LABORATORIO Corso di Pedagogia Speciale Prof.ssa Zappaterra GRUPPO 7. I bambini con problemi di comportamento

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1 Scuola di Studi Umanistici e della Formazione CdS Scienze della Formazione Primaria LABORATORIO Corso di Pedagogia Speciale Prof.ssa Zappaterra GRUPPO 7 I bambini con problemi di comportamento Lucia Donata Nepi 5 novembre 2015

2 DOMANDA INIZIALE Quali strategie e tecniche può utilizzare un docente curricolare per intervenire in modo efficace con bambini dai 3 ai 10 anni che manifestano problemi di comportamento?

3 IPOTESI DI LAVORO q Le evidenza empiriche q Un riferimento (brevissimo!) ai disturbi del comportamento q Il classroom management q Strategie e tecniche efficaci: la teoria la pratica ESERCITAZIONI E SIMULAZIONI

4 ESERCITAZIONE (Calvani, 2014, p. 124) 1. La confusione si è fatta incontrollabile. L insegnante urla: «Ora basta, siete una classe impossibile, non si può lavorare!». 2. Un alunno offende ad alta voce un compagno: «Non capisci niente, hai sbagliato tutto!». L insegnante interviene: «Tu sei un prepotente!». 3. Un alunno si agita al proprio banco mentre l insegnante spiega. Il docente gli dice: «Non puoi fare a meno di muoverti, sei proprio incapace di controllarti e continui a disturbare!».

5 DESCRIZIONE TIPICA DI UN BAMBINO CON PROBLEMI DI COMPORTAMENTO Luca è agitatissimo, non sta mai fermo, non sta mai al suo banco, dà sempre noia ai compagni e rifiuta tutte le proposte di lavoro. È aggressivo verso bambini e adulti e per questo è isolato.

6 UN BUON ESEMPIO DI INCLUSIONE: chi è Marco? Marco ha la sindrome di Down. La frequenza alla scuola dell infanzia non evidenzia problemi particolari. Nella scuola primaria viene inserito in una classe I a tempo pieno. È seguito da una insegnante di sostegno e da una educatrice. A pochi mesi dall inizio della scuola la situazione precipita

7 UN BILANCIO IN NEGATIVO (tutto?) + - classe équipe? famiglia

8 CHI È MARCO? È un bambino con una età di sviluppo molto lontana dall età cronologica.

9 TEST LAP ü Valutazione sistematica delle abilità del bambino in 7 aree; 400 item o campioni di comportamento. ü Si confrontano le prestazioni del bambino con le tappe dello sviluppo normale. Consente di definire il profilo complessivo di sviluppo in 7 aree comparando le risposte del bambino alle tappe principali dello sviluppo tipico tra i 36 e i 72 mesi di età.

10 IPDA (Terreni et al., 2002) ABILITÀ GENERALI (asp. comportamentali motricità comprens. linguistica espressione orale metacognizione altre ab. cognitive) ABILITÀ SPECIFICHE (pre- alfabetizzazione pre- matematica) 43 ITEM 5 anni

11 CHI È MARCO? La valutazione funzionale del comportamento q I riferimenti teorici q L analisi funzionale

12 RIFERIMENTI TEORICI Comportamentismo Cognitivismo Tecniche cognitivo comportamentali

13 ANALISI FUNZIONALE 1 OSSERVAZIONE CASUALE: permette di farci una prima idea di come stanno le cose 2 DECISIONE DI REALE PROBLEMATICITÀ: quali sono i comportamenti che creano veramente disagio [al soggetto, agli altri, al contesto]?

14 TRS Conners (1969) Scala di valutazione dei comportamenti problematici in classe 39 item 3 parti scala da mai a molto spesso

15 ANALISI FUNZIONALE 3 OPERAZIONALIZZAZIONE DEI COMPORTAMENTI PROBLEMATICI: descrivere sotto forma di comportamenti osservabili tutte le manifestazioni comportamentali che creano disagio 4 OSSERVAZIONE SISTEMATICA: le regole di osservazione sono fissate a priori

16 OSSERVAZIONE CASUALE vs. OSSERVAZIONE SISTEMATICA Il risultato di una osservazione casuale è, di solito, un etichetta. Un etichetta è imprecisa, non informa sulle variabili che potrebbero aiutare a capire il comportamento, non permette di quantificare i miglioramenti. IL BAMBINO È (ricordate Federico?) Il risultato di una osservazione sistematica è un numero.

17 OSSERVAZIONE SISTEMATICA Ø Definire prima cosa osservare Ø Definire in modo operazionale, cioè descrivere i comportamenti da osservare Ø Esplicitare i parametri di osservazione FREQUENZA DURATA INTENSITÀ METODO DEL CAMPIONAMENTO A TEMPO

18 LA LINEA DI BASE

19 LA LINEA DI BASE il quanto di un comportamento Ø La linea di base è l esito di una osservazione sistematica. Ø L osservazione dovrebbe continuare fino a quando i dati rilevati non assumono un andamento stabile.

20 ANALISI FUNZIONALE q Sapere quante volte un comportamento si manifesta non dice niente sul perché si manifesta. q È necessario comprendere lo scopo di un determinato comportamento, la sua funzione per il soggetto che lo manifesta, a cosa gli serve. Dopo aver contato un comportamento, dobbiamo quindi chiederci: QUALE FUNZIONE SVOLGE QUEL COMPORTAMENTO?

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