COMUNE DI CARTOCETO Provincia di Pesaro e Urbino

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1 COMUNE DI CARTOCETO Provincia di Pesaro e Urbino REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI PER LA TELEFONIA MOBILE Approvato con delibera di C.C. n 31 del Redazione a cura del Settore Assetto ed Uso del Territorio Urbanistica ed Edilizia Geom. Claudio Bilancioni Ing. Massimo Ricci

2 ART.1 OGGETTO 1. Il Regolamento si occupa di disciplinare la corretta installazione degli impianti fissi e mobili per il servizio di telefonia mobile e sistemi di comunicazione Wireless a larga banda per la trasmissione radio di segnali quali il Wi-Fi ed il Wi-Max, al fine di individuare criteri localizzativi, anche espressi sotto forma di divieti, per ottimizzare la tutela del territorio e minimizzare l esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici nel territorio Comunale. 2. Ulteriore obiettivo del Regolamento è quello di determinare procedure in grado di assumere iniziative di coordinamento tra diversi gestori al fine di: a) Consentire il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti, per minimizzare l esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici ed assicurare la tutela dell ambiente e del paesaggio; b) Razionalizzare la distribuzione degli impianti; c) Utilizzare medesime strutture nella realizzazione di reti indipendenti; d) Permettere la trasparenza dell informazione alla cittadinanza; ART.2 AMBITO DI APPLICAZIONE 1. Le norme e prescrizioni di cui al presente regolamento si riferiscono all intero territorio comunale e, per quanto applicabili, risultano immediatamente percettive anche per impianti già esistenti. ART.3 DEFINIZIONI 1. Ai fini del presente regolamento valgono le seguenti definizioni: a) Impianto di teleradiocomunicazione per la telefonia mobile: trattasi di apparato ricetrasmittente finalizzato al funzionamento del servizio di telefonia mobile, costituito da antenne e/o collegamenti in ponte radio, nonché dei relativi apparati tecnologici e loro strutture di contenimento e di sostegno necessari al funzionamento degli stessi. Gli impianti di telecomunicazione per la telefonia mobile sono da ritenersi opere di urbanizzazione primaria, così come stabilito dall art.86 co.3 del D.Lgs. 259/03. Gli impianti di telecomunicazione per la telefonia mobile possono essere fissi o mobili. b) Sito puntuale di localizzazione di un impianto: trattasi della specifica ubicazione proposta per un apparato di cui alla lett.a) del presente articolo, identificata mediante estremi catastali, e/o via e numero civico. c) Area di ricerca: trattasi di ambito territoriale del raggio di 150 metri all interno del quale un concessionario si propone di individuare puntualmente un sito per l installazione di un nuovo impianto, al fine di garantire il servizio secondo gli standards previsti dalla concessione ministeriale.

3 d) Riconfigurazione di un impianto esistente: si intende qualunque modifica che riguardi la stazione radio base o l installazione nel suo insieme, compreso l inserimento di parabole per ponti radio o altre parti di impianto connesse al servizio, che diano luogo alla emissione di campi elettromagnetici da radiofrequenze, ovvero l effettuazione di interventi modificativi dell aspetto visivo dell impianto stesso. e) Risanamento e bonifica di un impianto esistente: si intendono le operazioni condotte sugli impianti stessi o loro parti, ivi compresa la delocalizzazione, in grado di consentire: e1) il recupero dei valori limite o di qualità riferiti ai livelli di esposizione all inquinamento elettromagnetico, a carico di uno o più ricettori esposti nelle condizioni corrispondenti allo stato di fatto, in conformità alle prescrizioni del vigente quadro normativo, ove superati; e2) la compatibilizzazione dell inserimento paesaggistico dell impianto attraverso interventi ed opere in grado di ridurre i fattori di impatto sul paesaggio, sia urbano che extraurbano; e3) la minimizzazione dei parametri rappresentativi dell inquinamento elettromagnetico, a carico di ricettori esposti, con particolare riferimento ai ricettori sensibili (come definiti in seguito). f) Ricettori sensibili: ai fini del presente Regolamento sono da considerarsi ricettori sensibili: f1) le attrezzature sanitarie e relative aree di pertinenza; f2) le attrezzature assistenziali e relative aree di pertinenza; f3) le attrezzature scolastiche e gli asili con relative aree di pertinenza; f4) parchi pubblici e/o gioco, aree verdi attrezzate e impianti sportivi; f5) gli edifici di valore storico architettonico e/o monumentale; f6) le aree vincolate con vincolo paesaggistico e/o tutelate dal P.P.A.R. g) Aree di pertinenza di ricettori sensibili: si intende un area recintata o non recintata in dotazione alle sopracitate attrezzature/edifici, ed anche l area a verde liberamente aperta al pubblico ed annessa a tali attrezzature/edifici. h) Fasce territoriali in prossimità di ricettori sensibili: si intende quella fascia territoriale dello spessore di metri 150 esterna al perimetro dell area di pertinenza di ricettori sensibili. i) Sistemi Wi-Fi: sistema di comunicazione Wireless (senza fili) a larga banda per la trasmissione radio di segnali voce e dati e l accesso veloce a Internet. j) Sistemi Wi-Max: tecnologia di comunicazione a larga banda derivata da Wi-Fi per comunicazione Wireless adattata a diverse tipologie di dispositivi (computer fissi e portatili, palmari, smarthfone e cellulari) in aziende ed abitazioni collocate in aree esterne (nel raggio di circa 50Km). Costituisce il completamento del Wi-Fi, ma è dotato di maggiore velocità e di maggiore capacità e larghezza di banda.

4 ART.4 AUTORIZZAZIONE DI SINGOLE INSTALLAZIONI 1. Le istanze per ottenere l autorizzazione all installazione vanno presentate allo Sportello Unico per le Attività Produttive e debbono essere corredate, oltre che dai documenti e atti richiesti per il rilascio del titolo abilitativo edilizio, ed a quelli richiesti dall allegato B della L.R n.25, anche dalla seguente documentazione: a) Caratteristiche del sito e dell impianto: Progetto dell impianto in scala 1:200 (con planimetria e prospetti delle installazioni a terra ed in quota), Inserimento fotografico da almeno due punti di vista e comunque, dai punti di vista ritenuti più significativi ai fini di una adeguata valutazione sull inserimento nel contesto urbanistico di riferimento, urbano ed extraurbano, Ubicazione impianto con altitudine e coordinate geografiche del punto o zona d installazione, Cartografia aggiornata in scala 1:2000, con indicazione edifici preesistenti, delle loro altezze, delle destinazioni d uso e delle aree di pertinenza in un raggio di 200 metri dall impianto stesso, con indicazione del nord geografico; b) Caratteristiche radioelettriche e valutazione ambientale: Banda di frequenza assegnata in trasmissione e ricezione, Polarizzazione, Scheda tecnica dell impianto, con indicato il numero di celle, tipo, modello e dimensioni delle antenne trasmittenti, altezza del centro elettrico per ogni cella, Direzioni di puntamento rispetto al nord geografico, numero di trasmettitori e potenza in watt dei canali per cella per ogni direzione di puntamento, Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante, Relazione descrittiva dell area di istallazione dell impianto con indicazione delle modalità di accesso da parte del personale di servizio e dell ubicazione del locale contenente gli apparati tecnologici, Valutazione strumentale del fondo elettromagnetico in corrispondenza degli edifici maggiormente interessati dai lobi primari di irradiazione, Valutazione del campo elettrico generato dall impianto nelle condizioni di massimo esercizio, tenuto conto di eventuali contributi derivanti dalla presenza di altre installazioni, Dichiarazione del progettista abilitato che, ai sensi dell art.481 del Cod. Penale asseveri la conformità del progetto presentato alle norme nazionali e regionali, Inoltre per antenne da installare su edifici: Planimetria della copertura dell edificio in scala 1:100 del tetto e dell ultimo piano dell edificio, con il posizionamento delle antenne, con specificazione delle destinazioni d uso del piano immediatamente sottostante la copertura,

5 Nel caso di impianti microcellulari dovrà essere prodotta, oltre a quanto previsto al punto precedente, la seguente documentazione riferita ad ogni sito: Lunghezza sbraccio, Inserimento fotografico, Prospetti verticali in scala opportuna 1:50 o 1:100, con indicazione della presenza di eventuali portici, Pianta in scala 1:500 riportante nel raggio di 200 metri dal trasmettitore le destinazioni d uso dei luoghi in cui sia prevista permanenza prolungata di persone (abitazioni, negozi, bar, aree di ristoro all aperto, edicole, ecc.), dovendo la planimetria essere completata con l indicazione delle distanze e altezze dei luoghi specificati, Stime dei valori di campo generati in corrispondenza delle zone ritenute a permanenza prolungata in prossimità dell antenna. In particolare, per impianti previsti in ambiente interno deve essere presente in scala adeguata (1:50 o 1:100) la pianta del locale o locali interessati dalle installazioni con il punto ove viene collocato il trasmettitore, comprensiva dei locali confinanti (sezioni orizzontali e verticali). c) Titolo di disponibilità dell immobile su cui si intende intervenire: Il Concessionario interessato alla realizzazione dell installazione deve fornire copia di una dichiarazione di disponibilità dell immobile, porzione immobiliare o struttura su cui intende realizzare l installazione. 2. Dell avvenuta presentazione di richieste di autorizzazione di impianti singoli, dovrà essere data notizia alla cittadinanza mediante avviso affisso all Albo Pretorio telematico, salva facoltà dell Amministrazione Comunale di attivare ulteriori azioni al fine di permettere la partecipazione al procedimento dei portatori di interessi diffusi di altri soggetti interessati. 3. Entro il termine di 30 giorni dall avviso all Albo Pretorio elettronico, sarà possibile formulare osservazioni da parte di chiunque sia interessato. 4. Il provvedimento di autorizzazione dovrà contenere le controdeduzioni in ordine alle osservazioni presentate e costituirà titolo abilitativo che assorbe quello edilizio. 5. L impianto è autorizzato dallo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP), entro 90 giorni dalla presentazione della documentazione completa (salvo richieste di integrazioni), nel rispetto dei pareri dell ARPAM, dell ASUR e degli altri enti coinvolti nel procedimento in base alle valutazioni del SUAP. 6. Il rilascio del provvedimento autorizzativo verrà reso pubblico mediante avviso affisso all Albo Pretorio di riferimento del SUAP. 7. Le modifiche di impianti esistenti che determinano incremento di campo elettromagnetico dovranno essere sottoposte nuovamente al procedimento contenuto nel presente articolo. 8. Qualora la modifica di un impianto autorizzato non comporti incremento del campo elettromagnetico, valutato in corrispondenza di edifici adibiti a permanenza non inferiore alle quattro ore giornaliere, il gestore vi provvede, fermo restando i limiti previsti dalla normativa e

6 le prescrizioni contenute nell autorizzazione, previa comunicazione al Comune, all ARPAM, all ASUR. A tale comunicazione dovrà essere allegata la documentazione tecnica attestante le valutazioni delle nuove misure del campo elettromagnetico, per consentire agli organismi competenti di esercitare il controllo. ART.5 PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE ISTALLAZIONI DI STAZIONI RADIO BASE (SRB) PER TELEFONIA MOBILE E SISTEMA WI-FI E WI-MAX. 1. Gli impianti fissi per stazioni radio base (SRB) e sistemi Wi-Fi e Wi-Max, dovranno rispettare le seguenti condizioni: A) Localizzazione E vietata l installazione in alcuni Ricettori sensibili di cui al precedente art.3 lett.f) e precisamente in quelli di cui alle lettere f1) f2) f3), nelle relative aree di pertinenza di cui al precedente art.3 lett.g). Inoltre nelle rispettive fasce territoriali in prossimità di cui al medesimo art.3 e lett.h) è vietata l installazione e se proprio è dimostrata la impossibilità di ubicazione in altri luoghi fuori dalle rispettive fasce, gli impianti debbono essere con sistemi tipo micro e picocellulari (ossia sistemi a corto raggio d azione e basse emissioni). E vietata l installazione nei siti di interesse archeologico e sui ricettori sensibili di cui al precedente art.3 lett. f4). In caso di installazione su proprietà comunale la stessa è subordinata: Al rilascio di concessione amministrativa con allegato disciplinare di patti e condizioni se trattasi di aree appartenenti al demanio comunale, Alla stipula di contratto di locazione contenente patti e condizioni se trattasi di immobili appartenenti al patrimonio disponibile. A1) Inserimento nel Centro Storico Nell ambito del Centro Storico è possibile solamente l istallazione di sistemi a minimo impatto visivo e dall uso di potenze estremamente basse, con (SRB) non di tipo tradizionale ma senza palo di sostegno e preferibilmente con sistemi tipo micro e picocellulari (ossia sistemi a corto raggio d azione e basse emissioni), verificando sempre preliminarmente la possibilità di inserimento in immobili pubblici. A2) Inserimento nel territorio urbano Fatti salvi i criteri e divieti di cui sopra, per gli impianti da realizzarsi nelle zone del territorio urbano (sono escluse le sole zone omogenee E Agricole ), verificata comunque la possibilità di inserimento in immobili pubblici, dovranno essere perseguite le seguenti soluzioni: Zone per la viabilità e relative fasce d ambientazione, grandi spazi a verde e comunque con progettazione integrata al contesto urbano di riferimento; Installazione in zona industriale e/o artigianale e/o per attrezzature tecnologiche e/o in aree destinate a parcheggio; Serbatoi acquedottistici. Sono escluse soluzioni con sostegno a traliccio, ma ammissibili soluzioni a palo progettati come complementi d arredo, privilegiando localizzazioni in cui le aree di ubicazione e

7 limitrofe non prevedano permanenze di persone in maniera reiterata superiore alle quattro ore. In ogni caso dovrà essere minimizzata l alterazione del paesaggio, evitando collocazioni con ampia percezione visiva e cannocchiali prospettici con elementi qualificanti del paesaggio. A3) Inserimento degli impianti nel paesaggio extraurbano Tale inserimento deve perseguire i seguenti criteri generali: Privilegiare la localizzazione in immobile pubblico, o su attrezzature di pubblica utilità; Evitare l inserimento in cannocchiali prospettici, in aree di paesaggio agrario storico o tipico della tradizione marchigiana locale; Le apparecchiature a terra debbono essere schermate con siepi e alberature sempreverdi tipiche della zona; Nuovi impianti dovranno privilegiare il posizionamento in altri impianti tecnologici esistenti o in vicinanza degli stessi; Dovranno essere salvaguardate le aree contigue a edifici rurali tipici della tradizione storico-agricola locale. A4) Inserimento in ricettori sensibili di cui all art.3 lett.f) limitatamente alla f5) ed f6) In ogni caso dovrà esprimersi l Amministrazione che tutela il vincolo, con rilascio di autorizzazione paesaggistica e/o parere vincolante per edifici tutelati ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs.42 /2004. In particolare per gli edifici dovranno essere seguiti i criteri di localizzazione di cui alla precedente lett.a1) Inserimento nel Centro Storico. B) Caratteri tipologico estetici ed ambientali degli impianti fissi, prescrizioni e divieti I sostegni e gli apparati di trasmissione debbono perseguire il massimo livello di compatibilità e armonizzazione con il contesto esistente, studiando caso per caso le soluzioni più idonee, meno impattanti e tecnologicamente avanzate per ridurre al minimo le emissioni elettromagnetiche e adeguare al paesaggio circostante le apparecchiature tutte. Per inserimenti in edifici si dovrà studiare e scegliere frà le diverse possibili soluzioni, quella che si integra maggiormente con la tipologia architettonica, risultando la meno impattante alla vista, collocando le attrezzature contenute in volumi tecnici entro locali di servizio esistenti. I corpi emittenti collocati su appositi supporti verticali, non debbono essere installati su tralicci, ma su pali. I corpi emittenti debbono essere il più possibile aderenti al supporto verticale. Nei supporti verticali sono vietate scale di accesso fisse e relative gabbie di protezione. Le manutenzioni e/o modifiche dovranno avvenire con utilizzo di piattaforme su elevatore mobile. C) Valore ottimale di qualità del campo elettromagnetico Tutte le nuove istallazioni di tali impianti, nonché gli impianti esistenti, dovranno tendere al valore ottimale di qualità di 3 V/m per quanto attiene alle emissioni elettromagnetiche. Ciò rappresenta un obiettivo di qualità e non un limite vincolante, facendo riferimento alla normativa vigente per ciò che concerne le emissioni elettromagnetiche.

8 ART.6 INTERVENTI SOGGETTI A PERMESSO DI COSTRUIRE 1. Rientrano tra gli interventi da autorizzare con atto che equivale a permesso di costruire ai sensi del DPR 380/2001 e s.m.i., previa presentazione di richiesta al S.U.A.P.: Istallazione di nuovi impianti fissi per il servizio di telefonia mobile e sistemi di comunicazione Wireless a larga banda per la trasmissione radio di segnali quali il Wi-Fi ed il Wi-Max; Interventi di soppressione e rimozione degli impianti con relativa bonifica del sito. ART.7 INTERVENTI SOGGETTI A S.C.I.A. 1. Rientrano tra gli interventi realizzabili con S.C.I.A., previa presentazione al S.U.A.P.: Manutenzione straordinaria che non comporti alterazione della consistenza e delle forme; Sostituzione di parti della struttura portante e di componenti tecnologici deteriorati, quando sostituiti con elementi di caratteristiche similari e preferibilmente a minor emissione elettromagnetica. ART.8 REALIZZAZIONE DEI LAVORI 1. A seguito dell autorizzazione i gestori dovranno comunicare la data di inizio dei lavori prima dell inizio degli stessi. 2. Entro 15 giorni dalla fine lavori dovrà essere data relativa comunicazione al Comune con allegata scheda descrittiva corredata da certificazione di conformità dell impianto a firma del Direttore Lavori (tecnico abilitato), che certifica la corrispondenza di quanto istallato alle caratteristiche del permesso di costruire ed alle relative caratteristiche strutturali e radioelettriche. ART.9 ATTIVAZIONE DELL IMPIANTO 1. Almeno sette giorni prima dell attivazione dell impianto dovrà essere data comunicazione scritta al Comune, con indicazione dei dati di esercizio dell impianto. 2. Successivamente alla prima attivazione, dovrà essere data comunicazione al Comune relativamente ad ogni modifica delle caratteristiche di utilizzo dell impianto, fermo restando l attivazione delle procedure previste dal presente regolamento per le modifiche delle apparecchiature installate. ART.10 IMPIANTI ISTALLATI SU STRUTTURE MOBILI 1. Gli impianti oggetto del presente regolamento ed installati su strutture mobili, sono soggetti alla comunicazione al Comune di installazione di impianto mobile, almeno 45 gg. prima

9 dell installazione, corredata da quanto previsto con deliberazione dalla Giunta Regionale e comunque con almeno: Descrizione del tipo di iniziativa e delle relative motivazioni; Localizzazione dell impianto su cartografia in scala 1:2000; Parere favorevole dell ARPAM e dell ASUR, che il proponente avrà preventivamente acquisito a propria cura e spesa. 2. La documentazione da presentare all ARPAM ed all ASUR per il rilascio del parere da allegare alla comunicazione è quella individuata dalla Giunta Regionale ai sensi dell art.4 della L.R n.25 e comunque integrata con la seguente: Progetto dell impianto in scala 1:200; Altitudine e coordinate geografiche; Carta altimetrica in scala 1:5000 se esistente; Cartografia aggiornata in scala 1:2000 con edifici presenti, loro altezze, destinazioni d uso e aree di pertinenza in un raggio di almeno 200m dall impianto, con rispettive direzioni di puntamento delle antenne trasmittenti; Banda di frequenza assegnata in trasmissione e ricezione; Scheda tecnica dell impianto; Direzioni di puntamento rispetto al nord geografico e numero di canali di trasmissione per cella e per direzione di puntamento; Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale; Relazione descrittiva dell area di installazione dell impianto con modalità di accesso e ubicazione degli apparati tecnologici; Valutazione strumentale del fondo elettromagnetico in presenza di altri impianti di teleradiocomunicazione; Valutazione del campo elettrico generato dall impianto nelle condizioni di massimo esercizio, tenuto conto di eventuali contributi dovuti ad altre installazioni presenti; 3. Il Comune nei quarantacinque giorni può chiedere al gestore una diversa localizzazione, comunicando l inidoneità della localizzazione proposta. 4. Gli impianti possono essere previsti: A servizio di manifestazioni temporanee e per il tempo strettamente necessario allo svolgimento della manifestazione; Per sopperire, in particolari periodi dell anno, all aumento del traffico, fermo restando che con questa procedura potranno stazionare una sola volta e per un tempo massimo di tre mesi; Per garantire il servizio, in attesa del rilascio dell autorizzazione per un impianto fisso, stazionando una sola volta e per un tempo massimo di tre mesi.

10 5. Decorsi i termini di stazionamento massimi o previsti, la mancata rimozione degli stessi si configura come installazione non autorizzata e come tale soggetta alle sanzioni previste dalla legge. 6. Gli impianti di cui al presente articolo sono tenuti al rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici di cui al D.P.C.M. 8 luglio 2003 e non possono essere posizionati nelle zone vietate di cui al precedente Art.5. ART.11 CONTROLLI E VIGILANZA 1. Il Comune esercita le funzioni di controllo con il supporto tecnico dell ARPAM così come previsto dalla dall art.16 della L.R n I gestori degli impianti debbono monitorare gli stessi attraverso un programma annuale di autocontrollo comunicato al Comune ed all ARPAM (avendolo concordato con l ARPAM medesimo). 3. I risultati delle misurazioni di controllo sono comunicate sia all ARPAM che al Comune. 4. L impianto deve essere provvisto di limitatore di potenza per evitare il superamento dei limiti previsti dalla legge, o in assenza, di strumenti fissi di misurazione del campo elettrico, con sistemi di registrazione dei dati. ART.12 RISANAMENTI 1. Sulla base dei pareri espressi dall ARPAM, ove vengano superati i limiti di esposizione previsti dalla legge, sono attuate azioni di risanamento a carico dei titolari degli impianti 2. Le modalità ed i tempi di esecuzione delle azioni di risanamento sono determinati dal Comune, sentita l ARPAM, ai sensi di quanto previsto dall art.15 della L.R n.25. ART.13 SANZIONI 1. Si applicano le sanzioni previste dall art.17 della L.R n.25.

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