Alessio Berzaghi. Sentenze dell Inquisizione mantovana nella prima età moderna

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1 Alessio Berzaghi Sentenze dell Inquisizione mantovana nella prima età moderna Università degli studi di Verona Canazei, giugno 2011

2 La soppressione e la distruzione dell archivio Sentenze dell Inquisizione mantovana nella prima età moderna Tre date potrebbero riassumere le vicende sull Inquisizione mantovana in età moderna, tracciando al tempo stesso i limiti del campo di indagine storiografico: nel 1567 Camillo Campeggi conduce a Mantova una meticolosa campagna inquisitoriale, frutto periferico ma rilevante dell attività di Michele Ghislieri, ormai divenuto pontefice come Pio V; nel 1600 il rogo di Giuditta Franchetti si inserisce tra la persecuzione della stregoneria e la violenta intolleranza contro gli Ebrei, nel 1782 la distruzione dell archivio segna la scomparsa definitiva dell istituzione, ribadita nel 1815 dalla legislazione napoleonica per il Regno d Italia 1. La soppressione e la distruzione dell archivio Proseguendo una politica avviata almeno dal 1765 il governo di Vienna (subentrato nel 1707 alla signoria gonzaghesca) soppresse nel 1782 il tribunale di Mantova, con modalità simili, solo sfalsate di qualche anno, a quelle adottate per sopprimere il tribunale milanese e tutti gli altri tribunali della nascente Lombardia Austriaca. La lenta estinzione dei tribunali lombardi diluiva nel tempo i motivi di scontro con le autorità ecclesiastiche, pur mostrando un disegno chiaro e consapevole che, tra l altro, limitava progressivamente le autonomie locali subordinando il ducato mantovano e i più piccoli feudi gonzagheschi al governatore milanese 2. A Mantova un primo rilevante conflitto giurisdizionale tra le autorità ecclesiastiche e quelle di Vienna risulta già nel 1739, quando al vicegovernatore Cocastelli si vieta di riconoscere il nuovo inquisitore fra Tommaso de Angeli da Jesi, ordinando che niuna forma gli si permetta del detto esercizio 3 accampando irregolarità nella patente di nomina e la mancanza del placet dalla Corte Cesarea. Nel 1740 fra Tommaso viene comunque sostituito da fra Pietro Martire Cassio, che il 19 settembre è ammesso al pieno possesso della carica, non senza una ammonizione a rispettare le prerogative del governo. Così quello che sembra essere il tradizionale editto di insediamento dell inquisitore, emesso il 17 ottobre 1740, sarà contestato in alcuni punti specifici dal Senato di Mantova il 18 ottobre Si direbbe trattarsi di una diffidente collaborazione, attenta alla salvaguardia di forma e 11 DSI, Abolizione del tribunale (Borromeo). 2 Definitivamente attuata con l istituzione delle otto province lombarde, il 26 settembre 1786, con editto di Giuseppe II. 3 ASMn, AG, MatEccl I, n. 9 Uffizio dell Inquisizione dal 1316 al

3 La soppressione e la distruzione dell archivio giurisdizione, come ci mostra la corrispondenza con il nunzio a Vienna Camillo Paolucci per appurare se il nome del reo possa essere taciuto all autorità secolare alla presentazione della richiesta di aiuto 4 (nel rispetto delle usanze locali, più che di astratti principi generali) e come conferma, circa vent anni più tardi, la concessione del braccio secolare solo dopo esplicita garanzia di rinuncia all estradizione. 5 La documentazione rimastaci mostra un nuovo periodo di ostilità tra autorità secolari e religiose a partire dal : rivendicando il giuspatronato sulla Cattedrale il governo avanzava anche dubbi sulla necessità di mantenere la pensione destinata all inquisitore 7, pensione che apparirà decisamente inopportuna nel 1772, quando l ufficio inquisitoriale aveva già perso la disponibilità di carceri e patentati ed era stato sollevato dall incombenza della censura sui libri, che dal 14 marzo era affidata a una delegazione periferica della milanese Giunta economale, delegata agli affari ecclesiastici e misti; a fugare ogni dubbio un dispaccio del 1769 definiva la censura sui libri come un ramo della civile polizia, e una dipendenza della pubblica istruzione, assegnandola alla Giunta Delegata per gli Affari Ecclesiastici. Di fatto l attività del tribunale si ritrova limitata alle spontanee confessioni per sgravio di coscienza, cosicché l archivio corrente, divenuto inutile, viene distrutto per ordine della Congregazione romana 9. Conclusione di questo progressivo svilimento sarà la soppressione nell aprile del 1782, accompagnata dalla consueta compilazione di inventari e verbali a sancire il passaggio di proprietà di edifici, rendite e carte dal tribunale ecclesiastico all amministrazione regio-imperiale. La prima idea di cedere al vescovo, primario inquisitore 10, quanto restava dell archivio, la sua parte più antica, viene rapidamente abbandonata e nell ottobre si bruciano le inutili carte di processi, denunce, corrispondenza e quotidiana amministrazione, usando la stessa riserbata discrezione con cui si erano cancellate dai muri le parole d Inquisizione e Santo Officio [ ] affinché non resti alcuna memoria dell abolito Tribunale ASMn, AG, MatEccl I, n. 9 Uffizio dell Inquisizione dal 1316 al Così ad esempio nel 1768, cfr. ASMn, AG, MatEccl I, n. 9 Uffizio dell Inquisizione dal 1316 al ANNIBALETTI ASMn, AG, MatEccl I, n. 9 Uffizio dell Inquisizione dal 1316 al 1769: il 23 ottobre 1763 da Milano si inviano i Conti della mensa vescovile, che paga annualmente lire di pensione all inquisizione. Le liti sorte sul giuspatronato di codesta chiesa fanno sì che si debba comunque provvedere al padre inquisitore Alessandro Orrigoni. In allegato è la ricevuta del pagamento fatto dalla giunta di vice-governo di Mantova. 8 ANNIBALETTI 1995, p. 198; ASMn, AG, Gridario, vol. XIII; e BTerMn, ms (I-VI-9). 9 ANNIBALETTI 1995, p. 198 e AStDMn, CC, Relazioni del sub-economo, vol. III. f. 213b. 10 ANNIBALETTI 1995, p. 199 Lettera di Muti a Perghen. 11 ANNIBALETTI 1995, p. 200 e AStDMn, CC, Relazioni del sub-economo, vol. III, ff. 189 sgg. 2

4 I frammenti superstiti I frammenti superstiti Rintracciare i frammenti dispersi della memoria del tribunale è, obtorto collo, la prima operazione da condurre. Nel caso di Mantova siamo ben lontani dall abbondanza dei fondi reperibili negli archivi di Venezia o Modena, e già disporre di un buon indice onomastico degli inquisiti rappresenterebbe un progresso notevole. I tentativi sinora condotti 12 hanno mostrato che è poco ragionevole sperare di compilare un elenco esaustivo, ma che non è impossibile, almeno su limitati periodi cronologici, raccogliere qualche informazione utile. Il tribunale del resto aveva necessità di associare alla segretezza l efficienza burocratica: se la prima ha portato a una modestissima circolazione dei documenti al di fuori degli uffici competenti la seconda ha prodotto la consueta moltiplicazione di carte e copie: verso la fine del 500 un procedimento iniziava in genere con una denuncia scritta, proseguiva con alcuni interrogatori verbalizzati alla presenza del notaio, conteneva talora memorie difensive dell imputato o note informative inviate da altri uffici inquisitoriali, sino a giungere all espeditione del caso, che richiedeva un riassunto dei capi d imputazione. La sentenza vera e propria li ripeteva quasi integralmente, e finalmente l abiura del reo nuovamente li passava in rassegna uno ad uno. Un notaio controfirmava l originale e ne traeva una copia de verbo ad verbum per inviarla alla Congregazione romana. Qui ne veniva redatto un breve riassunto, che nei casi di maggior importanza era letto alla presenza dei reverendissimi cardinali, a mostrare che le loro istruzioni erano state eseguite dal tribunale locale. Naturalmente anche di questa lettura resta traccia nei verbali della Congregazione, raccolti assieme ai Decreta in Vaticano, presso l attuale Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede, che riunisce gli archivi storici delle congregazioni del Sant Uffizio e dell Indice. L Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede Diversamente dalle attese coltivate per decenni, l apertura alla consultazione dell archivio non ha permesso di scoprire o risolvere casi clamorosi di personaggi illustri, secondo un ottica storiografica di impronta lontanamente ottocentesca; i risultati più interessanti sono arrivati invece da studi che hanno affrontato questioni relativamente recenti, come l attività inquisitoriale nel nuovo mondo o l attività di inculturazione del Cristianesimo svolta dai missionari in Oriente, le varie forme di integrazione o intolleranza o nei confronti delle minoranze, la concezione del diritto e la sua amministrazione pratica, il culto dei santi non tradizionali, quegli episodi di censura libraria che, non arrivando alla esplicita 12 BERTOLOTTI 1888, BERTOLOTTI 1891, BERTAZZI NIZZOLA 1956, RIZZI

5 I frammenti superstiti proibizione di lettura, non hanno lasciato traccia nelle edizioni a stampa dell Indice. L archivio del resto non dispone delle serie complete dei processi e delle sentenze che ha custodito sino a tutto il 700: dopo il saccheggio del 1559, alla morte di Paolo IV Carafa, un altra grave distruzione di documenti avvenne con la seconda occupazione francese e il trasferimento a Parigi delle carte romane: nonostante la perdita di alcuni carri rovesciatisi nel Trebbia, nel 1810 giunsero in Francia circa 7900 pezzi. In seguito alla caduta di Napoleone, nell impossibilità di pagare tutte le spese per la spedizione a Roma, si decise di vendere come carta da macero quanto ritenuto di poco pregio (circa 3600 pezzi); alcuni volumi furono acquistati da banchieri e rivenduti alla Chiesa, altri arrivarono nel 1854 alla biblioteca del Trinity College di Dublino. 13 I manoscritti presso il Trinity College di Dublino I manoscritti numerati da 1224 a 1277 contengono circa trenta copie autenticate di sentenze provenienti dal tribunale mantovano, in buona parte relative al mandato di frate Giulio Doffi, negli anni 80 del Cinquecento, durante l episcopato di Marco Fedeli Gonzaga. Si tratta di una fonte che non mostra, almeno per Mantova, casi eclatanti, ma permette di valutare la quotidiana attività del tribunale, lo spostamento dell interesse dei giudici dall eresia sempre meno definita luterana alla lotta contro le stregoneria e, con accenti sempre più paternalistici verso l ignoranza superstiziosa, non esclusivamente femminile. Rimane costante invece la repressione contro l abuso dei sacramenti e i comportamenti immorali del clero, in quella categoria di reati detti di misto foro, e come tali difficilmente attribuibili alle magistrature ducali 14 o al tribunale ecclesiastico (nella sua duplice natura vescovile e inquisitoriale). La sovrapposizione delle competenze dei tre tribunali, se ha lasciato anche durante l ordinaria amministrazione qualche conflitto giurisdizionale, sembra mostrare soprattutto una convergenza di interessi e di mentalità della struttura repressiva e suggerisce di cercare corrispondenze e analogie all attività degli inquisitori nelle carte oggi confluite all Archivio Storico Diocesano di Mantova e nei documenti dell Archivio di Stato, quest ultimo già ampiamente indagato da uno scavo ormai secolare riguardante gli affari di stato e privati della famiglia Gonzaga, il carteggio del cardinale Ercole, le informative provenienti da Roma e Venezia, l attività delle magistrature ducali nel XVI secolo. 13 Pur con qualche lacuna la vicenda è complessivamente nota, cfr. tra gli altri TEDESCHI I relativi microfilm, editi nel 1985, sono disponibili a Venezia presso la fondazione Cini e in parte presso l Università degli Studi di Milano. 14 Cfr. ad esempio CANOVA NOSARI 2008 dove vengono presentate ampie trascrizioni dal processo del Carmelino, istruito negli anni dai giudici Lelio Montalero e Alessandro Angelini per ordine del duca Guglielmo Gonzaga (verbali sono in ASMn, Notarile, notaio Vacca, b. 9477). 4

6 I frammenti superstiti Il processo di Endimio Calandra e l inquisizione a Mantova nel Pubblicato nel 1991, il volume di Sergio Pagano 15 deve molto del suo fascino a questo continuo trascorrere dal piano interno del processo (il carteggio con Roma e le carte di lavoro dell inquisitore Camillo Campeggi, le testimonianze e i costituti) alla rappresentazione che ne veniva percepita, o consapevolmente diffusa, presso la corte gonzaghesca e in città, in uno scenario in cui le parti in causa hanno visioni differenti sulla natura e pericolosità dell eresia, sulla gestione dei benefici ecclesiastici, sulla possibilità per il principe di un piccolo stato di negoziare soluzioni di compromesso con il pontefice. Il libro mostra quindi il farsi dell attività inquisitoria: la successione degli interrogatori coinvolgerà in maniera meticolosa e pervicace decine di persone, confrontando i risultati del processo romano contro Pietro Carnesecchi da poco concluso con le indagini locali, nel tentativo di trovare i riscontri del dissenso a Mantova e nelle città vicine, prima fra tutte Venezia, dove Endimio Calandra aveva a lungo soggiornato. Il processo era anche l occasione per sopprimere definitivamente gli ultimi residui del movimento degli spirituali, assimilato senza troppi distinguo all eresia luterana, cui si erano avvicinati anche il cardinale Ercole Gonzaga e Calandra, suo familiare e bibliotecario. Sergio Pagano presenta dunque il risultato, per molti versi definitivo, della lettura di due faldoni dell Archivio dell ex Sant Ufficio (ACDF, St. st., E-2-e 16 e ACDF, St. st., D-4-g ), raccolte miscellanee frutto di uno o più riordini, l ultimo dei quali è verosimilmente settecentesco. Archivio Gonzaga, Archivio Storico Diocesano, altri fondi Derivato dall archivio segreto di casa Gonzaga e quindi dall Archivio governativo austriaco, l Archivio di Stato di Mantova conosce tra il 1760 e il 1775 un importante riordinamento, che divide i documenti del periodo gonzaghesco per materia, scompaginando in maniera a volte irrimediabile la successione originaria delle carte e rendendo difficile riconoscere serie coerenti di carte quando collocate in buste diverse. Per il nostro lavoro sono di maggior interesse gli Affari di polizia e le Questioni ecclesistiche,in cui si possono rintracciare notizie sulla concessione del braccio secolare e sull amministrazione delle carceri o su questioni di girisdizione e rapporto tra le autorità cittadine. Meno chiara è invece la formazione dell Archivio Storico Diocesano, in cui i fondi Mensa vescovile e Curia vescovile sono i più ricchi di informazioni per l età moderna, mentre le 6 buste di Contenzioso e 15 PAGANO Una sentenza inseritavi, datata 1780, non permette di escludere che sia stato riordinato in precedenza, trattandosi di fascicoli sciolti; la presenza di un cartellino simile a quello usato negli archivi parigini fa ritenere che verso il 1810 avesse già l assetto attuale. 5

7 I frammenti superstiti correzionale sembrano una ricomposizione novecentesca di fogli sparsi, relativa per lo più all amministrazione dei livelli o all esecuzione di disposizioni testamentarie; più raramente compaiono reprimende contro i comportamenti immorali del clero e dei laici della diocesi 17. Occasionali rinvenimenti si hanno anche presso la Biblioteca Comunale di Mantova, in cui sono confluiti molti volumi dalle biblioteche degli ordini monastici soppressi. Gli archivi di Venezia e Ginevra Fuori da Mantova il fondo più importante, Roma a parte, è quello presso l Archivio di Stato di Venezia, che contiene circa 30 casi di interesse mantovano che coprono un arco cronologico abbastanza ampio, dalla metà del 500 ai primi del 700: normalmente sono di mantovani di passaggio per ragioni di lavoro (o per incarichi ricevuti dai superiori, se religiosi regolari), più raramente si tratta di emigrati che risiedono per anni in laguna e che sembrano aver troncato ogni contatto con la comunità di origine, cristiana o ebrea che fosse. Alcune carte sono copie autenticate di atti redatti a Mantova, e valgono quindi a tutti gli effetti come traccia dell attività mantovana dell Inquisizione. Vi si possono aggiungere quattro deposizioni custodite nell Archivio Patriarcale, una dei quali quella di Ortensio Muscallino da Vicenza conferma le notizie pubblicate da Galiffe circa la presenza di esuli mantovani a Ginevra. Una ricerca oltralpe appare però difficoltosa, considerato che i fondi del Concistoro e del Notarile, di faticosa lettura, conservano poche notizie sui rifugiati che non abbiano raggiunto posizioni di rilievo in città; pure il manoscritto di Burlamacchi 18, relativo alle memorie della chiesa italiana, contiene scarse informazioni personali. La stessa letteratura confessionale calvinista ha trascurato quanti non si sono impegnati in una produzione teologica scritta A titolo meramente esemplificativo un breve e incompleto regesto di AStDMn, Cont: 1546 misure disciplinari contro i canonici della cattedrale, si minaccia la sospensione a divinis ordini dalla curia per evitare litigi di precedenza durante le celebrazioni dell Epifania, indirizzata a molte parrocchie del contado ordine di indagare su Elisabetta da Bergamo, arrestata: se abbia compiuto esorcismi, di che condizione economica e familiare sia banno da tutta la diocesi contro Giovan Giacomo Giambelli, chierico detenuto nel carcere comune di Mantova contro Ottavio Pasino: ordine di appurare in quale modo bestemmia (per sporgere eventualmente denuncia all Inquisizione) e se frequenta regolarmente la messa Laura Arrigona, incarcerata nell Ospedale grande di Mantova, per cause imprecisate editti del vescovo frate Francesco Gonzaga circa errori di superstitioni e stregarie, da pubblicarsi nel celebrare le messe punizione contro mugnai che hanno macinato in giorno festivo finto matrimonio di Girolamo de Grandi lite per il giuspatronato della cappella del SS.mo Rosario in San Domenico. 18 Cfr. Adorni Braccesi Ringrazio per i suggerimenti la prof. Daniela Solfaroli Camillocci dell Institut d'histoire de la Réformation di Ginevra. 6

8 Analisi dei documenti contenuti in TCD Periodizzazione Considerando lo stato delle fonti e il lavoro di Sergio Pagano si determina la periodizzazione fondamentale dell inquisizione mantovana, stante la scarsa documentazione rimasta: a un periodo di incerta attività fra XIII e XIV secolo, di cui restano attestazioni sparse 20, non coeve, che rimandano ad una presenza francescana, segue una attività domenicana stabile a partire dal (o forse già dal 1417) che prosegue nel XVI secolo: nei primi anni del 500 le presenze stabili dell inquisitore fra Domenico da Gargnano o del vicario fra Girolamo Armellini sono confermate da numerosi documenti 22. Il rinnovamento dell isitituzione voluto da Paolo IV nel 1542 non ci ha lasciato tracce consistenti, e resta difficile valutare l operato di frate Ambrogio Aldegatti, vescovo di Casale, qui anno 1556 erat simul prior et inquisitor 23, immediato predecessore di Campeggi. In ogni caso è certo che l attività dell inquisizione mantovana prima del 1567 non fu limitata alla sola persecuzione della stregoneria. Nel XVII secolo non ci sono noti, neppure dalle fonti cronachistiche, altri importanti processi riguardanti imputati consapevolemente dissenzienti dall ortodossia; prevalgono piuttosto l intolleranza antiebraica e la repressione degli esperimenti magici o dell immoralità del clero. I casi settecenteschi sembrano significativi più per il trasandato stile adottato dai giudici che per l effettivo contenuto ereticale. Analisi dei documenti contenuti in TCD Al fine di quel catalogo degli inquisiti cui si accennava innanzi si sono analizzati per primi i documenti dei manoscritti di Dublino, considerato che sono l unica testimonianza rimasta prodotta all interno dell ufficio. Questo significa implicitamente assumere lo sguardo dell inquisitore, o scritto in 20 Cfr. BTerMn, ms. 139 (ex A V 9), Lux chronologica. Quotquot ex ord. ff. Praed. in Ducatu Mantuano sibi nomen fecerunt variis tabulis illustrans manoscritto della prima metà del sec. XVIII contentente grandi tavole cronologiche degli inquisitori a Mantova e di altri domenicani mantovani che si resero noti fuori dallo stato. In ASMn, AG, MatEccl I, b si trovano una concessione di porto d armi in città a inquisitori della Provincia della Lombardia Inferiore (notaio Zannino de Milio, anno 1316) e l assoluzione concessa da frate Egidio inquisitore in domo officij Inquisitionis a Ottolino de la Savia, già scomunicato per aver prestato denaro a Passerino Bonacolsi (notaio Joannino de Scopa Nigra, anno 1328). 21 Cosi frate Cesare Agosti, che nel 1707 invia a Roma un elenco degli inquisitori passati, lamentando l incompletezza del proprio lavoro (cfr. ACDF st. st. II 2 i, Catalogo delli nomi cognomi patria di tutti l'inquisitori d'italia che sono stati e sono attualmente sino al presente anno 1707). 22 Relativi alla santità della vivente Osanna Andreasi, alla caccia alle streghe a Cavriana, alla singolare deviazione riguardante la dottrina de conceptione Domini, proposta dal regolare lateranense don Pietro da Lucca. Cfr. DONESMONDI 1615 p. 93, DSI, Armellini, Girolamo (Herzig), Gargnano, Domenico da (Herzig) e relative bibliografie. Sullo scandalo provocato in città dalla lite fra don Pietro da Lucca e quendam fratrem ordinis predicatorum pro inquisitore pravitatis heretice cfr. anche il breve dell 8 aprile 1511 da papa Giulio II, allora a Bologna, a Sigismondo Gonzaga, cardinal legato a Mantova (AStDMn, MV, Pergamene, b. 3, n. 76; segnalazione di Roberta Benedusi, che ringrazio). 23 BTerMn, ms

9 Analisi dei documenti contenuti in TCD maniera più irritante del potere costituito. Dal punto di vista del metodo l operazione non è necessariamente compromettente: se c è un centro unificatore e ordinatore nelle molte forme di eterodossia ed eteroprassia perseguite fra Cinque e Seicento questo è sicuramente quello dell inquisitore, che del canto suo, non può essere ipostatizzato in un entità astratta di razionalità coerente e impersonale. Il confronto diacronico dei processi (ovviamente ampliando lo sguardo oltre Mantova), la lettura delle continue resistenze interne all ufficio, i manuali di pratica e teoria giuridica, lo studio dei contrasti tra la congragazione della Santa Inquisizione e la congregazione dell Indice, le tormentate redazioni degli indici di libri proibiti, mostrano ad abundantiam che l apparato repressivo dispiegato dalla Chiesa Romana non fu un monolite di rigorosa sistematicità e che assumerne le categorie concettuali come strumento (non esclusivo, beninteso) di lavoro non pregiudica letture divergenti. Dal punto di vista più strettamente tecnico circa la classificazione di processi e sentenze e sul valore statistico dei dati estrapolati credo sia sufficiente rinviare alle considerazioni e agli esempi svolti da Del Col, Martin, Jacobson-Schutte, 24 sottolineando sin d ora che nel classificare i processi per tipologia e somiglianze è comunque presente una certa discrezionalità, cui si somma la scrematura operata dagli archivisti nel corso dei secoli; non ultimo gli stessi tribunali locali inviavano alla Suprema Congragazione di Roma solamente le copie delle cause ritenute d importanza, nascondendoci in questo modo la quotidianità banale del loro lavoro, che può emergere solo da quei pochi archivi periferici conservati. I numeri pertanto vanno considerati come valore indicativo di quel che resta, più che misura statistica di una totalità perduta. Sguardo d insieme Le sentenze emesse a Mantova rintracciate in TCD sono circa 32, cui se aggiungono 3 affatto illeggibili, almeno da microfilm, e 7 pronunciate altrove ma riguardanti mantovani. Due delle sentenze risalgono alla prima metà del 700, 2 alla prima metà del 600, tutte le rimanenti sono degli anni Dalle cronache mantovane conosciamo altri 8 ebrei condannati nei primissimi anni del Seicento e altri 50 (numero certamente arrotondato per difetto) ebrei furono inquisiti per rapporti con i cristiani tra il 1598 e il 1635, che raddoppiano spingendosi sino al 1584 (il manoscritto ACDF St. st LL 4 f (1), ancora da studiare, presenta brevissimi sommari e nomina anche 16 cause vescovili simili, comprese tra il 1631 e il 1678). Se allarghiamo lo sguardo agli altri fondi archivistici sopra ricordati e consideriamo i singoli 24 JACOBSON SCHUTTE 1987, MARTIN 1991, DEL COL PAOLIN (CUR.) 1991, DEL COL PAOLIN (CUR.) 2000, DEL COL 2005,DEL COL 2006, DEL COL PAOLIN

10 Analisi dei documenti contenuti in TCD inquisiti, piuttosto che le sentenze, possiamo aggiungere i 31 condannati da Camillo Campeggi nel (ben ordinati da PAGANO 1991) e un centinaio circa di altri nomi (quasi tutti antecedenti al 1630), di cui poco si sa se non che furono coinvolti a vario titolo dal Sant Uffizio (rintracciabili per lo più in ASMn, AG, solitamente negli affari criminali o nella corrispondenza con Roma). Un intricata vicenda giurisdizionale ci segnala 21 procedimenti contro bestemmiatori formati nel 1602 nella sola terra di Medole; ignoriamo i nomi degli inquisiti né sappiamo se per tutti si sia giunti all espedizione finale 25. I casi finora individuati a Venezia, integrando l indice Giomo-Pasini e considerando anche gli Ebrei, potrebbero arrivare approssimativamente a una cinquantina (5 del 700, 10 del 600, i restanti cinquecenteschi). Tre o quattro nomi si possono recuperare ad ASMo e una dozzina sono gli esuli ginevrini. Dalla chiusura del concilio di Trento in poi questo è il catalogo dell attività nota riguardante l inquisizione di Mantova. Magia Restringendo di nuovo l analisi ai manoscritti di TCD 26 balza all occhio come le accuse di sortilegi e magia non riguardino unicamente il sesso femminile, ma si distribuiscano pressappoco equamente: così ad esempio il battesimo della calamita riguarda sia Rodomonte Atti, don Cristoforo Fe, Fernando Barzizza, che Margherita Grossini, Anna di Sigismondo e Lisabetta, tutti di ceto e origini sociali differenti: di bassa condizione le ultime due, analfabete, sicuramente letterati i primi. Rodomonte Atti era tra l altro il notaio abituale del Sant Ufficio, e non poteva certo addurre a sua discolpa l ignoranza dei Sacri Canoni. Si riscontrano spesso forti affinità tra gli esperimenti magici di derivazione semi-colta 27, frequentemente effettuati dai nobili con l aiuto dei propri servitori, e quelli eseguiti dalle donne di minor condizione: la diffusione degli esperimenti magici dev essere stata prevalentemente orale; nel 1589 troviamo una vedova mantovana quae nescit scribere, Laura Casabria 28, che in corte a Murano insegna ai bambini il sortilegio dell anghistara. Così anche il rituale d amore durante il quale si arrostiva al fuoco un crocefisso è praticato da Orsolina Gandini, analfabeta, e dalla già nominata Margherita Grossini, cui non sarà risparmiato il carcere pur appartenendo a una influente famiglia mantovana legata alla corte, di 25 ACDF, St. st. FF 1 a (1). 26 Quando non diversamente specificato ci si riferisce a TCD, mss e 1226; cfr. inoltre BERTOLOTTI 1891; CANTIMORI 1936; RIZZI 1986; SEIDEL MENCHI 1987; PAGANO 1991; LOUTHAN 1997; TEDESCHI Basati di solito sui testi di Arnaldo da Villanova, Pietro d Abano, Cornelio Agrippa, sino alla immancabile Clavicula Salomonis. Esemplare la vicenda dello sfuggente, Carlo di Ferrante Gonzaga di Guastalla, carcerato a lungo in Castel Sant Angelo e rilasciato nel 1628 con 15mila scudi di cauzione e 8mila di multa. Cfr. Barbierato ASVe, Processi, b

11 Analisi dei documenti contenuti in TCD cospicue possibilità economiche e sposata Thiene. Nello stesso anno, 1581, risulta inquisito per bestemmie ereticali il marito Rodomonte, la cui origine familiare deve aver assai insospettito il tribunale; la sua abiura si conclude con l esplicito giuramento di denunciare gli eretici di cui avesse notizia, clausola frequente ma non necessaria. Verosimilmente, non potendo né dimostrare né escludere rapporti compromettenti con il ramo vicentino della famiglia, i giudici hanno preferito evitare affrettate conclusioni. Bestemmia La bestemmia ereticale è un campo interessante da analizzare, perché pone i custodi dell ortodossia di fronte a difficoltà classificazione, impedendo con la sua grossolanità di procedere a quelle divisioni che tanto piacevano alla mentalità giuridica degli inquisitori: se eresia è attribuire a Dio le qualità che non gli sono proprie, allora a rigor di termini ogni bestemmia è un eresia e ogni eresia è una bestemmia, in un corto circuito che blocca ogni distinguo tra un consapevole sistema teologico e uno scatto d ira. Al tempo stesso la bestemmia profferita ad alta voce e in pubblico è motivo di scandalo e al di fuori del suo contenuto informativo è atto malvagio di per sé; potremmo dire, aggiornando la terminologia, che è un atto performativo che definisce il soggetto che la pronuncia. La cura dei giudici diventa allora stabilire l intenzionalità del bestemmiatore: se è uomo di sufficiente cultura la bestemmia è spia di eresia, se si tratta di persona dappoco la bestemmia, anche ereticale, è il risultato di un habitus morale di oltraggio e noncuranza verso la Chiesa, e implicitamente la negazione del ruolo centrale della gerarchia romana nella società, ma si risolve il più delle volte con un sospetto di eresia, vehemente se accompagnato da altri indizi, come il frequente rifiuto dei digiuni e dei precetti alimentari. Sono i casi, tutti di abiure come vehementemente sospetti, di don Innocenzo da Mantova, monaco montolivetano, e di Rodomonte Thiene, che basa la sua difesa proprio sulla occasionalità delle sue bestemmie (smentito da testimoni, sarà condannato a 2 scudi di multa per ogni nuova bestemmia). Giovan Battista Sacchi, recidivo, oltre a bestemmiare istiga i passanti per la pubblica via a disertare la confessione sacramentale: dopo aver giurato una prima volta de levi sarà condannato de vehementi a sei anni di reclusione, una delle pene più pesanti. Se la caverà invece con tre anni di sospensione a divinis don Nicolò de Zoni, bestemmiatore abituale, in forte dissidio con la propria piccola comunità parrocchiale, di cui osteggia la compagnia del Santo Rosario. A riprova dello statuto misto della bestemmia, a cavallo di dottrina e morale, incerta tra privato e pubblico (laico o religioso che sia), è il fatto che il processo contro don Nicolò sia partito per iniziativa vescovile, per mala condotta, non per incompetenza teologica. Gli stessi statuti del Ducato punivano la bestemmia, benché un sondaggio condotto sulle carte della magistratura criminale non abbia evidenziato particolari correlazioni o collaborazione con il Sant Ufficio: 10

12 Analisi dei documenti contenuti in TCD dai riepiloghi che i vicari e i podestà inviavano a Mantova emerge che solo il 2% circa dei provvedimenti presi dal potere secolare riguardava i bestemmiatori, e entro questo 2% la bestemmia si accompagnava a reati più gravi, di solito l aggressione violenta o la minaccia a mano armata, nella maggioranza dei casi 29. Teologia Troviamo l eresia propriamente detta in sole 8 sentenze, alle quali possiamo sommare le 3 condanne al rogo in effigie dei contumaci Jacopo Strada, Paolo Strada (suo figlio), don Valeriano Peverari. Nel caso delle 3 condanne al rogo il tribunale è estremamente scrupoloso nel mostrare come ogni atto sia stato formalmente corretto: la citazione tramite pubblico banditore, l affissione alle porte della città e nei luoghi soliti di avvisi a comparire, la prescrizione dei termini, la pubblicazione della scomunica, sino alla constatazione della contumacia. Per la verità solo l eresia di don Valeriano era già stata appurata e il suo procedimento si trascinava almeno dal 1576, quando il cardinal di Pisa aveva richiesto che fosse estradato dal mantovano al confine con Ferrara. Ancora più lontana nel tempo era la causa contro gli Strada, le cui due sentenze si corrispondono quasi parola per parola: coinvolto nei processi promossi da frate Camillo Campeggi, Jacopo viene nominato una prima volta nel giugno del 1567, come testimone dell abiura segreta di tre nobildonne. Nel luglio dell anno seguente è accusato dalle deposizioni di Tommaso e Roberto Auserstulfer e Campeggi provvederà a diramare il suo identikit e a porre delle spie dietro per saper dove sarà. Era già un personaggio notissimo e di tutto riguardo: formatosi culturalmente nella cerchia di Giulio Romano, al servizio di papa Paolo III Farnese prima e di papa Marcello II poi, lo Strada era divenuto antiquario imperiale, influente tanto da ottenere l interessamento di Massimiliano II per un salvacondotto che gli permettesse, di quando in quando, di tornare a Mantova. Visto che il tentativo non ebbe successo il compito dell inquisitore Giulio Doffi era assai più semplice di quello di Campeggi: non gli occorreva possedere l inflessibile nerbo del predecessore, gli bastava mostrarlo: a distanza di 15 anni un aperto ritorno di Jacopo Strada appariva improbabile, e la cosa migliore era chiudere la vicenda mettendo fine all incresciosa anomalia di un inquisito apertamente ribelle e troppo ingombrante. La sentenza venne letta solennemente domenica 4 giugno 1581 nella navata centrale di San Domenico, di fronte all altar maggiore, alla presenza di testimoni di rango e di maxima populi multitudine. 29 ASMn, AG, Criminali, b ( ); ASMn, AG, Criminali, b ( ); ASMn, AG, Criminali, b ( ) con circa 1600 casi, di cui 32 comprendono la bestemmia. Su altre statistiche relative alla criminalità cfr. invece ROMANI

13 Analisi dei documenti contenuti in TCD Nei casi di eresia formale la necessità di sontuose e macabre rappresentazioni pubbliche contro gli eretici sembra progressivamente venir meno, pur rimanendo frequente la condanna a portare l abitello e ad assistere alla messa in ginocchio e con una candela accesa: i documenti rimastici mostrano un dissenso disordinato, privo di persone che siano punto di riferimento spirituale e organizzativo. Conosciamo troppo poco di don Michele Baratta da Castrovillari per poterlo definire un estroso isolato: sostiene che il Figlio è in divinis minore del Padre, rivede la creazione introducendo gli angeli come aristoteliche causae secundae, pensa alla Chiesa come comunità di perfetti, pur sostenendo che il giorno del giudizio i più saranno salvati. Eppure non rivela complici neppure sotto tortura e il teologo del tribunale, dopo aver studiato i suoi manoscritti 30, non gli riconoscerà lo status di eresiarca ma di semplice e presuntuoso temerario per aver insegnate, credute, scritte cose sì brutte. L obbligo di non lasciare lo Stato per tre anni fa pensare a un supplemento d indagine di cui non è rimasta traccia. Non individua complici neppure il processo contro Giulio Rocca da Ostiglia, che dopo aver ignorato una benevola ammonizione, persevera nel suo radicale materialismo che nega l esistenza dei luoghi ultraterreni e l immortalità dell anima al prezzo di una pesante condanna a sei anni di detenzione. Circa vent anni più tardi una lettera 31 alla Suprema Congregazione scritta dall inquisitore fra Giordano da Soresina dà misura di come sia cambiato l atteggiamento del Sant Uffizio verso l eresia di tipo dottrinale: la scoperta che Lelio Castelvetri da Modena ha mangiato formaggio in quaresima trova un inquisitore perfettamente preparato: fa effettuare ricerche negli archivi di Modena e Venezia, riconosce i legami fra le comunità di esuli a Lione e progetta di estendere l indagine ai complici ancora in Italia, benché il Castelvetri, forse non solo per reticente difesa, parli di fatti che ricorda vagamente come accaduti dieci o vent anni prima. Irritato più che stupito, frate Giordano ammette di trovarsi dinanzi a una pessima reliquia delle heresie di Modona, di Vincenza et di Luca, pessima certo, ma ormai reliquia. La partita si giocava adesso nei rapporti con la comunità ebraica. 30 In via ipotetica possiamo accostare a don Michele un sommario trascritto nel codice Vat. Lat ai ff e segnalato da RUSSO 1957 come una sorta di quaestio di gusto tomista: Summarium eorum quae in libro a Domino Michaele Baratta composito continentur, a nullo adhuc mortalium eo ordine et demonstratione potissimum pertractata ac dilucidata. Anche l explicit del testo mostra convergenza con il nostro personaggio: Haec omnia sunt a me composita Michaele Baratta a Castrovillari pro exaltanda veritate ipsa Catholicae Fidei ac Sanctissimae Romanae Ecclesiae, extra quam non invenimus catholicam fidem, quae ita omnia sunt via demonstrativa aptissimae tractata ut si quis maxime haereticus fuerit ad catholicam compellatur fidem venire neque modum aliquem repugnandi invenire poterit vel aufugiendi. Solo una datazione del testo fugherebbe ogni dubbio. 31 St. st. FF 1 a (1), 30 luglio

14 Abbreviazioni di archivi e biblioteche Ebrei Assente nella trentina di sentenze conservate in TCD, l intolleranza verso gli Ebrei 32 occupa la scena nei primi anni del Seicento, trascorso più di un secolo da quando Daniele Norsa aveva finanziato per Francesco II la costruzione della Madonna della Vittoria. La paura da parte del clero di ogni contatto fra ebrei e cristiani e la separazione fisica nel ghetto, chiuso la notte da portoni che avevano anche lo scopo di difendere gli ebrei dalle intemperanze dei cristiani più fanatici, hanno sicuramente segnato un peggioramento nella vita della comunità ebraica, certo non repentino e non definitivo, ipotizzando che a Mantova le cose non stessero troppo diversamente rispetto a Venezia, dove la quantità di processi rimasti lascia intendere una familiarità ininterrotta. Così dalla lettura dell Historia ecclesiastica del minore osservante Ippolito Donesmondi, che si dilunga sui tumulti antigiudaici del 1602, traspare l eccezionalità della violenza incontrollata, più che quella dell interazione fra le due comunità. Nonostante il tono diffusamente encomiastico della sua opera il Donesmondi non riesce a tacere che il predicatore francescano Bartolomeo da Lucca, sobillatore del tumulto, sia stato trasportato forse da troppo zelo. Manca invece anche un solo cenno al rogo di Giuditta Franchetti, avvenuto il 22 aprile 1600, che ci è noto dall Insalata, modesta cronaca redatta da Gian Battista Vigilio. L abbruciamento di Jovadith Ebrea ha tutte le caratteristiche per segnare una cesura: avviene l anno successivo alla morte di Abramo Colorni 33, eclettico inventore mantovano apprezzato in molte corti d Europa, e pressoché contemporanemente all esecuzione di Giordano Bruno. Dai contemporanei venne descritto come spettacolo per una folla gratificata dalla presenza del serenissimo duca Vincenzo e della sua nobile parentela, che assistette dai poggi di Corte Vecchia, uno dei luoghi simbolici del potere signorile, come avrebbe potuto fare per una festa nuziale o per una barriera carnevalesca; non ultimo questo rogo è ininterrottamente presente nella storiografia, forse gratificata da quella cifra tonda che apre il secolo. È infine una condanna per magia che vede l intervento del potere secolare docile alle pretese delle autorità religiose, rinforzando lo stereotipo dell irrimediabile affermazione della controriforma. Solo per quanto ci risulta non venne deciso dal tribunale del Sant Uffizio. 32 In generale sugli Ebrei a Mantova cfr. SIMONSOHN TOAFF

15 Bibliografia Abbreviazioni di archivi e biblioteche ACDF ASMn AStDMn ASV BTerMn TCD Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede Archivio di Stato di Mantova ASMn, AG ASMn, Archivio Gonzaga ASMn, AG, MatEccl I ASMn, AG, P I Materie ecclesiastiche; I. Vescovato di Mantova, e clero Secolare, e Regolare di tutto lo Stato ASMn, AG, Criminali ASMn, AG, U II Procedure criminali Archivio storico diocesano di Mantova AStDMn, Cont AStDMn, Contenzioso e correzionale AStDMn, CC AStDMn, Capitolo della Cattedrale AStDMn, MV AStDMn, Mensa vescovile Archivio segreto vaticano Biblioteca comunale Teresiana di Mantova The Collection of Mediaeval & Renaissance Manuscrips at Trinity College Dublin. Section I. The Roman Inquisition, Londra 1985 (microfilm dei mss ) Bibliografia ADORNI BRACCESI 1991 Adorni Braccesi Simonetta, L'esilio e la memoria: Vincenzo Burlamacchi (Ginevra ) e il Libro di ricordi degnissimi delle nostre famiglie, Roma ANNIBALETTI 1995 Annibaletti Giuliano, L abolizione dell'inquisizione mantovana e la distruzione del suo archivio (1782), in «ACME», vol. XLVIII fasc. II (maggio-agosto 1995). ANNIBALETTI 1996 Annibaletti Giuliano, Giurisdizionalismo asburgico e giuspatronato sul vescovato di Mantova: il contrasto degli anni , in «Il Risorgimento», n. 1 (1996). BARBIERATO 2002 Barbierato Federico, Nella stanza dei circoli. Clavicula Salomonis e libri di magia a Venezia nei secoli XVII e XVIII, Milano BERTAZZI NIZZOLA 1956 Bertazzi Nizzola Laura, Infiltrazioni protestanti nel ducato di Mantova, in «Bollettino storico mantovano», 2 (1956); 4 (1956); 7 (1957). BERTOLOTTI 1888 Bertolotti Antonino, Prigioni e prigionieri in Mantova dal secolo XIII al secolo XIX, Roma 1888, ristampa anastatica Bologna BERTOLOTTI 1891 Bertolotti Antonino, Martiri del libero pensiero e vittime della Santa Inquisizione nei secoli XVI, XVII e XVIII. Studi e ricerche negli archivi di Roma e Mantova, Roma 1891, ristampa anastatica Bologna CANOVA NOSARI 2008 Canova Franco Nosari Galeazzo, Peccati mortali nel convento delle suore del Carmelino Processo e condanne ai seduttori delle monache carmelitane nella Mantova del duca Guglielmo Gonzaga, Reggiolo (RE) CANTIMORI 1936 Cantimori Delio, Atteggiamenti della vita culturale italiana nel secolo XVI di fronte alla Riforma. in «Rivista storica italiana», LIII, 1936, pp ; ristampato in CANTIMORI CANTIMORI 1975 Cantimori Delio, Umanesimo e religione nel Rinascimento, Torino DEL COL 2005 Del Col Andrea, I documenti del Sant Ufficio come fonti per la storia istituzionale e la storia degli inquisiti, in Atti del Seminario di studio «Gli archivi dell Inquisizione in Italia: problemi storiografici e descrittivi», Roma, Archivio di Stato, 18 febbraio 2005, con una presentazione di Andrea Del Col, pubblicati sulla rivista elettronica CROMOHS (Cyber Review of Modern Historiography), n. 11, 2006 ( DEL COL 2006 Del Col Andrea, L Inquisizione in Italia dal XII al XXI secolo, Milano DEL COL PAOLIN 2006 Del Col Andrea Paolin Giovanna, La banca dati dei processi e la ricostruzione completa dell attività del Sant Ufficio di Aquileia e Concordia, in CROMOHS (Cyber Review of Modern Historiography), n. 11, 2006 ( 14

16 Sommario DEL COL PAOLIN (CUR.) 1991 Del Col Andrea Paolin Giovanna (a cura di), L Inquisizione Romana in Italia nell età moderna. Archivi, problemi di metodo e nuove ricerche. Atti del seminario internazionale, Trieste, maggio 1988, Roma (Udine - Verona) DEL COL PAOLIN (CUR.) 2000 Del Col Andrea Paolin Giovanna (a cura di), L Inquisizione romana: metodologia delle fonti e storia istituzionale. Trieste - Montereale Valcellina DOM D.O.M. Dizionario Onomastico Mantovano, ricerca ed elaborazione a cura di Chiara Baroni, Rivarolo Mantovano (MN) DONESMONDI 1615 Donesmondi Ippolito, Dell istoria ecclesiastica di Mantova. Parte seconda, Mantova DSI Dizionario storico dell Inquisizione, diretto da Adriano Prosperi, con la collaborazione di Vincenzo Lavenia e John Tedeschi, Pisa 2010 (tra parentesi gli autori delle singole voci quando citate). GALIFFE 1881 Galiffe John Barthelemy Gaifre, Le refuge italien de Genève aux XV me et XVII me siècle, Ginevra JACOBSON SCHUTTE 1987 Jacobson Schutte Anne, Un inquisitore al lavoro: fra Marino da Venezia e l inquisizione veneziana, in I francescani in Europa tra Riforma e Controriforma, pp , Perugia LOUTHAN 1997 Louthan Howard, The Quest for Compromise: Peacemakers in Counter-Reformation Vienna, Cambridge MARTIN 1991 Martin John, Per un analisi quantitativa dell'inquisizione veneziana in DEL COL PAOLIN 1991, pp RIZZI 1986 Rizzi Marialuisa, L inquisizione a Mantova dal sec. XVI al sec. XVII. Tesi di laurea, Università degli Studi di Trento, facoltà di sociologia, relatore prof. Giuseppe Olmi, a. a. 1985/1986. PAGANO 1991 Pagano Sergio, Il processo di Endimio Calandra e l inquisizione a Mantova nel , Città del Vaticano ROMANI 1980 Romani Marzio A., Criminalità e giustizia nel ducato di Mantova alla fine del Cinquecento. in «Rivista storica italiana», XCII, 1980, III-IV, pp , Napoli RUSSO 1957 Russo padre Francesco, Spigolature vaticane su alcuni scrittori calabresi in «Archivio storico per la Calabria e la Lucania», XXVI (1957), I-II, pp , Roma SEIDEL MENCHI 1987 Silvana Seidel Menchi, Erasmo in Italia , Torino SIMONSOHN 1964 Simonsohn Shlomo, History of the jews in the duchy of Mantua, 2 voll., Tel Aviv 1962 e TEDESCHI 1997 Tedeschi John, Il giudice e l eretico. Studi sull inquisizione romana, Milano TEDESCHI 2000 Tedeschi John, I documenti inquisitoriali del Trinity College di Dublino provenienti dall Archivio romano del Sant Ufficio, in DEL COL PAOLIN (CUR.) TOAFF 2010 Toaff Ariel, Il prestigiatore di Dio. Avventure e miracoli di un alchimista ebreo nelle corti del Rinascimento, Milano VIGILIO 1601 Vigilio Giovanni Battista, La insalata. Cronaca mantovana dal 1561 al 1601; edizione del manoscritto a cura di Daniela Ferrari e Cesare Mozzarelli, Mantova

17 Sommario Sommario Sentenze dell Inquisizione mantovana nella prima età moderna La soppressione e la distruzione dell archivio. I frammenti superstiti L Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede I manoscritti presso il Trinity College di Dublino Il processo di Endimio Calandra e l inquisizione a Mantova nel Archivio Gonzaga, Archivio Storico Diocesano, altri fondi Gli archivi di Venezia e Ginevra Periodizzazione Analisi dei documenti contenuti in TCD Sguardo d insieme Magia Bestemmia Teologia Ebrei Abbreviazioni di archivi e biblioteche Bibliografia Sommario 16

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