La Corte costituzionale: ruolo e funzioni del giudice delle leggi. Indice

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1 LA CORTE COSTITUZIONALE: RUOLO E FUNZIONI DEL GIUDICE DELLE LEGGI PROF.MICHELE DELLA MORTE

2 Indice 1 LA CORTE COSTITUZIONALE di 9

3 1 La Corte Costituzionale Oggetto della lezione è la funzione ed il ruolo occupato nel sistema istituzionale dalla Corte Costituzionale, organo di assoluta importanza. La Corte infatti rappresenta una sorta di elemento di coesione e di chiusura, nonché una delle principali garanzie (assieme al Presidente della Repubblica) pensate dal Costituente del 1948 in ordine alla razionalizzazione del parlamentarismo. Essa è deputata, ai senso dell art. 134 Cost., a garantire il rispetto di tutte le disposizioni costituzionali (programmatiche e prescrittive) e, quindi, la sua natura rigida. Principale compito del Giudice costituzionale è quello di stabilire e di giudicare sulla legittimità costituzionale delle leggi. Ovviamente se non fosse consentito ai cittadini, alle parti sociali di poter reclamare innanzi ad autorità giurisdizionali ordinarie ed amministrative) la violazione di norme costituzionali da parte del legislatore, le stesse perderebbero la loro principale ragione d essere, ovvero quella di informare e condizionare l attività legislativa secondo lo schema della superiore legalità costituzionale. Il sistema italiano di giustizia costituzionale, è ispirato ad un modello di giudizio successivo, accentrato e di natura indiretta. Il modello cioè seguito dal Costituente è quello della Costituzione austriaca del 1920 elaborata e pensata da Hans Kelsen. Il giudizio della Corte costituzionale, per chiarire meglio le caratteristiche appena menzionatem, è successivo rispetto al parametro costituito dall entrata in vigore della legge. Nel nostro sistema la Corte costituzionale non svolge cioè un giudizio di tipo preventivo come ad esempio previsto dalla Costituzione francese della V Repubblica. 3 di 9

4 Il controllo di costituzionalità delle leggi è inoltre di tipo accentrato in quanto solo la Corte costituzionale può dichiarare la illegittimità costituzionale delle leggi ed è l organo legittimato dall ordinamento a compiere questa delicatissima funzione. Il giudizio è poi indiretto in quanto esso si presenta come vedremo meglio, come incidente nell ambito di un processo. Deve sorgere nell ambito di un giudizio dinanzi all autorità giurisdizionale e per questa ragione esso è altresì eventuale. Proprio la natura eventuale ed incidentale lascia emergere l importanza della relazione che si deve instaurare tra giudici comuni e giudice costituzionale. Il nostro, in sintesi, è un sistema accentrato con qualche elemento di diffusione, caratteristica che si spiega considerando il fatto che i giudici comuni ed ordinari hanno un essenziale funzione, quella di portare dinanzi alla Corte costituzionale questioni fondamentali e, per così dire, importanti, evitando che la Corte perda tempo soffermandosi su questioni prive di un sufficiente tono costituzionale. È bene precisare che nel nostro ordinamento residua una ipotesi di giudizio diretto, riferita al ricorso previsto dall art. 127 cost. riformato ai sensi della l. cost. 3/2001 di riforma del titolo V e della legge cost. 1/99, due leggi che hanno ridisegnato il rapporto tra stato ed autonomie, denominato in via diretta o principale. Si tratta, in tale ipotesi, di un tipo di ricorso che prevede che lo Stato sia abilitato ad impugnare una legge regionale entro 60 gg dalla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della regione e la Regione ad impugnare una legge statale entro 60 gg dalla sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale, nonché leggi di altre regioni. Le fonti regolative dell attività della Corte cost. sono di natura legislativa. Ciò ai sensi dell art. 137 della nostra Carta costituzionale che introduce al riguardo specifiche riserve di legge sia ordinarie che costituzionali. Si tratta, sinteticamente, della l. cost. 1/48, che disciplina l impugnativa delle leggi e le garanzie dei giudici costituzionali: della l. cost. 1/1953 che 4 di 9

5 attribuisce alla corte il giudizio di ammissibilità del referendum abrogativo e di procedibilità del giudizio di accusa; della l. cost. 2/1967 sull elezione dei giudici della corte; della l. 87/53 che disciplina il funzionamento della Corte e le procedure da seguire nei giudizi dinanzi a tale organo; della l. 20/62 sui giudizi di accusa; del Regolamento generale della Corte approvato a maggioranza assoluta dei propri membri; delle Norme integrative per i giudizi dinanzi alla Corte costituzionale, che integrano la disciplina della l. 87/53; delle Norme integrative per i giudizi di accusa; dell Regolamento per la procedura innanzi al Consiglio di stato in sede giurisdizionale che costituisce norma di chiusura valida sul piano costituzionale. La Corte Costituzionale, e questo è un aspetto di maggiore rilievo, risulta strutturata in via funzionale alla delicatezza del suo ruolo, allo scopo di assicurare l indipendenza del giudice costituzionale e la sua sostanziale imparzialità diversa rispetto ai diversi poteri dello Stato. La Corte infatti, si compone di 15 giudici i quali ai sensi di quanto dispone l art. 135 Cost,. debbono essere scelti tra magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinarie e amministrative o professori ordinari in materie giuridiche e avvocati dopo 20 anni di esercizio. La specificità della composizione si coglie meglio considerando che i 15 giudici hanno una distinta legittimazione, infatti 1/3 dei giudici sono eletti, rispettivamente: 5 dal Parlamento in seduta comune; quindi sono di derivazione politica parlamentare. Secondo quanto dispone la l. cost. 2/67, per la elezione dei giudici costituzionale di derivazione parlamentare, è necessario lo scrutinio segreto e che si raggiunga la maggioranza dei 2/3 dei componenti l organo elettivo, tuttavia dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei 3/5 dei componenti. Un ulteriore terzo dei giudici, è poi nominato dal Presidente della Repubblica. Si tratta in questo caso di un potere formalmente e sostanzialmente presidenziale, in cui la controfirma del Presidente e del Consiglio dei ministri serve solo a garantire la regolare formalità dell atto. I restanti 5 di 9

6 5 giudici sono infine nominati dalle supreme magistrature: 3 dai magistrati della Corte di cassazione, 1 ciascuno tra i magistrati del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. A garanzia ulteriore dell imparzialità e della neutralità, figura poi la previsione di apposite condizioni della inamovibilità e della non rinnovabilità del loro mandato che dura 9 anni. I giudici della Corte sono soggetti ad un serio regime di incompatibilità essendo la funzione del giudice costituzionale non compatibile sia con cariche politiche di natura elettiva sia con incarichi professionali. I giudici inoltre godono della medesima immunità riservata ai parlamentari dall art. 68 comma 2 cost., e non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell esercizio delle loro funzioni. Ulteriori garanzia è assicurata dal fatto che, durante il periodo di svolgimento del loro mandato, i membri della Corte non possono svolgere attività legate ad alcune associazioni ideologicamente orientate né, del resto, far parte di partiti politici. Un aspetto molto interessante è legato al fatto che la Corte Cost. nonostante in composizione piena si presenti come abbiamo detto con 15 giudici, può legittimamente operare anche qualora non sia presente la totalità dei suoi membri (ad esempio per ritardi od ostacoli politici legati alla designazione parlamentare). Infatti, secondo quanto dispone la l. 87/53, per la validità delle deliberazioni della Corte è sufficiente un quorum di almeno 11 giudici, ciò a garanzia della corretta rappresentatività delle componenti destinate ad esprimere i giudici cost.: Parlamento, Presidente della Repubblica, supreme magistrature ordinarie ed amministrative. Il quorum garantisce, in altre parole, che almeno un giudice rappresentativo di una delle tre componenti sia operativo nell ambito dell organo. La Corte è un organo tipicamente collegiale, e il Presidente svolge, nel suo ambito, aspetti tipicamente organizzativi e non può essere definito come sorta di vertice gerarchico della Corte. 6 di 9

7 Esso è eletto tra i componenti della Corte stessa a scrutinio segreto, a maggioranza assoluta, con la previsione che dal terzo scrutinio in poi si proceda al ballottaggio tra i candidati più votati. Il suo mandato è triennale e rinnovabile; esso, in maniera aderente a quanto prima accennato, ha la funzione di rappresentanza esterna della Corte e svolge funzioni collegate alla sua natura di vertice organizzativo dell organo collegiale. Per quanto concerne l accesso, l art. 137 cost. rimette ad una legge cost. la definizione delle condizioni delle forme e dei termini di proponibilità del giudizio. Questa legge è la l. 1/48 che bisogna richiamare per capire come sia possibile e lecito nel nostro ordinamento sottoporre un atto al sindacato di legittimità della corte cost. è essenziale e di fondamentale importanza distinguere due tipi di procedimenti: quello in via incidentale e il procedimento in via principale. Il procedimento in via incidentale costituisce come, esprime il termine, un incidente nell ambito di un processo e si attiva ad iniziativa del giudice ordinario o amministrativo. Qualora l autorità giurisdizionale, dotata del potere di decisione in via definitiva della controversia, dubiti della legittimità costituzionale del provvedimento normativo che è tenuto ad applicare per risolvere il caso per definire il processo, deve rimettere la questione alla Corte Cost. Ripetiamo: il giudizio in via incidentale sorge ad iniziativa di un giudice, iniziativa che può essere autonoma, ex officio, o può derivare da un apposita istanza formulata dalle parti. Qualora il giudice dubiti della legittimità costituzionale di un atto che serve per la definizione della controversia, esso sospenderà il processo e con apposita ordinanza di rinvio solleverà la questione dinanzi alla Corte Cost.. La suddetta ordinanza di rinvio deve essere motivata e deve contenere l indicazione delle disposizioni della cui legittimità costituzionale si dubita. 7 di 9

8 L ordinanza deve esplicitare la rilevanza della questione la sua non manifesta infondatezza, e, come terzo requisito richiesto dalla Corte Cost., l impossibilità per il giudice di procedere ad interpretazione conforme. Il giudizio di rilevanza, implica che la questione sia rilevante per la risoluzione del giudizio, ovvero per la definizione del processo da parte del giudice. Il giudice cioè, ai sensi dell art. 23 l. 87/1953, deve essere convinto del fatto che il giudizio non possa essere definito indipendentemente dalla questione di legittimità costituzionale. Vi deve essere, in altri termini, un nesso di strumentalità tra soluzione della controversia e definizione del problema di legittimità costituzionale Il giudizio di non manifesta infondatezza, indica poi la necessità che il giudice esprima un dubbio circa la legittimità costituzionale della o delle disposizioni normative che è tenuto ad applicare. Il fatto che debba trattarsi di un dubbio, chiarisce come ogni giudizio finale sulla legittimità delle norme spetti, secondo la logica del giudizio accentrato, alla sola Corte Costituzionale. Terzo requisito richiesto, è che il giudice non possa fornire della disposizione di cui dubita sotto il profilo costituzionale, un interpretazione che la renda compatibile con quanto richiesto dalla Costituzione, ovvero che, utilizzando gli ordinari strumenti di interpretazione delle leggi, non possa dare di quelle disposizioni un interpretazione conforme alla Costituzione. Solo qualora il giudice spieghi perché non possa operare tale interpretazione, egli sarà tenuto a rimettere la questione con ordinanza dinanzi alla Corte. I tre requisiti: menzionati rilevanza, non manifesta infondatezza, interpretazione conforme, fanno capire come il giudice comune ordinario o amministrativo, sia titolare di una rilevantissima funzione di filtro. Come dicevamo in apertura, nel nostro ordinamento residua un ipotesi di giudizio in via principale diretta. La sua disciplina è contenuta negli art. 127 e 134 cost. e nella l. cost. 1/48 e nella l. 87/53. 8 di 9

9 Altre disposizioni sono individuate a livello regionale. Le caratteristiche di tale giudizio sono: la natura diretta perché a differenza di quanto si è detto, le leggi e gli atti aventi forza di legge sono impugnati a prescindere dalla loro applicazione, in quanto cioè astrattamente lesive della competenza statale o regionale. In relazione a tale giudizio, la l. 131/2003 anche conosciuta come legge La Loggia, ha attribuito alla Corte Cost. il potere di sospendere le leggi statali e/o regionali impugnate dallo Stato o dalle regioni rispettivamente, qualora si ritenga che da tale atto possa derivare rischio di un irreparabile pregiudizio all interesse pubblico o all ordinamento giuridico, ovvero ancora, il rischio di un pregiudizio grave ed irreparabile per i diritti dei cittadini. In conclusione, la Corte non costituisce un organo deputato a sindacare le scelte compiute da una maggioranza presente in Parlamento. La Corte infatti, come ha ben detto la dottrina (G.Zagrebelsky, La Corte in-politica, in è da considerarsi organo inpolitico. Definizione che ci serve ed è utile per spiegare la distanza che intercorre tra l azione del la Corte Costituzionale e quella della politica, qualora alla politica si dia il significato generalmente inteso come sinonimo o comunque come momento e condizione generatrice di conflitto. L obiettivo della Corte Costituzionale nel nostro ordinamento è infatti quello di ridurre i conflitti. 9 di 9

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