Condizioni di benessere e prestazioni termiche
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- Adelaide Chiesa
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1 Condizioni di benessere e prestazioni termiche Corso di Tecniche del controllo ambientale Prof.Arch.Gianfranco Cellai Laboratorio di Fisica Ambientale per la Qualità Edilizia Università di Firenze
2 Riferimenti legislativi e normativi inerenti il benessere D.L.vo 626/94 Miglioramento della sicurezza e salute negli ambienti di lavoro, sostituito dal D.l.vo 9 aprile 2008, n. 81 UNI EN ISO 7730 Ambienti termici moderati - Determinazione degli indici PMV e PPD e specifica delle condizioni di benessere termico UNI EN ISO 9920 Stima dell isolamento termico e della resistenza evaporativa dell abbigliamento UNI EN ISO 7726 Ambienti termici. Strumenti e metodi per la misura delle grandezze fisiche UNI EN ISO 8996 Determinazione del metabolismo energetico
3 D.L.vo 81/2008 (ex 626) Allegato IV Punto 1.9 Microclima
4 D.L.vo 81/2008 (ex 626) Allegato IV Punto Temperatura dei locali
5 LA QUALITÀ DELL ABITARE E ESPRESSA DAL BENESSERE TERMOIGROMETRICO DEGLI INDIVIDUI OTTENUTO SENZA SPRECHI ENERGETICI
6 LA DEFINIZIONE DI BENESSERE POSSIAMO AFFERMARE CHE UN AMBIENTE SI TROVA IN CONDIZIONI TERMICAMENTE COMFORTEVOLI QUANDO UNA ELEVATA PERCENTUALE DI PERSONE POSTE ALL INTERNO DELLO STESSO, SOGGETTE AD ANALOGHE CONDIZIONI DI VESTIARIO ED ATTIVITÀ FISICA, NON È IN GRADO DI DIRE SE PREFERIREBBE UNA TEMPERATURA PIÙ ALTA O PIÙ BASSA DICHIARANDOSI QUINDI IMPLICITAMENTE SODDISFATTA
7 L AUTOREGOLAZIONE DELLA TEMPERATURA I naturali meccanismi fisiologici di autoregolazione della temperatura corporea tendono a mantenere il nucleo interno del corpo umano a temperatura all incirca costante (37 C); man mano che le condizioni ambientali si fanno progressivamente più estreme si registra : con aumento della temperatura vasodilatazione con incremento della conducibilità termica della pelle e dello smaltimento di calore proveniente dal corpo umano ; incremento progressivo della sudorazione ; riduzione dell attitudine all attività fisica (riduzione del calore corporeo Q). con diminuzione della temperatura vasocostrizione con riduzione della conducibilità termica della pelle ; aumento della tensione muscolare ( aumento di Q) ; comparsa di brividi e battito di denti (ulteriore aumento di Q) con assunzione di posizioni corporee contratte al fine di ridurre gli scambi termici.
8 PARAMETRI INFLUENZANTI IL BENESSERE L esperienza indica che la sensazione termica dell'uomo è legata soprattutto al bilancio di energia termica del corpo umano visto nel suo complesso. Tale bilancio è influenzato dall'attività fisica e dall'abbigliamento (Parametri riferiti alla persona), oltre che dai seguenti parametri ambientali: temperatura dell'aria, temperatura media radiante, velocità dell aria, ed in minor misura dall umidità dell'aria.
9 PARAMETRI AMBIENTALI l umidità relativa o grado igrometrico ϕ, che deve essere generalmente compreso tra il 30 70% con tolleranza max. ± 10 %; infatti per valori inferiori al 30% si seccano le mucose mentre per valori superiori al 70% possono verificarsi con maggiore probabilità fenomeni di condensazione su zone fredde con sviluppi di muffe, danneggiamenti degli intonaci e possibili sviluppi di allergie per gli occupanti; la temperatura dell aria θ i ( C), la temperatura media radiante θ mr ( C); la temperatura operativa θ o ( C), la velocità relativa dell aria v r (m/s) nei confronti del soggetto.
10 PARAMETRI TERMICI IMPORTANTI la temperatura dell aria θ i : la temperatura dell aria, rilevata al centro del locale per mezzo di un termometro a bulbo secco; la temperatura media radiante θ mr, è definita come la temperatura uniforme ideale di una cavità nera in cui un soggetto scambierebbe la stessa quantità di calore per irraggiamento che scambia nell ambiente reale in cui si trova; tale temperatura è rilevata comunemente con un globotermometro; la temperatura operativa θ o = (h r θ mr + h c θ i )/( h r + h c ) Dove h r e h c sono rispettivamente i coefficienti di scambio termico radiativo e convettivo persona-aria. E definita come la temperatura uniforme dell aria e delle pareti di un ipotetico ambiente, con il quale il corpo umano scambia la medesima potenza termica per radiazione e convezione scambiata con l ambiente reale; per valori contenuti della velocità relativa o per differenze non elevate tra θ mr e θ i, può essere determinata mediante la seguente relazione : θ o = (θ i + θ mr )/2
11 Il metabolismo M, esprime l energia prodotta dall organismo umano nell unità di tempo che è convertita parzialmente in lavoro meccanico L scambiato con l esterno e principalmente in calore corporeo Q : M = L + Q MET PARAMETRI RIFERITI ALLA PERSONA: il metabolismo M (metabolismo in condizioni di riposo = 1 MET = 58 W/m²di sup.corporea); Nella maggior parte dei casi in ambito residenziale e terziario L è quasi sempre nullo o trascurabile; pertanto possiamo assumere con buona approssimazione: Q M I suddetti parametri sono riferiti ad unità di superficie corporea degli individui A Du = (w b ) (h) (m²) con w b = peso (kg) e h = altezza (m). Per un individuo adulto alto 1,7 m che pesa 70 kg A Du = 1,8 m² )
12 Tabella dei valori metabolici M (W/m² di sup.corporea)
13 Resistenza termica del vestiario I cl la resistenza termica degli indumenti è indicata con I cl L unità di misura è il CLO (1CLO = 0,155 m²k/w); 1 CLO corrisponde alla resistenza termica di un abito europeo di mezza stagione. Per esperienza diretta sappiamo che tale parametro è estremamente importante ai fini del benessere. Tuttavia è difficile definire in modo rigoroso l abbigliamento delle persone. Per questo i valori in questione si trovano tabulati per numerose combinazioni di vestiario e per capi singoli.
14 RESISTENZA TERMICA DI ALCUNE COMBINAZIONI TIPICHE DI CAPI DI ABBIGLIAMENTO
15 RESISTENZA TERMICA DI ALCUNE COMBINAZIONI TIPICHE DI CAPI DI ABBIGLIAMENTO
16 UNI EN ISO 7730/1996 Ambienti termici moderati Determinazione degli indici PMV e PPD e specifica delle condizioni di benessere termico
17 BILANCIO TERMICO DEL CORPO UMANO S = M - E - R es (R + C) (W/m²) S = potenza termica ceduta dal corpo; E = potenza termica scambiata per evaporazione; R es = calore sensibile ceduto per respirazione; R = potenza termica scambiata per irraggiamento; C = potenza termica scambiata per convezione. I suddetti parametri sono riferiti ad unità di superficie corporea degli individui. In ambienti termici moderati normalmente è il corpo umano che cede calore all esterno sia in inverno che in estate.
18 Le condizioni del benessere quando S > 0 la temperatura del corpo tende ad aumentare quando S < 0 la temperatura del corpo tende a decrescere quando S = 0 siamo in presenza di equilibrio termico e quindi di potenziale benessere, condizione necessaria ma non sufficiente a causa dei meccanismi di autoregolazione della temperatura corporea.
19 SCAMBIO TERMICO RADIATIVO R CORPO-AMBIENTE R = A eff h r (θ cl - θ mr ) (w) A eff = superficie del corpo che effettivamente vede l ambiente (m²) h r coefficiente di scambio termico radiativo tra due corpi uno interno all altro: h r = 4 ε [(θ cl + 273) + (θ mr + 273)/2] 3 dove ε = 0,975 emissività del corpo umano (media tra pelle = 1 e vestiti = 0,95) θ cl = temperatura superficiale del vestiario θmr= temperatura media radiante La Temperatura media radiante è il parametro significativo dal punto di vista progettuale sul quale possiamo intervenire
20 PARAMETRI PER LO SCAMBIO TERMICO RADIATIVO A eff =f cl f eff è l area efficace di scambio termico del corpo umano, ovvero la superficie che effettivamente vede l ambiente tenuto conto delle concavità, aumentata per effetto degli abiti. f eff coefficiente di area efficace che vale 0,696 per persone sedute e 0,725 per persone in piedi (valore medio 0,71); f cl è il fattore adimensionale di area vestita (rapporto tra superfici del corpo vestito e nudo) funzione del tipo di vestiario I cl per I cl < 0.5 (clo) f cl = I cl per I cl 0.5 (clo)
21 Parametri che influenzano lo scambio termico radiativo La potenza termica scambiata per radiazione dipende da: temperatura superficiale del vestiario; temperatura media radiante; posizione della persona (seduta o in piedi) abbigliamento.
22 IL CALCOLO DI θ mr Nel caso che le differenze di temperatura tra le superfici risultino contenute entro i 10 C ed essendo le emissività ε delle superfici prossime all unità, si ha : θ mr = [θ[ 1 F P1 + θ 2 F P2 + θ 3 F P3 + θ n F Pn ] F Pn Pn è il fattore di vista della persona rispetto alla superficie ennesima: tanto maggiore è il fattore di vista tanto maggiore è il peso della temperatura della superficie vista dalla persona
23 La determinazione dei fattori di vista persona- superfici Proprietà di suddivisione F p-1,2,3,4 = F p-1 + F p-2 + F p-3 + F p-4
24 I fattori di vista persona superfici orizzontali Il fattore di vista aumenta all aumentare aumentare del rapporto b/c e a/c: Considerando a e b eguali per pavimento e soffitto, il fattore di vista è maggiore per il pavimento rispetto al soffitto. L incremento L è ancor maggiore per persona seduta.
25 I fattori di vista persona superfici verticali Considerando a e c eguali, il fattore di vista è maggiore per la zona superiore di solito occupata dalle finestre. L incremento L è ancor maggiore per persona seduta.
26 A parità di rapporti geometrici il peso delle superfici verticali è maggiore di quelle orizzontali Superfici verticali Superfici orizzontali
27 Alcune considerazioni A parità di temperatura operativa θ o = (θ i + θ mr )/2 una temperatura media radiante più elevata consente di mantenere la temperatura dell aria più bassa, con conseguente risparmio energetico. Una temperatura media radiante più elevata è ottenibile con: superfici radianti estese aventi temperature superiori all aria; aria; a parità di temperatura superficiale la temperatura media radiante è più elevata per le superfici che la persona vede meglio ovvero con un più alto fattore angolare; entrambe le situazioni suddette sono ottenibili facilmente con pannelli radianti possibilmente posti a parete e a pavimento; le pareti verticali sono pertanto le più importanti in relazione al benessere estivo ed invernale; chiaramente le finestre giocano un ruolo fondamentale.
28 LO SCAMBIO TERMICO CONVETTIVO L energia termica scambiata per convezione è data dalla relazione: C = A Du f cl h c (θ cl - θ i ) (W) Il coefficiente di scambio termico convettivo h c determinato con la seguente relazione: può essere h c = 12.1 (v r ) 0,5 valida per 2.38 (θ cl - θ i )0.25 < 12.1 (v r ) 0,5 Con v r = v a + 0,0052 (M 58) (m/s) velocità relativa dell aria nei confronti del soggetto La relazione è valida per M 58 W/m² (1 met) Per M fino a 80 W/m² Vr Va
29 SEMPLIFICAZIONI PER il calcolo di θ cl Con velocità dell aria 0,1 m/s (aria ferma) ed attività metabolica compresa tra 1 e 2 Met, per il calcolo di θ cl si può usare con buona approssimazione la seguente relazione: θ cl = 35,7 0,028 M + 0,69 I cl [(θ mr + θ a )/(1 + 1,38 I cl )] ( C) con M (W/m²) e I cl (m² K/W) In condizioni di benessere si può assumere θ cl = θ sk temperatura della pelle e si calcola con la seguente relazione: θ sk 35,7 0,028 M ( C) con M (W/m²)
30 PARAMETRI CHE INFLUENZANO LO SCAMBIO TERMICO CONVETTIVO La potenza termica scambiata per convezione dipende da: temperatura superficiale del vestiario; temperatura dell aria; velocità relativa soggetto-aria ; abbigliamento. La Temperatura e la velocità dell aria sono i parametri significativi dal punto di vista progettuale sui quali possiamo intervenire
31 Lo scambio termico congiunto radiativo + convettivo Per il calcolo complessivo di R e C si può usare la seguente espressione valida per ambienti termicamente moderati : R + C = A Du (θ sk - θ o ) /[0,155 I cl + 1/f cl h] (W) Dove : h = h r + h c = somma dei coefficienti di scambio termico radiativo e convettivo θ sk, θ o, f cl sono rispettivamente la temperatura della pelle e operativa e il fattore adimensionale di area vestita. Tale espressione presenta il vantaggio di non usare la temperatura superficiale del vestiario che è di difficile valutazione.
32 LO SCAMBIO TERMICO EVAPORATIVO E (calore latente) E = E d + E sw + E res (W/m²) Dove : E d potenza termica dispersa per diffusione E sw potenza termica dispersa per sudorazione E res potenza termica dispersa per respirazione
33 LA POTENZA TERMICA DISPERSA PER DIFFUSIONE E d LA POTENZA TERMICA DISPERSA PER DIFFUSIONE attraverso la pelle è indipendente dal sistema di termoregolazione e può essere calcolata mediante la seguente relazione (M in W/m² e p v in Pa) che tiene conto della permeanza della pelle (legge di Fick): E d = [ M - p v ] (W/m²) Essa è quindi funzione: 1. del grado igrometrico dell aria (p v = φ p s ); 2. della temperatura dell aria, p s = f(t); 3. dell attività metabolica.
34 La potenza termica dispersa per sudorazione E sw Dipende in modo complesso dall attività del soggetto, dalle condizioni termoigrometriche e dalla velocità relativa dell aria. Per soggetti in condizioni di comfort termico Fanger ha individuato la seguente relazione: E sw = 0.42 [M - 58] (W/m²) Essa è quindi funzione dell attività metabolica M E uno dei parametri più importanti ai fini del benessere estivo
35 La potenza termica dispersa per respirazione E res L aria inspirata scambia calore e vapor d acqua con le mucose del tratto respiratorio raggiungendo all interno degli alveoli polmonari le condizioni di temperatura e saturazione propri del nucleo corporeo e pertanto quando viene espirata ha una entalpia e titolo superiori a quelle dell aria ambiente. In pratica è funzione dell attività metabolica e delle condizioni termoigrometriche dell aria ambiente. La potenza termica è quindi la somma di calore latente e calore sensibile : calore latente E res = M ( p v ) (W/m²) La potenza termica sensibile dispersa per respirazione R es calore sensibile R es = M (34 - θ i ) (W/m²)
36 Considerazioni sullo scambio evaporativo La potenza termica scambiata per evaporazione (sensibile e latente) dipende da: umidità dell aria; temperatura dell aria; attività metabolica. La Temperatura e l umiditl umidità dell aria sono i parametri significativi dal punto di vista progettuale sui quali possiamo intervenire
37 INFLUENZA DEGLI SCAMBI TERMICI CONVETTIVI E RADIATIVI In regime invernale (20 C), per attività moderata (M 1,2 met), la cessione del calore per convezione C ed irraggiamento R rappresenta circa il 70 80% di M. In regime estivo regime estivo (27 C) l evaporazione eguaglia le altre modalità di scambio termico, mentre per valori sensibilmente superiori diventa dominante NB. grafico riferito ad una superficie corporea di circa 1,8 m² e M = 1,2
38 INDICE GLOBALE DI BENESSERE TERMICO E VOTO MEDIO PREVISTO PMV (UNI-EN-ISO 7730/1996) La prima condizione affinchè un individuo si trovi in condizioni di benessere è che : 1) S = 0 funzione di f (M, I cl, θ i, v r, θ mr, p v, θ sk, E sw ) Fanger, mediante lo studio su circa 1300 individui, ha individuato altre due condizioni sufficienti a definire condizioni di benessere espresse dalle seguenti equazioni : 2) E sw = 0,42 [M - 58] (W/m²) 3) θ sk = 35, M ( C) In pratica le possibili condizioni di benessere sono le combinazioni delle otto variabili che soddisfano contemporaneamente le tre suddette equazioni.
39 LA TEORIA DEL Prof. FANGER La sensazione di caldo S = Q - E - R es (R + C) NB. Q M o di freddo, è proporzionale al carico termico S definito come differenza tra il calore Q generato dal corpo umano e l energia termica dispersa qualora l individuo l si trovasse in condizioni di benessere. E sw = 0.42 [M - 58] θ sk = M
40 INDICE GLOBALE DI BENESSERE TERMICO Il VOTO MEDIO PREVISTO PMV DI SENSAZIONE TERMICA La sensazione termica è espressa con un voto numerico in una scala di 7 valori il PMV riportato nella scala psico-fisica suddetta esprime pertanto la sensazione termica che verrà avvertita in quel dato ambiente da un individuo dotato di media sensibilità. Il limite di accettabilità è compreso tra 0,5 < PMV < 0,5
41 Percentuale prevista di insoddisfatti (PPD) in funzione del voto medio previsto (PMV) Il Limite di accettabilità è pari al 10% degli individui PPD Massimo PMV
42 CAMPO DI VALIDITÀ DI PMV L indice PMV è valido per situazioni stazionarie ed ambienti termicamente moderati (con valori compresi tra ± 2 ); può essere utilizzato anche per condizioni che comportano variazioni nel tempo dei parametri purchè abbastanza contenute e si usino valori medi; la metodologia esposta è valida nel seguente campo di valori : M = met I cl = 0 2 clo θ i = C θ mr = C v r p v = 0 1 m/s = Pa I valori di PMV si trovano peraltro tabulati per le situazioni più comuni.
43 Espressione semplificata di PMV E possibile utilizzare un espressione semplificata di PMV quando si operi nel seguente campo di valori dove M è in met: 1< M < 2 met, v r 0,1 m/s, I cl > 0,5 clo PMV = (0,092-0,03 M) [ 43,61 M + 40,12 M I cl + 14,61 I cl + 4,44 (θ i + θ mr )- 305] /(1 + 1,38 Icl)
44 Esercizio per il calcolo di PMV Siano dati i seguenti valori in regime invernale: M = 1,2 Met I cl = 1 clo θ mr = 18 C θ i = 20 C Mediante la relazione semplificata di PMV calcolare il voto medio previsto: PMV = (0,092-0,03 M) [ 43,61 M + 40,12 M I cl + 14,61 I cl + 4,44 (θ i + θ mr ) - 305] /(1 + 1,38 Icl) PMV = (0,092 0,03 1,2) [ 43,61 1,2 + 40,12 1, , ,44 (20+18) 305]/(1+1,38 1) PMV = 0,056 [ 52, , , ,72 305]/2,38 = = 0,056 ( 8,91) = PMV = - 0,5 accettabile
45 Esercizio per il calcolo di PMV Siano dati i seguenti valori in regime estivo: M = 1,2 Met I cl = 0,5 clo θ mr = 28 C θ i = 26 C Mediante la relazione semplificata di PMV calcolare il voto medio previsto: PMV = (0,092-0,03 M) [ 43,61 M + 40,12 M I cl + 14,61 I cl + 4,44 (θ i + θ mr ) - 305] /(1 + 1,38 Icl) PMV = (0,092 0,03 1,2) [ 43,61 1,2 + 40,12 1,2 0,5+ 14,61 0,5+ 4,44 (26+28) 305]/(1+1,38 0,5) PMV = 0,056 [ 52, ,01 + 7, ,76 305]/1,69 = = 0,056 (10,89) = PMV = 0,61 non accettabile
46 Temperatura operativa ottimale θ o (PPD < 10 %) in funzione dell attività e dell abbigliamento M (met) Icl (m²k/w) M (W/m²) Icl (clo)
47 CONDIZIONI DI BENESSERE INVERNALI
48 CONDIZIONI DI BENESSERE ESTIVE
49 Condizioni di benessere invernali PPD 20% per θ 0 = θ a M < 1,2 met e v r < 0,15 m/s I cl = 0,9 clo
50 Condizioni di benessere estive PPD 20% per θ 0 = θ a M < 1,2 met e v r < 0,15 m/s I cl = 0,5 clo
51 VALORI PRECALCOLATI di PMV INVERNO per M = 70 W/m² (1,2 met) in funzione della temperatura operativa, dell abbigliamento e della velocità dell aria
52 Valori precalcolati di PMV per M = 70 W/m² (1,2 met) ESTATE
53 Valori precalcolati di PMV per M = 58 W/m² (1,0 met) ESTATE
54 Valori precalcolati di PMV per M = 58 W/m² (1,0 met) INVERNO
55 Valori precalcolati di PMV per M = 70 W/m² (1,2 met) INVERNO
56 Valori precalcolati di PMV per M = 93 W/m² (1,6 met) ESTATE
57 Valori precalcolati di PMV per M = 93 W/m² (1,6 met) INVERNO
58 Valori precalcolati di PMV per M = 116 W/m² (2 met) ESTATE
59 Valori precalcolati di PMV per M = 116 W/m² (2 met) INVERNO
60 Discomfort locale La condizione di - 0,5 < PMV < 0,5 non è sufficiente a garantire l accettabilità di un ambiente dal punto di vista termico: possono infatti presentarsi situazioni di disuniformità della temperatura interna causa di discomfort localizzato. Il parametro che esprime questa asimmetria, Δt pr, viene definito come la differenza tra le temperature piane radianti delle facce di una piastrina verticale o orizzontale, posta opportunamente nel locale. Indicativamente la temperatura rilevata su ogni faccia della piastrina, è la temperatura media radiante del semispazio di ambiente che la fronteggia.
61 FATTORI CHE PROVOCANO DISCOMFORT LOCALE Tra le cause più diffuse di malessere si annoverano : presenza di ampie superfici particolarmente fredde/calde ( ad es. pareti vetrate o pareti non isolate ) che possono causare scambi termici radiativi anomali tra alcune parti del corpo umano e le superfici suddette (si raccomanda di mantenere l asimmetria della temperatura radiante < 10 C per le superfici verticali, e < 5 C per i soffitti); contatto con superfici eccessivamente fredde o calde ; ad esempio pavimenti non isolati su porticati ecc. (si raccomandano temperature superficiali comprese tra 19 e 26 C); presenza di correnti d aria fredda (spifferi) che su alcune zone del corpo, ad esempio la nuca, possono risultare particolarmente fastidiose (si raccomanda una velocità relativa dell aria < 0,25 m/s); gradienti di temperatura all interno dello stesso locale (si raccomanda una differenza verticale di temperatura < 3 C)
62 LIVELLI DI PRESTAZIONE SECONDO LA UNI EN ISO 7730 VALORI RACCOMANDATI per attività leggera (sedentaria) in CONDIZIONI INVERNALI INDICE DESCRIZIONE UNITA DI MISURA PMV PPD D.R. voto medio previsto percentuale di insoddisfatti Percentuale insoddisfatti dovuta a correnti d aria VALORI RACCOMANDATI per attività leggera (sedentaria) in CONDIZIONI ESTIVE - -0,5<PMV<0,5-0,5<PMV<0,5 % PPD<10% PPD<10% PPD<10% % D.R.<15% D.R.<15% U.R. umidità relativa % 30%<U.R.<70% 30%<U.R.<70% θ o temperatura 22 ± 2 C 24,5 ± 1,5 C operativa Δt 1,1-0,1 differenza verticale di temperatura dell aria fra 1,1 m θ p Δt prv Δtr pro e 0,1 m temperatura superficiale del pavimento asimmetria della temp. radiante dovuta a finestre o altre sup. fredde asimmetria della temp. radiante dovuta a soffitto caldo (riscaldato) C C C Δt 1,1-0,1 <3 C Δt 1,1-0,1 <3 C 19 C<θ p <26 C - Δt prv <10 C - C Δtr pro <5 C -
63 Resistenza termica ottimale degli abiti in funzione della temperatura operativa (da 0,2 a 1,2 clo) I cl
64 Velocità media dell aria ammissibile in funzione della temperatura e dell intensità di turbolenza Tu In mancanza di indicazioni si assume Tu = 40% Draft Risk M = 1,2 met
65 Relazione tra l asimmetria della temperatura radiante Δt pr e PPI per diverse superfici calde e fredde Massimo > 26
66 Relazione tra la temperatura del pavimento e PPI Massimo 18 28
67 Relazione tra la differenza temperatura testa-caviglie e PPI Massimo 3,5
68 Condizioni limite della differenza di temperatura soffitto-aria in funzione dell altezza H del locale
69 Esempio di criteri di progettazione per spazi in vari tipi di edificio NB. Icl = 0,5 clo per l estate e 1,0 clo per l inverno
70 Normativa e benessere Gli aspetti esaminati in materia di benessere si ritrovano puntualmente nelle normative emanate, dal D.M. 192/05 al DPR. 59/09 e infine al DM Linee Guida sulla certificazione energetica. In particolare si ritrovano in tutte le disposizioni aventi ricadute sulla temperatura dell aria interna e delle superfici, quali la schermatura efficace delle superfici vetrate, i limiti in materia di trasmittanza termica e trasmittanza termica periodica, nella ricerca di parametri prestazionali atti ad incrementare l inerzia termica espressa da attenuazione e sfasamento, ed infine nelle azioni progettuali volte ad assicurare una efficace ventilazione degli ambienti, meglio se naturale.
71 D.PR 59/2009 art.18 Il progettista, al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenere la temperatura interna degli ambienti, nel caso di edifici di nuova costruzione e assimilati e limitatamente alle ristrutturazioni totali: a) valuta puntualmente e documenta l'efficacia dei sistemi schermanti delle superfici vetrate, esterni o interni, tali da ridurre l'apporto di calore per irraggiamento solare; b) esegue, per le localita' nelle quali il valore medio mensile dell'irradianza sul piano orizzontale, nel mese di massima insolazione estiva, Im,s, sia maggiore o uguale a 290 W/m²: 1) relativamente a tutte le pareti verticali opache con l'eccezione di quelle comprese nel quadrante nord-ovest / nord /nord-est, almeno una delle seguenti verifiche: 1.1 che il valore della massa superficiale Ms, sia superiore a 230 kg/m²; 1.2 che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica (YIE), sia inferiore a 0,12 W/m² K; 2) relativamente a tutte le pareti opache orizzontali ed inclinate che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica YIE, sia inferiore a 0,20 W/m 2 K; c) utilizza al meglio le condizioni ambientali esterne e le caratteristiche distributive degli spazi per favorire la ventilazione naturale dell'edificio; nel caso che il ricorso a tale ventilazione non sia efficace, puo' prevedere l'impiego di sistemi di ventilazione meccanica. Gli effetti positivi che si ottengono con il rispetto dei valori di massa superficiale o trasmittanza termica periodica delle pareti opache previsti alla lettera b), possono essere raggiunti, in alternativa, con l'utilizzo di tecniche e materiali, anche innovativi, ovvero coperture a verde, che permettano di contenere le oscillazioni della temperatura degli ambienti in funzione dell'andamento dell'irraggiamento solare. In tale caso deve essere prodotta una adeguata documentazione e certificazione delle tecnologie e dei materiali che ne attesti l'equivalenza con le predette disposizioni.
72 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA serie generale n 158 DM. LINEE GUIDA NAZIONALI PER LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI
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