scienza in primo piano

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "scienza in primo piano"

Transcript

1 scienza in primo piano La Nanofotonica in Silicio e la Fotonica con il Nanosilicio Una piattaforma per ampliare il successo della fotonica in silicio Aleksei Anopchenko 1, Francisco Javier Aparicio Rebollo 1, Paolo Bettotti 1, Federica Bianco 1, Pierluigi Bellutti 2, Massimo Cazzanelli 1, Kamil Fedus 1, Elena Froner 1, Davide Gandolfi 1, Mher Ghulinyan 2, Neeraj Kumar 1, Yoann Jestin 2, Philip Ingenhoven 1, Silvia Larcheri 1, Lorenzo Lunelli 2, Mattia Mancinelli 1, Alessandro Marconi 1, Enrico Moser 1, Laura Pasquardini 2, Cecilia Pederzolli 2, Cristina Potrich 2, Nikola Prtljaga 1, Georg Pucker, Fernando Ramiro Manzano 1, Eveline Rigo 1, Marina Scarpa 1, Fabrizio Sgrignuoli 1, Andrea Tengattini 1, Lorenzo Pavesi 1 * 1 Laboratorio Nanoscienze, Dipartimento di Fisica, Università di Trento, Povo - Trento, Italia 2 Centro Materiali e Microsistemi, Fondazione Bruno Kessler, Povo - Trento, Italia La fotonica integrata in silicio ha permesso di realizzare reti ottiche integrate in pochi mm 2 con velocità di trasmissione dati di più di 1Tbps. Per poterne ampliare ulteriormente lo spettro di funzionalità ed applicazioni, a Trento applichiamo il paradigma delle nanotecnologie. Grazie alle nuove proprietà risultanti dal confinamento spaziale di portatori di carica (Nanosilicio) e di fotoni (Nanofotonica), abbiamo dimostrato una serie di funzionalità aggiuntive alla fotonica in silicio. Queste hanno permesso di realizzare amplificatori ottici, risonatori ottici, diodi elettroluminescenti, celle solari a resa elevata, biosensori biocompatibili e biodegradabili, interruttori tutti ottici superveloci, nodi di reti ultradensi, instradatori interferometrici, ed altro ancora. 1 Introduzione alla fotonica in silicio Nel 1965 Gordon Moore annunciò la sua famosa legge per la quale il numero di transistor per circuito integrato raddoppia ogni diciotto mesi. Questa legge ha governato lo sviluppo della microelettronica che ha seguito il motto: più piccolo, più economico, più veloce, grazie all integrazione sempre più spinta. Oggi infatti abbiamo processori che contengono miliardi di transistor, ognuno dei quali ha dimensioni di qualche decina di nanometri. è interessante notare che nel 1969 S. T. Miller dei laboratori Bell già realizzava che un simile sviluppo dovesse avvenire anche per la fotonica. Turttavia, nel corso degli anni il numero di componenti fotonici per circuito ottico integrato non è cresciuto come per la microelettronica. Oggi integriamo nei circuiti fotonici qualche centinaio di dispositivi diversi con l aggravio di alti costi di produzione. Qual è la ragione di questo? La tab. I mostra un confronto tra la microelettronica e la fotonica. Mentre per la microelettronica la caratteristica chiave è la standardizzazione (un solo dispositivo riprodotto milioni di volte in un solo materiale con un solo processo di produzione), per la fotonica si ha una diversità di materiali, di dispositivi elementari e di * url: science.unitn.it/~semicon vol28 / no1-2 / anno2012 > 5

2 Microelettronica Fotonica Fotonica in silicio scienza in primo piano Elemento costitutivo elementare Transistor Laser, fibre ottiche, fotodiodo, Laser, guide d onda, fotodiodo, Materiale base Silicio Semiconduttori, vetri, polimeri Silicio Tecnologia di produzione CMOS Epitassia, filatura, deposizione, CMOS Tab. I Confronto tra le varie tecnologie elettroniche: la microelettronica, la fotonica e la fotonica in silicio. Fig. 1 Esempi di strutture a confinamento elettronico o fotonico. Sinistra: sospensione colloidale di nanocristalli di silicio: illuminati da luce blu i nanocristalli emettono luce rossa [1]. Destra: microdisco di ossido di silicio ricco in silicio sospeso su di un piedistallo di silicio. Il microdisco si comporta come un risonatore ottico dove modi ottici di galleria sono confinati sulla periferia del disco [4]. processi di fabbricazione. Questa è la ragione principale per cui la microelettronica si è sviluppata con integrazione molto spinta mentre per la fotonica hanno prevalso dispositivi isolati. Con la fotonica in silicio si vuole applicare il paradigma della microelettronica alla fotonica, ovvero fabbricare i vari dispositivi in un solo materiale il silicio utilizzando lo stesso processo di produzione della microlettronica il processo CMOS. In questo modo si vuole aumentare la scala di integrazione dei dispositivi fotonici per incrementare le prestazioni del circuito fotonico integrato e raggiungere, al tempo stesso, l obiettivo di fabbricarli su larga scala a basso prezzo di produzione unitario. Lo sviluppo della fotonica in silicio è sospinto anche da altre forti motivazioni: da una parte, Internet e la richiesta di portare la banda larga il più vicino possibile all utente finale; dall altra, la necessità di ridurre sempre più la dissipazione termica indotta dalla trasmissione di segnali su cavi elettrici a sempre più alta frequenza e a distanze sempre più elevate. Già oggi nei supercomputer c è la necessità di gestire sia lo scambio di dati tra le centinaia di migliaia di nuclei che compongono i multiprocessori (velocità aggregate dell ordine di 1Tbps 1 ) sia lo scambio di informazioni tra quest ultimi e gli altri componenti (memorie, periferiche, etc. con velocità di I/O oltre i 40 Gbps). Queste velocità richiedono l uso di dispositivi fotonici per le interconnessioni all interno dei circuiti elettronici integrati (chip), tra chip e chip su di una stessa scheda, tra schede diverse e dai computer/server verso l esterno. I grossi volumi che saranno richiesti dalla produzione di queste interconnessioni ottiche hanno suscitato l interesse delle grandi aziende manufattiere di semiconduttori che hanno investito in programmi di ricerca nel campo della fotonica in silicio. Dopo un decennio nel quale si sono sviluppati tutti i componenti base (guide d onde, modulatori, laser ibridi, rivelatori, etc.), la fotonica in silicio si sta trasformando sempre più in una tecnologia ad integrazione molto spinta con prodotti oramai commerciali (si pensi al cavo ottico Blazer prodotto dalla Luxtera, Inc). Chiaramente il prossimo passo sarà l integrazione di componenti 1 Tbps = terabit per secondo, Gbps = gigabit per secondo. 6 < il nuovo saggiatore

3 L. Pavesi et al.: La Nanofotonica in Silicio e la Fotonica con il Nanosilicio Fig. 2 In alto: schema del processo di produzione di silicio nanocristallino in matrice dielettrica. Mediante un processo di deposizione, si forma dell ossido di silicio sottostechiometrico. Il silicio in eccesso viene fatto clusterizzare mediante processi termici che causano la separazione tra le due fasi stabili del silicio e dell ossido di silicio. In basso: passi del processo per la produzione di sospensioni colloidali di silicio nanocristallino. Una fetta di silicio (a) viene parzialmente dissolta in una cella elettrochimica (b) producendo del silicio poroso (c). Il silicio poroso viene rimosso dalla fetta di silicio mediante sonicazione (d) liberando nanocristalli di silicio in sospensione nel solvente utilizzato (e) [1]. microelettronici e componenti fotonici sullo stesso circuito integrato realizzando quindi la convergenza delle comunicazioni ottiche e della computazione elettronica in uno stesso dispositivo a larga scala di integrazione fotonica/ elettronica. 2 Nanosilicio Rispetto a questa tecnologia in rapido sviluppo, noi cerchiamo di abilitare nuove funzionalità nel silicio attraverso l applicazione delle nanotecnologie. Le tipiche dimensioni dei nostri sistemi dipendono dalla lunghezza d onda delle particelle coinvolte: la lunghezza d onda di De Broglie per gli elettroni (ovvero dell ordine dei nanometri per il silicio) e la lunghezza d onda della luce per i fotoni (ovvero dell ordine dei micrometri per radiazione infrarossa). Quando si riescono a costruire materiali o dispositivi con queste dimensioni nanometriche si cominciamo a vedere nuovi ed interessanti fenomeni che possono abilitare nuovi dispositivi. A Trento abbiamo sviluppato la tecnologia per utilizzare questi effetti. Nella fig. 1, possiamo vedere alcuni esempi di nostri nanosistemi per elettroni e per fotoni. Ridurre il silicio a dimensioni nanometriche significa realizzare dei nanocristalli di silicio nei quali i portatori di carica subiscono effetti di confinamento quantistico. In fig. 1 si vede un esempio di una sospensione colloidale di nanocristalli di silicio illuminata con luce blu: al contrario del silicio cristallino, questa sospensione emette luminescenza nel rosso in modo efficiente e a temperatura ambiente. Queste sono due dirette conseguenze del confinamento quantistico degli elettroni in punti quantici di silicio: da una parte si ha una dipendenza dell energia della banda proibita dalle dimensioni della nanostruttura, come avviene per una particella in una buca di potenziale; dall altra si ha un aumento della probabilità di transizione radiativa in seguito all allargamento nello spazio dei momenti delle funzioni d onda degli elettroni e delle lacune che aumenta la sovrapposizione tra le stesse. Il processo di produzione dei nanocristalli di silicio si differenzia a secondo delle loro applicazioni. La fig. 2, in alto, mostra il tipico processo usato per applicazioni vol28 / no1-2 / anno2012 > 7

4 Proprietà dei nanocristalli di silicio Materiale abbondante e non tossico Fabbricazione compatibile con la tecnologia CMOS Banda proibita variabile a seconda delle dimensioni, ma più larga del silicio scienza in primo piano Emissione efficiente di luce Guadagno ottico Effetti ottici non lineari al terz ordine Effetti fotovoltaici Biocompatibilità Superficie funzionalizzabile usando la chimica del silicio Tab. II Proprietà principali dei nanocristalli di silicio per applicazioni in fotonica. Fig. 3 Elementi fondamentali per realizzare un laser al nanosilicio: guadagno ottico e microrisonatori ottici. Sinistra: spettro di trasmissione di un film di nanocristalli di silicio (spesso 250 nm) depositati su di una fetta di quarzo. A seconda della densità di potenza di un potente fascio laser nel blu (355 nm) la trasmissione aumenta e diventa più grande di 1 [3]. Destra: spettro di emissione di nanocristalli di silicio in micro dischi di diametro 10 µm [4]. I vari picchi molto stretti sono dovuti all accoppiamento dell emissione dei nanocristalli con i modi di galleria che si propagano nel microdisco. A lato sono riportati i profili dei modi ottici di alcuni modi di galleria ottenuti da simulazioni. in ottica integrata. Dopo aver depositato un film di ossido di silicio non stechiometrico, ovvero con silicio in eccesso rispetto alla stechiometria dell ossido di silicio, si scalda il film ad alta temperatura (circa 1000 C). Durante questo trattamento, si ha una parziale separazione di fase tra il silicio e l ossido di silicio che porta alla formazione di piccoli cluster di silicio. A seconda della temperatura, della durata del trattamento e del contenuto di silicio in eccesso si possono formare nanocristalli di dimensioni controllate. Un altra tecnica, utile quando si vogliono produrre nanocristalli in sospensione per applicazioni biologiche, viene schematizzata in fig. 2, in basso. Essa prevede la dissoluzione parziale di una fetta di silicio in una cella elettrolitica producendo in tal modo del silicio poroso. Quindi il silicio poroso viene rimosso dal substrato mediante un trattamento di sonicazione (in un bagno di ultrasuoni). Così si ottiene una sospensione colloidale di nanocristalli di silicio in soluzione. Attraverso trattamenti chimici superficiali, si possono avere sospensioni in acqua o in altri liquidi con nanocristalli dalla superficie funzionalizzata a piacere. La tab. II mostra le varie proprietà dei nanocristalli di silicio che possono essere usate per la realizzazione di dispositivi innovativi. Oramai dieci anni fa, abbiamo dimostrato che nanocristalli di silicio sono in grado di amplificare luce (fig. 3, sinistra). Abbiamo realizzato un semplice esperimento nel quale un fascio debole di luce passa attraverso un film di nanocristalli depositati su di una fetta di quarzo trasparente. Lo spettro di trasmissione mostra delle oscillazioni dovute alle frange di interferenza della luce, ma rimane sotto il valore di uno. Quando però si illuminano i nanocristalli di silicio con un laser di pompa nel blu, quindi nella regione dove essi assorbono, si creano coppie elettrone-lacuna. Si genera così un inversione di popolazione che permette l amplificazione del fascio di prova. Più è intenso il fascio di pompa, maggiore è l inversione di popolazione e maggiore è l amplificazione. Alla massima intensità si riesce ad amplificare il fascio di prova ed ad aumentare la trasmissione a valori sopra l unità. Ovvero abbiamo più luce in uscita di quanta ne abbiamo messa in ingresso. 8 < il nuovo saggiatore

5 L. Pavesi et al.: La Nanofotonica in Silicio e la Fotonica con il Nanosilicio Optical power density (µw/cm 2 ) (2 nm SiO 2 /3 nm SRO) Graded energy gap (2 nm SiO 2 /4 nm SRO) Power efficiency (%) Current density (ma /cm 2 ) Current density (ma /cm 2 ) Fig. 4 Diodo elettroluminescente realizzato in tecnologia CMOS. Lo strato attivo è costituito da nanocristalli di silicio. In alto a sinistra: schema del dispositivo con evidenziata la composizione dello strato attivo. Esso è formato da una sequenza controllata di piani di nanocristalli separati da uno strato di ossido di silicio. In un caso abbiamo usato nanocristalli di dimensione uguale, nell altro nanocristalli di dimensione crescente dal centro agli elettrodi. In alto a destra: foto di una fetta di silicio sulla quale sono stati realizzati i diodi elettroluminescenti. La punta serve ad iniettare la corrente nel diodo, mentre la fibra ottica a raccogliere la luce emessa. In basso: caratteristica densità di potenza ottica emessa dal diodo in funzione della densità di corrente. Le tre curve fanno riferimento a tre dispositivi diversi. Nell inserto è riportata l efficienza di potenza del diodo (rapporto tra la potenza ottica emessa verso la potenza elettrica usata) in funzione della densità di corrente per tre diodi differenti [5]. Avere un materiale attivo che amplifica la luce è il primo elemento per costruire un laser compatibile con la microelettronica, ma da solo non è sufficiente. Altri due elementi sono necessari: una cavità ottica in grado di retroazionare l emissione stimolata e, quindi, di portare il sistema in auto-oscillazione, e un sistema efficiente di pompaggio elettrico. Il primo aspetto si può risolvere realizzando risonatori a disco, dove la riflessione totale interna alla periferia del risonatore, genera risonanze ottiche. Queste si hanno quando il cammino ottico lungo la circonferenza del disco è pari ad un multiplo intero della lunghezza d onda della luce nel dielettrico di cui è costituito il disco. Si formano modi di galleria che propagano nel piano del disco e che sono caratterizzati da risonanze molto strette nello spettro di luminescenza dei nanocristalli di silicio inseriti nel disco (fig. 3). Inoltre, la variazione della densità dei modi ottici nel microdisco, grazie alla regola aurea di Fermi, influenza la probabilità di ricombinazione spontanea dei nanocristalli di silicio (effetto Purcell). Abbiamo misurato una diminuzione del 70% della velocità di decadimento dell emissione spontanea di nanocristalli accoppiati con modi di galleria! Il terzo ingrediente per la costruzione di un laser è la realizzazione di un pompaggio elettrico efficace in grado di eccitare i nanocristalli. Il problema in questo caso è il passaggio di una corrente elettrica attraverso il dielettrico, ovvero un isolante, dove sono stati formati i nanocristalli. L unica possibilità è quella di sfruttare fenomeni di tunnel quantistico. Questi però devono avvenire direttamente attraverso i nanocristalli, cioè le tensioni di polarizzazione in gioco devono essere basse in modo tale da eccitare efficacemente i nanocristalli e, al contempo, non danneggiare il materiale attivo della struttura. In un film spesso di nanocristalli, la distribuzione di dimensioni dei nanocristalli e di distanze tra di essi impedisce di entrare in un regime di tunnel diretto. Abbiamo, quindi, realizzato dei diodi elettroluminescenti (LED) con uno strato attivo costituito da una sequenza di nanocristalli di silicio separati da strati controllati di ossido di silicio di spessore nanometrico (fig. 4). Inoltre, per migliorare ulteriormente l efficienza di questi dispositivi, abbiamo diminuito gradualmente le dimensioni vol28 / no1-2 / anno2012 > 9

6 scienza in primo piano Fig. 5 Modifica dello spettro solare dovuto a nanocristalli di silicio. In alto a sinistra: spettro di emissione (curva blu) e di assorbimento (curva rossa) di nanocristalli di silicio di dimensione tipica 3 nm. In alto a destra: principio di funzionamento. La radiazione solare di lunghezza d onda lunga (per esempio, verde o rossa) passa attraverso lo strato di nanocristalli senza subire variazioni. La radiazione solare di lunghezza d onda corta (per esempio blu) viene assorbita dallo strato di nanocristalli che emettono a loro volta radiazione rossa che può essere assorbita dal sottostante strato di silicio. In basso: simulazione della variazione dello spettro solare visto dalla cella di silicio in presenza (curva blu) e in assenza (curva verde) dello strato di nanocristalli. La curva rossa tiene puramente conto delle proprietà dielettriche dei nanocristalli e non delle loro proprietà emissive [6]. dei nanocristalli in modo da avere nanocristalli grandi vicino agli elettrodi di iniezione e nanocristalli piccoli nella regione di ricombinazione ottica. Così possiamo ottimizzare, da un lato, l iniezione elettrica grazie alla larga conducibilità elettrica dei nanocristalli grandi e, dall altro, l emissione ottica grazie all elevata probabilità di ricombinazione radiativa dei nanocristalli piccoli. L efficienza totale, ovvero il rapporto della potenza ottica emessa dal LED rispetto alla potenza elettrica utilizzata per farlo funzionare, è stata aumentata significativamente rispetto a strutture spesse o a strati periodici. Il massimo valore mostrato in fig. 4 è di circa 2 fotoni emessi per ogni mille elettroni iniettati. Pur essendo il valore migliore trovato in LED al silicio, esso è però ancora troppo basso. Ci aspetta lavoro ulteriore per ottimizzare i diodi prima di riuscire ad invertire completamente i nanocristalli e realizzare un laser al silicio. Un altro campo di applicazione dei nanocristalli è nell aumento della resa di celle fotovoltaiche al silicio. In questo caso si utilizza la loro proprietà di assorbire nel blu e di emettere nel rosso (fig. 5). Infatti, un grosso problema delle attuali celle solari è che la conversione della luce solare nel blu avviene in modo poco efficiente: le coppie elettrone lacuna fotogenerate tendono a ricombinarsi velocemente non contribuendo alla fotocorrente. Una possibile soluzione è quella di usare uno strato di nanocristalli di silicio sopra una cella fotovoltaica per convertire la luce solare dal blu al rosso. Simulazioni al calcolatore dimostrano che si può ottenere un miglioramento di circa l 1% nell efficienza di conversione in celle al silicio cristallino (fig. 5, basso). Questo miglioramento si ottiene ottimizzando contemporaneamente le proprietà ottiche (curva rossa in figura) e l emissione dei nanocristalli. Così si modifica lo spettro solare incidente sulla cella fotovoltaica (curva blu in figura). Abbiamo perciò realizzato una cella solare con uno strato di nanocristalli di silicio di spessore 500 nm e verificato un aumento relativo del 14% dell efficienza quantica interna, nella regione del blu. I nanocristalli possono anche essere utilizzati in microscopia ottica come cromofori per marcare corpi specifici all interno di cellule. Siccome i nanocristalli in silicio si possono realizzare in sospensioni colloidali in soluzione acquosa, abbiamo verificato la loro applicabilità come cromofori nella visualizzazione di materiale biologico. Rispetto alle sonde di 10 < il nuovo saggiatore

7 L. Pavesi et al.: La Nanofotonica in Silicio e la Fotonica con il Nanosilicio Fig. 6 Nanocristalli come cromofori per microscopia biologica. In alto: spettro di emissione a giorni diversi di una sospensione colloidale di nanocristalli di silicio in acqua [1]. In basso a sinistra: immagine al microscopio a fluorescenza di cellule SKOV-3 incubate per 30 minuti con una soluzione acquosa di nanocristalli di silicio idrosililati con acido undecileico. In basso a destra: immagine al microscopio a fluorescenza di cellule SKOV-3 incubate per 30 minuti con una soluzione acquosa di nanocristalli di silicio idrosililati con acido undecilenico e ricoperti con acido desossicolico[7]. L immagine a sinistra ha un lato di 500 µm, mentre quella a destra di 100 µm. fluorescenza organiche, i nanocristalli di silicio hanno migliori proprietà: non mostrano fenomeni di degrado dell emissione sotto irraggiamento, hanno tempi di decadimento della luminescenza dell ordine dei microsecondi, hanno larghe bande di assorbimento, hanno una superficie che può essere modificata chimicamente senza degradarne le proprietà ottiche e sono biodegradabili (fig. 6). Quest ultimo aspetto avviene grazie ad una progressiva decomposizione del nanocristallo di silicio in seguito all ossidazione, che trasforma il nanocristallo di silicio in acido ortosilicico facilmente escreto dal corpo umano. Manifestazione di ciò è la progressiva diminuzione con il tempo (giorni) dell intensità di emissione e lo spostamento verso le lunghezze d onda più corte dello spettro di emissione (fig. 6, alto). La captazione da parte delle cellule avviene probabilmente attraverso un processo di endocitosi cellulare. Abbiamo potuto dimostrare che l ingresso è facilitato da un tensioattivo di origine naturale, l acido desossicolico, che riveste la superficie dei nanocristalli stabilizzandone anche l emissione di luminescenza. In questo caso i nanocristalli entrano nelle cellule senza danneggiarle (fig. 6). 3 Nanofotonica Nuove funzionalità si ottengono anche quando si confinano fotoni in risonatori ottici. Un primo esempio che discuteremo è la dimostrazione di interruttori tutti ottici superveloci. Questi dispositivi sono basati su effetti ottici non lineari per i quali l indice di rifrazione n di un materiale dipende non linearmente dal campo elettrico e, quindi, n = n 0 + n 2 I, dove n 0 è l indice di rifrazione lineare mentre n 2 è il termine non lineare, I è l intensità della luce. Questo effetto è detto effetto Kerr ottico e dipende dalla non linearità al terz ordine del materiale. In passato, abbiamo dimostrato che i nanocristalli di silicio hanno una non linearità ordini di grandezza superiore a quella della silice (di cui sono fatte le fibre ottiche) e un ordine di grandezza superiore a quella del silicio. Se ora inseriamo il materiale non lineare in un interferometro, possiamo modificare la fase del segnale ottico propagante mediante un impulso di luce e, quindi, controllare la condizione di interferenza costruttiva o distruttiva nell interferometro. Ovvero possiamo, con una modulazione dell indice di rifrazione, indurre una modulazione di intensità; possiamo cioè fare un interruttore ottico. vol28 / no1-2 / anno2012 > 11

8 scienza in primo piano Fig. 7 Interruttore tutt ottico. Sinistra: immagine al microscopio a scansione della guida d onda e del risonatore ad anello. La guida d onda di silicio ha sezione nm 2 e contiene al suo interno uno strato spesso 50 nm di nanocristalli di silicio. Destra: spettro di trasmissione della guida in funzione della potenza del laser di pompa in condizioni statiche [8]. Fig. 8 Concetto e misura di trasmissione indotta dall accoppiamento di risonatori (CRIT). In alto a sinistra: schema di uno SCISSOR a singolo anello (a) e a N anelli (b). La freccia nera indica la porta attraverso (Through) e la freccia rossa la porta estrazione (Drop) [9]. In alto a destra: spettro di trasmissione della porta Through per lo SCISSOR a singolo anello e per uno a 7 anelli dove una coppia di anelli è stata avvicinata in modo da accoppiare otticamente i due anelli. La freccia nera mostra la lunghezza d onda per la quale il segnale viene estratto mentre quella rossa la lunghezza d onda per la quale il segnale è trasmesso [9]. In basso: misura sperimentale di uno SCISSOR a 8 anelli con raggio di 6.75 µm dove risonatori ad anello adiacenti sono accoppiati. La curva superiore rappresenta lo spettro della luce diffusa verso l alto dallo SCISSOR. Le due curve inferiori riportano il segnale trasmesso dalla porta Drop (linea sottile) e dalla porta Through (linea spessa). I picchi stretti sono evidenze sperimentali dell effetto CRIT [10]. 12 < il nuovo saggiatore

9 L. Pavesi et al.: La Nanofotonica in Silicio e la Fotonica con il Nanosilicio Nel nostro caso (fig. 7), l interruttore ottico si basa su un sistema accoppiato tra una guida d onda che instrada un segnale ottico, chiamata bus ottico, ed un risonatore ad anello. La frequenza di risonanza del risonatore ad anello è determinata dalla condizione m λ ris = 2π R n eff, dove λ ris è la lunghezza d onda di risonanza, R il raggio dell anello, m l ordine della risonanza e n eff l indice efficace del modo ottico risonante nel risonatore ad anello. λ ris dipende quindi dall indice di rifrazione del materiale di cui è fatto il risonatore ad anello attraverso n eff. Quando misuriamo lo spettro di trasmissione della guida, vediamo in corrispondenza delle risonanze del risonatore ad anello, una diminuzione della trasmissione. A queste lunghezze d onda il segnale si accoppia nel risonatore ad anello. Ora, se assieme al segnale, accoppiamo in guida anche un fascio energetico di pompa di diversa lunghezza d onda, possiamo modificare n eff attraverso la non linearità ottica del materiale di cui è fatto il risonatore ad anello, e quindi modularne la trasmissione. In condizioni statiche, all aumento della potenza del fascio di pompa, le risonanze del risonatore ad anello si muovono verso le lunghe lunghezze d onda in seguito ad un aumento dell indice di rifrazione (fig. 7). Di conseguenza, se fissiamo la lunghezza d onda del segnale uguale a λ ris, possiamo variare la trasmissione del segnale da un valore basso ad uno alto controllando la potenza del fascio di pompa. Possiamo cioè accendere o spegnere un segnale ottico attraverso il controllo di un altro segnale ottico, ovvero abbiamo realizzato un interruttore tutto ottico. Aspetto interessante del dispositivo è la velocità di commutazione. Nell esperimento realizzato, questa è di pochi ps, limitata dalla durata degli impulsi laser usati come fascio di pompa. In questo modo abbiamo realizzato un interruttore compatto (diametro dell anello di 20 µm), veloce (frequenza di commutazione > 50 GHz), e a basso consumo (per commutare un bit abbiamo bisogno di ~1 pw) che, infine, è anche compatibile con la tecnologia in silicio. Un altro esempio di applicazione della nanofotonica riguarda la possibilità di realizzare catene di risonatori ad anello accoppiati tra di loro da guide d onda laterali strutture dette SCISSOR (side-coupled integrated spaced sequence of optical resonators), fig. 8 per realizzare instradatori ottici a canali ultradensi. Utilizzando SCISSOR si hanno a disposizione due tipi di risonanze: quelle dovute ai singoli risonatori (λ ris ) e quelle dovute alla sequenza di risonatori (λ Bragg ). Quest ultime sono dovute alla periodicità dei risonatori che, se spaziati di una distanza tale per cui si ha interferenza costruttiva della poca luce che si accoppia nella guida laterale, generano un alta riflessione alla Bragg, infatti m Bragg λ Bragg = 2 pn eff d, dove d è la distanza tra risonatori adiacenti. Ora se un segnale ottico di lunghezza d onda λ λ ris λ Bragg viene instradato nello SCISSOR attraverso la guida di ingresso, esso passa attraverso lo SCISSOR senza attenuazione (la porta d uscita viene chiamata porta attraverso o Through). Invece se λ = λ ris o λ = λ Bragg il segnale ottico viene instradato sull altra guida ed estratto dal canale, per questa ragione l altra guida viene chiamata porta di estrazione o Drop. Per queste lunghezze d onda non abbiamo segnale ottico che arriva nella porta Through. In questo modo, a seconda della lunghezza d onda, possiamo istradare un segnale ottico o nella porta Through o nella porta Drop (fig. 8). Una situazione particolarmente interessante si ha quando la lunghezza d onda del segnale in ingresso soddisfa entrambe le condizioni di risonanza e, quindi, λ ~ λ ris ~ λ Bragg. In questo caso, il segnale viene accoppiato nella guida Drop dato che soddisfa la condizione di risonanza dell anello, ma, propagandosi nella guida Drop, viene riaccoppiato nella guida Through dato che soddisfa una condizione di risonanza alla Bragg. Il segnale si accoppia, perciò, con una cavità formata da due risonatori adiacenti. Si ha, quindi, una condizione dove il segnale invece di essere trasmesso dalla porta Drop viene re-instradato sulla porta Through. Si dice che in questo caso si ha una condizione di trasparenza indotta dall accoppiamento risonante dei risonatori effetto detto CRIT (coupled resonator induced transparency). Aspetto interessante del CRIT è che la condizione di trasparenza è determinata dalla condizione che la distanza tra due risonatori soddisfi una condizione di interferenza costruttiva del segnale. Grazie a ciò, le tipiche risonanze CRIT che si osservano sono molto più strette di quelle dovute ai singoli risonatori (fig. 8, in alto a destra). Ora grazie al controllo delle dimensioni dei risonatori e delle loro distanze, è possibile ingegnerizzare l effetto CRIT per ottenere instradatori di segnali ottici con larghezze di banda estremamente piccole (<100 GHz). L idea che abbiamo sperimentato è stata di realizzare uno SCISSOR con risonatori ad anello con raggi che gradualmente aumentano lungo lo SCISSOR, in modo da ottenere varie lunghezze d onda di risonanza. Separando una coppia di risonatori di una distanza che realizza la condizione di interferenza costruttiva formiamo una risonanza CRIT. Abbiamo cioè il controllo sulla posizione della risonanza CRIT attraverso la scelta della coppia di risonatori. Avendo risonatori di raggio diverso possiamo formare molte risonanze CRIT in uno stesso SCISSOR. In questo modo realizziamo strutture che permettono multiplessaggio 1 o demultiplessaggio ottico per applicazioni in reti ottiche ultradense in strutture estremamente compatte. Inoltre grazie alla possibilità di variare l indice di rifrazione del materiale costituente i risonatori ad anello o le guide di 1 Per multiplessaggio ottico si intende l istradamento in un singolo canale ottico di piu segnali ottici differenti provenienti da canali ottici diversi. Demultiplessaggio e l operazione inversa. vol28 / no1-2 / anno2012 > 13

10 scienza in primo piano Fig. 9 Instradatori interferometrici. In alto: schema del dispositivo: sono indicate le varie porte di entrata (In 1 e In 2 ) e le due direzioni di uscita (porte Through, Th 1 e Th 2, e porta Drop, D). Il cuore dell instradatore è realizzato da due SCISSOR accoppiati realizzati con risonatori a stadio. In basso: spettro di trasmissione della porta estrazione (Drop) e delle due porte attraverso (Through) in funzione dello sfasamento relativo dei due segnali di ingresso ( φ) [11]. accoppiamento possiamo riconfigurare la rete ottica con velocità di riconfigurazione fino alle decine di GHz. Un altra applicazione degli SCISSOR è nel campo dell instradamento inteferometrico. In questi instradatori il protocollo di instradamento non è solo realizzato attraverso la lunghezza d onda del segnale, ma anche dalla fase del segnale stesso. Per ottenere un tipo robusto di instradatore interferometrico che agisca su bande di lunghezze d onda, abbiamo realizzato un instradatore a partire da due SCISSOR accoppiati (fig. 9). Il principio di funzionamento è semplice. Il segnale all ingresso del dispositivo viene diviso in due parti lungo due guide d onda diverse (ingressi In 1 e In 2 in figura). La fase relativa φ dei due segnali viene controllata per determinare la direzione di uscita. Quando la lunghezza d onda del segnale in ingresso soddisfa la condizione di risonanza di Bragg degli SCISSOR, si ha che entrambi gli SCISSOR trasferiscono il segnale sulla guida d onda centrale. Se i due segnali sono tra di loro in fase, allora si ha interferenza costruttiva e il segnale viene trasmesso sulla porta Drop. Se i due segnali sono tra di loro in opposizione di fase, si ha interferenza distruttiva e il segnale viene trasmesso sulle porte Through (fig. 9). Abbiamo controllato la direzione di uscita attraverso la lunghezza d onda e la fase, ovvero il dispositivo è un instradatore interferometrico. Interessante notare come il numero di risonatori che compongono gli SCISSOR serva a mediare su imprecisioni di fabbricazione e renda quindi gli SCISSOR accoppiati dei nodi robusti per realizzare instradatori o interruttori ottici per trattare bande di segnali di lunghezze d onda differenti. 4 Conclusioni In questo articolo abbiamo brevemente passato in rassegna le conseguenze dell applicare il paradigma delle nanotecnologie alla fotonica in silicio. In questo modo siamo stati capaci di dimostrare delle funzionalità aggiuntive ad una tecnologia oramai matura. Sia con silicio nanostrutturato che con circuiti fotonici di dimensioni nanometriche è possibile ingegnerizzare un materiale ben conosciuto come il silicio per indurre nuovi fenomeni che aprono la strada ad applicazioni innovative. 14 < il nuovo saggiatore

11 L. Pavesi et al.: La Nanofotonica in Silicio e la Fotonica con il Nanosilicio Ringraziamenti Questo articolo è basato sul lavoro degli ultimi anni sulla fotonica al silicio svolto dal laboratorio Nanoscienze e dal centro Materiali e Microsistemi. è stato reso possibile anche grazie allo sforzo dei nostri passati collaboratori e studenti che qua ringraziamo senza poterli citare tutti. Inoltre esso è sostenuto da finanziamenti della Provincia Autonoma di Trento (progetto NAOMI), delle fondazioni CARIPLO (progetti Studio della non linearità di guide ottiche in silicio periodicamente stressato per nuove sorgenti laser nel medio infrarosso ) e CARITRO (progetto Colorectal cancer associated macrophages as potential prognostic biomarker and therapeutic target ), e dalla commissione europea (progetti HELIOS, LIMA, POSITIVE, WADIMOS, APCOPPTOR ). Bibliografia [1] N. Prtljaga, E. D Amato, A. Pitanti, R. Guider, E. Froner, S. Larcheri, M. Scarpa e L. Pavesi Photoluminescence of hydrophilic silicon nanocrystals in aqueous solutions, Nanotechnology, 22 (2011) [2] A. Pitanti, M. Ghulinyan, D. Navarro-Urrios, G. Pucker e L. Pavesi Probing the spontaneous emission probability in Si-nc based micro disk resonators, Phys. Rev. Lett., 104 (2010) [3] L. Dal Negro, M. Cazzanelli, B. Danese, L. Pavesi, F. Iacona, G. Franzò e F. Priolo Light amplification in silicon nanocrystals by pump and probe transmission measurements, J. Appl. Phys., 96 (2004) [4] M. Ghulinyan, D. Navarro-Urrios, A. Pitanti, A. Lui, G. Pucker e L. Pavesi Whispering-gallery modes and light emission from a Si-nanocrystal-based single microdisk resonator, Optics Express, 16 (2008) 13218; M. Xie, A. Pitanti, M. Ghulinyan, D. Yang, G. Pucker e L. Pavesi A continuous wave spectroscopy of nonlinear dynamics of Si nanocrystals in a microdisk resonator, Phys. Rev. B, 84 (2011) [5] A. Anopchenko, A. Marconi, M. Wang, G. Pucker, P. Bellutti e L. Pavesi Graded-size Si quantum dot ensembles for efficient lightemitting diodes, Appl. Phys. Lett., 99 (2011) [6] Z. Yuan, G. Pucker, A. Marconi, F. Sgrignuoli, A. Anopchenko, Y. Jestin, L. Ferrario, P. Bellutti, L. Pavesi Silicon nanocrystals as a photoluminescence down shifter for solar cells Solar Energy Materials and solar cells, 95 (2011) 1224; F. Sgrignuoli, G. Paternoster, A. Marconi, P. Ingenhoven, A. Anopchenko, G. Pucker e L. Pavesi Modeling of Silicon Nanocrystals Based Down- Shifter for Enhanced Silicon Solar Cell Performance, J. Appl. Phys., 111 (2012) [7] E. Froner, E. D Amato, R. Adamo, N. Prtljaga, S. Larcheri, L. Pavesi, C. Potrich, A. Rigo, e M. Scarpa, Deoxycholate as an efficient coating agent for hydrophilic silicon nanocrystals, J. Coll. and Inter. Science, 358 (2011) 86. [8] A. Martínez, J. Blasco, P. Sanchis, J. V. Galán, J. García, J. M. Martínez, E. Jordana, P. Gautier, Y. Lebour, R. Guider, P. Pellegrino, S. Hernández, N. Daldosso, B. Garrido, J. M. Fedeli, L. Pavesi, e J. Martí Ultrafast all-optical switching in a siliconnanocrystal based silicon slot waveguide at telecom wavelengths, Nano Lett., 10 (2010) [9] M. Mancinelli, R. Guider, P. Bettotti, M. Masi, M. Rao Vanacharla, L. Pavesi, Coupled-resonator-induced transparency concept for wavelength routing applications, Optics Express, 19 (2011) [10] M. Mancinelli, R. Guider, M. Masi, P. Bettotti, M. Rao Vanacharla, J. M. Fedeli e L. Pavesi Optical characterization of a SCISSOR device, Optics Express, 19 (2011) [11] M. Masi, M. Mancinelli, A. Battarelli, R. Guider, M. Rao Vanarcharla, P. Bettotti, J. M. Fedeli, L. Pavesi A silicon photonic interferometric router device based on SCISSOR concept, IEEE J. Light. Tech., 29 (2011) Letture consigliate I lavori del Laboratorio di Nanoscienze si trovano alla pagina web del laboratorio (http://www.science.unitn.it/~semicon). Inoltre si consigliano le seguenti letture: Silicon based microphotonics: from basics to applications, Proceedings of the International School of Physics E. Fermi : Course CXLI, a cura di O. Bisi, S. U. Campisano, L. Pavesi e F. Priolo (IOS press, Amsterdam) Silicon Photonics, a cura di L. Pavesi and D. Lockwood, in Topics in Applied Physics, vol. 94 (Springer-Verlag, Berlin) Optical interconnects: the silicon approach, a cura di L. Pavesi e G. Guillot, in Springer series in Optical Sciences, vol. 119 (Springer Verlag, Berlin) Silicon Nanocrystals; Fundamentals, Synthesis and Applications a cura di L. Pavesi e R. Turan (Wiley-VCH Verlag GmbH, Berlin) Silicon Photonics II: Components and Integration, a cura di D. Lockwood e L. Pavesi, Springer Series: Topics in Applied Physics, vol. 119 (Springer Verlag, Berlin) Lorenzo Pavesi Lorenzo Pavesi è professore ordinario di fisica sperimentale e dirige il laboratorio Nanoscienze all Università di Trento. Ha ricevuto un dottorato di ricerca dal Politecnico Federale di Losanna. Venuto a Trento nel 1990 ha lavorato sulla fotonica in silicio, prima occupandosi di silicio poroso e poi di silicio nanocristallino. Negli ultimi anni, ha cercato di ampliare lo spettro di applicazione della fotonica al silicio nel campo delle reti ottiche su chip, delle energie rinnovabili e delle applicazioni alla sensoristica ambientale e medicale. Ha pubblicato più di 300 lavori, ha editato più di 10 libri, ha un fattore H di 43, ed è distinguished speaker della società di fotonica dell IEEE e dello SPIE. vol28 / no1-2 / anno2012 > 15

ESPERIENZA N 8: UNA CELLA SOLARE CASALINGA PROPRIETÀ E APPLICAZIONI:

ESPERIENZA N 8: UNA CELLA SOLARE CASALINGA PROPRIETÀ E APPLICAZIONI: ESPERIENZA N 8: UNA CELLA SOLARE CASALINGA PROPRIETÀ E APPLICAZIONI: La cella solare è un spositivo per la trasformazione energia luminosa in energia elettrica. L applicazione più nota questi tipi spositivi

Dettagli

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca Trascrizione del testo e redazione delle soluzioni di Paolo Cavallo. La prova Il candidato svolga una relazione

Dettagli

Lo schema a blocchi di uno spettrofotometro

Lo schema a blocchi di uno spettrofotometro Prof.ssa Grazia Maria La Torre è il seguente: Lo schema a blocchi di uno spettrofotometro SORGENTE SISTEMA DISPERSIVO CELLA PORTACAMPIONI RIVELATORE REGISTRATORE LA SORGENTE delle radiazioni elettromagnetiche

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

Capitolo 2 Caratteristiche delle sorgenti luminose In questo capitolo sono descritte alcune grandezze utili per caratterizzare le sorgenti luminose.

Capitolo 2 Caratteristiche delle sorgenti luminose In questo capitolo sono descritte alcune grandezze utili per caratterizzare le sorgenti luminose. Capitolo 2 Caratteristiche delle sorgenti luminose In questo capitolo sono descritte alcune grandezze utili per caratterizzare le sorgenti luminose. 2.1 Spettro di emissione Lo spettro di emissione di

Dettagli

Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione

Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione 1. L elettrone ha una massa di 9.1 10-31 kg ed una carica elettrica di -1.6 10-19 C. Ricordando che la forza gravitazionale

Dettagli

Strumenti Elettronici Analogici/Numerici

Strumenti Elettronici Analogici/Numerici Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni Strumenti Elettronici Analogici/Numerici Ing. Andrea Zanobini Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni

Dettagli

Unità 12. La corrente elettrica

Unità 12. La corrente elettrica Unità 12 La corrente elettrica L elettricità risiede nell atomo Modello dell atomo: al centro c è il nucleo formato da protoni e neutroni ben legati tra di loro; in orbita intorno al nucleo si trovano

Dettagli

FUNZIONAMENTO DI UN BJT

FUNZIONAMENTO DI UN BJT IL TRANSISTOR BJT Il transistor inventato nel 1947, dai ricercatori Bardeen e Brattain, è il componente simbolo dell elettronica. Ideato in un primo momento, come sostituto delle valvole a vuoto per amplificare

Dettagli

Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015

Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015 Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015 Piano di lavoro annuale Materia : Fisica Classi Quinte Blocchi tematici Competenze Traguardi formativi

Dettagli

Che cos è la luce? (Luce, colori, visioni.quale sarà mai il loro segreto?) Prof. Gianluca Todisco

Che cos è la luce? (Luce, colori, visioni.quale sarà mai il loro segreto?) Prof. Gianluca Todisco Che cos è la luce? (Luce, colori, visioni.quale sarà mai il loro segreto?) 1 LA LUCE NELLA STORIA Nell antica Grecia c era chi (i pitagorici) pensavano che ci fossero dei fili sottili che partono dagli

Dettagli

SUPERCONDUTTIVITÀ. A cura di: Andrea Sosso I.N.RI.M. (IEN)

SUPERCONDUTTIVITÀ. A cura di: Andrea Sosso I.N.RI.M. (IEN) SUPERCONDUTTIVITÀ A cura di: Andrea Sosso I.N.RI.M. (IEN) Il fenomeno della superconduttività è stato osservato per la prima volta nel 1911 dal fisico olandese Heike Kamerlingh Onnes dell'università de

Dettagli

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica).

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica). 3.4. I LIVELLI I livelli sono strumenti a cannocchiale orizzontale, con i quali si realizza una linea di mira orizzontale. Vengono utilizzati per misurare dislivelli con la tecnica di livellazione geometrica

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli

Le Armoniche INTRODUZIONE RIFASAMENTO DEI TRASFORMATORI - MT / BT

Le Armoniche INTRODUZIONE RIFASAMENTO DEI TRASFORMATORI - MT / BT Le Armoniche INTRODUZIONE Data una grandezza sinusoidale (fondamentale) si definisce armonica una grandezza sinusoidale di frequenza multipla. L ordine dell armonica è il rapporto tra la sua frequenza

Dettagli

CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA. Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1

CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA. Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1 CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1 INDICE CORRENTE ELETTRICA...3 INTENSITÀ DI CORRENTE...4 Carica elettrica...4 LE CORRENTI CONTINUE O STAZIONARIE...5 CARICA ELETTRICA ELEMENTARE...6

Dettagli

14. Controlli non distruttivi

14. Controlli non distruttivi 14.1. Generalità 14. Controlli non distruttivi La moderna progettazione meccanica, basata sempre più sull uso di accurati codici di calcolo e su una accurata conoscenza delle caratteristiche del materiale

Dettagli

Vetro e risparmio energetico Controllo solare. Bollettino tecnico

Vetro e risparmio energetico Controllo solare. Bollettino tecnico Vetro e risparmio energetico Controllo solare Bollettino tecnico Introduzione Oltre a consentire l ingresso di luce e a permettere la visione verso l esterno, le finestre lasciano entrare anche la radiazione

Dettagli

Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande

Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande Obiettivi - Descrivere il comportamento quantistico di un elettrone in un cristallo unidimensionale - Spiegare l origine delle bande di

Dettagli

FASE O. FASCICOLO TEORICO

FASE O. FASCICOLO TEORICO FASE O. FASCICOLO TEORICO Prima parte O1. Le onde ONDE MECCANICHE Un'onda meccanica è la propagazione di una perturbazione in un mezzo (gassoso, liquido o solido). Per formare un'onda meccanica occorrono

Dettagli

LATCH E FLIP-FLOP. Fig. 1 D-latch trasparente per ck=1

LATCH E FLIP-FLOP. Fig. 1 D-latch trasparente per ck=1 LATCH E FLIPFLOP. I latch ed i flipflop sono gli elementi fondamentali per la realizzazione di sistemi sequenziali. In entrambi i circuiti la temporizzazione è affidata ad un opportuno segnale di cadenza

Dettagli

Studio sperimentale della propagazione di un onda meccanica in una corda

Studio sperimentale della propagazione di un onda meccanica in una corda Studio sperimentale della propagazione di un onda meccanica in una corda Figura 1: Foto dell apparato sperimentale. 1 Premessa 1.1 Velocità delle onde trasversali in una corda E esperienza comune che quando

Dettagli

Vedere ciò che non si vede

Vedere ciò che non si vede Vedere ciò che non si vede LA LUCE UV È INVISIBILE Tuttavia essa influenza l aspetto finale dei prodotti stampati. Pertanto è importante conoscere le condizioni di visualizzazione in cui sono destinati

Dettagli

Bus di sistema. Bus di sistema

Bus di sistema. Bus di sistema Bus di sistema Permette la comunicazione (scambio di dati) tra i diversi dispositivi che costituiscono il calcolatore E costituito da un insieme di fili metallici che danno luogo ad un collegamento aperto

Dettagli

I modelli atomici da Dalton a Bohr

I modelli atomici da Dalton a Bohr 1 Espansione 2.1 I modelli atomici da Dalton a Bohr Modello atomico di Dalton: l atomo è una particella indivisibile. Modello atomico di Dalton Nel 1808 John Dalton (Eaglesfield, 1766 Manchester, 1844)

Dettagli

Circuiti Elettrici. Schema riassuntivo. Assumendo positive le correnti uscenti da un nodo e negative quelle entranti si formula l importante

Circuiti Elettrici. Schema riassuntivo. Assumendo positive le correnti uscenti da un nodo e negative quelle entranti si formula l importante Circuiti Elettrici Schema riassuntivo Leggi fondamentali dei circuiti elettrici lineari Assumendo positive le correnti uscenti da un nodo e negative quelle entranti si formula l importante La conseguenza

Dettagli

AMPLIFICATORI OTTICI

AMPLIFICATORI OTTICI AMLIFICATORI OTTICI Le fibre ottiche attenuano perché hanno delle perdite. Gli amplificatori ottici servono a compensare le perdite delle tratte in fibra. Fino agli anni 80 l amplificazione veniva fatta

Dettagli

L'applicazione dei nanomateriali alle superfici esterne e nelle camere del profilo in PVC: finalità e obiettivi. info@novares.org

L'applicazione dei nanomateriali alle superfici esterne e nelle camere del profilo in PVC: finalità e obiettivi. info@novares.org L'applicazione dei nanomateriali alle superfici esterne e nelle camere del profilo in PVC: finalità e obiettivi Enrico Boccaleri, Ph.D.,, Leonardo Maffia, Ing., Ph.D.,, Giuseppe Rombolà, Ph.D. info@novares.org

Dettagli

QUESITI A RISPOSTA APERTA

QUESITI A RISPOSTA APERTA QUESITI A RISPOSTA APERTA 1.Che cosa sono gli spettri stellari e quali informazioni si possono trarre dal loro studio? Lo spettro di un qualsiasi corpo celeste altro non è che l insieme di tutte le frequenze

Dettagli

TEORIA PERTURBATIVA DIPENDENTE DAL TEMPO

TEORIA PERTURBATIVA DIPENDENTE DAL TEMPO Capitolo 14 EORIA PERURBAIVA DIPENDENE DAL EMPO Nel Cap.11 abbiamo trattato metodi di risoluzione dell equazione di Schrödinger in presenza di perturbazioni indipendenti dal tempo; in questo capitolo trattiamo

Dettagli

Sensori di Posizione, Velocità, Accelerazione

Sensori di Posizione, Velocità, Accelerazione Sensori di Posizione, Velocità, Accelerazione POSIZIONE: Sensori di posizione/velocità Potenziometro Trasformatore Lineare Differenziale (LDT) Encoder VELOCITA Dinamo tachimetrica ACCELERAZIONE Dinamo

Dettagli

I componenti di un Sistema di elaborazione. CPU (central process unit)

I componenti di un Sistema di elaborazione. CPU (central process unit) I componenti di un Sistema di elaborazione. CPU (central process unit) I componenti di un Sistema di elaborazione. CPU (central process unit) La C.P.U. è il dispositivo che esegue materialmente gli ALGORITMI.

Dettagli

Studio dei LED organici e loro applicazioni per display

Studio dei LED organici e loro applicazioni per display Università degli Studi di Padova Dipartimento di Ingegneria dell Informazione Corso di Laurea in Ingegneria dell Informazione Tesi di laurea triennale in Ingegneria dell Informazione Studio dei LED organici

Dettagli

Fisica delle Particelle: esperimenti. Fabio Bossi (LNF-INFN) fabio.bossi@lnf.infn.it

Fisica delle Particelle: esperimenti. Fabio Bossi (LNF-INFN) fabio.bossi@lnf.infn.it Fisica delle Particelle: esperimenti Fabio Bossi (LNF-INFN) fabio.bossi@lnf.infn.it Il processo scientifico di conoscenza Esperimento Osservazione quantitativa di fenomeni riguardanti alcune particelle

Dettagli

Correnti e circuiti a corrente continua. La corrente elettrica

Correnti e circuiti a corrente continua. La corrente elettrica Correnti e circuiti a corrente continua La corrente elettrica Corrente elettrica: carica che fluisce attraverso la sezione di un conduttore in una unità di tempo Q t Q lim t 0 t ntensità di corrente media

Dettagli

Ing Guido Picci Ing Silvano Compagnoni

Ing Guido Picci Ing Silvano Compagnoni Condensatori per rifasamento industriale in Bassa Tensione: tecnologia e caratteristiche. Ing Guido Picci Ing Silvano Compagnoni 1 Tecnologia dei condensatori Costruzione Com è noto, il principio costruttivo

Dettagli

IL SAMPLE AND HOLD UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO. Progetto di Fondamenti di Automatica. PROF.: M. Lazzaroni

IL SAMPLE AND HOLD UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO. Progetto di Fondamenti di Automatica. PROF.: M. Lazzaroni UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI Corso di Laurea in Informatica IL SAMPLE AND HOLD Progetto di Fondamenti di Automatica PROF.: M. Lazzaroni Anno Accademico

Dettagli

LA STRUTTURA DELL ATOMO 4.A PRE-REQUISITI 4.B PRE-TEST 4.6 ENERGIE DI IONIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE DEGLI ELETTRONI 4.C OBIETTIVI

LA STRUTTURA DELL ATOMO 4.A PRE-REQUISITI 4.B PRE-TEST 4.6 ENERGIE DI IONIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE DEGLI ELETTRONI 4.C OBIETTIVI LA STRUTTURA DELL ATOMO 4.A PRE-REQUISITI 4.B PRE-TEST 4.C OBIETTIVI 4.1 UNO SGUARDO ALLA STORIA 4.2 L ATOMO DI BOHR (1913) 4.5.2 PRINCIPIO DELLA MASSIMA MOLTEPLICITA (REGOLA DI HUND) 4.5.3 ESERCIZI SVOLTI

Dettagli

/ * " 6 7 -" 1< " *,Ê ½, /, "6, /, Ê, 9Ê -" 1/ " - ÜÜÜ Ìi «V Ì

/ *  6 7 - 1<  *,Ê ½, /, 6, /, Ê, 9Ê - 1/  - ÜÜÜ Ìi «V Ì LA TRASMISSIONE DEL CALORE GENERALITÀ 16a Allorché si abbiano due corpi a differenti temperature, la temperatura del corpo più caldo diminuisce, mentre la temperatura di quello più freddo aumenta. La progressiva

Dettagli

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DELL AQUILA Scuola di Specializzazione per la Formazione degli Insegnanti nella Scuola Secondaria Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico Prof. Umberto Buontempo

Dettagli

LEZIONE 5 Interazione Particelle Cariche-Materia

LEZIONE 5 Interazione Particelle Cariche-Materia LEZIONE 5 Interazione Particelle Cariche-Materia Particelle alfa Le particelle alfa interagiscono intensamente con la materia attraverso collisioni/interazioni che producono lungo la traccia una elevata

Dettagli

IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI

IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI LINEE D INDIRIZZO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI CORRELATI ALL INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOTAICI SU EDIFICI DESTINATI

Dettagli

LA MEMBRANA PLASMATICA

LA MEMBRANA PLASMATICA LA MEMBRANA PLASMATICA 1. LE FUNZIONI DELLA MEMBRANA PLASMATICA La membrana plasmatica svolge le seguenti funzioni: 1. tenere concentrate tutte le sostanze indispensabili alla vita: è proprio la membrana

Dettagli

ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione.

ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione. ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione. COMPETENZE MINIME- INDIRIZZO : ELETTROTECNICA ED AUTOMAZIONE 1) CORSO ORDINARIO Disciplina: ELETTROTECNICA

Dettagli

Le funzioni di una rete (parte 1)

Le funzioni di una rete (parte 1) Marco Listanti Le funzioni di una rete (parte 1) Copertura cellulare e funzioni i di base di una rete mobile Strategia cellulare Lo sviluppo delle comunicazioni mobili è stato per lungo tempo frenato da

Dettagli

La corrente elettrica

La corrente elettrica Unità didattica 8 La corrente elettrica Competenze Costruire semplici circuiti elettrici e spiegare il modello di spostamento delle cariche elettriche. Definire l intensità di corrente, la resistenza e

Dettagli

U N I V E R S I T À D E G L I S T U D I D I T O R I N O

U N I V E R S I T À D E G L I S T U D I D I T O R I N O U N I V E R S I T À D E G L I S T U D I D I T O R I N O Il Centro della Innovazione Nato inizialmente per ospitare alcune attività didattiche dell Università di Torino, il complesso polifunzionale di Via

Dettagli

Anche tu utilizzi lastre (X-Ray Film) in Chemiluminescenza?

Anche tu utilizzi lastre (X-Ray Film) in Chemiluminescenza? Anche tu utilizzi lastre (X-Ray Film) in Chemiluminescenza? Con ALLIANCE Uvitec di Eppendorf Italia risparmi tempo e materiale di consumo, ottieni immagini quantificabili e ci guadagni anche in salute.

Dettagli

Classe 3 D Bucci Arianna Evangelista Andrea Palombo Leonardo Ricci Alessia Progetto di Scienze a.s. 2013/2014. Prof.ssa Piacentini Veronica

Classe 3 D Bucci Arianna Evangelista Andrea Palombo Leonardo Ricci Alessia Progetto di Scienze a.s. 2013/2014. Prof.ssa Piacentini Veronica Classe 3 D Bucci Arianna Evangelista Andrea Palombo Leonardo Ricci Alessia Progetto di Scienze a.s. 2013/2014 Prof.ssa Piacentini Veronica La corrente elettrica La corrente elettrica è un flusso di elettroni

Dettagli

Istituto per l Energia Rinnovabile. Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Bolzano, Gennaio 2013

Istituto per l Energia Rinnovabile. Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Bolzano, Gennaio 2013 Istituto per l Energia Rinnovabile Catasto Solare Alta Val di Non Relazione Versione: 2.0 Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Coordinamento e Revisione: dott. Daniele Vettorato, PhD (daniele.vettorato@eurac.edu)

Dettagli

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro.

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro. C Caldaia L'unità centrale scambiatore termico-bruciatore destinata a trasmettere all'acqua il calore prodotto dalla combustione. v. Camera di combustione, Centrali termiche, Efficienza di un impianto

Dettagli

(2) t B = 0 (3) E t In presenza di materia, le stesse equazioni possono essere scritte E = B

(2) t B = 0 (3) E t In presenza di materia, le stesse equazioni possono essere scritte E = B Equazioni di Maxwell nei mezzi e indice di rifrazione I campi elettrici e magnetici (nel vuoto) sono descritti dalle equazioni di Maxwell (in unità MKSA) E ϱ ɛ 0 () E B (2) B 0 (3) E B µ 0 j + µ 0 ɛ 0

Dettagli

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante.

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante. Ozono (O 3 ) Che cos è Danni causati Evoluzione Metodo di misura Che cos è L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere

Dettagli

RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA

RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA Nicola Mazzei - Antonella Mazzei Stazione sperimentale per i Combustibili - Viale A. De Gasperi, 3-20097 San Donato Milanese Tel.:

Dettagli

AUDIOSCOPE Mod. 2813-E - Guida all'uso. Rel. 1.0 DESCRIZIONE GENERALE.

AUDIOSCOPE Mod. 2813-E - Guida all'uso. Rel. 1.0 DESCRIZIONE GENERALE. 1 DESCRIZIONE GENERALE. DESCRIZIONE GENERALE. L'analizzatore di spettro Mod. 2813-E consente la visualizzazione, in ampiezza e frequenza, di segnali musicali di frequenza compresa tra 20Hz. e 20KHz. in

Dettagli

Termometro Infrarossi ad Alte Temperature con Puntatore Laser

Termometro Infrarossi ad Alte Temperature con Puntatore Laser Manuale d Istruzioni Termometro Infrarossi ad Alte Temperature con Puntatore Laser MODELLO 42545 Introduzione Congratulazioni per aver acquistato il Termometro IR Modello 42545. Il 42545 può effettuare

Dettagli

L OSCILLOSCOPIO. L oscilloscopio è il più utile e versatile strumento di misura per il test delle apparecchiature e dei

L OSCILLOSCOPIO. L oscilloscopio è il più utile e versatile strumento di misura per il test delle apparecchiature e dei L OSCILLOSCOPIO L oscilloscopio è il più utile e versatile strumento di misura per il test delle apparecchiature e dei circuiti elettronici. Nel suo uso abituale esso ci consente di vedere le forme d onda

Dettagli

Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it

Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it Corso di laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it Trasmettitore

Dettagli

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1)

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1) 10 - La voce umana Lo strumento a fiato senz altro più importante è la voce, ma è anche il più difficile da trattare in modo esauriente in queste brevi note, a causa della sua complessità. Vediamo innanzitutto

Dettagli

AC Anywhere. Inverter. Manuale utente. F5C400u140W, F5C400u300W F5C400eb140W e F5C400eb300W

AC Anywhere. Inverter. Manuale utente. F5C400u140W, F5C400u300W F5C400eb140W e F5C400eb300W AC Anywhere Inverter (prodotto di classe II) Manuale utente F5C400u140W, F5C400u300W F5C400eb140W e F5C400eb300W Leggere attentamente le istruzioni riguardanti l installazione e l utilizzo prima di utilizzare

Dettagli

I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE

I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE Nell ultima notte di osservazione abbiamo visto bellissime immagini della Galassia, delle sue stelle e delle nubi di gas che la compongono.

Dettagli

Radioastronomia. Come costruirsi un radiotelescopio

Radioastronomia. Come costruirsi un radiotelescopio Radioastronomia Come costruirsi un radiotelescopio Come posso costruire un radiotelescopio? Non esiste un unica risposta a tale domanda, molti sono i progetti che si possono fare in base al tipo di ricerca

Dettagli

AmpEQ. Amplificatore equlizzato atto a compensare la disequalizzazione provocata da lunghe tratte di cavi coassiali

AmpEQ. Amplificatore equlizzato atto a compensare la disequalizzazione provocata da lunghe tratte di cavi coassiali AmpEQ Amplificatore equlizzato atto a compensare la disequalizzazione provocata da lunghe tratte di cavi coassiali GAI04 Memo Series Alessandro Scalambra Rev: Sergio Mariotti, Jader Monari I.N.A.F GAI04-FR-2.0

Dettagli

DE e DTE: PROVA SCRITTA DEL 26 Gennaio 2015

DE e DTE: PROVA SCRITTA DEL 26 Gennaio 2015 DE e DTE: PROVA SCRITTA DEL 26 Gennaio 2015 ESERCIZIO 1 (DE,DTE) Un transistore bipolare n + pn con N Abase = N Dcollettore = 10 16 cm 3, µ n = 0.09 m 2 /Vs, µ p = 0.035 m 2 /Vs, τ n = τ p = 10 6 s, S=1

Dettagli

CENTRALINA ELETTRONICA FAR Art. 9600-9612 - 9613

CENTRALINA ELETTRONICA FAR Art. 9600-9612 - 9613 CENTRALINA ELETTRONICA FAR Art. 9600-9612 - 9613 MANUALE D ISTRUZIONE SEMPLIFICATO La centralina elettronica FAR art. 9600-9612-9613 è adatta all utilizzo su impianti di riscaldamento dotati di valvola

Dettagli

Fisica quantistica. Introduzione alla polarizzazione e altri sistemi a due livelli. Christian Ferrari. Liceo di Locarno

Fisica quantistica. Introduzione alla polarizzazione e altri sistemi a due livelli. Christian Ferrari. Liceo di Locarno Fisica quantistica Introduzione alla polarizzazione e altri sistemi a due livelli Christian Ferrari Liceo di Locarno Sommario La polarizzazione della luce e del fotone Altri sistemi a due livelli L evoluzione

Dettagli

PET. Radionuclidi più utilizzati nella PET. Elemento prodotto T 1/2 in minuti primi B5 20 C6 10 N7 2 F 9 O8 110

PET. Radionuclidi più utilizzati nella PET. Elemento prodotto T 1/2 in minuti primi B5 20 C6 10 N7 2 F 9 O8 110 PET L acronimo PET sta per Positron Emission Tomography. Come per la SPECT, anche in questo caso si ha a che fare con una tecnica tomografica d indagine di tipo emissivo in quanto la sorgente di radiazione

Dettagli

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Come abbiamo visto nelle pagine precedenti il Sistema Solare è un insieme di molti corpi celesti, diversi fra loro. La sua forma complessiva è quella

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it L INTENSITÀ DELLA CORRENTE ELETTRICA Consideriamo una lampadina inserita in un circuito elettrico costituito da fili metallici ed un interruttore.

Dettagli

Cenni di Elettronica non Lineare

Cenni di Elettronica non Lineare 1 Cenni di Elettronica non Lineare RUOLO DELL ELETTRONICA NON LINEARE La differenza principale tra l elettronica lineare e quella non-lineare risiede nel tipo di informazione che viene elaborata. L elettronica

Dettagli

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second life" Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di second life Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191 Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second

Dettagli

Riscaldamento dell acqua con pannelli fotovoltaici

Riscaldamento dell acqua con pannelli fotovoltaici RISCALDATORI DI ACQUA IBRIDI LOGITEX LX AC, LX AC/M, LX AC/M+K Gamma di modelli invenzione brevettata Riscaldamento dell acqua con pannelli fotovoltaici Catalogo dei prodotti Riscaldatore dell acqua Logitex

Dettagli

sensori di livello Sensori di livello Interruttori tt idi livello Usata nei sistemi di regolazione

sensori di livello Sensori di livello Interruttori tt idi livello Usata nei sistemi di regolazione sensori di livello Introduzione Misura di livello: determinare la posizione, rispetto ad un piano di riferimento, dell interfaccia tra due fluidi separati per azione della forza di gravità Usata nei sistemi

Dettagli

25/01/2014. Perché filtrare la luce? Filtri e lenti per patologie oculari. Cosa conoscere? Spettro elettromagnetico. Radiazione elettromagnetica

25/01/2014. Perché filtrare la luce? Filtri e lenti per patologie oculari. Cosa conoscere? Spettro elettromagnetico. Radiazione elettromagnetica Filtri e lenti per patologie oculari FIRENZE 19 GENNAIO 2014 Silvano Abati silvanoabati@tiscali.it Dr. Scuola Internazionale di Ottica Optometria Firenze Stazione di Santa Maria Novella Binario 1 A Perché

Dettagli

RETI DI CALCOLATORI E APPLICAZIONI TELEMATICHE

RETI DI CALCOLATORI E APPLICAZIONI TELEMATICHE RETI DI CALCOLATORI E APPLICAZIONI TELEMATICHE Prof. PIER LUCA MONTESSORO Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Udine 1999 Pier Luca Montessoro (si veda la nota a pagina 2) 1 Nota di Copyright

Dettagli

LA CORRETTA SCELTA DI UN IMPIANTO PER LA TEMPRA AD INDUZIONE Come calcolare la potenza necessaria

LA CORRETTA SCELTA DI UN IMPIANTO PER LA TEMPRA AD INDUZIONE Come calcolare la potenza necessaria LA CORRETTA SCELTA DI UN IMPIANTO PER LA TEMPRA AD INDUZIONE Come calcolare la potenza necessaria Quale frequenza di lavoro scegliere Geometria del pezzo da trattare e sue caratteristiche elettromagnetiche

Dettagli

M A G N E T I C I G E N E R A L I T A'

M A G N E T I C I G E N E R A L I T A' S C H E R M I M A G N E T I C I G E N E R A L I T A' Gli schermi magnetici hanno la funzione di proteggere oggetti sensibili dall'aggressione magnetica esterna. Questi schermi possono essere suddivisi

Dettagli

Saldatura ad arco Generalità

Saldatura ad arco Generalità Saldatura ad arco Saldatura ad arco Generalità Marchio CE: il passaporto qualità, conformità, sicurezza degli utenti 2 direttive europee Direttiva 89/336/CEE del 03 maggio 1989 applicabile dall 01/01/96.

Dettagli

Campioni atomici al cesio

Campioni atomici al cesio Campioni atomici al cesio Introduzione Gli orologi con oscillatore a cristallo di quarzo, che si sono via via rivelati più affidabili e precisi degli orologi a pendolo, hanno iniziato a sostituire questi

Dettagli

I CIRCUITI ELETTRICI

I CIRCUITI ELETTRICI I CIRCUITI ELETTRICI Ogni dispositivo elettronico funziona grazie a dei circuiti elettrici. Le grandezze che descrivono un circuito elettrico sono: l intensità di corrente elettrica (i), cioè la carica

Dettagli

Onde e suono. Roberto Cirio. Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche Anno accademico 2007 2008 Corso di Fisica

Onde e suono. Roberto Cirio. Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche Anno accademico 2007 2008 Corso di Fisica Onde e suono Roberto Cirio Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche Anno accademico 2007 2008 Corso di Fisica La lezione di oggi Oscillazioni e onde Sovrapposizione di onde L orecchio Fisica

Dettagli

MODULO SOLARE A DUE VIE PER IMPIANTI SVUOTAMENTO

MODULO SOLARE A DUE VIE PER IMPIANTI SVUOTAMENTO Schede tecniche Moduli Solari MODULO SOLARE A DUE VIE PER IMPIANTI SVUOTAMENTO Il gruppo con circolatore solare da 1 (180 mm), completamente montato e collaudato, consiste di: RITORNO: Misuratore regolatore

Dettagli

Cos è un protocollo? Ciao. Ciao 2:00. tempo. Un protocollo umano e un protocollo di reti di computer:

Cos è un protocollo? Ciao. Ciao 2:00. <file> tempo. Un protocollo umano e un protocollo di reti di computer: Cos è un protocollo? Un protocollo umano e un protocollo di reti di computer: Ciao Ciao Hai l ora? 2:00 tempo TCP connection request TCP connection reply. Get http://www.di.unito.it/index.htm Domanda:

Dettagli

Esposizioni in condizioni complesse. Gian Marco Contessa grazie a Rosaria Falsaperla gianmarco.contessa@ispesl.it

Esposizioni in condizioni complesse. Gian Marco Contessa grazie a Rosaria Falsaperla gianmarco.contessa@ispesl.it Esposizioni in condizioni complesse Gian Marco Contessa grazie a Rosaria Falsaperla gianmarco.contessa@ispesl.it Valutazione dell esposizione a CEM La valutazione pratica dell esposizione ai campi elettrici

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

LE FONTI ENERGETICHE.

LE FONTI ENERGETICHE. LE FONTI ENERGETICHE. Il problema La maggior parte dell'energia delle fonti non rinnovabili è costituita dai combustibili fossili quali carbone, petrolio e gas naturale che ricoprono l'80% del fabbisogno

Dettagli

RELAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE

RELAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE RELAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE Fattori di impatto ambientale Un sistema fotovoltaico non crea un impatto ambientale importante, visto che tale tecnologia è utilizzata per il risparmio energetico. I fattori

Dettagli

2. L INQUINAMENTO ATMOSFERICO

2. L INQUINAMENTO ATMOSFERICO 2. L INQUINAMENTO ATMOSFERICO L aria è una miscela eterogenea formata da gas e particelle di varia natura e dimensioni. La sua composizione si modifica nello spazio e nel tempo per cause naturali e non,

Dettagli

Modello OSI e architettura TCP/IP

Modello OSI e architettura TCP/IP Modello OSI e architettura TCP/IP Differenza tra modello e architettura - Modello: è puramente teorico, definisce relazioni e caratteristiche dei livelli ma non i protocolli effettivi - Architettura: è

Dettagli

Irradiatori Ceramici ad Infrarossi

Irradiatori Ceramici ad Infrarossi Irradiatori Ceramici ad Infrarossi Caratteristiche e Vantaggi Temperature superficiali fino a 750 C. La lunghezza d'onda degli infrarossi, a banda medio-ampia, fornisce un riscaldamento irradiato uniformemente

Dettagli

Modal 2 Modulo Analisi modale Modulo per l Analisi della dinamica strutturale.

Modal 2 Modulo Analisi modale Modulo per l Analisi della dinamica strutturale. Modal 2 Modulo Analisi modale Modulo per l Analisi della dinamica strutturale. L analisi modale è un approccio molto efficace al comportamento dinamico delle strutture, alla verifica di modelli di calcolo

Dettagli

PROGETTO E SIMULAZIONI DEL SISTEMA PROPRIETARIO DI LINEE DI TRASMISSIONE. (DDDL= Dual Drive Dual Line) Implementato per il modello CANTICO CX8.

PROGETTO E SIMULAZIONI DEL SISTEMA PROPRIETARIO DI LINEE DI TRASMISSIONE. (DDDL= Dual Drive Dual Line) Implementato per il modello CANTICO CX8. 1 PROGETTO E SIMULAZIONI DEL SISTEMA PROPRIETARIO DI LINEE DI TRASMISSIONE D3L (DDDL= Dual Drive Dual Line) Implementato per il modello CANTICO CX8. CX via ottavio rinuccini, 3 milano info@labirintiacustici.it

Dettagli

Altre novità della nostra ampia gamma di strumenti!

Altre novità della nostra ampia gamma di strumenti! L innovazione ad un prezzo interessante Altre novità della nostra ampia gamma di strumenti! Exacta+Optech Labcenter SpA Via Bosco n.21 41030 San Prospero (MO) Italia Tel: 059-808101 Fax: 059-908556 Mail:

Dettagli

COMPLESSO xxxxxxxxxxx

COMPLESSO xxxxxxxxxxx PROVE DI CARICO SU PALI E INDAGINI SIT COMPLESSO xxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx PROVE N 131/132/133/134/135 /FI 8, 9, 10, 11 Giugno 2009 Committente: Direttore Lavori: Relatore: xxxxxxxxxxxxxxxx

Dettagli

Cenni su Preamplificatori, mixer e segnali

Cenni su Preamplificatori, mixer e segnali Cenni su Preamplificatori, mixer e segnali Preamplificazione: spalanca le porte al suono! Tra mixer, scheda audio, amplificazione, registrazione, il segnale audio compie un viaggio complicato, fatto a

Dettagli

P.U.MA.S. Il Polo di innovazione Umbro MAteriali Speciali e micro-nano tecnologie

P.U.MA.S. Il Polo di innovazione Umbro MAteriali Speciali e micro-nano tecnologie Il Polo di innovazione Umbro MAteriali Speciali e micro-nano tecnologie Il Polo di innovazione Umbro MAteriali Speciali e micro-nano tecnologie diventare grandi pensando piccolo P.U.MA.S. - S.C. a r.l.

Dettagli

Manuale d'uso per Nokia Image Viewer SU-5. 9356197 Edizione 1

Manuale d'uso per Nokia Image Viewer SU-5. 9356197 Edizione 1 Manuale d'uso per Nokia Image Viewer SU-5 9356197 Edizione 1 DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ Noi, NOKIA CORPORATION, dichiariamo sotto la nostra esclusiva responsabilità che il prodotto SU-5 è conforme alle

Dettagli

La base di partenza per la maggior parte dei processi produttivi di materiali ceramici sono le sospensioni. Queste si ottengono dalla miscelazione di

La base di partenza per la maggior parte dei processi produttivi di materiali ceramici sono le sospensioni. Queste si ottengono dalla miscelazione di La base di partenza per la maggior parte dei processi produttivi di materiali ceramici sono le sospensioni. Queste si ottengono dalla miscelazione di un solido (polvere) che diverrà il ceramico, con un

Dettagli

REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI

REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI Presentazione per le scuole primarie A cura di Enrico Forcucci, Paola Di Giacomo e Alessandra Santini ni Promuovere la conoscenza e la diffusione delle energie provenienti

Dettagli

U.D. 6.2 CONTROLLO DI VELOCITÀ DI UN MOTORE IN CORRENTE ALTERNATA

U.D. 6.2 CONTROLLO DI VELOCITÀ DI UN MOTORE IN CORRENTE ALTERNATA U.D. 6.2 CONTROLLO DI VELOCITÀ DI UN MOTORE IN CORRENTE ALTERNATA Mod. 6 Applicazioni dei sistemi di controllo 6.2.1 - Generalità 6.2.2 - Scelta del convertitore di frequenza (Inverter) 6.2.3 - Confronto

Dettagli