Il Progetto ARCHEOMAR
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- Baldassare Bondi
- 8 anni fa
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1 Il Progetto ARCHEOMAR Il progetto e il patrimonio Oltre 1300 schede raccolte, 513 siti inseriti nel Sistema Informativo, 210 siti rilevati e documentati al 30 settembre, 240 giornate di ricerca in mare già svolte con mezzi dotati delle attrezzature più moderne e sofisticate, 70 giornate di ricerca ancora da effettuare, 18 mesi di lavoro, dall aprile 2004 al settembre 2005: sono i grandi numeri del progetto ARCHEOMAR. Le risorse utilizzate sono state assegnate dalla legge n. 264/2002, che all art. 13 prevede un finanziamento in due anni di complessivi ,00 a favore del Ministero per i beni e le attività culturali per realizzare il Censimento dei beni archeologici sommersi nei fondali marini delle coste delle regioni Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. La disponibilità di risorse di rilevanza apprezzabile, in un settore dimenticato da oltre un decennio dai finanziamenti straordinari ha permesso al Ministero per i beni e le attività culturali Direzione Generale per i beni archeologici, di svolgere la ricerca più completa ed interessante mai realizzata in ambito subacqueo, con l obiettivo di approntare un efficiente sistema di gestione di tutto il patrimonio informativo concernente i beni sommersi delle regioni meridionali. La tutela dei beni archeologici sommersi non può avere luogo senza conoscere i siti da tutelare: con la realizzazione del progetto ARCHEOMAR ci si propone di costituire il più importante strumento di conoscenza e pertanto anche il più efficace strumento di tutela e prevenzione. La strettissima connessione tra conoscenza e tutela, caposaldo della conservazione per il patrimonio culturale terrestre, diventa, se possibile, ancora più indispensabile per un settore tanto particolare, per delicatezza e vulnerabilità intrinseca, come quello sommerso, suscettibile di danneggiamento o di perdita, a volte anche casuale, ma molto più spesso volontaria, da parte del cosiddetto fattore antropico. Un patrimonio dall indiscutibile fascino, di grande appeal anche presso un pubblico vasto per il potere evocativo di suggestioni ed emozioni che richiamano storia antica ed eventi leggendari come pure accadimenti più recenti ma comunque già storicizzati; un patrimonio di cui si ignora l esistenza e la natura, sedimentato nel corso dei secoli e dei millenni a seguito di eventi sempre disastrosi e collocato nelle aree più disparate senza una logica che non sia quella riconducibile, ma non sempre e comunque in modo impreciso, alle rotte commerciali o agli eventi di guerra; un patrimonio attraverso il quale è però possibile ricostruire parti rilevantissime di storia della civiltà: rotte marine, merci trasportate, tecnologia degli antichi e architettura navale. La conoscenza di un patrimonio siffatto ripropone i caratteri di casualità propri della sua formazione, con conseguenze spesso assai gravi per la tutela e la conservazione. La mancanza di una programmazione seria mirata alla produzione di cartografia ha impedito finora la costruzione sia di carte del rischio subacquee sia di carte topografiche di relitti e aree archeologiche sommerse. In particolare, la costruzione di quest ultima cartografia deve essere intesa come una topografia ottenuta con l utilizzo di dati certi forniti dal GPS (Global Position System). 1
2 Il progetto presenta molteplici punti di forza, sul piano metodologico e sul piano dei contenuti, che ne stanno garantendo il successo. Anzitutto la forte progettualità dell Amministrazione che, dandosi una struttura organizzativa complessa: Comitato scientifico - Commissione tecnica - Gruppo di progettazione (fattibilità / progetto di massima / capitolato tecnico) Responsabile Unico del Procedimento, è riuscita a predisporre in tempi rapidi il capitolato tecnico e a bandire una gara a procedura aperta, con una tempistica cadenzata: sono stati rispettati i tempi tecnici previsti dalla legge e in soli cinque mesi, incluso il mese di agosto del 2004, è stato pubblicato il bando e si è proceduto all aggiudicazione dell appalto. La procedura concorsuale di tipo europeo ha permesso di selezionare dal mercato le competenze più specialistiche ed avanzate e le tecnologie più evolute disponibili. Così nel RTI aggiudicatario sono presenti esperti a livello mondiale di ricerche subacquee, oltre a otto importanti società specializzate nei settori della ricerca oceanografica, della ricerca e della prospezione archeologica marina su alti e bassi fondali, della tecnologia subacquea iperbarica, della geofisica marina. L istituzione di una direzione tecnico-scientifica e di una commissione di monitoraggio e controllo permette il continuo e puntuale controllo delle attività, a garanzia della qualità e della rispondenza al progetto e a supporto della commissione di collaudo che, a dicembre 2004, ha validato i risultati della prima fase e il 73% della seconda fase. Ancora sul piano del metodo si sottolinea il coinvolgimento attivo delle strutture periferiche del Ministero, in precedenza solo spettatrici di altri progetti dello stesso settore. Accanto alle dieci unità dell Amministrazione centrale, operative sin dall inizio, stanno partecipando all avanzamento del progetto dodici esperti delle Soprintendenze. Infine, ma non meno importante, il coinvolgimento delle Capitanerie di Porto e dei numerosissimi diving che hanno fornito volontariamente informazioni rivelatesi utilissime nella ricerca. Ancora sul piano metodologico il progetto si caratterizza per gli aspetti di integrazione di conoscenze, ricerca originale, operatività, scalabilità, esportabilità. Una interessante innovazione gestionale è rappresentata dal SAVS, un sofisticato sistema informatico che controlla costantemente l avanzamento del progetto alimentato on line dai dati prodotti come outputs delle varie fasi, e governato dal Gruppo di monitoraggio. E implementato con un rigido sistema di controllo di qualità e dei livelli di servizio, che garantisce all Amministrazione di ottenere risultati con il massimo di efficienza ed efficacia. Le fasi Sul piano dei contenuti le componenti essenziali, che definiscono le quattro diverse fasi previste, sono: 1. Raccolta dati informativi pregressi e loro valorizzazione costituzione del GIS (Sistema Informativo Geografico) 2. Rilevazione e prospezioni dirette in mare 3. Interpretazione e restituzione dati, distribuzione del sistema alle Forze dell Ordine (Nuclei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Guardia di 2
3 Finanza-Unità Navali, Capitanerie di Porto), formazione, pubblicazioni scientifiche; 4. Diffusione dell informazione, sensibilizzazione, pubblicazioni, comunicazione e divulgazione. Nella Fase 1 sono stati anzitutto raccolti e sistematizzati i dati informativi provenienti da quattro precedenti progetti, finanziati con leggi straordinarie negli anni , per complessivi 39 miliardi di lire, ma con risultati non particolarmente utili per la conoscenza del patrimonio e per la sua tutela. Le criticità maggiori sono dovute all episodicità delle ricerche, alla loro casualità, alla mancanza di coordinamento tra di esse. Il recupero dei dati da parte di ARCHEOMAR è quindi anche una opera meritoria di valorizzazione di investimenti precedenti, altrimenti praticamente fallimentari. Ma i dati dei progetti precedenti non sono i soli a confluire in ARCHEOMAR. Sono stati infatti raccolti anche tutti quei dati nuovi sul patrimonio sommerso esistenti nelle più diverse sedi. Per dato nuovo s intende un dato non ancora espressamente ricercato e utilizzato come dato archeologico subacqueo, ovvero anche quei dati in possesso delle singole Soprintendenze coinvolte ma non ancora informatizzati nei precedenti progetti e soprattutto non ancora posizionati con sistema GPS (Global Position System), nonché i dati in possesso di altri enti o altre amministrazioni (archivi grafici e fotografici). I dati così ottenuti sono stati riversati in una scheda di sito archeologico subacqueo. Una preziosa fonte di informazione sono stati tutti quegli operatori e appassionati subacquei che, volontariamente, hanno fornito all amministrazione le informazioni in loro possesso, dei più diversi gradi di precisione ed affidabilità. La raccolta delle oltre mille segnalazioni La Fase 2 è quella di ricerca diretta in acqua. E stata una precisa scelta progettuale e scientifica l esclusione di ricerche generalizzate al buio, in quanto le anomalie eventualmente riscontrabili vanno a comporre un quadro complessivo che non può essere verificato nell ambito del progetto. La scelta dei siti da indagare rispetto alle schede rilevate è stata operata secondo priorità tecnico-scientifiche che hanno privilegiato anzitutto i relitti, le strutture e gli aggregati di oggetti La metodologia impiegata è essenzialmente di tipo sperimentale: fissare il punto topografico delle aree archeologiche sommerse e riportarle su apposita mappa al fine di rendere possibile la tutela dei siti stessi. Pertanto, una volta acquisite le necessarie informazioni preliminari la metodologia consiste nell effettuare una prospezione strumentale dall imbarcazione. Nelle operazioni in mare, parte largamente prevalente del progetto, è stata impiegata la più imponente flotta e le più sofisticate strumentazioni mai utilizzate nel Mediterraneo per ricerche archeologiche: 3 navi oceanografiche attrezzate con laboratori in grado di effettuare le più complesse analisi di geologia marina: 10 apparati side scan sonar, 3 sub bottomprofiler, 5 magnetometri, sonde multiparametriche, strumenti di rilievo topografico all infrarosso e laser, sistemi topografici satellitari DGPS; 3 unità minori per rilievi in acque poco profonde; 3 veicoli da immersione per ricerche filoguidate (ROV) 3
4 1 sottomarino REMORA 2000, unico sottomarino nel Mediterraneo configurabile per missioni archeologiche fino 610 metri di profondità, che appartiene all ultima generazione della famiglia progettata e costruita dalla Comex, in grado di condurre in immersione due persone, garantendo condizioni di comfort e sicurezza paragonabili ad una cabina climatizzata a pressione atmosferica, con una ineguagliabile visione panoramica. A seconda delle circostanze, a partire dal nord delle due coste, tirrena e adriatica, con la scorta di accuratissimi piani di sicurezza, i mezzi navali hanno operato secondo il seguente schema: - posizionamento a mezzo GPS (Global Positioning System) del sito e/o dell area di massimo ingombro (dati utili alla Soprintendenza competente per la richiesta di formale ordinanza alla locale Capitaneria di Porto); - rilevamento dell area a mezzo side scan sonar (sonar a scansione laterale) con o senza connessione con sub-bottom profiler (profilatore del substrato), preceduto o meno da rilevamento con magnetometro per rilevare la presenza di masse di metalli (ferro, rame, bronzo etc.); - documentazione fotografica e/o cinematografica di tipo professionale; - trattamento dei dati su supporto cartaceo e informatizzato. La terza fase prevede la sistematizzazione dei dati raccolti in mare e di quelli documentari (data entry) in un sistema informativo nonché attività di formazione e di aggiornamento per il personale proprio e per il personale degli organi di tutela e vigilanza. Si realizzerà quindi un sistema di gestione distribuito dalla struttura centrale alle sei Soprintendenze e alle Forze dell ordine con la conseguente produzione di cartografia, produzione di chartplotter con GPS satellitare differenziale, produzione di CD relativi a spazi marini omogenei per la diffusione attraverso le singole Soprintendenze, produzione di filmati e altro materiale per la comunicazione e la sensibilizzazione. La quarta fase prevede le pubblicazioni scientifiche, la diffusione dell informazione mediante seminari regionali, la divulgazione e la sensibilizzazione. E un complesso di attività finalizzato a avvicinare ad un pubblico vasto le tematiche dell archeologia subacquea, attraverso la presentazione, secondo appositi modelli divulgativi, dei risultati del progetto. L obiettivo finale è quello di una crescita della consapevolezza diffusa dell importanza della tutela e della conservazione del patrimonio culturale, specie se sommerso. Con tale ultimo insieme di azioni il progetto ARCHEOMAR si conclude e si connota come esemplificativo di un approccio integrato al tema, con la valorizzazione di tutte le diverse fasi della filiera conoscitiva. Prospettive Allo stato dei fatti il progetto è finalizzato, come da legge, al censimento e alla documentazione. Come per tutto il patrimonio culturale tuttavia l obiettivo della fruizione turistica è strettamente connesso alla conoscenza e alla conservazione dei beni e pertanto, qualora si rinvenissero particolari situazioni, ambientalmente favorevoli, si potrebbero aprire interessanti scenari di valorizzazione turistica. Certamente l amplissimo interesse che il progetto sta suscitando, al di là della cerchia degli addetti ai lavori, dimostra come si sia in presenza di un mercato 4
5 maturo per un tipo di attività subacquea motivata anche sul piano culturale, oltre che su quello, ovvio, del patrimonio ambientale. E evidente l interesse per l estensione del progetto alle restanti coste dell Italia. La metodologia messa a punto, che si sta rivelando veramente efficace, potrebbe essere agevolmente trasferita in altri contesti territoriali. Il completamento della mappatura è evidentemente un obiettivo che ci si pone, sia a livello di amministrazione centrale che nelle sedi regionali e locali, che pure stanno mostrando grande attenzione alla realizzazione del progetto. Il progetto si è concluso nel Nel 2007 si sono svolti ulteriori interventi di ricerca e documentazione nelle acque meridionali, che sono anch essi in fase di completamento. Antonia Pasqua Recchia (Responsabile Unico del Procedimento) 5
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