Osservatorio trimestrale sulla crisi di impresa

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1 Maggio 2011 Osservatorio trimestrale sulla crisi di impresa Primo Trimestre 2011

2 I dati destagionalizzati indicano un calo nel primo trimestre; segnali di miglioramento dall industria Secondo gli archivi di Cerved, nel terzo trimestre del Frenano i fallimenti, calano i concordati preventivi I fallimenti L onda lunga dei fallimenti non si arresta nella prima parte del 2011, anche se il fenomeno appare in netta frenata rispetto a quanto osservato nei trimestri precedenti. Secondo gli archivi di Cerved Group, nei primi tre mesi del 2011 sono stati aperti circa 3 mila fallimenti, una crescita del 6% rispetto allo stesso periodo del Per il secondo trimestre consecutivo, i fallimenti risultano in calo se rapportati al trimestre precedente: correggendo per i fattori di stagionalità e per le giornate lavorative, il numero di default osservati tra gennaio e marzo del 2011 è infatti in diminuzione dello 0,9% rispetto all ultima parte del 2010 (che già aveva fatto segnare un 8,7% rispetto al picco osservato nel terzo trimestre). Complessivamente, nei dodici mesi tra l aprile del 2010 e la fine di marzo del 2011, sono stati aperti più di 11 mila fallimenti (+14% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente). La maggior parte di questi default ha riguardato società di capitale (circa il 70% dei casi), la forma giuridica in cui il fenomeno è risultato maggiormente in crescita nel primo trimestre dell anno (+9,6%) e negli ultimi dodici mesi (+18,1%); più moderata la dinamica osservata tra le società di persone (+1,2% nel primo trimestre e +6,1% negli ultimi dodici mesi), mentre le altre forme giuridiche hanno evidenziato una riduzione dei casi tra gennaio e % 40% 20% 0% 20% 40% 60% 0 dati grezzi destagionalizzati e corretti per i giorni lavorativi Il numero di fallimenti (1q12011, dati trimestrali) q1q2q3q4q1q2q3q4q1q2q3q4q1q2q3q4q1q2q3q4q1q2q3q4q1q2q3q4q1q2q3q4q1q2q3q4q1q2q3q4q L'andamento dei fallimenti tassi di variazione sul trimestre dell'anno precedente 23,0% 18,8% 11,4% 6,0% q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q ,6% 18,1% I fallimenti per forma giuridica tassi di variazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente 1,2% 6,1% 5,2% Società di Capitali Società di Persone altre forme 3,5% Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

3 marzo 2011 (5,2%) che ha portato il dato dei dodici mesi al +3,5%. Sulla frenata dei fallimenti del primo trimestre incide positivamente il calo di default osservati nell industria (9,5%), il comparto che precedentemente aveva pagato il conto più salato alla crisi (negli ultimi dodici mesi, l industria ha comunque fatto registrare un incremento dei casi di bancarotta dell 11% rispetto all anno precedente). Rimane a due cifre invece il tasso di crescita osservato nei servizi (+11% nel primo trimestre e +16% negli ultimi tre mesi) e addirittura in accelerazione quello calcolato tra le società che operano nella filiera delle costruzioni (+13,7% nel primo trimestre e +11,2% tra aprile 2010 e marzo 2011). Nonostante i segnali incoraggianti dell ultimo trimestre, l industria rimane di gran lunga il comparto con il maggior insolvency ratio (10,5 fallimenti ogni 10 mila imprese operative nel primo trimestre del 2011), seguita dalle costruzioni (7,6) e poi dai servizi e dagli altri settori (4,1). Mentre negli ultimi dodici mesi i fallimenti sono cresciuti in tutta l economia, le dinamiche osservate nella prima parte del 2011 sono molto differenziate tra i diversi settori 1. Continua a ritmi elevati la crescita dei fallimenti tra le società immobiliari (+28,7% nel primo trimestre, che porta il tasso calcolato sui dodici mesi al 37,6%), nella filiera dei mezzi di trasporto (rispettivamente, +27,9% e +32,2%), nei servizi non finanziari (+19,3% e +20,6%); in aumento con tassi a 13,7% 10,5 Insolvency ratio per macrosettore di attività 44,1 Manifattura, produzione e distribuzione energia 37,6% 28,7% 27,9% immobiliari fallimenti aperti su 10 mila imprese operative 7,6 Costruzioni 28,4 4,1 1q q20101q ,3 Servizi e altri settori I fallimenti per settore: i comparti con un aumento dei fallimenti nel primo trimestre tassi di variazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente 32,2% mezzi di trasporto I fallimenti per macrosettore di attività 11,2% tassi di variazione sullo stesso periodo dell'anno precedente 19,3% 20,6% 18,6% 21,0% 14,5% 12,7% servizi non finanziari 11,0% sistema casa 16,4% logistica e trasporti 1q q20101q ,5% 3,4% 12,0% 11,0% Costruzioni Servizi e altri settori Manifattura, produzione e distribuzione energia 1q ,6% 0,0% distribuzione altri settori 1 Da questo numero, i dati vengono analizzati secondo la classificazione settoriale SIRC di Cerved Group. Rispetto alla classificazione Ateco, che ha un approccio merceologico (distingue i settori in base agli input utilizzati nella produzione dalle imprese), la classificazione SIRC adotta un approccio di mercato (distingue i settori in base ai mercati finali in cui operano le imprese) Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

4 due cifre anche i default osservati tra le società che operano nel sistema casa (+18,6% nel primo trimestre, in accelerazione rispetto al +14,5% calcolato sugli ultimi dodici mesi) e nella logistica (+12,7%). Viceversa, si registra una forte riduzione dei casi nel sistema moda (20,7% tra primo trimestre 2011 e primo trimestre 2010), nel largo consumo (9,9%), nella meccanica (8,8%). Nonostante la parziale inversione di tendenza osservata nella prima parte del 2011, ad aver pagato il conto più salato alla crisi negli ultimi dodici mesi sono stati soprattutto i settori del made in Italy: a far registrare la più alta incidenza di fallimenti sono la meccanica (69,6 ogni 10 mila imprese operative), il sistema casa (60,2), il sistema moda (53,7), la filiera siderurgica (53,3), il sistema auto (48,5), la logistica e i trasporti (34,8). La frenata dei fallimenti ha interessato tutto il Paese: a parte il Nord Ovest, in cui i default sono aumentati nel primo trimestre a un tasso del 9,8% rispetto allo stesso trimestre del 2010, la dinamica è stata moderata soprattutto nel Centro (+2%) e nel Nord Est (+4,5%), mentre nel Mezzogiorno il tasso osservato è del 6,4%. Questi andamenti hanno portato l incremento degli ultimi dodici mesi a tassi intorno al 13% in tutta la Penisola, ad eccezione del Nord Ovest (+15%), che è anche l area che ha fatto registrare la maggiore incidenza di fallimenti aperti rispetto alle imprese che operano nella regione (6,4 nei primi tre mesi del 2011 e 24,6 nell ultimo anno). A parte la Val d Aosta, soffrono tutte le regioni dell area: soprattutto la Lombardia, che con un IR di 28,7 fa registrare l indice 0,0% 4,5% 5,5 17,3% elettrotecnica e informatica 13,6% 22,2 I fallimenti per settore: i comparti in calo tassi di variazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente 3,4% 30,4% metalli e lavorazione dei metalli I fallimenti per area geografica tassi di crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente 9,8% Insolvency ratio per area geografica fallimenti aperti su 10 mila imprese operative 6,4 5,3% Insolvency ratio per settore fallimenti aperti su 10 mila imprese operative () altri settori largo consumo e altri beni servizi non finanziari immobiliari distribuzione informazione, comunicazione e intrattenimento elettrotecnica e informatica logistica e trasporti mezzi di trasporto metalli e lavorazione dei metalli sistema moda sistema casa elettromeccanica 15,0% 24,6 10,0% 9,0% 8,2% 9,9% 2,0% 5,6 13,2% 13,6% 21,6 6,4% Nord Est Nord Ovest Centro Sud e Isole Nord Est Nord Ovest Centro Sud e Isole 9,1 12,1 12,9 16,3 20,0 26,2 30,7 34,8 0,5% informazione, elettromeccanica largo consumo comunicazione e e altri beni intrattenimento 48,5 4,2 1q ,7% 53,3 53,7 60,2 15,7 10,6% sistema moda 69, Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

5 più alto di tutto il Paese (e un incremento del 15,3%), ma anche Piemonte e Liguria, che evidenziano tassi di crescita superiori rispetto alla media nazionale (+14,7% e +16,4%). Elevati anche gli IR calcolati per il Friuli (27,1), per le Marche (26,7), per il Veneto (25). Se si escludono le imprese che tre anni prima di aprire la procedura non avevano depositato il bilancio, la dinamica dei fallimenti risulta più vivace al crescere Valle d'aosta Basilicata Trentino Alto Molise Calabria Puglia Sardegna Sicilia Liguria Campania Abruzzo Piemonte Lazio Emilia Romagna Umbria Toscana Veneto Marche Friuli Lombardia I fallimenti per regione insolvency ratio e tassi di variazione rispetto all'anno precedente (tra parentesi), 2q q ,3 (46%) 9,9 (+9,4%) 11,7 (14,4%) 13,1 (+110%) 14,0 (+31%) 15,0 (+5,7%) 15,4 (+57,6%) 15,5 (+16,4%) 15,8 (+16,4%) 16,5 (+3,8%) 18,7 (+6,4%) 19,1 (+14,7%) 19,3 (+13,6%) 20,1 (+13,6%) 20,8 (+2,8%) 21,8 (+12,6%) 25,0 (+17,9%) 26,7 (+18,5%) 27,1 (+12,9%) 28,7 (+15,3%) della dimensione aziendale: negli ultimi dodici mesi, i default sono cresciuti del 90,9% tra le società con un attivo superiore a milioni di euro, del 29,3% tra quelle con attivo compreso tra 10 e milioni, del 17,4% tra quelle nella fascia 210 milioni e del 13% tra Fallimenti per dimensione dell'impresa insolvency ratio e tassi di variazione sull'anno precedente (fallimenti aperti nel periodo1/4/201031/3/2011), solo società di capitale* le società minori. In termini di incidenza dei fallimenti, insolvency ratio tasso di variazione sull'anno precedente 127,1 120,6 sono invece le PMI con un attivo compreso tra 2 e 90,9% milioni di euro a far registrare gli insolvency ratio più 69,7 70,9 57,9 elevati (superiori a 120, contro il 71 osservato tra le microimprese con un attivo inferiore a 2 milioni e il 58 25,4% 13,0% 17,4% 29,3% tra le società maggiori). no bilancio minore di 2 mil tra 2 e 10 mil tra 10 e mil maggiore di mil Nota: valori di bilancio di tre anni prima rispetto all'apertura della procedura; escluso le società finanziarie I concordati preventivi Nei primi tre mesi del 2011 sono state presentate 249 domande di concordato preventivo, una riduzione del 12% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. Con questo dato, il numero complessivo di domande presentate nei dodici mesi tra l aprile del 2010 e il marzo del 2011 ammonta a 990, in calo del 5% rispetto Domande di concordato preventivo (52010, dati trimestrali) alle oltre mille domande dei precedenti dodici mesi. Per il quarto trimestre consecutivo, nella manifattura i concordati preventivi evidenziano un calo rispetto allo stesso periodo dell anno precedente (13,4%), q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q1 q2 q3 q4 q Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

6 portando il tasso degli ultimi mesi a un 20,4%. Nei primi tre mesi del 2011 diminuiscono con tassi a due cifre anche i concordati osservati nelle costruzioni (12,8%) e nei servizi e negli altri settori (10,3%), che però fanno registrare un aumento delle procedure nel Concordati preventivi per macrosettore 3,1% 14,4% corso degli ultimi dodici mesi (rispettivamente, +3,1% e +14,4%). 13,4% 12,8% 20,9% 10,3% A livello settoriale, tra aprile del 2010 e marzo del Manifattura, produzione e distribuzione energia Costruzioni Servizi e altri settori 2011, il maggior numero di domande di concordato preventivo è stato presentato da società che operano nel campo della distribuzione (quasi, in crescita del 18,5% rispetto all anno precedente) e da società immobiliari (+15,9%). Nei settori tipici del made in Italy I settori in cui sono stati aperti più concordati preventivi il numero di domande è in netto calo: 38,2% nel sistema moda, 45,7% nell elettromeccanica, 19,7% 2 +18,5% 2q91q2010 nel sistema casa; sono in aumento invece i concordati aperti tra le aziende che operano nella filiera auto (+21,6%). +15,9% 38,2% 45,7% 19,7% 9,6% +21,6% Il calo di concordati preventivi osservati nel primo trimestre a livello nazionale riflette il netto calo di distribuzione immobiliari sistema moda elettromeccanica sistema casa metalli e lavorazione dei metalli mezzi di trasporto domande presentate nel Nord Ovest (31,1% rispetto al primo trimestre 2010), nel Sud e nelle Isole (16,1%) e nel Nord Est (14,5%), mentre nel Centro le procedure risultano in forte aumento (+22,7%). Nel Nord del Paese il fenomeno risulta in calo anche negli ultimi dodici mesi analizzati (16,7% nel Nord Est e 12,1% nel Nord Ovest): si riducono i casi osservati in Lombardia I concordati preventivi per area geografica tassi di crescita sullo stesso periodo dell'anno precedente 22,7% 34,7% (19,9%), che però rimane la regione dove si aprono più 3,8% concordati, in Veneto (28,7%) e in misura minore in Emilia Romagna (4%) e in Piemonte (1,8%). Nel 14,5% 16,7% 12,1% 16,1% Centro, l impennata di concordati osservata tra gennaio e marzo del 2011 ha portato il tasso dei dodici 31,1% Nord Est Nord Ovest Centro Sud e Isole Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

7 mesi in territorio positivo (+3,8%): gli aumenti osservati in Toscana (+15,3%) e nel Lazio (+21,2%) sono compensati dalla riduzione delle Marche (28,4%). Nel Sud e nelle Isole, il calo delle domande dei primi tre mesi del 2011 ha interrotto una tendenza di forte aumento osservata nel corso di tutto il 2010 e ha portato il tasso dei dodici mesi al +34,7%, su cui incide soprattutto il dato della Campania (+37%). L utilizzo del concordato preventivo diminuisce tra le piccole e tra le medie imprese: nel corso dei dodici mesi tra aprile 2010 e marzo 2011, si riduce il numero di casi osservati tra le società che tre anni prima della ,9% I concordati preventivi per regione +15,3% regioni in cui sono stati aperti più concordati 28,7% 4% Lombardia Toscana Veneto Emilia Romagna 28,4% 1,8% 2q91q ,2% +37% Marche Piemonte Lazio Campania domanda non avevano presentato un bilancio (28%), tra quelle con un attivo inferiore a 2 milioni di euro (5%), tra quelle con attivo compreso tra 2 e 10 milioni (5,4%) mentre è sostanzialmente stabile per quelle nella fascia 10 milioni (0,4%). Viceversa, sono in aumento le domande presentate da società di maggiori dimensioni (+7,9% per quelle con un attivo maggiore di milioni di euro) Concordati preventivi per dimensione di impresa 28% 5% in base al totale dell'attivo* 5,4% 0,4% 2q91q2010 no bilancio minore di 2 mil tra 2 e 10 mil tra 10 e mil maggiore di mil Nota: valori di bilancio di tre anni prima rispetto all'apertura della procedura; escluso le società finanziarie +7,9% Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

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