Indennizzo e Prevenzione danni da fauna selvatica 2007

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1 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 1

2 La Provincia di Reggio Emilia spende mediamente oltre Euro anno per indennizzare le aziende agricole che hanno subito danni da fauna selvatica (art. 17 L.R. 6/2000, a cui si devono aggiungere altri Euro per le spese di acquisto materiali per la Prevenzione, le spese di personale di gestione ect..raggiungendo cosi cifre ragguardevoli. 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 2

3 In base alle richieste dell ultimo anno le colture oggetto di richiesta di indennizzo possono essere suddivise sul territorio provinciale nel seguente modo: zona coltura Fauna responsabile del danno Bassa pianura grano Nutria riso Colombidi mais Nutria Fagiano e colombidi Bietola Nutria soia Colombidi Lepre Cocomero melone Lepre Corvidi Media e alta pianura Ciliegio Storno Vite Storno-fagiano Lepre Mais fagiano Storno Frutta Gazza Storno Ortaggi Gazza Collina Orzo e grano Capriolo Cinghiale Vite Capriolo fagiano Prati e pascoli Cinghiale Capriolo Montagna Grano Cervo Cinghiale Vite Capriolo Prati pascoli Cinghiale Cervo 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 3

4 Risulta evidente che le richieste interessano le coltivazioni tipiche di ogni zona, e quindi necessario che gli agricoltori scelgano ed adottino le misure di prevenzione piu idonee gia nella fase di predisposizione dei piani colturali. Solo in questo modo sara possibile ridurre le spese per l indennizzo. 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 4

5 Responsabili dei danni e mezzi di prevenzione Le specie responsabili dei danni possono essere suddivise in due fondamentali gruppi: Mammiferi Cinghiale Cervidi (capriolo, daino, cervo) Nutria Lepre Volpe Uccelli Corvidi Storno Columbidi Passeriformi Fagiano 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 5

6 I danni arrecati si possono distinguere in: Danni diretti alle coltivazioni Danni a infrastrutture (es. nutria) I danni diretti alle coltivazioni possono riguardare sia l emergenza che il raccolto. In emergenza abbiamo danni causati da uccelli (colombidi) prevalentemente in zona di bassa pianura e soprattutto su mais, riso e soia, dove in alcuni casi si rende necessaria la risemina. Sul raccolto si distinguono danni dovuti al prelievo di prodotto in particolare da parte degli uccelli e in danni da brucatura calpestio da cervidi e grufolatura da parte dei cinghiali. I danni alle infrastrutture in pianura riguardano essenzialmente le gallerie scavate dalla nutria sugli argini dei canali di bonifica, in montagna i danni alle cotiche erbose dei prati provocati prevalentemente dai cinghiali. 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 6

7 Prevenzione da mammiferi: UNITA' DI PROGETTO GESTIONE FAUNISTICO VENATORIA E FORESTALE Esclusione (recinzioni) Allontanamento Esclusione: i sistemi di recinzione possono essere molto diversificati e piu o meno onerosi. La scelta dipende da diversi fattori quali l area, il prodotto ed il valore dello stesso il tempo di protezione. Colture molto costose, e perenni, meriteranno recinzioni stabili e fisse, mentre per prati cereali e pascoli sara sufficiente la recinzione elettrificata. Recinzioni pluriennali saranno poi necessarie a protezione di colture orticole (cocomero e melone, dove il ciclo ha durata di 4-5 anni. Allontanamento Presenza dell uomo, e l uso di cani addestrati possono essere di ausilio, ma non risolutivi del problema. Cattura e/o abbattimento La cattura e l abbattimento sono i due sistemi da adottare per il contenimento della nutria in particolare lungo i canali di bonifica. 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 7

8 Prevenzione da avifauna Dissuasione visiva Dissuasione acustica Dissuasione chimica Esclusione meccanica Tecniche agronomiche Abbattimento o Cattura 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 8

9 Prevenzione da avifauna Dissuasione visiva E tra i sistemi piu adottati nelle nostre zone, prevede l impiego di nastri colore argento, l uso di superfici riflettenti, specchi mobili anche con apparecchiature relativamente sofisticate, ma con risultati non sempre soddisfacenti. In altre regioni italiane sono in corso da qualche tempo sperimentazioni che prevedono l uso di particolari palloni gonfiabili denominati predator che sembrano particolarmente efficaci su Vite e cereali, mentre un un altro sistema che prevedel impiego di un pallone aquilone chiamato Helikite, sembra dare buoni risulati su seminativi di ampia superficie. Limiti della dissuasione visiva Rapida assuefazione (max 2-3 settimane) Protezione di superfici limitate (es. per 1 ha occorrono dai 5 ai 10 (Predator) L assuefazione può essere in parte limitata con una attenta gestione degli strumenti Alternando i diversi dispositivi Utilizzo dei dissuasori per lo stretto necessario 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 9

10 Prevenzione da avifauna La dissuasione acustica Bombarda a gas Funzionamento semplice Assuefazione rapida (1 settimana) Distress call (grida di angoscia) Occorre il richiamo della specie da allontanare Efficacia in ambito agricolo in corso di dimostrazione, i primi risultati sullo storno sembrano incoraggianti. La dissuasione chimica L unico principio attivo registrato in Italia è l antrachinone(morkit) E molto efficace per prevenire i danni sulle semine di mais e barbabietole da parte di corvidi, fagiani e altri volatili. Si tratta di una polvere bagnabile che viene distribuita sul seme su cui forma una pellicola che poi rimane sulla plantula. Provoca disturbo e malessere negli animali che se ne nutrono e che pertanto sviluppano un condizionamento avversativo ed evitano l alimento trattato 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 10

11 Prevenzione da avifauna Esclusione meccanica Utilizzo di reti di protezione (solo per piccole superfici e colture di pregio elevato) Tecniche agronomiche Semina a maggiore profondità Utilizzo di varietà resistenti Evitare certe coltivazioni in aree a rischio Abbattimento La riduzione della densità delle specie avicole che causano danni all agricoltura attraverso interventi di abbattimento, è in linea di massima una strategia con un rapporto costi benefici del tutto sfavorevole. Tuttavia degli interventi mirati e localizzati, laddove vi sia effettivamente un elevato rischio di danneggiamento, possono risultare efficaci. L abbattimento tramite arma da fuoco di un limitato numero di capi può avere un avere un effetto rafforzativo degli altri metodi dissuasivi. 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 11

12 Riassumendo: Programmare la prevenzione L efficacia dei metodi di prevenzione è molto variabile e dipende da numerosi fattori: l appetibilità delle colture, la disponibilità di fonti trofiche alternative, la vicinanza dei siti di rimessa, la consistenza e la densità della specie che causa il danno, la perizia e l assiduità e la tempestività con cui i vari metodi vengono messi in atto Sviluppare una strategia integrata Combinare fra loro più metodi (acustici, visivi (acustici, visivi ) Eventualmente predisporre colture a perdere 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 12

13 Linee di Prevenzione da Proporre Collina e montagna per le conoscenze acquisite in questi pochi mesi direi che andrebbero introdotti sistemi di prevenzione nei confronti degli ungulati utilizzando recinzioni elettrificate scelte in modo specifico, con particolare riguardo alla robustezza del filo ed alla potenza elettrica in uscita e questa la soluzione piu economica su ampie superficie, finora e stata una tecnica poco utilizzata a causa di alcuni insuccessi dovuti ad uso improprio e perche spesso sono un limite anche per i cacciatori e i loro cani, alla fine credo che la convivenza sara raggiungibile bisogna solo insistere. Pianura Le richieste riguardano l acquisto di tubi di protezione per le viti e le piante da frutto da concedere solo alle aziende che non hanno usufruito di altri contributi e comunque si dovra valutare in base alla densita di impianto la convenienza dei tubi rispetto ad una recinzione. Vanno valutate altre forme di protezione come le sostanze repellenti, se economicamente piu valide. Per i seminativi vale la pena di proporre l introduzione dei palloni e degli aquiloni gia ampiamente sperimentati in altre provincie e o regioni. Per i vigneti e i frutteti continuare la sperimentazione dei distress call. Per le colture orticole occorre intervenire entro febbraio sulle coltivazioni in zone a rschio (Ripopolamento rifigi ecc) con adeguate recinzioni sul territorio non piu di una decina a carico della provincia. Per la frutta va potenziata la cattura delle gazze con un maggior numero di gabbie, mentre per l uva va introdotto l uso dei dissuari acustici che sembrano dare risultati soddisfacenti. Bassa Pianura I danni sono prevalentemente da nutria contro le quali occorre potenziare la cattura con un maggiore numero di gabbie e con un piano di eradicazione a livello provinciale. 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 13

14 Danni accertati Indennizzi in euro accertati suddivisi per prodotto DescrizioneColtura Superficie Danno accertato Uva - produzione 793, ,00 Ciliegie - produzione 2, ,40 Cocomero 33, ,16 Riso 29, ,00 Mais 90, ,00 Erba medica 13, ,60 Mais ceroso 16, ,00 Grano 33, ,00 Pascoli 34, ,00 Pere - produzione 11, ,00 Barbabietole da zucchero 17, ,62 Soia 32, ,00 Melone 0, ,00 Favino 35, ,00 Orzo 12, ,00 Foraggio 13, ,40 Prati 1, ,50 Pesce 1,05 945,00 Sorgo 2,50 920,00 Pesche - produzione 2,50 750,00 Farro 15,00 500,00 Susine - produzione 0,30 500,00 Orticole 0,64 201,00 Pomodoro 0,20 98,00 Danni Accertati Uva - Uva - produzione Ciliegie - produzione Cocomero Riso Mais Erba medica Mais ceroso Grano Pascoli Pere - produzione Barbabietole da zucchero Soia Melone Favino Orzo Foraggio Prati Pesce Sorgo Pesche - produzione Farro Susine - produzione Orticole Pomodoro 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 14

15 Danni accertati DescrizioneColtura Superficie Danno accertato Uva - produzione 793, ,00 Ciliegie - produzione 2, ,40 Cocomero 33, ,16 Riso 29, ,00 Mais 90, ,00 Erba medica 13, ,60 Mais ceroso 16, ,00 Grano 33, ,00 Pascoli 34, ,00 Pere - produzione 11, ,00 Barbabietole da zucchero 17, ,62 Soia 32, ,00 Melone 0, ,00 Favino 35, ,00 Orzo 12, ,00 Foraggio 13, ,40 Prati 1, ,50 Pesce 1,05 945,00 Sorgo 2,50 920,00 Pesche - produzione 2,50 750,00 Farro 15,00 500,00 Susine - produzione 0,30 500,00 Orticole 0,64 201,00 Pomodoro 0,20 98,00 Danni per prodotto accertati uva esclusa Pesche - produzione Pesce Prati Foraggio Orzo Favino Melone Soia Barbabietole da zucchero Pere - produzione Pascoli Grano Sorgo Mais ceroso Susine - produzione Erba medica Mais Orticole Farro Pomodoro Ciliegie - produzione Cocomero Riso Ciliegie - produzione Cocomero Riso Mais Erba medica Mais ceroso Grano Pascoli Pere - produzione Barbabietole da zucchero Soia Melone Favino Orzo Foraggio Prati Pesce Sorgo Pesche - produzione Farro Susine - produzione O i l 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 15

16 Danni accertati Danni per prodotto accertati per tipo di fauna Piccione Fagiano Gazza Corvidi Uccelli ittiofagi Capriolo Cervo Lepre Cinghiale Nutria Storno 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 16

17 Danni accertati prezzi a riferimento annata orzo 20 grano 21 mais 18 soia 34 sorgo 23 bietola 3,89 riso 27 mai ceroso 4 medica 8,47 fieno prato 7,65 pere abate 1,15 pere william 0,55 pomodoro 0,14 melone 0,66 cocomero 0,57 pesche 1,5 susine 2 uva 25 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 17

18 Danni da avifauna su campi di mais e riso in fase di emergenza (fagiani,colombi, anatre,ect.) 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 18

19 Danni da storno su ciliegio 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 19

20 Danni da storno su Uva e Mais 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 20

21 Danni da storno su Uva e Mais 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 21

22 Danni da storno su Uva Uso di palloni predator 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 22

23 Danni da gazze e corvidi su pere 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 23

24 Danni da lepre e gazze su cocomero 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 24

25 Danni da capriolo su vite 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 25

26 Danni da cinghiale caprioli e cervi a campi di frumento Leguminose e prati pascolo 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 26

27 Requisiti per l indennizzo: Impresa agricola iscritta all anagrafe delle aziende agricole Per i vigneti: Superficie iscritta al catasto viticolo 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 27

28 Modalita : Domanda in carta semplice su moduli nuovi predisposti Dalla Provincia con documento identita del rappresentante legale e descrizione del danno subito con la sua localizzazione su mappa catastale. Consegna all ufficio addetto al protocollo negli orari stabiliti. Evitare domande di routine in assenza di danni avvenuti. Mantenere lo stato di fatto fino alla visita del perito (entro 30 gg) 15/11/ a cura di Dr. Sergio Santini 28

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