DOCUMENTO A SUPPORTO DEL PIANO DI RISANAMENTO DELLA QUALITA DELL ARIA

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1 Agenzia Regionale per la Prevenzione e l Ambiente dell Emilia-Romagna Via Po, n BOLOGNA tel 051/ fax 051/ P.IVA e C.F Sezione Provinciale di Forlì-Cesena C.P FORLI COP tel 0543/ fax 0543/ sito web: SERVIZIO SISTEMI AMBIENTALI DOCUMENTO A SUPPORTO DEL PIANO DI RISANAMENTO DELLA QUALITA DELL ARIA Novembre 2006

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3 Indice Premessa...5 Introduzione Quadro normativo (a cura dell Amministrazione Provinciale) Disposizioni relative alla qualità dell aria Valutazione e gestione della qualità dell aria: il Decreto Legislativo n. 351/ Le funzioni della Regione Le funzioni di Provincia e Comuni Disposizioni relative alle emissioni di inquinanti in atmosfera Emissioni del riscaldamento civile Emissioni delle attività produttive Emissioni dei veicoli a motore Caratteristiche generali del territorio Inquadramento territoriale (a cura dell Amministrazione Provinciale) Uso del suolo (a cura dell Amministrazione Provinciale) Distribuzione demografica (a cura dell Amministrazione Provinciale) Movimento anagrafico della popolazione residente Composizione del nucleo familiare Concentrazione e densità demografica Insediamenti produttivi (a cura dell Amministrazione Provinciale) La specializzazione economica i sistemi produttivi locali della Provincia di Forlì-Cesena Agricoltura e allevamento (a cura dell Amministrazione Provinciale) Le aziende agricole della Provincia di Forlì-Cesena Il comparto zootecnico Sistema infrastrutturale (a cura dell Amministrazione Provinciale) I sistema di trasporto ferroviario Il sistema delle infrastrutture viarie Il sistema di trasporto pubblico La viabilità ciclopedonale Il trasporto aereo Aree particolarmente sensibili all inquinamento atmosferico (a cura dell Amministrazione Provinciale) Inquadramento meteoclimatico Inventario provinciale delle emissioni e serie storica dei dati rilevati dalla Rete Regionale della Qualità dell Aria

4 4. Zonizzazione provinciale Scenari del piano di risanamento Area 1 Forlì Area 2 Cesena Area 3 Mare Area 4 Area grande Forlì Area 5 Area grande Cesena Area 6 Area grande Mare Considerazioni generali

5 Premessa Nell analisi del presente lavoro, è necessario tenere conto di alcuni limiti metodologici. In particolare, nella preparazione dell inventario non si sono considerati i dati relativi al nuovo asse di arroccamento e al nuovo polo logistico di Forlì, alla tangenziale di Cesena e ad altri interventi sulle infrastrutture da realizzarsi entro il Tale scelta è stata dettata dalla mancanza di dati relativi ai flussi di traffico stimati su tali assi viari al momento della stesura del documento. La realizzazione delle opere prevede una ridistribuzione del traffico stradale che non è possibile stimare senza l impiego di un modello ad hoc. La modellistica diffusionale impiegata nella valutazione dei diversi scenari si basa sull inventario e pertanto risente delle stesse limitazioni. L impatto delle nuove infrastrutture sarà valutabile solo dopo una corretta e approfondita analisi sul traffico stradale, eventualmente da inserirsi nei futuri aggiornamenti del piano. Tali aggiornamenti sono auspicabili soprattutto per valutare in corso d opera l efficacia delle azioni previste e quindi la loro eventuale integrazione o rettifica in funzione degli obiettivi da raggiungere. 5

6 Introduzione Le più recenti direttive dell Unione Europea, e le normative italiane di recepimento, indicano percorsi di miglioramento graduale della qualità dell aria. L adozione del modello DPSIR, quale strumento di analisi della complessità ambientale, consente di integrare le competenze relative alla conoscenza dei determinanti e delle principali pressioni, con la tradizionale capacità di misurare gli inquinanti e conoscere lo stato dell ambiente. Fino a poco tempo fa l unico strumento per la valutazione della qualità dell aria consisteva nel monitoraggio continuo, effettuato con le reti di rilevamento automatico. Oggi esso è solo uno degli strumenti che deve interagire con altri: la modellistica, le campagne mirate, il campionamento passivo, la conoscenza delle pressioni e dei determinanti. La suddivisione del territorio in zone e agglomerati in base al rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme è affidata alle regioni. In Emilia Romagna, a seguito della L.R. 3 del 21/04/99 che riforma il sistema regionale e locale, questo compito viene demandato alle Province, mentre la Regione mantiene il proprio ruolo in termini di indirizzi, obiettivi ed omogeneità degli strumenti tecnici. Resta invece in capo ai comuni l attuazione delle misure previste dal decreto criteri ambientali e sanitari in base ai quali i sindaci adottano misure di limitazione della circolazione (DM 21/04/1999 n.163) che, anche se modificato in numerose parti dal DM 60/02, risulta attualmente in vigore. Con l emanazione del Decreto Legislativo n 183 del 21 maggio 2004 si è completato il recepimento delle Direttive Europee in materia di valutazione della qualità dell aria. Relativamente alle emissioni di inquinati in atmosfera, in particolare nel settore industriale, oltre al DPR 203/88 e al DM 12/07/1990, che rappresentano un riferimento ormai consolidato, assume grande rilevanza la direttiva IPCC 96/61, recepita recentemente, che prevede misure intese a evitare o ridurre le emissioni delle attività industriali nell aria, nell acqua e nel terreno, nonché la produzione di rifiuti, al fine di conseguire un elevato livello complessivo di protezione ambientale, anche in relazione alle caratteristiche del sito. Questa direttiva, recepita in Italia con il D.Lgs. 372/99, avrà grandi riflessi sulle emissioni in atmosfera in quanto entro il buona parte delle aziende dovrà dotarsi di un autorizzazione integrata ambientale in cui verranno autorizzate tutte le forme di scarico nelle diverse matrici e in cui i limiti verranno stabiliti in base alle migliori tecniche disponibili (MTD o BAT) da adottare per ridurre l inquinamento. 6

7 Anche nel campo delle emissioni autoveicolari, il quadro è sostanzialmente costituito da provvedimenti per la riduzione del contenuto di inquinanti nei carburanti e combustibili (piombo, zolfo ) e da provvedimenti per l introduzione di tecnologie di abbattimento delle emissioni che nella maggior parte dei casi discendono da direttive o proposte emanate a livello europeo (direttive EURO III, EURO IV, Autoil II). Pur trattandosi di disposizioni di natura prevalentemente tecnica, le norme relative alle emissioni da traffico veicolare hanno evidentemente una rilevanza diretta per la fase conoscitiva e per la fase propositiva del piano di risanamento. Per le emissioni inquinanti determinate dal riscaldamento civile, invece, oltre alla sostituzione dei combustibili tradizionali con il metano, gli orientamenti ormai consolidati a livello internazionale sono rivolti all incremento dell efficienza energetica (grazie allo sviluppo di tecnologie innovative), al risparmio energetico e all impiego di fonti energetiche alternative ( pulite ). In questo contesto, oltre alla L. 615/66 e al DPR 1391/70, che regolano gli aspetti tecnico costruttivi e autorizzativi concernenti l installazione, la conduzione e la vigilanza degli impianti termici, e al DPCM , relativo alle caratteristiche tecniche degli impianti e alle caratteristiche merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento atmosferico, rivestono particolare importanza la L. 10/91, relativa al piano energetico nazionale, all uso razionale dell energia, al risparmio energetico e all impiego di fonti rinnovabili di energia, e il DPR 412/93, sul contenimento dei consumi di energia per gli impianti termici degli edifici. 7

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