Emendamento alla proposta di legge 8 ottobre 2013 n. 282 Norme per il governo del territorio. Relazione illustrativa

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1 Emendamento alla proposta di legge 8 ottobre 2013 n. 282 Norme per il governo del territorio Relazione illustrativa Il presente emendamento di modifica della proposta di legge 282/2013 porta a compimento la riforma complessiva del governo del territorio già avviata con la suddetta proposta. La proposta, infatti, reca solo in minima parte la revisione della disciplina dell'edilizia, inoltre la stessa non ha fatto in tempo a recepire le disposizioni del decreto legge 69/2013 (Decreto del fare) e altre novità, attinenti all edilizia, intervenute quando la sua formulazione era ancora oggetto di concertazione sui temi relativi alla pianificazione. Si può dunque affermare che i filoni di intervento che esprimono il senso della modifica della disciplina dell edilizia sono essenzialmente due: -quello rappresentato dal recepimento di disposizioni legislative nazionale che hanno modificato il DPR 380/2001(Testo unico dell edilizia); - quello rappresentato dalla necessità di modificare la normativa regionale per esigenza di chiarezza del testo, completezza degli istituti e per raggiungere una completa sintonia con il Testo unico a vantaggio della certezza degli enti locali e degli operati del settore. Con riferimento al primo filone e in relazione all attuazione del decreto legge 69/2013, convertito con legge 98/2013, si segnala, in particolare: 1) la disciplina della ristrutturazione edilizia ricostruttiva i cui interventi sono tutti soggetti a permesso di costruire. Esigenze di certezza e di semplificazione, infatti, hanno manifestato l opportunità di ricondurre ad un unico titolo gli interventi con cui si demolisce e ricostruisce con o senza rispetto della sagoma dell edificio preesistente. Tale scelta rende inutile la delibera consiliare con la quale i comuni, secondo il Testo unico, avrebbero dovuto indicare quelle parti delle zone omogenee A nelle quali la SCIA per ristrutturazione edilizia ricostruttiva non avrebbe trovato applicazione e quelle in cui l efficacia della stessa sarebbe stata differita di un mese dalla sua presentazione; 2) la definizione delle possibili deroghe al D.M. 1444/68 in tema di distanze tra edifici negli interventi di demolizione e ricostruzione. Tali deroghe si giustificano nella necessità di rendere possibili interventi che, specialmente in ambito urbano, trovano effettive difficoltà a essere realizzati proprio a causa delle distanze; 3) l introduzione dell agibilità parziale degli edifici o porzioni delle costruzioni; 4) la disciplina del procedimento per il rilascio del permesso di costruire in zone soggette a vincolo ambientale, paesaggistico o culturale; 4) la previsione della possibilità in casi di interventi soggetti a SCIA di chiedere al comune l acquisizione di pareri o atti di assenso oppure di presentare subito la SCIA la cui efficacia è differita al momento in cui quelli saranno acquisiti. Si segnala inoltre anche il recepimento del decreto legge 22 giugno 2013 n. 83 (Misure urgenti per la crescita del paese) convertito con legge 7 agosto 2012 n. 134 anch esso di modifica del DPR 380/2001, con l introduzione dell ulteriore fattispecie di attività edilizia libera relativa a modifiche interne di edifici a destinazione diversa da quella residenziale. 1

2 L emendamento coglie inoltre l opportunità di dare applicazione anche alla sentenza della Corte Costituzionale n. 64/2103 con la riformulazione della norma che individua le opere e gli interventi in zone sismiche che (per la loro minima entità) non sono soggetti al controllo. Il secondo filone di intervento è rappresentato dalle modifiche che rispondono ad esigenze di chiarezza e certezza. In particolare si segnala: 1) la sottoposizione della realizzazione delle piscine (comprese quelle pertinenziali) al rilascio del permesso di costruire. La disposizione ha alla base la considerazione che è soggetto a permesso di costruire ciò che incide sulle risorse esenziali del territorio e che tali manufatti incidono sul consumo della risorsa acqua; 2) l eliminazione dell addizione funzionale agli organismi edilizi nel limite del 20% del volume esistente intesa come intervento riconducibile alla ristrutturazione edilizia. Tale modifica si rende necessaria per ricondurre la normativa regionale ad armonia con il Testo unico nazionale. L intervento si intende ora assorbito dalle addizioni volumetriche soggette a permesso di costruire; 3) la modifica della disciplina dell attività edilizia libera per la parte concernente la realizzazione di alcune tipologie di serre, al fine di evitare confusione tra la suddetta disciplina e quella contenuta nella parte della proposta di legge relativa al territorio rurale; 3) la riformulazione della disciplina del controllo della regolarità contributiva delle aziende edili improntata alla semplificazione, alla certezza e all efficacia dei rapporti tra i vari enti (INPS, INAIL, Cassa edile, comune, altri soggetti pubblici). Si prevede inoltre che le aziende ASL rendano accessibili in via telematica ai suddetti soggetti le notifiche relative alle aperture di cantieri. 4) l attribuzione diretta alle aziende ASL del compito del controllo delle attestazioni di agibilità degli edifici; 5) la previsione della possibilità del frazionamento di edifici a destinazione industriale o artigianale a parità di volume e superficie con mantenimento della destinazione produttiva, ancorché non prevista o non disciplinata negli strumenti della pianificazione urbanistica comunali. Tale disposizione trae origine dall opportunità di offrire, attraverso una forma di semplificazione, una possibilità di mantenimento o sviluppo all economia reale; 6) la previsione dell intervento della Regione in sostituzione del comune allorché questo rimane inerte a fronte dell obbligo di demolire i manufatti abusivi realizzati in zone demaniali o soggette a vincolo paesaggistico; 7) la disciplina del procedimento di annullamento del permesso di costruire da parte della Regione. Nello specifico tale disciplina stabilisce quali sono gli interventi soggetti a permesso di costruire interessati e a quali condizioni è ammissibile l intervento regionale e fissa i tempi del procedimento. Il potere di annullamento si estende anche ad interventi di ristrutturazione edilizia conservativa soggetti a SCIA; 8) la definizione del concetto di edilizia sostenibile, la previsione di linee guida regionali contenenti criteri e obiettivi prestazionali da perseguire, la previsione di un sistema di certificazione ambientale dell edilizia e di incentivi economici ed urbanistici per gli interventi di edilizia sostenibile. Poiché quanto previsto dalla disciplina generale delle categorie di intervento deve trovare la necessaria corrispondenza nella parte della legge dedicata alla disciplina dell edilizia nel territorio rurale, l emendamento reca anche la modifica di alcuni articoli contenuti nel Titolo della proposta di legge dedicato al territorio rurale. Nello specifico si integra la disposizione relativa all installazione dei manufatti temporanei in assenza di programma aziendale, la disposizione relativa agli interventi sul patrimonio edilizio a destinazione d uso agricola in assenza di programma aziendale e quella concernente gli interventi sul patrimonio edilizio a destinazione d uso non agricola. Si indicano di seguito le principali innovazioni con riferimento ai singoli articoli: 2

3 Si specifica che tra i manufatti leggeri realizzabili dall imprenditore agricolo mediante semplice comunicazione, rientrano anche le serre aventi le medesime caratteristiche (articolo 1/ art. 67 pdl 282); Tra gli interventi che l imprenditore agricolo può realizzare sul patrimonio edilizio a destinazione d uso agricola senza programma di miglioramento si inseriscono la demolizione ricostruttiva, gli interventi di ripristino degli edifici o parti di essi, crollati o diruti, la realizzazione di piscine (articolo 2/ art. 68 pdl 282). Gli stessi interventi possono essere realizzati sul patrimonio edilizio a destinazione d uso non agricola (articolo 3/art. 75 pdl 282). La disposizione che esplicita il contenuto del Titolo della legge dedicato alla disciplina dell'attività edilizia è completata con il riferimento all'individuazione degli interventi privi di rilevanza edilizia e ai controlli in zona sismica (articolo 4/ art. 118 pdl 282). Si specifica che la realizzazione degli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire o SCIA presuppone la verifica della legittimità dello stato di fatto oggetto dell intervento (articolo 5/ art. 119 pdl 282). Il concetto di nuova edificazione è specificato in modo più completo rispetto alla normativa vigente. La fattispecie dell installazione di manufatti non destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee riproduce il testo della normativa nazionale come modificata dal Decreto del fare relativo all installazione di manufatti all interno di strutture ricettive all aperto. Tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva sono soggetti a permesso di costruire. Anche le piscine sono soggette a permesso di costruire (articolo 6/ art. 120 pdl 282). Tra gli interventi per i quali è richiesta la SCIA non sono più previsti gli interventi soggetti a permesso di costruire qualora specificatamente disciplinati dal piano operativo e dai piani attuativi. Non è più prevista l addizione funzionale come intervento rientrante nella ristrutturazione edilizia Si specifica che gli interventi pertinenziali comprendono anche la realizzazione di volumi tecnici sulla copertura dell edificio principale (articolo 7/ art. 121 pdl 282). Si specifica che tra i manufatti di cui all articolo 67 (manufatti leggeri realizzati dall imprenditore agricolo con semplice comunicazione) rientrano anche le sere aventi le stesse caratteristiche. Tra gli interventi di attività edilizia libera si introducono le modifiche interne da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d uso non residenziale (articolo 8/ art. 122 pdl 282). Oltre a semplici adeguamenti terminologici nella disposizione relativa alle caratteristiche dei progetti per gli interventi su immobili di particolare valore, si prevede che nel rispetto della normativa statale e di un regolamento regionale, gli strumenti della pianificazione urbanistica comunali possono prevedere deroghe a parametri, fissati dalle norme igienico sanitarie, per gli edifici definiti dagli stessi di valore (articolo 9/ art. 124 pdl 282). E ammesso il frazionamento degli edifici industriali o artigianali senza necessità di variare gli strumenti della pianificazione urbanistica a condizione che non vi sia aumento di volume o di superficie utile lorda e che sia mantenuta la destinazione d uso produttiva (articolo 10/ art. 124 bis pdl 282). Si definiscono le possibili deroghe al D.M. 1444/68 in tema di distanze tra gli edifici applicabili nei casi di demolizione e ricostruzione e nei casi di edifici oggetto di piani attuativi previsti dalla 3

4 proposta di legge o del piano di intervento di cui all articolo 116 della stessa relativo alla rigenerazione urbana (articolo 11/art. 124 ter pdl 282). In tema di regolarità contributiva, il comune su richiesta di INPS, INAIL o Cassa edile o di altri soggetti pubblici, rende accessibile in via telematica l elenco delle imprese esecutrici di interventi edilizi in corso di realizzazione. Le aziende ASL rendono accessibili in via telematica le notifiche relative alle aperture dei cantieri. Le inosservanze degli obblighi contributivi sono tempestivamente trasmesse al comune che ordina la sospensione dei lavori. L impresa esecutrice trasmette oltre che al comune anche ad INPS, INAIL e Cassa edile la comunicazione di ultimazione dei lavori. In caso di inosservanza degli obblighi concernenti la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro è previsto il divieto di iniziare i lavori e il potere del comune di ordinarne la sospensione ove iniziati (articolo 12/ art. 125 pdl 282) Si definisce meglio l attività della conferenza di servizi nell ambito del procedimento per il rilascio del permesso di costruire. In presenza di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali il procedimento si conclude con atto esplicito a decorrere dal rilascio del relativo atto di assenso. Il diniego dell atto di assenso è comunicato al richiedente (articolo 13/ art. 126 pdl 282). Si introducono adeguamenti terminologici o sintattici nella disposizione relativa alle varianti in corso d opera. Si specifica comunque che il deposito dello stato finale dell opera realizzata va effettuato preliminarmente o contestualmente alla comunicazione di ultimazione dei lavori (articolo 14/ art. 127 pdl 282). Si chiarisce il presupposto per l'esercizio dei poteri sostitutivi in caso di mancato rilascio del permesso di costruire che interessi un bene vincolato (articolo 15/ articolo 128 pdl 282); Nell ambito della disciplina della SCIA si specifica che il comune vieta la prosecuzione dei lavori anche nel caso in cui riscontri la non conformità delle opere da realizzare agli strumenti della pianificazione urbanistica, al regolamento edilizio e alla normativa avente incidenza sulla disciplina dell attività edilizia (articolo 16/ art. 129 pdl 282). Si introducono adeguamenti terminologici nella disposizione concernente i poteri di vigilanza in caso di SCIA (articolo 17/ art. 130 pdl 282). Si prevede l acquisizione diretta da parte del comune degli atti di assenso e l istanza della loro acquisizione con differimento dell inizio lavori nella SCIA (articolo 18/ art. 130 bis pdl 282). Si prevede che i componenti elettivi della commissione edilizia siano scelti con procedura comparativa (articolo 19/ art. 131 pdl 282); Si riformulano in coerenza con il DPR 380/2001 le ipotesi in cui è richiesta l attestazione di agibilità. La mancata presentazione dell attestazione è sanzionata in via amministrativa. I controlli anche a campione, al fine di verificare i requisiti di agibilità fanno capo direttamente all Azienda USL (articolo 20/art. 132 pdl 282). Si introduce l istituto dell agibilità parziale in applicazione del Decreto del fare (articolo 21/art. 132 bis pdl 282). Si modifica la rubrica dell'articolo per chiarire che la vigilanza della Regione è quella sull esercizio delle competenze in materia di paesaggio (articolo 22/art. 137 pdl 282). 4

5 Si elimina la previsione del regolamento regionale del Capo IV in materia di controllo e gestione dei beni soggetti a tutela paesaggistica (articolo 23/ art. 139 pdl 282). Si individuano le fattispecie escluse dall ambito di applicazione dei controlli sulle costruzioni e sulle opere in zone a rischio sismico (articolo 24/ art. 140 pdl 282); Si prevede il contributo per l istruttoria dei procedimenti di accertamento di conformità in sanatoria nelle zone sismiche e a bassa sismicità (articolo 25/ art. 155 pdl 282); Si definisce il termine di efficacia dell autorizzazione sismica e dell'attestato di deposito, prevedendo i casi in cui il termine può essere prorogato (articolo 26/ art. 159 pdl 282); Si apportano modifiche manutentive che rendono più chiaro il significato della disposizione relativa al regolamento in materia di vigilanza e verifica sulla realizzazione delle opere in zone sismiche, anche rispetto al regolamento vigente (articolo 27/ art. 165 pdl 282); Il mutamento di destinazione d uso degli immobili senza opere edilizie e il mutamento di destinazione d uso nei casi di attività edilizia libera di cui all articolo, 122, comma 2, lettera f) (ossia le modifiche interne sugli organismi edilizi con destinazione d uso non residenziale) se aumentano il carico urbanistico comportano la corresponsione di un contributo commisurato alla sola incidenza delle spese di urbanizzazione (articolo 28/ art. 168 pdl 282). Si introduce un richiamo al regolamento sui parametri urbanistici ed edilizi nel comma, in cui si definisce la superficie utile, della disposizione relativa agli oneri di urbanizzazione Si specifica la decorrenza dell applicazione degli importi (dei costi medi regionali) aggiornati sulla base dei più recenti dati ISTAT in tema di determinazione degli oneri di urbanizzazione (articolo 29/ art. 168/pdl 282). Si specifica la decorrenza dell'applicazione degli importi aggiornati sulla base dei più recenti dati ISTAT anche per l adeguamento del costo di costruzione (articolo 30/ art. 169 pdl 282). Si introducono adeguamenti terminologici o semplici specificazioni nella disposizione concernente i casi di gratuità dei permessi di costruire e SCIA (articolo 31/art. 172 pdl 282). Si introducono aggiornamenti terminologici anche nella disposizione relativa ai contributi per opere o impianti non destinati alla residenza (articolo 32/ art. 173 pdl 282). Si indica il momento di corresponsione del contributo di cui all articolo 167 anche per il caso di cui all articolo 122, comma 2 lettera f), ossia per le modifiche interne sugli organismi edilizi con destinazione d uso non residenziale; si specifica che il contributo è calcolato dal progettista al momento della presentazione della comunicazione di attività edilizia libera (articolo 33/ art. 174 pdl 282). In caso di incremento dei carichi urbanistici il mutamento della destinazione d uso degli immobili, in assenza di opere edilizie, comporta la corresponsione del contributo per oneri di urbanizzazione nella misura stabilita dal comune con apposita deliberazione. Si precisa il momento in cui la suddetta corresponsione è dovuta, Si chiarisce che ai fini del contributo i volumi e le superfici sono calcolati secondo le norme degli strumenti della pianificazione urbanistica nel rispetto del regolamento regionale di cui all'articolo 194. Si afferma che nei casi di piani attuativi o progetti unitari convenzionati o di realizzazione diretta degli interventi previsti dagli strumenti urbanistici generali, la realizzazione delle opere di urbanizzazione di importo inferiore a quanto stabilito dal decreto legislativo n. 163/2006 è a cura del titolare del permesso di costruire (articolo 34/ art. 175 pdl 282). 5

6 Si precisa che il comune vigila sull'attività urbanistico edilizia anche nel rispetto delle proprie disposizioni regolamentari e statutarie. Si formula in modo più chiaro uno dei casi in cui il comune applica le misure ripristinatorie; si precisa che la constatazione dell'inosservanza delle norme, delle prescrizioni e delle modalità attinenti all'attività urbanistico edilizia è effettuata dagli uffici comunali d'ufficio o su istanza dei cittadini; si specifica che la comunicazione all'autorità giudiziaria, alla provincia e al comune nei casi di presunta violazione urbanistico edilizia è effettuata dagli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria (articolo 35/ art. 177 pdl 282). Si introduce nella rubrica dell'articolo 178 la parola Vigilanza prima delle parole Opere di amministrazioni statali (articolo 36/ art. 178 pdl 282). Si introducono le parole strumenti della pianificazione territoriale e strumenti della pianificazione urbanistica urbanistica e la parola SCIA e si elimina la parola eventuale nella disposizione relativa alla responsabilità del titolare, del committente, del costruttore e del direttore dei lavori (articolo 37/ art. 179 pdl 282). In caso di opere eseguite senza permesso di costruire o in totale difformità o con variazione essenziale non demolite dal responsabile, l'area di sedime che il comune acquisisce oltre al bene non può essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile lorda abusivamente costruita. L'eventuale decisione di mantenere il bene abusivo anziché demolirlo è presa con delibera consiliare in conformità all espressa previsione del DPR/380/2001 che attribuisce tale potere al Consiglio comunale. Le disposizioni dei commi 3, 4 e 5 dell'articolo 180 non si applicano nei casi di aumenti di volume comunque denominati non comportanti aumento dell'area di sedime del fabbricato eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o variazioni essenziali (articolo 38/ art. 180 pdl 282). Nella disposizione relativa alla determinazione delle variazioni essenziali si introduce un richiamo all'articolo concernente le tolleranze di costruzione; si indicano in modo più appropriato gli aumenti di superficie (articolo 39/ art. 181 pdl 282). Le tolleranze di costruzione (che derivano direttamente dalla normativa statale) si applicano sia ai permessi di costruire sia alle SCIA (articolo 40/ art. 181 bis pdl 282). Si specifica che gli interventi e le opere di ristrutturazione edilizia per i quali si applica la sanzione della demolizione o rimozione sono quelli di cui all'articolo 120, comma 1, lettera h) ossia di ristrutturazione edilizia ricostruttiva e quelli di ristrutturazione edilizia conservativa di cui all articolo 121, comma 2, lettera d) nei casi previsti dall'articolo 10, comma 1, lettera c) del DPR 380/2001 (Testo unico dell'edilizia); si precisa che occorre un motivato accertamento dell'ufficio tecnico comunale che accerti l'impossibilità del ripristino, per applicare in luogo della demolizione il pagamento di una sanzione pecuniaria; si precisa che il vincolo paesaggistico che rileva nella fattispecie prevista dall'articolo 182 è quello della parte II del Codice del paesaggio (articolo 41/ art. 182 pdl 282). La disposizione concernente le sanzioni per gli interventi eseguiti in assenza di SCIA o in difformità da essa è riformulata alla luce della nuova tipologia di interventi soggetti a SCIA previsti dall articolo 121. Si specifica che gli interventi di ristrutturazione edilizia sono soggetti alla sanzione indicata dalla disposizione in questione solo se diversi da quelli previsti dall articolo 10, comma 1, lettera c) del DPR 380/2001 (articolo 42/ art. 183 pdl 282): Nella disposizione concernente le sanzioni per gli interventi di attività edilizia libera, all accertamento motivato e preventivo effettuato dall ufficio tecnico comunale circa l impossibilità 6

7 della demolizione o rimozione si sostituisce il motivato e preventivo accertamento eseguito o verificato dall ufficio tecnico comunale (articolo 43/ art. 184 pdl 282). Nella disposizione concernente i mutamenti della destinazione d uso realizzati senza opere edilizie in assenza di SCIA si specifica che superficie interessata dal cambio è la superficie utile lorda. E eliminato il cumulo di sanzioni nel caso in cui il mutamento di destinazione avvenga con opere edilizie (articolo 44/ art. 185 pdl 282). Si disciplina il procedimento di annullamento da parte della Regione del permesso di costruire che ha per oggetto interventi di nuova edificazione, ristrutturazione edilizia e sostituzione edilizia. La Regione esercita il suddetto potere sulla base di istanze o esposti e in presenza di alcune condizioni. L avvio del procedimento è comunicato agli interessati e al comune ai fini dell eventuale esercizio del potere di autotutela. In particolare si stabilisce che la fase istruttoria del procedimento regionale ha la durata di sei mesi dal ricevimento dell istanza o esposto. Il potere di annullamento si estende anche alla SCIA avente ad oggetto interventi di ristrutturazione edilizia conservativa con modifiche del volume, aumento di unità immobiliari, modifiche dei prospetti o superfici, mutamento di destinazione d uso nelle zone A o assimilate (articolo 45/ art. 187 bis pdl 282). Nella disposizione concernente le sanzioni per gli interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire, all accertamento motivato e preventivo effettuato dall ufficio tecnico comunale circa l impossibilità della demolizione si sostituisce il motivato e preventivo accertamento eseguito o verificato dall ufficio tecnico comunale; si specifica che gli interventi di ristrutturazione edilizia sono soggetti alla sanzione indicata dalla disposizione in questione solo se diversi da quelli previsti dall articolo 10, comma 1, lettera c) del DPR 380/2001 (articolo 46/ 188 pdl 282). La disposizione relativa all accertamento di conformità è riformulata rendendola più aderente alla lettera del DPR 380/2001 in merito all indicazione dei presupposti in presenza dei quali può presentarsi la domanda, si specificano i termini entro i quali questa può essere presentata e gli effetti della sanatoria (articolo 47/ art. 189 pdl 282). Per le varianti in corso d opera si precisa che sussiste l obbligo del deposito dello stato finale dell opera (articolo 48/ art.191 pdl 282). Si precisa che il comune dispone la demolizione delle opere abusive previa valutazione tecnico economica redatta dal competente ufficio e che in caso di impossibilità di affidamento dei lavori il comune né dà notizia all ufficio territoriale del Governo in applicazione dell articolo 41 del DPR 380/2001 affinché provveda il Prefetto (articolo 49/ art. 191 bis pdl 282). Si prevede che la Regione, in caso di interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire o in contrasto con questi o con le prescrizioni degli strumenti della pianificazione urbanistica comunali o della normativa urbanistico edilizia, in aree demaniali o soggette a vincolo paesaggistico e qualora il comune non abbia provveduto entro i termini stabiliti, possa disporre la sospensione dei lavori o la demolizione dei lavori eseguiti. La disposizione si applica anche in alcuni casi di SCIA. Il provvedimento di demolizione è adottato entro tre anni dall agibilità dell intervento (articolo 50/ art. 191 ter pdl 282). La Regione promuove la sostenibilità energetico ambientale e il risparmio energetico nella realizzazione delle opere pubbliche e private. Per perseguire gli obiettivi relativi all edilizia sostenibile la Regione, tra l altro, approva apposite linee guida e definisce e aggiorna il sistema di certificazione ambientale dell edilizia. I comuni redigono regolamenti edilizi coerenti con le linee 7

8 guida, applicano gli incentivi economici e urbanistici, provvedono al monitoraggio degli interventi di edilizia sostenibile e alle relative verifiche (articolo 51/ art. 195 pdl 282). Si individuano i requisiti degli interventi di edilizia sostenibile e si introducono alcune definizioni attinenti (articolo 52/ art. 195 bis pdl 282). Si identificano i contenuti delle linee guida sull edilizia sostenibile. Per poter accedere agli incentivi, la progettazione degli edifici privati si adegua alle linee guida e alle norme (adeguate) del regolamento edilizio, ove presenti (articolo 53/ art. 195 ter pdl 282). Si stabiliscono incentivi economici (riduzione di oneri) e urbanistici (es. maggiore spessore delle murature ecc. non computati ai fini dei parametri urbanistico-edilizi) che i comuni applicano a favore degli interventi di edilizia sostenibile. Resta facoltà dei comuni applicare ad alcuni interventi un incremento fino al 10 per cento di superficie utile (articolo 54/ art. 196 pdl 282). Si specifica che le modifiche alle categorie di intervento introdotte rispetto a quanto già disciplinato dalla legge regionale n. 1/2005 non incidono sulla disciplina sostanziale degli interventi contenuta negli strumenti urbanistici ma rileva solo ai fini dell individuazione del titolo abilitativo (articolo 55/ art. 216 bis pdl 282). Si stabilisce che le linee guida regionali di cui alla delibera di G.R. n. 322/2005 si applicano fino all emanazione delle linee guida di cui all articolo 195 ter (articolo 56/ art. 216 ter pdl 282). Si specifica che a seguito dell entrata in vigore del Titolo della legge relativo all edilizia, non trova più diretta applicazione la disciplina di dettaglio del DPR 380/2001 (articolo 57/ art. 225 bis pdl 282). *** 8

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