DIZIONARIO PERIODICO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "DIZIONARIO PERIODICO"

Transcript

1 DIZIONARIO PERIODICO DI MEDICINA «STESO DAI PROFESSORI LORENZO MARTINI E LUIGI ROLANDO io Fascicolo $ Di questo Dizionario se ne pubblica ogni mese un fascicolo 6 fogli, calcolando i rami in ragione foglio stampa. Il prezza dell associazione annuale è lire 16, e lire 8 per sei mesi *, franco posta per gli Stati Terra-ferma S. M«. è lire 19, 60 cent. Tanno, e lire 9, e 80 cent, per sei mesi. Le opere, le memorie, ed i manoscritti, che si volessero far annunziare od inserire nei fascicoli questo Dizionario, dovranno essere inviati franchi spesa all Etore. PRESSO PIETRO MARIETTI EDITORI Libtajo in via Po.

2

3 23 sur VASI CAPILLARI Incontrasi in tutta 1 Europa, v Sono in uso meco k corteccia, le foglie, i fiori: specialmente gli ultimi. Hanno un odor nauseoso, un sapore amaro. Non se ne ha ancor V analisi : le bacche conten gono un acido cui si ignora la natura. L acqua si prende alcuni principi! ; altri l aleool. I semi contengono un olio che si può ottenere meante spremitura. /. Si amministra V infusione de fiorì e, ; delle foglie. Della corteccia vuoisene far decozióne alla dose duo. oncia su due libbre d acqua. 11 rob si fa colle bacr -che. La dose de], rob si è una- mezzomcia od an che meglio, ; / ì Il sambuco ebolo Sambuco, spetta alla medesima e alla medesima famiglia che il nero. Cresce ne medesimi luoghi. Sono ili uso la race, le foglie, i fiori. La ra* ce è bianca e, carnosa. Tutta la pianta è amara, acre, fetida. Meante 1 alcool si ricava un estratto resinoso assai abbondante. I fiori contengono alcun poco d3 olio essenziale. I semi somministrano un olio meante la spre mitura. Le bacche contengono un acido. La race e la scorza si danno in decozione. Sez. /. (bis) *

4 SEZ. I. (bis) SMtEéjr Dei fiori e dei semi se ne fa infusione. Colle bacche si prepara un rob che è poco in uso* 4 Scabiosa. ^ La scabiosa arvense appartiene alla tetrandria mohoginia Linneo ed alla famiglia delle psacee Jussieu. \ E assai frequente ne prati, ne campi, e lungo le strade. Sono in uso 1 erba e i fiori : hanno un sapore amaro, astringente. Si dà in decozione : pizzichi. se ne mettono due o tre Graziola. Gl Italiani danno a questa pianta il nome stan ca-cavallo. Noi abbiam creduto meglio non allon tanarci dalla voce latina e chiamarla graziola o graziosetla per essere cosi generalmente appellata. La graziola officinale appartiene alla andria nio.r noginia Linneo e alla famiglia delle scrofularie Jussieu. Cresce in Italia, in Francia, in Ungheria, nella Spagna e nel Portogallo. Ama i luoghi umi. Si adoperano la race e le foglie. Contengono poca gomma, molta resina, alcuni sali* $m principio amaro nauseoso ; culiare* un altro principio pe

5 SUI VASI CAPILLARI Si dà in decozione alla dose d una mezz oncia % «u d' una libbra acqua.» Olmo. L olmo campestre è della pentandria triginia dì Linneo, e delle amentacee Jussieu. Cresce in copia nell Europa. Si adopera la corteccia : è sottile, liscia, stiptica} austera, inodora. Somministra molta mucilagine : pare contenere acido gallico. È stata molto commendata da Lettsom, Lyssoris, e Sauvages. Si può dare in polvere, in tintura alcoolica, in estratto acquoso. Quest ultimo si prepara con quattro once cor teccia su due libbre d acqua, colla riduzione ad ima libbra. Astragalo. L astragalo escapo spetta alla adelfia decandria Linueo, ed alle leguminose Jussieu. Cresce sulle montagne della Svizzera e dell Austria. Vengono adoperate le foglie, e la race* Non si ha analisi tal pianta. Essa ha molta ana logia co legumi : egli è dunque probabile che con tenga gli stessi princlpii. Girtanner ne faceva molto conto nella malattie cutanee; Cu*à dalle

6 ) SEZ. I. (bis BIMEDf Egli faceva un decotto con una mezz oncia ra ce della pianta e una libbra d acqua colla riduzione a due once* I V / Canna clonace. La canna donace appartiene alla triandria ginia Linneo e alle graminacee Jussieu. È originaria dell Africa boreale e dell Europa strale : ama i luoghi alla marina» secchi e montagnosi : au presso. Usansi lo stelo e la race. Si suole amministrare la race in decotto: si pre para con tre o quattro raci in due libbre d acqua. Canna fragmite. La canna fragmite ròseau à balaìs è della trian- dria ginia Linneo e delle graminacee Jussieu, Incontrasi su margini de laghi e de fiumi. E poco tempo che si introdusse in mecina. Si pretende che sia uno de precipui ingreenti del rob antisifilitico del Laffecteur. Alibert T amministra in decozione cui prepara con Tana mezz oncia su due libbre d acqua. fcobelia. X *.J La lobelia sifilitica è della singenesia monogamia Linneo e delle campanulacee Jussieu.

7 SUI VISI CAVILLA RI È ingena della Virginia. Cresce sui margini dei fiumi e lungo le fosse. Si usa la race : essa è fibrosa, bianca,» v Ir».. * 7. r f? viroso. Si prepara il decollo con una * «d odor i - mezz oncia su duo libbre d acqua. La dose dell' estratto è seci grani al giorno- Saponaria. \. > ' r - La saponaria officinale è della decandria ginia Linneo e delle cariofillacee Jussieu. Cresce in Francia, in Allemagna, in Inghilterra: ama i luoghi petrosi. Sono adoperate in mecina la race c T erba. La race è ramosa, \ 1 "V rossa internamente e bianca. j -. fuori: poco odorosa: amara e leggermente acre. L infusione acquosa delle foglie viene annerata dal solfato ferro : non il decotto della race. Questa dà una specie sapone* L1 alcool separa una parte estrattiva acre. Il decotto race merita preferenza. La dose si é una mezz oncia su due libbre d acqua. Si adopera pure il sugo della pianta verdeggiante. \ ) y, * ' 4 ^». Stir ace benzoino. Lo stirace benzoino é della deeandria monogenia Linneo e delle ebenacee Jussieu. Trovasi nell5 isola Sumatra e Santa-Fé-

8 78 SEZ. I. ( bis ) RiwfEw Il benzoino è in commercio in masse irregolari, d un rosso fosco, d un odore assai grato, sapore balsamico. Avvi un altra specie benzoino in com mercio, cui si dà il nome amigdaloide, perchè e rebbesi esser composto più mandorle insieme agglutinate. Hatchett ottenne meante la stillazione molto acido benzoico: il residuo è solubile nell acqua, giallo, amaro. L alcool scioglie il benzoino : questa soluzione cesi latte verginale. Il benzoino sublimato cèsi fiori benzoino. Non e altro che acido benzoico con alcunché ma teria oliosa. * La dose è da un grano a eci. i ' Balsamo peruviano. / * ' r.; ; ; : y Per lungo tempo si ignorò 1 origine e la natura del balsamo peruviano. Mutis ne e somministrato dal fece conoscere che mirossilo peruifero. Appartiene questa pianta alla decandria monoginia Linneo ed alle leguminose Jussieu* Trovasi nel Perù, nel Bresile, e nel Messico : è molto frequente a Santa-Fè Bogota. Il mirossilo peruifero dà due specie balsami, 1 uno bianco, V altro rosso bruno. 11 bianco si ot tiene per incisione in poca quantità : è un odor più soave che il rosso. Esso è assai raro. Il balsamo peruviano è infiammabile. Si unisce agli olii stillati e non ai pingui. Non si unisce coll acqua

9 àvi 7$ VASI CAPILtÀfci se non coll intermezzo della mucilagine, del bianco d uova. Hatchett trattandolo coll altro acido nitrico ot tenne acido benzoico. La sua ssoluzione nell acqua precipita la gelatina. La dose è da trenta a quaranta gocce. A Balsamo Tolti. Il balsamo Tolù stilla dall arbuscello detto to~ luifero balsamo. Spetta alla decandria monoginia Linneo e alle trebentacee Jussieu. Cresce in America nella provincia Tolù nelle vicinanze Carta gena. Ventenat pensa che il toluifero balsamo e il mi- rossilo peruifero sieno una sola e medesima specie. Il balsamo toluifero è d un rosso dorato, traspa rente, fragile, d un odor grato analogo a quello del cedro, d un sapor balsamico leggiermente amaro : si rammollisce per la masticazione e si attacca a denti: per 1 azione del fuoco si fonde e s infiamma. È solubile nell alcool, non nell acqua : si unisce agli olii stillati, non a pingui. Trattato coll acido nitrico somministra acido ben zoico e un concino artificiale. La dose è da sei grani a venti. Se ne può fare un sciroppo con sciogliere quat tro parti del balsamo in eci parti d alcool retlifi- ficato e con allungarlo in seguito in mille parti scitoppo caldo.

10 So SEZ. I. ( bis ) - RIMEDI Balsamo Copawe. Non merita un tal nome perocché non somministra jjtcido benzoico : non è che una specie trementina. Questo succo è somministrato dal copaifero offici nale : albero che spetta alla decandria ginia Linueo, e alle leguminose Jussieu. Cresce questa pianta nella Gujana, nel Brasile, e nelle vicinanze Tolù. E d un bianco giallo : è più o raen molle : sa pore acre, amaro, aromatico : d odore penetrante. Meante la stillazione si ha un olio Il residuo è una resina tenace, essenziale. gialla verdognola? che ssecandosi vien fragile. L alcool operando sul balsamo copaive : gli to glie la trasparenza c svolge un odore assai grato. La dose è trenta gocce. Carbonaio potassa. - - \ Il carbonato potassa trovasi nelle ceneri de ve^ gelali?ì ma alcalinulo. Si rende neutro coll adzione acido carbonico. Lapilla in prismi quadrati te edre triangolari : od in lame sapore acre e con pun resinoso : assai fusibile: poco deliquescente: pesa 2,012. < Si scioglie in quattro parti d acqua fredda. E scom posto dagli aci, dalla barite, dalla stronziana, dalla calce. 1

11 SUI VASI CAPILLARI Sf La dose è da sei grani a eciotto. Carbonato soda. Il carbonato soda si estrae dalle ceneri delle piante marittime. \ Lapilla in ottaedri romboidali. E effervescente : scio gliendosi nell acqua produce freddo. fusibile : converte È acre, assai in verde i colori azzurri vegetali. Pesa i. 35 <)i. E scomposto dagli aci, dalla barite, dalla stron* ziana, dalla calce, dalla potassa. Precipita i sali magnesiaci a freddo. Si scioglie in due parti d'acqua* La dose è da sei grani a eciotto. Antimonio. Basilio Valentino è stato il primo che introdu cesse le preparazioni antimoniali nella mecina uma na : in pria non erano adoperate che da veterinari!. Le più usate sono gli ossi solforati : cioè il ker mes minerale e v lo zolfo dorato : 1 antimonio afo- retico : il vino emetico. Si può preparare il kermes per via secca e per via umida. Quest ultima è generalmente preferita. Facciansi bollire sei parti potassa pura in venti parti d acqua : gettisi nel liquore del solfuro d an timonio polverizzato il ventesimo dell alcali : si agiti il mescuglio ; dopo sette od otto minuti si feltri ; il liquido raffreddandosi depoue il kermes. Sez, /. ( bis ) Qr

12 SEZ. U Thenard I. ( bis ) RIMEDI mostrò che il kermes minerale tiene d ossido bruno d antimonio 72,760 : con idro geno solfurato 20,298 ; zolfo 4>I56. Lo zolfo dorato contiene gli stessi elementi, ma /» in versa proporzione. Thenard vi trovò d ossido aranciato d antimonio 60,200 : d idrogeno solfurato 17,877 : zolfo dalla 12,000. E fficile preparare il kermes minerale in un modo assolutamente lo stesso : ossia ottenerlo in un medesimo stato. Cluzel fece molti sperimenti per giungere a tanto. Egli propose una parte d antimonio polverizzato: 22 i[2 solfuro carbonato ^oda : 260 parti d acqua. Cluzel preferisce il carbonato soda per due ra gioni : i. Il carbonato soda cristallizzato è sem pre identico nel commercio; 2.0 l idrogeno solfurato ha meno d attrazione per la soda che per la potassa. Si mescolino tre parti nitrato una parte d antimonio puro : si potassa con espongano ad un fuoco violento : si ha quella preparazione che veniva chiamata antimonio aforetico pel regolo. Si era da chimici reputato un ossido d antimonio : Thenard provò che contiene un quinto potassa ; è dunque un antimoniato potassa. Se a veee servirci d antimonio puro ci serviamo solfato d antimonio, si ottiene il così detto fon dente Rotrou o antimonio aforetico non lavato. > Si lunghi la meschiauza nell acqua calda : i sali si sciolgono: si ha per precipitato. 1 antimoniato po-

13 t SUI VASI CAPILLARI. 83 tassa. Questo semento lavato e sseccato cesi an timonio aforetico lavato. Si versi un acido nel liquido : si ossido bianco. ha il precipitato Si appellava già materia periata Kerkringio. Il cloro si combina in due proporzioni coll an timonio. Il protocloruro cevasi butirro d antimonio : il percloruro polvere dell Algarotti. Il vino emetico è stato messo in voga da Huxham. Si prepara coll infusione a freddo del solfuro anti monio. Tratteremo in altro luogo del tartaro emetico. Si faceva già uso dell antimonio allo stato metallico : ora non è più adoperato. Il solfuro d antimonio tal quale si trova in com mercio s associa alla dose quattro o sei grani nelle conserve e negl estratti. Si fa talvolta bollire nelle decozioni della salsapa riglia o altro vegetabile aforetico. virtù. Ma ha poca La dose del kermes minerale e dello zolfo dorata è due o tre grani. L antimonio aforetico si dà a quattro grani. Il vino emetico si amministra a mezz oncia. Moltissime sono le preparazioni in cui entrano gli antimoniali : noi non perderemo il tempo nell enu merarle. Non possiamo tuttavia omettere far men zione d una, la quale è in gran riputazione presso gli Inglesi. Appellasi polvere gyms. Pearson ne fece l analisi, e riconobbe essere un fos fato antimonio e calce. ( a

14 SEZ. I. (bis) 84 Pulii ne fece RIMEDI un analisi più esatta : e trovò in trentasei grani : perossido d antimonio, grani quat torci : sosfato calce, grani otto : solfato potassa, grani nove : potassa libera, grani sette. Pulii incò il modo preparare la polvere gyms : ed è il seguente. Prendasi solfuro d antimonio, due parti: fos fato calce calcinato, una parte : nitrato po tassa, parti quattro. Riducansi in polvere, si mesco lino : si mettano in un crociuolo coperto : si espon gano ad un fuoco violento: si avrà la polvere gyms. L acido nitrico dà ossigeno collo zolfo del solfu ro : si ha acido solforico : questo si combina colla potassa : si ha solfato potassa : parte della potassa si unisce col protossido d antimonio.

15 FEBBRI 221 volte col solfato chinina, ma gli intervalli sa lute si estendevano a sette, eci giorni, poi si ri produceva la febbre. Per la prima volta eh io vi questa ammalata, dubitando che la renitene» della febbre a lasciarsi vincere dal neofebbrifugo si dovesse alla troppo precipitosa amministrazione del medesimo, ed alla Irascuranza delle necessarie cautele, la sotto posi al ripetuto uso del sai ammoniaco, del muriato potassa, e altri purganti febbrifughi. Continuando ciònullameno collo stesso tenore gli accessi, scrissi gr. viij solfato chinina vis. in vj dosi. Guada gnai la malattia al primo parosismo 5 ma dopo un mese circa, senza che V inferma dal canto suo dato v avesse alcun movente, stesso orne. Ho scelto in ritornò la febbre allora, premessi collo alcuni purganti, unire il solfato chinina al tart. èmet. nelle dosi incate, e fu vinta la febbre al primo parosismo senza che promovesse alcun sorne l uso siffatto rimeo. Sono eci mesi e mezzo, che ontinua prospera la salute della nutrice. Osservazione iti. Un agricoltore, tarchiate mem bra, etro 1 essersi esposto all umità della rug- giada per una intiera notte, venne sorpreso da febbre intermittente terzana semplice. Disturbi gastrici coim plicavano la malattia, e per mezzo un emetico, dato sulle prime, e dei purganti in seguito, si levò la complicazione incata. Decorrendo la febbre colla stessa intensità, amministrai il solfato chinina, e 1 ammalato abbandonò il letto. Si riprodusse altre due volte, e coll egual cura n ebbi 1 eguale evento» I r»

16 SEZ. X. FEBBRI Finalmente, recivando per la quarta fiata, mi valsi della nota combinazione). Sotto la prima dose del ri meo ebbe l infermo dei semplici conati al vomito, e la febbre cessò al primo parosismo. mesi che X agricoltore attende alle Sono cose sue otto scevro tempre da ogni male. Osservazione IV. Una giovine, d anni 20, già da 4 mesi era soggetta ad una febbre quotiana inter mittente cui aveva sofferto già due recive dopo ssere stata ben trattata da un abile meco. Nessuna alterazione nei visceri addominali, vie complicava la febbre. Ho nè premesso nelle prime alcuni pur ganti, e passai dappoi alla amministrazione del tart. emet. col solfato chinina, secondo e la febbre cessò al parosismo senza alcuno sconcerto dall inge- stion del rimeo. Conto cinque mesi perfetta gua rigione. A queste osservazioni potrei che ritengo presso me $ accopiarne ma essendo altre esse sei dell eguale tenore mi spenso dall annojare i lettori, as sicurandoli però del felice risultato delle medesime.» *

17 22$ FEBBRI Casi febbri intermittenti nelle: quali si è praticato il salasso durante lo stao del freddo, con ossei'-* nazioni patologiche John Mackintgsh, M. D. 9 Membro del Collegio lì. dei Chirurghi, Professorp mecina pratica a Emburgo 9 ecc. ecc. Scopo precipuo questa Memoria, ce l autore, non è combattere la dottrina Cullen intorno alla causa prossima dello stao del freddo, la quale ei faceva consistere nell atonia, nella scemala ener gia del cervello, nello spasimo vasi capillari ; e non pure Mason Good, delle boccuccie dei confutare la dottrina secondo cui detto stao pender rebbe «da debolezza e da scemata provvisione fluido sensoriale». Il professore Mackintosh incline rebbe quasi ad ammettere V ipotesi d Ippocrate, il quale pensava cbe pelle boccuccie de vasi cutanei si intromettesse certa quantità d aria, la quale ricac ciando dalla superficie al centro il sangue faceva na scere lo stao del freddo. E per provare che in que sto stao avvi per lo manco in più viscere interne, congestione e viene sanguigna descrivendo i feno meni del freddo febbrile, e quin i risultamenti delle necrotomie praticate in invidui trapassati sotto il periodo medesimo. «Poco prima del parosismo, 1 infermo lassezza o debolezza ( la quale non si è per lagna altro debolezza vera, ma bensì oppressione; meno operosa è la circolazione alla superficie del corpo, segnata

18 2^4 SEZ. X. FEBBRI intormentite, e mente alle estremità, le quali sono danno al malato una sensazione freddo, sensazione che si fa universale e dà luogo mente il corpo è preso da al brivio. Tosta tremori universali : le forze sono prostrate, confusa la mente ^talvolta con delirio, fficile e celere si fa il respiro; l infermo è inabile a fare un ispirazione profonda, e prova senso oppressione ai precor ; il un polso, talvolta celere, talvolta tardo, è spesso irregolare, ma sem pre stretto. Egli è raro che succeda corna perfetto, apoplessia o convulsioni ; ma, che questi accidenti possano intervenire, risulta dai fatti in proposito con segnati nella meca istoria ; e più una volta io stesso ho veduto morire gli infermi nello stao del freddo. La volontà non ha possa frenare i tremori convulsivi, e se mi è permesso citare le mie proprie sensazioni, essi attaccano i muscoli interni, sì bene che gli esterni». u Io attribuisco tutti questi sintomi a congestione negli organi interni. Nè posso credere che abbia veduto questa malattia non voglia chiunqueconcedere sia effettivamente rotto l equilibrio della circolazione, e che il sangue non prenda una rezione irregolare. La freddezza e' il corrugamento delle estremità, egli pare notino aver il sangue ed essere stato respinto verso lasciata gli la organi superficie, interni al punto turbare le loro funzioni. I tremori convul sivi, la confusione della mente, il dolore capo, sono effetti congestione del cervello e del midollo spinale. La fficoltà del respiro procede principal-

19 I FEBBRI 22 fnente dall ingorgamento venoso de polmoni e S dal troppo sangue contenuto nelle cavità destre del cuore. La milza, il fegato, i vasi mesenterici soffrono istes samente per congestione, e lo spesso rinnovellarsi dei parosismi può gettare le fondamenta vizi organici queste viscere. Le quali patologiche conclusioni ri cevono piena conferma dal paragonare i sintomi colle alterazioni morbose che s incontrano in coloro trapassarono durante lo stao del freddo, e che sono rinfrancate in modo notevole dai buoni effetti che si ottengono dall aprire la vena, mercè cui ad un tratto cessano tutti i sintomi. Da un salasso 8, io, 20 onci e ho veduto infermi alleviarsi tosto dei più gravi parosismi. In alcuni casi hanno sangue, e solamente in uno bastato o due due oncie dovetti por tarne remissione fino a due libbre. Lorchè si poteva praticare una larga apertura, il sollievo era sì subi taneo, che muoveva a meraviglia tutti coloro che erano presenti alla sperienza». «La necrotomia degli invidui trapassati durante il periodo del freddo ha svelato copia granssima sangue nero nei vasi del capo, nei polmoni, nel cuore, ne vasi maggiori, nel fegato, nella milza, e nei vasi mesenterici. Secondo sir J. Pringle ed alcuni antichi scrittori, si è talvolta trovata rotta la milza per eccessivo stenmento. In tai casi ho veduto si gran copia sangue ne polmoni, che porzioni no tevoli questi si affondavano nell acqua $ e quando si aveano lavate e fuori se n era spremuto il sangue, ripigliavano V aspetto ornario, e tornavano galleg-

20 2<J SEZ. X. FEBBRI gianti. Il fegato, lavato e spremuto, ricupera egli pure, il naturale colore )). «Questa conzione patologica degli organi venne chiamata congestione, la qual parola inca però sol tanto che rotto è temporaneamente Yequilibrio tra il sistema arterioso e venoso, nell ultimo stando più sangue che nello stato normale, ma non che fermata sia la circolazione in un organo inviduo, o in una serie organi. L ultima sorta congestione inter vieni in que casi estremi, ne quali, non potendo operarsi la reazione, gli invidui muojono nello sta o del freddo febbrile». Dai tempi Celso si è generalmente creduto, che il salasso praticato nel periodo del freddo riuscisse costantemente mortale. La stessa opinione professava il dott. Gregory nelle sue lezioni, il quale per darle maggior peso soleva ripetere 1 espressione Celso? hominem jugulare. Altri scrittori mecina proclamarono lo stesso precetto, pratica senza però si sap pia se per esperienza propria, o semplicemente sull7 autorità Cullen, il quale, come cemmo, faceva nascere il parosismo da debolezza, da fettosa rea zione cerebrale e da spasimo delle boccuccie dei vasi capillari. Fortificato da possibile ligenza molte per osservazioni fatte iscoprire la verità, con ogni e dalle sensazioni da se medesimo provate durante un lungo corso febbre intermittente, acquistata in paese pa ludoso, e contra cui avea inutilmente sperimentato la china e i consueti rimedj, il professore Mackin-

21 FEBBRI 227 tosh risolvette fare sa se stesso la sperienza, messa da banda la contraria autorità degli scrittori sull5 ar gomento. Si fece pertanto aprire la vena al braccio, e prima che fossero uscite doci oncie sangue, il rigore avea cessato, e con esso tutti gli altri sin tomi da cui è accompagnato : non ebbe lo stao del calore, e non pure quello del sudore : un senso calor piacevole segui al senso doloroso del freddo, e invece sentirsi fiacco, sentivasi più vigoroso prima. In appresso praticò il salasso sopra molti in vidui, e sempre co medesimi risultarsienti. Però, siccome egli ciò faceva molti anni prima del 1810, vale a re in un epoca in cui oggi giorno non avrebbe potuto citare i testimonj quelle sperienze, cosi nella Memoria sopra enunziata si è accontentato addurre otto casi febbre perioca curati coll7 emissióne sangue durante lo stao del freddo negli ultimi anni, come quelli che furono veduti da suoi allievi, non che da molte persone abili per sapere ed esperienza a giucare assennatamente dei tentativi che facendo. Noi, per legge brevità, non andava riferiremo che i tre seguenti : <c 1. James Ward, ricevuto nello spedale dell ar tiglieria nel mese novembre 18^3, dappoi la spe zione Walcheren, nel 1809, Pativa ogni anno febbre intermittente, la quale andava successiva mente facendosi vieppiù pertinace, e ogni volta il la sciava vieppiù indebolito forze. Alcuni miei allievi si edero a vigilare attentamente ogni terzo giorno l infermo, per versi parosismi, colla mira sa-

22 Z 22 SEZ. X. - FEBBRI lassarlo nello stao del freddo ; ma non riuscirono mai a giungere in tempo. Nullameno, per la gravità de sintomi, gli cavaron sangue due volte durante il periodo del caldo, e, sì nella prima che nella seconda volta, con sollievo notevole temporaneo, ma senza che inai venisse tolta e neppur rintuzzata la violenza dei parosismi susseguenti. A capo qualche tempo, pervenni io a sorprenderlo durante l accesso del frtddo e tostamente gli apersi la vena -y questo accesso era forte anzi che no, violentissimi i brivi, insoppor tabile il senso freddo. L infermo lagnavasi alta mente del capo e dei lombi 5 livido in volto, avea i vasi della congiuntiva ingorgati sangue. Il polso, stretto * dava 100 o io5 pulsazioni respiro era breve e fficile, sue parole * provava un e, senso nel per minuto \ il servirmi delle peso oppressivo alla regione del cuore. Aperta la vena, il sangue pa reva in sulle prime non volesse uscire che a goccie, ma non tardò a spicciare a forma getto. Uscitene otto oncie, il brivido scomparve * e il malato faceva le alte meraviglie del trovarsi sì subitamente alleviato: quando il sangue estratto ammontò a doci oncie,, si trovò libero affatto da dolore, e provava alla pelle un senso piacevole madore. La notte seguente fu calma, la febbre non ricomparve più, e celere fu il ristabilimento. Ho avuto 1 opportunità vedere in appresso quest uomo giornalmente per alcuni e sempre mi ripeteva che non erasi mai bene dappoi il puo ritorno da Walcheren. mesi, sentito sì Egli non ebbe altri riqae fuorché il salasso, alcuni purganti? e l infusione

23 22 febrftl «2. James Atkinson, 33 anni,, avea patito più volte febbre intermittente, quando, in un viaggio a Emburgo, stando sul cielo della Diligenza venne preso da violento brivio, evidentemente per essere rimasto esposto al cattivo tempo, dapprima alla piog gia, in appresso a un freddo frizzante mentre ba gnate avea le vesti. Quando il visitai nello spedale, stava sotto le scosse dei brivi almeno da ore j e per vero re, in nessun luogo, ventisei non avea mai veduto durare sì lungamente lo stao del fred do. L infermo al dorso, ai lagnavasi dolor lombi, e acuto alla testa, oppressione ai precor. Con niun profitto si tentarono le bevande calde e stimolanti, non che le calde fomenta. Tanto era lo commovimento del suo corpo, che scuoteva il letto su cui giaceva, e temeva venir sopraffatto da conr vulsioni. Avea respiro la lingua impaniata, ma umida ; il celere e laborioso 5 i polsi a y5, oppressi 5 la cute non sotto la temperatura naturale sul tronco, ma fredssime tutte le estremità, lagnandosi ad un tempo estremo freddo. Per buona ventura, riuscii a fare una larga apertura nella vena, il che non è sempre facile eseguimento a cagione dei tremori 5 il sangue fluì con getto sì gagliardo da me non più veduto nello stao del freddo : in tre minuti se ne cavarono ben doci oncie, ma con pochissimo sol lievo, eccettuato in riguardo al respiro. Tolta altra libbra sangue, V organismo si ricompose all equi librio, e il brivido affatto cessò. Questa seconda lib bra uscì in due minuti : allacciai il braccio all ap-

24 a3o SEZ. X. pressarsi della sincope. Febbri L infermo sentissi tosto in calma ; il corpo e le estremità tornarono alla tempe ratura normale ; la pelle venne molle ; i polsi da 65 montarono a 106 ; passò bene la notte; ebbe versi scaricamenti nelle seguenti ventiquattr ore, e il terzo giorno sta bene sotto ogni rispetto. Nel quarto è tenuto per convalescente, ha l aspetto della sanità, chiede cibo più abbondante : tornata». «Il signor Mafshall, Reggimento, venne la febbre non chirurgo-assistente invitato a è più dell 87 vedere un uomo mezza età, che avea militato in clima caldo, ed era stato per molti anni travagliato da febbri perioche* Siccome quest uomo avea già sperimentato senza frutto ogni maniera rime, cosi ei si sommise buon grado alla cura del salasso durante lo stao del freddo, che il signor Marshall avea veduto praticare sovente in casi simili con pieno successo». «Il 6 luglio cosi il signor Marshall venni richiesto a visitare quest uomo per la prima volta. Dalle notizie raccolte dagli amici dell infermo, avendo prima della mia visita ragguagliato della na tura del caso il chirurgo maggiore signor Marshall (seniore), questi suggerì porgergli successivamente un grano d oppio nelle tre prime ore che precede vano il parosismo. Il brivido cominciava regolarmente verso sei ore sera; l oppio venne ministrato a 3, 4 e 5 ore pomeriane, ma con nessun sollievo. 8. Oppio, come sopra, ma senza frutto, purgante rabarbaro, r! r j

25 FEBBRI a3i SO. Nessun vantaggio dall oppio. 12. Accesso freddo assai intenso ; fred i pie } le estremità superiori più calde del naturale, e umide ; polsi picciolissimi. appena Sensibili ; cefalea acutissima ^ sete ardente 3 dolore intenso dolore e senso al somma oppressione doiso, ai precor. Sollecitato dall infermo a praticare alcun che a lui conforto, apersi con larga la vena al braccio apertura. In sulle prime il sangue sgocciava lungo il braccio, ma tostamente si ede a sgorgare a pieno getto. Toltene eci oncie, il brivio cessò, e tutti i sintomi cattivi svanirono. Mezz ora dopo il salasso, il malato godeva pieno benessere. Nessuna ricor renza febbrile il 14, 15 e 16, e il signor Marshall mi ha assicurato non essere più ricomparsa la bre a capo alcuni mesi in cui feb vide l infermo». Negli altri cinque casi, il salasso praticato durante lo stao del freddo, ha bensì troncato mente il parosismo ; ma in alcuni non immeata ha impeto la successiva ricorrenza della febbre, la quale si do vette combattere con altri argomenti e talvolta col solfato chinina ; altri patirono reciva, per er rori vitto, ecc. Dai proposti fatti, il professore Mackintosh trae intanto le seguenti conclusioni : «i. È superfluo re, il salasso praticato nello stao del freddo nou riuscire necessariamente tale. 2. Talvolta questo metodo vince affatto la mor ma lattia; talvolta giova rompendo la catena delle azioni

26 &3a bii-z. X. FEBBRI morbose, e rendendo i parosismi susseguenti sempre, più miti* 3. Il salasso, in tutti i casi nei quali fu speri mentato nel periodo del freddo, ha troncato botto T accesso del freddo e ha impeto lo svolgimento degli sta successivi del parosismo, sì che non ven nero nè quello del caldo, nè quello del sudore. Egli sembra operare anticipando gli sforzi naturali della costituzione tendenti a rimuovere la congestione in terna e a ricondurre Y equilibrio nel sistema della circolazione* 4. Questo metodo egli pare debba tornare pro fittevole nelle intermittenti gravi autunnali, segnatamente in quelle febbri perniciose e maligne, che soglionsi chiamare d1 Italia, d Olanda, o de paesi paludosi. In tai casi la reazione del sistema non può interamente svolgersi, a cagione dell altezza a cui è pervenuta la congestione interna, la quale per lo contrario si lascia sciogliere dal mezzo cui si tratta. 5. Il salasso si può impiegare con sicurezza in tutti i climi, ove lo stao del freddo duri lunga mente e minacci pericolo. 6. Il salasso, riesce sempre più vantaggioso nello stao del freddo, che in quello del calore, o negli intervalli ; perciocché, sebbene abbia spesso veduto impiegarsi utilmente il salasso sotto queste circostanze, per rintuzzare la violenza degli accidenti più gravi, non mi è mai toccato vedere che esso abbia sof focata la ricorrenza de parosismi susseguenti.

27 FEBBRI a33 I y.q La pratica cui si scorre può essere ado perata nel primo stao tutte le febbri, e pro babilmente potrà giovare altresì nella cura delle com mozioni cerebrali. 8.p Quand anche sero queste merito pratico? osservazioni non aves potranno tuttavolta servire alla scienza meca per struggere sino dalle fondamenta» i * T erronea dottrina Cullen, accarezzata tuttora dai vecchi, egualmente che dai meci giovani, i pensano ed adoprano unicamente etro 11 sistema Cullen fu grande gressi della scienza a paragone V autorità. ostacolo ai pro meca, ed è tuttora la cagione principale dello stato in cui langue la noi, quali degli patologia tra avanzamenti fatti intorno a questa parte, scienza dai meci francesi».

28 * 234 SEZ. X. - FEBBRI Trattato intorno al modo rispingere i parosismi. delle febbri intermittenti, illustralo con istorie me che,* J. Brown, M. D. Boston, A carte 228 si è veduto che col salasso nello stao del freddo, il professore praticato Mackintosh tronca esso stao e i successivi del caldo e del dore. Il dottor Brown insegna a rispingere e su com battere gli accessi delle febbri perioche coll uso del solfato chinina amministrato in dose assai piu picciola del solito, ma ai primi forieri del freddo feb brile. Nel mese marzo del 1824* e egli, io era nojato da febbre terzana, con parosismi che no: non ostante andassi pigliando chinina, avea avuto tre accessi, e riuscire a scampare dal quarto. In anzi il gravi solfato temeva tanta non perplessità pensai variare il piano curativo. Presi un purgante, e provando, a un ora dopo mezzodì, i lontani an nunzi dall appressarsi del parosismo, ( a tal ricorrevano eglino solitamente ) mi e a periodo prendere due soli grani solfato, coll intenzione farli se guire da una dose maggiore prima del brivido, se la prima non fosse stata sufficiente. Però, in pochis simi minuti, i suoi effetti si appalesarono. Il raggrin-* zarsi della superfìcie, 1 abbattimento dell animo, la dolorosa sensibilità al freddo, sete, le sensazioni tutte il dolor capo, la importune, svanirono. Ma non era da gradatamente dubitare, che sì poca quantità febbrifugo non avrebbe stabilmente corris-

29 FEBBRI r*35 posto alla mia aspettativa. Infatti., un ora dopo, il parosismo voleva ripigliare, egual dose solfato. In pochi fluenza del rimeo sui sintomi e mezzo ed. io ripresi minuti che sentii V in rinascevano *, il polso si fece più pieno e stinto, il respiro più fa cile, la cute del calore naturale, e a capo un ci minuti cessata era ogni sofferenza. Questo stato, come quello prodotto dalla prima lungamente : scorsi trentacinque dose, non durò minuti, i sintomi stavano per ricomparire, ed io replicai la terza volta il solfato alla solita dose due grani ; ora comin ciai a nutrire fiducia della sua virtù, e a sperare, che perseverando a guadagnar tempo sulla ricorrenza dell accesso, e a rispingerlo sempre più inetro, sarei finalmente riuscito a soggiogarlo del tutto. Ed in vero, dopo la quinta dose ( tra la ^ qual dose e la quarta passò un intervallo un ora e mezzo) il pa rosismo si sciolse, per così re, in un tantino rubore e umidezza cute». L autore viene ora a narrare a3 istorie febbri intermittenti curate all anzidetta maniera, con più o meno celerità. Noi ne riferiremo una sola, per saggio. «i. Caso. S. T. 17 anni, venne a consultarmi il > giorno susseguente al quinto parosismo febbre ter zana. Siccome la stitichezza cui era abitualmente sog getto, nell attuale circostanza eragli venuta mag giormente importuna, al chinino avvisai far prece dere un purgante, il quale procacciò versi scaricamenti neri, puzzolenti. L infermo prese la prima

30 t ÒEZ. X. FEBBRI dose solfato ai primi forieri dell accesso, e non ebbe bisogno prendere la seconda, che a capo un ora, e cosi, a un intervallo pressoché uguale, la terza ed ultima. Il parosismo venne soggiogato, e la febbre non è più ricomparsa. Ei prese in tutto sei grani solfato chinina». L uso preliminare un purgante attivo, egli pare sia conzione inspensabile * trattamento ; perciocché in uno questa maniera o due casi in cui venne ommesso, il rimeo ha mancato effetto. Del resto, lasceremo a novelle sperienze giu care, se questo metodo curativo, tendente a econo mizzare il solfato chinina, risponda realmente alle promesse che il dottor Brown ci ha fatto concepire. i è

31 SEZIONE DECIMAQUINTA NERVINI Mosco o muschio. -A.ezio è stato il primo ad introdurre nella materia meca il mosco. Questa sostanza appartiene al mosdo moschifero Linneo.» Quest animale della classe de inanimali e délporne delle pecore abita il Thibèt, la Gran Cina, la Siberia, e il corna. reame Presso all òmbellico Tartari a, là Tangut. È sehza ha uria borsa due o tre pollici ainetro. In esdo si sècerne uba ma teria ontuosa:ed è quella appunto cui favelliamo. Il mosco è bruno sanguigno : ardenti si svapora per intero. gettato su carboni Se è puro, F odore è fortissimo e assai durevole. I fisici valgonsi del mo sco per mostrare 1 indefinita visibilità della ma teria. Dà più principii all acqua che all alcool: un terzo a quello : un sessantesimo al secondo. Questo fu osservato da Neumann. 4 Scz. XF. i

32 3o SEZ. XV. NERVINI Fourcroy facendo reagire il mosco colla potassa Ottenne svolgimento d ammoniaca. Si può dunque stabilire che il mosco è composto d un principio estrattivo, d un resinoso, d un olio volatile : vuoisi aggiungere una materia salina osser vata da Fourcroy. La dose è uno o due grani. Castoreo. * 11 castoreo è conosciuto in mecina dalla piu re mota antichità. * Ha molta analogia col mosco. Appartiene ad un animale detto castor Jiber da Linneo che spetta alla classe de mammali ed all or ne de ghiri. Il castoro abita nel Canada, terra, nella Pologna, nella nella Nuova Russia, nella Inghil Siberia, nell Alemagna. Nelle sue anguinaje vi sono quattro borse membra nose, due maggiori, due più piccole, nelle quali si separa, si raccoglie, si inspessisce una sostanza ontuosa : che è appunto quella cui ragioniamo. Ha un sapore acre ed amaro: un odor fetido, un color brunastro. \ E stato Cartheuser, accuratamente. esaminato Thouvenel, Fourcroy, da Neumann, Bouillon-La- grange. * E un misto una resina, una specie corpo apoceroso, d un olio volatile, d una materia estrat tiva colorante, d un sàie.

33 NERVINI : Il castoreo delle borse A. ' minori è più < 31 grasso? più. olioso. Si amministra in sostanza, o in tintura. In sostanza si dà a cinque grani. La tintura si dà da cinque a venti gocce* Olio del Dippel. Si consultino i rime i che operano sui vasi esa lanti. Oppio. L opio dei od oppio si ricava da una pianta ingena luoghi cal dell Asia detta papavero sonnifero spetta alla poliandria monoginia Linneo e alla fa miglia delle papaveracee Jussieu. Si ha in due maniere : cioè per incisione e per spremitura. Quando i papaveri sono fanno più incisioni pervenuti a maturità, si successive alle loro teste? e si raccoglie il sugo a misura che esce. In ciò consiste il metodo per incisione. Il metodo per espressione consiste nello spremere fortemente la testa del papavero. Il papavero sonnifero ora è bianco, Si mosse questione qual ora è nero. sia il miglior sugo : i più convengono che siano entrambi d egual virtù. Il miglior oppio è quello che ci vien dalla Persia,. Il papavero sonnifero si è trasportato da parecchi

34 3a SEZ. XV. nervini nelle nostre contrade e qui coltivato, e da esso si é ricavato l5 oppio. Fra questi merita special menzione Dubuc farmacista Rouen. Il primo che trasportasse il papavero nefort. sonnifero nell Europa è stato Tour- L oppio è una sostanza gommo-resinosa, d un co lor rosso bruno, d un odor viroso, d un sapoi; nau seoso ed amaro, poi acre Euiopa sotto la forma e caldo. Vien portato in piccole placente, avviluppate da foglie papavero, romice e altri vegetali. rotonde nicoziana, ^ Talfiata vi si aggiungono altre sostanze prezzo per lucrar meglio. minor Si guar con attenzione se abbia una frattura ve trosa, se bruciarsi sia a omogeneo una fiamma scioglia facilmente e a tal caso è legittimo. nel suo interno, viva e una nel fuliginosa, se si tintura La chimica incominciò a stabilire se rossigna. In che una parte dell òppio è inssolubile nell acqua, che l altra parte vi si scioglie. La prima si riguardò come natura re sinosa e T altra si tenne per gommosa. resinosa si credeva La porzione cagione delle perturbazioni che nascono dall oppio. Eppercio i meci prescriveyano T estratto gommoso. Baume vi riconobbe inoltre un olio essenziale denso e un sale essenziale particolare. Fourcroy nel suo sistema delle conoscenze chimiche avverte che l oppio è un sugo molto complicato, con tenente 1 estrattivo, un olio, una resina viscosa^ una mucilagine, una glutine ed un sale.

35 33 NERVINI V analisi cialmente chimica col tempo per opera si perfezionò, spe Seguin, Robiquet, Ser- tuerner,» 1 principii che si sono ritrovati nell oppio sono 2 i. Un acido particolare appellato meconieo. 2 Una sostanza alcalina chiamata morfina, 3. 4* Una materia estrattiva, Mucilagine, Fecola. Resina. y. Olio fisso, 8. Caoutchouc. 9.0 Una sostanza végeto-animale. io. Avanzi fibre vegetali od altri corpi stra nieri. 11 Una materia bianca cristallina chiamata da Derosne sale d oppio. De mentovati principii il primo e Y ultimo sono proprii dell oppio: gli altri tutti trovansi in altri com posti. L acido meconieo ebbe tal nome da mecon greco, che esprime papavero : è stato oscuramente veduto da Derosne : più accuratamente osservato da Sertuerner. Allo stato purezza è solido senza colore? vola tile molto solubile nell acqua e nell7 alcool : lapilla in lunghi aghi ; forma sali più o meno solubili colla potassa, colla soda, colla calce. Per sè solò ha pochissima azione sull economia animale; unito alla morfina esercita granssima effi cacia.

36 34 SEZ. XV. nervini La morfina venne così debbesi attribuire la / appellata virtù perché adì narcotica èssa dell1 oppio. È stata oscuramente veduta da Derosne e Seguin? ma con tutta accuratezza descritta da Sertuerner. \ E cristallina, trasparente, senza colore, quasi inssolubile nell acqua, solubile nell etere e nell al cool : queste due soluzioni sono amarissime : unita agli aci forma sali solubilissimi e velenosi. L oppio privato della sua morfina perde gran parte della sua virtù. Si scioglie molto facilmente nell olio : àlcoolv / X, #. 1 Il sale d oppio ha molte Il primo a relazioni meno nell* t colla vederlo è stato Baumé. Derosne riguardato come il materiale attivo morfina. 1 avea dell oppio : ed aveagli perciò imposto il nome narcotina. Derosne non stinse con tutta precisione il sale dalla morfina. Robiquet ne ha dato i caratteri stintivi. Il sale dell oppio è inssolubile nell acqua, nell alcool, nell etere. Non si unisce cogli aci come la morfina : in essi si scioglie. Sertuerner V avea pronunziato sotto-meconato morfina. Locchè è stato pruovato falso. Separato il sale d oppio molto della virtù narcotica. Robiquet acido : ma sitivo. sospettò su che dalla - nell oppio morfina, perde siavi un altro questo non si ha ancor nulla po*

37 NERVINI X' analisi delf oppio lascia un residuo roso verso dal sale 35 salino ter essenziale dèli oppio. Non è abbastanza conosciuta la sua natura. Nysten ha pruovato che una protratta bollitura minuisce la virtù dell oppio. L oppio del commercio debb essere purificato. A tale oggetto si lascia ammollire in un vaso acqua a bagno Maria, pieno si passa in seguito alla spre mitura : allora prende il nome laudano secco. Vi sono varie preparazioni d oppio. Si tagli l oppio a fettoline, si ponga a bagno ma ria in una sufficiente quantità d acqua, si passi con *. espressione, si svapori in sino a debita consistenza, si ha in tal modo 1 estratto d oppio. Si ottiene ancor meglio meante éà protratta per sei mesi. Langelot > una v gestione / faceva fermentare 1 oppio col sugo cotogno., ' Kusse impastava 1 oppio sotto un filetto d acqua. Derosne propose il seguente metodo per preparare 1 estratto d oppio. Si lunghi 1 oppio del commercio nell acqua fredda : si aggiunga del lievito a questa ssoluzione : il mescuglio si esponga ad una temperatura venti o venticinque gra. In capo a quattro o cinque giorni incomincia la fermentazione e dura altrettanto. Quando il movimento della fermentazione minuisce e il liquore si rischiara, si decanta, si lunga con acqua, si feltra. Il liquido si mette in una cucur bita vetro lutata e posta in un fornello a lampada,

38 I 36 SEZ. XV. - \ NERVINI t s.o,tto il quale si mantiene il grado calore neces tenere V ebuljizione permanente. Si ha un sario per precipitato che si separa per intervalli aggiungendovi una nuova quantità dv acqua. Si eccita nuovamente 1 ebullizione. Si replicano queste operazioni per piu settimane: si, svapora il liquore ottenuto, sino alla con sistenza un estratto secco. Si preparano varie tinture d1 oppio. La semplice si ottiene con far gerire eci ottavi estratto secco in una giorni. libbra d alcool per eci La tintura dell abate Rousseau si ottiene meante la fermentazione dell oppio col mele. Per ottenere la tintura cosi. Si faccia gerire d alcool due canforata dell oppio si fa per tre giorni ottavi d oppio e in due libbre d acido benzoico, quarantotto grani canfora e un ottavo d olio es senziale d anisi. Il laudano liquido Sydenham è laudano secco gerito nel vino Spagna con alcuni aromi come garofano, canella, e zafferano. Ogni venti gocce liquido contengono due grani d oppio. L oppio fa parte polvere del Dower, vari farmachi : tali sono la il sciroppo acoo, le pillole cinoglossa, la triaca, il filonio rpmano, il mitridato, T orvietana, il balsamo ipnotico, il balsamo isterico, 1 empiastro calmante e simili. Questa è la forinola delja polvere del Dower. Pren dasi nitrato potassa e solfato potassa a parti eguali once quattro : si facciano deflagrare ; si aggiunga

39 NERVINI s7 un9 oncia ct oppio polverizzato; si mescoli con altret tanto polvere ipecacuana. Non daremo le composizioni tutti i preparati in cui ci entra V oppio : consultisi la farmacopea. Il laudano secco si dà ad un grano. L estratto a un mezzo grano. La tintura a eci gocce. Il laudano liquido a eci gocce. La polvere del Dower a venti grani. La morfina sì dà a minor dose dell oppio. Per lo più si amministra V acetato morfina. Si dà alla dose un ottavo grano insino ad un quarto grano. Papavero selvatico ( papaver rhoeas ). > Il papavero selvatico spetta alla poliandria monoginia Linneo ed alle papaveracee Jussieu. Cresce ne campi. Si incominciò ad adoperare il fiore in mecina verso il finir del secolo decimosesto. Il decotto contiene molta mucilagine. Per l1 incisione si può ottenere un sugo bianco che si fa bruno per 1* azione dell aria : ha molta ana logia coll oppio tanto per F odore quanto pel sapore. Si scorge che hanno ben verse virtù detto sugo e la decozione. Alla decozione si suol preferire F infusione. Se ne prepara un sciroppo. Si sono pure proposti alcoolica. V estratto acquoso e la tintura

40 38 SEZ. XV. nervini 1 La dose dell estratto è sei grani : quella del sciroppo è un oncia. f JV * Foglie della lattuga saliva. *, ' La lattuga sativa appartiene alla singenesia poli gamia eguale Linneo ed alle cicoracee Jussieu. E coltivata negli orti. _ % Essa contiene un principio che ha molta analogia coll oppio. Nedmann Coxe Filadelfia esaminò com parativamente 1 oppio del papavero sonnifero e l op pio della lattuga sativa. Si può adoperare in sostanza, o cruda, o cotta : in infusione ed in decozione. Tuttavia la preparazione più usata si è 1 acqua stillata. Deyeux ha scritto una ssertazione sulla virtù detta acqua. r ; Foglie della lattuga viro sa. La lattuga virosa spetta alla singenesia poligamia eguale Linneo ed alle cicoracee Jussieu. Cresce nelle contrade merionali dell Europa. Il sugo latteo questa pianta sembra contenere un principio resinoso solubile nell alcool. Esso è molto analogo all oppio., Si adopera ridotta alla consistenza estratto. La dose è otto grani.

41 3S NERVINI * ** Canfora, La camfora o canfora si ricava dal laurus campho- ra : pianta che appartiene alla enneandria monoginia Linneo e alle laurine Jussieu. Cresce nelle isole Borneo, Ceylan, Giava,. Sumatra e nel Giappone. Si raccoglie in più mo. Si fanno incisioni sul lauro ; ne esce la can fora. Si tagliano in pezzi i rami : si espongono alla s soluzione. Zea crede che le raci ne somministrino una maggior quantità. La canfora è una sostanza bianca, leggiera, fra gile, trasparente, tenace fra i denti, odor forte e penetrante molto simile a quello del rosmarino, un sapore amaro simile a quello della menta peperita : volatilissima : infiammabile : bruciando dà una fiamma viva fuliginosa : messa nell acqua gira con gran rapi tà : se si tenga immobile, gira T acqua. Cristallizza in ottaedri e in lame quadrate. La canfora è solubile negli aci vegetali e mine rali concentrati. L acido nitrico reagendo su essa dà un acido detto canforico. Non si scioglie negli alcali. Si scioglie negli olii grassi, negli olii essen ziali, nell alcool. La dose della canora è dj due grani : e si va sino a eci. >

42 4 SEZ. XV. NERVINI L alcool canforato contiené sei ottavi canfora per ogni libbra alcool. Si usa esternamente. A ssa fetida. La pianta che somministra 1 assa fetida si è la ferula assa fetida* Spetta alla pentandria Linneo e alle ombellifere Jussieu. ginia Ci viene dalle Ine orientali e dalla Persia. Gli Asiatici T hanno per un conmento delizioso : la chiamano alimento degli Dei : gli Europei per lo contrario 1 appellano sterco dei avolo. Qual ffe renza gusto! e un mero effetto dell1 assuefazione. L assa fetida e una sostanza molto masse giallastre o rossigne : d un odor compatta, in d aglio : sapor nauseoso, acre e morcanfce. Ve ne sono due qualità. I grani dell una d un bianco sucio c biancastro : quelli dell altra più e più puri. brillanti - Trommsdorff trovò che Tassa fetida contiene un prin cipio gommoso ed uno resinoso!: e che il primo sor passa assai il secondo* Distillando T assa fetida tanto coll acqua, quanto coll alcool, si ha un liquido estrema fetita. Si suole amministrare in pillole, le quali si preparano con tre parti d assa fetida sale mare. e d? una aloe e All aloe si può surrogare la mirra., lo zafferano, il rabarbaro e simili. La dose è doci grani*

43 4«NERVINI Foglie e fiori ct arancio, ( citrus aurantium). L arancio appartiene alla poliadelfia icosandria Linneo e agli aranci Jussieu. Le foglie soffregate esalano un odor soave ma de bole ; il sapore è amaro. I fiori mandano un odore gratissimo. Il sapore è simile a quello delle foglie. Le foglie e i fiori contengono un olio il quale si ottiene facilmente meante la stillazione. Le foglie ridotte in polvere si danno alla dose dtun mezz ottavo. Si dà il più spesso V infusione la quale si fa con un pizzico foglie in una libbra d acqua. Amministrasi pure P acqua stillata d arancio alla dose una o due once. Fiore tiglio, ( tilia Europaea ) Il tiglio spetta alla poliandria monoginia Linneo e alle gigliacee Jussieu. I fiori hanno un odore soavissimo, un sapor dolce alcun poco viscoso. Si danno in infusione nell acqua comune e vi si aggiunge qualche acqua stillata aromatica nervina. Race dì valeriana. La valeriana olici naie appartiene alla triandria mo noginia Linneo e alle psacee Jussieu. La race è fibrosa, giallognola all esterno, bianca

44 # ip> SEZ. XV. NERVINI dentro, d un odor fetido nauseoso e d1 un sapore amaro acre. Cartheuser e Neumann cenno sull analisi della ed altri valeriana : fecero qualche convien tuttavia confessare che essa è incompleta. Si amministra in polvere alla dose uno scrupolo. * Si dà meno spesso * in infusione, in decotto, in tintura. Race e fiori della peonia ( paeonia officinalis ) La peonia officinale è compresa nella poliandria ginia Linneo e nelle renoncolacee Jussieu. La race porgesi bruna dentro, bianca fuori, assai compatta, talvolta spartita in più rami. I fiori sono porporini, polipetali a foggia rosa: hanno un odore viroso. Per mezzo dell'acqua si ricava dalla race ssec cata un estratto dolcigno, inodoro. L alcool ritiene meglio l odore ed il sapore della pianta. Si suol dare in polvere alla dose un mezzo \ ottavo. Alcuni fanno usò dell acqua stillata. II sugo de fiori serve a preparare un sciroppo. > / < l ' ' ) Foglie e fiori del marrubio (marrubium vulgare). Il marrubio volgare è ascritto alla namia gi- mnosperrnia Linneo ed alle labbiate Jussieu. Si letta de terreni argillosi. Si rincontra lungo le strade. '/

45 NERVINI ' 4 43 Le foglie e i fiori hanno un odor forte che si as somiglia a quello del muschio : un sapore acre ed amaro. ' Tanto l acqua quanto l alcool prendono i principii attivi. L acqua oltre al principio aromatico ne prende 1 astringente : e veramente il solfato ferro intor bida la ssoluzione acquosa. Si dà in infusione, ora acquosa, ora vinosa. Se ne forma pure un estratto. Converrà aggiungere alcool all acqua per averne tutti i principii attivi. Col sugo marrubio si fa un sciroppo. Foglie salvia ( salvia officinalis ). La salvia officinale spetta alla andria monoginia Linneo e alle labbiate Jussieu. E originaria delle contrade settentrionali dell Eu ropa. Ama i lunghi rocciosi, secchi, elevati. Le foglie hanno un odore aromatico, forte, grato : un sapore amaro, astringente, canforato. L acqua prende i principii amaro ed astringente : 1 alcool 1 aromatico. Meante la ssoluzione si ha l olio essenziale. Proust ha trovato in quest olio, come in quello che si ottiene da molte piante labbiate, una certa quantità canfora. - Si adopera 1 infusione, 1 acqua? stillata, meno spesso la tintura alcoolica, L infusione si prepara con uno o due pizzichi foglie in una libbra d acqua.

46 44 SEZ. XV. nervini.la dose dell acqua stillata è d'una o due once. La tintura si dà a uno o due ottavi. Rosmarino ( rosmarinus officinalis ). Il rosmarino officinale è compreso nella andria monoginia Linneo e nelle labbiate Jussieu. - Cresce nella Francia merionale, nella Spagna, e nell Italia. Ha un odor forte, poco grato, un sapor caldo, aere, canforato. L acqua estrae un principio estrattivo amaro: l alcool una piccola quantità un principio resinoso molto odoroso. Meante la stillazione si ha un olio essenziale. È tino de principali ingreenti dell acqua della Regina d Ungheria. Proust trovò in quest olio della canfora. Se ne fa un infusione con uno o due pizzichi in lina libbra d acqua o vino. La dose dell olio essenziale è due o tre gocce. Menta crespa (menta crispa). La menta crespa è annoverata nella namia gimnospermia Linneo e nelle labbiate Jussieu. L odor dell erba è assai forte, ma grato : il sa pore caldo ed aromatico. L acqua estrae un principio astringente : F alcool un principio amaro acre : meante la stillazione si ha un olio essenziale.

47 NERVINI? Si amministrano 1 infusione 45 acquosa, 1 infusione vinosa, T acqua stillata, lo sciroppo. Y acqua Le infusioni si prendono a quattro once : stillata lo sciroppo a due once, V olio essenziale a due gocce. Menta peperita (menta piperita). La menta peperita spetta alla na mia gimno- spermia Linneo e alle labbiate Jussieù. Cresce ne Pirenei e nell Inghilterra. L odor dell erba è forte, canforato, grato: il sa pore caldo aromatico. Masticata imprime prima un senso caldo, pòi freddo. L acqua dà un principio estrattivo aromatico : l al cool estrae meglio i materiali attivi: meante la stillazione si ha un olio essenziale che contiene canfora. Gmelin avea già scoperta la Canfora nell olio es senziale della menta peperita. Proust confermò la sco perta Gmelin e più oltre procedendo trovò detta sostanza in molti olii essenziali, \ Si amministra in polvere, in infusione, in acqua stillata, in tintura alcoolica, in olio essenziale. La dose della polvere è venti grani : dell infu sione, quattro once: dell acqua, due once: della tintura, due ottavi : dell olio, due gocce. Sez. XV. 5

48 \ 46 SEZ- XV. KELVIN* Fiori lavanda ( lavendula spica ), La lavanda è della namia gimnospermia Lin neo e delle labbiate Jussieu. Cresce in Italia, in Ispagna, in Isvizzera. Tutta la pianta ha un odor grato : àdoperansi per lo più i fiori. La ssoluzione acquosa è rossigna, molto odorosa ed amara : per l adzione del solfato ferro prende un color verde fosco. L alcool si carica d una parte estrattiva resinosa. Si ottiene un olio essenziale color citrino, più odoroso e più amaro della pianta. Scompone il deutoclorato mercurio e il porta allo stato protocloruro, Proust trovò in quest olio un quarto del suo peso canfora. L infusione tei forme è il più spesso amministrata, L olio essenziale si dà a quattro gocce: la tintura alcoolica a un ottavo. L olio si usa pure esternamente. Stecade arabica. La stecade arabica, detta lavendula staechas da Linneo è come la precedente della namia gimnospermia Linneo e delle labbiate Jussieu. È ingena della Francia^, della Spagna e del Por togallo. Il suo amaro. odore è forte, grato : il sapore caldo ed

49 NERtlNt 4? Gli estratti acquosi ed alcoolici sona amari è leg-* germente astringenti. Meante la stillazione si ot^tiene un olio essenziale molto odoroso. Si suole amministrare in infusione. Si adopera pure lo sciloppo alla dose un oncia in qualche veicolo. Semi dew aniso 'volgare. L aniso Volgare o pimpinella aniso è della pentan-* dria ginia Linneo, e dell ombelhfere Jussieu. I semi contengono un olio essenziale : pare anzi, che questo sia contenuto nella scorza detti semi. Si amministra l acqua stillata^ l infusione, 1 olio. La dose dell'acqua è una o due once : dell olio» a sei od otto gocce;. Si prepara un balsamo zolfo con fiori zolfo ed olio essenziale aniso* La dose si è eci o quinci gocce. Semi d illicio anisato* L illicio anisàto è della poliandria poliginia Lin neo e delle magnolie Jussieu. È assai reputata nella,cina e nel Giappone. I frutti danno come quelli dell aniso volgare un olio essenziale odor grato. L estratto acquoso è assai più abbondante che l al* coolico : ma meno attivo. Si amministra in infusione.

50 4» SEZ. XV. «* / 4 NERVINA t Foglie, semi, race finocchio. Il finocchio, anethum foeniculum, è della pentandria ginia Linneo e delle ombellifere Jussieu. Cresce nel mezzodì dell Europa. I semi'hanno un olio essenziale. Neuinann ne ricavò un olio spremuto color verde? alcunché estratto resinoso solubile nell alcool : l/ estratto acquoso è molto più abbondante. Trattando le raci cou aleool si ha una lieve quan-* tità resina amarognola : l acqua prende alcun poco materia estrattiva. Si suole amministrare in infusione tutta la pianta. Si fa pure un decotto della race. L acqua stillata si dà alla dose due once in qualche veicolo. La dose dell olio essenziale si è quattro o cin«? que gocce. Etere. Noi abbiamo cinque specie d eteri : il solforico 9 V idroclorico, il nitrico, 1 acetico, il fosforico. Si ottengono meante la stillazione schianza a parti eguali alcool e d una degli me- aci, da cui poi prendono il nome. I Chimici si occuparono nello spiegare i mutamenti che avvengono nella reazione dell alcool cogli aci. Fourcroy è quegli che ne ede un esatta spiega-»zione.

51 NERVINI s : Si noti clic gli aci solforico, nitrico, idroclori co, acetico hanno molta affinità col? acqua : e che T alcool è molto ricco idrogeno e ossigeno. Si rifletta a quanto insegnano i Chimici sull7 affi nità d intermezzo e sposizione : che è quella per cui due o più principii non si combinerebbero, ma si combinano se il loro composto abbia molta affinità con un corpo con cui vengono a reagire. Posto questi principii Fourcroy dà la seguente spiegazione dell7eterificazione : l7 alcool si scompone: parte del suo ossigeno e parte del suo idrogeno, combinansi insieme: formano acqua: quest acqua si com bina coll7 acido solforico. L7 etere è composto degli stessi principii che l7 alcool : ma lo contiene in f ferente proporzione. A prima giunta parrebbe che.l etere dovesse contenere meno ossigeno e meno idro geno, eppur no : mentre que7 da principii separansi in parte dall7 alcool per compor l7 acqua, si separa pure molto carbonio : e questo carbonio supera gli altri due principii. Quin ne avviene che! etere contiene più ossigeno e più idrogeno che l7 alcool. Fourcroy è d opinione che gli eteri sieno un corpo identico : e che le fferenze pendano da alquanto d7 acido che rimane unito all7 etere. Lasciamo a7 Chi mici la soluzione un tal punto. Si suole per lo più amministrare l7 etere solforico. Gli eteri sono molto volatili, infiammabili : in parte mescibili all1 acqua : scompongono gli ossi metallici, hanno un odor penetrantissimo e grato; un sapor caldo..

52 5o SEZ. XV. Si amministrano nervini alla dose poche gocce e in qualche veicolo aromatico. Si possono pur dare collo zucchero. Si prenda un pezzetto zucchero : si versino sopra due o tre goc ce etere. * Zinco, Lo zinco è un metallo bianco, azzurrognolo, bril lante, un tessuto lamelloso : duro, elastico-fragile facilmente ossidabile. Esiste in natura: i. nativo: 2.0 ossidato: 3.* sol- furato : 4- solfatalo. Havy osserva che il solfato zinco è raramente un prodotto immeato della natura : perocché è molto fficile la scomposizione de5 solfuri zinco che po trebbero somministrare questo sale. Le miniere zinco trovansi in Ungheria, Boemia, Sassonia, Inghilterra, Francia. Lo zinco si usa allo stato metallico, allo stato ossido e solfato. L ossido cesi fiori zinco : il solfato appellasi coparosa bianca, o vetriolo zinco. Si pretende per alcuni che lo zinco allo stato me tallico sia inerte e se talvolta è utile siasi nelle prime vie. Poco monta il decidere : ossidato basta che sia stato utile il metallo. Del resto non si potrebbe facilmente mostrare che la virtù debbasi assegnare all ossidazione. Il solfato non si guarda come nervino : come astringente. A? nervini adunque ma anzi si riferiranno solo lo zinco metallico, e il suo ossido.

53 5i NERVINI Succino, Il succino, detto pur karabe, ambra gialla, è un bi tume che trovasi sulle coste del mar Baltico, e su alcuni punti del littorale del meterraneo. Gli antichi tenevano in molto pregio il succino. Ne ornavano i luoghi ove facèvansi i giuochi pubblici, e r interno delle loro case*. Non tutti consentono sulla sua origine Plinio il riguardava come resina altri quale e natura. del pino indurito,: sperma pesci marini : Girtanner qual olio vegetale coagolato dall acido della formica ruta Linneo : minerali, Patria qual mele moficato dagli aci ' I poeti vollero pur essi assegnare la natura al suc cino. E vollero che le sorelle Meleagro e quelle Fetonte piangessero l infelice sorte de loro fratelli, e che le lagrime cadendo nei flutti dell Eridano convertissero in succino. Ma essi non badavano si che il succino non trovasi nel solo Eridano, ma eziano in altri luoghi lontani da detto fiume. II succino è or giallo, or rossigno, or verdastro, un bianco; afano od opaco, fragile: fregato viene elettrico : è infiammabile : brucia con fiamma gialla e verdastra : il fumo è d un odor grato. L elettricità del succino si è dai più antichi tempi conosciuta : anzi esso appunto ede menzione alle cognizioni del fluido elettrico. Telete soffregando il succino osservò che attraeva

54 SEZ. XV. nervini a se i corpi leggieri : attribuì quel fenomeno ad un 5% fluido: il succino da Greci appellavasi elettro: quin nomò il fluido elettrico. La stillazione dà un 4 * r t i* acido i detto succinieo ed. f ' *, _ J > \ un olio. Raramente si dà in sostanza. Si sogliono adoperare la tintura, e Y olio essenziale. La prima si dà a venti gocce. Il secondo a cinque gocce. Se ne fa un sciroppo, la cui dose è tuia o due once. %

55 P UR GANT I Agarico bianco o laricino. L agarico bianco vien raccolto salarici: perciò cesi pur lancino. 11 migliòre vieri d AléppO. Le mon tagne del Delfinato ne dando piir esse. Appartiene alla criptogamia dì Linneo e àgli aga rici Jussieu. Esternamente è bigiò é compatto : internamente bianco spugnoso, talvòlta fibroso: friabile: inodoro: in sulle prime dolce, poi amaro. Contiene molta resina. La dose è d un mezzo ottavo. Entra nei trocbisci Mesué, col zenzovero. E andato quasi in suso. Aloè (sugo); L* aloe aloe perfoliata appartiene all esandria monoginia Linneo ed alle gigliacee Jussieu. Incontrasi sulle montagne che formano il tragitto del Capo Buona-Speranza, nelle isole della Giàmaicà e delle Barba. Nel commercio vi sono tre specie aloe: i. suo eotrina : 2.0 epatica : 3* caballina. AA

56 s \ PURGANTI L aloè succotrina è gialla rossigna : polverata glia un bel color d oro. È friabile, pi superfìcie brillante : sapore amaro aromatico. L aloè epatica ha un color più fosco, una super ficie meno brillante, una tessitura piu ferma. L aloe caballina esala un odore molto puzzolente ; ha un color quasi nero. Si adopera il sugo. Contiene un principio gommoso ed un principio resinoso. Quest ultimo, per quanto scrive Lewis, è più copioso nell aloe epatica o delle Barbade. L aloe caballina è solo usata da veterinari. La dose delle due altre specie, che amministransi all uomo, è un mezz ottavo al sommo. L estratto gommoso si dà a ventiquattro grani. La tintura si dà a quinci o venti gocce. L aloe è uno degli ingreenti della tintura sacra dell elisfire proprietà, Cassia. La cassia fistula appartiene alle decandria mono- ginia Linneo ed alle leguminose Jussieu. Cresce nelle Ine orientali, e nelle contrade calde dell America. Si adopera la polpa del suo frutto. E nera, dolce. ' Vauquelin ne ede \\ analisi. Contiene una mater na parenchiinatosa, gelatina, glutine, gomma, estratta, zucchero*

57 PURGANTI 3 La dose è una o due once. Si suole unire ad altri rimei. Si prepara un elettuario, detto cassia, con cassia,, manna, tamarin, sciloppo solutivo rose. La dose è un7 oncia. Elaterio. L elaterio momorca elatcrium appartiene alla monoecia singenesia Linneo, ed alle cucurbitacee Jussieu. Trovasi nell Italia, nella Sicilia, e in tutto il mezzodì dell Europa. Nelle farmacie presentasi in pezzi piani, secchi, molto friabili, bigi, o neri verdognoli, odor niuno, sapore acre e morcante. L elaterio è solubile nell acqua e nell alcool. Tinge in giallo i veicoli. La dose è quattro grani. Elleboro nero ( race ). L elleboro nero spetta alla poliandria poliginia Linneo ed alle renonculac.ee Jussieu. Cresce nell alpi, nella Grecia. Si adopera la race. È tuberosa, con rami articolati da quali partono fibre carnose, corti attorci gliate : giallognola fuori, se recente : nerastra, s

58 PURGANTI sseccata : sapore amaro ed acre : odor alcun poco nauseoso. Contiene un principio gommoso ed resinoso. : un principio 1 La dose è ventiquattro grani. Si prepara una tintura con elleboro, zafferano ed altri aromi. La dose è un mezz ottavo. Si fa un altra tintura con sciogliere l estratto elleboro nella tintura marte. Appellasi tintura eli mar te elleborinata, tintura marie Ludovico. L elleboro è uno degli ingreenti delle pillole to niche del Bacher. Contengono, oltre l elleboro, estratto i r f. é mirra, cardo; benedetto.,, i i» < i,. I \j J '/i, *\ '.. -, Fosfato soda. Pearson introdusse in mecina il fosfato soda. Questo sale trovasi ili abbondanza nell orina uma na, nel siero degli idropici, in altri liqui Si presume che esista pure ne regni animali. vegetale e mi nerale. Klaproth il trovò nel porfido sonoro fosforico. Lapida in romboi ad arvgbli sovente troncati. Per lo più è con eccesso base. Converte in verde i colori azzurri vegetali. E molto efflorescente. La dose è una- mezz oncia,» oncia.'* - 1 i o-. * - / od anco un _. i

59 5 PURGANTI Già lupa ( race ). La gialapa o sciarapa prese il suo nome lapa città della nuova Spagna da cui fu da Xa~ portata in Europa nel Si attribuiva alle mirabilis jalapa : poi si mostrò che appartiene al convolvulus jalapa. Linneo avea seguito la prima opinione e poi spontaneamente se ne ritrattò. La pianta spetta alla pentandria nionoginia Lin neo ed alle convolvulacee Jussieu. Si adopera la race. Nelle farmacie è sotto la forma grossi schi visi in pezzi periformi, so li, compatti, pesanti, rugosi, fuori nerastri, nell7 interno bigi foschi. Il sapone è alquanto acre: l odore nauseoso. Fu analizzato da Bouldue, Gmelin, Spielmana. Contiene un principio resinoso, od un principio gommoso. Si dà in sostanza a ventiquattro grani. La dose della resina è doci grani. L estratto, che contiene i due principi, si dà a do ci grani. La tintura si dà a doci \gocee. Gomma gotta ( sugo ). La pianta, che somministra la gomma gótta, viene appellata Cambogia gatta da Linneo.

60 $ PVRGÀNTt Spetta alla poliandria monoginia Linneò e alle gottifere Jussieu. Rincontrasi nel Malabar. Questo sugo trovasi in commercio cente, esternamente rossigne in piccole pia-* gialle, più fosche inter namente : è friabile, acre, inodoro* Si scioglie nell acqua, nell alcool, negli olii fissi e ne volatili* La dose è otto grani. Si mesce con zucchero, e si scioglie nel tuorlo d uovo. Manna. La manna vien tratta dall albero fraxinus ornus. È compreso nella poligamia oecia Linneo e e nelle gigliacee Jussieu. Si può pure ottenere manna da altri frassini: quali v sono fraxinus rotundfolia, fraxinus excelsior. Si trae pur manna dal pinus larix. Dicesi manna Brianzone. I frassini, che somministrano manna, sono molto fre quenti nella Calabria. Per questo cesi manna Calabrina. Trovasi pure nella Sicilia. La manna trovasi sotto tre fferenti forme : 1. In piccoli grani roton od ovali, bianchi. Di cesi manna in lagrime. 2. In un aggregamento stalattili. Appellasi

61 ) I PURGANTI manna in cartuolo, manna corpo ^ 9 manna in ca- noncino. 3. In pezzi agglutinati, d un giallo melato. Di cesi manna forzata, manna in sorte. La manna è d un sapor fatuo, nauseoso : senza odore. Contiene un principio zuccherino. La dose è due once. * Mecoacanna. La mecoacanna è stata dal Messico trasportata in Europa verso la metà del decimoquinto secolo. La pianta si chiama da Botanici convolvulus cho acanna. " me- * Appartiene alla pentandrìa monoginia Linneo ed 'alle convolvulacee Jussieu. Questa race in commercio ha la forma bende circolari, compatte, biancastre o giallognole, coperta una scorza bigia. Il sapore in sulle prime è dol- cigno : poi acre e nauseoso. Contiene molta resina. Si amministra in sostanza a eci grani. Rabarbaro ( race ). Il rabarbaro ci fu prima apportato da Portoghesi da Canton porto della Cina : ora il riceviamo Russia. Si fanno tentativi per coltivarlo fra noi. dalla

62 8 Purganti Tillingio e Ziervcgel scrissero sul rabarbaro. Il rabarbaro cìicesi da Linneo rheum palmatum<, Vien riferita questa pianta alla enneandria triginia Linneo ed alle poligonale Jussieu. ; Si adopera la race. E ^mara, astringente, aro matica, nauseosa. In commercio si presenta sotto la forma fram menti vetrósi, bislunghi, angolari, ovali, gialli ester namente, internamente attraversati da linee bianche e rossigne. Schede, Bayer, Debrunel, ; Clarion richiamarono ad esame chimico il rabarbaro. ~ ~ * ^ f, 9 1 \ Contiene ossalato calce, concino, acido gallico, un principio mucoso. Si dà in polvere ad un ottavo. Per fare V infusione e il decotto, la dose è doppia. Si dà pure in estratto a quattro grani. La dose della tintura è d un mezzo ottavo. Essa é od acquosa o spiritosa. :. : r:;\ 1 ì 4 l I f Ranno catartico ( bacche). Il ranno* catartico rhamnus catliarlicns spetta alla pentandria monoginia Linneo, ed alle rannoi Jussieu. Usansi le bacche. 1 Sono ovali, della grossezza un pisello, brillanti, notate d un punto elevato nel loro centro, nerastre. Quando sono mature, conten gono una polpa succulenta, verde, d odore ingrato^

63 PURGANTI «9 dì sapore amaro nauseoso, sono composte quattro semi ovali obtrigoni. L infusione acquosa viene arrossata dall acido sol forico : acquista un color rossp più fosco dell acido nitrico : è annerita dal solfato ferro. Le bacche contengono un principio colorante detto verde vescica. Si usa per lo più in sciroppo. La dose è due once. Si dà il sugo delle bacche ad un oncia., Scammonea ( race ). La race della scammonea era anticamente molto in uso. La ' scammonea è detta da Linneo convolvulus scammonea, Vien riferita alla pentandria monoginia Linneo ed alle convol violacee Jussieu.. Trovasi specialmente nella Siria. La race è.fusiforme: composta due sostanze 2 F esterna legnosa : l interna reticolare vascolosa, riem pita d un sugo lattescente, nero, giallastro, bianco, brunastro, acre amaro. In commercio si hanno due specie scammonea i T una cesi Aleppo, l altra Smirne. La prima è più reputata. Contiene un principio resinoso, gommoso. " ed un principio

64 I Iè PURGANTI Si dà a seci grani. Il sugo scammonea appellasi a grio : ma sic-* come a questo si aggiungono altre sostanze, così cesi cidoniato, rosato, solforato e simili. Avvi una preparazione detta polvere scammonea composta. E scammonea tritata con corno cervo calcinato. La scammonea ui^ita con zolfo, antimonio afo retico, tartrato potassa acidulo forma la così detta polvere de tribus, de tre avoli, del Conte War.wick, Cornachina. Senna ( foglie, follicoli ). Vi sono nel commercio due specie senua. L uua ccsi cassia Senna, V altra cassia senna Forskaol oppure senna A Alessandria, Seyde, de la Palthe, de là Ferme. cassia lanceolata. * La cassia senna è quella che si adopera il più spesso in mecina. Appartiene alla decandria monoginia Linneo, ed alle leguminose Iussieu. Cresce in Egitto, in Italia, in Ispagna. Usansi le foglie ed i follicoli. Le foglie sono alquanto odorose, sapore acre. I follicoli sono ver, contengono de poponi. Bouillon-L.agrange analizzò la cassia lanceolata- L estratto è solubile interamente nell acqua e in gran parte nell alcool. Questa sostanza, che si scioglie nell

65 * PURGANTI., 11 alcool, non è resina : ma è molto analoga. solubile nell acqua contiene fosfato La parte potassa, po tassa, carbonato calcare, magnesia, selce. Se ne fa un infusione con uno o due ottavi in una libbra d acqua. Si dà in polvere a ventiquattro grani. L estratto è poco attivo. La dose è tre ottavi. La tintura è poco» in uso. La senna fa parte dell eiettuario, lenitivo. La dose è un oncia. f < ' ' ' Solfato potassa. Il solfato potassa appellavasi nelle farmacie ar cano duplicato, sai policresto del Glauber, sale de duobiis.» Esiste nelle ceneri de vegetabili : si ottiene me-* ante la lisciviazione nell acqua. I sughi vegetali, e alcuni umori animali il con tengono. Lapilla in prismi esaedri terminati da pirami a sei facce. Ha un sapore acre, amaro. È inalterabile all aria : viene scomposto dagli aci solforico, idroclorico, dalla barite, tanto per via secca che per via umida. La dose è due ottavi. Tamarin ( polpa ). Linneo chiama tamaritidus inca la pianta da cui ibi ha la così detta polpa tamarin, /

66 PURGANTI 12 Appartiene alla triandria monogiaia. Linneo ed alle leguminose Jussieu. Cresce nell Egitto, nell Arabia, nelle Ine orien tali, nell America. Si adopera la polpa detta.. Vauquelin de fratti : è brunastra, analizzò la polpa de tamarin aci- o del tamarindo. Vi trovò tartrato acidulo, potassa, gom ma, zucchero, gelatina, acido citrico, acido tarta rico, acido malico, ec. La dose è un oncia. Tartrato potassa. - *' ' : - '. i f *r > / i j*. f Il sale detto vegetale o tartaro solubile è un tar trato potassa. j Si ottiene gettando il tartrato potassa acidulo in una ssoluzione carbonato potassa. Lapida in quadrati lunghi terminati da due faccette. E deliquescente, Si scioglie in quattro parti d acqua a quaranta gra temperatura. È scomposto dalla barita, dalla calce, dalla stronziana, dalla magnesia. La dose è d una mezz oncia. Tartrato potassa acidulo o cremor tartaro. Il tartrato potassa acidulo del vino e in molti vegetali. trovasi nelle fecce

67 UROPOIETICI 57!» TRATTATO PRATICO DELLA DIABETE Con osservazioni su la tabe uretica orinosa, quale suole specialmente bambini, giuntavi un Appence cadaveriche, e esaminare mostrarsi varie né sezioni, una Poscritta intorno al modo V orina in quella malattia ; Robert, MD. ecc. Venables ' o consunzione i v Due fatti principalmente rendono pregievole l opera enunciata 5 la frequenza, finora ignorata, della a bete nell età bambina ; la scoperta un mezzo effi cace sanarla. Il breve cenno, che, dello Zuingero e del Morton si legge su la poly- psia e su la abetes infantilis malattie de bambini sull autorità nel Trattato delle Underwood, non toglie al dottor Venables il merito avere il primo ricono sciuta la famigliarità questa malattia ne bambini ; la quale famigliarità, ce V autore, venne fin qui non avvertita, in parte pella poca cura che i meci prendono esaminare V orina de bambini, attribuen dosene la copia al loro spesso bere, e in parte pelle Organi uropoietici E

68 58 organi alterazioni che alla abete prestamente succedono ir* altre viscere, le quali sviano l attenzione dall organo primitivamente affetto.,, In sentenza del dottor Venables, la abete infan tile non fferisce da quella dell età adulta, e niuna fferenza dovrebbe sussistere tra la ahete zucche rina e la abete insipida, o sierosa. Questa malattia nasce sempre da affezione primitiva dei reni, consi stente talvolta in una conzione semplicemente irri tativa, talvolta in vera flogosi, cui i guasti organici dei reni, e il loro sono opera ammollimento pur anco, riscontrati negli invidui che questa af fezione perirono, dòme negli adulti, così nè bambini, segni caratteristici della abete sono l aridezza e ru gosità della cute, la sete ardente ^ e il flusso smo dato orina, la quale devia generalmente dalle qua-> lità naturali, ed è sempre gravità specifica mag giore dell orina sana* H più delle volte il male si svolge dopo lo slattamento, nel qual periodo i bam^ bini patiscono altri iucommo, ohe rendono vièp* più malagevole il riconosci mento quello. D indole nervosa tiene il dott. Venables i fenomeni morbosi petto che sogliono^succedere alla abete, e d in* dole secondaria i sornamenti delle funzioni ge renti, i quali, giusta le sue osservazioni, non lascia» mai manifestarsi fino dai primo principiare del morbo. In tutti gli invidui che hanno lungamente patito abete, i reni e gli altri organi dell orina sono sempre in istato patologico. Tra le cagioni della abete l autore annovera l ec-

69 UROPOIETICI 5g cesso delle bevande irritanti, e Fuso troppo frequente degli aci. Un fanciullo otto anni, pallido e magro corpo, faceva ben otto pinle d orina al giorno ] egli avea acquistato l abitune tracannare aceto a bicchieri: lasciata questa bevanda tornò prestamente in salute. Il dottor Venables pensa che la abete, meno la sposizione, o quanto possa nascere altresì dall uso soverchio degli.alcali, e fa sembiante temere che dal praticare largamente rime uretici si possa, nell atto curare 1 idrope, produrre artificialmente la malattia in questione. Appoggialo all autorità Blackall, ritiene le cure mercuriali come causa pace accendere la abete, nel qual caso ca 1 orina dovrebbe lasciarsi rappigliare dal calore. Gli esantemi acuti sono talvolta occasione questa malattia ; e più spesso, in sentenza dell autore, il latte materno addetto e i vini aci. La sposizione è talvolta ere taria, o almeno congenita. Il dottor Venables funzioni rifiuta al pervertimento delle gerenti la facoltà produrre la abete t non solamente perchè tal pervertimento manca so vente, ma ancora perchè spesso non si appalesa che tar. Combatte l opinione che la materia zuccherina, procacciata segnatamente dai cibi vegetabili, passi dallo stomaco nel sangue, e da questo nei reni, fa cendo osservare che nella abete il sangue il più delle volte mostrato vestigio non ha zucchero, e che sul principiare del morbo, 1 orina non è punto dolciglia. S ignora V origine della qualità zuccherina

70 fi0 dell orina, ORGANI come si ignora Y origine tutte le se-s parazioni morbose e sane. Però, che i cibi animali ninna influenza esercitino sulle qualità zuccherine del fluido orinoso, l autore il deduce dall aver veduto un caso abete mellita, nel quale con nessun fitto F infermo per ben quattro mesi pro seguito si sostentò unicamente sostanze animali. In sentenza dell autore, svolta la malattia, i cibi animali invece giovare, sarebbero anzi nocivi, a cagione della loro tendenza a stimolare i reni, già iopaticamemte irritati. r ' Rispetto alla tesi principale dell autore, * alla fre quenza cioè della abete nei bambini, la sposizione anatòmica de reni in quest età valido argomento a suo favore. offre Ed per certo un infatti, somma mente vascolosi sono i reni de bambini, e il loro vo lume, alla nascita, sta a tutto il corpo come i a 80, mentre che nell adulto è come i a 120. Niuna me raviglia perciò che 1 azione questi esaltare da cagioni che in età più organi si lasci adulta sarebbero incapaci produrre lo stesso effetto, e niuna mera viglia, se eccitati a durevole e gagliarda azione, la mecina non valga a torre la cagione, e non pure gli effetti. Altra singolarità che deve grandemente fa* vorire le alterazioni morbose dei reni nei bambini? è la sostanza corticale del r^ne, la quale in quest età è un mero guscio, o sacco, che comprende molle- mente le doci papille coniche, o i primi dutti dell orina, noto essendo la separazione operarsi unica? piente dalla sostanza corticale : ora, finché quella so?

71 6Ì tjropojetici Stanzà rimane soffice, finche risalta per cosi re mero plesso innumerevoli vasi sanguigni insie Un me anastomizzati, che subitamente si vidono a im meata prossimità dell aorta, finche priva rimane quella spessezza parenchima che può farla atta a resistere agli eventuali eccessi dell afflusso sanguigno, egli è quasi impossibile, che i reni non abbiano a possedere un maggior sieno grado sensibilità, quin più abili a prendere un* energia morbosa per separazione. lievi e non cagioni Inoltre, primo movente della abete ne bambini sta, se il come suppone l autore, nei reni, essendo essi in quel pe-^ riodo dotati somma sensibilità, non dovrebbe es ser raro d incontrarli in istato d irritamento dopo una lunga durata questa malattia : e questa indu zione concorda appunto co risultati delle necroscopie praticate dal dottor Venables, e colla frequenza con che i bambini sogliono emettere 1 orina. Nella cura, 1 autore confida principalmente nell e missione generale, e locale, sangue, e nel fosfato ferro. Gli argomenti dai quali fu tratto a praticare il primo compenso, sono l avere generalmente incon trato la regione lombare in istato irritazione du rante la vita, e i reni con tracce flogosi dopo la morte ; lo avere 1 emissione sangue in genere là facoltà moderare tutte le separazioni; e finalmente* 1 aver veduto dalla sperienza confermarsi la sua teo ria. Per la stessa ragione <( sono da applicarsi i ve scicanti il più dappresso possibile all organo pleto rico». Il senapismo, ce V autore, si può vantag-

72 < 62 Organi giasamente sostituire al cerotto cantari. I foiiticoli, aperti colla lombi, possono pietra giovare rene, nelle gravi caustica nella malattie alla regione dei sorganizzazione del dello spinai midollo, e quando si desideri mantenere uno scolo perenne dalla parte. Tra i rime interni altamente commenda il fosfato ferro j eh egli prepara solfato ferro colia mescendo soluzione nasce una doppia scomposizione : rimane sul feltro, sotto forma la soluzione fosfato soda : il fosfato ferro polvere azzurra, insolubile nell acqua, e, secondo 1 autore, non do vrebbe perdere il suo colore all atmosfera. prescrive alla dose un grano o due, gradatamente dramma, la dose fino tre o quattro allo crescendone scropolo o mezza volte al giorno. Ai bambini ne porge piccolissime dosi. Se reca maco, aggiunge qualche Egli lo amaro, o teo allo alcun sto irritante esterno. L autore sostiene: i.q che i fosfati, in ge nere, esercitano un azione possente sui reni: fi, che i fosfati salini tendono a Sciogliere il ventre5 3. che i fosfati metallici, essendo per loro natura astringenti mirano a circoscrivere 1 azione loro come fosfati, ai soli reni. Tradotti in pratica, il dottor Venables as sicura «essere rimasto meravigliato dell efficacia del fosfato ferro nello smodato flusso d orina. L uso questo sale, ne scema prestamente la copia e ne cambia le sue qualità sensibili 5 modera tantosto la bulimia che accompagna la abete, e ringagliarsce le forze della gestione». I mecamenti fin qui

73 tropojetici Raccomandati nella abete non hanno bene, e se pure hanno giovato fruttato alcun talvolta, giovarono Unicamente per la virtù cui sono dotati scio gliere il ventre;, o promuovere la traspirazione eu* tanca. L autore si lunga nel proporre la Cura delle afr fezioni secondarie, ma senza nulla soggiungere nuovo. Tra le unci istorie da esso narrate, scieglieremo la quarta, nella quale la conzione zuccherina dell orina non lascia dubbio intorno alla agnosi, cosiffatta alterazione ritenendosi da tutti i meci ca-» ratteristica della abete; «Caso IV- Anna Sartdys, 8 anni j il 9 marzo 1820 è presa da somma debolezza, con cefalea * tosse, spnea ed altri sintomi che parevano incare la tisichezza polmonale. S magra tissinia corpo, più quello sòglia intervenire nella tisichezza, era trar vagliata da ardente sete, e dà appétito vorace. Fehr bricitava 5 avea i polsi celeri $ duri, là lingua iiiipa^ niata, il ventre costipato. Le evacuazioni alvine, co^ illunemente color nero 4 somigliavano pece nel colore e nella Consistenza 1 spesso addome alla teso e pieno 5 tratto in tratto un dolore nell ipocondrio * con manifesta tumidezzà della parte* Il sintomo piu notevole era non meno lo scolo dell orina, la cui quantità variava da sei a otto pinte in 24 ore ; era dolcigna, trasparente, pallida- sua specifica gravità, da I o33 a U fanciulla lagnavasi acuto dolord ai lombi, e rade volte poteva stare lungamente se duta senza provare un senso stanchezza «dolore V

74 64 KGANt alla regione lombare della spina. Se premcvasi cum forza la regione del rene, veniva travagliata da nau sea : se si seguitava la compressione, nasceva il vo mito. Ne ebbi la storia seguente: «La fanciulla era sempre stata delicata fin dalla nascita. All età un anno e mezzo fu colta dal vajuolo, e, durante la convalescenza, dalla tosse con vulsiva. Sei mesi prima avea superato la scarlattina? e poco dopo i morbilli, ambidue sotto forma gna, se non beni che, declinati i morbilli, vennero in campo i sintomi poi moni ci, e lo smagrimenlo, i quali andarono successivamente crescendo, fino a che si chiarò la febbre etica, con sete e appetito race. Quando la vi per la prima volta, la era arta anzi che no, arissima la cute, il vo febbre polso serrato: praticai un salasso e quin le sanguigne all ipocondrio, ove si faceva sentire il dolore. Le mate rie fecciose essendo scolorate, prescrissi il Calomelano a picciole dosi colla vista destare l energia del fe gato : ma questo rimeo riusciva assai irritante, e pareva accrescere, piuttosto che minuire 1 aspetto non naturale delle feccie. Provai verse preparazioni mercuriali, come l ossido bigio, Yhjdrarg. curri creta, 1 acetato, ecc. ; ma il mercurio, sotto qualunque forma, sembrava sconvenire. all estratto tarassaco cloro, i quali, e alla Feci allora ricorso soluzione satura tollerandosi dalla malata, resero le evacuazioni aspetto e consistenza più naturali. Però, ben poco o nessuno vantaggio procacciavano eglino rispetto al flusso delforina, il quale seguitava abbon-

75 UROPOIETICI ' 65 dantissimo come prima. Ora feci applicare le sangui sughe ai lombi, e internamente prescrissi tre grani fosfato ferro, tre volte al giorno, gradatamente la dose. Il fosfato crescendone rintuzzava mente la separazione orinosa, ma riusciva visibil molestis simo allo stomaco, ragion per cui applicai all epiga strio un senapismo, il quale, esterna da esso provocata, mercè temperava 1 irritazione maravigliosa mente gli effetti deprimenti del rimeo. Questo be neficio non fu lunga durata : cessata V irritazione esterna, V abbattimento interno rinnovossi : al qual inconveniente si occorse coll applicazione un empiastro cornino, troppo aspro rimeo essendosi te nuto il senapismo. «Seguitando 1 uso del fosfato ferro si ottenne a grado a grado togliere il dolce all orina e. smi nuirne notevolmente la copia. Fuvvi non meno un certo periodo della cura, nel quale il rimeo avea cessato procacciare il consueto benefizio. Sussistendo tuttavia grave lombaggine, sorgendo nausea al premer forte sopra la regione dei reni, e durando la febbre, e T aridezza della cute, feci che 1 ammalata pigliasse qualche antimoniale, e tempo in tempo un bagno caldo acqua salsa : alla regione dei lombi, sulla sede immeata dei dolori, ornai si aprissero due rottori. Con questi mezzi si andava guadagnando bensì ri spetto ai sintomi, ma le forze sempre più declina vano; il perchè avvisai sopprimere gli antimoniali, e praticare la china e il fosfato ferro 3 la prima

76 66 Or&àM venuta meno riprovevole, dacché tutti i sintomi polmonici erano scomparsi. Intanto, coll infusione Senna e col vino d ipecacuana, curava che l inferma avesse il Ventre libero. A capo del quinto mese * giucai la fanciulla avanzata tant oltre nella cbnvalescenza, che feci chiudete i rettori. Andò ella in paese marittitno a prendere i bagni; e si restituì nel susseguente novembre in istato perfetta salute. Sono scorsi due antri dalla cura, / 1 e in questo intervallo ' non ede mai sentore ricaduta. «Osservazioni. Questo caso è per interessante. A me pare che le tutti i patimenti molti cagioni dell inferma venissero riguar eccitanti dai offerti esantemi. Alla salute de bainbini non conosco malattie più perniciose queste. Fin dai piu rimoli tempi si notò, le sequele degli esantemi essere assai più pe ricolose e fatali delle malattie medesime ; né questo pericolo sta in relazione della gravezza dei sintomi esantematici* sovente veggendosi un esantema benigno lasciar etto sé conseguenze gravissime. I poliiioui, il cervello, il fegato, la milza, ec. sono spesso fie ramente assaliti sul declinare dei morbilli o simili malattie; e negli invidui scrofolosi, le sequele sono sovente ancor più terribili. I fanciulli che hanno su perato queste malattie espulsive sotto forma benigna* cadono spesso senza manifesta cagione, prima com piere la convalescenza, in notevole smagrimento. Sotto tali circostanze non si dovrebbe mai ommetteie esaminare 1 orina, qui potendosi forse scuoprire la cagione della malattia. Quanto piu presto se ne

77 tmopojrtici 6y farà lo scoprimento, tanto più facile ne sarà la cara. Le sequele delle febbri espulsive terminando presta mente in alterazióni organiche, V arte viene spesso impotente, se tempo a queste si dà formarsi. Il turbamento delle funzioni degli altri organi, per es. del cervello, dei polmoni, del cuore, della cute, ec. e generalmente accompagnato da effetti troppo sibili, per non fissare V attenzione più volgare ; sen ma le funzioni dei reni hanno d uopo essere investi gate personalmente dal meco : altrimenti, se male non mi appongo, egli non acquisterà mai una piena ed esatta nozione della parte più importante della ma lattia. Nei fanciulli, tai sintomi non chiamano Y at tenzione, e, ne più adulti pur anco, rado ven tano subbietto meca indagine se non quando si sono già fatti gravissimi )). L opinione che la abete proceda da flogosi dei reni o degli organi inservienti all orina, fu già pa trocinata da Watt. Ciò non meno, quand anche l Opera del dottor Yenables, non contenesse vero che il semplice fatto del non raro ricorrimento questo morbo ne bambini ^sarebbe già per sè stessa sufficiente a procacciargli giusto ritto alla pubblica benemerenza. L annessa istruzione intorno al modo dì analizzare l orina, e intorno ai mezzi scuoprire le materie straniere cui fosse impregnata, comunque scritta con orne e dottrina, nulla tiene. nuovo con

78 OrgAnt 6» SOPRA W * 1 f -^ *\ J LA LITOTRITIÀ O TRITURAZIONE BELLA PIETRA NELLA VESCICA DI G» CIVIALE. 1 fatti riferiti dal signor Civiale sono stribuiti in tre serie. Prima Serie. Casi favorevoli. Le conzioni più favorevoli alla litotritìa sono la picciolezza della pietra, lo stato sano della prostata > della vescica e degli organi essenziali alla vita, e lo stato normale delle funzioni. Osservazione I e II. M. R* e M- S. ; ambi due aveano un picciolo calcolo, il primo da pochi giorni,il secondo da circa quattro mesi. L uno e 1 altro furono liberati in una seduta. Osservazione III. M. Fjchon, contrada Montholon, N. 22. Calcolo unito nella vescica, da alcuni mesi. Rotto e triturato in una sola operazione, alla pre senza dei signori Dèsgennetes, Orlila, Moreau, Edwards, Mornac, Treille. La seduta ha durato eci minuti* Il malato andò a casa a pie, e nella sera

79 UROPOIETICI Ò9 dello stesso giorno evacuò coll orina frammenti pietra. gli ultimi due Esplorata la vescica, alla pre senza dei citati meci? si trovò sgombra affatto da ogni corpo straniero. Osservazione IV M. Maudliuit. Due sedute basta rono per liberarlo dalla pietra. Osservazione V. La signora Delange, età assai avanzata, e smagratissima. Fu guarita in quinci giorni. Osservazione VI M. Périn Lepage. (Baluardo delle cappuccine. N. 17 ). Liberato dalla pietra in due sedute. Osservazione VII. M. Azille, uno dei Castellani delle Tuilleries: avea la pietra da lungo tempo: guarì in tre sedute 3 nel corso quinci giorni. Osservazione Vili. Il capitano Balei, più che ses sagenario. Ad onta avesse otto calcoli, e patisse catarro vescica, venne liberato in tre sedute, tre minuti ciascuna. Furono presenti all operazione il Duca Ragusi, i signori Beudant, Vigaroux, Murat, Lecroix, e molti meci francesi e forestieri. Il ma lato andava ogni volta a pie dal signor Civiale, e istessamente a pie ritornava a casa sua subito dopo 1 operazione. Osservazione IX, X e XI. Sono questi i malati dei quali i signori Chaussier e Percy hanno raggua gliato l Accademia delle scienze. Osservazione XII. M. Guilbert, Bigione, pie-» trante da tre anni, liberato in quattro sedute, eci minuti ciascuna ; alla presenza del signor Wie-

80 ORGANI 7 bel, meco della persona del Re signor Londra, e Garpue, chirurgo stinto Prussia, del molti altri meci Parigi. Osservazione XIII. M. Berlin. Avea la pietra da sei mesi e faceva le orine mucose, fetentissime, anzi puriformi. In una sola seduta, il calcolo della gros sezza una nocciuola, fu rotto, trito ed estratto, alla presenza der signori Spurzlieim, wards, Turner, Guemard, Moreau, Ed- Emery, Hervez, An drai, ecc* Osservazione XIV- M. Desprets, pietrante da quat tro anni. Sei sedute eci minuti ciascuna, hanno bastato per tritare e estrarre la pietra, che avea la grossezza una noce comune. Osservazione XV- M* B..., capitano nel \.Q Reg gimento dei Cacciatori, ha offerto qualche fficoltà, tanto per la grossezza della pietra, zione della vescica $ che peli irrita sei operazioni bastarono per li beramelo affatto. Osservazione XVI. M. Reraond, età piuttosto avanzata, irritabilissimo fibra, e sottoposto a con-c gestioni sanguigne al petto e al cervello. Venne gua rito dalla pietra in sei operazioni, ciascuna, dente. senza aver provato alcun eci minuti cattivo acci \ Osservazione XVII. M. B..m. > Contrammiraglio, calcoloso da 18 mesi. La pietra pareva avesse la gros sezza una noce. Fu guarito racalmente con verse operazioni praticate nel corso un mese.

81 . UROPOIETICI JX. Osservazione XVIII. M. Bourlat, travagliato dalla pietra da eci anni : faceva le orine mucose, sovente fetide. La pietra era assai voluminosa, la vescica molto irritabile. «Il volume presunto della pietra ri chiedeva T uso uno stromento più grande ; una picciola incisione nel meato orinoso, feci ove spesso incontrasi un orlo membranoso che rende fficile l in troduzione questi sgomenti, e V uscita dei fram^ ménti un po grossetti, Egli è facile, col mezzo dell* uretrotomo da me immaginato, briglia 5 il che si fa senza videre pericolo * dolore. Il giorno dell operazione -, 1 e quasi senza ammalato venne da me } in un quarto d ora pervenni investire in versi sensi una pietra quella ad afferrare e notevole vo lume ( 18 linee ametro), bernoccoluta alla su perficie esterna, formata ossalato calce, e tut tavia friabile;: fintelo sfacimento questa richiese otto sedute, alle quali assistettero i pietra signori Arago, Vauquelin, Tfiénard, Geoffroy-Saint-Hillaire, il conte Loevenheim, ambasciatore Svezia, e molti meci nazionali e forestieri : 1 infermo veniva a pie a farsi operare, e se ne andava istqssamente a pie tosto finita V operazione». «Dalle precedenti osservazioni si pub conchiudere, segnatamente paragonandole a quelle che sono per riferire, che quanto più recente è la malattia, tanto più pronta e facile riesce la guarigione, quandane fosse complicata da alcune circostanze sfavorevoli. In fatti, si vede, 1. che M. Fichon, M. S. e M. B, sono stati operati e guariti in una sola seduta, ognuna

82 ORGANI delle operazioni non avendo durato che eci minuti; 2.0 che i signori Perin le Page, Maudhuyt e la sig. Delange, che aveano pietre più voluminose delle pre cedenti, ne vennero liberati in due sedute; 3.Q che i signori Gentil, Laurent, Azille, Belin, Ballet, che portavano pietre ancora più grosse e in maggior nu mero, vennero guariti in tre sedute, ornariamente eci minuti ciascuna; 4- «he i signori Guilbert, Brousseaud, Boulin, Bourlat, D. che aveano pie tre più antiche e più voluminose quelle dei malati precedenti, hanno avuto bisogno un maggior nù mero operazioni. La conclusione che si può de durre da questi fatti è, che, eccettuati i fanciulli e pochi* altri casi, tutti quelli che si fanno operare to sto chiarata la malattia, mente che pochi dolori, non provano ornaria non sono esposti ad alcun pericolo, e vengono liberati dalle atroci sofferenzer e dai sorni inseparabili dal lungo soggiorno dell? pietra nella vescica» Seconda Serie. Casi nei quali la litotritia è esito meno sicuro e esecuzione meno facile. Circostanze sfavorevoli a questa operazione, sono la grossezza della pietra, e le alterazioni più o meno profonde della vescica, dei reni e degli altri organi. In questi casi, vuoisi presporre il malato all ope-

83 VARIETÀ ED ANNUNZI. Flora Torinese del Dottore in Francesco Re, Professore dell'accademia delle Mecina Giovanni Botanica, scienze, membro ec. y fascicolo 2 > <voi. a. Con questo fascicolo il Professore Re dà compi mento alla Crittogamia ; in questo giornale già ab biamo negli anni scorsi data un idea del primo vo lume che si è giucato utilissimo non solo agli ama tori della scienza botanica in generale, ma molto più ancora alla gioventù stuosa, per la cui istru zione essa è stata specialmente quest opera intrapresa» Nella stessa occasione sono state accennate le piante cui egli arricchì la Flora Torinese pubblicata molti anni prima dal celebre Professore Balbis > coll ag giunta tante altre raccolte nel monte del Musini; ma riguardo a quest ultimo fascicolo che tratta dèlia Crittogamia le aggiunte sono molto più numerose ed ascendono a u6 generi ed a 5y5 specie- Epgerciò

84 fra i vari pregi questo fascicolo merita essere considerato quello riunire i lavori tanto sorpren denti Bridel, Acario, Bulliard soon non meno che altri autori, le e Per- cui opere attesa la fficoltà procurarsele non possono essere consultate dalla gioventù stuosa, i cui progressi nella botanica forma il principal scopo quest egregio Professore.

85

86 INDICE DELLE MATERIE Sez. i bis. RIMEDI sui vasi CAPILLARE Sez. io. FEBBRI. Sez. i5. NERVINI* PURGATITI. UROPOIETICI ( organi ), Varietà ed Annunzi.

Le Reazioni Chimiche

Le Reazioni Chimiche I Legami chimici Quando gli atomi cedono, acquistano o mettono in comune degli elettroni formano un legame chimico. I Legami chimici Gli atomi cercano sempre di completare il loro guscio esterno cedendo,

Dettagli

Le Reazioni Chimiche

Le Reazioni Chimiche Le Reazioni Chimiche Quando gli atomi si uniscono: La Molecola Gli atomi hanno la capacità di unirsi tra loro formando le MOLECOLE. Le Formule Chimiche Per indicare le molecole si usano le FORMULE CHIMICHE

Dettagli

Materie prime naturali in profumeria

Materie prime naturali in profumeria Materie prime naturali in profumeria Abete balsamo Origine: Canada Parte della pianta estratta: foglie aghi Descrizione olfattiva: freddo, intenso, pulito, pungente... Associazioni: agrumi, muschio quercia,

Dettagli

Caratteristiche ed impiego in cucina LE SPEZIE

Caratteristiche ed impiego in cucina LE SPEZIE Caratteristiche ed impiego in cucina LE SPEZIE CANNELLA È ricavata dalla parte interna della corteccia di un albero sempreverde originario di Ceylon. Tagliata a striscioline ed essiccata è arrotolata a

Dettagli

Modulo di Chimica VII lezione. Acidi e basi Il ph

Modulo di Chimica VII lezione. Acidi e basi Il ph Modulo di Chimica VII lezione Acidi e basi Il ph Un po di etimologia Acido: dal latino acidus (ac, essere pungente) Base: dal greco βασιξ (sostenere) Alcali: dall arabo al-qalì (potassa, dalle ceneri di

Dettagli

LE BEVANDE NERVINE ASPETTI GENERALI

LE BEVANDE NERVINE ASPETTI GENERALI ASPETTI GENERALI Le bevande nervine sono quelle bevande che vengono consumate per i loro piacevoli effetti sul sistema nervoso. Appartengono agli alimenti nervini : il tè, il caffè, il cacao, la camomilla

Dettagli

Il corpo umano. Sara II B 22 maggio 2018

Il corpo umano. Sara II B 22 maggio 2018 Il corpo umano Sara II B 22 maggio 2018 La riproduzione Tutti gli esseri nascono, crescono e si riproducono, cioè fanno dei figli. Anche tu sei un essere vivente e sei nato dai tuoi genitori. L unione

Dettagli

Albero a foglia caduca. Picciolate, lanceolate, margine con denti fitti e smussati

Albero a foglia caduca. Picciolate, lanceolate, margine con denti fitti e smussati OME SCIENTIFICO: PRUNUS DULCIS (Miller) D. A. Webb SINONIMO: Amygdalus communis (L.) Arcangeli, Prunus communis (L.) Arcangeli, Prunus amygdalus Batsch. NOME COMUNE: Mandorlo FAMIGLIA: Rosaceae ORIGINE:

Dettagli

Febbraio Classe terza A: L ARANCIA

Febbraio Classe terza A: L ARANCIA Febbraio Classe terza A: L ARANCIA L arancia è il frutto dell albero dell arancio. Com'è la pianta L arancio è un albero sempreverde dalla bella chioma rotonda, che può arrivare fino a 10 metri. I rami

Dettagli

Denominazione Descrizione Unità Foto

Denominazione Descrizione Unità Foto Denominazione Descrizione Unità Foto Sale affumicato PREMIUM La base per questo sale è un sale del Mar Morto. Il sale viene affumicato a freddo con legno di faggio ed ha un odore intenso e aromatico. Per

Dettagli

Si parla di tannino nativo riferendosi a quello dell'uva e di tannino neoformato in riferimento a quello del vino.

Si parla di tannino nativo riferendosi a quello dell'uva e di tannino neoformato in riferimento a quello del vino. I tannini sono composti fenolici presenti in diverse piante di interesse alimentare, abbondanti nel tè, nel caffè, nel cacao, nel vino, nei mirtilli, ecc sono meno rappresentati nei cereali. I tannini

Dettagli

4) 8 g di idrogeno reagiscono esattamente con 64 g di ossigeno secondo la seguente reazione:

4) 8 g di idrogeno reagiscono esattamente con 64 g di ossigeno secondo la seguente reazione: Esercizi Gli esercizi sulla legge di Lavoisier che seguono si risolvono ricordando che la massa iniziale, prima della reazione, deve equivalere a quella finale, dopo la reazione. L uguaglianza vale anche

Dettagli

La primavera Inizia una nuova stagione per gli orti

La primavera Inizia una nuova stagione per gli orti 8 La primavera Inizia una nuova stagione per gli orti 65 Il giardinaggio ti insegna che la natura ha un ritmo annuale. Entrare nel suo ritmo ti porterà a intuire quando è il momento di dare attenzione

Dettagli

Lezione 2. Leggi ponderali

Lezione 2. Leggi ponderali Lezione 2 Leggi ponderali I miscugli eterogenei presentano i componenti distinguibili in due o più fasi, in rapporti di massa altamente variabili e che mantengono le caratteristiche originarie. I miscugli

Dettagli

Saper riconoscere e trattare

Saper riconoscere e trattare Saper riconoscere e trattare Disturbi della coscienza Disturbi della coscienza Lipotimia Sincope Coma Alterazione del normale funzionamento del cervello Che cosa fare chiamare il 118/112 controllare le

Dettagli

Rutaceae Di sicura origine orientale 3-5 m. Arbusto o piccolo albero, sempreverde

Rutaceae Di sicura origine orientale 3-5 m. Arbusto o piccolo albero, sempreverde NOME SCIENTIFICO: CITRUS AURANTIUM Linneo SINONIMO: Citrus vulgaris Risso, Citrus sinensis (L.) Osb., Citrus aurantium sinensis NOME COMUNE: Arancio dolce FAMIGLIA: Rutaceae Di sicura origine orientale

Dettagli

Plumcake al latticello

Plumcake al latticello Pubblicato su Territori.Coop (http://www.territori.coop.it) 04 Febbraio 2016 Plumcake al latticello Un dolce semplice da realizzare, a base di buttermilk fatto in casa. A cura della blogger Barbara Lechiancole

Dettagli

BEVANDE ANALCOLICHE. Succhi frutta bibite sciroppi Bevande nervine naturali. Base frutta a. caffè succo thè concentrati. Base di frutta non a succo

BEVANDE ANALCOLICHE. Succhi frutta bibite sciroppi Bevande nervine naturali. Base frutta a. caffè succo thè concentrati. Base di frutta non a succo BEVANDE ANALCOLICHE BEVANDE ANALCOLICHE Acque minerali naturali artificiali Succhi frutta bibite sciroppi Bevande nervine naturali limpidi Base frutta a caffè succo thè concentrati Base di frutta non a

Dettagli

Cosa accade al cibo nel sangue? Le nostre ipotesi

Cosa accade al cibo nel sangue? Le nostre ipotesi Cosa accade al cibo nel sangue? Le nostre ipotesi Itinerario di ricerca 1. Come è fatto e cosa contiene il sangue? 2. Qual è il percorso che il sangue compie nel nostro corpo? 3. Quale funzione ha il sangue?

Dettagli

SOSTANZE ORGANICHE NON AZOTATE SOLUBILI IN ACQUA. A) FENOMENI VISIBILI CON CLORURO FERRICO (FeCl 3 )

SOSTANZE ORGANICHE NON AZOTATE SOLUBILI IN ACQUA. A) FENOMENI VISIBILI CON CLORURO FERRICO (FeCl 3 ) SSTANZE RGANIE NN AZTATE SLUBILI IN AQUA A) FENMENI VISIBILI N LRUR FERRI (Fel 3 ) A) FENMENI VISIBILI N LRUR FERRI (Fel 3 ) 1) Resorcina 2) Acido salicilico 3) Vanillina 4) Acido benzoico 1) Resorcina

Dettagli

Tortino con Mela e Cannella in Padella Senza Zucchero

Tortino con Mela e Cannella in Padella Senza Zucchero Tortino con Mela e Cannella in Padella Senza Zucchero Ognuno ha gusti propri in fatto di cucina e alimentazione, le proprie voglie e un modo tutto speciale molto particolare di abbinare i cibi. A me, per

Dettagli

Le acquaviti e i liquori

Le acquaviti e i liquori Le acquaviti e i liquori PRODUZIONE Per la produzione di qcquaviti distinguiamo: - fase di fermentazione - fase di distillazione - fase di rettificazione - fase di maturazione 1 Fermentazione È la fase

Dettagli

-Yin e Yang -titolo del libro- -Il medico di se stesso-

-Yin e Yang -titolo del libro- -Il medico di se stesso- Il Sangue -Yin e Yang -titolo del libro- -Il medico di se stesso- Le fattezze del viso a pagina 50 I piedi a pagina 61 L'urina e le feci a pagina 63 Il calore corporeo a pagina 66 Le mani a pagina 67 Le

Dettagli

Dialogo fra. un signore che deve fare l intervento della fistola per l emodialisi.. e un dottore che cerca di spiegare che cos è

Dialogo fra. un signore che deve fare l intervento della fistola per l emodialisi.. e un dottore che cerca di spiegare che cos è Dialogo fra un signore che deve fare l intervento della fistola per l emodialisi.. e un dottore che cerca di spiegare che cos è Ho capito, dottore, ci siamo: se devo fare la fistola, è perché devo poi

Dettagli

LE BEVANDE DISSETANTI

LE BEVANDE DISSETANTI LE BEVANDE DISSETANTI TREND DI MERCATO IL MERCATO DELLE BEVANDE GASSATE HA UN TREND NEGATIVO IL MERCATO DELLE BEVANDE PIATTE (NOGAS) HA UN TREND POSITIVO I CONSUMATORI SONO SEMPRE PIU ATTENTI AI PRODOTTI

Dettagli

Le proprietà dei vari tipi di tè

Le proprietà dei vari tipi di tè Le proprietà dei vari tipi di tè Il tè è una bevanda che deriva dalle foglie di una pianta legnosa, la Camellia sinensis, coltivata principalmente in Cina, Giappone, Sri Lanka, India, Bangladesh. La zona

Dettagli

Arbusto o alberello a foglia caduca. Oppote, a coppie, ovali a base inciso cuoriforme e apice acuto o acuminato

Arbusto o alberello a foglia caduca. Oppote, a coppie, ovali a base inciso cuoriforme e apice acuto o acuminato NOME SCIENTIFICO: SYRINGA VULGARIS Linneo SINONIMO: NOME COMUNE: Serenella, Lillà FAMIGLIA: Oleaceae ORIGINE: Europa ALTEZZA: fino a 7 m (generalmente 3-4 m) FIORITURA: Aprile-Maggio HABITUS FOGLIA Arbusto

Dettagli

ESERCIZI. 1. Completa le seguenti reazioni e, se necessario, bilanciale: b, K + H 2 O! c. Na + H 2! d. KOH + CO 2! e. K 2 CO 3! calore!

ESERCIZI. 1. Completa le seguenti reazioni e, se necessario, bilanciale: b, K + H 2 O! c. Na + H 2! d. KOH + CO 2! e. K 2 CO 3! calore! ESERCIZI 1. Completa le seguenti reazioni e, se necessario, bilanciale: elettrolisi a. LiCl (fuso)!!! " b, K + H 2 O! c. Na + H 2! d. KOH + CO 2! e. K 2 CO 3! calore! " f. Na 2 CO 3 + H 2 SO 4! g. K 2

Dettagli

Acqua, buona da mangiare

Acqua, buona da mangiare Acqua, buona da mangiare 25 settembre 2010 Dott.ssa Alessandra Palomba S.I.A.N. AUSL Reggio Emilia Il 70-80% del nostro corpo è costituito da acqua % di acqua contenuta nel corpo umano ~ sangue 90% ~ cervello

Dettagli

Soluzioni. Miscele: (gas in gas) Leghe: (solidi in solidi) Soluzioni p.d: (solventi liquidi)

Soluzioni. Miscele: (gas in gas) Leghe: (solidi in solidi) Soluzioni p.d: (solventi liquidi) Soluzioni Sono miscele omogenee in cui si riconoscono 2 componenti o fasi: il soluto, presente in quantità minore il solvente presente in quantità maggiore. Tipi di soluzioni: Miscele: (gas in gas) Leghe:

Dettagli

Primi Sintomi della Meningite

Primi Sintomi della Meningite Cosa è la Meningite? La meningite è un gonfiore delle membrane del cervello e del midollo spinale. Può essere a causa di virale, fungina o infezione batterica. La causa più comune di meningite è un'infezione

Dettagli

RADICI ESEMPI DI RADICI

RADICI ESEMPI DI RADICI RADICI La radice è l'organo della pianta specializzato nell'assorbimento di acqua e sali minerali dal terreno, fondamentali per la vita delle piante. Svolge inoltre il compito di ancoraggio, di conduzione

Dettagli

In che stagione si raccoglie? Inverno, autunno. Di che colore é? Giallo-Arancio. Varietà: Avana, Paternò Satsuma, Com'è la pianta? Dove cresce?

In che stagione si raccoglie? Inverno, autunno. Di che colore é? Giallo-Arancio. Varietà: Avana, Paternò Satsuma, Com'è la pianta? Dove cresce? Carta d identità del MANDARINO In che stagione si raccoglie? Inverno, autunno Di che colore é? Giallo-Arancio. Varietà: Avana, Paternò Satsuma, Com'è la pianta? E un arbusto, ha foglie molto profumate,

Dettagli

Il mistero di Natale. Classe 4 sezione Chimica a.s. 2018/2019. cast MAUROLAURITO ALESSANDROBONCORI. Sherlock Holmes. GABRIELEDELUCA sospettato

Il mistero di Natale. Classe 4 sezione Chimica a.s. 2018/2019. cast MAUROLAURITO ALESSANDROBONCORI. Sherlock Holmes. GABRIELEDELUCA sospettato Tra i tanti personaggi del mondo dei gialli, Sherlock Holmes forse è quello che meno di tutti può lasciare indifferenti. Non sta simpatico a molti, ma attrae. Troppo distaccato: pare non avere sentimenti.

Dettagli

Se si mescolano 24,50 g. di NaCl in polvere e 100,00 g. di acqua:

Se si mescolano 24,50 g. di NaCl in polvere e 100,00 g. di acqua: A. Si mescolano 15,30 g. di zucchero con 5,65 g. di NaCl dopo averli pesati. Determinare: A. Le percentuali dei due componenti B. Gli errori assoluti e relativi compiuti sulle due pesate C. L errore assoluto

Dettagli

La pappa al pomodoro e l estate in un piatto

La pappa al pomodoro e l estate in un piatto Pubblicato su Territori.Coop (http://www.territori.coop.it) 04 Agosto 2015 La pappa al pomodoro e l estate in un piatto Questa zuppa estiva non manca mai sulle tavole toscane, ma conquista tutti. La ricetta

Dettagli

CHE COSA FA IL CALORE? Classi 4 e e Sc.elem. Goldoni

CHE COSA FA IL CALORE? Classi 4 e e Sc.elem. Goldoni CHE COSA FA IL CALORE? Classi 4 e e Sc.elem. Goldoni Il calore fa bollire l acqua, fonde la cioccolata, cucina il pollo. Che cosa fa il calore? La luce crea calore e fa sciogliere il ghiaccio Se la cosa

Dettagli

ETOILEPEDIA I FRUTTI DI BOSCO

ETOILEPEDIA I FRUTTI DI BOSCO I FRUTTI DI BOSCO I frutti di bosco non hanno mai occupato un posto di primo piano nella storia della cucina, forse perché erano un cibo facilmente reperibile e consumato dalla gente di montagna e collina,

Dettagli

Classe 5 ch B a.s.2007/08 ANALISI DELLA BIRRA

Classe 5 ch B a.s.2007/08 ANALISI DELLA BIRRA ANALISI DELLA BIRRA DETRMINAZIONE DELL ACIDITÀ L acidità della birra è dovuta in parte ad acidi organici vari (specialmente lattico), in parte a fosfati acidi, e, specialmente nelle birre mal conservate,

Dettagli

Master in preparazioni galeniche magistrali ad uso umano e veterinario Università degli studi di Roma Sapienza a.a

Master in preparazioni galeniche magistrali ad uso umano e veterinario Università degli studi di Roma Sapienza a.a Master in preparazioni galeniche magistrali ad uso umano e veterinario Università degli studi di Roma Sapienza a.a.2017-2018 Nanni Eleonora La propoli è un materiale appiccicoso elaborato dalle api a partire

Dettagli

Infusore a Bottiglia. Ricette tè freddo

Infusore a Bottiglia. Ricette tè freddo Infusore a Bottiglia Ricette tè freddo INTRODUZIONE Vista l estate in arrivo, abbiamo ideato alcune deliziose ricette di Tè Freddo che puoi preparare usando le nostre popolari e salutari miscele di tè.

Dettagli

IPPOCASTANO. TIPO: angiosperma. NOME SCIENTIFICO: Aesculus hippocastanum. NOME COMUNE: Ippocastano o Castagno d India. FAMIGLIA: Sapindaceae

IPPOCASTANO. TIPO: angiosperma. NOME SCIENTIFICO: Aesculus hippocastanum. NOME COMUNE: Ippocastano o Castagno d India. FAMIGLIA: Sapindaceae IPPOCASTANO TIPO: angiosperma NOME SCIENTIFICO: Aesculus hippocastanum NOME COMUNE: Ippocastano o Castagno d India FAMIGLIA: Sapindaceae ORIGINE: naturalizzata DISTRIBUZIONE E AMBIENTI: Originario dell'europa

Dettagli

La produzione della grappa (bevanda spiritosa) Muggia, 24 settembre 2018

La produzione della grappa (bevanda spiritosa) Muggia, 24 settembre 2018 La produzione della grappa (bevanda spiritosa) Muggia, 24 settembre 2018 Cos è la grappa? E il prodotto della distillazione delle vinacce fermentate risultanti dalla vinificazione delle uve Le vinacce

Dettagli

Cantani A. Manuale di Materia Medica e Terapeutica

Cantani A. Manuale di Materia Medica e Terapeutica CINA SEMEN CINAE Cantani A. Manuale di Materia Medica e Terapeutica I fiori di cina agiscono per l olio etereo e per il santonino che contengono il santonino produce perturbamenti della visione, soprattutto

Dettagli

i principi nutritivi seconda parte Prof.ssa Mila del Corno

i principi nutritivi seconda parte Prof.ssa Mila del Corno i principi nutritivi seconda parte Prof.ssa Mila del Corno L ACQUA E il componente più abbondante del corpo umano, di cui rappresenta circa il 60-65% del peso L acqua non fornisce energia (quindi non fa

Dettagli

Habitat: cresce dal mare alla regione montana di tutta Italia nei luoghi umidi come boschi e paludi.

Habitat: cresce dal mare alla regione montana di tutta Italia nei luoghi umidi come boschi e paludi. NOME SCIENTIFICO: MENTHA AQUATICA Linneo SINONIMO: NOME COMUNE: Menta d acqua FAMIGLIA: Lamiaceae (Labiatae) ORIGINE: Eurasiatica, oggi cosmopolita ALTEZZA: fino a 80 cm FIORITURA: Giugno-Ottobre HABITUS

Dettagli

E incredibile ho parlato con una persona e non ne ricordo il volto... Ora state buoni, bambini... VI SONO BUONI MOTIVI...

E incredibile ho parlato con una persona e non ne ricordo il volto... Ora state buoni, bambini... VI SONO BUONI MOTIVI... E incredibile ho parlato con una persona e non ne ricordo il volto... Ora state buoni, bambini... VI SONO BUONI MOTIVI... 1 Queste foto prima non c erano... Lei era già stata qui? Sì, quando c era il signor

Dettagli

INNOVAZIONE NEL TRATTAMENTO DELLE MALATTIE CARDIACHE DEL CANE. Felici insieme più a lungo. Al cuore dell innovazione

INNOVAZIONE NEL TRATTAMENTO DELLE MALATTIE CARDIACHE DEL CANE. Felici insieme più a lungo. Al cuore dell innovazione INNOVAZIONE NEL TRATTAMENTO DELLE MALATTIE CARDIACHE DEL CANE Felici insieme più a lungo Al cuore dell innovazione Malattie cardiache Il tuo Medico Veterinario ha diagnosticato un insufficienza cardiaca

Dettagli

Grappa di Cannonau LINEA H.O. R.E.C.A.

Grappa di Cannonau LINEA H.O. R.E.C.A. Grappa di Cannonau Classificazione: Grappa di Cannonau. Alcol: 40% Vol. Dimensione: 70 cl. Aspetto: pulito, trasparente, cristallino. Note di degustazione: caratteristico e giustamente penetrante, dall

Dettagli

Energia per il proprio corpo

Energia per il proprio corpo Energia per il proprio corpo Tutti gli animali e le piante hanno bisogno di cibo per vivere e per crescere. Anche il tuo corpo ha bisogno di cibo. Che tipo di cibo serve per vivere e crescere? La foto

Dettagli

CHIMICA: studio della composizione e della struttura della materia e delle sue trasformazioni

CHIMICA: studio della composizione e della struttura della materia e delle sue trasformazioni CHIMICA: studio della composizione e della struttura della materia e delle sue trasformazioni Lavoisier e la legge di conservazione della massa Lavoisier riconobbe l importanza delle misurazioni accurate

Dettagli

L argilla verde, la terra che cura.

L argilla verde, la terra che cura. L argilla verde, la terra che cura. Anni fa, chiacchierando tra amici con la mia stessa passione per le cure naturali, mi fu proposta l argilla verde ventilata per risolvere un malessere del momento. Li

Dettagli

8AKCQRA*dhaach+ Biscotto Classico FATTO IN ITALIA DA UNA AZIENDA ITALIANA SENZA OLIO DI PALMA

8AKCQRA*dhaach+ Biscotto Classico FATTO IN ITALIA DA UNA AZIENDA ITALIANA SENZA OLIO DI PALMA Biscotto Classico Amido di mais, farina di riso 19%, zucchero, olio di semi di girasole, amido modificato di mais, uova, latte intero in polvere, fruttosio, sale, agenti lievitanti: carbonato acido di

Dettagli

SAPORE MEDITERRANEO. * da Speciale Freshness SUSINE E ALBICOCCHE

SAPORE MEDITERRANEO. * da Speciale Freshness SUSINE E ALBICOCCHE SUSINE E ALBICOCCHE SAPORE MEDITERRANEO * da Speciale Freshness 60 61 Susine Colorate, dolci e succose sono frutti dalla doppia identità: quella fresca, e quella essiccata o cotta. Disponibili in Europa

Dettagli

Torta Crudista al Cocco e Senza Zucchero

Torta Crudista al Cocco e Senza Zucchero Torta Crudista al Cocco e Senza Zucchero Torta Crudista al Cocco e Senza Zucchero Sempre più spesso sentiamo parlare della tossicità di alcuni alimenti e dei danni che essi provocano alla nostra salute.

Dettagli

Tree Work Bando Cariplo 2013/14 U.A.1

Tree Work Bando Cariplo 2013/14 U.A.1 IL TORRENTE COSIA: FILO CONDUTTORE DELLA BIODIVERSITA' TRA NATURA E UOMO BANDO CARIPLO - SCUOLA 21, A.S. 2013/14 FASE 1: "ESPLORAZIONE DELL'ARGOMENTO" - CLASSE III UNITA' DI APPRENDIMENTO 1: L'AGROECOSISTEMA

Dettagli

UNA LEGGENDA MESSICANA: LA NASCITA DEI COLORI

UNA LEGGENDA MESSICANA: LA NASCITA DEI COLORI UNA LEGGENDA MESSICANA: LA NASCITA DEI COLORI Tanto tempo fa la Guacamaya era brutta e grigia come una gallina spennacchiata. Adesso invece è un pappagallo tutto colorato. A quel tempo tutto il mondo era

Dettagli

DALL UVA AL MOSTO. Struttura del grappolo e composizione chimica dell uva

DALL UVA AL MOSTO. Struttura del grappolo e composizione chimica dell uva DALL UVA AL MOSTO Struttura del grappolo e composizione chimica dell uva L infruttescenza della vite è un grappolo composto che si presenta, a seconda del vitigno, con forme e dimensioni diverse. Il peso

Dettagli

ESPERIENZE IN LABORATORIO 4^B. 13 Marzo 2019

ESPERIENZE IN LABORATORIO 4^B. 13 Marzo 2019 ESPERIENZE IN LABORATORIO 4^B 13 Marzo 2019 ESPERIMENTO 1: ESTRAZIONE DEI PIGMENTI DELLE FOGLIE 13 Marzo 2019 INTRODUZIONE Vi abbiamo portato alcuni tipi di verdure A FOGLIA: - Spinaci (con foglie verdi)

Dettagli

IL Tè IL TE. (Luca, Edoardo e Mattia)

IL Tè IL TE. (Luca, Edoardo e Mattia) IL Tè IL TE (Luca, Edoardo e Mattia) LA STORIA DEL TE Secondo la leggenda cinese, l imperatore Chen Nung era così fiscale per il rispetto dell igiene che non beveva altro che acqua bollita e aveva ordinato

Dettagli

le reazioni chimiche

le reazioni chimiche le reazioni chimiche Una reazione (o equazione) chimica e una trasformazione di sostanze dette reagenti in altre sostanze dette prodotti. reagenti prodotti ESEMPI DI REAZIONI CHIMICHE: - ACETO + BICARBONATO

Dettagli

Aspetti formali e ponderali delle reazioni chimiche

Aspetti formali e ponderali delle reazioni chimiche i g t c unità g1 obiettivo x + Aspetti formali e ponderali delle reazioni chimiche 1 L equazione chimica Saper rappresentare una trasformazione chimica mediante un equazione che utilizza simboli e formule

Dettagli

Scienza delle Piante Medicinali. Etnobotanica Fitochimica Farmacognosia Fitoterapia

Scienza delle Piante Medicinali. Etnobotanica Fitochimica Farmacognosia Fitoterapia Scienza delle Piante Medicinali Etnobotanica Fitochimica Farmacognosia Fitoterapia farmaco droga farmaco droga NATURALE Si ottengono dal regno vegetale, animale e minerale ARTIFICIALE o SINTETICA

Dettagli

E 153 CARBONE VEGETALE

E 153 CARBONE VEGETALE IMPIEGO, MODALITA D USO Additivo alimentare utilizzato come colorante. Ne è consentito l uso alle seguenti condizioni: Prodotti alimentari Formaggio Morbier Dose massima Quanto basta Ad eccezione degli

Dettagli

Composta di peperoni e mele

Composta di peperoni e mele MARMELLATE E CONSERVE Composta di peperoni e mele di: rita.mammetti@yahoo.it LUOGO: Europa / Italia DOSI PER: 4 persone DIFFICOLTÀ: bassa COSTO: basso REPERIBILITÀ ALIMENTI: facile Se amate fare le conserve

Dettagli

Alessandro Scarlatti, Cantata: Quella pace gradita (Münster, Diözesanbibliothek, MS Sant. 864, fol. 5-15v).

Alessandro Scarlatti, Cantata: Quella pace gradita (Münster, Diözesanbibliothek, MS Sant. 864, fol. 5-15v). Alessandro Scarlatti, Cantata: Quella pace gradita (Münster, Diözesanbibliothek, MS Sant. 8, fol. -1v). VIOLINO SOLO And. te VIOLONCELLO FLAUTO CEMBALO 10 1 7 7 199 Gordon J. Callon Scarlatti, Quella pace

Dettagli

ESERCIZI sulle SOLUZIONI

ESERCIZI sulle SOLUZIONI ESERCIZI sulle SOLUZIONI 1. Calcola la molarità delle seguenti soluzioni acquose, per le quali è data la massa di soluto disciolta in 200 cm 3 di soluzione: a) 20 g di NaCl; b) 20 g di HCl; c) 20 g di

Dettagli

I DOCCIA SCHIUMA Eco Biologici Certificati agli oli essenziali

I DOCCIA SCHIUMA Eco Biologici Certificati agli oli essenziali I DOCCIA SCHIUMA Eco Biologici Certificati agli oli essenziali Totalmente privi di profumi di sintesi, i Doccia Schiuma L Amande Eco Bio sono certificati biologici. Detergono dolcemente ogni tipo di pelle,

Dettagli

Test di Autovalutazione

Test di Autovalutazione Test di Autovalutazione Il test può essere fatto seguendo alcune semplici indicazioni: Nelle aree segnalate (risposta, domanda, spazio con la freccia,) sono collocati già dei comandi Con un click del mouse

Dettagli

PROGETTO FEDERCHIMICA

PROGETTO FEDERCHIMICA PROGETTO FEDERCHIMICA Scuola secondaria di I AS 2016-2017 SEZIONE SPECIALE: FARMACI PER ANIMALI Categoria B: cod. B00052 I FARMACI VETERINARI 1 I farmaci veterinari: cosa sono e come si usano. Nell opinione

Dettagli

reazioni Sostanze Reazioni di sintesi Reazioni di decomposizione

reazioni Sostanze Reazioni di sintesi Reazioni di decomposizione Si consumano nelle reazioni Si formano nelle reagenti Si trasformano con prodotti Sostanze Sostanze semplici Sostanze composte Non ottenibili con Non decomponibili con Reazioni di sintesi Reazioni di decomposizione

Dettagli

*Gli atomi sono tutti uguali tra loro?

*Gli atomi sono tutti uguali tra loro? *Gli atomi sono tutti uguali tra loro? *Pur essendo tutti formati dalle stesse particelle, gli atomi non sono tutti uguali tra loro: alcuni sono più piccoli, altri più grandi. La piccolezza o la grandezza

Dettagli

COME VIVONO LE PIANTE?

COME VIVONO LE PIANTE? COME VIVONO LE PIANTE? RADICI E FUSTO Del regno dei vegetali fanno parte tutte le piante, da quelle piccole e fragili a quelle grandi e maestose. Ogni pianta è composta da diverse parti, ognuna delle quali

Dettagli

Bevande. Classe terza sala

Bevande. Classe terza sala Bevande Classe terza sala Bevande Le bevande costituiscono un gruppo di alimenti molto variegato. Si tratta di alimenti liquidi accessori che, oltre a dissetare, apportano anche sali minerali, vitamine

Dettagli

Tema C Capitolo 5 L apparato circolatorio

Tema C Capitolo 5 L apparato circolatorio 1. A che cosa serve l apparato circolatorio 2. I vasi sanguigni 3. Un tessuto molto speciale: il sangue 4. Il cuore 5. La circolazione del sangue 6. Il sistema linfatico e i linfonodi 7. L apparato circolatorio

Dettagli

INSIEME ALL ACQUA SI MISCHIA O NON SI MISCHIA?

INSIEME ALL ACQUA SI MISCHIA O NON SI MISCHIA? 3 classe Prerequisiti Saper riconoscere le sostanze che costituiscono la materia che ci circonda Conoscere le proprietà fisiche della materia Conoscere la differenza tra sostanza pura, elemento e composto

Dettagli

LE MOLECOLE DELLA VITA

LE MOLECOLE DELLA VITA LE MOLECOLE DELLA VITA LE CELLULE SONO COSTITUITE DA ACQUA E BIOMOLECOLE Una biomolecola è un composto chimico che riveste un ruolo importante negli esseri viventi. Le molecole biologiche possono essere

Dettagli

Esercitazione 6. Chimica biologica del Fe. Il Ferro ) 2 (SO 4 6H 2. Fe(NH 4

Esercitazione 6. Chimica biologica del Fe. Il Ferro ) 2 (SO 4 6H 2. Fe(NH 4 Esercitazione Preparazione del sale di Mohr Fe(NH 4 ) 2 (SO 4 ) 2 H 2 O Chimica biologica del Fe In un uomo di 75 kg sono presenti 4 g di Fe Nei Paesi occidentali ne assumiamo 15 mg/d Il Ferro Configurazione

Dettagli

Tema A Capitolo 5 Le reazioni chimiche

Tema A Capitolo 5 Le reazioni chimiche 1. Che cos è una reazione chimica 2. Le leggi fondamentali delle reazioni chimiche 3. L ossigeno e i suoi composti 4. Le combustioni 5. Acidi, basi e sali 6. Misurare l acidità e la basicità 1 Le reazioni

Dettagli

Le trasformazioni chimiche di Giuseppe Valitutti

Le trasformazioni chimiche di Giuseppe Valitutti Le trasformazioni chimiche di Giuseppe Valitutti Le trasformazioni chimiche...2 Le reazioni esotermiche...2 Le reazioni endotermiche...2 Gli elementi e i composti...5 Mappa concettuale...7 1 Le trasformazioni

Dettagli

Pagine sul libro. da pag. 364 a pag. 367

Pagine sul libro. da pag. 364 a pag. 367 Acqua Pagine sul libro da pag. 364 a pag. 367 Acqua L acqua è un nutriente essenziale non calorico, che garantisce la realizzazione dei processi indispensabili per la vita: è il solvente in cui avvengono

Dettagli

LA VEGETAZIONE. 1. Parole per capire VOLUME 1 CAPITOLO 5. A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: montagna...

LA VEGETAZIONE. 1. Parole per capire VOLUME 1 CAPITOLO 5. A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: montagna... VOLUME 1 CAPITOLO 5 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE LA VEGETAZIONE 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: montagna... collina... pianura... costa...

Dettagli

Analizziamo terra e acqua

Analizziamo terra e acqua Analizziamo terra e acqua L analisi delle acque Per utilizzare al meglio un terreno e capire se è adatto alla coltivazione bisogna analizzare l acqua che viene utilizzata per annaffiare un terreno. Bisogna

Dettagli

SCHEDA TECNICA DI PRODOTTO STP A175_I

SCHEDA TECNICA DI PRODOTTO STP A175_I ACCESSORI IN OTTONE NICHELATO Ampliatori Passo METRICO M 1,5 CEI EN 60423 P P A C H Tipo EXT INT Imballo Fig. 1 20931216N M12X1,5 M16X1,5 18 5 15,5 500/100 20931620N M16X1,5 M20X1,5 22 5 17,5 300/100 20932025N

Dettagli

Materiale occorrente. Introduzione. Procedura. Estrazione della caffeina dalla polvere di caffè. Caffè macinato. Diclorometano, CH2Cl2

Materiale occorrente. Introduzione. Procedura. Estrazione della caffeina dalla polvere di caffè. Caffè macinato. Diclorometano, CH2Cl2 Estrazione della caffeina dalla polvere di caffè Materiale occorrente Caffè macinato Diclorometano, CH2Cl2 Carbonato di calcio, CaCO3 Acqua Introduzione In questa esperienza viene proposta l estrazione

Dettagli

L APPARATO CIRCOLATORIO

L APPARATO CIRCOLATORIO L APPARATO CIRCOLATORIO Il sangue Il sangue è un tessuto liquido connettivo (presenza di importante materia extracellulare), formato da una parte liquida, il plasma e una parte corpuscolare formata da

Dettagli

Concimazione. Irrigazione

Concimazione. Irrigazione Lezione 3 Tecniche agronomiche Concimazione Irrigazione Concimazione La concimazione Qualsiasi organismo vegetale, per poter vivere, ha bisogno di elementi nutritivi, che trova nel terreno e che assorbe

Dettagli

2. Le piante. Le piante verdi hanno bisogno della luce del sole per crescere. Esse trasformano l energia della luce solare in energia alimentare.

2. Le piante. Le piante verdi hanno bisogno della luce del sole per crescere. Esse trasformano l energia della luce solare in energia alimentare. 2. Le piante Sembra che le piante siano dappertutto. C i sono piante all aperto e al chiuso, a scuola e intorno alle case. Sai pensare a posti diversi in cui hai visto delle piante? Le piante sono simili

Dettagli

BAS ARMAGNAC MILLESIME 1983

BAS ARMAGNAC MILLESIME 1983 BAS ARMAGNAC MILLESIME 1983 Origine: Vini del Bas Armagnac selezionati nella zona tradizionalmente denominata GRAND BAS ARMAGNAC Distillazione: Con alambicchi a getto continuo e basso rendimento costruiti

Dettagli

Attività effettuata nell'ambito dell' EDUCAZIONE AL BENESSERE come conoscenza del territorio circostante dal punto di vista naturalistico

Attività effettuata nell'ambito dell' EDUCAZIONE AL BENESSERE come conoscenza del territorio circostante dal punto di vista naturalistico Attività effettuata nell'ambito dell' EDUCAZIONE AL BENESSERE come conoscenza del territorio circostante dal punto di vista naturalistico CLASSE TERZA DI PEDROCCA PRIMAVERA 2016 ESPLORAZIONE Il nostro

Dettagli

SPEZIE. Sostanze utilizzate per insaporire i cibi

SPEZIE. Sostanze utilizzate per insaporire i cibi LE DROGHE SPEZIE Sostanze utilizzate per insaporire i cibi SPEZIE Cannella Chiodi di garofano Noce moscata Pepe SPEZIE Peperoncino Zafferano Cardamomo Zenzero Le droghe LEGALI alcool tabacco caffeina Le

Dettagli

Ricettario ChufaMix. 100 grammi di riso crudo* (lasciare in ammollo per tutta la notte )

Ricettario ChufaMix. 100 grammi di riso crudo* (lasciare in ammollo per tutta la notte ) Ricettario ChufaMix Latte di riso 1 litro d acqua calda (60-80 ) 100 grammi di riso crudo* (lasciare in ammollo per tutta la notte ) 10 ml di succo d agave (dolcificante) un pò di buccia di limone o lime

Dettagli

A Due ALTO, e TENORE.

A Due ALTO, e TENORE. S A L M O V I G E S I M O - S E C O N D O A Due ALTO, e TENORE. Dominus regit me &c. S è il Si gno re mio Pa sto re Andante. S è il Si gno re mio Pa sto re s ei mi reg ge qual suo greg ge di che te mer

Dettagli

Detersivo per il bucato a mano o in lavatrice. Ingredienti: 50 gr di sapone di Marsiglia o di sapone di Aleppo. 20 gr circa di bicarbonato di sodio

Detersivo per il bucato a mano o in lavatrice. Ingredienti: 50 gr di sapone di Marsiglia o di sapone di Aleppo. 20 gr circa di bicarbonato di sodio Sapone di Marsiglia Detersivo per il bucato a mano o in lavatrice 50 gr di sapone di Marsiglia o di sapone di Aleppo 10 gr di carbonato di sodio 20 gr circa di bicarbonato di sodio 1/2 lt di acqua calda

Dettagli

MIELE DI ACACIA MARCHIGIANO

MIELE DI ACACIA MARCHIGIANO MIELE DI ACACIA MARCHIGIANO Habitat: scarpate, incolti, siepi (0-1000 m) Zone di produzione: principalmente Italia prealpina e centrale Fioritura: aprile - maggio Caratteristiche chimico-fisiche: valori

Dettagli

salici da ceste CORSO DI CESTERIA

salici da ceste CORSO DI CESTERIA Ecomuseo delle Acque Largo Beorcje 12 - Borgo Molino 33013 Gemona del Friuli (UD) info@ecomuseodelleacque.it www.ecomuseodelleacque.it CORSO DI CESTERIA salici da ceste Il salice da vimini (S. viminalis)

Dettagli

DIARIO. œ œ. Œ j œ œ. P œ œ Œ Ó. œ œ œ. œ œ œ œ œ. œ œ Œ Œ P. j œ œ. Parole e Musica di Ivan Cobbe. Settembre Tenori Primi.

DIARIO. œ œ. Œ j œ œ. P œ œ Œ Ó. œ œ œ. œ œ œ œ œ. œ œ Œ Œ P. j œ œ. Parole e Musica di Ivan Cobbe. Settembre Tenori Primi. DIARIO arole e Musica di Ivan Cobbe Tenori rimi 1 4 Tenori Secondi 4 4 4 Rin-chiu-soin un va - go - ne che par - te pia - no Ó pia - no, sa - lu - to la mia 4 I Ó ter - ra, con glioc- chie con la ma -

Dettagli

Contenuto. Massa della crosta terrestre Minerali Come si formano I minerali Organizzazione della struttura cristallina Classificazione dei minerali

Contenuto. Massa della crosta terrestre Minerali Come si formano I minerali Organizzazione della struttura cristallina Classificazione dei minerali Mineralogia Contenuto Massa della crosta terrestre Minerali Come si formano I minerali Organizzazione della struttura cristallina Classificazione dei minerali La litosfera Lo strato più esterno della Terra

Dettagli

umano è molto complesso per gli alunni per la distanza

umano è molto complesso per gli alunni per la distanza DIGESTIONE/INDIGESTIONE Ho mangiato troppo Lo studio del corpo umano è molto complesso per gli alunni per la distanza irraggiungibile degli organi e degli apparati da conoscere rispetto alla loro capacità

Dettagli

Habitat: luoghi erbosi e rupi fino a 1100 m. Origine e diffusione: di origine pontica, è diffusa in tutto il bacino mediterraneo.

Habitat: luoghi erbosi e rupi fino a 1100 m. Origine e diffusione: di origine pontica, è diffusa in tutto il bacino mediterraneo. OME SCIENTIFICO: RUTA GRAVEOLENS Linneo SINONIMO: NOME COMUNE: Ruta comune FAMIGLIA: Rutaceae ORIGINE: Pontica ALTEZZA: fino a 1 m FIORITURA: Maggio-Luglio HABITUS FOGLIA Pianta suffruticosa, perenne,

Dettagli