12/5/12 I CRITERI DIAGNOSTICI: DSM-IV (APA) CAUSE DELL AUTISMO CRITERI DEL DSM-IV LE NOVITÀ DEL DSM-V (2013) 1. COMUNICAZIONE SOCIALE

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1 OBIETTIVI DELL INCONTRO AUTISMO A SCUOLA Strategie educative e didattiche per l inclusione in classe Conoscere cos è l autismo Conoscere quali sono le strategie educative più valide CTRH Monza Centro 13 dicembre 2012 Conoscere quali sono gli strumenti a disposizione dell insegnante per la didattica e l integrazione 1. AUTISMO: DI COSA SI TRATTA? LO SPETTRO AUTISTICO L autismo è una condizione che dura tutta la vita. Questa condizione influisce significativamente sul modo in cui una persona comunica, si relaziona con gli altri e percepisce il mondo intorno a sé. PREVALENZA Ci sono circa 1:130 in Italia Nel Regno Unito sono 1:100 Negli Stati Uniti sono 1:80 Questo significa che se non hai ancora incontrato un bambino con autismo nella tua classe, è molto probabile che succederà negli anni futuri. UN PO DI STORIA I pionieri: Leo Kanner e Hans Asperger Approccio psico-dinamico, La fortezza vuota e le madri-frigorifero (Bruno Bettelheim) Approccio organico e biologico (Bernard Rimland) Approccio comportamentale (L. Lovaas, E. Shopler, U. Frith, L. Wing) NUOVE PROSPETTIVE EDUCATIVE 1

2 CAUSE DELL AUTISMO Basi genetiche Basi genetiche e ambientali Funzionamento del cervello: area della comprensione sociale, dell emozioni e dei processi di memorizzazione CHE DIFFERENZA FA SAPERE LE CAUSE DELL AUTISMO NELLA PRATICA SCOLASTICA? I CRITERI DIAGNOSTICI: DSM-IV (APA) Le psicosi dellinfanzia sono definite sotto la categoria Disturbi generalizzati dello sviluppo che comprende: Disturbo autistico Disturbo di Asperger Disturbo disintegrativo della fanciullezza Disturbo di Rett Disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato CRITERI DEL DSM-IV 1) Compromissione qualitativa dell interazione sociale 2) Compromissione qualitativa della comunicazione 3) Modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati 4) Ritardi o funzionamento anomalo, con esordio prima dei 3 anni di età LE NOVITÀ DEL DSM-V (2013) A. Deficit nella comunicazione sociale e nell interazione reciproca; B. Comportamenti e interessi ristretti e ripetitivi (stereotipie, routine, concentrazione anormale, sensibilità sensoriale); C. Sintomi presenti nell infanzia, anche se totalmente manifesti in età avanzata; D. Tutti i sintomi devono limitare e aggravare il funzionamento quotidiano della persona Eliminazione della Sindrome di Asperger LE 4 AREE DI DIVERSITÀ DELL ALUNNO CON AUTISMO COMUNICAZIONE SOCIALE COMPRENSIONE SOCIALE 1. COMUNICAZIONE SOCIALE Differenze significative nella capacità di comprendere la comunicazione e il linguaggio, i giochi di parole, il sarcasmo, il tono della voce, l espressione del viso e i gesti. RISTRETTEZZA DI INTERESSI, DEI COMPORTAMENTI E DELLE ATTIVITÀ PERCEZIONE SENSORIALE Astrattezza Simbolismo Relazione Contatto oculare e corporeo Realtà e finzione 2

3 2. COMPRENSIONE SOCIALE Differenze significative nella comprensione del comportamento sociale, nel comprendere i sentimenti degli altri, nel saper iniziare una conversazione informale o fare amicizia. TEORIA DELLA MENTE E FUNZIONE ESECUTIVA Incapacità di registrare gli stati mentali altrui (S. Baron- Cohen, U. Frith & T. Leslie) Difficoltà meta-rappresentative Gioco di finzione (test della falsa credenza) 3. RISTRETTEZZA DI INTERESSI, DEI COMPORTAMENTI E DELLE ATTIVITÀ 4. PERCEZIONE SENSORIALE Differenze significative nella percezione, nella pianificazione e nella comprensione dei concetti, nel sapere generalizzare e predire una situazione, nelle transizioni e nel vivere passioni e interessi. Differenze significative nella percezione sensoriale che può essere ipo (bassa percezione), iper (alta percezione) e legata a tatto, udito, vista, gusto, olfatto, vestibolare o propriocettiva. I SETTE SENSI Udito Vista Tatto Olfatto Gusto Propriocezione Vestibolarità Evitatori (iper-) Insensibili (ipo-) Ricercatori 2. GLI APPROCCI E I METODI 3

4 LE LINEE GUIDA Linee guida del Ministero della Salute (2011) APPLIED BEHAVIORAL ANALYSIS (ABA) Analisi del comportamento Linee guida della Società di Neuropsichiatria dell Infanzia e dell Adolescenza SINPIA (2006) Mancanza di linee guida EDUCATIVE e DIDATTICHE per la scuola ABC e BIP (piano comportamentale individuale) Limiti e punti di forza dell ABA MOLTA CONFUSIONE COSA FARE? È UTILIZZABILE IN CLASSE? GLI STRUMENTI TEACCH APPROCCIO EDUCATIVO Lo spazio di lavoro Gli strumenti di lavoro Limiti e punti di forza del TEACCH È UTILIZZABILE IN CLASSE? Multidisciplinare Interdisciplinare Sistemico Globale È IL PIÙ DIFFICILE MA È ANCHE IL PIÙ IMPORTANTE!!!!! ALTRI APPROCCI... TERAPIA COME SCEGLIERE? Conoscere il bambino DIR-FLOORTIME DIETE COMUNICAZIONE FACILITATA ATTENZIONE AGLI APPROCCI NON VALIDI SCIENTIFICAMENTE!!!! Conoscere la realtà a cui appartiene e la sua famiglia Conoscere la classe in cui verrà inserito Comunicare sempre e NON MENTIRE METTERE IL SUO E IL VOSTRO BENESSERE AL PRIMO POSTO!! 4

5 3. STRATEGIE E STRUMENTI PER L INTEGRAZIONE E L APPRENDIMENTO COSA FARE PRIMA DI INIZIARE LA SCUOLA? 1. Incontrare la famiglia 2. Parlare con colleghi che hanno già avuto esperienza con bambini o ragazzi con autismo 3. Organizzare una visita di conoscenza con il bambino 4. Utilizzare le informazioni raccolte per organizzare la strategia 5. Evitare di posizionare questi alunni vicino a possibili distrazioni 6. Preparare un agenza visiva per il primo giorno di scuola 7. Limitare le decorazioni in classe 8. Organizzare la classe in modo pulito, ordinato e semplice 9. Definite, se possibile, un angolo della classe per il lavoro individuale 10. Allontanate ogni dubbio e paura: POTETE FARCELA! J ESSERE POSITIVI SEMPRE! Promuovere la positività per il bambino, i compagni, i colleghi, la famiglia, la rete: Avere fiducia in se stessi, nei colleghi e nella classe Credere nel progresso del bambino Avere una mente aperta a tutto Concentrarsi sui punti di forza Come parlare positivamente? LA GESTIONE DELL ANSIA Ansia del bambino Ansia della classe Ansia delle insegnanti Ansia dei genitori GESTIONE DELLA COMUNICAZIONE AUTISMO IN CLASSE: QUALE STRATEGIA? Caratteristiche della classe La specificità della scuola e i suoi limiti È difficile lavorare con bambini e ragazzi con autismo? Perché? STRUMENTI EDUCATIVI E DIDATTICI PER LE INSEGNANTI 1. La comunicazione scuola-famiglia-servizi 2. La valutazione del bambino 3. L organizzazione della classe 4. La programmazione e strutturazione delle attività 5. La comunicazione chiara e semplice 6. La gestione del gruppo e delle relazioni 7. Il curriculum didattico 5

6 1. LA COMUNICAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA-SERVIZI I GENITORI SONO GLI ESPERTI DEL BAMBINO!!! 2. LA VALUTAZIONE: LA DIAGNOSI FUNZIONALE E IL TISCA Come è strutturata? Come leggerla? Quali strumenti utilizzare Perché incontrarsi è importante Come utilizzarla per conoscere il bambino? I limiti della Diagnosi Funzionale Come mantenere attiva la comunicazione e lo scambio di buone prassi 3. ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI Ambiente ideale e ambiente reale Difficoltà sensoriali Dove cambiare e dove lasciare intatto Limiti strutturali e ambientali: come affrontarli? COSA FARE? 4. PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI Le agende visive La spiegazione del compito L organizzazione didattica La gestione delle pause e dei rinforzi 5. LA COMUNICAZIONE E LA COMPRENSIONE La Comunicazione Aumentativa Alternativa Le immagini, i segni, i simboli, la parola Come comunicare con un bambino e con la classe 6. I COMPAGNI E LE RELAZIONI La gestione delle amicizie e delle relazioni Le regole sociali formali e informali La comprensione del non detto 6

7 7. IL CURRICULUM E LA DIDATTICA SPECIALE Come realizzare una classe inclusiva I COMPORTAMENTI-PROBLEMA Perché è importante parlarne alla fine Come realizzare un curriculum adatto Cos è un comportamento-problema Come utilizzare la didattica speciale già nota Il comportamento è un messaggio ma come decifrarlo? Come strutturare le attività e il percorso scolastico Strategie per l analisi del comportamento Come fare il passaggio di ciclo Come agire durante una crisi CONCLUSIONI Sapersi documentare Saper scegliere le informazioni che servono Sapersi formare Saper comunicare con gli altri Non perdere mai l entusiasmo e la fiducia nel bambino e nelle sue risorse! GRAZIE PER L ATTENZIONE!!! Dott.ssa PAOLA MOLTENI CeDisMa Centro Studi e Ricerche sulla Disabilità e Marginalità Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 7

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