ISTRUZIONI DI MONTAGGIO EVOLUTION
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- Ivo Franchi
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1 ISTRUZIONI DI MONTAGGIO EVOLUTION Guida alla costruzione di Evolution, modello base a cura di Mauro Penasa Versione /06/2006
2 INTRODUZIONE Questo documento ha lo scopo di introdurre alcuni semplici elementi pratici e di conoscenza strutturale della scheda amplificatore stereo My_Evolution, versione base, costruita a partire dal PCB codice MY_E01. Questo circuito stampato si sviluppa su 2 layer, e usa una tecnologia mista, SMD (montaggio superficiale) sul lato saldature e tradizionale sul lato componenti. La parte in SMD è fornita già saldata con tecnologia industriale, lead free compatibile, secondo la recente normativa in vigore. Questa soluzione permette di demandare al eventuale auto-costruttore solo l'onere di assemblare i pochi componenti tradizionali, che necessitano di una perizia in materia di saldature elettroniche molto minore, e minori margini di errore di montaggio. Ciò nonostante si consiglia di intraprendere la strada dell' auto-costruzione esclusivamente se si dispone di un buon bagaglio tecnico in materia. In alternativa, è possibile ottenere una scheda già assemblata in toto e collaudata, optando per fare autonomamente solo la parte di assemblaggio meccanico e cablaggi finali. La struttura meccanica di questa scheda è stata studiata per adattarsi al meglio ad uno specifico tipo di contenitore, il modello Galaxy maggiorato GX288 prodotto di serie dalla ditta HI_FI 2000 ( e distribuito abbastanza regolarmente in Italia. La scelta di conformare il circuito in modo da risultare compatibile con contenitori commerciali, anche se specifici, nasce da considerazioni di vario tipo: Meccanica e strutturale: Questo tipo di contenitore è formato in gran parte da profilati in alluminio anodizzato, capaci di convogliare verso l' esterno buone quantità del calore prodotto da alcune sezioni di potenza. Dato che il circuito non esibisce grandi necessità di dissipazione media (circa 15W massimi di potenza dissipata a riposo, in versione full, e circa 7W per la versione base), ed il regime musicale di funzionamento di un circuito in classe B non richiede smaltimenti termici gravosi, la struttura meccanica del contenitore, da sola, riesce ad assolvere in modo egregio al ruolo di dissipatore termico. Questo significa risparmiare sia in termini di costo che di ingombro, (infatti un amplificatore stereo Evolution montato ha un ingombro pari a ½ rack). Inoltre questo genere di contenitore è molto robusto e si presta agevolmente al fissaggio delle schede elettroniche. Altro punto, la struttura interamente metallica e conduttiva agevola la schermatura EMI del circuito. Economica: Questo genere di contenitori ha un costo non eccessivo, il che aggiunto al risparmio sulle sezioni di dissipazione, ed ad una buona reperibilità, rende la scelta abbastanza conveniente. In più l' Azienda che li produce è molto disponibile ad eventuali customizzazioni di piccole serie, il che porta ad ottenere buone soluzioni senza grandi investimenti di partenza. Estetica: Esiste la possibilità di personalizzare agevolmente la finitura estetica del mobile, grazie alla sua struttura modulare, sia acquistando a parte i frontali in alluminio 10mm che ipotizzando varie forme di sostituzione, per esempio dei gusci di chiusura in lamiera o del modello di piedini di supporto ecc... Ciò nonostante, nulla vieta di usare altre soluzioni, a patto di mantenere lo stesso rendimento termico della sezione di dissipazione esterna e il layout dei cablaggi di ingresso ed uscita. La distribuzione dei componenti e connettori sulla scheda (PCB layout) è stata studiata per normalizzare il più possibile le performances di targa del circuito. In pratica si assiste ad un esempio di cablaggio obbligato di tutte le sezioni critiche. In particolare la distribuzione delle linee di alimentazione di potenza subisce una schermatura che evita di generare forme di distorsione per effetto induttivo tra le varie sezioni, mentre i cablaggi a filo esterni sono ridotti al minimo, e messi in posizioni che rendano minima la possibilità di questo genere di inconvenienti...
3 Distinta componenti tradizionali Evolution versione base NAME VALUE REF DESCRIPTION 1N4002 1N4002 D12 D13 D14 BYW29 BYW D15 1A-100V Diode 1A-100V Diode 1A-100V Diode MKT Philips V p10 43*133 Box Capacitor MKT Philips V p10 43*133 Box Capacitor MKT Philips V p10 43*133 Box Capacitor MKT Philips V p10 43*133 Box Capacitor Radial (6.3mm) EL. Capacitor Alternative: D17 MUR820 D2 D23 D25 D4 D7 D5 C X nF C10 C50 220nF C23 C44 CP-2-5_6-3 22uF 25V C27 CP-3-5_08 100uF 25V C26 Radial (8mm) EL. Capacitor CP-35_snap 10000uF C12 C13 C47 C48 CP-5_10 220uF C21 C22 C30 C46 C51 Faston_cs 470uF 25V Faston_cs C24 C25 C31 C32 PL1 PL2 PL3 PL4 PL5 PL6 PL7 PL8 LM3886 LM3886TF U4 U8 R-0_25W 470 R33 R40 R67 R72 1R R4 R80 R-0_5W 20K.5W R65 R-1W 180 2W R W R81 R-CER-7W W R32 R79 RELAY1 24Vdc 2 N.O. 5A RL1 RL2 50V Snap-in (30 or 35mm) EL. Capacitor 50V Snap-in (30 or 35mm) EL. Capacitor 50V Snap-in (30 or 35mm) EL. Capacitor 50V Snap-in (30 or 35mm) EL. Capacitor Radial (10mm) EL. Capacitor Radial (10mm) EL. Capacitor Radial (10mm) EL. Capacitor Radial (10mm) EL. Capacitor TO ISO 68W Power Amp TO ISO 68W Power Amp Resistor 1/2 W 5% Resistor 2W 5% Resistor 1W 5% Low ESL Cement Wire Resistor 5 W 5% Low ESL Cement Wire Resistor 5 W 5% Fujitsu FTR-F1-24 Fujitsu FTR-F1-24
4 SCHEDA PCB E COMPONENTI ELETTRONICI Fig1 scheda PCB MY_E01, lato componenti Il materiale che serve per completare la scheda amplificatore Evolution base sono elencati nella tabella precedente intitolata Distinta componenti tradizionali Evolution versione base, mentre in figura 1 si vede lo sviluppo della scheda MY_E01, con tutto il piano serigrafico, recante i nomi di riferimento dei singoli componenti e la loro disposizione. La scheda PCB MY_E01 è predisposta per essere assemblata in parte, per dare luogo al modello base ed in tutte le sue parti, per dare luogo ad una struttura denominata full. Su questo punto è bene sgomberare il campo da dubbi riguardo le differenze tra i due setup possibili. Essi infatti non sono necessariamente complementari od in qualche modo in competizione tra loro, cosi come una versione base non da luogo ad un circuito in qualche modo inferiore in qualità rispetto alla versione full. L'esigenza di far convivere sullo stesso PCB le due versioni ha una ragione puramente di economia di scala. In questa fase, il circuito sviluppato e maturato al meglio è quello relativo alla versione base, mentre l'opzione full è ancora in fase di valutazione progettuale. Un vantaggio di fondo sta nel fatto che possedendo questo lavoro in versione base non preclude la possibilità di valutare, in futuro, eventuali upgrade od aggiornamenti, disponendo di una scheda già predisposta.
5 SALDATURA DEI COMPONENTI Premessa: Si ipotizza che chi si appresta ad eseguire queste manovre sia esperto di saldatura a stagno ad uso elettronico, disponga dell'attrezzatura necessaria e mantenuta in ordine ed in pulizia, oltre ad utilizzare le giuste temperature di esercizio ed i giusti materiali di saldatura. In alternativa si consiglia di optare per soluzioni già saldate o rivolgersi ad amici più esperti, per questa operazione. Fig2 Fase1 completata FASE1: saldatura componenti a basso profilo Come prima operazione conviene saldare tutti i componenti a basso profilo, che sporgono quindi meno dalla base del PCB. In questo modo si evita di dover affrontare problemi di inserimento o posizionamento in presenza di ostacoli ingombranti, rappresentati dagli stessi componenti più grandi. Lista di riferimento alla mano, quindi, saldare tutte le resistenze più piccole (¼ W), i diodi D12-D13-D14, le resistenze un' po' più grandi, come R41,R81 e R65, poi tutti i connettori faston maschi da C.S. Per saldare correttamente questi connettori conviene infilarli fino in fondo nelle loro sedi, mantenerli in posizione tenendo premuto con una pinzetta e saldare una delle piazzole dal lato componenti, in modo di fissare nella corretta posizione il connettore e poter completare la saldatura lato rame, evitando che si possa sfilare. Ad ogni buon conto, è buona regola saldare tutti i componenti di potenza, come i faston, i diodi TO220 e le resistenze R32 e R79, sia sulla piazzola lato componenti che lato saldatura, in modo di dare una ottima resistenza meccanica e termica alla saldatura. Infatti, i connettori faston subiscono delle forti sollecitazioni meccaniche durante il cablaggio, mentre i diodi e le resistenze di potenza traggono giovamento da una maggiore superficie di dissipazione termica nei punti di saldatura... I connettori CN1 e CN2, ingresso segnale audio, possono anche essere omessi, nel caso si ritenga di fare un cablaggio direttamente saldato del cavetto schermato tra quella posizione ed i connettori RCA da pannello. In quel caso si salderanno, inseguito i reofori del cavetto direttamente alle piazzole.
6 FASE1-1: ponticello di filo al posto di LED1 e LED2. Quei due componenti non sono utilizzati, ed al loro posto si deve inserire un ponticello di chiusura del circuito: Fig3 particolare ponticello led FASE2: Saldatura dei diodi di potenza, rele e R32-R79. Fig4 Particolare montaggio diodi e resistenze di potenza Montare tutti i diodi TO220 previsti nella lista (come da foto), usando la tecnica usata per i faston, ovvero saldare una piazzola lato componenti mentre si tiene in posizione allineata il componente, poi completare la saldatura lato rame, infine saldare anche la piazzola lato componenti (quella non saldata in precedenza). In seguito, saldare le resistenze di potenza. Benchè la loro energia media di dissipazione, durante il normale uso audio, non sia elevata, per cui volendo è possibile montarle in appoggio alla basetta, consiglio di tenerle leggermente distanziate dalla scheda, diciamo circa 2-4mm, in modo che possano espellere meglio il calore in caso di uso gravoso. Per farlo si può o sagomare con una pinzetta il reoforo, in modo di creare un' asola di appoggio sopra il foro della piazzola, oppure usare un piccolo spessore durante la saldatura. Si inserisce il componente in battuta con lo spessore (Fig4), si piegano lateralmente (circa 30 ) i reofori lato saldatura, in modo di creare un ritegno del componente, poi si esegue la saldatura. A quel punto si toglie il distanziatore da sotto la resistenza e si salda il reoforo sulle piazzole lato componenti. In seguito saldare i rele RL1 e RL2.
7 FASE3: Fissaggio dissipatori laterali ed LM3886 Prima di completare il montaggio con i componenti più ingombranti (condensatori elettrolitici), conviene fissare LM3886 al dissipatore, mettere in posizione il tutto e saldare i reofori di LM3886. Questa procedura è leggermente più complessa delle precedenti, perché serve un minimo di perizia nel posizionamento e centratura del dissipatore rispetto alla scheda madre. Fig5 preparazione LM3886 e filettatura di fissaggio Come prima operazione, conviene avvitare una vite 3MA*10mm ad una distanza di 16mm dal lato interno del dissipatore (Fig5). E' utile farlo prima di mettere in posizione il chip perchè la cava apposita è predisposta per la filettatura 3MA ma oppone una certa resistenza alla filettatura, per cui consiglio di lubrificare leggermente il filetto ed usare una vite magari con testa a brugola, in modo di esercitare una maggiore forza torcente. In alternativa basta usare una semplice filiera maschio 3MA per prefilettare adeguatamente la cava. Pulire adeguatamente, con alcool ed uno straccio, le superfici del dissipatore e del chips, e curare che non siano rimasti residui di filettatura nella cava. Spalmare a questo punto un leggero strato di grasso termico su tutta la superficie posteriore del chips (Fig5), in modo uniforme e quantità non eccessiva. Fissare il chip, usando la vite 3MA*10mm, possibilmente con testa a brugola o a profilo esagonale, per agevolare eventuali operazioni successive di manutenzione, od in alternativa le ordinarie viti testa croce. Interporre tra la testa della vite e il chip una rondella di acciaio od ottone, con diametro esterno di circa 6-7mm (Fig6). Se si desidera ottimizzare ulteriormente il fissaggio, utilizzare un' ulteriore rondella elastica autobloccante in acciaio, interposta tra la vite e la rondella ordinaria. Fig6 LM3886 fissato al dissipatore PS: Il dissipatore ha le cave laterali asimmetriche. Il chip si fissa alla cava distante 17mm dal fondo
8 Per aumentare la capacità di dispersione termica ed agevolare il posizionamento verticale di LM3886 si deve montare il dissipatore ad una distanza di circa 1-1,5mm dalla scheda PCB. Per ottenere questo risultato è sufficiente interporre tra i due elementi una rondella con diametro esterno di circa 8mm, in prossimità dei fori di fissaggio. Per agevolare la cosa conviene fissarle con un po' di colla (Fig7). Fig7 posizionamento rondelle distanziali Infilare i reofori di LM3886 nella piazzole del PCB, ed appoggiando il dissipatore alle rondelle fissare il tutto con 2 viti 3MA*8mm dal lato saldature. In questa fase si deve curare che il dissipatore sia allineato sia sul lato posteriore al chip che sul lato opposto, perchè esso dovrà poi avere un contatto diretto con le fiancate laterali ed il pannello posteriore del mobile in alluminio. Una soluzione semplice per ottenere un buon allineamento è di appoggiare l' angolo della scheda su un profilo angolare in legno o metallo, verificare l'allineamento tra il bordo della scheda ed il dissipatore, poi avvitare le 2 viti di fissaggio (Fig8). Fig8 verifica allineamento PCB-dissipatore (laterale) In casi estremi potrebbe essere necessario riallineare LM3886, quindi allentare leggermente la vite di fissaggio, allineare il dissipatore e tornare a fissare LM3886. Tutte queste operazioni si devono fare PRIMA di saldare LM3886, per evidenti ragioni. Bloccato in posizione il dissipatore, si può saldare LM3886 e tutti i componenti rimasti in lista, curando la polarità degli elettrolitici.
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