Consulenza statistico attuariale Osservatorio permanente socioeconomico

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1 Consulenza statistico attuariale Osservatorio permanente socioeconomico Allegato n. 6 alla Circolare n 67/2015 Quadro macroeconomico variazioni percentuali PIL 1,3 1,3 1,1 Inflazione 1,0 1,7 1,9 Retribuzioni unitarie del settore privato 1,4 1,7 2,0 Occupazione settore privato ULA 0,9 0,8 0,6 Massa retributiva del settore privato 2,3 2,5 2,6 Fonte: stime OPSE su dati MODINAIL e dei principali Istituti di analisi economica. Gli ultimi dati congiunturali permangono ambigui e offrono indicazioni contrastanti; sembra che prevalgano segnali di miglioramento, pur senza delineare uno scenario di chiara ripresa produttiva e lavorativa. Le nuove stime elaborate dalla CSA mediante ModInail prendono atto di questo scenario e indicano un occupazione in aumento, seppure con passo decrescente, e una dinamica retributiva robusta, accompagnata da inflazione altrettanto tonica. Il prodotto interno lordo, che nel 2015 è previsto in crescita di circa tre quarti di punto percentuale, dovrebbe mostrare un aumento medio annuo di oltre l 1% nel triennio successivo. I prezzi al consumo nell anno in corso rimarranno quasi fermi, per poi tornare ad aumentare nel resto del triennio arrivando a sfiorare la soglia del 2% a fine periodo. Inoltre, secondo le stime CSA, le retribuzioni unitarie nel settore privato dovrebbero mostrare un profilo positivo, con variazioni nominali crescenti dall 1,4 verso il 2 per cento, che si traducono tuttavia in un incremento reale quasi nullo, a parte il L occupazione misurata in termini di ULA è attesa in miglioramento già dall anno in corso, come risultato delle novità normative in tema di mercato del lavoro, e in particolare ci si attende che aumenti in media di circa tre quarti di punto percentuale all anno; di conseguenza, la massa retributiva nominale dovrebbe aumentare ad un tasso di crescita crescente dal 2,3% fino al 2,6%, con incrementi reali decrescenti.

2 Si riportano di seguito le stime per l anno 2016, diffuse dai principali organismi economici ed enti di ricerca esterni, insieme ai risultati di ModInail. PREVISIONI DELL'ECONOMIA ITALIANA PER IL 2016 Banca d Italia CER FMI Unione Europea ISTAT OCSE Centro Studi Confindustria ModInail gennaio marzo aprile maggio maggio giugno giugno giugno PIL 1,5 1,3 1,1 1,4 1,2 1,5 1,4 1,3 Consumi delle famiglie Investimenti fissi lordi 0,9 0,8 1,1 0,6 0,7 1,1 1,2 0,8 2,5 2,0 0,4 4,1 2,5 1,9 2,9 2,5 Esportazioni 5,9 3,7 3,3 4,9 4,6 5,1 4,4 4,0 Importazioni 5,7 4,1 2,4 5,0 3,8 3,3 4,2 3,5 Prezzi al consumo Disoccupazione (% su forze lavoro) Retribuzioni unitarie totale economia Occupazione totale ULA Indebitamento delle P.A. (% sul PIL) Debito Pubblico (% sul PIL) Prezzo del petrolio Brent ($/barile) Tasso di cambio dollaro/euro 0,7 1,5 0,8 1,8 1,4(**) 1,3 0,6 1,8(**) 12,8 12,0 12,3 12,4 12,0 12,1 12,0 11,6 nd 1,3 nd 0,6 1,1(*) 1,0 0,9 1,8(***) 0,3 0,8 0,8 0,8 0,9 1,0 1,0 0,9 1,8 1,5 1,7 2,0 nd 2,0 2,0 nd nd 131,7 132,9 130,6 nd 132,0 131,9 nd 66,3 60,0 65,7 66,0 63,6 65,0 70,0 nd 1,20 1,10 1,13 1,07 1,00 1,12 1,15 nd (*) retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente (**) deflatore dei consumi privati delle famiglie (***) Costo del lavoro unitario per occupato dipendente nel settore privato Per il 2016 le previsioni più recenti (da gennaio a oggi), comprese quelle del Governo di cui si dirà più avanti, sono concordi nel disegnare un anno in ripresa, in cui dopo diversi anni di 2

3 ciclo negativo e un 2015 di svolta, le principali variabili economiche tornano a crescere a ritmi più fisiologici e consoni al periodo pre-crisi. Tutti i previsori hanno formulato una stima del prodotto interno lordo in aumento di 1-1,5 punti percentuali, mentre i consumi delle famiglie sono attesi crescere a ritmi inferiori (0,6-1,1 per cento); c è molta diversità di vedute riguardo gli scambi con l estero, con variazioni medie annue comprese tra il 2,4% e il 5,7% per le importazioni e comprese tra il 3,3% e il 5,9% per le esportazioni, agevolate anche dalla forza del dollaro americano verso l euro; in media i due flussi sono attesi in aumento di circa il 4% rispetto all anno in corso. Per gli investimenti fissi lordi, la previsione comune (tranne Unione Europea e FMI) è invece uniforme in un range compreso tra il 2 e il 3 per cento circa. Dopo molti mesi in cui in alcune città si sono registrate addirittura variazioni negative, l indice dei prezzi al consumo per il prossimo anno si prevede che aumenti con valori compresi tra 0,6 e 1,8 punti percentuali, dunque in un intervallo molto ampio, tenendo in considerazione quanto accaduto nell ultimo periodo. Per quanto riguarda il mercato del lavoro tutti i previsori sono orientati verso una lieve crescita delle ULA occupate (in media dello 0,9%) e un modesto calo del tasso di disoccupazione, previsto molto vicino alla soglia del 12%, anche a causa del ritorno verso la ricerca attiva di un impiego da parte di persone che in precedenza avevano rinunciato a cercare lavoro (i cosiddetti scoraggiati). Infine, le stime sull incremento medio delle retribuzioni unitarie esprimono un valore medio intorno all 1%, come sintesi di una variazione trascurabile nel settore pubblico (per il quale ci si attende una ripresa dei rinnovi contrattuali) e di una variazione di circa 1,3-1,8 per cento per il settore privato; anch esse denotano molta variabilità tra i vari previsori, a conferma del fatto che vi è ancora scarsa visibilità statistica su tale fenomeno. 3

4 Documento di Economia e Finanza 10 aprile 2015 (variazioni percentuali) ESOGENE INTERNAZIONALI Commercio internazionale 4,0 5,3 5,3 5,4 5,4 Prezzo del petrolio Brent ($ al barile) 56,7 57,4 57,4 57,4 57,4 Cambio dollaro/euro 1,08 1,07 1,07 1,07 1,07 ECONOMIA ITALIA PIL 0,7 1,3 1,2 1,1 1,1 Importazioni 2,9 3,5 3,8 3,9 3,6 Consumi delle famiglie e ISP 0,8 0,8 0,9 1,0 1,0 Investimenti fissi lordi 1,1 2,1 2,3 2,2 2,1 Esportazioni 3,8 4,0 4,0 3,8 3,6 Occupati (ULA) 0,6 0,9 0,6 0,5 0,5 Tasso di disoccupazione (*) 12,3 11,8 11,4 11,1 10,9 Costo del lavoro 0,5 1,5 1,4 1,9 1,5 Indice IPCA 0,4 1,0 1,9 1,8 1,7 FINANZA PUBBLICA (var. tendenziali) Indebitamento netto (in % del PIL) -2,5-1,4-0,2 0,5 0,9 Saldo primario (in % del PIL) 1,7 2,8 3,8 4,3 4,6 Debito P.A. (in % del PIL) 132,4 130,3 127,2 123,7 120,2 (*) Valore percentuale in rapporto alla forza lavoro. Nel mese di aprile 2015 è stato pubblicato il Documento di Economia e Finanza per il periodo , contenente il nuovo quadro macroeconomico che fa da cornice agli interventi correttivi di finanza pubblica in programma per il quinquennio. La situazione congiunturale in aprile appariva ancora incerta e debole, nonostante fossero giunti alcuni segnali di ripresa dalla produzione industriale e dagli ordinativi del settore manifatturiero. Il Governo si attende una crescita dello 0,7% per il 2015, dell 1,3% per il 2016 e poi negli anni successivi un tasso medio di poco più di un punto percentuale. I consumi delle famiglie sono attesi in aumento con variazioni comprese nell intervallo 0,8-1,0 per cento, mentre per gli investimenti ci si aspetta un tasso di crescita annuo appena superiore al 2%, eccetto l anno in corso per il quale l incremento sarà dell 1,1%. Le esportazioni dovrebbero mostrare incrementi annui pari al 4% nella prima metà del periodo, per poi rallentare leggermente, mentre si prevede che le importazioni accelerino in modo graduale dal 2,9% di quest anno al 3,9% del 2018, per poi rallentare a fine periodo (sempre che si verifichi l ipotesi che il commercio mondiale continui a crescere ad un passo medio di quasi il 5,5%). L entrata in una nuova fase espansiva del ciclo economico tuttavia non produrrà ancora benefici rilevanti sul piano dell occupazione, che - misurata in unità standard - nel corso del quinquennio 4

5 crescerà di circa mezzo punto percentuale all anno, a parte un modesto picco nel 2016 pari allo 0,9%. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione diminuirà lentamente, fino a scendere sotto l 11% a fine periodo. Questa stima del Governo non tiene conto delle misure appena entrate in vigore, che dovrebbero servire da stimolo e favorire nuove assunzioni da parte delle imprese (per adesso l effetto desunto dal confronto tra quadro tendenziale e quadro programmatico è nullo per l anno in corso e pari allo 0,1% e 0,2% di incremento di ULA rispettivamente per il 2016 e per gli anni successivi). Il MEF indica anche che il costo del lavoro, che comprende sia la dinamica retributiva che quella degli oneri previdenziali e fiscali, dovrebbe aumentare inizialmente dello 0,5% per poi crescere di circa l 1,5% negli anni a seguire. Per quanto riguarda l inflazione, i tecnici del ministero hanno ipotizzato un veloce aumento dell indice IPCA dallo 0,4% di quest anno all 1,9% del 2017, a cui farebbe seguito un leggero rallentamento nei due anni successivi, includendo nello scenario l aumento delle imposte indirette a seguito della clausola di salvaguardia. Dal punto di vista della finanza pubblica, l Esecutivo prevede un cammino virtuoso, anche se ciò dipenderà dall effettiva ripresa dell economia: l indebitamento pubblico in rapporto al PIL è atteso in calo dal 2,5% dell anno corrente fino ad un piccolo avanzo a fine periodo (0,9%), mentre il debito pubblico, dal picco del 2014 (oltre il 133% del PIL) dovrebbe diminuire in modo sempre più marcato, fino a raggiungere circa il 120% del PIL a fine periodo, grazie ad un robusto avanzo primario che in rapporto al PIL passerebbe dall 1,7% dell anno in corso al 4,6% nel luglio

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