Imposta di bollo su titoli di credito rilasciati senza la clausola di non trasferibilità

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1 IMPOSIZIONE INDIRETTA CIRCOLARE N. 18 DEL 18 MARZO 2008 Imposta di bollo su titoli di credito rilasciati senza la clausola di non PROVVEDIMENTI COMMENTATI Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (art. 49) Circolare 7 marzo 2008, n. 18, dell Agenzia delle Entrate

2 SOMMARIO Con la presente circolare si illustrano le modifiche apportate alla disciplina tributaria degli assegni bancari e postali, degli assegni circolari e dei vaglia cambiari dal decreto legislativo n. 231 del 2007, per disincentivare il ricorso a mezzi di pagamento costituiti da titoli al portatore. In proposito l Agenzia delle Entrate ha diramato istruzioni con la circolare n. 18 del 7 marzo * * * 2

3 INDICE Introduzione p L istituzione del nuovo tributo p Le modalità di pagamento p. 6 3

4 Introduzione La normativa sulla prevenzione dell utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi delle attività criminose, recentemente approvata con il decreto legislativo n. 231 del 21 novembre 2007, prevede (art. 49) ulteriori restrizioni all uso del contante e dei titoli al portatore, già limitato a seguito della disciplina introdotta con la legge n. 197 del Il ricorso a tali mezzi di pagamento rimane consentito solo per importi inferiori a euro. Nell ambito di tali misure si è poi disposto che i moduli per assegni bancari e postali siano rilasciati dalle banche e da Poste italiane s.p.a. già muniti della clausola di non. Il cliente peraltro può chiedere, per iscritto, il rilascio di moduli in forma libera, idonei cioè ad essere trasferiti mediante girata, ma tali moduli possono essere utilizzati solo per emettere assegni di importo inferiore a euro; per tale importo (o importo superiore) devono utilizzarsi solo assegni muniti della clausola di non. Anche altri mezzi di pagamento costituiti dagli assegni circolari, dai vaglia postali e da quelli cambiari (questi ultimi emessi dalla Banca d Italia o dal Banco di Napoli o di Sicilia) devono emettersi con la clausola di non a meno che il cliente richieda ma solo se si tratta di titoli di importo inferiore a euro che gli stessi siano rilasciati in forma libera e cioè senza la predetta clausola. Se il cliente della banca o di Poste italiane s.p.a. o il richiedente dei vaglia cambiari volesse avvalersi della possibilità di ottenere i predetti moduli di assegni o l emissione di assegni circolari o vaglia cambiari privi della clausola di non, si applica un tributo, qualificato come imposta di bollo, nella misura di 1,50 euro (comma 10 dell art. 49) per ogni modulo di assegno bancario o postale e per ogni assegno circolare o vaglia emesso in forma libera. L Agenzia delle Entrate ha diramato opportune istruzioni sull applicazione di tale tributo, con la circolare n. 18 del 7 marzo scorso. 1. L istituzione del nuovo tributo Il prelievo istituito dal ricordato art. 49, ha finalità essenzialmente extratributarie, nonostante sia qualificato come imposta di bollo: esso infatti non è applicato per assicurare all erario un entrata sulla base di una valutazione di capacità contributiva, ma per disincentivare l uso di predetti titoli di credito pur consentito se l importo del titolo è 4

5 inferiore a euro per il rischio che tali mezzi di pagamento possano utilizzarsi per attività illecite 1. I titoli di credito colpiti dal prelievo sono essenzialmente quelli con funzione di mezzi di pagamento: più precisamente, si tratta degli assegni bancari e postali, degli assegni circolari, dei vaglia postali, dei vaglia cambiari emessi dalla Banca d Italia, dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia a norma degli articoli 87 e seguenti del r.d. n del 1933; titoli questi ultimi assimilabili, quanto alla loro funzione e struttura, agli assegni circolari. Rimangono escluse dal nuovo tributo le cambiali le quali, com è noto, non sono mezzi di pagamento ma strumenti di credito. In particolare, nonostante la formulazione dell art. 49, che si riferisce genericamente ai vaglia cambiari, non sono soggetti al prelievo i vaglia cambiari ordinari, denominati anche pagherò cambiari, disciplinati dall art. 100 del r.d. n del 1933: anche tali titoli, infatti, non costituiscono mezzi di pagamento rientrando nella categoria delle cambiali 2. Proprio per le sue finalità extratributarie, i caratteri del prelievo sono molto diversi da quelli dell imposta di bollo cui si ricollega, differenziandosene anche per il presupposto cui è collegata l obbligazione tributaria. Per quanto concerne gli assegni bancari e postali in particolare, l imposta in questione si differenzia dall imposta di bollo prevista dall art. 9 della tariffa allegata al d.p.r. n. 642 del Mentre quest ultima è dovuta per l emissione dell assegno bancario o postale, che si perfeziona con la compilazione dell assegno e la sua consegna al beneficiario, l imposta in esame è dovuta per il rilascio al cliente del modulo di assegno privo della clausola di non. Il prelievo in esame, per la sua estraneità al sistema impositivo realizzato dall imposta di bollo, non rientra fra i tributi assorbiti dall imposta sugli estratti conto bancari prevista dall art. 13, comma 2-bis, della tariffa allegata al d.p.r. n. 642; imposta che, com è noto, ha natura di imposta sostitutiva di quella afferente atti e documenti formati, ricevuti o emessi dalle banche, relativi a operazioni e rapporti regolati mediante conto corrente, fra 1 La relazione al decreto legislativo precisa che le previste restrizioni all uso di assegni liberi al portatore sono poste a tutela del risparmiatore e, più in generale, a protezione dell integrità del sistema finanziario essendosi riscontrati numerosi casi di circolazione impropria di assegni al portatore, spesso affiancati a forme di truffe o frodi. 2 In senso conforme si era espresso il Comitato antiriciclaggio, con il parere n. 28 del 9 novembre 1995, in relazione alla corrispondente disposizione dell art. 1, comma 2, della legge n. 197 del 1991, che disponeva l obbligo di munire della clausola di non i vaglia postali e cambiari, gli assegni postali, bancari e circolari emessi per importi superiori a euro. 5

6 i quali rientrano anche gli assegni bancari. Secondo quanto precisato dalla sopra ricordata circolare n. 18, l imposta sugli estratti conto rimane quindi dovuta e ad essa si aggiunge il nuovo prelievo, anche se i documenti in questione sono formati dalle banche in relazione a rapporti od operazioni regolate mediante conto corrente. Trattandosi di assegni circolari, il nuovo tributo si aggiunge all imposta di bollo dovuta a norma dell art. 10, comma 1, della ricordata tariffa nella misura del 6 per mille dell ammontare complessivo degli assegni in circolazione in ciascun trimestre solare. Trattandosi di vaglia cambiari, il tributo si aggiunge all imposta di bollo dovuta a norma del comma 2 del suddetto articolo nella misura del 4 per mille. Infine, quanto ai vaglia postali, essendo tali atti esenti dall imposta di bollo stabilita per tali documenti dall art. 7 della tabella allegata al d.p.r. n. 642, il tributo in esame costituisce l unico prelievo applicabile. 2. Le modalità di pagamento Per quanto riguarda le modalità di pagamento, l art. 3 del d.p.r. n. 642 dispone che l imposta di bollo si corrisponde nei modi ivi stabiliti (mediante pagamento ad intermediario convenzionato che rilascia apposito contrassegno da applicare sull atto o in modo virtuale), secondo le indicazioni della tariffa. Senonché l art. 49 in oggetto si limita ad istituire il tributo senza integrare la tariffa e senza prevedere particolari modalità di pagamento. La circolare dell Agenzia delle Entrate colma tale lacuna precisando che per gli assegni bancari e postali il tributo deve corrispondersi in modo virtuale, secondo le modalità stabilite dall art. 15 del d.p.r. n L imposta è quindi liquidata annualmente in base al numero degli atti e documenti che il contribuente, secondo propria dichiarazione da allegarsi alla domanda di autorizzazione, ritiene che potranno emettersi durante l anno nonché, per gli anni successivi quello del rilascio dell autorizzazione, in base al numero degli atti e documenti emessi l anno precedente, da dichiararsi entro il mese di gennaio di ciascun anno; dichiarazione che pertanto è assunta a base della liquidazione definitiva dell imposta dovuta per l anno precedente e della liquidazione provvisoria dell imposta relativa all anno corrente da ripartirsi in rate bimestrali. Per quanto riguarda i moduli di assegni bancari o postali, la circolare dell Agenzia ha precisato che i soggetti già in possesso di autorizzazione al pagamento in modo virtuale dell imposta dovuta a norma dell art. 9, lett. a, della tariffa quella per l appunto dovuta per tali assegni possono avvalersi di tale autorizzazione anche per il pagamento in 6

7 modo virtuale del tributo dovuto a norma dell art. 49 del decreto legislativo n. 231, senza bisogno quindi di chiedere ulteriore autorizzazione. In tal caso, i contribuenti devono presentare entro il 30 giugno 2008 termine stabilito, come di seguito si dirà, per effettuare il primo versamento del tributo all ufficio delle entrate competente in base al domicilio fiscale, una dichiarazione contenente i dati del dichiarante, gli estremi dell autorizzazione, il numero di moduli di assegni bancari o postali che si presume saranno richiesti in forma libera nel periodo 30 aprile 31 dicembre 2008, la liquidazione provvisoria delle somme dovute per tale periodo e la ripartizione di tale somma in tante rate uguali quanti sono i bimestri, con scadenza successiva al 30 aprile, compresi in detto periodo (quattro, salva l ipotesi di cessazione dell attività anteriore al 31 dicembre). Copia di tale dichiarazione deve inviarsi per conoscenza alla direzione regionale dell Agenzia delle Entrate territorialmente competente. L ammontare di tali rate va ad integrare quello delle rate bimestrali già liquidate dall ufficio a norma dell art. 15, a partire dalla rata da pagare entro la medesima data del 30 giugno Se i soggetti obbligati al pagamento non sono già in possesso di autorizzazione al pagamento dell imposta in modo virtuale, gli stessi sono tenuti a chiedere l autorizzazione presentando apposita domanda all ufficio delle entrate competente in relazione al domicilio fiscale del richiedente, inviandone copia per conoscenza anche alla direzione regionale. La domanda deve riportare l indicazione del numero di moduli in forma libera che presumibilmente saranno richiesti nel periodo 30 aprile 31 dicembre 2008, nonché l indicazione dell importo ritenuto dovuto e la sua ripartizione in rate bimestrali. Nel rilasciare l autorizzazione, l ufficio notifica al contribuente la liquidazione delle somme dovute; questi provvederà quindi a versarle nei termini stabiliti dall art. 15 e cioè entro la scadenza di ciascun bimestre solare, a partire da quello in scadenza il 30 giugno Tutti i contribuenti, sia quelli già autorizzati, sia quelli che hanno richiesto autorizzazione ad hoc, devono presentare la dichiarazione definitiva relativa al 2008 entro il mese di gennaio 2009, riportandovi il numero dei moduli rilasciati nel 2008: coloro i quali sono autorizzati al pagamento in modo virtuale dell imposta anche per altri atti o documenti, devono indicare il numero dei moduli rilasciati in autonoma voce, con l indicazione della somma dovuta per l imposta di bollo in base all art. 49 in oggetto. I moduli di assegni bancari e postali rilasciati in forma libera devono recare la dicitura relativa al modo di pagamento dell imposta e gli estremi dell autorizzazione. Per quanto riguarda gli assegni circolari emessi in forma libera, la circolare dell Agenzia precisa che l imposta dovuta deve essere pagata con le stesse modalità previste per il 7

8 pagamento dell imposta di bollo del 6 per mille dovuta a norma dell art. 10, comma 1, della tariffa: tale imposta è liquidata trimestralmente in base a denuncia da presentarsi entro trenta giorni dalla scadenza di ciascun trimestre e da versare entro i successivi dieci giorni, senza bisogno di chiedere autorizzazione. Nella denuncia trimestrale si deve quindi indicare separatamente il numero degli assegni emessi in forma libera nel trimestre di riferimento e l ammontare del tributo dovuto. Quanto ai vaglia cambiari emessi in forma libera, si è precisato che le modalità di pagamento del tributo in esame sono le stesse previste per il pagamento dell imposta di bollo del 4 per mille di cui all art. 10, comma 2, della tariffa. Devono quindi eseguirsi versamenti trimestrali entro il secondo mese successivo a ciascun trimestre solare (febbraio, maggio, agosto e novembre) senza doversi chiedere al riguardo specifica autorizzazione. Anche i vaglia cambiari devono recare la dicitura relativa all assolvimento dell imposta in modo virtuale. Per quanto concerne infine i vaglia postali, la circolare precisa che le modalità di pagamento dell imposta sono le stesse previste per i moduli di assegni in forma libera: pertanto Poste italiane verserà l imposta in modo virtuale sulla base dell autorizzazione già conseguita. L art. 49 dispone che le disposizioni in esso contenute entrano in vigore il 30 aprile Da tale data pertanto, i moduli di assegni bancari e postali, gli assegni circolari e i vaglia cambiari e postali potranno continuare ad essere rilasciati in forma libera, se di ammontare inferiore a euro, solo su richiesta del cliente e con applicazione dell imposta in esame. A tale data fa quindi riferimento l Agenzia delle Entrate per stabilire il contenuto delle dichiarazioni e gli adempimenti necessari per effettuare il pagamento dell imposta in modo virtuale. L imposta in esame non trova applicazione quindi per i moduli rilasciati anteriormente a tale data, anche se utilizzati successivamente per importi inferiori a euro. Il Direttore Generale Micossi 8

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