Design delle interfacce: dal web alle app

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2 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica Design delle interfacce: dal web alle app Diploma Accademico di Primo Livello in graphic design indirizzo comunicazione di impresa Anno Accademico 2014/15 Candidato Ilenia Scala Relatore Ciro Esposito Progetto grafico Ilenia Scala Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell editore. Copyright 2015 Accademia di Belle Arti di Catania Ilenia Scala Tutti i diritti riservati

3 Prefazione Il Web è più un innovazione sociale che un innovazione tecnica. L ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo. Di solito noi ci agglutiniamo in famiglie, associazioni e aziende. Ci fidiamo a distanza e sospettiamo appena voltato l angolo. Tim Berners-Lee Così disse Timothy John Berners-Lee (Londra, 8 giugno 1955), un informatico britannico, co-inventore insieme a Robert Cailliau del World Wide Web. Oggi infatti il web è un elemento fondamentale nelle nostre vite, ognuno di noi, chi più chi meno passa parte della sua giornata alla ricerca di qualcosa, il web ci permette di gestire molte cose anche stando a casa, ci intrattiene e/o ci tiene in contatto con le persone, per alcuni il web è il posto di lavoro. Questa tesi nasce dall interesse per il web e la progettazione di siti, il nostro obiettivo sta nel creare prodotti affidabili che non ci facciano sospettare appena voltato l angolo e che rendano la navigazione ottimale.

4 1 introduzione 8 _ 21 2 chi progetta un sito web 3 22 _ 39 look 40 _ 81 4 feel 5 82 _ _ 122 leggi che guidano la progettazzione

5 8 _ 9 8 _ 21 introduzione cos è il web design 8 _ 10 l altro ieri, ieri e oggi 11 _ 13 dati ISTAT 14 _ 17 dati globali 18 _ 19 Cos è il web design Molte persone fanno l errore di pensare che il design sia ciò che sembra. Pensano sia apparenza Che i designer prendano una scatola e dicano Sembra buono!. Questo non è ciò che pensiamo sia il design. Non è ciò che sembra o come appare. Il design è come funziona. Steve Jobs (2003) Articolo del New York Times The Guts of a New Machine Ciò che è piacevole a vedersi ma impossibile da usare, diventa accessorio. Un sito web non è un accessorio. Il web design piuttosto è una disciplina che si occupa della progettazione tecnica, strutturale e grafica di siti web tenendo conto di vari aspetti quali: l accessibilità (caratteristica del dispositivo, esso deve essere fruibile per tutti i tipi di utenti), l usabilità (caratteristica del prodotto, legata all UX, ha lo scopo di facilitare l esperienza di navigazione dell utente), l identità aziendale. Il web designer lavora per le persone cercando di dare al prodotto un bel corpo e un anima non a caso viene utilizzato il termine look and feel, questo viene usato soprattutto nell ambito della graphical user interface, è l unione coerente tra design e interfaccia utente che in armonia influenzano il modo in cui l utente percepisce il sito web, riguarda quindi lo studio degli elementi grafici quali layout, colori, tipografia e altro (look) unito all aspetto funzionale come il comportamento di elementi dinamici quali pulsanti, caselle e menu (feel). Non bisogna dimenticare che il web design nasce con il particolare obiettivo di comunicare, la tecnologia oggi ha un ruolo molto

6 10 _ 11 L altro ieri, ieri e oggi Web 1.0, web 2.0 cosa è cambiato e che responsabilità ha il web importante nella vita dell uomo, grazie alla sua veloce evoluzione, sono nati dispositivi che il progettista deve studiare e talvolta prevedere per facilitare quanto più possibile la navigazione, ci riferiamo al project management, ovvero la capacità umana di organizzare, pianificare, controllare e migliorare un processo, può essere visto come una delle necessità dell uomo moderno. La ricchezza di informazioni acquisita da ogni utente oggi si potrebbe indicare con lo slogan web 2.0 (vedremo cosa ne comprende nel prossimo capitolo), internet oggi ha abbandonato la consuetudine di risiedere solo dentro il classico personal computer offrendo sempre nuovi servizi come i social network, oggi l utente ha un atteggiamento interattivo nei confronti del web, si trova spesse volte ad essere un consumatore e produttore di informazioni, allo stesso tempo (si pensi a wikipedia, la più grande enciclopedia libera online, l utente può sia usufruire degli articoli che crearli, questo però ha anche dei contro poiché non sempre le informazioni sono affidabili, l utente non comunica solo attraverso il testo ma anche grazie ad altre vari elementi quali video, immagini ecc.. Il web 2.0 può essere definito sia un cambiamento culturale, tecnologico ma anche economico, qui l esperienza dell utente è molto più vicina a quella dei programmi desktop, piuttosto che alla staticità delle tradizionali pagine web. Un altro obiettivo del web design è quello di mantenere una veste grafica distintiva in grado di attirare l attenzione e di creare un legame con il brand. Osserveremo attentamente sia ciò che riguarda il look che il feel. L obiettivo di questa tesi è poter formulare delle nozioni capaci di rendere la progettazione di siti belli da vedere e facili da usare. Dobbiamo conoscere ciò che dovremo progettare, è una delle prime regole della programmazione di siti più consolidata, quindi inizio dando un analisi sul cosa si intende per web 2.0, questo non è un software poiché erroneamente si potrebbe pensare che il 2.0 potesse essere in qualche modo la versione aggiornata del World Wide Web, la differenza che vi è con la prima versione del web e la seconda la si trova nel modo con cui la gente interagisce con la rete ed attraverso essa. Ai tempi del Web 1.0, i siti erano lineari, si controllava l , si navigava passivamente, oggi con l avvento di nuove tecnologie il web permette all uomo di essere protagonista attivo all interno della rete, i siti diventano dinamici e interattivi, le attività che si svolgono hanno un forte effetto sulla vita e l identità delle persone, il web è in grado di dare nuove forme di interazione e arricchire la vita sociale degli utenti ma può anche essere uno strumento capace di creare problemi di privacy e controllo sociale. Il web oltre ad essere un enorme fonte di informazioni infatti è anche il filo conduttore di molte persone, per cui ha sia un ruolo informativo che comunicativo. Chi pensa di creare un sito quindi tratta di progettare un prodotto che sappia offrire agli utenti uno strumento di relazione attraverso la condivisione di contenuti. A seconda della natura di questa relazione, è possibile distinguere e valutare la socialità di un servizio: collettiva: i contenuti prodotti dai singoli utenti sono raccolti e messi a disposizione online al fine di creare una rete informativa per tutti; puramente sociale: i contenuti prodotti dai singoli utenti sono

7 12 _ 13 raccolti, messi a disposizione online ed è concesso agli utenti stessi di sviluppare relazioni legate a essi (per esempio commentando). In certi versi si potrebbe parlare di democratizzazione, la creazione di un sistema informativo e comunicazionale basato sui media digitali è stata valutata come una delle armi principali nelle mani delle opposizioni in Medio Oriente, si è parlato così di Twitter revolution e di Primavera Araba. La Primavera Araba iniziò il 17 Dicembre 2010 quando lo studente Bouazizi si diede fuoco in pubblico per protestare contro il regime del presidente Ben Ali. Fu l inizio di una serie di sollecitazioni popolari che hanno rovesciato i regimi autoritari in Tunisia, Egitto e Libia, scatenando conflitti anche in Siria e in altri Paesi del Medio Oriente. Molti dei partecipanti degli interventi che hanno composto la primavera araba utilizzavano le piattaforme dei media sociali come simboli di democrazia e libertà. comunicazione al web ha cambiato in profondità anche l industria culturale. I media broadcast sono ormai superati, la gente ha voglia di comunicare, di sentirsi parte della rete, di avere sempre più servizi poiché il web è diventato un prodotto di consumo. In conclusione, spiego il titolo dei questo capitolo, per l altro ieri mi riferisco al web 1.0 statico e fisso, per ieri al web 2.0 dinamico e social, per oggi io vedo negli utenti e principalmente in me stessa l attitudine di cercare sempre più servizi, il web oggi è app! Tuttavia potremmo dire che la primavera araba ha sicuramente radici più complesse ma un media digitale quale il web ha giocato un ruolo molto importante essendo un mezzo per la mobilitazione rapida delle persone e inoltre ha permesso di comunicare in modo virale. Il web è una grande fonte informativa alternativa sia localmente, sia per osservatori stranieri, che circola nonostante i tentativi di censura da parte dei governi. Inoltre nella struttura del Web 2.0 vigono i principi di libera competizione e collaborazione dei sistemi Open Source, siti come Wikipedia rendono un utente consumatore e produttore allo stesso tempo. Il passaggio da forme più statiche e unidirezionali di

8 14 _ 15 Dati ISTAT I cittadini e le nuove tecnologie Nel 2014, aumenta rispetto all anno precedente la quota di famiglie che dispongono di un accesso ad Internet da casa e di una connessione a banda larga (rispettivamente dal 60,7% al 64% e dal 59,7% al 62,7%). Le famiglie con almeno un minorenne sono le più attrezzate tecnologicamente:l 87,1% possiede un personal computer, l 89% ha accesso ad Internet da casa. All estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani ultrasessantacinquenni: appena il 17,8% di esse possiede il personal computer e soltanto il 16,3% dispone di una connessione per navigare su Internet. Tra il 2013 e il 2014 per alcuni beni tecnologici si riduce il divario tra le famiglie in cui il capofamiglia è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista e quelle in cui è un operaio: per il telefono cellulare abilitato da 23,5 a 16,1 punti percentuali, per l accesso ad Internet da casa da 18,7 a 13,6 punti percentuali e per la disponibilità di una connessione a banda larga da 18,6 a 14,4 punti percentuali. Rimane stabile il divario sul territorio. Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un personal computer e di un accesso ad Internet da casa sono rispettivamente il 66% e il 66,6%, contro il 57,3% e il 58,3% delle famiglie del Mezzogiorno. Quest ultima ripartizione registra un forte ritardo anche nella connessione alla banda larga: 56,4% contro 65,4% del Centro-nord. aumenta quello di Internet (+2,5 punti percentuali). In particolare aumenta l uso giornaliero del web (+3,3 punti percentuali). Sono ancora forti le differenze di genere e di generazione. Utilizza il personal computer il 59,3% degli uomini, a fronte del 50,2% delle donne, naviga su Internet il 62,3% degli uomini e il 52,7% delle donne. I maggiori utilizzatori del personal computer e di Internet restano i giovani 15-24enni (rispettivamente, oltre l 83% e oltre l 89%). Aumenta leggermente la quota di utenti che accedono ai siti della Pubblica Amministrazione per ottenere informazioni. Sono il 29,8% degli utenti di Internet, in aumento dal 28,5% del Cresce anche l e-commerce: nel 2014 il 34,1% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato. I settori che registrano la crescita maggiore sono gli articoli per la casa (+5,1 punti percentuali) e gli abiti e gli articoli sportivi (+3,8 punti percentuali). Circa un terzo degli utenti di Internet ha fatto ricorso a servizi cloud per accedere ai propri file. Gli spazi per l archiviazione/condivisione su Internet sono usati soprattutto dagli uomini (il 30,2% contro il 26,1% delle donne) e dalle persone tra i 18 e i 34 anni. Nel 2014 oltre la metà delle persone con almeno 3 anni di età (54,7%) utilizza il pc e oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (57,3%) naviga su Internet. Rispetto al 2013 rimane stabile l uso del personal computer mentre

9 16 _ 17 Dati ISTAT Le tecnologie dell informazione e della comunicazione nelle imprese Nel 2014 il 98,2% delle imprese con almeno 10 addetti dispone di una connessione a Internet (96,8% nel 2013). Il 95,0% delle imprese è connesso a Internet in banda larga fissa o mobile (94,8% nel 2013). L utilizzo della banda larga mobile è in ulteriore crescita, coinvolge nel 2014 il 60,0% delle imprese (49,8% nel 2013). Il 69,2% delle imprese con almeno 10 addetti (88,9% tra le imprese con almeno 250 addetti) dispone di un sito web (67,3% nel 2013). Il 31,8% delle imprese (51,9% tra quelle con almeno 250 addetti) utilizza un social media (24,7% nel 2013); gli strumenti più diffusi tra le imprese sono i social network (29,3%) e i siti web di condivisione di contenuti multimediali (10,3%). Pressoché stabile la percentuale di imprese attive nel commercio elettronico nel 2013; sono il 42,5% contro il 44,4% del Aumentano le imprese che hanno venduto on-line i propri prodotti o servizi (da 7,6% nel 2012 a 8,2% nel 2013), ma diminuiscono quelle che hanno acquistato on-line (41,7% nel 2012 e 39,6% nel 2013). Soltanto l 8,2% delle imprese dichiara di fatturare esclusivamente in forma cartacea ad altre imprese o alla P.A., ma è ancora bassa la percentuale delle imprese che utilizzano la fatturazione elettronica in un formato adatto all elaborazione automatica (5,4%), mentre è molto diffusa la fatturazione digitale non adatta all elaborazione automatica (56,7%). Prosegue a ritmi elevati la crescita, registrata già negli anni precedenti, nell adozione di software specifici per la raccolta e condivisione con altre aree aziendali di informazioni sulla clientela (CRM): dal 13,3% nel 2009 al 23,1% nel 2013 fino al 28,2% nel È nettamente aumentata anche la diffusione di software per la condivisione automatica di informazioni tra diverse aree funzionali dell impresa (ERP), che passa dal 9,7% del 2009 al 27,2% del 2013 fino al 37,2% del La minore dimensione di impresa spiega il mancato investimento in molti degli strumenti tecnologici analizzati, come nel caso dell adozione di software di condivisione di informazioni tra funzioni diverse (ERP), di soluzioni RFID, dell impiego di personale specializzato in sistemi ICT. Se la tecnologia è più neutrale e flessibile rispetto al livello di complessità organizzativa, le imprese sembrano maggiormente orientate verso l adozione di strumenti ICT finalizzati a risparmi di costo e miglioramenti di efficienza, come nel caso del cloud computing, che coinvolge il 40,1% delle imprese. Le piccole imprese, pur essendosi dotate per la maggior parte di siti web (67,4%), ancora non colgono le opportunità offerte da sistemi di vendita on-line; l 11,5% ha attivato sistemi di ordinazione sul proprio sito web e il 7,3% ha effettuato nel 2013 vendite on-line via web o altre reti.

10 18 _ 19 Dati globali Incrociando i numeri di diverse fonti più o meno recenti ma comunque relative al 2014 da comscore a emarketer passando per Cisco, Sandvine, Akamai e la International Telecommunication Union fra le altre sullo stato della rete nel mondo ne esce in effetti un universo in clamorosa espansione e ai limiti di una svolta. Sono infatti quasi 3 miliardi (per la precisione 2,923) gli individui connessi o in qualche modo raggiunti da internet. Il 40% della popolazione mondiale: siamo dunque a un passo da un mondo a maggioranza connessa, per quanto mal distribuita. alla memorizzazione e gestione dei dati. Ma la parte del leone la farà il lato video con petabyte di traffico ogni 30 giorni, in buona parte grazie al boom dell intrattenimento streaming e on demand e di servizi come Netflix, che negli Stati Uniti pesano già il 59% dell uso complessivo del web. Questo genere di contenuti rappresenterà dunque globalmente il 76% del traffico internet consumer contro il 60% dello scorso anno. Il primo, sterminato zettabyte (mille exabyte) dovrebbe essere invece varcato già l anno prossimo. Di questi quasi 3 miliardi il 73,4% ha avuto accesso tramite smartphone o tablet: nel giro di tre anni la cifrà salira al 90,1%. In particolare in Asia, dove in un solo anno la percentuale di chi si è connesso in questo modo è balzata dal 23 al 37%. Al vertice delle aree geografiche più raggiunte c è proprio la macroregione Asia-Pacifico, con 756 milioni di persone cadute nella rete (41% della torta). Segue a debita distanza l Europa occidentale con 326 milioni di utenti (26%) e poi, con percentuali minori, il Nord America (14%), l America Latina (10%) e infine Medio Oriente e Africa (9%). Quanto alle prospettive, quella dietro l angolo anche solo per il prossimo quinquennio appare in effetti come una super-rete che avrà sempre più bisogno di banda e di capacità: nel 2018 consumeremo infatti qualcosa petabyte (o 83 milioni di terabyte) al mese. Circa 113 se ne andranno per i giochi online, per il file sharing, per tutte le altre attività web, dalla posta elettronica ai siti fino

11 20 _ 21 Numero globale di utenti Internet 2000 _ 2014 Distribuzione degli utenti Internet nel mondo 2014 Nel 2014 il numero degli utenti di Internet ha raggiunto 2,923 milioni cioè il 40% delle persone 7,000 m 6,000 m 5,000 m 4,000 m 3,000 m 2,000 m 1,000 m Nel 2013 l Asia orientale ha rappresentato per più di 756 milioni gli utenti su Internet seguita dall Europa occidentale Nord America 14% 10% America Latina Europa 26% 9% Medio Oriente e Africa Asia 41% che vivovo sulla terra con oltre 326 milioni

12 22 _ 23 chi progetta un sito web 22 _ 39 UX 24 _ 26 AI 27 _ 28 IXD 29 CS 30 _ 32 ID 33 _ 37 Lo schema di Garret 38 _ 39 Chi progetta un sito web Per iniziare a progettare siti web, non basta conoscere i tag html, le funzioni CSS e quant altro, abbiamo detto nell introduzione che il web nasce per l uomo e quest ultimo l ha reso dinamico e interattivo, il web è entrato nelle nostre vite prepotentemente e noi ne siamo piacevolmente schiavi. Progettare un sito web significa in primo luogo essere utenti, non possiamo costruire qualcosa senza conoscere com è fatta, bisogna essere buoni osservatori, capire a quali target puntare, come sviluppare contenuti e renderli adeguati. La progettazione di un sito web è il compito principale del web designer, esso deve avere molte conoscenze, il più delle volte non lavora da solo ma si affianca di specialisti per ogni settore che riguarda il sito. Nel corso di questa tesi, tratteremo i vari stadi che portano alla realizzazione di un sito, sia per quanto riguarda le figure professionali e le loro discipline, l assetto grafico e l usabilità.

13 24 _ 25 User Experience Design UX UXD o UX è l acronimo di User Experience Design, essa è una disciplina incentrata sulla progettazione di un prodotto, quale un sito web, questa disciplina ne abbraccia molte altre che la costituiscono (AI, CS, IDX, interection design ecc..), un User Experience Designer è colui che lavora per un gruppo di persone, un target, con lo scopo di creare un buon prodotto che soddisfi i loro bisogni. Il termine User Experience, venne usato per la prima volta nel 1995, da Donald Norman, Professore di Psicologia, Scienze Cognitive ed Informatica presso la Northwestern University e consulente del Nielsen Norman Group. Come da lui stesso dichiarato, coniò questa espressione in quanto riteneva che Human Interface e Usability fossero concetti troppo limitati per coprire tutti gli aspetti dell esperienza, inclusi l industrial design, la grafica, l interfaccia, l interazione fisica, che una persona prova interagendo con un sistema. Lo UCD (acronimo di User Centered Design) viene definito, sempre da Norman, come una metodologia di progettazione che nasce con l obbiettivo di creare prodotti in grado di servire le persone. Gli utenti e i loro bisogni, dovrebbero dominare il design dell interfaccia e esser chiamati in causa ad ogni passo del processo di sviluppo di un prodotto (Norman, 1986). La UX quindi è in realtà un processo composto dal lavoro di più professionisti che collaborano e mirano il raggiungimento di obiettivi comuni: l usabilità del prodotto e la soddisfazione dell utente. La sfida delle professioni della UX consiste nel fatto che, a fronte di sistemi sempre più complessi e interconnessi, cresce la richiesta da parte degli utenti di prodotti ogni volta più semplici e intuitivi. Lo user experience design come nello schema di Garrett, presenta due aree di applicazione quella dei contenuti la IA e quella delle interazioni la IDX, ne vengono aggiunte altre due quali il content strategy (CS) e l interaction design. Le quattro aree hanno in comune lo stesso obiettivo ovvero l usabilità del prodotto, queste discipline sono complementari tra loro e vengono studiate da quattro figure professionali differenti anche se è più comodo per un agenzia assumere un user experience designer che gestisca tutte le discipline, per questo un web designer deve essere pronto a tutto o per lo meno deve avere ampie conoscenze su come si gestiste un progetto, anche se lavora in team. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si occupano queste discipline e i progettisti che vi lavorano. Alan Cooper, riguardo all Experience Design nel campo dei prodotti digitali, sottolinea, come fece Norman nella sua definizione di UCD, la multidisciplinarità della materia e come sia richiesta per un design project una particolare attenzione nell orchestrazione di un gran numero di discipline di design, ciascuna avente un ruolo diverso ma complementare alle altre (Cooper, 2007).

14 26 _ 27 L architetto dell informazione AI AI L AI è colui che si occupa della struttura dei contenuti e della navigazione dei prodotti informatici e lo fa come un architetto tradizionale, egli lavora sugli impianti del sito, lo organizza, ne sceglie una logica, studia i passaggi tra vari argomenti in grado di renderli trovabili dal maggior numeri di visitatori del sito e li posiziona attraverso una serie di processi che gli permettono di stabilire quali sono i luoghi più corretti dove inserire i vari elementi del sito. CS UX ID L architettura dell informazione è lo scheletro invisibile su cui reggono i sistemi digitali, un informazione difficile da trovare è un informazione persa e sottovalutata per sempre. Peter Morville, uno dei padri fondatori dell IA, nel 1998 ne dava le seguenti definizioni: La combinazione di organizzazioni, categorizzazione e schemi di navigazione all interno di uno schema di informazioni; Il design strutturale di uno spazio informativo che facilita l esecuzione dei compiti e l accesso intuitivo dei contenuti; L arte e la scienza delle strutturazione e classificazione dei siti web e delle intranet per aiutare gli utenti a trovare e gestire le informazioni; IDX Una disciplina emergente e un insieme di pratiche focalizzate sui principi del design e dell architettura nel passaggio al digitale. L AI è anche oggi tutto questo, ma adesso l architetto dell informazione deve progettare per sistemi diversi e permettere all utente di fluire dello stesso contenuto informativo su vari dispositivi ma non solo deve

15 28 _ 29 Information design IXD anche creare integrazione tra ambiti diversi (un esempio importante è l ebook che nasce dalla carta e sfocia nel web in versione digitale). Un altra funzione dell architetto dell informazione non è tanto legata al prodotto quanto ai processi interni alla progettazione. Ha il compito di essere un mediatore linguistico, è lui che parla con il cliente e trasmette dopo agli sviluppatori. Infine possiamo dire che L AI lavora all analisi, alla scelta e alla progettazione degli strumenti tecnici e culturali per l organizzazione, la catalogazione, la ricerca, la navigazione e la presentazione dei contenuti che costituiscono un progetto (quale un sito o un app), è il cuore dell information design. L information design è l arte di trasformare i dati in informazioni facili, efficaci ed efficienti all utilizzo. È una disciplina che tende ad unire l aspetto grafico e contenutistico insieme lavorando sull aspetto cognitivo studiando come le persone si comportano nei confronti dell informazione. Tra i fondatori dell information design ricordiamo Edward Tufte (professore di statistica ed economia) che nel 1982 pubblicò il libro The Visual Display of Quantitative Information. Il prodotto delle information design sono le UI (user interface) le interfacce con le quali interagiscono gli utenti che vengono create seguendo due fasi: La fase teorico-concettuale (trasforma i requisiti degli utenti in un modello concettuale); idea > funzionamento La fase pratico-operativa studia il prodotto nelle varie fasi specifiche delle interfacce, dalle azioni al visual design.

16 30 _ 31 Content strategy CS Per quindici anni tutti noi che lavoriamo nel web abbiamo discusso di user experience, information architeture, content management system (CMS), codice, metadati, visual design, user research, ed altre discipline focalizzate ad aiutare l utente a trovare e consumare il contenuto. Stranamente abbiamo perso di vista il cuore della questione: il contenuto. Kristina Halvorson (2008) I content strategist, si occupano di questo, del contenuto. Quest ultimo nei prodotti digitali si estende a vari supporti (testo, audio, immagini, video) e a tutto quello che è invisibile agli utenti ovvero i metadati che permettono il recupero delle informazioni. Il content strategist pianifica la creazione, la pubblicazione e la governance di contenuti strategici per il cliente e usabili per gli utenti. Questo professionista lavora a fianco agli utenti per comprenderne bisogni e processi mentali in modo da creare e valutare i contenuti. La CS entra nel processo della user experience attraverso due caratteristiche portanti della professione: la capacità di recepire le richieste di chi utilizza o utilizzerà il prodotto; l abilità a costruire una stretta relazione con le altre professionalità del processo interattivo di progettazione. Il content strategist lavora insieme al committente a focalizzare gli obiettivi di comunicazione, affianca l architetto dell informazione nello sviluppo delle architetture e nel recupero dei dati, opera con l interaction designer nel creare testi e messaggi che facilitino l interazione. Gli ambiti di azione del content strategist sono: strategia editoriale: stabilisce le linee guida che governano il prodotto digitale: i valori, il tono, le responsabilità degli autori, le questioni riguardanti la produzione dei contenuti da parte degli utenti; web writing: ha come obiettivo quello di produrre contenuti utili e usabili destinati alla pubblicazione online sulla base della user experience traduce un testo in un sistema integrato di contenuti correlati, costruisce architetture logico-semantiche che offrono tante navigazioni quanti sono i diversi modelli mentali degli utenti; progettazione del sistema metadati: si occupa di progettare contenuti e struttura delle pagine che facilitino il rilevamento da parte dei motori di ricerca. Lavora alla redazioned delle keywords e segue le campagne e la strategia di posizionamento insieme allo specialista del SEO per migliorare le performance del prodotto; progettazione dei fontent management: definisce le tecnologia per la pubblicazione, l aggiornamento, la classificazione e l archiviazione dei contenuti. Concorre a scegliere le infrastrutture tecnologiche, a definire i processi di pubblicazione e a stabilire il ciclo di vita dei documenti; pianificazione della distribuzione del contenuto: definisce come e dove rendere disponibile quel contenuto per gli utenti. Insieme al web marketing e al community manager lavora ad approfondire il contesto e le modalità per distribuire le informazioni al di là del sito web.

17 32 _ 33 Interaction design ID La tecnologia avanza a ritmi incessanti e le persone continuano a chiedere contenuto, per questo la figura del content strategist non deve essere affatto che marginale. Come nel caso dell architetto delle informazioni o quello dell interaction designer, il content strategist ha un ruolo di ponte tra i componenti del team di lavoro, tra chi vuole comunicare (committente) attraverso un prodotto digitale e chi lo utilizzerà (l utente). L uomo è per natura un animale sociale, e il senza patria è certamente sciocco per natura e non per condizione, o migliore o semplicemente uomo, perciò l uomo è un animale sociale più di ogni ape o di ogni animale selvaggio, com è chiaro. Aristotele. Cito Aristotele all inizio di questo capitolo poiché, l uomo è stato da sempre un animale sociale, sin dall antichità, esso ha sempre messo in primo piano la comunicazione tra individui, grazie a questo è nata la lingua e la scrittura, la disciplina che si occupa della comunicazione tra individui nel campo del design è l interaction design, essa è un arte applicata, è l arte di facilitare le interazioni fra esseri umani attraverso prodotti e servizi. È completamente incentrata sull utente per questo fa parte della cerchia che abbraccia la UX, l interaction design a sua volta abbraccia molte discipline tra queste l industrial design. Spesso l interaction designer per risolvere i problemi crea nuove soluzioni, il punto di partenza è qualcosa non esiste ancora ma spesse volte deve far fronte a problemi di servizi che esistono già, la sua utilità è proprio questa, risolvere problemi reali come capire qual è il modo migliore per mandare un . Il suo scopo resta sempre quello di aiutare la comunicazione, l interazione tra due individui e in misura minore tra un essere umano e il dispositivo. Le caratteristiche di un buon interection design sono: Affidabile: gli esseri umani quando testano un prodotto, esprimono da subito il loro giudizio sull affidabilità di quest ultimo per cui prodotti o servizi devono fare trasparire questa qualità da

18 34 _ 35 subito, devono convincere l utente che non lo stiano imbrigliando o tradendo. Se abbiamo fiducia in qualcosa è molto probabile che continueremo ad usarla, un utente che ha fiducia di un sito web continuerà a navigarlo senza aver timore che qualcosa di brutto potesse succedere mentre lo fa; Appropriato: le soluzioni che gli interaction designer ideano devono essere appropriate alla cultura, situazione e contesto in cui vivono. L antropologo culturale olandese Geert Hofstede, nel suo libro Software of te Mind, identificò cinque dimensioni principali che possono essere usate per aiutare a capire diverse culture e regolarsi di conseguenza nel design: Distanza di potere. Fino a che punto i membri di una cultura riconoscono le disuguaglianze all interno della cultura stessa; Individualismo contro collettivismo. Capire i legami che creano i membri di quella cultura se sono legami flessibili o forti (specialmente le famiglie); Mascolinità contro femminilità. Quanto forti sono i ruoli di genere di una cultura; Evitare l incertezza. Quanto una cultura tollera le incertezze e le ambiguità; Orientamento a breve o a lungo termine. Quanto valore attribuisce una cultura al futuro rispetto al passato e al presente? Quando si avranno le risposte a queste domande si saprà per che tipo di cultura si progetta e si prenderanno scelte coerenti, se ad esempio, una cultura attribuisce un grande valore all evitare l incertezza, essa preferirà scelte semplici e limitate piuttosto che quelle complesse. Intelligente: i prodotti e i servizi che utilizziamo devono essere più intelligenti di noi. Devono fare per noi, esseri umani le cose che abbiamo difficoltà a fare: eseguire calcoli anche complessi rapidamente, ricordarci le cose al momento giusto, rilevare schemi complicati; Reattivo: è molto fastidioso aspettare risposte, di qualsiasi genere, è ancora più fastidioso non capire se qualcuno ci stia rispondendo o meno, per gli utenti icone che girano o clessidre non sono sufficienti a far capire cosa sta accadendo nell attesa di una risposta. Se un azione porta via del tempo (anche un solo secondo a volte può sembrare una lunga attesa), un buon design fornisce qualche meccanismo per comunicare all utente che il sistema ha sentito la richiesta e sta lavorando per lui, ciò non riduce l attesa ma l azione sembrerà più breve. La reattività fa sentire le persone apprezzate e comprese; Ingegnoso: prodotti e servizi ingegnosi prevedono i bisogni degli utenti;

19 36 _ 37 Ludico: ciò non significa progettare prodotti e servizi che siano dei giocattoli ma piuttosto conferire all ambiente e ai mezzi sviluppati la possibilità di far giocare l utente, attraverso un gioco serio, servizi e funzionalità non faranno sentire l utente intrappolato, esso si sentirà anche libero di sbagliare e ritentare. Piacevole: da un punto di vista del design un prodotto deve essere piacevole in due modi: esteticamente e funzionalmente. Come messo in evidenza dallo psicologo cognitivo Don Norman nel suo libro Emotional Design, i prodotti belli funzionano meglio. Gli esseri umani tendono a tollerare maggiormente i difetti degli oggetti belli. Ma la bellezza non è tutto. of people

20 38 _ 39 Lo schema di Garret concreto completamento progettazione visuale progettazione dell interfaccia progettazione della navigazione progettazione dell informazione progettazione delle interazioni architettura dell informazione tempo Adesso che ci è ben chiaro quali figure e quali discipline conoscere prima di sviluppare un sito web possiamo analizzare la scheda di Garrett di cui accennavamo prima, Garret è un famoso user experience designer che lavora a San Francisco, in California, cofondatore della strategia Adaptive Path e società di consulenza di progettazione. In primo luogo è diventato popolare nel web design e alle comunità di sviluppo all inizio del 2000, con la pubblicazione del suo diagramma intitolato The Elements of User Experience che è diventato successivamente un libro. Nello schema della progettazione (figura1), egli mostra l impianto logico-organizzativo da sviluppare per progettare un sito web. Partendo dal basso, nel primo livello troviamo i requisiti dell utente e gli obiettivi del sito, è la fase più astratta e teorica della progettazione, dove si cerca di far fronte e far combaciare entrambi gli aspetti. specifiche funzionali requisiti di contenuto Nel secondo livello è data la descrizione specifica degli elementi funzionali che siano contenuti oppure tecnici. Nel terzo livello il sito inizia a prendere forma attraverso le due figure chiave che compongono la UX ovvero la IA e l IXD. schema della progettazione (figura1) requisiti utente obiettivi del sito Nel quarto livello si definisce l information design, viene progettato l impianto informativo del prodotto attraverso la navigazione, il layout e tutto ciò che comprende la UI. Il quinto livello è rappresentato dall aspetto visual della progettazione grafica del prodotto finito. astrato concezione

21 40 _ 41 look 40 _ 81 navigazione 42 _ 48 allacciate le cinture 43 _ 44 creare percorsi tra i contenuti 45 _ 48 font 49 _ 59 anatomia del carattere 50 _ 52 composizione 52 _ 54 breve storia dei font 55 _ 57 la scelta dei font 58 _ 59 colore 60 _ 72 accenni teorici 60 _ 65 caldo o freddo 66 _ 67 il lato oscuro del web 68 _ 69 un attimo di respiro 69 Rendere un sito usabile I vari elementi che compongono una pagina Ogni sito web prima di essere programmato e trasformato in codice deve essere progettato non tralasciando nessuno dei vari elementi che lo compongono dandogli un impronta più o meno armonica e funzionale per fare ciò non esistono delle regole di buona condotta a renderlo usabile e apprezzato dall utente ma solo buon senso e conoscenza, la struttura nella sua complessità va studiata tenendo conto di tante regole, innanzitutto bisogna per prima cosa considerare il fatto che chi si approccia nella realizzazione di un sito (il più delle volte è un web designer, un programmatore o entrambi) è anche un visitatore di pagine web, un utente, che conosce bene il territorio web e sa come muoversi. Oggi all interno delle pagine si sono create sezioni che chiameremo consuetudini, una consuetudine è una tradizione affermata nel tempo, è sicurezza e nel caso dei siti web è anche sinonimo di qualità, esse all interno della pagina hanno lo scopo di essere simili a segnali stradali (come direbbe Krug), facilmente individuabili dall utente come ad esempio il logo in alto a sinistra o la navigazione a destra ecc.. sono determinati luoghi dove l utente aspetta di trovare ciò che cerca senza pensarci, la bravura del progettista che è anche un bravo osservatore sta proprio nell individuarli e sfruttarli. Questo capitolo ci spinge ad osservare vari elementi di un sito quali: la navigazione, i font e la composizione dei testi, il colore e il layout, sperando di dare una panoramica esaustiva di ciò di cui si occupa un user experience designer. layout 71 _ 81 wireframe 76_ 81

22 42 _ 43 Navigazione Allacciate le cinture Links e la gerarchia dei contenuti Ogni utente in media spende pochi secondi per scrollare la pagina del nostro sito, quindi bisogna creare una navigazione in grado di far capire all utente in uno sguardo cosa c è in questo sito, le varie categorie di prodotti, servizi, insomma ciò che il sito propone, tutto ciò in tempo record. Il problema di progettare la navigazione è gestito dalla AI (information architecture) che studia l architettura logica della disposizione delle informazioni in quello spazio, ovvero la nostra pagina. La coerenza è una caratteristica fondamentale della navigazione. Una navigazione non coerente e che cambia tra una pagina e l altra porta alla perdita di fiducia da parte dell utente che si distrarrà nel cercare il suo obiettivo pensando invece al funzionamento del sito. Inoltre la navigazione deve essere prevedibile, essa non ha bisogno di essere appresa perché deve riflettere la volontà dell utente. Mi piace pensare la navigazione come un grande mezzo dove le persone viaggiano, la loro meta rappresenta il loro obiettivo, quel che cercano all interno del sito, come ogni strada principale (navigazione primaria) si ramifica in altre piccole strade (navigazione secondaria), più è efficiente quella strada e più saranno esaustive le indicazioni più l utente apprezzerà quel sito rispetto ad un altro e il suo viaggio sarà sicuro e dritto alla meta. Infatti quando parliamo di navigazione, parliamo di findability che traduciamo in italiano con trovabilità, il ruolo del progettista nei confronti di quest ultima sta nel definire inizialmente la navigazione primaria, importante da valutare e tenere in primo piano, ovvero dare delle priorità secondo le aspettative dell utente che visita il sito in modo tale da riuscirle a trovare senza sforzi e frustrazione. Ma se ad un certo punto ci sentiamo confusi nel dare delle priorità (cosa non molto semplice) e se si lavora in un team dove ognuno dice la sua e la pensa in modo diverso, come si fa? A questo, ci hanno già pensato, grazie ad un processo di card sorting (un metodo empirico di classificazione che ha una storia molto lunga in campi diversi delle scienze sociali, usato oggi anche nello user central design), possiamo tirare le somme su cosa puntare principalmente, facendo dei test agli utenti che si prestano a questa pratica, i test fatti in questo processo possono essere: Cluster analysis; Analisi a coppie; Label analysis;

23 44 _ 45 Creare dei percorsi tra le categorie Analisi del consenso fra i partecipanti. Una volta stabilito il risultato di questi test, il team stipula un elenco di contenuti da considerare attraverso una free-list, interviste o focus group (questi, sono completamente inadeguati in un buon piano di ricerca di usabilità ma sono ottimi per identificare aree di interesse in un contesto di interazione di gruppo, come in questo caso), questo elenco verrà ulteriormente testato attraverso un analisi dell alberatura dove si presenterà agli utenti solo i menu di navigazione e si chiederà di cercare le informazioni che si erano fissate negli obiettivi della findability. A fine di questo test, se fatto bene, avremo un quadro più chiaro sulle modifiche da riportare, in tal caso possiamo procedere nei seguenti modi a secondo i risultati: cambiando l etichetta di una o più voci; spostando una voce in un altro punto dell albero; duplicando una stessa voce in più punti dell albero (non bisogna sentirsi ripetitivi, ogni persona ha modi diversi di cercare le proprie informazioni e trovare ciò che cerca in un modo diverso dal nostro, i test di usabilità ad esempio ci insegnano a guardare le cose in più punti di vista, ovviamente quando l utente conoscerà bene il sito, saprà quale sarà il percorso più breve da attraversare per giungere al suo obiettivo). Un sito ben strutturato dà agli utenti ciò che cercano quando lo cercano. Nielsen e Loranger; (Web Usability 2.0, vol. 1) Pensiamo ad un supermercato, molte volte se non troviamo qualcosa, ci aiutiamo con quei cartelli posti in alto che ci indicano le categorie dove cercare il nostro oggetto desiderato, se non riusciamo a trovarlo o siamo di fretta, proveremo subito a chiedere al primo addetto che passa tra gli scaffali. Questo comportamento può essere paragonato ad un visitatore di una pagina web commerciale, e il nostro commesso o addetto alle vendite verrà paragonato alle utility (ovvero la sezione riservata alla ricerca). È consigliabile non riportare la navigazione anche nelle pagine dove si sta svolgendo un pagamento o compilando un modulo, l utente potrebbe trovarla fastidiosa e inutile, inoltre bisogna ricordarsi che c è chi soffre di claustrofobia quindi bisogna dare all utente sempre la possibilità di una via di fuga ovvero il modo semplice e veloce per tornare alla home page o far capire all utente in che parte del sito si trova, attraverso le briciole di pane ovvero il percorso in link che ha attraversato prima di imbattersi in quella pagina, questo è un modo carino e veloce che risparmia all utente tempo e confusione. Quando la progettazione della nostra navigazione sarà finita (o almeno così crediamo) è opportuno fare la prova del 9, è consigliabile stampare una pagina web e cerchiare i seguenti punti magari tenendo il foglio lontano con il braccio:

24 46 _ 47 esempi di navigazione funzionale ID del sito; Nome della pagina; Sezioni (navigazione primaria); Navigazione locale; Indicatore di posizione; Ricerca (utility). Se la navigazione soddisfa tutti questi campi in maniera ordinata e delle volte in punti convenzionali, possiamo ritenere il nostro lavoro completo. La navigazione rispecchia una se non la prima parte fondamentale di un sito, adesso ci occuperemo di altri dettagli grafici, essi creano il design di un progetto, un buon design fa sempre la differenza.

25 48 _ 49 esempio di navigazione non funzionale I font Abbiamo detto che l obiettivo del web è quello di comunicare e lo fa attraverso molti mezzi ma il più significativo è il testo. Il carattere tipografico, la sua storia, i suoi dettagli non sono altro che la manifestazione visiva della parola, elemento non marginale in questo tipo di comunicazione. Sappiamo che la lettura a monitor (circa il 25% più difficoltoso che sulla carta) ha posto i vari progettisti e designer a trovare una soluzione per ridurre quanto più possibile queste difficoltà, con la progettazione di font adatti per lo schermo. Se si parla di lettura dobbiamo affrontare il tema della tipografia quindi significa dedicare uno spazio sufficientemente ampio ai caratteri e alla loro importante funzione all interno di ogni progetto. Questa prima parte del capitolo è dedicata all analisi di quella che definiamo l anatomia della parola scritta, in cui si analizzerà il carattere da un punto di vista prettamente grafico. La conoscenza di vari elementi ci aiuterà nella scelta del carattere adatto ad un progetto, in questo caso un sito web, alla composizione e altre scelte che rendono ci aiuteranno nella progettazione del testo.

26 50 _ 51 Anatomia del carattere tipografico B R a g t É ela C spalla superiore 2 G 1 microcosmo E D A. Corpo: è la dimensione del carattere, in stampa viene espressa e misurata in punti tipografici (pt), il punto tipografico fu introdotto nel 1770 da F. A. Didot, il pt corrisponde a mm. Quando si progetta per il web il sistema di misura più popolare e utilizzato è il pixel (px), esso garantisce un dimensionamento del testo su ogni browser e piattaforma ma essendo una grandezza fissa non permette di all utente di ingrandire o rimpicciolire con lo zoom F B. Altezza della maiuscola: altezza massima della maiuscola in una riga di testo. C. Altezza della minuscola (o occhio del carattere): Le dimensioni, in altezza e in larghezza, dell occhio è uno degli aspetti che caratterizzano maggiormente una font. Da questo elemento, che può variare enormemente a parità di corpo, dipende in gran parte la leggibilità di un carattere. D. Tratto ascendente: l ascendente è la parte di lettera che si estende sola l altezza della u, in alcuni casi può essere anche più alto dell altezza della maiuscola. E. Tratto discendente: è il tratto più basso della lettera, posta in basso alla linea di base, nell esempio la troviamo nella g. La mancanza di tratti ascendenti e discendenti renderebbero la lettura difficoltosa poiché toglierebbero all occhio l ancoraggio ottico che utilizza per scandire la lettera, fondamentale nelle pagine web fluide e variabili. F. Linea di base G. Occhiello, anello, rilievo 1. Orecchio 2. Tratto terminale con grazia: grazia è la traduzione della parola serif, ed è un segno più o meno accentuato, traggono la loro origine dal segno calligrafico della scrittura (pennello o penna). I caratteri graziati hanno estremi che terminano con degli allungamenti più

27 52 _ 53 o meno elaborati, queste hanno una valenza estetica ma anche una funzione percettiva di legare visivamente tra loro le lettere. Si è sempre pensato che il testo scritto con caratteri graziati aiutasse la lettura ma studi recenti hanno dimostrato che le grazie sono più leggibili per coloro che sono cresciuti leggendo caratteri con esse. 3. Tratto terminale 4. Cravatta 5. Maiuscola accentata 6. Minuscola ascendente La composizione Macrocosmo Lo scopo degli attributi del testo: interlinea, spaziatura, giustezza, paragrafo, vari tipi di composizione è quello di delineare l aspetto tipografico gestito all interno del layout della pagina, conoscendo questi attributi il testo risulterò leggibile e armonico. L interlinea: si intende lo spazio tra le linee di testo, dalla linea di base di una riga di testo superiore, a quella della riga inferiore. Essa va misurata dalla linea di base della riga, nella scelta dell interlinea bisogna tenere conto dei criteri di leggibilità, essa varia a secondo la tipologia di carattere a all uso che se ne deve fare. Studi condotti sulla percezione e la lettura a monitor hanno dimostrato che un interlinea superiore a quella tipografica classica aiuta la lettura sui supporti digitali. Il testo stampato di solito, destinato alla lettura richiede un interlinea pari al 12 % rispetto al corpo (14/16 pt); a monitor l interlinea ottimale è tra il % del corpo in funzione della lunghezza delle righe di testo (14/18 pt). La crenatura: è lo spazio tra le lettere. Il controllo della crenatura è un modo eccellente per gestire ed eliminare vedove e orfane (singole parole o sillabe che ricadono nell ultima riga di testo). Nel caso in cui nella nostra pagina ci sia molto testo, la spaziatura deve essere usata con cautela, si consiglia di distanziare adeguatamente le lettere. La giustezza: la giustezza di una colonna di testo indica quanto è lunga la riga di testo. La giustezza di un testo è importante ai fini della leggibilità. La giustificazione è un modo in cui viene allineato o giustificato un testo, la scelta della giustificazione dipende dal tipo di progetto e del layout della pagina, ci sono diversi modi per allineare un testo: Composizione giustificata (a blocchetto), le righe hanno uguale lunghezza e il testo è allineato in modo da avere entrambi i margini uguali e regolari, è molto utilizzata per documenti che hanno molto testo poiché facilitano il processo di lettura ma se la crenatura non viene curata potrebbero crearsi sgradevoli parti bianche, nei siti web

28 54 _ 55 Breve storia dei font questa composizione è sconsigliata poiché l allineamento regolare del testo sul bordo destro (quello che il nostro occhio scorre prima di riprendere il filo sulla riga successiva) rende difficile mantenere il segno soprattutto in caso di scroll; Composizione centrata (a epigrafe), le righe, di diversa lunghezza vengono centrate rispetto alla lunghezza del blocco di testo secondo un asse centrale. Produce un affaticamento della vista per questo viene utilizzata per testi brevi; Composizione a bandiera è quella più consigliata nel web, grazie alla variabilità del margine e all assenza di sillabazione, questa composizione crea degli ancoraggi ottici che aiutano la lettura anche in condizioni dinamiche; Composizione a sagoma (modo più personalizzato), segue un particolare disegno. Composizione crescente o decrescente. Successivamente alla nascita dei primi sistemi operativi quali Macintosh e Microsoft e lo sviluppo del desktop publishing è nata l esigenza di convertire quelli che erano i caratteri tipografici in font in versione digitale. Negli ultimi trenta anni si è mossa (e per certi versi si sta ancora muovendo) una guerra feroce tra tre contendenti (Apple, Windows e Adobe) volta a stabilire il controllo sul formato dei font da utilizzare. Prima della metà degli anni 80 i font erano esclusivamente bitmap, in questo clima la progettista di caratteri Susan Kare che non è solo una font designer ma è anche una gui (graphical user interface), ovvero progettista di icone che servono all utente per controllare un computer, dagli anni 80 si è dedicata al disegno di icone ma la sua carriera iniziò progettando font, crea nel 1983 i fortunati caratteri Chicago e Monaco per il sistema operativo Macintosh. Un altro progettista di font fu Matthew Carter, egli lavorò sia per la Apple che per Microsoft, per quest ultima creò due tra i caratteri più usati anche oggi il Verdana (1994) e il Georgia (1993), entrambi i due caratteri vengono distribuiti e installati gratuitamente assieme al browser di casa Microsoft, Internet Explorer. Il carattere TYPE1 di Adobe creato nel 1985 fu la prima mossa nella guerra dei font, carattere vettoriale per stampa con tecnologia Postscrip, esso viene subito adottato da Apple che tiene riservate tutte le tecnologie e specifiche per ottenerne il controllo quasi totale tanto da indurre la casa di Cupertino ad allearsi con Windows per proporre una valida alternativa a questa egemonia. Da questa unione nasce TRUE TYPE (TTF), carattere vettoriale utilizzabile sia per stampa che a video, Windows include questo

29 56 _ 57 carattere nei suoi sistemi operativi. Adobe sviluppa infatti ATM, tecnologia creata per rendere a video i Font TYPE1, che causerà una ancor più netta separazione tra MAC e Windows. La necessità di portare un po d ordine porta Microsoft e Adobe a sviluppare OPEN TYPE (OTF): carattere vettoriale tipografico per computer in grado di essere interpretato correttamente sia dalle stampanti Postrcript che da quelle con tecnologia diversa. I due formati TYPE1 e TRUE TYPE vengono così riuniti in OPEN TYPE e, dal 2002, tutti i font Adobe saranno convertiti in questo formato. Anche se in un primo momento Apple sembra orientata a sviluppare una propria tecnologia unificata, alla fine si arrende e crea un supporto OPEN TYPE per MACOX che di fatto pone fine a questa guerra trentennale. A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z a b c d e f g h i k l m n o p q r s t u v w x y z À Á Â Ã Ä Å Æ Ç È É Ê Ë Ì Í Î ;,.:?! $ % & / ( ) =? ^ [\]^_` { } carattere bitmap Monaco disegnato nel 1983 da Susan Kare per il sistema operativo Macintosh A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z a b c d e f g h i k l m n o p q r s t u v w x y z À Á Â Ã Ä Å Æ Ç È É Ê Ë Ì Í Î ;,.:?! $ % & / ( ) =? ^ [\]^_` { } A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z a b c d e f g h i k l m n o p q r s t u v w x y z À Á Â Ã Ä Å Æ Ç È É Ê Ë Ì Í Î ;,.:?! $ % & / ( ) =? ^ [\]^_` { } carattere Georgia disegnato nel 1993 da Matthew Carter per Microsoft Corporation A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z a b c d e f g h i k l m n o p q r s t u v w x y z À Á Â Ã Ä Å Æ Ç È É Ê Ë Ì Í Î ;,.:?! $ % & / ( ) =? ^ [\]^_` { } carattere bitmap Chicago disegnato nel 1984 da Susan Kare per il sistema operativo Macintosh carattere Verdana disegnato nel 1996 da Matthew Carter per Microsoft Corporation

30 58 _ 59 La scelta del font La scelta di un font rispetto ad un altro è la lotta di tutti coloro che progettano un sito web, l utilizzo di un font sbagliato potrebbe compromettere la fruibilità e la funzionalità del sito stesso. Inizialmente il limite naturale sulla scelta del font, risiedeva nel fatto che, scrivendo pagine web, il designer era costretto ad utilizzare solo un numero ristretto di caratteri che avessero la caratteristica di essere presenti nei sistemi operativi degli utenti. Con CSS2 il controllo sul font aumenta in quanto viene concessa la possibilità di dichiarare una serie di font che il browser «sfoglierà» fino a trovare quello presente sul pc di chi guarda il sito. La vera rivoluzione avviene con l avvento dei CSS3 e la font-face che permette all utente di scaricare automaticamente il font indicato qualora non sia presente sul proprio computer. Per rendere questi file adatti ad essere scaricati con maggiore facilità si provvede alla loro compressione. I formati più comuni di web font sono: EOT e WOFF. La differenza tra i due formati è minima e anche il rapporto di compressione risulta essere quasi identico. Per facilitare il reperimento del font in tutti i formati sono sorti in breve molti servizi di conversione font o siti da cui è possibile scaricare tutti i file necessari. Oggi con google web font e altri siti che offrono lo stesso servizio, facciamo un ulteriore passo in avanti: non è più necessario caricare sul server tutti questi formati per un solo font, ma semplicemente aggiungendo una riga di codice nell header della pagina, e indicando il nome del font nel css, questi files verranno automaticamente scaricati, dal browser dell utente finale, direttamente dai server google. Questo porta ad avere molta scelta, abissale rispetto a pochi anni fa, quando il web designer aveva pochissima scelta. La scelta del font giusto è fondamentale e deve essere ben studiata, questa potrebbe compromettere anche la leggibilità del testo di tutto il sito per questo deve tenere conto di alcuni fattori: Alcuni consigli per l uso Uno delle priorità da tenere sempre a mente è la leggibilità; Scegliere un font adatto al contesto in cui lo stiamo utilizzando, per fare ciò bisogna avere una particolare visione anche storica sulla nascita di quel particolare carattere o della classificazione a cui fa parte; Analizzare bene tutta la famiglia di caratteri prima di utilizzarli, potrebbero esserci elementi che mancano o elementi che non piacciono che magari inizialmente non avevamo notato; Dare una particolare attenzione alla crenatura; Le dimensioni contano, di solito si tende ad usare corpi più grandi per la navigazione principale o concetti più importanti, ma non facciamoci prendere la mano, vi deve essere un equilibrio tra le parti. Non utilizzare più di 2 o 3 font diversi in uno stesso progetto.

31 60 _ 61 Il colore Accenni teorici Il colore è il risultato di una sensazione prodotta dalla luce emessa o riflessa dagli oggetti. Tale sensazione varia in rapporto alla lunghezza d onda che colpisce l occhio, determinando così quelli che si definiscono colori. Nuovo manuale del grafico, Giorgio Fioravanti Fioravanti nella sua semplice definizione sul colore, non a caso parla di sensazioni, il colore infatti è un importante media in grado di influenzare la percezione di un sito web, per questo gioca un ruolo estremamente importante e necessario per rendere efficaci le nostre strategie di comunicazione. Infatti la scelta del colore è una delle decisioni più importanti da prendere nella creazione di un sito web, questi hanno il potere di migliorare l esperienza di navigazione all utente, se ben studiati e scelti. La dott.ssa Lindgaard dell University Carleton di Ottawa in Canada nel 2006 ha condotto uno studio sul colore nel web dichiarando che Il cervello umano è in grado di fare una prima valutazione istintiva ed emozionale di un sito guardandolo per meno di 1/20 secondo (il tempo di un battito di ciglia). In questo istante sarà comunque registrata una sensazione positiva o negativa che la nostra parte razionale tenterà poi di confermare nel resto della navigazione Alla luce di questo studio possiamo capire quanto la scelta dei colori sia importante nell impatto con l utente, la scelta di cattivi colori potrebbe provocare subito un calo di fiducia da parte dell utente poiché se il sito ha impressionato negativamente, il visitatore tenderà inconsapevolmente a notare soprattutto gli aspetti negativi. Il vero segreto nella scelta cromatica dei colori sta nell abbinamento, di solito si prediligono abbinamenti che non possiedano più di tre colori, questi devono essere scelti con criterio. Delle volte potremmo essere vincolati dai colori aziendali (se si sta progettando un sito per un azienda, bisognerà adottare i colori del logo ad esempio), l utente che visita per la prima volta un sito web deve subito ricondurre i colori percepiti al marchio. Riuscireste ad immaginare il sito di Apple arancione e verde? NO. Ma se così non fosse possiamo sbizzarrirci e dobbiamo farlo in modo non causale. La verità è che il colore ha un forte potere semantico e comunicativo capace di dare all aspetto riconoscibilità e riconducibilità del brand ovviamente se si usano colori adeguati e studiati attentamente. Ce lo dimostra Man Ray dipingendo nel 1960 un pane di blu cobalto. Fig 1. Un dettaglio che rende quel pane incommestibile e poco attraente. Ricordiamo che il colore deve soddisfare tre aspetti: significato affettivo; significato culturale; categorie di prodotto. fig 1. Man Ray. Pane Blu 1960.

32 62 _ 63 Non esiste un codice cromatico universale ma esistono invece numerose classificazioni internazionali di colori, le più famose sono il modello RGB (in cui i colori primari sono: rosso, verde e blu) il RGY (rosso, verde e giallo), il CMYK (ciano, magenta, giallo e nero, detta anche quadricromia) e il HSB (che invece si basa su tonalità, saturazione e luminosità per ottenere tutta la sua gamma cromatica). colori primari Unendo i colori primari di ogni modello si creeranno colori complementari che saranno alcuni armoniosi altri contrastanti ai primari, il consiglio è di utilizzare i colori armoniosi per i bottoni, icone e testo mentre i più contrastanti bisogna (i primari) usarli con cura e in caso in cui si ha la necessità di dare risalto ad un certo e importante argomento, non bisogna esagerare poiché questi potrebbero creare confusione visiva e infastidire l utente. colori secondari sintesi additiva RGB sintesi sottrattiva CMYK colori terziari

33 64 _ 65 combinazioni tra colori primari combinazioni tra colori secondari combinazioni tra colori primari e secondari combinazioni tra colori terziari Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc Abc

34 66 _ 67 Caldo o freddo I colori inoltre si possono suddividere in caldi e freddi. I colori freddi sono i più recettivi cioè tendono a vedersi di meno quando ci si allontana dal dispositivo, questi possono essere utilizzati per la navigazione ordinaria e per elementi di contorno in quanto attirano meno l attenzione, sono comunque i più neutri. Tra questi troviamo: le variazioni di blu: sono colori molto graditi soprattutto dagli uomini, sono i meno rischiosi da utilizzare, evocano calma, professionalità, affidabilità, saggezza, il mare, il cielo, fiducia, intelligenza e verità, si consiglia di non utilizzarli per siti di alimenti poiché calmano l appetito; Il verde: è un colore che evoca la natura, l armonia, la stabilità della Pace e del benessere. È uno tra i colori più riposanti e gradevoli per il cervello umano, si contrappone al rosso (segnale di pericolo) delimitando un area sicura (si pensi ai semafori stradali). In alcuni Paesi potrebbe richiamare l idea del denaro; Le varie variazioni di viola (fino al porpora) associano la stabilità del blu all energia del rosso. Richiamano nobiltà, lusso, mistero e magia, potrebbero essere ben utilizzare per richiamare attenzione e contrasto. I colori caldi tendono invece ad emergere dal contesto per questo motivo sono consigliati soprattutto quando si vuole sottolineare qualcosa, un azione o un elemento che porta ad un obiettivo all interno della pagina (link, aree tematiche, bottoni ecc..), tra i colori caldi troviamo: Il colore caldo in assoluto è il rosso, è il colore della passione, del fuoco, dell entusiasmo e dell aggressività. Esso richiama l attenzione e viene utilizzato per segnalare errori o comportamenti pericolosi. Il giallo è il colore del sole e della luce, trasmette fiducia, positività felicità, gioia e energia. È un colore difficile da abbinare in quanto tende a scomparire sui colori chiari, se lo si utilizza per richiamare l attenzione bisogna abbinarlo a colori scuri che lo contornano, solo in questo caso dona ottimi risultati, le variazioni più scure di giallo (eccetto color oro) vanno evitate poiché hanno un potere negativo associato alle malattie; L arancio è il colore più rassicurante, dona energia, vivacità ed equilibrio, viene associato spesso ad offerte speciali, è in grado di stimolare l appetito per le sue varie gradazioni che richiamano gli agrumi, è ideale per chiamare azioni come pulsanti, link ecc...; Il marrone è il colore della terra, del legno e trasmette intimità e resistenza. Mitiga gli aspetti negativi del rosso conferendone maggiore stabilità e credibilità. È un colore molto gradito. Il rosa invece trasmette romanticismo e giovinezza, è molto meno acceso del rosso, meno visibile e quindi provoca meno reazione.

35 68 _ 69 Il lato oscuro del web Il nero Siamo portati a pensare che il nero sia associato alla paura o alla tenebra. Dietro questo colore però c è molto altro, il nero è invece associalo all eleganza, al potere e alla sobrietà. Con l avvento della stampa la coppia bianco e nero si impone in maniera distinta e prepotente, scostandosi come lo si nota in fotografia dagli altri colori, infatti la fotografia e il cinema hanno rafforzato la distinzione che facciamo tra i colori e il bianco e nero per questo viene quasi naturale chiedersi il nero e il bianco sono colori? Oggi scienziati ed artisti li riconoscono a pieno come colori a tutti gli effetti. L uso del colore nero è spesso utilizzato per siti portfolio di carattere fotografico o che hanno la necessità di richiamare l attenzione dell utente. La scelta di realizzare un sito basato sul background nero prevede maggiori accorgimenti: È sconsigliato l uso di questo colore in siti ricchi di testo poiché non dona ad esso tenero fertile per la leggibilità; Bisogna distanziare bene gli elementi creando maggiore spazio di respiro per rendere chiaro tutto l insieme; Scegliere abbinamenti di colori con molto contrasto; La scelta del font è fondamentale, un serif renderebbe l impatto elegante invece un san serif con corpo ampio dona al sito un design contemporaneo; Rendere gli elementi equilibrati e cercare di accompagnare l occhio verso i contenuti. Un attimo di respiro Il bianco Il bianco è tra i colori più semplici, sinonimo di pace ed eleganza, questo se dosato bene riesce a conferire all occhio umano, coerenza, rigore e semplicità. In tempi passati il bianco era ritenuto un incolore poiché questo termine era adottato a tutto ciò che non conteneva pigmenti, come la carta, per questo il bianco ha assunto questo sinonimo. Oggi invece così come il nero, il bianco è ritenuto un vero e proprio colore. Nella stampa degli anni 70 il bianco viene evitato perché considerato troppo elitario, dobbiamo aspettare gli anni 80 dove alcune art director, tra cui Neville Brody e Fabien Baron reintrodurranno il bianco nelle loro riviste. Oggi il bianco nel web design è molto utilizzato, è ormai lontana quella convinzione che questo colore impoverisca il progetto e gli dia un senso di vuoto, il bianco è ormai considerato un colore di pace che da all occhio attimi di respiro e tranquillità.

36 70 _ 71 il sito web permette al visitatore di scegliere tra due versioni in cui navigare, quella black o quella white. versione black versione white

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