L ATTIVITÀ DI CONTROLLO DEGLI IMPIANTI TERMICI LA SITUAZIONE VENEZIANA

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1 VENEZIA, 17 dicembre 2007 ATENEO VENETO TAVOLA ROTONDA CANNE FUMARIE NEI CENTRI STORICI: PROBLEMATICHE, NORMATIVE E IMPATTO AMBIENTALE L ATTIVITÀ DI CONTROLLO DEGLI IMPIANTI TERMICI LA SITUAZIONE VENEZIANA A.R.T.I. S.p.A. ing. Michele Chieregato Responsabile Servizio Impianti Termici

2 GLI IMPIANTI TERMICI NEL COMUNE DI VENEZIA IL PARCO IMPIANTI IMPIANTI TERMICI ATTIVI DI CUI: DI PORTATA TERMICA NON SUPERIORE 35 KW A DI PORTATA TERMICA SUPERIORE A 35 KW

3 IMPIANTI ISPEZIONATI NEL COMUNE DI VENEZIA ISPEZIONI TOTALI AL ISPEZIONI DI IMPIANTI DI PORTATA TERMICA NON SUPERIORE A 35 kw ISPEZIONI DI IMPIANTI DI PORTATA TERMICA SUPERIORE A 35 kw 2.251

4 ESITI DELLE ISPEZIONI EFFETTUATE DICHIARAZIONE CONFORMITÀ IMPIANTO TERMICO PRESENTE NEL 40,5% DEI CASI 1 PRESENTE NEL 33,0% DEI CASI 2 PRESENTE NEL 33,08% DEI CASI 3 DICHIARAZIONE CONFORMITÀ IMPIANTO ELETTRICO PRESENTE NEL 38,0% DEI CASI 1 PRESENTE NEL 37,0% DEI CASI 2 PRESENTE NEL 57,91% DEI CASI 3 DENUNCIA ISPESL PRESENTE NEL 50,0% DEI CASI 1 PRESENTE NEL 54,0% DEI CASI 2 PRESENTE NEL 62,28% DEI CASI 3 CERTIFICATO PREVENZIONE INCENDI PRESENTE NEL 16,5% DEI CASI 1 PRESENTE NEL 40,5% DEI CASI 2 PRESENTE NEL 58,25% DEI CASI 3 1 DATO NOVEMBRE DATO NOVEMBRE DATO SETTEMBRE 2007

5 ESITI DELLE ISPEZIONI EFFETTUATE DIFFIDE ALL UTILIZZO DELL IMPIANTO IL 4,68% DEGLI IMPIANTI ISPEZIONATI DI PORTATA TERMICA NON SUPERIORE A 35 kw UN SOLO CASO IN IMPIANTI DI PORTATA TERMICA SUPERIORE A 35 kw PER GRAVE ANOMALIA DEL SISTEMA CAMINO NON IDONEITÀ DI II LIVELLO RISCONTRATE ASSENZA DELLA VENTILAZIONE DEL LOCALE APPARECCHI A GAS NEI GARAGE APPARECCHI DI TIPO C IN CANNA FUMARIA COLLETTIVA RAMIFICATA TIRAGGIO INSUFFICIENTE GRAVE ANOMALIA DEL CANALE DA FUMO IL 78% DEGLI IMPIANTI È COMUNQUE CARATTERIZZATO DA NON IDONEITÀ DI I LIVELLO

6 ESITI DELLE ISPEZIONI INIDONEITÀ DI I LIVELLO: D. APPARECCHI A GAS DI TIPO B IN LOCALI AERATI (CON PORTE E/O FINESTRE), SENZA RIFLUSSO, MA CON APERTURE DI VENTILAZIONE SOTTODIMENSIONATE NON OLTRE IL 50% DELLA DIMENSIONE PREVISTA; E. APPARECCHI A GAS DI TIPO B IN LOCALE DOTATO DI ELETTROVENTILATORE (ESTRATTORE) O CAPPA ELETTRICA ASPIRANTE CON APERTURE DI VENTILAZIONE SOTTODIMENSIONATE NON OLTRE IL 50% DELLA DIMENSIONE PREVISTA; F. STATO DELLA CANNA FUMARIA SCADENTE; K. PRESE LIBERE SULL IMPIANTO DEL GAS, ALL INTERNO DEL LOCALE PRIVE DI TAPPO FILETTATO MA CON VALVOLE OMOLOGATE; L. IMPIANTO DI ADDUZIONE DEL COMBUSTIBILE NON SEGNALATO (OVE PREVISTO); n. VALVOLA DI SFIATO IN ATMOSFERA DELLA RAMPA GAS NON CONVOGLIATA IN ATMOSFERA; O. VALVOLA O APPARECCHIATURE DI INTERCETTAZIONE MANUALE COMBUSTIBILE INIDONEE O DI TIPO NON AMMESSO; R. CANALI DA FUMO O CONDOTTI FUMARI NON A NORMA MA IN BUONO STATO;

7 VENEZIA ED IL RESTO DELL ITALIA RAPPORTO CIG INCIDENTI 2006 (170 INCIDENTI 26 DECESSI 334 INFORTUNATI): NEL COMPLESSO, LA PRINCIPALE CAUSA DEI DECESSI È RIFERIBILE ALL IMPIANTO DI EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE NON IDONEO O MANCANTE E/O INSUFFICIENTE RICAMBIO D ARIA, CHE PER IL GAS CANALIZZATO HA CAUSATO IL 30,6% DEGLI INCIDENTI ED IL 30,8% DEI DECESSI. LA CARENZA DI MANUTENZIONE È STATA LA SECONDA CAUSA DI INCIDENTI PROVOCANDONE IL 21,2% E L 11,5% DEI DECESSI. CIRCOLARE DEL 26 OTTOBRE 2000, N. 34 DELLA PROCURA DI MILANO: UNA STIMA UFFICIOSA E PRUDENTE, DERIVANTE DALL ATTIVITÀ DI POLIZIA GIUDIZIARIA SVOLTA SINO A OGGI, PERMETTE DI RILEVARE CHE NELLA SOLA CITTÀ DI MILANO E NEL SUO CIRCONDARIO IL MAGGIOR NUMERO DI INSTALLAZIONI (CIRCA 93%) NEGLI APPARTAMENTI VISITATI HA DELINEATO CAUSE STRUTTURALI TALI DA COSTITUIRE PERICOLO GRAVE PER LA SICUREZZA PER LE PERSONE IVI ABITANTI.

8 VERIFICA DEGLI IMPIANTI IN SEGUITO A ESPOSTO ALCUNI DATI 121 CASI VALUTATI IL 95% PER PROBLEMATICHE CORRELATE ALL EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE DI APPARECCHI A GAS IL 92% DEI CASI HA EVIDENZIATO IL MANCATO RISPETTO DELLE NORMATIVE RELATIVE ALLE PREDISPOSIZIONI EDILI E/O MECCANICHE PER L EVACUZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE ASSERVITI AGLI APPARECCHI

9 QUANDO È POSSIBILE UTILIZZARE UNO SCARICO A PARETE: 1) MERA SOSTITUZIONE DI GENERATORI DI CALORE INDIVIDUALI CHE GIÀ UTILIZZINO UNO SCARICO A PARETE. E 2)* SINGOLE RISTRUTTURAZIONI DI IMPIANTI TERMICI INDIVIDUALI GIÀ ESISTENTI, QUALORA NON DISPONGANO GIÀ DI CAMINI, CANNE FUMARIE O SISTEMI DI EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE CON SBOCCO SOPRA IL TETTO FUNZIONALI ED IDONEI O COMUNQUE ADEGUABILI ALLA APPLICAZIONE DI APPARECCHI CON COMBUSTIONE ASSERVITA DA VENTILATORE. 3)* NUOVE INSTALLAZIONI DI IMPIANTI TERMICI INDIVIDUALI IN EDIFICI APPARTENENTI A CATEGORIE DI INTERVENTO DI TIPO CONSERVATIVO E CHE NON SIANO MAI STATI DOTATI DI IMPIANTI TERMICI A CONDIZIONE CHE NON ESISTA CAMINO, CANNE FUMARIE O SISTEMI DI EVACUAZIONE FUMI FUNZIONALE ED IDONEO O ADEGUABILE ALLO SCOPO. ALCUNI DATI VERIFICA DEGLI IMPIANTI IN SEGUITO A ESPOSTO 121 CASI VALUTATI IL 95% PER PROBLEMATICHE CORRELATE ALL EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE DI APPARECCHI A GAS IL 92% DEI CASI HA EVIDENZIATO IL MANCATO RISPETTO DELLE NORMATIVE RELATIVE ALLE PREDISPOSIZIONI EDILI E/O MECCANICHE PER L EVACUZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE ASSERVITI AGLI APPARECCHI * NEI CASI 2 E 3 È CONSENTITO CHE LO SBOCCO NON AVVENGA SOPRA AL TETTO SOLO NEL CASO DI ADOZIONE DI APPARECCHI CHE APPARTENGANO ALLA CLASSE MENO INQUINANTE PREVISTA DALLA UNI EN 297 E UNI EN 483.

10 DEROGA ALLE NORME? ATTENZIONE! Cass. Sez. III n del 25 settembre 2007 Pres. De Maio Est. Amoroso Ric. Toma PER LA VIOLAZIONE DELL ART. 674 DEL C.P. GETTO DI COSE PERICOLOSE NON SI RICHIEDE UN EFFETTIVO NOCUMENTO ALLE PERSONE ESSENDO SUFFICIENTE L ATTITUDINE A CAGIONARE EFFETTI DANNOSI, ESSENDO SUFFICIENTE L ATTITUDINE DELLE EMISSIONI AD OFFENDERLE O MOLESTARLE. INFATTI IL CONCETTO DI MOLESTIE HA INTESO ESTENSIVAMENTE SINO A FARVI RIENTRARE TUTTE LE SITUAZIONI DI FASTIDIO, DISAGIO, DISTURBO E COMUNQUE DI TURBAMENTO DELLA TRANQUILLITÀ E DELLA QUIETE DELLE PERSONE, CHE PRODUCONO UN IMPATTO NEGATIVO, ANCHE PSICHICO, SULL ESERCIZIO DELLE NORMALI ATTIVITÀ QUOTIDIANE DI LAVORO E DI RELAZIONE.

11 DEROGA ALLE NORME? ATTENZIONE! Cass. Sez. III n del 25 settembre 2007 Pres. De Maio Est. Amoroso Ric. Toma QUINDI PUÒ COSTITUIRE MOLESTIA ANCHE IL SEMPLICE ARRECARE ALLE PERSONE GENERALIZZATA PREOCCUPAZIONE ED ALLARME CIRCA EVENTUALI DANNI ALLA SALUTE DA ESPOSIZIONE A EMISSIONI ATMOSFERICHE INQUINANTI. In questa prospettiva, la normale tollerabilità viene riferita anche ai parametri di cui all art. 844 cod. civ., essendo l agente tenuto al rispetto non soltanto dei limiti fissati dalle tabelle della normativa di settore, ma anche della legge in generale e, quindi, delle prescrizioni del codice civile, con il conseguente obbligo di ricorrere alla migliore tecnologia disponibile per contenere al massimo possibile le emissioni inquinanti, al fine della tutela della salute umana quale valore costituzionalmente garantito.

12 ANALISI DELLE MOTIVAZIONI DI TALE SITUAZIONE CIÒ CHE CONDUCE A TALE SITUAZIONE È DA RICERCARSI IN UNA SERIE DI CONCAUSE: 1. ASSENZA NEL PASSATO DI UN CONTROLLO CAPILLARE DEL RISPETTO DELLE NORMATIVE DEL SETTORE (L. 46/90 L.10/91 DPR 412/93 DLGS 192/05) 2. CARENTE CONOSCENZA DELLA NORMATIVA TECNICA DA PARTE DEGLI INSTALLATORI 3. SCARSO COINVOLGIMENTO DEI PROGETTISTI NELLA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI 4. ERRATE INDICAZIONI ALL INSTALLATORE DA PARTE DI TUTTE LE FIGURE DI RIFERIMENTO (TECNICI E NON) 5. INSTALLAZIONI COMPIUTE DA SOGGETTI NON ABILITATI (EDILI!) 6. SCARSA CONSAPEVOLEZZA DEI SOGGETTI SU CUI RICADE LA RESPONSABILITÀ DI GESTIONE DEGLI IMPIANTI CIRCA I RISCHI DERIVANTI DALL UTILIZZO DI UN IMPIANTO NON CONFORME

13 SOLUZIONI PROPOSTE MAGGIOR COINVOLGIMENTO DI FIGURE PROFESSIONALI REALMENTE CAPACI E COMPETENTI UNIVOCITÀ DELLE NORMATIVE MODIFICA DELLA FILOSOFIA CHE GUIDA GLI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE DEGLI IMMOBILI IN VENEZIA CENTRO STORICO RICORDANDO CHE GLI IMPIANTI NON POSSONO SEMPRE ESSERE ADATTATI A TUTTE LE CONFIGURAZIONI EDILIZIE E CHE STANTE LE IMPLICAZIONI CHE L UTILIZZO DEGLI STESSI PUÒ AVERE SULLA SICUREZZA DELLE PERSONE NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME L ULTIMO TASSELLO CON CUI COMPLETARE IL MOSAICO SPECIE IN UN EDILIZIA RESIDENZIALE CHE NON È EDILIZIA POPOLARE

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