Le distanze legali tra pareti finestrate con particolare riguardo al computo di balconi e sporgenze

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Le distanze legali tra pareti finestrate con particolare riguardo al computo di balconi e sporgenze"

Transcript

1 Le distanze legali tra pareti finestrate con particolare riguardo al computo di balconi e sporgenze La norma di base sulle distanze legali contenuta nel Codice civile ed il suo rapporto con i regolamenti locali. Le disposizioni specifiche per le pareti finestrate contenute nel D.M. 1444/1968: Finalità del limite di dieci metri imposto dal decreto e sua inderogabilità. Cosa va computato ai fini delle distanze e cosa no: nuove costruzioni e sopraelevazioni, costruzioni abusive: Il caso di parete finestrata antistante parete non finestrata e le modalità di computo della distanza; Cosa debba intendersi per «parete finestrata». Cosa va computato ai fini delle distanze e cosa no: quando vanno computati balconi e sporgenze; Eventuali possibili deroghe e recenti evoluzioni in tal senso disposte dal D.L. 69/2013. A cura di Piero de Paolis Fast Find : per trovare tutta la normativa e le altre risorse utili sull argomento 1 Collegati al sito 2 Digita nel campo di ricerca in alto a destra il codice AR893 Con questo articolo si intende mettere in luce, attraverso l analisi del prevalente orientamento della Giurisprudenza espressa dalla Suprema Corte di Cassazione, l applicazione delle norme che prescrivono una distanza minima tra le pareti finestrate delle costruzioni. Saranno esaminati i casi nei quali detto limite si deve applicare, se vi siano possibilità di deroga, cosa debba intendersi per «pareti finestrate» ed in particolare come e da quali punti debba essere calcolata la distanza minima, soprattutto in relazione alla necessità o meno di computare le estremità sporgenti dei fabbricati quali balconi, aggetti, lesene, logge, ecc. LA NORMA BASE SULLE DISTANZE La norma base di riferimento in tema di distanze tra le costruzioni è costituita dall art. 873 del Codice civile. Codice civile Art Distanze nelle costruzioni Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore. 226 Bollettino di Legislazione Tecnica 3/2014

2 Regolamenti locali e Codice civile Il limite imposto dall art. 873 del Codice civile ai regolamenti locali in tema di distanze tra costruzioni è che in nessun caso essi possono stabilire distanze inferiori a tre metri: purché non sia stato violato questo limite, i regolamenti locali, nello stabilire distanze maggiori, possono anche determinare punti di riferimento, per la misurazione delle distanze, diversi da quelli indicati nel Codice civile, escludendo taluni elementi della costruzione dal calcolo delle più ampie distanze previste in sede regolamentare. (Corte di Cassazione 19554/2009, 4819/1998, 6351/1990). La prima delle pronunce sopra citate, ad esempio, ha ritenuto legittime le norme di un regolamento edilizio comunale che, dopo aver stabilito in via generale l obbligo di rispettare una distanza minima dal confine di cinque metri, hanno altresì previsto la non concorrenza al computo della suddetta distanza di alcune tipologie di manufatti (sporti delle coperture, scale aperte, balconi, logge) fino ad un massimo di 1,20 m, pertanto in ogni caso nel rispetto del limite inderogabile di tre metri previsto dal Codice civile. Si veda peraltro a tale proposito quanto sarà più avanti maggiormente dettagliato a proposito delle pareti finestrate. DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER LE PARETI FINESTRATE Alla norma codicistica si aggiunge la norma di cui al D.M. 02/04/1968, n. 1444, specifica per le pareti finestrate, che come si vedrà va considerata alla stregua di una norma di legge, dal momento che la sua emanazione deriva dalla delega specifica contenuta nella L. 1150/1942 (cosiddetta «Legge urbanistica») come modificata dalla L. 765/1967 (cosiddetta «Legge Ponte»). D. Min. 02/04/1968, n Art Limiti di distanza tra i fabbricati Le distanze minime tra fabbricati per le diverse zone territoriali omogenee sono stabilite come segue: 1) Zone A): per le operazioni di risanamento conservativo e per le eventuali ristrutturazioni, le distanze tra gli edifici non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti computati senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale; 2) Nuovi edifici ricadenti in altre zone: è prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di m. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti; 3) Zone C): è altresì prescritta, tra pareti finestrate di edifici antistanti, la distanza minima pari all altezza del fabbricato più alto; la norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata, qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo superiore a ml. 12. Le distanze minime tra fabbricati tra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli (con esclusione della viabilità a fondo cieco al servizio di singoli edifici o di insediamenti) debbono corrispondere alla larghezza della sede stradale maggiorata di: ml. 5 per lato, per strade di larghezza inferiore a ml. 7; ml. 7,50 per lato, per strade di larghezza compresa tra ml. 7 e ml. 15; ml. 10 per lato, per strade di larghezza superiore a ml. 15. Qualora le distanze tra fabbricati come sopra computate risultino inferiori all altezza del fabbricato più alto, le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura corrispondente all altezza stessa. Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche. Finalità del limite di dieci metri imposto dal D.M. 1444/1968 e sua inderogabilità In tema di distanze tra costruzioni, l art. 9, punto 2, del D.M. 02/04/1968, n. 1444, essendo stato emanato su delega dell art. 41-quinquies della L. 1150/1942 (cosiddetta «Legge urbanistica») a sua volta aggiunto dall art. 17 della L. 765/1967 (cosiddetta «Legge Ponte») ha efficacia di legge dello Stato, sicché le sue disposizioni in tema di limiti inderogabili di densità, altezza e distanza tra i fabbricati prevalgono sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali successivi, ai quali si sostituiscono per inserzione automatica. (Corte di Cassazione a Sezioni Unite 14953/2011) Nella pronuncia a Sezioni Unite della Corte di Cassazione, sopra citata, è stato ritenuto illegittimo il contenuto delle N.T.A. del P.R.G. di un Comune, che aveva imposto il rispetto della distanza minima di Bollettino di Legislazione Tecnica 3/

3 dieci metri tra pareti finestrate soltanto per i tratti dotati di finestre, con esonero di quelli ciechi, il quale doveva pertanto direttamente essere disapplicato. Il D.M. 02/04/1968, n. 1444, che in applicazione dell art. 41-quinquies della L. 1150/1942 (come modificato dall art. 17 della L. 765/1967) detta i limiti di densità, altezza e distanza tra i fabbricati, all art. 9, punto 2, con disposizione tassativa e inderogabile, dispone che negli edifici ricadenti in zone territoriali omogenee diverse dalla zona A è prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. Tale prescrizione, stante la sua assolutezza e inderogabilità, risultante da fonte normativa statale e quindi sovraordinata rispetto agli strumenti urbanistici locali, comporta che, nel caso di esistenza sul confine tra due fondi di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrato, il proprietario dell area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno, deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui, con esclusione, nel caso considerato, di esercizio della facoltà di costruire in aderenza, facoltà esercitabile esclusivamente nell ipotesi di inesistenza sul confine di finestre altrui. Il principio non prevede alcuna deroga nemmeno nel caso in cui la nuova costruzione realizzata nel mancato rispetto del menzionato D.M. sia destinata ad essere mantenuta ad una quota inferiore a quella delle finestre antistanti, ed a distanza dalla soglia di queste ultime inferiore a tre metri. (Corte di Cassazione 22495/2007, 23495/2006) Le distanze fra le costruzioni sono predeterminate con carattere cogente in via generale ed astratta, in considerazione delle esigenze collettive connesse ai bisogni di igiene e di sicurezza, di guisa che al giudice non è lasciato alcun margine di discrezionalità nell applicazione della disciplina in materia per equo contemperamento degli opposti interessi. Pertanto, in caso di costruzione realizzata senza l osservanza delle distanze legali o regolamentari, il giudice deve ordinare incondizionatamente la riduzione in pristino, ancorché questa possa incidere sulle parti dell edificio regolari cagionando un maggiore danno ad una delle parti in causa. (Corte di Cassazione 8725/1993) (Consiglio di Stato 6909/2005) Le norme sulle distanze di cui all art. 873 del Codice civile, dettate a tutela di reciproci diritti soggettivi dei singoli e miranti unicamente ad evitare la creazione di intercapedini antigieniche e pericolose, sono derogabili mediante convenzione tra privati. Viceversa, le norme del D.M. 02/04/1968, n. 1444, e degli strumenti urbanistici locali che impongono di mantenere le distanze fra fabbricati o di questi dai confini, non sono invece derogabili, perché dirette, più che alla tutela di interessi privati, a quella di interessi generali pubblici in materia urbanistica e come tali inderogabili, con la conseguente invalidità delle convenzioni in contrasto con dette norme, anche tra i proprietari di fondi confinanti che le hanno pattuite. (Corte di Cassazione 12966/2006, 237/2000) QUANDO VANNO APPLICATE LE NORME SULLE DISTANZE: NUOVE COSTRUZIONI, SOPRAELEVAZIONI E OPERE ABUSIVE; COSA DEBBA INTENDERSI PER «PARETE FINESTRATA» Nozione di «costruzione» L art. 873 del Codice civile si riferisce non necessariamente ad un edificio, ma ad un qualsiasi manufatto non completamente interrato che abbia i caratteri della solidità, stabilità, ed immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso ad un corpo di fabbrica preesistente o contestualmente realizzato, indipendentemente dal livello di posa e di elevazione dell opera. Ai fini del rispetto delle distanze fra costruzioni, non rileva il materiale utilizzato per la fabbrica, richiedendosi soltanto una durevolezza dell opera, comunemente riconoscibile anche alle opere in legno o ferro od altri materiali leggeri, purché infissi al suolo non transitoriamente. (Corte di Cassazione 13389/2011, 19554/2009, 15282/2005, 3199/2002) Nelle pronunce sopra citate, ad esempio, sono state ritenute rientranti nella nozione di «costruzione» una autorimessa e una tettoia in lamiera destinata a magazzino. 228 Bollettino di Legislazione Tecnica 3/2014

4 In ogni caso la nozione di «costruzione», stabilita dalla legge statale, è unica e non può essere derogata, sia pure al limitato fine del computo delle distanze, dalla normativa secondaria, giacché il rinvio contenuto nella seconda parte dell art. 873 del Codice civile è limitato alla sola facoltà, per i regolamenti locali, di stabilire una distanza maggiore (tra edifici o dal confine) rispetto a quella del Codice civile. (Corte di Cassazione 19530/2005, 1556/2005) Rientra nel concetto di «costruzione», e va computata ai fini delle distanze, qualsiasi modifica della volumetria di un fabbricato esistente che comporti l aumento della sagoma di ingombro, in guisa da incidere direttamente sulla situazione di distanza tra edifici, indipendentemente dalla sua utilizzabilità a fini abitativi. (Corte di Cassazione 1556/2005) Applicabilità del limite anche in caso di sopraelevazione Normativa sopravvenuta più restrittiva La sopraelevazione (per tale intendendosi qualsiasi costruzione che si eleva al di sopra della linea di gronda di un preesistente fabbricato), poiché comporta sempre un aumento della volumetria preesistente, deve rispettare le distanze legali tra costruzioni stabilite dalla normativa vigente al momento della realizzazione della stessa, ancorché tale nuovo corpo di fabbrica sia «rientrato» rispetto ad un muro di appoggio la cui distanza sia da considerare legale avuto riguardo alla normativa, più favorevole, dell epoca della sua costruzione. (Corte di Cassazione 22895/2004) In materia di distanze legali fra edifici, la sopraelevazione di un edificio preesistente, determinando la modifica della volumetria del fabbricato con aumento della sagoma di ingombro, costituisce nuova costruzione, soggetta alla disciplina sulle distanze legali in vigore al momento della sua effettuazione. Ne consegue che, qualora tale normativa sia diversa da quella prevista per la costruzione originaria, il preveniente non potrà sopraelevare in allineamento con l originaria costruzione, non trovando applicazione il criterio della prevenzione, che, nel caso di costruzione sul confine, impone a colui che edifica per primo di costruire in corrispondenza della stessa linea di confine su cui ha innalzato il piano inferiore oppure a distanza non inferiore a quella legale, in modo da non costringere il prevenuto ad elevare a sua volta un immobile a linea spezzata. (Corte di Cassazione 15527/2008, 400/2005) Nelle Sentenze sopra citate la Suprema Corte ha ritenuto eseguite in violazione delle distanze legali una sopraelevazione in allineamento all edificio preesistente ed in aderenza a quella di controparte, nonché la costruzione di una mansarda realizzata in sopraelevazione dell edificio preesistente, in entrambi i casi in violazione delle distanze previste dallo strumento urbanistico in vigore al momento della sopraelevazione stessa. In materia di distanze legali tra edifici, la modificazione del tetto di un fabbricato integra sopraelevazione e, come tale, una nuova costruzione soltanto se essa produce un aumento della superficie esterna e della volumetria dei piani sottostanti, così incidendo sulla struttura e sul modo di essere della copertura; spetta al giudice di merito di volta in volta verificare, in concreto, se l opera eseguita abbia le anzidette caratteristiche ovvero se, in ipotesi, avendo carattere ornamentale e funzioni meramente accessorie rispetto al fabbricato, vada esclusa dal calcolo delle distanze legali. (Corte di Cassazione 14932/2008, 20786/2006) In tema di distanze fra costruzioni ed in ipotesi di successione di norme nel tempo, le disposizioni più restrittive sopravvenute sono di immediata applicazione, poiché gli strumenti urbanistici locali, essendo essenzialmente diretti alla tutela dell interesse pubblico nel campo urbanistico, trascendono l interesse dei privati. Ne consegue che, sopravvenuta una nuova regolamentazione, le nuove costruzioni devono ad essa adeguarsi, ancorché l autorizzazione a costruire fosse legittima sulla base della previgente normativa. Tale principio trova peraltro un limite nel già avvenuto esercizio dello «jus aedificandi», con la concreta attuazione dell opera, poiché in tale ipotesi la nuova disciplina non può spiegare efficacia retroattiva, né vulnerare situazioni pregresse e già consolidate. (Corte di Cassazione 20038/2010, 17160/2008) Bollettino di Legislazione Tecnica 3/

5 Opere a carattere abusivo Ai fini dell osservanza delle disposizioni in materia di distanze tra edifici, non rileva l eventuale carattere abusivo delle opere realizzate sul fondo confinante. Ciò, in quanto le disposizioni sulle distanze tra le costruzioni sono preordinate non solo alla tutela degli interessi dei proprietari frontisti, ma, in una più ampia prospettiva, anche alla salvaguardia di esigenze generali, tra cui la salubrità e la sicurezza pubblica. (Consiglio di Giustizia Amministrativa Regione Siciliana 930/2008, 226/1993) Parete finestrata antistante parete non finestrata e modalità di computo della distanza In tema di distanze tra le costruzioni, l art. 9, punto 2, del D.M. 02/04/1968, n. 1444, prescrive, con disposizione tassativa e inderogabile, la distanza minima assoluta di dieci metri tra i fabbricati, anche nel caso in cui solo una delle pareti antistanti risulti finestrata, e non necessariamente entrambe, atteso che la norma in esame è finalizzata alla salvaguardia dell interesse pubblico-sanitario a mantenere una determinata intercapedine tra gli edifici che si fronteggiano quando uno dei due abbia una parete finestrata. (Corte di Cassazione 22495/2007, 20574/2007, 23495/2006) La norma dell art. 9 del D.M. 02/04/1968, n. 1444, in materia di distanze fra fabbricati, che siccome emanata in attuazione dell art. 17 della L. 765/1967 che a sua volta ha introdotto l art. 41-quinquies della L. 1150/1942, non può essere derogata dalle disposizioni regolamentari locali, va interpretata nel senso che la distanza minima di dieci metri è richiesta anche nel caso che una sola delle pareti fronteggiantisi sia finestrata e che è indifferente se tale parete sia quella del nuovo edificio o quella dell edificio preesistente; inoltre è sufficiente, per l applicazione di tale distanza, che le finestre esistano in qualsiasi zona della parete contrapposta ad altro edificio, ancorché solo una parte di essa si trovi a distanza minore da quella prescritta. Da tutto quanto sopra consegue, pertanto, che il rispetto della distanza minima è dovuto anche per i tratti di parete che sono in parte privi di finestre. (Corte di Cassazione 13547/2011, 20574/2007) La distanza tra pareti finestrate di edifici antistanti prevista dall art. 9, punto 2, del D.M. 02/04/1968, n. 1444, va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e a tutte le pareti finestrate, e non solo a quella principale, prescindendo anche dal fatto di essere o meno in posizione parallela. (Consiglio di Stato 5557/2013) Cosa debba intendersi per «parete finestrata» Ai fini dell applicabilità della distanza minima tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, di cui all art. 9 del D.M. 02/04/1968, n (norma eccezionale, e perciò insuscettibile di interpretazione analogica), non può considerarsi «parete finestrata» né una vetrata fissa e priva di aperture, la quale, non consentendo l affaccio, non è configurabile come veduta, ma come semplice luce, né un terrazzo di copertura, il quale non costituisce elemento integrante della parete sottostante, bensì parte distinta e sovrapposta dell edificio. (Corte di Cassazione 19092/2012) Posto che nella disciplina legale dei «rapporti di vicinato» l obbligo di osservare nelle costruzioni determinate distanze sussiste solo in relazione alle vedute, e non anche alle luci, la dizione «pareti finestrate» contenuta in un regolamento edilizio che si ispiri all art. 9 del D.M. 02/04/1968, n. 1444, il quale prescrive nelle nuove costruzioni e nelle sopraelevazioni la distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, non potrebbe che riferirsi esclusivamente alle pareti munite di finestre qualificabili come «vedute», senza ricomprendere quelle sulle quali si aprono finestre cosiddette «lucifere» (come tale intendendosi quelle aperture che hanno solo la funzione di dare luce ed aria ad un locale e non invece anche la funzione di consentire di affacciarsi e di guardar fuori in una qualsiasi direzione). (Corte di Cassazione 6604/2012, Sezioni Unite 14953/2011) 230 Bollettino di Legislazione Tecnica 3/2014

6 Su questo tema va registrata una pronuncia contraria del Consiglio di Stato, il quale ha affermato appunto che in tema di distanze tra le costruzioni, l art. 9, punto 2, del D.M. 02/04/1968, n. 1444, prescrive che per «pareti finestrate» devono intendersi non soltanto le pareti munite di «vedute» ma più in generale tutte le pareti munite di aperture di qualsiasi genere verso l esterno quali porte, balconi, finestre di ogni tipo (di veduta o di luce). (Consiglio di Stato 5557/2013) Stante peraltro il fatto che la linea contraria a questa dettata dal Consiglio di Stato è contenuta in diverse pronunce della Suprema Corte, ivi compresa quella a Sezioni Unite 14953/2011, non si ritiene di dover dare credito a tale ultimo orientamento. Cosa va computato ai fini delle distanze e cosa no con particolare riguardo a balconi e sporgenze Tenuto conto delle finalità perseguite dal Legislatore, le distanze vanno misurate dalle sporgenze estreme dei fabbricati, escludendosi soltanto quelle, assolventi a mere esigenze ornamentali, di rifinitura ed accessorie di limitata entità quali cornicioni, lesene, mensole, grondaie e simili (cosiddetti «sporti»). Di converso invece vanno computate ai fini delle distanze le parti quali scale esterne, terrazze e corpi avanzati (cosiddetti «aggettanti»), anche se non corrispondenti a volumi abitativi coperti, atti ad estendere in superficie e volumi edificati la consistenza del fabbricato. (Corte di Cassazione 19554/2009, 1556/2005, 13001/2000) Nella prima delle pronunce sopra citate, ad esempio, si è ritenuto dover computare ai fini delle distanze una colonna in muratura addossata alla parete esterna di un edificio ed alta quanto lo stesso, destinata ad ospitare la canna fumaria e sovrastata quindi dal camino. In tema di distanze legali fra edifici, mentre rientrano nella categoria degli sporti, non computabili ai fini delle distanze, soltanto quegli elementi con funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria (come le mensole, le lesene, i cornicioni, le canalizzazioni di gronda e simili), costituiscono, invece, corpi di fabbrica, computabili ai predetti fini, le sporgenze degli edifici aventi particolari proporzioni, come i balconi, costituite da solette aggettanti anche se scoperte, di apprezzabile profondità ed ampiezza. (Corte di Cassazione 17242/2010, 12964/2006) In una delle Sentenze sopra citate la Corte di Cassazione ha ritenuto violata la distanza legale tra edifici per la presenza di balconi aggettanti sovrastati da archi murari solidali con il fabbricato che per la loro profondità ed ampiezza determinavano un ampliamento della superficie e del volume. In tema di distanze legali tra fabbricati, integra la nozione di «volume tecnico», non computabile nella volumetria della costruzione, solo l opera edilizia priva di alcuna autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinata a contenere impianti serventi, quali quelli connessi alla condotta idrica, termica o all ascensore, di una costruzione principale per esigenze tecnico funzionali dell abitazione e che non possono essere ubicati nella stessa, e non anche quella che costituisce, come il vano scale, parte integrante del fabbricato. (Corte di Cassazione 2566/2011, 17242/2010) Nella Sentenza 2566/2011 sopra citata è stato affermato che, ai fini della determinazione dell altezza dell edificio, va computato il torrino della cassa scale, la cui prosecuzione al di sopra della linea di gronda del fabbricato integra una sopraelevazione utile per la definizione concreta delle distanze legali tra gli edifici come stabilite dalla normativa vigente al momento della realizzazione dell immobile. La Sentenza ha altresì chiarito che non assumono rilievo eventuali disposizioni contenute in circolari amministrative, che costituiscono espressione della potestà di indirizzo e di disciplina dell attività dell amministrazione ma non sono fonte di diritto, né di interpretazione della legge. In tema di distanze tra costruzioni su fondi finitimi, con riferimento alla determinazione del relativo calcolo, poiché il balcone, estendendo in superficie il volume edificatorio, costituisce corpo di fabbrica, e poiché l art. 9 del D.M. 02/04/1968, n. 1444, stabilisce la distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate e pareti antistanti, un regolamento edilizio che stabilisca un criterio di misurazione della Bollettino di Legislazione Tecnica 3/

7 distanza tra edifici che non tenga conto dell estensione del balcone, è «contra legem» in quanto, sottraendo dal calcolo della distanza l estensione del balcone, viene a determinare una distanza tra fabbricati inferiore a dieci metri, violando il distacco voluto dalla cosiddetta «Legge Ponte» (L. 765/1967 che ha inserito nella «Legge urbanistica» 1150/1942 l art. 41-quinquies, ai sensi del quale è stato emanato il D.M. 02/04/1968, n. 1444). (Corte di Cassazione 17089/2006) Nel calcolo della distanza minima fra costruzioni, posta dall art. 873 del Codice civile o da norme regolamentari integrative, deve tenersi conto anche delle strutture accessorie di un fabbricato qualora queste, presentando connotati di consistenza e stabilità, abbiano natura di opera edilizia. (Corte di Cassazione 1966/2007, 17390/2004) Nelle Sentenze sopra citate sono stati ritenuti da computare ai fini della distanza una scala esterna in muratura ed altri manufatti simili. Possibili deroghe? Ai fini dell applicazione dell art. 9, punto 2, del D.M. 02/04/1968, n che prescrive la distanza di dieci metri lineari tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, il balcone aggettante può essere ricompreso nel computo della predetta distanza soltanto nel caso in cui una norma di piano preveda ciò. (TAR Toscana 993/2011) (TAR Lazio 5319/2010) (TAR Liguria 1736/2009) Il principio sopra postulato dalla Giustizia amministrativa non trova però al momento conferme nella Giurisprudenza della Corte di Cassazione. A parere di chi scrive le eventuali prescrizioni dettate dal regolamento edilizio o dallo strumento urbanistico a proposito del computo di sporgenze e balconi (ove ad esempio si prescriva il computo di questi solamente se al di sopra di una certa estensione), può essere considerato un mero elemento di aiuto, non vincolante, al Giudice, per determinare quando una sporgenza possa ritenersi rilevante o meno ai fini delle distanze, dal momento che la Giurisprudenza non si è mai espressa in merito. Come detto peraltro tale principio non può essere vincolante per il Giudice, chiamato ad applicare invece il costante orientamento della Suprema Corte di Cassazione, come espresso nelle diverse Sentenze sopra citate. Ancora la Giustizia amministrativa, in altri casi, ha cercato di fornire una interpretazione, sempre in difformità di quanto normalmente affermato dalla Corte di Cassazione, ma più prudente. Si vedano le due pronunce di seguito citate. I balconi «aggettanti» sono quelli che sporgono dalla facciata dell edificio, costituendo solo un prolungamento dell appartamento dal quale protendono e non svolgono alcuna funzione di sostegno né di necessaria copertura, come viceversa è riscontrabile per le terrazze a livello incassate nel corpo dell edificio, con la conseguenza che mentre i primi, quelli aggettanti, non determinano il volume dell edificio, nel secondo caso essi contribuiscono alla determinazione del corpo dell edificio e quindi del relativo volume, nonché al computo delle distanze. (Consiglio di Stato 5557/2013, 3381/2008) Deroghe finalizzate al superamento delle barriere architettoniche L art. 79 del Testo Unico dell Edilizia di cui al D.P.R. 06/06/2001, n. 380 prevede una deroga specifica per il caso di opere finalizzate all eliminazione delle barriere architettoniche. D.P.R. 06/06/2001, n. 380 Art. 79 (L) - Opere finalizzate all eliminazione delle barriere architettoniche realizzate in deroga ai regolamenti edilizi 1. Le opere di cui all articolo 78 possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, anche per i cortili e le chiostrine interni ai fabbricati o comuni o di uso comune a più fabbricati. 2. È fatto salvo l obbligo di rispetto delle distanze di cui agli articoli 873 e 907 del codice civile nell ipotesi in cui tra le opere da realizzare e i fabbricati alieni non sia interposto alcuno spazio o alcuna area di proprietà o di uso comune. 232 Bollettino di Legislazione Tecnica 3/2014

8 L installazione di un ascensore, al fine dell eliminazione delle barriere architettoniche, realizzata da un condomino su parte di un cortile e di un muro comuni, deve considerarsi indispensabile ai fini dell accessibilità dell edificio e della reale abitabilità dell appartamento, e rientra, pertanto, nei poteri spettanti ai singoli condomini ai sensi dell art del Codice civile, senza che, ove siano rispettati i limiti di uso delle cose comuni stabiliti da tale norma, rilevi la disciplina dettata dall art. 907 del Codice civile sulla distanza delle costruzioni dalle vedute. (Corte di Cassazione 14096/2012) Le novità recentemente introdotte dal Decreto-Legge «del fare» 69/2013 Si rammenta peraltro sul tema la novità recentemente introdotta nel Testo Unico dell Edilizia di cui al D.P.R. 06/06/2001, n. 380 dal D.L. 69/2013 (cosiddetto decreto «del fare», convertito in legge dalla L. 98/2013), di seguito riportato. Riteniamo vada inteso che la possibilità di deroga attribuita alle Regioni e Province autonome debba essere per forza disposta unicamente con atto avente forza di legge. D.P.R. 06/06/2001, n. 380 Art. 2-bis. - Deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati Ferma restando la competenza statale in materia di ordinamento civile con riferimento al diritto di proprietà e alle connesse norme del codice civile e alle disposizioni integrative, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e possono dettare disposizioni sugli spazi da destinare agli insediamenti residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle attività collettive, al verde e ai parcheggi, nell ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a un assetto complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali. Edilizia bollettino di legislazione tecnica Sotto gli auspici della Associazione Nazionale Ingegneri e Architetti Italiani Pubblicazione mensile dal 1933 registrata al Tribunale di Roma, l 11/06/1949, al n. 436 Redazione, amministrazione e distribuzione Legislazione Tecnica s.r.l Roma - Via dell Architettura, 16 Tel Fax Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) n ASSOCIATA ALL USPI Unione Stampa Periodica Italiana Abbonamento annuale: 88,00 Fascicoli separati: 8,00 Direttore Responsabile: Piero de Paolis Direttore Editoriale: Dino de Paolis Comitato di Redazione: Alessandro de Paolis, Ruggero Giannini Assistenti di Redazione: Anna Petricca, Sara Minadeo Progetto grafico: Andrea Piccialuti, Roberto Santecchia Impaginazione e grafica: Cinzia Cavoli, Adelaide Sassu Pubblicità: AGICOM S.r.l. Tel Stampa: Stabilimento Tipolitografico Ugo Quintily S.p.A. Servizio Clienti: Tel Fax Redazione periodici: L Editore non risponde in merito a eventuali danni diretti o indiretti che possano derivare da possibili errori, omissioni o imprecisioni delle informazioni contenute in questa Rassegna. Bollettino di Legislazione Tecnica 3/

Parere n. 18/2010 - Applicazione P.R.G.C. in tema di distanze

Parere n. 18/2010 - Applicazione P.R.G.C. in tema di distanze Parere n. 18/2010 - Applicazione P.R.G.C. in tema di distanze Viene richiesto parere al Servizio scrivente in ordine all interpretazione ed all applicazione di situazioni talora presenti nei Piani Regolatori

Dettagli

RELAZIONE SULLE DISTANZE TRA COSTRUZIONI

RELAZIONE SULLE DISTANZE TRA COSTRUZIONI RELAZIONE SULLE DISTANZE TRA COSTRUZIONI Ringrazio il Consiglio dell Ordine degli ingeneri di Roma ed il suo Presidente per l invito che mi è stato rivolto, che mi dà l occasione di essere con voi ingegneri

Dettagli

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione).

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione). DECRETO MINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (pubblicato nella g. u. 16 aprile 1968, n. 97). Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi

Dettagli

Le distanze in edilizia (4)

Le distanze in edilizia (4) edilizia Le distanze in edilizia (4) di Eleonora Boscariol 1. Il vicino può costruire sul confine senza chiedere la comunione del muro? Il vicino può costruire sul confine, senza chiedere la comunione

Dettagli

VOLUMI E SUPERFICI IN EDILIZIA Tratto da D. Borri, Lessico Urbanistico, Ed. Dedalo, BARI

VOLUMI E SUPERFICI IN EDILIZIA Tratto da D. Borri, Lessico Urbanistico, Ed. Dedalo, BARI VOLUMI E SUPERFICI IN EDILIZIA Tratto da D. Borri, Lessico Urbanistico, Ed. Dedalo, BARI RICHIAMI DI TECNICA URBANISTICA SUPERFICIE URBANA Insieme delle superfici occupate da costruzioni ed attrezzature,

Dettagli

contro nei confronti di per l'annullamento

contro nei confronti di per l'annullamento N. 01624/2012 REG.PROV.COLL. N. 00090/2012 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Terza ha pronunciato

Dettagli

LE DISTANZE LEGALI IN CONDOMINIO: GIURISPRUDENZA

LE DISTANZE LEGALI IN CONDOMINIO: GIURISPRUDENZA LE DISTANZE LEGALI IN CONDOMINIO: GIURISPRUDENZA INDICE: Applicabilità delle norme; Canne fumarie; Controversie; distanze nelle costruzioni Distanze per pozze, cisterne, fosse e tubi. Applicabilità delle

Dettagli

Le distanze tra i fabbricati e dai confini in materia edilizia

Le distanze tra i fabbricati e dai confini in materia edilizia Avv. Mario Lavatelli Avv. Vincenzo Latorraca Avv. Daniele Cappelletti Avv. Michela Luraghi Dott.ssa Alida Sala Tesciat Dott. Alberto Rinaldi Professionisti esterni: Rag. Sergio Bazzanella Consulente del

Dettagli

Ai SINDACI dei COMUNI della LIGURIA. Ai PRESIDENTI delle PROVINCE di: - GENOVA - IMPERIA - LA SPEZIA - SAVONA. E, p.c.:

Ai SINDACI dei COMUNI della LIGURIA. Ai PRESIDENTI delle PROVINCE di: - GENOVA - IMPERIA - LA SPEZIA - SAVONA. E, p.c.: Genova, 16 novembre 2005 Prot. n. 160220/504 Oggetto: Integrazione ed aggiornamento delle indicazioni fornite con la circolare esplicativa della legge regionale 6.8.2001 n. 24 sul recupero ai fini abitativi

Dettagli

QUERCE" IN ZONA DI ESPANSIONE C2-1 - LOCALITA' SAN BIAGIO - ADOZIONE.

QUERCE IN ZONA DI ESPANSIONE C2-1 - LOCALITA' SAN BIAGIO - ADOZIONE. Oggetto: VARIANTE AL PIANO DI LOTTIZZAZIONE RESIDENZIALE "DUE QUERCE" IN ZONA DI ESPANSIONE C2-1 - LOCALITA' SAN BIAGIO - ADOZIONE. LA GIUNTA COMUNALE Premesso che: - con delibera della Giunta Comunale

Dettagli

Parere n. 2/2010 P.R.G. del Comune. Applicazione norme di attuazione in assenza di disposizioni normative nazionali e regionali

Parere n. 2/2010 P.R.G. del Comune. Applicazione norme di attuazione in assenza di disposizioni normative nazionali e regionali Parere n. 2/2010 P.R.G. del Comune. Applicazione norme di attuazione in assenza di disposizioni normative nazionali e regionali Vengono chiesti quattro distinti pareri su specifiche questioni in materia

Dettagli

22.06.2011 Risposte ad ulteriori quesiti posti :

22.06.2011 Risposte ad ulteriori quesiti posti : 22.06.2011 Risposte ad ulteriori quesiti posti : - le tavole della proposta progettuale dovranno essere possibilmente su supporto cartaceo normale; - la relazione di fattibilità economica ed il preventivo

Dettagli

L.R. 10.11.2014 n. 65 Norme per il governo del territorio - - - - - le principali novità in materia edilizia Arch. Lorenzo Paoli

L.R. 10.11.2014 n. 65 Norme per il governo del territorio - - - - - le principali novità in materia edilizia Arch. Lorenzo Paoli L.R. 10.11.2014 n. 65 Norme per il governo del territorio - - - - - le principali novità in materia edilizia Arch. Lorenzo Paoli Dirigente del Settore Edilizia e Urbanistica / Comune di Scandicci (FI)

Dettagli

REGOLAMENTO APPLICATIVO

REGOLAMENTO APPLICATIVO REGOLAMENTO APPLICATIVO DEL PIANO CASA ai sensi dell art. 9 comma 5 della L.R. 14/2009 Autore(i) nome dott.urb. Alessandro Calzavara arch. Paola Barbato data SETTEMBRE 2011 Verificato dott.urb. Alessandro

Dettagli

Distanze da confini e costruzioni

Distanze da confini e costruzioni NORMOTECNICA Distanze da confini e costruzioni Guida pratica Casi e questioni con esempi grafici Carmen Chierchia - Roberta Distinto QUESTO EBOOK È UN'ANTEPRIMA GRATUITA Per ordinare la versione integrale

Dettagli

Informazioni Tecniche

Informazioni Tecniche Cartostampa Chiandetti srl - Via Vittorio Veneto - 33010 Reana del Rojale/UD - Reg. Tribunale di Udine - n. 19/2000 del 19 luglio 2000 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.

Dettagli

Art. 1 - Finalità... 2. Art. 2 - Interventi edilizi... 2. Art. 3 - Interventi per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente...

Art. 1 - Finalità... 2. Art. 2 - Interventi edilizi... 2. Art. 3 - Interventi per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente... REGIONE VENETO Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 1 INTERVENTO REGIONALE A SOSTEGNO DEL SETTORE EDILIZIO E PER FAVORIRE L UTILIZZO DELL EDILIZIA SOSTENIBILE E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 12 LUGLIO

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente Pagina 1 di 11 N. 00561/2014 REG.PROV.COLL. N. 01445/2013 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda)

Dettagli

Domvs Consulting S.r.l.s.

Domvs Consulting S.r.l.s. Approfondimenti in Condominio n. 020/2015 Per realizzare un impianto ascensore in un edificio in condominio che ne sia sprovvisto, vi sono due strade: quella collegiale - condominiale che nella disciplina

Dettagli

ALLEGATO A - IL REGIME DELLE AUTORIZZAZIONI -

ALLEGATO A - IL REGIME DELLE AUTORIZZAZIONI - ALLEGATO A - IL REGIME DELLE AUTORIZZAZIONI - Intervento Manutenzione ordinaria (articolo 6, comma 1, lettera a: articolo 3, comma 1, lettera a) Libero Titolo Eliminazione di barriere architettoniche che

Dettagli

Art. 101 Volume dell'edificio

Art. 101 Volume dell'edificio Comune di Padova Settore Edilizia Privata Settore Pianificazione Urbanistica Piano Regolatore Generale Nuovo Regolamento Edilizio Comunale Approvato con Deliberazione del C.C. n. 41 del 05/06/2006 In vigore

Dettagli

Il Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga

Il Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga REGIONE LIGURIA ----------- LEGGE REGIONALE 12 NOVEMBRE 2014 N. 30 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 6 AGOSTO 2001, N. 24 (RECUPERO AI FINI ABITATIVI DEI SOTTOTETTI ESISTENTI) E ALLA LEGGE REGIONALE 6 GIUGNO

Dettagli

INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI... 3

INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI... 3 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI... 3 Art. 1 CAMPO DI APPLICAZIONE... 3 Art. 2 MODALITA DI ATTUAZIONE DEL P.R.G.... 4 Art. 3 INTERVENTO EDILIZIO DIRETTO... 4 Art. 4 INTERVENTO URBANISTICO PREVENTIVO...

Dettagli

IL CONSIGLIO COMUNALE

IL CONSIGLIO COMUNALE REGIONE PIEMONTE BU18 07/05/2015 Comune di Rivalta di Torino (Torino) Deliberazione di C.C. n. 4 del 28/01/2015: Regolamento Edilizio Comunale. Modifica e sostituzione articolo 18 e inserimento nuovi articoli

Dettagli

PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI Nel presente fascicolo verranno definiti e trattati i seguenti argomenti: a. Parametri Urbanistici; b. Edifici e parti di Edificio; c. Standard Residenziale per Abitante;

Dettagli

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni ORDINAMENTO CIVILE La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Provincia Autonoma di Bolzano Legge della Provincia autonoma di Bolzano 21 giugno 2011, n. 4, recante Misure di contenimento

Dettagli

DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE, SVILUPPO, TERRITORIO E LAVORO DIREZIONE EDILIZIA PRIVATA. O. d. S. n. 11 / 2013

DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE, SVILUPPO, TERRITORIO E LAVORO DIREZIONE EDILIZIA PRIVATA. O. d. S. n. 11 / 2013 DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE, SVILUPPO, TERRITORIO E LAVORO DIREZIONE EDILIZIA PRIVATA Prot.n 7708 del 31/12/2013.. Cat 6.30.6.6. (da citare nella risposta) Torino, 31/12/2013 O. d. S. n. 11 / 2013 Oggetto:

Dettagli

COMUNE Dl LEGNAGO (Provincia di Verona) UFFICIO TECNICO SETTORE 3

COMUNE Dl LEGNAGO (Provincia di Verona) UFFICIO TECNICO SETTORE 3 COMUNE Dl LEGNAGO (Provincia di Verona) UFFICIO TECNICO SETTORE 3 SERVIZIO I URBANISTICA ED EDILIZIA PRIVATA CRITERI E MODALITÀ DI CALCOLO DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE E DELLE SOMME DA CORRISPONDERE

Dettagli

per accesso e individuazione catastale, anche adiacenti ad altri edifici; sono esclusi gli edifici cosiddetti a schiera e quelli di tipo

per accesso e individuazione catastale, anche adiacenti ad altri edifici; sono esclusi gli edifici cosiddetti a schiera e quelli di tipo Regione Piemonte Bollettino Ufficiale n. 38 del 24 settembre 2009 Circolare della Presidente della Giunta Regionale 21 settembre 2009, n. 4/PET Legge regionale 14 luglio 2009, n. 20 Snellimento delle procedure

Dettagli

RELAZIONE TECNICA. valore della Sn, della somma delle superfici di cavedi, chiostrine, vani scala, vani ascensori e ballatoi 1

RELAZIONE TECNICA. valore della Sn, della somma delle superfici di cavedi, chiostrine, vani scala, vani ascensori e ballatoi 1 RELAZIONE TECNICA Sommario La Variante generale 2015 al Regolamento urbanistico... 1 Parametri comunali... 1 Adeguamento al parametro regionale... 2 Cessione diritti edificatori... 3 Disciplina del Trasferimento

Dettagli

- relazione istruttoria - Il Responsabile della III Area Arch. Nicla Paola Frezza. 04 febbraio 2011

- relazione istruttoria - Il Responsabile della III Area Arch. Nicla Paola Frezza. 04 febbraio 2011 LEGGE REGIONALE 21/12/2010 N.19 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 8 OTTOBRE 2009, N. 22 "INTERVENTI DELLA REGIONE PER IL RIAVVIO DELLE ATTIVITÀ EDILIZIE AL FINE DI FRONTEGGIARE LA CRISI ECONOMICA, DIFENDERE

Dettagli

REGOLAMENTO APPLICATIVO

REGOLAMENTO APPLICATIVO REGOLAMENTO APPLICATIVO DEL PIANO CASA ai sensi dell art. 9 comma 5 della L.R. 14/2009 Autore(i) nome dott.urb. Alessandro Calzavara arch. Paola Barbato data ottobre 2009 Verificato dott.urb. Alessandro

Dettagli

Vengono richiesti alcuni distinti pareri su questioni attinenti all edificazione nel territorio agricolo.

Vengono richiesti alcuni distinti pareri su questioni attinenti all edificazione nel territorio agricolo. Parere n. 50/2010 - Edificazione su territorio agricolo Vengono richiesti alcuni distinti pareri su questioni attinenti all edificazione nel territorio agricolo. Si precisa che le risposte ai quesiti posti

Dettagli

PROCEDURE EDILIZIE: INTERVENTI EDILIZI RIFERIMENTI NORMATIVI dicembre 2011 art. 10 comma 1 DPR 380/01 art. 10 c.1 DPR 380/01

PROCEDURE EDILIZIE: INTERVENTI EDILIZI RIFERIMENTI NORMATIVI dicembre 2011 art. 10 comma 1 DPR 380/01 art. 10 c.1 DPR 380/01 PdC PROCEDURE EDILIZIE: INTERVENTI EDILIZI RIFERIMENTI NORMATIVI dicembre 2011 art. 10 comma 1 DPR 380/01 art. 10 c.1 DPR 380/01 art. 3 comma 1 lett. e) DPR 380/01 [art.27 lett. e) LR 12/05] a) gli interventi

Dettagli

REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI, FOTOVOLTAICI ED EOLICI DESTINATI ALL AUTOCONSUMO

REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI, FOTOVOLTAICI ED EOLICI DESTINATI ALL AUTOCONSUMO REGOLAMENTO RECANTE LE DISPOSIZIONI PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI, FOTOVOLTAICI ED EOLICI DESTINATI ALL AUTOCONSUMO Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 5/2/2010

Dettagli

REGIONE LIGURIA. Oggetto: Circolare esplicativa della legge regionale 6.8.2001 n. 24 sul recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti.

REGIONE LIGURIA. Oggetto: Circolare esplicativa della legge regionale 6.8.2001 n. 24 sul recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti. SERVIZIO: SETTORE REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, PAESISTICA E AMBIENTALE AFFARI GIURIDICI DEL DIPARTIMENTO URBANISTICA Genova, 16.1.2002 Prot. n. 8135/40 Ai SINDACI dei COMUNI

Dettagli

REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE

REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE COMUNE DI MONTIGNOSO PROVINCIA DI MASSA CARRARA REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE Variante artt. 26 47 62 63 Progettisti: Arch. Stefano Francesconi Geom. Giovanni Antonio Del Freo Testo Eliminato = Evidenziato

Dettagli

COMUNE DI ASCIANO PROVINCIA DI SIENA U.O. AREA URBANISTICA REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI EDILIZI MINORI

COMUNE DI ASCIANO PROVINCIA DI SIENA U.O. AREA URBANISTICA REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI EDILIZI MINORI COMUNE DI ASCIANO PROVINCIA DI SIENA U.O. AREA URBANISTICA REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI EDILIZI MINORI (approvato con deliberazione consiliare n. 36 del 29.05.2008) 1 Indice

Dettagli

Attività edilizia libera. Attività soggette a comunicazione

Attività edilizia libera. Attività soggette a comunicazione REGIMI PROCEDURALI A CUI È SOGGETTA L ATTIVITÀ EDILIZIA IN SICILIA APPENDICE NORMATIVA Attività edilizia libera (Art. 6 L.R. 37/85) Per la realizzazione degli interventi edilizi rientranti nel "regime

Dettagli

DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA. Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05

DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA. Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05 DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05 PROPOSTA DI DELIBERAZIONE - OGGETTO - ESTENSIONE DELL AMBITO DI

Dettagli

COMUNE DI LIMENA. Limiti e modalità applicative degli interventi previsti dagli articoli 2 e 3 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 e s.m.i.

COMUNE DI LIMENA. Limiti e modalità applicative degli interventi previsti dagli articoli 2 e 3 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 e s.m.i. COMUNE DI LIMENA Limiti e modalità applicative degli interventi previsti dagli articoli 2 e 3 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 e s.m.i. Approvate con la deliberazione di C.C. n. 33 del 28.09.2011

Dettagli

MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE

MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE REGIONE TOSCANA Legge regionale 8 maggio 2009, n. 24 1 MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE (B.U.R.T. 13 maggio 2009,

Dettagli

tabella A 640 per le destinazioni residenziali e in 275 per quelle non residenziali. mediamente tabella B fabbricati collabenti

tabella A 640 per le destinazioni residenziali e in 275 per quelle non residenziali. mediamente tabella B fabbricati collabenti AGGIORNAMENTO DEI CRITERI DI STIMA DEL VALORE COMMERCIALE DELLE AREE FABBRICABILI DEL TERRITORIO COMUNALE AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELL IMU PER L ANNO 2013 E PRINCIPI PER L ACCERTAMENTO ANNI PRECEDENTI

Dettagli

STUDIO URBANISTICO DEL TERRITORIO

STUDIO URBANISTICO DEL TERRITORIO 1 STUDIO URBANISTICO DEL TERRITORIO In attuazione del comma 2, lett. d) art. 6 della L.R. n. 14 del 30.07.2009 Misure straordinarie ed urgenti a sostegno dell attività edilizia e per il miglioramento della

Dettagli

ATTIVITÀ EDILIZIA LIBERA [DL 40/2010, convertito dalla Legge 22/05/2010, n. 73 ]

ATTIVITÀ EDILIZIA LIBERA [DL 40/2010, convertito dalla Legge 22/05/2010, n. 73 ] ATTIVITÀ EDILIZIA LIBERA [DL 40/2010, convertito dalla Legge 22/05/2010, n. 73 ] Gli interventi realizzabili senza titolo abilitativo edilizio sono divisi in due categorie, a seconda della necessità o

Dettagli

Atti del Comune. Oggetto: CIRCOLARE N. 2/06 (progr. 36) - Art. 65 Regolamento Edilizio Interventi di Risanamento Conservativo INDICAZIONI OPERATIVE

Atti del Comune. Oggetto: CIRCOLARE N. 2/06 (progr. 36) - Art. 65 Regolamento Edilizio Interventi di Risanamento Conservativo INDICAZIONI OPERATIVE SETTORE SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA DIREZIONE Protocollo1056357/2006 Milano, 10/11/06 Oggetto: CIRCOLARE N. 2/06 (progr. 36) - Art. 65 Regolamento Edilizio Interventi di Risanamento Conservativo INDICAZIONI

Dettagli

Parere n. 46/2010 Normativa in materia di installazione di impianti fotovoltaici. Titoli abilitativi necessari.

Parere n. 46/2010 Normativa in materia di installazione di impianti fotovoltaici. Titoli abilitativi necessari. Parere n. 46/2010 Normativa in materia di installazione di impianti fotovoltaici. Titoli abilitativi necessari. Si chiede parere avente ad oggetto alcune precisazioni inerenti i titoli abilitativi necessari

Dettagli

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MARCHE N. 96 del 15 ottobre 2009

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MARCHE N. 96 del 15 ottobre 2009 LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 08-10-2009 REGIONE MARCHE Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l occupazione, migliorare la sicurezza

Dettagli

Servizio di documentazione tributaria

Servizio di documentazione tributaria Titolo del provvedimento: Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A). (N.D.R.: Il termine di entrata in vigore del presente testo unico e' stato prorogato

Dettagli

COMUNE DI SASSARI Settore Edilizia Privata

COMUNE DI SASSARI Settore Edilizia Privata COMUNE DI SASSARI Settore Edilizia Privata Prot. n. 117048 del 25.09.2012 Oggetto: - Risposte a quesiti sul piano casa e non solo. Modifica del punto 7 della precedente nota prot. 57027 del 18.05.2012

Dettagli

Distanze da confini e costruzioni

Distanze da confini e costruzioni Distanze da confini e costruzioni (Biagio Giancola) Voci di rinvio å Abusi edilizi å Convenzioni urbanistiche å Demanio å Luci e vedute å Piano regolatore generale å Vincoli urbanistici Normativa fondamentale

Dettagli

Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana

Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana Laboratorio di Urbanistica 1 Titolarità del Laboratorio: Simone Ombuen Anno accademico 2012-2013 secondo semestre Modulo Diritto (4 cfu) Docente:

Dettagli

Parere n. 1/2010 - Ristrutturazione edilizia attuata con demolizione e ricostruzione. Onerosità

Parere n. 1/2010 - Ristrutturazione edilizia attuata con demolizione e ricostruzione. Onerosità Parere n. 1/2010 - Ristrutturazione edilizia attuata con demolizione e ricostruzione. Onerosità Si chiede parere in merito all onerosità ovvero all eventuale gratuità di un intervento di ristrutturazione

Dettagli

Legge regionale 03/11/2009 n. 49

Legge regionale 03/11/2009 n. 49 Legge regionale 03/11/2009 n. 49 (Gazzetta regionale 04/11/2009 n. 19) Regione Liguria - Misure urgenti per il rilancio dell attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanisticoedilizio.(piano

Dettagli

Cenni sulla nozione di restauro e ristrutturazione edilizia

Cenni sulla nozione di restauro e ristrutturazione edilizia Cenni sulla nozione di restauro e ristrutturazione edilizia di Manuel Bordini* Nozione di restauro e risanamento conservativo La caratteristica essenziale della categoria del restauro e risanamento conservativo

Dettagli

contro nei confronti di per la riforma

contro nei confronti di per la riforma N. 05557/2013REG.PROV.COLL. N. 02768/2010 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente

Dettagli

Allegati alle NTA. A - Allegati sulla qualità architettonica

Allegati alle NTA. A - Allegati sulla qualità architettonica Allegati alle NTA A - Allegati sulla qualità architettonica AGGIORNAMENTI: Recepimento approvato con atto di C.C. n. 11 del 25.02.2014 Variante n. 232 approvata con atto di C.C. n. 10 del 24.03.2015 A1-

Dettagli

Attuazione dell'art. 5 del d.l. 70/2011: Scheda illustrativa su Legge regionale 5 agosto 2011, n. 40

Attuazione dell'art. 5 del d.l. 70/2011: Scheda illustrativa su Legge regionale 5 agosto 2011, n. 40 Roma 29 e 30 settembre 2011 Regione Toscana La legge regionale 40/2011 1 ha introdotto significative modifiche ad alcune leggi ma in particolare alla legge regionale 1/2005 in attuazione dell articolo

Dettagli

Piano casa della Regione Marche Le modifiche L.R. n. 22 del 8 Ottobre 2009 modificata dalla L.R. 19 del 2010

Piano casa della Regione Marche Le modifiche L.R. n. 22 del 8 Ottobre 2009 modificata dalla L.R. 19 del 2010 ANCE MARCHE Piano casa della Regione Marche Le modifiche L.R. n. 22 del 8 Ottobre 2009 modificata dalla L.R. 19 del 2010 INTERVENTI DELLA REGIONE PER IL RIAVVIO DELLE ATTIVITA EDILIZIE AL FINE DI FRONTEGGIARE

Dettagli

Esempi degli interventi ammissibili a fruire della detrazione Irpef

Esempi degli interventi ammissibili a fruire della detrazione Irpef Accorpamenti di locali o di altre unità immobiliari Allargamento porte Allargamento porte e finestre esterne Allarme finestre esterne Ampliamento con formazione di volumi tecnici Apertura interna Ascensore

Dettagli

Allegato A Interventi liberi Interventi ammissibili con D.I.A. Interventi ammissibili con Permesso di costruire

Allegato A Interventi liberi Interventi ammissibili con D.I.A. Interventi ammissibili con Permesso di costruire Allegato A Interventi liberi Interventi ammissibili con D.I.A. Interventi ammissibili con Interventi Titolo abilitativo Ampliamento di locali - senza aumento della Slp (spostamento di tavolati interni

Dettagli

5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF

5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF 5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF Ecco un elenco esemplificativo di interventi ammissibili a fruire della detrazione Irpef. In ogni caso, deve essere verificata la conformità

Dettagli

QUADRO DI SINTESI DELLE NOVITA INTRODOTTE DALLA L.R. N. 3/2013 DI MODIFICA DELLA L.R. N. 16/2008 E S.M.

QUADRO DI SINTESI DELLE NOVITA INTRODOTTE DALLA L.R. N. 3/2013 DI MODIFICA DELLA L.R. N. 16/2008 E S.M. QUADRO DI SINTESI DELLE NOVITA INTRODOTTE DALLA L.R. N. 3/2013 DI MODIFICA DELLA L.R. N. 16/2008 E S.M. Con l approvazione della legge regionale 4 febbraio 2013, n. 3 (pubblicata sul B.U.R. n. 1, Parte

Dettagli

- all art. 12 - Zone "A" (Zona territoriale 4 del Put) - 1. Per le zone "A" valgono le disposizioni di cui all'articolo 10.

- all art. 12 - Zone A (Zona territoriale 4 del Put) - 1. Per le zone A valgono le disposizioni di cui all'articolo 10. Premesso: Che l attività urbanistico-edilizia sul territorio comunale è disciplinata, oltre che dalla normativa sovraordinata vigente, dal Piano Regolatore Generale, con relative N.T.A., e dal Regolamento

Dettagli

PROPOSTA DI DELIBERAZIONE. Premesso che:

PROPOSTA DI DELIBERAZIONE. Premesso che: PROPOSTA DI DELIBERAZIONE OGGETTO: D.P.R. 380/2001 s.m.i. art.23 bis comma 4 come introdotto dall'art.30, comma 1, lett.f) L. 98/2013 - Individuazione, all'interno delle zone omogenee A) di cui al D.M.

Dettagli

ABACO TIPOLOGIA INTERVENTI EDILIZI

ABACO TIPOLOGIA INTERVENTI EDILIZI ABACO TIPOLOGIA INTERVENTI EDILIZI L'eventuale presenza di vincoli normativi può comportare modifiche al titolo edilizio di base specificato nel seguente Abaco. Nel caso si rimanda alla specifica normativa

Dettagli

Interventi edilizi e titoli abilitativi, differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire

Interventi edilizi e titoli abilitativi, differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire Interventi edilizi e titoli abilitativi, differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire Interventi edilizi e titoli abilitativi, in questo articolo analizziamo le definizioni di CIL,

Dettagli

INAIL ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO

INAIL ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO INAIL ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO DIREZIONE REGIONALE PER IL LAZIO Consulenza Tecnica per l Edilizia Regionale ROMA Viale Dei Quattro Venti 98 interno 18 piano

Dettagli

Le semplificazioni e i procedimenti introdotti. dal decreto del fare in edilizia

Le semplificazioni e i procedimenti introdotti. dal decreto del fare in edilizia SAMANTA RICCO LUCA GRASSI mercoledì, martedì, 23 18 settembre 2014 2013 Le semplificazioni e i procedimenti introdotti Giornata del Decreto del fare dal decreto del fare in edilizia DISPOSIZIONI IN MATERIA

Dettagli

DISCIPLINA DELLE DISTANZE FINALITA e CONTENUTI

DISCIPLINA DELLE DISTANZE FINALITA e CONTENUTI DSCPLN DELLE DSNZE FNL e CONENU gienico sanitaria evitare la formazione di intercapedini nocive e dannose rt. 83 Cod. civile: tra costruzioni su fondi finitivi rt. 9 D.M. 1444/1968 tra pareti \finestrate

Dettagli

Decoro architettonico del palazzo in condominio: cosa è legittimo e cosa no La legge per tutti.it

Decoro architettonico del palazzo in condominio: cosa è legittimo e cosa no La legge per tutti.it Decoro architettonico del palazzo in condominio: cosa è legittimo e cosa no La legge per tutti.it Redazione Tende e tendoni, antenne paraboliche, condizionatori, inferriate, doppi infissi, panni dai balconi,

Dettagli

COSA SI PUO' DETRARRE

COSA SI PUO' DETRARRE COSA SI PUO' DETRARRE Ecco un elenco esemplificativo di interventi ammissibili a fruire della detrazione Irpef. In ogni caso, deve essere verificata la conformità alle normative edilizie locali. INTERVENTI

Dettagli

Definizione dei limiti e delle modalità operative, ai sensi dell art. 9 c. 5 della L.R. 14/2009 come modificata ed integrata dalla LR 26/2009

Definizione dei limiti e delle modalità operative, ai sensi dell art. 9 c. 5 della L.R. 14/2009 come modificata ed integrata dalla LR 26/2009 ALLEGATO A Definizione dei limiti e delle modalità operative, ai sensi dell art. 9 c. 5 della L.R. 14/2009 come modificata ed integrata dalla LR 26/2009 Approvato con deliberazione di CC n.47 in data 29/10/2009

Dettagli

TIPOLOGIA INTERVENTO TITOLO ABILITATIVO RIFERIMENTO NORMATIVO DESCRIZIONE INTERVENTO COSTI. D.P.R. 380/01 art. 6 modificato dall'art. 5 L.

TIPOLOGIA INTERVENTO TITOLO ABILITATIVO RIFERIMENTO NORMATIVO DESCRIZIONE INTERVENTO COSTI. D.P.R. 380/01 art. 6 modificato dall'art. 5 L. TIPOLOGIA INTERVENTO TITOLO ABILITATIVO RIFERIMENTO NORMATIVO DESCRIZIONE INTERVENTO COSTI ordinaria manutenzione D.P.R. 380/01 art. 6 e L.R. 12/05 art. 27 gli interventi edilizi che riguardano le opere

Dettagli

COMUNICAZIONE DI ATTIVITA EDILIZIA LIBERA art. 6 D.P.R. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni

COMUNICAZIONE DI ATTIVITA EDILIZIA LIBERA art. 6 D.P.R. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni COMUNICAZIONE DI ATTIVITA EDILIZIA LIBERA art. 6 D.P.R. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni Al fine di rendere più agevole la procedura si elencano gli interventi previsti dall art. 5 del Regolamento

Dettagli

TIPO DI AUTORIZZAZIONE NECESSARIA. Denuncia Inizio Attività. Se di modesta entità nessuna autorizzazione. Permesso a Costruire. Nessuna autorizzazione

TIPO DI AUTORIZZAZIONE NECESSARIA. Denuncia Inizio Attività. Se di modesta entità nessuna autorizzazione. Permesso a Costruire. Nessuna autorizzazione TIPO DI INTERVENTO MODALITÀ TIPO DI AUTORIZZAZIONE NECESSARIA PRESCRIZIONI Abbaini Costruzione di nuovi abbaini Denuncia Inizio Attività Accorpamenti di locali o di altre unità immobiliari Accorpamenti

Dettagli

Legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 (BUR n. 63/2007) DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 (BUR n. 63/2007) DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE Legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 (BUR n. 63/2007) DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE CAPO I - Disposizioni generali Art. 1 - Finalità. 1. La Regione del

Dettagli

COMUNE DI AURONZO DI CADORE Provincia di Belluno. COSTRUZIONI ACCESSORIE: tipologie e normativa

COMUNE DI AURONZO DI CADORE Provincia di Belluno. COSTRUZIONI ACCESSORIE: tipologie e normativa COMUNE DI AURONZO DI CADORE Provincia di Belluno versione gennaio 2006 1 VOLUMI ACCESSORI Sono considerati volumi accessori le strutture di modeste dimensioni, a carattere precario, non adibite a residenza,

Dettagli

C O M U N E D I I L L A S I

C O M U N E D I I L L A S I C O M U N E D I I L L A S I PROVINCIA DI VERONA DEFINIZIONI, LIMITI, MODALITA E CRITERI INTERPRETATIVI DELLA LEGGE REGIONALE VENETO 8 LUGLIO 2009 N.14 NEL TERRITORIO COMUNALE DI ILLASI TITOLO I DEFINIZIONI

Dettagli

Il proprietario dell immobile può effettuare l intervento senza effettuare nessuna comunicazione al Comune

Il proprietario dell immobile può effettuare l intervento senza effettuare nessuna comunicazione al Comune Utilizzando la tabella sotto riportata è possibile verificare per ogni singolo intervento quale procedura adottare per procedere all esecuzione dei lavori. Manutenzione Ordinaria Il proprietario dell immobile

Dettagli

In edilizia l iva può essere applicata con l aliquota del 4, del 10 o del 21 per cento.

In edilizia l iva può essere applicata con l aliquota del 4, del 10 o del 21 per cento. In edilizia l iva può essere applicata con l aliquota del 4, del 10 o del 21 per cento. In edilizia l iva può essere applicata con l aliquota del 4, del 10 o del 21 per cento. Distinguendo a seconda che

Dettagli

Pagina 1 di 6. Allegato A

Pagina 1 di 6. Allegato A Allegato A LIMITI E MODALITÀ APPLICATIVE DEGLI INTERVENTI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 2, 3 e 4 DELLA LEGGE REGIONALE N. 14 DEL 08.07.2009 e smi Pagina 1 di 6 Limiti e modalità applicative per gli interventi

Dettagli

COME SCEGLIERE LA PROCEDURA EDILIZIA CORRETTA

COME SCEGLIERE LA PROCEDURA EDILIZIA CORRETTA COME SCEGLIERE LA PROCEDURA EDILIZIA CORRETTA Per facilitare l'individuazione del procedimento più appropriato si forniscono di seguito alcune indicazioni di carattere generale, sottolineando che con l'entrata

Dettagli

ANACI CORSO PER AMMINISTRATORI IMMOBILIARI 2011-2012. Relazione-Incontro: Parcheggi-Antenne-Condizionatori- Balconi

ANACI CORSO PER AMMINISTRATORI IMMOBILIARI 2011-2012. Relazione-Incontro: Parcheggi-Antenne-Condizionatori- Balconi ANACI CORSO PER AMMINISTRATORI IMMOBILIARI 2011-2012 Relazione-Incontro: Parcheggi-Antenne-Condizionatori- Balconi I Parcheggi in condominio Si possono analizzare sotto tre aspetti: a) Costruzione ex novo

Dettagli

Variante al Reg. Edilizio Testo vigente

Variante al Reg. Edilizio Testo vigente CITTA DI ERACLEA PROVINCIA DI VENEZIA VARIANTE PARZIALE AL PRG N. 37 ai sensi dell art. 48, comma 1, della L.R. 11/04 Variante al Reg. Edilizio Testo vigente ART. 6 - OPERE NON SOGGETTE A PERMESSO DI COSTRUIRE

Dettagli

LE NOVITÀ IN EDILIZIA INTRODOTTE DAL DECRETO DEL FARE *

LE NOVITÀ IN EDILIZIA INTRODOTTE DAL DECRETO DEL FARE * Luglio 2013 LE NOVITÀ IN EDILIZIA INTRODOTTE DAL DECRETO DEL FARE * La sagoma non costituisce più un parametro da rispettare nelle ristrutturazioni Nuove regole per il procedimento della SCIA Ammessa l

Dettagli

Il Decreto del Fare : le novità per il settore privato

Il Decreto del Fare : le novità per il settore privato Direzione Legislazione Mercato Privato Il Decreto del Fare : le novità per il settore privato Pesaro, 10 dicembre 2013 Semplificazioni in materia edilizia Semplificazioni in materia di paesaggio (Decreto

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI COMO SEZIONE DISTACCATA DI MENAGGIO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI COMO SEZIONE DISTACCATA DI MENAGGIO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI COMO SEZIONE DISTACCATA DI MENAGGIO in composizione monocratica nella persona del giudice dott. Marco Mancini ha emesso la seguente

Dettagli

L attestato di prestazione energetica negli interventi edilizi, nei trasferimenti e nelle locazioni immobiliari

L attestato di prestazione energetica negli interventi edilizi, nei trasferimenti e nelle locazioni immobiliari L attestato di prestazione energetica negli interventi edilizi, nei trasferimenti e nelle locazioni immobiliari Si riporta di seguito il quadro riepilogativo completo delle regole da applicare in caso

Dettagli

Segnalazioni Settore Attività amministrative e finanziarie per il Governo del territorio aprile 2012. Parcheggi

Segnalazioni Settore Attività amministrative e finanziarie per il Governo del territorio aprile 2012. Parcheggi Segnalazioni Settore Attività amministrative e finanziarie per il Governo del territorio aprile 2012 Parcheggi Vi sono tre categorie di parcheggi, soggetti a discipline diverse: 1) i parcheggi "liberi",

Dettagli

COMUNE DI OLBIA ELABORATO: TAVOLA All. B. Norm e di Attu a zion e APPROVAZIONI. PROGETTIS TA In g. Da n ilo Ma n zottu S CALA

COMUNE DI OLBIA ELABORATO: TAVOLA All. B. Norm e di Attu a zion e APPROVAZIONI. PROGETTIS TA In g. Da n ilo Ma n zottu S CALA COMUNE DI OLBIA Provin cia di Olbia - Te m pio OGGETTO: PROGETTO DI VARIANTE NON S OS TANZIALE AL COMPARTO DI ZONA AH OS PEDALIERA S ITA IN COMUNE DI OLBIA, LOCALITA' TANNAULE. ELABORATO: Norm e di Attu

Dettagli

Art. 1 (Interventi di ampliamento)

Art. 1 (Interventi di ampliamento) Legge Regionale 8 ottobre 2009, n. 22: Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli

Dettagli

semplificazione ed attuazione

semplificazione ed attuazione ANNA GIACOMONI mercoledì, giovedì, 18 26 settembre giugno 2014 2013 6 mesi dopo il decreto del fare: bilancio, G i o r n a ta d e l D e c r e to del fare semplificazione ed attuazione RIFLESSI FISCALI

Dettagli

Il testo riportato è aggiornato con l emanazione del D.M. 16 febbraio 1982 che ha sostituito il D.M. 27 settembre 1965

Il testo riportato è aggiornato con l emanazione del D.M. 16 febbraio 1982 che ha sostituito il D.M. 27 settembre 1965 Circolare n 75 del 03/07/1967 Criteri di prevenzione incendi per grandi magazzini, empori, ecc. TESTO COORDINATO E' noto che al n. 87 del Decreto Interministeriale del 16 febbraio 1982, emanato ai sensi

Dettagli

Definizione degli indici e parametri.

Definizione degli indici e parametri. Estratto dal Regolamento Edilizio Tipo - articolo 13 - Regolamento Edilizio Tipo: Reg. 14 settembre 1989, n. 23 (1). Pubblicato nel B.U. Marche 14 settembre 1989, n. 100-bis. Regolamento Edilizio Tipo

Dettagli

Oggetto: Quesito sulla gratuità ovvero onerosità degli interventi edilizi.

Oggetto: Quesito sulla gratuità ovvero onerosità degli interventi edilizi. Oggetto: Quesito sulla gratuità ovvero onerosità degli interventi edilizi. Al fine di poter compiutamente illustrare il quesito che si andrà a formulare, necessita introdurre una breve premessa. Per conoscere

Dettagli

Piano Regolatore Generale 2003

Piano Regolatore Generale 2003 Piano Regolatore Generale 2003 Regolamento Urbanistico COMUNEDI AREZZO Assessorato Urbanistica, Edilizia, CentroStorico Direzione Servizi per il Territorio Ufficio Pianificazione Urbanistica Illustrazionedel

Dettagli