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1 QUALE SISTEMA SOCIO SANITARIO PER IL TERRITORIO VENETO E PER LA NOSTRA GENTE Maria Cristina Ghiotto 4 aprile 2016 IL PERCORSO DELLA REGIONE VENETO Conoscere/mappare i BISOGNI DELLA POPOLAZIONE Definire la PROGRAMMAZIONE REGIONALE Attuare la FILIERA DELLA SALUTE, non solo per garantire la continuità dell assistenza e una presa in carico globale della persona, ma più in generale interpretando l investimento sulla salute come diritto del singolo dovere della collettività creazione di un valore per il territorio locale (dal Piano Socio Sanitario regionale del Veneto)

2 Definizione della programmazione regionale in modo PARTECIPATO Strategia: Raggiungere il bisogno ovunque si manifesti Valorizzazione del rapporto di fiducia medico-paziente Promozione del Lavoro in team con obiettivi comuni nell interesse della persona Valorizzazione delle migliori pratiche sviluppate localmente Adozione dell approccio per Percorsi assistenziali condivisi Dotazione di un Centro di Coordinamento del Sistema Garanzia di punti di riferimento per un territorio, fondati sulla conoscenza puntuale dei bisogni e delle specificità territoriali Garanzia di integrazione informativa centrata sul paziente Partecipazione alla Governance Modello che promuove la responsabilizzazione collettivaverso l assistenza alla persona attraverso il lavoro in team, realizzabile tramite l approccio per percorsi 3 I PILASTRI DEL SISTEMA TERRITORIO responsabile e competente fondato su una organizzazione solida in grado di garantire risposte h24 e 7gg/7, strutturata come filiera dell assistenza ovvero come sistema graduale che tuteli ciascuna fase del percorso di presa in carico. OSPEDALE funzionale organizzato per intensità di cura e complessità dell assistenza, all interno di un modello Hub&Spoke, fondato su reti cliniche integrate, funzionali e non gerarchiche. RETE DI EMERGENZA E URGENZA sicura elemento che regge il Sistema, garante dell interconnessione tra strutture e della loro attivazione a seconda della gravità del bisogno.

3 OBIETTIVI DI SALUTE PRIORITARI PREVENZIONE ED EDUCAZIONE A STILI DI VITA SANI GARANZIA DI ALTA ACCESSIBILITÀ PER I PROBLEMI ACUTI PRESA IN CARICO DEI MALATI CRONICI E DELLE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI EQUITÀ ED UNIFORMITÀ DEI SERVIZI NEL TERRITORIO SOSTENIBILITÀ ECONOMICA PER TUTTI GLI ASSISTITI 5 Come si distribuisce la nostra popolazione. CHE COSA è necessario (quali bisogni) per arrivare al CHI. Palliazione Coordinamento cure Case management 1 % 3 % Coordinamento cure desease/case management PDTA desease management 17 % 19 % Diagnostica differenziale Promozione salute screening 41 % 19 % 6

4 LA MEDICINA DI GRUPPO INTEGRATA TEAM MULTIPROFESSIONALE (primary care)» eroga un assistenza globale, cioè dalla prevenzione alla palliazione, continua, equa e centrata sulla persona;» assume responsabilità verso la salute della Comunità, affrontando i determinanti di malattia e collaborando con gli attori locali. è un investimento per la Comunità Integrare le risorse della Comunità per valorizzarle (COMMUNITY CARE) Maggiore ACCESSIBILITÀ ai servizi MEDICINA DI INIZIATIVA PARTECIPAZIONE alla GOVERNANCE 7 Strumento di Governance CONTRATTO DI ESERCIZIO TIPO definito a livello regionale con DGR n.751/2015 Definisce: OBIETTIVI INDICATORI RISORSE è lo Strumento di programmazione del lavoro del Team,» in piena integrazione con i servizi del Distretto» in stretta relazione con la Comunità locale I tre elementi costitutivi:

5 IMPEGNO PROFESSIONALE FATTORI ORGANIZZATIVI E DI PRODUZIONE» Attività di prevenzione» Assistenza malati cronici (attuazione Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali)» Formazione e audit» Tenuta della scheda sanitaria individuale informatizzata» Sede di riferimento accessibile h12» Presenza di personale infermieristico (per supporto all'educazione dei pazienti e autocura, monitoraggio dei pazienti cronici, medicazioni, ecc.) e collaboratori di studio (per gestione prenotazioni e agende, supporto organizzazione dello studio) PARTECIPAZIONE ALLA GOVERNANCE» Investire sull Assistenza primaria rappresenta una convenienza per gli assistiti e per la Comunità, contribuendo al buon governo del Sistema (rispetto degli obiettivi assegnati ai direttori generali) Il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale è uno strumento con valenza organizzativa, che definisce CHE COSAè necessario fare e il CHI FA CHE COSA e quindi la collaborazione tra le diverse figure Collab.Studio Infermiere MMG Specialisti Ambulatoriali interni e Ospedalieri

6 INVESTIMENTO SUL TERRITORIO RISPARMI CONSEGUITI Trattasi di autorizzazione di finanziamenti per INVESTIMENTI Rientra nei meccanismi assimilabili alla CRITE Al fine di PROMUOVERE LO SVILUPPO DELLE CURE PRIMARIE ATTRAVERSO LADIFFUSIONEDELMODELLODIMGI è stato costituito un apposito TAVOLO PARITETICO DI AUTORIZZAZIONE DEI PROGETTI (come da DGR n. 751/2015)

7 Monitoraggio Tavolo "CRITE-MGI" DGR n.751/ DDR n. 213/2015 DATI AL N MMG in MGI autorizzate N Assistiti in MGI autorizzate(dichiarati) AULSS 1 AULSS AULSS AULSS 4 AULSS 5 AULSS AULSS AULSS AULSS 9 AULSS AULSS AULSS AULSS AULSS AULSS AULSS AULSS AULSS AULSS AULSS AULSS 22 TOTALI Fonte dati: Monitoraggio tavolo CRITE MGI al MONITORAGGIO EVOLUZIONE DELLE CURE PRIMARIE NELLA REGIONE VENETO Forme Associative n. MMG % MMG n. Assistiti % copertura Assistiti Medico Singolo % % Associazione semplice % % 15% 10% 30% Rete dei medici* % % Medicina di gruppo % % Medicina di Gruppo Integrata e UTAP * Comprensivo delle forme miste Fonte: dati estrazione AUR al % % UTAP / MGI Rete Singolo 32% 13% % MMG MdG Associazione

8 L'EVOLUZIONE DELLE FORME ASSOCIATIVE NEL VENETO - COPERTURA ASSISTITI 16% 3% 58% 23% 9% 12% 13% 31% 35% 34% 13% 31% 30% 34% 11% 11% 13% 11% 12% MGI / UTAP GRUPPO RETE* ASSOCIAZIONE SINGOLI tot ASS tot ASS tot ASS tot ASS Fonte dati: Elaborazione Settore Assistenza Distrettuale Cure Primarie su dati AUR al 01/02/2016 * nella Rete sono comprese le forme Miste 15 MONITORAGGIO EVOLUZIONE DELLE CURE PRIMARIE 0% 50% 100% ULSS 1 ULSS 2 ULSS 3 ULSS 4 ULSS 5 ULSS 6 ULSS 7 ULSS 8 ULSS 9 ULSS 10 ULSS 12 ULSS 13 ULSS 14 ULSS 15 ULSS 16 ULSS 17 ULSS 18 ULSS 19 ULSS 20 ULSS 21 ULSS 22 Totali 5% 13% 20% 16% 24% 21% 21% 20% 16% 10% 36% 39% 34% 35% 41% 31% 41% 37% 0% 21% 8% 42% 48% 38% 32% 15% 56% 15% 24% 4% 9% 28% 4% 4% 13% 10% 5% 2% 63% 24% 6% 21% 37% 16% % MMG IN Gruppo % MMG in MGI o UTAP Fonte: dati estrazione AUR al %

9 RIPARTIZIONE DEGLI ASSISTITI PER FORMA ASSOCIATIVA NELLE PROVINCE DEL VENETO 19% 9% 68% 4% 25% 31% 25% 7% 39% 26% 5% 14% 14% 14% 15% 11% 19% 22% 14% 45% 34% 46% 24% 46% 25% 30% 22% 30% 10% 12% 11% 9% 7% 11% 12% 13% 12% Belluno Vicenza Treviso Venezia Padova Rovigo Verona TOTALE 5% 13% MGI / UTAP GRUPPO RETE* ASSOCIAZIONE SINGOLI Fonte dati: Elaborazione Settore Assistenza Distrettuale Cure Primarie su dati AUR al 01/02/2016 * nella Rete sono comprese le forme Miste 17 E inoltre È stato istituito un Tavolo paritetico per l integrazione della Continuità Assistenziale nella riorganizzazione delle cure primarie con lo scopo di creare dei punti h12 e h16 o h24 per assicurare risposte agli assistiti. È in fase di istituzione un tavolo per l integrazione anche degli Specialisti Ambulatoriali Interni, sviluppando un rapporto di consulenza con il medico di famiglia, impiegando il metodo della condivisione dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali e dei relativi indicatori, nonché diffondendo il teleconsulto specialistico, la telerefertazione.

10 QUALI MODELLI ORGANIZZATIVI SONO PIÙ ADATTI ad ogni REALTÀ? Una sede di riferimento (h12 h24) Mantenimento capillarità studi periferici Potenziamento capillarità presenza infermieristica Presenza di punti con medici di CA attivi h12, h16, h24 19 Il TARGET della CENTRALE DELLA CONTINUITÀ Palliazione Coordinamento cure Case management 1 % 3 % Coordinamento cure desease/case management 17 % PDTA desease management 19 % Diagnostica differenziale 41 % Promozione salute / screening 19 % 20

11 CENTRALE OPERATIVA TERRITORIALE = CENTRALE DELLA CONTINUITÀ Luogo della presa in carico della complessità» Raccoglie, decodifica e classifica il problema/bisogno espresso e favorisce l emersione di quello inespresso;» Attiva le risorse più appropriate, di programmazione e attuazione dei processi integrati, presenti nella rete assistenziale;» Coordina e monitora le transizioni da un luogo di cura all altro o da un livello clinico/assistenziale all altro, tutelando la presa in carico. 21 COT: LA CENTRALE DELLA CONTINUITÀ uno strumento organizzativo di integrazione luogo della presa in carico della complessità (che richiede di essere identificata) PERSONA PORTATRICE DI BISOGNO si occupa di pazienti che transitano per ambiti diversi Rende operativi i PERCORSI ASSISTENZIALI, MONITORANDONE l ATTUAZIONE TRACCIABILITÀ DEGLI INTERVENTI PER DARE TRASPARENZA

12 SOGGETTI CHE POSSONO ATTIVARE LA COT PERSONALE DELLE STRUTTURE DI RICOVERO INTERMEDIE, DELLE STRUTTURE RESIDENZIALI E SEMI-RESIDENZIALI PERSONALE DISTRETTUALE E OSPEDALIERO MMG PLS -MCA FAMILIARI DI PAZIENTI PROTETTI E CRITICI STRUTTURE EXTRA ULSS (ALTRE ULSS) PERSONALE DEI COMUNI(SERVIZI SOCIALI) LE COT SONO ATTUALMENTE ATTIVE SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE Punto strategico aver intrapreso un PERCORSO DI ACCOMPAGNAMENTO 24

13 COSA offre informazioni agli attori del Sistema attiva prestazioni singole: Attivazione di posti letto Gestione e attivazione dei trasporti attiva piani assistenziali integrati attiva percorsi di ammissione e dimissione protetta monitora la presa in carico 25 DAL DIRE (progettare) AL FARE (attivare): CHE COSA STA EMERGENDO? La COT diventa: Strumento di incentivazione di uniformità operativa (nell attivazione della presa in carico) Occasione di reingegnerizzazione del Sistema Promotore di conoscenza e consapevolezza del sé, dei servizi e risorse disponibili Facilitatore di dialogo all interno dell Azienda ULSS e del territorio regionale

14 È una questione di SOSTENIBILITÀ SOSTENIBILITÀ ECONOMICA che si realizza attraverso un utilizzo appropriato delle risorse e che assume una valenza etica quale capacità di garantire, a fronte di risorse finite, la tutela della salute a chi ne ha effettivamente bisogno; SOSTENIBILITÀ PROFESSIONALE che si realizza attraverso politiche ed interventi di condivisione degli obiettivi, di comunicazione e di formazione degli operatori del SSSR a tutti i livelli, al fine di acquisire le competenze e gli strumenti per organizzare, gestire ed attuare l innovazione e il cambiamento. SOSTENIBILITÀ SOCIALE che si realizza attraverso un processo di coinvolgimento attivo dei cittadini e della comunità, per condividere le politiche di cambiamento, di partecipazione e di responsabilizzazione; 27 È sempre vero che abbiamo bisogno di PIÙRISORSE o abbiamo bisogno di PROCESSI DIVERSI CHE UTILIZZANO MEGLIO LE RISORSE DISPONIBILI?

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