Il disegno strategico provinciale da PTC 2000 e. successivi strumenti della pianificazione negoziata

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3 Il disegno strategico provinciale da PTC 2000 e successivi strumenti della pianificazione negoziata LA TAVOLA DELLE STRATEGIE DELLA PROVINCIA DI LUCCA Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale La Provincia di Lucca è dotata di un Piano territoriale di coordinamento, redatto ai sensi della L.R. 5/95, approvato con Delibera di C.P. n.189 del 13 dicembre 2000 e vigente dalla pubblicazione sul BURT n.4 del 24 gennaio 2001, che si è configurato come lo strumento fondamentale della pianificazione e programmazione territoriale di area vasta provinciale rappresentando per i Comuni il riferimento principale di programmazione entro cui definire e delineare le scelte di trasformazione territoriale proprie della pianificazione urbanistica comunale. Il PTC si è caratterizzato inoltre quale strumento di riferimento e di orientamento per le scelte dei diversi soggetti, pubblici e privati, attinenti il governo del territorio la cui attuazione richiede il concorso plurale di soggetti istituzionali, economici e sociali e la disponibilità finanziaria di diversa provenienza ed ha cercato di spostare l interesse e l attenzione dalla dimensione locale, propria delle singole realtà urbane e produttive, a quella più vasta propria delle reti e dei sistemi territoriali e socio-economici per cogliere le prestazioni territoriali in termini di opportunità superando lo stretto riferimento ai confini comunali. Attraverso il PTC la Provincia di Lucca ha inteso dare un utile contributo a riconoscere, esaltare e valorizzare le differenti identità presenti nel territorio provinciale. Da qui la scelta di fondo di assumere le qualità identificative proprie dei sistemi territoriali locali come risorse da mantenere, arricchire e valorizzare, nella consapevolezza che se tali contesti incorporano e comprendono elementi di qualità paesaggistico-ambientali, insediativi e infrastrutturali, conseguentemente favoriscono il permanere e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali, pubbliche e private, che vedono nella messa a sistema di tali ingredienti un valore aggiunto notevole in uno scenario economico sempre più dilatato a dimensioni internazionali dove le omologazioni e gli appiattimenti sono perdenti.

4 Il PTC, assumendo quali obiettivi fondamentali la tutela dell identità fisica e della identità storico-culturale del territorio provinciale, essenzialmente Segnala i punti critici delle condizioni di fragilità ambientale su cui impostare scelte strategiche per la difesa del suolo e concentrare azioni e risorse; Sposta e ridefinisce l identità locale e la competi zione con l esterno alla scala sovralocale dei sistemi territoriali; Assume e valuta le differenti condizioni e situazioni presenti nelle diverse realtà locali non come squilibri da colmare, ma come diversità da riconoscere e valorizzare in quanto risorse proprie dei differenti luoghi; Delinea un quadro di riferimento coerente per il sistema della mobilità e le infrastrutture di trasporto su cui definire progetti operativi e realizzare interventi infrastrutturali in modo coordinato. Il PTC ha affrontato le tematiche strategiche della mobilità a scala provinciale, collocandole all interno del processo di pianificazione-programmazione e quindi in stretto rapporto con gli indirizzi e con le prestazioni-obiettivo relative agli altri sistemi in cui si articola il piano e ha indicato quali interventi strutturali di prioritaria importanza il potenziamento delle linee ferroviarie, il potenziamento della logistica del trasporto merci, il perseguimento di obiettivi di efficienza e funzionalità della rete della viabilità di livello sovracomunale, mirando a ottimizzare le infrastrutture esistenti, integrate da opere di nuova realizzazione che risultino realisticamente orientate al superamento del deficit infrastrutturale. Stante la configurazione di piano territoriale di prima generazione, presenta un impostazione prevalentemente strutturale e si configura come strumento con un buon portato statutario a fronte di un relativo deficit per quanto attiene la definizione e esplicitazione di criteri miranti a individuare ambiti localizzativi per una serie di funzioni di carattere sovracomunale e di indicazioni sulle azioni strategiche della politica di programmazione provinciale, eccezion fatta per la mobilità. (giardini storici, vigneti doc e oliveti, camelie ecc.) La gestione del Piano. Gli anni di gestione del piano hanno permesso di testarne validità e carenze alla luce di un quadro socio-economico in divenire, di un mutato quadro legislativo e normativo, ma soprattutto della costruzione e successiva approvazione dei Piani Strutturali comunali e

5 dei conseguenti Regolamenti Urbanistici che costituiscono la cartina di tornasole del funzionamento del sistema di pianificazione di un territorio. La lettura dei piani, la valutazione del livello di coerenza con le prescrizioni e indirizzi del PTC, la loro sistematizzazione in un quadro di riferimento coordinato ha richiesto una attività tecnico-interpretativa finalizzata a comprendere l efficacia della filiera costituita dai vari livelli di pianificazione e conseguentemente evidenziare gli elementi di debolezza del sistema. La successiva introduzione di strumenti di pianificazione strategica dello sviluppo quale il Piano Locale di Sviluppo e di programmazione economico/territoriale quale il PASL, hanno ulteriormente permesso di fare valutazioni approfondite sulla efficacia del piano. La tavola AZIONI STRATEGICHE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO La tavola delle azioni strategiche, che non è un elaborato del vigente piano (la L.R.5/95 non lo richiedeva) si configura come una sintesi ragionata sia dei contenuti strategici del PTC, i quali, ancorché non esplicitati nella formulazione richiesta dalla attuale L.R.1/2005, si ritrovano comunque all interno dello strumento, sia di quelli del PLS e PASL che delle azioni di governo del territorio che si sono succedute in questi ultimi anni o che sono ormai mature. Emerge in tutta evidenza il tema della mobilità come cardine della strategia dello sviluppo provinciale, pressoché in tutti i tre sistemi territoriali che caratterizzano l ambito provinciale con particolare riferiemnto all area vasta sia verso la direttrice costiera che verso l area metropolitana fiorentina. Le strategie di carattere infrastrutturale, viaria e ferroviaria, sono complesse in quanto deveno recuperare un gap pregresso che ha impedito un adeguato e veloce collegamento del sistema territoriale provinciale con i principali assi di collegamento riconosciuti a livello europeo. E infatti indubitabile che l organizzazione delle risorse locali e l innesto di nuove funzioni e attività sono condizionati da due fattori primari. le infrastrutture e l intensità dei flussi di relazione. Conseguentmente mobilità e offerta di servizi diventano i due perni dello sviluppo locale a cui poter agganciare le politiche di qualità generale relative all ambiente, agli insediamenti, e alla produzione. Di grande rilievo anche la dimensione dell integrazione tra sistema storico urbano e territorio per la Piana di Lucca, con particolare riferimento all interrelazione tra il grande magnete della città murata di Lucca e la rete delle ville storiche e dei giardini che integrandosi con la realtà della produzione oli-viti-vinicola delle colline, costituisce uno straordinario sistema di verde che ha trovato negli ultimi anni una nuovo interesse da parte

6 di operatori e fruitori (giardini storici, vigneti doc e oliveti, camelie ecc.). La città di Lucca si candida a svolgere un ruolo sia da un punto di vista culturale-turistico che produttivoformativo, in stretta relazione con le potenzialità espresse dalla Piana lucchese che esprime una forte connotazione produttive soprattutto con il distretto cartario e il sistema economico locale con specializzazione calzaturiera. La Versilia, parte rilevante del sistema apuo-versiliese, presenta oltre alla vocazione turistica balneare, che deve trovare anche altre connotazioni riferite essenzialmente alla valorizzazione e implementazione di eventi culturali e alla valorizzazione dell entroterra collinare ricco di risorse storico-culturali e paesaggistico-ambientali, anche la sua specificità di distretto lapideo e di sistema economico locale con la caratterizzazione della cantieristica. Rilevante inoltre la presenza del porto di Viareggio all interno del sistema portuale toscano, dal punto di vista diportistico ed anche produttivo (cantieristica). La Valle del Serchio dovrà trovare una sintesi tra la sua grande potenzialità ambientale, naturalistica e culturale costituita dalla eccezionalità delle Alpi Apuane, dal sistema Appenninico e dalla rete di rocche e borghi fortificati, la sua recente vocazionalità produttiva e l intrinseca fragilità del territorio. Il fiume Serchio, spina dorsale del sistema territoriale, costituisce una risorsa ambientale fondamentale da difendere anche in considerazione del suo utilizzo plurimo. Si pensa innanzitutto alla forte presenza di attività produttive soprattutto nel basso e medio corso e lungo tutto il suo corso di infrastrutture per la produzione di energia rinnovabile con le varie centrali idroelettriche (molto rilevante quantitativamente a livello regionale) oltre ovviamente alla enorme importanza per quanto riguarda la quantità della risorsa acqua che viene distribuita per uso idropotabile a molta parte di altri territori toscani.

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