Cyperus esculentus su mais:
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- Gianluca Ferri
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1 PROVE SVOLTE NELLA PRIMAVERA-ESTATE 2016 A OLMO (LODI) Cyperus esculentus su mais: come e quando intervenire IL CIPERO è un infestante molto rustica e invasiva. Il controllo in pre-emergenza e in pre-emergenza + post-emergenza precoce con le miscele testate ha dato risultati soddisfacenti. Tra le sostanze attive, S-metolaclor ha garantito un buon contenimento di questa ciperacea. Ottima soluzione in post-emergenza precoce anche di isossaflutolo + tiencarbazone-metile + halosulfuron-metile. Quest ultima sostanza attiva impiegata da sola in post-emergenza tardivo ha mostrato altresì una buona efficacia. di A. Ferrero, T. Pozzi, N. Frasso, S. Fogliatto, F. De Palo, F. Vidotto, M. Milan Il Cyperus esculentus è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle ciperacee, la cui presenza negli areali agricoli era, fino a qualche anno fa, sporadicamente rilevata per lo più ai margini delle coltivazioni o lungo i canali di scolo e adacquamento. Negli stessi ambienti la presenza di questa infestante si è però estesa, arrivando a interessare gli interi appezzamenti coltivati. La capacità di colonizzare le aree in cui ha modo di insediarsi è principalmente dovuta alla formazione di tuberi che negli ambienti coltivati vengono facilmente diffusi mediante le lavorazioni e favoriti nel loro sviluppo dall elevata disponibilità di risorse nutritive e idriche. L invasività e la rusticità di C. esculentus sono anche legate all elevata adattabilità a diverse tipologie di suoli, così come a condizioni di siccità, di asfissia e di limitate risorse nutritive. I tuberi possono essere danneggiati dalle basse temperature, ma il tasso di mortalità dipende della durata del periodo di gelo e dalla profondità alla quale si trovano i tuberi. Un controllo non facile Il controllo chimico di C. esculentus può risultare particolarmente difficile, soprattutto per la limitata disponibilità di molecole erbicide in grado di devitalizzare gli organi di moltiplicazione sotterranei, e selettive per le colture a ciclo estivo, quali ad esempio il mais. In relazione a questi aspetti, il Centro di saggio di Agricola 2000, società di servizi e sperimentazione in agricoltura, e il Dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari (Disafa) dell Università di Torino hanno condotto nel 2016 una sperimentazione allo scopo di porre a confronto diverse strategie di gestione del C. esculentus nella coltura del mais, basate sull impiego di sostanze attive ad azione erbicida attualmente disponibili sul mercato, ricorrendo ai formulati più comunemente impiegati nell areale in cui è stato eseguito lo studio. Scopo della sperimentazione La sperimentazione ha avuto principalmente l obiettivo di fornire informazioni di orientamento agli operatori agricoli sulle diverse possibili strategie di controllo di C. esculentus in questa importante coltura. La sperimentazione è stata condotta nella primavera-estate 2016 presso l azienda agricola Valsecchi, sita nel comune di Olmo (Lodi), su un terreno franco-limoso interessato nell ultimo quinquennio dalla coltivazione di mais e soia. Gli interventi di diserbo sono stati eseguiti con un attrezzatura sperimentale utilizzando un volume d acqua di 400 L/ha. Valutazione dei risultati La densità media dell infestazione di C. esculentus osservata nelle parcelle testimone è risultata di 42 piante/m 2, mentre l infestazione totale, rappresentativa di tutte le infestanti rilevate, è risultata pari a 108 piante/m 2. Oltre a C. esculentus, nell area sperimentale erano presenti anche altre specie infestanti e 15/2017 L Informatore Agrario 69
2 Come sono state impostate le prove Nella prova di controllo di C. esculentus su mais sono stati posti a confronto 5 programmi gestionali: diserbo di pre-emergenza (PRE); diserbo di pre-emergenza + post emergenza precoce (PRE + POST precoce); diserbo di pre-emergenza + post-emergenza tardivo (PRE + POST tardivo); diserbo di post-emergenza precoce (POST precoce); diserbo di post-emergenza tardivo (POST tardivo). PRODOTTI IMPIEGATI. Per ciascuna strategia sono state individuate una o più tesi operative caratterizzate dall impiego di erbicidi o miscele di erbicidi. In particolare, sono state utilizzate: 2 differenti miscele di prodotti erbicidi nella strategia PRE, 1 nella strategia PRE + POST precoce, 4 nella strategia PRE + POST tardivo, 1 in quella di solo POST precoce, 6 nella strategia di solo POST tardivo (tabella A). TECNICA COLTURALE. La semina della coltura, ibrido Kalumet, è avvenuta il 18 aprile. Il campo sperimentale è stato allestito secondo un disegno sperimentale a blocchi randomizzati con 3 ripetizioni. Ogni parcella (12,5 m 2 ) era separata da quella contigua per mezzo di stradini di accesso. Per una più corretta valutazione dell efficacia dei trattamenti, a causa della non uniforme distribuzione dell infestazione di C. esculentus, si è realizzata un area testimone a fianco di ogni parcella trattata. I trattamenti di diserbo in pre-emergenza sono stati eseguiti il giorno successivo alla semina (19 aprile), mentre quelli di post-emergenza sono stati effettuati il 16 maggio (post precoce) e il 27 maggio (post tardivo), quando la coltura si trovava rispettivamente alla 2 a e 4 a foglia. RILIEVI. L efficacia erbicida delle diverse strategie poste a confronto è stata valutata attraverso dei rilievi malerbologici eseguiti in diversi momenti successivi alle applicazioni, utilizzando una scala percentuale da 0 a 100, con valori di efficacia considerati buoni a partire dall 85%. In prossimità della chiusura file (23 giugno) si è proceduto altresì al rilievo della densità (piante/m 2 ) e del grado di copertura (%) di C. esculentus e delle altre infestanti. TABELLA A - Le tesi operative confrontate nel mais Tesi Epoca Sostanza attiva Formulato commerciale, dose 1 terbutilazina (187,5 g/l), S-metolaclor (312,5 g/l) Primagram Gold (4 L/ha) isossaflutolo (44 g/l) Merlin Flexx (2,2 L/ha) 2 mesotrione (37,5 g/l), terbutilazina (187,5 g/l), S-metolaclor (312,5 g/l) Lumax (4,5 L/ha) 3 Adengo (2 L/ha) Post S-metolaclor (960 g/l) Dual Gold (1,25 L/ha) 4 Adengo (2,2 L/ha) Post T. bentazone (87%) Basagran GS (1,1 kg/ha) 5 pendimetalin (455 g/l) Stomp Aqua (1,5 L/ha) Post T. bentazone (87%) Basagran GS (1,1 kg/ha) ( 1 ) 6 terbutilazina (187,5 g/l), S-metolaclor (312,5 g/l) Primagram Gold (4 L/ha) Post T. bentazone (87%) Basagran GS (1,1 kg/ha) linuron (450 g/l) Afalon DS (1,5 L/ha) 7 isossaflutolo (44 g/l) Merlin Flexx (2,2 L/ha) Post T. bentazone (87%) Basagran GS (1,1 kg/ha) ( 2 ) Post T. MCPA (222 g/l) Fenoxilene Max (0,56 L/ha) ( 2 ) 8 Post Adengo (2 L/ha) Post halosulfuron-metile (75%) Permit (0,05 kg/ha) 9 Post T. bentazone (87 g/kg) Basagran GS (1,1 kg/ha) ( 2 ) Post T. sulcotrione (300 g/l) Drake 26 (1,5 L/ha) ( 2 ) Post T. bentazone (87 g/kg) Basagran GS (1,1 kg/ha) ( 2 ) 10 Post T. mesotrione (100 g/l) Callisto (1 L/ha) Post T. MCPA (222 g/l) Fenoxilene Max (0,56 L/ha) 11 Post T. mesotrione (36 g/kg), nicosulfuron (12 g/kg), rimsulfuron (3 g/kg) Arigo (0,33 g/kg) ( 3 ) Post T. bentazone (87%) Basagran GS (1,1 kg/ha) ( 3 ) 12 Post T. mesotrione (36 g/kg), nicosulfuron (12 g/kg), rimsulfuron (3 g/kg) Arigo (0,33 g/kg) ( 1 ) Post T. bentazone (87%) Basagran GS (1,1 kg/ha) ( 1 ) 13 Post T. halosulfuron-metile (75%) Permit (0,05 kg/ha) 14 Post T. tifensulfuron (50,5 g/kg) Harmony 50 SX (0,015 kg/ha) (4 ) Post T. bromoxinil (327,5 g/l) Bromotril (1,2 L/ha) ( 4 ) 15 Testim. ( 1 ) Aggiunta di coadiuvante Biolid UP (1,1 L/ha). ( 2 ) Aggiunta di coadiuvante Silwet Fastex (0,4 L/ha). ( 3 ) Aggiunta di coadiuvante Codacide (2,5 L/ha). ( 4 ) Aggiunta di coadiuvante Codacide (2 L/ha). 70 L Informatore Agrario 15/2017
3 in particolare Chenopodium album, Abutilon theophrasti, Solanum nigrum, Panicum dichotomiflorum e Amaranthus retroflexus. Nella stagione precedente l appezzamento che ha ospitato la prova aveva presentato una notevole infestazione anche da parte di Sorghum halepense. Al fine di controllare efficacemente lo sviluppo di S. halepense, il cui livello d infestazione avrebbe certamente reso più difficile lo svolgimento dei rilievi floristici e mascherato l efficacia complessiva delle linee messe a confronto, tutte le parcelle trattate hanno subìto un applicazione di post-emergenza a base della sostanza attiva nicosulfuron (NisShin Extra 6 OD, 0,67 L/ha). Nel grafico 1 è riportata la densità media d infestazione da parte di C. esculentus rilevata nelle diverse tesi poste a confronto, a 74 giorni dopo il trattamento (Gdt) di pre-emergenza, a 37 Gdt di post-emergenza precoce e a 26 Gdt di post-emergenza tardivo. Nel grafico 2 è illustrata l efficacia percentuale, rispetto al testimone, osservata nei confronti di C. esculentus rilevata a 93 Gdt di pre-emergenza, 66 giorni dal trattamento di post-emergenza precoce e a 55 Gdt di post-emergenza tardivo, nelle diverse tesi poste a confronto. Diserbo di pre-emergenza (PRE) Le due miscele utilizzate in pre-emergenza hanno fatto rilevare, nel complesso, una buona efficacia nei confronti di C. esculentus. La densità d infestazione è risultata di 4 piante/m 2 nella tesi 1 (terbutilazina + S-metolaclor + isossaflutolo) e di 2 piante/m 2 nella tesi 2 (mesotrione + terbutilazina + S-metolaclor) (tabella A), mentre la copertura da parte di C. esculentus osservata nelle parcelle trattate delle due linee è risultata mediamente inferiore al 5%. Nel rilievo eseguito a distanza di 58 Gdt di pre-emergenza l efficacia visiva è risultata pari al 93% e al 94%, nelle tesi 1 e 2, rispettivamente, per poi arrivare a valori dell 83 e del 93% al momento dell ultimo rilievo (93 giorni dopo l applicazione) (grafico 2). Diserbo di pre-emergenza + post precoce (PRE + POST precoce) Questa strategia ha visto l utilizzo della sola miscela costituita da isossaflutolo + tiencarbazone-metile in pre-emergenza + S-metolaclor in post precoce (tabella A). L efficacia di questo intervento nei confronti di C. esculentus GRAFICO 1 - Densità media di C. esculentus osservata dopo il trattamento ( 1 ) Densità media (piante/m 2 ) Tesi ( 1 ) A 74 giorni dal trattamento di pre-emergenza, a 37 giorni dal trattamento di post-emergenza precoce e 26 giorni dal trattamento di post-emergenza tardivo nelle diverse linee operative poste a confronto. Per il dettaglio della tesi vedi tabella A. è risultata più che soddisfacente (> 83% al rilievo floristico del 23 giugno), facendo registrare un grado di copertura al suolo inferiore al 5%. Diserbo di pre-emergenza + post tardivo (PRE + POST tardivo) Questa strategia ha previsto il confronto tra 4 diverse tesi operative (tabella A). Complessivamente nessuna delle linee confrontate ha fatto rilevare un soddisfacente controllo di C. esculentus. In termini di efficacia, nel rilievo eseguito a 26 giorni dal trattamento di post-emergenza tardivo il controllo maggiore è stato osservato nella tesi 6 GRAFICO 2 - Efficacia percentuale, rispetto al testimone, osservata nei confronti di C. esculentus ( 1 ) Efficacia rispetto al testimone (%) Tesi ( 1 ) Rilevata a 93 giorni dal trattamento di pre-emergenza, 66 giorni dal trattamento di post-emergenza precoce e 55 giorni dal trattamento di post-emergenza tardivo, nelle diverse linee operative poste a confronto. Per il dettaglio della tesi vedi tabella A. (terbutilazina + S-metolaclor + bentazone) con un efficacia pari al 71%. La tesi 5 (pendimetalin + bentazone + Biolid UP) ha fatto rilevare un efficacia del tutto insufficiente, così come è stata molto ridotta quella delle tesi 4 (isossaflutolo + tiencarbazone-metile + bentazone) e 7 (linuron + isossaflutolo + bentazone + MCPA + coadiuvante Silwet Fastex), in cui il controllo di C. esculentus è stato del 38% e del 22%. Come atteso, nelle linee 5 e 7 sono stati anche rilevati i valori di densità d infestazione più elevati, 34 e 41 piante/m 2, nonché i livelli di copertura da parte di C. esculentus più alti, 25 e 41%, rispettivamente. Più che soddisfacente il controllo delle altre specie presenti nelle parcelle. 15/2017 L Informatore Agrario 71
4 Giornata dimostrativa in campo rivolta a tecnici e agricoltori che si è svolta a Olmo (Lodi) il Diserbo di post-emergenza precoce (POST precoce) In questa strategia, la 8, è stato utilizzato il solo trattamento con la miscela di isossaflutolo + tiencarbazone-metile + halosulfuron-metile. Il rilievo di densità eseguito a distanza 37 giorni dal trattamento di post-emergenza precoce ha evidenziato una densità d infestazione molto bassa (3 piante/m 2 ). Già a distanza di 8 giorni dal trattamento con halosulfuron-metile, l efficacia visiva osservata è risultata pari all 80%, mentre a 21 Gdt è risultata prossima al 100%. Il buon risultato osservato in questa tesi è da attribuirsi in gran parte all azione della sostanza attiva halosulfuron metile, sulfonilurea già largamente impiegata per il controllo delle ciperacee in risaia. Un azione positiva e più precoce (sebbene non completa), nel controllo del cipero, è inoltre da attribuirsi all issossaflutolo + tiencarbazone-metile). In questo caso l azione nei confronti del cipero è verosimilmente da attribuirsi all azione della sostanza attiva tiencarbazone-metile, in quanto altri studi hanno evidenziato la scarsa efficacia della sostanza attiva isossaflutolo nei confronti di questa malerba. La percentuale di copertura da parte di C. esculentus osservata a 28 Gdt è stata del 3%. Questa tesi ha altresì assicurato un più che soddisfacente controllo delle altre specie infestanti presenti. Diserbo di post-emergenza tardivo (POST tardivo) La strategia di solo post-emergenza tardivo ha previsto il confronto tra 6 diverse tesi. La tesi 13 (halosulfuron-metile) ha fatto registrare un ottima azione di controllo nei confronti di C. esculentus, con un efficacia visiva, a 55 Gdt, superiore al 91%. La densità d infestazione osservata in questa tesi, al momento del rilievo malerbologico del 23 giugno (28 Gdt), è risultata pari a circa 21 piante/m 2. Tale valore appare elevato, ma bisogna considerare che molti individui, pur presentando ancora un aspetto esteriormente sano, manifestavano già degli imbrunimenti del fusto (visibili solo sezionando il fusto). Un iniziale parziale controllo dell infestazione di C. esculentus è stato altresì osservato nella tesi 10 (bentazone + mesotrione + MCPA + coadiuvante Silwet Fastex) dove, a circa 4 settimane dall applicazione di post-emergenza, la densità di infestazione di C. esculentus è risultata pari a 5 piante/m 2, con valori di efficacia erbicida prossimi al 70% (grafico 1). Tuttavia, al momento dell ultimo rilievo (55 Gdt) è stata osservata una recrudescenza dell infestazione, con valori di efficacia visiva di appena il 30% (grafico 1). Le altre tesi hanno tutte fatto rilevare un efficacia inferiore al 50% e livelli di ricoprimento percentuale compresi tra il 10 e il 40%, con i valori estremi osservati rispettivamente nella linea 9 (bentazone + sulcotrione + coadiuvante Silwet Fastex) e nella linea 11 (mesotrione + nicosulfuron + rimsulfuron + bentazone + coadiuvante Codacide). Osservazioni conclusive La sperimentazione ha evidenziato che sia le miscele impiegate in pre-emergenza sia quelle utilizzate nei trattamenti basati su interventi di pre-emergenza + post-emergenza precoce hanno garantito un soddisfacente controllo dell infestazione di C. esculentus. Va al riguardo osservato che le miscele impiegate negli interventi di pre-emergenza seguiti dal post-emergenza avevano tutte in comune la sostanza attiva S-metolaclor, la quale, anche sinergicamente con le altre sostanze attive, ha manifestato una buona azione nei confronti della ciperacea. Nel complesso nessuna delle miscele impiegate nella strategia di pre-emergenza seguita da interventi di post-emergenza tardivi è risultata in grado di controllare efficacemente il C. esculentus. Un ottima soluzione per il controllo della malerba è risultata invece quella basata sull intervento in post-emergenza precoce con la miscela isossaflutolo + tiencarbazone-metile + halosulfuron-metile. In questo caso, la più lenta attività erbicida di halosulfuron-metile è stata in parte coadiuvata dall azione combinata sul cipero delle sostanze attive contenute nell altro formulato utilizzato in post-emergenza, e in particolare del tiencarbazone. La strategia di post-emergenza tardivo ha fatto rilevare dei risultati nel complesso insoddisfacenti, con la sola eccezione della tesi contenente halosulfuron-metile. Aldo Ferrero, Silvia Fogliatto Fernando De Palo, Francesco Vidotto Marco Milan Dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari (Disafa) - Università di Torino Tiziano Pozzi, Nicolò Frasso Agricola 2000 scpa, Tribiano (Milano) Per commenti all articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: [email protected] 72 L Informatore Agrario 15/2017
5 Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue successive modificazioni. Ogni utilizzo di quest opera per usi diversi da quello personale e privato è tassativamente vietato. Edizioni L Informatore Agrario S.r.l. non potrà comunque essere ritenuta responsabile per eventuali malfunzionamenti e/o danni di qualsiasi natura connessi all uso dell opera.
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