Introduzione. La parte introduttiva affronta gli obiettivi della funzione finanza dal punto di vista teorico.

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1 Introduzione L aspetto finanziario della gestione aziendale riveste un ruolo strategico nella conduzione della moderna impresa ed è argomento di rilevante interesse anche dal punto di vista scolastico. Ben venga, dunque, un Tema di maturità che ha come obiettivo principale (se non unico) quello di valutare le conoscenze, le competenze e le capacità acquisite dallo studente in merito ad alcuni importanti aspetti della gestione finanziaria, argomento centrale degli ultimi due anni del corso di studi. La parte introduttiva affronta gli obiettivi della funzione finanza dal punto di vista teorico. Di fronte a un argomento così vasto, per sviluppare compiutamente il quale sarebbero necessarie diverse ore e pagine di lavoro, lo studente deve fare delle scelte, anche in considerazione del limitato tempo a disposizione (non dimentichiamo infatti che la quota maggiore del tempo disponibile -sei ore- dovrà essere dedicata allo sviluppo del punto centrale obbligatorio). Lo studente deve cioè tentare una contestualizzazione del proprio lavoro, sviluppando, tra i tanti problemi pertinenti alla gestione finanziaria, quelli che egli ritiene siano caratterizzanti all interno di questo tema di maturità, il quale, non dimentichiamolo, gli chiederà, subito dopo, nel punto centrale obbligatorio, di arricchire il consueto Bilancio d esercizio con la redazione del Rendiconto finanziario di capitale circolante netto e, nel punto 3 opzionale, di sviluppare un report sulla situazione finanziaria dell impresa, anche attraverso il calcolo dei più adatti indicatori. Tanto più lo studente riuscirà a lavorare in questa prospettiva e tanto più, oltre a risparmiare tempo prezioso, dimostrerà di avere colto lo spirito del tema, fornendo al docente un ulteriore elemento di valutazione delle qualità di quegli alunni che, appunto, riescono a proporre una soluzione integrata. Ecco una proposta di svolgimento della parte introduttiva. ANALISI GENERALE La funzione finanza e tesoreria e l equilibrio finanziario La funzione finanza e tesoreria rappresenta un area funzionale integrativa fondamentale, che ha il compito di gestire al meglio le risorse finanziarie dell impresa al fine di garantire l equilibrio finanziario. Essa si occupa: della definizione del fabbisogno finanziario che emerge dalle necessità di investimento e di spesa delle modalità di copertura del fabbisogno, della scelta, cioè, delle fonti di finanziamento che siano coordinate nella maniera più adatta, in termini quantitativi e qualitativi, alle uscite programmate nonché della loro acquisizione della programmazione del rimborso delle fonti di finanziamento In caso di temporanee eccedenze di risorse finanziarie, la funzione finanza si occupa del loro ottimale e redditizio collocamento nonché della programmazione e realizzazione degli investimenti finanziari. La funzione finanza si occupa dunque dell ottimale acquisizione e utilizzo delle fonti di finanziamento indispensabili alla gestione aziendale.

2 Il principale obiettivo della gestione finanziaria è il conseguimento dell equilibrio finanziario. Naturalmente, considerata la sinergia tra le diverse e combinate operazioni aziendali, l equilibrio finanziario va perseguito nel rispetto delle condizioni di equilibrio economico (redditività) e patrimoniale (composizione degli impieghi e composizione delle fonti). L equilibrio finanziario viene conseguito, in generale, quando ricorrono contemporaneamente le seguenti condizioni: - coordinamento impieghi/fonti: e cioè corretta relazione tra tipologia di investimento e tipologia di fonte e adatta sincronia tra scadenza dell investimento e scadenza della fonte - coordinamento entrate-uscite - equilibrio nella composizione delle fonti (tra capitale proprio e capitale di terzi) Si conoscono diversi strumenti attraverso i quali è possibile controllare i movimenti di risorse finanziarie che avvengono in un certo esercizio d impresa e giudicare così l equilibrio finanziario, anche ai fini di ottimizzare la propria struttura finanziaria. La maggior parte di questi strumenti sono a carattere consuntivo e prendono le mosse dai valori del Bilancio d esercizio. Com è evidente, tuttavia, una visione globale delle necessità finanziarie pretende che la funzione finanza si doti anche di strumenti previsionali (come ad esempio il Budget finanziario), atti a prevedere i movimenti finanziari della gestioni future. Lo Stato patrimoniale del Bilancio d esercizio è uno strumento incompleto per giudicare l equilibrio finanziario. I dati in esso contenuti sono infatti esposti secondo una modalità che non tiene conto delle caratteristiche finanziarie degli elementi patrimoniali. Le attività sono esposte sulla base della destinazione economica, mentre le passività sono elencate in base alla loro natura. Proprio per questo occorre una riclassificazione finanziaria dei dati patrimoniali, che riordina l Attivo in base ai tempi di ritorno degli investimenti e il Passivo in base alla scadenza delle fonti. Dallo Stato patrimoniale così rielaborato vengono estratti alcuni indicatori della solidità e della solvibilità finanziaria, che possono essere rappresentati da somme algebriche (margini) oppure da rapporti (indici). Una completa indagine finanziaria richiede tuttavia anche l analisi dei flussi, con la dimostrazione delle fonti e degli impieghi delle risorse finanziarie e la redazione del Rendiconto finanziario (delle variazioni di capitale circolante netto o delle variazioni di liquidità). Le analisi finanziarie, infatti, sono essenzialmente analisi di tipo dinamico. E l analisi per indici (così come, a maggior ragione, quella per margini), pur costituendo un efficace strumento di indagine statica, non appaiono sufficienti allo scopo, visto che non riescono ad evidenziare le variazioni intervenute nelle risorse finanziarie causate dalle operazioni di gestione compiute in un determinato periodo.

3 L'analisi per flussi tenta di rispondere alla domanda seguente: la vita d'impresa ha generato risorse da destinare alle esigenze di spesa o ha provocato, invece, un assorbimento netto di mezzi finanziari? In questo quadro risulta naturalmente cruciale individuare prima di tutto l'oggetto dell'indagine di flusso, e cioè il tipo di risorsa di cui si vuole investigare la dinamica e che, dunque, deve essere isolata come fondo di valori. A questo proposito, esistono due tipi di moneta che possono essere posti come oggetto di indagine: 1) le risorse di breve periodo intese in senso ampio (Capitale circolante netto); 2) le risorse liquide intese in senso stretto (Disponibilità monetaria netta), così come esisteranno, rispettivamente, due tipi di Rendiconto finanziario. Generalmente, in ambito scolastico, ci si intrattiene in maggior misura sul primo tipo di indagine e sul primo tipo di rendiconto, il Rendiconto finanziario delle variazioni del capitale circolante netto. Il Rendiconto finanziario delle variazioni della DMN, rispetto a quello del CCN, fornisce informazioni non influenzate dai criteri di valutazione utilizzati (es. per le merci, i crediti ) e riferite a risorse davvero libere e spendibili, non bloccate in rimanenze, crediti È interessante chiedersi che rapporto c è tra l analisi patrimoniale, quella economica e quella finanziaria? E cioè, qual è il diverso significato dello Stato patrimoniale, del Conto economico e del Rendiconto finanziario? Lo Stato patrimoniale evidenzia la situazione aggiornata a una certa data degli elementi attivi e passivi del patrimonio, nonché il loro valore netto. Le variazioni intervenute negli elementi patrimoniali, se non si compensano tra loro, producono effetti sul risultato economico: i flussi economici sono riepilogati nel Conto economico. Le variazioni patrimoniali, oltre che effetti economici, hanno anche effetti di tipo finanziario, e cioè effetti sulle risorse finanziarie da spendere, effetti che non necessariamente coincidono con gli effetti economici. In altre parole, una cosa è il risultato economico e altra cosa è il surplus di moneta da spendere. Si tratta di due grandezze basate su presupposti diversi. Come si suol dire con un espressione molto cruda, ma che ben riflette il pensiero imprenditoriale: Sale is fantasy, profit is opinion, cash is the fact (e cioè: le vendite sono pura immaginazione, il profitto dipende da opinioni, solo il denaro è un dato di fatto). Il Rendiconto finanziario ha lo scopo di evidenziare i flussi finanziari che derivano dalle operazioni di gestione. Naturalmente, così come non tutte le operazioni hanno effetto sul reddito, così, non tutte le operazioni hanno effetto sulle risorse finanziarie.

4 MACRO OBIETTIVI DELLA GESTIONE FINANZIARIA Determinazione della struttura finanziaria Probabilmente occorre specificare quali sono gli strumenti attraverso i quali è possibile determinare (nel senso, probabilmente, di valutare ) la struttura finanziaria, onde verificare quanto si sia vicini o lontani dalla struttura finanziaria ottimale. Gli indicatori della struttura finanziaria sono quattro e, come abbiamo detto, possono essere espressi attraverso somme algebriche (margini) oppure attraverso quozienti (indici o ratios): I primi due valutano la solidità dell impresa nel medio-lungo periodo: - margine di struttura primario o essenziale o secco (indice di autocopertura delle immobilizzazioni) - margine di struttura secondario o globale o allargato (indice di copertura globale delle immobilizzazioni) Il terzo e il quarto valutano la solvibilità dell impresa nel breve periodo: - capitale circolante netto (indice di disponibilità) - margine di tesoreria (indice di liquidità secondaria) Calcoleremo e approfondiremo concretamente il significato di questi indicatori affrontando il punto centrale obbligatorio e il terzo punto opzionale. Le performance economiche vengono valutate attraverso gli indici di redditività (ROE, ROI, ROD, ROS, EVA, ). La struttura patrimoniale può essere giudicata attraverso gli indici patrimoniali, i più importanti dei quali sono i seguenti: IMPIEGHI: elasticità e rigidità degli impieghi, FONTI: indice di autonomia finanziaria e grado di capitalizzazione. Composizione dell indebitamento Probabilmente, si chiede di valutare il diverso impatto sull equilibrio finanziario dell impresa di una diversa composizione dei debiti (a breve e a medio-lungo). È evidente che, a parità di indebitamento, le tensioni finanziarie si faranno sentire tanto più energicamente quanto più è alta la quota di debiti a breve termine, considerata l urgenza del loro rimborso. La composizione dell indebitamento può essere valutata attraverso altri due indici di composizione delle fonti: indice di incidenza dei debiti a breve (debiti a breve scadenza/totale impieghi x 100) e indice di incidenza dei debiti a media e lunga scadenza (debiti a media e lunga scadenza/totale impieghi x 100). Naturalmente, la presenza di un alta quota di debiti a breve non è in grado, di per sé, di generare tensione finanziaria, se vengono rispettate le condizioni di sincronia degli investimenti, se cioè, a fronte dei debiti di scadenza breve vi sono nell Attivo adatte risorse da impiegare per la loro copertura. La verifica di questa condizione avviene attraverso il calcolo degli indicatori di solvibilità. Calcoleremo e approfondiremo concretamente il significato di questi indicatori affrontando il punto centrale obbligatorio e il terzo punto opzionale. Altri elementi che attengono alla composizione dell indebitamento sono la diversa origine dei debiti (debiti di funzionamento e debiti di finanziamento), la loro differente onerosità, la loro differente natura e classificazione, ecc.

5 Garanzia della solidità finanziaria dell impresa Probabilmente si chiede di specificare quali sono gli indicatori che attestano la solidità finanziaria dell impresa e di indicare quali sono i corrispondenti elementi di garanzia che un impresa solida dal punto di vista finanziario può offrire ai terzi creditori rispetto a un impresa non solida. La verifica della condizione di solidità avviene attraverso il calcolo dei margini di struttura primario e secondario. Un impresa che ha un margine di struttura primario positivo (e cioè un indice di autocopertura maggiore di uno) riesce a finanziare le proprie immobilizzazioni attraverso il solo capitale proprio, rendendosi autonoma da terzi nel finanziamento della propria struttura tecnicoorganizzativa. La solidità è comunque garantita anche per l impresa con margine di struttura primario negativo se: - le passività consolidate coprono il disavanzo secco di struttura (per cui le immobilizzazioni sono interamente coperte da capitale permanente) - viene garantita una adeguata sincronia tra i tempi di ritorno delle immobilizzazioni (ammortamento economico) e i tempi di scadenza delle fonti (ammortamento finanziario). A queste condizioni, inoltre, le passività a breve risultano interamente coperte dagli impieghi correnti, ponendo le premesse per un adeguata solvibilità. Analisi della redditività degli investimenti La redditività degli investimenti viene espressa dal ROI (Return on Investment), e cioè dal rapporto tra Reddito operativo e Totale impieghi. Esso: - esprime l efficienza economica della gestione caratteristica - evidenzia la potenzialità reddituale intrinseca dell impresa - è un indice parziale ( lordo ) che tiene conto solamente delle componenti reddituali dell area caratteristica Per tali motivi, esso non viene influenzato dalla struttura finanziaria dell impresa e cioè dalla composizione delle fonti di finanziamento: la presenza di debiti, e dei conseguenti oneri finanziari, non agisce sulla sua misura. Viceversa, l esistenza di debiti, in combinazione con il ROI e con l indice della gestione caratteristica agisce sul ROE (Return on equity). A parità di altre condizioni, il ROI, per essere accettabile, deve superare il costo medio del denaro (ROD) che rappresenta dunque il suo orizzonte minimo. In caso contrario, il reddito operativo supplementare che viene prodotto dall investimento non sarebbe nemmeno sufficiente a coprire gli oneri finanziari aggiuntivi richiesti dal finanziamento di debito, rendendo sconveniente l operazione. Se, invece, ROI > ROD, l investimento offre un rendimento che, oltre a remunerare i terzi finanziatori, lascia una quota di reddito anche ai soci. La verifica della redditività degli investimenti fornisce così un indicazione sulla convenienza di finanziare i cicli gestionali attraverso il capitale di debito. Da questo punto di vista, il ROI

6 rappresenta la massima del tasso di interesse che l impresa può sopportare per finanziare un nuovo investimento attraverso l indebitamento. L effetto di leva finanziaria dell indebitamento Se le precedenti affermazioni, che ragionano, per così dire, in termini assoluti, risultano immediatamente comprensibili (è indubbio infatti che la situazione precedentemente descritta non è sconveniente) meno è immediatamente percepibile invece quel ragionamento che vorrebbe attribuire al finanziamento di debito addirittura un effetto moltiplicativo sulla redditività netta finale espressa dal ROE (fenomeno conosciuto sotto il nome di effetto leva dell indebitamento ). L obiezione più ricorrente è che l effetto economico sarebbe ancora più virtuoso se si utilizzassero i mezzi dei soci, visto che, in quest ultimo caso, non si dovrebbero pagare gli interessi. Esprimiamo con un esempio il ragionamento che porta fuori strada. Se la banca vuole il 6% (ROD) e l azienda riesce a mettere a frutto l investimento al 7% (ROI), è evidente che residua quel qualcosa in più (1%) che rende conveniente l indebitamento. Ma se invece fosse il socio a finanziare l investimento, non è forse vero che tutto il reddito operativo diventerebbe reddito netto (salvi altri risvolti extracaratteristici) con un effetto complessivo ancora migliore sul piano del risultato economico? Non ci sarebbe allora, per così dire, un effetto leva ancora maggiore? E dunque, perché dovrebbe essere più conveniente indebitarsi? Il fatto è che il ragionamento deve porsi su base relativa e non su base assoluta. Il reddito netto (in termini assoluti) potrebbe certo crescere in misura maggiore incrementando i mezzi propri in luogo di quelli di terzi, a motivo del risparmio degli oneri finanziari, ma la redditività relativa (espressa dal ROE) rimarrebbe costante, visto che il maggior reddito verrebbe ottenuto a spese di un investimento supplementare di capitale proprio. Con l indebitamento, invece, per quanto piccolo sia l aumento del reddito netto ottenuto (che deve scontare anche gli interessi), esso avviene a parità di mezzi propri investiti, che, conseguentemente, assicurano al socio un maggior tasso di rendimento. Quindi, quando esiste un differenziale favorevole tra ROI e ROD, l impresa, indebitandosi, migliorerà la sua redditività netta percentuale (ROE). Gestione del rischio La cosiddetta gestione del rischio attiene alla necessità di cautelarsi contro il rischio di oscillazione dei tassi di interesse che può compromettere l attendibilità delle previsioni finanziarie e, ad es., comportare il sostenimento di oneri finanziari più alti rispetto a quelli previsti. A tal fine è possibile utilizzare appositi strumenti finanziari, come ad es., le opzioni sui tassi d interesse. Si tratta di contratti, conclusi generalmente con una banca specializzata, con i quali, dietro il pagamento di un premio, si ottiene la copertura del rischio derivante dalla variazione dei tassi sul mercato, compensando così gli effetti dell andamento dei tassi di interesse sulle posizioni creditorie e debitorie dell impresa. L adozione dell euro ha reso più stabili i tassi di interesse e reso così meno urgente la gestione del rischio.

7 Gestione della tesoreria La cosiddetta gestione della tesoreria (servizio di cash management) tende a utilizzare in modo economico le disponibilità liquide disponibili, governando i flussi di cassa nel modo più conveniente. Essa, oltre a individuare i più opportuni investimenti, comporta ad esempio la razionalizzazione della gestione dei saldi dei conti correnti che l impresa ha acceso presso le diverse banche, al fine di evitare la contemporanea presenza di saldi a debito (sui quali maturano rilevanti interessi passivi) e saldi a credito (sui quali maturano interessi notevolmente più contenuti).

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