoft per installare Windows Server 2012 e il ruolo Hyper-V sui server fisici per questa soluzione. Per installare e configurare la funzionalità di failover clustering, completare la seguente procedura: 1. Su ciascun host Windows, installare Windows Server 2012 e le patch. 2. Configurare il ruolo Hyper-V e la funzionalità di failover clustering. 3. Installare i driver HBA o configurare gli iscsi initiator su ogni host Windows. Per i dettagli, consultare la Guida alla connettività host di EMC per Windows. La Tabella 25 fornisce i passaggi e i riferimenti per eseguire le attività di configurazione. Configurazione del networking degli host Windows Per assicurare livelli elevati di prestazioni e availability, sono richieste le seguenti schede NIC: Per la gestione e il networking delle virtual machine (che possono essere separate dalla rete o dalla VLAN, se necessario), viene utilizzata almeno una scheda NIC. Almeno due schede NIC da 10 GbE per la rete di storage. Per Live Migration, viene utilizzata almeno una scheda NIC. Nota: abilitare i Jumbo frame per le schede NIC che trasferiscono dati SMB. Impostare il valore MTU su Per ottenere istruzioni, consultare la Configuration Guide del vendor della scheda NIC. EMC VSPEX End-User Computing 115

116 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Installazione di PowerPath su server Windows Abilitazione dei Jumbo frame Installare PowerPath sui server Windows per migliorare e ottimizzare le prestazioni e le funzionalità dello storage array VNX. Per la procedura di installazione dettagliata, consultare la PowerPath and PowerPath/VE for Windows Installation and Administration Guide. Un Jumbo frame è un frame Ethernet con un "payload" maggiore di byte e con dimensione massima di byte. Questo frame è noto anche come MTU (Maximum Transmission Unit). La dimensione massima comunemente accettata per un Jumbo frame è byte. L'overhead di elaborazione è proporzionale al numero di frame. Pertanto, l'abilitazione dei Jumbo frame consente di ridurre l'overhead di elaborazione grazie alla riduzione del numero di frame da inviare. Questa riduzione determina un aumento del throughput di rete. I Jumbo frame devono essere abilitati in modalità end-to-end. Sono inclusi gli switch di rete e le interfacce VNX. Per abilitare i Jumbo frame su VNX: 1. Utilizzare Unisphere > Settings > Network > Settings for File. 2. Selezionare l'interfaccia di rete appropriata nella scheda Interfaces. 3. Selezionare Proprietà. 4. Impostare la dimensione di MTU su Fare clic su OK per applicare le modifiche. Potrebbe essere necessario abilitare i Jumbo frame su ogni switch di rete. Per istruzioni, consultare la guida alla configurazione degli switch. Pianificazione delle allocazioni di memoria della virtual machine La capacità dei server è necessaria per soddisfare due scopi specifici della soluzione: Supportare la nuova infrastruttura desktop virtualizzata. Supportare i servizi di infrastruttura richiesti, come autenticazione/autorizzazione, DNS e database. Per informazioni sui requisiti di hosting minimi dei servizi infrastrutturali, fare riferimento alla Tabella 5. Se i servizi infrastrutturali esistenti soddisfano i requisiti, i componenti hardware elencati per i servizi di infrastruttura non saranno necessari. Configurazione della memoria Prestare estrema attenzione al dimensionamento e alla configurazione adeguati della memoria del server per questa soluzione. Questa sezione fornisce una panoramica della gestione della memoria in un ambiente Hyper-V. Le tecniche di virtualizzazione della memoria consentono all'hypervisor di astrarre risorse host fisiche come la memoria dinamica, per isolare la risorsa su più virtual machine evitando l'esaurimento delle risorse. Nei casi in cui sono implementati processori avanzati (come i processori Intel con supporto di EPT), questa astrazione viene eseguita all'interno della CPU. In caso contrario, questo processo avviene all'interno dell'hypervisor. 116 EMC VSPEX End-User Computing

117 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Sono disponibili numerose tecniche all'interno dell'hypervisor per massimizzare l'uso delle risorse dei sistemi, come la memoria. In sostanza, non effettuare l'overcommit delle risorse, poiché tale operazione potrebbe peggiorare significativamente le prestazioni di sistema. Le implicazioni dell'overcommit della memoria in un ambiente reale sono difficili da prevedere. Il peggioramento delle prestazioni dovuto all'esaurimento delle risorse incrementa la quantità di memoria in overcommit. Installazione e configurazione del database SQL Server Questa sezione descrive come installare e configurare un database SQL Server per la soluzione. Al termine di questo capitolo, Microsoft SQL Server sarà installato su una virtual machine e i database richiesti da Microsoft SCVMM, Citrix Provisioning Service e Citrix XenDesktop saranno configurati per l'utilizzo. La Tabella 26 identifica le attività per la configurazione del database SQL Server. Tabella 26. Attività per l'installazione del database SQL Server Attività Descrizione Architetture Creazione di una macchina virtuale per Microsoft SQL Server Creare una macchina virtuale per ospitare SQL Server. Verificare che il server virtuale soddisfi i requisiti hardware e software. Installazione di Microsoft Windows sulla macchina virtuale Installazione di Microsoft SQL Server Configurazione del database per Microsoft SCVMM Configurazione delle autorizzazioni per il database XenDesktop Installare Microsoft Windows Server 2012 Standard Edition sulla macchina virtuale creata per ospitare SQL Server. Installare Microsoft SQL Server sulla macchina virtuale designata per tale scopo. Creare il database richiesto per il server SCVMM sul datastore appropriato. Configurare il database server con le autorizzazioni appropriate per il programma di installazione di XenDesktop. Database Access and Permissions for XenDesktop 7 Creazione di una virtual machine per Microsoft SQL Server Nota: è possibile che l'ambiente del cliente contenga già una versione di SQL Server designata per questo ruolo. In questo caso, fare riferimento a Configurazione del database per Microsoft SCVMM. I requisiti per processore, memoria e sistema operativo variano in base alle diverse versioni di SQL Server. È consigliabile creare la virtual machine su uno dei server Hyper-V designati per le virtual machine dell'infrastruttura e utilizzare il CSV designato per l'infrastruttura condivisa. Installazione di Microsoft Windows sulla virtual machine È necessario eseguire il servizio SQL Server su Microsoft Windows. Installare Windows sulla macchina virtuale e selezionare le impostazioni di rete, temporali e di autenticazione appropriate. EMC VSPEX End-User Computing 117

118 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Installazione di SQL Server Installare SQL Server sulla macchina virtuale dai supporti di installazione di SQL Server. Il sito web di Microsoft TechNet fornisce informazioni sulla modalità di installazione di SQL Server. Uno dei componenti installabili del programma di installazione di SQL Server è SQL Server Management Studio (SSMS). È possibile installare questo componente direttamente su SQL Server o sulla console dell'amministratore. Assicurarsi di installare SSMS almeno su un sistema. Nella maggior parte delle implementazioni, è opportuno archiviare i file di dati in posizioni diverse dal percorso predefinito. Per modificare il percorso predefinito, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'oggetto server in SSMS e selezionare Proprietà database. Questa azione consente di aprire un'interfaccia delle proprietà da cui è possibile modificare i dati predefiniti e le directory log per i nuovi database creati sul server. Nota: per garantire la High Availability, è possibile installare SQL Server in un cluster di failover Microsoft. Configurazione del database per Microsoft SCVMM Per utilizzare Microsoft SCVMM in questa soluzione, è necessario creare un database da utilizzare nel servizio. Nota: per questa soluzione non utilizzare l'opzione di database basata su Microsoft SQL Server Express. Le best practice suggeriscono di creare account di login individuali per ciascun servizio che accede a un database su SQL Server. 118 EMC VSPEX End-User Computing

119 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Implementazione del server System Center Virtual Machine Manager Questa sezione fornisce informazioni sulla modalità di configurazione di SCVMM. Completare le attività nella Tabella 27. Tabella 27. Attività per la configurazione di SCVMM Attività Descrizione Architetture Creazione della macchina virtuale dell'host SCVMM Installazione del sistema operativo guest SCVMM Installazione del server SCVMM Installazione della console di gestione SCVMM Installazione dell'agente SCVMM in locale sugli host Aggiunta di un cluster Hyper-V a SCVMM Aggiunta dello storage della file share in SCVMM (solo variante basata su file) Creazione di una macchina virtuale in SCVMM Creazione di un modello di macchina virtuale Implementazione di macchine virtuali dal modello di macchina virtuale Creare una virtual machine per SCVMM Server. Installare Windows Server 2012 Datacenter Edition sulla virtual machine dell'host SCVMM. Installare un server SCVMM. Installare una console di gestione SCVMM. Installare l'agent SCVMM in locale sugli host gestiti da SCVMM. Aggiungere il cluster Hyper-V creato a SCVMM. Aggiungere lo storage della file share SMB a un cluster Hyper-V in SCVMM. Creare una macchina virtuale in SCVMM. Creare un modello di macchina virtuale dalla macchina virtuale esistente. Creare il profilo hardware e il profilo del sistema operativo guest durante la procedura. Implementare le virtual machine dal template di virtual machine Creazione di una virtual machine dell'host SCVMM Per implementare il server Microsoft Hyper-V come virtual machine su un server Hyper-V installato come parte di questa soluzione, connettersi direttamente a un server Hyper-V dell'infrastruttura utilizzando la console di gestione di Hyper-V. Creare una virtual machine sul server Microsoft Hyper-V con la configurazione del sistema operativo guest dell'azienda cliente utilizzando un datastore del server dell'infrastruttura presentato dallo storage array. I requisiti di memoria e processore per il server SCVMM dipendono dal numero di virtual machine e di host Hyper-V gestiti da SCVMM. Installazione del sistema operativo guest SCVMM Installare il sistema operativo guest sulla macchina virtuale dell'host SCVMM. Installare la versione richiesta di Windows Server sulla macchina virtuale e selezionare le impostazioni di rete, temporali e di autenticazione appropriate. EMC VSPEX End-User Computing 119

120 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Installazione del server SCVMM Configurare il database VMM e il server predefinito della libreria, quindi installare il server SCVMM. Per l'installazione del server SCVMM, fare riferimento all'articolo Installing the VMM Server. Installazione della console di gestione SCVMM La console di gestione SCVMM è uno strumento client utilizzato per la gestione del server SCVMM. Installare la console di gestione VMM sullo stesso computer del server VMM. Per l'installazione della console di gestione SCVMM, fare riferimento all'articolo Installing the VMM Administrator Console. Installazione dell'agent SCVMM in locale su un host Aggiunta di un cluster Hyper-V a SCVMM Aggiunta dello storage della file share a SCVMM (solo variante basata su file) Creazione di una virtual machine in SCVMM Se è necessario gestire gli host su una rete perimetrale, installare un agent SCVMM localmente sull'host prima di aggiungerlo a VMM. Se si desidera, installare un agent VMM localmente su un host in un dominio prima di aggiungere l'host a VMM. Per informazioni su come installare un agent VMM localmente in un host, fare riferimento all'articolo Installing a VMM Agent Locally. Aggiungere il cluster Microsoft Hyper-V implementato a SCVMM. SCVMM gestisce il cluster Hyper-V. Per istruzioni su come aggiungere il cluster Hyper-V, fare riferimento all'articolo Come aggiungere un cluster host a VMM. Per aggiungere lo storage della file share a SCVMM, effettuare le seguenti operazioni: 1. Aprire lo spazio di lavoro VMs and Services. 2. Nel riquadro VMs and Services, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del cluster Hyper-V. 3. Fare clic su Proprietà. 4. Nella finestra Properties, fare clic su File Share Storage. 5. Fare clic su Add, quindi aggiungere lo storage della file share a SCVMM. Creare una virtual machine in SCVMM da utilizzare come template di virtual machine. Una volta installata la virtual machine, installare il software, quindi modificare le impostazioni di Windows e dell'applicazione. Per creare una virtual machine, fare riferimento all'articolo Come creare una macchina virtuale con un disco rigido virtuale vuoto. Creazione di un template di virtual machine La conversione di una virtual machine in un template rimuove la virtual machine. Eseguire il backup della virtual machine, poiché questa potrebbe essere distrutta durante la creazione del template. Durante la creazione di un template, creare un profilo hardware e un profilo del sistema operativo guest. Per l'implementazione delle virtual machine, è possibile utilizzare il profiler. 120 EMC VSPEX End-User Computing

121 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Per informazioni su come creare il template, fare riferimento all'articolo Come creare un modello di macchina virtuale. Implementazione di virtual machine dal template di virtual machine Per implementare le virtual machine, fare riferimento all'articolo Come distribuire una macchina virtuale. La procedura guidata di implementazione permette di salvare gli script PowerShell e riutilizzarli per implementare altre virtual machine con la stessa configurazione. Installazione e configurazione del controller XenDesktop Questa sezione fornisce informazioni sulla modalità di installazione e configurazione dei controller Citrix XenDesktop per la soluzione. Per una nuova installazione di XenDesktop, Citrix consiglia di completare le attività nella Tabella 28 nell'ordine indicato. Tabella 28. Attività per la configurazione del controller XenDesktop Attività Descrizione Architetture Creazione di virtual machine per i controller XenDesktop Installazione del sistema operativo guest per i controller XenDesktop e i server PVS Installazione dei componenti server di XenDesktop Installazione di Citrix Studio Configurazione di un sito Aggiunta di un secondo Delivery Controller XenDesktop Preparazione di una virtual machine master Creare quattro virtual machine in Hyper V. Due delle virtual machine vengono utilizzate come Delivery Controller XenDesktop. Installare il sistema operativo guest Windows Server 2008 R2 o Windows Server Installare i componenti server di XenDesktop sul primo Delivery Controller. Installare Citrix Studio per gestire l'implementazione di XenDesktop in remoto. Configurare un sito in Citrix Studio. Installare un Delivery Controller aggiuntivo per garantire la High Availability. Creare una macchina virtuale master come immagine di base per i desktop virtuali. Installazione dei componenti server di XenDesktop Installare i seguenti componenti server di XenDesktop sul primo controller: Delivery Controller: distribuisce applicazioni e desktop, gestisce l'accesso da parte degli utenti e ottimizza le connessioni Citrix Studio: consente di creare, configurare e gestire i componenti, le applicazioni e i desktop dell'infrastruttura Citrix Director: consente di monitorare le prestazioni e risolvere i potenziali problemi Server licenze: gestisce le licenze del prodotto Citrix StoreFront: fornisce servizi di autenticazione e distribuzione delle risorse per Citrix Receiver EMC VSPEX End-User Computing 121

122 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Nota: Citrix supporta l'installazione dei componenti di XenDesktop solo tramite le procedure descritte nella documentazione di Citrix. Configurazione di un sito Aggiunta di un secondo controller Avviare Citrix Studio e configurare un sito. Per la configurazione del sito, effettuare le seguenti operazioni: 1. Attivare la licenza per il sito e specificare l'edizione di XenDesktop da utilizzare. 2. Installare il database del sito utilizzando una credenziale di login designata per SQL Server. 3. Fornire informazioni sull'infrastruttura virtuale, compreso il percorso di Microsoft SCVMM che verrà utilizzato dal controller per stabilire una connessione all'infrastruttura Hyper-V. Una volta configurato un sito, è possibile aggiungere un secondo controller per fornire la high availability. Di seguito sono riportati i componenti server di XenDesktop richiesti per il secondo controller: Delivery Controller Citrix Studio Citrix Director Citrix StoreFront Non installare il componente del server di licenze sul secondo controller in quanto viene gestito centralmente sul primo controller. Installazione di Citrix Studio Preparazione della virtual machine master Installare Citrix Studio sulle console dell'amministratore appropriate per gestire l'implementazione di XenDesktop in modalità remota. Ottimizzare la virtual machine master per evitare che servizi in background non necessari generino operazioni di I/O estranee che possono influire negativamente sulle prestazioni complessive dello storage array. Per preparare la macchina virtuale master, completare la seguente procedura: 1. Installare il sistema operativo guest Windows Installare gli strumenti di integrazione appropriati, come gli strumenti Hyper-V. 3. Ottimizzare le impostazioni del sistema operativo facendo riferimento al documento Citrix Windows 7 Optimization Guide for Desktop Virtualization. 4. Installare Virtual Delivery Agent. 5. Installare strumenti o applicazioni di terze parti pertinenti al proprio ambiente, come Microsoft Office. 122 EMC VSPEX End-User Computing

123 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Provisioning dei desktop virtuali Per implementare i desktop virtuali utilizzando Machine Creation Services (MCS) in Citrix Studio, completare la seguente procedura: 1. Creare un catalogo di macchine utilizzando la macchina virtuale come immagine di base. MCS consente la creazione di un catalogo di macchine che contiene vari tipi di desktop. In questa soluzione sono stati testati i seguenti tipi di desktop: Sistema operativo Windows Desktop: Casuale: gli utenti si connettono a un nuovo desktop (casuale) ogni volta che eseguono l'accesso. Personal vdisk: gli utenti si connettono allo stesso desktop (statico) ogni volta che eseguono l'accesso. Le modifiche vengono salvate in un Personal vdisk separato. Sistema operativo Windows Server: fornisce desktop condivisi ospitati per un'implementazione su larga scala di macchine standardizzate. 2. Aggiungere le macchine create nel catalogo a un gruppo di distribuzione in modo che i desktop virtuali siano disponibili agli utenti finali. EMC VSPEX End-User Computing 123

124 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Installazione e configurazione di Provisioning Services (solo PVS) Questa sezione fornisce informazioni sulla modalità di installazione e configurazione di Citrix Provisioning Services per la soluzione. Per una nuova installazione di Provisioning Services, Citrix consiglia di completare le attività nella Tabella 29 nell'ordine indicato. Tabella 29. Attività per la configurazione del controller XenDesktop Attività Descrizione Architetture Creazione di virtual machine per i server PVS Installazione del sistema operativo guest per i server PVS Installazione dei componenti server di Provisioning Services Configurazione della server farm PVS Aggiunta di un secondo server PVS Creazione di uno store PVS Configurazione della comunicazione in entrata Configurazione di un file bootstrap Configurazione di un server TFTP su VNX Configurazione delle opzioni di avvio 66 e 67 sul server DHCP Preparazione di una macchina virtuale master Provisioning dei desktop virtuali Creare due virtual machine nel server Hyper-V. Queste virtual machine vengono utilizzate come server PVS. Installare il sistema operativo guest Windows Server 2008 R2 o Windows Server Installare la console e i componenti server di PVS sul server PVS. Eseguire la procedura guidata di configurazione di Provisioning Services per creare una server farm PVS. Installare la console e i componenti server di PVS sul secondo server e aggiungerlo alla server farm esistente. Specificare il percorso dello store in cui risiederanno i dischi virtuali (vdisk). Regolare il numero totale di thread che verranno utilizzati per comunicare con ciascun desktop virtuale. Eseguire l'aggiornamento dell'immagine bootstrap in modo da utilizzare entrambi i server PVS per fornire i servizi di streaming. Copiare l'immagine bootstrap sul server TFTP ospitato su VNX. Specificare l'indirizzo IP del server TFTP e il nome dell'immagine bootstrap utilizzata per l'avvio PXE (Preboot execution Environment). Creare una macchina virtuale master come immagine di base per i desktop virtuali. Eseguire il provisioning dei desktop mediante PVS. Sito web Citrix 124 EMC VSPEX End-User Computing

125 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Configurazione di una server farm PVS Aggiunta di un secondo server PVS Creazione di uno store PVS Configurazione della comunicazione in entrata Una volta installati i componenti server PVS sul server PVS, avviare la procedura guidata di configurazione di Provisioning Services e configurare una nuova server farm utilizzando le seguenti opzioni: 1. Specificare il servizio DHCP da eseguire su un altro computer. 2. Specificare il servizio PXE da eseguire su un altro computer. 3. Selezionare Create Farm per creare una nuova server farm PVS utilizzando un'istanza di database SQL designata. 4. Durante la creazione di una nuova server farm, è necessario creare un sito. Fornire un nome appropriato per il nuovo sito e la raccolta di dispositivi di destinazione. 5. Selezionare il server licenze in esecuzione sul controller XenDesktop. 6. Se si sceglie di eseguire il servizio TFTP su VNX, non utilizzare il servizio TFTP ospitato sul server PVS: deselezionare l'opzione Use the Provisioning Services TFTP service. Una volta configurata una server farm PVS, è possibile aggiungere un secondo server PVS per fornire la High Availability. Installare la console e i componenti server di PVS sul secondo server PVS ed eseguire la procedura guidata di configurazione di Provisioning Services per aggiungere il secondo server alla server farm esistente. Uno store PVS è un contenitore logico per i dischi virtuali (vdisk). PVS supporta l'utilizzo della share CIFS come destinazione di storage di uno store. Durante la creazione di uno store PVS, impostare il percorso dello store predefinito sul percorso UNC (Universal Naming Convention) di una share CIFS ospitata sullo storage VNX. Nella console di Provisioning Services, fare clic con il pulsante destro del mouse su uno store, quindi selezionare Properties e Validate per confermare che tutti i server PVS nella server farm possono accedere alla share CIFS. Ciascun server PVS dispone di un intervallo di porte UDP (User Datagram Protocol) per gestire tutte le comunicazioni in entrata dai desktop virtuali. In teoria, è consigliabile dedicare un solo thread per ciascuna sessione desktop. Il numero totale di thread supportati da un server PVS viene calcolato nel seguente modo: Total threads = (Number of UDP ports * Threads per port * Number of network adapters) Regolare il numero di thread in base al numero di desktop virtuali implementati. EMC VSPEX End-User Computing 125

126 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Configurazione di un file bootstrap Per eseguire l'aggiornamento del file bootstrap richiesto per l'avvio PXE dei desktop virtuali, completare la seguente procedura: 1. Nella console di Provisioning Services, accedere a Farm > Sites > Sitename > Servers. 2. Fare clic con il pulsante destro del mouse su un server e selezionare Configure Bootstrap. Figura 43. Finestra di dialogo Configure Bootstrap 3. Nella finestra di dialogo Configure Bootstrap, eseguire l'aggiornamento dell'immagine bootstrap in modo da riflettere gli indirizzi IP utilizzati per tutti i server PVS che forniscono i servizi di streaming in modalità round robin. Selezionare Read Servers from Database per ottenere automaticamente un elenco dei server PVS o selezionare Add per aggiungere manualmente le informazioni sui server. 4. Una volta modificata la configurazione, fare clic su OK per eseguire l'aggiornamento del file bootstrap ARDBP32.BIN, situato in C:\ProgramData\Citrix\Provisioning Services\Tftpboot. 5. Accedere alla cartella ed esaminare il timestamp del file bootstrap per assicurarsi che sia aggiornato sul server PVS di destinazione. Configurazione di un server TFTP su VNX Oltre che come server NFS/CIFS, la piattaforma VNX viene anche utilizzata come server TFTP che fornisce un'immagine bootstrap durante l'avvio PXE dei desktop virtuali. Per configurare il server TFTP su VNX, completare la seguente procedura: 1. Abilitare il servizio TFTP utilizzando la sintassi del comando seguente: server_tftp <movername> -service -start 2. Impostare la directory di lavoro TFTP e abilitare l'accesso in lettura e scrittura per il trasferimento dei file utilizzando la sintassi del comando seguente: server_tftp <movername> -set path <pathname> -readaccess all -writeaccess all 126 EMC VSPEX End-User Computing

127 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX 3. Utilizzare un client TFTP per caricare il file bootstrap ARDBP32.BIN da C:\ProgramData\Citrix\Provisioning Services\Tftpboot sul server PVS nel server TFTP VNX. 4. Impostare l'accesso di sola lettura della directory di lavoro TFTP per impedire la modifica accidentale del file bootstrap utilizzando la sintassi del comando seguente: server_tftp <movername> -set path <pathname> - writeaccess none Configurazione delle opzioni di avvio 66 e 67 sul server DHCP Preparazione della virtual machine master Per il corretto avvio PXE dei desktop virtuali dall'immagine bootstrap fornita dai server PVS, impostare le opzioni di avvio 066 e 067 sul server DHCP. Per configurare le opzioni di avvio sul server DHCP Microsoft, completare la seguente procedura: 1. Dall'interfaccia di gestione DHCP del server DHCP Microsoft, fare clic con il pulsante destro del mouse su Scope Options, quindi selezionare Configure Options. 2. Selezionare 066 Boot Server Host Name. 3. Digitare l'indirizzo IP del data mover configurato come server TFTP in String Value. 4. Analogamente, selezionare 067 Bootfile Name, quindi digitare ARDBP32.BIN nella casella String value. L'immagine bootstrap ARDBP32.BIN viene caricata su un desktop virtuale prima dell'esecuzione dello streaming dell'immagine vdisk dai server PVS. Ottimizzare la virtual machine master per evitare che servizi in background non necessari generino operazioni di I/O non strettamente essenziali che possono influire negativamente sulle prestazioni complessive dello storage array. Per preparare la macchina virtuale master, completare la seguente procedura: 1. Installare gli strumenti di integrazione appropriati. 2. Ottimizzare le impostazioni del sistema operativo facendo riferimento al seguente documento: Citrix Windows 7 Optimization Guide for Desktop Virtualization. 3. Installare Virtual Delivery Agent. 4. Installare strumenti o applicazioni di terze parti, come Microsoft Office, pertinenti al proprio ambiente. 5. Installare il software del dispositivo di destinazione PVS sulla virtual machine master. 6. Modificare il BIOS della virtual machine master in modo che la scheda di rete si trovi all'inizio dell'ordine di avvio per assicurare l'avvio PXE dell'immagine bootstrap PVS. EMC VSPEX End-User Computing 127

128 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Provisioning dei desktop virtuali Per implementare i desktop virtuali basati su PVS, completare la seguente procedura: 1. Eseguire la procedura guidata di imaging PVS per eseguire la clonazione dell'immagine master su un disco virtuale (vdisk). 2. Una volta completata la clonazione, arrestare la virtual machine master e modificare le seguenti proprietà del disco virtuale (vdisk): Modalità di accesso: immagine standard Tipo di cache: cache sull'unità disco del dispositivo 3. Preparare un template di virtual machine che deve essere utilizzato dalla procedura guidata di configurazione di XenDesktop nel passaggio successivo. 4. Eseguire la procedura guidata di configurazione di XenDesktop nella console PVS per creare un catalogo di macchine contenente il numero specificato di desktop virtuali. 5. Aggiungere i desktop virtuali creati nel catalogo a un gruppo di distribuzione in modo che i desktop virtuali siano disponibili agli utenti finali. Installazione di EMC Avamar Questa sezione fornisce informazioni sull'installazione e sulla configurazione di Avamar richieste per supportare il backup "in-guest" dei file dell'utente. Sono disponibili altri metodi per il backup dei file dell'utente con Avamar; tuttavia, questo metodo fornisce funzionalità di restore dell'utente finale tramite una GUI comune. Per questa configurazione, si presume che venga eseguito solo il backup del profilo e dei file di un utente. La Tabella 30 descrive le attività da completare. Nota: è consigliabile integrare i backup creati mediante la procedura descritta in questa sezione con i backup regolari dei componenti dell'infrastruttura del data center richiesti dai desktop virtuali di Citrix XenDesktop. Un piano di disaster recovery completo richiede la capacità di eseguire il restore sia della soluzione End-User Computing di Citrix XenDesktop che dei file e dei dati dell'utente dei desktop di Citrix XenDesktop. 128 EMC VSPEX End-User Computing

129 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Tabella 30. Attività per l'integrazione di Avamar Attività Descrizione Architetture Preparazione di Microsoft Active Directory Aggiunte del GPO per EMC Avamar Creare e configurare il Group Policy Object (GPO) in modo da abilitare i backup dei file e dei profili degli utenti di EMC Avamar. Preparazione dell'immagine (master) di Citrix XenDesktop Preparazione dell'immagine master per EMC Avamar Installare e configurare il client EMC Avamar per l'esecuzione in modalità utente. Preparazione di EMC Avamar Definizione dei dataset Definizione delle pianificazioni Modifica della pianificazione della finestra di manutenzione Definizione delle policy di conservazione Creazione di gruppi e policy di gruppo Creare e configurare i dataset EMC Avamar per il supporto dei file e dei profili degli utenti. Creare e configurare la pianificazione del backup di EMC Avamar per il supporto dei backup dei desktop virtuali. Modificare la pianificazione della finestra di manutenzione per supportare i backup dei desktop virtuali. Creare e configurare la policy di conservazione di EMC Avamar. Creare e configurare il gruppo e la policy di gruppo di EMC Avamar. EMC Avamar 7.0 Administrator Guide EMC Avamar 7.0 Operational Best Practices Fasi successive all'implementazione dei desktop Attivazione dei client (desktop) Attivare i desktop virtuali di Citrix XenDesktop mediante EMC Avamar Enterprise Manager. EMC Avamar 7.0 Administrator Guide EMC VSPEX End-User Computing 129

130 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Aggiunte del GPO per EMC Avamar Per ridurre il carico di gestione e date le limitazioni correnti di EMC Avamar (nessun supporto per le variabili lato client, ad esempio %username%), è necessario utilizzare unità mappate. Configurare la funzionalità di reindirizzamento cartelle di Windows per creare i percorsi UNC richiesti per le unità mappate. È necessario creare un nuovo GPO. Reindirizzamento cartelle Per configurare la funzionalità di reindirizzamento cartelle di Windows: 1. Modificare il GPO accedendo a User Configuration > Policies > Windows Settings > Folder Redirection. 2. Fare clic con il pulsante destro del mouse su Documents. 3. Selezionare Proprietà. 4. Nell'elenco Settings, selezionare Basic Redirect everyone s folder to the same location. 5. Nella casella Root Path, digitare \\CIFS_server\cartella, come illustrato nella Figura 45, quindi fare clic su OK. Figura 44. Configurazione di Reindirizzamento cartelle di Windows 130 EMC VSPEX End-User Computing

131 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Unità mappate Creare due configurazioni di unità mappate: una per i file dell'utente e l'altra per il profilo dell'utente. Ripetere la procedura riportata di seguito due volte, modificando in ciascuna procedura tre variabili (Location, Label As e Drive Letter Used) per creare le due unità mappate. Per configurare i mapping delle unità: 1. Modificare il GPO e accedere a User Configuration > Preferences > Windows Settings > Drive Maps. 2. Fare clic con il pulsante destro del mouse nell'area vuota/bianca nel riquadro di destra. 3. Nel menu contestuale, selezionare New > Mapped Drive, come illustrato nella Figura 46. Figura 45. Creazione di un mapping di unità di rete di Windows per i file dell'utente 4. Nella finestra di dialogo relativa alle proprietà delle unità mappate, impostare i seguenti elementi, come illustrato nella Figura 47, per creare l'unità mappata User_Files: a. Nell'elenco Action, selezionare Create. b. In Location, digitare \\cifs_server\folder\%username%. c. Selezionare Reconnect. d. In Label as, digitare User_Files. e. Nella casella Drive Letter, selezionare Use, quindi selezionare U. f. In Hide/Show this drive, selezionare Hide this drive. EMC VSPEX End-User Computing 131

132 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Figura 46. Configurazione delle impostazioni del mapping delle unità 5. Nella parte superiore della finestra Properties, selezionare la scheda Common, quindi selezionare Run in logged-on user s security context (user policy option). Figura 47. Configurazione delle impostazioni comuni per il mapping delle unità Ripetere i passaggi da 1 a 5 per creare l'unità mappata User_Profile utilizzando le seguenti variabili: a. In Location, digitare \\cifs_server\folder\%username%.domain.v2 dovedomain rappresenta il nome del dominio di Active Directory. b. In Label as, digitare User_Profile. c. Nella casella Drive Letter, selezionare Use, quindi selezionare P. 132 EMC VSPEX End-User Computing

133 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX La Figura 49 mostra una configurazione di esempio. Figura 48. Creazione di un mapping di unità di rete di Windows per i dati del profilo dell'utente 6. Chiudere Group Policy Editor per assicurare che le modifiche vengano salvate. Preparazione dell'immagine master per EMC Avamar Questa sezione fornisce informazioni sull'utilizzo del client Avamar per Windows per fornire il supporto per il backup e il restore dei desktop virtuali di Citrix XenDesktop che eseguono lo storage dei file generati dall'utente nelle home directory EMC VNX. Il client Avamar per Windows viene installato ed eseguito come un servizio Windows denominato agent di backup. Le funzionalità di backup e restore vengono fornite da questo servizio server. La sicurezza Windows limita l'accesso dei servizi connessi mediante l'account di sistema locale solo alle risorse locali. Nella configurazione predefinita, l'agent di backup esegue l'accesso mediante l'account di sistema locale e non può accedere alle risorse di rete, comprese le file share dei dati o dei profili dell'utente di Citrix XenDesktop. Per accedere alle file share dei dati e dei profili dell'utente di Citrix XenDesktop, l'agent di backup deve essere eseguito come utente connesso. A tal fine, utilizzare un file batch per avviare l'agent di backup e consentirne l'accesso come utente quando l'utente effettua il login. Nota: i comandi in questo file batch presuppongono che la lettera di unità del disco dei dati dell'utente per la directory var reindirizzata del client Avamar per Windows sia D. Quando viene assegnata una lettera di unità differente, sostituire D in tutte le occorrenze di D:\ con la lettera corretta. Il reindirizzamento della directory var viene descritto nella sezione relativa al reindirizzamento della directory var del client Avamar per Windows. Sostituire D con P utilizzando la procedura di configurazione in Unità mappate. Modificare il valore del percorso vardir all'interno del file avamar.cmd situato in C:\Program Files\avs\var in --vardir=p:\avs\var. EMC VSPEX End-User Computing 133

134 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Definizione dei dataset Per le sezioni successive, presupporre che il grid Avamar sia attivo e funzionale e che si sia effettuato l'accesso ad Avamar Administrator. Per informazioni sull'accesso ad Avamar Administrator, fare riferimento al documento EMC Avamar 7.0 Administration Guide. I dataset di Avamar sono elenchi di directory e file di cui eseguire il backup da un client. L'assegnazione di un dataset a un client o un gruppo consente di salvare le selezioni dei backup. Per ulteriori informazioni sui dataset, fare riferimento al documento EMC Avamar 7.0 Administration Guide. Questa sezione fornisce procedure per la configurazione dei dataset dei desktop virtuali di Citrix XenDesktop richiesti per assicurare la buona riuscita dei backup dei file e dei profili dell'utente. Creare due dataset: uno per i file dell'utente e l'altro per il profilo dell'utente utilizzando le procedure riportate di seguito. Creazione del dataset dei file dell'utente 1. In Avamar Administrator, selezionare Tools > Manage Datasets. Figura 49. Menu Tools di Avamar 2. Nella finestra Manage All Datasets, fare clic su New. Figura 50. Finestra di dialogo Manage All Datasets di Avamar 134 EMC VSPEX End-User Computing

135 Viene visualizzata la finestra New Dataset. Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Figura 51. Finestra di dialogo New Dataset di Avamar 3. Selezionare ciascun plug-in e fare clic su remove ( ) per rimuovere tutti i plug-in dall'elenco. 4. Nel campo Name, digitare View-User-Files. 5. Selezionare Enter Explicitly. 6. Nell'elenco Select Plug-in Type, selezionare Windows File System. 7. In Select Files and/or Folders, digitare U:\, quindi fare clic su add (+). Figura 52. Configurazione delle impostazioni del dataset Avamar 8. Fare clic su OK per salvare il dataset. EMC VSPEX End-User Computing 135

136 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Creazione del dataset del profilo dell'utente Per creare un nuovo dataset relativo ai dati del profilo dell'utente, completare la seguente procedura: 1. Completare la procedura in Creazione del dataset dei file dell'utente utilizzando i seguenti valori: Nome: View-User-Profile. Selezionare Files and/or Folders: P:\. Figura 53. Dataset relativo ai dati del profilo dell'utente 2. Selezionare la scheda Exclusions. 3. Nell'elenco Select Plug-in Type, selezionare Windows File System. 4. In Select Files and/or Folders, digitare P:\avs, quindi fare clic su add (+). Figura 54. Impostazioni di esclusione del dataset relativo ai dati di profilo utente 5. Fare clic sulla scheda Options. 6. Nell'elenco Select Plug-in Type, selezionare Windows File System. 136 EMC VSPEX End-User Computing

137 7. Selezionare Show Advanced Options. Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Figura 55. Impostazioni per le opzioni del dataset relativo ai dati del profilo dell'utente 8. Scorrere l'elenco delle opzioni verso il basso fino alla sezione Volume Freezing Options. 9. Nell'elenco Method to freeze volumes, selezionare None. 10. Fare clic su OK per salvare il dataset. Figura 56. Impostazioni per le opzioni avanzate del dataset relativo ai dati del profilo dell'utente Definizione delle pianificazioni Le pianificazioni di Avamar sono oggetti riutilizzabili che consentono di gestire la tempistica dei backup di gruppo e delle notifiche personalizzate. Definire una pianificazione ripetuta che soddisfi gli obiettivi RPO (Recovery Point Objective). Per ulteriori informazioni sui dataset, fare riferimento al documento EMC Avamar 7.0 Administration Guide. EMC VSPEX End-User Computing 137

138 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Modifica della pianificazione della finestra di manutenzione La manutenzione di Avamar server prevede tre attività fondamentali: Checkpoint: una snapshot di Avamar server acquisita per semplificare i rollback del server. Convalida del checkpoint: un'operazione interna che convalida l'integrità di uno specifico checkpoint. Una volta superata la convalida, il checkpoint può essere considerato sufficientemente affidabile da essere utilizzato per un rollback del server. Garbage collection: un'operazione interna che consente di ripristinare lo spazio di storage dai backup eliminati o scaduti. Ciascuna giornata di 24 ore viene suddivisa in tre finestre operative, durante le quali vengono eseguite diverse attività del sistema: Finestra di backup Finestra di blackout Finestra di manutenzione La Figura 58 illustra le finestre predefinite di backup, blackout e manutenzione di Avamar. Figura 57. Pianificazione delle finestre predefinite di backup/manutenzione di Avamar La finestra di backup corrisponde alla parte della giornata riservata all'esecuzione dei normali backup pianificati. Durante la finestra di backup non vengono eseguite attività di manutenzione. La finestra di blackout corrisponde alla parte della giornata riservata all'esecuzione delle attività di manutenzione del server, in particolare la garbage collection, che richiedono un accesso senza restrizioni al server. Durante la finestra di blackout non sono consentite attività di backup o di gestione. È possibile, tuttavia, effettuare attività di restore. La finestra di manutenzione corrisponde alla parte della giornata riservata all'esecuzione delle attività di manutenzione di routine del server, in particolare la creazione e la convalida dei checkpoint. 138 EMC VSPEX End-User Computing

139 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX È opportuno non eseguire il backup dei dati del profilo e dei file dell'utente durante il giorno quando gli utenti sono connessi al desktop virtuale. Per evitare che vengano eseguite operazioni di backup durante tale periodo, modificare l'ora di inizio della finestra di backup. La Figura 59 illustra le finestre di backup, blackout e manutenzione modificate per il backup dei desktop virtuali di Citrix XenDesktop. Figura 58. Pianificazione delle finestre modificate di backup/manutenzione di Avamar Per configurare la pianificazione in modo che venga visualizzata come illustrato sopra, modificare l'opzione Backup Window Start Time da 8:00 PM in 8:00 AM, quindi fare clic su OK per salvare le modifiche. Per ulteriori informazioni sulle attività di manutenzione di Avamar server, fare riferimento al documento EMC Avamar 7.0 Administration Guide. Definizione delle policy di conservazione Le policy di conservazione dei backup di Avamar consentono di specificare il periodo di tempo in cui conservare un backup nel sistema. Durante l'esecuzione del processo di backup, viene assegnata una policy di conservazione a ciascun backup. Specificare una policy di conservazione personalizzata per eseguire un backup on-demand oppure creare una policy di conservazione che venga assegnata automaticamente a un gruppo di client durante un backup pianificato. Quando la conservazione per un backup scade, il backup viene automaticamente contrassegnato per l'eliminazione. L'eliminazione viene eseguita in batch durante i periodi di scarsa attività del sistema. Per ulteriori informazioni sulla definizione delle policy di conservazione, fare riferimento al documento EMC Avamar 7.0 Administration Guide. Creazione di gruppi e policy di gruppo Avamar utilizza i gruppi per implementare diverse policy in modo da automatizzare i backup e applicare comportamenti del sistema e regole coerenti all'interno di un intero segmento o un gruppo della community di utenti. I membri dei gruppi sono computer client che sono stati aggiunti a uno specifico gruppo per eseguire backup pianificati. EMC VSPEX End-User Computing 139

140 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX I gruppi, oltre a specificare quali client appartengono a un determinato gruppo, specificano anche i seguenti oggetti: Dataset Pianificazioni Policy di conservazione Questi tre elementi sono compresi nelle "policy di gruppo". Le policy di gruppo controllano i comportamenti di backup per tutti i membri del gruppo, a meno che non si sostituiscano tali impostazioni a livello client. Per ulteriori informazioni sui gruppi e sulle policy di gruppo, fare riferimento al documento EMC Avamar 7.0 Administration Guide. Questa sezione fornisce informazioni sulla configurazione dei gruppi necessarie per assicurare la corretta esecuzione dei backup dei file e dei profili degli utenti. Creare due gruppi e le rispettive policy di gruppo: uno per i file dell'utente e l'altro per il profilo dell'utente. Ripetere la procedura illustrata di seguito due volte, modificando in ciascuna procedura due variabili (Name e Dataset Used). Creazione del gruppo dei file dell'utente 1. Nel menu Actions, selezionare New Group. Figura 59. Creazione di un nuovo gruppo di backup di Avamar 140 EMC VSPEX End-User Computing

141 Viene visualizzata la finestra di dialogo New Group. Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Figura 60. Impostazioni del nuovo gruppo di backup 2. In Name, digitare View_User_Data. 3. Assicurarsi che l'opzione Disabled sia deselezionata. 4. Fare clic su Next. 5. Nell'elenco Select An Existing Dataset, selezionare Citrix Xendesktop- User-Data. Figura 61. Selezione del dataset del gruppo di backup 6. Fare clic su Next. EMC VSPEX End-User Computing 141

142 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX 7. Nell'elenco Select An Existing Schedule, selezionare una pianificazione. Figura 62. Selezione della pianificazione del gruppo di backup 8. Fare clic su Next. 9. Nell'elenco Select An Existing Retention Policy, selezionare una policy di conservazione. Figura 63. Selezione della policy di conservazione del gruppo di backup 10. Fare clic su Fine. Nota: se si fa clic su Next, è possibile selezionare i client da aggiungere al gruppo. Non è necessario eseguire questo passaggio, in quanto i client verranno aggiunti al gruppo durante l'attivazione. 142 EMC VSPEX End-User Computing

143 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX EMC Avamar Enterprise Manager: attivazione dei client Avamar Enterprise Manager è una console di gestione multisistema basata su web che fornisce funzionalità centralizzate per l'amministrazione del sistema Avamar, compresa la capacità di aggiungere e attivare i client Avamar in una sola volta. Questa sezione presuppone che si conosca già la procedura per effettuare il login ad Avamar Enterprise Manager (EM) e che i desktop Citrix XenDesktop siano già stati creati. Una volta eseguito il login ad Avamar Enterprise Manager, viene visualizzato il dashboard. Figura 64. Avamar Enterprise Manager 1. Fare clic su Client Manager. 2. Nella finestra EMC Avamar Client Manager, fare clic su Activate. Figura 65. Avamar Client Manager 3. Fare clic sulla freccia dell'elenco Client Information. EMC VSPEX End-User Computing 143

144 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Figura 66. Finestra di dialogo Activate Client di Avamar 4. In Client Information list, selezionare Directory Service. Figura 67. Menu Activate Client di Avamar 5. Nella finestra di dialogo Directory Service, immettere le credenziali utente richieste, come illustrato nella Figura 69. Si presuppone che all'interno di Avamar sia stato configurato un servizio Active Directory; per ulteriori informazioni sull'abilitazione della gestione LDAP, fare riferimento al documento EMC Avamar 7.0 Administration Guide. a. Nell'elenco User Domain, selezionare un dominio del servizio di directory. b. In User Name e Password, digitare il nome utente e la password richiesti per l'autenticazione del servizio di directory. c. In Directory Domain, selezionare un dominio di directory per eseguire la query delle informazioni relative al client, quindi fare clic su OK. 144 EMC VSPEX End-User Computing

145 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Figura 68. Configurazione del servizio di directory per Avamar Le informazioni su Active Directory vengono visualizzate nel riquadro di sinistra della finestra EMC Avamar Client Manager. Figura 69. Avamar Client Manager - Post-configurazione 6. Nella struttura ad albero delle directory Client Information, individuare i desktop virtuali di Citrix XenDesktop. EMC VSPEX End-User Computing 145

146 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX In questo esempio, è stata creata un'unità organizzativa (OU) denominata VSPEX. Figura 70. Avamar Client Manager - Client desktop virtuali 7. Selezionare i desktop delle virtual machine che si desidera aggiungere ad Avamar server. La Figura 72 mostra un elenco selezionato nel riquadro Client Information e il dominio di destinazione nel riquadro Server Information. Figura 71. Avamar Client Manager - Selezione dei client desktop virtuali 8. Eseguire il drag-and-drop dell'elenco selezionato in un dominio Avamar esistente nel riquadro Server Information. Viene visualizzata la finestra Select Groups. 146 EMC VSPEX End-User Computing

147 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX Figura 72. Selezione dei gruppi Avamar 9. In Group Name, selezionare i gruppi a cui si desidera aggiungere questi desktop, quindi fare clic su Add. Viene visualizzata di nuovo la finestra EMC Avamar Client Manager. 10. Fare clic sul dominio Avamar a cui si sono appena aggiunti i desktop XenDesktop, quindi fare clic su Activate. Figura 73. Attivazione dei client Avamar Viene visualizzata la finestra Show Clients for Activation. EMC VSPEX End-User Computing 147

148 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX 11. Fare clic su Commit. Figura 74. Conferma dell'attivazione dei client Avamar Viene visualizzato un alert che indica che l'attivazione dei client verrà eseguita come processo in background. 12. Fare clic su OK. Figura 75. Primo prompt informativo relativo all'attivazione dei client Avamar Il secondo alert informa che il processo di attivazione è stato avviato e che è necessario controllare i log per verificare lo stato. 148 EMC VSPEX End-User Computing

149 Capitolo 5: Linee guida per la configurazione di VSPEX 13. Fare clic su OK. Figura 76. Secondo prompt informativo relativo all'attivazione dei client Avamar Viene visualizzata nuovamente la finestra EMC Avamar Client Manager in cui vengono mostrati i client attivati. Figura 77. Avamar Client Manager - Client attivati 14. Effettuare il logout da EMC Avamar Enterprise Manager. EMC VSPEX End-User Computing 149

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