REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

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1 PROVINCIA DI LIVORNO REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 216/ In vigore dal 1 febbraio 2013

2 SOMMARIO TITOLO I 3 Controllo Di Regolarita Amministrativa 3 Articolo 1 - Il controllo preventivo di regolarità amministrativa e contabile 3 Articolo 2 - Il controllo successivo di regolarità amministrativa 3 TITOLO II 4 Il Controllo Strategico e la qualità dei servizi 4 Articolo 3 Il controllo strategico ed il controllo sulla qualità dei servizi erogati 4 Articolo 4 La Relazione di fine e di inizio mandato 4 TITOLO III 4 Il Controllo di gestione 4 Articolo 5 Finalità 4 Articolo 6 Struttura e modalità organizzativa 5 TITOLO IV 5 Il controllo sulle società partecipate 5 Articolo 7 - Le Società controllate 5 Articolo 8 - Le Società partecipate ed il Bilancio consolidato 5 TITOLO V 6 Disposizioni finali 6 Articolo 9 Il controllo sugli equilibri finanziari 6

3 TITOLO I CONTROLLO DI REGOLARITA AMMINISTRATIVA Articolo 1 - Il controllo preventivo di regolarità amministrativa e contabile 1. Il controllo preventivo di regolarità amministrativa è volto ad assicurare la correttezza e la regolarità dell azione amministrativa. E assicurato attraverso il rilascio del parere preventivo di regolarità tecnica, da parte del dirigente responsabile, sulle determinazioni dirigenziali e sulle proposte di deliberazione. 2. Il controllo preventivo di regolarità contabile è volto ad assicurare che l azione amministrativa si esplichi nel rispetto delle norme di contabilità pubblica. E assicurato attraverso il rilascio del parere preventivo di regolarità contabile, da parte del dirigente responsabile dei servizi finanziari, sulle proposte di deliberazione aventi riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico finanziaria o sul patrimonio dell ente e attraverso il visto di copertura finanziaria sulle determinazioni dirigenziali. 3. Sui decreti presidenziali è acquisito il parere preventivo di regolarità tecnica e amministrativa da parte del dirigente competente per materia, per le finalità di cui al comma 1. Articolo 2 - Il controllo successivo di regolarità amministrativa 1. Il controllo successivo di regolarità amministrativa è volto a verificare ex post la correttezza e la regolarità dell azione amministrativa. Tale controllo si esplica attraverso o il confronto degli atti già emanati rispetto a schemi predefiniti di atto amministrativo tipo o di check list di controllo sugli aspetti di maggiore criticità, seppur potenziale, al fine di rilevarne eventuali scostamenti. E un controllo di carattere collaborativo teso a migliorare la qualità degli atti amministrativi emanati dall Ente. 2. Il controllo è posto sotto la direzione del Segretario Generale. 3. Sono sottoposti al controllo successivo di regolarità amministrativa le determinazioni di impegno di spesa, le determinazioni di aggiudicazione definitiva con i relativi schemi di contratto allegati e gli atti dirigenziali ritenuti particolarmente significativi. 4. Gli atti sottoposti al controllo successivo sono scelti secondo una selezione casuale effettuata con motivate tecniche di campionamento. 5. Per le finalità di cui ai precedenti commi, la Giunta provinciale approva entro il 31 gennaio, il Piano annuale di auditing, nel quale sono individuate le tipologia di atti da sottoporre al controllo e le relative percentuali di campionamento. 6. Il controllo ha cadenza quadrimestrale, come segue: a) entro il 31 maggio: controllo sugli atti del I quadrimestre dell anno di riferimento b) entro il 30 settembre: controllo sugli atti del II quadrimestre dell anno di riferimento c) entro il 31 gennaio dell anno successivo: controllo sugli atti del III quadrimestre dell anno precedente. 7. Il Segretario Generale, con propria disposizione, definisce le modalità operative del processo di controllo ed individua il gruppo di lavoro dedicato all espletamento della funzione di controllo. 8. Le risultanze del controllo sono trasmesse, a conclusione di ciascuna fase di controllo, al Presidente della Provincia, al Collegio dei revisori dei conti, al Nucleo di valutazione, ai

4 dirigenti ed ai titolari di posizione organizzativa e al Presidente del Consiglio provinciale per l inoltro al Consiglio provinciale. 9. Nei 30 giorni dall avvenuto ricevimento del report contenente le risultanze del controllo, il dirigente responsabile è tenuto a controdedurre rispetto alle criticità evidenziate dal sistema di controllo e/o attivarsi ai sensi del vigente Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi. TITOLO II IL CONTROLLO STRATEGICO E LA QUALITÀ DEI SERVIZI Articolo 3 Il controllo strategico ed il controllo sulla qualità dei servizi erogati 1. La Giunta provinciale, in attuazione delle Linee di mandato definite dal Consiglio provinciale, approva il Piano strategico, predisposto dal Segretario Generale, in collaborazione con i Dirigenti di Dipartimento, al fine di dare pronta attuazione agli obiettivi in esse contenuti. Il Piano è redatto ad inizio mandato e aggiornato, annualmente, in occasione dell approvazione del bilancio di previsione. 2. Costituiscono parte integrante del Piano strategico la programmazione dei tempi medi e massimi previsti per la conclusione dei procedimenti amministrativi, nonché gli standard di qualità afferenti l erogazione dei servizi alla collettività rappresentata. 3. Il Nucleo di Valutazione provvede al monitoraggio periodico dello stato di attuazione del Piano strategico, riferendo, attraverso il Segretario Generale, al Presidente della Provincia e alla Giunta. 4. In sede di approvazione del riequilibrio di bilancio e di verifica dello stato di attuazione dei programmi, è sottoposto al Consiglio Provinciale il Rapporto sullo stato di attuazione dei programmi, quale verifica dell andamento degli obiettivi contenuti nel Piano strategico. 5. In sede di approvazione del Rendiconto di gestione, è sottoposto al Consiglio Provinciale il Rapporto finale sullo stato di attuazione del Piano strategico con riferimento all anno precedente; ciò integra quanto previsto dall art. 17, comma 4 dello Statuto dell Amministrazione Provinciale. 6. L ufficio per il controllo strategico è collocato in staff al Segretario Generale. Articolo 4 La Relazione di fine e di inizio mandato 1. La relazione di inizio mandato è elaborata secondo le competenze, le modalità ed i termini previsti dal decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 e successive modifiche ed integrazioni. 2. La relazione di fine mandato è elaborata secondo le competenze, le modalità ed i termini previsti dal decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 e successive modifiche ed integrazioni. TITOLO III IL CONTROLLO DI GESTIONE Articolo 5 Finalità 1. Il Controllo di Gestione è finalizzato a:

5 a) controllare la realizzazione dei programmi e dei progetti definiti dall Ente e, dunque, dei risultati conseguiti mediante analisi di efficacia; b) verificare, mediante valutazione comparative dei costi e dei rendimenti, la corretta ed efficiente gestione delle risorse pubbliche mediante analisi di efficienza; c) contribuire all imparzialità ed al buon andamento dell azione amministrativa; d) compiere le analisi degli scostamenti al fine di orientare la gestione. Articolo 6 Struttura e modalità organizzativa 1. L ufficio Controllo di Gestione è collocato in staff al Segretario Generale. L ufficio ha competenze relative alla progettazione, manutenzione e sviluppo del sistema di controllo gestionale. 2. Il controllo di gestione si articola nelle fasi che seguono: a) Elaborazione del Piano dettagliato Degli Obiettivi, quale parte integrante del Piano Esecutivo di Gestione, ivi compresa la programmazione delle performance dei procedimenti amministrativi; b) Monitoraggio dello stato di avanzamento al 30 settembre e di attuazione al 31 dicembre delle performance programmate nei documenti di cui al punto a); c) Rilevazione di costi, proventi, spese ed entrate finanziarie, nonché rilevazione dei risultati raggiunti, in riferimento ai programmi/progetti ed ai centri di costo, ove previsti; d) Elaborazione di report periodici riferiti all'attività complessiva dell'ente, all attività delle singole unità organizzative e dei singoli programmi/progetti e centri di costo, ove previsti. 3. I risultati del controllo di gestione sono rimessi periodicamente dal Segretario Generale al Presidente dell Amministrazione Provinciale, alla Giunta, al Nucleo di valutazione ed ai Dirigenti. Gli stessi sono pubblicati sul sito web istituzionale, nell apposita sezione Trasparenza, valutazione e merito. 4. Il referto del controllo di gestione è rimesso alla competente Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti ai sensi dell art. 198bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n TITOLO IV IL CONTROLLO SULLE SOCIETÀ PARTECIPATE Articolo 7 - Le Società controllate 1. Alle società controllate ai sensi dell art. 2359, comma 1, n. 1 e 2 del codice civile ed alle società in house providing si applica il sistema di governance di cui al regolamento consiliare approvato con deliberazione n. 34 del 29 settembre I documenti programmatici di cui all art. 6, comma 1, lett. a) e b) del richiamato regolamento consiliare costituiscono parte integrante e sostanziale della Relazione Previsionale e Programmatica. Articolo 8 - Le Società partecipate ed il Bilancio consolidato 1. La Relazione Previsionale e Programmatica individua per ogni società partecipata le finalità perseguite dall Amministrazione Provinciale mediante la partecipazione al capitale sociale ed

6 ove possibile, a seguito di patti parasociali o altri strumenti consentiti dalla legislazione vigente, definisce gli obiettivi affidati alle società medesime. 2. Il controllo sull andamento gestionale delle società partecipate è effettuato mediante la definizione e l aggiornamento semestrale di un idoneo sistema informativo atto a monitorare i rapporti finanziari tra Amministrazione Provinciale e società, la situazione contabile, gestionale e organizzativa, il rispetto delle norme di legge in materia di vincoli di finanza pubblica, la qualità dei servizi erogati ed ove presenti i contratti di servizio. 3. Entro il termine dell esercizio finanziario successivo si provvede all elaborazione del bilancio consolidato, mediante il consolidamento delle risultanze gestionali dell ente e delle società partecipate e controllate, secondo il criterio della competenza economica. Il bilancio consolidato è rimesso alla valutazione del Presidente dell Amministrazione Provinciale, della Giunta, del Consiglio, del Segretario Generale, del Direttore Generale, ove nominato, del Nucleo di Valutazione e dell Organo di Revisione economico finanziaria. 4. L attuazione del presente articolo è rimessa alla competenza della struttura dei servizi finanziari, la quale si avvale della collaborazione delle altre strutture di rango dirigenziale. 5. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle società controllate di cui all art. 7. TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI Articolo 9 Il controllo sugli equilibri finanziari 1. Il controllo sugli equilibri finanziari, così come riformulato dal decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 convertito in legge 7 dicembre 2012, n. 213, è attribuito al Responsabile del Servizio Finanziario, secondo le modalità disciplinate nel Regolamento di Contabilità dell Amministrazione Provinciale. Formattazione del testo a cura della Segreteria Generale

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