INDAGINE CONGIUNTURALE SEMESTRALE
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- Maddalena Nicoletti
- 8 anni fa
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1 INDAGINE CONGIUNTURALE SEMESTRALE Situazione Primo Semestre 2015 Previsioni Secondo Semestre 2015 Rimini, settembre 2015 UNINDUSTRIA RIMINI Ufficio Economico 1
2 PREMESSA L Indagine Congiunturale sulla situazione economica della provincia di Rimini effettuata dall Ufficio Economico di Unindustria Rimini relativa ai dati consuntivi del primo semestre 2015 e alle previsioni per il secondo semestre 2015 è riferita ad un campione di aziende del comparto manifatturiero e dei servizi, e non comprende il settore delle costruzioni. Inoltre i dati elaborati sono stati raccolti prima che a livello macroeconomico uscissero i dati sulla crescita mondiale (più lenta del passato e delle attese), sulle perplessità di crescita dei paesi emergenti (in particolare con l aggravamento della recessione in Brasile) e si manifestasse la violenta correzione di borsa in Cina. SITUAZIONE PRIMO SEMESTRE 2015 L indagine Congiunturale sulla situazione economica della provincia di Rimini effettuata dall Ufficio Economico di Unindustria Rimini relativa ai dati consuntivi del primo semestre 2015, mostra dati sostanzialmente positivi nei pricipali indicatori. La rilevazione ha fatto emergere come il fatturato totale, rilevato a prezzi correnti, nel primo semestre 2015 sia aumentato (+5,10%) rispetto al primo semestre Aumento determinato in maniera piuttosto omogenea con riferimento al fatturato interno (+5%) e a quello estero (+5,20%). UNINDUSTRIA RIMINI Ufficio Economico 2
3 Con riferimento alla classe dimensionale delle imprese, la performance migliore nel fatturato totale la registrano le piccole imprese (+8,40%), che sono però anche quelle che hanno visto un calo nel fatturato estero (-3,4%). Nelle medie imprese il fatturato totale è aumentato del 6,40% e, in questo caso, è stato il fatturato estero ad essere trainante (+12,60%). Le grandi imprese hanno registrato un aumento del fatturato totale del 3,20%, di quello interno del 5,70% e di quello estero dello 0,60%. Il grado di internazionalizzazione delle imprese, inteso come percentuale di fatturato estero sul totale, si attesta in media al 51% con una percentuale del 61,30% nelle grandi aziende, del 42,70% nelle aziende comprese fra 50 e 249 addetti e del 35,40% nelle aziende con meno di 50 dipendenti. Gli andamenti riferiti alla produzione segnano nel complesso un frazionale aumento della stessa nel primo semestre 2015 rispetto allo stesso semestre dell anno precedente (+0,30%), incremento determinato dalle piccole imprese (+3,30%) e dalle grandi (+1,10%), mentre quelle con un numero di dipendenti compreso fra 50 e 249 hanno registrato un calo (-1,1%). L occupazione nel primo semestre 2015 è aumentata (+1%) grazie alle medie imprese (+5%), visto che le grandi (-1,50%) e le piccole (-0,10%) hanno denotato un calo. Il dato apparentemente contraddittorio delle medie imprese (produzione in calo e occupazione in aumento) si spiega con la volontà di programmare prossimi aumenti di capacità produttiva: il dato degli ordini infatti nelle medie imprese ha fatto registrare una percentuale di aziende del 52,40% che li ha visti in aumento e addirittura una percentuale di aziende del 64,70% negli ordini esteri. * * * UNINDUSTRIA RIMINI Ufficio Economico 3
4 Per quel che riguarda gli ordini totali, il 42,10% delle imprese li ha visti in aumento, il 23,70% in diminuzione e il 34,20% stazionari. Gli ordini esteri sono stati in aumento per il 44,20% delle aziende, per il 40,40% sono stati stazionari e una percentuale del 15,40% li ha visti in diminuzione. Il dato relativo alle Giacenze mostra un aumento per l 11,10% del campione, stabilità per il 73% e diminuzione nel 15,90% dei casi. Il costo delle materie prime è aumentato per il 40% delle imprese, il 57,10% considera il dato stazionario e solo il 2,90% delle aziende l'ha visto in diminuzione (fra cui nessuna grande impresa). UNINDUSTRIA RIMINI Ufficio Economico 4
5 Per quel che riguarda la difficoltà nel reperimento del personale solo il 2,70% delle aziende la considera molto elevata, l 11% elevata, mentre il 34,20% del campione non riscontra alcuna difficoltà, il 20,50% bassa e il 31,50% media difficoltà. Analizzando i principali settori merceologici si può vedere che il metalmeccanico e l agroalimentare sono quelli che hanno i dati complessivamente migliori, mentre il settore legno è quello che soffre maggiormente. In particolare: Il settore metalmeccanico ha visto il fatturato a +12% (interno +11,2% ed estero +12,7%) con la produzione a +10,3%. L occupazione però è stata in calo (-0,7%). il settore legno vede in calo sia il fatturato (-23,9%, con fatturato interno che addirittura crolla del -31,3%) che la produzione (-24%). Anche l occupazione denota un -6 %. nel settore agroalimentare la produzione registra un aumento del 7,1% e il fatturato totale un aumento del 14,4% soprattutto per l incidenza di quello interno (+14,6%). L occupazione è in aumento (+7,5%). il comparto abbigliamento segna un aumento frazionale del fatturato totale (+0,6%) determinato dal buon andamento del fatturato interno (+9,4%) e dal calo di quello estero (- 5,2%), mentre la produzione è in calo (-1,2%). L occupazione segna +0,3%. il comparto materiali per costruzioni mostra una diminuzione della produzione (-16,6%) e dell occupazione (-13,6%) e un aumento del fatturato (+13,8%). E cambiata tipologia di produzione: meno quantità complessiva ma con valore più alto. il settore chimico denota una diminuzione della produzione (-8%) e del fatturato (-4,5%). l editoria, grafici e stampa mostra un calo di produzione (-2,9%) e un aumento del fatturato (+1,2%). Occupazione a +4,5%. UNINDUSTRIA RIMINI Ufficio Economico 5
6 Confronto con semestri precedenti Si vanno consolidando i recuperi in termini di fatturato, produzione e occupazione e per quel che riguarda gli ordini esteri si registra il miglior dato degli ultimi anni. Anche il dato riferito agli ordini totali si attesta su livelli decisamente positivi: il saldo fra le imprese che li hanno visti in aumento e quelle che li hanno avuti in diminuzione è positivo di quasi 20 punti percentuali. Rimane bassa la percentuale di aziende che hanno visto un aumento delle giacenze, dato coerente con il minor incremento della produzione rispetto alla variazione del fatturato. UNINDUSTRIA RIMINI Ufficio Economico 6
7 PREVISIONI SECONDO SEMESTRE 2015 Le attese degli imprenditori, relative al secondo semestre 2015 confermano, ritoccandole, le sensazioni positive già evidenziate nella precedente rilevazione. L andamento della produzione viene previsto in aumento dal 36% delle imprese, il 53,30% prevede una situazione di stazionarietà e il 10,70% degli imprenditori prevede una diminuzione. Per quel che riguarda le previsioni sugli ordini totali: il 39,50% degli imprenditori prevede una crescita, il 48,70% stazionarietà e l 11,80% una diminuzione. Gli ordini esteri sono previsti in aumento dal 31,50% del campione, per il 59,30% saranno stazionari e per il 9,30% in diminuzione.
8 Le giacenze sono previste stazionarie per l 80,60% del campione, il 6,90% le prevede in aumento e il 12,50% se le aspetta in diminuzione. Le previsioni sull occupazione sono stazionarie per l 80,60% delle imprese, in crescita per il 16,70% e in calo per il 2,80%. Il dato che emerge dal ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende evidenzia che il 63,90% lo esclude. Il 13,90% lo considera poco probabile e il 22,20% lo considera probabile (il 15,30% probabile ma limitato e il 6,90% probabile e consistente). * * * UNINDUSTRIA RIMINI Ufficio Economico 8
9 Confronto con semestri precedenti Il dato relativo alle previsioni sulla produzione fa emergere un aumento della percentuale di imprese che la prevede in aumento rispetto alle ultime rilevazioni e un calo di quelle che la prevedono in diminuzione. Il saldo è positivo di oltre il 25%. Stessa dinamica negli ordini totali e in quelli esteri: aumento delle imprese che prevedono ordini in aumento e diminuzione delle imprese che si aspettano un calo degli stessi, con un saldo positivo che è decisamente migliore rispetto a tutte le rilevazioni degli ultimi 18 mesi. Anche per quel che riguarda il dato relativo all occupazione ci sono segnali incoraggianti: nonostante la percentuale di imprese che prevede un aumento sia leggermente inferiore rispetto a sei mesi fa, il saldo positivo fra chi la presume in aumento e chi se la aspetta in diminuzione, cresce (rispettivamente 13,9% contro il 6,5% di sei mesi fa), perché sono molto poche le aziende che pensano che l occupazione si ridurrà. Se pensiamo che la rilevazione di 18 mesi fa aveva aspettative con saldo negativo, si può cominciare ad intravvedere un cambio di prospettiva. Le giacenze continuano a rimanere perlopiù stazionarie con una diminuzione rispetto alle precedenti rilevazioni sia di chi le prevede in aumento, sia di chi le prevede in diminuzione. UNINDUSTRIA RIMINI Ufficio Economico 9
10 Conclusioni L indagine congiunturale riferita al primo semestre 2015 e alle previsioni per il secondo semestre 2015 conferma i segnali di miglioramento che si erano manifestati nella precedente rilevazione. Si è ancora lontani dai livelli pre-crisi ma intanto è importante riuscire a consolidare i risultati positivi che si manifestano in tutti gli indicatori più significativi. Si auspica inoltre che i valori qualitativi previsionali continuino, come già avvenuto nel semestre precedente, a trovare riscontro nei dati quantitativi. Dall Indagine che Unindustria Rimini svolge bimestralmente fra i propri associati e riferiti a luglio 2015 infatti, emerge che per oltre il 60% del campione la concessione del credito da parte delle banche negli ultimi tre mesi, non è stata più selettiva. Però quando si chiede se nel complesso si ritiene sia in atto un razionamento del credito, quasi il 60% del campione risponde affermativamente, segno che ancora la percezione di una situazione non ottimale è piuttosto diffusa. Gli insoluti dei clienti sono in aumento per il 33,33% delle aziende (rispetto al 54,55% di un anno prima) e quasi il 70% delle imprese non ha visto aumentare il costo del denaro. Inoltre solo al 16,13% del campione è stato richiesto un rientro degli affidamenti e all 86,67% delle imprese che hanno chiesto nuovi affidamenti sono stati concessi. Dai dati di Banca d Italia riferiti alla Provincia di Rimini emergono ancora, come anticipato, segnali di riduzione degli impieghi: a giugno 2015 gli impieghi complessivi su base annua sono diminuiti del 3,35% e del 6,98% per quel che riguarda gli impieghi alle imprese private (anche se quest ultimo dato non è perfettamente omogeneo in quanto a partire da dicembre 2014 Banca d Italia ha variato il campione considerando le Imprese Private al netto delle captive). Però anche rispetto al mese precedente (quindi con dati omogenei) il dato degli impieghi riferito alle imprese private è in diminuzione (-0,59%) in misura maggiore rispetto al calo degli impieghi complessivi (-0,12%). Aumentano anche le sofferenze in misura consistente (+22,4% a marzo 2015 rispetto a marzo 2014). A questo proposito è auspicabile che le misure recentemente varate per smaltire le sofferenze nei bilanci bancari possano aiutare il rilancio dei prestiti alle imprese. UNINDUSTRIA RIMINI Ufficio Economico 10 * * *
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