I DISTURBI D ANSIA TRA LA PATOLOGIA ORGANICA E LA PATOLOGIA PSICHICA: L APPROCCIO FARMACOTERAPEUTICO

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1 I DISTURBI D ANSIA TRA LA PATOLOGIA ORGANICA E LA PATOLOGIA PSICHICA: L APPROCCIO FARMACOTERAPEUTICO

2 Nella risposta di stress si verificano specifiche variazioni nel rilascio di neurotrasmettitori, neuromodulatori e fattori neurotrofici che modificano per breve o lungo tempo il comportamento emozionale, affettivo, cognitivo, alimentare, sessuale, oltre che l attività funzionale del sistema immunitario.

3 il Corticotrophic Releasing Hormone (CRH) e la noradrenalina (NA) sono tra i più importanti mediatori cerebrali che coordinano le risposte di stress dei sistemi neuro-endocrino, vegetativo simpatico, immunitario.

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5 Fight or Flight STRESS ACUTO protezione omeostasi STRESSOR Fight or Flight Ritorno all Omeostasi STRESS CRONICO resistenza danno omeostasi STRESSOR Ritorno all Omeostasi

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8 Nella fisiopatologia dell ansia sono coinvolti i principali apparati regolativi dell organismo : Sistema endocrino Sistema immunitario Sistema neurovegetativo Il disturbo ansioso corrisponde quindi a una malattia sistemica, sia nella cronicità che nell acuzie e richiede un analoga attenzione

9 L ansia svolge il suo ruolo all interno di tre aree: Area somatica Area Cognitivo-Psicologica Area comportamentale

10 Alterazioni dei parametri fisiologici somatici DISTURBI CARDIOVASCOLARI DISTURBI GASTROINTESTINALI DISTURBI GENITO-URINARI DISTURBI APPARATO - NEUROMUSCOLARE DISTURBI ORGANI SENSITIVO- SENSORIALI

11 L ansia può precedere l espressività somatica di un processo patologico, può esserne contemporanea o può residuare una volta che la malattia somatica sia stata stabilizzata. Non si può quindi escludere: Che sia un espressione debole e iniziale di un processo ingravescente Che sia un espressione collaterale di un processo in atto Che sia un espressione residuale di un processo controllato sul piano somatico ma ancora fisiopatologicamente attivo

12 Valutazione del paziente con disturbi d ansia In presenza di un paziente con disturbi d ansia non bisogna limitarsi a considerare i suoi sintomi come manifestazione di una crisi d ansia pura e semplice, ma occorre : a) valutare la possibilità di una patologia organica acuta coesistente b) verificare la possibilità di una eventuale assunzione di droghe o di una sindrome di astinenza

13 Comorbidità dell ansia La comorbidità dell ansia, nelle diverse patologie organiche, costituisce un evenienza rilevante La prevalenza di disturbi d ansia è elevata in particolare nelle patologie cardiovascolari e neurologiche. I disturbi d ansia determinano: un peggioramento della qualità di vita e della prognosi.

14 Comorbidità dell ansia nelle malattie cardiovascolari b) Aritmie cardiache: Cardioplamo Discomfort Vertigini Astenia Disturbi respiratori Eccitazione psicomotoria

15 Comorbidità dell ansia nelle malattie cardiovascolari d) Ipertensione arteriosa: Tale patologia è particolarmente frequente nei soggetti ansiosi. I sintomi possono comprendere Tachicardia Agitazione Sudorazione Cefalea

16 Comorbidità dell ansia nelle malattie respiratorie L iperventilazione è frequente nei pazienti ansiosi ma lo è anche nei pazienti con broncopneumopatie o con insufficienza cardiaca acuta. L asma acuta è caratterizzato oltre che dalla dispnea anche dall ansia, che può aggravare la sintomatologia asmatica.

17 Comorbidità dell ansia nelle malattie dell apparato gastroenterico Disturbi d ansia sono frequenti nei pazienti con con patologie organiche gastro-intestinali. L intensità dei sintomi gastrointestinali è accentuata dal livello dello stato d ansia.

18 Farmaci impiegati nella terapia dei disturbi d ansia: GABAergici: - Stabilizzatori dell eccitabilità neuronale: Serotoninergici: - Agonisti parziali 5-HT1A (buspirone) -SSRI Tranquillanti maggiori: - Clorpromazina

19 Farmacoterapia dei disturbi d ansia: Benzodiazepine L azione sistemica delle benzodiazepine corrisponde non soltanto alla necessità di trattamento dell ansia in acuto e cronico ma anche va incontro alla fisiopatologia delle comorbidità internistiche

20 Le benzodiazepine agiscono in modo sistemico, oltre che sulla componente emozionale ed affettiva del soggetto, anche su: Sistema neuroendocrino Sistema neurovegetativo Sistema immunitario

21 Il recettore GABAergico Stimolazione recettori GABA Apertura canali per il Cl - Inibizione del firing del neurone Aumento afflusso intracellulare di CL - Riduzione o inibizione dell eccitabilità della cellula Iperpolarizzazione della cellula

22 BENZODIAZEPINE POTENZIAMENTO GABA INIBIZIONE NA DA Ach 5HT glicina

23 Le benzodiazepine nei disturbi d ansia agiscono rallentando la neurotrasmissione nelle aree Mesolimbica e Mesocorticale

24 Effetti terapeutici delle benzodiazepine Ansiolitica Ipnotica Anticonvulsivante Sistema limbico Tronco encefalico Mesencefalo- diencefalo Miorilassante Corteccia-sottocorteccia

25 EFFETTI INDESIDERATI DELLE BENZODIAZEPINE Astenia Frequenti Sedazione Confusione mentale Diminuzione della performance psicomotoria e cognitiva Effetti residui (hangover) Meno frequenti Amnesia anterograda Irrequietezza Rari Atassia, vertigini Stati di eccitamento Amenorrea e galattorrea Alterazioni della crasi ematica Reazioni cutanee

26 Effetto Rebound da benzodiazepine Ricomparsa in modo più accentuato dei sintomi ansiosi, in seguito alla brusca sospensione del farmaco L effetto rebound è più frequente ed intenso con le benzodiazepine ad emivita breve o quando esse vengono utilizzate a dosi elevate e per lungo tempo

27 Sistema serotonergico e disturbi d ansia Il sistema serotoninergico svolge un ruolo centrale nell ansia, in particolare negli attacchi di panico, nell ansia anticipatoria o condizionata, e nei disturbi d ansia generalizzata.

28 Terminali serotoninergici sono presenti nelle aree cerebrali che controllano il comportamento emozionale ed affettivo del soggetto

29 Stress cronici deprimono l attività funzionale del sistema serotoninergico nelle aree cerebrali deputate al controllo dell emozionalità e del tono dell umore.

30 FARMACI SEROTONINERGICI IMPIEGATI NEL TRATTAMENTO DEI DISTURBI D ANSIA - Buspirone - Specific Serotonin Reuptake Inhibitors (SSRI) Sia il buspirone e gli SSRI esplicherebbero il loro effetto terapeutico desensibilizzando gli autorecettori 5-HT1A inibitori presinaptici del nucleo del rafe, riequilibrando pertanto l attività funzionale del neurone serotonionergico.

31 Principali effetti collaterali dei farmaci serotoninergici : Buspirone: nausea, vertigini, cefalea ed agitazione psicomotoria paradossa SSRI: Nausea, diarrea, agitazione psicomotoria paradossa, insonnia, disturbi della sfera sessuale ed alimentare.

32 TRATTAMENTO DELLE CRISI DI ECCITAZIONE PSICOMOTORIA Tranquillanti maggiori fenotiazinici : inducono un rapido ed intenso effetto sedativo in seguito alla loro azione antagonista sui recettori istaminergici cerebrali H1 e dopaminergici D2.

33 La velocità di comparsa dell effetto ansiolitico è rapida con le benzodiazepine e con le fenotiazine, ritardata (2-3 settimane) con i farmaci serotoninergici. I farmaci serotoninergici, e gli SSRI in particolare, trovano impiego nei disturbi d ansia associati a depressione.

34 Conclusioni Il Medico deve valutare attentamente il paziente in preda ad uno stato ansioso, per poter trattare adeguatamente il disturbo non dell ansia ma derivante dall ansia e, se presente, riconoscere la patologia sottostante che lo ha determinato senza limitarsi ad etichettare il paziente come un soggetto ansioso. Nei casi dubbi devono essere effettuate tutte le indagini diagnostiche necessarie per ecludere una malattia organica, anche quando è alto il sospetto che si tratti di patologie puramente psichiche

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