PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA

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1 Allegato al POF ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA SEGRETERIA Raccoglie i primi dati anagrafici e sulla scolarità pregressa dell alunno straniero Consegna alla famiglia il documento informativo sul sistema scolastico italiano e sull offerta formativa d istituto (bilingue) Contatta la commissione a cui trasmette i dati rilevati COMMISSIONE INTERCULTURA Entro la prima settimana di inserimento Valuta il fascicolo personale dell allievo Conduce un primo colloquio con l allievo e la famiglia con l ausilio della Scheda d ascolto utilizzando una lingua di comunicazione comune o avvalendosi della presenza dei mediatori linguistici Propone la classe di inserimento Trasmette al consiglio di classe i dati relativi alla biografia iniziale dell allievo Trasmette al consiglio di classe informazioni relative al sistema scolastico di provenienza dell allievo CONSIGLIO DI CLASSE Entro il primo mese di inserimento Somministra prove d ingresso per rilevare il percorso individuale in relazione alla conoscenza di italiano L2 Rileva competenze ed abilità non verbali Definisce in relazione ai dati emersi il livello iniziale di competenze linguistico-comunicative possedute dall allievo. Assieme al mediatore linguistico accerta le competenze linguistico-comunicative nella lingua madre e conoscenze, abilità, competenze nelle diverse discipline Predispone la programmazione individualizzata sulla base dei bisogni formativi emersi, non trascurando la dimensione relazionale CONSIGLIO DI CLASSE + COMMISSIONE INTERCULTURA Richiede e programma l intervento dei mediatori linguistici e culturali Progetta e richiede corsi di alfabetizzazione di base (livello di primo contatto), laboratori di italiano L2 di I o II livello (A1 o A2) utilizzando sia risorse interne (risorse orarie, strutturali, competenze, professionalità ) che offerte formative del territorio (CeSI, ACLI, ENAIP, IRES, ) Valuta il percorso individuale dell allievo e la programmazione individualizzata in un: - momento intermedio - fine primo quadrimestre - momento intermedio - momento finale COMMISSIONE INTERCULTURA Valuta il protocollo d accoglienza CRITERI DI RIPARTIZIONE DEGLI ALLIEVI PER CLASSE Viste le Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri emanate dal MIUR con circolare n. 24 del 1 marzo 2006 nella ripartizione degli allievi si procederà ad un equa ed eterogenea distribuzione degli allievi stranieri in ogni classe e sezione dell istituto, evitando classi ghetto, nel rispetto dei seguenti criteri:

2 Numero totale degli alunni della classe Numero di alunni stranieri già inseriti (privilegiando l eterogeneità e l equa distribuzione) Presenza di alunni stranieri immigrati di vecchia data o nati in Italia da genitori stranieri che svolga la funzione di tutor, in particolare nei primi tempi (privilegiando l eterogeneità) Numero di alunni con certificazione di handicap e in situazione di svantaggio Dinamiche relazionali all interno della classe È la Commissione accoglienza, sulla base dei predetti criteri, a decidere la classe di inserimento. La Commissione accoglienza di ciascuna sede può essere costituita dal Dirigente scolastico, dal collaboratore del dirigente, con attribuzione d incarico, e dalla funzione strumentale (referente di sede). Tale commissione curerà anche la primissima accoglienza, integrata, qualora se ne ravvede la necessità, dalla presenza del mediatore linguistico. Il referente di sede che ha curato l incontro di accoglienza, compatibilmente con il proprio orario di servizio, ha il compito di: Comunicare ai docenti della classe il nuovo inserimento (motivando le scelte della Commissione accoglienza qualora ciò venga richiesto e la data di ingresso in classe del nuovo alunno) Dare consulenza per la preparazione dell accoglienza Essere presente per accogliere l alunno e i suoi genitori il primo giorno di scuola Proporre alla famiglia l eventuale acquisto di un libro di testo per l apprendimento dell italiano come L2 Predisporre la richiesta di mediazione linguistica, previ accordi con il Dirigente scolastico. CRITERI DI ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE Vista la L. 40/1998 che ribadisce il "diritto del minore all'istruzione ; vista la Circolare ministeriale 21 dicembre 2006, n. 74 con riferimento all'articolo 45 del DPR 31 agosto 1999, n. 394, "Regolamento di attuazione del decreto legislativo n. 286/1998 sulla disciplina dell'immigrazione e sulle condizioni dello straniero"; viste le Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri emanate dal MIUR con circolare n. 24 del 1 marzo 2006; si definiscono i seguenti criteri di assegnazione degli allievi alla classe: Il minore straniero viene iscritto alla classe corrispondente all'età anagrafica. Il minore straniero viene iscritto in una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all età anagrafica sulla base dei seguenti criteri: Accertamento delle competenze, abilità e livelli di preparazione dell alunno (che non riguarderà tanto il livello di padronanza della lingua italiana, quanto l area logico-matematica e altre abilità trasversali, anche grafico-pittoriche e manipolative) anche con la consulenza del mediatore linguistico e culturale Ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell alunno Corso di studi eventualmente seguito dall alunno nel Paese di provenienza (scolarizzazione regolare oppure irregolare, mancata scolarizzazione...) Titolo di studio eventualmente posseduto dall alunno Eventuale trasferimento non da un altro Paese, ma da un altra scuola italiana Data di iscrizione (in particolare, se l iscrizione avviene da gennaio in poi, l alunno può essere inserito nella classe inferiore rispetto a quella corrispondente all età anagrafica; in tale caso verranno valutati i progressi rispetto alla situazione di partenza per quello specifico periodo, che verrà considerato prioritariamente come percorso di accoglienza ) Se il minore straniero ha già compiuto 15 anni viene indirizzato ad una scuola secondaria di secondo grado.

3 LINEE GUIDA PER L ADATTAMENTO DEI PIANI DI LAVORO AI PERCORSI PERSONALIZZATI Vista la normativa vigente che prevede che i docenti possano definire il necessario adattamento dei programmi di insegnamento (D.P.R. 394/99) si propone: durante il primo periodo di frequenza scolastica, di predisporre l accertamento iniziale delle competenze: osservazioni e prove d ingresso in tutte le discipline, anche con il contributo del mediatore linguistico. All accertamento iniziale, che evidenzia i bisogni dell alunno straniero, il consiglio di classe fa seguire la stesura del piano di studi personalizzato, da redigere sullo specifico fascicolo d istituto, che prevede la definizione di obiettivi educativi-formativi, obiettivi linguistici (Italiano L2), obiettivi disciplinari (indicazione di contenuti ridotti e indicazioni di abilità e competenze minime adattati all alunno) e gli interventi didattici specifici. Se l alunno non ha alcuna conoscenza delle lingue comunitarie impartite, nel primo periodo (primo quadrimestre) ci potrà essere un esonero dall insegnamento, per evitare confusioni nella acquisizione di più lingue seconde. Tale insegnamento dovrà essere programmato secondo il criterio della gradualità nel periodo successivo (secondo quadrimestre). Per gli alunni neo-arrivati in tutte le classi si prevede l esonero dallo studio della seconda lingua comunitaria, utilizzando tale tempo scuola per 1) attività di potenziamento della lingua italiana frequenza corso italiano L2 (fuori dalla classe) ed esercitazioni in italiano (in classe) 2) mantenimento della lingua madre mediante letture di testi in lingua e, dove possibile, attivando percorsi di lingua madre con associazioni di immigrati o enti universitari. In fase di programmazione individualizzata va ricordato che per il pieno inserimento dell alunno è bene che trascorra tutto il tempo scuola nel gruppo classe, fatta eccezione per progetti didattici specifici, come l apprendimento della lingua italiana, previsti dal piano di studio personalizzato. Si è accertato che gli alunni possono ottenere successi, da valorizzare e documentare, in particolare nelle educazioni, in matematica, nelle lingue straniere (in relazione ai percorsi scolastici precedenti), che è bene che continuino a frequentare magari con l aiuto di qualche docente del consiglio di classe, che può entrare in compresenza, o del mediatore linguistico. I laboratori di Italiano L2 possono essere programmati, compatibilmente con gli orari di lezione, durante le ore di lingua italiana. Ma anche per questa disciplina non dovrà mancare una progettazione ed attività personalizzate da far svolgere durante le ore di insegnamento. Alla programmazione individualizzata consegue una valutazione individualizzata: le prove di accertamento delle conoscenze, abilità e competenze sviluppate devono essere coerenti con gli obiettivi definiti. Nella valutazione, principalmente formativa, si dovrà tener conto del percorso globale dell alunno degli obiettivi programmati e raggiunti della motivazione dell impegno della potenzialità di apprendimento dimostrate Per gli alunni iscritti da gennaio in poi la valutazione potrà essere espressa con il solo giudizio, relativo alla rilevazione dei progressi ottenuti nel periodo di effettiva frequenza. Il consiglio di classe dovrà ricordare che per un pieno inserimento e una efficace accoglienza dell alunno straniero è opportuno progettare percorsi interculturali per la classe accogliente (minimo 20 ore): questi sono la conditio sine qua non per poter accedere poi a finanziamenti specifici per interventi di mediazione linguistica e attivazione di laboratori di Italiano L2. Per quel che riguarda le attività di orientamento per gli alunni stranieri delle classi terze, il consiglio di classe deve progettare anche per loro percorsi completi e continuativi affinchè possano provvedere in modo adeguato alle loro scelte scolastiche, prevenendo forme di dispersione e abbandono scolastico successivo. Si potranno prevedere percorsi che illustrino agli alunni e alle loro famiglie i processi di riforma in atto nel sistema scolastico e formativo, anche con l ausilio del mediatore linguistico o richiedendo alle scuole secondarie interventi illustrativi specifici per alunni stranieri. Il consiglio di classe per attuare e monitorare l integrazione di ciascun alunno straniero si avvarrà del Quaderno dell integrazione regionale denominato Interazioni. Strumenti per l integrazione.

4 LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Il Consiglio di Classe, per poter valutare l alunno straniero non alfabetizzato in lingua italiana, potrà programmare interventi di educazione linguistica e percorsi disciplinari appropriati, anche avvalendosi delle competenze del Referente di sede, sulla base di quanto di seguito indicato: Sarà fondamentale conoscere la storia scolastica precedente dell alunno e ogni altra informazione utile a definire la situazione con riferimento alle schede di osservazione e di rilevazione iniziale già previste nel protocollo d accoglienza. Ogni scelta effettuata dal Consiglio di Classe deve essere contenuta nella Programmazione Individualizzata (PI). In merito a: contenuti ed obiettivi: in riferimento all art. 45 del DPR n 394 del 31 agosto 1999, comma 4 in cui si legge che il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento, ciascun docente, nell ambito della propria disciplina, dovrà opportunamente selezionare i contenuti individuando i nuclei tematici fondamentali, al fine di permettere il raggiungimento almeno degli obiettivi minimi previsti dalla programmazione; i docenti delle educazioni privilegeranno la parte pratica delle discipline, rinviando la parte teorica a quando l alunno avrà acquisito maggiori competenze nella lingua italiana; si indicherà la lingua dell alunno come seconda lingua comunitaria; modalità e tempi d intervento: il Consiglio di Classe indicherà l attivazione di percorsi di alfabetizzazione o di sostegno linguistico (laboratorio L2) in cui le competenze e i contenuti da sviluppare dovranno essere concordati tra i docenti delle discipline interessate e/o l insegnante di italiano di classe e il docente titolare dei laboratori, dovranno avere attinenza con quanto trattato dalla classe e i risultati dovranno essere valutati in modo congiunto; interventi in aula o fuori dall aula (trattenere in aula l alunno che ha sviluppato competenze pari o superiori a quelle degli alunni della classe accogliente per valorizzarle); strumenti: effettuare mirate scelte testuali (dovranno essere date alle famiglie indicazioni precise sui testi da acquistare e di quali rinviare l acquisto) procedendo anche alla loro semplificazione; utilizzo di nuove tecnologie e strumenti audiovisivi; materiali predisposti dai docenti (istituzione di un archivio di materiali predisposti dai docenti della scuola) - valutazione: per le discipline che richiedono l italiano come lingua veicolare di conoscenze (italiano, storia, geografia, scienze, ) si potrà sospendere o rinviare la valutazione, e/o limitarsi a verifiche orali; nella valutazione delle conoscenze e competenze i docenti dovranno procedere differenziando l oggetto della verifica: prove differenti verificheranno i contenuti, il lessico, le funzioni (comprensione e produzione della lingua orale e di quella scritta, interazione), la morfosintassi ; si dovranno comunicare alle famiglie, con il supporto ove necessario dei mediatori linguistici, i percorsi formativi attivati per gli alunni stranieri, nonché gli esiti in occasione di colloqui individuali e/o generali, nei momenti di consegna dei documenti di valutazione, per i quali si potrà fare ricorso alla presenza di un mediatore linguistico. La Programmazione Individualizzata (PI) sarà punto di riferimento essenziale per la valutazione dell alunno straniero. Il lavoro svolto dall alunno nei corsi di alfabetizzazione o di sostegno linguistico (ITALIANO L2), che è oggetto di verifiche, concorrerà alla sua valutazione formativa e sarà registrato nel documento di valutazione, qualora non ci sia uno spazio adeguato per illustrare le situazioni personali si procedere con la creazione di uno specifico (la pagella di soli voti sarà integrata con un documento ad hoc) In questo contesto, che privilegia la valutazione formativa rispetto a quella sommativa, i Consigli di Classe, prendono in considerazione tutti i seguenti indicatori: il percorso scolastico pregresso; gli obiettivi individuati dal Consiglio di classe rispetto alla situazione di partenza; i risultati ottenuti nell apprendimento dell italiano L2; i risultati ottenuti nei percorsi disciplinari programmati; la motivazione; la partecipazione; l impegno; la progressione e le potenzialità d apprendimento.

5 Alla fine del primo quadrimestre, soprattutto se l inserimento dell alunno è prossimo alla stesura dei documenti di valutazione, il Consiglio di Classe, dopo aver preso in esame gli elementi sopra indicati, potrà esprimere, in ogni singola disciplina, una valutazione di questo tipo: 1) La valutazione non viene espressa in quanto l alunno si trova nella fase di alfabetizzazione in lingua italiana. Oppure: 2) La valutazione espressa fa riferimento alla Programmazione individualizzata, programmata per gli apprendimenti, in quanto l alunno si trova nella fase di alfabetizzazione in lingua italiana. (Anche nel caso in cui l alunno partecipi parzialmente alle attività didattiche). Per quanto riguarda la valutazione di fine anno scolastico, il Consiglio di Classe può ricorrere alla seconda formulazione, tenendo conto degli attuali orientamenti della linguistica e della pedagogia interculturale e facendo, inoltre, riferimento alle indicazioni espresse dal MIUR in Linee Guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri, Circ. min. n.24 del 01/03/2006, che sono orientate ad una valutazione più comprensiva e diluita in un arco di tempo più lungo, per rispettare i tempi di apprendimento/acquisizione delle varie discipline, come dalla Programmazione individualizzata. La lingua per comunicare può essere appresa in un arco di tempo che può oscillare da un mese a un anno, in relazione all età, alla lingua d origine, all utilizzo in ambiente extrascolastico. Per apprendere la lingua dello studio, invece, possono essere necessari alcuni anni, considerato che si tratta di competenze specifiche.. E necessaria, pertanto, una programmazione mirata sui bisogni reali e sul monitoraggio dei progressi di apprendimento nella lingua italiana, acquisita via via dall alunno straniero. Una volta superata questa fase (capacità di sviluppare la lingua per comunicare), va prestata particolare attenzione all apprendimento della lingua per lo studio perché rappresenta il principale ostacolo per l apprendimento delle varie discipline. Per quanto riguarda la valutazione conclusiva del ciclo di studi e gli esami di licenza, il Consiglio di Classe, consapevole che le prove dell esame di licenza rappresentano il momento finale di una percorso e che per quanto riguarda in particolare l esame di licenza media, esso deve accertare il possesso delle competenze essenziali: proporrà prove d esame a ventaglio o a gradini che individuano il livello della sufficienza e i livelli successivi, tali da consentire agli alunni stranieri il raggiungimento di positivi risultati, valutati in rapporto alle competenze di partenza e a quelle acquisite; per quanto riguarda la lingua italiana, le prove saranno di contenuto ampio e di diversa tipologia testuale in modo che ogni alunno possa trovare la modalità di elaborazione più adeguata alle sue competenze. si attiverà per riconoscere la lingua dell alunno come seconda lingua comunitaria, che dovrà essere valutata da un docente qualificato anche in presenza di un mediatore linguistico qualora se ne presenti la necessità. Le commissioni d esame in riferimento alle indicazioni espresse dal MIUR in Linee Guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri, Circ. min. n.24 del 01/03/2006, vorranno considerare la particolare situazione di tali alunni e procedere ad un opportuna valutazione dei livelli di apprendimento conseguiti che tenga conto anche delle potenzialità formative e della complessiva maturazione raggiunta.

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