CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO K O O L T U O

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1 FONDI&SICAV CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 6 - Numero 59 - Dicembre 2013 Outlook 2014 Un mondo comunque sulla buona strada Wall street sempre stellare Europa, fine di un incubo A caccia di occasioni emerging

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3 Editoriale Un mondo che cambia Con il recente taglio dei tassi e in attesa dei futuri rialzi che le previsioni collocano a metá 2015 ci si prospetta una situazione verificatasi in passato sui nostri mercati: investire in un mondo a interessi a zero. Scenario nuovo per tutti, gestori compresi, che dovranno dimostrarci di sapere affrontare con successo anche questa nuova e inusuale sfida e non è scontato che tutti ne sappiano uscire vincitori. Il primo passo compiuto dalle società di gestione è stato proporci innovative soluzioni di investimento interessanti che vanno verso quel concetto di delega di cui sempre più spesso sentiamo parlare e di cui il gestore ha quotidianamente bisogno per trovare rendimento in mercati sempre più in evoluzione e volatili. Prodotti che proprio per la flessibilità che ne è caratteristica dovremo però tenere sempre più sotto controllo per condividerne le scelte dei money manager. Questi strumenti dovranno convincerci per essere scelti e, una volta inseriti in un portafoglio diversificato, sarà necessario che siano sottoposti a un secondo esame: anche quello che preso e analizzato da solo può essere il miglior prodotto, non è detto che resti tale, se inserito e mixato con altri investimenti. Fare consulenza in un mercato in continua evoluzione vuole dire anche cambiare il punto di vista: cominciare a ragionare sempre più in ottica di un intero portafoglio invece che considerarlo come semplice sommatoria degli asset che lo compongono. Non limitarsi al solo rendimento, ma considerare anche il rischio. Sembrano banalità, ma la quotidianità ci insegna che spesso ce ne dimentichiamo inseguendo mode e rendimenti. Serve un metodo, occorrono strumenti, è necessaria l informazione finanziaria, bisogna cambiare ed evolvere la figura del consulente del risparmio, che sia esso promotore o bancario o private banker o qualsiasi altra definizione. Sapere scegliere, sia gli strumenti, sia il consulente, farà la differenza. GIUSEPPE RICCARDI Un difficile outlook per l'italia ALESSANDRO SECCIANI T ra gli outlook del 2014 che abbiamo presentato, manca quasi completamente l'italia, che viene sostanzialmente snobbata dalla maggior parte degli interlocutori. Qualcuno si limita a dire che il Belpaese (almeno di ciò nessuno dubita) sta migliorando, così come la periferia europea. Qualche attenzione la riceviamo sul piano strettamente speculativo, sia per quanto riguarda i bond, sia per le azioni, ma ben pochi pensano di investire in maniera costante su Piazza Affari. In fondo, rispetto agli anni in cui venivano lanciati preoccupanti allarmi sulla nostra durata e sulla possibilità di restare nell'euro, possiamo dire che è andata bene: non siamo in cima alle preoccupazioni mondiali come il paese che potrebbe sfasciare l'euro. Ma è davvero così, in un momento in cui cominciano a girare i forconi per strada e leader più o meno populisti vogliono mettere sotto accusa il Presidente della repubblica (la Costituzione lo consente solo per alto tradimento)? E' davvero normale una nazione che non riesce a trovare un accordo neppure sulla legge elettorale, cioè sulla prima delle regole del gioco? Francamente qualche dubbio lo abbiamo. Al di là della leadership politica, sulla quale è già stato detto tutto, ciò che manca nel paese (e non solo da oggi) è una classe dirigente credibile nell'industria, nella finanza, nello stato e in tutti i gangli più importanti. Quanto tempo è che un'industria italiana non coglie significativi successi a livello internazionale, a parte le solite firme della moda, che peraltro vengono sempre più spesso acquisite da gruppi stranieri? Dopo l'exploit di UniCredit, l'ultima grande struttura finanziaria italiana ad avere conquistato una forte espansione internazionale, nessun altro ha di fatto dimostrato un minimo di dinamismo sui mercati fuori dai confini. Per il resto ci sono le Telecom, i Monte dei Paschi e soprattutto il vuoto più assoluto. Ma non è problema recente e non si risolverà nel 2014, anche se i nuovi 40enni d'assalto riuscissero nel loro intento di dare un forte stimolo al paese. Del resto, per quanto siano la cosa più detestabile in assoluto, le guerre danno un quadro veritiero di una nazione. E noi siamo stati quasi sempre furbescamente dalla parte del presunto vincitore (spesso sbagliando...), con un esercito composto da ottimi soldati, bravi sottufficiali (da qui le nostre piccole e medie imprese) e pessimi ufficiali. E purtroppo, con vizi secolari alle spalle, non cambieremo nel FONDI&SICAV/Dicembre

4 Sommario Dicembre Equity global L anno d oro dell Msci World 14 Outlook 2014 Ottimismo, ma non entusiasmo Nel complesso gli analisti sono positivi sull'anno che sta arrivando. Rispetto al recente passato c'è in più la ripresina dell'europa, che solo fino a qualche mese fa appariva nel pieno della crisi. Nessuno però si azzarda a parlare di economia tornata forte e si pensa che nella sostanza sarà ancora una fase di transizione. Aiutata, per fortuna, dalle politiche monetarie delle banche centrali PROMOTORI&CONSULENTI PROMOTORI&CONSULENTI PROMOTORI & 40 FONDI&SICAV Dicembre 2013 Bancari Bancari Bancari nelle reti nelle reti/2 nelle reti/3 Una categoria I portafogli non Formarli non in pieno boom sono scontati è così facile Maurizio Vitolo, amministratore delegato di Consultinvest Investimenti Sim Un anno cruciale Maurizio Vitolo, amministratore delegato di Consultinvest Investimenti Sim «Un anno di grande crescita» Reclutamento dagli sportelli Il bancario nella rete Reclutamento dagli sportelli/2 Per muovere i primi passi 4 FONDI&SICAV/Dicembre 2013

5 Fondi&Sicav n Etf - Regno Unito Tante opportunità da Albione La Gran Bretagna è oggi uno dei paesi che vanno meglio in Europa e su Borsa Italiana ci sono diversi Exchange traded fund che hanno come benchmark alcuni tra gli indici di riferimento più diffusi sul London Stock Exchange. Tra questi, i più importanti sono il Ftse 100 e l'msci Uk, ma non mancano le possibilità di investire sulle small cap o sui titoli a elevata capitalizzazione, o ancora su quelle società che distribuiscono i dividendi in misura più consistente. 58 Fondi azionari - Giappone Un enigma a Tokyo Saranno necessari almeno altri sei mesi per capire se l Abenomics è un bluff destinato a sgonfiarsi. Nel frattempo dovrebbero partire le indispensabili riforme del sistema. Solo un incremento duraturo degli utili aziendali che dipenda dai progressi fatti in termini di efficienza e non legati alla svalutazione dello yen potrà dire se la piazza nipponica è affidabile. Per il momento, pure in presenza di una fortissima crescita dell'indice di borsa, i ratio sono migliori rispetto agli Usa e gli operatori sono ottimisti 66 Osservatorio previdenza - I medici specialisti ambulatoriali Un intervento pesante L introduzione del metodo di calcolo contributivo indiretto per i trattamenti a decorrere dall 1 gennaio 2013 rappresenta solo una delle modifiche più importanti apportate per assicurare sostenibilità nel lungo periodo alla gestione Enpam. Gli obiettivi principali rimangono l equità attuariale e la sicurezza finanziaria, anche se la differenza di pensione tra nuove e vecchie generazioni resta forte Le rubriche 3 Editoriale 6 Faccia a Faccia 8 Notizie in breve 70 My life, My style FONDI&SICAV/Dicembre

6 Faccia a faccia con il gestore Johannes Jooste di Merrill Lynch «Un maggiore slancio» Se il 2013 doveva essere l anno della big rotation a favore dell equity, il 2014 vedrà la conferma di questo trend, sulla scia di un economia mondiale in via di miglioramento. Con gli Stati Uniti che faranno meglio rispetto agli emergenti e l Europa che uscirà dalla recessione dell ultimo quinquennio JOHANNES JOOSTE, CHIEF MARKET STRATEGIST DI MERRILL LYNCH WEALTH MANAGEMENT EMEA a cura di Elisa Donati Sebbene l Italia venga considerata alla stregua di un malato in via di guarigione, il Vecchio continente, secondo Johannes Jooste, chief market strategist di Merrill Lynch Wealth Management Emea, continuerà a rivestire l ingrato ruolo di fanalino di coda. Tuttavia, con una crescita maggiormente allineata a livello globale, le opportunità non mancheranno, specie nella fascia settentrionale dell Asia e in Cina. Quali sono le vostre previsioni per il prossimo anno a livello globale e, dal punto di vista geografico, dove avete individuato le migliori opportunità? «A nostro avviso, nel 2014 la crescita economica vivrà una fase di maggiore slancio e sarà più sincronizzata a livello globale, a differenza di quanto verificatosi nel Nello specifico, la regione dalla quale ci attendiamo le performance più brillanti è quella che comprende la parte settentrionale dell Asia e la Cina, dove la domanda dovrebbe ruotare, seppure in maniera graduale, dai beni d investimento ad alto utilizzo di materie prime verso i prodotti di consumo. In questo scenario, gli Stati Uniti faranno meglio rispetto alle economie emergenti grazie al maggiore supporto che seguiteranno a ricevere dalla Banca centrale. Spostandosi sul fronte europeo, invece, le previsioni non si possono certo definire altrettanto ottimistiche. Il Vecchio continente, infatti, continuerà a rivestire l ingrato ruolo di fanalino di coda, sebbene ci si aspetti comunque una crescita positiva dopo la pesante recessione che ha caratterizzato l ultimo quinquennio». Soffermandosi un istante sul fronte europeo, in particolare su quello periferico, come ne valutate lo stato di salute? È una regione nella quale si potrebbero trovare occasioni interessanti? «Per quanto riguarda la periferia del Vecchio continente, si scorgono segnali di miglioramento per le esportazioni. Caratterizzeranno il trend ascendente un mix di fattori, quali la rinnovata debolezza dei consumi interni unitamente a una più aspra competitività delle esportazioni, che, incentivati da una crescita globale maggiormente sostenuta, nonché dall aggiustamento dei salari reali in alcuni dei paesi dell area, dovrebbero continuare a favorire questa tendenza durante tutto il 6 FONDI&SICAV/Dicembre 2013

7 prossimo anno. E, a proposito della questione salariale, ritengo che ci siano alcune puntualizzazioni da fare. Se, ad esempio, in Irlanda la competitività è sostenuta appunto da un deciso allineamento dei compensi verso il basso, lo stesso non si può certo dire di Italia e Francia. D altro canto, è necessario sottolineare come questa manovra di aggiustamento sugli stipendi corrisponda in realtà a una svalutazione interna, in linea con l austerity di matrice tedesca che negli ultimi anni ha rallentato la ripresa dell Eurozona. Se infatti per i paesi di Eurolandia non è possibile acquisire competitività tramite la perdita di valore della moneta unica, allora la sola alternativa è abbattere una scure sui salari. Un processo che potrebbe tuttavia rivelarsi un arma a doppio taglio, poiché l impoverimento progressivo dei consumatori non fa che deprimere la domanda interna, con evidenti ripercussioni sulle imprese». «A destare le maggiori preoccupazioni è la Francia, a causa dei suoi grossi problemi strutturali» A proposito di Italia e Francia, considerando che Parigi è stata recentemente messa sul banco degli imputati dalle agenzie di rating con il downgrade, dove ritenete che vi sia la situazione più difficile? «A destare le maggiori preoccupazioni è sicuramente la Francia, a causa dei suoi grossi problemi strutturali che la penalizzando da tempo. Se infatti l Italia si può considerare alla stregua di un convalescente in via di guarigione, lo stesso non si può dire del paese transalpino. In particolare, appare estremamente complicata la situazione in cui versa il mercato del lavoro, nonché il rapporto debito/pil, peggiorato significativamente rispetto a pochi anni fa, quando era in linea con quello della Germania. Inoltre, i bond francesi con scadenza decennale non riflettono fedelmente la reale situazione in cui si trova il paese, soprattutto se si pensa che i Btp italiani sullo stesso orizzonte temporale pagano sensibilmente di più, con un tasso attorno al 4%». Il 2013 è stato caratterizzato da una rotazione dal reddito fisso all equity. Credete che questo trend si confermerà anche il prossimo anno? «Sicuramente, il miglioramento della congiuntura economica a livello globale si concretizzerà in una predilezione per l equity a scapito del segmento obbligazionario, andando in questo modo a confermare il trend già avviato durante il La dimensione e la qualità degli utili saranno tuttavia determinate più dalle vendite che dall espansione dei margini in molti dei mercati sviluppati. Per chi invece decidesse di restare ancorato al fixed income, stimiamo che si verificherà una decisa preferenza per il rischio credito rispetto al rischio tasso, anche in vista di una normalizzazione della politica monetaria della Fed, il famigerato tapering, che andrà presumibilmente a impattare sui tassi dei titoli di stato, spingendoli al rialzo». Passando, infine, alle manovre di politica monetaria delle banche centrali, quale ritenete che sarà la tendenza per il prossimo anno? «Nel 2014 solo la Banca centrale giapponese dovrebbe aumentare ulteriormente gli stimoli all'economia, al contrario della Fed che invece potrebbe avviare il tapering e della Bce che resterà vigile per aiutare l'economia dell Eurozona a riprendere finalmente il sentiero della crescita. Tuttavia, non escludiamo che l Eurotower possa decidere di lanciare una nuova asta a tre anni (Ltro) se l'asset quality review non porterà le banche a sbloccare finalmente le linee di credito a imprese e privati. Pertanto, il 2014 vedrà il settore privato rivestire un ruolo di maggiore rilievo; la liquidità iniettata dalle banche centrali rimarrà un sostegno altrettanto importante per la crescita economica». FONDI&SICAV/Dicembre

8 News Svezia e Norvegia In alcuni paesi appartenenti al gruppo degli industrializzati, preoccupa non poco il probabile avvio di una fase deflazionista. In Svezia, il ministro delle Finanze e il governatore della Riksbank, la Banca centrale del paese, hanno lanciato l allarme sui rischi collegati alla caduta continuativa dei prezzi, invitando tutti a prendere molto sul serio il fenomeno. L'istituto di emissione ha mantenuto il tasso di riferimento all 1% nel 2013, ma le parole pronunciate dal governatore Stefan Ingves lasciano ipotizzare che sia prossimo il taglio del costo del denaro. La decisione sui tassi si conoscerà il 17 dicembre. Deflazione alla scandinava In ottobre, la variazione dei prezzi al consumo ha registrato un calo di un decimo su base annua, tornando ad alimentare il trend ribassista che aveva caratterizzato il primo semestre dell anno. Inoltre, l economia svedese è ormai prossima alla recessione, dopo che il Pil ha subito una contrazione inter-trimestrale dello 0,2% tra aprile e giugno. Il mercato sta cominciando a scontare una riduzione dei tassi. Nei primi 11 mesi del 2013, la corona svedese ha infatti perso quasi il 5% contro l euro, portandosi sui livelli più bassi dalla metà del Anche nei confronti del dollaro statunitense, la divisa svedese ha ceduto qualche posizione. Allo stesso tempo, la debolezza della valuta di Stoccolma sta contagiando anche la moneta della vicina Norvegia. Il team di Nordea, focalizzato sulle economie scandinave, ha recentemente rivisto le previsioni di crescita della Norvegia da settembre. Ci sono chiari segnali di un arretramento del mercato immobiliare, con un calo dei prezzi delle case sia nel 2014 sia nel 2015 che contribuirà a un brusco calo delle costruzioni. Gli investimenti petroliferi stanno raggiungendo il picco. La discesa dei prezzi delle case, l incremento dei redditi più basso e un aumento dell incertezza economica intaccheranno la capacità di spesa per i consumi, che quest anno sta già mostrando una crescita inferiore alle aspettative. Ma due tagli dei tassi e un ipotetico sostanziale aumento nella spesa dei proventi del petrolio dovrebbero smorzare questo trend. Rupia indiana Il rallentamento dell'economia, l ampio deficit delle partite correnti e la crescente quando sono state introdotte le nuove misulente al deficit delle partite correnti. Da inflazione non sono certo elementi positivi per la rupia. I deflussi di capitali di breve glietto verde, salendo a 63. re, la rupia ha recuperato il 10% contro il bi- termine hanno dato vita al primo crollo della L agenzia S&P ha di recente sottolineato il moneta di Mumbai. Gli investitori hanno abbandonato la valuta, scesa ad agosto ai mini- politica del nuovo governo non fosse suffi- rischio di downgrade, nel caso in cui l agenda mi contro il dollaro americano, vicino quota ciente a generare migliori prospettive di crescita e ridurre il deficit fiscale. Sebbene ci sia- 69. La Banca centrale ha attuato a luglio provvedimenti di emergenza, alzando i tassi no alcuni indicatori che segnalano i rischi di di interesse per contrastare i deflussi e stabilizzare la divisa indiana. Inoltre, l Istituto ha anche elementi mitiganti. Un ampia parte una crisi di finanziamento esterna, ci sono avviato due programmi di swap che permet- dell aumento del debito esterno è imputabile Ancora nella tempesta tono alle banche di attrarre finanziamenti all incremento di quello a breve termine legato a crediti commerciali. Con le importazioni esteri per scambiare quei fondi con rupie a un tasso più basso rispetto a quello di mercato. limitate dal governo, questo debito dovrebbe La Banca centrale ha poi prolungato i programmi, che finora hanno raccolto 22,7 micati è quindi dovuto ai recenti provvedimen- ridursi. Il maggiore livello di fiducia dei merliardi di dollari americani, ammontare equivati della Banca centrale. «In conclusione, siamo ottimisti riguardo l outlook della rupia indiana per i prossimi sei-12 mesi, anche se non sono da escludere ostacoli nel breve termine», sostiene Martin Arnold, responsabile ricerca di Etf Securities. «Nel primo trimestre del 2014 via via che i mercati assorbiranno le aspettative di un tapering della Federal Reserve, il cross usd/inr dovrebbe indebolirsi. L andamento del cambio dipenderà anche dai risultati delle elezioni indiane. Se i politici locali riusciranno ad attuare vere riforme economiche, ci aspettiamo che nel secondo trimestre del 2014 inizierà un apprezzamento strutturale di lungo termine della rupia, verso un livello di 55 contro il dollaro Usa». 8 FONDI&SICAV/Dicembre 2013

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10 News Le Filippine secondo Mark Mobius Dopo che alcuni investitori globali nord-orientale degli Stati Uniti, la grande hanno reagito alla tempesta che ha tempesta Sandy del 2012 provocò un calo colpito le Filippine vendendo le solo dell 1% del Pil; date le dimensioni molto più ridotte dell economia filippina, l im- azioni di società del paese, facendo scendere pesantemente il mercato, Mark Mobius, patto è destinato a essere decisamente più forse il più famoso gestore di fondi emerging grave di quello provocato da Sandy negli e money manager di Franklin Templeton, ha Usa. Penso tuttavia che dovrebbe essere di risposto con molta forza e totalmente contro corrente. «Continuiamo a credere nel è in grado di procedere alla ricostruzione durata relativamente breve. Il paese asiatico e «Si riprenderanno presto» grande potenziale di questo paese e riteniamo che abbia le capacità necessarie per rido recuperare le perdite subite». riteniamo che la crescita potrebbe in tal moprendersi e che riuscirà a farlo, anche se non Positiva anche la visione finanziaria: «Le sarà facile», spiega il gestore. «Al momento è rimesse di denaro da parte dei filippini che lavorano all estero, in particolare negli Stati difficile calcolare l impatto del tifone Haiyan sull economia, per la quale quest anno era Uniti, in Medio oriente e in Europa, sono importantissime per l economia del paese e do- stata prevista una crescita del 6,8%, più elevata rispetto a Indonesia, Vietnam, Thailandia e Malaysia. Presumibilmente le perdite mi otto mesi del 2013, i lavoratori all estero vrebbero contribuire alla sua ripresa. Nei pri- legate alla tempesta saranno nell ordine di hanno inviato in patria oltre 14 miliardi di decine di miliardi di dollari. Nella regione dollari Usa. Da parecchio tempo, nutriamo grande fiducia nelle prospettive di questa nazione, che a nostro giudizio ha ancora un notevole potenziale. Grazie a una forza lavoro che parla inglese e ha stretti legami con gli Stati Uniti, il paese ha acquisito un margine competitivo in termini di outsourcing delle attività e di fattori analoghi». Positiva anche la visione politica di Mobius: «Negli ultimi anni, l amministrazione del presidente Benigno Aquino ha avviato un programma di riforme e il rating creditizio globale è stato promosso al rango di investment grade». Svizzera La crescita della Svizzera continua a rimanere solida. L'incremento del Pil del secondo trimestre è più che raddoppiato al 2,5% anno su anno dall'1,2% del primo trimestre. I consumi delle famiglie (+3%) e le esportazioni (+4%) hanno supportato il miglioramento. Buoni i risultati anche in rapporto alla crisi di questi ultimi anni: l'aumento del Pil si attesta a +5,8% rispetto a quello del primo trimestre 2008, contro il 5,3% di Stati Uniti e Regno Unito. Il Giappone e l'eurozona, invece, non sono ancora riusciti a tornare ai rispettivi livelli di reddito pre-crisi. Crescita e solidità Permane tuttavia la deflazione, con i prezzi al consumo in calo dello 0,3%, anno su anno, e quelli core in ribasso dello 0,1% in ottobre: viene così supportata la possibilità di una politica monetaria ultra-accomodante (compreso il costante mantenimento del cambio fisso fra il franco e l'euro a 1,20). Il paese elvetico potrebbe realizzare una crescita dell'1,5-2,0% quest'anno e il prossimo. Questi buoni risultati sono stati favoriti dal continuo flusso dei lavoratori migranti. Lo sviluppo ha interessato in particolare il settore dell'edilizia residenziale. La tendenza potrebbe supportare i consumi più generali: l'istituto Economico Kof prevede una crescita del 2% anno su anno nel Nel mese di ottobre il Barometro economico Kof è salito per il settimo mese consecutivo, a livelli più elevati rispetto a quelli dell'anno prima. Ciò indica che l'incremento del Pil del quarto trimestre potrebbe essere robusto La Svizzera continua a beneficiare di un solido bilancio statale. Le riserve estere si attestavano al 79,2% del Pil nel secondo trimestre, in calo dal primo quarto dell'anno (83,9%), ma in rialzo rispetto ai 12 mesi precedenti (71,75%). I surplus gemelli (fiscale e commerciale) e la previsione di un conto corrente al 12,9% del Pil implicano un ulteriore rafforzamento. Il debito dello stato potrebbe scendere (contrariamente a quanto avviene in altri paesi sviluppati) al 43,2% del Pil nel 2014, da un livello già basso, pari al 46,7% nel FONDI&SICAV/Dicembre 2013

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12 Equity Global Portfolio by Allfunds Bank L anno d oro dell Msci World Politica di investimento IIl 2013 è stato positivo per l equity global, rappresentato in questo studio dall indice Msci World; da inizio anno la performance è stata del si rispecchia in un overperformance Indice Msci World tafogli hanno qualche differenza, che Informazioni generali 20,53% in dollari, con una breve caduta del 7,4% a maggio. In questo del nostro portafoglio globale dell 1,04% Lancio 16 novembre 2010 focus abbiamo confrontato l indice con un portafoglio Allfunds Bank che ha su tre anni. Divisa Euro reso Ytd circa il 15% contro il 15,94 del benchmark. A livello di paesi, l Msci pesa maggiormente gli Usa, con il 53,64% dell indice, La composizione del benchmark ha per il 21% circa un esposizione ai titoli mentre il portafoglio Afb arriva al 45,8%, con una maggiore quota finanziari, seguita dal 12,23% di consumer discretionary e dall 11,65% di Uk ed Europa. Abbiamo analizzato anche la qualità creditizia dell'allocazione di information technology. Quest ultimo settore ha nelle prime quattro singole non investita in equity e mantenuta in liquidità, osservando che tutti esposizioni ben tre società Usa: Apple, Google e Microsoft. Nel portafoglio gli asset sono altamente liquidabili e con qualità creditizia elevata. che abbiamo creato, invece, il settore finanziario è sottopesato del 5%, Il portafoglio creato per il confronto rappresenta un campione di circa con un esposizione al 15,63%, mentre tra i settori più rappresentati troviamo 1,8 miliardi di euro investiti in fondi intermediati da Allfunds Bank appar- anche i consumer staples al 13,36% e industrials all 11,73%, seguito poi tenenti unicamente alla categoria equity global. da consumer discretionary all 11,72%, sottopesato rispetto all indice. I por- Periodo di calcolo: 18/11/ /11/2013. Tutti i calcoli sono in euro Risultati (dal 1 novembre 2010 al 29 novembre 2013) VAMI Portafoglio Indice 7,5 5 2,5 0-2, / / / / / / / / /2013 Capture ratios (dal lancio) Up capture ratio 24,78% Down capture ratio 77,39% Up months in up markets 83,49% Down months in down markets 73,92% Up market out performance 24,4% Down market out performance 80,91% Total out performance 106,7% Rendimento mensile Anno Portafoglio/Indice* Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Sett Ott Nov Dic 2013 Portafoglio 2,79% 3% 3,61% 0,19% 1,79% -3,42% 2,79% -1,42% 2,75% 2,77% 1,14% - Msci World 2,24% 3,19% 4,67% 0,8% 0,22% -3,16% 3,64% -2,04% 2,72% 2,8% 1,99% Portafoglio 4,48% 3,13% 0,9% -0,13% -3,22% 2,43% 3,73% -0,06% 0,65% -0,58% 1,13% 0,47% Msci World 3,04% 2,58% 1,68% -0,31% -3,04% 3,37% 3,72% -0,36% -0,01% -1,24% 1,13% 0,14% 2011 Portafoglio -1,76% 1,66% -1,33% 0,57% 1,06% -2,13% -0,68% -5,98% -3,95% 6,98% -0,77% 2,35% Msci World -0,28% 2,27% -3,83% -0,55% 0,77% -2,19% -0,56% -8,48% -2,45% 6,34% 1,54% 3,53% 2010 Portafoglio ,16% Msci World ,33% ROR Volatilità Indice Sharpe Portafoglio 9,65% 9,57% 0,97 Msci World 9,38% 14,43% 0,62 Active Premium Statistiche Drawdown analysis (dal lancio) Drawdown Lunghezza Recovery Peak Valley -17,1% /01/ /10/ ,12% /05/ /06/2013-7,8% /03/ /06/2012-6,4% /10/ /11/2011-7,29% /03/ /06/2012-4,55% /08/ /11/2012 Correlazione R2 Beta Alfa T.E. Info Ratio Jensen Alfa -5-7,5 Treynor Ratio 0,28% 0,81 0,66 0,54 4,56% 8,66% 0,53 4,04% 17,15 12 FONDI&SICAV/Dicembre 2013

13 A CURA DI ALLFUNDS BANK INVESTMENT SERVICES Asset allocation (dati al 30 settembre 2013) Qualità del credito (dati al 30 settembre 2013) Future Forwards Private equity Liquidità Opzioni Warrants Altri Obbbligazionari Azionari 88,49% 0,6 0,5 0,4 AAA A-1 A-2 BBB+ Altri 0,33% 0,52% 50 0,3 0,2 0,14% 0,16% % 0% 0,01% 0,09% 0,1% 0,11% 2,79% 8,42% 0,1 0,0-0,1-0,08% Distribuzione geografica (dati al 30 settembre 2013) Distribuzione per divisa (dati al 30 settembre 2013) Paesi bassi Germania Canada Giappone Lussemburgo Francia Svizzera Altri Stati Uniti Regno Unito 6,83% 3,63% 3,86% 4,15% 4,93% 5,01% 5,32% 9,35% 19,36% 37,68% ,8% Usd Euro Sterlina Franco svizzero Non disponibile Yen Dollaro canadese Dollaro di Hong Kong Dollaro australiano Corona svedese 19,11% 10,15% 6,4% 4,98% 4,72% 3,4% 2,29% 1,99% 1,15% Distribuzione settori (dati al 30 settembre 2013) Rendimento cumulato 17,5 15,0 12,5 10,0 7,5 5,0 2,5 0,0 Servizi pubblici Energia Altri Materiale It Health care Consumo ciclico Industria 13,36% 11,73% Beni prima necessità Finanziario 11,72% 9,67% 8,8% 8,91% 7,34% 7,41% 1,84% 15,51% Portafoglio Indice 1/1/11 1/4/11 1/7/11 1/10/11 1/1/12 1/4/12 1/7/12 1/10/12 1/1/13 1/4/13 1/7/13 1/10/13 1 giorno 1 sett. mese 3 mesi 6 mesi 1 anno 3 anni Lancio Portafoglio -0,08% 0,25% 0,93% 5,8% 5,02% 17,94% 29,58% 33,49% Indice 0,12% -0,31% 1,24% 6,8% 5,84% 18,24% 27,34% 32,45% La presente scheda ( il documento ) è una presentazione preparata da Allfunds Bank S.A. ( la Banca ). Le informazioni riprodotte nel presente documento non sono e non devono essere intese come ricerca in materia di investimenti, né una raccomandazione o un suggerimento, implicito o esplicito, rispetto ad una strategia di investimento avente ad oggetto gli strumenti finanziari trattati o emittenti strumenti finanziari, né una sollecitazione o offerta, consulenza in materia di investimenti, legale fiscale o di altra natura. Il documento contiene informazioni sintetiche sulle caratteristiche e sui rischi principali di uno strumento finanziario, ha un mero contenuto informativo e riporta solo le informazioni ritenute più rilevanti per la comprensione degli strumenti finanziari e dei loro rischi. Per una descrizione approfondita dello strumento finanziario e dei suoi rischi si rimanda al KIID ed al Prospetto Informativo. Il presente documento contiene informazioni che possono differire rispetto a quelle indicate nella documentazione ufficiale in tal caso valgono queste ultime. Tutte le informazioni contenute in questo documento sono fornite in buona fede sulla base dei dati disponibili al momento in cui è stata redatta. Questo documento si basa su informazioni e fonti considerate attendibili, ma di cui la Banca non è in grado di assicurare l esattezza, a tal fine, quindi. la Banca non è responsabile per eventuali errori, omissioni o inesattezze. È stata adottata la massima diligenza possibile al fine di selezionare le fonti di provenienza dei contenuti. La Banca non offre alcuna garanzia, espressa o implicita, né esprime alcuna dichiarazione in merito all esattezza, adeguatezza o possibilità di accedere a detti contenuti, alla disponibilità degli stessi o al loro utilizzo. La Banca non sarà pertanto responsabile, di nessuno dei suddetti contenuti. Le informazioni sono fornite unicamente a scopo informativo. Il trattamento fiscale applicato dipenderà dalle circostanze individuali di ciascun investitore e può essere soggetto a cambiamenti in futuro. Si prega di consultare i propri consulenti fiscali, contabili e legali. Gli strumenti finanziari presentati sono soggetti ai rischi di mercato e non c è alcuna certezza o garanzia che gli obiettivi degli stessi siano raggiunti. Il valore degli investimenti è soggetto a variazioni anche in virtù delle oscillazioni dei tassi di cambio. Alcuni dei principali rischi dell investimento sono: rischi associati al territorio, rischi di non liquidità, rischi di portafoglio concentrato, rischi di rendimento del portafoglio, rischi di gestione, rischi sui derivati, rischi di prestito, rischi fiscali e rischi azionari. Questi ed altri rischi sono descritti nel prospetto informativo. I potenziali investitori devono leggere attentamente il prospetto informativo per avere informazioni sui rischi, al fine di stabilire se l investimento è adatto a loro. I seguenti rischi possono aumentare la volatilità del prezzo del fondo, amplificando gli effetti del mercato. Si prega di tenere conto, al momento di investire, che: (i) Gli investimenti in titoli azionari sono soggetti ai rischi di mercato, alle condizioni economiche e politiche dei paesi in cui si effettuano gli investimenti e, potenzialmente, al rischio legato ai tassi di cambio valuta. (ii) Gli investimenti in titoli obbligazionari sono principalmente soggetti ai rischi sul tasso d interesse, sul credito e sulla insolvenza e, potenzialmente, al rischio legato ai tassi di cambio valuta. (iii) Gli investimenti in absolute return e strategie alternative sono principalmente soggetti al tasso d interesse, alla liquidità di mercato, al rischio di credito e insolvenza e,potenzialmente, al rischio legato ai tassi di cambio valuta. L uso di prodotti finanziari come parte del processo di investimento può inoltre generare rischi relativi a restrizioni di liquidità e leva finanziaria. (iv) Gli investimenti nei mercati emergenti e/o in piccole società possono comportare un più elevato grado di rischio essendo potenzialmente più volatili rispetto a quelli effettuati nei mercati sviluppati o nelle grandi società. Le performance registrate in passato non sono necessariamente indicative di analoghe performance future. I rendimenti sono al lordo degli oneri fiscali. Il valore dell investimento è soggetto a fluttuazioni. Il presente materiale informativo non è stato soggetto all approvazione di alcuna autorità degli Stati Membri europei. FONDI&SICAV/Dicembre

14 Outlook 2014 La visione globale Ottimismo, ma non entusiasmo Nel complesso gli analisti sono positivi sull'anno che sta arrivando. Rispetto al recente passato c'è in più la ripresina dell'europa, che solo fino a qualche mese fa appariva nel pieno della crisi. Nessuno però si azzarda a parlare di economia tornata forte e si pensa che nella sostanza sarà ancora una fase di transizione. Aiutata, per fortuna, dalle politiche monetarie delle banche centrali Il 2013 è stato un altro anno intenso, anche se meno drammatico del 2012 e sicuramente in misura molto inferiore rispetto al In questi ultimi 12 mesi, infatti, gli investitori hanno avuto come unici momenti di paura, e tutto sommato di breve durata e intensità, una mezza crisi sugli emergenti più squilibrati a livello macro e il paventato tapering da parte della Fed. Per quest'ultimo caso si potrebbe dire che alla fin fine si tratta di problemi che non sono tali, in quanto spie di un'economia più forte e sana. di Boris Secciani e David Tonello In realtà l'apparente marcia trionfale del mercato azionario americano ed europeo nel 2013 nasconde una serie di problemi che non promettono scenari facili. Innanzitutto è chiaro che siamo ben lontani dalla possibilità di tranciare il cordone ombelicale da politiche monetarie ultra-espansive. Di ciò i grandi investitori sembrano rendersi conto con una certa lucidità. Andreas Utermann, global cio di Allianz Global Investors, afferma: «La repressione finanziaria non è finirà tanto presto, con tassi di interesse che sono destinati a rimanere bassi per lungo tempo. Vediamo senz'altro un'accelerazione della crescita economica, specialmente in Europa, ma questo fenomeno dovrebbe rimanere moderato: troppi sono ancora gli ostacoli sul cammino. Il deleveraging del settore privato è appena iniziato nell unione monetaria e difficilmente sarà completato negli Stati Uniti e nel Regno Unito. La riduzione dell indebitamento richiede il costante supporto delle banche centrali, ovvero bassi tassi di interesse per un prolungato periodo di tempo». PROFONDE CICATRICI Utermann non è il solo a vedere nubi, pur in un clima di ottimismo. Wouter Sturkenboom, strategist europeo di Rus- 14 FONDI&SICAV/Dicembre 2013

15 «La situazione internazionale è stata caratterizzata dal deleverage e dalla lenta crescita che hanno fornito alle grandi economie ottime potenzialità» Il panel dei gestori e degli analisti Lorenzo Alfieri, country head per l Italia di Jp Morgan Asset Management; James Balfour, senior macro strategy analyst di Loomis Sayles (gruppo Natixis Global Asset Management); Fabrizio Basile, head fixed income strategy di Vontobel Asset Management; Evan Bauman, portfolio manager di ClearBridge Investments (Legg Mason Group); Axel Botte, fixed income strategist di Natixis Asset Management; Jan Boudewijns, head of emerging equity management di Dexia Asset Management; Mark Burgess, cio di Threadneedle Investments; Philippe Dehoux, head of corporate bond funds di Dexia Asset Management; Philip Dicken, head of european equities di Threadneedle Investments; David Donora, head of commodities di Threadneedle Investments; Mike Dueker, chief economist di Russell Investments; Nadège Dufossé, asset allocation strategist di Dexia Asset Management; Ian Edmonds, co-manager del Legg Mason Western Asset Global Multi Strategy Fund; Scott Glasser, co-cio, managing director e portfolio manager di ClearBridge Investments (Legg Mason Group); Global equity research team di Credit Suisse; Stefan Grünwald, gestore del team global emerging markets and eastern Europe (fixed income) di Raiffeisen Capital Management; David Hoffman, portfolio manager del Legg Mason Brandywine Global Fixed Income Fund di Legg Mason Asset Management; Bernd Kiegler, gestore nel team global equities di Raiffeisen Capital Management; Chris Iggo, chief investment officer, fixed income di Axa Investment Managers; Brigitte Le Bris, head of emerging fixed income and currencies di Natixis Asset Management; Vincent Marioni, high yield credit portfolio manager di Natixis Asset Management; Patrick Moonen, senior equity strategist di Ing Investment Management; Juan Nevado, gestore di M&G dynamic allocation di M&G Investments; Andreas Nigg, head of equity and commodity strategy di Vontobel Asset Management; Philippe Noyard, head of high yield & arbitrage credit management di Dexia Asset Management; Isabelle Rome, head of emerging markets debt management di Dexia Asset Management; Massimo Siano, head Italia di Etf Securities; Wouter Sturkenboom, strategist europeo di Russell Investments; Team di ricerca di East Capital; James Tomlins, gestore del fondo M&G european high yield bond di M&G Investments; Philippe Uzan, chief investment officer long only di Edmond de Rothschild Asset Management; Andreas Utermann, global cio di Allianz Global Investors; Cormac Weldon, head of Us equities di Threadneedle Investments; Asoka Woehrmann, co-chief investment officer di Deutsche Wealth&Asset Management; Sara Yates, global head of Fx strategy di Jp Morgan Private Bank. FONDI&SICAV/Dicembre

16 Outlook 2014 La visione globale sell Investments, sostiene: «Sin dal crack di Lehman Brothers, la situazione internazionale è stata caratterizzata dal deleverage e dalla lenta crescita che hanno fornito alle maggiori economie grandi potenzialità e basse pressioni inflazionistiche. Quella Usa ha pochi squilibri interni e si trova nel mezzo di uno sviluppo piuttosto solido. Il recente stallo politico genererà altra pressione fiscale che potrebbe frenare lo slancio. Senza questa zavorra, gli Stati Uniti potrebbero raggiungere il prossimo anno un incremento del Pil di quasi il 3% e un tasso di occupazione pari a 200 mila nuovi posti di lavoro al mese. La situazione è simile in Europa, dove i segnali a lungo anticipati di ripresa potrebbero essere ostacolati dal fallimento nel processo di creazione dell unione bancaria. Nello stesso Giappone gli errori di politica economica rappresentano il rischio principale. L Abenomics è stata un successo e ha aiutato il Sol Levante a riprendersi. Tuttavia, il rilevante aumento della tassa dei consumi nel momento in cui la ripresa stava prendendo piede rappresenta un pericolo». Infine riportiamo anche l'analisi di Philippe Uzan, chief investment officer long only di Edmond de Rothschild Asset Management: «Il periodo in cui un'economia emerge da una crisi rende sempre i mercati difficoltosi da navigare e ciò al giorno d'oggi è particolarmente vero. Pensare di basarsi sui trend visti nelle precedenti fasi di recupero risulterebbe erroneo, dal momento che nel recente passato non si è mai visto nulla di così serio come la crisi del I paesi sviluppati portano ancora profonde cicatrici a causa di quell'esperienza: di conseguenza il processo di normalizzazione avverrà in maniera molto graduale. Tra i vari problemi possiamo ricordare la fluidità dell'attuale ambiente, il fatto che banche, aziende e famiglie sono finanziariamente ancora fragili nonché la persistente ambiguità degli indicatori macroeconomici. Sarà dunque difficile scegliere il percorso temporale giusto per attuare un ritorno della politica monetaria a una maggiore ortodossia. In particolare in Europa le difficoltà da gestire derivano da un ciclo creditizio senza precedenti». LUNGHISSIMA TRAVERSATA DEL DESERTO Insomma, come si può capire da questi interventi, quando ormai comincia ad avvicinarsi un decennio dall'inizio della grande crisi e nonostante molti asset rischiosi siano ai massimi storici, il 2014 si presenta nelle vesti dell'ennesimo anno di transizione, parte di una lunghissima traversata nel deserto. Forse ci sarà una ripresa dell'eurozona (gli ultimi dati dell'anno non fanno però gridare al miracolo), il cui Pil potrebbe superare l'1% di crescita per la prima volta dopo tanti anni. Gli Usa dovrebbero vedere un incremento del proprio output economico intorno al 3%, probabilmente oltre un punto percentuale in più rispetto al livello di quest'anno. Molti ricorderanno che però da diverse stagioni le previsioni sull'economia statunitense appaiono sempre decisamente positive verso la fine dell'anno. La Cina nel frattempo dovrebbe proseguire nella propria fase di transizione verso una crescita meno esplosiva, ma più orientata ai consumi interni: l'anno prossimo l'aumento del Pil dovrebbe comunque arrivare oltre la soglia del 7%. Ma il fatto che molte di queste stime abbiano visto un ridimensionamento nelle ultime settimane del 2013 appare come un indicatore di cautela ancora presente nel sistema. In pratica si può notare, a parte qualche dettaglio, che il quadro che emerge a fine 2013 non è molto diverso da quello degli anni passati, a parte (fattore non secondario) l'uscita dell'europa dalla contrazione. Ciò che quest'anno è diverso è il rischio, presente nel sistema, di vedere finalmente un cambio di rotta delle politiche monetarie: il 2014 ci dirà se potrà continuare per gli investitori lo scenario win-win, in cui i corsi degli asset rischiosi vanno su sia in presenza di una moderata ripresa economica, che porterebbe a migliori fondamentali, sia nel caso di crisi, grazie al pronto soccorso delle banche centrali. Ciò che appare certo è che, come il 2013, il prossimo non sarà un anno scialbo: troppi elementi sono oggi in evoluzione. 16 FONDI&SICAV/Dicembre 2013

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18 Outlook 2014 L azionario Europa Grandi speranze I titoli delle borse del Vecchio continente hanno fondamentali molto migliori rispetto a quelli Usa e c'è chi parla apertamente di sottovalutazione. Tutti danno per scontati almeno un minimo di recupero e l'aiuto della Bce, che dovrebbe tenere i tassi bassi per tutto l'anno prossimo. Ma definire l'economia e l'intero sistema dell Unione in grande forma è fuori luogo e il pericolo di delusioni c'è Dopo alcuni segnali di ripresa economica nel 2013, per quanto contrastanti e deboli, sembra che tiri aria di ottimismo per l'anno prossimo. L'outlook per le azioni europee nel 2014 in termini di potenziale di profitto e performance è sostanzialmente positivo, tanto che il Vecchio continente potrebbe essere la star dei mercati equity. Alla base di questa previsione c'è il relativo miglioramento della crescita dell area, dopo un biennio orrendo. Ricorda infatti James Balfour, senior macro strategy analyst di Loomis Sayles (gruppo Natixis Global Asset Management): «Il più importante contributo alla crescita globale dovrebbe provenire dall'europa nell ambito del processo di uscita di una recessione in atto ormai da 18 mesi. La combinazione tra tassi di interesse bassi, specialmente nei paesi europei periferici, e riduzione delle misure di austerità fiscale, quali tagli alla spesa pubblica e aumenti delle imposte, sta supportando la ripresa nell'area». Questo fenomeno dovrebbe venire catturato dalle società quotate, in grado di vedere maggiore incremento e visibilità degli utili; indicativa appare al riguardo l'analisi di Lorenzo Alfieri, country head per l Italia di Jp Morgan Asset Management: «Attualmente le aziende europee continuano a mantenere un'interessante crescita dei pro- fitti. Stanno traendo vantaggio dalla ripresa degli Usa, ma anche del miglioramento dei mercati emergenti su cui hanno una penetrazione molto importante. Se il quadro non dovesse modificarsi, i listini continentali dovrebbero continuare a beneficiarne anche nel prossimo anno». CRESCITA DI ELEVATA QUALITÀ Pure altri operatori vedono aiuti dall'economia: «Ci aspettiamo un incremento di almeno il 10% nell'azionario europeo per il 2014», spiega Nadège Dufossé, asset allocation strategist di Dexia Asset Management, «il che è compatibile con un miglioramento di circa l'1%». La proiezione è condivisa da Bernd Kiegler, gestore nel team global equities di Raiffeisen Capital Management, che prevede uno sviluppo di elevata qualità per i gruppi del Vecchio continente: «Ci attendiamo, sia per il 2014 sia per il 2015, un incremento degli Eps intorno al 10%. Questo fenomeno dovrebbe ricevere sostegno dalla crescita dei fatturati e dall'espansione dei margini, una dinamica che si dovrebbe presentare per la prima volta in tre anni». Questi temi vengono declinati in termini geografici da Juan Nevado, gestore dell M&G Dynamic Allocation fund, che nel clima generale di ripresa ritiene non improbabile vedere una dispersione discretamente elevata dei rendi- 18 FONDI&SICAV/Dicembre 2013

19 «Il potenziale di incremento dei profitti da livelli così bassi è molto più ampio che in altre regioni. Ciò potrebbe determinare un andamento fortemente sovraperformante» menti tra paesi, settori e titoli: «Alcuni mercati azionari sono attraenti rispetto a quasi tutti i bond governativi e alla liquidità, tuttavia occorre essere prudenti: la selezione resta di importanza cruciale. Nel Regno Unito e in Europa i listini hanno beneficiato dei segnali di svolta in positivo emersi dai principali indicatori economici. Peraltro, il Vecchio continente mostra ancora utili molto depressi e nel contesto di ripresa della crescita globale il potenziale di incremento dei profitti da livelli così bassi è ben più ampio che in altre regioni. Ciò potrebbe determinare un andamento fortemente sovraperformante di questi mercati, che presentano tuttora valutazioni scontate». Prospettive «Sono più gli elementi favorevoli» Mike Dueker, chief economist di Russell Investments, esplicita il binomio costituito da quotazioni relativamente più convenienti rispetto ai concorrenti e dalla seria possibilità di vedere un significativo spostamento di liquidità da parte degli investitori nel Vecchio continente: «L Eurozona si è ripresa dalla recessione: i suoi mercati azionari stanno sovraperfomando altre regioni, si registrano flussi di capitale in entrata e la Bce ha un atteggiamento molto accomodante. Anche l austerità sembra diminuire e i rischi sociopolitici appaiono più contenuti. È nostra opinione che i punti favorevoli superino quelli negativi, pertanto manteniamo il nostro orientamento positivo per le azioni europee. Le valutazioni possono anche aumentare, ma l equity della zona euro non è assolutamente caro, anzi risulta chiaramente a buon mercato rispetto a quello statunitense. E questo è esattamente il motivo per cui pensiamo che nel complesso le prospettive dell Eurozona siano sufficientemente positive da mantenere l attuale esposizione». Su questo punto sembra d'accordo anche Philip Dicken, head of european equities di Threadneedle Investments, che mette in evidenza come i listini continentali oggi si trovino in una zona di vantaggio, fatta di un equity risk premium in calo, ma ancora elevato, segno che gli in- FONDI&SICAV/Dicembre

20 Outlook 2014 L azionario Europa vestitori internazionali mostrano un grado di fiducia in aumento: «Un altro fattore positivo per le azioni europee è dato dal fatto che l'equity risk premium (Erp) rimane al top, ma è comunque in calo. Infatti un elevato livello di questo indicatore è una conseguenza degli alti rendimenti richiesti dagli investitori per bilanciare il rischio percepito di detenere posizioni equity. Man mano che i pericoli di coda statistica diminuiscono, anche l'erp dovrebbe recedere, con un maggiore grado di fiducia nei confronti dell'investimento azionario. Ciò dovrebbe spingere al rialzo le borse, un fenomeno già evidente dall'aumento degli acquisti di titoli azionari del Vecchio continente da parte di investitori statunitensi». Più cauto Massimo Siano, head Italia di Etf Securities, che appare scettico sulla qualità della ripresa aziendale: «L'Europa è conveniente nei prezzi rispetto agli Usa, ma rimane in una trappola di liquidità con aziende che investono relativamente meno in ricerca e sviluppo. Punterei forse sulle small cap, che almeno sono obbligate a essere più innovative e hanno corsi ancora interessanti». I temi dominanti Value con caratteristiche cicliche Viene da chiedersi quali saranno i temi dominanti per il Bernd Kiegler, di Raiffeisen Capital Management, specifica: «Nel nostro fondo Raiffeisen European Equity preferiamo puntare su titoli con caratteristiche value in segmenti sensibili al ciclo economico, come i consumi, la tecnologia, gli industriali e alcuni nomi altamente selezionati nei servizi finanziari. In questi ambiti vediamo potenzialità superiori alla media, sia per quanto riguarda i profitti, sia per la possibilità di avere un'espansione dei multipli». Temi value, puntellati dal migliore quadro macro, sono messi in rilievo anche dal Global equity research team di Credit Suisse: «L'aumento degli ordini evidenziato di recente dal Pmi dell'eurozona ci spinge a pensare che il value possa godere di un ulteriore rerating rispetto al resto del mercato. L Msci value tende infatti a fare meglio quando l'indice degli ordini Ism si colloca sopra la soglia del 54%». Sempre in ottica di ripresa ciclica ragiona Asoka Woehrmann, co-chief investment officer di Deutsche Asset&Wealth Management: «L'Eurozona, rispetto agli Stati Uniti, ha un'economia che va peggio. Quest'anno il Pil dovrebbe diminuire di un ulteriore 0,4% e crescere dello 0,7% nel 2014, grazie soprattutto alla ripresa del Sud Europa. Infatti i governi locali sono andati molto avanti nel consolidamento dei conti pubblici, grazie agli sforzi in termini di controllo della spesa. Inoltre un più elevato grado di competitività ha consentito a queste nazioni di avere l'opportunità di ridurre il loro deficit delle partite correnti e di aumentare le esportazioni». MAGGIORE POTENZIALE NEI LISTINI PERIFERICI Periferia europea al centro delle attenzioni pure di Patrick Moonen, senior equity strategist di Ing Investment Management: «Il Vecchio continente beneficerà della svolta economica e di una forte crescita dei profitti e in questo ambito il maggiore potenziale si trova nei listini periferici. Questi fattori, combinati con lo sconto di proporzioni storiche rispetto agli Usa, l'elevato premio al rischio e minori pericoli sistemici contribuiscono a offrire un profilo di rischio/rendimento superiore alle altre piazze». In compenso Massimo Siano di Etf Securities si concentra meno sulle valutazioni e più sulle potenzialità growth: «Sentiremo parlare in Europa di risparmio energetico su case e automobili, perché i governi da qualche parte dovranno trovare i soldi per le imposte. Mi auguro che si parli anche di tagli alla spesa pubblica. Società attive nell'energia alternativa da combustibili 20 FONDI&SICAV/Dicembre 2013

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