La cataratta INDICAZIONI E LIMITI DELL INTERVENTO DI CATARATTA NEGLI ANIMALI COSA È LA CATARATTA PERCHÉ COMPARE? COSA COMPORTA

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1 La cataratta INDICAZIONI E LIMITI DELL INTERVENTO DI CATARATTA NEGLI ANIMALI Prof. Claudio Peruccio Specialista in Clinica delle Malattie dei Piccoli Animali (SCMPA) Diplomato European College of Veterinary Ophthalmologists (ECVO) COSA È LA CATARATTA Ogni opacità della lente (o cristallino) si definisce cataratta. PERCHÉ COMPARE? Un animale può avere una cataratta fin dalla nascita in conseguenza di malattie subite dalla madre durante la gravidanza, a predisposizione ereditaria o per altre interferenze con il normale sviluppo dell occhio. Nei cani sono numerosi i casi di cataratta ereditaria che compaiono più o meno precocemente nel corso della vita e comportano la progressiva perdita della funzione visiva. Altre malattie oculari (processi infiammatori ecc..) o sistemiche (diabete mellito ecc..), traumi e l invecchiamento sono frequente causa di cataratta. COSA COMPORTA Se l opacità è localizzata, di estensione limitata, la funzione visiva sarà in parte conservata e l animale non avrà molti problemi. Se l opacità è diffusa a tutta la lente ed è intensa, continuerà a percepire gli stimoli luminosi, si orienterà individuando zone luminose o scure, ma vedrà poco e male, come attraverso un vetro smerigliato.

2 COSA SI PUÒ FARE La terapia della cataratta è chirurgica, la lente opaca può essere asportata e, nella maggior parte dei casi, può essere sostituita da una lente artificiale fatta apposta per l animale. Nei casi in cui la lente artificiale non possa essere inserita, l animale può comunque recuperare una funzione visiva valida per una buona vita di relazione. QUANDO SI PUÒ OPERARE In base alla nostra esperienza circa il 25% degli animali con cataratta hanno altre malattie dell occhio che rendono non consigliabile o del tutto inutile l intervento. Per questo motivo è essenziale un accurata visita da parte di un medico veterinario oculista per evitare di eseguire interventi destinati all insuccesso. In base alla visita potranno essere richiesti alcuni approfondimenti diagnostici, in particolare un ecografia dell occhio e un elettroretinografia. Sono operabili gli animali in buone condizioni di salute generale comprovate da una visita cardiologica ed esami di laboratorio, se non si evidenziano controindicazioni di tipo oculistico e se è possibile somministrare loro la terapia preoperatoria (2-3 giorni) e postoperatoria (per 2 mesi o oltre). Le attuali tecniche chirurgiche consentono di operare precocemente, senza aspettare che la cataratta diventi matura. L ideale è intervenire quando l animale inizia ad urtare ostacoli dimostrandosi meno sicuro, sapendo che nell arco di poco tempo l opacità della lente in via di progressione lo renderà comunque cieco. Con il passare del tempo la lente diventa sempre più dura, difficile da asportare, inoltre in un certo numero di casi causa infiammazione interna all occhio (uveite) che complica ulteriormente l intervento. Nella maggior parte dei casi la visita oculistica viene richiesta solo quando l opacità è molto avanzata. Per questo motivo molti interventi vengono eseguiti su cataratte mature e sono più complicati. IN PRATICA COSA DEVE SUBIRE L ANIMALE L intervento comporta un anestesia generale che può durare più o meno a lungo ( minuti) in rapporto al fatto che sia operato un solo occhio o entrambi, che la consistenza della cataratta sia minore o maggiore, che siano presenti opacità della capsula che avvolge la lente, che si possa inserire o meno una lente artificiale. Il chirurgo opera osservando l occhio molto ingrandito attraverso un microscopio operatorio; puo così effettuare manovre molto precise e ridurre al minimo il trauma chirurgico alle strutture oculari. In base alla nostra esperienza a fine intervento è meglio non ricoverare il paziente ma fare in modo che, nel primo periodo postoperatorio, senta il conforto della presenza del proprietario e dell ambiente famigliare. In casi eccezionali, per motivi legati all anestesia, può essere consigliato un breve ricovero per consentire

3 a personale qualificato di monitorare le condizioni generali dell animale. Di solito non vengono applicati sistemi di protezione, un collare di Elisabetta può comunque essere utile per evitare l auto-traumatismo da parte di soggetti particolarmente reattivi. L animale può lasciare la clinica quando ricompaiono i normali riflessi (di solito un ora o piu dopo l intervento). La frequenza dei controlli viene definita caso per caso, in linea di massima, se è possibile, si controlla il paziente ogni 6/7 giorni o se vengono segnalati problemi nell arco di un paio di mesi. QUALE TECNICA SI USA Oggi si utilizzano gli stessi strumenti adottati per l asportazione della cataratta nell uomo. Se non ci sono controindicazioni (ad esempio una lente sublussata, che tende a muoversi dentro l occhio) la tecnica chirurgica che dà il maggior margine di successo è la facoemulsificazione. Si penetra nell occhio attraverso un foro di 3 / 3,2 mm con una sonda che, una volta all interno della lente, la frammenta con gli ultrasuoni e la aspira. Più è dura la cataratta, maggiori sono l intensità degli ultrasuoni e la durata dell intervento. QUALI SONO LE CONSEGUENZE Mentre nell uomo in 5-15 minuti di solito è tutto finito, negli animali, a causa di differenze anatomiche e dello stadio evolutivo avanzato della cataratta, si lavora dentro l occhio per molto più tempo (30-40 minuti). Per questo motivo e per la diversa reattività dei tessuti oculari nelle altre specie animali, sono più frequenti le complicazioni postoperatorie. Volendo dare dei riferimenti numerici possiamo dire che in circa il 98% dei casi a fine intervento sono stati creati i presupposti perché l animale riprenda a vedere, ma nei giorni successivi, soprattutto nelle prime due settimane, circa il 5% degli occhi operati va incontro a complicazioni che possono anche impedire la ripresa della funzione visiva. Le terapie che vengono effettuate prima e dopo l intervento sono finalizzate ad evitare tali complicazioni, il cui controllo non è sempre possibile a causa della diversa risposta individuale. COME VEDE L ANIMALE SE NON SI VERIFICANO COMPLICAZIONI? Se è stato possibile inserire una lente artificiale fin dal momento del risveglio l animale dimostra di vedere e interagisce con l ambiente circostante. Se non è stata inserita, la funzione visiva è sfocata ma di solito sufficiente per le necessità della sua vita di relazione. Dopo l intervento ogni animale si comporta in modo diverso anche in rapporto al carattere: alcuni hanno più difficoltà ad abituarsi perché sono diffidenti, nervosi, altri si muovono con disinvoltura come se non

4 avessero mai avuto problemi. NEI CASI IN CUI SI VERIFICANO COMPLICAZIONI, COSA PUÒ SUCCEDERE? Complicazioni a breve / medio termine La principale causa di complicazioni è il processo infiammatorio (uveite) che si verifica ogni qual volta penetriamo con degli strumenti all interno dell occhio dei nostri animali. Le conseguenze possono essere lievi e temporanee perché controllate dalla terapia post-operatoria (lieve opacità della cornea, arrossamento), oppure piu importanti, persistenti e meno controllabili (cornea più opaca, intensa infiammazione, presenza di coaguli di fibrina all interno dell occhio, nei casi più gravi glaucoma, distacco di retina). Alcuni soggetti di alcune razze o meticci sono predisposti alla comparsa di altre malattie oculari che l intervento può favorire (glaucoma, distacco della retina) anche se non si sono verificate complicazioni intra-operatorie. Complicazioni a lungo termine A prescindere dall intervento l occhio può essere coinvolto da altre malattie, ad esempio se l animale è predisposto su base ereditaria a degenerazione o distacco della retina o a glaucoma. Esiste un ampia casistica internazionale di complicazioni a lungo termine che comportano la perdita della funzione visiva. Un recente studio sulle complicazioni degli interventi di cataratta nel cane effettuati in un centro universitario negli Stati Uniti ha messo in evidenza che, tra i cani operati, la perdita della funzione visiva si verificava dopo l intervento: entro 8-10 settimane nel 2% dei casi; tra le 16 e le 24 settimane nel 4% dei casi; tra le 32 e le 48 settimane nell 11% dei casi (percentuale che saliva al 13% nei diabetici); il glaucoma ed il distacco di retina erano le complicazioni più gravi riscontrate; dopo l intervento in un certo numero di casi si osservava la presenza di fibrina nell occhio e di opacità della capsula della lente. CASI PARTICOLARI : CATARATTA DIABETICA Se la cataratta è la conseguenza del diabete mellito, che determina un elevata concentrazione di glucosio nel sangue, è indispensabile che l intervento sia effettuato su un animale in cui tale tasso (glicemia) si sia stabilizzato a livelli giudicati accettabili dal medico veterinario di fiducia. In questi casi non si potranno utilizzare alcuni farmaci nel trattamento postoperatorio, occorrerà quindi una particolare attenzione per evitare complicazioni.

5 Ciò nonostante sono numerosi i casi di cataratta diabetica operati con successo negli animali e l incidenza delle complicazioni è simile a quella dei non diabetici. CASI PARTICOLARI: SUBLUSSAZIONE, LUSSAZIONE Se la lente non è ben fissata nella sua posizione all interno dell occhio si può muovere e l intervento chirurgico può essere più complicato, a volte si deve aprire di più l occhio con maggiori rischi di infiammazione e complicazioni. Nella maggior parte di questi casi non è possibile inserire una lente artificiale. LA FUNZIONE VISIVA NELL ANIMALE OPERATO PERSISTE PER TUTTA LA VITA? Studi effettuati su un gran numero di casi operati mettono in evidenza che, con il passare degli anni negli animali, come nell uomo, possono subentrare nuovi problemi. Si deve considerare che un occhio operato è più delicato e che gli animali sono spesso iperattivi e quindi esposti a traumi. Però nella maggior parte dei casi la funzione visiva persiste anche a distanza di tempo. IN CONCLUSIONE HA SENSO OPERARE DI CATARATTA UN ANIMALE DA COMPAGNIA? Si, anche alla luce di quanto premesso in queste pagine, ha senso dare all animale la possibilità di migliorare la qualità della sua vita di relazione. COSTI I costi dell intervento di cataratta sono elevati perché si deve utilizzare una strumentazione particolarmente sofisticata e materiale di consumo molto costoso, indispensabile per interventi di microchirurgia oculistica. Inoltre il chirurgo deve avere una particolare abilità ed esperienza, acquisite grazie a specifici studi e continui aggiornamenti. Esistono altre tecniche operatorie che si usavano quando non erano ancora disponibili gli attuali sofisticati strumenti, consentono di diminuire i costi ma aumentano i rischi di complicazioni dopo l intervento e non è più corretto adottarle. Il prof. Claudio Peruccio svolge attività clinica e di ricerca esclusivamente nel settore dell oculistica veterinaria, è specialista in Clinica delle Malattie degli Animali da Compagnia ed è Diplomato al College Europeo degli Oculisti Veterinari (ECVO) Quanto riportato in questo opuscolo non puo essere riprodotto in parte o in toto senza l autorizzazione dell autore.

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