PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

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1 92 PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Reg.delib.n. 546 Prot. n. VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE O G G E T T O: Direttive e prescrizioni per l'adeguamento delle metodologie di controllo e di autocontrollo degli scarichi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue urbane. Modifica della tabella 1 allegata al Testo unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, approvato con decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio 1987, n. 1-41/Legisl. Il giorno 23 Marzo 2012 ad ore 10:00 nella sala delle Sedute in seguito a convocazione disposta con avviso agli assessori, si è riunita sotto la presidenza del LA GIUNTA PROVINCIALE PRESIDENTE LORENZO DELLAI Presenti: VICE PRESIDENTE ALBERTO PACHER ASSESSORI MARTA DALMASO MAURO GILMOZZI LIA GIOVANAZZI BELTRAMI TIZIANO MELLARINI ALESSANDRO OLIVI Assenti: FRANCO PANIZZA UGO ROSSI Assiste: LA DIRIGENTE PATRIZIA GENTILE Il Presidente, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta Pag. 1 di 7

2 93 Con deliberazione del 19 gennaio 2001 n. 97, la Giunta provinciale, ai sensi del comma 2 bis dell art. 57 del Testo unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, approvato con decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio 1987, n. 1-41/Legisl, ha emanato le direttive e le prescrizioni per l adeguamento delle metodologie di controllo e di autocontrollo degli scarichi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue urbane alle disposizioni della direttiva 91/271/CEE e, in quanto conforme ad essa, al d.lgs. 152/1999. Successivamente l art. 10 del d.p.p. 13 maggio 2002, n. 9-99/Leg, recante Disposizioni regolamentari per la prima applicazione in ambito provinciale di norme statali in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti, ai sensi dell articolo 55 della legge provinciale 19 febbraio 2002, n. 1, ha disposto che: 1. Ove provengano da agglomerati con un numero di abitanti equivalenti superiore ai 2.000, le acque reflue urbane devono essere sottoposte, prima dello scarico, ad un trattamento secondario o ad un trattamento equivalente in conformità alle disposizioni stabilite dall articolo 31, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 1999, nelle cadenze ivi previste, e dalla sezione 1 dell allegato 5 al medesimo decreto legislativo. 2. Qualora le fognature indicate al comma 1 convoglino anche scarichi industriali, lo scarico delle acque reflue urbane deve inoltre rispettare i valori limite di emissione stabiliti, per lo scarico di acque reflue industriali in acque superficiali, dalla tabella 3 dell allegato 5 al decreto legislativo n. 152 del Ai sensi degli articoli 31, comma 3, e 62, comma 11, del decreto legislativo n. 152 del 1999 e della sezione I dell allegato 5 al medesimo decreto legislativo, i valori limite di emissione di cui al comma 2 si applicano con decorrenza dal 13 giugno 2002 per gli scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati con oltre abitanti equivalenti e a partire dal 31 dicembre 2005 per gli scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati con un numero di abitanti equivalenti compreso tra e (... omissis...) 6. Agli scarichi di acque reflue urbane convogliate in reti fognarie, provenienti da agglomerati con meno di abitanti equivalenti o situati in zone d alta montagna al di sopra dei metri sul livello del mare, continua ad applicarsi la disciplina stabilita dalla parte II del testo unico e dal piano provinciale di risanamento delle acque...omissis Resta fermo quanto disposto dall articolo 57, comma 2 bis, del testo unico, in ordine alle metodologie di controllo e di autocontrollo degli scarichi di acque reflue urbane. I provvedimenti ivi previsti definiscono inoltre le modalità di coordinamento della Provincia,dei relativi appaltatori, dei comuni e dell Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente con riferimento ai controlli e alle autorizzazioni relativi agli scarichi industriali immessi in rete fognaria, nell obiettivo di garantire che l impianto di depurazione finale rispetti la disciplina degli scarichi di acque reflue urbane. Pag. 2 di 7

3 94 8. Il capitolato di cui all articolo 57, comma 2, del testo unico, nonché i capitolati d appalto afferenti la gestione degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane sono adeguati in coerenza con i provvedimenti o con le finalità indicati dal comma 7. Con deliberazione del 16 febbraio 2004, n. 283, la Giunta provinciale ha dato esecuzione alla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 25 aprile La sentenza individua come sensibile l intero bacino scolante nell alto Adriatico. Conseguentemente sono stati definiti sensibili tutti i bacini idrici del territorio provinciale, definendo delle limitazioni sulle concentrazioni agli scarichi dei nutrienti azoto e fosforo per gli impianti provinciali di depurazione delle acque reflue con capacità di trattamento potenziale maggiore o uguale a abitanti equivalenti (tabella 2 dell allegato 5 al d.lgs. n. 152/1999). Il Piano di tutela delle acque, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n del 30 dicembre 2004, ha inoltre disposto, nel capitolo , il rispetto per tutti gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane di tipo biologico del limite previsto per l azoto ammoniacale dalla tabella 1 allegata al Testo unico provinciale in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti. Anche alla luce delle nuove norme intervenute successivamente all adozione della deliberazione della Giunta provinciale n. 97 del 19 gennaio 2001, si propone di aggiornare e modificare le direttive ivi approvate. Peraltro il comma 2 bis dell articolo 57 del Testo unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, dispone: 2 bis. Con deliberazione della Giunta provinciale sono emanate le direttive e le prescrizioni, anche a integrazione delle indicazioni emanate ai sensi del comma 2, per l'adeguamento delle metodologie di controllo e di autocontrollo degli scarichi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue urbane alle disposizioni stabilite dalla direttiva 91/271/CEE, concernente il trattamento delle acque reflue urbane, attenendosi ai seguenti criteri: a) coordinamento delle attività dell'agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, del servizio competente in materia di opere igienico-sanitarie della Provincia e dei soggetti gestori degli impianti; b) massimizzazione nell'impiego delle procedure di telecontrollo e delle tecniche di archiviazione informatica; c) valorizzazione del controllo effettuato dai soggetti gestori degli impianti, individuati in base agli atti di delega o contrattuali.. L Agenzia per la depurazione ha affidato, ai soggetti gestori dei depuratori di proprietà della Provincia autonoma di Trento, l installazione su tutti gli impianti di idonei campionatori automatici frigo-termostatati per il prelievo di campioni dagli effluenti depurati. Infatti, secondo il vigente Capitolato speciale d appalto, le imprese appaltatrici della gestione debbono eseguire con frequenza settimanale su ogni impianto di depurazione, indipendentemente dalla potenzialità, il seguente piano di monitoraggio: Pag. 3 di 7

4 95 - monitoraggio sui liquami in ingresso: temperatura, ph, materiali sedimentabili, materiali in sospensione totali, COD, BOD 5, azoto ammoniacale, azoto nitroso, azoto nitrico, azoto organico, azoto totale, fosforo totale. - monitoraggio sull acqua in uscita: odore, temperatura, ph, ossigeno disciolto,materiali grossolani, materiali sedimentabili, materiali in sospensione totali, COD, BOD 5, azoto ammoniacale, azoto nitroso, azoto nitrico, azoto organico, azoto totale, fosforo totale. Con cadenza periodica, correlata alla potenzialità del singolo depuratore (bimestrale, trimestrale, semestrale), sono eseguiti i monitoraggi dei metalli pesanti e dei solventi organici sui liquami in ingresso ed in uscita dagli impianti (monitoraggio eseguito per depuratori con potenzialità maggiore o uguale a abitanti equivalenti), come descritti nella seguente tabella: Parametri Periodicità arsenico, alluminio, cadmio, cromo totale, mercurio, nichel, piombo, rame, zinco, fenoli totali, solventi organici aromatici, solventi organici azotati, solventi clorurati e pesticidi fosforati. potenzialità (Ab. Eq.) Marzo e Settembre Gennaio, Maggio e Settembre Gennaio, Marzo, Maggio, Luglio, Settembre, Novembre Secondo le disposizioni contenute nella deliberazione della Giunta provinciale n. 97 del 19 gennaio 2001, sugli impianti di depurazione biologici di pubblica fognatura di proprietà della Provincia autonoma di Trento, aventi potenzialità maggiore o uguale a abitanti equivalenti, è previsto un monitoraggio cadenzato a seconda della potenzialità dell impianto stesso con le seguenti attuali modalità: - autocontrollo da parte dell impresa appaltatrice della gestione dei depuratori, secondo i parametri di cui alle tabelle 1 e 2 dell allegato 5 al d.lgs.n. 152/1999; - autocontrollo da parte dell impresa appaltatrice della gestione dei depuratori secondo i parametri di cui alla tabella 1 allegata al Testo unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, approvato con decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio 1987, n. 1-41/Legisl. Ai sensi dell articolo 51 del Testo unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, approvato con decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio 1987, n. 1-41/Legisl.: 1. La Giunta provinciale, su proposta della commissione per la tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, potrà sostituire o modificare tutte le tabelle allegate al presente testo unico in relazione alla tecnologia di depurazione, allo stato di inquinamento globale dell'atmosfera e delle acque superficiali e sotterranee, in presenza di fatti o circostanze imprevedibili e urgenti, nonché al fine Pag. 4 di 7

5 96 di apportare i necessari adeguamenti alle direttive comunitarie e alla normativa statale. 2. I predetti aggiornamenti delle tabelle entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione della relativa deliberazione della Giunta provinciale nel Bollettino ufficiale della Regione. In ogni caso la deliberazione, se occorre, indica i termini di adeguamento alle tabelle sostituite o modificate, nel rispetto delle scadenze eventualmente stabilite dalle disposizioni statali penalmente sanzionate.. Allo scopo di rendere omogeneo il sistema di controllo su tutti i depuratori, con nota del data 9 novembre 2011, prot , come modificata ed integrata con nota del 22 novembre 2011, prot , l Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente - ai sensi dell articolo 57, comma 2 bis, del Testo unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti ha proposto di estendere anche agli impianti aventi la potenzialità inferiore a abitanti equivalenti, il monitoraggio del parametro previsto dalla tabella 2 dell allegato 5 alla parte terza del d.lgs. n. 152/2006 (fosforo totale) ed agli impianti aventi la potenzialità inferiore a abitanti equivalenti il monitoraggio dei parametri previsti dalle tabelle 1 e 2 dell allegato 5 alla parte terza del d.lgs. n. 152/2006, mantenendo invece invariato il monitoraggio relativo ai metalli pesanti ed ai solventi organici. - udita la relazione; - vista la nota dell Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente per la protezione dell ambiente di data 9 novembre 2011, prot , come modificata ed integrata con nota del 22 novembre 2011, prot ; - accertato che - in merito al presente atto - sono stati acquisiti i pareri delle Strutture di staff come disposto dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 40 del 22 gennaio 2010, con nota del Dipartimento Urbanistica e ambiente del 28 novembre 2011 prot ; - visti i pareri espressi dal Servizio Semplificazione amministrativa con nota del 5 dicembre 2011, prot , Dipartimento Affari finanziari e programmazione del 13 dicembre 2011, prot , Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente del 9 gennaio 2012, prot e del Dipartimento Organizzazione personale e affari generali del 13 gennaio 2012 n ; - vista in particolare la nota dell Agenzia per la depurazione del 18 gennaio 2012 prot ; Ciò premesso; LA GIUNTA PROVINCIALE - vista la deliberazione della Giunta provinciale del 19 gennaio 2001, n. 97, recante Direttive e prescrizioni per l'adeguamento delle metodologie di controllo e di autocontrollo degli scarichi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue urbane ; Pag. 5 di 7

6 97 - vista la deliberazione della Giunta provinciale del 16 febbraio 2004, n. 283, recante Individuazione delle aree sensibili ai sensi del decreto legislativo 11 maggio 1999 n. 152 in recepimento della direttiva 91/271/CEE: adozione in via definitiva del documento concernente le misure di adeguamento degli impianti di depurazione acque reflue urbane recapitanti in aree sensibili e scarichi industriali in aree sensibili ; - visto l articolo 57 del Testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti approvato con decreto del Presidente della Giunta Provinciale 26 gennaio 1987, n. 1-41/Leg; - visto l articolo 10 del d.p.p. 13 maggio 2002, n. 9-99/Leg (Disposizioni regolamentari per la prima applicazione in ambito provinciale di norme statali in materia di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, ai sensi dell'articolo 55 della legge provinciale 19 febbraio 2002, n. 1); - vista la direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane; - visto il d.lgs. del 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale); - richiamata la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 25 aprile 2002 (C- 396/00); - visto il Piano di tutela delle acque, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n del 30 dicembre 2004; - visto il parere espresso in data 16 marzo 2012, prot , da parte del Consiglio delle Autonomie locali reso ai sensi dell articolo 8 della legge provinciale 15 giugno 2005, n. 7, in merito al punto 6 dell allegato A) alla presente deliberazione che dispone in merito ai controlli sugli impianti di sedimentazione meccanica; a voti unanimi, espressi nelle forme di legge, d e l i b e r a 1) di approvare, per le ragioni riportate in premessa espresse, le direttive e le prescrizioni per l adeguamento delle metodologie di controllo e di autocontrollo degli scarichi provenienti da tutti gli impianti di trattamento delle acque reflue urbane alle disposizioni stabilite dal d.lgs. n. 152/2006, quali risultano dal testo allegato alla presente per costituirne parte integrante e sostanziale, all. A); 2) di modificare la tabella 1 allegata al Testo unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, approvato con decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio 1987, n. 1-41/Legisl, come risulta dal testo allegato alla presente per costituirne parte integrante e sostanziale, all. B); 3) di incaricare il Servizio Gestione degli impianti dell Agenzia per la depurazione di ottemperare agli adempimenti previsti dall art. 10, comma 8, del d.p.p. 13 maggio 2002, n. 9-99/Leg; Pag. 6 di 7

7 98 4) di stabilire che le autorizzazioni vigenti allo scarico delle acque reflue urbane provenienti da impianti di depurazione biologica si intendono aggiornate con quanto disposto nell allegato alla presente a decorrere dal 1 marzo 2012; 5) di revocare la deliberazione della Giunta provinciale n. 97 del 19 gennaio 2001; 6) di inviare la presente deliberazione all Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente, all Agenzia per la depurazione, al Consorzio dei Comuni trentini; 7) di pubblicare la presente deliberazione della Giunta provinciale nel Bollettino ufficiale della Regione Trentino Alto Adige. SB - GCR Pag. 7 di 7

8 99 Allegato parte integrante ALLEGATO A Direttive e prescrizioni per l adeguamento delle metodologie di controllo e di autocontrollo degli scarichi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue urbane nuovi o esistenti. 1) LIMITI DI EMISSIONE a) Gli impianti esistenti di depurazione biologica delle acque reflue urbane aventi potenzialità maggiore o uguale a abitanti equivalenti devono rispettare i valori limite di emissione per lo scarico stabiliti dalla tabella 1 e, limitatamente al parametro fosforo totale, dalla tabella 2 dell allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/2006, nonché dalla tabella 1 allegata al T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti limitatamente al parametro azoto ammoniacale. Devono inoltre essere rispettati i valori limite di emissione stabiliti per lo scarico di acque reflue industriali in acque superficiali dalla tabella 3 dell allegato 5 alla parte terza del d.lgs. n. 152/2006, qualora le reti fognarie afferenti all impianto convoglino anche acque reflue industriali. b) Gli impianti esistenti di depurazione biologica delle acque reflue urbane aventi potenzialità maggiore o uguale a abitanti equivalenti ed inferiore a devono rispettare i valori limite di emissione per lo scarico stabiliti dalla tabella 1 dell allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/2006 e dalla tabella 1 allegata al T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti limitatamente ai parametri azoto ammoniacale e fosforo totale. Devono inoltre essere rispettati i valori limite di emissione stabiliti per lo scarico di acque reflue industriali in acque superficiali dalla tabella 3 dell allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/2006, qualora le reti fognarie afferenti all impianto convoglino anche acque reflue industriali. c) Agli impianti di depurazione biologica delle acque reflue urbane aventi potenzialità inferiore a abitanti equivalenti o situati in zone di alta montagna al di sopra dei metri sul livello del mare continua ad applicarsi la disciplina stabilita dalla parte II del citato Testo unico e dal Piano provinciale di risanamento delle acque. I predetti scarichi devono essere condotti in modo da assicurare il raggiungimento, nell ordinaria gestione, dei valori stabiliti per i diversi parametri dalla tabella 1 allegata al T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti. 2) CAMPIONAMENTO E ANALISI Ai fini del controllo: a) della conformità ai limiti di emissione indicati nelle tabelle 1 e 2 dell allegato 5 alla parte terza del d. lgs. n. 152/2006 si applica il valore della concentrazione e si considerano i campioni medi ponderati nell arco di 24 ore; per i parametri della menzionata tabella 1 il numero di campioni ammessi su base annua, la cui media Pag. 1 di 4 All. 001

9 100 giornaliera può superare i limiti tabellari, è definito in rapporto al numero di campioni prelevati durante l anno secondo lo schema contenuto nello stesso allegato 5; b) della conformità ai limiti indicati nella tabella 1 allegata al T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti, fatto salvo quanto diversamente disposto nella medesima tabella, si considerano i campioni medi ponderati nell arco di 24 ore; per i parametri indicati ai numeri 5, 6 e 7 della medesima tabella il numero di campioni ammessi su base annua, la cui media giornaliera può superare i limiti tabellari, è definito in rapporto al numero di campioni prelevati durante l anno secondo lo schema adottato per gli impianti di cui alla precedente lettera a). E fatta salva la facoltà di stabilire, in sede di autorizzazione, modalità di campionamento diverse in considerazione delle caratteristiche degli scarichi. Il punto di prelievo dell effluente finale corrisponde a quello determinato dall Agenzia per la depurazione per l installazione del campionatore automatico. Le determinazioni analitiche ai fini del controllo di conformità dei valori limite stabiliti dalla tabella 3 scarichi in acque superficiali dell allegato 5 alla parte terza del d.lgs. n. 152/2006 sono riferite a campioni medi ponderati prelevati nell arco delle 24 ore. E fatta salva la facoltà di stabilire, in sede di autorizzazione, modalità di campionamento diverse in considerazione delle caratteristiche degli scarichi. 3) FREQUENZA DI MONITORAGGIO La frequenza di monitoraggio è così stabilita: Monitoraggio settimanale sui liquami in ingresso: temperatura, ph, materiali sedimentabili, materiali in sospensione totali, COD, BOD 5, azoto ammoniacale, azoto nitroso, azoto nitrico, azoto organico, azoto totale, fosforo totale. Monitoraggio settimanale sull acqua in uscita: odore, temperatura, ph, ossigeno disciolto,materiali grossolani, materiali sedimentabili, materiali in sospensione totali, COD, BOD 5, azoto ammoniacale, azoto nitroso, azoto nitrico, azoto organico, azoto totale, fosforo totale. Per i parametri della tabella 3 dell allegato 5 alla parte terza del d.lgs. n. 152/2006, che dovranno essere monitorati dall impresa appaltatrice della gestione degli impianti di depurazione, si applica il monitoraggio e la frequenza in base al seguente schema, sia in entrata che in uscita degli impianti di depurazione biologica: Parametri arsenico, alluminio, cadmio, cromo totale, mercurio, nichel, piombo, rame, zinco, fenoli totali, solventi organici aromatici, solventi organici azotati, solventi clorurati e pesticidi fosforati. Periodicità potenzialità (Ab. Eq.) Marzo e Settembre Gennaio, Maggio e Settembre Gennaio, Marzo, Maggio, Luglio, Settembre, Novembre I parametri della tabella sopra riportata sono inoltre integrati con i parametri significativi della tabella 3 dell allegato 5 alla parte terza del d. lgs. n. 152/2006 sulla Pag. 2 di 4 All. 001

10 101 base delle valutazioni che l ADEP - Servizio Gestione degli impianti - effettuerà con riferimento alla potenziale presenza degli inquinanti in ingresso all impianto di depurazione. 4) METODI ANALITICI Fatto salvo quanto diversamente specificato nelle tabelle 1, 2 e 3 dell allegato 5 alla parte terza del d. lgs. n. 152/2006, in quanto applicabili in base alla presente deliberazione, si applicano per tutti gli impianti di depurazione biologica delle acque reflue urbane i metodi IRSA-CNR o gli Standard Methods for the examination of Water and Waste Water. Qualora non disponibili, si possono usare altri metodi di buona tecnica di laboratorio, quali i metodi UNI (nazionali), ISO (internazionali) o CEN (europei). In ogni caso, nel certificato analitico, deve essere indicato il metodo adottato. 5) CONTROLLI SUGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE BIOLOGICA Con riferimento agli impianti di depurazione biologica delle acque reflue urbane le attività di controllo, campionamento e analisi previste dalla presente deliberazione sono esperite direttamente dal soggetto appaltatore della gestione degli impianti stessi (regime di autocontrollo), nel rispetto delle condizioni stabilite dal relativo capitolato speciale d appalto e nel quadro del sistema di telecontrollo. L Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente ed i comuni territorialmente competenti sono abilitati ad accedere al sistema di telecontrollo, secondo quanto sarà convenuto direttamente con il Servizio Gestione degli impianti dell ADEP, al fine di verificare la conformità degli scarichi ai limiti di emissione richiamati dalla presente deliberazione, il raggiungimento dei valori per gli altri parametri stabiliti dalla normativa provinciale ed in generale allo scopo di controllare il funzionamento degli impianti di depurazione. L Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente può in ogni tempo esperire controlli autonomi sugli scarichi degli impianti di depurazione, ovvero in coordinamento con il controllo contrattuale esercitato dal Servizio Gestione degli impianti. Gli esiti del campionamento dell Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente concorrono a determinare il numero massimo consentito di campioni non conformi ai sensi della normativa statale e del presente allegato. Gli esiti dei controlli contrattuali esperiti dal Servizio Gestione degli impianti non concorrono a determinare il numero massimo consentito di campioni non conformi. L accesso dell Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente al sistema di telecontrollo non esclude comunque le segnalazioni che il gestore è tenuto ad inviare ai comuni ai sensi dell art. 58 del T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti. I risultati dei controlli effettuati dal soggetto gestore degli impianti sono archiviati in via informatica nell ambito del sistema di telecontrollo presso il Servizio Gestione degli impianti. 6) CONTROLLI SUGLI IMPIANTI DI SEDIMENTAZIONE MECCANICA E DI TRATTAMENTO BIOLOGICO A MEDIO RENDIMENTO Pag. 3 di 4 All. 001

11 102 Il controllo sugli scarichi degli impianti di sedimentazione meccanica e di trattamento biologico a medio rendimento delle pubbliche fognature può essere effettuato dall Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente con riferimento ai parametri previsti, rispettivamente, dalle tabelle 2 e 3 allegate al T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti, ogni qualvolta esiste la probabilità che l ambiente ricettore sia influenzato in modo significativo. Salvo che per ragioni igienico-sanitarie, non formano oggetto di controllo gli scarichi temporaneamente autorizzati di cui all art. 3 delle norme di attuazione del Piano provinciale di risanamento delle acque, approvato con deliberazione della Giunta Provinciale n del 12 giugno 1987, e di cui all art. 23 bis, comma 5, del T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti. 7) SANZIONI Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall art. 61 del T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti si applicano nei confronti del soggetto gestore dell impianto di depurazione, qualora: a) sia superato il numero massimo consentito di campioni non conformi, ove siano applicabili i limiti di emissione della tabella 1 dell allegato 5 alla parte terza del d. lgs. n. 152/2006, o i limiti indicati ai numeri 5, 6 e 7 della tabella 1 allegata al T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti; b) siano superati i limiti di emissione stabiliti dalla tabella 2 e dalla tabella 3 dell allegato 5 alla parte terza del d. lgs. 152/2006; c) sia accertato, negli altri casi, il mancato raggiungimento, nell ordinaria gestione, dei valori stabiliti per gli altri parametri contenuti nella tabella 1, 2 e 3 allegata al T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti. Sono fatte salve le disposizioni relative agli impianti soggetti ad Autorizzazione integrata ambientale ai sensi del titolo III-bis della parte seconda del d. lgs. n. 152/2006. Pag. 4 di 4 All. 001

12 103 Allegato parte integrante ALLEGATO B Modifiche della tabella 1 allegata al TULP in materia di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti approvato con dpgp n.1-41/legisl del 1987 I punti 8 e 10 della tabella 1 allegata al T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti sono sostituiti dai seguenti: N. Parametri Valori Note 8 Azoto ammoniacale come N mg/l 3 Il limite massimo per il parametro azoto ammoniacale (come N) pari a 3 mg/l è determinato sul campione medio giornaliero (24 ore), con riferimento a temperature dei liquami in arrivo al depuratore superiori ai 15 C. La temperatura di riferimento è data dalla media delle temperature registrate dal sistema di telecontrollo durante tutto il periodo di prelievo. 10 Fosforo totale come P mg/l 10 Il limite per il parametro fosforo totale (come P) è ridotto fino ad un valore minimo di 2 mg/l, per gli agglomerati con oltre abitanti equivalenti, per gli scarichi recapitanti in laghi o nei corsi d acqua afferenti per un tratto di 10 chilometri dalla linea di costa, o nell ambito dell autorizzazione allo scarico. È determinato sulla media annua effettuata su campioni medi ponderati giornalieri (24 ore) fatte salve diverse indicazioni contenute nell autorizzazione allo scarico. Pag. 1 di 1 All. 002

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