2.5. Educazione alla Cittadinanza Democratica

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2.5. Educazione alla Cittadinanza Democratica L educazione alla cittadinanza democratica (EDC) è il risultato di un dibattito che nasce da diverse problematiche: il basso livello di partecipazione alle elezioni locali e nazionali, persistenti manifestazioni di razzismo, xenofobia, intolleranza in Europa, l apparente alienazione ed emarginazione dei giovani nella società, il ruolo dell educazione nel preparare i giovani alla partecipazione democratica nei paesi dell Europa centrale e orientale. L EDC contribuisce a dare delle risposte ai principali cambiamenti della società democratica, cambiamenti quali la persistente e crescente disoccupazione, la crescita dell individualismo, la realtà multiculturale delle nostre società. Una delle priorità dell educazione alla cittadinanza democratica è quella di valorizzare e beneficiare degli aspetti positivi di questa società in cambiamento: la diversità come fonte di mutuo rispetto e di arricchimento, l individualismo come libertà dalle convenzioni sociali e crescita delle proprie potenzialità, il villaggio globale come possibilità di mobilità e comunicazione. Obiettivo dell EDC diventa quello di rendere ciascuno capace di massimizzare le proprie capacità in queste nuove condizioni di vita. L EDC incita alla partecipazione attiva di tutti alla vita democratica e alla creazione di strutture legislative e istituzionali della società democratica, le democratic istitutionbuilding, e agisce in diversi aspetti: Dal punto di vista politico lo scopo è quello di sostenere una democrazia rappresentativa e pluralista, rafforzando la dimensione della partecipazione. In termini di coesione è importante incoraggiare l inclusione e i legami sociali per contrastare la frammentazione e la crescita dell individualismo. La dignità, il rispetto e l identità, l uguaglianza delle opportunità e la libertà di espressione devono essere tutelate perché vi sia qualità della vita. In termini culturali lo scopo è creare le condizioni necessarie per la completa realizzazione individuale e per la partecipazione di ciascuno alla creazione di una cultura democratica. In termini di diritti, la cittadinanza democratica deve permettere a ognuno di accedere alle informazioni necessarie riguardo ad ogni diritto.

In termini di responsabilità, l EDC vuole, da un lato infondere uno spirito di solidarietà, un senso di limite dei diritti nel rispetto dei diritti altrui e infondere un concetto di bene comune, dall altro lato valorizzare l indipendenza. L educazione alla cittadinanza democratica diventa una politica prioritaria per il Consiglio d Europa al Secondo Summit dei capi di Stato e di Governo tenutosi a Strasburgo nell ottobre 1997 1. Il progetto per l EDC nasce nel 1997 con lo scopo di ricercare quali valori e quali capacità richiedono gli individui per diventare cittadini partecipativi. Una prima fase del progetto si è sviluppata nel periodo tra il 1997 e il 2000 e una seconda fase dal 2001 al 2004. Nella prima fase, tenendo conto che la cittadinanza non è solo un diritto legale e formale e una responsabilità, ma anche la possibilità di relazione tra individui, gruppi, associazioni, organizzazioni e comunità, il gruppo in carica al progetto EDC definisce tre questioni sulle quali si deve focalizzare il programma: di quali conoscenze e abilità hanno bisogno gli individui per essere cittadini attivi nell Europa del XXI secolo; come queste possono essere sviluppate; come le persone possono imparare a trasmette questo corpo di conoscenze, abilità e attitudini agli altri, inclusi i bambini, giovani e adulti. Per realizzare questo progetto, viene creato un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dei Ministri dell educazione, specialisti, istituzioni internazionali e ONG attive nel campo dell educazione alla cittadinanza democratica. Il gruppo di lavoro sul progetto utilizza una molteplicità di metodi: conferenze, seminari, attività, studi comparativi, esercitazioni, lo sviluppo di network e di database. Per realizzare gli obiettivi del programma, il gruppo istituisce tre sottogruppi di lavoro che si occupino della definizione dei concetti, delle strategie per implementare l EDC, dell educazione e dei sistemi di supporto (sviluppo di risorse pedagogiche). Questi sotto gruppi hanno il compito di occuparsi delle comunicazioni, specialmente attraverso siti internet, la produzione di bollettini informativi e la pubblicazione del materiale educativo 2. Il progetto, pur essendo indirizzato a gruppi di tutte le età e di tutte le classi sociali, è focalizzato principalmente nei confronti degli uomini politici e dei decision-maker (membri del Parlamento, leader politici, rappresentanti del Ministero dell educazione ) e dei 1 Council of Europe, Concepts of...cit., pp. 5-7. 2 Council of Europe, All european... cit., pp. 9-10, 13-16.

professionisti nel campo educativo (insegnanti, genitori, esperti dei media, associazioni sindacali, ONG, comunità e istituzioni culturali o politiche). Al primo livello è necessario sviluppare una struttura di riferimento e orientare le decisioni in favore dell educazione alla cittadinanza democratica, al secondo livello è essenziale supportare esempi di pratica positiva (o buona pratica) e sviluppare le collaborazioni. Negli anni della prima fase del progetto, riferimenti all EDC si ritrovano nella Raccomandazione 1401 del 1999 dell Assemblea Parlamentare, che richiama il Summit di Strasburgo come momento in cui è ufficialmente varato il progetto EDC e in cui i partecipanti espressero il loro impegno a sviluppare l educazione per la cittadinanza democratica, basata sia sui diritti che sulle responsabilità dei cittadini 3. La raccomandazione contiene la richiesta dell Assemblea al Comitato dei Ministri di menzionare nella sua Dichiarazione sull educazione alla cittadinanza democratica il bisogno per le istituzioni politiche di costituire programmi per adulti e per la società in generale con lo scopo di sviluppare la consapevolezza dei doveri e delle responsabilità democratiche 4. Nello stesso anno la Raccomandazione e Dichiarazione del Comitato dei Ministri relativa all educazione alla cittadinanza democratica basata sui diritti e sulle responsabilità, considera l EDC esperienza di apprendimento nel corso della vita sviluppato in molteplici contesti (la famiglia, gli istituti educativi, il luogo di lavoro, attraverso le organizzazioni politiche e non governative, le comunità locali e i media) per formare uomini e donne che prendano parte attiva alla vita pubblica e modellino in modo responsabile il loro destino nella società. L obiettivo è quello di instillare una cultura dei diritti umani, di preparare le persone a vivere in una società multiculturale, di promuovere la coesione sociale e la solidarietà, di includere gruppi di tutte le età e le fasce sociali. La Dichiarazione comprende un Programma sull EDC basata sui diritti e le responsabilità dell individuo, che è composto da quattro capitoli: il primo introduttivo, il secondo riguardante gli obiettivi, il terzo i concetti chiave e il quarto le attività e i metodi di lavoro. Al termine del progetto sull EDC nel settembre 2000 i risultati sono una maggior comprensione del concetto di EDC, delle pratiche e dei metodi da utilizzare, una positiva collaborazione tra scuole e tra comunità, una produzione di studi e di materiale in campo di 3 Parliamentary Assembly, Recommendation 1401 (1999) on education in the responsabilities of the individual. 4 Parliamentary Assembly, Recommendation 1401 (1999) on education in the responsabilities of the individual.

educazione, la creazione di una vasta rete di politici, esperti, ONG e organizzazioni intergovernative (OIG). I risultati di questo progetto sono contenuti nella XX^ sessione dei Ministri europei dell educazione del Consiglio d Europa tenutosi a Cracovia (Polonia) dal 15 al 17 ottobre 2000. Durante questa Conferenza i Ministri adottano la risoluzione conclusiva del progetto e includono nell appendice la stesura delle Linee Guida sull educazione alla cittadinanza democratica. Nella seconda fase del progetto, dal 2001 al 2004, continuando sugli indirizzi già determinati nella prima fase si individuano tre nuove priorità: lo sviluppo di politiche sull EDC, la creazione di network con particolare attenzione alle scuole e alle altre organizzazioni educative, la comunicazione e la consapevolezza dell EDC e la diffusione dei risultati ottenuti dal progetto. Nella raccomandazione 12 del 2002, in tema di educazione alla cittadinanza democratica, il Comitato dei Ministri osserva le conclusioni della XX^ sessione della Conferenza Permanente dei Ministri dell Educazione a Cracovia del 2000 contenente i risultati del Progetto EDC, avviato nella XIX ^ sessione a Kristiansad, e le linee guida per la seconda fase. Il Comitato il ruolo centrale già assegnato all educazione alla cittadinanza democratica nelle riforme scolastiche in atto in vari Stati membri e la sua posizione chiave nella cooperazione internazionale per la pace e la stabilità in diversi stati e regioni europee 5. Al termine del progetto 2001-2004 il Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa proclama il 2005 Anno Europeo della Cittadinanza attraverso l Educazione. Quest anno conclude la seconda fase del progetto ed è un punto di partenza per le nuove prospettive in campo di EDC per il Consiglio d Europa e per gli stati membri. Lo scopo primario dell anno è quello di dare visibilità delle organizzazioni di know-how e rafforzare la loro capacità di essere attive nel campo dell educazione promovendo la democrazia pluralista, i diritti umani e il ruolo della legge. La decisione di definire l anno 2005 come anno della cittadinanza attraverso l educazione vuole accrescere la consapevolezza dei professionisti operanti nell ambito dell EDC ad ogni livello e l idea di concentrare l interesse e la pubblicità in uno specifico anno dovrebbe aiutare al raggiungimento degli obiettivi nell area dell EDC, utilizzando sia i settori formali che non formali dell educazione. Rispetto a tali 5 Commitee of Ministers, Recommendation (2002) 12 on education for democratic citizenship. Council of Europe, All european... cit., pp. 47-48.

indicazioni e a tali obiettivi ogni paese deve poi definire un proprio programma flessibile capace di adattarsi ai suoi specifici interessi e bisogni. Il programma deve a sua volta includere possibilmente seminari e attività di formazione degli insegnanti e la preparazione di riforme legislative che supportino l educazione formale e quella non formale. Nel Consiglio d Europa sono state proposte diverse iniziative che saranno sviluppate da un Comitato ad hoc di esperti, istituito specificatamente per l anno 2005. Alcuni esempi sono: assistere gli stati membri e le più importanti ONG ad organizzare i seminari per gli insegnanti, provvedere all assistenza legislativa nel campo dell EDC, sviluppare strumenti che facilitano l acquisizione di competenze centrali, cioè conoscenze, abilità, attitudini e valori che riflettano i valori fondamentali del Consiglio d Europa (diritti umani, libertà fondamentali, pluralismo e ruolo della legge). Infine è auspicata la produzione di un kit EDC che aiuti questo scopo, e la costruzione un sito web legato ai siti web nazionali che contenga informazioni relative alle attività a livello nazionale e europeo.