Casse, conti sotto «stress» Le prestazioni crescono più dei contributi - In autunno la verifica sui bilanci

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1 Lunedì 27 Luglio * In Italia * con Marketing Evolution 1,9 in più; con La Biblioteca del Mare 8,9 in più; con Ora Legale 8,9 in più; con Guida alla Salute 1, in più; con La Biblioteca dei Ragazzi 7,9 in più; con Guida Touring Club 8,9 in più; con I Grandi Classici dell umorismo 6,9 in più; con Lezioni d Amore 5,9 in più; con L Impresa 6,9 in più; con Norme e Tributi 12,9 in più; con Aspenia 9,9 in più; con Il Codice Penale 1, in più; con Separazione e Divorzio 14,9 in più; con Esecuzioni Immobiliari 9,9 in più; con Contratti e Mansioni 9,9 in più; con Maternità e Paternità 9,9 in più; con Durc On Line 9,9 in più; con How To Spend It 2, in più; con IL Maschile,5 in più. Nella Regione Umbria in abbinamento obbligatorio con «Il Giornale dell Umbria» a 1,1 Poste italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/23 conv. L. 46/24, art.1, c. 1, DCB Milano Anno 151 Numero 25 LAVORO & CARRIERE Dall informatica alla green economy le aziende che cercano specialisti Serviziu pagina 13 e 14 CON «IL SOLE» IN EDICOLA «NORME &TRIBUTI MESE»: DIBATTITI E ANALISI SU FISCO E SOCIETÀ A 12,9 più il quotidiano Previdenza dei professionisti. La rilevazione del Sole 24 Ore sugli enti stici privatizzati Casse, conti sotto «stress» Le prestazioni crescono più dei contributi - In autunno la verifica sui bilanci INVESTIRE SUL FUTURO All ascensore previdenziale serve autonomia di Gianni Geroldi Sono ormai trascorsi vent anni da quando due successive norme, una precedente e una successiva alla riforma generale del sistema pubblico realizzata con la legge Dini, hanno dato il via nel nostro Paese ad un sistema di Casse private di previdenza obbligatoria per le attività libero professionali. Nel corso di questa esperienza sono emersi risultati che meritano di essere rilevati ma anche diversi problemi, solo in parte affrontati, la cui soluzione appare tuttora come uno degli aspetti critici del sistema di sicurezza sociale. Per meglio chiarire alcune delle questioni ancora irrisolte, è necessario precisare alcuni aspetti specifici del funzionamento di questa componente importante del sistema obbligatorio. Un primo elemento distintivo è che, diversamente dalle gestioni pubbliche che fanno capo all Inps, le Casse private dispongono di riserve patrimoniali (nel il valore di bilancio ha superato i 5 miliardi di euro) e quindi calcolano risultato economico e proiezioni sull andamento finanziario a lungo termine tenendo conto del fatto che, per corrispondere le prestazioni previdenziali degli attuali pensionati e degli iscritti che saranno futuri pensionati, esse possono contare sulle entrate contributive, secondo lo schema della ripartizione come per l insieme della previdenza obbligatoria, ma anche delle entrate derivanti dai redditi netti generati dalla gestione del patrimonio. La maggiore volatilità dei mercati finanziari emersa dopo l inizio della crisi verso la fine dello scorso decennio, unitamente all obbligo per tutte le Casse fissato dal decreto salva Italia nel 211 di redigere in questi anni bilanci con un equilibrio tra contribuzioni e prestazioni in un arco di tempo di 5 anni, ha fortemente contribuito a migliorare le competenze professionali impiegate dalle Casse nella gestione finanziaria. Questo è un aspetto molto importante per la sicurezza futura degli iscritti. Continua u pagina 15 pla spesa per le dei professionisti sale più delle entrate contributive delle Casse. I pensionati sono infatti cresciuti del 2% dal al e la spesa per pagare gli assegni, quattro miliardi e mezzo di euro, è balzata in avanti del 32 per cento. Le entrate contributive sfiorano gli otto miliardi nel. Con questi numeri le Casse si presenteranno alla fine di quest anno all esame triennale sui bilanci, con il quale il ministero dovrà verificare la sostenibilità delle gestioni previdenziali. Finizio, Melis, Micardi, Uva u pagine 2 e 3 La vigilanza Il Lavoro riduce le proiezioni entro i 3 anni pper le Casse di previdenza dei professionisti il prossimo bilancio tecnico andrà fatto ritornando alle vecchie regole precedenti al Dl Salva-Italia e quindi con una proiezione temporale di 3 anni. Lo chiarisce il ministero del Lavoro, in vista dei controlli sulla sostenibilità dei conti, da effettuare entro fine anno. Servizio u pagina 2 La mappa delle quote di mercato delle nostre imprese in 15 Paesi del mondo Italia sul podio europeo dell export pi Paesi del mondo in cui l export italiano batte quello tedesco? Solo 2 su 15. Meglio ce la caviamo invece con i cugini francesi, con i quali praticamente andiamo alla pari. Per quote di export, l Italia è ben posizionata in Algeria, Egitto e Qatar - tutti Paesi ad alta crescita delle importazioni - mentre dobbiamo recuperare terreno in mercati chiave come quelli della Cina e degli Stati Uniti. Servizio u pagina 8 I numeri degli enti previdenziali LA GESTIONE PREVIDENZIALE Il numero di attivi e pensionati e il saldo in milioni tra entrate contributive e spese per prestazioni ( e assistenza) Architetti e ingegneri Entrate-Spese Avvocati Entrate-Spese , ,2 EXPO 215 AL GIRO DI BOA Mille marchi per il cibo italiano di Micaela Cappellini Giro di boa per l Expo di Milano. Come stanno andando gli affari per le nostre imprese agroalimentari, a tre mesi dall avvio e a tre, ormai, rimasti da sfruttare? Il padiglione CibusèItalia (42 aziende, L ANALISI La necessità di allenarsi alla trasparenza Consulenti lavoro Entrate-Spese Dottori commercialisti Entrate-Spese Farmacisti Entrate-Spese di Maria Carla De Cesari Il sistema di tutela previdenziale dei liberi professionisti è stato privatizzato a metà degli anni 9 con il decreto 59/94 oppure è nato direttamente privato, qualche anno dopo, con gli enti del decreto 13/96. Tutte le Casse professionali erogano prestazioni relative alla pensione di primo pilastro, un mille marchi in tutto) snocciola i suoi numeri: 2mila incontri B2b con otto delegazioni di buyer dal mondo. E i primi contratti d ordine cominciano a vedere la luce. u pagina 1 diritto costituzionale la cui salvaguardia interessa certamente in primo luogo i professionisti ma ricade sulla collettività. Continua u pagina 2 Giochiamo alla pari con la Francia ma la Germania ci stacca , , ,7 Geometri Entrate-Spese Giornalisti Entrate-Spese Medici Entrate-Spese , , ,1 Notai Entrate-Spese Ragionieri Entrate-Spese Veterinari Entrate-Spese , , ,3 45 LE AZIENDE ITALIANE PRESENTI A EXPO PRESSO IL PADIGLIONE CIBUSÈITALIA L esperto risponde FISCO&DIRITTI RISPARMIO&FAMIGLIA E BOOK EBOOK IN REGALO Le risposte a chi lavora nel pubblico l lavoro il pubblico impiego FISCO&DIRITTI Più tutele per incidenti oltre frontiera #16 L Esperto risponde Il meglio dei quesiti dell Esperto risponde 27 luglio 215 Riservato ai lettori dell Esperto risponde e agli abbonati del Sole 24 Ore Nell allegato u pagine 2-3 RISPARMIO&FAMIGLIA Carburante, percorsi e «app» antispreco Nell allegato u pagine 4-5 Le indicazioni per le candidature online Da domani «click day» per le assunzioni della Buona Scuola pparte domani mattina alle 9 il click day per l assunzione dei precari nella scuola e andrà avanti fino al 14 agosto. L iniziativa rientra nel maxi-piano di stabilizzazioni messo in piedi dal governo con la Buona scuola che punta a immettere in ruolo oltre 1mila precari. Come si accede alla procedura nazionale lo spiega un decreto del ministro dell Istruzione da poco pubblicato. Attenzione quindi: si sappia ad esempio che al bando potranno accedere sia i vincitori e gli idonei dell ultimo concorso a cattedra bandito in Italia (quello del 212) sia i soggetti iscritti alle graduatorie a esaurimento; inoltre si potrà presentare solo una domanda e solo online sul sito del ministero. Infine ogni precario dovrà esprimere il suo ordine di preferenza su tutte le province italiane. Una volta ricevuto l incarico il docente dovrà decidere entro 1 giorni se accettare. Ma in caso di rifiuto non avrà altre proposte. Bruno u pagina 4-5 Taglio del 18% dal 28, del 7% al Nord Atenei, la riforma dei fondi penalizza gli atenei del Sud p Dal 28 al il finanziamento alle università statali ha perso quasi un miliardo di euro, riducendosi del 13,9% in termini nominali (21,3 se si calcola l inflazione). Tuttavia, accanto a università che si sono viste ridurre l assegno di quasi un terzo, qualche ateneo ha invece fondi maggiori. Messina e Palermo nel 215 hanno avuto il 3% abbondante in meno rispetto ai fondi statali di sette anni prima; Bergamo e il Politecnico di Torino hanno invece ricevuto un aumento dell 11,4 e del 7,3 per cento. Trovatiu pagina 7 «Servono maggiori rapporti con le imprese» Ivan Lo Bellou pagina 7 «Rating su misura per le diverse università» Stefano Paleariu pagina 7 IN EDICOLA DOMANI DA CICERONE LA TERZA «LEZIONE D AMORE» In abbinamento al Sole 24 Ore A 5,9 più il quotidiano IMPRESA& TERRITORI LA CLASSIFICA DEI MARCHI La cinese Tencent vale come Facebook La forza del marchio di Tencent, una delle più famose piattaforme cinesi dell e-commerce, è uguale a quella del colosso americano Facebook. A certificare l avanzata dei brand di Pechino a spese di quelli a stelle e strisce è l edizione 215 del FutureBrand Index, che misura la percezione dei marchi delle 1 maggiori società del mondo. E le imprese italiane? Assenti dalla lista. u pagina 1 Prezzi di vendita all estero: Albania 2, Austria 2, Francia 2, Germania 2, Monaco P. 2, Slovenia 2, Svizzera Sfr 3,2 STILI& TENDENZE ALTA GIOIELLERIA Cartier punta sulle pietre rare Presentata in Costa Azzurra la collezione di pezzi unici «Etourdissant». u pagina 11 NORME& TRIBUTI LAVORO Jobs act, più forza ai contratti aziendali Contratti collettivi aziendali a tutto campo. Dal lavoro a termine alla somministrazione, dalla modifica delle mansioni al part-time, si sono moltiplicati, con le aperture del decreto legislativo 81/215, gli ambiti nei quali gli accordi di secondo livello possono modificare le regole generali dei singoli istituti. Il decreto che ha riordinato i contratti in attuazione del Jobs act ha quindi aperto un nuovo corso della contrattazione. u pagina 17 DL ENTI LOCALI Società «contra legem», stop alla cessazione Nell esame in commissione Bilancio al Senato del decreto legge sugli enti locali, atteso oggi in Aula in vista della fiducia, è stata approvata un integrazione alla legge di Stabilità in materia di partecipazioni: vengono tra l altro ridimensionati i termini, scaduti da tempo, per la liquidazione delle partecipazioni «non strettamente necessarie» ai fini istituzionali dell ente proprietario. u pagina 22

2 2 Lunedì 27 Luglio N. 25 Previdenza LA GESTIONE L aumento dei ritiri I pensionati sono cresciuti del 2% dal e la spesa per gli assegni è salita del 32% Le riforme L esame sulla sostenibilità dei bilanci spinge gli istituti ad approvare correttivi UMBERTO GRATI I numeri degli enti previdenziali La fotografia della gestione previdenziale nelle undici Casse di previdenza privatizzate dal Dlgs 59/1994 mette in luce la sostenibilità dei bilanci di ciascun ente, in base al rapporto tra entrate contributive e spese per prestazioni (per e assistenza). Negli ultimi sei anni il numero di iscritti attivi (contribuenti) e il numero di pensionati sono cresciuti progressivamente (dal al ) per quasi tutte le Casse (si vedano i grafici alla voce attivi/pensionati ). L andamento in basso, invece, mette a confronto il rapporto tra entrate contributive e spese per prestazioni: queste ultime pesano spesso in modo rilevante sul bilancio, in alcuni casi addirittura eccedono rispetto alle entrate. Le uscite sono suddivise tra le spese per le e quelle per assistenza (che includono, ad esempio, indennità di maternità, ammortizzatori, misure di sostegno al reddito, trattamenti di sanità integrativa, e così via) LA FOTOGRAFIA DI CONTRIBUENTI E PENSIONATI Entrate contributive/spese per prestazioni. In milioni di euro Saldo positivo Saldo negativo medici +94,1 3. geometri -11, giornalisti -81,6 farmacisti +95,7 architetti e ingegneri +512,4 avvocati +748,2 consulenti +81,2 notai +43,9 ragionieri +53,7 veterinari +51,3 dottori commercialisti +478, LE CASSE PROFESSIONALI ALLA SFIDA DEI CONTI SU GIOVANI E WELFARE Architetti e ingegneri - Inarcassa attivi/ pensionati 18. 1, , , , , , Risultato esercizio Patrimonio netto 634, ,4 443,9 5.45,3 357, , 745,9 6.59, 786, ,6 91, ,2 Stress test tra crescita delle prestazioni e sostegni ai nuovi iscritti PAGINE A CURA DI Michela Finizio Valentina Melis Federica Micardi Valeria Uva pla spesa per le dei professionisti cresce più delle entrate contributive delle Casse. I pensionati sono cresciuti del 2% dal al e la spesa per pagare gli assegni, quattro miliardi e mezzo di euro, è balzata in avanti del 32% rispetto a sei anni prima. Gli attivi sono cresciuti invece del 15%, con l eccezione di alcune categorie (ad esempio ragionieri e giornalisti, in calo costante) e le entrate contributive avanzano del 24,5 per cento. Con questi numeri le Casse si presentano all esame triennale sui bilanci, che dovrà verificare la sostenibilità della gestione previdenziale nell arco di 3 anni, dopo la verifica su 5 anni imposta nel 212 dalla riforma Fornero. Le riforme in campo Per superare lo stress test di tre anni fa, le Casse hanno avviato processi di riforma che in alcuni casi devono ancora entrare a regime e che adottano ricette diverse, anche nell ottica di creare un ponte tra giovani e anziani: correttivi al sistema di calcolo retributivo, aumento delle aliquote, innalzamento dell età pensionabile, contributo di solidarietà per i redditi oltre una certa soglia, agevolazioni ai giovani (con il taglio dei versamenti nei primi anni di iscrizione). Proprio nelle fasce più basse d età, infatti, si concentra la sofferenza sul fronte dei redditi, che si sono assottigliati negli ultimi anni per una buona parte dei professionisti. La fotografia I numeri presentati in queste pagine sono frutto di un inchiesta realizzata dal Sole 24 Ore del Lunedì su tutte le Casse professionali ma si concentrano sugli enti privatizzati dal Dlgs 59/1994, che calcolano le secondo il metodo retributivo. Le Casse istituite dal Dlgs 13/1996, invece, adottano fin dall origine il metodo di calcolo contributivo e hanno meno problemi, quindi, sul fronte della sostenibilità dei bilanci. Guardando alle vecchie Casse, il saldo tra le entrate contributive e la spesa per prestazioni è negativo solo per giornalisti e geometri. Proprio oggi il Cda dell Inpgi, l ente di previdenza dei giornalisti, esaminerà il pacchetto di riforme previste per la sostenibilità della gestione previdenziale. La Cassa dei ragionieri, dopo aver varato una robusta riforma per superare l esame «Fornero», deve far fronte al calo progressivo degli iscritti. La priorità, dunque, come sottolinea il presidente Luigi Pagliuca, è «vedersi riconosciuta una platea demografica in ingresso». Una possibile soluzione su cui confrontarsi con i ministeri, potrebbe essere quella di attrarre alla Cassa i revisori legali, oggi contribuenti della gestione separata Inps. Giovani e welfare Sostenere i giovani con un sistema previdenziale solidaristico è la strada imboccata da alcune Casse maggiori, a esempio prevedendo la rivalutazione per intero dei contributi versati nei primi anni di lavoro in misura ridotta. È il caso della Cassa forense, che chiede ai giovani iscritti la metà del contributo soggettivo minimo, ma senza penalizzazioni sul futuro assegno stico. L ente di previdenza degli avvocati ha adottato una serie di correzioni al sistema retributivo, tenendo conto nel calcolo delle non solo degli ultimi anni di incassi del professionista ma dell intera vita lavorativa. Sopra 1mila euro di reddito, poi, scatta il contributo di solidarietà del 3 per cento. «Stiamo lavorando sul fronte del welfare attivo - sottolinea il presidente della Cassa forense Nunzio Luciano - per sostenere i giovani anche nell accesso ai fondi europei e aiutarli a predisporre progetti meritevoli di finanziamento». L ente di previdenza di architetti e ingegneri (Inarcassa), in seguito al crollo dell edilizia, deve fare i conti con il fenomeno degli abbandoni della professione: sono 9.6 le cancellazioni del. Tra le contromisure per sostenere le entrate, sono scattati l aumento dell aliquota contributiva (dal a regime al 14,5%) e un ritocco ai minimi (+2 euro in due anni). La stessa Cassa, però, ha varato misure di assistenza straordinarie, con un attenzione particolare ai giovani. «Nonostante paghino contributi dimezzati per i primi cinque anni di lavoro o fino ai 35 anni spiega il neopresidente, Giuseppe Santoro garantiamo loro la rivalutazione per intero». Per il welfare la cassa è arrivata a spendere quasi 1 milioni. La Cassa dei commercialisti ha rafforzato le entrate contributive (+3% in sei anni) anche grazie alla manovra sulle aliquote, dal stabilizzate al 12% senza più un tetto massimo. Ma anche le iscrizioni sono aumentate costantemente. Il rendimento della gestione patrimoniale arriva a coprire al 9% la spesa per. «Attendiamo l approvazione del ministero per rivalutare i montanti contributivi non più solo fino all 1,5% - spiega il presidente Renzo Guffanti ma in una forchetta che può arrivare al 2,5% grazie ai nostri rendimenti, sempre superiori al 2,5 per cento». Novità, poi, sul fronte della maternità: dal la Cnpadc copre sei mensilità anziché cinque, «con un minimo di 1.7 euro mensili precisa Guffanti che spesso è più alto dell indennità dovuta». Le nuove Casse Aumenta invece del 39% in sei anni il numero degli iscritti alle nuove Casse (nate dal Dlgs 13/1996): gli enti di infermieri, biologi, psicologi, agrotecnici e periti agrari, periti industriali, più il fondo pluricategoriale Epap per geologi, chimici, attuari, dottori agronomi e forestali. La categoria più numerosa resta quella degli infermieri dell Enpapi, passati da iscritti del a del, anche grazie alla confluenza degli ex Inps. In più, essendo la professione ancora molto giovane, a questa Cassa va l invidiabile rapporto attivi/pensionati: 1/39. Tutte le nuove Casse possono contare su solidi patrimoni netti. A esempio i biologi dell Enpab hanno appena approvato il bilancio, incrementando del 21% in un anno questa voce. Per compensare necessariamente basse (perché interamente finanziate con il sistema contributivo), l acceleratore è spinto su assistenza e welfare. I tassi di crescita di queste spese sono quindi sempre a due cifre (+15% il totale uscite del ): da 13 milioni spesi nel agli oltre 24 dell ultimo anno. contributi/ prestazioni 1.2 Entrate contributive 694,4 679,6 e assistenza Avvocati - Cassa forense attivi/ pensionati 25. contributi/ prestazioni 1.6 6, , Entrate contributive 948, ,9 e assistenza ,3 2,8 2,8 2,33 2,39 1,98 764, , Consulenti lavoro - Enpacl 945, , , 213 6, ,8 32,4 326,2 366,6 46,5 455,7 52,4 8, ,46 1,74 2,6 2,2 1,97 1, , ,1 1.57, ,7 649,6 671,9 697,4 726,8 766,1 84, Risultato esercizio Patrimonio netto 24,6 4.95,6 51,2 4.65,8 548, ,6 931,7 6.86,2 831, 7.58,1 841, 8.119, assistenza 277,6 24,8 487, 33,4 + + assistenza 594,4 55,2 746,6 57,9 + + Il chiarimento. Il ministero del Lavoro precisa che la verifica a 5 anni imposta dalla riforma Fornero ha avuto carattere straordinario Bilanci tecnici con vista a 3 anni pper le Casse di previdenza dei professionisti il prossimo bilancio tecnico andrà fatto secondo le vecchie regole e quindi con una proiezione temporale di 3 anni. A chiarirlo è il ministero del Lavoro, con una risposta fornita al Sole 24 Ore del Lunedì. Su questo punto, infatti, non c era un indirizzo uniforme tra le Casse: alcune ritenevano di dover garantire la stabilità della gestione previdenziale a 5 anni (la maggior parte) e altre, invece, a 3 anni. Il risultato può cambiare, infatti, soprattutto per le casse più in difficoltà per l aumento della spesa previ denziale o per la diminuzione costante di nuovi contribuenti. L incertezza, in vista dell esame 215, nasceva dalle norme degli anni scorsi e dalla loro interpretazione. L obbligo di redigere «almeno ogni tre anni» un bilancio tecnico previsionale per verificare la tenuta di lungo periodo monitorando il saldo previdenziale (entrate contributive meno uscite per prestazioni) e il saldo corrente (entrate totali meno uscite totali), è sancito dalla norma che ha privatizzato gli enti di previdenza dei professionisti, il Dlgs 59/1994. L anno successivo la riforma Dini (legge 335/1995) impone alle Casse di garantire la propria sostenibilità per 15 anni. La Finanziaria 27 (legge 296/26) raddoppia a 3 anni l orizzonte temporale richiesto per l equilibrio e il decreto interministeriale del 29 novembre 27, nel delineare i criteri per redigere i bilanci tecnici, precisava che sarebbe stato opportuno, comunque, sviluppare proiezioni su un arco di 5 anni. Nel 211 l allora ministro del Lavoro Fornero impose (all interno della riforma generale del sistema stico) criteri più rigidi, ponendo la verifica obbligatoriamente su 5 anni, e consentendo alle Casse di usare solo l 1% del rendimento del patrimonio. Per superare l esame, diversi enti previdenziali hanno avviato un piano di riforma, innalzando l età pensionabile, aumentando i contributi e in alcuni casi modificando il criterio di calcolo degli assegni. Oggi, trascorsi tre anni, le Casse professionali dovranno redigere il prossimo bilancio previsionale usando i parametri su occupazione, Pil e tasso di inflazione che la direzione generale politiche previdenziali e assicurative del Ministero ha comunicato il 23 luglio. Lo stesso ministero del Lavoro ha anche chiarito, nella risposta al Sole 24 Ore del Lunedì, che le disposizioni della legge Fornero (articolo 24, comma 24 del Dl 21/211) erano ispirate a «criteri di prudenzialità estrema» e «non hanno sostanzialmente modificato il previgente panorama normativo». In pratica, lo stress test del 212 è da considerare un evento straordinario e quindi «la redazione dei bilanci tecnici ordinari e la loro conseguente valutazione da parte dei ministeri vigilanti - si legge - dovrà continuare a conformarsi al Dm 29 novembre 27». Alcune Casse, però, fanno proiezioni a 5 anni a prescindere dall obbligo di legge, anche per misurare gli effetti sul lungo periodo di eventi particolari. È il caso, ad esempio, della Cassa forense, dopo l approdo di 5mila nuovi iscritti nel (anno in cui è scattato l obbligo di iscrizione alla Cassa anche per chi dichiarava un reddito sotto 1mila euro). C è poi la Cassa dei commercialisti che, nello statuto, prevede di predisporre un bilancio tecnico a 5 anni, ogni biennio. Per la Cassa dei ragionieri, poi, data la difficoltà di superare l esame «Fornero», è stato introdotto l obbligo di redigere un bilancio tecnico annuale, fino al 217. attivi/ pensionati 3. contributi/ prestazioni 25 Entrate contributive In mln di e assistenza 3, ,49 92,7 66, 21 3, ,66 11,5 7, 211 3, ,57 113,5 76, , ,47 117,2 83, , ,61 142,8 93,4 2, ,9 179,4 98, Risultato esercizio Patrimonio netto in mln di di in mln di 34,9 573,7 3,6 64,3 36,1 64,4 41,4 681,8 62,8 744,6 96,4 841, in mln di 62,3 94,6 + assistenza in mln di 3,7 3,6

3 Lunedì 27 Luglio N Gli equilibri contabili Saldo tra entrate contributive e costi negativo solo per giornalisti e geometri Le spese per l assistenza Puntano sempre più sul welfare le uscite destinate a maternità e ammortizzatori Dagli infermieri ai periti Incremento del 39% in sei anni dei contribuenti iscritti alle Casse nate dal decreto 13/96 Dottori commercialisti - Cnpadc attivi/ pensionati contributi/ prestazioni 8 Farmacisti - Enpaf attivi/ pensionati , 3,1 3,2 3,2 3,4 3, contributi/ prestazioni 3 Entrate contributive e assistenza ,58 1,64 1,6 1,56 1,55 1,58 254, 258,2 255,9 254,1 259,2 259,6 161,2 157,2 16, 163,3 166,7 163,9 Geometri - Cipag attivi/ pensionati 1. contributi/ prestazioni 5 Entrate contributive e assistenza ,6 9,5 9,5 9,5 9,4 9, ,95 2,82 2,74 2,77 2,79 2,84 Entrate contributive 563,4 571,3 596,2 634,1 e assistenza ,7 3,6 3,5 3,4 3,3 3, ,18 428,9 362, ,6 1,5,98 1,1,98 413,5 425, 423,3 68, 737,5 19,8 22,4 217,3 229,2 243,8 259,5 Giornalisti - Inpgi attivi/ pensionati 2. contributi/ prestazioni 5 Entrate contributive e assistenza 456,3 453,7 388,4 43,1 433,4 449,6 464, ,9 2,6 2,5 2,3 2,1 1, ,16 1,8 1,,98,89,83 423,9 423,8 416,8 434,6 415,8 49,1 365,9 392, 418,1 442, 467,5 49, Risultato esercizio 526, ,8 459, 3.875,8 356, ,4 553, ,4 522,7 5.39,1 557, ,3 Risultato esercizio Patrimonio netto 126, ,9 131, 1.45,8 125, 1.53,8 134, 1.664,8 133, 1.797,8 149, ,4 assistenza 155,5 5,7 159,7 4,2 + Risultato esercizio Patrimonio netto 77, , 68, ,7 196,3 2.52, 87, ,9 76, ,4 15, ,3 Patrimonio netto assistenza 177,1 13,7 242,3 17,2 + + assistenza 353, 9,6 454, 1,7 + + Risultato esercizio Patrimonio netto 58, ,4 31, ,8-1, ,5-7, ,4-51, ,5-81,6 1.85,6 346,5 444,2 assistenza 19,4 46,5 + + Medici - Enpam attivi/ pensionati 4. contributi/ prestazioni 2.5 Entrate contributive e assistenza Notai - Cnn attivi/ pensionati 5. contributi/ prestazioni 28 Ragionieri - Cnpr attivi/ pensionati 3. contributi/ prestazioni 3 Entrate contributive e assistenza ,9 1,9 1,9 1,9 1,9 1, ,6 1,6 1,1,98 1,5 1,21 Entrate contributive 198,8 24,1 196,7 196,5 215,8 e assistenza ,1 4,1 4, 3,8 3,7 3, ,2 1,97 1,92 1,72 1,67 1, ,1 2.22, , ,8 2.24, 2.294,5 1.69, , , , ,2 1.39,4 253,1 187,2 191,8 194,2 21,2 24,8 29, ,23 3,92 3,6 3,29 3,16 3, ,63 1,56 1,4 1,29 1,29 1,24 262,3 269, 259,9 263,7 272,1 278,2 16,9 172,2 185,8 24,2 211,1 224,5 Veterinari - Enpav attivi/ pensionati 3. contributi/ prestazioni 1 Entrate contributive e assistenza ,4 4,4 4,4 4,4 4,4 4, ,4 2,17 2,2 2,23 2,29 2,23 62,6 7,5 76,23 82,8 89,9 93,2 3,7 32,5 34,6 37,2 39,2 41, Risultato esercizio 1.312,9 1.35, , ,1 1.85, ,3 1.29, , , , , ,1 Risultato esercizio 25, 1.257, 2, 1.277, 6, ,7 1, ,9 13,1 1.36,9 16, ,7 Risultato esercizio Patrimonio netto 2, ,3 2, ,1 193, ,1 1, ,8 75, ,8 17, ,2 assistenza 159,2 1,7 223,3 1,2 + Patrimonio netto assistenza 172,8 14,4 197,1 12,1 + Patrimonio netto assistenza 1.6,8 8, , 7,4 + Risultato esercizio Patrimonio netto 22, 271,6 25,7 297,4 31,6 329, 36,1 365,1 4,1 45,2 44,5 449,6 assistenza 27,3 3,4 36,2 5, Casse di previdenza Sono 11 gli istituti (i cui dati sono rappresentati nei grafici a sinistra) privatizzati dal Dlgs 59/1994. A questi si aggiungono altre nuove sette casse di previdenza istituite dal Dlgs 13/1996 (tra queste ultime: l Enpapi degli infermieri liberi professionisti; l Enpap degli psicologi; l Enpaia degli agrotecnici e dei periti agrari; l Eppi dei periti industriali; l Enpab dei biologi; l Epap pluricategoria) Contribuenti Il numero dei professionisti attivi iscritti alle diverse Casse di previdenza, inclusi sia quelli registrati nelle 11 casse privatizzate dal Dlgs 59/1994 sia quelli (molti meno, in tutto circa 158mila) iscritti nelle altre sette istituite dal Dlgs 13/ Il numero di pensionati a carico delle diverse Casse di previdenza nel. Il dato è cresciuto del 2,2% negli ultimi sei anni. Più lento, invece, è stato l incremento del numero di contribuenti attivi iscritti, aumentati del 15,5% dal 28 al. Rispetto al totale, solamente pensionati sono a carico delle nuove casse (quelle istituite dal Dlgs 13/1996) +32,2% Aumento della spesa per Negli ultimi sei anni sono cresciute di un terzo le uscite annuali delle diverse casse per la gestione previdenziale (limitatamente all erogazione degli assegni stici) 4,49 miliardi La spesa per le Nel le uscite delle diverse Casse per garantire l erogazione degli assegni hanno toccato quasi i 4 miliardi e mezzo, rispetto ai circa 3,4 registrati nel. Circa 4,47 miliardi sono da imputare agli 11 istituti privatizzati dal Dlgs 59/1994, dal momento che le nuove Casse contano ancora pochi pensionati +29,6% Incremento dell assistenza Le spese non previdenziali (ad esempio per assistenza, indennità di maternità, ammortizzatori, misure di sostegno al reddito, trattamenti di sanità integrativa, e così via) sono cresciute negli ultimi sei anni, anche se non tanto quanto la spesa per. In particolare, nelle 11 vecchie Casse l incremento è stato meno significativo (+24,9%) 224,7 milioni La spesa non previdenziale Le uscite non previdenziali a carico delle casse professionali nel sono cresciute rispetto ai 173,4 milioni impegnati nel. Rispetto al totale, quasi 25 milioni sono stati spesi dalle nuove Casse: queste ultime contano gli iscritti più giovani e meno pensionati a carico 7,9 miliardi Le entrate contributive Le entrate provenienti dai contributi versati dagli iscritti attivi nel, di cui circa 7,54 miliardi sono stati raccolti dalle 11 vecchie Casse. La somma di questa voce di bilancio è complessivamente in crescita, rispetto al, del 24,54 per cento 49,2 miliardi Patrimonio netto vecchie Casse Sommando il patrimonio netto dichiarato in bilancio da tutte le 11 Casse privatizzate dal Dlgs 59/1994 la cifra assume contorni considerevoli 1,13 miliardi Patrimonio netto nuove Casse È molto più leggero il patrimonio netto dichiarato in bilancio dalle sette Casse istituite dal Dlgs 13/1996, rispetto al patrimonio netto complessivo ottenuto sommando i valori delle 11 Casse privatizzate dal Dlgs 59/1994 APPROFONDIMENTO ONLINE Focus sulle Casse più giovani L ANALISI Maria Carla De Cesari La necessità di allenarsi alla trasparenza u Continua da pagina 1 Dunque l esercizio di responsabilità, al di là delle governance, è di natura pubblica. Il monitoraggio sulle principali variabili demografiche e previdenziali costituisce un contributo indipendente per tenere sotto controllo e governare le dinamiche della previdenza privata. I numeri raccolti mostrano un universo giovane - oltre 1 milione e 2mila iscritti tra attivi e pensionati - che insiste nel settore delle prestazioni intellettuali in rapido cambiamento come tutte le attività lavorative, al di là delle cristallizzazioni degli ordinamenti professionali e senza contare gli interventi legislativi, talvolta all impronta, che alterano, distribuiscono o cancellano privative. È un universo ridotto rispetto alla generalità dei lavoratori, articolato al suo interno per singoli gruppi professionali, alcuni assai ristretti, altri un po più consistenti. In ogni caso famiglie dove cambiamenti, anche limitati in senso assoluto, nel reclutamento delle nuove leve, nel mercato delle attività e nei bilanci reddituali sono destinati ad avere un eco forte e non proporzionata. È un punto da tenere sempre presente, perché al di là dei sistemi previdenziali - dalle aliquote contributive al metodo di calcolo delle prestazioni - costituisce il fattore di delicato equilibrio. Si diceva di un universo giovane. Eppure anche in questo caso, occorre non lasciarsi troppo lusingare dai numeri assoluti: certo il rapporto attivi e pensionati rispetto alla previdenza pubblica è di gran lunga favorevole ma, se solo si guarda all interno del quinquennio preso in considerazione dall indagine, vengono a galla segnali di una tendenza all invecchiamento. Anche per professioni che hanno registrato un buon andamento delle iscrizioni e dunque un buon ricambio generazionale. Si prenda il caso dei consulenti del lavoro, che pure paiono, come categoria, essere in buona salute: nonostante il ritmo delle iscrizioni, il rapporto attivi pensionati va lentamente peggiorando. Certo, nel caso particolare, va segnalato un elemento importante: il flusso contributivo è aumentato. Alla Cassa forense, invece, i giovani sono arrivati in massa; infatti, il rapporto attivi/pensionati è passato da 6,1 a 8,3 tra il e il, ma il rapporto contributi/prestazioni (che passa da 1,46 a 1,93 nei cinque anni) tiene un ritmo inferiore. Due casi, quello di Enpacl e di Cassa forense, significativi della diversità delle situazioni all interno della previdenza privata. Senza citare le difficoltà strutturali di Casse mature come quella dei ragionieri (il cui titolo professionale è a esaurimento) o quella dei giornalisti (che devono fare i conti con una crisi dell informazione a pagamento e dei canali tradizionali): si deve prendere atto degli equilibri fragili su cui si regge la previdenza, in modo particolare quella ristretta e privata. Bilanci tecnici attuariali a 3 anni, elaborati ogni tre anni, servono per mantenere alti attenzione e controllo. Le Casse, però, dovranno trovare gli strumenti per fare sistema, cercando risparmi di gestione, magari iniziando dagli interventi assistenziali. La questione non è scaricare su altre categorie il proprio debito previdenziale ma ottimizzare, anche con corpose spending review e con controlli professionali e meno burocratici.

4 4 Lunedì 27 Luglio N. 25 Istruzione IL PIANO DI ASSUNZIONI La precisazione del ministero Il docente che ha già ottenuto l immissione in ruolo non potrà partecipare al bando Offerta formativa Per l assegnazione dei posti di potenziamento bisognerà attendere i fabbisogni delle scuole In palio oltre 55mila cattedre Il Miur punta ad assegnarle entro novembre - Attese più di 13mila domande Eugenio Bruno pquattro le fasi previste, oltre 13mila i precari interessati, più di 12mila le cattedre a disposizione: sono i numeri principali del maxipiano di assunzioni che il governo ha inserito nella legge Buona scuola e che vedrà domani il suo completamento con l avvio delle procedura nazionale bandita dal Miur per disciplinare più di 55mila immissioni in ruolo. L ultima tappa di un iter lungo e complesso che, nelle intenzioni del ministero dell Istruzione, dovrebbe concludersi entro metà novembre. La fase zero La macchina per le assunzioni si è già messa in moto da qualche settimana. Prima ancora che la Buona scuola diventasse legge. I primi posti da assegnare sono così suddivisi: comuni sui vuoti d organico prodotti dal turn over e derivanti dal potenziamento del sostegno previsto dal decreto Carrozza del 213. In questi giorni stanno partendo le convocazioni lungo tutto lo stivale. Nell assegnazione gli Uffici scolastici regionali (Usr) stanno seguendo la normativa pre-legge 17 e dunque stanno attingendo non solo dalle graduatorie a esaurimento (Gae) ma anche a quelle di tutti i concorsi precedenti. L input giunto da viale Trastevere è quello di chiudere la partita entro l 8 agosto. LA TABELLA DI MARCIA Dopo l avvio delle operazioni di assegnazione per i primi posti liberi scatta la fase delle nuove candidature La fase A Partirà a breve. Oltre ad attribuire le eventuali disponibilità rimaste vacanti al giro precedente, la fase A servirà a distribuire i posti che gli Usr stanno individuando in questi giorni. In gran parte si tratta di vuoti negli organici di diritto coperti con spezzoni di ore o supplenze e mai riempiti stabilmente per la carenza di coperture adeguate. Anche in questo caso saranno gli Uffici scolastici regionali a farsene carico, attingendo alle Gae e alla graduatoria di idonei e vincitori del concorso Profumo del 212. La raccomandazione del Miur è quella di fare presto così da riuscire a terminare le assegnazioni entro metà agosto. La fase B Da qui in poi valgono le regole del bando emanato la settimana scorsa dal Miur. Servirà a distribuire - con una procedura straordinaria valida su tutto il territorio nazionale - le eventuali cattedre rimaste vacanti nelle due fasi precedenti. Anche in questo caso potranno partecipare solo i docenti presenti nelle graduatorie a esaurimento e i reduci con successo del concorsone Profumo. Purché presentino la loro domanda online attraverso il sito del Miur (con le modalità e i tempi descritti nella pagina successiva) dal 28 luglio al 14 agosto. Fermo restando che - come precisato dal ministero con una nota pubblicata la settimana scorsa - non potrà accedere alla fase B chi è già stato immesso in ruolo in precedenza. Materialmente l assegnazione di queste cattedre partirà lunedì 17 agosto e, scorrendo via via la graduatoria formatasi sulla base delle domande pervenute, si chiuderà entro metà settembre. La fase C Richiederà tempi un po più lunghi. Per cominciare ad assegnare i posti del potenziamento dell offerta formativa bisognerà infatti aspettare che tutte le scuole, alla riapertura, esprimano il loro fabbisogno di docenti aggiuntivi. In questo caso infatti non si tratta di un immissione in ruolo su una specifica cattedra ma di un assegnazione provvisoria a una rete di scuole per lo svolgimento di una serie di compiti aggiuntivi: dalla copertura delle supplenze brevi ai corsi di recupero al rafforzamento. Un antipasto di quello che succederà a partire dall anno scolastico 216/217 quando verrà istituito l organico dell autonomia e ogni preside potrà chiamare direttamente dalle graduatorie (si presume provinciali) i docenti da utilizzare per migliorare l offerta formativa. La fase C dovrebbe concludersi entro metà novembre. Il momento in cui scatterà l assunzione non è di poco conto perché per le nomine effettuate entro il 15 settembre la presa della sede di servizio sarà immediata. Per le altre bisognerà aspettare il 1 luglio 216 o il 1 settembre 216 se il prof interessato nel frattempo avrà ottenuto una supplenza fino al termine delle lezioni oppure annuali. E proprio dalla presa di servizio dipenderà la decorrenza economica dell assunzione. Con tanto di ricostruzione di carriera e adeguamento di stipendio. Il maxi-piano di stabilizzazione I SOGGETTI INTERESSATI La platea di precari che aspira ad essere stabilizzata TOTALE Scuola secondaria di 2 grado FASE ZERO Scuola dell infanzia Scuola primaria Scuola secondaria di 1 grado IL FABBISOGNO DA TURN OVER La ripartizione dei posti liberi per turn over da coprire nella Fase zero p Comuni p Sostegno IL CALENDARIO Le tappe previste dalle diverse fasi delle assunzioni nelle scuole FASE ZERO Partenza: luglio 215 Termine: entro il 15 agosto 215 FASE A Partenza: luglio 215 Termine: entro il 15 agosto 215 FASE B Partenza: dal 17 agosto Termine: entro metà settembre 215 FASE C Partenza: da settembre Termine: entro metà novembre Infanzia Primaria I Grado II Grado Totale Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli V.G Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Veneto Contingente nazionale per nomine FASE A E B ALTRI POSTI Sono le posizioni vacanti e disponibili nell organico di diritto che finora sono stati coperti con spezzoni di ore. Si aggiungono alle cattedre non assegnate nella fase A e sono assegnate dagli Usr. Nella fase B si dovranno assegnare (con procedura nazionale) i posti rimasti vacanti nelle fasi precedenti FASE C IL POTENZIAMENTO I posti di potenziamento regione per regione nelle scuole di primo e secondo grado e per il sostegno Regioni Primaria Posti di potenziamento Secondaria I grado Secondaria II grado Totale Per il sostegno Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli V.G Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Veneto TOTALE Fonte: elaborazioni su dati del ministero dell Istruzione

5 Lunedì 27 Luglio N Istruzione IL BANDO Chi può partecipare Gli iscritti alle graduatorie a esaurimento e i vincitori e idonei al concorso del 212 Informatizzazione totale Anche l accettazione o il rifiuto del posto vanno comunicati soltanto via Internet Assunzioni, da domani via al «click day» Domande da presentare solo online entro il 14 agosto - La preferenza va espressa per tutte le province Eugenio Bruno pil conto alla rovescia sta per scadere. Domattina alle 9 partirà il click day per l assunzione dei precari e si andrà avanti fino alle ore 14. di venerdì 14 agosto. Tutti i docenti in odore di stabilizzazione dovranno fare domanda per l immissione in ruolo. Solo online. Ogni istanza pervenuta con un qualsiasi altro strumento infatti non verrà presa in considerazione. In realtà non si tratterà di un vero e proprio «click day perchè la velocità con cui si parteciperà non assegnerà alcun ordine di preferenza. La priorità deriverà solo dal punteggio e dai titoli posseduti. Per accedere alla procedura nazionale messa in cantiere dal Miur nell ambito del maxi-piano di assunzioni previsto dalla Buona scuola, i prof dovranno innanzitutto collegarsi al sito del ministero (www.istruzione.it). In home page troveranno un link per l accesso al sistema Polis Presentazione delle istanze online. Poiché si tratta di docenti già presenti in graduatoria non occorrerà alcuna registrazione perché ogni insegnante dovrebbe già essere in possesso delle proprie credenziali d accesso. Una volta fatto il log in, l aspirante stabilizzando entrerà in uno spazio interattivo dove inserirà (e soprattutto confermerà) le informazioni che il sistema gli chiederà. Ma facciamo un passo indietro. Chi potrà partecipare all assegnazione delle cattedre? Il decreto emanato la settimana scorsa dal ministero con il bando di partecipazione individua due categorie di aventi diritto: i vincitori e gli idonei dell ultimo concorso a cattedra bandito in Italia (quello del 212 quando a viale Trastevere sedeva SCUOLA24 Le richieste al Miur della rete Its meccanica e meccatronica Sul quotidiano digitale di oggi spazio anche a tutte le procedure per le scuole paritarie che vogliono mantenere l accreditamento del ministero. Francesco Profumo); i soggetti iscritti - alla data del 16 luglio scorso - alle graduatorie a esaurimento (le cosiddette Gae) con il punteggio e i titoli di preferenza (e precedenza) posseduti alla data dell ultimo aggiornamento delle stesse per il triennio Contemporaneamente lo stesso provvedimento ci dice chi non potrà prendervi parte. In questo caso i casi citati sono tre. Si parte con i vincitori dei concorsi banditi prima del 212 e, passando per il personale docente già assunto a tempo indeterminato alle dipendenze dello Stato, si arriva ai prof iscritti sì alle Gae ma che non abbiano invece sciolto la riserva per il conseguimento del titolo abilitante entro il 3 giugno 215. Rinviando alla pagina accanto per il dettaglio delle fasi e dei tempi che compongono il piano di assunzioni, in questa sede conviene continuare a soffermarsi sull iter che gli insegnanti si troveranno davanti a partire da domani. Essendo già registrati, una volta effettuato l accesso, gli stessi si troveranno davanti il menù con le varie tipologie di istanze online. Tra cui quella per «il piano assunzionale 215/216». Cliccando sulla voce corrispondente i docenti accederanno alla schermata successiva in cui saranno chiamati a confermare la validità dei dati anagrafici inseriti. In questa sede potranno anche modificare l indirizzo che vogliono utilizzare per l intera procedura (non servirà la Pec, ndr). Il passaggio successivo riguarderà i titoli e anche qui dovrebbero essere chiamati a confermare quelli già contenuti in banca dati. Dopodiché dovranno attivarsi nella scelta tra posti comuni o di sostegno. Ogni precario dovrà inoltre esprimere il suo ordine di preferenza su tutte le province italiane. Ed è in base a queste scelte che gli verrà avanzata la proposta di incarico. Una volta ricevuta, il docente avrà dieci giorni di tempo per accettare. E anche stavolta dovrà farlo online attraverso la medesima piattaforma elettronica. Stesso discorso per la rinuncia. Con un avviso doveroso ai naviganti : chi declinerà la proposta di assunzione, in una qualsiasi delle fasi individuate dalla Buona scuola, non avrà una seconda chance e sarà automaticamente fuori. Tutti i passaggi della procedura Il bando Il bando nazionale del Miur per la stabilizzazione di oltre 55mila precari contiene tutta la procedura da seguire per presentare la domanda di assunzione. Nelle schede a fianco tutto quello che c è da sapere in sintesi, dai requisiti richiesti ai soggetti esclusi, dalle modalità per partecipare alle fasi successive alla nomina fino alle date di entrata in servizio. Tra gli aspetti più importanti da tenere presente: si deve presentare soltanto una domanda ed esclusivamente online; la partenza è fissata per le h. 9 del 28 luglio (domani); vanno indicate le province dove si vorrebbe insegnare in ordine di preferenza. Nel caso di rinuncia non si avranno altre proposte 5IL SITO DEL MIUR Attenzione: la domanda deve Nella essere presentate esclusivamente via internet. E può essere presentata soltanto una domanda. Basterà collegarsi al sito del Miur. Nel dettaglio, questi i passi: - - Polis Presentazione online delle istanze Per tutta la durata della procedura i dati potranno essere modificati 1 COSA DICE IL BANDO Il bando è contenuto nel Il decreto del ministero dell Istruzione pubblicato il 21 luglio sul sito del ministero. Fissa la procedura da seguire per l assegnazione di oltre 55mila posti sui 12mila previsti dal maxi-piano del Governo per la stabilizzazione degli insegnanti 6domanda di assunzione Le da compilare via internet attraverso uno specifico modulo si dovranno comunicare: - i dati personali - i titoli di cui si è in possesso -l elenco di tutte le province (per l assegnazione del posto) in ordine di preferenza I DATI DA FORNIRE 2bando stabilisce anche i Il requisiti dei soggetti che potranno partecipare e presentare la domanda. Si tratta di: -tutti gli iscritti alle graduatorie a esaurimento (le cosiddette Gae) -tutti i vincitori e gli idonei del vecchio concorso Profumo n. 82 del 212 CHI PUÒ RISPONDERE 7ASSUNZIONI: L ITER assunzioni avverranno in L Ufficio modo centralizzato con procedura informatizzata. Sarà data priorità ai soggetti iscritti nelle graduatorie del concorso pubblico n. 82 del 212 (Profumo) Il candidato ha la possibilità di accettare o rifiutare l offerta 3I DATI DA FORNIRE bando chiarisce anche chi Le non può partecipare. Ossia: - gli iscritti nelle graduatorie dei concorsi per titoli ed esami banditi prima del il personale già assunto a tempo indeterminato - i soggetti iscritti nelle Gae che non hanno sciolto la riserva per titolo abilitante prima del 3 giugno 215 8scolastico regionale i La riferimento indicherà la sede di servizio Nel caso di accettazione, si hanno dieci giorni di tempo per comunicarla, sempre via internet Nel caso di rinuncia (o di mancata accettazione entro i termini o le modalità previste) non si riceveranno altre proposte di assunzione ASSENSO O RINUNCIA PARTENZA 4E TERMINE modalità per partecipare al bando prevedono una sorta di click day. Infatti le domande si possono presenterà da domani ed entro due settimane. Questa la tempistica: Avvio: ore 9 di martedì 28 luglio Scadenza: ore 14 di venerdì 14 agosto PRESA 9DI SERVIZIO presa di servizio sarà: -immediata per le nomine effettuate entro il 15 settembre - nel corso dell anno per quelle effettuate successivamente - al 1 luglio 216 se il docente ha avuto nel frattempo una supplenza fino al termine delle lezioni - al 1 settembre 216 se il docente ha avuto una supplenza annuale Oltre i limiti della luce c è la tua infinita creatività. Display 5.2. Sottile corpo in metallo, design ultrapiatto Mp con Low Light per riprese eccezionali con scarsa illuminazione. Octa Core a 64 bit. consumer.huawei.com/it

6 6 Lunedì 27 Luglio N. 25

7 Lunedì 27 Luglio N Università IL SOSTEGNO PUBBLICO Le dinamiche L assegno statale si riduce (-13,9% in sette anni) ma cresce il peso di performance ed «efficienza» I risultati A Messina e Palermo tagli intorno al 3%, Bergamo e Torino Politecnico guadagnano Atenei, premi e costi standard puniscono il Sud Dal 28 a oggi le università del Mezzogiorno hanno perso il 18,1% dei fondi statali contro il -7,1% del Nord Gianni Trovati pdal 28 a oggi il fondo di finanziamento alle università statali ha perso poco meno di un miliardo di euro, cioè si è alleggerito del 13,9 per cento in termini nominali, mentre se si calcola anche l inflazione del periodo la sforbiciata arriva al 21,3 per cento. La cura, però, non è stata uguale dappertutto, perché accanto a università che si sono viste ridurre l assegno di quasi un terzo ci sono (pochi) atenei che addirittura poggiano su fondi più robusti del passato. Ai due capi della classifica si incontrano da un lato Messina e Palermo, che nel 215 hanno ricevuto il 3% abbondante in meno rispetto ai fondi statali su cui avevano potuto contare sette anni prima, e dall altro Bergamo e il Politecnico di Torino, che possono contare rispettivamente su un +11,4% e su un +7,3 per cento. Attenzione: ancora una volta è il caso di ricordare l inflazione, che fra 28 e 215 si è mangiata il 1,6% del valore del denaro. In pratica, insomma, solo Bergamo scrive in entrata risorse statali davvero paragonabili a quelle del 28, mentre tutti gli altri devono fare i conti con una perdita più o meno significativa. In ogni caso, i due estremi della graduatoria mostrano bene i termini della questione: la nuova geografia del fondo statale ha colpito duro le università del Sud, che in sette anni hanno subito una sforbiciata del 18%, mentre è stata molto più leggera nelle regioni del Nord dove i finanziamenti si sono ridotti solo del 7,1 per cento. Come mai? Il primo fattore da considerare è legato al fatto che nel 28, grazie ai 55 milioni aggiuntivi prodotti dal «Patto per l università» che fu siglato dai rettori con il Governo Prodi e attuato l anno dopo da Berlusconi. I 55 milioni furono ripetuti nei due anni successivi, riuscendo con fatica a tenere il fondo ordinario sopra quota 7 miliardi, dopo di che si è imboccata una rapida discesa: nel 215, con una rapidità sconosciuta in passato, perché l assegnazione ateneo per ateneo è arrivata a luglio e non sotto Natale come accadeva di solito, sono stati distribuiti milioni (il grafico in pagica ne conta perché non comprende la quota relativa agli Istituti speciali come la Normale e il Sant Anna di Pisa o la Sissa di Trieste), pareggiando in pratica i conti con gli anni precedenti anche grazie all inserimento di voci prima escluse come i finanziamenti per le borse di dottorato. A differenza di altri settori del mondo pubblico italiano, insomma, l università ha subito in questi anni una «spending review» effettiva, non solo per l entità della stretta ma anche per le modalità con cui è stata effettuata. A colpire i bilanci degli atenei non è stata infatti una sequela di tagli lineari, perché l architettura del fondo ordinario è cambiata nel tempo grazie a due importanti evoluzioni, che vanno sotto l etichetta di «finanziamento competitivo» e di «costi standard». Il primo è il più antico, perché dopo il prologo pre-riforma IL CORTOCIRCUITO Alla diminuzione delle risorse si accompagnano tasse basse rispetto a quelle settentrionali e tagli al diritto allo studio effettuati dalle Regioni SU INTERNET Le classifiche delle università sede per sede Sul sito è a disposizione la classifica delle università, presentata sul Sole 24 Ore del 2 luglio. La classifica è anche personalizzabile modificando il peso degli indicatori. Nei dossier di documentazione sono disponibili dati di dettaglio per ateneo e per singola classe di laurea universita è stato rilanciato dalla legge Gelmini e ora assorbe 1,35 miliardi, distribuiti in base ai risultati ottenuti da ogni ateneo nella didattica e nella ricerca. Ad affinare ulteriormente il meccanismo sono poi intervenuti i «costi standard», che dopo il debutto del valgono oggi 1,2 miliardi di euro, e dovrebbero in pochi anni orientare tutta la quota base del fondo ordinario mandando in soffitta i vecchi parametri della spesa storica. La «meritocrazia» misurata dai risultati di didattica e ricerca e l «efficienza» pesata dai costi standard, dunque, sembrano determinare (insieme alla contrazione delle risorse complessive) le buone notizie per alcuni atenei e le cattive per gli altri riassunte nei numeri della tabella qui a fianco. L evoluzione dei sistemi di finanziamento va sicuramente in questa direzione, anche se per tradurre davvero in pratica le due parole d ordine serve qualche importante passo in avanti. Nel «finanziamento competivivo», per esempio, la qualità della ricerca misurata dall Anvur ha un peso determinante, perché assegna l 85% degli 1,35 miliardi di premi, ma è ferma al 21 e attende di entrare a regime con aggiornamenti più rapidi (la seconda ondata di valutazioni è in fase di avvio). La didattica, invece, decide poco meno di 28 milioni, distribuiti esclusivamente sulla base della regolarità degli studenti (11,8 milioni) e sulla loro partecipazione ai programmi Erasmus (97 milioni): si tratta di un panorama di criteri piuttosto povero, in cui nonostante le previsioni di legge non è mai riuscita a entrare la voce degli studenti misurata per esempio dal loro successo occupazionale o dall opinione dei laureandi sul corso che hanno seguito (criteri misurati invece dalle classifiche del Sole 24 Ore). In ogni caso, i numeri dei bilanci parlano chiaro sugli effetti, e portano alla ribalta i problemi di un Mezzogiorno dove anche le tasse universitarie sono mediamente più basse, anche per contrastare una parte di emigrazione studentesca, e le regioni assetate di risorse tagliano spesso drasticamente i fondi per il diritto allo studio. Un cortocircuito finanziario che rischia di costare caro a tanti atenei del Sud. L andamento COM È CAMBIATO IL FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO DAL 28 AL 215 Dati 215 in milioni e differenza percentuale NELLE UNIVERSITÀ L evoluzione del finanziamento statale ateneo per ateneo - Graduatoria in base alla differenza rispetto al 28 Ateneo 215 Differenza % Milioni Rispetto al Rispetto al 28 Rispetto al Rispetto al 28 TOTALE 6.312,3 -,1% -13,9% Nord ,3% -7,1% Centro 1.821,7 -,5% -13,1% Sud 1.825,6 -,5% -18,8% % di assegnazione sul totale dei fondi Messina 139,3-1, -31,4 2,21 2,54 2 Palermo 192,3-1,8-3,1 3,5 3,48 3 Catania 157,8-1,7-28,1 2,5 2,81 4 Cagliari 19,7 -,6-27,1 1,74 1,94 5 Lecce 71,9 -,9-26, 1,14 1,26 6 Roma La Sapienza 464,6-1,7-25,2 7,36 8,9 7 Sassari 66,8-1,7-24,3 1,6 1,15 8 Trieste 86,2-1,8-24,1 1,37 1,49 9 Venezia Iuav 26,7 -,9-23,8,42,46 1 Perugia 125,7-1,7-23,4 1,99 2,16 11 Napoli Federico II 316,6 -,8-23,2 5,2 5,42 12 Bari 175,8-1,5-23,1 2,79 3,1 13 Napoli II 112,9 1,3-22,1 1,79 1,92 14 Basilicata 29,3-1,8-21,8,46,5 15 Cassino 29, -1,8-2,6,46,49 16 Napoli L'Orientale 3,3 1,6-18,6,48,5 17 Genova 162,7-1,7-18,6 2,58 2,68 18 Bari Politecnico 37,1, -18,3,59,61 19 Parma 114,2 -,8-17,5 1,81 1,87 2 Pisa 184,2 -,7-16,7 2,92 2,99 21 Firenze 221,8 -,4-16, 3,51 3,58 22 Urbino Carlo Bo 44,7 2,7-14,,71,71 23 Reggio Calabria 27, -1,7-13,8,43,43 24 Roma Tre 112,6,7-13,6 1,78 1,78 25 Siena 13,2-1,7-13, 1,63 1,62 26 Tuscia 34,8 -,3-12,6,55,54 27 Teramo 25, -1,1-12,5,4,39 28 Calabria 92, -,4-11,9 1,46 1,43 29 Pavia 116,2 -,3-11,8 1,84 1,81 3 Salerno 111,4,5-1,1 1,76 1,71 31 Molise 28,4 -,1-9,3,45,43 32 Marche Politecnica 68,5 2, -8,9 1,9 1,4 % di assegnazione sul totale dei fondi Ateneo Nota: L Università di Trento ha un finanziamento da parte dello Stato e dalla Provincia autonoma con meccanismi diversi da quelli generali Fonte: Elaborazione del Sole 24 Ore su dati tratti dai decreti ministeriali di assegnazione del fondo di finanziamento ordinario Nord Centro 215 Differenza % Milioni Rispetto al Rispetto al 28 TOTALE ,2 28,9 28, ,3 Nord Centro % di assegnazione sul totale dei fondi Padova 27,1-1,5-8,8 4,28 4,9 34 Bologna 367,6 -,4-8,6 5,82 5,55 35 Milano 259,3,3-8,2 4,11 3,9 36 Modena e R. Emilia 88,4,5-7,4 1,4 1,32 37 Ferrara 72,9 -,5-7,1 1,16 1,9 38 Torino 243,5 1,8-7, 3,86 3,62 39 Perugia Stranieri 12,,2-6,6,19,18 4 Udine 72, -1,7-6,5 1,14 1,7 41 Catanzaro 33,6 9,7-6,5,53,5 42 Foggia 36,8,9-6,4,58,54 43 Camerino 35,4 -,6-6,3,56,52 44 Milano Politecnico 192,2 1,2-6,2 3,5 2,84 45 Brescia 65,7,9-5,3 1,4,96 46 Macerata 36,1-1,7-5,1,57,53 47 Benevento Sannio 2,5 2,2-3,8,32,3 48 Roma Tor Vergata 144,5 -,8-3,7 2,29 2,8 49 Verona 92,7,7-3,2 1,47 1,33 5 Piemonte Orientale 44,7 2,3-3,,71,64 51 Napoli Parthenope 36,2 7,1-1,5,57,51 52 Siena Stranieri 8,1 2,4 -,4,13,11 53 Chieti e Pescara 86, 5,2,2 1,36 1,19 54 Venezia Cà Foscari 7,4,8,6 1,12,97 55 Insubria 4, 2,5 1,5,63,55 56 Roma Foro Italico 12,1,3 1,6,19,17 57 Milano Bicocca 115,7 2,9 3,3 1,83 1,56 58 L'Aquila 73,3,7 5,4 1,16,96 59 Torino Politecnico 123,1 3,5 7,3 1,95 1,59 6 Bergamo 4,6 6,6 11,4,64,5 Sud Sud 28 39,9 29,1 31, TOTALE 7.25 IL DIBATTITO SULLE GRADUATORIE DEL SOLE 24 ORE Più rapporti con le imprese per uscire dall angolo di Ivan Lo Bello «Le università del Sud vanno male»: questo il verdetto della classifica pubblicata dal Sole 24 Ore del 2 luglio. Il differenziale tra gli atenei del Nord e quelli del Sud rimane alto e tende a crescere. Possiamo continuare a far finta di niente e andare avanti con stucchevoli lamentele, o approfittare del risultato, per ridurre le disuguaglianze strutturali - perché di questo si tratta - tra università del Centro-Nord e del Sud. I numeri, peraltro, dicono anche che le università del Meridione stanno subendo un emorragia di iscritti: 45mila in meno dal 24 a oggi con Regioni, come la Sicilia e il Molise, che hanno quasi dimezzato le immatricolazioni. Il Sud si sta impoverendo del talento dei suoi giovani che non riesce più a trattenere: non è sbagliato che i giovani meridionali si spostino altrove per allargare i propri orizzonti, è sbagliato che i giovani meridionali abbiano la sensazione, dopo il diploma, di non avere altra scelta. Perché per loro mobilità territoriale non significa formarsi per tornare, ma fuga senza ritorno. Esiste allora una questione meridionale che è prima di tutto educativa e culturale, ma anche sociale e democratica, persino demografica. Come invertire la tendenza? Il ranking del Sole 24 Ore ci dà un indicazione di fondo: bisogna collegare le università al tessuto produttivo di riferimento, che di fatto significa creare opportunità per i giovani laureati e rendere attrattivo un ateneo. Al Sud questo processo non si è ancora avviato, se non in casi isolati, e non solo per condizioni di LA STRATEGIA Solo alcune sedi possono essere generaliste Le altre devono specializzarsi insieme alle filiere produttive partenza difficili. È necessario che ciascun ateneo meridionale faccia una riflessione profonda su come può diventare trainante per lo sviluppo industriale del territorio. A loro volta gli imprenditori meridionali devono impegnarsi ancora di più nel creare ponti con le università: non solo dando la possibilità di fare tirocini agli studenti, ma partecipando attivamente alla governance di ateneo, ai processi di trasferimento tecnologico, allo sviluppo di idee innovative. Università e impresa non vivono in mondi separati, non più: la prima non è più monopolista della conoscenza, la seconda non è più monopolista della produzione. Più forte è la rete di relazioni sul territorio più attrattiva potrà diventare un università. Dove al Sud già adesso le imprese partecipano alla vita universitaria si sono creati buoni modelli occupazionali e di sviluppo, anche di tipo imprenditoriale (la nascita di start-up innovative, ad esempio). C è poi da ristabilire un canale tra le università del Sud e l istruzione tecnica: molti diplomati tecnici meridionali preferiscono cercare subito un impiego (a volte con successo), piuttosto che iscriversi all università. Sono studenti validi che farebbero bene in un percorso accademico e che l università deve intercettare con un orientamento mirato, utilizzando tra l altro anche il triennio professionalizzante. C è infine una parola d ordine che può aiutare le università del Sud ad attirare iscritti: bisogna rendersi conto che non tutti gli atenei meridionali sono stati in grado offrire l intera gamma della filiera formativa. Per questo alcune università possono mantenersi generaliste, altre specializzarsi in alcuni ambiti specifici in collaborazione con le filiere produttive; altre ancora puntare sul lifelong learning. Proprio il ranking del Sole 24 Ore ci dimostra che questa soluzione può essere vincente. Alcune qualità distintive delle migliori università del Sud emergono con evidenza. Salerno è al 2 posto per capacità di attrazione di risorse per progetti di ricerca. La Federico II di Napoli, L Aquila e Sassari sono al 4 rispettivamente per sostenibilità, numero di stage, mobilità internazionale. Chieti è al 5 per attrattività degli studenti da altre regioni. Differenziare e puntare sulle eccellenze può innescare una mobilità territoriale al contrario : con studenti del Nord che, per la riconosciuta eccellenza di alcuni dipartimenti, scelgono di scendere al Sud. Ed è un fenomeno già esistente, per quanto in piccoli numeri. Le valutazioni sul sistema universitario sono uno stimolo necessario per riflettere su come migliorare e definire dei parametri di riferimento che valgano per tutti. Non è una classifica per sancire chi è il primo della classe e chi è rimandato. Anche perché, ogni anno, finita l indignazione per la bassa classifica degli atenei del Sud, poco si fa per cambiare la situazione. Con maggiore attenzione da parte delle istituzioni e con più ponti tra università e imprese, gli atenei del Meridione hanno le carte in regola per ripartire. Vice Presidente per l'education di Confindustria Nella valutazione conta anche la dimensione di Stefano Paleari La prima domanda che dobbiamo porci analizzando i nuovi dati che il Sole 24 Ore ha pubblicato sulle università italiane è semplice: A chi si rivolgono queste valutazioni? Certo, agli studenti e alle loro famiglie, cioè dovrebbero rappresentare uno strumento di chiarimento e orientamento per chi deve scegliere e di valutazione per chi già è nell università. Ma i dati dovrebbero riguardare anche coloro che lavorano all università, gli organi di governo e tutti gli stakeholder. Stiamo parlando, infatti, di un comparto nel quale vengono investite risorse della collettività, al quale sono quindi interessati anche i policy maker. L obiettivo è quindi di vedere se le risorse sono spese bene, quali sono le differenze tra i vari Atenei, quali le riflessioni che aiutano tutto il sistema a migliorare. Ancora oggi i dati sulle università vengono piegati nel dibattito per classificare, dividere i buoni dai cattivi, esaltare e condannare, confermare o confutare pregiudizi e convinzioni. Per questo occorre, da un lato, considerare comunque la misurazione un elemento di riflessione, dall altro prestare attenzione ai fattori utilizzati, al modello di composizione del risultato finale, agli elementi di confrontabilità, al modo con cui i risultati vengono presentati. E lo dico nella convinzione che un giornale come Il Sole rappresenta per reputazione e serietà di analisi un punto di riferimento per tanti, dentro e fuori dall università. Partiamo dalla confrontabilità. Per evitare di mettere sullo stesso piano università molto diverse per struttura e dimensione, almeno una prima divisione in cluster sarebbe auspicabile. Su questo tema, la confrontabilità, anche l associazione dei rettori europei ha avviato recentemente un progetto. Quali sono gli atenei con cui Verona o Trento o Catania o Firenze si devono confrontare? Per quanto riguarda i fattori utilizzati basti dire che i dati devono essere completi e affidabili. Ad esempio, accanto agli stage che danno crediti sarebbe utile considerare anche quelli che invece si aggiungono ai crediti già maturati dallo studente. Altro punto: nelle classifiche andrebbero correlati i risultati con le risorse investite, perché il buon uso delle risorse è LA CLASSIFICA Sul Sole 24 Ore del 2 luglio Lunedì scorso ha pubblicato la classifica delle università, statali e non statali, sulla base di dodici indicatori, tra i quali la qualità della ricerca, la quantità di immatricolati fuori Regione, il voto degli studenti, la percentuale di occupazione dei laureati un elemento di merito. Questi interrogativi sono posti dalla comunità anglosassone, la patria delle classifiche, che oggi chiede a gran voce un aggiustamento, avendo constatato alcune eterogenesi dei fini. Non per abbandonare la misurazione ma per migliorarla. Per l Italia, inoltre, ci sono l Anvur e i costi standard. Le Università sono valutate e finanziate dalle classifiche di un agenzia indipendente, i cui dati sono certificati. E la pratica dei costi standard già indica come le risorse vengono impiegate. Partiamo da qui per presentare le performance delle università italiane. Infine una proposta. Quando si misurano sistemi complessi è meglio un rating, cioè è meglio suddividere per fasce i soggetti esaminati (ad esempio A, B, C), perché sottolineare modeste differenze numeriche rischia di solleticare il palato di un provincialismo che dovrebbe essere tenuto lontano dal dibattito sulle questioni serie. Ho voluto dare alcuni spunti di riflessione consapevole dello sforzo che i giornalisti de Il Sole fanno per comunicare meglio le attività dell università, un esercizio di valore per tutta la collettività. Facciamo in modo che in futuro questo sforzo serva per orientare e per migliorare tutti. Oggi l Università italiana, grazie ai cambiamenti degli ultimi anni è molto più attrezzata sia per discutere di se stessa sia per difendersi. E questo è già un risultato da mettere in classifica, per andare avanti e dare fiducia agli studenti e alle loro famiglie. Presidente della Conferenza dei rettori

8 8 Lunedì 27 Luglio N. 25 Commercio estero LE QUOTE DI MERCATO I posizionamenti migliori Le nostre imprese lavorano bene in Algeria, Egitto e Qatar, tutti Paesi in crescita I posizionamenti peggiori In Cina, Usa, Regno Unito e Arabia Saudita invece dobbiamo recuperare terreno L Italia alla gara dell export Nel mondo confronto alla pari con la Francia, ma la Germania sbanca Micaela Cappellini pi Paesi nel mondo in cui l export italiano batte quello tedesco? Si contano sulle dita di quattro mani. Mentre nei confronti dei cugini francesi ce la caviamo un po meglio, praticamente alla pari. Per fare i conti esatti, basta utilizzare Export map, lo strumento interattivo che Sace ha da poco messo a disposizione dei naviganti online (www.sace.it). Fotografa l export italiano in 15 Paesi al mondo: e soltanto in 2 di questi, ahimé, siamo capaci di battere la concorrenza tedesca. «Sul fronte dell export - spiega Alessandro Terzulli, capo economista della Sace - la buona notizia è che con la Francia c è più partita di quanto potevamo aspettarci. Ma con la Germania ce n è meno di quanto si potesse sperare». Carta (anzi: mappa interattiva) canta. Tra i mercati di un certo peso, le nostre aziende si sono aggiudicate quote maggiori rispetto alle rivali tedesche soltanto in Tunisia (14,5% la quota dell Italia sulle importazioni del Paese, 7,2% quella della Germania), Libia (9,4% noi, 6,8% loro), Marocco (5,3 contro 4,8), Libano (8,4 contro 5,9) e Algeria (1,3 contro 5,2). Proprio quello dell Algeria è un caso interessante: perché questo buon posizionamento dell Italia in termini di quote di export fa il paio con il fatto che questo è anche uno dei Paesi a più alto potenziale per le nostre aziende. Lo dice un precedente report Sace, che individua i 39 mercati mondiali più promettenti per le nostre aziende che esportano. Tra questi Best 39, oltre all Algeria, ci sono altri Paesi cui l Italia si sta già comportando bene: «In Qatar, per esempio - spiega Terzulli - la quota di export delle aziende italiane è del 5,7%, quasi il doppio di quella delle imprese francesi, ed è anche molto vicina a quella dei tedeschi». Anche in Turchia - seppur mèta d elezione dell export teutonico per ragioni di immigrazione - l Italia non se la cava male: la nostra quota di mercato è al 5%, più del 3,4% della Francia e più del 2,5 della Spagna. Infine l Egitto: nonostante i tedeschi abbiano una quota del 7,8%, le nostre imprese hanno raggiunto il 4,6% del mercato, superando il 3% della Francia. «E al Cairo - prosegue Terzulli - le potenzialità sono molte, visto che stanno partendo diversi progetti, soprattutto infrastrutturali». Se queste sono le stellette sulla giacca dell Italia, quali sono i cucchiai di legno più cocenti, del nostro export? Uno di questi si chiama Cina. Un mercato non certo di poco conto: «Qui la quota delle imprese italiane è decisamente da migliorare: abbiamo solo lo,9% del mercato, là dove la Germania ha il 4,8% e la Francia l 1,2%». E su un mercato così immenso, anche solo tre punti percentuali di differenza fanno un ricavo enorme, per le imprese che se lo sono aggiudicato. Nemmeno gli Stati Uniti, tra i mercati oggi più allettanti per gli esportatori di tutto il mondo, ci vedono tra i più privilegiati: «Pur rappresentando la terza meta più importante delle nostre esportazioni - spiega Terzulli - la nostra quota di mercato qui è solo dell 1,8%, contro il 5,2% della Germania. Significa che abbiamo margini di miglioramento notevoli». Un discorso analogo vale per il Regno Unito, dove la nostra quota di mercato si ferma al 4,1% mentre la Francia ha il 6,3 e la Germania addirittura il 14,5%. Infine l Arabia Saudita, dove esportiamo meno della metà della Germania (la nostra quota di mercato è del 3,3%). Peccato: secondo Sace, infatti, è proprio questo il mercato a più alto potenziale per il nostro export da qui al 218. Chi vince e chi perde sullo scacchiere dei mercati mondiali Le quote di mercato export (in %) dell Italia rispetto ai tre principali competitor europei nei 2 Paesi più promettenti secondo Sace ARABIA SAUDITA REGNO UNITO EAU BELGIO COREA DEL SUD ALGERIA CROAZIA SLOVENIA TUNISIA QATAR CINA USA INDIA BRASILE TURCHIA EGITTO SUDAFRICA MAROCCO ALBANIA FRANCIA 3,3 4,1 2,6 3,1 1, 1,3 14,2 15, 14,5 5,7,9 1,8,9 2,8 5, 4,6 2,6 5,3 29,8 7,3 Italia Germania Francia Spagna 7,2 14,5 4, 13,6 3,8 5,2 15,1 16,5 7,2 6,6 4,8 5,2 2,8 6, 9,2 7,8 1, 4,8 6, 17,1 2,8 6,3 2,1 1,5 1,2 11,4 2,3 3,8 18,3 2,8 1,2 2,,7 2,5 3,4 3, 2,2 12,9 1,9, 1,2 3,2,7 1,9,3 9,3 1,6 2,1 4,6 1,1,3,6,4 1,7 2,5 2,1 1,7 13,5 1,7 6, A Roma. Oggi la conferenza annuale con il presidente della Repubblica e il premier Ambasciatori al lavoro per aiutare il made in Italy Tre domande sugli scenari per le Pmi 1 Qual è la percezione dell Italia e quale quella dei prodotti italiani nel Paese in cui operate? A CURA DI Gerardo Pelosi pmigliorare l immagine dell Italia nel mondo, rafforzare sui nuovi mercati le eccellenze nel nostro sistema d impresa in linea con le riforme che il Governo sta realizzando. La conferenza annuale degli ambasciatori - che verrà aperta oggi alla Farnesina dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e chiusa domani dal premier Matteo Renzi - si pone l obiettivo di mettere i tradizionali strumenti della diplomazia al servizio della crescita e delle nuove sfide globali sia pure nella limitatezza delle risorse disponibili (solo lo,18% del bilancio statale). La riunione di tutti gli ambasciatori, giunta quest anno all undicesima edizione, si caratterizza come un confronto con i vertici dello Stato e l insieme del sistema produttivo sui principali temi oggi sul tappeto. Una prima sessione riguarderà difesa e sicurezza, con gli interventi del Ministro della Difesa Roberta Pinotti e del Sottosegretario all Intelligence Marco Minniti. Si affronteranno i problemi delle aree di crisi e l instabilità ai confini dell Italia e dell Unione: Libia, Siria/Iraq, Yemen così come, nel Mediterraneo, la minaccia alla sicurezza in Tunisia e i segnali preoccupanti da Egitto, Algeria, Libano e Giordania. Sul tappeto, naturalmente, le questioni migratorie e le risposte della Ue alle tensioni ad Est per la crisi ucraina. Il secondo panel, al quale interverranno il viceministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, e l astronauta Samantha Cristoforetti, riguarderà il Brand Italia nel mondo, come utilizzarlo e valorizzarlo al meglio. La capacità italiana di coniugare storia, cultura, tradizione, tecnologia rappresenta un soft power che va raccontato meglio per contribuire allo sforzo complessivo di politica estera e al rilancio della nostra economia. Collegato al Brand Italia anche lo sfruttamento dell Expo a fini commerciali e l identificazione dei mercati prioritari per le nostre aziende. Un terzo panel sarà quello su energia e sicurezza, al quale parteciperà il Sottosegretario eda due anni siamo il primo partner commerciale e il primo investitore straniero di Belgrado. Ma il caso della Serbia ci dice molto di più su cosa conta per una efficace azione di promozione dell Italia, in questo Paese come negli altri potenziali mercati esteri. È il soft power dell Italia che ancora oggi fa la differenza per le oltre 6 nostre imprese presenti in un paese che per decenni ha guardato all Italia, alla sua cultura come un esempio e al tempo stesso un passaporto per il mondo. Da ambasciatore italiano devi sfruttare al meglio questa variabile essenziale che ci da un vantaggio comparato. Il nostro lavoro non si fa solo negoziando accordi o organizzando visite istituzionali. Per accompagnare i nostri imprenditori nella loro via internazionale alla crescita conta il porta a porta quotidiano: quello degli innumerevoli incontri tecnici con la burocrazia locale; quello delle decine di iniziative che nel hanno portato 3. persone (politici, imprenditori, giornalisti, artisti) a frequentare l Ambasciata e la storica Residenza italiana a Belgrado. r I circa 4 miliardi di interscambio con la Serbia sono un dato eccezionale, considerate le dimensioni medio-piccole di un paese di 7 milioni di abitanti. In un mercato come questo la diplomazia per la crescita si fa con iniziative che abbiano molta visibilità e branding italiani. E naturalmente si fa individuando prima degli altri i settori con maggiori potenzialità. L operazione Ferrero, che in Serbia produrrà le nocciole per la Nutella, è un caso esemplare che si è chiuso positivamente proprio in queste ultime settimane: abbiamo da tempo individuato l agroindustria come settore da attaccare e puntato tutto su un marchio campione dell eccellenza italiana destinato nei prossimi anni a creare un indotto del quale alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vicenti. L Unione europea intende completare un mercato unico dell energia che per l Italia è un obiettivo prioritario. Il Corridoio meridionale e la creazione di un hub mediterraneo per il gas sono i capisaldi della pozione italiana. La dimensione africana verrà sottolineata domani dal premier Renzi: il continente non è più visto solo come fonte d approvvigionamento, ma anche come consumatore di energia. Domani, infine, verrà presentata dal Presidente del Comitato promotore, Luca Cordero di Montezemolo, la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 224. Un altro valore dell azione degli ambasciatori italiani nel mondo a sostegno delle candidature nazionali. Sul sito del Sole 24 Ore le versioni integrali delle dichiarazioni degli ambasciatori in Serbia e negli Emirati arabi uniti (riassunte più sotto) e le risposte dei nostri rappresentanti in Brasile e in Vietnam «Ambiente ideale per i nostri marchi» eicone assolute di stile, gusto, bellezza ed eccellenza. Questi sono l Italia e i suoi prodotti agli occhi dei consumatori degli Emirati, il cui elevatissimo potere d acquisto permette la massima diversificazione e personalizzazione dell offerta da parte dei nostri produttori. Un must è la vacanza presso rinomate stazioni turistiche italiane più volte all anno, così come cenare in uno degli ottimi ristoranti italiani nel Paese o possedere almeno una luxury car italiana, come testimoniano le oltre 7 Maserati e 2 Ferrari vendute negli Emirati solo nel. In tempi più recenti, questa percezione di eccellenza e qualità si va favorevolmente consolidando anche in relazione alle opportunità di investimento, come dimostrano l ingresso di Etihad in Alitalia. rnell ultimo triennio l Italia ha esportato negli Emirati (primo mercato di sbocco nell'area Mena) beni per quasi 17 miliardi 2 Qual è l andamento degli scambi e quali gli obiettivi a breve per acquisire nuove quote di mercato? INTERVISTA Giuseppe Manzo Ambasciatore in Serbia di euro e i dati del primo trimestre 215 (già 1,5 miliardi) lasciano sperare in un anno record, anche grazie al basso valore dell euro. Allargheremo poi l attività promozionale a settori che ritengo di grande potenziale, quali il bio-medicale, i servizi smart, l innovazione tecnologica e l aerospaziale. L Italia è inoltre nelle condizioni di contribuire in maniera sostanziale alla fase 2. dello sviluppo degli Emirati, che passa per i grandi progetti infrastrutturali: la nuova linea di metro di Dubai, la Route 22, il sito di EXPO 22, il completamento della rete ferroviaria e la realizzazione del Dubai World Central-Al Maktoum International, il nuovo mega-aeroporto internazionale di Dubai, che dovrebbe gestire oltre 12 milioni di passeggeri l anno. tgli Emirati sono un mercato tanto attraente quanto complesso. Spesso si sottovaluta il 3 Quali sono le criticità che gli operatori segnalano in termini di accesso al mercato e per insediamenti di nuovi investimenti? potranno avvantaggiarsi anche piccole e medie imprese italiane dell indotto. t La Serbia è diventata senz altro uno degli ambienti più favorevoli per gli investitori italiani. Ciò grazie a una presenza di grandi gruppi italiani in settori strategici per l avvio e lo sviluppo di iniziative d impresa e commerciali: le banche italiane hanno il 25% del mercato serbo, quelle assicuratrici oltre il 4 per cento. Il governo di Belgrado ha varato riforme che favoriscono gli investitori, compresa una nuova legge sul mercato del lavoro. Il problema resta quello di una burocrazia che stenta a liberarsi di logiche e meccanismi lascito del vecchio sistema statalista. Ma anche in questo l Italia ha un suo ruolo molto avanzato, sostenendo più di altri partner il percorso che la Serbia sta compiendo per adeguarsi e aderire all Unione europea. INTERVISTA Liborio Stellino Ambasciatore negli Emirati arabi «Non solo lusso: spazio per biomedicale e It» funzionamento dei meccanismi, soprattutto giuridici, non sempre di immediata comprensione. Qui il rapporto personale e fiduciario prevale sempre nella conduzione di trattative commerciali e risulta indispensabile non improvvisare e non convincersi che la larghezza dei mezzi del paese e dei suoi operatori economici sia sinonimo di immediati e stratosferici guadagni. Le nostre imprese possono contare sulla rete di supporto offerta dall Ambasciata ad Abu Dhabi e dal Consolato Generale a Dubai, come anche dall Ufficio ICE di Dubai. È una rete di supporto anche immateriale grazie agli applicativi informatici gestiti dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina, quali InfoMercatiEsteri o ExTender, dove vengono riversati quotidianamente dalla sede gli aggiornamenti sulle gare d appalto.

9 Lunedì 27 Luglio 215 IL GIORNALE DELL ECONOMIA REALE L ESPOSIZIONE DI MILANO Expo215 a metà del cammino: 2mila incontri B2b per l alimentare italiano Micaela Cappellini u pagina 1 STILE Pietre rare per l alta gioielleria di Cartier Crivelli u pagina ImpresaTerr MOTORI La nuova X1 il suv di Bmw volta pagina Mambretti u pagina 12 Congiuntura. Secondo Ref Ricerche scenario favorevole alla crescita ma domanda interna e investimenti restano bassi Consumi, ripresa a bassa inflazione Prezzi in crescita dello,9% nel Migliora la qualità del carrello della spesa Rossella Cadeo ppiccoli segnali di risveglio per l inflazione. Provengono soprattutto dall ortofrutta, da alcune voci dei servizi privati e dalle tariffe pubbliche. Intanto le quotazioni del Brent, pur in leggero rialzo, si mantengono su livelli bassi favorendo il potere d acquisto delle famiglie. Le quali però preferiscono mantenere la barra più orientata al risparmio (al 9,2% la propensione nel primo trimestre 215) che ai consumi, tanto più che per le retribuzioni non si attendono grandi movimenti in avanti. Dal canto loro le imprese ancora sono caute negli investimenti. Insomma uno scenario improntato all attendismo, quello tratteggiato dall ultima pubblicazione «Congiuntura» di Ref Ricerche, che vede un progresso dell inflazione pari allo,2% nel 215 e un accelerazione dello,9% nel 216. «Una previsione fatta peraltro senza incorporare alcun aumento dell Iva, coerentemente con quanto annunciato dal Governo nel recente Def», puntualizza Fulvio Bersanetti, economista di Ref Ricerche. Risveglio Nella prima metà del 215 tutta l Eurozona sembra essere uscita dalla deflazione. E in Italia ci sono diversi fattori a sostegno della ripresa: bassi tassi di interesse, euro debole e quindi favorevole all export, petrolio a buon mercato. Qualche segnale di risveglio si vede: ripartenza delle compravendite immobiliari, aumento delle immatricolazioni (+15% nel primo semestre 215), leggero miglioramento dei consumi (a maggio +,3% su base annua l indice grezzo del valore delle vendite) e dell occupazione (grazie allo sgravio del costo del lavoro che assomma i benefici della decontribuzione per le nuove assunzioni e della deducibilità dell intero costo del lavoro ai fini Irap). «Tuttavia - osserva Bersanetti - il mercato del lavoro si limita a piccoli progressi frenando il circuito virtuoso produzione-redditi-consumi». Quanto all inflazione, la svolta positiva di maggio (+,1%) è stata confermata dall Istat in giugno (+,2% su base annua) complici i leggeri rincari dei carburanti che hanno compensato il calo dei beni energetici, ma non si può ancora parlare di vera ripartenza né di avvicinamento ai tassi di crescita registrati fino al 213. «Se l inflazione bassa restituisce potere d acquisto alle famiglie - osserva Bersanetti -, la mancata risalita dei prezzi determina un ulteriore assottigliamento dei margini delle imprese. Inoltre è vero che migliora il clima di fiducia, ma ancora non si traduce in una crescita della domanda delle famiglie, cui sono quasi interamente affidate le chance di crescita. Per il momento i consumatori sembrano avere destinato la maggiore parte delle risorse alla sostituzione dell auto». Dall analisi di Ref Ricerche sui tassi tendenziali misurati sulle singole voci del paniere (si veda l infografica a fianco) emerge come la dinamica positiva dell inflazione sia sostenuta soprattutto dagli alimentari e dai servizi privati. I primi (+1% nel 215 e +,6% nel 216) risentono in particolare del rialzo dei prezzi al dettaglio di frutta e verdura (un confronto però distorto dal basso livello raggiunto nel ); più stabile la componente lavorata e addirittura al ribasso i listini dei prodotti freschi (quali latte, yogurt, formaggi a pasta dura), gelati e carni. I secondi invece (+,8% a giugno con una previsione del +,5% nel 215 e +1% nel 216) accelerano sotto la spinta dei servizi personali e ricreativi (tempo libero e prestazioni alla persona) e degli alberghi, ben intonati dal buon andamento del turismo nel 215, che grazie anche all Expo ha visto salire del 5% gli arrivi nel Paese. E mentre i beni industriali non alimentari segnano il passo (con l eccezione dell auto), accelera l inflazione tariffaria (+ 1,5% sia nel 215 che nel 216) per effetto soprattutto degli interventi sui servizi pubblici locali, quali la mobilità urbana e il servizio idrico. «Se i consumi tardano a ripartire e l inflazione sale ma in misura contenuta - osserva Bersanetti - c è però un altro fenomeno da valutare positivamente: l interruzione del downgrade della spesa, un indicatore di depauperamento poiché quantifica la distanza tra l inflazione di listino e quella, minore, registrata alla cassa per effetto delle promozioni, del passaggio a prodotti di primo prezzo o a formati a minore contenuto di servizio: l indice che aveva raggiunto il 2% nel 212, oggi si aggira sul mezzo punto. È un primo segnale di inversione rispetto ad abitudini di consumo rese strutturali dalla crisi economica. Insomma gli italiani stanno tornando ad essere un po meno prudenti, togliendosi qualche sfizio e ricorrendo anche a qualche acquisto di impulso.». Il trend I prezzi al consumo in Italia: consuntivi e previsioni per alcune voci di spesa. Variaz. % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente Media comparto GENERALE ALIMENTARI BENI NON ALIMENTARI ENERGIA SERVIZI TARIFFE PUBBLICHE AFFITTI TABACCHI Senza energia Senza alimentari ed energetici Alimentari lavorati Frutta e verdura Abbigliamento Autovettura e accessori Prodotti energetici Tariffe energetiche Alberghi e pubblici esercizi Servizi personali A controllo nazionale A controllo locale delle famiglie per l affitto dell abitazione per tabacchi e sigarette * 216** 1,3 1,2 1,3,6,2,7,7,2,6,8,9,8 2, 2,4 5,2 4,4,9,2-4,1,3,9,7,6,3 2,8,8,5,9,5,3,4,2 1,5 1,,4 1, 1,6-1,6 -,2-2,1-3, -4, -7,9-5,9-3,3 1,5 1,3-1,5 1,,6-1,5 1,,5,5 1,1 1,,8 1,1 2,4 4,3 4,9,4 2,,3 1,4 1,8,4 1,5 2, 3, 3,6 1,5,6,,5 3,9,7 -,4,3 Fonte: elaborazioni Ref Ricerche su dati Istat (Nic) (*) previsioni (**) previsioni al netto dell intervento sull Iva 4,9 LE PROPOSTE DEL «SOLE» In edicola/1 DOMANI Scritti d amore da Cicerone Le riflessioni di Cicerone sulle passioni, le amicizie, le prove della vita: è il tema del terzo volume delle «Lezioni d amore», in edicola domani con. In questa uscita, la serie di libri in uscita ogni martedì presenta una selezione degli scritti delle «Tusculanae disputationes» di Marco Tullio Cicerone. La collana «Lezioni d amore» si compone di quindici uscite, in ognuna delle quali sono stati raccolti i brani più significativi di grandi poeti, filosofi e scrittori sui temi dell amore, dell amicizia, delle passioni e dei sentimenti. Il piano In edicola/2 VENERDÌ 31 LUGLIO L eccentrico umorismo di Wodehouse Lo scrittore e sceneggiatore Pelham Grenville Wodehouse è l autore del terzo volume selezionato per la collana «I grandi classici dell umorismo»: venerdì prossimo, con «Il Sole 24 Ore», i lettori potranno acquistare il suo «Qualche cosa di nuovo» (Something Fresh), primo testo della serie dedicata all immaginario Castello di Blandings e ai suoi eccentrici abitanti. La collana si compone complessivamente di 14 volumi in edicola ogni venerdì, In onda IL PALINSESTO Voci dal mondo sulle frequenze di Radio24 Palinsesto rinnovato per l estate di Radio 24: da lunedì a venerdì, alle 7, «I 1 aspetti dell attualità», di Irene Zerbini. Dalle notizie del giorno ai temi più ampi della qualità della vita e delle tendenze globali, con voci e opinioni completo della collana è visibile su internet, all indirizzo idamore.«lezioni d amore» è in edicola con ogni martedì a 5,9 euro, oltre al prezzo del quotidiano. in abbinamento al quotidiano, per apprezzare grandi autori satirici e umoristici. «I grandi classici dell umorismo» sono venduti in edicola con a 6,9 oltre al prezzo del quotidiano. dall Italia e dal mondo. Alle 16, sempre da lunedì a venerdì, «Nessun luogo è lontano», di Giampaolo Musumeci. Storie, notizie, analisi per raccontare tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Sport & business. La manifestazione nel parco di Monza dal 17 al 2 settembre Golf, sponsor in prima fila per l Open d Italia Fabio Grattagliano pdefinita la pattuglia di aziende sponsor del 72 Open d Italia di golf che quest anno si svolgerà al Golf Club Milano dal 17 al 2 settembre 215. Si tratta della manifestazione golfistica più importante in Italia, uno degli appuntamenti inseriti all interno del programma di attività di Expo Milano 215. Presenting sponsor del torneo, anche per l edizione di quest anno è Damiani, azienda italiana nota il tutto il mondo grazie ai suoi gioelli di alta gamma mentre tra i major sponsor compaiono Rolex, Regione Lombardia, Lavazza e Mercedes-Benz. In particolare Rolex, che da più di cinquant anni associa il proprio brand alle più prestigiose competizioni golfistiche internazionali, debutterà come title sponsor della ProAm, una gara che precede il torneo vero e proprio e alla quale partecipano insieme giocatori professionisti e dilettanti. La pattuglia di sponsor si completa anche con la presenza di Emirates, Colmar e Barclays mentre tra i fornitori ufficiali compaiono Titleist, Konica Minolta, Peviani, Sia, Carlo Fiori, Maui Gym, Dab, Acqua San Pellegrino e Ca del Bosco. L Open 215 assume anche una valenza particolare per la Federazione presieduta da Franco Chimenti perché, subito dopo la manifestazione, si saprà se il nostro Paese riuscirà ad aggiudicarsi l organizzazione della Ryder Cup del 222. Per avere un idea della portata della manifestazione basti pensare che si tratta del terzo evento sportivo più seguito al mondo dopo le Olimpiadi e i mondiali di calcio e che potrebbe definitivamente lanciare l Italia come I NUMERI 35. Spettatori È il numero di persone che hanno assistito all Open d Italia dello scorso anno a Torino 1,5 Milioni di euro È il montepremi complessivo a disposizione dei giocatori. La prima moneta destinata al vincitore dell Open è di 25mila euro meta privilegiata per il turismo golfistico. Il Golf Club Milano, realizzato all interno del Parco di Monza, ospita l Open d Italia per la settima volta, a distanza di 25 anni dalla precedente. Il percorso costeggia la pista dell Autodromo e questa vicinanza consentirà l utilizzo degli spazi per ospitare le voluminose attrezzature dell European Tour Production, e i parcheggi per il pubblico. Il montepremi complessivo è di 1,5 milioni di euro mentre al vincitore ne vanno 25mila. Anche per quest edizione l ingresso per gli spettatori sarà gratuito in tutti i giorni della manifestazione mentre sarà disponibile un bus da Milano (San Babila/ CorsoEuropa) con andata e ritorno per il circolo dal 17 al 2 settembre. Saranno numerosi anche gli eventi speciali che hanno come obiettivo quello di coinvolgere non solo gli appassionati di golf ma anche le loro famiglie, bambini compresi, che per l occasione saranno ospiti di U.S. Kids e di Snag dove potranno imparare giocare a golf in spazi dedicati. Il servizio di catering sarà a cura di Da Vittorio, ristorante di Bergamo, un marchio di eccellenza nel mondo della ristorazione e dell accoglienza, tre stelle Michelin.

10 1 Impresa & territori La rassegna di Milano. Bilancio di metà strada per gli operatori nazionali presenti a CibusèItalia Effetto Expo per l alimentare italiano Quasi 2mila incontri B2B con buyer esteri: un volano per nuovi contratti Lunedì 27 Luglio N. 25 L Osservatorio sull Esposizione. A cura di Doxa-Mimesi Il padiglione più bello? Quello degli Emirati arabi Micaela Cappellini pall Expo, il Padiglione CibusèItalia raccoglie 42 aziende - in tutto mille marchi - dell eccellenza alimentare italiana. Dalla A di Agugiaro & Figna alla Z di Zuccato. In tre mesi, dal padiglione sono transitate otto delegazioni di buyer esteri, che hanno partecipato a quasi 2mila incontri B2b con gli espositori italiani e hanno visitato oltre 4 stabilimenti produttivi sparsi sul territorio. L Expo arriva questa settimana a metà del suo percorso. E per sapere come stanno andando gli affari per le nostre imprese non c è osservatorio migliore del Padiglione CibusèItalia: non c è luogo, infatti, dove si concentrino così tante aziende italiane dell agroalimentare (che è e resta il tema al centro della manifestazione). E non c è luogo dove avvenga un numero altrettanto alto di incontri business: lo stesso Padiglione Italia, ricordano gli addetti ai lavori, in sei mesi accoglierà meno delegazioni, che per di più si incontreranno solo con le aziende partner ufficiali di Expo. A CibusèItalia, dopo la pausa agostana - è vero che l Expo è un affare global, ma siamo pur sempre italiani - di delegazioni ne arriveranno altre sette: attesissima quella a stelle e strisce del 6 settembre. Tutta questa mole di incontri (alla fine, saranno 3 i buyer internazionali in visita) è frutto del lavoro congiunto di Fiere di Parma, Federalimentare e Ice. Uno sforzo che, alla fine, verrà a costare in tutto oltre 1,6 milioni di euro. «Con Federalimentare e Fiere di Parma - ricorda il direttore generale dell Ice, Roberto Luongo - abbiamo cominciato a lavorare l estate scorsa e a dicembre eravamo già a pieno ritmo. Abbiamo incrociato la banca dati degli espositori alla fiera Cibus con quella dei contatti Ice all estero: il risultato è stato una lista dei principali buyer internazionali, che abbiamo invitato per farli incontrare con le aziende italiane». I risultati di questi incontri? Tiziano Freccia, direttore commerciale estero della Rodolfi Mansueto, conservieri a Parma dal 1896, è tra i più soddisfatti: «In soli cinque viaggi a Milano abbiamo stretto la mano a una quarantina di potenziali buyer da tutto il mondo: incontrarli tutti nei loro Paesi d origine ci sarebbe costato molto di più. Abbiamo già firmato ordini con il Canada e con la Colombia, mentre li stiamo finalizzando con il Montenegro e la Tasmania. Se nei prossimi tre mesi di Expo non chiudessimo altri contratti, potrei dirmi soddisfatto lo stesso». Anche il Gruppo San Carlo ha un giudizio positivo: «Abbiamo avuto l opportunità di avviare numerose relazioni soprattutto con realtà presenti in Asia e Medio Oriente», fanno sapere dal quartier generale di Milano. «Quello che mi piace di più, di tutta questa nostra iniziativa - spiega Antonio Cellie, ad di Fiere di Parma - è però la naturale attività di networking che si sta creando fra le imprese italiane che espongono nel padiglione. Una sorta di community collaborante che si scambia informazioni e che prova concretamente a fare squadra sui mercati esteri». Gianni Babbi, titolare dell omonima industria dolciaria romagnola, invece non ci sta: «Di ordini non si vede l ombra - dice - tornassi indietro, non entrerei nel Padiglione, ma spenderei gli stessi soldi per fare un paio di fiere internazionali di settore. Renderebbero di più». Gli risponde Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare: «Gli incontri sono stati pensati per chi ha già una mentalità orientata all export. Per vendere all estero ci sono le certificazioni da fare, la logistica da valutare: di ordini subito, ormai, non ne arrivano più nemmeno alle fiere nazionali». Scordamaglia è talmente soddisfatto del format di CibusèItalia che è pronto a portarlo all Expo di Dubai nel 22: «Certo non abbiamo ancora fissato i budget - scherza - ma al progetto stiamo pensando seriamente». La casa del made in Italy. Il padiglione CibusèItalia a Expo 215 I NUMERI DEL B2B AL PADIGLIONE CIBUSÈITALIA 1,6 milioni Costo delle attività business È quanto occorre per organizzare il soggiorno di circa 3 buyer esteri che visitano il padiglione e le sedi di alcune delle 45 aziende italiane presenti a CibusèItalia. Le spese sono sostenute da Federalimentare, Fiere di Parma e Ice. 2mila Incontri B2b nei primi tre mesi Ad oggi il Padiglione ha ospitato 8 delegazioni di buyer internazionali, che hanno anche visitato 4 stabilimenti sul territorio. Fra settembre e ottobre è previsto l arrivo di altre sette delegazioni, che porterà a raddoppiare il numero degli incontri B2b pcon la fine di luglio, l edizione milanese di Expo giunge al giro di boa e da più parti emerge l intenzione di comprendere quali siano i risultati che l evento sta generando. La scorsa settimana lo stesso Giuseppe Sala ha comunicato ufficialmente che a metà luglio sono stati venduti oltre 9 milioni di biglietti. Ma qual è stato il gradimento di Expo sui social? Mimesi e Doxa, attraverso l'osservatorio dedicato ad Expo 215, hanno analizzato i post pubblicati dagli utenti italiani per fotografare il mood sull evento. Come al solito nell'elaborazione delle classifiche sono state considerate non solo le citazioni dei personaggi all'interno dei post ma anche le interazioni che questi post hanno scatenato (like, condivisioni, retweet etc.). Nel complesso, in questi primi tre mesi i commenti sono stati favorevoli. Il Padiglione Italia, ad esempio, ha ricevuto un indice di gradimento con un rapporto di 2:1 tra positivi e negativi, oltre ad essere stata la struttura più discussa in assoluto con oltre 2mila risultati tra post e interazioni. L Albero della vita è andato ancora meglio: le sue foto postate su Instagram sono diventate un must per i visitatori del sito di La top 5 dei Paesi espositori I più discussi sui social. In percentuale Emirati Arabi Uniti 22 Fonte: Doxa-Mimesi Giappone 19 RhoFiera. Il monumento-simbolo dell Expo ha infatti raggiunto l indice di gradimento più elevato, con un rapporto 6:1 tra positività e negatività. Guardando invece ai padiglioni, la Top 5 dei più apprezzati è composta da Emirati Arabi Uniti, Giappone, Azerbaijan, IL MONUMENTO-SIMBOLO Piace al pubblico anche l Albero della vita, che raccoglie sei commenti positivi su sette sui social media Azerbaijan 18 Thailandia 18 Kazakistan 18 Thailandia e Kazakhstan. I primi tre vengono commentati per la loro bellezza, nonostante le lunghe code necessarie per accedervi. Il divertimento invece contraddistingue il padiglione del Kazakhstan, del quale è stato particolarmente apprezzato il video in 3D proiettato al suo interno. Diverso infine il caso del padiglione thailandese, il cui ottimo risultato è frutto della forte relazione che il paese asiatico ha instaurato con il turismo italiano: «perché certamente il prossimo viaggio sarà in Thailandia». Consumi. Cresce tra il pubblico la percezione dei brand di Pechino Il marchio cinese Tencent vale quanto Facebook ptencent è una società cinese dì servizi web - dai social all e-commerce - che fattura 13 miliardi di dollari e che fa concorrenza al gigante Alibaba. Ping An, invece, è la più grande compagnia d assicurazioni di Pechino: un colosso che negli ultimi dieci anni ha visto quintuplicare il giro d affari e oggi supera i 58 miliardi di dollari. Che cosa hanno in comune, queste due società cinesi? Che la forza del loro marchio è uguale a quella di Facebook. Lo certifica nero su bianco l edizione 215 del Future- Brand Index, la classifica che analizza la percezione della forza del marchio delle 1 maggiori società al mondo (secondo Pricewaterhouse- Coopers). L avanzata dei marchi cinesi a spese di quelli americani è cominciata. In numeri assoluti, beninteso, i brand a stelle e strisce la fanno ancora da padroni: dei cento marchi presenti in classifica, quelli americani sono 53, quelli cinesi soltanto dieci. Il trend di crescita, però, è diametralmente opposto. Le dieci società cinesi, nel complesso, registrano un +6% in termini di percezione, aumentando del 23% di media e passando al 13 posto tra i 18 Paesi presi in esame dall indice. Le 53 aziende americane, invece, non vanno oltre il 27% e soprattutto perdono terreno rispetto ad altri Paesi, scendendo dal 5 all'8 posto. «Tra i diversi temi che emergono dal FutureBrand Index 215, la Cina è tra i più interessanti - sostiene Alessandra Iovinella, managing director di FutureBrand - per la prima volta due aziende cinesi, Tencent e Ping An, entrano nella cerchia ristretta dei 21 brand considerati a prova di futuro con la stessa percentuale, il 33%, registrata da Facebook». L analisi di Future- Brand spiega anche che la percezione delle imprese cinesi sta cambiando: «La Cina - prosegue Iovinella - non è più IL FUTUREBRAND INDEX Nell edizione 215 mentre la Cina vede migliorare il posizionamento delle proprie società, gli Usa assistono a un calo considerata solo un grande paese industriale, ma sta diventando patria di marchi forti non solo per capitalizzazione, ma anche per percezione. In prospettiva, ciò significa che la Cina e le sue imprese devono continuare a lavorare per far crescere la percezione dei loro brand di pari passo con la loro presenza nei mercati di tutto il mondo». Più in generale, l edizione 215 dell indice riconferma Google al primo posto, mentre Microsoft (che nel era seconda) quest anno viene sorpassata dalla rivale Apple e scende in terza posizione. Accanto all exploit dei marchi cinesi, l altra sorpresa del 215 è l ottima performance messa a segno dalle società del settore salute, che complessivamente guadagnano il 4% in termini di percezione positiva presso il pubblico. Il comparto diventa così il secondo settore di business più apprezzato, dopo l hitech. L Italia? Brilla per la propria assenza: nessuna società made in Italy è riuscita ad entrare nella Top 1. Secondo Pricewaterhouse le prime 1 aziende globali valgono 16mila miliardi di dollari e quest anno hanno incrementato la propria capitalizzazione dell 8%. A un aumento del valore finanziario delle società però, sostiene Future- Brand (che alla classifica Pwc si affida per la scelta dei brand da mettere sotto la lente), non è corrisposto un miglioramento della percezione presso il grande pubblico. E questo nonostante gli sforzi fatti in questo senso dai singoli marchi. «I risultati del ha commentato Tom Adams, global head of strategy di FutureBrand - dimostrano che le aziende del settore tecnologico e quelle statunitensi dominano ancora, ma la loro percezione non è migliorata nel corso dell anno o, in alcuni casi, è addirittura peggiorata, come dimostrano le prime tre aziende della classifica. Si può pensare che, mentre queste tre società diventano sempre più radicate nelle nostre vite, diventano anche più vulnerabili riguardo a temi come il trattamento dei dati e la loro protezione». Mi. Ca. La classifica 215 Le prime dieci aziende al mondo per forza del marchio secondo la classifica FutureBrand TOP TEN GENERALE IL DECLINO DEI MARCHI A STELLE E STRISCE Società Settore 1 Google Tecnologico 2 Apple Tecnologico 3 Microsoft Tecnologico 4 The Walt Disney Company Servizi al consumatore 5 Abbvie Salute 6 Gilead Salute 7 Samsung Beni di consumo 8 Master Card Finanza 9 Celgene Salute 1 Sab Miller Beni di consumo Posizioni perse nell indice 215 Pfizer 3M Verizon IBM General Electric Bank of America Pepsico Bristol- Myers Squibb L Oreal Fonte: Future Brand Index 215

11 Impresa & territori 11 Lunedì 27 Luglio N. 25 STILI&TENDENZE In breve CASUAL CHIC Jacob Cohën con tessuti inglesi Lusso. Presentata in Costa Azzurra la collezione di pezzi unici «Etourdissant» L alta gioielleria di Cartier punta sulle pietre rare Il direttore creativo Rainero: «Creiamo emozioni» Giulia Crivelli p«l alta Il marchio di premium denim Jacob Cohën, ora diventato un brand di lifestyle, rinnova la ricerca di tessuti della tradizione sartoriale proponendo una serie di lane di produzione britannica dagli inediti disegni pied-de-poule. Nella foto, una giacca monopetto da donna per il prossimo autunno a taglio blazer. GIOIELLERIA Dodo colora di blu le catene dell estate Tra le proposte di Dodo (gruppo Pomellato) per l estate, il ciondolo in oro rosa a forma di palma montato sulla collana smaltata in azzurro. Come è nella tradizione del brand, ogni gioiello è personalizzabile, scegliendo tra ciondoli, componenti e collane diverse per colori, lunghezze e temi. gioielleria è un esperienza che coinvolge tutti i sensi: indossare uno dei nostri pezzi unici, anche solo per un attimo, è un momento che potremmo definire gourmand. Se poi la cornice è la Costa Azzurra, la magia può dirsi completa». Le parole di Pierre Rainero, direttore immagine, stile e patrimonio di Cartier International, spiegano la centralità delle collezioni di alta gioielleria nella strategia della maison del gruppo Richemont. A questa particolare nicchia è riconducibile una piccola parte dei ricavi dei grandi marchi di gioielleria, ma in termini di immagine e di esercizio di creatività gli sforzi sono ampiamentee ricompensati, proprio come accade per l haute couture (si veda anche Moda24 del 1 luglio). Quest anno Cartier ha scelto la Costa Azzurra, la collezione si chiama Etourdissant (letteralmente, strabiliante) e, forse ancora più che in passato, ha scommesso sull unicità non solo dei gioielli, ma delle pietre attorno alle quali sono costruiti. «Spesso abbiamo scelto la Biennale degli antiquari di Parigi per mostrare l alta gioielleria spiega Rainero. Quest anno Scintillante polvere d oro sui capi della linea Active, dedicata da Dimensione Danza alle amanti della danza e delle attività sportive in generale per l autunno-inverno 215/16. Oro shiny anche nelle stampe sulle felpe, su short e leggings. Firenze, ma anche Van Cleef&Arpels a Montecarlo. Nomi storici della gioielleria, quindi, accanto a maison che o è il caso di Vuitton hanno scelto da pochi anni di espandersi nell alto di gamma oppure è il caso di Bulgari hanno enormemente potenziato l alto e altissimo di gamma, registrando una crescita a due cifre delle vendite. «Siamo molto contenti di questo rinnovato interesse per l alta gioielleria, che per il 9% ancora oggi non è firmata sot- Diego Tamone pun anno importante. Per ma acquisizione. Il ritmo ideale è proprio una operazione l anno, spiega Giovanni Gervasoni, amministratore delegato dell omonima società e presidente del neonato Italian Creations Group (Idb), per raggiungere l obiettivo dichiarato di 1 milioni di fatturato entro 6-7 anni, attraverso l acquisizione di realtà di eccellenza dell arredodesign, di dimensioni tra i 1 e i 3 milioni di fatturato. L opportunità di aprire l azienda di famiglia (fondata nel 1882 dal nonno a Pavia di Udine) a TV A CURA DI LUIGI PAINI capitali e investitori esterni era da tempo allo studio dei fratelli Michele e Giovanni Gervasoni, ma solo lo scorso maggio arriva l annuncio ufficiale della cessione del 1% delle quote al nuovo gruppo (Idb) formato, oltre che da loro (soci di minoranza con il 3% delle quote) da altri 15 investitori, tra cui i capofila Private Equity Partners e Paolo Colonna. L operazione è funzionale a una politica di sviluppo che guarda soprattutto ad ampliare le dimensioni aziendali e l offerta di prodotto attraverso l integrazioni di realtà industriali di eccellenza, diverse tra loro per specia- lizzazione, competenze e fascia di mercato, allo scopo di aumentare la competitività all estero, dove Gervasoni genera attualmente il 75% del fatturato. «Stiamo già valutando alcune aziende spiega Giovanni Gervasoni. Non escludiamo nulla, ma al momento ci siamo dati come priorità acquisizioni di tipo orizzontale, un innalzamento del target verso il top di gamma e l integrazione dell offerta». Gervasoni rimarrà il magnete aggregante attorno a cui ruoteranno le nuove realtà acquisite, che potranno essere non solo italiane, ma anche eu- ropee o nordamericane, purché allineate a quell idea di stile e qualità italiani a cui sin dal nome il nuovo gruppo si ispira. «Non cercavamo solo un finanziatore spiega ancora Gervasoni a proposito dell operazione ma degli investitori interessati a partecipare alle scelte con idee e strategie. E così è stato». I primi passi sono positivi: «Con gli altri soci abbiamo incontrato i dipendenti dell azienda (85 in tutto, ndr), che hanno dimostrato di comprendere l importanza di questa operazione aggiunge. Anche se abbiamo ceduto la maggioranza delle quote, io e tries del marchio di Le Locle. «Il 215 per Zenith Italia sta andando oltre le più ottimistiche previsioni, un risultato assolutamente inimmaginabile anche solamente un anno fa. Le ragioni sono due: la prima va ricercata nella ripresa del mercato domestico, arrivata dopo anni di immobilismo dovuto alla crisi economica dei mercati nazionali e internazionali e al timore per le misure introdotte dall Agenzia delle entrate con i nuovi strumenti di tracciabilità. La seconda sottolinea Cappiello è la debolezza dell euro, un fattore che si è rivelato per noi un boost incredibile e che si è sommato all aumento del un calendario che sfoglia la pagina dei primi 15 anni e, cosa non da poco, per un processo di crescita che si sta riflettendo in ottimi risultati commerciali. Per Zenith, nome storico del panorama orologiero mondiale, è iniziato sotto una buona stella. Da una parte ci sono i primi segnali del lavoro di Aldo Magada, amministratore delegato da poco più di un anno, dall altra c è la riconoscibilità di un marchio del made in Swiss che sempre di più sta acquisendo importanza e appeal a livello internazionale. Così, se gli esperti del settore di Vontobel la società svizzera di analisi specializzata nel settore orologiero solo sei mesi fa attribuivano al brand una quota del 6% all interno della divisione Watch & Jewelry del gruppo francese del lusso Lvmh (quota raggiunta però con la sola orologeria, al contrario di realtà come Bulgari, il cui fatturato è molto legato alla gioielleria) con vendite per 16milioni di euro, oggi i dati potrebbero già essere ben diversi e destinati a essere ritoccati al rialzo. A confermare il trend c è proprio l Italia, Paese storicamente strategico per Zenith, come confermato da Paolo Limited edition. El Primero Cappiello, brand director Ita- Chronomaster 1969, edizione Tour lia e Mediterranean coun- Auto, costa 1.9 euro Gervasoni crescerà con le acquisizioni Giovanna Mancini Dimensione Danza per l AI la Costa Azzurra ci è sembrata il luogo più appropriato, anche perché molti dei nostri clienti in questo periodo sono già lì in vacanza, mentre in altri periodi dell anno devono raggiungere la Francia e in partiooalre Parigi da tutto il mondo». Nel 215 in molti hanno fatto scelte simili a quelle di Cartier, optando per eventi in luoghi di particolare fascino, accanto alle classiche presentazioni parigine. Lo hanno fatto ad esempio Louis Vuitton e Bulgari a Capri e L euro debole spinge le vendite di Zenith Design. Obiettivo 1 milioni di ricavi entro 6-7 anni per il neonato gruppo Icb pentro l anno è prevista la prisportswear Preziosi. Qui sopra, l anello Joueu, in platino, con un granato spessartite da 41,67 carati. A sinistra, orologio in oro rosa, con una tormalina arancio-rosa di 39,8 carati tolinea Pierre Rainero. Per Cartier è la sintesi perfetta del nostro Dna: artigianalità ed eccellenza nel design e nella ricerca delle pietre. Le collezioni sono sempre estremamente nuove e allo stesso tempo estremamente Cartier. Ma non partiamo mai con un idea troppo definita, ci lasciamo guidare dalle gemme che troviamo o dalle ispirazioni, in termini di colori e forme, del momento». Della collezione Etourdissant fa parte ad esempio un bracciale manchette in diamanti, con uno zaffiro da quasi 2 carati che ha richiesto una vera e propria caccia al tesoro. «Secondo le ricerche che abbiamo fatto, è appartenuto alla zarina Maria Feodorovna, discendente dei Romanov racconta estasiato Rainero. Sappiamo inoltre, grazie a un ritratto dell epoca, che da qualche parte nel mondo dovrebbe esserci una pietra gemella e proveremo a trovarla». Le clienti dell alta gioielleria Cartier sono tra le donne più ricche del mondo ma anche tra le meno conosciute. Una cosa è quasi certa: la maggior parte dei pezzi presentati in Costa Azzurra sono già stati venduti o prenotati. Le favole non hanno prezzo. Orologi. Il marchio svizzero ha un fatturato di circa 16 milioni Outdoor. Mobili e complementi d arredo per l estate 215 RADIO 24 mio fratello restiamo comunque nel board. E, soprattutto, si tratta di un progetto che punta allo sviluppo dell azienda, a una sua crescita all interno di un contesto più grande e più forte». In attesa di dare concretezza alle prime operazioni, il gruppo lavora allo sviluppo dei tre brand attualmente in portafoglio: oltre alla stessa Gervasoni, anche Very Wood e Letti&Co. Il è stato un anno positivo, spiega il presidente, con un fatturato che per Gervasoni è aumentato del 5% raggiungendo i 24 milioni e un Ebitda sul fatturato del 18% (contro il 17% del 213). Si investe sui prodotti, con un potenziamento del segmento outdoor che a fine anno si arricchirà di una nuova importante collezione, che sarà ulteriormente definita per il Salone del Mobile del 216. Cresce anche la famiglia di IL TEMPO The wolf of Wall Street Siamo un piccolo pianeta 21.1 SKY HITS Nella foto, Leonardo DiCaprio 16.5 RADIO 24 - NESSUN LUOGO È LONTANO Dall Africa alla Corea del Nord fino all Ucraina. Di G. Musumeci (foto) Frequenze:8-848 Per intervenire alle trasmissioni: SMS I Gr possono essere ascoltati anche su: RAITRE Correva l anno. I misteri del Monte Soratte, alle porte di Roma: visitiamo le gigantesche gallerie del bunker segreto costruito da Mussolini e utilizzato dal maresciallo tedesco Albert Kesselring RAITRE 36 Festival del Circo di Montecarlo. I migliori artisti circensi del mondo si danno ogni anno appuntamento sotto il tendone monegasco: tanti numeri, uno più spettacolare dell altro, presentati da Andrea Lehotska. SPETTACOLO 21.1 SKY ARTE Dior Night. Omaggio a Christian Dior: dopo aver fondato la sua casa di moda nel 1946 è stato il mentore di Yves Saint Laurent, nonché lo stilista di attrici del calibro di Marlene Dietrich e Rita Hayworth. 21. SKY CULT Le avventure acquatiche di Steve Zissou, di Wes Anderson, con Bill Murray, Owen Wilson, Usa 24 (118 ).Tra commedia e dramma, il tutto condito dall inesauribile fantasia di Anderson RAI 5 Mahabarata. Storica versione scenica del fluviale poema epico indiano: protagonista assoluto uno straordinario Vittorio Mezzogiorno IRIS Magnolia, di Paul Thomas Anderson, con Tom Cruise, Julianne Moore, Usa 1999 (188 ). Da un Anderson all altro: film corale, storie che si intrecciano in una Los Angeles affogata nel nulla. ATTUALITÀ BBC KNOWLEDGE Giappone: un Paese in pensione. I giapponesi fanno pochi figli, mentre l aspettativa di vita aumenta sempre di più: ne risulta una piramide demografica pesantemente squilibrata. È possibile invertire la tendenza? 21.1 SKY CINEMA 3 days to kill, di McG, con Kevin Costner, Usa (117 ). L agente segreto ha i giorni contati. Sarà possibile uscire di scena degnamente? PREMIUM COMEDY RAIUNO 4 anni vergine, di Judd Apatow, con Steve Carell, Petrolio. Dopo le acquisizioni straniere di storici Katherine Keener, Usa 25 (116 ). Già è un bel dramma arrivare a 4 anni marchi, quali mani tessono la moda senza avere avuto alcuna esperienza italiana? Duilio Giammaria propone sessuale: figurarsi quando gli amici lo un viaggio tra piccoli e grandi marchi scoprono che continuano a produrre in Italia. 6.1 Smart city 6.15 Reportage 7.15 Spunti di vista 6.3 Storiacce 7.15 Spunti di vista 7.2 In primo piano 1.5 Il treno va di Gianluca Nicoletti e Fabrizio Intonti 11.5 Cuore e denari di N. Carbone e D. Rosciani 12.5 Il Gastronauta L INCHIESTA GAMBLING È la più imponente operazione contro il gambing online ovvero il gioco d azzardo e le scommesse illegali sul web, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Tra gli ospiti Federico Cafiero de Raho, procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, e Riccardo Bonacina, direttore della rivista Vita. Di Irene Zerbini (foto) di Davide Paolini di Giampaolo Musumeci Reportage 13.3Voci d impresa 17.5 Focus economia La giornata economico finanziaria Voci in scena 18.5 Si può fare di Alessio Maurizi 14. Europa Il treno va 14.5 Tutti convocati di Carlo Genta e Pierluigi Pardo 21.3 Moebius 15. Food Lab 15.5 Il falco e il gabbiano di Enrico Ruggeri 16.5 Nessun luogo è lontano 22.5 Il falco e il gabbiano Voci in scena Very Wood, il brand della società Ifa che, acquisita da Gervasoni nel, da allora a oggi ha quadruplicato il fatturato e dallo scorso aprile è totalmente controllata dall azienda di Pavia di Udine. Specializzata in sedute per ristoranti, hotel, navi da crociera e ambienti contract in generale, Very Wood ha fatto ingresso lo scorso gennaio nel mondo dell arredo per la casa. «Il piano di sviluppo comporta un attenzione continua alle nuove tendenze, per offrire prodotti sempre aggiornati al mercato», spiega Giovanni Gervasoni. Strategia che funziona anche in Italia dove, nonostante i consumi stentino ancora a ripartire, per i brand del gruppo i risultati sono stati positivi lo scorso anno e si confermano tali nei primi sei mesi del Oggi Milano ALBA E TRAMONTO: 5:59 Roma 21: 5:57 2:36 Nord: MINIMA Aosta 15 MASSIMA DA NON PERDERE volume dei turisti propensi a spendere in euro». Turisti che concentrano i loro acquisti in 1 dei 49 punti vendita Zenith sul suolo nazionale, con una grande predilezione per i negozi di piazza Duomo a Milano, Ponte Vecchio a Firenze, via Condotti e piazza di Spagna a Roma, autentici punti chiave del business del brand svizzero. «Ma lo zoccolo duro italiano è per noi molto importante aggiunge Paolo Cappiello. Oggi registriamo una regolarità delle vendite che ci fa capire come il cliente italiano, con il quale abbiamo strategicamente continuato a comunicare anche in momenti storici meno favorevoli, stia tornando ad avvicinarsi a Zenith. Perché se, come detto, dieci punti vendita si rivolgono in maniera predominante agli stranieri, è anche vero che gli altri 39 vendono, e bene, agli italiani». Sul fronte delle celebrazioni intanto, l agenda di Zenith si conferma fitta di appuntamenti, pronta ad alternare eventi dedicati alle auto classiche (Tour Auto, Coupe des Alpes, Spa Classic, Monza Historic su tutte) a rendez vous riservati alla vela, mondo che ha visto Zenith rinnovare le partnership con il Team Spindrift Racing e con il circuito TP52 Super Series, di cui il brand è official timekeeper. Foggia 36 residua variabilità su Alpi ed estremo Nordest, con locali piovaschi. Bel tempo prevalente e asciutto sui restanti settori. Temperature in rialzo, massime tra 28 e 33. Centro: generale stabilità, con tempo ben soleggiato e al più qualche disturbo diurno sulla dorsale toscana. Temperature pressoché invariate, massime tra 29 e 34. Sud e isole: alta pressione ben salda che favorisce una giornata assolata su tutti i settori. Assente anche l'instabilità diurna sui monti. Temperature in rialzo, massime tra 3 e 35. Domani Milano ALBA E TRAMONTO: 6: MINIMA GR 24: all ora STRADE IN DIRETTA: ai 15 e ai 45 BORSE IN DIRETTA: alla mezz ora Aosta 15 MASSIMA Foggia 36 Roma 2:58 5:58 2:35 Nord: bel tempo prevalente sui settori occidentali; maggiore instabilità sui rilievi del Triveneto, specie tra pomeriggio e sera. Temperature stazionarie, massime tra 28 e 33. Centro: alta pressione in generale rinforzo, con conseguente bella giornata di sole su tutti i settori. Ventoso sulla Sardegna. Temperature in rialzo, massime tra 3 e 35. Sud e isole: anticiclone dominante; condizioni di bel tempo ovunque, con cieli sereni o al più poco nuvolosi. Temperature pressoché stazionarie, massime comprese tra 3 e 35. Temperature Italia Europa Parigi Ancona Atene Stoccolma Bari Berlino Tirana Bologna Bruxelles Vienna Cagliari Bucarest Zurigo Firenze Copenaghen Mondo Genova Dublino Hong Kong Milano Francoforte Los Angeles Napoli Istanbul New Delhi Roma Lisbona New York Palermo Londra Rio de Janeiro Torino Madrid Singapore Venezia Mosca Tokyo OGGI DOMANI OGGI DOMANI OGGI Debole Moderato Sole Poco nuvoloso Nuvoloso Coperto Var Pioggia Pioggia Temporali Neve Nebbia Calmo Mosso DOMANI Forte Agitato

12 12 Impresa & territori Lunedì 27 Luglio N. 25 MOTORI In breve MERCEDES Un V8 da 422 cavalli per la «Classe G» Škoda. Superb in edizione station wagon Ecco l ammiraglia formato famiglia Mercedes Classe G, l icona off-road della Casa della stella festeggia 35 anni e inaugura un nuovo capitolo dotandosi di un nuovo motore. Si tratta di V8, quattro litri di cilindrata, iniezione diretta e sovralimentazione biturbo, già presentato sulla show car G 5 4x4. Il nuovo otto cilindri che equipaggia G 5 condivide il Dna della nuova generazione di motori V8 sviluppati da Mercedes che hanno già debuttato sui modelli high performance di Mercedes, le Amg Gt e le C 63 Amg. Opportunamente adattato alle esigenze della Classe G, eroga in questa versione 422 cv di potenza a fronte di 61 Nm di coppia massima, a garanzia di pronta risposta ed elevata capacità di trazione. Leggeri aggiornamenti all estetica sono introdotti nel modello 215, ma anche una taratura dell assetto ed una regolazione dell Esp più sensibile, a vantaggio sia della stabilità di marcia, che della sicurezza del comfort su strada. Sarà, inoltre, disponibile un esclusiva edizione speciale firmata Amg. La nuova Gl debutterà in Italia nel corso del fine settimana del 19 e 2 settembre. (C.Ca.) SEAT Anche Leon sposa i device Samsung Seat,dopo la nuova Ibiza, ha deciso di offrire delle versioni Connect, già disponibili per la nuova Ibiza, anche per la Leon 5 porte e St, versione la familiare. L allestimento Connect è disponibile con le motorizzazioni 1.2 cc Tsi a benzina a euro (23.13 euro la St), 1.4 cc Tgi a metano a euro (25.36 euro la St cioè wagon) e 1.6 cc Tdi turbodiesel a 24.6 euro (24.81 euro la St). Le Leon Connect sono caratterizzate dal punto di vista dello stile da dettagli esterni come cerchi in lega da 17 e calotte degli specchi in colore Atom Grey, battitacco cromato e logo Connect sul montante e dettagli interni come il sistema Seat Media Plus con schermo touch screen da 6,5, il volante, il pomello del cambio e la leva del freno a mano rivestiti in pelle, gli interni Blu Connect, il Convenience Pack che include sensori luci, sensori pioggia e specchietti antiabbagliamento e la chiave personalizzata Connect. Per la clientela più al passo con le ultime tendenze in fatto di connettività, le versione Connect offrono la tecnologia d infotainment più avanzata che, in collaborazione con Samsung, include nella dotazione lo smartphone Galaxy A3, per permettere al conducente di essere sempre connesso. (C.Ca.) La nuova X1. Cambiamento radicale: ora è anche a trazione anteriore con motori trasversali tre cilindri Bmw, il suv volta pagina Il compatto bavarese cambia look e offre una maggiore abitabilità Massimo Mambretti ACHENKIRCH pla seconda generazione della X1 apre un nuovo capitolo in casa Bmw, ovvero quello in cui modelli noti si convertono alla trazione anteriore. L edizione 215 della X1, infatti, si basa sull architettura modulare Ukl (quella usata per le Mini e le Serie 2 Active Tourer), impiega motori che appartengono alla famiglia di unità che può essere montata sia in senso trasversale sia longitudinale e, infine, grazie a queste tecnologie assume anche una personalità differente rispetto a quella della serie precedente. La metamorfosi porta in dote anche le più recenti tecnologie di ausilio e sostegno alla guida nonché riguardanti la connettività by Bmw, oltre a vesti definite dai più recenti dettami stilistici del marchio. La nuova X1, però, non abdica a prerogative che aveva La prova della settimana. Ford Mondeo Wagon Titanium Tdci con cambio automatico Powershift La wagon da famiglia punta sul lusso la precedente, poiché è offerta in versioni a 2 ruote motrici (a prescindere dal fatto che ora sono davanti e non dietro) e con la trazione integrale xdrive. La richiesta di quest ultima in Italia, tra l altro, è stata sinora in controtendenza rispetto all andamento del settore, perché le X1 sono state preferite con le 4 ruote motrici specie nel caso delle varianti turbodiesel, che hanno totalizzato il 99% delle vendite. Ecco perché la commercializzazione della nuova X1 prenda il via con le versioni 18d sdrive a trazione anteriore, 2d e 25d xdrive, che di serie monta il cambio automatico a 8 marce. Sono spinte dai motori modulari di 2 litri nelle varianti da 15, 19 e 231 cv e offerte negli allestimenti normale, Advantage, Business, xline e Sport. I prezzi della nuova famiglia partono da circa 33mila euro e arrivano a 48.5 euro. Verso fine Il giudizio in sintesi PRO 8 Qualità costruttiva di livello premium 8 dotazione /prezzo praticamente imbattibile 8 Abitabilità: la Mondeo è grande e si sta comodi in 5 CONTRO 8 Sistema Sync 2: il software Microsoft non è all altezza 8 Dimensioni, non è certo una vettura per la giungla urbana 8 Velocità del cambio automatico Powershift Più sport e utility. La seconda generazione della Bmw X1 è tutta un altra storia: le forme sono quelle di un suv di taglia media e per questo si avvicina stilisticamente al fratello maggiore X3. Tecnicamente si distingue per i motori trasversali, la trazione anche solo anteriore e la piattaforma Ukl (Unter Klasse), la medesima di Mini e dei monovolume Bmw Serie 2 Active Tourer e Grand Tourer Imponente. La Mondeo si conferma anche nella quarta edizione una vettura imponente, razionale e ben fatta dentro e fuori anno arriveranno anche proposte con motori sovralimentati a 3 cilindri di 1,5 litri benzina e turbodiesel, rispettivamente, con 136 e 116 cv. A rendere subito riconoscibile la nuova X1 non è solo l aspetto, ma anche la diversa imponenza della corporatura impressa da una ripartizione dei volumi differente rispetto al passato, dal frontale meno pronunciato in lunghezza ma imponente e con l espressione simile a quelli delle sorelle maggiori e dalla statura superiore di 5 centimentri. Ma non è tutto perché, a dispetto di quanto si può pensare, l X1 è leggermente più compatta della precedente (è lunga 44,3 anziché 44,8 cm) ma più spaziosa all interno specie nella zona posteriore dell abitacolo, arredato e rifinito analogamente a quelli di tutte le attuali Bmw, dove si può optare anche per il divano scorrevole per aumentare la disponibilità di spazio per i passeggeri o per la zona di carico. Quest ultima ha una capacità che spazia da 55 a 1.55 l. Dal posto guida è istitintivo il dialogo con la 25d xdrive, con cui abbiamo fatto conoscenza con la nuova generazione della X1. Un fattore propiziato anche dal confort ravvisabile nell abitacolo, determinato dall incapsulamento del motore comune a quello dell intera famiglia che premia sia l insonorizzazione sia il mantenimento di temperature vicine a quelle ottimali d esercizio per avvantaggiare l efficienza e il rendimento dopo le soste. Il turbodiesel di 2 litri, che esprime insieme ai 231 cv una coppia di ben 45 Nm a 1.5 giri, alla prova dei fatti si rivela molto elastico, all occorrenza molto incisivo e capace di imprimere prestazioni elevate (235 km/h, 9 3 da a 1 orari) a fronte di percorrenze medie dichiarate di 2 chilometri con un litro. In grado di assumere differenti personalità attraverso il sistema di configurazione vettura, che prevede le logiche Eco Pro oltre alla Comfort, alla Sport e alla Sport+ che possono influire anche sulla risposta anche degli opzionali ammortizzatori a controllo elettronico, l X1 25d xdrive regala il piacere di disegnare traiettorie esenti da sbavature e di potere contare su una notevole agilità, a fronte di una costante affidabilità di marcia, grazie anche al contributo del differenziale autobloccante elettronico e alla trazione integrale. APPROFONDIMENTO ONLINE I dettagli tecnici e tutte le foto Mario Cianflone pla Ford Mondeo è stata storicamente un auto seria, una di quelle vetture che si usa definire oneste, cioè pratiche, ben dotate e con pochi compromessi qualitativi. E ora la quarta generazione ha fatto un ulteriore salto di qualità: è una vera ammiraglia offerta però a un prezzo Ford, il che non vuol dire da saldo ma neppure irragionevole come certe tedesche che esagerano nei listini, soprattutto degli optional. Abbiamo provato la Mondeo Wagon 2. Tdci 18 cv in allestimento Titanium e cambio automatico Powershift a doppia frizione. La vettura ha linee moderne e ancora attuali, anche dentro. E questo nonostante che non sia giovanissima. Spieghiamoci meglio: l auto è nuova, sul mercato da qualche mese, ma è arrivata tardi perché presentata nel 212 al salone di Detroit sotto le vesti di Fusion in America, ha dovuto scontare la chiusura della sua storica fabbrica di Genk in Belgio. Rispetto alla generazione precedente è più filante, resta monto lunga con i suoi 487 cm, ma è un po più bassa (-3 cm) e soprattutto meno larga: la Mondeo «Mk III» sfiorava i 4 metri e 9, mentre ora la quarta serie esibisce un più ragionevole metro e 85 centimetri. Il passo è invariato a quota 285 cm ma è più abitabile grazie al nuovo pianale CD4 che offre uno spazio incredibile per guidatore e passeggeri. Al volante è conferma la netta sensazione che la Mondeo sia come si dice tanta roba. È ampia comoda, i sedili sono pratici da regolare (grazie alla movimentazione elettrica). Il quadro strumenti è composto da un pannello Lcd, non ha la grafica superba di un virtual cockpit Audi-Vw ma si difende molto bene (e costa parecchio meno). La Mondeo è una vera grand routier: permette di fare una caterva di chilometri e non si scende a pezzi. Anzi. Il due litri diesel, 18 cavalli, spinge bene con i suoi 4 Nm di coppia. Non è un propulsore cattivo (come tanti euro 6 è un po addolcito) ma non fa mai mancare il giusto spunto. È un propulsore docile e regolare. I consumi sono buoni ma non bassissimi (8 litri per 1 km). Il doppia frizione fa bene il suo lavoro: non è velocissimo nei cambi di marcia ma contribuisce alla complessiva fluidità di marcia della vettura. Stabilità e tenuta di strada sono esenti da critiche. Anche a pieno carico. Tra le doti spicca la silenziosità, davvero a livello (come l abitabilità) di modelli appartenenti al segmento superiore,. Ottima la dotazione (in relazione al prezzo circa 4mila euro la versione provata) dei sistemi di ausilio alla guida come il cruise control adattativo, i fari a illuminazione progressiva e il sistema di frenatura automatica di emergenza Active city stop. Il vano bagagli è enorme, sfruttabile, la soglia di carico è bassa e il portellone è elettrico. La qualità complessiva dei materiali, delle finiture e della costruzione è notevole. Basta chiudere la porta per capire che la Mondeo è fatta bene. Meno positivo il quadro dell ergonomia di alcuni comandi. Ad esempio la climatizzazione (che funziona bene) si gestisce mediante tre pulsanti a bilanciere, scomodi da usare, posti sotto l ampio display Lcd touch del sistema Sync 2 di infotainment. Per il clima si deve usare anche questa interfaccia (da qui si regolano anche i flussi). A proposito di Sync 2, il sistema (integrato all interno di hardware Sony) non è certo ai vertici per performance del software sviluppato da Microsoft. È compatibile Android e ios ma l interfaccia utente non brilla per intuitività, anche per quanto riguarda il navigatore. E non è cerco un fulmine di reattività al tocco. Non a caso Ford ha dato il ben servito alla Microsoft e ha scelto per il Sync 3 il sistema operativo Qnx di BlackBerry. Detto questo la Mondeo è una delle migliori scelte possibili se si cerca una wagon grande, magari non praticissima in città ma che permette di viaggiare come si deve. Massimo Mambretti MONACO psvelata solo qualche settimana dopo la berlina, sarà commercializzata a settembre insieme con la consanguinea. Stiamo parlando della nuova Škoda Superb Wagon, che si distacca nettamente dalla precedente ma che non abdica a un listino che rispetta sempre l equo rapporto fra costi e contenuti. Infatti, la famiglia della Superb Wagon è proposta in versioni spinte da motori turbo a iniezione diretta di benzina di 1,4 e di 2 litri con potenze di 15 e 28 cv e dai turbodiesel di 1,6 e 2 litri con potenze che vanno da 12 a 19 cv (negli allestimenti Active, Ambition, Executive, Style e Laurent & Klement) a prezzi che oscillano fra 27. e Euro. Il nuovo modello cela sotto a dimensioni importanti e a lineamenti intriganti da influenze made in Germany numerose tecnologie d avanguardia. Prima fra tutte l architettura modulare, che ha consentito di esaltare la funzionalità del corpo vettura senza incrementare le dimensioni della carrozzeria rispetto a quelle del modello precedente. Infatti, la lunghezza passa da 4,83 a 4,86 metri, ma nel curato interno di questa Superb crescono sia l abitabilità che arriva persino a stupire posteriormente in senso longitudinale (anche se chi siede al centro deve fare i conti con l ingombrante tunnel della trasmissione che tradisce la possibilità di optare per versioni 4x4) sia la volumetria del vano di carico. Infatti, spazia da 66 litri a ben 1.95 litri. Dal posto guida della 2. Tdi 15 cv Style con cambio a doppia frizione a 6 marce (35.5 Euro) si apprezza in fretta il dinamismo della Superb Wagon specie se si opta per le sos a controllo elettronico, la cui reattività è regolata dal sistema di configurazione vettura, perché la vettura si muove sempre affidabilmente e agilmente, a tutto vantaggio dell istintività della guida. Fattore su cui si riflette anche il rendimento del turbodiesel che non ha un temperamento brillante ma che, grazie al corretto andamento di 34 Nm a 1.75 giri e all attività del cambio Dsg, soddisfa per l erogazione spontanea. Secondo la casa, questa Superb percorre mediamente oltre 22 chilometri con un litro, toccare i 216 all ora e raggiunge i 1 orari in 9 secondi. Grande e stilosa.la Superb Wagon offre tanto spazio e un look piacevole Volkswagen. La Golf Tsi Bluemotion Un mille e 3 cilindri possono bastare Corrado Canali AMSTERDAM puna Golf con un tre cilindri da un litro? No, non è una esagerazione da downsizing. La nuova Golf Tsi BlueMotion è il primo modello a benzina a adottare la denominazione che, finora attribuita soltanto ai diesel, identifica da sempre le Volkswagen che inquinano e consumano meno. Il valore aggiunto è garantito dal mille a 3 cilindri turbo che permette alla Golf di dichiarare emissioni di 99 g/km e un consumo medio di 4,3 L/1 km. Da noi è in un unico allestimento, con cinque porte e cambio automatico Dsg a 7 rapporti, per 24.7 euro. Senza contare che la nuova Golf BlueMotion non è certo un auto ferma. Il piccolo 3 cilindri, infatti, è accreditato di 115 cv e 2 Nm di coppia. Così la compatta Volkswagen può viaggiare agevolmente fino a 24 kmh e arrivare a 1 kmh da fermo in 9,7 secondi. Ma se gran parte del merito del mix tra prestazioni e consumi va al nuovo motore, non bisogna dimenticare il lavoro dei tecnici sull aerodinamica. Il Cx è di,28, valore ottenuto grazie all assetto ribassato di 15 mm, alla calandra quasi completamente carenata e alla presa d aria inferiore attiva che si apre e si chiude a seconda le necessità di maggiore raffreddamento. La BlueMotion è una campionessa di scorrevolezza e a velocità costante l unico rumore che si percepisce è quello del rotolamento degli pneumatici. Tornando, però, al 1. cc Tsi, il vero pezzo forte della nuova Golf che mette in campo soluzioni tecniche sofisticate. A cominciare dalla costruzione in alluminio che contiene il peso in 89 kg, mentre l accurata scelta dei materiali per gli organi interni ha permesso di fare a meno dell albero di equilibratura, scelta rara per un 3 cilindri. La gestione termica è certosina, con il collettore di scarico integrato nella testa dei cilindri e un doppio circuito di raffreddamento distinto per la parte alta e quella bassa del motore che si aggiunge a quello per l intercooler. Infine, la combustione è gestita da iniettori singoli a 5 fori che iniettano la benzina nella camera di scoppio a 25 bar, con la turbina che lavora a una pressione di sovralimentazione di 1,6 bar. Alla guida la Golf BlueMotion a benzina è fluida. La risposta al pedale del gas arriva a 1.6 giri, mentre l allungo si interrompe a 6. giri. Missione risparmio. Con il 1. cc la Golf percorre 23 km con un litro OGGI ON LINE Lettere alla redazione motori del Sole 24 Ore I MODELLI IN ARRIVO Le novità dell estate e tutte le anteprime di Francoforte 215 È un estate decisamente calda dal punto di vista della novità automobilistiche. Qualche esempio? Alfa Romeo Giulia, Audi A4, Renault Talisman, i suv Mercedes Gle e Clc, Fiat 5 e Opel Astra, Bmw Serie 3. Su Motori24 servizi sui nuovi modelli e le anticipazioni di quelli che saranno in vetrina al salone di Francoforte dal 19 al 27 settembre L INNOVAZIONE Come cambia l auto: dalla guida autonoma alle connected car I NUMERI DEL SETTORE Le immatricolazioni nel mercato italiano e in quello europeo

13 GREEN ECONOMY La chimica verde punta su agronomi e ingegneri Maria Cristina Ceresau pagina 14 GLI ANNUNCI DELLA SETTIMANA Contabili, informatici e specialisti social media u pagina 14 L AZIENDA La Waris Solar cerca 5 laureati u pagina 14 Lavoro&Carriere Guida alle migliori opportunità della settimana # 15 Lunedì 27 luglio 215 IL SETTORE Da Tiscali a Fastweb le società di tlc in cerca di talenti Ingegneri e tecnici le figure più gettonate Numerose chance per lavorare all estero PAGINA A CURA DI Alberto Magnani ptecnici, ingegneri, consulenti It: compagnie telefoniche e aziende delle telecomunicazioni sono a caccia di professionisti con una spinta innovativa su mobile e digitale. ha rilevato quasi mille posizioni aperte in Italia e all estero, da giganti come Business Orange Services alle agenzie di consulenza. I profili più richiesti? In cima alla lista i neolaureati in ingegneria, con sbocchi dall analisi di mercato al management. Il resto dell offerta si divide tra tecnici e specialisti in informatica, teste di ponte dell evoluzione digitale che sta cambiando pelle al settore. Business Orange Services, colosso francese che eroga servizi di tlc per multinazionali, sta cercando solo ora circa 59 profili in tutta Europa. Più di 49 quelli concentrati in Francia, terra d origine delle multinazionale, per una gamma di offerte che include consulenti It con specializzazione in sicurezza informatica, sviluppatori e ingegneri di rete. Se si guarda al resto del Continente, emergono richieste per solutions architects nel Regno Unito, analisti del business in Spagna e profili tecnologici per un hub in ascesa nell Est Europa: la Romania. E nel nostro Paese? Optima Italia, multiutility napoletana che opera in telecomunicazioni ed energia, ha all attivo 23 annunci sul suo sito aziendale. Le ultime posizioni aperte spaziano dall analista funzionale al controller, con requisiti ben fissati su formazione e competenze. Qualche esempio? Agli analisti si chiedono laurea in ingegneria gestionale e conoscenza approfondita del Sap, il sistema di elaborazione dati chiamato come la società tedesca che lo produce. Passando agli operatori, le ricerche si fanno ancora più mirate. Vodafone Italia prosegue nello shopping di talenti già segnalato da Sole 24 Ore con il suo Discover Program, piano di inserimento di 7-1 neolaureati attraverso una job rotation di due anni. Si inizia dal lavoro in centralino e negozio, si cresce fino a un contratto di partenza (starting position) nella divisione che si allinea meglio al curriculum del candidato. Un esperienza domestica o internazionale: i candidati possono decollare per le sedi esteri del gruppo con il Columbus Program, un Erasmus aziendale che permette di trascorrere un periodo nel circuito globale della compagnia. I requisiti sono laurea magistrale o master con pari valore in un università straniera, conoscenza professionale dell inglese PER LE SCRIVETE AL «SOLE» UN PER SEGNALARE LE OFFERTE DI LAVORO Le imprese che vogliono segnalare le offerte di lavoro e i posti disponibili possono inviare una all indirizzo: ed esperienze di lavoro «non superiore a un anno». Tecnologie e internazionalità riappaiono, come parole chiave, nelle ricerche in corso dell italiana Neomobile. Il gruppo specializzato in mobile commerce, il commercio elettronico via smartphone, sta selezionando (almeno) dieci talenti per le sue aree di business analysis, comunicazione, finanza, information technology e produzione di contenuti. Destinazioni? Da Roma a Madrid, da Belgrado a Bogotà e Città del Messico. Sul fronte delle tlc, Tiscali e Fastweb trainano una domanda selettiva. Tiscali, a caccia via LinkedIn, offre otto posizioni di inquadramento medio-alto come Project Manager e ingegnere di rete. Fastweb, appena entrata nella top 1 dell Italy s Most Attractive Employers 215 (le aziende più attraenti per i candidati tecnici), sta scremando la sua offerta per esperti di marketing digitale, specialisti in business development e analisti dei social media. Inserimenti in vista anche nella società di forniture software e comunicazioni Unify (4) e Poste Mobile (assunzioni mirate di professionisti per le aree di marketing, commerciale e tecnologie). E per la consulenza? Corigroup, attiva dal 1997 e business partner di Tim, sta selezionando una ventina candidati per i ruoli di agenti commerciali, consulenti web e consulenti tlc. COME CANDIDARSI Tutti i contatti per inviare il cv 1 I posti di lavoro disponibili nelle società di telecomunicazioni 59 POSTI Orange Business Services PROFILI RICHIESTI: consulenti It, ingegneri di sistema, ingegneri di produzione TIPO DI CONTRATTO: tempo indeterminato, vari SEDE DI LAVORO: tutta Europa 27 POSTI Corigroup PROFILI RICHIESTI: consulenti TIPO DI CONTRATTO: vario SEDE DI LAVORO: tutta Italia 8 POSTI Tiscali PROFILI RICHIESTI: security engineer, ingegnere di rete, key account manager TIPO DI CONTRATTO: vari SEDE DI LAVORO: Roma, Milano, Cagliari 23 POSTI Optima Italia PROFILI RICHIESTI: analista funzionale, consulenti, commerciali TIPO DI CONTRATTO: tempo indeterminato, vari SEDE DI LAVORO: tutta Italia 7 POSTI Fastweb PROFILI RICHIESTI: digital marketing, social media analyst TIPO DI CONTRATTO: vari SEDE DI LAVORO: Roma, Milano, Cagliari AI LETTORI Le pagine di Lavoro&Carriere ritornano il 7 settembre Dopo questa uscita «Lavoro& Carriere» si ferma per una pausa estiva: le pagine con le migliori opportunità per trovare un impiego ritorneranno lunedì 7 settembre 7-1 POSTI Vodafone Italia PROFILI RICHIESTI: digital marketing, corporation, risorse umane, tecnologie TIPO DI CONTRATTO: tempo indeterminato SEDE DI LAVORO: tutta Italia 1 POSTI Neomobile PROFILI RICHIESTI: business analyst, comunicazione, graphic designer TIPO DI CONTRATTO: stage con sbocco nell'assunzione SEDE DI LAVORO: internazionale 4 POSTI Unify PROFILI RICHIESTI: channel account manager, territory account manager TIPO DI CONTRATTO: indeterminato SEDE DI LAVORO: tutta Italia I profili Curriculum ideale con digitale e vendite pprofilo tecnico, vocazione digitale. Le agenzie di lavoro confermano un trend già emerso dalle ricerche delle aziende: il curriculum ideale dei candidati per la telefonia è in bilico tra ingegneria e informatica, dal cloud ai ponti radio. Technical Hunters, società specializzata nella ricerca di risorse per il middle management, individua soprattutto tre figure: field engineer, sales engineer e consulenti It. Il field engineer, perito elettronico, si occupa di installazione e collaudo di ponti radio. Il Sales Engineer è un venditore tecnico con competenze affinate su cloud. In entrambi i casi, la retribuzione annua lorda può spingersi fino a picchi di 35mila euro. Salendo di grado e stipendio, i consulenti It con specializzazione nelle telecomunicazioni possono ambire anche a una Ral di 42mila euro. La formazione più adatta? «Laurea in ingegneria, conoscenza dell inglese, certificazioni. L età non è un discrimine, ma bisogna considerare che i grandi gruppi si rivolgono per lo più ai neolaureati» spiega Manuela Tagliani, manager di Technical Hunters. L investimento più proficuo? Una laurea ad indirizzo informatico: secondo Page Personnel, il mismatch tra domanda e offerta di ingegneri del web è pari a un rapporto di un candidato ogni cinque (o addirittura sette) posizioni aperte. La retribuzione viaggia sui 3mila euro fin dai primi 18 mesi di impiego. Come spiega Francesca Contardi, amministratore delegato di Page Personnel (Page Group), «grazie a una formazione molto completa e tecnica, un profilo simile è molto richiesto per la progettazione di microprocessori, lo sviluppo di applicazioni web complesse, la progettazione di programmi, sistemi, dispositivi, circuiti elettronici, antenne, filtri per l elaborazione di segnali digitali e reti di telecomunicazione».

14 14 Lavoro & Carriere Lunedì 27 Luglio N. 25 GREEN ECONOMY GLI ANNUNCI IN EVIDENZA FOCUS La chimica verde punta su agronomi e ingegneri biotech I piani di recruiting di Novamont, Eni e BioOn Maria Cristina Ceresa p Un unico settore - quello della bioeconomia - con 4 grandi opportunità: di lavoro; di sviluppo di mercato sia interno sia esterno ai nostri confini; di benessere ambientale; d indipendenza dall importazione di fonti fossili. Non male per essere ancora un comparto di nicchia. Sfide e incessante ricerca sono gli ingredienti della chimica verde. Il che prevede una sempre più stretta collaborazione con i centri di sviluppo pubblici e gli atenei che oggi si stanno organizzando in reti trasversali all interno dei propri dipartimenti. Interessante è l esperienza avviata in Lombardia con il Cluster della Chimica verde che ha visto come promotori l Università Statale e il Politecnico di Milano. Quotate anche le Università di Bologna, Bari e i due atenei di Sassari e Cagliari. Collaborazioni a tutto tondo che per Novamont significa lavoro multidisciplinare con il mondo agricolo spiega Giulia Gregori, responsabile sviluppo strategico dell'azienda - con quello della ricerca e con le istituzioni locali, con il singolo territorio che diventa un laboratorio in grado di assorbire processi di innovazione sistemica, aumentando così le potenzialità di crescita per tutti». Ma una volta portata a casa la laurea a chi inviare il proprio curriculum cercando di fare breccia? Potrebbe essere interessante selezionare le big one che hanno sicuramente aperti più fronti che poi vuol dire progetti in campo legati ai biopolimeri, biocarburanti, biocombustibili, biolubrificanti. «Nel 213 abbiamo investito in R&S il 7,2% del fatturato dice Gregori di Novamont -. È grazie a questo approccio che oggi disponiamo di un portafoglio di circa 1. brevetti». Con Versalis, la società chimica di Eni, Novamont ha poi dato vita a una joint venture - Matrìca che lavora prevalentemente sui bio-monomeri e sui bio-intermedi, con applicazioni negli additivi per gomme e polimeri (oli estensori e plastificanti), oltre che nell agricoltura, nel personal care e cosmesi; sui bio-lubrificanti (oli idraulici e oli motore) e su prodotti biodegradabili utilizzati nei campi di perforazione petrolifera. Al momento si ricercano laureati con massimo dei voti, e/o con dottorati, in particolare in agronomia, biotecnologie, ingegneria, chimica. Tra i requisiti: forte propensione all innovazione, elasticità, disponibilità a trasferimenti. Proposti stage e contratti di assunzione a tempo indeterminato, con sistemi di remunerazione in linea con i livelli di mercato e del comparto della chimica tradizionale. Sedi di lavoro: Milano, Novara, Mantova, Ravenna; ma anche sedi di progetti come Porto Torres, in Sardegna (per informazioni: matrica.it; versalis.eni.com) «Investimenti in ricerca e sviluppo sono vitali sostiene Fabrizio Adani, docente della Statale di Milano settore chimica agraria - avendo però in mente un progetto industriale completo. I piccoli per competere devono aggregarsi e fare massa critica per sviluppare progetti con appeal di mercato». Mercato estero, soprattutto, che è comunque affamato di chimica buona : «Un recente studio americano - menziona Gregori riferendosi al settore delle industrie biobased - ha dimostrato che queste contribuiscono all economia americana per 369 miliardi di dollari e 4 milioni di posti di lavoro, con grandi potenzialità di crescita». Con questi tassi, la BioOn (Spa quotata in Borsa con 24 dipendenti a oggi e un business plan che ne prevede 5 a primavera 216) ha deciso di organizzarsi in una Ip company licenziataria di brevetti. «La nostra è una società che finanzia ricerca industriale spiega il presidente Marco Astorri - : la richiesta è e sarà così alta che noi non saremo mai in grado di produrre da soli. Per cui tutte le ricerche sono finanziate per avere come scopo la produzione industriale del ritrovato e la disponibilità su scala mondiale». Il che vuol dire essere disponibili ad avere sempre la valigia in mano. Al momenti si cercano 1 figure tra diplomati in chimica, meccanica e laureati in chimica e ingegneria chimica. Tra i requisiti: flessibilità e predisposizione al lavoro fuori sede in Europa, Usa, Sudamerica, Asia. Offerti contratti a tempo indeterminato. Contabili, informatici e specialisti di social media Antea POSIZIONI APERTE: 2 CONTRATTI: contratto di prova da 2 settimane, con l obiettivo di un'assunzione a tempo indeterminato FIGURE CERCATE: programmatore java junior, disegnatore junior DOVE: Padova Mega International POSIZIONI APERTE: 2 CONTRATTI: stage o tempo determinato; tempo determinato. In tutti i casi orario full-time FIGURE CERCATE: si seleziona un neolaureato in informatica o discipline affini da avviare ad un percorso di crescita e formazione all interno del team degli Ingegneri di prodotto; si ricerca poi un ingegnere di prodotto junior (con laurea o diploma in informatica o discipline affini; buona conoscenza dei linguaggi: Java, HTML, CSS, Javascript, ASP.NET; 1-2 anni di esperienza) DOVE: Milano Elica POSIZIONI APERTE: 4 CONTRATTI: vari in base alla seniority FIGURE CERCATE: ingegnere omologazione e materiali, specialista social media, ingegnere specialista in applicazioni, designer meccanico DOVE: Fabriano Davines POSIZIONI APERTE: 16+ CONTRATTI: stage, sostituzione di maternità, altri in base alla seniority FIGURE CERCATE: addetto amministrazione e gestione del personale, addetto del servizio di protezione e prevenzione, agenti commerciali, business development manager, legale societario, customer care per la divisione internazionale prodotti per i capelli, assistente personale per il presidente, product manager, designer grafico senior, stage marketing commercio internazionale DOVE: sede principale a Parma; agenti a Brescia, Siena, Grosseto, Versilia, Vicenza, Sardegna Stefanel POSIZIONI APERTE: 5+ CONTRATTI: sostituzione di maternità, tempo indeterminato FIGURE CERCATE: addetto contabilità consociate estere, responsabile di negozio, professionista della vendita DOVE: punti vendita su tutto il territorio nazionale A&A POSIZIONI APERTE: 2+ CONTRATTI: commisurati all'esperienza FIGURE CERCATE: periti assicurativi rami elementari, collaboratori per la gestione degli incarichi DOVE: Peschiera Borromeo (Milano) Segula technologies POSIZIONI APERTE: 27 CONTRATTI: tempo indeterminato FIGURE CERCATE: project manager, designer meccanico junior o middle, ingegneri specializzati in design elettronico, test development, hardware, ferrovie, aerospaziale, CAD, performance DOVE: Piemonte, Emilia Romagna Comsol POSIZIONI APERTE: 4 CONTRATTI: tempo indeterminato (si applica il contratto collettivo del commercio) FIGURE CERCATE: specialista in applicazioni strutturali, specialista in applicazioni elettromagnetiche, specialista in applicazioni cfd, tecnico commerciale/sales engineer DOVE: Brescia Horsa POSIZIONI APERTE: 7 CONTRATTI: tempo indeterminato, stage FIGURE CERCATE: analista programmatore, consulente Sap, consulente informatico, sistemista Linux DOVE: Bologna, Vicenza, Faenza itmsuite POSIZIONI APERTE: 3 CONTRATTI: tirocini formativi, tempo indeterminato FIGURE CERCATE: service desk analyst, sviluppatore software junior J2EE o.net DOVE: Seregno (Monza e Brianza) Miroglio Group POSIZIONI APERTE: 11 CONTRATTI: prevalentemente tempo indeterminato, stage FIGURE CERCATE: coordinatore negozi, stagista specialista shooting, project management officer, analista IT senior, marketing manager per il marchio Oltre, buyer retail senior per il marchio Motivi, responsabile digital marketing e CRM, stilisti head designer, specialista Crm, specialista transfer pricing DOVE: Alba (Cuneo), Treviso, Rimini Per candidarsi alle posizioni indicate sopra consultare il link Fotovoltaico: Waris Solar assume 5 laureati pcinquanta nuovi posti di lavoro a Trento sono stati pianificati da Waris Solar da qui fino alla primavera del 216. Il settore di riferimento è quello del fotovoltaico made in Italy per il mercato residenziale, nelle varie tipologie dei poli e mono cristallini. Le figure professionali ricercate da Waris Solar sono principalmente neolaureati in ingegneria meccanica o elettronica, con lo scopo di introdurli sia nell area tecnica sia nell area commerciale, ma non ci si ferma qui: si prevedono, infatti, figure da inserire anche nelle attività di marketing. Il nuovo piano di recruiting scaturisce da un progetto pubblico/ privato sviluppato dall Amministrazione provinciale di Trento, e che ha, in sostanza, un doppio obiettivo: da u lato il recupero di siti industriali abbandonati e, dall altro, lo sviluppo di attività locali, con attenzione agli aspetti della sostenibilità ambientale. Queste le premesse che hanno portato la Waris - una società a responsabilità limitata che si occupa di energie rinnovabili dal - a vincere il bando lanciato dall agenzia per lo sviluppo territoriale Trentino Sviluppo, che prevedeva il recupero e la riqualificazione del compendio ex Italpumps di Storo. Il business plan prevede che la Waris Solar operi un investimento in macchinari e impianti specialistici per un milione di euro. Trentino Sviluppo parteciperà intervenendo con manutenzioni straordinarie sull immobile per 1,5 milioni di euro. «Il fatturato previsto, anche grazie al nuovo insediamento, è di oltre venti/venticinque milioni di euro», spiega il general manager Ermanno Pizzini, sottolineando come quest azienda sia abituata a investire in macchinari e ricerca il 3 per cento del proprio giro d affari annuo. La nuova sede, che - secondo le previsioni - dovrebbe essere consegnata a gennaio 216, ospiterà sia gli uffici sia le linee di produzione di pannelli, destinati non solo al mercato locale ma anche alla vendita all estero, e ciò permetterà all azienda di mantenere la quota di export pari al 3 per cento della produzione. «Lavoriamo con la Germania, dove contiamo di aumentare la nostra presenza, e con l Austria, dove abbiamo già oggi una quota significativa, ma anche con i Paesi emergenti», spiega Pizzini, lasciando intendere che i nuovi assunti - oltre alle lingue - dovranno tenere in considerazione viaggi e spostamenti. Sarà proprio il general manager di Waris Solar a valutare le candidature: chi fosse interessato può inviare il proprio curriculum al seguente indirizzo di posta elettronica: M.C.C. ONLINE SU «JOB 24» PILLOLE DI HR La comunicazione assertiva Barbara Demi spiega in un video gli strumenti e le tecniche dell assertività - verbale e non verbale - utili nella vita e nel lavoro INFORMAZIONE PROMOZIONALE L università di Teramo conferisce la laurea honoris causa al presidente Filippo Antonio De Cecco, prestigioso titolo accademico riconoscimento per l impegno professionale e per i risultati alla Un guida di un gruppo industriale che, da Fara San Martino, è arrivato in tutto il mondo facendo sì che le proprie radici siano uno dei motivi ispiratori del successo. Con queste parole, Luciano D Amico, rettore dell università di Teramo, il 1 luglio ha conferito a Filippo Antonio De Cecco la laurea honoris causa in Bioscienze e tecnologie agroalimentari e ambientali. Filippo Antonio De Cecco, presidente e amministratore delegato della F.lli De Cecco Di Filippo Fara San Martino spa, capofila di tutte le società del gruppo De Cecco, è nato a San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pescara). Per la precisione, nel 1974 è diventato amministratore delegato e nel 1993 ha assunto la carica di presidente dell azienda di famiglia il cui nome è sinonimo di alta qualità della pasta, dei sughi, dei pomodori, dell olio e, dallo scorso anno, anche dei derivati del pane. La cerimonia della laurea, sulle note di Gaudeamus igitur, l antico inno della goliardia, ha avuto il momento clou nella laudatio di De Cecco, una storia di passione per il grano duro e per la qualità della pasta. Nel 1886 Filippo Giovanni, che veniva da una famiglia di mugnai, ebbe l idea di produrre paste alimentari, ha detto il presidente De Cecco. Ma questo tipo di produzione aveva due punti deboli: l essiccazione avveniva al sole ed era legata ai fenomeni atmosferici e, poi, non riusciva a garantire le migliori condizioni igieniche. Per questo inventò, come riportato sull enciclopedia Treccani, un sistema di essiccazione artificiale: immetteva aria calda in una stanza e riusciva ad essiccare la pasta in ore, mentre con i metodi vecchi occorrevano 7/8 giorni. Il mio avo ebbe un altra intuizione vincente: puntò subito sulle esportazioni e, nell ormai remoto 1883, in occasione dell esposizione universale di Chicago, vinse la medaglia d oro e ottenne il diploma al merito con i macaroni i e vermicelli. La laudatio di Filippo Antonio è anche un pezzo di storia d Italia. La nostra azienda ebbe la forza di superare la devastazione della Seconda guerra mondiale, che portò la distruzione degli stabilimenti di Pescara e Fara San Martino, quest ultimo prima spogliato di tutti i macchinari e poi minato dai tedeschi. Da allora sono trascorsi diversi decenni e nessun De Cecco ha mai dimenticato l insegnamento del fondatore: tecnologia d avanguardia senza mai rinunciare alla qualità dei prodotti. PH: DE CECCO Ed è per questo che, malgrado le nuove macchine permettano una produzione velocissima e molto redditizia, noi continuiamo ad essiccare lentamente la nostra pasta. Ci occupiamo più di qualità che di finanza e i consumatori lo riconoscono e ci premiamo. Di mio, alla consolidata dimensione qualitativa della De Cecco, ho aggiunto la mania della crescita: di fatturato, volumi e vendite. I concetti espressi da Filippo Antonio De Cecco sono stati sottolineati, nel corso della cerimonia, da Dario Compagnone, preside della facoltà, che ha parlato di perseveranza nella ricerca della qualità e nel controllo dell intera filiera produttiva, due azioni che necessariamente si intersecano e trovano ragione l una nell altra. E dal prorettore vicario Dino Mastrocola, abilissimo nell evidenziare l importanza delle materia prime, acqua e semola, degli strumenti e delle tecniche di produzione: trafilatura (quella del metodo De Cecco è rigorosamente in bronzo), essiccazione lenta e a bassa temperatura. Conclusi gli interventi, il rettore D Amico ha consegnato il tocco bordato di verde e la pergamena al nuovo dottore in Bioscienze e tecnologie agroalimentari e ambientali. Un atto che ha trasformato in laurea la straordinaria passione per la qualità di tutta la De Cecco. F.LLI DE CECCO SPA Fara San Martino (CH) Tel La storia La storia del Molino e Pastificio dei Fratelli De Cecco inizia a Fara San Martino. Don Nicola De Cecco produce nel suo molino in pietra la miglior farina del contado. Da lui, il figlio Filippo eredita la passione per questo lavoro e, dotato di particolare spirito imprenditoriale, amplia l attività alla produzione di pasta, dando vita, nel 1886, al Molino e Pastificio dei Fratelli De Cecco. Nel 1889, lo stesso Filippo mette a punto un sistema di essiccazione artificiale ad aria calda che rivoluziona il mondo della pasta e, poi, avvia una politica di espansione. Nel 1893 Filippo, che qualche anno più tardi sarà insignito dell onorificenza di Cavaliere del Lavoro, decide di partecipare alla World s Columbian Exposition di Chicago, dove ottiene importanti riconoscimenti. Così, inizia il processo di internazionalizzazione dell azienda, che da quel momento in poi partecipa, trionfando, a tutte le maggiori manifestazioni mondiali. Nel 198, la contadinella abruzzese con i covoni di grano diventa il simbolo della De Cecco. Dopo la Seconda guerra mondiale, ha inizio una nuova fase di espansione. Ricostruiti gli stabilimenti distrutti, tra il 195 e il 196 il marchio De Cecco registra una costante crescita in Italia e all estero. Il business aumenta così tanto che, nel 1972, si prende la decisione di costruire un nuovo stabilimento a Fara San Martino, inaugurato nel 1974.Dodici anni più tardi, un altra tappa importante: la De Cecco decide di dare avvio alla diversificazione dei prodotti con la fondazione della Società Olearia, cui fa seguito la commercializzazione della linea di rossi (polpa e passata di pomodoro). Si passa a un periodo di grandi investimenti: lo stabilimento di Fara San Martino viene ampliato e si realizza il nuovo molino di Fara San Martino che, interno all azienda, è in grado di lavorare 11. quintali di grano al giorno. Nel 1997 viene inaugurato il nuovo stabilimento di Ortona, mentre il mulino e il pastificio di Pescara sono protagonisti di uno straordinario intervento di riqualificazione urbana che porta alla realizzazione del modernissimo Centro De Cecco Il Molino, inaugurato alla fine del 27. Nel 211, la De Cecco acquisisce il gruppo russo Pmk. Quindi, nell aprile di due anni dopo, presso lo stabilimento di Ortona, inaugura due nuove linee di produzione, che aumentano la capacità produttiva di duemila quintali al giorno, portando la produzione dellasede di Ortona a quota 1.2. quintali all anno. Sempre nel 213, c è stato il lancio dei Grani, la linea dei sostitutivi del pane. Nel corso dell ultimo esercizio, il gruppo De Cecco, guidato dal presidente Filippo Antonio e dagli amministratori delegati Giuseppe Aristide e Saturnino, riporta un fatturato di 45 milioni, con un Mol salito da 42,7 milioni a 46 milioni. L utile netto è di 5,5 milioni e si registra un miglioramento della posizione finanziaria di 15 milioni.

15 Lunedì 27 Luglio N. 25 DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Napoletano VICEDIRETTORI: Edoardo De Biasi (VICARIO), Alberto Orioli, Salvatore Padula, Alessandro Plateroti, Fabrizio Forquet (redazione romana) SUPERDESK CARTA-DIGITAL: Caporedattori responsabili: Marina Macelloni e Guido Palmieri Ufficio centrale: Daniele Bellasio, Giuseppe Chiellino, Franca Deponti, Federico Momoli, Giorgio Santilli, Alfredo Sessa, Alberto Trevissoi (vice) Segretario di redazione: Marco Mariani INFORMAZIONE NORMATIVA E LUNEDI: Mauro Meazza SUPERVISIONE E COORDINAMENTO AREA FINANZA: Christian Martino UFFICIO GRAFICO CENTRALE: Adriano Attus (creative director) e Francesco Narracci (art director) RESPONSABILI DI SETTORE: Luca Benecchi, Luca De Biase, Jean Marie Del Bo, Attilio Geroni, Laura La Posta, Armando Massarenti, Lello Naso, Francesca Padula, Christian Rocca, Fernanda Roggero, Stefano Salis, Giovanni Uggeri, Paolo Zucca SOCIAL MEDIA EDITOR: Michela Finizio, Marco lo Conte (coordinatore), Vito Lops e Francesca Milano PROPRIETARIO ED EDITORE: S.p.A. PRESIDENTE: Benito Benedini AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu L EDITORIALE L ascensore previdenziale di Gianni Geroldi u Continua da pagina 1 Il sistema delle Casse sta tuttora attraversando una fase relativamente giovane del ciclo di vita e quindi beneficia di entrate contributive maggiori delle uscite per prestazioni: un saldo che permette agli enti di continuare a incrementare le attività patrimoniali. La maturazione dei fondi comporta però inevitabilmente un appesantimento del rapporto tra pensionati e iscritti attivi, anche ipotizzando di utilizzare ogni margine per innalzare l età pensionabile. Questo rapporto, nonostante l impatto sull età di pensionamento delle riforme adottate dalle Casse, mostra già nella generalità dei casi una tendenza all aumento. A fronte di questa proiezione, la garanzia di poter sostenere finanziariamente gli impegni futuri è data da una gestione professionale del patrimonio, anche della componente immobiliare, e dall adozione di regole che definiscano un rapporto previdenziale equilibrato. Va detto che gli enti nati con il decreto legislativo 13 del 1996, dovendo obbligatoriamente applicare il metodo contributivo per il calcolo delle prestazioni, si trovano già in una condizione di equilibrio finanziario di lungo termine. Gli enti privatizzati con il decreto legislativo 59 del 1994, che utilizzavano invece il metodo retributivo, ossia moltiplicavano gli anni di contribuzione per una percentuale del reddito di riferimento ottenuto dalla media di un certo numero di annualità, hanno deciso da alcuni anni di intraprendere riforme che hanno introdotto il metodo contributivo, con il pro rata per le anzianità già maturate. L esito di queste modifiche è dunque un quadro più rassicurante per gli equilibri finanziari ma, nello stesso tempo, è divenuta più problematica la questione dell adeguatezza delle prestazioni individuali, soprattutto per i più giovani che hanno iniziato a contribuire e a maturare la pensione con le nuove regole. Gli enti privati sono infatti alimentati da due principali tipi di contributi: soggettivo, che finanzia le prestazioni stiche ed è calcolato sul reddito imponibile con aliquote che variano secondo le Casse dal 1% al 16%; integrativo, che si colloca tra il 2% e il 4% del volume d affari, cioè una base maggiore del reddito fiscale, e che finanzia misure di welfare, costi di funzionamento e in parte, a seguito della legge Lo Presti, l aumento del montante stico individuale. Questa decisione, peraltro a lungo ostacolata dai decisori pubblici, di recuperare risorse aggiuntive senza incidere ulteriormente sul carico fiscale dei professionisti, offre un supporto addizionale all accumulo di risparmio previdenziale. Tuttavia, considerando anche la dinamica ridotta, per certe categorie negativa, dei redditi reali delle attività professionali, le proiezioni dicono che le future prestazioni rischiano di essere ugualmente al di sotto di un livello sociale accettabile, per cui si pone un problema di aliquote contributive e, in pari tempo, di potenziamento della previdenza e di altre forme di welfare complementare. Nella definizione di queste strategie, che possono essere articolate in funzione delle caratteristiche di età e di avanzamento nella carriera degli assicurati, le Casse dovrebbero poter contare su margini di autonomia gestionale che non sembrano al momento essere sempre consentiti. Tale valutazione porta inevitabilmente a riconsiderare l attuale modello di regolazione e di controllo, partendo dalle questioni di fondo che riguardano la natura giuridica delle Casse professionali, non solo rispetto alle funzioni strategiche ma anche ad alcune comuni scelte operative. Gli aspetti contraddittori, come quello noto dell inclusione in un elenco di istituzioni della pubblica amministrazione e il conseguente assoggettamento ai tagli di spesa delle norme di finanza pubblica, creano molte ambiguità che andrebbero risolte con la definizione di un nuovo modello regolativo, meno burocratico e più efficace nelle questioni di sostanza, valido per tutte le Casse private, in cui siano coerentemente bilanciate le prerogative di una conduzione privata e le finalità costituzionali di utilità pubblica perseguite dalle Casse. Per finire, sempre in relazione alla funzione di gestione del risparmio previdenziale obbligatorio assegnata alle Casse, è da rilevare la perdurante incoerenza del trattamento fiscale a cui sono sottoposte, peggiorato dal recente aumento delle aliquote sui proventi finanziari. Anche l idea di attenuare l impatto dell aumentato prelievo con un credito d imposta appare macchinosa. L impiego di risorse patrimoniali nella direzione dello sviluppo economico del Paese, cioè per il finanziamento di infrastrutture o per il credito allo start up di piccole e medie imprese, potrebbe essere una forma di risparmio che ben si adatta all orizzonte temporale lungo e programmabile del fabbisogno di liquidità degli enti previdenziali; ma, come ha chiarito anche la relazione dello scorso anno della Commissione bicamerale per gli enti previdenziali, tale indirizzo richiede una serie di perfezionamenti, anche sulla forma stessa dei titoli di debito per il finanziamento, che devono ancora essere messi in pratica per non pregiudicare la redditività e, tantomeno, la sicurezza degli investimenti patrimoniali di soggetti che hanno come scopo principale la massima garanzia del reddito di persone anziane. Lettere Mezzi pubblici poco accessibili agli anziani Siamo sempre più un Paese di vecchi e si sostiene la necessità di una vecchiaia attiva (anche perché così peserà meno sui conti del welfare). Ma intanto che cosa si fa concretamente? Un esempio: le barriere architettoniche che spesso impediscono l accesso ai mezzi di trasporto pubblici, dai vecchi tram in città come Milano ai treni, dove salire è un arrampicata per chi ha poche forze e scendere è ancora più penoso. Capisco che le aziende pubbliche abbiano vincoli di bilancio, ma questo significa non sapere guardare in prospettiva. E lasciare che la spesa legata agli anziani cresca. Lettera firmata Milano I DIBATTITI SUI BLOG DEL SOLE 24 ORE Il grande universo della Gdo In merito alla scheda «Parola chiave. Grande Distribuzione Organizzata» pubblicata sul Sole 24 Ore del 2 luglio vorremmo fare alcune precisazioni. In primo luogo questo settore non può essere limitato a supermercati e ipermercati. Come risulta dall articolo pubblicato nella stessa pagina, occorre considerare anche le grandi superfici specializzate nei prodotti non alimentari, nonché i Grandi magazzini. In secondo luogo tra i canali di vendita della Gdo non sono evidenziati i piccoli supermercati (da 1 a 399 mq, il cosiddetto Libero Servizio ): circa 14mila punti vendita, molti dei quali in franchising, che rappresentano il servizio di prossimità attivato dalla Gdo. Infine i colossi stranieri: nella Gdo oltre l 8% delle vendite è realizzato da imprese nazionali. Le aziende a capitale straniero, per quanto importanti, hanno una quota di minoranza, e ciò vale anche nei discount (stranieri pari al 25%) e per gli ipermercati (stranieri pari al 22%). Stefano Crippa Direttore Area Comunicazione e Ricerche - Federdistribuzione Ristrutturazioni, bonus «virtuoso» Mi guardo in giro e vedo parecchi lavori edilizi in corso. Il più delle volte si tratta di ristrutturazioni di piccole palazzine o di singole abitazioni, con i proprietari pronti a fare l ennesimo investimento sul mattone per migliorare la qualità dei loro beni (senza aumenti volumetrici o nuove costruzioni) e, naturalmente, per fruire delle agevolazioni fiscali su questo genere di interventi. Da un minimo del 5 per cento fino al 65 per cento, se i lavori mirano a conseguire un risparmio energetico (e sappiamo tutti quanto il nostro Paese abbia necessità di trovare forme di risparmio in questo campo). Le case diventano non solo migliori dal punto di vista estetico ma anche più efficienti, le imprese lavorano e gli incentivi fiscali sono un ottimo strumento contro l evasione. Un circolo virtuoso, che sarebbe un peccato depotenziare diminuendo la portata delle possibili detrazioni. B.G. IMMIGRAZIONE Stranieri, quando il lavoro «integra» Fondazione Moressa: i migliori risultati in Lazio e in Lombardia di Rossella Cadeo L INDICE È costruito su una quarantina di indicatori suddivisi in sei aree tematiche, dalle chance occupazionali alla diffusione dell istruzione TERRANOSTRA Nicola Dante Basile La riviera romagnola fa il pieno di cultura Dal 22 luglio e fino a Ferragosto oltre 1 ospiti animeranno incontri dibattiti nelle località dell Alto Adriatico Sui migranti il dibattito è sempre aperto: è della settimana scorsa la notizia dell accordo faticosamente raggiunto in sede Ue per la redistribuzione di 32mila profughi così come quella dei disordini a Treviso e a Roma con il relativo strascico di polemiche. Ma se l accoglienza dei richiedenti protezione resterà a lungo un problema di ardua soluzione, la presenza di immigrati nel mondo è da anni una realtà alla quale ciascun Paese ha dato risposte diverse. In un ideale confronto in tema di integrazione - effettuato fra 38 Paesi dalla recente indagine Mipex (Migrant Integration Policy Index) che ha preso in esame oltre 1 indicatori suddivisi in otto aree - l Italia, con i suoi cinque milioni di stranieri residenti a fine, si colloca al 13 posto, sopra la media generale della Ue28. Ma, come non è omogenea la distribuzione degli immigrati sul territorio italiano(si va dalla Lombardia che ne assorbe il 23% al Molise o alla Valle d Aosta ferme allo,2%) così il livello di inserimento cambia da regione a regione. Sul grado di integrazione della componente straniera in Italia, ha indagato la Fondazione Leone Moressa che ha selezionato circa 4 indicatori suddivisi in sei aree tematiche (mercato del lavoro, istruzione, sanità, criminalità, contributo economico e radicamento sul territorio) al fine di elaborare un indice regionale di integrazione. L indice sintetico finale è stato calcolato tramite una media pesata e per una maggior chiarezza tutti i valori delle regioni sono stati riproporzionati in base al valore Italia posto pari a 1. «Siamo partiti dall assunto che le regioni in cui gli indicatori socio-economici presentano valori positivi sono quelle in grado di garantire maggiori opportunità di integrazione - spiega il direttore scientifico di Fondazione Moressa, Stefano Solari -. Perciò abbiamo scelto indicatori come i tassi di occupazione, i contratti a tempo indeterminato, il voto medio degli studenti stranieri, la percentuale di delitti commessi da stranieri, il numero e la ricchezza prodotta dalle imprese straniere, la spesa per l immigrazione sul totale delle spese sociali. Nell indice finale, ci sono quattro regioni che si collocano sopra la media: Lazio, Lombardia, Veneto e Piemonte. E sono le stesse regioni dove risiede il maggior numero di stranieri, oltre la metà del totale. Al contrario, i valori più bassi dell indice di integrazione si riscontrano in regioni che contano meno del 3% della popolazione straniera complessiva: Sardegna, Calabria e Puglia». In pratica le regioni con il punteggio migliore - tra cui Lazio e Veneto, protagoniste dei fatti di cronaca delle ultime settimane - sono quelle verso le quali si concentrano i flussi degli stranieri. Si tratta di territori ad alto grado di attrattività, in particolare per le opportunità occupazionali. Infatti se si guardano le classifiche di tappa, ai primi posti nel settore lavoro troviamo Lazio e Lombardia che ad esempio hanno tassi di occupazione superiori alla media (6% contro 58,5%) in compagnia del Molise. Lazio e Lombardia (insieme alla Toscana) spiccano anche nel capitolo che comprende parametri riguardanti il contributo della componente straniera al sistema socio-economico regionale (come la quota degli imprenditori stranieri, pari a oltre il 1% contro una media nazionale dell 8%). Il Lazio entra poi nel terzetto di punta nella graduatoria sull istruzione. Qui c è la sorpresa di due regioni con un basso assorbimento di stranieri e che nell indice finale non brillano: Valle d Aosta e Sardegna, ma la prima, ad esempio, ha una buona percentale di immigrati con alti titoli di studio. La Lombardia - che nell istruzione esce penalizzata per la bassa performance sulla quota di iscritti ai licei - è prima nella sanità, forte del proprio sistema ma anche dall alto tasso di natalità tra gli immigrati, segno della presenza di una popolazione mediamente più giovane. Sugli altri due capitoli ecco un Italia più divisa in due. Nel radicamento sul territorio spiccano tre regioni montane (Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Valle d Aosta) grazie alle buone performance in parametri quali alunni nati in Italia, acquisizione di cittadinanza, promossi al test di italiano; in fondo invece ecco Basilicata, Sardegna e Calabria, penalizzate da una migrazione più recente che limita, di conseguenza, le acquisizioni di cittadinanza e la presenza a scuola di seconde generazioni. Infine nel settore criminalità (che include parametri quali tasso di delittuosità degli stranieri o il trend) il Mezzogiorno si prende una rivincita (con Molise, Calabria e Campania in testa) grazie soprattutto al basso numero di detenuti stranieri sul totale della popolazione penitenziaria (tra il 1 e il 15% contro il 5% rilevato al Nord) o il calo del tasso di delittuosità dal 27 al 211. Ma è probabile che anche in questo ambito (la criminalità) siano ancora i fattori economici, l appealing di un territorio o l efficienza della giustizia a calamitare o scoraggiare fenomeni delittuosi. 24ZAMPE Guido Minciotti Domenico Rosa Caldo e animali, allarme per uova e miele Oltre che far diminuire la produzione di latte, il caldo torrido ha ridotto anche quella di uova e miele: danni per 2 milioni L «inserimento» sul territorio NEL PIATTO Fernanda Roggero Le lettere vanno inviate a: Il Sole-24 Ore "Lettere al Sole-24 Ore" Via Monte Rosa, 91 9 Milano includere per favore nome, indirizzo e qualifica Non solo champagne, British Airways serve vini inglesi La compagnia di bandiera inglese in prima classe non offre solo champagne ma lancia anche bollicine e vini fermi made in Britain LA CLASSIFICA FINALE Indice di integrazione e popolazione straniera residente nelle regioni italiane Indice di integrazione Popolazione straniera Lazio 117, Lombardia 16, Veneto 11, Piemonte 1, Toscana 98, Friuli V. G. 98, Emilia R. 97, Molise 93, V. d'aosta 89, Abruzzo Fonte: Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su fonti varie Popolazione Indice di integrazione straniera Campania 87, Marche 84, Basilicata Umbria 83, Sicilia 83, Liguria 8, Trentino A.A. 78, Sardegna 77, Calabria 76, Puglia 74, Italia LE CLASSIFICHE DI TAPPA Le prime e le ultime regioni nelle classifiche relative alle sei aree tematiche utilizzate per costruire l indice regionale di integrazione MERCATO DEL LAVORO Prime 3 regioni Lombardia 126,7 Lazio 122,6 Molise 118, Ultime 3 regioni Abruzzo 53,5 Marche 51,5 Calabria 19, SANITÀ Prime 3 regioni Lombardia 126,3 Basilicata 125,4 Veneto 119,9 Ultime 3 regioni Puglia 63,3 Liguria 59,1 Sardegna 5,7 CONTRIBUTO ECONOMICO Prime 3 regioni Lazio 143,3 Toscana 132,5 Lombardia 128,4 Ultime 3 regioni Puglia 41,8 Calabria 39,3 Basilicata 2,7 ISTRUZIONE Prime 3 regioni Valle d'aosta 165,6 Lazio 149,2 Sardegna 123,3 Ultime 3 regioni Lombardia 75,5 Molise 74,6 Liguria 72, CRIMINALITÀ Prime 3 regioni Molise 148,6 Calabria 141, Campania 131,5 Ultime 3 regioni Liguria 62,3 Valle d'aosta 6,8 Trentino A. A. 33,8 RADICAMENTO TERRITORIALE Prime 3 regioni Piemonte 126, Friuli V. G. 123,4 Valle d'aosta 115,2 Ultime 3 regioni Calabria 58,1 Sardegna 49,7 Basilicata 42,4 Commenti e inchieste 15 La biblioteca di GIORGIO DELL ARTI Giaime Pintor «mediocre partigiano» Partigiano. «La guerra ha distolto materialmente gli uomini dalle loro abitudini, li ha costretti a prendere atto con le mani e con gli occhi dei pericoli che minacciano i presupposti di ogni vita individuale, li ha persuasi che non c è possibilità di salvezza nella neutralità e nell isolamento. ( ) Gli italiani sono un popolo fiacco, profondamente corrotto dalla sua storia recente, sempre sul punto di cedere a una viltà o a una debolezza. Ma essi continuano a esprimere minoranze rivoluzionarie di prim ordine: filosofi e operai che sono all avanguardia d Europa. ( ) Quanto a me, ti assicuro che l idea di andare a fare il partigiano in questa stagione mi diverte pochissimo; non ho mai apprezzato come ora i privilegi della vita civile e ho coscienza di essere un ottimo traduttore e un buon diplomatico, ma secondo ogni probabilità un mediocre partigiano. Tuttavia è l unica possibilità aperta e l accolgo. Se non dovessi tornare non mostratevi inconsolabili. Una delle poche certezze acquistate nella mia esperienza è che non ci sono individui insostituibili e perdite irreparabili. ( )» [Giaime Pintor, Lettera al fratello, Napoli, 28 novembre 1943]. Lettera. Questa lettera girò dattiloscritta nel periodo dell occupazione tedesca per mano di amici. Fu pubblicata per la prima volta in un opuscolo commemorativo (In memoria di Giaime Pintor, Torino, Einaudi, 1946). Il 29 novembre prima di partire Giaime vi aggiunse un biglietto affettuoso per la mamma e le sorelle. Ferruccio Parri, capo partigiano e Presidente del Consiglio dei Ministri dal giugno al dicembre 1945, l ha definita «il documento forse più bello e più alto» della Seconda guerra mondiale. Mina. Giaime Pintor, dilaniato da una mina il 1 dicembre Aveva 24 anni. Morti. Morti italiani durante la guerra: in media 25 al giorno. Alt. Una volta, sotto i portici di Piazza Esedra seduto al tavolino di un bar con l amica Filomena, Giaime assistette all assassinio di un uomo che, avvistati tre militari tedeschi, decise di fuggire e di non fermarsi. «Se fosse riuscito a inoltrarsi nel portico e a proseguire la sua fuga mescolandosi ai passanti che vi si erano fermati a osservare la scena, forse l avrebbe fatta franca; solo, non aveva previsto che fra l Alt! intimatogli dal maggiore, che ora sì l aveva sentito e si era girato, e la raffica partita dall arma di uno dei due soldati, potesse passare un tempo così maledettamente breve, non più di un paio di secondi». Ritornello. Ritornello dei militari americani sugli italiani: italian no better workers than soldiers. Napoli. Napoli, quando vi arrivò Pintor, da volontario: niente acqua, gas e luce; la rete fognaria ferma; quasi introvabili i generi alimentari di prima necessità; nessun trasporto pubblico, ne telefonico o telegrafico. Bombardamenti da ogni parte: dall aria gli Alleati, da terra i tedeschi. Mine ovunque. Stato. Giaime Pintor a un vecchio amico di famiglia, un preside: «Il vecchio stato in cui lei ha fatto i capelli bianchi e io sono cresciuto, la monarchia che ha aperto la strada alla dittatura e accettato la guerra, l apparato legislativo e la magistratura asserviti al regime, sono ormai talmente screditati agli occhi della maggioranza degli italiani, che è come se non esistessero già più. Al loro posto, avvertiamo solo un odore di morte e un grande vuoto, certificato dalla precipitosa fuga notturna, metà diserzione e metà operetta, del re, del suo primo ministro, di quasi tutti i membri del governo e di tutti, dico tutti, i capi di Stato Maggiore». Notizie tratte da: Carlo Ferrucci, La mina tedesca. Il vero romanzo di Giaime Pintor, Tra le righe libri, pp. 23, 12,75 euro PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 ORE S.p.A. SEDE LEGALE - DIREZIONE E REDAZIONE: via Monte Rosa, 91-9 Milano - Tel Fax AMMINISTRAZIONE: via Monte Rosa, 91-9 Milano REDAZIONE DI ROMA: piazza dell Indipendenza 23b/c Tel Fax PUBBLICITÀ: Il Sole 24 ORE S.p.A. - SYSTEM DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE: via Monte Rosa, 91-9 Milano Tel Fax Copyright Il Sole 24 ORE S.p.A. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici o meccanici quali la fotoriproduzione e la registrazione. 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17 Lunedì 27 Luglio 215 IL GIORNALE DEI PROFESSIONISTI 24NormeTributi AGEVOLAZIONI Irap, senza dipendenti il credito è a ostacoli Giorgio Gavelli u pagina 18 EDILIZIA Le indicazioni delle autonomie sugli oneri straordinari Raffaele Lungarella u pagina 23 LA SETTIMANA DI NORME & TRIBUTI LUNEDÌ: Edilizia e ambiente, Il merito, Autonomie locali e Pa MARTEDÌ: Condominio MERCOLEDÌ: Diritto dell'economia GIOVEDÌ: Giurisprudenza / Il merito VENERDÌ: Incentivi e agevolazioni Jobs act. Si ampliano i settori nei quali possono essere introdotte modifiche alla disciplina generale dei singoli istituti Più forza ai contratti aziendali Riconosciuta al secondo livello la stessa valenza giuridica degli accordi nazionali L AGENDA DEL PARLAMENTO A CURA DI Roberto Turno Decreti legge su enti locali e fallimenti al Senato,riforma della Rai al primo giro di boa sempre a palazzo Madama, processo penale verso l'aula alla Camera, legge sulla concorrenza al voto degli emendamenti in commissione. Il Parlamento si prepara allo stop estivo (dal 7 agosto) con un calendario fitto di appuntamenti e con una possibile raffica di voti di fiducia. L'agenda del Governo fa tappa all'autunno, con un solo provvedimento che potrà tagliare il traguardo finale: la riforma della Pa al terzo voto del Senato tra sette giorni. Novità rispetto alla settimana precedente PAGINA A CURA DI Alessandro Rota Porta pcontratti collettivi aziendali a tutto campo. Dal lavoro a termine alla somministrazione, dalla modifica delle mansioni al part-time, si sono moltiplicati, con le aperture del decreto legislativo 81/215, gli ambiti nei quali gli accordi di secondo livello possono modificare le regole generali dei singoli istituti. Il decreto che ha riordinato i contratti in attuazione del Jobs act ha quindi aperto un nuovo corso della contrattazione, consentendo alle aziende di adattare le diverse formule alla propria realtà (si veda, da ultimo, «Il Sole 24 Ore» del 22 luglio). Già la legge 92/212, come altri recenti interventi normativi (Dl 76/213 e Dl 34/) avevano lanciato qualche spunto in questo senso ma, in questo caso, la portata è decisamente più ampia perché consente modifiche a diversi aspetti di quasi tutte le forme contrattuali. Tra le pieghe della legge delega 183/ questo obiettivo sembrava essere finito in secondo piano, se si eccettua il campo degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro: qui il legislatore ha individuato negli accordi collettivi la sede in cui ricercare le soluzioni alla gestione delle riduzioni di orario di lavoro, prima di fare ricorso agli strumenti di legge. Stessa valenza dei Ccnl L entrata in vigore del decreto 81/215 vede invece una notevole spinta al contratto collettivo aziendale, aprendo una nuova fase nelle dinamiche contrattuali e nelle relazioni industriali: il punto cruciale è l articolo 51, che mette sullo stesso piano degli accordi nazionali anche gli accordi aziendali (o territoriali), purché sottoscritti delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e nel caso degli accordi aziendali dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria, che acquisiscono così una piena legittimazione negoziale. In sostanza, per le materie indicate nel cosiddetto Codice dei contratti, la contrattazione decentrata non solo non necessita di alcuna delega specifica da parte dei contratti collettivi nazionali ma, addirittura, è sancito il principio generale per il quale questi accordi hanno la stessa valenza giuridica. Vediamo in dettaglio qual è il perimetro entro il quale gli accordi collettivi aziendali possono adottare regole gestionali dei rapporti di lavoro diverse dal regime normale disciplinato dal legislatore. I settori di intervento Il campo di intervento è praticamente a 36 gradi: per il part-time, le intese aziendali possono disciplinare l uso del lavoro supplementare così come le clausole elastiche. Nel campo del lavoro a chiamata, gli accordi possono individuare le esigenze in virtù delle quali si può ricorrere all utilizzo della prestazione lavorativa in modo discontinuo; pressoché totali le modifiche operabili alla regolamentazione di default del contratto a termine e altresì importanti quelle effettuabili nell alveo della somministrazione. Non è invece contenuta nel decreto legislativo 81/215 ma nel decreto legislativo 8/215 (conciliazione dei tempi di vita e di lavoro) la possibilità della contrattazione aziendale di gestire la fruizione del congedo parentale a ore: se prima questa opzione era stata chiarita dal Lavoro (interpello 25/213) attraverso un interpretazione del previgente testo del decreto legislativo 151/21, ora è lo stesso legislatore che ha sancito la legittimazione del livello aziendale a fissare questa disciplina. Solo in via cedevole ovvero quando le disposizioni collettive mancano - si dovranno seguire i criteri di legge (articolo 32 del decreto legislativo 151/21). I meccanismi operativi che riguardano il godimento del congedo parentale, i criteri di calcolo della base oraria e l equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa, possono quindi essere regolamentati anche dai contratti di secondo livello. La realizzazione dei percorsi descritti richiede naturalmente l esistenza o la costruzione di relazioni industriali consolidate, che costituiscano terreno fertile agli accordi. Poteri di deroga I punti sui quali possono essere introdotte modifiche rispetto alla normativa nazionale LA DISCIPLINA DELLE MANSIONI CONTRATTO DI LAVORO PART-TIME CONTRATTO A CHIAMATA CONTRATTO DI LAVORO A TERMINE SOMMINISTRAZIONE CONGEDO PARENTALE A ORE In base alla norma generale, il lavoratore può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore (purché rientranti nella stessa categoria legale) in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore. Le intese aziendali possono individuare ulteriori ipotesi di assegnazione di compiti appartenenti al livello di inquadramento inferiore (nell ambito della stessa categoria). Questa apertura potrebbe essere utile nella gestione delle fasi di crisi e non solo (articolo 3 del Dlgs 81/215) I contratti collettivi aziendali possono disciplinare lo svolgimento di prestazioni supplementari, nei limiti dell orario normale di lavoro. Le stesse intese possono regolamentare l esercizio delle clausole elastiche, con riferimento alla variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa o della variazione in aumento della sua durata, al periodo di preavviso per esercitarle e alla compensazione delle stesse (articolo 6 del Dlgs 81/215) Gli accordi collettivi aziendali, in aggiunta alle ipotesi di utilizzo individuate dalla legge (soggetti con meno di 24 anni, lavoratori con più di 55 anni, Ccnl, attività determinate con Dm) possono disciplinare specifiche esigenze in base alle quali la prestazione lavorativa può essere effettuata in modo discontinuo o intermittente. I contratti collettivi possono stabilire anche la misura della indennità di disponibilità (articoli 13 e seguenti del Dlgs 81/215) Gli accordi aziendali possono allungare la durata massima del rapporto a termine oltre i 36 mesi; individuare le ipotesi di esclusione delle pause di 1 o 2 giorni tra un contratto a termine e il successivo; fissare un diverso limite rispetto a quello legale di contingentamento; determinare i periodi di avvio di nuove attività che consentono di esentare le assunzioni a termine dai «tetti», disciplinare il diritto di precedenza (artt. 19 e seg. del Dlgs 81/215) I contratti aziendali possono modificare il limite legale di utilizzo dello staff-leasing (pari al 2% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1 gennaio dell anno di stipula del contratto); per la somministrazione a termine, le intese aziendali possono definire i limiti quantitativi del ricorso all istituto (articolo 31 del Dlgs 81/215) Spetta a ciascun genitore lavoratore, nei primi 12 anni di vita del bambino, e può essere fruito «a ore», secondo i criteri indicati dall articolo 32 del Dlgs 151/21, in mancanza di una regolamentazione collettiva. Gli accordi aziendali possono quindi regolamentare la disciplina della fruizione a ore (articolo 7 del Dlgs 8/215) Strumenti alternativi Per le intese di prossimità un calo di appeal pprima dell apertura alla contrattazione aziendale operata dal decreto 81/215, le parti che cercavano una declinazione su misura delle regole generali avevano due strade: esercitare la delega sulle materie lasciate dagli accordi collettivi nazionali alla libertà negoziale del secondo livello oppure ricorrere alle intese di prossimità (articolo 8 del Dl 138/211). La linea tracciata dal Codice dei contratti non cancella quest ultima possibilità, ma ne riduce l appetibilità, poiché già la legge consente di operare regolamentazioni ad hoc per la singola realtà imprenditoriale, senza costringere le parti a muoversi nel campo della deroga. Infatti i contratti di prossimità non sono da confondere con gli ordinari contratti di secondo livello (territoriali o aziendali): mentre i primi consentono una deroga molto più ampia poiché possono declinare sia disposizioni di legge che contrattuali (purché non in contrasto con i vincoli comunitari, costituzionali o delle convenzioni internazionali sul lavoro), i secondi possono operare solo nel perimetro di azione che la norma o in via delegata il contratto nazionale conferisce. Le intese di prossimità devono essere animate da obiettivi come maggiore occupazione, incrementi di competitività, gestione delle crisi aziendali e così via. Inoltre devono essere circoscritte agli istituti indicati nell articolo 8 del Dl 138. Poiché parte delle materie (ad esempio la disciplina delle mansioni) può essere gestita da normali intese collettive aziendali, è presumibile che la portata dell articolo 8 si riduca a casi eccezionali. Provvedimento Rivalutazione e ammortizzatori sociali Misure urgenti per gli enti locali e territoriali Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione Giustizia Continuità dei dispositivi di sicurezza e di controllo del territorio Misure urgenti per rifiuti e autoriz. int. ambientale e per gli stabilimenti Ilva di Taranto e Monfalcone Partecipazione all operazione militare Ue nel Mediterraneo centromeridionale DECRETI LEGGE N. atto Scad. Stato dell iter 7 Legge n. 19 pubblicata S lug sulla Gazzetta Ufficiale del 2 luglio 7 All esame dell Assemblea S ago del Senato C ago S ago C321 2 sett C sett 7 Approvato dalla Camera 7 Assegnato alle commis. riunite Affari costituzionali e Difesa del Senato 7 All esame delle commissioni riunite Ambiente e tà prod. della Camera. Il provv. è confluito nel Dl 83 7 Approvato dal Senato DISEGNI DI LEGGE Provvedimento N. atto Stato dell iter Riforma del Senato, del titolo V, abolizione delle Province e del Cnel S 1429B Approvato dalla Camera. All esame in terza lettura alla comm. Affari costituz. del Senato, presentato da (Finocchiaro, Pd) 483 giorni Delega per la riforma della C All esame della comm. Affari Pa - collegato alla manovra 398 costituz. della Senato in terza 215 (Pagliari, Pd) lettura presentato da 475 giorni Misure sanitarie omnibus - S 1324 All esame della comm. Igiene e sanità Ddl Lorenzin (De Biase, Pd) del Senato, present. da 521 giorni Green Economy - colleg. Approvato dalla Camera. All esame a legge Stabilità 215 S 1676 della comm. Ambiente del Senato, (Vaccari, Pd) presentato da 53 giorni Semplificazioni, razionalizzazione e competitività nel sett. agricolo - collegato manovra 215 Delega al Governo per la riforma del processo civile - collegato manovra 215 (Ferranti, Pd) C 3119 C 2953 Approvato dal Senato. All esame della comm. Agricoltura della Camera, presentato da 526 giorni All esame della comm. Giustizia della Camera, presentato da 137 giorni All esame dell assemblea del Riforma della Rai (Buemi, S 188 Aut; Ranucci, Pd) Senato, presentato da 98 giorni Legge annuale sulla All esame delle commissioni riunite concorrenza (Fregolent e C312 Finanze e Att. produttive della Martella, Pd Camera presentato da 118 giorni BUSINESS SCHOOL Formazione LEZIONI DAL 12 OTTOBRE Le borse di studio al Master tributario Ultimi giorni per candidarsi alle borse di studio che prestigiosi studi tributari nazionali e internazionali metteranno a disposizione per l edizione del Master Tributario del Sole 24 Ore. La 21esima edizione inizierà a Milano il 12 ottobre. Per informazioni e per l invio delle candidature: Build your career

18 18 Norme e tributi Lunedì 27 Luglio N. 25 FISCO Agevolazioni. L utilizzo del bonus del 1% dopo le ultime indicazioni delle Entrate Irap, un credito a ostacoli per chi è senza dipendenti Recupero negato anche con impieghi di breve durata PAGINA A CURA DI Giorgio Gavelli pper i soggetti che, pur essendo dotati di autonomia organizzativa nel senso specificato dalla Corte di cassazione, sono privi di dipendenti, l Irap determinata a decorrere dal 215 ha una aliquota effettiva del 3,51%, ma (solo per le imprese) con una fastidiosa coda da recuperare ai fini Irpef o Ires. Il tutto per effetto del comma 21 dell articolo unico della legge 19/, di cui si è recentemente occupata la circolare 22/E/215 dell agenzia delle Entrate. In realtà, l aliquota nominale con cui calcolare il debito d imposta resta fissata al 3,9%, ma una parte, in misura pari al 1%, verrà restituita, tramite un credito d imposta spendibile (in compensazione) nell anno di presentazione della relativa dichiarazione. Restano, come evidenziato dalla tabella pubblicata in pagina, alcune rilevanti perplessità operative. La storia parlamentare di questa norma (introdotta in sede di maxiemendamento finale alla legge di Stabilità) aiuta a comprenderne la natura e avrebbe potuto (ma così non sta avvenendo) guidarne le interpretazioni operative. Il tax credit, infatti, non è nato come una sorta di sgravio forfettizzato a beneficio di soggetti che, per quanto di piccola dimensione, sono comunque soggetti al tributo regionale, ma rappresenta il modo per evitare che una categoria di contribuenti venisse ingiustamente penalizzata rispetto ad altre. In assenza di correttivi, il passo indietro sulla riduzione generalizzata delle aliquote Irap prevista dal Dl 66/ (ad opera del comma 22 della legge di Stabilità 215) e la sua sostituzione con l integrale deduzione del costo di lavoro dipendente a tempo indeterminato (comma 2) avrebbe, infatti, determinato un aggravio netto d imposta per i soggetti passivi privi di forza lavoro, i quali vengono in qualche modo indennizzati con questo credito d imposta che, sostanzialmente, equivale a una minore aliquota. L equazione, comunque, è imperfetta, sia per i soggetti con dipendenti (per i quali la maggiore aliquota si è riflessa anche sul, mentre la deduzione del comma 2 oltre a non interessare il costo dei lavoratori a tempo determinato ha effetto dal 215), sia per quelli che ne sono privi. Questi ultimi, infatti, hanno visto riesumare l aliquota piena con decorrenza e tramite il modello F24 potranno spendere il credito (determinato sull imposta 215) solo nel 216. Inoltre, stando a quanto chiarito dalle Entrate proprio con la citata circolare 22/ E/215 (paragrafo 6), è sufficiente avere alle dipendenze (anche per pochi giorni) un lavoratore per perdere completamente ogni diritto al bonus, indipendentemente dal fatto che l assunzione riguardi un contratto a tempo determinato. Si tratta di discrasie ampiamente messe in luce dalla dottrina (tra cui Assonime, circolare 7/215), ma che non hanno ancora trovato una soluzione. Dal lato soggettivo, il credito non è riservato a professionisti e piccole imprese, ma a tutti i contribuenti Irap che determinano il valore della produzione secondo le regole poste dagli articoli da 5 a 9 del Dlgs 446/97. Anzi, poiché i cosiddetti autonomi senza dipendenti normalmente si considerano non soggetti al tributo regionale, saranno proprio le società (immobiliari, holding, e così via) e gli enti commerciali FOCUS Il boomerang sulle assunzioni Come rilevato dalla circolare di Confindustria del 23 dicembre, la misura potrebbe disincentivare l assunzione in tutti i casi in cui le deduzioni Irap legate ai costi di lavoro dipendente si presentino inferiori al credito d imposta. Si pensi a una piccola società di servizi che sta decidendo se assumere il primo impiegato a tempo determinato: ora deve mettere in conto la perdita del credito d imposta, senza poter fruire in caso di assunzione di deduzioni apprezzabili. A meno che, anche per altri motivi (tra cui lo sgravio contributivo), non si opti per un contratto a tempo indeterminato. privi di personale a fruire del credito. Gli enti non commerciali (che determinano il Vap secondo il successivo articolo 1) sono letteralmente esclusi, anche se in passato, in presenza di una formulazione analoga, le disposizioni sono state ritenute applicabili agli enti che determinano l Irap nei modi ordinari e proporzionalmente all attività commerciale eventualmente esercitata. Come anticipato, l inciso «non si avvalgono di lavoratori dipendenti» è stato tradotto dalle Entrate in modo molto letterale, escludendo qualunque rapporto di lavoro subordinato, anche per un solo giorno nel periodo d imposta. Ciò non toglie, tuttavia, che il tax credit vada riconosciuto a chi si avvale esclusivamente di collaboratori (a progetto od occasionali), amministratori (indipendentemente se professionisti o meno), associati in partecipazione (anche di solo lavoro, per quanto in via di estinzione per le norme attuative del Jobs act) e collaboratori familiari. Passando al calcolo, il comma 21 della legge 19/ commisura il credito al 1% dell Irap lorda. Questa grandezza nel modello Irap è riportata alla colonna 8 del quadro IR, prima di sottrarre le eventuali detrazioni stabilite con legge regionale, le eccedenze precedenti, gli acconti versati e i crediti d imposta (tra cui anche quello derivante dalla trasformazione delle eccedenze Ace di cui all articolo 19, comma 1, lettera b), Dl 91/). Le certezze e i dubbi da chiarire IL CASO I CHIARIMENTI GIÀ INTERVENUTI... Il credito d imposta spetta anche alle società di capitali e agli enti commerciali senza dipendenti? Cosa si intende ai fini del credito d imposta Irap per soggetti «che non si avvalgono di lavoratori dipendenti»? Come comportarsi se l impresa è priva di dipendenti solo per una parte del periodo d'imposta? E se il periodo d imposta è inferiore all'anno? Il credito d imposta è imponibile ai fini delle imposte dirette e della stessa Irap? Va considerato come una sopravvenienza attiva da assoggettare a tassazione? Il credito inciderà sulla quota di Irap deducibile ai fini Ires e Irpef ai sensi degli articoli 2 del Dl 21/211 e 6 del Dl 185/28?. E QUELLI MANCANTI Cosa significa che il credito è commisurato all imposta lorda? Cosa occorre aggiungere all imposta versata per ottenere questa grandezza? Come si deve comportare una società di capitali che ha solo un amministratore e nessun dipendente? Cambia se l amministratore percepisce il compenso con cedolino o con fattura? Una impresa familiare che non ha dipendenti può fruire del credito d'imposta previsto dalla Legge di stabilità? È possibile utilizzare il credito d' mposta maturato nel 215 in compensazione già dal 16 gennaio 216? Il credito d imposta spetta ad un ente non commerciale privo di dipendenti? La risposta cambia se si esercita anche una attività commerciale? LA SOLUZIONE Sì, l agevolazione non è riferita ai soli professionisti o alle imprese individuali, ma a tutti i contribuenti che determinano l Irap secondo gli articoli da 5 a 9 del Dlgs 446/1997 La norma non lo specifica. Per l agenzia delle Entrate (circolare 22/E/215) il soggetto non deve avvalersi in alcun modo di personale dipendente, a prescindere dalla tipologia contrattuale adottata (tempo determinato/indeterminato) Sul primo questo, l Agenzia (circolare 22/E/215) ha negato qualunque possibilità di ragguaglio: il credito non spetta. Circa il secondo quesito, poiché il credito è commisurato all imposta, e quest ultima risente già della durata del periodo, si ritiene che non vada calcolato alcun pro rata Purtroppo, il legislatore non ha specificato l'irrilevanza di questo credito ai fini impositivi. Nonostante l Agenzia abbia sostenuto (circolare 6/E/215) che il credito costituirebbe sopravvenienza attiva imponibile (solo per le imprese), diversi elementi interpretativi rendono questa risposta opinabile Premesso che la deduzione collegata alle spese per il personale dipendente non è quasi mai applicabile, la deduzione ai fini Irpef/Ires del 1% in presenza di oneri finanziari nella base imponibile Irap non è influenzata dal credito d imposta (circolare 22/E/215) Rifacendosi al modello Irap, l imposta lorda è quella determinata prima di sottrarre le eventuale detrazioni regionali, i crediti d imposta (tra cui quello eventualmente derivante dalla trasformazione delle eccedenze Ace), le eccedenze d'imposta e gli acconti versati. Si ritiene che, siccome un amministratore (sia con partita Iva che senza) non è un dipendente della società (tranne casi particolari), il credito d imposta spetti sempre. La fruizione del credito d imposta non dovrebbe essere preclusa dalla presenza di collaboratori a progetto od occasionali ovvero associati in partecipazione di solo lavoro Sì, in questo caso non ci dovrebbe essere alcun dubbio. Anche perché l'impresa, secondo la Corte di cassazione (sentenze 1537/ e 1777/213), è tenuta a versare l Irap, proprio a causa dell'apporto del collaboratore familiare In linea di principio, se a quella data si è in grado di conoscere già il corretto importo del credito d imposta, e nel rispetto di tutti i vincoli posti alla compensazione orizzontale, la risposta è positiva Letteralmente, determinando l Irap ai sensi dell articolo 1 del Dlgs 446/97, scatterebbe sempre l'esclusione. In passato il problema è stato superato riconoscendo la norma applicabile agli enti che applicano l Irap nei modi ordinari, in proporzione all'attività commerciale esercitata La circolare. Cambio di rotta dell Agenzia sui comportamenti del «distaccante» Con il distacco del personale il rimborso diventa rilevante psomministrazione, distacco di personale e accantonamenti. Oltre a fornire alcuni chiarimenti sul credito d imposta, con la circolare 22/E/215 l agenzia delle Entrate ha affrontato i punti più delicati della nuova deduzione Irap residuale (o a tappo ) riguardante (in linea di principio dal 215) il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato (articolo 11, comma 4-octies del Dlgs 446/97). Vediamo le risposte più interessanti. In primo luogo, l Agenzia affronta i casi della somministrazione e del distacco di personale. Nel primo caso, si ritiene che la deduzioni spetti all impresa utilizzatrice a prescindere dalla modalità in cui è articolato il contratto, ma attribuendo rilevanza al rapporto di lavoro sottostante, che lega il somministratore (datore di lavoro) al dipendente. Se quest ultimo rapporto è a tempo indeterminato, la nuova deduzione spetta all impresa utilizzatrice per il periodo di impiego effettivo del personale, a prescindere che il contratto di somministrazione sia a termine o a tempo indeterminato (staff leasing). L Agenzia aggiunge che, in caso di distacco di personale, i costi dei dipendenti assunti a tempo indeterminato e in distacco andrebbero dedotti dall impresa distaccante, «con conseguente rilevanza degli importi spettanti, a titolo di rimborso». La risposta sorprende, in quanto fino ad oggi, l amministrazione (risoluzione 2/DPF/28 e circolare 263/1998) aveva sempre sostenuto una sostanziale neutralità della posizione dell impresa distaccante (che non deduceva i costi, ma non rendeva imponibile i rimborsi) affinché il peso dell imposta ed eventuali benefici (come il cuneo fiscale) si concentrassero sulla distaccataria (risoluzioni 35/E/ e 235/ E/28). La nuova impostazione crea dubbi sul comportamento da tenere per l impresa utilizzatrice, sia in caso di distacco che di lavoro interinale. Per quanto attiene al Tfr e agli altri accantonamenti riguardanti il personale a tempo indeterminato, le risposte dell Agenzia portano alle seguenti conclusioni: 1 le quote Tfr maturate dal 215, MECCANISMO TORTUOSO Per gli sconti riferiti al costo del lavoro è necessario verificare gli accantonamenti operati fino al comprese le rivalutazioni delle quote precedenti, rientrano nella nuova deduzione in esame; 1 gli accantonamenti a fondi per oneri futuri relativi al personale permangono, invece, indeducibili, fino a quando non si verifica l evento che ha determinato lo stanziamento, nel qual caso i costi, anche se relativi a stanziamenti effettuati sino al, entrano a far parte della deduzione di cui al comma 4-octies; 1 per quanto riguarda la deduzione ai fini Ires/Irpef dell Irap versata sul costo del lavoro dipendente, gli accantonamenti (diversi dal Tfr) operati dal 215 sono esclusi dal beneficio, mentre quelli operati (e dedotti) negli esercizi fino al, laddove si manifesti il costo e questo venga dedotto, determinano una variazione in aumento a titolo di sopravvenienza attiva, pari all Irap proporzionale a suo tempo scalata in Unico. Il meccanismo disegnato dall Agenzia è particolarmente complesso e si basa su un assunto che, per quanto coerente con affermazioni passate, non è sorretto dal dato normativo. Nonostante l articolo 5, comma 1, Dlgs 446/97 escluda ai fini del calcolo della base imponibile Irap solo gli accantonamenti rilevati alle voci B.12 e B.13 del conto economico, sin dalla circolare 12/ E/28 le Entrate hanno affermato che anche accantonamenti che, sulla base di corretti principi contabili, trovano collocazione in voci diverse da quelle indicate (come accade per le spese legali, per l indennità suppletiva di clientela e, appunto, per gli oneri relativi al personale), sarebbero comunque indeducibili al momento dello stanziamento, come conseguenza (non prevista dal legislatore) della loro natura estimativa. L effetto è che su queste voci si crea spesso un terzo binario (bilancio, imposte dirette e, appunto, Irap) con una deduzione sganciata dalla rilevazione a conto economico e con notevoli complicazioni anche sulla deduzione dell Irap in Unico, conseguenze che non si avrebbero se si seguisse la regola base della presa diretta dal conto economico voluta dal legislatore. Dichiarazioni Deduzioni differenziate nel modello Unico pquali effetti ha il credito d imposta Irap sulla determinazione dell Ires o dell Irpef del soggetto che ne fruisce? Non è facile rispondere a questa domanda, che deve essere affrontata almeno sotto due diversi aspetti. Attualmente, imprese e professionisti possono (in presenza dei relativi requisiti) dedurre in Unico due diverse quote dell Irap versata: una relativa al costo del lavoro dipendente (ai sensi dell articolo 2 del Dl 21/211); l altra, forfettariamente per il 1%, se alla base imponibile Irap hanno concorso oneri finanziari netti (articolo 6 del Dl 185/28). In merito alla prima deduzione, l attribuzione del credito ai soggetti privi di dipendenti dovrebbe limitare il problema alle altre figure i cui compensi originano la detrazione (amministratori, collaboratori, e così via). Invece, assai più frequente (si pensi alle immobiliari) sarà la situazione in cui, contemporaneamente, si è privi di dipendenti, ma nel conto economico vi sono interessi passivi. In proposito, le Entrate (circolare 22/E/215, paragrafo 7) hanno chiarito che tra le due misure (deduzione e credito d imposta) vi è reciproca indifferenza, nel senso che ognuno di questi importi viene calcolato come se l altro non esistesse, anche se il credito viene usato per compensare nel modello F24 la stessa Irap. Una soluzione condivisibile per semplicità e per analogia rispetto al passato (accadde già tra le due diverse deduzioni, si veda la circolare 8/E/213). Un altro (rilevante) dubbio è stato innescato dal legislatore che ha dimenticato di precisare (come fa quasi sempre, ad esempio, al comma 35 della stessa legge di Stabilità 215) l irrilevanza del credito d imposta ai fini delle imposte dirette e dell Irap. Sulla base si questa assenza, l Agenzia (circolare 6/ E/215, paragrafo 7.1) ha affermato di ritenere che «il provento contabilizzato a conto economico per effetto del riconoscimento del credito d imposta costituisca una sopravvenienza attiva, che concorre integralmente al reddito d'impresa» (e non a quello di lavoro autonomo) ai sensi dell articolo 88 del Tuir. Ciò nonostante, molteplici elementi concorrono a giustificare in via interpretativa una risposta differente. Non solo, infatti, così facendo si riduce fortemente l impatto di questa «misura compensativa» rispetto agli obiettivi per cui è stata introdotta, ma la stessa relazione tecnica accompagnatoria (che calcola puntualmente gli effetti del recupero di gettito della maggiore deduzione Irap sul lavoro dipendente per via della minor deducibilità in Unico) non fa alcuna menzione a quest altro possibile recupero. In questo modo il testo che accompagna la normativa non fa altro che confortare la conclusione che il recupero non sussista, se non altro in quanto correlato ad un costo (l Irap di chi non ha dipendenti) che per la quasi totalità non è stato dedotto. Che, poi, il risparmio (a parità di importi di base) sia maggiore per i professionisti che per le imprese non appare molto razionale. Peraltro, per le imprese, la corretta contabilizzazione del credito in esame (che non è correlata ad alcuna componente di costo diversa dalle imposte) va individuata a diretta deduzione della voce 22) del conto economico del periodo a cui appartiene l imposta che ne determina la spettanza (principio Oic 25): l ipotetica sopravvenienza attiva non è neppure presente a conto economico, costringendo ad una fastidiosa (ed immotivata) variazione in aumento in Unico.

19 Lunedì 27 Luglio N. 25 Norme e tributi 19 FISCO Imposte indirette. La Cassazione riprende le indicazioni della Corte di giustizia Ue sulla possibilità di rettifica dei documenti Fatture false, sì al rimedio-lampo Non è sanzionabile l emittente che corregge l errore evitando effetti sul gettito Per il cessionario. Il limite da osservare La punibilità scatta solo dall utilizzo in dichiarazione A CURA DI Francesco Falcone pchi emette una fattura per operazioni inesistenti ha la possibilità di rimediare se il documento non è stato utilizzato sul piano contabile - ritirandola tempestivamente ed eliminando qualsiasi rischio di perdita di gettito fiscale. A fornire utili chiarimenti in questa materia delicata è stata la Sezione tributaria della Cassazione nella recente sentenza 1939/215. Nel caso esaminato, la Ctr del Veneto, rigettando l appello proposto dall ufficio, aveva ritenuto infondata la pretesa basata su una fattura, emessa e inviata da una società Alfa a una società Beta, non contabilizzata e non seguita da alcuna operazione commerciale. La fattura era stata utilizzata dalla società Beta per conseguire da una banca una anticipazione. La Ctr aveva rigettato le richieste dell ufficio sulla base della assenza di un effettivo utilizzo della fattura. L agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per sostenere che nel caso di fatture per operazioni inesistenti l emittente è, comunque, considerato soggetto passivo e debitore dell Iva liquidata, essendo irrilevante che la fattura sia stata o meno rilasciata al fine di ottenere un anticipazione bancaria. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell Agenzia, pur ribadendo che l obbligo di pagare l Iva per l emittente sorge sulla base della semplice emissione del documento contabile in quanto questo è suscettibile di essere utilizzato a fini fiscali. I giudici, inoltre, hanno ricordato che la pretesa al pagamento dell Iva nei confronti dell emittente di una fattura falsa intende evitare il pregiudizio che altrimenti si verrebbe a determinare per effetto di una detrazione effettuata dal committente/cessionario. La Cassazione, però, ha precisato che sussiste la possibilità di eliminare tempestivamente la fattura totalmente falsa sottraendola al commercio giuridico attraverso un suo annullamento, nonché rettificando gli errori contenuti attraverso la procedura di variazione (articolo 26 del Dpr 633/72) proprio al fine di ripristinare la corrispondenza tra il dato reale e quello immesso nel documento fiscale. La sentenza richiama la giurisprudenza della Corte di giustizia, nella parte in cui è stato ritenuto che l esperimento della procedura di correzione di una fattura emessa per errore diviene superfluo se viene accertato che chi ha emesso la fattura ha in tempo utile eliminato completamente il rischio di perdita del gettito fiscale, recuperando dal destinatario la fattura trasmessagli prima che LA PAROLA CHIAVE False fatturazioni 7La falsa fatturazione indica l'emissione di una fattura che rappresenta una operazione che nella realtà non si è verificata totalmente o parzialmente o che rappresenta corrispettivi maggiori di quelli effettivi (fattura falsa oggettivamente), o che rappresenta una operazione effettiva intercorsa con soggetto diverso da quello indicato (fattura falsa soggettivamente). La legge prevede conseguenze tributarie e penali molto pesanti per chi emette e per chi utilizza fatture e documenti falsi aventi valore probatorio fiscale. quello potesse utilizzarla, oppure pur non avendo potuto recuperare il documento- è riuscito comunque a impedire che la fattura potesse essere portata in detrazione dal destinatario. La sentenza della Cassazione ha evidenziato che il destinatario di una fattura non è legittimato a portare in detrazione l Iva indebitamente fatturata laddove non sussista la corrispondenza tra rappresentazione cartolare e reale operazione economica (e laddove tale corrispondenza non venga ripristinata o ancora non sia possibile ripristinare con la procedura di variazione), fatta salva la buona fede del destinatario (se risulta estraneo alla frode e dimostra di essere stato nella oggettiva impossibilità di avere consapevolezza della frode). Inoltre, ha confermato l obbligo dell emittente di versare l Iva liquidata in fattura tranne che non abbia tempestivamente attivato la procedura di variazione per ripristinare la corrispondenza tra la rappresentazione emergente dalla fattura e la realtà economica. Infine, il giudice di merito può accertare in fatto che l emittente (al di fuori della procedura di variazione o dell annullamento della fattura) non è obbligato a pagare l Iva se ha eliminato definitivamente qualsiasi rischio di perdita del gettito fiscale in tempo utile. A questo proposito la definitiva eliminazione del rischio si ha quando si accerta che la fattura non è stata emessa ai sensi dell articolo 21, comma 1 del Dpr 633/72, cioè quando la fattura erroneamente emessa sia stata tempestivamente ritirata dal destinatario senza che questi ne abbia fatto uso fiscale oppure quando l amministrazione abbia disconosciuto definitivamente il diritto alla detrazione. Caso per caso L EMITTENTE Per chi emette una fattura per operazioni totalmente o parzialmente inesistenti, o per corrispettivi indicati in misura superiore a quella reale, l obbligo di pagare l Iva sorge con l emissione del documento contabile, che si verifica all atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente. L imposta è dovuta per l intero ammontare indicato in fattura IL REATO Il reato di emissione di fatture o altri documenti falsi aventi rilievo probatorio a fini fiscali (quali le autofatture, le schede carburanti, le ricevute fiscali, gli scontrini parlanti, le note di debito e quelle di credito) si consuma nel momento dell emissione, trattandosi di un reato istantaneo. L emissione di più fatture o documenti falsi nel medesimo periodo di imposta si considera come un solo reato IL DESTINATARIO Chi riceve la fattura non è legittimato a portare in detrazione l Iva laddove non sussiste la corrispondenza tra la rappresentazione cartolare e la reale operazione economica, fatta salva in ogni caso la sua buona fede se risulta estraneo all eventuale frode, oppure dimostri di avere adempiuto a tutti gli obblighi formali e di essere stato nella oggettiva impossibilità di avere consapevolezza della frode IN DICHIARAZIONE Commette il reato di dichiarazione fraudolenta chi, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, sottoscrive la dichiarazione indicando elementi passivi fittizi ed inesistenti. Può commettere il reato in esame anche chi, pur non svolgendo attività imprenditoriale o professionale, indica ad esempio spese mediche o altri oneri deducibili supportati da fatture o altri documenti falsi LE CORREZIONI L emittente corregge gli errori in fattura emettendo una nota di accredito a favore del cessionario/committente con la riduzione del prezzo praticata e con applicazione dell Iva. Il cedente annoterà la variazione nel registro degli acquisti, il cessionario la annoterà nel registro fatture. L emittente può ritirare tempestivamente la fattura totalmente falsa se di essa non è stato fatto alcun uso fiscale LA REGISTRAZIONE La sola registrazione di fatture o altri documenti falsi aventi rilievo probatorio a fini fiscali non comporta responsabilità penali, neanche a titolo di tentativo, poiché il sistema penale tributario attuale non punisce le attività prodromiche ma richiede che il documento falso venga utilizzato in dichiarazione al fine di abbassare la base imponibile attraverso l esposizione di elementi passivi fittizi pil legale rappresentante di una società che riceve una fattura falsa e la registra non risponde penalmente del reato di utilizzazione di fatture false se poi non sottoscrive la dichiarazione, che viene sottoscritta da altro legale rappresentante. La terza Sezione penale della Cassazione con la sentenza 2125/215 ha annullato con rinvio una sentenza emessa dalla Corte di appello di Milano che aveva, invece, condannato chi non aveva sottoscritto la dichiarazione (perché non era più legale rappresentante della società) sul presupposto che egli aveva ricevuto e registrato la fattura falsa e aveva così posto in essere una condotta penalmente rilevante. La Suprema Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato secondo il quale il reato di utilizzazione di fatture false in dichiarazione è un reato istantaneo che si perfeziona al momento della presentazione della dichiarazione fraudolenta, non potendosi ipotizzare neanche il tentativo per chi in precedenza ha registrato la fattura falsa. Determinante è l individuazione del legale rappresentante al momento in cui viene presentata la dichiarazione, posto che la disciplina penale tributaria introdotta con il Dlgs 74/2 ha abbandonato il precedente modello prodromico per prendere in considerazione solo il momento della dichiarazione. In questa ottica, la Cassazione molto opportunamente ha richiamato la relazione ministeriale nella parte in cui è stato scritto che l espressa esclusione del tentativo per questo tipo di reato è stata fatta per evitare che il trasparente intento del legislatore di evitare il modello prodromico (che ha caratterizzato la disciplina penale tributaria in vigore fino al 2) venisse vanificato dalla configurabilità di condotte penalmente rilevanti tenute nella fase precedente l utilizzazione delle fatture in dichiarazione. Il problema non riguarda solo le sovrafatturazioni che dovessero essere rilevate e accertate durante un periodo di imposta ancora non scaduto, ma può riguardare anche le sottofatturazioni che dovessero essere riscontrate prima della dichiarazione. Sia il reato di dichiarazione fraudolenta (previsto dall articolo 2) che il reato di dichiarazione infedele (articolo 4) si consumano nel momento in cui viene presentata una dichiarazione. Pertanto quello che accade prima in contabilità (attraverso la registrazione di fatture sovradimensionate o sottodimensionate) non ha rilievo penale poiché fino al momento della dichiarazione c è sempre la possibilità di un ripensamento e di una non utilizzabilità delle fatture false o di una dichiarazione di somme maggiori. Nella sentenza è stato poi affrontato il problema di chi emette diverse fatture false nel medesimo periodo di imposta. Richiamando un orientamento consolidato, la Corte ha ribadito che in questo caso non si deve fare riferimento alla data di commissione di ciascun episodio di emissione di fatture false, ma solo all ultimo. Questo principio non vale se le fatture false vengono emesse in diversi periodi di imposta. IN ESCLUSIVA PER ABBONATI Le sentenze di Cassazioni citate ULTIMO COMMA Indeducibilità tormentata per la quota Ssn sulle auto LE PROPOSTE DEL SOLE di Giorgio Gavelli Una delle novità del modello Unico PF 215 consiste nell indeducibilità integrale del contributo obbligatorio al Servizio sanitario nazionale incluso nel premio assicurativo per la responsabilità civile riguardante i danni causati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti. Le istruzioni al quadro RP in proposito sono molto chiare, recependo quanto previsto dall articolo 12, comma 2- bis, del Dl 12/213. Per le persone fisiche private, si tratta normalmente di un sacrificio contenuto, poiché la rinuncia riguarda la deducibilità dal reddito di poche decine di euro annui. Per consulenti e Caf, qualche fotocopia in meno da tenere nella cartella del cliente. Tuttavia, potrebbe essere sfuggito un particolare. Il citato comma 2-bis sancisce l indeducibilità «ai fini delle imposte sui redditi e dell imposta regionale sulle attività produttive». Questa locuzione differenzia la norma attualmente in vigore da quella vigente per gli anni 212 e 213, la quale (nel fissare l indeducibilità per la parte eccedente i 4 euro) citava espressamente l articolo 1, comma 1, lettera e) del Tuir. Per cui, se prima era chiaro che la forbice del legislatore aveva inciso solo le persone fisiche private, dal periodo d imposta in corso al 31 dicembre appare complesso sostenere che la norma non sia applicabile anche ai veicoli e ai natanti delle imprese e dei professionisti, tanto ai fini Irap quanto ai fini Irpef e Ires. E qui, visto il numero di mezzi coinvolti, il discorso si fa sicuramente più delicato. Una interpretazione piana DALL ANNO L intervento del Dl 12 si presenta come sicuramente applicabile ai mezzi delle imprese e dei professionisti DIVERSA LETTURA Un interpretazione sistematica può far ritenere il costo irrilevante già compreso nell 8% forfettario della norma non lascia molto scampo ad alternative, con il risultato che, ad esempio per le auto disciplinate dall articolo 164, comma 1, lettera b) del Tuir (cioè quelle non rigidamente strumentali e non assegnate in uso promiscuo a dipendenti) imprese e professionisti dovrebbero subire una indeducibilità puntuale (quella del contributo in esame) e una generica, pari al 2% di tutti i restanti costi, con i noti limiti per quanto attiene ad ammortamenti, leasing e noleggi. Una doppia beffa, insomma: non solo l indeducibilità generica comporta l assoggettamento a imposta di una parte del tutto preponderante (e sproporzionata) dei costi di un bene assolutamente imprescindibile nello svolgimento di quasi tutte le attività (l auto) ma, a causa dell indeducibilità puntuale del contributo, questo va anche contabilmente isolato da tutti gli altri costi, al fine di evitare che entri nel plafond su cui si calcola il 2% di deducibilità generica, sommando al sacrificio economico anche quello del tempo necessario a creare e applicare una procedura per porre in essere l ennesimo adempimento. L amarezza della conclusione induce a cercare una diversa lettura, in grado, se possibile, di evitare questa inutile complicazione non solo per le auto aziendali (anche di agenti e rappresentanti di commercio) o professionali, ma anche per quelle strumentali o date in utilizzo promiscuo a dipendenti, collaboratori ed amministratori. Torna alla mente che, commentando l articolo 2, comma 36-quaterdecies del Dl 138/211 (la norma che rende indeducibili i costi dei beni dell impresa concessi in godimento a soci o familiari dell imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del godimento) l agenzia delle Entrate (circolare 24/E/212) specificò che tale indeducibilità trovava una deroga per i beni per i quali il Tuir prevede già una limitazione ad hoc, come appunto i veicoli disciplinati dall articolo 164. Commentando la limitazione alla deducibilità degli oneri finanziari di cui all articolo 96 del Tuir, la stessa Agenzia negò l applicabilità di questa disposizione agli interessi derivanti da prestiti correlati all acquisto di veicoli, affermando che «qualunque componente negativo sostenuto relativamente ai veicoli di cui all articolo 164 deve essere assoggettato esclusivamente alla disciplina di tale articolo». Ciò in considerazione del carattere speciale della disciplina in questione, tale da applicarsi in relazione a tutti i costi dei veicoli «indipendentemente dalla loro specifica natura» (circolare 48/E/1998). Imprese e professionisti si augurano a questo punto una interpretazione coerente con il passato. GUIDA /1 Durc online, istruzioni per l uso Dal 1 luglio 215, data di entrata in vigore del decreto interministeriale 3 gennaio 215, la verifica della regolarità contributiva nei confronti dell Inps, dell Inail e delle Casse edili avviene con modalità esclusivamente telematiche e in tempo reale, indicando il solo codice fiscale del soggetto da verificare. La Guida operativa del Sole 24 Ore analizza gli adempimenti richiesti, definisce i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica e fornisce indicazioni operative Dal 2 luglio in edicola con Il Sole 24 Ore a 9,9 euro in più GUIDA /2 Conciliazione vita e lavoro Nell istituto della conciliazione vita-lavoro confluiscono tutte le misure a tutela e sostegno della maternità e della paternità (e delle adozioni). La Guida del Sole 24 Ore, mettendone in risalto tutti gli aspetti più strettamente operativi, analizza il quadro vigente di questa sorta di macrocategoria del diritto del lavoro così come ridisegnata dal legislatore del Jobs Act con il Dlgs 8/215 9,9 euro più il prezzo del quotidiano - In edicola dal 16 luglio APPROFONDIMENTO ONLINE Pubblicazioni, corsi e convegni

20 2 Norme e tributi FISCO E SENTENZE Accertamento. Respinte in due gradi di giudizio le tesi dell ufficio che contestava un conferimento con successiva fusione Il Registro al riparo dal «37 bis» La presenza di valide ragioni economiche contraddice l ipotesi dell abuso di diritto Lunedì 27 Luglio N. 25 Cessioni. Prevalenza della sostanza sulla forma Per l Iva intra-ue l iscrizione al Vies non è vincolante Dario Deotto pai fini dell imposta di registro non può trovare applicazione la (presunta) norma antielusiva generale di cui all articolo 37-bis del Dpr 6/1973. Inoltre, la presenza di valide ragioni economiche non può determinare situazioni né di elusività né di abuso del diritto. È questo, in sostanza, il contenuto della sentenza 3153/5/215 della Commissione tributaria regionale della Lombardia, depositata il 9 luglio scorso (presidente Pezza, relatore Bonavolonta). La vicenda riguarda il classico conferimento di ramo d azienda con successivo trasferimento di partecipazioni a cui ha fatto seguito, in questo caso, una fusione per incorporazione. L agenzia delle Enrtate ha riqualificato i diversi atti, in base all articolo 2 del Dpr 131/1986 (imposta di registro): in particolare, è stato riqualificato in cessione d azienda il conferimento del ramo aziendale e il successivo trasferimento di partecipazioni. Sia nel primo che nel secondo grado di giudizio l operato dell ufficio è stato tuttavia disatteso da parte dei giudici. Per la Commissione tributaria regionale, in particolare, non si può realizzare alcuna ipotesi elusiva anche in considerazione del fatto che, nel caso di specie, vi erano a monte delle valide ragioni economiche a supporto delle operazioni effettuate. Si può dire che sulla vicenda della latitudine dell articolo 2 del Dpr 131/1986 vi è più di qualche incomprensione. Secondo la norma, l imposta di registro è applicata secondo l intrinseca natura e gli effetti giuridici degli atti presentati alla registrazione, anche se non vi corrisponde il titolo o la forma apparente. La norma ha una sua storia risalente, visto che nasce, addirittura, con l articolo 7 della legge 585 del 21 aprile 1862, poi successivamente confermato con l articolo 8 del regio decreto 3269 del 3 dicembre Infatti, l attuale previsione dell articolo 2 del Dpr 131/1986 deriva proprio da questa storia e, in particolare, dal fatto che negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso si volevano considerare anche gli effetti economici degli atti portati alla registrazione. Proprio per disattendere queste tesi, ora la norma chiaramente prevede che occorre considerare gli effetti giuridici degli atti e, quindi, non quelli economici. In Francesco Falcone pnel caso in cui sia stata presentata una domanda di variazione catastale entro il 3 settembre 211, al fine di ottenere il riconoscimento del requisito di ruralità dei fabbricati, gli effetti della variazione retroagiscono al 1 gennaio 26 comportando, pertanto, l esclusione dall Ici a far tempo dall anno d imposta 26. A dirlo è stata la Ctr Lombardia, sezione staccata di Brescia (presidente e relatore Montanari) con la sentenza 3249/67/215. Una azienda agricola, svolgente l attività di allevamento di galline ovaiole, ha impugnato gli avvisi di accertamento Ici con i quali l ente locale competente le ha contestato ai fini Ici, per gli anni 26 e 27, una omessa e infedele denuncia di fabbricati posseduti per non avere il requisito di ruralità che avrebbe consentito l esenzione di imposta. In particolare per l amministrazione comunale l immobile destinato all allevamento risultava classato sotto la categoria D8, mentre l abitazione del lavorante risultava classata sotto la categoria A/3 e C/4, difettandone, in tal senso, il requisito previsto dalla legge dell asservimento a un fondo di adeguate dimensioni. La Ctp di Mantova ha rigettato il ricorso della contribuente basando il proprio convincimento su un orientamento della Cassazione, in base al quale sono esclusi dall Ici solo i fabbricati iscritti in catasto come rurali, con attribuzione della categoria A/6 (per le unità abitative) e D/1 (per le costruzioni strumentali all'attività agricola). Categorie, queste, che per i giudici di primo grado non aveva la ricorrente. Tributi locali. La richiesta di variazione catastale produce effetti retroattivi nei cinque anni che precedono la presentazione Fabbricati rurali, basta la domanda per evitare l Ici Contro questa decisione ha proposto appello la contribuente facendo presente, oltretutto, che gli avvisi di accertamento dovevano comunque essere annullati in quanto l azienda agricola aveva presentato in data 29 settembre 211 domanda di variazione catastale dei fabbricati rurali, così come prevista dall articolo 7, comma 2 bis (semplificazione fiscale), del Dl 7/211 e invocando, pertanto, l efficacia retroattiva relativa ai cinque anni precedenti alla presentazione della predetta domanda. La Ctr ha dato ragione alla LA PAROLA CHIAVE Abuso del diritto 7Si ha abuso del diritto quando si utilizza in modo distorto un diritto di modo da conseguire un vantaggio che, in realtà, quel diritto non darebbe. Questo vale anche in ambito tributario: si realizza abuso del diritto nel diritto tributario quando si pongono in essere delle operazioni perfettamente lecite dalle quali si ritrae un vantaggio fiscale illegittimo. Si può dire che l abuso del diritto in ambito fiscale inizia dove finisce il legittimo risparmio d'imposta e non si è in presenza di fattispecie riconducibili all evasione. contribuente. In particolare i giudici di secondo grado, operando una ricostruzione tecnico-sistematica delle norme relative all istituto (ai sensi del combinato disposto dell articolo 2, Dl 12/213 entrato in vigore il 3 ottobre 213, e del citato articolo 7 comma 2-bis, così come convertito con modificazioni dalla legge 16/211) hanno fatto presente che: le domande di variazione catastale presentate in base a questa normativa e l inserimento dell annotazione negli atti catastali producono gli effetti previsti per il riconoscimento tutto questo, comunque, l abuso del diritto e l elusione non c entrano proprio nulla. Si può riconoscere, infatti, all articolo 2 dell imposta di registro la possibilità di riqualificare l atto o gli atti (considerando anche eventuali concatenazioni ) per individuare l esatta natura giuridica rispetto a quella inesatta, oppure utilizzata erroneamente o artatamente. Ma questo nulla ha a che vedere con la possibilità di riconoscere la presunta valenza economica o, addirittura, l abuso o l elusione. Quanto al fatto che nella sentenza della Ctr si parli di valide ragioni economiche e per di più ai fini dell imposta di registro questo porta un po più di sconforto. Vi è comunque sollievo per il fatto che la nuova norma in arrivo sull abuso del diritto - che sarebbe tendenzialmente inutile (visto che l abuso inizia dove finisce il diritto) - può almeno risolvere vicende come queste, facendo comprendere che l abuso è un principio di portata generale e, quindi, riguarda anche l imposta di registro. Essendo un principio generale, non è pensabile ammettere che per un comparto impositivo (imposte sui redditi) il conferimento d azienda e il successivo trasferimento delle partecipazioni non costituisca abuso del diritto (elusione), mentre le medesime operazioni risultino abusive per l imposta di registro. IN ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI Le sentenze commentate in pagina del requisito di ruralità a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda. Per questo motivo, avendo la contribuente presentato la domanda di variazione catastale prima del 3 settembre 211, gli effetti della variazione per la Ctr retroagiscono al 1 gennaio 26 confermando, a far tempo da tale data, la ruralità dei fabbricati in oggetto e dunque a far tempo dall anno di imposta 26 la loro esclusione dall Ici. Si segnala, infine, che proprio l entrata in vigore del citato articolo 2, in data successiva al deposito della sentenza, ha giustificato la compensazione delle spese del giudizio. Ferruccio Bogetti Gianni Rota pla mancata iscrizione del soggetto acquirente estero al sistema europeo di scambio dati sull Iva (Vies) non comporta automaticamente il pagamento dell Iva in Italia. Intanto basta che il cessionario estero documenti di aver avviato l iter per ottenere la partita Iva perché la norma europea guarda più la sostanza che la forma. Poi al fine di evitare il doppio pagamento dell imposta tocca all amministrazione italiana provare che le merci vendute all estero non hanno pagato l Iva, anche nel caso in cui l acquirente ha cancellato retroattivamente la partita Iva. Così si è espressa la sentenza 2112/28/15 della Ctr Lombardia (presidente Malaspina, relatore Pellini). Sulla scorta di un Pvc formato dalle Dogane l amministrazione contesta nel 28 a una Srl la mancata corresponsione dell Iva su due cessioni di merce avvenute nel 26 a favore di una società spagnola. Per l Erario la società acquirente risulta essere sconosciuta al Vies, è sprovvista di partita Iva e quindi le vendite intracomunitarie vanno considerate come avvenute in ambito nazionale con conseguente imponibilità ai fini Iva. La società contesta il recupero fiscale e nel ricorso introduttivo evidenzia due profili: e la cessionaria ha avviato l iter per ottenere la partita Iva presso l amministrazione spagnola e quindi entrambe le operazioni intracomunitarie sono da considerasi regolari; r l anticipata cessazione dell'attività effettuata dalla società spagnola a cavallo tra la vendita della merce e l attribuzione della partita Iva non le ha neppure consentito la rettifica dell operazione con il modello Intra-ter. Resiste l amministrazione e chiede il pagamento dell Iva sulle cessioni per due motivi: 1 il soggetto cessionario spagnolo indicato nella fattura risulta essere sconosciuto al Vies e la sua partita Iva è inesistente; 1 l effettività delle operazioni non è stata provata e quindi le stesse vanno riqualificate come nazionali con obbligo del versamento della maggiore imposta. La Ctp dà ragione alla società in base alla giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue in quanto la non imponibilità Iva della cessione intracomunitaria non può essere disconosciuta se la cessionaria ha cancellato la propria partita Iva dopo l effettuazione dell'operazione. L ufficio allora ricorre in appello, ma la Ctr lo respinge per due motivi: 7 il mancato perfezionamento dell iscrizione al Vies non fa venire meno lo status di soggetto passivo Iva dell operatore comunitario se questo documenta l avvio dell iter autorizzativo per ottenere la partita Iva, così come è avvenuto nel caso specifico laddove la società ha dimostrato la sussistenza dei requisiti sostanziali per godere della non imponibilità Iva nella cessione delle merci alla ditta spagnola e il loro rispetto nell applicazione della normativa europea prevale sempre rispetto ai requisiti formali; 7 in caso di cancellazione anche retroattiva della partita Iva dell acquirente avvenuta dopo la cessione dei beni, l amministrazione italiana se pretende l Iva deve provare che nel paese di destinazione non è stata scontata l imposta. Società estinte. Responsabilità definite Ex-soci e liquidatore: l avviso è legittimo Rosanna Acierno pè legittimo l atto impositivo emesso dall ufficio nei confronti di una società cancellata dal registro delle imprese e intestato al liquidatore e ai soci, non in qualità di legali rappresentanti della società estinta, ma in virtù delle loro responsabilità nella misura in cui abbiano ricevuto somme sulla base del bilancio finale di liquidazione (articolo 2495 del codice civile). L amministrazione finanziaria può, infatti, rivalersi sul liquidatore e sui soci di una società cancellata dal registro delle imprese e, dunque, estinta, solo però nei limiti di quanto percepito da ciascun socio in base al bilancio finale di liquidazione. Sono queste le principali conclusioni cui è giunta la Ctp di Vicenza, con la sentenza 576/9/15 depositata il 1 luglio 215 (presidente Lippiello, relatore Mazzucato). La questione trattata dai giudici vicentini è di estrema attualità giacché, recentemente, l articolo 28, comma 4 del Dlgs 175/ ha previsto che, per cinque anni dalla richiesta di cancellazione dal registro delle imprese, nei confronti degli enti impositori e previdenziali, sono validi gli atti impositivi e del contenzioso intestati in capo alla società estinta. Anche se, per ultima, la Corte di cassazione, contrariamente a quanto sostenuto dall agenzia delle Entrate con la circolare 6/E del 215, ha statuito che tale disposizione ha natura sostanziale e, come tale, non può essere applicata retroattivamente. Pertanto, l emissione degli avvisi di accertamento in questione è possibile solo in capo alle società la cui richiesta di cancellazione dal registro delle imprese è stata presentata dal 13 dicembre, data di entrata in vigore del Dlgs 175/ (Cassazione 6743/215). La pronuncia dei giudici vicentini trae origine da diversi avvisi di accertamento emessi dall ufficio per debiti tributari di una società cancellata dal registro delle imprese, ma intestati agli ex soci e al liquidatore. Questi atti venivano impugnati dai contribuenti dinanzi alla Ctp di Vicenza, chiedendone, tra l altro, la nullità perché relativi a obbligazioni tributarie dovute da una società cancellata dal registro delle imprese e, dunque, ormai estinta e priva di personalità giuridica e legittimazione passiva. Riuniti i ricorsi, gli atti impositivi venivano parzialmente accolti dai giudici vicentini. In particolare, in merito all eccezione di nullità degli atti perché relativi a società estinta, la Ctp di Vicenza ha precisato che sono validi gli accertamenti emessi nei confronti di ex soci e liquidatori di società estinte in virtù della responsabilità loro attribuibile per le obbligazioni sociali non assolte e nei limiti di quanto percepito da ciascuno in base al bilancio finale di liquidazione. Pertanto, è da ritenersi corretto il comportamento dell ufficio che ha intestato gli atti impositivi impugnati al liquidatore e ai soci (e non alla società) poiché si basano sulle azioni di responsabilità che possono essere avviate nei confronti dei predetti soggetti in caso di obbligazioni sociali non soddisfatte e/o di mancato pagamento dei debiti sociali per colpa del liquidatore e/o per avvenuta riscossione da parte dei soci di somme in base al bilancio finale di liquidazione (come previsto dagli articoli 2495 del codice civile e 36 del Dpr 62/73). Avviso ai partecipanti a fondi comuni gestiti da Amundi SGR S.p.A. Amundi SGR S.p.A. Piazza Cavour, Milano amundi.com/ita Si rende noto che il CdA della SGR ha approvato alcune modifiche ai regolamenti degli OICVM gestiti volte a: A. con riferimento a tutti i fondi: (i) individuare nel sito internet della SGR la fonte di riferimento per la pubblicazione del valore della quota e delle eventuali modifiche regolamentari; (ii) adeguare il testo del regolamento al nuovo impianto delle definizioni del D.Lgs. n.58/1998 (TUF) e del Provvedimento della Banca d Italia del 19 gennaio 215; (iii) aggiornare talune informazioni anagrafiche relative alla SGR; (iv) recepire il subentro di State Street Bank GmbH Succursale Italia a State Street Bank SpA come soggetto Depositario del fondo, in conseguenza della fusione per incorporazione di State Street Bank SpA in State Street Bank GmbH. B. con riferimento al Regolamento Unico Fondi Amundi, oltre alle modifiche di cui al punto A: (i) prevedere l emissione di un ulteriore categoria di quote (quote di Classe A ) per Amundi Obbligazionario Breve Termine, Amundi Obbligazionario Obiettivo Cedola, Amundi Più e Amundi Flessibile destinata a Investitori Professionali di diritto (ex art. 6 comma 2-quinquies e 2-sexies del TUF); (ii) prevedere la sottoscrizione del fondo presso la sede della SGR esclusivamente per gli Investitori Professionali; (iii) prevedere la possibilità per la SGR di attivare un servizio on line che consenta al partecipante di ricevere comunicazioni dalla SGR mediante tecniche di comunicazione a distanza; C. con riferimento al fondo Amundi Corporate 3 Anni, oltre alle modifiche di cui al punto A: (i) ridenominare il fondo in Amundi Armonia; (ii) rimodulare l oggetto e la politica di investimento non più fondata su una durata prestabilita del fondo, in linea con l obiettivo di mantenere bassa la volatilità del valore della quota, in un orizzonte di breve periodo; (iii) distribuire annualmente ai partecipanti fino al 1% (anziché almeno il 3%) dei proventi. Le modifiche regolamentari di cui alle lettere A e B ed al punto (i) della lettera C entreranno in vigore dal 3 agosto 215. Le modifiche regolamentari di cui ai punti (ii) e (iii) della lettera C entreranno in vigore dal 7 settembre 215, decorsi almeno 4 giorni dalla presente pubblicazione. I testi aggiornati dei Regolamenti, disponibili sul sito internet della SGR, saranno forniti gratuitamente ai partecipanti che ne faranno richiesta. Direzione e coordinamento Amundi S.A. - Socio Unico - Cap. Soc i.v. C.F., P.IVA e iscr. Reg. Imprese di Milano Aderente al Fondo Nazionale di Garanzia e Iscritta all Albo delle SGR (n. 4 sez. Gestori di OICVM e n. 15 sez. Gestori di FIA) SOCIETÀ 3. Il voto plurimo agita le società di Claudia Tedeschi di novità legislative che nel ha investito il diritto societario L ondata ha consentito, tra l altro, l emissione di azioni a voto plurimo, con ciò superando il principio one share, one vote e scardinando il sistema basato sulla proporzionalità tra il rischio del socio, collegato a quanto investito, e il suo potere di incidere sulle decisioni sociali. Ciascuna azione a voto plurimo può attribuire fino ad un massimo di tre voti. Si è, così, voluto favorire la raccolta del capitale di rischio e gli investimenti azionari, modificando il peso di ciascuna azione e, conseguentemente, rafforzando la posizione del socio. La previsione appare particolarmente utile alle piccole e medie imprese a struttura familiare, in quanto garantisce il permanere del controllo in mano alla famiglia, permettendo nello stesso tempo all'impresa di aprirsi al mercato del capitale di rischio. Con l aumento del potere, infatti, la minoranza potrà incidere sulle deliberazioni assembleari con una percentuale di capitale che nella prospettiva che riconosce un voto ad ogni azione non sarebbe stato sufficiente a raggiungere la maggioranza necessaria. Tuttavia, il voto plurimo porta con sé alcuni problemi applicativi tra i quali quelli relativi al diritto di recesso. Due le ipotesi che vanno distinte. Un primo caso, quello in cui l'emissione di azioni a voto plurimo avviene al momento della costituzione della società o in un momento successivo, ma è, comunque, prevista una clausola statutaria fin dalla costituzione, non pone particolari problemi perché i soci accettano fin dall'inizio una eventuale posizione differenziata in capo ad alcuni di loro e perciò non è necessario riconoscere il diritto di recesso. Diverso è, invece, il caso in cui l assemblea straordinaria (che, in virtù di una disciplina transitoria, relativa a società iscritte nel registro delle imprese a 31 agosto, delibera, anche in prima convocazione, con voto favorevole di almeno due terzi del capitale rappresentato in assemblea) decida di modificare lo statuto, introducendo una clausola che consente l emissione di azioni a voto plurimo. Si discute già in dottrina se tale deliberazione debba o meno comportare il riconoscimento del ISTITUTO GOVERNO SOCIETARIO L'Igs promuove lo studio e l'approfondimento delle tematiche relative alla governance diritto di recesso in capo al socio che non ha concorso alla sua approvazione. E l alternativa, che si porrà in sede giurisdizionale, sarà tra il ritenere che ci si trovi davanti ad un'ipotesi che riguarda solo le modalità di ripartizione del diritto di voto (al pari di quella che consente l emissione di azioni senza diritto di voto e che non attribuisce il diritto di recesso); e il considerare che l'introduzione delle azioni a voto plurimo rappresenti una rilevante alterazione delle regole organizzative del diritto di voto, tale da rientrare tra le previsioni che consentono il recesso. Associato di Diritto commerciale nell'università di Foggia e coordinatore attività scientifiche Igs

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