IL RITARDO MENTALE Dott.ssa Luisa Calliari Rovereto, ottobre

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1 IL RITARDO MENTALE Dott.ssa Luisa Calliari Rovereto, ottobre

2 RITARDO MENTALE ICD 10: F70-79 Non ci si riferisce ad un unico quadro clinico ben definito, bensì ad un gruppo di situazioni assai eterogenee per eziologia aspetti clinici aspetti prognostici. Il tasso di prevalenza del è stato stimato intorno all 1%. 2

3 Per porre diagnosi sono richiesti TRE CRITERI 1. FUNZIONAMENTO INTELLETTIVO significativamente al di sotto della norma QI < Disturbo significativo delle CAPACITÀ DI ADATTAMENTO ad un ambiente sociale normale 3. Insorgenza PRIMA DEI 18 ANNI DI ETÀ 3

4 È una PATOLOGIA CRONICA presenta nel tempo una sostanziale stabilità modulata da grado del ritardo più il ritardo è lieve e più è modificabile, e viceversa tipo del ritardo ad es. nella sindrome di Down il si aggrava con l età 4

5 TEST PSICOMETRICI SCALE WECHSLER WPPSI WISC-R / WISC III WAIS da 4 a 6,5 anni da 6 a 17 anni per gli adulti 5

6 Prove inserite nella WISC-R Test verbali informazioni somiglianze aritmetica vocabolario comprensione (memoria di cifre) 6

7 Test di performance completamento di figure storie figurate disegno con cubi ricostruzione di oggetti cifrario (labirinti) 7

8 Informazioni ricavabili dalla WISC-R QI totale QI verbale e QI di performance eventuale discrepanza tra i due (significativa se superiore a 15 punti) profilo cognitivo con eventuali cadute in prove specifiche 8

9 EZIOPATOGENESI Cause molteplici e diverse come via finale comune di vari processi patologici 1. GRUPPO ORGANICO nel 60% dei casi è possibile evidenziare un fattore organico chiaro e diagnosticabile 2. GRUPPO AD EZIOLOGIA SCONOSCIUTA o NON ORGANICO nel 40% dei casi non è possibile identificare nessuna causa organica evidente 9

10 1. GRUPPO ORGANICO a. Fattori genetici: 24% 750 diverse patologie genetiche - alterazioni geniche es.: malattie congenite del metabolismo - aberrazioni cromosomiche es.: sindrome di Down 10

11 1. GRUPPO ORGANICO b. Fattori acquisiti - prenatali: 12% infezioni, intossicazioni, malattie croniche - perinatali: 17% prematurità, trauma da parto, ittero neonatale - postnatali: 7% meningoencefaliti, traumi cranici 11

12 2. GRUPPO NON ORGANICO Si ipotizzano Ereditarietà Deprivazione sociale Distorsione psico-relazionale Cause indeterminate 12

13 Azzardando una analogia meccanica, potremmo dire che un automobile può avanzare solo con un motore e con della benzina: il motore equivarrebbe alla funzione di realizzazione (struttura del sistema nervoso centrale), la benzina alla funzione appetitiva (affettività). De Ajuriaguerra, Marcelli Psicopatologia del bambino Anche nei casi in cui si è identificato un fattore causale organico ben preciso non va scordata una costante PLURICAUSALITÀ 13

14 QUADRO CLINICO dipende dal livello di gravità FUNZ. INTELLETTIVO LIEVE MEDIO GRAVE PROFONDO LIMITE QI QI QI QI QI < 20 È la forma più frequente % Frequenza 10 % Frequenza 3 4 % Frequenza 1 2 % Eziologia organica solo in minoranza Ez.organica nella maggior parte Eziologia organica prevalente Eziologia organica prevalente 14

15 ASPETTO COGNITIVO LIEVE MEDIO GRAVE PROFONDO arresto alla fase operatoria concreta arresto ad un livello preoperatorio non supera il livello di 2-3 anni limitato ad uno stadio sensomotorio apprendimenti scolastici sufficienti per le esigenze di autonomia apprendimenti scolastici non progrediscono oltre il livello della II elem. uso dell oggetto non funzionale, ma come fonte di stimolazioni sensoriali circa V elem. a 20 anni 15

16 ASPETTO LINGUISTICO LIEVE MEDIO GRAVE PROFONDO Non presenta anomalie grossolane Ritardo dello sviluppo Rimane semplificato -lessico -sintassi Produz.verbale limitata a parola-frase Comprensione di ordini semplici e contestualizzati Produz.verbale assente Comunicazione attraverso mimica e gestualità semplice 16

17 ASPETTO PSICOMOTORIO LIEVE MEDIO GRAVE PROFONDO Sempre Sufficientem. evoluto, salvo: -schema corporeo - organizzazione spaziotemporale Infantilismo Goffaggine gestualità semplificata conoscenza corporea grossolana Marcata goffaggine Gestualità poco coordinata e imprecisa Incapacità di organizzare sequenze motorie Spesso deficit motori per danno del sistema nervoso centrale 17

18 I MECCANISMI DEL DISTURBO COGNITIVO QUAL È LA NATURA DELLA DIFFERENZA TRA SOGGETTI NOALI E SOGGETTI DEFICITARI? Ipotesi evolutiva: differenza quantitativa Ipotesi strutturale: differenza qualitativa Ipotesi intermedia: differenza quantitativa per forme familiari differenza qualitativa per forme lesionali Ipotesi attuale: un rallentamento dello sviluppo introduce anche distorsioni strutturali; il soggetto ritardato non è semplicemente come un bambino normale più piccolo, ma la sua struttura cognitiva ha una ridotta coerenza intrinseca 18

19 IL È DISTURBO NEUROPSICOLOGICO SETTORIALE O DISTURBO COGNITIVO GENERALE? il deficit cognitivo sembra essere generalizzato: c è una caratteristica comune deficitaria che non può identificarsi con le singole funzioni deficitarie tuttavia il profilo delle diverse abilità è disomogeneo e l analisi dei disturbi settoriali è utile per un progetto riabilitativo 19

20 QUAL È IL NUCLEO DEL FUNZIONAMENTO DEFICITARIO? una semplificazione del funzionamento cognitivo disturbo delle METACOMPONENTI con difficoltà di pianificazione e di monitoraggio = carenza di comportamento strategico ALTERATO RAPPORTO TRA PROCESSI AUTOMATICI E VOLONTARI prevalgono i primi, senza che il soggetto sia in grado di gestirli con processi di controllo attivo 20

21 ASPETTI EMOTIVI E RELAZIONALI Cognizione ed affettività sono strettamente intrecciate nello sviluppo sia in condizioni normali che patologiche. Il disturbo cognitivo è l elemento comune alle diverse forme di ritardo mentale ma non è l elemento esclusivo. Il ritardo mentale non è un insieme di carenze intellettive ma un modo complessivo di essere. 21

22 IL DISTURBO COGNITIVO INTERFERISCE IN MODO SPECIFICO SUI PROCESSI DI COSTRUZIONE DELLA PERSONALITÀ Sia perché condiziona il modo in cui il soggetto conosce e interpreta il mondo Sia perché influisce sulla qualità delle relazioni che l ambiente stabilisce con il soggetto 22

23 NEL RITARDO MENTALE SPESSO COESTISTONO ASPETTI DEFICITARI E ALTERAZIONI AFFETTIVE Talora i primi sono conseguenza delle seconde (vedi forme di ritardo mentale non organico) Talora i primi predispongono alle seconde studi epidemiologici dimostrano che i soggetti ritardati sono affetti da disturbi di pertinenza psichiatrica molto più frequentemente dei soggetti normodotati: 30-42% contro 7% si tratta di disturbi depressivi, disturbi della condotta, disturbi di tipo simil-autistico Talora si tratta di comorbidità Spesso i reciproci rapporti sono complessi (ad es.: difficoltà relazionali che non creano ma aggravano il disturbo cognitivo) 23

24 ASPETTO AFFETTIVO LIEVE MEDIO GRAVE PROFONDO Alterazioni affettive nel 50% Disturbi della condotta (impulsività) Disturbi dell umore (depressione) Frequente scarica comportament. di tensioni e frustrazioni A volte: armonica Spesso: disarmonica con difficoltà relazionali massicce Come grave 24

25 ADATTAMENTO SOCIALE LIEVE MEDIO GRAVE PROFONDO Potenzialità buone Realizzazione condizionata da -contesto socioculturale -qualità dell intervento Discreto È quasi sempre necessario un ambiente protetto L autonomia in relazione alle esigenze primarie è ridotta, ma può essere incrementata con adeguati interventi Scarsa o nessuna capacità di prendersi cura dei propri bisogni elementari: alimentazione, pulizia, controllo sfinterico 25

26 IMPLICAZIONI TERAPEUTICHE L ATTEGGIAMENTO Problema: curare senza poter guarire Trovare l equilibrio tra due atteggiamenti: quello tecnico e quello empatico Chiedersi: Che cosa provo di fronte a questo soggetto? per riuscire ad elaborare i propri sentimenti (speranza/disperazione affetto/fastidio vicinanza/distacco) evitando così di proiettarli inconsapevolmente 26

27 LE DIVERSE FOE DELL INTERVENTO 1. INTERVENTO RIABILITATIVO SULLE FUNZIONI COGNITIVE - tecniche costruttiviste: si propongono di facilitare la costruzione da parte del soggetto di strutture cognitive via via più evolute - cercano di migliorare la gestione strategica delle competenze residue (se è difficile aumentare l intelligenza, è forse più facile migliorare l uso dell intelligenza disponibile) Metodo Feuerstein (fondato sulla teoria della modificabilità cognitiva strutturale ) 2. INTERVENTO PSICOTERAPICO DI SOSTEGNO - al soggetto con ritardo mentale lieve - al nucleo familiare 27

28 1. INTERVENTO FAACOLOGICO sui disturbi psichiatrici 2. INTERVENTO SOCIALE - inserimento scolastico - socializzazione in gruppi di coetanei - addestramento professionale - inserimento lavorativo protetto - inserimento in strutture diurne o residenziali 28

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