Progetto Le vie della Resistenza ( )
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- Alfonso Villani
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1 Brigate Centocroci, via località Cà Mirò, Deiva Marina, SP Biografia a cura di M.Cristina Mirabello Avvertenza: nella targa si legge Brig. Centocroci; poiché in tutte le denominazioni riferite per Deiva a tale via si legge in esteso o via Brigata Centocroci o via Brigate Centocroci, sembra evidente la necessità di ripercorrere nella scheda sottostante l articolata storia della Brigata Centocroci prima e dopo il 20 gennaio 1945, quando avvenne la scissione nei due segmenti (spezzino e parmense). La Brigata partigiana "Centocroci" prende il nome dall'omonimo valico fra Val di Vara (La Spezia) e Val di Taro (Parma). Le vicissitudini della Brigata possono essere scandite su due periodi: il primo che va fino al 20 gennaio 1945 e il secondo che parte da tale data. Dopo il 20 gennaio la Brigata si scinde infatti in due tronconi, uno rimane legato al vecchio comandante Federico Salvestri "Richetto" e aderisce al "Comando unico parmense", l'altro (comandante Alberto Perego "Wollodia" e commissario Terzo Ballani "Benedetto") si sposta invece decisamente nel territorio spezzino, proclamandosi garibaldino (aderendo cioè alle Brigate Garibaldi, di ispirazione comunista). La prima origine della Brigata è dovuta ad un'iniziativa composita, al di là del passo di Centocroci, fra fine del 1943 e inizio del Da un lato ci sono i fratelli Cacchioli (Gino e Alberto), appartenenti ad una famiglia di proprietari terrieri già emigrati in Inghilterra, i quali organizzano a Groppo di Albareto un gruppo detto "Beretta" (perché Gino Cacchioli acquista di tasca sua alcuni fucili ed appunto una pistola Beretta, da cui deriverà il nome di battaglia), compiendo azioni già nel febbraio A loro si uniscono altri "ribelli" per cui, con l'obiettivo di procurarsi armi, vengono attaccati una pattuglia fascista a Sesta Godano e un posto di avvistamento aereo a Centocroci. Dall'altro lato, poco dopo, si costituisce un gruppo intorno all'ex sottufficiale dei Carabinieri Federico Salvestri ("Richetto"), in servizio all'8 settembre 1943 ad Agazzano (Piacenza). Salvestri, venuto via da lì, raggiunge Borgotaro (PR) e quindi si ferma nella zona di Caranza, Ranghe e Varese Ligure (SP). E proprio la notte del 4 marzo 1944 c'è un incontro nell'albergo "Alpino", a
2 Centocroci, fra questi due segmenti iniziali. Nasce così il gruppo che da aprile-maggio prenderà il nome "Centocroci" (derivandolo, secondo la testimonianza del ten. De Lucchi "Mario", dal luogo in cui la formazione ha il primo morto). Comandante della formazione è Gino Cacchioli ("Beretta"), vice Federico Salvestri ("Richetto"), commissario è invece un vecchio antifascista spezzino di fede comunista (Aldo Costi "lo Zio"). Numerose sono le adesioni spezzine al gruppo che si presenta fin dal principio politicamente composito: gli spezzini sono l'ala sinistra, coloro che si riconoscono in Cacchioli ruotano invece in un'area vicina alla Democrazia Cristiana e ai liberali, mentre "Richetto" rappresenta la così detta componente militare, ispirata ad un lealismo monarchico. In questo periodo la "Centocroci" compie numerose azioni, riceve il primo aviolancio alleato sul monte Penna, cui seguiranno numerosi altri, intreccia rapporti molto amichevoli con il maggiore inglese Gordon Lett, esce indenne dal grande rastrellamento del maggio Nel frattempo, nel giugno 1944, nasce il territorio Libero del Taro che però crolla a luglio. Proprio a luglio la formazione ha un periodo difficile in concomitanza con la battaglia di Pelosa (v. nello Stradario del Comune della Spezia, via Angelo Galligani e in quello di Riomagiore via Lino Pecunia). A seguito dello sbandamento intervenuto, il gruppo "Beretta" si separa dal grosso della "Centocroci" mentre "Richetto" diventa comandante di essa e la riorganizza a partire dal 20 luglio. Quando dal 23 al 28 luglio 1944 nasce il Comando Unico della IV Zona (sotto la guida del colonnello Mario Fontana) la "Centocroci" è annoverata in esso ed il 3 agosto 1944 resiste in modo ordinato ed efficace contro le migliaia di rastrellatori nazi-fascisti che invece mettono in grave difficoltà altre formazioni partigiane. Dopo il rastrellamento del 3 agosto 1944 la IV Zona si presenta così strutturata: 1a Divisione Liguria Monte Picchiara (Brigata Gramsci e Giustizia e Libertà) - 2a Divisione Centocroci (Brigata Varese e Zerasco), anche se fra novembre e dicembre "Richetto" cerca di rendersi sempre più autonomo rispetto al Comando della IV Zona. Ai primi di dicembre 1944 la Centocroci ha 830 uomini e il grosso delle sue forze è sull'omonimo passo e a Rio (quindi nello Spezzino). Arriva così il rastrellamento del 20 gennaio 1945: quasi in concomitanza con esso cade nel corso di una delicata missione affidatagli il partigiano della Centocroci, poi Medaglia d'oro alla memoria, Nino Siligato (v. Scheda via Nino Siligato nello Stradario del Comune della Spezia). Durante il rastrellamento vero e proprio la divisione "Cento Croci", lasciata scoperta dalla formazione "Coduri" della VI Zona Operativa, dopo aver dovuto desistere dal combattimento, tenta, fra 20 e 21 gennaio, lo sganciamento attraverso il Gottero e raggiunge, con parecchie perdite di uomini (fra essi, catturato e fucilato successivamente, c'è Corradini Renato, v. piazza Corradini nello Stradario del Comune della Spezia) e materiali, la cima del monte la sera del 21 gennaio, per poi ridiscendere verso la Val di Taro. Nel corso di tale operazione però avviene di fatto una divisione fra gli uomini: la parte spezzina resta sostanzialmente unita e raggiunge l'obiettivo prefissato dal comando della IV Zona Operativa (v. Schede via XX Gennaio e via
3 Monte Gottero nello Stradario del Comune della Spezia) mentre il gruppo che rimane con "Richetto" e "Benedetto" decide di andare verso Monte Groppo e scendere su Squarci (Albareto-PR) incorrendo in un'ulteriore, drammatica avventura (v. Scheda piazza Gerolamo Bollo nel presente Stradario). La sera del 23 gennaio, 17 partigiani, compresi il comandante "Richetto" e il commissario politico "Benedetto", vengono catturati dai Tedeschi, anche se successivamente il commissario "Benedetto" tornerà libero insieme ad alcuni compagni grazie ad uno scambio di prigionieri e "Richetto" riuscirà a scappare. Durante la sua assenza "Richetto" viene sostituito da Alberto Perego ("Wollodia"), situazione formalizzata dal Comando della IV Zona Operativa il 28 febbraio Ma "Richetto", rientrato ai primi di febbraio, non accetta quanto avvenuto e ciò, in un quadro piuttosto complesso a livello di rapporti fra i due tronconi, il Comando IV Zona e i Gruppi di Comando da cui dipendono, determina appunto la formale codificazione della scissione: da una parte si costituisce il raggruppamento Brigate della Vecchia Centocroci sotto "Richetto", alle dipendenze del Comando Unico Parmense, mentre nello Spezzino si stanzia la Brigata Garibaldina "Centocroci" (tale denominazione viene assunta definitivamente il 10 aprile 1945), divisa in due compagnie (la prima schierata fra Sesta Godano e Varese Ligure, la seconda nella zona di Varese Ligure). Cenni alla storia della Brigata Garibaldina Centocroci in IV Zona Operativa dopo la scissione: Poiché alla Brigata Garibaldina, posta agli ordini diretti del Comando IV Zona, viene praticamente aggregato il Battaglione Costiero di Deiva, il numero degli uomini sale a oltre 400. Nel frattempo la "Centocroci" spezzina prosegue la sua attività bellica, in particolare a Buto di Sesta Godano (SP) il 21 marzo 1945 dove, aiutata dal battaglione "Picelli", si scontra con gli alpini della "Monterosa" infliggendo loro pesanti perdite e infine, nella fase ultima della Liberazione, quando è fortemente impegnata nella battaglia di S.Benedetto (v. Scheda Parco XXV aprile nello Stradario del Comune della Spezia). Cenni alla storia del Raggruppamento Brigate della Vecchia Centocroci dopo la scissione e il passaggio al Comando Unico Parmense: La Centocroci opera, come già detto nel Parmense e il 10 aprile 1945, il suo comandante, Federico Salvestri Richetto, è nominato Comandante della Divisone Val Taro, che comprende il Raggruppamento Vecchia Centocroci, alle dipendenze del tenente Mario De Lucchi ( Mario ), la I Julia, la II Jiulia, il Gruppo Valtaro e le Brigate di polizia Landi. Il 23 aprile la Centocroci ha poi l ordine di disporsi sulla sinistra del Taro, di fronte a Fornovo, e partecipa quindi alle operazioni belliche di quei convulsi giorni finché il 27 aprile i tedeschi esternano la volontà di volersi arrendere, ma solo agli alleati. Il 29 aprile la Centocroci ha quindi l ordine di custodire oltre 600 prigionieri e in tale fase muoiono gli ultimi due partigiani. Le armi vengono riconsegnate dai partigiani il 9 maggio 1945.
4 Monumento alla Brigata Centocroci sull omonimo Passo Panorama da Centocroci verso Varese Ligure (La Spezia)
5 Panorama da Centocroci verso la zona di Parma Federico Salvestri Richetto, Comandante dapprima della Divisione Centocroci IV Zona Operativa; passato dopo il 20 gennaio 1945 alle dipendenze del Comando Unico Parmense, diventa in aprile Comandante della Divisione Valtaro, da cui dipende il Raggruppamento Vecchia Centocroci Un gruppo della Centocroci garibaldina il giorno della Liberazione in piazza Verdi alla Spezia: a sinistra Alberto Perego Wollodia (Comandante), al centro Varese Antoni Varese (Ufficiale di S.M.), a destra Terzo Ballani Benedetto (Commissario)
6 Fonti: La Brigata "Centocroci" in I.S.R (a cura di Antonio Giacché, Maria Teresa Mori, Grazia Scoccia Biavaschi), La battaglia del Gottero- 20 gennaio 1945, 1974, pp Canessa, don Luigi, La strada era tortuosa, Sedici mesi di guerriglia sull'appennino ligure-emiliano, 2a ed., Novi Ligure, Ed. Quaderni de Il Novese, 1977 Vietti,, G., L'Alta Val di Taro nella Resistenza, Ass. Naz. partigiani d'italia, 1980, pp Del Maestro, Camillo, Varese L., Associazione partigiana "Centocroci", 1982 Antoni, Varese; Ricci, Giulivo, Protagonisti (a cura di/dei), IV Zona Operativa- La Brigata Garibaldina Centocroci- Storia e Testimonianze, Ed. Giacché, 1997 Mongatti, Giulio, Cronistoria della Brigata partigiana Centocroci, I.S.R., 2000 Gimelli, Giorgio, La Resistenza in Liguria, (a cura di F.Gimelli), Carocci, 2005, p Mentre le fonti sopra citate riguardano quasi esclusivamente le vicende della "Centocroci" nel suo complesso prima e/o dopo la scissione, altre notizie possono essere trovate agevolmente nelle seguenti fonti bibliografiche, tenendo come filo di ricerca i nomi dei principali esponenti della Brigata, grazie all'indice analitico che presentano. Ricci, Giulivo, La colonna "Giustizia e Libertà", Fiap-Ass. Partigiani Mario Fontana- ISR P.M.Beghi-SP, 1995, (i nomi da seguire nelle loro vicende sono Ballani Terzo, Cacchioli Gino, Cacchioli Guglielmo, Salvestri Federico) Bianchi, Antonio, La Spezia e Lunigiana-Società e politica dal 1861 al 1945, Franco Angeli, 1999, (i nomi da seguire nelle loro vicende sono Antoni Varese, Ballani Terzo, Cacchioli Gino e Cacchioli Guglielmo, Maggiani Flavio, Salvestri Federico) Capogreco, Carlo, Spartaco, Il piombo e l'argento, Donzelli, 2007, (i nomi da seguire nelle loro vicende sono Ballani Terzo, Cacchioli Gino e Cacchioli Gugliemo, Maggiani Flavio, Salvestri Federico) Gimelli,Franco; Battiflora, Paolo, (a cura di), Dizionario della Resistenza in Liguria, Genova, De Ferrari, [2008?], ( si tratta di voci dedicate a Antoni Varese p. 30; Ballani Terzo p. 40;Cacchioli Guglielmo p.82; Costi Aldo p. 119; Perego Alberto p ; Salvestri Federico p.310, Siligato Antonio pp , nonché Brigata Centocroci pp e Passo Centocroci p. 102) Fiorillo, Maurizio, Uomini alla macchia- Bande partigiane e guerra civilelunigiana , Laterza, 2010 (i nomi da seguire nelle loro vicende sono Antoni Varese, Ballani Terzo, Cacchioli Gino e Guglielmo, Maggiani Flavio, Perego Alberto, Salvestri Federico) Svariati cenni alla Centocroci sono ritrovabili in Bollo, Gerolamo, Tra Vara e Magra- La Resistenza a La Spezia, La Moderna, 1969, che però non prevede indice analitico. Rispetto al testo segnaliamo le seguenti pagine in cui sono riportati fatti che riguardano esponenti della "Centocroci" e/o fatti inerenti la Brigata stessa pp. 48, 70, 77, 89, 92, 93, 96,97 Svariati cenni alla "Centocroci" sono ritrovabili in Ricci, Giulivo, Avvento del Fascismo Resistenza e Lotta di Liberazione in Val di Magra, ISR La Spezia, 1975 che però non prevede indice analitico. Rispetto al testo segnaliamo le
7 seguenti pagine in cui sono riportati fatti che riguardano esponenti della "Centocroci" e/o fatti inerenti la Brigata stessa: (183, 186, 190, 206, 221, 223, 234, 259, 260, 291, 292, 295, 296, 315, 316, 360, 374, 404, 405, 406, 407, 446, 462) Svariati cenni alla "Centocroci" sono ritrovabili in Lett, Gordon, Partigiano... Io so cosa vuol dire, Zappa, Sarzana,1992, che però non prevede indice analitico e rispetto al quale segnaliamo le seguenti pagine e/o nomi: Beretta p. 91, Guglielmo (Cacchioli)/ Richetto pp. 125, 126, 131, 136, 140, 164, 170, 171, 177, 178, 180, 198, 199 Cenni alla "Centocroci" sono ritrovabili in Jacopini, Renato, Canta il gallo, Edizioni Avanti!, 1960, pp. 68, 74,82,83 (da Una breve storia della resistenza nello Spezzino di Maurizio Fiorillo) (interviste a partigiani della "Centocroci": Andreoni Sergio, Basile Raul, Brizzi Bruno, Kossuth Mario, Mizzon Rino, Tambini Aldo) (consente di vedere alcuni panorami della zona del passo di Centocroci) ID=5300:descrizione del Monumento alla "Centocroci" e delle scritte incise su di esso (omonimo Passo) La fotografia di Federico Salvestri Richetto è tratta da Antoni, Varese; Ricci, Giulivo, Protagonisti (a cura di/dei), IV Zona Operativa- La Brigata Garibaldina Centocroci- Storia e Testimonianze, Ed. Giacché, 1997, p.126 La fotografia di Alberto Perego, Terzo Ballani, Varese Antoni è ripresa da La Provincia della Spezia, Medaglia d oro della Resistenza, edizioni Giacché, 1997, p. 167
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