REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CRITERI E DELLE MODALITA DI ATTUAZIONE DEGLI ISTITUTI DI MOBILITA

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1 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CRITERI E DELLE MODALITA DI ATTUAZIONE DEGLI ISTITUTI DI MOBILITA Approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 42/536 del

2 Art. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. Il presente Regolamento disciplina i criteri, le modalità ed i termini per l attuazione degli istituti di mobilità, intendendosi per tali: a) mobilità interna. b) mobilità esterna: a. comando, b. trasferimento in entrata, c. trasferimento in uscita. Art. 2 MOBILITA INTERNA 1. Per mobilità interna si intende: a) il trasferimento di un dipendente da una sede ad una diversa, allorché le stesse risultino effettivamente ubicate in luoghi differenti e il trasferimento comporti un mutamento spaziale apprezzabile; b) l assegnazione di un dipendente a mansioni diverse dello stesso profilo professionale rivestito o l attribuzione di un altro profilo professionale, purchè equivalente a quello rivestito, ferme restando la categoria di appartenenza e la posizione economica acquisita. Art. 3 TIPOLOGIA 1. L istituto della mobilità interna è articolato in mobilità volontaria e mobilità obbligatoria. L Amministrazione, nel perseguire le finalità di cui all art. 26 del Regolamento sull ordinamento degli Uffici e dei Servizi, privilegia la mobilità volontaria che viene attivata nei seguenti casi: domanda del dipendente, anche motivata da problemi di salute, familiari o incompatibilità ambientale; richiesta dell Amministrazione. 2. Si definisce mobilità obbligatoria quella posta in essere per ragioni di necessità ed urgenza che rendano indispensabile il ricorso a tale istituto. È pertanto un istituto eccezionale che viene attivato nei seguenti casi: assegnazione del personale alle aree dell Ente a seguito di: a) riorganizzazione degli uffici e dei servizi; b) istituzione di nuovi uffici o servizi; c) inidoneità fisica parziale o totale alla mansione svolta. Tale assegnazione potrà implicare anche il trasferimento ad altra sede; assegnazione ad altra sede per incompatibilità ambientale a seguito di attivazione di procedure disciplinari o richiesta motivata del Direttore; assegnazione ad altra sede e/o ad altra mansione per esigenze eccezionali che richiedono interventi improcrastinabili (mobilità d urgenza) mantenendo in ogni caso la qualifica e la categoria economica d appartenenza. Nei casi suddetti la mobilità è disposta con provvedimento scritto motivato del Direttore, previa concertazione con le OO.SS. firmatarie del C.C.D.I. e le RSU aziendali al fine di tutelare i dipendenti ricercando altresì una soluzione comune in grado di soddisfare entrambe le parti. Nel caso della mobilità d urgenza, il trasferimento del dipendente non può superare i sessanta giorni, naturali e consecutivi, nell arco di un anno, decorrente dall ultimo giorno dell eventuale precedente analogo trasferimento. L ordine di trasferimento deve essere formalizzato per iscritto e - 2 -

3 motivato in relazione alla necessità e all urgenza di garantire le esigenze di cui al comma 2, nonché trasmesso alle OO.SS. entro tre giorni. Decorsi i sessanta giorni il trasferimento decade automaticamente. Art. 4 PROCEDURA PER LA MOBILITA VOLONTARIA 1. La mobilità volontaria si attua come segue: il Direttore inoltra all U.O. Personale le richieste relative al fabbisogno di personale; l U.O. Personale emette un avviso di mobilità interna con l indicazione della qualifica funzionale, del profilo professionale del posto vacante che si deve coprire, dei titoli di studio, professionali e di abilitazione necessari, da pubblicizzarsi mediante affissione all Albo Pretorio dell ente, inviandone copia anche alle OO.SS. e alle RSU aziendali; i dipendenti interessati fanno pervenire la domanda di mobilità, corredata di nulla osta da parte del Responsabile della propria Area di appartenenza, stato di servizio, titolo di studio e titoli vari all U.O. Personale entro il termine di dieci giorni, come indicato nell avviso; una volta formalizzati i provvedimenti di trasferimento del personale, gli stessi verranno trasmessi alle OO.SS. e notificati al personale interessato dopo 48 ore. Art. 5 FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA 1. Nel caso in cui le domande siano in numero superiore rispetto ai posti da occupare, verrà formulata una graduatoria secondo le seguenti modalità: a) mobilità interna comportante cambio di profilo professionale: espletamento di selezione consistente in un colloquio e in una prova pratica inerenti le competenze del nuovo profilo professionale; b) mobilità interna non comportante modifica del profilo professionale: valutazione delle istanze di partecipazione con riferimento al solo possesso dei titoli presentati (studio, servizio e vari) come indicato al successivo art. 6. Art. 6 CRITERI DI VALUTAZIONE 1. Per la valutazione dei titoli presentati, i criteri sono i seguenti: Mobilità con cambio di profilo professionale. Punteggio massimo attribuibile punti 30, di cui: - prove di idoneità alle mansioni: colloquio, max punti 7,5 e prova pratica max punti 7,5; - titoli di studio max punti 4: scuola dell obbligo o di 1 grado: max punti 1, scuola media di 2 grado: max punti 2, scuola media superiore: max punti 3, laurea: max punti 4. - titoli di servizio max punti 8: anzianità in ruolo in qualifiche inferiori punti 0,2/anno; anzianità in ruolo in pari qualifica punti 0,1/anno. - titoli vari max punti 3. Mobilità senza cambio di profilo professionale. Punteggio massimo attribuibile punti 15, secondo quanto indicato per i titoli di studio, di servizio e vari

4 La valutazione dei titoli segue l eventuale prova di idoneità e viene effettuata in caso di superamento della prova stessa. Art. 7 COMMISSIONE GIUDICATRICE 1. La Commissione deputata all espletamento delle prove di idoneità e della valutazione dei titoli ai sensi dell art. 6 è composta da: - Direttore o 1 Responsabile d Area, - 2 Tecnici esperti interni all Ente - 1 Segretario verbalizzante. Art. 8 COMANDO IN ENTRATA 1. Si tratta di un istituto da attivare qualora non si riesca a disporre, mediante la mobilità interna, di personale consortile in possesso di determinati requisiti e particolari capacità professionali. 2. L Amministrazione consortile rimborsa all Ente di provenienza (cui continua a fare carico l obbligo retributivo ed i conseguenti obblighi previdenziali) l onere del trattamento economico del personale comandato riferito alle competenze fisse nonché alle spese per prestazioni straordinarie, per missioni e quelle riferite al trattamento economico accessorio, se spettanti. 3. Il comando viene attivato su assenso dell impiegato e riguarda esclusivamente personale a tempo indeterminato ed in presenza di specifiche disposizioni legislative che consentano il ricorso a tale forma di mobilità. Art. 9 PROCEDURA PER RICHIESTA E RINNOVO COMANDO IN ENTRATA 1. Richiesta, da parte del Direttore, al Servizio Personale dell Amministrazione dell Ente terzo. Il comando, attenendo a specifiche esigenze di servizio, viene attivato su motivata richiesta del Direttore, richiesta che dovrà indicare con la massima precisione le attività e le funzioni che verranno affidate al dipendente e l Area presso la quale verrà assegnato. 2. Assenso da parte del dipendente. Ricevuta la richiesta, il Servizio Personale dell Ente terzo richiede l assenso al dipendente. 3. Richiesta di comando all Amministrazione interessata. Con lettera del Direttore viene richiesto all Ente terzo il comando del dipendente, richiedendo, nel contempo, dati ed informazioni sulla posizione del lavoratore. 4. Risposta dell Amministrazione interessata. Qualora l Amministrazione interessata esprima parere negativo all attivazione del comando, il Servizio Personale archivia la pratica, dandone comunicazione al Direttore dell Ente richiedente e all interessato. Nel caso in cui invece l Amministrazione risponda favorevolmente inviando il provvedimento autorizzativo del comando il Servizio Personale provvederà a fissare la data di inizio del comando che, per ragioni organizzative, decorrerà di norma dal 1 o dal 15 giorno del mese e si provvederà alla stipula di apposita convenzione. 5. Procedura di rinnovo. Dopo un primo periodo di comando, può essere disposto il rinnovo. A tal fine il Direttore, almeno tre mesi prima della scadenza, dovrà far pervenire al Servizio Personale dell Amministrazione interessata una richiesta motivata ove dovranno essere specificate le esigenze di servizio che giustificano la proroga

5 6. Revoca del comando. Il comando può interrompersi anche prima della scadenza per uno dei seguenti motivi: - relazione del Direttore che evidenzi il venir meno delle esigenze di servizio per le quali il comando era stato attivato; - revoca del comando da parte dell Amministrazione di provenienza; - venir meno dell assenso da parte dell impiegato, da comunicarsi almeno 15 giorni prima; - inflazione di sanzioni disciplinari superiori alla censura scritta. Art. 10 COMANDO IN USCITA 1. Le Amministrazioni presso le quali un dipendente consortile può essere comandato, sono, di norma, le medesime previste per il comando in entrata (comparto Enti Locali, comparto Sanità, Enti pubblici anche economici, Enti strumentali o dipendenti). Specifiche disposizioni legislative possono prevedere il comando anche presso diverse amministrazioni. 2. Il comando in uscita, oltre che per esigenze di servizio dell Ente di destinazione, può essere finalizzato a consentire l interscambio di esperienze, la formazione e l aggiornamento professionale. 3. L Amministrazione consortile, alla quale fa carico l obbligo retributivo ed i conseguenti adempimenti previdenziali, continua a corrispondere direttamente al proprio personale comandato presso altri Enti le competenze fisse ed accessorie, con il rimborso da parte dell ente presso il quale il personale presta servizio. Art. 11 PROCEDURA PER LA CONCESSIONE DEL COMANDO IN USCITA 1. Richiesta di comando presentata dall Amministrazione di destinazione. 2. Istanza da parte del dipendente interessato. 3. Acquisizione del parere del Responsabile dell Area in cui opera il dipendente. 4. Archiviazione o autorizzazione al comando. In caso di parere negativo motivato, la pratica viene archiviata e ne viene data notizia all Amministrazione interessata e al dipendente. In caso di parere positivo, viene adottato il relativo provvedimento di autorizzazione e viene stipulata apposita convenzione. Il comando, che non può avere durata superiore a 12 mesi, eventualmente rinnovabili, inizierà di norma il 1 o il 15 giorno del mese. 5. Procedura di rinnovo. Almeno tre mesi prima della scadenza l Ente terzo può avanzare richiesta di proroga e il Direttore adotterà il relativo provvedimento. Nel caso in cui la proroga non venga richiesta o non venga autorizzata, l impiegato riprenderà servizio dal giorno successivo alla scadenza. 6. Revoca del comando. Il comando può interrompersi, anche prima della scadenza, per uno dei seguenti motivi: - richiesta dell Amministrazione ove presta servizio il dipendente; - richiesta del dipendente, acquisito il parere dell Ente; - iniziativa dell Amministrazione consortile. Art. 12 MOBILITA IN ENTRATA DA ALTRI ENTI 1. La mobilità in entrata da altri Enti è consentita solo se prevista all interno dell atto che definisce il fabbisogno del personale

6 2. Tale mobilità deve essere attivata a mezzo selezione per titoli e colloquio tramite apposito avviso pubblicato per almeno 20 giorni all Albo Pretorio dell Ente, all interno del sito internet istituzionale e possibilmente anche per estratto su almeno un giornale a diffusione nazionale ed un giornale a diffusione regionale. 3. Il colloquio avrà luogo anche qualora pervenga una sola istanza di mobilità per la professionalità ricercata 4. In via eccezionale, per gravi motivi organizzativi connotati dall urgenza di reclutare l unità prevista in fabbisogno, previa deliberazione di Consiglio d Amministrazione, è consentito il reclutamento tramite l esame delle istanze spontanee di mobilità esterna pervenute all Amministrazione. 5. Le istanze spontanee di cui al punto precedente giunte e protocollate al di fuori di apposito e preventivo avviso di selezione, sono archiviate in apposita banca dati tenuta a cura dell U.O. Personale. Art. 13 BANDO DI MOBILITA ESTERNA 1. Il bando di mobilità esterna deve contenere i seguenti elementi: a. profilo professionale con specificazione delle mansioni svolte, b. area e U.O. di assegnazione, c. eventuali requisiti specifici ed essenziali richiesti per il posto messo a selezione, d. modalità di presentazione della domanda, e. modalità di svolgimento del colloquio. 2. I candidati dovranno dichiarare nella domanda di partecipazione: a. generalità, codice fiscale, stato civile, residenza, titoli di studio, recapiti telefonici, b. Ente di appartenenza, categoria e profilo professionale d appartenenza, c. possesso dei requisiti previsti dal bando, d. ogni altro elemento utile ai fini della formazione della graduatoria. Art. 14 REQUISITI GENERALI PER L AMMISSIONE ALLE SELEZIONI PER MOBILITA 1. Per l ammissione alle selezioni è richiesto il possesso dei seguenti requisiti: a. essere dipendente di ruolo di altra amministrazione pubblica, b. essere inquadrato nella stessa categoria del posto messo a selezione ed essere in possesso dello stesso profilo professionale, o almeno di profilo professionale compatibile (ad insindacabile giudizio della Commissione) da almeno 12 mesi, c. essere in possesso del formale nulla-osta al trasferimento da parte dell Amministrazione di provenienza. Art. 15 COMMISSIONE 1. La Commissione Giudicatrice è composta dal Direttore, dal Responsabile dell Area e dal Responsabile dell U.O. entro cui verrà inserito il dipendente da assumere e da un Segretario verbalizzante nella persona di un operatore dell Ufficio Personale. 2. La Commissione provvede alla valutazione delle domande e dei titoli e provvede all effettuazione del colloquio con i candidati ammessi ad alla stesura della graduatoria finale

7 3. La Commissione, ove ritenuto necessario, potrà avvalersi della consulenza di un esperto per la valutazione di particolari professionalità aventi natura specialistica. 4. Di ogni seduta della Commissione viene redatto apposito verbale. Art. 16 PUNTEGGI 1. La Commissione dispone di 20 PUNTI per la prova del colloquio e di 10 PUNTI per la valutazione dei titoli. 2. Il superamento della prova colloquio è subordinato al raggiungimento di una valutazione pari o superiore a 14/ Ai fini della valutazione, i titoli sono suddivisi in quattro categorie ed i complessivi 10 punti previsti sono così ripartiti: a. Anzianità di servizio nella stessa qualifica o analogo profilo professionale max punti 4,00: per ogni anno di anzianità punti 0,5 fino ad un massimo di 4,00 punti. b. Comparto di provenienza max punti 0,50: provenienza da Enti del comparto Regioni Autonomie Locali punti 0,50; provenienza da Enti appartenenti ad altri comparti punti 0,25. c. Curriculum formativo e professionale max punti 3,00: nel curriculum formativo e professionale sono valutate le attività professionali e di studio formalmente documentabili, idonee ad evidenziare ulteriormente il livello di qualificazione professionale acquisito nell arco dell intera carriera e specifiche alla posizione funzionale da conferire. In tale categoria rientrano altresì il titolo di studio posseduto, lo svolgimento di incarichi speciali e consulenze, l attività di docenza o di relatore in convegni o seminari, la partecipazione a corsi di formazione professionale nonché ogni altra attività utile ad evidenziare l attitudine all esercizio delle funzioni attribuite al profilo posto a Selezione, comprese eventuali esperienze lavorative non valutate nella precedente categoria dell anzianità di servizio nella qualifica, ritenute significative dalla Commissione. L attribuzione del punteggio viene effettuata sulla scorta della valutazione unitaria del complesso dell attività formativa e professionale del dipendente candidato e dovrà essere adeguatamente motivata. d. Carichi di famiglia max punti 2,00: dipendente con 4 o più persone a carico ai fini fiscali punti 2,00; dipendente con 3 persone a carico ai fini fiscali punti 1,50; dipendente con 2 persone a carico ai fini fiscali punti 1,00; dipendente con 1 persona a carico a fini fiscali punti 0,50; dipendente con nessuna persona a carico a fini fiscali 0,00 punti. e. Beneficio di avvicinamento alla residenza max punti 0,50: il punteggio di cui al presente paragrafo verrà assegnato a giudizio della Commissione in misura proporzionale, valutando, per ciascun aspirante, il beneficio che derivi dal trasferimento in termini di avvicinamento al luogo di residenza. Art. 17 MODALITA DI SVOLGIMENTO DEL COLLOQUIO 1. Il Colloquio effettuato dalla Commissione giudicatrice è finalizzato alla verifica del possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti per il posto da coprire. 2. La Commissione valuterà il colloquio tenendo conto dei seguenti elementi: - preparazione professionale specifica, - grado di autonomia nell esecuzione del lavoro, - 7 -

8 - conoscenza di tecniche di lavoro o di procedure predeterminate necessarie all esecuzione del lavoro, - capacità di individuare soluzioni innovative rispetto all attività svolta. 3. Il colloquio si svolge nel giorno stabilito alla presenza dell intera Commissione e secondo l ordine che sarà deciso dalla medesima secondo il sorteggio da effettuarsi dopo l appello. 4. Il concorrente che non si presenti al colloquio verrà considerato rinunciatario ed escluso dalla selezione. 5. Immediatamente prima dell inizio di ciascuna sessione di colloqui sono predeterminati i quesiti nonché le modalità di espletamento di tale prova. 6. Il colloquio deve svolgersi in un aula aperta al pubblico di capienza idonea ad assicurare la massima partecipazione. 7. Conclusa ogni singola prova individuale la Commissione si ritira e procede alla valutazione del candidato ed attribuisce il punteggio tenuto conto dei criteri di cui al comma 2 del presente articolo nonché delle modalità di valutazione di cui al comma 2 dell art. 16 del presente regolamento. 8. Al termine dell espletamento di tutti i colloqui la Commissione compila l elenco dei candidati esaminati con l indicazione dei voti da ciascuno riportati. Tale elenco, sottoscritto da tutti i componenti della Commissione viene affisso fuori dall aula in cui si sono svolte le prove. Art. 18 GRADUATORIA 1. Ultimata la procedura selettiva la Commissione esaminatrice redige la graduatoria di merito ottenuta sommando il punteggio dei titoli e quello del colloquio, nonché il verbale dei lavori della Commissione medesima comprendente il materiale relativo alla procedura selettiva. 2. A parità di punteggio precede il candidato in possesso di maggior punteggio nella categoria situazione familiare. In caso di ulteriore parità, precede il candidato con maggior anzianità di servizio. 3. Qualora dall esame degli atti emergano irregolarità, omissioni, errori di calcolo o di trascrizione ed altre imperfezioni sanabili da parte della Commissione, il Direttore rimette gli atti alla Commissione esaminatrice affinché si proceda ai perfezionamenti ed ai correttivi necessari, adottando successivamente i provvedimenti del caso. 4. La graduatoria viene quindi affissa all Albo Pretorio dell Ente e dalla suddetta pubblicazione decorrono i termini per le eventuali impugnative. Art. 19 NOMINA DEI VINCITORI 1. I candidati collocati in graduatoria in posizione utile dovranno assumere servizio alla data concordata tra l ente di provenienza e il C.I.S.S.A.C.A.. 2. E in facoltà dell Amministrazione Comunale richiedere preventivamente la documentazione prevista al fine di accertare il possesso dei requisiti richiesti prima dell assunzione in servizio

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