Il concetto di calcolatore e di algoritmo
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- Jacopo Gattini
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1 Il concetto di calcolatore e di algoritmo Elementi di Informatica e Programmazione Percorso di Preparazione agli Studi di Ingegneria Università degli Studi di Brescia Docente: Massimiliano Giacomin
2 Informatica e calcolatore Informatica: studio sistematico di algoritmi Algoritmi risolvono problemi (per esempio: dato un numero, calcolarne la radice quadrata) Algoritmi: destinati ad essere eseguiti da un calcolatore (opportunamente espressi in un linguaggio di programmazione) L informatica può anche dirsi la scienza dei calcolatori (in una accezione più ampia di quella cui si è abituati) Per capire bene cosa si intende, bisogna capire cosa si intende per problema Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 2
3 Problema Classe di domande omogenee alle quali è possibile dare risposta mediante una procedura uniforme Esempio di problema: Quanto vale la radice quadrata intera di un numero intero positivo X? Istanza di un problema Una specifica domanda del problema Esempio: Quanto vale la radice quadrata intera di 49? Soluzione di una istanza (detta anche soluzione attesa ): la risposta alla specifica domanda che l istanza rappresenta Esempio (nel caso precedente): 7 Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 3
4 Nota bene: problema vs. istanza Quanto vale la radice quadrata intera di 49? non è un problema, ma una istanza del problema Quanto vale la radice intera di un numero intero positivo X?, con X=49 Nota bene: la definizione del problema è data Dobbiamo conoscere la soluzione attesa di tutte le istanze del problema: queste fanno parte della descrizione stessa del problema (nel senso che sono deducibili da essa) Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 4
5 Definizione di problemi e istanze Un problema è formulato mediante una o più variabili: Variabili di ingresso - termini variabili che, assumendo un valore del dominio, permettono di generare le istanze del problema - i valori che esse assumono (elementi del loro dominio) vengono chiamati dati (o, più esplicitamente, dati di ingresso) Variabili di uscita - termini variabili che caratterizzano le soluzioni attese (delle istanze) di un problema - i valori che esse assumono vengono chiamati risultati Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 5
6 Esempio Variabile di uscita Classe di domande omogenee Problema Quanto vale la radice quadrata intera Y di un numero naturale X? Istanza Variabile di ingresso Dati = N (numeri naturali) Risultati = N (numeri naturali) Quanto vale la radice quadrata Y del numero 49? Soluzione dell istanza = 7 Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 6
7 Esempio 2 Variabile di uscita Classe di domande omogenee Problema Quanto vale la radice quadrata Y di un numero naturale X? Variabile di ingresso Istanza Dati = N (numeri naturali) Risultati = R (numeri reali) Quanto vale la radice quadrata Y del numero 49? Soluzione dell istanza = 7 Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 7
8 Il concetto di algoritmo Algoritmo risolvente di un problema: metodo che specifica come produrre in modo uniforme una soluzione per ogni possibile istanza mediante una sequenza di istruzioni DATI ALGORITMO SOLUZIONE Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 8
9 Esempio: il problema della radice quadrata intera Quale potrebbe essere un algoritmo risolvente? Alcune istanze (e soluzioni) 5: 2*2 = 4, 3*3 = 9 Y = 2 9: 2*2 = 4, 3*3 = 9 Y = 3 1: 1*1 = 1, 2*2 = 4 Y = 1 10: 2*2 = 4, 3*3 = 9, 4*4 = 16 Y = 3 Un idea: Parto da Y=1, controllo se Y 2 < X se sì allora Y=Y+1 e continuo, altrimenti significa che Y 2 X: se Y 2 = X ok, altrimenti la soluzione deve essere Y-1: Y = Y-1 Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 9
10 Un algoritmo: 1. Assegna a Y il valore 0 2. Incrementa Y di 1 3. Se Y 2 < X: torna all istruzione 2 4. Se Y 2 = X: FINE 5. Se Y 2 > X: decrementa Y di 1 : FINE Per esprimere questo algoritmo (ed altri) in una forma più precisa e più evidente dal punto di vista visivo, si può usare il formalismo degli schemi a blocchi, detti anche diagrammi di flusso o flowchart : linguaggio grafico i cui elementi sono: nodi (o blocchi) per indicare le istruzioni: inizio e fine, elaborazioni, decisioni sulla base di condizioni archi orientati che collegano coppie di nodi, per indicare l ordine tra i nodi Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 10
11 inizio 1. Assegna a Y il valore 0 2. Incrementa Y di 1 3. Se Y 2 < X: torna all istruzione 2 4. Se Y 2 = X: FINE 5. Se Y 2 > X: decrementa Y di 1 : FINE Y 0 Y Y+1 V Y 2 < X F Y 2 = X V F Y Y-1 fine Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 11
12 La simbologia comunemente utilizzata inizio fine NB: nel libro inizio e fine sono indicati sempre con un rettangolo V cond F blocco funzionale Blocco decisionale (selezione a 2 vie) Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 12
13 Variabili, espressioni e assegnamenti Variabile: contenitore di dati caratterizzata da un nome es. x Ad una variabile può essere assegnato un valore: p.es. x 10 Le variabili possono comparire in espressioni aritmetiche (es. x-y) o logiche, che restituiscono un valore Le espressioni possono essere assegnate ad altre variabili: p.es. d x-y d assume il valore dell espressione x-y: il precedente valore di d viene sovrascritto Altro esempio, supponendo che prima dell istruzione x=10, y=8 x x-y x assume il valore 2 Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 13
14 Esecuzione passo passo Supponendo che la variabile in ingresso X = 8 1 Y 0 2 Calcolo di Y+1 e risultato in Y Y =1 3 Controllo se Y 2 < X è vero 4 Calcolo di Y+1 e risultato in Y Y =2 5 Controllo se Y 2 < X è vero 6 Calcolo di Y+1 e risultato in Y Y =3 7 Controllo se Y 2 < X è falso 8 Controllo se Y 2 = X è falso 9 Calcolo di Y-1 e risultato in Y Y =2 10 Fine Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 14
15 PROBLEMA, ISTANZA E ALGORITMO (formalmente parlando) Problema P[X, Y] Istanza del problema (X 1, X 2,, X n ): variabili di ingresso, con domini D 1, D 2,, D n (insiemi di dati) (Y 1, Y 2,, Y m ): variabili di uscita, con domini R 1, R 2,, R m (insiemi di risultati) P[X, Y] con X D = D 1 x D 2 x x D n Algoritmo risolvente del problema A[X, Y] tale che eseguito con il dato X produce Y soluzione dell istanza P[X, Y] (Y R = R 1 x R 2 x x R m ) Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 15
16 problema P[X, Y] algoritmo A[X, Y] sostituzione di X con X esecuzione di A con il dato X istanza P[X, Y] risultato Y: soluzione di P[X, Y] Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 16
17 Il concetto di calcolatore come esecutore universale di algoritmi algoritmo problema A[X, Y] P[X, Y] dato: X CALCOLATORE risultato: Y soluzione P[X, Y] istanza Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 17
18 Un calcolatore è un sistema che, ricevendo in ingresso la descrizione, in un opportuno linguaggio, di un algoritmo risolvente A[X,Y] per un certo problema P[X,Y] e un dato X, produce come risultato la soluzione Y dell istanza P[X,Y] Per essere comprensibili al calcolatore, gli algoritmi devono essere espressi in un linguaggio di programmazione: Programma = algoritmo descritto formalmente attraverso un linguaggio di programmazione Un calcolatore è quindi un esecutore universale di programmi - elabora puri simboli (per esso privi di significato ) - non risolve problemi (il problema non è un suo ingresso) ma esegue programmi! Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 18
19 Il calcolatore come esecutore di programmi Programma: sequenza di istruzioni di un linguaggio di programmazione (descrive un algoritmo) Dati iniziali Assegnati a variabili di ingresso (input) CALCOLATORE Risultati dell esecuzione in corrispondenza dei dati iniziali Assegnati a variabili di uscita (output) Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 19
20 Esempio Programma per il calcolo della potenza n-esima di x: P[x, n, y] input output dati iniziali x = 2, n = 5 CALCOLATORE Istanza del problema = P[2,5,y] Risultati dell esecuzione in corrispondenza dei dati iniziali y = 32 Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 20
21 Proprietà di un algoritmo La definizione di algoritmo presuppone che esso possa essere espresso in termini linguistici ben definiti, interpretato ed eseguito da un soggetto esecutore (il calcolatore). Da ciò conseguono le seguenti proprietà: Finitezza: un algoritmo deve essere costituito da un numero finito di istruzioni Definitezza: le istruzioni di cui un algoritmo è costituito devono appartenere a un insieme finito e prefissato di tipi elementari Univocità: ogni istruzione deve essere univocamente interpretabile ed eseguibile Effettività: deve esistere un esecutore in grado di eseguire ogni istruzione dell algoritmo in un tempo finito Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 21
22 Computazione Computazione: esecuzione di un algoritmo da parte del calcolatore in corrispondenza di certi dati in ingresso Passo di computazione: insieme delle azioni che l esecutore compie (durante l esecuzione di un algoritmo) per eseguire una singola istruzione Sequenza di computazione: sequenza di passi di computazione che l esecutore compie in corrispondenza di certi dati in ingresso durante l esecuzione di un algoritmo Algoritmo = concetto statico Computazione = concetto dinamico Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 22
23 Sequenza di computazione finita A[X, Y] algoritmo dato: X ESECUTORE risultato: Y passo 1 passo 2 passo 3 passo n In questo caso, la computazione produce un risultato Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 23
24 Sequenza di computazione infinita A[X, Y] algoritmo NB: l algoritmo è comunque finito! dato: X ESECUTORE passo 1 passo 2 passo 3 In questo caso, il risultato rimane indefinito Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 24
25 Funzione calcolata da un algoritmo D A[X, Y] R f A Un algoritmo A[X, Y] calcola una funzione da D (dominio delle variabili di ingresso) a R (dominio delle variabili di uscita): - f A : D R tale che f A (X) = Y con Y prodotto dalla computazione di A[X, Y] con il dato X La funzione è in generale parziale! Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 25
26 Nota importante Un algoritmo risolve un problema (calcola una funzione) e ne risolve uno solo (ne calcola solo una) Viceversa, per un problema risolubile (ovvero, se esiste un algoritmo che lo risolve) esistono infiniti algoritmi che lo risolvono! - infatti, un algoritmo è descritto da una sequenza di istruzioni - per convincersene, è sufficiente pensare che possiamo sempre aggiungere sequenze di istruzioni che non hanno effetto sul risultato - e possiamo farlo in infiniti modi (es. sommare e sottrarre 1 a/da una variabile, sommare e sottrarre 2, ecc. ecc.) Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 26
27 L informatica teorica Utilizzando strumenti matematici, studia macchine astratte descritte formalmente, anziché macchine concrete. Permette di ottenere risultati su cosa una macchina è in grado di calcolare e quindi quali problemi possono essere risolti a prescindere dalla tecnologia impiegata per realizzare i calcolatori La tecnologia cambia, i risultati generali no: - La macchina analitica di Charles Babbage (mai realizzata) è stata progettata nel La macchina di Turing (di Alan Turing) è stata pubblicata nel Il primo calcolatore elettronico solo nel 1943 Alcuni risultati (cenni): se qualcuno è interessato, può consultare i capitoli 15, 16, 17 Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 27
28 APPROFONDIMENTO (NON RICHIESTO ALL ESAME)
29 La macchina di Turing DIREZIONE DI SPOSTAMENTO Q 2 S 1 SIMBOLO SCRITTO Q 0 S 1 S 2 S 1 S 2 Q 1 S 2 SIMBOLO LETTO S = {s 0, s m } S Q = {q 0, q m } q 0 S δ: Q x S Q x S x {L, R} 1 Z 5 5 A G G 2
30 La tesi di Church-Turing Tutte le funzioni che si possono calcolare sono calcolabili mediante una Macchina di Turing Il più potente calcolatore esistente al mondo e tutti i calcolatori che saranno costruiti in futuro sono equivalenti ad una Macchina di Turing Alcuni risultati formali Le macchine di Turing sono numerabili tutti i possibili programmi (infiniti) si possono contare! Esistono problemi (funzioni) non computabili, ovvero per i quali non esistono algoritmi risolventi - i problemi (le funzioni) esistenti sono non numerabili (non si possono contare) e quindi sono di più! - un esempio: non esiste un algoritmo (programma) che, dato un qualunque algoritmo (programma) e un dato, può decidere se esso termina oppure no - un altro esempio: non possiamo sapere in generale se un fatto è conseguenza logica di un insieme di fatti
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