Report Malattie infettive situazione gennaio-maggio 2009

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1 NUOVA INFLUENZA DA VIRUS A/H1N1 Le ultime settimane hanno visti impegnati molti operatori del SSR nella pandemia da nuovo virus influenzale A H1N1 : ciò ha consentito di verificare i percorsi e attuare le azioni previste dal Piano pandemico nazionale e dal Piano pandemico regionale-ppr. La situazione, al 28 maggio, per i casi sotto osservazione e relativo esito, è desumibile dal grafico seguente. Dei 75 soggetti segnalati solo 3 casi sono stati confermati, con identificazione e sequenziamento, presso la Sezione di Virologia dell Università di Milano e il Servizio di Virologia dell IRCCS S.Matteo. Sia i casi confermati che quelli sospetti hanno presentato una sintomatologia modesta, tale da non richiedere il ricovero se non per motivi precauzionali. Tra i casi osservati sono stati rilevati anche 3 casi da virus influenzali di gruppo B e 2 da virus influenzale A/H3N2; sia i casi di nuova influenza che quelli da altri gruppi/sierotipi provenivano da soggiorni in Messico o negli Stati Uniti. Tutte le comunicazioni e il materiale informativo sono tuttora disponibili sul sito Andamento delle principali malattie infettive nel primo quadrimestre Nella Tabella troviamo una prima estrazione dei casi verificatisi e confermati al 21 maggio 2009 (data ultimo aggiornamento del portale regionale), a confronto con i mesi corrispondenti del Vengono riportate le patologie numericamente più rilevanti, che siano state confermate, secondo i criteri di validazione nazionali ed europei, e che abbiano riguardato soggetti residenti. 1

2 gen gen feb Feb mar mar apr apr mag mag VARICELLA SCARLATTINA DIARREA INFETTIVA SALMONELLOSI NON TIFOIDEE SCABBIA TUBERCOLOSI MORBILLO PAROTITE EPIDEMICA DERMATOFITOSI AIDS LEGIONELLOSI SIFILIDE EPATITE B M.I.PNEUMOCOCCICA EPATITE A INFEZ0,TOSSINFEZIONI E INTOSS. ALIM BLENORRAGIA MALARIA ROSOLIA M.I.MENINGOCOCCICA Da un punto di vista quantitativo, oltre alle patologie esantematiche dell infanzia, assumono rilievo le gastroenteriti (comprensive di salmonellosi minori, diarree da campylobacter, clostridium difficile, rotavirus) e la scabbia; da un punto di vista della gravità troviamo invece tubercolosi, aids, legionellosi, malattie invasive meningococciche e pneumococciche; di seguito approfondimenti su alcune di esse. 2

3 Malattia tubercolare La malattia tubercolare, come già riferito in precedenti report, presenta nella nostra regione un andamento stabilizzato, con circa mille casi annui, e dunque tassi di incidenza tali da includerci nei paesi a bassa endemia. Negli anni sono tuttavia cambiate le caratteristiche dei soggetti malati, con un particolare rilievo della nazionalità; nel grafico a fianco vediamo come la malattia si presenti in soggetti stranieri giovaniadulti e in italiani anziani. E la presenza di soggetti stranieri che giustifica le differenze di incidenza tra asl: nel grafico si evidenziano i tassi di incidenza annui del periodo per asl residenza. Si evidenziano per Milano e Brescia tassi superiori al valore medio regionale, con una tendenza tuttavia alla riduzione. Di interesse è l esito della sorveglianza condotta nei confronti dei soggetti colpiti da TB: in particolare nell istogramma seguente vediamo in percentuale (con numeri assoluti nelle etichette) l esito della terapia in soggetti con TB. Si può evidenziare come sia ancora alta (comprensibile per chi ha iniziato la terapia nel 2008) la quota di dato mancante per cui cioè non sia disponibile la situazione al termine del periodo di terapia previsto. Ciò 3

4 richiede un follow-up più attento e,verosimilmente, la necessità di adeguare la proposta del trattamento alle condizioni socio-economico-culturali delle persone coinvolte. Malattia invasiva meningococcica L esame del tasso medio annuo di m.i. meningococcica del periodo evidenzia un andamento in crescita negli anni ed un successivo calo e stabilizzazione. Esaminando i tassi specifici per età, per la m.i. meningococcica, viene confermato il maggior interessamento della fascia 0-4 aa ( che concorre in maniera sostanziale all incremento ) e di quella adolescenziale. 4

5 L esame dei casi verificatisi nelle classi di età con maggiori tassi di incidenza, ossia 0-19 aa, evidenzia che, con l eccezione del 2004 e 2005, il siero gruppo B ha sempre prevalso sul C; il dato è ulteriormente confermato nell ultimo triennio a fronte della riduzione dei casi non tipizzati. Per quanto riguarda gli esiti della malattia i dati del periodo successivo al 2006, ove vi è la disponibilità di dati completi, indicano una letalità media del 17%, in linea coi dati di letteratura. La riduzione dei casi di meningococco di tipo C, nei gruppi di età ove potrebbe incidere la vaccinazione, non è naturalmente attribuibile all introduzione di quest ultima, considerato che la percentuale di vaccinati, come si vede nel grafico, non supera il 40%; né un suo incremento potrebbe incidere in considerazione del numero di casi prevenibili. Malattia invasiva pneumococcica La malattia invasiva pneumococcica presenta un progressivo incremento a partire dal 2006, ma va considerato che da quell anno in regione Lombardia ( con decreto direzione generale sanita n del Linee guida per la sorveglianza, prevenzione e controllo delle meningiti batteriche e malattie 5

6 invasive da meningococco, emofilo) e dal successivo in tutta Italia (Protocollo per la sorveglianza nazionale delle malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo in Italia 12/3/2007), viene introdotta la segnalazione non solo delle meningiti, ma anche delle altre forme invasive. Ed infatti il sostanziale incremento si registra a quasi totale carico di sepsi e polmoniti. La distribuzione per età, indicata nel grafico successivo, conferma l importanza della patologia nel primo anno di vita e nell età anziana. Di ulteriore interesse è lo studio dei sierotipi, per la correlazione con gli interventi vaccinali, attivato nella nostra regione dal 2007, con l invio dei ceppi presso il laboratorio di Microbiologia della Fondazione Policlinico di Milano. Nel grafico a fianco vediamo la distribuzione dei casi complessivi del periodo 2007-mag.2009 per i quali si dispone della tipizzazione ( in totale 243 casi, pari al 66% dell intero periodo). suscettibile di intervento vaccinale, è possibile verificare che i casi dovuti a sierotipi contenuti nell attuale preparato eptavalente ( in rosso nel grafico) costituiscono il 41% del totale. Ciò richiede una riflessione sull impatto delle diverse politiche vaccinali, anche in relazione all avvento dei vaccini 10 e 13 valente, che, comunque, non supererebbero il 65% di copertura dei ceppi attualmente circolanti. Se tuttavia verifichiamo i casi tipizzati (41 su 66, pari al 62%) nella classe di età 0-4 aa, che è quella 6

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