APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO La ricerca di gruppo

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1 APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO La ricerca di gruppo La ricerca di gruppo è un metodo attraverso il quale gli studenti collaborano tra di loro a piccoli gruppi per esaminare e comprendere i propri argomenti di studio. La ricerca di gruppo è quindi una strategia di apprendimento cooperativo che integra l interazione e la comunicazione in classe con il processo di studio dei contenuti scolastici. In essa, gli studenti stabiliscono essi stessi i propri obiettivi di apprendimento, assumendo quindi un ruolo attivo. Progettano insieme ciò che studieranno relativamente a un certo tema che comporta lo svolgimento di una ricerca. I gruppi vengono formati in base all interesse che essi condividono verso un determinato argomento e cooperano al fine di realizzare il proprio progetto. Lo scopo principale di questo metodo è quello di sollecitare qualsiasi aspetto connesso a quelle abilità ed esperienze che si rivelano importanti per lo studente ai fini del processo di apprendimento. Questo metodo, offre agli educatori un approccio nella conduzione dell insegnamento/apprendimento in ambito scolastico che differisce notevolmente dai tradizionali metodi didattici Il metodo della ricerca scientifica Il principale obiettivo del modello della ricerca di gruppo è quello di creare le condizioni che permettano ad ogni studente insieme ai compagni, di identificare problemi, di programmare insieme le procedure per capirli e affrontarli, raccogliere tutte le informazioni più importanti e preparare in modo cooperativo un rapporto del lavoro da essi svolto. E evidente un certo parallelismo fra le dinamiche dei gruppi cooperativi create nei gruppi di ricerca e quelle che caratterizzano la ricerca scientifica. Il group investigation, fra gli altri aspetti positivi, fornisce agli studenti la fondamentale occasione di cooperare nell interpretare il significato delle informazioni da essi raccolte,

2 tale occasione rappresenta uno dei passi più importanti per trasformare l informazione in conoscenza Imparare a pensare Molti studenti escono dal sistema scolastico, senza aver acquisito alcuna consapevolezza dei processi metacognitivi, dei processi di acquisizione della conoscenza, in altre parole, senza aver imparato a pensare, valore essenziale dell apprendimento. A tale scopo è quindi importante introdurre qualche riferimento alla didattica metacognitiva La didattica metacognitiva La didattica metacognitiva può essere considerata una didattica innovativa, perché attenta più ai contenuti degli insegnanti curriculari, ai processi mentali che sottendono una qualsiasi attività di apprendimento e formazione. Quindi l interesse di tale settore della ricerca didattica è soprattutto rivolto ai processi mentali che presiedono all elaborazione dell informazione, alle modalità con cui opera il pensiero di fronte ai diversi impegni che caratterizzano la sua attività. La metacognizione distingue : il pensiero come attività, processo, funzione, dal pensiero pensato, come contenuto, prodotto del pensiero ponendo l attenzione sul primo, che consente al soggetto di conoscere e quindi elaborare strategie proprie in tutti i settori dell attività mentale : ragionamento, memoria, soluzione di problemi, analisi dell esperienze, ecc. Nella didattica metacognitiva l attenzione dello studioso, dell insegnante è rivolta a formare quelle abilità mentali superiori che vanno al di là dei semplici processi cognitivi primari (leggere, calcolare, ricordare ecc.), quindi sviluppare nel soggetto la consapevolezza di ciò che sta facendo e del perché lo fa Insegnamento e didattica metacognitiva 1 Cfr., Sharan Y. e Sharan S., Gli alumni fanno ricerca. L apprendimento cooperativo in gruppi cooperativi, trad. it., Erickson Trento, 1998

3 La didattica metacognitiva postula un insegnamento che non si risolve in una mera informazione relativa alle funzioni metacognitive, ma in attività concrete che pongono l alunno in situazioni problematiche, impegnandolo quindi a risolvere il problema e soprattutto a prendere consapevolezza dei processi mentali che ne hanno consentito la soluzione o la non soluzione. Infatti, nell ambito della problematica metacognitiva, non si tratta di conoscere l alunno, quanto piuttosto di far conoscere a questi se stesso, cioè come procede la sua mente nelle diverse funzioni che la caratterizzano. Per la didattica metacognitiva, conoscere come procede la mente nello svolgimento di tutte le proprie attività, non è una questione di informazione teorica, quanto piuttosto un criterio che consente di guidare, dirigere, orientare e rendere più efficienti le funzioni mentali. In questo modo è quindi possibile migliorare la qualità dei processi cognitivi, organizzare meglio la propria conoscenza e permette di utilizzare in modo più efficace le proprie risorse mentali. Bisogna però dire, che per attivare positivamente l alunno, non basta la semplice conoscenza delle strategie metacognitive ma occorre che egli prenda consapevolezza dell importanza di tali competenze metacognitive per il lavoro mentale, per l esecuzione di compiti specifici che non necessariamente riguardano la vita scolastica. L autoefficienza, cioè la coscienza della propria capacità di affrontare e risolvere determinati compiti, costituisce uno dei più importanti fattori psicologici che entrano in giuoco nella determinazione del comportamento individuale. Essa svolge un ruolo fondamentale per quel che riguarda l instaurarsi di sentimenti, percezioni, sensazioni che danno luogo all autostima : potente molla che può condizionare positivamente ogni nostra attività. L acquisizione dell autostima, essenziale al fine di una buona formazione della personalità, ai fini del successo scolastico richiede l utilizzazione di atteggiamenti mentali e di modalità didattiche che per molti aspetti contraddicono le regole della didattica tradizionale. Procedure didattiche che, secondo J. Dewey, discendono dalla pedagogia dello zuccherino. Una pedagogia che ha cercato di facilitare l apprendimento, evitando o diminuendo le difficoltà, il suo scopo era in ogni caso, il successo nell esecuzione del compito. Gli psicologi cognitivisti, contro le ipotesi di una pedagogia fondata sulla dinamica psicologica dello stimolo-risposta, secondo cui per favorire i processi di apprendimento

4 era necessario la eliminazione dell errore, hanno invece, considerato l errore in modo positivo, inteso come derivazione di inesatte o anche sbagliate strategie mentali. L errore, infatti, può avere anche una sua proceduralità. Rendendosi conto di tale procedere del pensiero, dei punti dove si è inceppato o ha sviato il percorso corretto, o dove ha trascurato alcuni dati del problema, significa non solo prendere consapevolezza dei propri processi cognitivi ma anche acquistare maggiore competenza e capacità operativa. Inoltre, molto spesso, facilitare l apprendimento, semplificare gli obiettivi, possono rappresentare un ostacolo al sorgere e consolidarsi dell autostima. L eccessiva offerta di aiuto peraltro non richiesto dagli alunni, l estrema facilitazione dei compiti, si sono risolti molto spesso in una perdita di autostima che ha aggravato le difficoltà degli allievi, con esiti negativi anche sul piano della socializzazione e dei rapporti interpersonali. Per tale motivo, alle nostre scuole, vengono offerte proposte di trasformazione strutturale e curriculare, viene inoltre richiesta più partecipazione responsabile degli alunni al proprio processo di formazione attraverso l offerta di programmi e attività che tengono conto dei loro bisogni e interessi Condizioni esterne e condizioni interne per il problem solving L insegnamento su basi metacognitive implica due fondamentali condizioni di attuazione. La prima riguarda le condizioni esterne che definiscono una situazione problematica ; essa comprende l insieme dei dati che, da un lato, definiscono il problema da risolvere, dall altro l insieme degli elementi per l elaborazione dei procedimenti mentali e operativi che ne possono consentire la soluzione. La seconda riguarda le condizioni interne, cioè l insieme delle strategie utilizzate per risolvere il problema. La ricerca psicologica ha seguito due orientamenti per spiegare da quali fattori dipenda la soluzione del problema. Si può generalmente affermare, che l indirizzo comportamentistico ha privilegiato i fattori esterni, mentre quello cognitivo ha privilegiato quelli interni. Chiunque sostenga che la strutturazione di un campo cognitivo dipenda essenzialmente dalla configurazione che il mondo esterno, i fenomeni, i fatti, le cose hanno in una determinata situazione problematica, privilegerà i fattori esterni, come elementi che 2 Cfr., Smeriglio, F., Didattica Metacognitiva e Pedagogia dell apprendimento, Samperi-Messina 1997.

5 favoriscono o ostacolano la soluzione ; chi invece giudica la mediazione mentale, i processi cognitivi, come presupposti della configurazione dei problemi, privilegerà i fattori interni. Comunque al di là di tale antinomia, l interazione tra condizioni interne e condizioni esterne sta alla base della determinazione del problem solving. Le condizioni essenziali alla determinazione del problem solving sono costituite dalla presa di coscienza della situazione problemica (cioé consapevolezza della natura della soluzione richiesta) e motivazione personale a cercare la soluzione Memoria e didattica metacognitiva La memoria essendo una funzione correlata all attività cognitiva in generale ha un ruolo fondamentale nel funzionamento psichico. Secondo Atkinson e Shiffrin, il sistema mnestico si divide in tre distinti sottosistemi: - REGISTRO SENSORIALE (RS), con funzione analoga alla memoria immediata(mi) ; - MEMORIA A BREVE TERMINE (MBT) e MEMORIA A LUNGO TERMINE (MLT). Le caratteristiche delle diverse forme di memoria sono: MI : mantiene l informazione per pochi secondi, ma fornisce il materiale su cui si eserciterà la memoria a lungo termine. MBT : ha la capacità di immagazzinamento quantitativamente limitata, per tale motivo l introduzione in MBT di un nuovo dato informativo comporta l estromissione di uno o più elementi del contenuto in essa presente. La fissazione di qualche elemento informativo, attraverso qualche tecnica di memorizzazione (la ripetizione) consente il suo trasferimento in MLT. L attività mnestica non è una semplice registrazione dell informazione, ma un attività mentale vera e propria. La metamemoria, mediante attività didattiche specifiche e tecniche di memorizzazione, intende portare alla consapevolezza dell alunno i processi mentali che presiedono al funzionamento della memoria favorendo così la sua utilizzazione.

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