Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti

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1 Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici Giorgio Ricchiuti

2 Cosa abbiamo visto fin qui Abbiamo presentato e discusso alcuni concetti e fenomeni aggregati: 1) Il PIL, il risparmio e il debito pubblico. 2) I prezzi, l inflazione e la moneta. 3) L occupazione, la disoccupazione, il salario ed il funzionamento del mercato del lavoro.

3 Il PIL (Y) e il Reddito Definizione di PIL: Il prodotto interno lordo è il valore di mercato di tutti i beni e i servizi finali prodotti in un paese in un dato periodo di tempo. Nel concreto, il PIL misura la produzione dei beni e servizi finali in un certo periodo di tempo. Misura la ricchezza prodotta non quella esistente.

4 Il Prodotto Interno Lordo, Reddito e Domanda Il PIL rappresenta la produzione. Ciò che viene prodotto arricchisce qualcuno, di conseguenza: PIL=Reddito Ciò che viene prodotto viene anche domandato PIL=Domanda Aggregata PIL=Spesa Aggregata

5 Le componenti della spesa Y=SPESA COMPLESSIVA La spesa è composta dalle seguente voci: CONSUMI C INVESTIMENTI I SPESA PUBBLICA G ESPORTAZIONI NETTE NX Y=C+I+G+NX

6 Le componenti della spesa Consumi: le spese per beni e servizi effettuati dagli individui (i privati cittadini e le famiglie). Investimenti: acquisti di beni da parte delle imprese che verrano utilizzati in futuro per produrre altri beni o servizi. Spesa Pubblica: le spese per beni e servizi effettuati da parte dallo Stato (amministrazione pubblica). Esportazioni nette: ciò che viene venduto all estero meno quanto viene acquistato all estero.

7 Risparmio e Debito Pubblico Gli individui desiderano risparmiare per poter trasferire potere d acquisto nel tempo. Le imprese e lo stato desiderano prendere a prestito denaro per poter investire o per coprire eccessi di spesa. Lo strumento principale di risparmio delle famiglie è costituito dalle obbligazioni.

8 Cosa è un obbligazione? E un certificato di debito che specifica gli obblighi del debitore nei confronti del creditore. In pratica, un obbligazione stabilisce quanto il debitore deve rimborsare al creditore e quando deve avvenire il rimborso. La differenza fra la quantità ricevuta alla scadenza e quella presata si chiama interesse.

9 Cosa è un obbligazione? Definiamo: P 0 : Quantità data in prestito al tempo 0 (oggi) P 1 : Quantità riavuta indietro al tempo 1 (fra un anno) Avremo che l interesse I è dato da I= P 1 P 0 e il tasso di interesse i è dato

10 Il prezzo di un obbligazione

11 Domanda e Offerta di obbligazioni Chi domanda obbligazioni? Le famiglie, che vogliono trasferire a domani il proprio potere di acquisto. Chi offre obbligazioni? Le imprese, per finanziare i propri investimenti. Lo stato, che deve coprire gli eccessi di spesa.

12 Cosa determina il prezzo delle obbligazioni? La legge dell offerta e della domanda. Se le imprese o lo stato offrono molte obbligazioni: Il prezzo si abbassa e il tasso di interesse aumenta. Se le famiglie domandano molte obbligazioni, il prezzo aumenta e il tasso di interesse si abbassa.

13 Gli strumenti di risparmio e il mercato finanziario Obbligazioni (che abbiamo visto precedentemente) I conti correnti La moneta I metalli preziosi Le azioni

14 Le azioni Le azioni costituiscono titoli di proprietà di un'impresa e, perciò, costituiscono un diritto sui profitti che questa realizza. Se acquisto un'azione della FIAT io divengo proprietario di una quota (infinitesima) della FIAT.

15 Le azioni Le azioni acquistate e pagate oggi trasferiscono potere d'acquisto nel tempo in due modi: 1) Danno diritto a partecipare agli utili (profitti) futuri dell'impresa, che distribuisce tali utili (quando disponibili) tramite i dividendi. In pratica, in quanto possessore di un'azione, ho diritto a dei pagamenti periodici che avvengo se, e solo se, l'impresa fa utili. Ovvero è possibile che riceva dei soldi periodicamente ma c'è il rischio che questo non avvenga. 2) In futuro posso rivendere le azioni al prezzo vigente in quel momento futuro: se il prezzo è aumentato io ho guadagnato e ho ottenuto un rendimento positivo. Se il prezzo si è ridotto io ho perso denaro e ho ottenuto un rendimento negativo. Attenzione: al momento dell'acquisto, il prezzo a cui io rivenderò l'azione non è noto; conseguentemente, acquistare azioni comporta incertezza e rischi!

16 Il rendimento di una azione (versione semplificata)?

17 Le azioni la diversificazione del risparmio Investire i proprio guadagni acquistando azioni di più imprese comporta, a parità di importo investito, una riduzione del rischio. Infatti se acquisto imprese di una sola impresa io guadagnerò moltissimo se questa impresa andrà bene, ma perderò moltissimo se questa impresa andrà male. Acquistando titoli di più imprese, a parità di cifra risparmiata, sarà molto difficile che tutte le imprese vadano bene o che tutte le imprese vadano male. In pratica, sarà molto difficile che io guadagni moltissimo ma anche che io perda tantissimo. Attenzione: diversificare il risparmio non aumenta le mie prospettive di guadagno, ma ne riduce la variabilità!

18 Deficit pubblico e Debito Pubblico Ogni anno, lo stato spende denaro per fornire beni: Chiamiamo G tale spesa. Lo stato spende anche per fornire reddito a certe categorie di individui. Chiamiamo TR l insieme di tali trasferimenti Lo stato si finanzia tramite la raccolta delle tasse (detto gettito fiscale). Chiamiamo T il gettito fiscale complessivo DEFICIT =G+TR-T La somma dei deficit nel tempo costituisce il Debito Pubblico

19 Il mercato delle obbligazioni di stato Le obbligazioni vengono offerte dallo stato per finanziare il deficit. La quatità di obbligazioni domandate dalla famiglia dipende dal loro prezzo. P 0 P * Offerta di obbligazioni=deficit Domanda di obbligazioni Quantità di L'incontro fra domanda di obbligazioni e offerta di obbligazioni ne obbligazioni determina il prezzo e, tramite questo, il tasso di interesse sul debito pubblico.

20 Il mercato delle obbligazioni di stato Cosa accade se aumenta il deficit? All'aumentare del deficit lo stato deve aumentare l'offerta di obbligazioni Offerta di obbligazioni=deficit P 0 Aumento dell offerta di obbligazioni P * P * N Domanda di obbligazioni Quantità di obbligazioni In seguito all'aumento del deficit il prezzo delle obbligazioni si è ridotto e il tasso di interesse è aumentato: il debito pubblico è divenuto piu oneroso.

21 Il livello dei prezzi (P) Poichè beni diversi hanno variazioni di prezzo diverse, occorre creare un valore indicativo che rappresenti il livello dei prezzi in un dato anno. Questo valore indicativo si chiama Indice dei Prezzi al Consumo. Si tratta di una media pesata dei prezzi di tutti i beni presenti nell economia. Il peso deve riflettere l importanza del bene nella spesa degli individui.

22 L inflazione (p) Se l indice dei prezzi P varia, vuol dire che l insieme dei beni costa di più e quindi, a parità del nostro stipendio, siamo diventati più poveri. In un certo anno registriamo che l indice dei prezzi è pari a e nell anno successivo è pari a. L inflazione misura la variazione relativa dell indice dei prezzi. L inflazione è la variazione percentuale dell indice dei prezzi di due periodi.

23 Tasso di interesse nominale e tasso di interesse reale Supponiamo di acquistare un obbligazione al prezzo di 1000 Euro che fra un anno mi darà 1100 euro. Il tasso di interesse nominale è quello calcolato sulle quantità nominali ed è pari a Ma il potere di acquisto dei 1100 Euro domani è diverso da quello che avrei oggi ed in particolare, se il livello dei prezzi è aumentato, sarà più basso.

24 Tasso di interesse nominale e tasso di interesse reale Dal tasso di interesse nominale devo togliere il tasso di aumento dei prezzi, ovvero l inflazione: così facendo ottengo il tasso di interesse reale. Il tasso di interesse reale misura l aumento del potere di acquisto derivante dall investire nell acquisto dell obbligazione. Le scelte di investimento finanziario dovrebbero sempre basarsi sui tassi di interesse reali!

25 La Moneta La moneta è tutto ciò che viene utilizzato come mezzo di pagamento. La moneta svolge tre funzioni: 1) E un mezzo di scambio 2) E un unità di conto (numerario) 3) E una riserva di valore

26 La quantità di moneta (M) La quantità totale di moneta (M) presente in un economia è data dalla somma di una serie di componenti. La quantità di moneta è nota come Offerta di Moneta. La base monetaria: l insieme delle banconote e delle monete metalliche fisicamente create. Il circolante: l insieme delle Banconote e delle monete metalliche nelle mani del pubblico costituisce il circolante.

27 Gli aggregati monetari M1: il circolante + i depositi a vista (i conti correnti). Inoltre altre componenti potrebbero essere incluse nella quantità di moneta: M2: M1+ i depositi a breve scadenza. M3: M2 + alcuni titoli di credito (ad es. le obbligazioni a breve scadenza).

28 Chi e come crea la moneta? Nelle economia moderne, la creazione della moneta viene effettuata dalla banca centrale. In Europa questo viene fatto dalla BCE. La banca centrale principalmente crea moneta attraverso: 1) Operazioni di mercato aperto: la banca centrale acquista titoli di Stato (obbligazioni) e per acquistare tali titoli stampa moneta. 2) Prestiti alle banche: la Banca Centrale concede prestiti alle banche private e per prestare tali quantità stampa moneta. In pratica la Banca centrale fissa il Tasso di Rifinanziamento noto anche come Tasso di Sconto Ufficiale.

29 Che succede se creiamo moneta? Noi abbiamo più moneta e domandiamo più beni. In seguito all'aumento della domanda anche il livello generale dei prezzi aumenta. Se l'aumento dei prezzi fosse immediato e molto forte questo potrebbe controbilanciare immediatamente la nostra maggiore disponibilità di moneta e in realtà la nostra domanda non aumenterebbe (es. La nostra disponibilità monetaria raddoppia ma anche I prezzi immediatamente raddoppiano). La velocità di aggiustamento dei prezzi è all'origine di un accanito dibattito fra scuole di pensiero diverso.

30 La neutralità della moneta Gli economisti della scuola classica credono nella Teoria quantitativa della moneta e sostengono che la quantità di moneta non ha effetti sul potere di acquisto e sul reddito reale: la moneta è neutra. Tuttavia, una vasta fetta di economisti sostengono che, nel breve periodo, nella fase in cui gli agenti economici devono ancora aggiustare i prezzi,la variazione della quantità di moneta potrebbe avere degli effetti reali. Vi è quindi disaccordo fra i liberisti (moneta neutra) e gli interventisti (moneta non neutra)

31 Occupazione (L) e Disoccupazione (U) L occupazione è l insieme delle persone occupate, ovvero di coloro che sono dipendenti oppure lavoratori autonomi. La disoccupazione è l insieme delle persone che non hanno lavoro ma che desiderano lavorare e stanno attivamente cercando lavoro.

32 La forza lavoro () La forza lavoro è data dalla somma degli occupati e dei disoccupati. Ovvero, rappresenta le persone che lavorano o cercano un lavoro. Gli studenti, ad esempio, tipicamente non fanno parte della forza lavoro (al pari di casalinghe, pensionati ecc ) Si noti che

33 Il tasso di disoccupazione (u) Rappresenta l incidenza della disoccupazione sulla forza lavoro =1- Rappresenta la quota della forza lavoro che vorrebbe lavorare ma che non trova un impiego

34 Una rappresentazione del mercato del lavoro Costruiamo uno schema (un modello) che rappresenta il mercato del lavoro e che spiega il funzionamento di esso. E quindi caratterizzato dai lavoratori che cercano lavoro e dalle imprese che cercano di assumere i lavoratori.

35 L offerta di lavoro L insieme dei lavoratori cercano lavoro costituisce l offerta di lavoro ovvero la forza lavoro. All aumentare del salario (W) aumenta l offerta di lavoro. Salario W Offerta di lavoro Quantità di Lavoro

36 La domanda di lavoro Le imprese cercano persone da assumere, ovvero domandano lavoro. Se il salario è basso è più probabile che le imprese vogliano assumere. Salario W Domanda di lavoro Quantità di Lavoro

37 Quantità di Lavoro L L incontro della domanda e l offerta: il mercato del lavoro Salario W Dom. di lavoro Offerta di lavoro

38 Caso 1: l equilibrio Il salario è a livello. Offerta e domanda si incontrano perfettamente. W Dom. di lavoro Offerta di lavoro L Tutti coloro che lo desiderano, trovano lavoro. Tutte le imprese che desiderano assumere, riescono a farlo. Non c è disoccupazione.

39 Caso 2: un salario elevato Se l offerta di lavoro è superiore alla domanda si genera disoccupazione. W Dom. di lavoro Disoccupazione Offerta di lavoro Graficamente, la disoccupazione è rappresentata dalla differenza fra offerta e domanda (segmento nero). L

40 Come mai c è disoccupazione Perchè i salari sono troppo alti! (I liberisti) C è disoccupazione perchè i salari sono troppo alti, basterebbe abbassare i salari per far sparire la disoccupazione Perchè la domanda di beni è troppo bassa! (I keynesiani) Le Imprese non assumono più lavoratori di quanti servano per produrre i beni che le imprese riescono a vendere. Se la domanda dei beni è bassa, le imprese assumeranno comunque pochi lavoratori. Ridurre il salario non risolve questo problema Perchè ci sono problemi frizionali! (i neutri, molto di moda oggi). Si ha disoccupazione perchè domanda di lavoro ed offerta di lavoro non riescono ad incontrarsi. Ci sono molte imprese che cercano lavoratori e molti lavoratori che cercano un impiego. Tuttavia questi lavoratori e questi imprese non riescono ad incontrarsi e quindi i lavoratori rimangono disoccupati. Non si incontrano per problemi informativi, geografici o di competenze.

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