ANALISI DEL POTENZIALE NAZIONALE PER LA REALIZZAZIONE DELLA COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO

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1 Pagina 1 di 187 LA REALIZZAZIONE DELLA COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO ai sensi dell art. 5, comma 1, del Decreto Legislativo 8 febbraio 2007, n.20 ("Attuazione della direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia, nonche' modifica alla direttiva 92/42/CEE")

2 Pagina 2 di 187 Premessa Il presente rapporto, riguardante il potenziale nazionale per la realizzazione della cogenerazione ad alto rendimento è redatto dal GSE in applicazione dell art. 5 del dlgs. 8 febbraio 2007, n.20, recante Attuazione della direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia, nonche' modifica alla direttiva 92/42/CEE. Alla redazione anno contribuito, in particolare, AIRU (Associazione Italiana Riscaldamento Urbano), CESI Ricerca, FIRE (Federazione Italiana per l uso Razionale dell Energia). Nel rapporto, viene considerata Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR) la produzione di energia elettrica e di calore che, nei vari anni, sia stata riconosciuta come cogenerazione dal GSE ai sensi della Delibera n dell Autorità per l energia Elettrica e il Gas. L analisi è stata condotta con riferimento a quei settori di attività nei quali la cogenerazione è più diffusamente praticata o è suscettibile di maggiori sviluppi. Si tratta, in particolare, dei seguenti settori: alimentare; cartario; chimico; della raffinazione; sanitario; delle coltivazioni in serra; del riscaldamento urbano. Per ciascuno di tali settori, è stata svolta, dapprima, un analisi globale, riferita al territorio italiano nella sua interezza. Successivamente, sulla base dei risultati globali, l analisi è stata estesa alle varie regioni. Si è considerato, a questo fine, il numero di addetti ai vari settori in ciascuna regione o, in alcuni casi, in ciascun sistema locale del lavoro italiano [1,2]. In generale, nel valutare il potenziale di sviluppo della cogenerazione, si sono adottati criteri cautelativi. Pertanto, il potenziale di sviluppo dichiarato per ciascun settore di attività va inteso come valore minimo: conseguentemente, l effettivo potenziale di sviluppo è da ritenere almeno pari al valore dichiarato. Per comodità di lettura, si è cercato di rendere la descrizione relativa a ciascun settore indipendente da quella degli altri. I singoli paragrafi possono quindi essere letti indipendentemente l uno dall altro.

3 Pagina 3 di 187 Lista acronimi CAR: Cogenerazione ad Alto Rendimento. CICLOCOMB: Ciclo combinato gas-vapore. GSE: Gestore dei Servizi Elettrici. MCI: Motore a Combustione Interna. TURBOGAS: Turbina a gas. Equivalenze tra le principali unità di misura impiegate nel rapporto 1 Terawattora (TWh) = 1 miliardo di chilowatt-ora (kwh) 1 TWh= Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP). 1 TEP= 10 milioni di chilocalorie (kcal).

4 Pagina 4 di IL POTENZIALE DI SVILUPPO DELLA CAR AD OGGI ANALISI DELLA CAR NELL INDUSTRIA ALIMENTARE Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale INDUSTRIA CARTARIA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale INDUSTRIA CHIMICA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale SETTORE DELLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO Analisi nazionale Aggiornamento della capacità esistente SETTORE SANITARIO Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale SETTORE DELLE COLTIVAZIONI IN SERRA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Analisi territoriale SETTORE DEL RISCALDAMENTO URBANO Analisi nazionale... 33

5 Pagina 5 di Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale CONCLUSIONI IL POTENZIALE DI SVILUPPO DELLA CAR AL ANALISI DELLA CAR NELL INDUSTRIA ALIMENTARE Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale INDUSTRIA CARTARIA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale INDUSTRIA CHIMICA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale SETTORE DELLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO Analisi nazionale Aggiornamento della capacità esistente SETTORE SANITARIO Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale SETTORE DELLE COLTIVAZIONI IN SERRA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità... 62

6 Pagina 6 di Analisi territoriale SETTORE DEL RISCALDAMENTO URBANO Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale CONCLUSIONI IL POTENZIALE DI SVILUPPO DELLA CAR AL ANALISI DELLA CAR NELL INDUSTRIA ALIMENTARE Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale INDUSTRIA CARTARIA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale INDUSTRIA CHIMICA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale SETTORE DELLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO Analisi nazionale Aggiornamento della capacità esistente SETTORE SANITARIO Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale... 81

7 Pagina 7 di SETTORE DELLE COLTIVAZIONI IN SERRA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Analisi territoriale SETTORE DEL RISCALDAMENTO URBANO Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale CONCLUSIONI IL POTENZIALE DI SVILUPPO DELLA CAR AL ANALISI DELLA CAR NELL INDUSTRIA ALIMENTARE Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale INDUSTRIA CARTARIA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale INDUSTRIA CHIMICA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale SETTORE DELLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO Analisi nazionale Aggiornamento della capacità esistente SETTORE SANITARIO Analisi nazionale... 81

8 Pagina 8 di Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale SETTORE DELLE COLTIVAZIONI IN SERRA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Analisi territoriale SETTORE DEL RISCALDAMENTO URBANO Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Aggiornamento della capacità esistente Analisi territoriale CONCLUSIONI ANALISI DEL POTENZIALE DELLA MICROCOGENERAZIONE IN ITALIA (CONTRIBUTO DI F.I.R.E.) LA SITUAZIONE ATTUALE Le tecnologie disponibili Motori alternativi a combustione interna Motori alternativi a combustione esterna Stirling Microturbine a gas Celle a combustibile Macchine frigorifere/pompe di calore Gli elementi che influenzano gli investimenti La valorizzazione dell energia elettrica Combustibili Titoli di efficienza energetica Le barriere di tipo non tecnico Il processo autorizzativo Fase Fase Fase Fase

9 Pagina 9 di Confronto con altri impianti di generazione elettrica e termica e considerazioni Gli aspetti ambientali Lo studio sul campo del Carbon Trust La valutazione dei costi sociali POTENZIALE TECNICO DELLA MICROCOGENERAZIONE NEI SETTORI DI INTERESSE Introduzione Il settore residenziale Diagrammi di carico termico nel settore residenziale: analisi qualitativa Diagrammi di carico termico nel settore residenziale: analisi quantitativa Verifica ore di funzionamento del cogeneratore sulla potenza termica Alberghi Campeggi e altri alloggi per brevi soggiorni Bar Ristoranti e Mense Pubblica Amministrazione e Difesa Settore scolastico Impianti sportivi, palestre e centri benessere Piscine Lavanderie Saloni di parrucchiere e istituti di bellezza Centri e stabilimenti per il benessere fisico ANALISI DEL POTENZIALE PER L'ITALIA AL 2010, 2015 E I possibili scenari di sistema Modello utente Modello ESCO Modello distributore I possibili scenari di sviluppo RIFERIMENTI... 81

10 Pagina 10 di IL POTENZIALE DI SVILUPPO DELLA CAR AD OGGI 1.1 ANALISI DELLA CAR NELL INDUSTRIA ALIMENTARE Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Per valutare il potenziale di sviluppo della cogenerazione nell industria alimentare, ci si è basati sui più recenti dati disponibili relativi al consumo di combustibili in tale settore. Elaborando dati resi disponibili dall ISTAT [3], è risultato che, nel 2004 (l anno più recente per il quale sono disponibili tutti i dati necessari per l analisi), il settore alimentare italiano ha acquistato combustibili vari, ed altri prodotti energetici, per un totale di circa 46 TWh. Tale cifra non comprende il gasolio impiegato per autotrazione; tiene invece conto, con una opportuna conversione in combustibile equivalente, del calore e dell energia elettrica acquistate da industrie alimentari. Per esigenze legate alle particolari lavorazioni del settore in esame, una parte del combustibile totale deve essere necessariamente impiegato in dispositivi non cogenerativi, quali caldaie integrative o postcombustori. Al netto di tale quantità (stimata), il consumo totale di combustibile ammonta a 36,5 TWh circa. Dalle richieste annuali di riconoscimento risulta che, nel 2004, il settore alimentare italiano ha destinato circa 2,8 TWh di combustibile a processi di cogenerazione ad alto rendimento 1. Sulla base dei valori citati, si può stimare in circa 33,5 TWh la quantità di combustibile impiegata in processi diversi dalla cogenerazione ad alto rendimento. Tali processi sono sostanzialmente due: a) produzione di calore senza contemporanea produzione di energia elettrica; b) cogenerazione non ad alto rendimento: si tratta di produzione contemporanea di energia elettrica e di calore, che non raggiunge i requisiti di efficienza necessari per poter essere riconosciuta ad alto rendimento. 1 Intesa come la produzione combinata di energia elettrica e calore che soddisfa le condizioni stabilite dall Autorità per l energia elettrica e il gas con la Delibera n

11 Pagina 11 di Aggiornamento della capacità esistente Per analizzare il potenziale di cogenerazione realizzabile mediante aggiornamento di capacità esistente, è stato anzitutto necessario definire, per ciascun tipo di impianto, una ragionevole durata di vita utile. Un esame della letteratura tecnica disponibile sull argomento ha portato a scegliere i seguenti valori: Impianti con sole turbine a vapore: 30 anni Impianti a ciclo combinato gas-vapore: 25 anni. Impianti con sole turbine a gas: 25 anni (>=5 MW) oppure 10 anni (< 5 MW). Impianti con motori a combustione interna: 10 anni. Come può notarsi, per gli impianti con turbine a gas è stata introdotta una distinzione basata sulla potenza: in tal modo si è tenuto conto delle caratteristiche specifiche degli impianti di potenza medio-piccola, tra i quali ricadono, come casi particolari, quelli di piccola cogenerazione e quelli di micro-cogenerazione. Si è poi fatto ricorso, anche in questo caso, alle richieste annuali di riconoscimento relative all energia cogenerata nel 2004 nel settore alimentare. L esame di tali richieste, che recano, tra gli altri dati, la data di entrata in esercizio dell impianto, ha consentito di individuare quegli impianti che nel 2004 avevano raggiunto o superato l età corrispondente alla rispettiva vita utile. Le potenze complessive di questi impianti, sommate tipo per tipo (vapore, turbogas ecc.), hanno fornito un indicazione sul potenziale di aggiornamento della capacità di cogenerazione esistente nel 2004 al servizio dell industria alimentare. I valori ottenuti, peraltro, sono, in tutti i casi, così modesti da poter essere trascurati rispetto al potenziale di nuova cogenerazione, del quale si è trattato nel paragrafo precedente. Per questa ragione, il potenziale di aggiornamento della capacità esistente nel 2004 per l industria alimentare non verrà ulteriormente trattato nel seguito.

12 Pagina 12 di Analisi territoriale Per ripartire il valore nazionale sulle varie regioni italiane, appare ragionevole ricorrere ad una attribuzione basata sul numero di addetti al settore alimentare in ciascuna regione nel Con riferimento al settore alimentare, la Tabella I riporta, per ciascuna regione italiana: il numero (colonna A) e la percentuale (colonna B) di addetti presenti nel 2004; la quantità complessiva di combustibile utilizzata nel 2004 (colonna C); la quantità di combustibile impiegata in cogenerazione ad alto rendimento (colonna D); una stima della quantità di combustibile che si sarebbe potuta impiegare in cogenerazione ad alto rendimento, e che equivale, pertanto, ad un potenziale di sviluppo della CAR (colonna E). Tabella I - Settore alimentare: potenziale nazionale di sviluppo della CAR al 2004 A B C D E Regione Addetti (n.) Addetti (%) Combust. Totale (GWh) Combust. CAR (GWh) Potenziale sviluppo CAR (GWh) ABRUZZO , BASILICATA , CALABRIA , CAMPANIA , EMILIA ROMAGNA , RIULI VENEZIA GIULI , LAZIO , LIGURIA , LOMBARDIA , MARCHE , MOLISE , PIEMONTE , PUGLIA , SARDEGNA , SICILIA , TOSCANA , RENTINO ALTO ADIG , UMBRIA , VENETO , I dati nelle colonne A e B sono stati ottenuti a partire da quelli pubblicati dall ISTAT [1], e riguardanti il numero di addetti al settore alimentare nel 2004 nelle varie regioni italiane. I dati in colonna C sono rispettivamente pari al prodotto di quelli di colonna B per la già citata quantità di combustibile di 36,5 TWh. La colonna C rappresenta quindi una verosimile ripartizione regionale del combustibile complessivamente consumato nel 2004 dall industria alimentare nazionale.

13 Pagina 13 di 187 I dati in colonna D sono basati sulle richieste di riconoscimento (relative alla produzione 2004) presentate da industrie alimentari al GSE, e da questo accolte. Una spiegazione a parte meritano i dati in colonna E. Si tratta, come già detto, di una stima ragionevole delle quantità di combustibile che si sarebbero potute destinare a CAR, ma che sono invece state utilizzate diversamente. I dati in questione forniscono quindi una indicazione ragionevole del potenziale di sviluppo della CAR. Sulla base di tale potenziale, espresso come quantità di combustibile, si può stimare, per ogni regione, la potenza del macchinario (turbine a gas; turbine a vapore ecc.) che sarebbe stato necessario per impiegare tale combustibile in un processo di CAR. Le tecnologie più diffuse per la produzione in CAR sono: turbine a gas; turbine a vapore; cicli combinati gas-vapore; motori a combustione interna. Occorre anzitutto scegliere il peso prevedibile da attribuire a ciascuna di esse nel futuro sviluppo della CAR. Appare ragionevole adottare un criterio di ripartizione che rispecchi la prassi oggi in uso per la CAR in ciascuna regione. In tal modo, si estende alla CAR futura l esperienza di esercizio che il settore alimentare ha maturato praticando la CAR fino ad oggi. Si è scelto quindi un criterio basato sul combustibile impiegato in CAR nel Si sono così determinati dei coefficienti percentuali, che sono stati poi applicati al potenziale di sviluppo (Tabella II). In tal modo si è valutata, regione per regione, la quantità di combustibile che il settore alimentare avrebbe potuto impiegare in CAR, utilizzando ciascuna delle principali tecnologie disponibili. Ancora dai dati relativi alle dichiarazioni 2004, si è calcolato, come media nazionale, il rendimento elettrico, il numero equivalente di ore di funzionamento e la potenza elettrica unitaria per ciascuna tecnologia. Tali dati consentono, insieme con quello relativo al potenziale di sviluppo, di calcolare la nuova potenza di cogenerazione. Essa e riportata nelle ultime due colonne della Tabella II, come MW totali e, rispettivamente, come numero di unità.

14 Pagina 14 di 187 Tabella II - Settore alimentare: potenziale di sviluppo nelle regioni in cui la CAR era già praticata nel Valori calcolati in base alle seguenti potenze medie: CICLOCOMB:118,7 MW. MCI:2,7 MW. TURBOGAS:6,3 MW. VAPORE:29,7 MW Regione Tecnologia Coefficiente Potenziale sviluppo CAR (MW totali) Potenziale sviluppo CAR (n. unità) Campania MCI 1, Emilia Romagna MCI 0, Emilia Romagna TURBOGAS 0, Friuli Venezia Giulia TURBOGAS 1, Piemonte CICLOCOMB 0, Piemonte MCI 0, Piemonte TURBOGAS 0, Puglia MCI 0, Puglia TURBOGAS 0, Veneto CICLOCOMB 0, Veneto MCI 0, Il procedimento sin qui seguito è applicabile alle sole regioni nelle quali il settore alimentare (o parte di esso) praticava già la CAR nel 2004; solo per esse, infatti, può calcolarsi il coefficiente di ripartizione. Per tutte le altre, si è scelta la tecnologia che, alla luce dei dati nazionali, è apparsa la più idonea a consentire significativi sviluppi della cogenerazione. I risultati sono illustrati in Tabella III. Tabella III - Settore alimentare: potenziale di sviluppo nelle regioni in cui la CAR non era praticata nel Valori calcolati in base alle seguenti potenze medie: CICLOCOMB:118,7 MW. MCI:2,7 MW. TURBOGAS:6,3 MW. VAPORE:29,7 MW Regione Tecnologia Potenziale sviluppo CAR (MW totali) Potenziale sviluppo CAR (n. unità) ABRUZZO MCI 107,18 40 BASILICATA MCI 41,40 15 CALABRIA MCI 82,22 30 LAZIO MCI 188,02 70 LIGURIA MCI 83,92 31 LOMBARDIA MCI 574, MARCHE MCI 112,69 42 MOLISE MCI 26,62 10 SARDEGNA MCI 98,02 36 SICILIA MCI 205,89 76 TOSCANA MCI 187,82 70 TRENTINO ALTO ADIGE MCI 79,32 29 UMBRIA MCI 72,95 27

15 Pagina 15 di INDUSTRIA CARTARIA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Per valutare il potenziale di sviluppo della cogenerazione nell industria cartaria, ci si è basati sui più recenti dati disponibili relativi al consumo di combustibili in tale settore. Elaborando dati resi disponibili dall ISTAT [3], è risultato che, nel 2004 (l anno più recente per il quale sono disponibili tutti i dati necessari per l analisi), il settore cartario italiano ha acquistato combustibili vari per un totale di circa 28 TWh. Tale cifra non comprende il gasolio impiegato per autotrazione; tiene invece conto, con una opportuna conversione in combustibile equivalente, del calore e dell energia elettrica acquistate da industrie della carta. Per esigenze legate alle particolari lavorazioni del settore in esame, una parte del combustibile totale deve essere necessariamente impiegato in dispositivi non cogenerativi, quali caldaie integrative o postcombustori. Al netto di tale quantità (stimata), il consumo totale di combustibile ammonta a 24 TWh circa. Dalle richieste annuali di riconoscimento risulta che, nel 2004, il settore cartario italiano ha destinato circa 15 TWh di combustibile a processi di cogenerazione ad alto rendimento. Sulla base dei valori citati, si può stimare in circa 9 TWh la quantità di combustibile impiegata in processi diversi dalla cogenerazione ad alto rendimento. Tali processi sono sostanzialmente due: a) produzione di calore senza contemporanea produzione di energia elettrica; b) cogenerazione non ad alto rendimento: si tratta di produzione contemporanea di energia elettrica e di calore, che non raggiunge i requisiti di efficienza necessari per poter essere riconosciuta ad alto rendimento.

16 Pagina 16 di Aggiornamento della capacità esistente Per analizzare il potenziale di cogenerazione realizzabile mediante aggiornamento di capacità esistente, è stato anzitutto necessario definire, per ciascun tipo di impianto, una ragionevole durata di vita utile. Un esame della letteratura tecnica disponibile sull argomento ha portato a scegliere i seguenti valori: Impianti con sole turbine a vapore: 30 anni Impianti a ciclo combinato gas-vapore: 25 anni. Impianti con sole turbine a gas: 25 anni (>=5 MW) oppure 10 anni (< 5 MW). Impianti con motori a combustione interna: 10 anni. Come può notarsi, per gli impianti con turbine a gas è stata introdotta una distinzione basata sulla potenza: in tal modo si è tenuto conto delle caratteristiche specifiche degli impianti di potenza medio-piccola, tra i quali ricadono, come casi particolari, quelli di piccola cogenerazione e quelli di micro-cogenerazione. Si è poi fatto ricorso, anche in questo caso, alle richieste annuali di riconoscimento relative all energia cogenerata nel 2004 nel settore cartario. L esame di tali richieste, che recano, tra gli altri dati, la data di entrata in esercizio dell impianto, ha consentito di individuare quegli impianti che nel 2004 avevano raggiunto o superato l età corrispondente alla rispettiva vita utile. Le potenze complessive di questi impianti, sommate tipo per tipo (vapore, turbogas ecc.), hanno fornito un indicazione sul potenziale di aggiornamento della capacità di cogenerazione esistente nel 2004 al servizio dell industria cartaria. I valori ottenuti, peraltro, sono, in tutti i casi, così modesti da poter essere trascurati rispetto al potenziale di nuova cogenerazione, del quale si è trattato nel paragrafo precedente. Per questa ragione, il potenziale di aggiornamento della capacità esistente nel 2004 per l industria cartaria non verrà ulteriormente trattato nel seguito.

17 Pagina 17 di Analisi territoriale Per ripartire il valore nazionale sulle varie regioni italiane, appare ragionevole ricorrere ad una attribuzione basata sul numero di addetti al settore cartario in ciascuna regione nel Con riferimento al settore cartario, la Tabella I riporta, per ciascuna regione italiana: il numero (colonna A) e la percentuale (colonna B) di addetti presenti nel 2004; la quantità complessiva di combustibile utilizzata nel 2004 (colonna C); la quantità di combustibile impiegata in cogenerazione ad alto rendimento (colonna D); una stima della quantità di combustibile che si sarebbe potuta impiegare in cogenerazione ad alto rendimento, e che equivale, pertanto, ad un potenziale di sviluppo della CAR (colonna E). Tabella I - Settore cartario: potenziale nazionale di sviluppo della CAR al 2004 A B C D E Regione Addetti (n.) Addetti (%) Combust. Totale (GWh) Combust. CAR (GWh) Potenziale sviluppo CAR (GWh) BASILICATA 218 0, CALABRIA 313 0, CAMPANIA , EMILIA ROMAGNA , LAZIO , LIGURIA 810 0, LOMBARDIA , MARCHE , MOLISE 129 0, PUGLIA , SARDEGNA 483 0, SICILIA , UMBRIA , VENETO , I dati nelle colonne A e B sono stati ottenuti a partire da quelli pubblicati dall ISTAT [1], e riguardanti il numero di addetti al settore cartario nel 2004 nelle varie regioni italiane. I dati in colonna C sono rispettivamente pari al prodotto di quelli di colonna B per la già citata quantità di combustibile di 24 TWh. La colonna C rappresenta quindi una verosimile ripartizione regionale del combustibile complessivamente consumato nel 2004 dall industria cartaria nazionale. I dati in colonna D sono basati sulle richieste di riconoscimento (relative alla produzione 2004) presentate da industrie cartarie al GSE, e da questo accolte.

18 Pagina 18 di 187 Una spiegazione a parte meritano i dati in colonna E. Si tratta, come già detto, di una stima ragionevole delle quantità di combustibile che si sarebbero potute destinare a CAR, ma che sono invece state utilizzate diversamente. I dati in questione forniscono quindi una indicazione ragionevole del potenziale di sviluppo della CAR. Per alcune regioni il combustibile CAR (colonna D) è risultato, ai primi tentativi, pari o superiore alla quantità totale di combustibile (colonna C). La ripartizione proquota è stata quindi ripetuta in modo ricorsivo escludendo via via tali regioni, nelle quali non vi è evidentemente spazio per un incremento della CAR. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il combustibile CAR è minore del combustibile totale, il che indica che vi è un margine di sviluppo per la CAR. In tali casi, come è naturale, la differenza tra i due valori è stata assunta come misura del potenziale di sviluppo della CAR (colonna E). Sulla base di tale potenziale, espresso come quantità di combustibile, si può stimare, per ogni regione, la potenza del macchinario (turbine a gas; turbine a vapore ecc.) che sarebbe stato necessario per impiegare tale combustibile in un processo di CAR. Le tecnologie più diffuse per la produzione in CAR sono: turbine a gas; turbine a vapore; cicli combinati gas-vapore; motori a combustione interna. Occorre anzitutto scegliere il peso prevedibile da attribuire a ciascuna di esse nel futuro sviluppo della CAR. Appare ragionevole adottare un criterio di ripartizione che rispecchi la prassi oggi in uso per la CAR in ciascuna regione. In tal modo, si estende alla CAR futura l esperienza di esercizio che il settore cartario ha maturato praticando la CAR fino ad oggi. Si è scelto quindi un criterio basato sul combustibile impiegato in CAR nel Si sono così determinati dei coefficienti percentuali, che sono stati poi applicati al potenziale di sviluppo (Tabella II). In tal modo si è valutata, regione per regione, la quantità di combustibile che il settore cartario avrebbe potuto impiegare in CAR, utilizzando ciascuna delle principali tecnologie disponibili.

19 Pagina 19 di 187 Ancora dai dati relativi alle dichiarazioni 2004, si è calcolato, come media nazionale, il rendimento elettrico ed il numero equivalente di ore di funzionamento per ciascuna tecnologia. Tali due dati consentono, insieme con quello relativo al potenziale di sviluppo, di calcolare la nuova potenza di cogenerazione. Essa e riportata nelle ultime due colonne della Tabella II, come MW totali e, rispettivamente, come numero di unità. Tabella II - Settore cartario: potenziale di sviluppo nelle regioni in cui la CAR era già praticata nel Valori calcolati in base alle seguenti potenze medie: CICLOCOMB:118,7 MW. MCI:2,7 MW. TURBOGAS:6,3 MW. VAPORE:29,7 MW Regione Tecnologia Coefficiente Potenziale sviluppo CAR (MW totali) Potenziale sviluppo CAR (n. unità) Campania MCI 0, Campania TURBOGAS 0, Emilia Romagna TURBOGAS 1, Lazio TURBOGAS 0, Lazio VAPORE 0, Lombardia CICLOCOMB 1, Marche CICLOCOMB 0, Marche TURBOGAS 0, Veneto CICLOCOMB 0, Veneto TURBOGAS 0, Veneto VAPORE 0, Il procedimento sin qui seguìto è applicabile alle sole regioni nelle quali il settore cartario (o parte di esso) praticava già la CAR nel 2004; solo per esse, infatti, può calcolarsi il coefficiente di ripartizione. Per tutte le altre, si è scelta la tecnologia che, alla luce dei dati nazionali, è apparsa la più idonea a consentire significativi sviluppi della cogenerazione. I risultati sono illustrati in Tabella III. Tabella III - Settore cartario: potenziale di sviluppo nelle regioni in cui la CAR non era praticata nel Valori calcolati in base alle seguenti potenze medie: CICLOCOMB:118,7 MW. MCI:2,7 MW. TURBOGAS:6,3 MW. VAPORE:29,7 MW Regione Tecnologia Potenziale sviluppo CAR Potenziale sviluppo CAR (n. (MW totali) unità) BASILICATA TURBOGAS 3,058 0 CALABRIA TURBOGAS 4,393 1 LIGURIA TURBOGAS 11,385 2 MOLISE TURBOGAS 1,807 0 PUGLIA TURBOGAS 28,201 4 SARDEGNA TURBOGAS 6,785 1 SICILIA TURBOGAS 14,198 2 UMBRIA TURBOGAS 24,126 4

20 Pagina 20 di INDUSTRIA CHIMICA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Per valutare il potenziale di sviluppo della cogenerazione nell industria chimica, ci si è basati sui più recenti dati disponibili relativi al consumo di combustibili in tale settore. Elaborando dati resi disponibili dall ISTAT [3], è risultato che, nel 2004 (l anno più recente per il quale sono disponibili tutti i dati necessari per l analisi), l industria chimica italiana ha acquistato combustibili vari per un totale di circa 45 TWh. Tale cifra non comprende il gasolio impiegato per autotrazione; tiene invece conto, con una opportuna conversione in combustibile equivalente, del calore e dell energia elettrica acquistate da industrie chimiche. Per esigenze legate alle particolari lavorazioni del settore in esame, una parte del combustibile totale deve essere necessariamente impiegato in dispositivi non cogenerativi, quali caldaie integrative o postcombustori. Al netto di tale quantità (stimata), il consumo totale di combustibile ammonta a 40 TWh circa. Dalle richieste annuali di riconoscimento risulta che, nel 2004, l industria chimica italiana ha destinato circa 20 TWh di combustibile a processi di cogenerazione ad alto rendimento. Sulla base dei valori citati, si può stimare in 20 TWh la quantità di combustibile impiegata in processi diversi dalla cogenerazione ad alto rendimento. Tali processi sono sostanzialmente due: a) produzione di calore senza contemporanea produzione di energia elettrica; b) cogenerazione non ad alto rendimento: si tratta di produzione contemporanea di energia elettrica e di calore, che non raggiunge i requisiti di efficienza necessari per poter essere riconosciuta ad alto rendimento.

21 Pagina 21 di Aggiornamento della capacità esistente Per analizzare il potenziale di cogenerazione realizzabile mediante aggiornamento di capacità esistente, è stato anzitutto necessario definire, per ciascun tipo di impianto, una ragionevole durata di vita utile. Un esame della letteratura tecnica disponibile sull argomento ha portato a scegliere i seguenti valori: Impianti con sole turbine a vapore: 30 anni Impianti a ciclo combinato gas-vapore: 25 anni. Impianti con sole turbine a gas: 25 anni (>=5 MW) oppure 10 anni (< 5 MW). Impianti con motori a combustione interna: 10 anni. Come può notarsi, per gli impianti con turbine a gas è stata introdotta una distinzione basata sulla potenza: in tal modo si è tenuto conto delle caratteristiche specifiche degli impianti di potenza medio-piccola, tra i quali ricadono, come casi particolari, quelli di piccola cogenerazione e quelli di micro-cogenerazione. Si è poi fatto ricorso, anche in questo caso, alle richieste annuali di riconoscimento relative all energia cogenerata nel 2004 nel settore chimico. L esame di tali richieste, che recano, tra gli altri dati, la data di entrata in esercizio dell impianto, ha consentito di individuare quegli impianti che nel 2004 avevano raggiunto o superato l età corrispondente alla rispettiva vita utile. Le potenze complessive di questi impianti, sommate tipo per tipo (vapore, turbogas ecc.), hanno fornito un indicazione sul potenziale di aggiornamento della capacità di cogenerazione esistente nel 2004 al servizio dell industria chimica. E risultato che nel 2004 l industria chimica italiana ha impiegato, in cogenerazione, turbine a vapore di età superiore ai 30 anni per circa 185 MW complessivi Analisi territoriale Per ripartire il valore nazionale sulle varie regioni italiane, appare ragionevole ricorrere ad una attribuzione basata sul numero di addetti operanti nel settore chimico nei vari sistemi locali del lavoro di ciascuna regione [2]. Tale criterio

22 Pagina 22 di 187 fornisce, in generale. risultati in buon accordo con quelli che si otterrebbero riferendosi ai totali regionali 2004 degli addetti al settore chimico e della raffinazione [1]. Con riferimento al settore chimico, la Tabella I riporta, per ciascuna regione italiana: il numero (colonna A) e la percentuale (colonna B) di addetti; la quantità complessiva di combustibile utilizzata nel 2004 (colonna C); la quantità di combustibile impiegata in cogenerazione ad alto rendimento (colonna D); una stima della quantità di combustibile che si sarebbe potuta impiegare in cogenerazione ad alto rendimento, e che equivale, pertanto, ad un potenziale di sviluppo della CAR (colonna E). Essa e riportata nelle ultime due colonne della Tabella II, come MW totali e, rispettivamente, come numero di unità. Tabella I - Industria chimica: potenziale nazionale di sviluppo della CAR al 2004 A B C D E Regione Addetti (n.) Addetti (%) Combust. Totale (GWh) Combust. CAR (GWh) Potenziale sviluppo CAR (GWh) Abruzzo , Basilicata 844 0, Calabria 920 0, Campania , Friuli Venezia Giulia , Lazio , Liguria , Lombardia , Marche , Molise 742 0, Piemonte , Puglia , Trentino Alto Adige , Valle d'aosta 65 0, Veneto , I dati nelle colonne A e B sono stati ottenuti a partire da quelli pubblicati dall ISTAT [2], e riguardanti il numero di addetti al settore chimico nei vari sistemi locali del lavoro italiani. I dati in colonna C sono rispettivamente pari al prodotto di quelli di colonna B per la già citata quantità di combustibile di 40 TWh. La colonna C rappresenta quindi una verosimile ripartizione regionale del combustibile complessivamente consumato nel 2004 dall industria chimica nazionale. I dati in colonna D sono basati sulle richieste di riconoscimento (relative alla produzione 2004) presentate da industrie chimiche al GSE, e da questo accolte.

23 Pagina 23 di 187 Una spiegazione a parte meritano i dati in colonna E. Si tratta, come già detto, di una stima ragionevole delle quantità di combustibile che si sarebbero potute destinare a CAR, ma che sono invece state utilizzate diversamente. I dati in questione forniscono quindi una indicazione ragionevole del potenziale di sviluppo della CAR. Per alcune regioni il combustibile CAR (colonna D) è risultato, ai primi tentativi, pari o superiore alla quantità totale di combustibile (colonna C). La ripartizione proquota è stata quindi ripetuta in modo ricorsivo escludendo via via tali regioni, nelle quali non vi è evidentemente spazio per un incremento della CAR. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il combustibile CAR è minore del combustibile totale, il che indica che vi è un margine di sviluppo per la CAR. In tali casi, come è naturale, la differenza tra i due valori è stata assunta come misura del potenziale di sviluppo della CAR (colonna E). Sulla base di tale potenziale, espresso come quantità di combustibile, si può stimare, per ogni regione, la potenza del macchinario (turbine a gas; turbine a vapore ecc.) che sarebbe stato necessario per impiegare tale combustibile in un processo di CAR. Le tecnologie più diffuse per la produzione in CAR sono: turbine a gas; turbine a vapore; cicli combinati gas-vapore; motori a combustione interna. Occorre anzitutto scegliere il peso prevedibile da attribuire a ciascuna di esse nel futuro sviluppo della CAR. Appare ragionevole adottare un criterio di ripartizione che rispecchi la prassi oggi in uso per la CAR in ciascuna regione. In tal modo, si estende alla CAR futura l esperienza di esercizio che le industrie chimiche hanno maturato praticando la CAR fino ad oggi. Si è scelto quindi un criterio basato sul combustibile impiegato in CAR nel Si sono così determinati dei coefficienti percentuali, che sono stati poi applicati al potenziale di sviluppo (Tabella II). In tal modo si è valutata, regione per regione, la quantità di combustibile che l industria chimica avrebbe potuto impiegare in CAR, utilizzando ciascuna delle principali tecnologie disponibili.

24 Pagina 24 di 187 Ancora dai dati relativi alle dichiarazioni 2004, si è calcolato, come media nazionale, il rendimento elettrico ed il numero equivalente di ore di funzionamento per ciascuna tecnologia. Tali due dati consentono, insieme con quello relativo al potenziale di sviluppo, di calcolare la nuova potenza di cogenerazione. Tabella II - Industria chimica: potenziale di sviluppo nelle regioni in cui la CAR era già praticata nel Valori calcolati in base alle seguenti potenze medie: CICLOCOMB:118,7 MW. MCI:2,7 MW. TURBOGAS:6,3 MW. VAPORE:29,7 MW. Regione Tecnologia Coefficiente Potenziale sviluppo CAR (MW totali) Potenziale sviluppo CAR (n. unità) Emilia Romagna CICLOCOMB 0, Emilia Romagna VAPORE 0, Liguria TURBOGAS 1, Lombardia TURBOGAS 0, Lombardia VAPORE 0, Piemonte CICLOCOMB 1, Veneto VAPORE 1, Il procedimento sin qui seguìto è applicabile alle sole regioni nelle quali il settore chimico (o parte di esso) praticava già la CAR nel 2004; solo per esse, infatti, può calcolarsi il coefficiente di ripartizione. Per tutte le altre, si è scelta la tecnologia che, alla luce dei dati nazionali, è apparsa la più idonea a consentire significativi sviluppi della cogenerazione. I risultati sono illustrati in Tabella III. Tabella III - ndustria chimica: potenziale di sviluppo nelle regioni in cui la CAR non era praticata nel Valori calcolati in base alle seguenti potenze medie: CICLOCOMB:118,7 MW. MCI:2,7 MW. TURBOGAS:6,3 MW. VAPORE:29,7 MW Potenziale sviluppo CAR (n. unità) Regione Tecnologia Potenziale sviluppo CAR (MW totali) Abruzzo TURBOGAS 27,12 4 Basilicata TURBOGAS 7,00 1 Calabria TURBOGAS 7,63 1 Campania TURBOGAS 46,63 7 Friuli Venezia TURBOGAS 18,30 3 Giulia Lazio TURBOGAS 172,88 27 Marche TURBOGAS 22,44 4 Molise TURBOGAS 6,16 1 Puglia TURBOGAS 29,33 5 Trentino Alto Adige TURBOGAS 14,88 2 Valle d'aosta TURBOGAS 0,54 0

25 Pagina 25 di SETTORE DELLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO Analisi nazionale Aggiornamento della capacità esistente Per analizzare il potenziale di cogenerazione realizzabile mediante aggiornamento di capacità esistente nelle raffinerie italiane, è stato anzitutto necessario definire, per ciascun tipo di impianto, una ragionevole durata di vita utile. Un esame della letteratura tecnica disponibile sull argomento ha portato a scegliere i seguenti valori: Impianti con sole turbine a vapore: 30 anni Impianti a ciclo combinato gas-vapore: 25 anni. Impianti con sole turbine a gas: 25 anni (>=5 MW) oppure 10 anni (< 5 MW). Impianti con motori a combustione interna: 10 anni. Come può notarsi, per gli impianti con turbine a gas è stata introdotta una distinzione basata sulla potenza: in tal modo si è tenuto conto delle caratteristiche specifiche degli impianti di potenza medio-piccola, tra i quali ricadono, come casi particolari, quelli di piccola cogenerazione e quelli di micro-cogenerazione. Si è poi fatto ricorso alle richieste annuali di riconoscimento relative all energia cogenerata nel 2005 nel settore della raffinazione del petrolio. L esame di tali richieste, che recano, tra gli altri dati, la data di entrata in esercizio dell impianto, ha consentito di individuare quegli impianti che nel 2005 avevano raggiunto o superato l età corrispondente alla rispettiva vita utile. Le potenze complessive di questi impianti, sommate tipo per tipo (vapore, turbogas ecc.), hanno fornito un indicazione sul potenziale di aggiornamento della capacità di cogenerazione esistente nel 2004 al servizio dell industria della raffinazione. E risultato che nel 2005 le raffinerie italiane hanno impiegato, in cogenerazione, turbine a vapore di età superiore ai 30 anni per circa 250 MW complessivi, e cicli combinati gas-vapore di età superiore ai 40 anni per oltre 70 MW complessivi.

26 Pagina 26 di SETTORE SANITARIO Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Per valutare il potenziale di sviluppo della cogenerazione nel settore sanitario, ci si è basati sui più recenti dati disponibili relativi al numero di posti letto nei vari istituti di cura italiani, e sui consumi energetici ad essi associati. Nel 2005 sono stati utilizzati, in Italia, circa posti letto presso strutture pubbliche o accreditate [4]. Il consumo annuo unitario di energia può essere stimato in 23,3 MWh termici, per ciascun letto [5]. Il consumo termico complessivo del settore sanitario italiano ammonta dunque a circa 5,3 TWh. Dalle richieste annuali di riconoscimento risulta che nel 2005 il settore sanitario italiano ha consumato 0,13 TWh termici prodotti in CAR. Sulla base dei valori citati, si può stimare in poco più di 5 TWh il consumo di energia termica associata a processi diversi dalla cogenerazione ad alto rendimento. Tali processi sono sostanzialmente due: a) produzione di calore senza contemporanea produzione di energia elettrica; b) cogenerazione non ad alto rendimento: si tratta di produzione contemporanea di energia elettrica e di calore, che non raggiunge i requisiti di efficienza necessari per poter essere riconosciuta ad alto rendimento Aggiornamento della capacità esistente Per analizzare il potenziale di cogenerazione realizzabile mediante aggiornamento di capacità esistente, è stato anzitutto necessario definire, per ciascun tipo di impianto, una ragionevole durata di vita utile. Un esame della letteratura tecnica disponibile sull argomento ha portato a scegliere i seguenti valori: Impianti con sole turbine a vapore: 30 anni

27 Pagina 27 di 187 Impianti a ciclo combinato gas-vapore: 25 anni. Impianti con sole turbine a gas: 25 anni (>=5 MW) oppure 10 anni (< 5 MW). Impianti con motori a combustione interna: 10 anni. Come può notarsi, per gli impianti con turbine a gas è stata introdotta una distinzione basata sulla potenza: in tal modo si è tenuto conto delle caratteristiche specifiche degli impianti di potenza medio-piccola, tra i quali ricadono, come casi particolari, quelli di piccola cogenerazione e quelli di micro-cogenerazione. Si è poi fatto ricorso, anche in questo caso, alle richieste annuali di riconoscimento relative all energia cogenerata nel 2005 nel settore sanitario. L esame di tali richieste, che recano, tra gli altri dati, la data di entrata in esercizio dell impianto, ha consentito di individuare quegli impianti che nel 2005 avevano raggiunto o superato l età corrispondente alla rispettiva vita utile. Le potenze complessive di questi impianti, sommate tipo per tipo (vapore, turbogas ecc.), hanno fornito un indicazione sul potenziale di aggiornamento della capacità di cogenerazione esistente nel 2005 al servizio del settore sanitario. I valori ottenuti, peraltro, sono, in tutti i casi, così modesti da poter essere trascurati rispetto al potenziale di nuova cogenerazione, del quale si è trattato nel paragrafo precedente. Per questa ragione, il potenziale di aggiornamento della capacità esistente nel 2004 per il settore sanitario non verrà ulteriormente trattato nel seguito Analisi territoriale Con riferimento al settore sanitario, la Tabella I riporta, per ciascuna regione italiana: il numero (colonna A) di posti letto utilizzati nel 2005; la quantità complessiva di energia termica utilizzata nel 2005 (colonna B); la quantità di energia termica prodotta in cogenerazione ad alto rendimento (colonna C); una stima della quantità di energia termica che si sarebbe potuta produrre in cogenerazione ad alto rendimento (colonna D). I dati in colonna C sono basati sulle richieste di riconoscimento (relative alla produzione 2005) presentate da istituti di cura al GSE, e da questo accolte.

28 Pagina 28 di 187 Tabella I - Settore sanitario: potenziale nazionale di sviluppo della CAR al 2005 A B C D Regione Energia Energia Potenziale Posti letto termica termica sviluppo CAR (n.) totale CAR (GWh) (GWh) (GWh) ABRUZZO BASILICATA CALABRIA CAMPANIA EMILIA ROMAGNA FRIULI VENEZIA GIULIA LAZIO LIGURIA LOMBARDIA MARCHE MOLISE PIEMONTE PUGLIA SARDEGNA SICILIA TOSCANA TRENTINO ALTO ADIGE UMBRIA VALLE D'AOSTA VENETO Una spiegazione a parte meritano i dati in colonna D. Si tratta, come già detto, di una stima ragionevole delle quantità di energia termica che si sarebbero potute produrre in CAR, ma che sono invece state prodotte diversamente. I dati in questione forniscono quindi una indicazione ragionevole del potenziale di sviluppo della CAR. Sulla base di tale potenziale, si può stimare, per ogni regione, la potenza del macchinario (turbine a gas; turbine a vapore ecc.) che sarebbe stato necessario per produrre tale energia in un processo di CAR. Le tecnologie più diffuse per la produzione in CAR sono: turbine a gas; turbine a vapore; cicli combinati gas-vapore; motori a combustione interna. Occorre anzitutto scegliere il peso prevedibile da attribuire a ciascuna di esse nel futuro sviluppo della CAR.

29 Pagina 29 di 187 Appare ragionevole adottare un criterio di ripartizione che rispecchi la prassi oggi in uso per la CAR in ciascuna regione. In tal modo, si estende alla CAR futura l esperienza di esercizio che il settore sanitario ha maturato praticando la CAR fino ad oggi. Si è scelto quindi un criterio basato sull energia termica prodotta in CAR nel Si sono così determinati dei coefficienti percentuali, che sono stati poi applicati al potenziale di sviluppo (Tabella II). In tal modo si è valutata, regione per regione, la quantità di energia termica che il settore sanitario avrebbe potuto produrre in CAR, utilizzando ciascuna delle principali tecnologie disponibili. Ancora dai dati relativi alle dichiarazioni 2005, si è calcolato, come media nazionale per ciascuna tecnologia: - il numero equivalente di ore di funzionamento; - il rapporto energia elettrica-calore ( power to heat ratio ). Tali dati consentono, insieme con quello relativo al potenziale di sviluppo, di calcolare la nuova potenza di cogenerazione. Tabella II - Settore sanitario: potenziale di sviluppo nelle regioni in cui la CAR era già praticata nel Valori calcolati in base alle seguenti potenze medie: MCI:2,4 MW. TURBOGAS:7,3 MW Regione Tecnologia Coefficiente Potenziale sviluppo CAR (MW totali) Potenziale sviluppo CAR (n. unità) Abruzzo MCI Campania TURBOGAS Emilia Romagna MCI Friuli Venezia Giulia MCI Lazio TURBOGAS Lombardia MCI Piemonte MCI Toscana MCI Veneto MCI Il procedimento sin qui seguìto è applicabile alle sole regioni nelle quali il settore sanitario (o parte di esso) praticava già la CAR nel 2004; solo per esse, infatti, può calcolarsi il coefficiente di ripartizione. Per tutte le altre, si è scelta la tecnologia che, alla luce dei dati nazionali, è apparsa la più idonea a consentire significativi sviluppi della cogenerazione. I risultati sono illustrati in Tabella III. Tabella III - Settore sanitario: potenziale di sviluppo nelle regioni in cui la CAR non era praticata nel Valori calcolati in base alle seguenti potenze medie:

30 Pagina 30 di 187 Regione MCI:2,4 MW. TURBOGAS:7,3 MW Potenziale Tecnologia sviluppo CAR (MW totali) Potenziale sviluppo CAR (n. unità) BASILICATA TURBOGAS 6 1 CALABRIA TURBOGAS 26 4 LIGURIA TURBOGAS 22 3 MARCHE TURBOGAS 20 3 MOLISE TURBOGAS 6 1 PUGLIA TURBOGAS 50 7 SARDEGNA TURBOGAS 24 3 SICILIA TURBOGAS 58 8 TRENTINO ALTO ADIGE TURBOGAS 15 2 UMBRIA TURBOGAS 9 1 VALLE D'AOSTA TURBOGAS SETTORE DELLE COLTIVAZIONI IN SERRA Analisi nazionale Costruzione di nuova capacità Per valutare il potenziale di sviluppo della cogenerazione nel settore delle coltivazioni in serra, ci si è basati sui più recenti dati disponibili relativi al consumo di combustibili in tale settore. Elaborando dati resi disponibili da ARSSA [6], è risultato che, nel 2004 (l anno più recente per il quale sono disponibili tutti i dati necessari per l analisi), sono stati dedicati alla climatizzazione di serre italiane circa 1,6 TWh di energia primaria. Dalle richieste annuali di riconoscimento 2004 non risulta alcun caso di applicazione alle serre della cogenerazione ad alto rendimento 2. Si può quindi concludere che la quantità di combustibile citata è stata interamente impiegata in processi diversi dalla cogenerazione ad alto rendimento. Tali processi sono sostanzialmente due: c) produzione di calore senza contemporanea produzione di energia elettrica; d) cogenerazione non ad alto rendimento: si tratta di produzione contemporanea di energia elettrica e di calore, che non raggiunge i requisiti di efficienza necessari per poter essere riconosciuta ad alto rendimento. 2 Intesa come la produzione combinata di energia elettrica e calore che soddisfa le condizioni stabilite dall Autorità per l energia elettrica e il gas con la Delibera n

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