Grafica e copertina a cura di G. Infantino

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3 Grafica e copertina a cura di G. Infantino I dati e le informazioni contenute nel presente opuscolo potranno subire variazioni e modifiche in relazione alla costante opera di organizzazione dei servizi. 3

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5 AZIENDA SANITARIA LOCALE ROMA C DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE DIRETTORE: DOTT. LUIGI ATTENASIO CARTA DEI SERVIZI A CURA DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE ED EPIDEMIOLOGIA DEL DSM E DEL CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE " VIERI MARZÌ " 5

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7 Con l'espressione salute mentale, secondo la definizione dell' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si fa riferimento ad uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l'individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all'interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell'ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni. Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) 7

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9 Indice Pag Prefazione 13 Introduzione a cura del Direttore del DSM 15 Nota Consulta Cittadina per la Salute Mentale di Roma 22 Capitale Nota Consulta Dipartimentale per la Salute Mentale 24 Che cos'è la Carta dei Servizi 26 PARTE I 30 Descrizione Dipartimento di Salute Mentale 30 Che cos'è 30 Quando rivolgersi al DSM 30 Che cosa fa 31 PARTE II 32 Descrizione dei Servizi 32 Il Centro di Salute Mentale (CSM) 32 Il Centro Diurno (CD) 33 La Comunità Terapeutica Riabilitativa (CTR) 33 Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) 33 PARTE III 35 Come si richiede la prestazione 35 In casi di emergenza 35 Il cittadino in situazione di crisi 35 PARTE IV 36 Presentazione dei Servizi 36 - Direzione DSM 36 Servizi per gli abitanti del Municipio VI 38 U.O.C. Territoriale Salute Mentale - Centro di Salute Mentale 38 - Centro Diurno 39 Indirizzi e telefoni utili 39 - Distretto VI - Municipio VI Servizi per gli abitanti del Municipio IX 41 9

10 U.O.C. Territoriale Salute Mentale - Centro di Salute Mentale 41 - Centro Diurno 42 - Centro per l'impresa sociale 42 Indirizzi e telefoni utili 43 - Distretto IX - Municipio IX Servizi per gli abitanti del Municipio XI 45 U.O.C. Territoriale Salute Mentale - Centro di Salute Mentale 45 - Centro Diurno 46 - Comunità Terapeutica Riabilitativa 46 Indirizzi e telefoni utili 47 - Distretto XI - Municipio XI Servizi per gli abitanti del Municipio XII 49 U.O.C. Territoriale Salute Mentale - Centro di Salute Mentale 49 - Centro Diurno 50 - Comunità Terapeutica Riabilitativa 51 Indirizzi e telefoni utili 51 - Distretto XII - Municipio XII I servizi Ospedalieri 53 - U.O.C. Ospedaliera Servizio Psichiatrico di Diagnosi e 53 Cura presso Ospedale San Giovanni - Addolorata - U.O.C. Ospedaliera Servizio Psichiatrico di Diagnosi e 54 Cura presso l'ospedale Sant'Eugenio PARTE V - Standard e impegni per i Servizi Territoriale 55 e Ospedalieri Tempi di attesa per accoglimento e prestazioni nei CSM 55 Umanizzazione e personalizzazione 56 Diritto all'informazione 58 Tempi di attesa per accoglimento e prestazioni nei SPDC 59 Umanizzazione e personalizzazione 59 Diritto all'informazione 60 Confort alberghiero nei SPDC 60 PARTE VI - Sistema tutela e Verifica 62 10

11 Soddisfazione del cittadino 62 Reclami 63 Carta dei Diritti 64 PARTE VII -...ciò che è utile sapere 66 Il ticket 66 - Dove si paga - Chi è esente ticket - Come si diventa esenti - Dove recarsi per diventare esenti Riconoscimento e invalidità civile 69 Riconoscimento benefici Legge 104 per l'handicap 70 Inserimento lavorativo 70 Consulta Dipartimentale per la Salute Mentale 71 Il trattamento sanitario obbligatorio (TSO) 72 Il trattamento sanitario volontario (TSV) 73 PARTE VIII - Versioni essenziali in inglese, spagnolo e 74 francese Versione essenziale in inglese 75 Versione essenziale in spagnolo 82 Versione essenziale in francese 91 11

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13 PREFAZIONE A distanza di qualche anno 1, la scelta di stampare nuovamente la Carta dei Servizi del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma C cade in un momento di cambiamenti nel nostro paese, in più settori della vita pubblica, che rischiano di pesare in maniera sostanziale sul panorama della tutela della salute mentale. Il progressivo depauperamento dei servizi che di essa si occupano da decenni, si è consumato, inesorabilmente, soprattutto negli ultimi cinque anni, con un accelerazione travolgente negli ultimi due. Nessuno avrebbe pensato che si sarebbe parlato di chiusura di Centri di Salute Mentale o di Centri Diurni etc. (già in più parti del paese non sufficienti a fornire risposte adeguate alla popolazione) quando, forse ingenuamente, si era sempre sperato il contrario. La salute mentale aveva ottenuto molto poco, le riforme risalenti alla fine degli anni settanta non erano mai state portate a termine e in molte zone del paese tanti progetti di rinnovamento hanno stentato a realizzarsi. L attesa è ormai vana, l illusione rischia di trasformarsi in una cocente delusione e la crisi economica, che ci sta investendo, si abbatte anche sui servizi e sulle organizzazioni, che sembravano rappresentare il conseguimento di prerogative alle quali mai più si sarebbe potuto rinunciare. La scelta di una ristampa può risuonare quasi come il canto del cigno ma vuole essere tutt altro. Innanzi tutto, l affermazione di un esistenza/esperienza di cui non si può non tener conto; i cittadini devono conservare il diritto che servizi ed operatori continuino ad operare per la tutela della propria salute mentale non in maniera fittizia ma rispettando standard di qualità che sono ormai esposti al pericolo di non essere più raggiungibili. 1 1 aggiornamento 19 febbraio aggiornamento febbraio aggiornamento dicembre

14 In secondo luogo, il desiderio di continuare a tenere alti gli ideali che hanno guidato la maggior parte di coloro che operano nel settore e che ciascuno ha cercato di rendere attuali nel corso degli anni. Il prendersi cura della persona, il rispetto della sua dignità, la difesa dei suoi diritti sono principi inalienabili, che rendono all operatore della salute mentale il senso profondo del suo lavoro. Infine, il sogno di vedere nuove generazioni di professionisti che abbiano ancora voglia di confrontarsi con il servizio pubblico riconsegnando ad esso il senso di bene comune da conservare, presidiare ed implementare e non come fardello di cui liberarsi. Ancora una volta, la Carta dei Servizi rappresenta per tutti noi il contratto e l impegno con i cittadini. Impegno che cercheremo di portare avanti con la tenacia, l entusiasmo e la consapevolezza che ci orientano. a cura del Nucleo di Valutazione ed Epidemiologia e del Centro Studi e Documentazione "Vieri Marzì" 14

15 Introduzione Una storia non soltanto nostra 1997, Giugno: "è tempo di trasloco fisico e mentale...sto prendendo servizio a Roma per dirigere il Dipartimento di Salute Mentale della Asl Rm C. La rivisitazione mentale delle cose fatte comporta in queste situazioni "critiche" sempre una sensazione di perdita. Alcune cose non torneranno più, se non nella memoria; le sostituiranno altre, di cui si è in attesa, febbrile e un poco preoccupata, comunque fieri di avere accettato la scommessa.... Era l'introduzione, ancora attualissima, di "Quando spunta il sole?", libro piccolo ma significativo e ricco di contenuti, che raccoglie i dodici numeri (uno per mese) del giornale redatto nel SPDC di Mantova dai pazienti lì ricoverati 2. In quei giorni lasciavo Mantova per venire a Roma. La vita riserva sorprese e coincidenze...ora lascio questo Dipartimento con questa introduzione alla nuova edizione della Carta dei Servizi che, più di 10 anni fa, pubblicammo tra i pochi, forse i primi, Dipartimenti, nati sulle ceneri del manicomio. Eravamo ben consapevoli della scommessa in gioco, e di quanto grande essa fosse. L'impegno per garantire qualità ai nostri servizi romani in questi anni è stato enorme; a volte ci siamo sentiti impotenti e non sufficientemente attrezzati, ma c'è l'orgoglio di avere fatto tutto, spesso riuscendoci (lo confermano gli scritti di 2 Con loro ci si riuniva periodicamente e insieme agli operatori si mettevano insieme riflessioni, punti di vista, osservazioni che trascritte costruivano un vero e proprio Gazzettino della vita quotidiana del reparto ma anche del Dipartimento e dei suoi vari servizi, dagli ambulatori territoriali fino ai centri diurni e residenziali. Questo "comitato di redazione", era logicamente un po' instabile per il ricambio di ricoverati: ciò più che un difetto divenne un pregio per il turnover di persone e idee in un vai e vieni ricco di inventiva e fantasia. Nel reparto la contenzione era stata sconfitta già nel primo anno della nostra gestione e le persone anche in crisi acuta venivano gestite e assistite senza essere più legate. Ciò era di grande conforto e segnava il clima del reparto per un lavoro di cura routinario di grande dignità che aveva al centro il rispetto dei diritti dei ricoverati 15

16 Marina Cornacchia e di Francesca Adinolfi, che ringraziamo di cuore), per rispettare quanto ci eravamo ripromessi: costruire un servizio flessibile, capace di accogliere e rispondere in modo efficace alle domande poste, con l obiettivo di contribuire al benessere e al miglioramento della qualità della vita e delle relazioni di tutti. Ci ha dato spesso coraggio il gusto di essere stati scelti da Andrea Alesini, primo Direttore Generale della ASL della neonata aziendalizzazione, medico igienista...generoso e colmo di impeto ideale...che aveva già iniziato una riorganizzazione radicale della ASL...valorizzando lavoro e impegni di coloro che lo meritavano...inaugurando una fase intensa e originale centrata sul rapporto diretto con l'utenza... La sua reggenza fu breve, troppo, una primavera, l'espace d'un matin, inversamente proporzionale al ricordo, grande grande, che serbiamo di lui, carico di stima, affetto e commozione 3. Una Carta dei Servizi, a maggior ragione se di salute mentale, la pensiamo pret a porter, un tomtom per orientarsi nei luoghi do- 3 Di Andrea abbiamo un ricordo ormai lontano nel tempo, ma vivissimo, che fa ancora parte della cassetta degli attrezzi che in questi 15 anni ci ha accompagnato, ombrello contro le intemperie. Lo incontrammo, una sola volta purtroppo, per il tragico destino che ne segnò l'esistenza, nel 1996, fine Gennaio o inizio Febbraio, comunque nell imminenza del carnevale. Ci ricordiamo bene quando, perché ci offrì delle frappe, dolci di quel periodo, che gli avevano regalato e che erano sul suo tavolo. Malgrado il suo ruolo di direttore generale si iniziò in modo subito non formale e molto cordiale. Con lui avevamo in comune tante cose senza esserci mai conosciuti prima, sicuramente una visione democratica del lavoro istituzionale nel pubblico. Ci si dette subito del tu e non solo per un fatto corporativo (era anche lui un medico e tra colleghi è uso darsi del tu). La sua esperienza in campo di riforma sanitaria, la famosa 833 di cui era stato, per la sua competenza e origine umbra, tra gli artefici, fu subito un terreno di confronto e molte cose si scoprirono patrimonio comune. Eravamo fermamente convinti che la Salute non è una merce e tanto meno la Salute Mentale e che, come scrive Luciana Castellina, era evidente che il progresso, nell'orizzonte del capitale, non avrebbe portato più libertà, ma meno, anzi imbarbarimento. Vi era anche la appartenenza ad associazioni gemelle, Medicina Democratica lui, Psichiatria Democratica noi. Ma quello che sorprese ambedue, quando si arrivò a un livello di confidenzialità, sbocco naturale di un rapporto costruito in modo sorprendentemente rapido, fu che eravamo nati lo stesso anno, 1949, lo stesso mese, Gennaio e quasi lo stesso giorno, 16 e 18. Sembrò un segno del destino e scherzando, da buoni Capricorno, testardi, concreti e utopisti insieme, ci ripromettemmo tante belle, importanti, cose da fare insieme per inverare quella frase che era una delle sue: sembra assurdo che i servizi nati per l uomo debbano essere ricondotti ad una dimensione umana perché l hanno persa o mai l hanno avuta. Eppure è questo l unico o- biettivo concreto: rimettere gli uomini e le donne al centro del sistema e che sempre ci accompagna. Un mese dopo si seppe che aveva un cancro all intestino. Morirà dopo nove mesi nella notte di Natale del 1996 a soli 48 anni. 16

17 ve si va se non si sta bene di testa, che sia (mi si passi un'altra metafora) come un Portolano, quaderno presente in ogni imbarcazione (non siamo tutti nella stessa barca?) con le coste, le loro tipicità e punti di repere, ma anche gli scogli, i ripari, i relitti, i ridossi: una mappa che sappia indicare, visto che di salute mentale parliamo, anche i rischi che si annidano ancora, a manicomio morto e sepolto, se si entra, per forza o per voglia, nel circuito psichiatrico. La geografia di questi luoghi è costruita non solo su spazi fisici ma anche sulle parole, sui sentimenti, prodotti dalle dimensioni spesso intangibili, come la comunicazione, l'intersoggettività, il legame sociale, lo scambio, i simboli. Più che il quanto, unità di misura è il come, la visibilità, la cooperazione, gli affetti in gioco ed è facile perdervi contrattualità sociale, dilapidare il potere di esercizio dei ruoli, affettivi, relazionali, familiari, lavorativi, che ci fanno cittadini, vedere scemare progressivamente i diritti, i più elementari di sopravvivenza biologica e sociale ma anche quelli più sofisticati, di comunicazione e di critica (la scienza delle malattie mentali negli "asili" della follia, per Foucault, sarà solo e sempre osservazione e classificazione, senza possibilità alcuna di dialogo). Tanto più se chi fornisce la prestazione è solo un erogatore e chi la usa, un utilizzatore passivo. Li volevamo, questi servizi, e lo scrivemmo già anni fa, non crocevia di controlli e consensi per legittimare l assetto sociale dato ma piuttosto punti di osservazione privilegiati, capaci di sbirciare l'apparato sociale nel suo insieme; servizi non solo, e non più, di psichiatria ma di salute mentale di comunità dove rispondere alle domande d aiuto fosse partecipare ad arricchire la capacità di fronteggiare la sofferenza ma anche impegnati a ridurre fratture e barriere sociali, invertire processi di selezione e di esclusione, coniugare la dimensione individuale con quella del benessere collettivo; servizi che fossero spazi di transito dei bisogni della gente, sempre più nel tessuto della Comunità, con rapporti progressivamente più stretti con i Municipi di riferimento, nell'utopia attiva e concreta di diventare luoghi di scambio, comunicazione e cultura, veri mercati di reciprocità. 17

18 Nel Barone rampante Italo Calvino narra di due fratelli: uno, Cosimo, è stanco del conformismo che lo circonda, disubbidisce al mondo, sale su un albero e ci resta tutta la vita. L'altro, Biagio, è invece ben radicato sulla terra, ligio ai doveri della realtà. Le due dimensioni (spesso la letteratura nel narrare il verosimile e il fantastico apre la strada a una maggiore comprensione della realtà) descritte con ironia e intelligenza fanno "sognare" un servizio con le radici (Biagio) ma anche (Cosimo) con le ali: il realismo non deve andare a discapito della trasformazione dei possibili, latenti nella realtà e che la realtà tradizionale a volte nasconde. Forse troppo candidamente, abbiamo auspicato che nei servizi la necessità solidaristica di equità e giustizia potesse convivere con la necessità aziendale di far quadrare i conti senza esserne sopraffatta. Su tutto ciò è calato il maglio della crisi senza prospettiva, della crescita obbligatoria, del profitto finanziario, della competitività con tutto ciò che poi è seguito: piani di rientro, spending review, rigore dei criteri di Maastricht. Al governo democratico, per Niklas Luhmann, si è sostituita la tecnocrazia e la governance. L'unica verità, sembra, quella degli economisti, ossessionati dal debito pubblico, dalla caduta del pil per cui sono infondate proposte, che non parlino che della morte di cui deve morire la sanità pubblica. E invece grandi economisti (Adam Smith, Stuart Mill, Keynes...) sono stati filosofi della politica e della morale e logiche di economia possono rendere compossibili diritti e limiti (confortano Nobel come Krugmann o Stieglitz), sposando impegni su questioni di valore che tengano conto di fattori sociali, etici, politici nel senso migliore del termine. Con parole più semplici ma non meno efficaci lo scrive in questa Carta, Marina Cornacchia, Presidente della Consulta di Roma capitale. Diceva Vieri Marzi, grande psichiatra basagliano, morto troppo presto: Se non sei disposto a cambiare il mondo con lo psicotico, non puoi curarlo e Edgar Morin: Più un sistema è complesso, più la solidarietà è un obbligo, non un optional. Al dogma neoliberista si è affiancato purtroppo un ingravescente, rovinoso disinteresse degli amministratori via via succedutisi, con qualche eccezione, a volte impensabile e non prevista, visto che, passateci un po' d'ironia, veniva dai loro e non dai no- 18

19 stri. Torna alla mente la metafora di Adorno sulla stupidità 4. Ma nessuna stupidità potrà cancellare che i matti, hommes infames, sono ridiventati persone, che i servizi non sono più gli archivi polverosi di dolore di foucaultiana memoria ma possibili spazi aperti di solidarietà e accoglienza, dove la vita è scandita dai tempi del quotidiano, corali e collettivi e che un bagno di passioni ha travolto la psichiatria (gli psichiatri?) senza cuore e senza anima, non in astratto, ma sul campo di battaglia dove si sono risentite voci mute da decenni, diventate prima timidi balbettii, poi diritti, rivendicati e riacquisiti, di partecipazione e libertà. Tutto ciò che tanti portatori di speranze collettive 5 hanno pensato possibile si è realizzato ed è ormai parte della Storia, che non è soltanto nostra, ma di tutti, soprattutto dei pazienti, una Storia per una volta scritta dai cosiddetti perdenti, e non dai vincitori. "Quando un vasaio si ritira, lascia al vasaio più giovane il suo vaso migliore e in questa vera e propria cerimonia di iniziazione il giovane non conserva il capolavoro, solo contemplandolo e ammirandolo, ma lo butta per terra, rompendolo in mille pezzi, che poi raccoglie e incorpora nella sua argilla...": è leggenda profana, dalla memoria orale degli indigeni dell'america nordoccidentale. Quale vaso lasciare? Quale il migliore? Tante esperienze merita- 4 l intelligenza che è creatività, somiglia alle antenne della chiocciola, scrive Adorno. Qualcuno colpisce le antenne perché queste si ritraggano e ogni volta la chiocciola le riporta fuori, perché continuino a esplorare il mondo attorno. Ma se di nuovo arriva il colpo, le antenne si ritraggono, e a ogni colpo la chiocciola tarda di più a estroflettere la sensibilità, e ogni volta le estroflette un po meno. E tuttavia quelle antenne esistono, quella sensibilità è annidata da qualche parte, è democraticamente diffusa ai quattro angoli del mondo, e chi coltiva la passione della democrazia la va a cercare... da Lidia Campagnano, Gli anni del disordine: Ed. La Tartaruga, Milano, E' la traduzione di "Hoffnungstrager", l'appellativo con cui venivano indicati i "Grunen", i Verdi, in Germania sin dalla loro prima apparizione politica. Lo scrive Alexander Langer il 21/10/1992 su "il manifesto" in un commosso ricordo di Petra Kelly, morta drammaticamente insieme al suo compagno ("Addio, Petra Kelly"). Anche Alexander Langer morirà tragicamente, suicida, a Firenze nel Luglio del

20 no ma scegliamo quella nella Scuola, nelle scuole, ad Arezzo, Genova, Mantova, Roma, con centinaia di studenti e professori. Punti di riferimento comuni: la Costituzione, la Carta dei diritti dell Unione Europea, la Dichiarazione universale dei diritti dell uomo, la in un reciproco apprendimento abbiamo affrontato il pregiudizio che segna ancora il matto, "naturalmente" irrecuperabile, pericoloso, cronico e che sporca il senso di una delle battaglie (anche politiche) più umane condotte negli ultimi 150 anni di storia italiana, una rivoluzione culturale e sociale che ha portato alla liberazione dei malati prima, alla nuova legge, di civiltà e progresso, poi. In me esisteva l'idea che fosse pericoloso... poi abbiamo vissuto con loro anche se per poco tempo, in casa famiglia abbiamo mangiato insieme, è stata un'esperienza forte. Siamo entrate con una visione, siamo uscite piene di gioia e con tutt'altro pensiero narra Cristina, studentessa. "...Era forte la prevenzione, la paura ad affrontare queste persone ma, vivendo e parlando con loro, il clima si è sciolto del tutto e l'opinione cambiata; ritengo che tale esperienza valga molto di più di un qualsiasi libro letto ribadisce la professoressa (cfr. "Chi ha paura della follia? - La 180 nella Scuola: roba da matti", Armando ed., scritto con Mariella Ciani, professoressa e Angelo Di Gennaro psicologo). Non si sono volute dare risposte ma stimolare domande: è possibile demarcare una volta per tutte ragione e follia? chi stabilisce che uno è sano e l'altro pazzo? Si può recuperare, nello sguardo di chi ci chiede aiuto, un punto di partenza per un sogno di libertà? In queste sfide abbiamo visto tanti giovani crescere e partecipare sempre più maturi alla vita scolastica prima, a quella sociale poi. Migliore commiato ci pare non possa esserci delle parole che Franco Basaglia nel 1979, a pochi mesi dalla morte, diceva in Brasile (cfr. le "Conferenze brasiliane") quando coinvolse in riflessioni pubbliche sul significato del suo lavoro centinaia di persone, di varia umanità e professionalità: Io sono come il menestrello medievale che attraversa i villaggi e se ne va. Quando partirò, il palco non dovrà restare vuoto. E il palco (lo abbiamo fantasiato, e, come nelle favole, avveniva davvero!!!) d'incanto si popolava di tutti quei protagonisti, pazienti e poi familiari e via 20

21 via infermieri, medici, assistenti sociali, psicologi, amministratori, politici, sindacalisti, giornalisti, studenti, persone di cultura, ma anche semplici, sensibili cittadini che hanno reso possibile questa impresa collettiva, iniziata in frontiera con creatività, pazienza, fiducia nel confronto, nella ricerca, nella forza della ragione, e che, per Francesco De Peri, chiude il ciclo delle grandi utopie sociali ottocentesche". Dott. Luigi Attenasio Direttore Dipartimento Salute Mentale ASL Roma C 21

22 Intervento del Presidente della Consulta cittadina permanente per la salute mentale di Roma Capitale Ci ritroviamo alla seconda emissione della Carta dei Servizi del Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM C. Gli anni trascorsi dalla prima edizione hanno ancora di più permesso il consolidamento del forte legame, fatto di lavoro, di collaborazione, di condivisione, ma anche all occorrenza di sano confronto tra servizi territoriali e Consulta Cittadina. La Carta dei Servizi per noi significa l impegno che il servizio pubblico dichiara di mettere a disposizione dei cittadini del proprio territorio. Mai come in questo momento di distacco delle Istituzioni dalla dura quotidianità vissuta dal resto della popolazione, che si traduce per noi nella chiusura e in tagli indiscriminati di servizi essenziali, l emissione di questo documento è un atto di coraggio degli operatori del DSM per indicare e dare ai cittadini uno strumento che possa aiutarli a trovare una strada percorribile nella ricerca di sostegno e di cura, malgrado i tempi non certo favorevoli. Giorno per giorno si vive il continuo attacco al servizio pubblico, incomprensibile ma spiegabilissimo se si considerano i tanti, troppi, interessi che le materie sanità o sociale scatenano. Stiamo assistendo ad un lento ripiegamento e ripensamento su quanto era in essere a favore dei cittadini, tutto il sistema del welfare nazionale e territoriale è entrato in crisi a causa principalmente dello scadimento generalizzato della politica, della sua incapacità sia a programmare che a sostenere economicamente a lungo termine gli interventi necessari, sia ad assumersi la responsabilità della corretta gestione del bene comune. Comunque e malgrado tutto noi siamo ancora qui, a continuare a difendere e a dare voce a tutti coloro che si rivolgono al DSM nelle sue varie espressioni ed estensioni, a collaborare con gli operatori nel portare avanti temi come prevenzione, riabilitazione, reinserimento lavorativo ed inclusione sociale, a rendere la nostra presenza più visibile e costante nel territorio per mantene- 22

23 re, ove possibile incrementare e diversificare per aggiornarlo ai tempi, quanto in questi ultimi decenni si è conquistato. Abbiamo lottato e continueremo a lottare sostenendo il servizio pubblico per veder rispettati i diritti inviolabili e fondamentali delle persone sofferenti e delle loro famiglie, parlando di loro ma soprattutto con loro. Dando voce al loro disagio e rappresentandolo con forza nelle varie sedi e tavoli istituzionali. Grazie, quindi, al DSM RMC, dal Direttore a tutti gli operatori che collaborano con noi, grazie, soprattutto alle famiglie e agli utenti, per il sostegno nella nostra azione, ricordando che la forza delle famiglie sta nel rifiutare la solitudine, non piegare la testa, e non arrendersi mai. La Presidente Dott.ssa Marinella Cornacchia 23

24 Intervento della Presidente della Consulta Dipartimentale La Carta dei Servizi del Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM C è alla sua seconda edizione e quindi il giudizio sul suo livello di validità quale strumento conoscitivo e conseguentemente operativo inserito nel sistema socio-sanitario del DSM in questione è molto impegnativo se ad esprimerlo è stata chiamata questa Consulta Dipartimentale e ciò per vari motivi. In primo luogo perché, se la precedente edizione ha comunque soddisfatto le aspettative di coloro che avevano bisogno di conoscere con esattezza le vie da percorrere per accedere all utilizzazione dei servizi pubblici, nella seconda edizione si è dovuto tenere conto delle esperienze acquisite negli anni in cui questo documento è stato utilizzato, anche considerando le notevoli variazioni intervenute sul territorio con riguardo, da un lato, alle Istituzioni regionali e comunali e dall altro al numero sempre crescente degli utenti e delle loro diversificate tipologie, mentre si verificava una costante riduzione delle risorse umane ed economiche fornite alle strutture pubbliche a vantaggio di quelle private che dovrebbero entrambe assicurare ai disabili psichiatrici una adeguata assistenza non certo in modo concorrenziale. A tale riguardo questa Consulta vuole invece evidenziare la circostanza che, mentre le strutture pubbliche debbono accogliere le richieste di tutti i cittadini ed anche di coloro che cittadini non sono i quali rivendicano il loro diritto alle cure ed al sostegno socio-economico, le strutture private, essendo aziende, non hanno tale obbligo e considerano coloro che accedono alle loro cure clienti per i quali qualcuno nella fattispecie gli Enti pubblici territoriali pagherà le spese, sottraendo dai fondi destinati alle strutture pubbliche, le somme richieste. In secondo luogo perché la Consulta Dipartimentale è l anello di congiunzione dei portatori di disagio o disturbo mentale nelle loro famiglie con le dette strutture pubbliche, e alle associazioni territoriali interessate e, poiché il suo compito istituzionale è quello di collaborare con il DSM anche verificando la buona realizzazione dei programmi e proponendo interventi mi- 24

25 gliorativi, ovvio che la valutazione della pubblicazione non può essere che severa. Ciò posto, tale valutazione alla luce delle considerazioni sopra riportate ed a seguito della lettura delle istruzioni e spiegazioni fornite in maniera precisa ed esaustiva, è decisamente positiva. Inoltre questo giudizio è ancora più consapevole perché la nuova edizione della Carta dei Servizi è la conferma della forte volontà del DSM di assicurare ai propri utenti ogni possibile supporto alle loro giuste esigenze di carattere medico e sociale. Questo in un periodo in cui è di tutta evidenza la miopia delle I- stituzioni, tese più verso obiettivi inerenti la quadratura dei conti, peraltro non disastrati dalle spese previste per il sistema sanità che invece era e dovrebbe ritornare ad essere un fiore all occhiello dell Italia. La Presidente Dott.ssa Francesca Adinolfi Marinelli 25

26 CHE COSA E LA CARTA DEI SERVIZI LA STORIA Negli anni il Nucleo Valutazione ed Epidemiologia (Nuvep) del DSM della Azienda Sanitaria Locale (Asl) Roma C ha realizzato la prima Indagine sulla soddisfazione degli utenti e dei loro familiari 6. I risultati ottenuti indicarono che il livello di soddisfazione diminuiva in relazione all inadeguatezza degli ambienti fisici dei servizi, dell informazione nelle sue molteplici dimensioni, della qualità e quantità di risposte ai bisogni sociali. Sulla base di quella esperienza 7 abbiamo predisposto la Carta dei 6 GRUPPO DI LAVORO STORICO Dr. Cozza M., Dr.ssa M. Amara, Dr. G. Infantino, Dr.ssa A. M. Monti, Dr.ssa I. Capasso, Ass. Soc. C. Tilli, Dr.ssa A. Bongiovanni, Dr.ssa L. Trinca, Ass. Soc. E. Pace, Dr. A. Piro, Dr.ssa A. Marra, Inf. Prof. D. Rossetti, Inf. Prof. R. Sacripanti, D.A.I. G. Leone, Dr.ssa S. Bartolomei, Inf. Prof. C. Mancinelli, Inf. Prof. D. Infuso, Dr. G. Bertagna, Inf. Prof. M. Andracchio, Dr.ssa C. Aporti, Dr.ssa S. Bartolomei, Inf. Prof. T. Bianchini, com. am. C. Bocci, Dr. N. Butera, Dr. R. Ciavoni, Dr.ssa A. Cosentini, Dr. G. Derme, Dr.ssa P. De Santis, Inf. Prof. F. De Fabiani, Dr.ssa M. Lazzari, Dr.ssa C. Lozza, Dr. S. Nascimbeni, Inf. Prof. P. Notarantonio, Dr.ssa M. L. Rocco, Dr. L. Spadaro, Inf. Prof. R. Sacripanti, Dr. S. Caddeo, Dr.ssa R. Castellani, Dr. G. Fiorillo e Dr. G. Valeri. Si ringraziano tutti gli operatori del DSM che con interesse, hanno partecipato alla realizzazione della Carta dei Servizi e a garantire con la consueta professionalità il rispetto degli impegni presi. 7 UNA IMPRESA COLLETTIVA Introduzione del Dr. Luigi Attenasio, Direttore del Dsm Asl Roma C I servizi territoriali di salute mentale sono nati dalla decostruzione e chiusura del manicomio e lo hanno superato completamente. In questi servizi del dopo riforma, a buon diritto di salute mentale e non di psichiatria, L obbligo di prendersi cura non è più scollegato dai tempi e dagli spazi del vivere quotidiano per i nessi, ormai evidenti, tra sofferenza e condizione storiche e contestuali di esistenza. Siamo costretti, pertanto, a molteplici sfide: che la necessità solidaristica di equità e giustizia possa convivere con la necessità aziendale di far quadrare i conti senza esserne sopraffatta; che gli oggetti prodotti, materiale dalle dimensioni intangibili e ricco di simboli siano la comunicazione, lo scambio, il legame sociale, l intersoggettività; che l unità di misura 26

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