Viaggio in macchina circa 4 ore. In auto

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Relazione 1 Giorno Da Vimodrone al Rifugio Vitale Giacoletti Viaggio in macchina circa 4 ore In auto Da Saluzzo si risale la Valle Po, toccando Paesana, località che da Torino si raggiunge anche con l'autostrada per Pinerolo, proseguendo per Bricherasio, Bibiana, Bagnolo, Barge, e scavalcando la Colletta. Da Paesana si raggiunge presto il bivio per Oncino e poi quello per Ostana e quindi Crissolo. D'inverno la strada è aperta fino a Pian Melzé (o Pian della Regina, 1714 m), mentre d'estate raggiunge il Pian del Re (2020 m): nei giorni festivi, data la ridotta larghezza della strada, il transito dei camper è regolamentato. Da pian del Re al rifugio Vitale Giacoletti Rifugio Vitale Giacoletti Quota 2.741 m Il rifugio Giacoletti è facilmente raggiungibile dalla Valle Po partendo da Pian del Re (2020 m), ampio pianoro dove nasce il fiume Po all'interno dell'area protetta del Parco del Po, in due ore e trenta minuti seguendo il sentiero che costeggia il Lago Superiore. 2 giorno Rifugio Giacoletti (m2741)-rifugio Vallanta (m2450). Rifugio Vallanta Quota 2.450 m Partenza dal Giacoletti (m2741) Colle delle Traversette (m2950) o Buco di Viso (m2882) tramite il sentiero del postino, accesso al versante francese e al Rifugio Mont Viso (2460), Colle di Vallanta (m2811), Rifugio Vallanta (m2450) e pernottamento; tempo calcolato 4/5 ore. Al rifugio Vallanta dal rifugio Giacoletti si può accedere anche tramite il Couloir del Porc (solo per escursionisti esperti), interessante sentiero attrezzato che conduce al lago Porcieroles (Francia) poco sotto al Colle di Vallanta.

Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende verso nord seguendo il sentiero lungo un canalone di detriti e nevai, fino al bivio, a quota 2500 m circa, dove a sinistra, abbandonato il sentiero che scende a Pian del Re, s imbocca il "Sentiero del Postino". Si percorre l'aerea cengia erbosa che taglia orizzontalmente il versante Est della Punta Venezia e oltrepassata la pietraia del Colour Bianco, si raggiunge a quota 2550 m circa il sentiero che da Pian del Re sale al Colle delle Traversette; qui termina il "Sentiero del Postino" (30 minuti circa). Da qui si può continuare la discesa che porta al Pian Armoine, oppure seguire a sinistra la mulattiera che sale verso il Colle delle Traversette. Dopo aver raggiunto la conca del Pian Mait (2700 m circa), si affronta una salita a zig-zag e si passa nei pressi della Fonte Ordi (2787 m) e della Caserma delle Traversette; poco dopo si lascia a destra la traccia per il Passo Luisas e si continua sul ripido sentiero, raggiungendo un altro bivio, traversando a destra si raggiunge in breve l'ingresso del Buco di Viso (2882 m). Percorso il traforo e raggiunto il versante francese (è possibile salire al Colle delle Traversette) si effettua una lunga diagonale in ½ costa e si scende sino al rif du Viso (2460m) Dal rifugio Viso seguire il sentiero in leggera discesa a mezza costa che, attraversato il torrente Guil, riprende a salire e in breve raggiunge il Lago Lestiò (2510 m), posto in una bella conca dominata dalla cresta di Punta Roma. Costeggiata la sponda meridionale del lago, il sentiero ricomincia a salire fino a raggiungere il Passo di Vallanta (2815 m). Dal colle (suggestivo scorcio sul Viso) si scende nel Vallone di Vallanta, raggiungendo presto un bivio : da qui si può continuare la discesa che porta al rifugio omonimo oppure seguire il sentiero di destra, che va a mezza costa, fino a immettersi sul sentiero che in salita conduce al Passo della Losetta (2872 m): dal colle una facile salita conduce sulla cima del Monte Losetta (3052 m), splendido belvedere sulla parete ovest del Viso. Dalla cima si ridiscende al Passo della Losetta e si percorre a ritroso l'itinerario di salita fino al bivio; qui si continua a scendere sul sentiero principale raggiungendo il rifugio Vallanta (2450 m). 3 giorno dal rifugio Vallanta al rifugio Alpetto Rifugio Alpetto Quota 2.268 m 4) Dal rifugio Vallanta al rifugio Alpetto per le Grange Gheit, il Passo di San Chiaffredo e il Passo Gallarino. Dislivello in salita: 900 m. Dislivello complessivo in discesa: 1050 m (550 m + 500 m). Tempo di percorrenza: 5 ore. Si attraversano ambienti molto belli e vari: dalle monolitiche placconate della Punta Caprera e i pini cembri del Bosco dell'allevè si passa ai laghi dell'alto Vallone delle Giargiatte, per arrivare ai piedi della gigantesca parete orientale del Monviso. Dal rifugio Vallanta si segue il sentiero che si abbassa gradualmente su Pian Para (2350 m). Si continua sulla destra orografica del torrente, che si attraversa in prossimità del Gias d'ajaut (fontana della salute, 2036 m). Si rimane per breve tratto sulla sinistra orografica del torrente, e dopo la Grangia del Rio lo si riattraversa. Poco dopo si incontra il bivio (1900 m circa) per il Passo di San Chiaffredo, abbandonata la mulattiera per Castello si scende a sinistra per attraversare il torrente su una passerella. Si passa accanto alle diroccate Grange Gheit (1912 m) e si prosegue sul sentiero che sale con alcune svolte, lasciando a destra una diramazione per il Bosco dell'allevè e il rifugio Bagnour (un ora circa). Dopo un tratto in salita, la mulattiera taglia a mezza costa fra i pini, fino al bellissimo Pian Meyer (2126 m), un prato punteggiato di pini dove il rio divaga formando suggestivi meandri. La mulattiera risale il Vallone delle

Giargiatte, passando per l'ampia conca del Gias Fons (2365 m) che si apre tra la Rocca Jarea e le Rocce Meano. Innalzandosi con vari tornanti si raggiunge la stretta rocciosa che immette nella conca superiore. Proseguendo sul sentiero si superano tre specchi d'acqua, il Lago Bertin (2701 m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2743 m) e si raggiunge l'ampia depressione del Passo di San Chiaffredo (2764 m) sullo spartiacque tra la Valle Varaita e Po. La mulattiera taglia quasi in piano le pendici meridionali di Punta Trento e giunge in breve al Passo Gallarino (2727 m). Qui si gira a sinistra e si scende, tagliando a mezza costa le pendici orientali di Punta Trento e Punta Michelis. Si attraversa la selvaggia conca che ospita i laghi delle Sagnette (2567 m) e si arriva in vista del Lago Grande di Viso, sovrastato dalla gigantesca parete orientale del Monviso. Si lascia il lago a sinistra e imboccata il sentiero che scende a destra verso Oncino si raggiunge il rifugio Alpetto (2268 m) nei pressi dell omonimo lago. 4 giorno dal rifugio Alpetto al Rifugio Giacoletti Rifugio Vitale Giacoletti Quota 2.741 m Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti, per il Colle del Viso e il Lago Chiaretto. Dislivello complessivo in salita: 900 m (400 m + 500 m). Dislivello in discesa: 400 m. Tempo di percorrenza: ore 3.30-4. Bella traversata ai piedi del Monviso e dei suoi satelliti settentrionali, fra laghi, morene e residui di neve, in ambiente aspro ma aperto a oriente verso la pianura piemontese e con una superba vista sulla parete nord del MonViso. Dal rifugio Alpetto (2268 m) si segue a ritroso l itinerario del giorno precedente fino al Lago Grande di Viso e in breve al Quintino Sella (2640 m) storico rifugio dedicato al fondatore del CAI. Si segue la mulattiera che, in lieve salita, conduce all'ampia depressione del Colle del Viso (2650 m) tra il Monviso e il Viso Mozzo. Si procede fra grossi massi, costeggiando il Viso Mozzo, poi si scende con varie svolte sulle pendici nord occidentali della Rocca Trunè. Il sentiero taglia alla base la morena settentrionale del Monviso, poi scende con alcuni tornanti al Lago Chiaretto (2261 m), dal caratteristico colore azzurro lattiginoso. Tagliando a mezza costa i pendii che sovrastano il lago, si arriva ad un bivio a quota 2310 m circa. Si lascia a destra la mulattiera che scende al Pian del Re, e si prende a sinistra il sentiero che sale alla Colletta dei Laghi (2389 m). Dopo una breve discesa, il sentiero sale diagonalmente, lasciando in basso a destra il Lago Lausetto, fino a incontrare a quota 2560 m circa, la diramazione per la Punta Roma e il Passo del Colonnello. Proseguendo a destra sul sentiero principale si risalgono le ripide pendici delle Rocce Alte, poi si percorre l ampia conca fino al Colle Losas tra le Rocce Alte e Punta Udine, dove sorge il rifugio Giacoletti (2741 m). Spettacolare la visione del tramonto sulla parete settentrionale del Monviso. 5 giorno dal rifugio Giacoletti alla punta Roma * * Versante sud est, via Normale Punta Roma 3070 m Prima salita: U. Valbusa con la guida C. Perotti, 29 agosto 1905 Difficoltà: F con passi di II

Dal Rifugio Giacoletti alla Punta Roma Dislivello in discesa: 180 m Dislivello in salita: 500 m Tempo di percorrenza: ore 2 Dalla Punta Roma al Rifugio Giacoletti Dislivello in discesa: 500 m Dislivello in salita: 180 m Tempo di percorrenza: ore 1.30 Una via facile e ben segnalata. Nella parte alta presenta passaggi di I e II grado, che richiedono un minimo di esperienza alpinistica. La vetta offre un notevole panorama, con splendida vista sulla parete nord del Monviso. La cima è sormontata da una statua della Madonna collocata il 15 agosto 1961 da un gruppo di giovani dell Azione Cattolica di Bra. Dal Rifugio Giacoletti (2740 m) si prende il sentiero che scende a Pian del Re passando dal Lago Superiore, giunti ad un piano (2560 m, cartelli), si abbandona il sentiero principale e si segue a destra il bivio per il Passo Giacoletti e la Punta Roma. Dopo numerose svolte si lascia a sinistra la diramazione (2800 m, cartelli) che sale al Passo Giacoletti e, piegando a destra, si raggiunge un canalino roccioso sul fianco sud est di Punta Roma. Seguendo i segnavia rossi si sale il canalino (II, corda fissa) giungendo su una cengia obliqua. Si segue la cengia, poi si sale per un breve canale. Superato un costone si prosegue in direzione del roccioso spartiacque principale. Giunti sotto la cresta si sale a zigzag per tracce di sentiero fra le rocce. Procedendo per cenge e saltini rocciosi si guadagna la vetta. 6 giorno Dal Rifugio Giacoletti al Monte Meidassa ** Dislivello in discesa: 240 m Dislivello in salita: 600 m Tempo di percorrenza: ore 2.40 Dal Monte Meidassa al Rifugio Giacoletti Dislivello in discesa: 600 m Dislivello in salita: 240 m Tempo di percorrenza: ore 2 L'itinerario percorre lo storico "Sentiero del Postino", nato per collegare le vecchie caserme militari delle Traversette e del Losas, e passa a breve distanza dal Buco di Viso. Primo traforo delle Alpi di cui si consiglia la suggestiva traversata. La sommità ampia e tondeggiante sorge a est del Monte Granero da cui è diviso dal Passo Luisas. Dalla cima si stacca in direzione nord il crestone divisorio tra l alta Val Pellice e la Valle dei Carbonieri. Notevole il vasto panorama dalla vetta. Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende verso nord seguendo il sentiero lungo un canalone di detriti e nevai, fino al bivio (2500 m, cartelli). Abbandonato il sentiero che scende verso Pian del Re, s imbocca a sinistra il "Sentiero del Postino". Si percorre l'aerea cengia erbosa che taglia orizzontalmente il versante Est della Punta Venezia e oltrepassata la pietraia del Colour

Bianco, si raggiunge il bivio (2550 m, cartelli) per il Colle delle Traversette. Qui termina il "Sentiero del Postino" (30 minuti circa). Si segue a sinistra la mulattiera che sale verso il Colle delle Traversette (a destra si scende a Pian del Re). Dopo aver raggiunto la conca del Pian Mait (2700 m), si affronta una salita a zig-zag e si passa nei pressi della Fonte Ordi (2787 m) e della Caserma delle Traversette: poco dopo si lascia a sinistra (cartelli) il sentiero per il Colle delle Traversette e il Buco di Viso (2882 m, a breve distanza) e si continua sul ripido sentiero che sale al Passo Luisas (3019 m). Dal Passo si svolta a destra e superato il pendio di pietrame disseminato di reticolati si raggiunge la vetta. 7 giorno dal Rifugio Giacoletti a Pian del Re quindi ritorno a casa PS ** L escursione alla cima Roma è magnifica, portarsi almeno un cordino e chiedere informazioni al gestore in alternativa si può effettuare la gita del 6 giorno accorciando la durata del trek -opzione caldeggiata se si sarà scelto di raggiungere il rifugio Vallanta (tappa prevista per il 2 giorno passando dal Couloir del Porc ). In alternativa e quando l ho trovato mi ha convinto che forse sarebbe il giro migliore vi propongo l indirizzo qui sotto con l indicazione di non fermarvi subito al primo rifugio ma di raggiungere il rifugio Barant subito il primo giorno e di inserire la salita alla punta Roma prevista nel 1 giro http://www.ghironda.com/vpellice/rubriche/tourval.htm