Povertà assoluta in Lombardia e nelle regioni del nord Italia - Anno 2014

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1 Lombardia Statistiche Report N 4 / 10 maggio 2016 Povertà assoluta in Lombardia e nelle regioni del nord Italia - Anno 2014 Sintesi A Milano una famiglia composta da una coppia e un bambino di 4-10 è considerata povera (in termini assoluti) se ha una spesa mensile per consumi inferiore a euro, la stessa famiglia in un piccolo comune lombardo è povera se spende meno di euro al mese. Oltre 130 mila famiglie lombarde si trovano in condizione di povertà assoluta, si tratta di quasi 460 mila individui (anno 2014). Nel nord Italia la Lombardia, con un incidenza di povertà al 3%, è la regione a minore diffusione del fenomeno, seguita dal Trentino Alto Adige (3,8%) e dall Emilia Romagna (3,9%). L incidenza di povertà fra gli individui risulta più elevata rispetto alla diffusione in termini di percentuale di famiglie, in Lombardia riguarda il 4,6% degli individui. La diffusione della povertà cresce in maniera consistente al decrescere dell età: in Lombardia si osserva un incidenza di povertà al 2,8% fra gli over 65enni, 3,1% fra i 35-64enni, 5,4% fra i 18-34enni e all 8,3% fra i minorenni, in quest ultimo caso si tratta di poco più di 130mila bambini e giovani che vivono in famiglie povere. Al crescere del numero di componenti della famiglia aumenta la probabilità di trovarsi in condizione di povertà. A far la differenza è in particolare la presenza di minorenni, fra le famiglie con almeno un minore la percentuale di povertà è infatti più che doppia rispetto che nel totale delle famiglie (in Lombardia 6,3% se c è almeno un minorenne in famiglia). Se in generale in Italia l incidenza di povertà diminuisce al crescere del livello di istruzione della P.R. della famiglia, diverso appare invece il panorama lombardo: le famiglie in cui la P.R. ha al massimo la licenza media presentano una percentuale di casi di povertà (5,8%) più elevata sia rispetto alle famiglie con P.R. diplomata o laureata (1,2%) sia rispetto a quelle in cui la P.R. non ha alcun titolo di studio o ha al massimo la licenza elementare (2,4%). A cura di: Gisella Accolla Numero chiuso il: 9 maggio 2016 Nei pensionati si registra un rischio di povertà inferiore rispetto che nei lavoratori, nelle famiglie in cui la P.R. è pensionata emerge un incidenza di povertà all 1,4% mentre, con un dato al 3,7%, doppia è la percentuale nelle famiglie in cui la P.R. è occupata. Quando invece il capofamiglia è in cerca di occupazione l incidenza di povertà sale al 12,7%. Fra le famiglie in cui la P.R. è occupata chi ha un lavoro dipendente presenta un incidenza di povertà maggiore (3,3%) rispetto a chi ha un lavoro autonomo (2,5%). Nei dipendenti marcata è la differenza fra le famiglie con P.R. dirigente o impiegato (incidenza all 1,1%) e quelle in cui è operaio o assimilato (5,3%).

2 La povertà nelle regioni del Nord Oltre 130 mila famiglie lombarde si trovano in condizione di povertà assoluta, si tratta di famiglie che hanno sostenuto, nel corso del 2014, una spesa per consumi inferiore a quella ritenuta necessaria per mantenere, ai costi della zona di residenza, un livello di vita minimamente accettabile. Nel nord Italia la Lombardia, con un incidenza di povertà al 3%, è la regione che presenta la minore diffusione del fenomeno, seguita dal Trentino Alto Adige (3,8%) e dall Emilia Romagna (3,9%). Nettamente più elevata è invece la diffusione del fenomeno in Liguria (7,6%) e in Friuli Venezia Giulia (7,7%), regioni nelle quali viene superata non solo la media delle regioni settentrionali, bensì anche la media del Paese (il 5,7% delle famiglie italiane sono in condizione di povertà) (Tabella 1). Tabella 1 Incidenza di povertà assoluta (% di famiglie). Regioni del Nord, totale Nord e Italia, anno Incidenza di povertà Piemonte 5,0 Valle d'aosta 4,5 Lombardia 3,0 Trentino Alto Adige 3,8 Veneto 4,0 Friuli Venezia Giulia 7,7 Liguria 7,6 Emilia Romagna 3,9 Nord 4,2 Italia 5,7 Povertà negli individui In Lombardia sono poveri in termini assoluti quasi 460 mila individui; se in Lombardia le famiglie povere sono il 3%, l incidenza di povertà a livello di individui sale invece al 4,6%, come si vedrà più avanti tale dato è infatti condizionato dal fatto che le famiglie povere hanno mediamente un numero più elevato di componenti. Così come in Lombardia, anche in media nelle regioni settentrionali e in genere in Italia, la diffusione di povertà fra gli individui risulta più elevata rispetto alla diffusione in termini di percentuale di famiglie (5,7% degli individui nel Nord e 6,8% in Italia). L incidenza di povertà assoluta è lievemente più elevata fra gli uomini rispetto che fra le donne, in particolare in Lombardia si passa da un quota al 5,2% nei primi a una al 4,1% nelle seconde; questa differenza di genere si riscontra in tutti i tre territori qui considerati, tuttavia in Lombardia il divario risulta più marcato. Ancor più evidente è la variazione del rischio di trovarsi in condizione di povertà al variare dell età dell individuo, la diffusione della povertà cresce infatti in maniera consistente al decrescere dell età: in Lombardia al 2014 si osserva infatti una incidenza di povertà al 2,8% fra gli over 65enni, al 3,1% fra i 35-64enni, al 5,4% fra i 18-34enni e all 8,3% fra i minorenni, in quest ultimo caso si tratta di poco più di 130mila bambini e giovani che vivono in famiglie che non sono state in grado di sostenere la spesa per consumi necessaria (Figura 1). 2

3 12,0 10,0 8,0 Figura 1 - Incidenza di povertà assoluta tra gli individui per sesso e classe di età (% di individui). Lombardia, Nord e Italia, anno ,0 4,0 2,0 0,0 10,0 8,3 8,1 6,8 7,0 6,6 4,6 5,2 5,4 6,1 4,1 4,5 3,1 2,8 5,7 5,8 5,4 10,0 5,8 3,7 4,0. maschile femminile meno di 18 Totale individui tra 18 e 34 tra 35 e 64. Sesso. Classe di età Lombardia Nord Italia 65 e oltre Povertà nelle famiglie: profili sociodemografici Come già anticipato al crescere del numero di componenti della famiglia aumenta la probabilità di trovarsi in condizione di povertà, inoltre in Lombardia tale fenomeno appare ancora più marcato rispetto a quanto non avvenga in media nelle regioni settentrionali e nel totale del Paese: si passa da un incidenza allo 0,6% fra chi vive solo al 5% nelle famiglie a quattro componenti e a ben il 20,6% fra quelle con cinque o più membri. A far la differenza è in particolare la presenza di minorenni in famiglia: fra le famiglie con almeno un minore la percentuale di povertà è infatti più che doppia rispetto che nel totale delle famiglie; quasi 65 mila famiglie lombarde, pari al 6,3% nelle famiglie con minori, sono povere in termini assoluti mentre nel totale famiglie l incidenza di povertà è al 3%. Di contro l incidenza di povertà fra le famiglie con almeno un anziano (over 65enne) si attesta solo all 1,2% (Tabella 2). Tabella 2 Incidenza di povertà assoluta al variare dell'ampiezza familiare (% di famiglie). Lombardia, Nord e Italia, anno Ampiezza familiare Lombardia Nord Italia 1 componente 0,6 2,6 4,9 2 componenti 2,3 3,1 4,3 3 componenti 3,4 4,1 5,6 4 componenti 5,0 6,9 6,7 5 o più componenti 20,6 18,5 16,4 Famiglie con almeno un minore 6,3 8,3 8,4 Famiglie con almeno un anziano 1,2 2,6 4,7 3

4 Un altra caratteristica familiare che influenza fortemente la diffusione della condizione di povertà è la cittadinanza: in Lombardia nelle famiglie con persona di riferimento (P.R.) italiana l incidenza di povertà è all 1,5% mentre in quelle con P.R. con cittadinanza straniera sale al 18,7%. Il rischio di povertà fra le famiglie straniere risulta molto elevato, tuttavia il dato regionale si mantiene su livelli inferiori rispetto alla media del Nord (23,1%) e alla media nazionale (22,8%) (Tabella 3). Tabella 3 - Incidenza di povertà assoluta per cittadinanza della persona di riferimento (% di famiglie). Lombardia, Nord e Italia, anno Cittadinanza della P.R. Lombardia Nord Italia Italiana 1,5 2,5 4,4 Straniera 18,7 23,1 22,8 Se in generale in Italia l incidenza di povertà diminuisce al crescere del livello di istruzione della P.R. della famiglia, diverso appare invece il panorama lombardo: le famiglie in cui la P.R. ha al massimo la licenza media presentano una percentuale di casi di povertà (5,8%) più elevata non solo rispetto alle famiglie con P.R. diplomata o laureata (1,2%) bensì anche rispetto a quelle in cui la P.R. non ha alcun titolo di studio o ha al massimo la licenza elementare (2,4%). Tale fenomeno è certamente fortemente condizionato dal fatto che nella maggior parte dei casi si tratta di individui anziani e, come si è precedentemente visto, fra gli anziani l incidenza di povertà è più contenuta (2,8%) (Tabella 4). Tabella 4 - Incidenza di povertà assoluta per titolo di studio della persona di riferimento (% di famiglie). Lombardia, Nord e Italia, anno Titolo di studio della P.R. Lombardia Nord Italia Nessuno-elementare 2,4 4,5 8,4 Media inferiore 5,8 6,5 7,8 Media superiore e oltre 1,2 2,6 3,2 Un ulteriore conferma di quanto visto si riscontra nella lettura della diffusione della povertà al variare della condizione professionale: nelle famiglie in cui la P.R. è pensionata emerge un incidenza di povertà all 1,4% mentre, con un dato al 3,7%, il rischio è doppio nelle famiglie in cui la P.R. è occupata. Quando invece il capofamiglia è in cerca di occupazione l incidenza di povertà sale al 12,7%, mantenendosi tuttavia su livelli inferiore sia rispetto al dato nazionale (16,2%) che soprattutto al dato medio delle regioni settentrionali (17,7%). Fra gli occupati le famiglie in cui la P.R. ha lavoro dipendente sono con maggior probabilità in condizione di povertà (3,3%) rispetto a quelle in cui ha lavoro autonomo (2,5%). Nei dipendenti marcata è la differenza fra le famiglie con P.R. dirigente o impiegato (incidenza all 1,1%) e quelle in cui è operaio o assimilato (5,3) (Tabella 5). 4

5 Tabella 5 - Incidenza di povertà assoluta per condizione e posizione professionale della persona di riferimento (% di famiglie). Lombardia, Nord e Italia, anno Condizione e posizione professionale della P.R. Lombardia Nord Italia Occupato 3,7 4,4 5,2 -Dipendente 3,3 4,2 5,6 dirigente / impiegato 1,1 1,3 1,6 operaio o assimilato 5,3 6,8 9,7 -Autonomo 2,5 3,4 4,3 Imprenditore / libero professionista * * * lavoratore in proprio 3,3 4,1 5,5 Ritirato dal lavoro 1,4 2,0 4,4 In cerca di occupazione 12,7 17,7 16,2 In altra condizione * 6,7 7,7 * Dato non rappresentativo Glossario Incidenza della povertà assoluta: si ottiene dal rapporto tra il numero di famiglie con spesa media mensile per consumi pari o al di sotto della soglia di povertà assoluta e il totale delle famiglie residenti. Paniere di povertà assoluta: rappresenta l insieme dei beni e servizi che, nel contesto italiano, vengono considerati essenziali per una determinata famiglia per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile. Soglia di povertà assoluta: rappresenta la spesa minima necessaria per acquisire i beni e servizi inseriti nel paniere di povertà assoluta. La soglia di povertà assoluta varia, per costruzione, in base alla dimensione della famiglia, alla sua composizione per età, alla ripartizione geografica e alla dimensione del comune di residenza. Fonti ISTAT, Indagine sulla Spesa delle famiglie, anno 2014 Éupolis Lombardia Lombardia Statistiche Report Éupolis Lombardia - Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione supporta l esercizio delle funzioni di Regione Lombardia, attraverso la promozione e diffusione di un sistema avanzato di conoscenze al fine di sostenere, secondo il principio di sussidiarietà, lo sviluppo complessivo del territorio lombardo e degli enti, istituzioni e organismi a esso relazionati. Lombardia Statistiche Report propone approfondimenti tematici presentando il posizionamento regionale sullo specifico argomento, frutto di apposite elaborazioni sui micro-dati delle più recenti indagini rese disponibili da ISTAT. 5

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