DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE CENTRO PER LA GIUSTIZIA MINORILE PER LA CALABRIA E LA BASILICATA CATANZARO GARA N

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1 DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE CENTRO PER LA GIUSTIZIA MINORILE PER LA CALABRIA E LA BASILICATA CATANZARO GARA N Procedura aperta per l appalto del servizio di assistenza e vigilanza a sostegno delle attività realizzate in favore dei minori e giovani adulti accolti con provvedimento dell Autorità Giudiziaria nella Comunità ministeriale di Reggio Calabria ANNO 2016 CIG: AC - CUP: J39D CAPITOLATO TECNICO

2 PREMESSA La Comunità Ministeriale di Reggio Calabria è ubicata in una struttura demaniale che ospita anche gli Uffici Giudiziari minorili della città. Essa accoglie quattro ragazzi di sesso maschile, di nazionalità sia italiana che straniera, di età compresa tra i 14 e i 25 anni, collocati con provvedimento dell Autorità Giudiziaria in una delle seguenti condizioni : applicazione della misura cautelare del collocamento in Comunità (art. 22 del D.P.R. 22 settembre 1988 N. 448); applicazione della misura di sicurezza del riformatorio giudiziario (art. 36 del D.P.R. 22 settembre 1988 N. 448); esecuzione della detenzione domiciliare presso la Comunità (ai sensi dell art. 47 della legge 26 luglio 1975 N. 354). Dovendo dare esecuzione ad una misura penale, il Servizio garantisce la sicurezza ma, nello stesso tempo, pone in essere azioni che favoriscono la socializzazione, la responsabilizzazione e l individuazione di opportunità relazionali, formative e lavorative. La Comunità Ministeriale dunque risponde ad un duplice mandato istituzionale: assicurare l esecuzione della misura e reinserire il ragazzo nel contesto sociale. UTENZA DEL SERVIZIO La struttura ha una capienza massima di 4 posti fino ad un massimo di sei posti. L età anagrafica dell utenza accolta può raggiungere, in applicazione di quanto previsto dagli artt. 18, 18 bis,22,36; 37 del D.P.R. 448/88 e dalla legge 117 dell 11 agosto 2014 di conversione del Decreto legge 26 giugno 2014 n.92, anche i 25 anni qualora il reato sia stato commesso prima del raggiungimento della maggiore età I ragazzi, accedono alla struttura a seguito di applicazione, nei loro confronti, di una misura privativa della libertà personale imposta dall Autorità Giudiziaria Minorile che ne stabilisce anche la durata della permanenza. Ogni ragazzo che entra in Comunità viene preso in carico da un equipe costituita da una unità di personale dell area pedagogica, lo psicologo della sanità penitenziaria e l assistente sociale dell USSM che elabora il progetto educativo individuale, effettua il monitoraggio e relaziona periodicamente all Autorità giudiziaria minorile. LINEE GUIDA PER L IDEAZIONE E REALIZZAZIONE DEL PROGETTO L organigramma della struttura ministeriale, nel rispetto dei differenti ruoli, prevede che siano coinvolte nel lavoro educativo le seguenti unità di personale: un direttore del Servizio due direttori con funzioni di coordinamento due funzionari della professionalità pedagogica un assistente di area pedagogica. Accogliendo i ragazzi in una dimensione residenziale, i servizi all utenza in Comunità vengono erogati h24 sia nei giorni feriali, che festivi. Pur nel contesto flessibile della Comunità, tutta l azione educativa deve essere coerente nel realizzare gli obiettivi definiti con la Carta dei Servizi; ciò richiede uno stile aperto al confronto ed alla valutazione permanente sulle modalità di intervento. Per realizzare raggiungere questi obiettivi la Comunità Ministeriale ha adottato due strumenti principali:

3 il diario di bordo nel quale si annotano regolarmente gli episodi significativi e le relative considerazioni per favorire la più ampia circolarità delle informazioni; una riunione quindicinale di tutto il personale educativo ministeriale ed in convenzione con l area direttiva, per confrontarsi sull operatività ed organizzare la vita comunitaria.

4 PROGETTO EDUCATIVO DEL SERVIZIO La misura del collocamento in Comunità allontana il ragazzo dal suo contesto di provenienza per accoglierlo in una dimensione con regole precise, ciò può comportare il rischio di far prevalere le finalità punitive e di contenimento. Il progetto educativo della Comunità intende invece creare le condizioni perché la misura penale sia effettivamente un occasione, per fare emergere i bisogni del ragazzo, valorizzare le sue risorse ed avviare percorsi di responsabilizzazione. In questa prospettiva vengono realizzate una serie di azioni finalizzate: all inserimento in Comunità; all elaborazione ed al monitoraggio del progetto educativo individuale; all accompagnamento educativo; alle dimissioni ed al reinserimento sociale. All ingresso di ogni minore si attiva un sistema di comunicazione bidirezionale che consenta al minore di assumere informazioni sull organizzazione del Servizio e sulla vicenda giudiziaria, ma anche alla Comunità di cominciare a conoscere il ragazzo. Entro trenta giorni dall ingresso, viene elaborato il progetto educativo individuando, non solo gli obiettivi generali, quali l educazione alla legalità, alla convivenza civile ed alla responsabilizzazione, ma anche gli obiettivi specifici, al fine di realizzare un lavoro educativo che si ponga obiettivi di cambiamento concretamente raggiungibili. L equipe effettua il monitoraggio costante e la valutazione del PEI progetto educativo individualizzato con particolare riferimento all adeguatezza rispetto alle problematiche del ragazzo, all efficacia, alla coerenza tra gli obiettivi e le attività che il ragazzo svolge, allo spostamento tra gli obiettivi previsti e quelli effettivamente raggiunti. Durante la permanenza nella struttura, l attività delle professionalità pedagogiche dipendenti dal Ministero della Giustizia e quelle esterne, coinvolte a vario titolo, sono incentrate ad assicurare un intervento psico-educativo di ascolto, di orientamento, di ridefinizione dei nodi problematici, di sostegno e di assistenza. La dimensione del tempo viene attenzionata anche riguardo l organizzazione quotidiana: la giornata della Comunità è scandita da orari precisi prevedendo lo svolgimento di varie attività, sia in orario antimeridiano, che pomeridiano. Negli anni precedenti le opportunità educative garantite hanno riguardato: scolarizzazione; educazione alla legalità; educazione ed orientamento al lavoro; attività di piccola manutenzione dell edificio demaniale e dell area verde; percorsi di educazione alimentare; attività sportiva; pratica di arti manuali; fotografia; educazione ambientale; alfabetizzazione informatica. Riguardo le relazioni esterne si deve considerare che la Comunità ha consolidato negli anni un azione integrata con le risorse del territorio per realizzare una serie di iniziative di socializzazione e di reinserimento sociale rivolte ai minori della Comunità. L attivazione ed il mantenimento delle reti consente una metodologia di lavoro fondata sulla costruzione di proposte educative significative in diversi settori che consentono ai ragazzi di riconoscere le loro potenzialità e di riuscire ad esprimerle. Fondamentale rimane il lavoro di rete con gli altri Servizi della Giustizia Minorile e del territorio che vengono coinvolti sin dall ingresso del minore.

5 PROGETTO ESECUTIVO RICHIESTO Come già accennato, per garantire la continuità del Servizio è indispensabile predisporre una progettualità che preveda attività continuative di sostegno, accompagnamento e vigilanza. Il progetto con inizio al 1 gennaio e fino alla mezzanotte del 31 dicembre 2016 è previsto per un monte ore complessivo non inferiore a 8784 ore, ritenute necessarie a garantire la presenza h24 con previsione di articolazione in turni di almeno un operatore a cui attribuire compiti di assistenza e di vigilanza, salvo la previsione per situazioni di criticità,.quali possono verificarsi in orario serale-notturno in presenza di ragazzi particolarmente problematici, per le quali ragioni di opportunità e di sicurezza possono richiedere, previa la ottimizzazione di risorse umane presenti, una conpresenza di n.2 operatori. La proposta progettuale dovrà essere coerente con i seguenti obiettivi: creare un ambiente rassicurante e motivante; stimolare l accoglienza, l educazione multiculturale e l integrazione; realizzare interventi educativi flessibili ed adeguati all utenza; sviluppare progetti educativi individualizzati ed il campo esperienziale dei destinatari; favorire le relazioni con la famiglia; contenere i ragazzi in caso di violenza auto o etero diretta; tutelare la loro salute; collaborare attivamente con il personale della Comunità per programmare ed attuare azioni sinergiche. e dovrà prevedere le seguenti azioni: sostegno educativo che comprenda lo svolgimento di attività all interno della Comunità nell arco delle 24 ore per condividere la vita quotidiana dei ragazzi; accompagnamento nelle attività scolastiche, formative, sportive e socio-ricreative all esterno della struttura; programmazione ed attuazione di attività educative per favorire un buon clima relazionale e l incontro con realtà esterne positive; iniziative di socializzazione e conoscenza del territorio nei fine settimana; collaborazione all equipe interdisciplinare dei diversi ragazzi per la predisposizione, il monitoraggio e la valutazione dei progetti educativi individualizzati; collaborazione nell attività di monitoraggio e valutazione del progetto educativo complessivo della Comunità; incontri di verifica di tutti gli operatori dell area educativa e la direzione con cadenza quindicinale. Tutte le azioni devono essere realizzate senza interrompere i processi educativi in atto, con modalità adeguate alla personalità dell utenza, nel rispetto delle esigenze del minore e delle disposizioni dell Autorità Giudiziaria. Il coordinatore del progetto dovrà costantemente monitorare che gli interventi degli operatori siano conformi alle linee operative concordate con il personale dell area educativa e con la direzione della comunità. Il gruppo di lavoro proposto, in possesso di esperienza e professionalità adeguata, non dovrà essere distolto dall Ente attuatore e, qualora ciò si rendesse necessario, dovrà essere prevista la sostituzione con altro personale di equivalente esperienza e qualificazione professionale. Le attività proposte dovranno essere descritte in modo dettagliato sia ai fini della valutazione del progetto esecutivo nella fase di valutazione della proposta e sia per la valutazione in itinere ed ex post ai fini della valutazione dei risultati ottenuti e/o della necessità di un riallineamento sulla base di indicatori congrui e coerenti che abbiano a riferimento: 1. la capacità di coinvolgimento dei minori nelle attività quotidiane (rispetto delle regole e degli orari, cura degli spazi personali e comuni), la capacità di evitare il verificarsi e fronteggiare episodi di violenza e di autolesionismo e connessi aggravamenti della misura del collocamento in comunità;

6 2. il coinvolgimento quanti-qualitativo degli operatori nelle equipe multidisciplinari e nelle attività educative e di socializzazione programmate ed attuate ESTRATTO DEL REGOLAMENTO INTERNO Il regolamento interno della Comunità di Reggio Calabria disciplina: l organizzazione quotidiana della comunità; la preparazione e la somministrazione dei pasti; lo svolgimento dei colloqui con i familiari; i rapporti con i difensori; le telefonate; gli acquisti; il fumo; l uso delle apparecchiature multimediali; lo svolgimento delle pulizie; i divieti. DESCRIZIONE GIORNATA TIPO : SVEGLIA E COLAZIONE MATTINA: ATTIVITA 13.00: PRANZO : PULIZIE : RIPOSO POMERIGGIO: ATTIVITA 20.30: CENA 23.00: SILENZIO

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