Progetto in inchiesta pubblica PROGETTO C
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- Ottavia Farina
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1 N O R M A I T A L I A N A C E I 1 Data Scadenza Inchiesta C Data Pubblicazione Classificazione Titolo Disposizioni per l infrastrutturazione degli edifici con impianti di comunicazione elettronica Linee guida per l applicazione della LEGGE 11 novembre 2014, n. 164 Title CEI COMITATO ELETTROTECNICO ITALIANO AEIT FEDERAZIONE ITALIANA DI ELETTROTECNICA, ELETTRONICA, AUTOMAZIONE, INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI CNR CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE PROGETTO
2 Disposizioni per l'infrastrutturazione degli edifici con impianti di comunicazione elettronica Linee guida per l applicazione della LEGGE 11 novembre 2014, n. 164 Indice 1 Introduzione Definizioni e Acronimi Infrastruttura fisica multiservizio passiva di edificio Spazi installativi Spazi installativi in edifici multi-unità immobiliari Punto di accesso all edificio per segnali provenienti dal sottosuolo Punto di accesso all edificio per segnali via radio Parti comuni dell'edificio Infrastrutture verticali (montanti) Spazi installativi in edifici a singola unità immobiliare Spazi installativi interni alle unità immobiliari Topologia Quadro Distributore dei Segnali di Appartamento (QDSA) Infrastruttura orizzontale di accesso e interna all unità immobiliare Dimensione e posa di condotti e/o tubi corrugati Predisposizione dell impianto in fibra ottica Topologia Centro Servizi Ottico di Edificio (CSOE) Scatola di Terminazione Ottica di Appartamento (STOA) Requisiti del cablaggio ottico Collaudo finale e dichiarazione di impianto alla Regola dell arte
3 Introduzione Con questo documento, il CEI intende fornire ai progettisti e agli operatori edili uno strumento semplificato per favorire l applicazione del DPR 380/01, articolo 135-bis, come modificato dalla legge 164/2014 di conversione del D.L. 133/2014, art. 6-ter, dove vengono indicate le Guide CEI 306-2, CEI /1, CEI /2, CEI /3 come riferimento tecnico per l'infrastrutturazione digitale degli edifici. Il presente documento riguarda la realizzazione, negli edifici, di una infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all'edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica. Le guide Tecniche CEI 306-2, CEI /1, CEI /2, CEI /3 costituiscono un supporto adeguato per la progettazione di spazi installativi e predisposizioni della fibra ottica, idonei a garantire la realizzazione di reti di comunicazione elettronica (considerate nella accezione definita nel D.Lgs. 259/03, art.1, comma 1, lettera dd ) 1, aventi caratteristiche tali da assicurare: a) la riduzione dei costi di installazione e di manutenzione degli impianti b) un elevato livello di adattabilità, flessibilità, affidabilità nel tempo delle infrastrutture, tenendo conto delle mutevoli esigenze, sia tecniche, sia dell utenza, e della protezione dell investimento In tal modo potranno essere garantiti i diritti inderogabili di libertà delle persone nell uso dei mezzi di comunicazione elettronica (cfr. Codice delle Comunicazioni Elettroniche: D.Lgs. 259/03, Art.3, comma 1). Potranno inoltre essere rispettate le prescrizioni e/o i principi presenti nei seguenti documenti: Direttiva Europea: DIR/2014/61/EU 2 Legge 166/2002, art DM Il presente documento tratta esclusivamente gli aspetti relativi agli impianti di comunicazione elettronica, impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d uso, collocati all interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura. (cfr. art.1, comma 1 DM 37/08). 1 <<reti di comunicazione elettronica: i sistemi di trasmissione e, se del caso, le apparecchiature di commutazione o di instradamento e altre risorse, inclusi gli elementi di rete non attivi, che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici, comprese le reti satellitari, le reti terrestri mobili e fisse (a commutazione di circuito e a commutazione di pacchetto, compresa Internet), le reti utilizzate per la diffusione circolare dei programmi sonori e televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente elettrica, nella misura in cui siano utilizzati per trasmettere i segnali, le reti televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione trasportato;>> 2 La Direttiva chiede agli stati membri: misure volte a ridurre i costi dell'installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità. 3 La legge 166/2002, all Art. 40 prescrive, nelle nuove costruzioni civili a sviluppo verticale, per abilitare il passaggio di cavi di telecomunicazioni e di altre infrastrutture digitali, di predisporre idonei cavedi multi-servizi o, comunque, cavidotti di adeguate dimensioni per rendere agevoli i collegamenti delle singole unità immobiliari 4 Il decreto definisce le regole tecniche relative agli impianti condominiali centralizzati d antenna riceventi del servizio di radiodiffusione, cioè uno degli impianti di comunicazione elettronica. 2
4 Sono esclusi dal presente documento: le infrastrutture e gli impianti elettrici, per i quali dovranno applicarsi le Norme del Comitato Tecnico 64 del CEI le infrastrutture e gli impianti per l Automazione integrata dei servizi di edificio (Domotica), per i quali dovranno applicarsi le Norme del Comitato Tecnico 205 del CEI le infrastrutture fisiche per gli impianti di comunicazione elettronica relative ad ambienti e/o spazi pubblici, presenti su suolo pubblico. 2 Definizioni e Acronimi Nel documento sono state utilizzate le seguenti definizioni ed acronimi. Definizioni: Antenna ricevente: dispositivo atto a trasformare il campo elettromagnetico di un'onda radio che si propaga nello spazio (radiodiffusione terrestre e satellitare) in un segnale RF (tensione e corrente) da applicare al ricevitore direttamente oppure mediante un impianto centralizzato d'antenna Appartamento: abitazione o unità immobiliare di più vani all'interno di un edificio Bidirezionalità della infrastruttura: caratteristica degli spazi installativi costituenti la infrastruttura fisica multiservizio, assicura la duplicità di accesso sia all'edificio, sia alle singole U.I. Tale caratteristica consente di utilizzare senza discriminazioni tutti i segnali provenienti sia dal sottosuolo, sia dalle antenne Bidirezionalità dei servizi: caratteristica dei servizi di comunicazione elettronica (tipicamente Broadband) che consente lo scambio di informazioni con il fornitore di servizi, attraverso un canale di ritorno, generalmente sullo stesso mezzo trasmissivo costituito da cavo in rame, fibra ottica o canale a radiofrequenza Bussole ottiche: supporto necessario per garantire l'allineamento preciso fra le ferule di due connettori (tipicamente per realizzare la connessione Edificio: complesso multi-unità immobiliare, a prevalente destinazione abitativa, costituito sia dal palazzo/condominio, caratterizzato dalle unità immobiliari (appartamenti, uffici, o negozi) distribuite verticalmente su più piani, sia dall insieme di singole unità residenziali, tipicamente villini/case a schiera con ingressi distinti, distribuite orizzontalmente Home networking: rete di connettività (su cavi in rame, su fibre ottiche e via radio) all interno dell appartamento o Unità Immobiliare Impianto centralizzato d'antenna: un impianto condominiale, dotato dei componenti e delle apparecchiature impiantistiche necessarie alla ricezione (mediante antenne riceventi) dei segnali del servizio di radiodiffusione sonora, televisiva e dati associati ed alla loro distribuzione ai ricevitori con appropriati mezzi trasmissivi Modem: dispositivo attivo per la ricetrasmissione di segnali, con funzionalità logiche di modulazione/demodulazione (analogica o numerica) in trasmissioni analogiche e digitali Modulo di gestione: modulo/scheda utilizzato per alloggiare le fibre giuntate e le loro relative scorte, garantendo la corretta gestione delle fibre (raggi di curvatura controllati). Può alloggiare anche diramatori ottici passivi (splitter ottici) Optical Network Termination (ONT): Terminazione attiva e di conversione ottico/elettrico della rete in fibra ottica Pannello di interconnessione: Pannello che permette l'alloggiamento delle bussole ottiche per la realizzazione delle diverse connessioni ottiche 3
5 Quadro Distributore dei Segnali di Appartamento (QDSA): quadro contenente le apparecchiature attive ed i permutatori annessi per realizzare il centro-stella. Equivalente al distributore di appartamento definito nella CEI EN Router (instradatore): dispositivo elettronico che, in una rete informatica a commutazione di pacchetto, si occupa di instradare i dati, suddivisi in pacchetti, fra reti diverse Segnali provenienti dal sottosuolo: segnali elettrici/ottici distribuiti su cavi (tipicamente cavi in rame e/o fibra ottica), da operatori pubblici Segnali via radio: segnali elettromagnetici (campo elettrico e magnetico) a radiofrequenza del servizio di radiodiffusione sonora, televisiva e dati associati, diffusi nello spazio (radiodiffusione terrestre e satellitare) Servizi di comunicazione: TV, telefonia, dati. Nella guida CEI sono dettagliate le caratteristiche di tali servizi. Switch: dispositivo di rete che agisce sull'indirizzamento e sull'instradamento all'interno delle reti selezionando i dati ricevuti e dirigendoli verso il dispositivo corretto. L'instradamento avviene per mezzo di una corrispondenza univoca porta-indirizzo Terminazione di rete TLC: elemento della rete di accesso che realizza la connessione tra le infrastrutture appartenenti all operatore della rete di accesso e l impianto di distribuzione dell edificio. La terminazione di rete può essere passiva o attiva. Il mezzo trasmissivo può essere rame o fibra ottica. Quando è in fibra ottica la terminazione si trova all interno del ROE. (Corrisponde alla «Building Entrance Facility») Terminazione ottica: struttura/modulo in cui viene terminato, mediante bussole ottiche, il cablaggio in fibra ottica (sia lato CSOE, sia lato QDSA) Acronimi: CEI CSOE DVB-S DVB-T FTTx NAS QDSA ROE STB STOA TLC TV U.I. Comitato Elettrotecnico Italiano Centro Servizi Ottico di Edificio Digital Video Broadcasting-Satellite Digital Video Broadcasting-Terrestrial Fiber To The x (x= cabinet, home, antenna, ecc.) Network Attached Storage Quadro Distributore Segnali di Appartamento, detto anche Centro Stella Ripartitore Ottico di Edificio (identificabile anche come BEF: Building Entrance Facility secondo la CEI EN 50173) Set-Top Box Scatola di Terminazione Ottica di Appartamento Telecomunicazione Televisione Unità Immobiliare 4
6 Infrastruttura fisica multiservizio passiva di edificio Per ottenere i migliori risultati nella realizzazione di una infrastruttura fisica multiservizio passiva, è raccomandabile che il progetto dell edificio venga realizzato considerando contestualmente gli spazi fisici in cui tale infrastruttura verrà installata. Con il termine infrastruttura multiservizio citato dal DPR 380/01 si intende, in base a quanto prevede il nuovo articolo 135-bis del DPR 380/01: adeguati spazi installativi idonei ad accogliere le diverse tipologie di impianti di comunicazione elettronica che gli utenti sceglieranno di fare installare (es.: impianto d antenna centralizzato terrestre e satellitare, impianto telefonico, impianto dati a banda larga e/o ultralarga FTTH, ecc.) impianto di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica, predisposizione passiva in fibra, idonea a rendere disponibili in ciascuna unità immobiliare i servizi ad alta velocità offerti dai diversi operatori. Gli spazi installativi considerati sono destinati ad accogliere, senza discriminazioni, i diversi mezzi trasmissivi utilizzabili per la realizzazione di impianti di comunicazione elettronica (cfr. DM , art. 4, comma 3). La descrizione ed i requisiti di tali spazi sono contenuti nei capitoli 4 e 5. Relativamente all impianto di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica, questo documento esamina con maggiori dettagli (capitolo 5) le caratteristiche degli elementi costituenti già descritte nella Guida 306-2: un Centro Servizi Ottico di Edificio (CSOE), che rappresenta il punto di accesso all infrastruttura da parte delle reti dei vari operatori dei servizi ed è l interfaccia di collegamento con le singole unità immobiliari un cablaggio in fibra ottica tra il CSOE e le singole unità immobiliari e tra CSOE e il vano tecnico che ospita il terminale di testa dell impianto di ricezione televisivo, alla sommità dell edificio una terminazione ottica all interno dell unità immobiliare, che potrà essere inserita in un Quadro Distributore dei Segnali di Appartamento (QDSA), detto anche Centro Stella Le figure e gli esempi utilizzati in questo documento, ancorché diversi da quelli presenti nelle Guide, sono complementari e di approfondimento a quanto riportato nelle Guide stesse. Nel seguito del documento, per edificio s intende, secondo le caratteristiche dimensionali e costruttive, un complesso multi-unità immobiliare, costituito: sia dal palazzo/condominio, caratterizzato dalle unità immobiliari (appartamenti, uffici, o negozi) distribuite verticalmente su più piani (Figura 1) sia dall insieme di singole unità residenziali, tipicamente villini/case a schiera con ingressi distinti, distribuite orizzontalmente (Figura 2) 5
7 Figura 1 Esempio schematico di predisposizione di un infrastruttura multiservizio in edifici multi-unità immobiliari a distribuzione verticale (spazi installativi e fibra ottica). 6
8 (a) (b) (c) Figura 2 Esempi di schemi logici di predisposizione dell infrastruttura multiservizio (spazi installativi e fibra ottica) in edifici multi-unità immobiliari a distribuzione orizzontale. I locali tecnici per i servizi radiotelevisivi (TV) possono essere separati (Figura 2a), unificati (Figura 2b) o indipendenti con la ricezione dei segnali effettuata separatamente in ogni edificio (Figura 2c). Deve essere comunque assicurato il percorso più breve dal terminale di testa alla postazione per le antenne mediante opportune tubazioni. 7
9 Le caratteristiche fondamentali che una infrastruttura fisica multiservizio passiva di edificio deve avere, sono: semplicità di accesso per gli interventi di installazione/manutenzione/integrazione/modifica del sistema di cablaggio e degli eventuali apparati attivi assenza assoluta di condizioni di servitù che ne limitino gli accessi e/o l utilizzo per le esigenze delle diverse utenze distinzione ben definita tra il punto di accesso per gli operatori che offrono i servizi di comunicazione elettronica e quello per gli operatori che installano, gestiscono ed eseguono manutenzione dell impianto di edificio adeguata protezione da potenziali manomissioni e/o atti vandalici duplicità di accesso ( bidirezionalità dell infrastruttura) per consentire la fruizione dei servizi provenienti sia dal sottosuolo, sia via radio (diffusione televisiva terrestre e/o satellite). Gli interventi sugli edifici devono essere eseguiti in modo da: non pregiudicare le prestazioni energetiche (isolamento termico e/o acustico) dell edificio, sia nella zona del tetto predisposta per le antenne, sia nella zona alla base dell edificio per gli accessi dal suolo pubblico collocare in modo semplice e funzionale gli elementi contenitori e gli apparati d interfacciamento in modo da minimizzare i tempi di intervento e di manutenzione collocare i componenti che costituiscono le varie parti dell impianto in modo da garantire ed assicurare un efficace collegamento e minimizzare i rischi di danneggiamento o manomissione sia intenzionale sia accidentale fornire la documentazione a corredo della infrastruttura, che deve essere di facile reperibilità, in modo da permettere al manutentore condominiale o all operatore di servizi di comunicazione elettronica di poter operare nella più ampia autonomia assicurare il godimento del diritto di antenna, salvaguardando contemporaneamente la tutela paesaggistica ed il decoro degli edifici (evitando il ricorso a soluzioni impiantistiche determinanti tetti affollati da antenne singole e/o parabole sui balconi o facciate degli edifici, ecc.). 4 Spazi installativi Gli spazi installativi costituiscono la condizione preliminare, nonché fondamentale, per la realizzazione di impianti tecnologici a regola d arte e contemporaneamente per consentire, se progettati in modo avveduto, di rispettare alcune caratteristiche specifiche della struttura edile che concorrono a determinare la classe energetica dell edificio. Questo capitolo fornisce le caratteristiche (numero, disposizione, lunghezza, sezione, dimensione minima) che devono avere sia gli spazi installativi necessari (cavidotti, vani, cavedi) per una corretta ed agevole installazione degli impianti di comunicazione, sia i tubi di collegamento. Tali spazi installativi hanno lo scopo di alloggiare sia i cablaggi, sia le apparecchiature attive o le terminazioni della rete in rame e della rete ottica, necessari per la distribuzione dei segnali (TLC e TV), e devono consentire la protezione degli stessi e la loro connessione. Particolarmente importante è la protezione dei collegamenti in fibra ottica, oltre che la possibilità di accesso ed operatività al CSOE (vedi paragrafo 5.2). Per non ledere i diritti di proprietà ed incorrere in possibili disservizi, si richiede che tutti gli spazi installativi (comunitari) siano posizionati all interno di parti comuni ed accessibili, evitando di determinare condizioni di servitù. 8
10 Spazi installativi in edifici multi-unità immobiliari Per gli edifici a distribuzione verticale, le infrastrutture fisiche per il contenimento del cablaggio possono essere progettate in base alla tipologia edilizia e alle combinazioni scala/edificio, come illustrato in dettaglio nella guida CEI 64/ Tali infrastrutture consistono nei montanti principali tra i piani, nelle tratte di piano tra montante e unità immobiliari e nei locali tecnici (sotterranei oppure al piano terra), da cui si dipartono i montanti che devono raggiungere il vano alla sommità dell edificio, dedicato agli apparati (contenuti nel terminale di testa) per la gestione dei segnali ricevuti dalle antenne. Per gli edifici che hanno una distribuzione orizzontale, la topologia delle predisposizioni infrastrutturali sarà differente ed in accordo con quanto previsto dalla guida CEI 64/ Punto di accesso all edificio per segnali provenienti dal sottosuolo Il punto di accesso è quello spazio atto all alloggiamento ed all interfacciamento dei due sistemi di distribuzione del segnale, quello esterno, derivante dagli operatori tipicamente di telecomunicazione (su mezzi trasmissivi in rame o in fibra ottica), e quello interno, che collega tutte le unità immobiliari e gli eventuali servizi condominiali. Il punto di accesso, dimensionato in funzione della tipologia e del numero delle unità immobiliari, può essere situato nelle parti condominiali, o all interno di un locale o in una porzione delle parti comuni stesse, oppure può trovarsi internamente o esternamente all edificio, all interno di un adeguato contenitore (vedi Figura 3). In questo spazio o locale tecnico devono trovare posto i diversi dispositivi di terminazione, necessari per la distribuzione dei servizi (sia su mezzi trasmissivi in rame, sia su mezzi trasmissivi in fibra ottica, prevedendo che possono avere accesso all edificio più operatori), oltre che le infrastrutture di accesso, come prescritto nel paragrafo Nel caso di edifici a distribuzione verticale, tale spazio sarà tipicamente (ma non esclusivamente) da collocare in prossimità dei montanti, con le dimensioni indicate nella guida CEI /1 e riportate nella Tabella 1. Tabella 1- Dimensioni degli spazi installativi (1) necessari per il punto di accesso all edificio per segnali provenienti dal sottosuolo (edifici a distribuzione verticale) Spazio installativo (1) Altezza (H) metri 9 Larghezza (L) metri Profondità (P) metri Esempio 1 > 2,7 1,8 1,0 Esempio 2 H locale > 1,7 2,0 2,0 (1) spazio minimo per vano scala per edifici a sviluppo verticale con un numero uguale o inferiore a 32 Unità Immobiliari In Figura 3 sono indicate, in particolare, le dimensioni dello spazio che deve essere riservato ai sistemi in fibra ottica, dove dovranno essere ubicati i moduli ROE e CSOE, oltre che le relative infrastrutture di distribuzione (tubi e canalizzazioni) per il passaggio dei cavi provenienti dall interno (verso il CSOE) e dall esterno dell edificio (verso il ROE). Su tale superficie non dovranno inoltre essere installati altri dispositivi, impianti od arredi che non siano riconducibili alla finalità del sistema di distribuzione in fibra ottica, in quanto costituisce la predisposizione per future espansioni od aggiornamenti tecnologici. Nel suddetto locale tecnico o spazio installativo devono inoltre essere predisposti i tubi per le alimentazioni (rete elettrica) delle apparecchiature, che necessitino di presa a 230 V.
11 Figura 3 Rappresentazione schematica del punto di accesso all edificio per segnali provenienti dal sottosuolo in edifici a distribuzione verticale: sono evidenziate le dimensioni dello spazio installativo necessario per i sistemi in fibra ottica. Nel caso di edifici a distribuzione orizzontale, tale spazio installativo potrà essere all interno o all esterno e, nel caso in cui sia progettato un unico punto di ricezione dei segnali radiotelevisivi (TV) con traliccio per le antenne, accoglierà le apparecchiature sia per i segnali provenienti dal sottosuolo (TLC), sia per quelli via radio (TV). Nel caso in cui tali locali non siano unificati, il collegamento tra i due locali dovrà essere assicurato mediante le opportune tubazioni. La distanza del terminale di testa dalle antenne deve essere tenuta in conto e possibilmente minimizzata, in quanto determinante ai fini della funzionalità dell impianto che dovrà essere successivamente realizzato. Le caratteristiche del punto di accesso per le unità immobiliari distribuite orizzontalmente sono riportate nella guida CEI /3 e riassunte nella Tabella 2, sia per i segnali provenienti dal sottosuolo sia per quelli via radio (si veda anche l esempio di Figura 2). L ubicazione all interno dell edificio di tale locale tecnico dovrà essere valutata considerando il punto di collegamento tra l infrastruttura della parte pubblica e di quella privata (si veda paragrafo 4.1.3). 10
12 Tabella 2 Punti di accesso all edificio, in caso di unità immobiliari a distribuzione orizzontale, per i segnali provenienti dal sottosuolo e per quelli via radio. Le dimensioni indicate si riferiscono all esempio di Figura 7 e sono da definire in base alla superficie, al numero/tipologia degli immobili, caso per caso. Descrizione Vano tecnico per i segnali (interno a ciascun edificio) Vano tecnico ( 1 ) per segnali provenienti da operatore telefonico Vano tecnico ( 2 ) per i segnali provenienti dalle antenne della radiodiffusione terrestre e satellitare NOTE: 11 Caratteristiche 1 m (L) x 0,6m (P) x 1m (H) 3 m (L) x 2,5 m (P) x 2,4 m (H) 3 m (L) x 2,5 m (P) x 2,4 m (H) ( 1 ) Il vano tecnico per i segnali provenienti da un operatore telefonico e destinato a contenere le apparecchiature telefoniche, se costruito in muratura, quando è posizionato sul confine di proprietà, potrebbe essere dotato di due porte: una lato strada, per agevolare gli interventi degli operatori pubblici, ed una interna alla proprietà, per gli interventi dell addetto alla manutenzione. Tale vano è condivisibile con quello per i segnali provenienti dalle antenne nel caso in cui vi siano le condizioni adatte. ( 2 ) Questo vano è da considerare presente solo nel caso in cui sia prevista una soluzione con un unico traliccio per l antenna centralizzata, dedicata a tutto il complesso di unità immobiliari distribuite Punto di accesso all edificio per segnali via radio Per la ricezione e distribuzione dei segnali provenienti da trasmettitori terrestri e satellitari, il punto di accesso (vedi Figura 4) comporta il coinvolgimento di due strutture necessarie per l impianto vero e proprio: il sostegno della parte aerea (antenne) lo spazio installativo per gli apparati costituenti il terminale di testa, per l elaborazione dei segnali captati dalle antenne, al fine di renderli idonei alla distribuzione nella rete cablata in rame e/o in fibra ottica Relativamente alla parte aerea, è opportuno predisporre già dalla fase progettuale dell edificio (evitando in tal modo di pregiudicare la struttura del tetto, con conseguenze sia per le infiltrazioni da pioggia, sia per eventuali ponti termici), gli ancoraggi adatti a poter fissare i sostegni per il posizionamento delle antenne, anche alla luce del DM 22/01/2013. Se esistono le condizioni tecniche necessarie, le antenne paraboliche per la TV satellitare possono essere ancorate allo stesso sostegno destinato a reggere le antenne dell impianto per la TV terrestre. Nel caso in cui non fosse possibile o conveniente posizionare sullo stesso sostegno tutte le antenne (ad es. nel caso in cui risultasse un momento flettente dovuto all azione del vento sulle antenne maggiore di 1650 Nm (Newton per metro), è opportuno prevedere gli spazi necessari per più sostegni, considerando anche le dimensioni e la destinazione d uso dell edificio. Il posizionamento delle antenne paraboliche può avvenire in qualsiasi punto (tetto, cortile, ecc.) avente la visibilità diretta (senza ostacoli, tenendo conto anche delle fronde di alberi e simili) dei satelliti geostazionari, nelle posizioni orbitali prescelte. Nella scelta della posizione (ad esempio, balcone) è necessario considerare eventuali limitazioni fissate dal regolamento comunale. Per il dimensionamento del sostegno e del palo si rimanda alle indicazioni della Guida CEI Guida per la scelta e l installazione dei sostegni d antenna per la ricezione televisiva.
13 Lo spazio installativo per il terminale di testa (rappresentato in Figura 4 nel caso di edifici a distribuzione verticale) deve avere le seguenti caratteristiche: posizione accessibile, senza che vi siano servitù di passaggio o altri condizionamenti disponibilità di tubi idonei al transito dei cavi, dalle antenne (esterno) al locale o alla nicchia (interno) dove saranno posizionati gli apparati del terminale di testa. I tubi dovranno essere posati con criterio tale da rispettare le caratteristiche di isolamento (coibentazione) della copertura del tetto disponibilità di una linea elettrica dedicata per la fornitura di energia, derivante dal quadro energia dell edificio e protetta a monte con interruttore magnetotermico differenziale disponibilità di un collegamento di messa a terra, secondo le prescrizioni di legge (vd. Guida CEI 100-7). Figura 4 Rappresentazione schematica del punto di accesso all edificio per segnali via radio nel caso di installazioni condominiali Per edifici a distribuzione verticale, le dimensioni dello spazio per l armadio contenente gli apparati del terminale di testa, se le antenne sono sul tetto, variano in funzione delle dimensioni dell impianto e della complessità del sistema ricevente. In ogni caso, quando la complessità dell impianto non sia prevedibile, si raccomanda di predisporre nel sottotetto, se accessibile, oppure nella parte alta del vano scala all ultimo piano, lo spazio avente le dimensioni riportate in Tabella 3. Per edifici a distribuzione orizzontale occorre fare riferimento agli spazi indicati in Tabella 2. Tabella 3 Contenitore o nicchia per la distribuzione dei segnali radio per edifici a distribuzione verticale Contenitore o nicchia Lunghezza (L) Cm 12 Profondità (P) cm Altezza (H) Cm Esempio Esempio 2 (per edifici con più di 12 U.I.)
14 Parti comuni dell'edificio Gli spazi installativi nelle parti comuni di un edificio devono essere dimensionati nel rispetto delle prescrizioni della Legge 166/2002, art. 40, dove recita: Nelle nuove costruzioni civili a sviluppo verticale devono essere parimenti previsti cavedi multi servizi o, comunque, cavidotti di adeguate dimensioni per rendere agevoli i collegamenti delle singole unità immobiliari. La progettazione degli spazi installativi deve considerare diversi aspetti, fra i quali, determinanti sono: la dimensione e la tipologia dell edificio il numero di unità immobiliari totali e divisi per piano la posizione geografica dell edificio per la ricezione dei segnali via radio la distanza dell edificio dal punto di allaccio con le infrastrutture della rete di comunicazione elettronica su suolo pubblico. Il punto di accesso all edificio è messo in comunicazione con la rete degli operatori di servizi di comunicazione elettronica all interno dell area lottizzata di pertinenza, mediante infrastrutture costituite da tubi in materiale plastico, interrati e intervallati da pozzetti prefabbricati affioranti dal terreno, in numero adeguato alla distanza da coprire. Per quanto riguarda i segnali provenienti dal sottosuolo, la distanza tra il locale tecnico e la parte pubblica, dove deve avvenire il collegamento, costituisce un fattore determinante per la scelta della soluzione da adottare: Tratto breve: collegamento diretto dal locale tecnico al pozzetto in suolo pubblico Tratto lungo o percorsi tortuosi: collegamento realizzato con uno o più pozzetti nel territorio privato, fino ad arrivare al pozzetto in suolo pubblico. Come indicato nella guida CEI 306-2, la predisposizione di tali infrastrutture è opportuno che venga definita in stretta collaborazione con gli operatori dei servizi di comunicazione elettronica. E opportuno che il lottizzatore preveda nel progetto che il punto di consegna sia accessibile a più operatori. Nel caso di edifici a distribuzione verticale, per il dimensionamento delle infrastrutture sotterranee di accesso, occorre prevedere, da ogni singolo vano scala fino al punto di diramazione dalla dorsale in suolo pubblico, la predisposizione indicata in Tabella 4 ed in Figura 5. Tabella 4 Infrastruttura di accesso all edificio (tubazioni e pozzetti) nel caso di unità immobiliari distribuite su più piani (condominio) Descrizione N.2 tubi corrugati per ogni vano scala (1 per la rete in rame e 1 per quella ottica), dal vano tecnico al pozzetto esterno all edificio 13 Caratteristiche 63 mm N.1 pozzetto modulare all esterno dell edificio ( 1 ) 550 x 550 mm Eventuali pozzetti modulari (numero da definire in base a cambi significativi di direzione e rompitratta) Tubi di raccordo tra l area privata ed il suolo pubblico, per i cavi in rame (numero da definire in base ai cavi in rame da raccordare che soddisfano le esigenze di tutti gli edifici) 550 x 550 mm Ø 125 mm N.1 tubo di raccordo tra l area privata ed il suolo pubblico, per i cavi in fibra ottica Ø 125 mm NOTA: (1) Tale pozzetto, nel caso di collegamento diretto su tratte brevi, potrebbe coincidere con il punto di consegna dell infrastruttura pubblica
15 Pozzetto operatore/i TLC Pozzetto 550x550 mm Figura 5 Rappresentazione schematica delle infrastrutture di accesso all edificio a più piani. L area cerchiata è l area di proprietà condominiale. Nel caso di edifici distribuiti orizzontalmente, l infrastruttura esterna è in genere realizzata mediante cavidotti interrati, posizionati a lato dei viali carrabili o pedonali, che si sviluppano tra l ingresso dell area del complesso immobiliare e le singole unità immobiliari. In questi casi, l infrastruttura, potendo accogliere segnali provenienti sia dal sottosuolo, sia da antenne (terrestri e/o satellitari), può avere percorsi separati che vanno a convergere in un unica infrastruttura (si veda par. 8.7 della guida CEI /3). Nel caso in cui siano previsti sistemi di ricezione via radio (terrestre e satellitare) individuali, e quindi installati in ogni porzione del tetto, l infrastruttura per i segnali dal sottosuolo sarà limitata alle esigenze per i cavi telefonici in rame e per quelli in fibra ottica. Le predisposizioni da realizzare in questo caso sono riportate nella Tabella 5 e sono rappresentate negli esempi di Figura 6 e Figura 7. tubi ø 125 mm 14 2 tubi ø 63 mm AREA CONDOMINIALE
16 Tabella 5 Infrastruttura di accesso all edificio (tubazioni e pozzetti) nel caso di unità immobiliari distribuite orizzontalmente Descrizione N.2 tubi corrugati di ingresso all unità immobiliare (1 per la rete in rame ed 1 per la fibra ottica) ( 1 ) 15 Caratteristiche 63 mm N.1 pozzetto esterno per ogni unità immobiliare ( 2 ) 400x400 mm Pozzetti in corrispondenza dei cambi di direzione significativi del tracciato, dei punti di diramazione verso gli edifici e come rompi tratta (uno ogni 50 m circa) N.2 tubi corrugati di distribuzione (anello interno al complesso) ogni 10 unità immobiliari (1 per la rete in rame ed 1 per la fibra ottica) 400x400 mm 125 mm N.1 pozzetto modulare in corrispondenza dello spazio tecnico (esterno) da 600 x 600 mm a 600x 1200 mm ( 3 ) Pozzetti modulari(n. da definire in base ai cambi significativi di direzione e rompitratta, ogni m) Tubi di raccordo tra l area privata (spazio tecnico per operatori di servizi) ed il suolo pubblico, per i cavi in rame (n. da definire in base ai cavi in rame da raccordare che soddisfano le esigenze di tutti gli edifici) N.1 tubo di raccordo tra l area privata (spazio tecnico operatori di servizi) ed il suolo pubblico, per i cavi in fibra ottica Tubo dal locale segnali ( 4 ) (base traliccio antenne) NOTE: da 600 x 600 mm a 600x 1200 mm ( 3 ) Ø 125 mm Ø 125 mm Ø 125 mm ( 1 ) La dimensione dei tubi è soggetta a valutazioni in funzione della distanza e della presenza o meno di uno spazio tecnico all interno dell U.I.. Nel caso in cui il collegamento sia diretto al QDSA la dimensione dei tubi potrà essere di 40mm di diametro. ( 2 ) Nel caso in cui questo pozzetto sia all interno della singola proprietà dovrà essere previsto un tubo di raccordo, con il pozzetto esterno, di diametro pari a 63 mm. ( 3 ) Le dimensioni maggiori vanno considerate nel caso in cui il pozzetto venga utilizzato anche per i cavi coassiali. ( 4 ) Rif. Figura 7. E consigliabile posizionare il vano tecnico, per le apparecchiature di segnale, nelle immediate vicinanze del locale tecnico per l energia.
17 Figura 6 Esempio d infrastrutture in caso di unità immobiliari distribuite orizzontalmente appartenenti ad un complesso immobiliare unico. Figura 7 Esempio di predisposizione infrastrutturale in caso di unità immobiliari distribuite orizzontalmente 16
18 Infrastrutture verticali (montanti) Le infrastrutture verticali sono costituite da tubi o cavidotti, adeguati ad assicurare, a tutte le unità immobiliari, gli accessi ai servizi di comunicazione elettronica. Tali condotti si sviluppano per tutta l altezza dell edificio, passando attraverso le scatole di derivazione posizionate nei vari piani, e consentono il transito dei diversi mezzi trasmissivi sia dal basso verso l alto, sia dall alto verso il basso. Il numero e la dimensione delle tubazioni (o cavidotti) sono da definire in funzione del numero di unità immobiliari da collegare e sono riportati in dettaglio nel capitolo 6 della guida CEI /1 per le diverse tipologie di edificio (numero piani edificio/numero unità immobiliari per piano), dove sono anche indicate quelle che invece restano costanti. All interno della stessa guida sono riportate anche le indicazioni relative alle cassette per ogni montante, con le loro dimensioni minime utili. Nella Tabella 6 sono riportati alcuni esempi di dimensionamento di tubazioni e cassette, in relazione alle dimensioni dell edificio. Tali dimensioni sono orientative e non discriminanti nella scelta dei prodotti disponibili sul mercato. L indicazione di due scatole separate (per i segnali via radio e per quelli dal sottosuolo) e le relative dimensioni consigliate, non sono vincolanti per il progettista, l importante è che vengano garantiti spazi equivalenti o maggiori (anche unificando le due scatole). Si raccomanda, negli edifici con un numero maggiore di otto piani o con molte U.I. per piano, la progettazione di un cavedio comune per la risalita di tutti i mezzi trasmissivi. Tale soluzione, per la sua semplicità di gestione, è consigliabile anche per edifici con un numero inferiore di piani. In linea di principio, è sempre preferibile separare il più possibile il percorso dei cavi in fibra ottica da quello dei cavi in rame, per una migliore gestione dell impianto nel tempo. In ogni caso, per motivi di sicurezza, dove i cavi ottici sono accessibili (scatole di derivazione e/o rompitratta) dovranno riportare l etichetta segnale laser. Tabella 6 Esempi di dimensionamento (in mm) di tubazioni e cassette in funzione del numero di piani e delle unità immobiliari N. piani N. unità immobiliari per ogni piano N. tubi ( 1 ) Diametro tubi ( 2 ) Numero di cassette per piano Dimensioni minime interne consigliate per le cassette ai piani ( 3 ) x 215 x x 215 x x 215 x x 215 x x 215 x x 215 x x 215 x x 215 x 65 NOTA: (1) Il numero dei tubi indicato tiene presente i fabbisogni sia dei segnali via radio sia dei segnali provenienti dal sottosuolo (rame e fibra ottica). (2) Il diametro indicato è riferito alla misura nominale del tubo corrugato (mm). Il progettista potrà individuare soluzioni alternative purché assicurino una equivalente o maggiore disponibilità di spazio. (3) Per razionalizzare l approvvigionamento dei materiali e per ottimizzare l operatività su fibra ottica, la dimensione delle scatole è stata unificata alla dimensione maggiore. 4.2 Spazi installativi in edifici a singola unità immobiliare Per gli edifici costituiti da una singola unità immobiliare si rimanda alle prescrizioni delle guide CEI /3 e CEI
19 Spazi installativi interni alle unità immobiliari Gli spazi installativi interni alle unità immobiliari, devono avere caratteristiche e dimensioni idonee ad assicurare: la posa dei diversi mezzi trasmissivi (fibra ottica, cavo a coppie simmetriche, cavo coassiale) che portano i servizi di comunicazione elettronica all interno dell unità immobiliare la realizzazione all interno dell unità immobiliare di una rete di distribuzione che assicuri l accesso e l utilizzo dei potenziali servizi, senza limitazioni, sia in riferimento ai servizi offerti dai diversi operatori, sia in riferimento alla disposizione degli arredi. NOTA: Come descritto nel Capitolo 5, l infrastruttura passiva in fibra ottica deve essere realizzata curando che il percorso della fibra ottica sia installato dal punto di accesso di edificio (CSOE) fino al quadro distributore di ambiente (QDSA), dal quale è possibile poi raggiungere con tecnologie diverse (home networking ) il/i punti di utilizzo in cui l utente decide di usufruire dei/del servizi/o. Per home networking si intendono le tecnologie che abilitano l interconnessione dei dispositivi presenti all interno della casa (PC, STB (Set-Top Box), tablet, NAS (Network Attached Storage), game consolle, ecc.), per raggiungere sia il mondo Internet, sia tra loro per avere, per esempio, uno streaming video di un contenuto presente nel NAS e presentato sul televisore attraverso il STB. 5.1 Topologia La topologia dell impianto di comunicazione è del tipo a stella e prevede un Quadro Distributore dei Segnali di Appartamento (QDSA), dal quale dipartono le linee di connessione verso i punti presa. Il QDSA raccoglie le terminazioni delle linee per la distribuzione dei segnali televisivi, le terminazioni di rete TLC e gli apparati attivi di distribuzione (ad esempio: Modem/Router, Switch, Optical Network Termination, ecc. ). La predisposizione delle scatole che ospiteranno le future prese multimediali nei diversi locali deve essere progettata tenendo conto delle diverse possibili varianti della disposizione dell arredamento, delle dimensioni dei locali e della posizione delle aperture (porte e finestre), garantendo così il massimo livello di adattabilità dell infrastruttura per il cablaggio. 18 QDSA QDSA derivazione montanti TV-tel-dati (rame e fibra ottica) Quadro distribuzione Punto presa Tubo Φ 32 oppure 2 x 25 Tubo Φ 25 Figura 8 Esempio di topologia distributiva per l impianto di comunicazione all interno di una unità immobiliare Nella Figura 8 sono rappresentati i punti che possono essere predisposti per i collegamenti TV, telefono e dati. Ciascun punto potrà essere configurato come richiesto dall utente. E opportuno che il QDSA sia collocato in un punto baricentrico o comunque in una posiziona tale da permettere di realizzare nel modo più comodo e conveniente tutti i cablaggi necessari,
20 tenendo conto delle massime distanze consentite dai cablaggi in uso (vedi CEI EN per i valori di tali distanze) e del livellamento delle attenuazioni (vedi Guida CEI 100-7). Nel caso in cui la superficie dell unità immobiliare sia molto ampia, può essere necessario predisporre un secondo quadro per la ulteriore zona da collegare, creando così una rete a stella secondaria. Nel caso in cui il QDSA condivida l alloggiamento con la distribuzione elettrica, l area ad esso dedicata deve essere opportunamente separata dal resto del sistema per assicurare la separazione e la schermatura. Nel caso invece in cui ciò non avvenga, deve essere realizzata una infrastruttura di interconnessione fra i due quadri, in modo da garantire l alimentazione agli apparati di comunicazione attivi e l accesso alla rete di telecomunicazione per gli eventuali apparati dell impianto energia che necessitano di un controllo remoto/allarme. Le caratteristiche richieste per il QDSA ed il suo dimensionamento sono riportate nel paragrafo Quadro Distributore dei Segnali di Appartamento (QDSA) La parte del QDSA (cfr. Guida CEI 306-2) necessaria per ospitare gli apparecchi di distribuzione relativi agli impianti di comunicazione deve avere dimensioni indicative pari a 65 x 45 x 10 cm. Tali dimensioni possono variare o essere scomposte in più spazi (interconnessi tramite tubazioni adeguate, per garantire un equivalente funzionalità), coerentemente alla superficie dell unità immobiliare e alla complessità dell impianto. La soluzione di QDSA distribuito in più scatole può risultare utile nei casi di ristrutturazione, dove potrebbe essere più difficile realizzare un Centro stella unico. Deve essere in ogni caso previsto uno spazio adeguato a consentire l accesso per l installazione e la manutenzione delle apparecchiature (vedere anche il paragrafo 4.1). In Figura 9 (tratta dalla Guida 306-2) è mostrato un esempio di collocazione dei vari elementi all interno del QDSA. Possibilmente nello stesso quadro, o nelle immediate vicinanze, dovrà trovare collocazione la Scatola di Terminazione Ottica di Appartamento (STOA), descritta nel paragrafo 5.3. Il quadro distributore deve essere posizionato in modo da consentire la realizzazione ottimale dei collegamenti, tenuto conto delle massime distanze di ogni tratta di cablaggio. 19
21 Figura 9 Esempio di collocazione dei vari elementi nel QDSA ( n è un numero congruo da definire in base alle dimensioni e al numero di vani dell unità immobiliare) 5.3 Infrastruttura orizzontale di accesso e interna all unità immobiliare Dal quadro distributore (QDSA) partono i singoli tubi verso le corrispondenti scatole (punti presa) predisposte in fase di costruzione/ristrutturazione dell immobile e disposte in tutti i locali dell unità immobiliare dove potrebbe risultare necessario il collegamento ai servizi di comunicazione elettronica. Il committente potrà decidere quali dei punti predisposti dovranno essere cablati e resi operativi. L installatore poserà, utilizzando l infrastruttura predisposta, i cavi necessari e collegherà i relativi punti presa. Nel caso in cui i percorsi delle tubazioni orizzontali siano maggiori di 10 metri, con più di due curve, è opportuno inserire scatole di derivazione con funzione di rompi-tratta, per evitare lo stress meccanico subito dai cavi con basse o ridotte caratteristiche di resistenza al tiro. La progettazione e la posa dell infrastruttura orizzontale per le comunicazioni elettroniche nelle unità immobiliari non possono prescindere dalle esigenze degli altri impianti tecnologici (vedi Guida CEI /2, cap. 6.5) Dimensione e posa di condotti e/o tubi corrugati Per la scelta della dimensione dei condotti e/o tubi da installare, si può far riferimento alla Guida CEI /2, Appendice C. I condotti e/o tubi da installare devono essere posati in modo da: rispettare i raggi di curvatura per il corretto funzionamento dei cavi non alterare le proprietà antincendio, di isolamento termico ed acustico delle pareti avere le dimensioni riportate in Tabella 6. 20
22 Tabella 6 Dimensioni delle tubazioni di accesso e di distribuzione interna all unità immobiliare Tubazioni Dalla scatola di derivazione della colonna montante al QDSA Diametro esterno minimo (mm) 21 N. minimo di tubi 32 1 Dal QDSA alle prese 25 1 per presa Nei casi in cui vi siano problemi di spazio (spessore del massetto del pavimento ecc.), è possibile ricorrere a tubi di diametro minore, ma aumentandone il numero sullo stesso percorso. Si raccomanda che durante la fase di posa delle tubazioni in cantiere, indipendentemente dal loro numero, le stesse siano rapidamente protette nella loro interezza per evitare il danneggiamento dovuto a urti, calpestio oppure al movimento di attrezzi di peso elevato. Occorre inoltre evitare l indebolimento del pavimento sovrastante: pertanto è sconsigliabile posare un numero elevato di tubi adiacenti; si consiglia di sovrapporre agli stessi una rete elettrosaldata, oppure di distanziare i tubi in modo che la colata del massetto si inserisca tra tubo e tubo (vedi Guida CEI /2, cap. 6.4). 6 Predisposizione dell impianto in fibra ottica A partire da quanto indicato nelle guide CEI e CEI /1, nel seguito sono evidenziati i requisiti minimi richiesti per la realizzazione degli impianti in fibra ottica negli edifici residenziali, sia nel caso in cui siano costituiti da unità immobiliari distribuite verticalmente (condomìni), che distribuite orizzontalmente (complessi immobiliari tipo case a schiera, gruppi di villette, ecc.). Ogni parte dell impianto in fibra ottica, descritto nei paragrafi successivi, sarà predisposto dal costruttore edile. 6.1 Topologia La predisposizione dell impianto in fibra ottica è costituita dai seguenti elementi: un Centro Servizi Ottico di Edificio (CSOE), punto di accesso delle reti degli operatori di servizi di comunicazione elettronica ed interfaccia di collegamento con le singole unità immobiliari (par. 5.2) una Scatola di Terminazione Ottica di Appartamento (STOA), collocata all interno o nelle immediate vicinanze del Quadro Distributore dei Segnali di Appartamento (QDSA), detto anche Centro Stella (par. 5.3) un cablaggio in fibra ottica tra il CSOE e le singole unità immobiliari e tra CSOE ed il vano tecnico per il terminale di testa alla sommità dell edificio (par. 5.4). L impianto può essere all interno delle parti comuni, nel caso di edifici a distribuzioni verticale o per complessi costituiti da più unità immobiliari unite, ma potrà essere anche all esterno, nel caso di immobili distribuiti orizzontalmente (complessi di villette), come illustrato in Figura 10. Il cavo in fibra ottica tra il CSOE ed il vano tecnico alla sommità dell edificio costituisce una predisposizione del collegamento per segnali di antenne televisive, per consentire l eventuale soluzione distributiva attraverso il CSOE, e/o per eventuali altri servizi.
23 Tra le diverse soluzioni di cablaggio per segnali televisivi, qualora il costruttore decida di scegliere la distribuzione su fibra ottica, faranno testo le indicazioni del D.M e la relativa guida di riferimento CEI (per quanto applicabile). Per servizi condominiali (es. wi-fi di condominio), potrà essere aggiunto un ulteriore cavo ottico di tipologia tale da consentire l estrazione e la protezione (mediante opportuni accessori) delle fibre necessarie ad ogni pianerottolo. Un esempio di tale soluzione è riporta nella Guida CEI e nella Raccomandazione ITU-T L.82 Optical cabling shared with multiple operators in buidings: Amendment 1. In tal caso dovrà essere terminato su un opportuno pannello del CSOE (vedi par. 5.2). L infrastruttura (spazi installativi, tubi, scatole, pozzetti) che deve ospitare tali impianti è quella definita nel capitolo 3. Sia se realizzato all interno dell edificio che all esterno, l impianto deve soddisfare i requisiti riportati nei paragrafi successivi. 22
24 Figura 10 Rappresentazione schematica dell impianto di comunicazione in fibra ottica nel caso di edifici a distribuzione verticale ed orizzontale 6.2 Centro Servizi Ottico di Edificio (CSOE) Il Centro Servizi Ottico di Edificio è l apparato passivo che costituisce il punto di attestazione delle fibre ottiche che collegano le unità immobiliari per i vari servizi ed è anche il punto di flessibilità dell edificio, in cui ogni operatore di servizi può accedere a tali collegamenti in fibra ottica (vedere la Figura 13). Il CSOE è posizionato nel vano tecnico o nello spazio predisposto in prossimità della tratta di adduzione all edificio delle reti pubbliche di comunicazioni, come definito nel paragrafo 4.1. Il CSOE dovrà garantire: 1) il collegamento e l agevole accessibilità, attraverso uno o più pannelli di interconnessione: alle fibre ottiche per i servizi di comunicazione elettronica previsti per le singole U.I. (pannello FTTH, predisposto per la connettorizzazione di almeno 2 fibre ottiche per U.I.). Dovrà essere garantita la possibilità, eventualmente in momenti successivi, di collegarsi a tutte le fibre della U.I. (o tramite giunzione o tramite connettore) alle fibre ottiche per il collegamento con il vano tecnico alla sommità dell edificio (pannello di interconnessione per servizi condivisi provenienti dal terminale di testa, predisposto per la connettorizzazione di 8 fibre ottiche) 2) una chiara ed univoca identificazione dell unità immobiliare a cui si riferiscono le singole bussole ottiche inserite nel pannello mediante: numerazione sequenziale per le bussole delle fibre collegate alla stessa unità immobiliare, associabile alle tipologie di servizio fornite possibilità di permuta del collegamento tra ogni bussola della rastrelliera ed i moduli predisposti dagli operatori dei vari servizi. protezione delle bretelle di permuta da eventuali danneggiamenti ambientali e meccanici compatibilità meccanica con i moduli ROE esistenti: tale compatibilità può essere soddisfatta, a titolo di esempio, mediante la predisposizione di un telaio di aggancio dei moduli con le caratteristiche riportate in Figura 11. Si consiglia in 23
25 ogni caso, a livello installativo, di ridurre al minimo possibile la distanza tra il CSOE e i ROE e di prediligere un unico percorso per le bretelle ottiche di collegamento che ne agevoli la gestione nel tempo e garantisca la protezione da manomissioni/danneggiamenti. la compatibilità dimensionale con i ROE rappresenta un fattore di semplificazione per l installazione e di miglioria estetica e funzionale (in Figura 12 è riportato un esempio di modulo di operatore TLC con le dimensioni) Figura 11 Esempio di interfaccia meccanica da predisporre insieme al CSOE per l aggancio dei moduli degli operatori di servizi TLC (le dimensioni, in mm, sono indicate per la parte destinata ai ROE: 300 mm è la distanza orizzontale e mm quella verticale tra i fori predisposti sulla rastrelliera per l aggancio dei ROE) Figura 12 Esempio di dimensioni (mm) di modulo di operatore di servizi TLC (ROE) 24
26 ) la disponibilità di un numero di moduli di gestione dei cavi ottici, ciascuno dedicato ad ogni singola unità immobiliare, utilizzando preferibilmente una struttura modulare 5. I suddetti moduli dovranno alloggiare le extra lunghezze delle fibre non connettorizzate e le giunzioni di quelle connettorizzate e dovranno poter accogliere fibre sia 250 micron sia 900 micron 4) la compatibilità dimensionale con gli spazi installativi previsti nel paragrafo ) il rispetto in ogni sua parte ed accessorio delle norme CEI EN e CEI EN , con garanzia di raggio minimo di curvatura per le fibre ottiche (non inferiore a 15 mm per salvaguardare l affidabilità meccanica nel tempo) Il CSOE potrà eventualmente prevedere la presenza di altri moduli o pannelli, per sviluppi dell impianto in fibra ottica, quali ad esempio : moduli di gestione per le fibre provenienti dalla sommità dell edificio per il collegamento con diramatori ottici utilizzabili per i servizi DVB-T/T2 e DVB-S/S2 (tale modulo è mandatorio qualora il costruttore decida di realizzare la discesa TV in fibra utilizzando i diramatori ottici all interno del CSOE) pannello di interconnessione vuoto, predisposto per futuri sviluppi (impianti video sorveglianza, videocitofoni, impianti domotici, ecc.). Un esempio di predisposizione che, oltre a prevedere i requisiti minimi, può prevedere altre interfacce per servizi futuri è illustrata in Figura Per ottimizzare spazi e costi al variare del numero di U.I. degli edifici, si possono utilizzare ad esempio soluzioni modulari da 8 U.I., incrementabili, evitando in tal modo un CSOE sovradimensionato (nel caso di poche U.I.) o congestionato (nel caso di molte U.I.). 25
27 Figura 13 Esempio di CSOE per un edificio (M piani ed N unità immobiliari) che, oltre a prevedere le funzionalità minime, può anche accogliere predisposizioni per servizi televisivi e futuri su fibra ottica La disposizione e l assemblaggio dei componenti associati al CSOE dovrà essere conforme al disegno riportato nella Figura 14. Figura 14 Disposizioni e assemblaggio dei componenti associati al CSOE nello spazio installativo dedicato 26
28 Scatola di Terminazione Ottica di Appartamento (STOA) Il cavo ottico proveniente dal CSOE dovrà essere terminato all interno di una Scatola di Terminazione Ottica di Appartamento (STOA), posta possibilmente all interno del QDSA o nelle immediate vicinanze (vd. par 4.2). La STOA dovrà garantire i seguenti requisiti minimi: avere dimensioni e struttura di facile accessibilità, tali da alloggiare almeno 4 bussole ottiche essere una soluzione scalabile, cioè garantire quando sia necessario l utilizzo delle altre 4 fibre dedicate alla U.I., o mediante un successivo ampliamento per accogliere altre 4 bussole o mediante una predisposizione per l uscita di 4 bretelle. In ogni caso dovrà prevedere la raccolta delle fibre non terminate e delle possibili giunzioni garantire la raccolta delle fibre non terminate e l eventuale contenimento delle giunzioni (opportunamente protette da coprigiunti) fra le fibre ottiche e le semibretelle connettorizzate; in alternativa è permesso l uso di connettori terminati in campo rispondenti alle norme CEI EN e CEI EN garantire che tutte le parti di gestione e contenimento delle fibre siano conformi alle specifiche indicate nelle norme CEI EN e CEI EN e rispettino il raggio minimo di curvatura per la salvaguarda l affidabilità meccanica della fibra nel tempo (un valore non inferiore a 15 mm) avere una numerazione sequenziale per le posizioni delle bussole, rispondente in maniera univoca alla numerazione riportata sul CSOE, numerazione associabile alle tipologie di servizio fornite. 6.4 Requisiti del cablaggio ottico Premesso che le tecniche di realizzazione dell impianto in fibra saranno sotto l esclusiva responsabilità di chi sviluppa l impianto ed indipendentemente dalla tipologia di edificio (a distribuzione verticale od orizzontale), si richiede che il cablaggio ottico soddisfi le seguenti caratteristiche: la tipologia di fibra ottica utilizzata deve essere di tipo monomodale a bassa sensibilità alla curvatura, rispondente alla categoria B6_a della norma CEI EN Ed.4 (equivalente alla categoria A della raccomandazione ITU-T G.657 Characteristics of a bending loss insensitive single mode optical fibre and cable for the access network ) il collegamento dal CSOE all unità immobiliare deve essere eseguito con almeno 8 fibre. Di queste, 2 sono utilizzabili per i servizi TLC, 2 per i servizi televisivi DVB-T e DVB-S e le restanti utilizzabili come scorta per manutenzione e/o per impieghi futuri (videocitofono, videosorveglianza, domotica, ecc.) E raccomandabile che tali fibre siano differenziate in base ai servizi, per favorire le operazioni di manutenzione minimizzando i rischi di disservizio che potrebbero coinvolgere contemporaneamente tutti i servizi afferenti la stessa unità immobiliare. il collegamento dal CSOE al terminale di testa deve esere esguito con almeno 8 fibre. Di queste, 2 sono utilizzabili per i servizi televisivi DVB-T e DVB-S, le altre per eventuali impieghi futuri (internet da satellite, ricezione satelliti su diverse posizioni orbitali, ecc.) o per scorta in caso di manutenzione per semplificare l installazione e la gestione dell impianto è sconsigliato l impiego di singoli cavetti monofibra le dimensioni dei cavi utilizzati dovranno essere compatibili con gli ingressi degli accessori (CSOE e STOA) e dovranno essere scelte in modo da evitare la saturazione delle tubazioni predisposte i cavi impiegati all interno degli edifici (edifici a distribuzione verticale) dovranno essere completamente dielettrici e rispondere alla norma CEI EN Per ragioni di sicurezza, tali cavi dovranno avere caratteristiche di non propagazione dell incendio previste dalle norme CEI EN Cat. D (Non propagazione 27
29 dell incendio), CEI EN (Non propagazione della fiamma), CEI EN (Densità dei fumi) e il materiale costituente le guaine dovrà essere del tipo LSZH, con le caratteristiche indicate nelle norme CEI EN (Contenuto di acidi alogenidrici), CEI EN (Misura di PH e conducibilità), CEI 20-37/4-0 (Determinazione dell'indice di tossicità dei gas emessi) i cavi utilizzati negli impianti esterni (edifici a distribuzione orizzontale) dovranno essere in accordo con le norme CEI EN , secondo la tipologia e l ambiente d installazione scelta. Per la posa in tubazioni sotterranee esterne, potranno essere previste protezioni aggiuntive (es. anti-roditore, non propagazione acqua, ecc.) le 2 fibre dedicate ai servizi FTTH devono essere connettorizzate, sia nella STOA, sia al CSOE, mediante connettori ottici di tipo SC/APC, con caratteristiche rispondenti alla norma CEI EN per le fibre connettorizzate (e per tutte quelle che dovranno essere connettorizzate successivamente), la massima attenuazione tra STOA e CSOE (misurata tra bussola e bussola a cablaggio ultimato e senza punti di discontinuità intermedi), dovrà essere 1,5 db, alla lunghezza d onda di 1550 nm; la misura deve essere eseguita secondo i metodi descritti nella norma IEC tutti i cavi ottici utilizzati dovranno essere provvisti di marcatura sulla guaina esterna, che riporti le seguenti informazioni: - anno di fabbricazione - n di fibre contenute - tipologia e nome commerciale delle fibre ottiche (es. G.657-A1 o G.657- A2/nome commerciale prodotto, necessario per una corretta identificazione dei programmi di giunzione implementati sulle giuntatrici) per ragioni di sicurezza e di facile identificazione, è necessario identificare il cavo ottico con una etichetta dove sia riportato il simbolo laser. Tale etichettatura deve essere prevista in ogni punto della rete dove il cavo sia accessibile (es. scatole ai piani, ecc.) le fibre del cavo (ed eventualmente i tubetti/moduli in cui potrebbero essere raggruppate) devono rispondere ad un codice colore per facilitarne il riconoscimento. Qualora il costruttore decida di scegliere la distribuzione dei segnali DVB-T e/o DVB-S su fibra ottica, saranno installati nel CSOE i diramatori ottici passivi simmetrici, rispondenti alla norma IEC e l impianto completo dovrà essere opportunamente collaudato prima della fornitura del servizio per garantire i livelli del segnale previsti dalle Norme specifiche (vedi Guida CEI 100-7). Le tipologie di cavo ottico impiegato devono essere considerate in relazione alla possibilità di installazione negli spazi definiti dal presente documento. Diverse soluzioni costruttive potranno essere utilizzate, purché abbiano le prestazioni minime richieste e sia favorita la gestione delle 8 fibre afferenti alla stessa unità immobiliare. Il cavo ottico potrà essere ad esempio costituito da un singolo modulo (cavo singola-ui) o più moduli (cavo multi-u.i.) disposti longitudinalmente, e di facile estrazione, all interno di una guaina esterna. Oltre alle tipologie più tradizionali di cablaggio, potranno essere impiegate anche altre tecnologie (purché sia mantenuta la disposizione delle fibre in un modulo dedicato alla singola UI), quali ad esempio quella della fibra soffiata, nella quale un modulo di 8 o più fibre viene soffiato all interno di un tubetto del diametro esterno di circa 5 mm che connette il CSOE alla U.I., direttamente o attraverso scatole di derivazione ai piani. In questo caso il CSOE dovrà essere equipaggiato con opportuni sistemi di aggancio per i tubetti, che garantiscano la corretta esercibilità del sistema. In ogni caso i tubetti dovranno essere diretti e dedicati dal CSOE ad ogni U.I. La struttura del cavo dovrà garantire che le sollecitazioni di tiro durante la posa non influenzino negativamente le caratteristiche trasmissive e meccaniche delle fibre ottiche (ad esempio tramite adeguato spessore della guaina, opportuni membri di rinforzo, etc...). Dovranno pertanto essere indicate dal costruttore le forze di tiro applicabili al cavo durante la posa e la sua temperatura di esercizio. 28
30 Al fine di salvaguardare la durata dell impianto nel tempo è fondamentale che in fase di predisposizione delle infrastrutture, siano rispettati i raggi di curvatura dei cavi indicate nelle specifiche tecniche di prodotto (ad es. da 5 a 10 volte il diametro del cavo a seconda della dimensione del cavo) e che tali valori siano controllati durante la posa. Inoltre, tutti gli accessori impiegati devono rispettare il raggio di curvatura minimo delle fibre (15 mm), per garantirne l affidabilità meccanica. Durante l installazione dei cavi, dovrà essere prestata attenzione a limitare il fattore di riempimento dei tubi, per agevolare le operazioni di esercizio e manutenzione. Al fine di garantire il corretto funzionamento dei connettori ottici, si raccomanda di pulire accuratamente le relative superfici terminali, onde evitare che le eventuali impurità possano comprometterne le prestazioni e l affidabilità nel tempo (nel rapporto tecnico IEC TR sono indicate le procedure suggerite per la pulizia di connettori ottici). In generale, i connettori dovranno trovarsi in un ambiente protetto da agenti atmosferici e da eventuali danneggiamenti meccanici (usando opportunamente contenitori o scatole di terminazione). 7 Collaudo finale e dichiarazione di impianto alla Regola dell arte Come previsto dal DPR 380/01, la predisposizione dell infrastruttura fisica multiservizio deve essere realizzata da personale esperto, abilitato alla installazione di impianti come previsto all articolo 1, comma 2, lettera b) del decreto n. 37 del 22 gennaio 2008 e secondo quanto previsto dalle Guide CEI e /1,2 e 3. Al termine dei lavori dovrà essere dichiarata la conformità a tali documenti. Tutta la documentazione dell impianto (tipo di cavo, produttori, percorsi, accessi, ecc.) dovrà essere disponibile e mantenuta aggiornata (servizi attivi/u.i., operatori,..) dalla amministrazione e/o proprietà dell edificio. 29
31 Totale Pagine 31 La presente Norma è stata compilata dal Comitato Elettrotecnico Italiano e beneficia del riconoscimento di cui alla legge 1 Marzo 1968, n Editore CEI, Comitato Elettrotecnico Italiano, Milano Stampa in proprio Autorizzazione del Tribunale di Milano N del 24 Luglio 1956 Direttore Responsabile: Ing. R. Bacci Comitato Tecnico Elaboratore CT 306- Interconnessione di apparecchiature di telecomunicazione (ex SC 303L) Altre norme di possibile interesse sull argomento Via Saccardo, Milano Tel Fax [email protected] _ PROGETTO
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