INDICAZIONI DI BASE PER LA PRIMA SEGNALAZIONE DI ALUNNI IN DIFFICOLTA SCOLASTICA O IN SITUAZIONE DI DISAGIO

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1 ISTITUTO COMPRENSIVO DI LONGARONE scuole dell infanzia, primaria e secondaria di I grado Piazza Mazzolà, Longarone Tel Fax e_mail: sito web: INDICAZIONI DI BASE PER LA PRIMA SEGNALAZIONE DI ALUNNI IN DIFFICOLTA SCOLASTICA O IN SITUAZIONE DI DISAGIO Anno Scolastico 2015/2016 Pag. 1 a 5

2 1. Segnalazione al Servizio Territorialeper l Eta Evolutiva di un alunno Qualora in classe vi fosse un bambino che presenta particolari difficoltà, è bene che gli insegnanti affrontino il problema e lo segnalino subito al Dirigente Scolastico. E auspicabile che l osservazione, che ha portato a individuare le suddette difficoltà, diventi più rigorosa e sistematica anche attraverso l utilizzo di griglie che ne permettano una rilevazione più oggettiva o con l aiuto di un osservatore esterno. I dati raccolti andranno discussi dagli insegnanti cercando di definire il più possibile le problematiche emerse. Se gli insegnanti decidono che il quadro complessivo ha caratteristiche che tendono a esulare da un normale processo evolutivo o sussistono comunque elementi di dubbio e di preoccupazione, si penserà alla segnalazione. E bene parlare chiaramente con la famiglia delle difficoltà insorte e, durante tutto l anno scolastico, farla partecipe gradualmente alla scelta che si andrà a fare, ossia alla richiesta di valutazione. Questa può essere di quattro tipi: a. una valutazione per difficoltà generiche, che può essere finalizzata anche all assegnazione di sostegno(allegato 2 ACCORDO DI PROGRAMMA 2014); b. una valutazione per presunte Difficoltà Specifiche di Apprendimento (DSA)(secondo la procedura prevista dal Protocollo di intesa per le attività di identificazione precoce dei casi sospetti di DSA 2014 e relativa modulistica); c. una valutazione per difficoltà di comportamento; d. una valutazione per disagio familiare. La richiesta di valutazione è formalizzata su un apposito modulo, diverso in base al tipo di segnalazione, e va sottoposta alla firma dei genitori, del referente d Istituto per l area considerata e del Dirigente scolastico. Il team docente, valutando con attenzione le modalità migliori, organizzerà un incontro con i genitori, in cui chiederà formalmente l assenso per procedere con la segnalazione. Ogni incontro va verbalizzato e il verbale va inserito nel fascicolo personale dell alunno. I modelli di segnalazione sono disponibili in segreteria e nel sito dell Istituto. Dopo la firma della scheda da parte di tutti i soggetti (genitori, insegnanti, Dirigente, insegnanti referenti d Istituto) la scheda va consegnata al Preside affinché sia inoltrata al Servizio, conservata in copia nel fascicolo personale riservato, consegnata alla famiglia, con Aggiornamento: 2015/16 Pag. 2 a 5

3 l indicazione di rivolgersi al Servizio Territoriale per l Età Evolutiva o ad altro Servizio abilitato, nel caso di scheda per assegnazione di sostegno. Si ricorda che, con le dovute considerazioni del caso, è meglio una segnalazione che si risolve in un nulla di grave piuttosto che una non segnalazione o una segnalazione tardiva (classe 4^ o 5^ quindi poco efficace per il bambino) o una sottovalutazione di difficoltà, anche gravi, di cui magari poi se ne accorgono i genitori per primi. Oltre al Servizio Territoriale per l Età Evolutiva dell ULSS di Belluno,gli insegnanti potranno presentare ai genitori più possibili referenti a cui rivolgersi (a seconda delle difficoltà emerse), presenti nel territorio o conosciuti: a) La Nostra Famiglia di Conegliano; b) Centro regionale San Donà di Piave; c) Psicologi privati; d) Logopediste dell O.R.L. dell ospedale cittadino; e) Logopediste private La famiglia è libera di scegliere l ente o la figura a cui rivolgersi, senza alcun condizionamento. Il S.T.E.E. o gli operatori competenti dell ULSS, secondo l Accordo di Programma 2014, redigono le diagnosi per il nostro distretto sanitario. Se la famiglia desidererà rivolgersi a una logopedista o a uno psicologo privato piuttosto che al S.T.E.E., la scelta andrà accolta con favore e supportata dagli insegnanti poiché l importante è che la famiglia sia presente alle difficoltà del proprio figlio ed attiva a fianco dell Istituzione Scolastica. Nel caso di difficoltà riferibili a DSA, si deve informare la famiglia che esiste un elenco di centri regionali accreditati, dalla Regione Veneto, a tali diagnosi: solo questi documenti saranno poi validi ai fini della Legge 170/ Percorso di segnalazione dell alunno in difficoltà finalizzata all assegnazione di sostegno Per gli alunni che evidenziano difficoltà scolastiche per le quali si ipotizza la necessità di un sostegno, la procedura che le insegnanti di classe devono mettere in atto è la seguente: informare la famiglia delle difficoltà dell alunno; compilare l apposita scheda per la segnalazione di alunni in difficoltà (ART 5.1 ACCORDO DI PROGRAMMA 2014); Aggiornamento: 2015/16 Pag. 3 a 5

4 condividere la scheda con la famiglia e acquisire il suo consenso alla segnalazione; consegnare alla famiglia una copia con l indicazione di rivolgersi al Servizio Territoriale per l Età Evolutiva per una valutazione con prescrizione del medico curante; inviare dalla Scuola una copia della scheda ai Servizi interessati. Il Servizio Territoriale per l Età Evolutiva, dopo specifica valutazione, stenderà la diagnosi del caso entro tre mesi dalla richiesta. Non basta una diagnosi per dichiarare un alunno avente diritto all insegnante di sostegno. Il Servizio la rilascia alla famiglia, unitamente ad ogni altra documentazione ritenuta utile, affinché con essa possa presentare domanda di certificazione, ai fini dell esercizio del diritto all integrazione scolastica L. 104/1992 DPR , all Unità di Valutazione Multidisciplinare Distrettuale (U.V.M.D.) territorialmente competente per residenza. La certificazione viene rilasciata dall U.V.M.D., nel caso di difficoltà ritenuta certificabile, secondo il modello di verbale di accertamento previsto dal DPCM 185/06(allegato n. 4 ACCORDO DI PROGRAMMA 2014), entro 30 giorni dalla richiesta. Anche in questo caso spetta alla famiglia la decisione di rivolgersi o meno all Unità. La Diagnosi Funzionale è redatta dall Unità di Valutazione Multidisciplinare, secondo il modello (allegato n.5 ACCORDO DI PROGRAMMA 2014)e la trasmette alla famiglia unitamente al verbale di accertamento o comunque entro l inizio dell anno scolastico successivo all accertamento stesso. La famiglia decide in modo autonomo se presentare questo documento alla scuola; solo nel caso i genitori acconsentano a questo, la scuola può procedere nella richiesta di assegnazione di un insegnante di sostegno. Se la famiglia rifiuta espressamente di produrre la certificazione, l alunno non può in alcun modo considerarsi in situazione di handicap. La Scuola, una volta ricevuta la certificazione dalla famiglia o dall Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVMD), se da essa delegata: si attiva per la richiesta degli organici di sostegno utilizzando la scheda di richiesta risorse (allegato 8 ACCORDO DI PROGRAMMA 2014); richiede, per gli alunni con disabilità grave ai sensi della L.104, art.3, comma 3, se ne ravvisa la necessità, gli operatori socio Aggiornamento: 2015/16 Pag. 4 a 5

5 sanitari da impiegare nel progetto di integrazione scolastica, ai Servizi Integrazione Scolastica e Sociale delle A. U.L.S.S. di residenza. 3. Consulenza anonima È possibile, in via del tutto eccezionale, richiedere la consulenza anonima al S.T.E.E. per un bambino problematico, nel caso la famiglia fosse decisamente contraria all intervento di un operatore socio-sanitario. Si chiama consulenza anonima in quanto gli insegnanti chiedono una consulenza mantenendo il più completo riserbo sul nominativo dell alunno. E bene arrivare all incontro avendo raccolto più dati possibile ed essendosi confrontati a lungo nel modulo/sezione/consiglio di classe in modo da avere chiara la situazione ed essere esaustivi nel descriverla all esperto tacendo come detto il nome dell alunno. L esperto, infatti, potrà fare una valutazione del caso solo sulla base delle indicazioni fornite dagli insegnanti (non vedrà mai l alunno!). La richiesta di consulenza anonima si effettua utilizzando il modulo previsto per gli incontri col S.T.E.E. specificando la tipologia di incontro ed omettendo quindi il nome dell alunno. Aggiornamento: 2015/16 Pag. 5 a 5

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