Monitoraggio dell attuazione della legge 440/97 Analisi di contesto e Gantt delle operazioni

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1 Monitoraggio dell attuazione della legge 440/97 Analisi di contesto e Gantt delle operazioni A cura del referente dell USR per la Campania 1

2 1.0) Contesto di riferimento Il ruolo centrale della valutazione è stato recentemente ribadito nella Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo Efficienza e equità nei sistemi europei di istruzione e formazione {SEC(2006) 1096}, dove si legge: «Gli Stati membri devono elaborare una cultura della valutazione e mettere a punto politiche per tutto il ciclo dell apprendimento permanente, che tengano in piena considerazione la combinazione efficienza/equità in un ottica di lungo periodo e che siano complementari alle politiche nei settori connessi.» Questa necessità è stata fatta propria dalla nuova programmazione dei Fondi Strutturali che prevede che ciascuna scuola, come prerequisito per la presentazione del Piano Integrato degli Interventi, a) si iscriva al Sistema Nazionale di valutazione dell Invalsi attraverso la compilazione di uno specifico Questionario di sistema b) risponda alle schede di autodiagnosi, con una procedura che permetta un contributo diretto da parte di tutti i portatori di interesse della comunità educante. La necessità di coniugare efficienza ed equità rappresenta non tanto una dichiarazione di principio ma una necessità. E per impattare il modello sociale ed economico della Costituzione europea, le singole istituzioni scolastiche non possono più rinviare la costruzione al proprio interno di sistemi stabili di valutazione che possano garantire l efficienza e la equità del proprio Piano dell Offerta Formativa. Inoltre, per dare operatività alla costruzione di una struttura stabile di monitoraggio e valutazione interna alle istituzioni scolastiche, sono previste due nuove figure di sistema: il referente della valutazione e il referente dell integrità dei dati, ai quali viene riservato il 4% dell intero finanziamento del costo totale del piano. I Fondi Strutturali mettono poi a disposizione delle scuole un sistema on line sia per l inserimento dei Piani integrati, sia per la corretta documentazione delle azioni progettuali finanziate alle istituzioni scolastiche. Nella stessa prospettiva entra il monitoraggio della attuazione della Legge 440/97 con riferimento alle priorità che le direttive di attuazione riservano tanto alle scuole che agli USR e USP. Basti considerare che tanto i fondi della L. 440/97, tanto le risorse finanziare a valere sul FSE e sul FESR, rientrano entrambi nel Piano dell Offerta Formativa della scuola ed entrambi dovrebbero rispondere ai criteri di efficienza ed equità, monitorati in maniera stabile e durevole nel tempo. All INVALSI è riservato il compito di costruire un Servizio Nazionale che permetta alle scuole ed Enti interessati di consolidare un processo che permetta di avere una traccia trasparente del flusso finanziario che la L. 440/97 riserva alle scuole, per verificarne i risultati in termini di benefici concreti e sostenibili per i destinari dei finanziamenti. 2

3 L USR per la Campania e l USR per l Emilia - Romagna hanno sperimentato, nel corso dell a.s , un sistema di monitoraggio messo a punto dall INVALSI con l obiettivo di verificare se i finanziamenti della legge 440/97 alle scuole e agli USR/USP avessero determinato un flusso di benefici concreti e durevoli nel tempo per i beneficiari di tali finanziamenti, in primo luogo per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Non si è trattato, quindi, tanto della messa a punto di un sistema di monitoraggio per controllare l efficienza delle assegnazioni, ma piuttosto di una procedura che permettesse, attraverso la costruzione di opportuni indicatori e codici, di seguire il flusso dei finanziamenti fino a verificarne la efficacia dei risultati. La sperimentazione ha coinvolto un campione stratificato di 171 istituzioni scolastiche nella Regione Campania e un campione ragionato di 111 istituzioni scolastiche delle province di Ferrara e Reggio Emilia. Il lavoro ha permesso di mettere a regime una procedura per il monitoraggio dell attuazione della legge 440/97, che si propone oggi a tutte le 18 regioni italiane. Il modello di sistema di monitoraggio messo a punto dall INVALSI e sperimentato nel corso dell a.s prevede: - questionari di raccolta dati uniformati e standardizzati con possibilità di estensione a livello locale; - sistema di codifica dei finanziamenti, associati agli interventi prioritari; - tracciabilità dei finanziamenti; - miglioramento nella distribuzione delle assegnazioni; - ricostruzione a posteriori dei finanziamenti. L INVALSI gestisce un sistema informativo centralizzato che: - supporta il sistema di monitoraggio offrendo un quadro regionale sia sull andamento della compilazione delle schede, sia sulla ricostruzione delle filiere dei finanziamenti - ricompone i dati a livello nazionale La raccolta dei dati si prevede realizzata in due fasi successive: 1. una prima raccolta dati nazionale per i fondi assegnati dalla Direttiva del 2005 da effettuare nel periodo settembre dicembre 2007; 2. raccolte dati relative ai periodi e a partire dall anno ) Sistema di governance locale per il Monitoraggio dell attuazione della legge 440/97 L implementazione del Monitoraggio dell attuazione della Legge 440/97 interesserà tutte le istituzioni scolastiche delle 5 province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. L esperienza acquisita in fase di sperimentazione ha dimostrato che questa azione di monitoraggio presenta notevoli nodi di criticità, che non sono mai risolti dalla semplice comunicazione ed inoltro di strutture tecniche di 3

4 rilevazione dei dati (schede, questionari). Si tratta invece di sostenere le scuole e gli enti con una costante azione in presenza, che permetta di avviare una collaborazione centrata sull apprendimento reciproco e sulla sussidiarietà delle azioni. Si propone pertanto la seguente struttura di governo del sistema di monitoraggio sull attuazione della L. 440/97, attraverso atti formali che sono di esclusiva pertinenza del Direttore Generale dell USR per la Campania. 2.1) Azione preliminare dell USR per la Campania - Nomina del referente regionale e nomina dei referenti provinciali. - Costituzione di un Gruppo di Lavoro Integrato a livello regionale composto da: 1. Referente regionale 2. I Dirigenti responsabili degli USP delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno, in qualità di Referenti provinciali 3. Due Dirigenti Tecnici 4. Il Dirigente responsabile dell Ufficio VII (Risorse finanziarie) dell USR Il Gruppo di Lavoro sarà coordinato dal Vice Direttore Regionale e si avvarrà di un Nucleo operativo, cui affidare il lavoro di back office necessario a: tenere la documentazione del progetto, garantire un funzione attiva di Help desk, tenere i necessari contatti con le scuole, monitorare l andamento del processo, controllare la pianificazione delle attività e il rispetto dei tempi. Il Nucleo operativo sarà composto da : 1. Due risorse del ruolo amministrativo 2. Tre risorse tra il personale comandato presso la DG dell USR per la Campania FUNZIONE del Gruppo di Lavoro Integrato a livello regionale Rappresenta l interfaccia operativa tra le indicazioni fornite dall INVALSI e la necessaria contestualizzazione alle 5 province della regione. In particolare: a) attribuzione dei codici di finanziamento alle assegnazioni effettuate a livello Regionale/USP; b) effettuazione di una lista delle assegnazioni per anno di Direttiva (secondo la pianificazione); c) invio alle istituzioni scolastiche della lista; d) compilazione delle schede su base regionale in base alla pianificazione nazionale. - Costituzione di Gruppi di lavoro a livello provinciale (uno per ciascuna provincia) composto da : 1. Referente provinciale (dirigente dell USP) 2. Un dirigente scuola primaria 3. Un dirigente primo grado 4

5 4. Un dirigente secondo grado 5. Un Direttore dei Servizi generali ed amministrativi NB: i dirigenti scolastici saranno individuati tra quelli delle scuole oggetto della precedente sperimentazione, che sono state particolarmente attive nell inserimento dei dati a sistema. FUNZIONE del Gruppo di lavoro a livello provinciale Opera il necessario sostegno verso tutte le istituzioni scolastiche della provincia per l inserimento dei dati a sistema secondo le procedure trasmesse dal Gruppo di Lavoro integrato regionale. L azione di sostegno dovrà in particolare essere orientata alla efficace azione di raccolta dati con specifico riferimento a: Istituzioni scolastiche - Ricostruzione dei finanziamenti ottenuti e dei Progetti effettuati e attribuzione dei codici assegnati dagli Uffici scolastici regionali - Compilazione delle schede di rilevazione dati secondo la pianificazione Enti - Ricostruzione dei finanziamenti assegnati di competenza - Compilazione delle schede di raccolta dati 5

6 Il modello operativo della raccolta dati Tratto da Monitoraggio dell attuazione della legge 440/97.Il Servizio raccolta dati on line, prof. Roberto Melchiori, seminario per la presentazione del progetto di Monitoraggio delle attività realizzate con i finanziamenti ex art. 2 dell elegge 440/97, INVALSI

7 ORGANIGRAMMA FUNZIONALE A LIVELLO REGIONALE GRUPPO DI LAVORO INTEGRATO REGIONALE Il Vice Direttore Regionale in qualità di coordinatore Componenti: Referente regionale I Dirigenti responsabili degli USP delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno, in qualità di Referenti provinciali Due Dirigenti Tecnici Il Dirigente responsabile dell Ufficio VII (Risorse finanziarie) dell USR Nucleo operativo 1. Due risorse del ruolo amministrativo 2. Il referente Regionale 3. Due risorse tra il personale comandato presso la DG dell USR per la Campania Provincia di Avellino Gruppo di lavoro 1. Referente provinciale ( Il dirigente dell USP) 2. Un dirigente scolastico di una scuola primaria 3. Un dirigente scolastico di una scuola secondaria di primo grado 4. Un dirigente scolastico di una scuola secondaria di secondo d Provincia di Benevento Gruppo di lavoro 1. Referente provinciale ( Il dirigente dell USP) 2. Un dirigente scuola primaria 3. Un dirigente primo grado 4. Un dirigente secondo grado 5. Un Direttore dei Servizi generali ed amministrativi Provincia di Caserta Gruppo di lavoro 1. Referente provinciale ( Il dirigente dell USP) 2. Un dirigente scuola primaria 3. Un dirigente primo grado 4. Un dirigente secondo grado 5. Un Direttore dei Servizi generali ed amministrativi Provincia di Napoli Gruppo di lavoro 1. Referente provinciale ( Il dirigente dell USP) 2. Un dirigente scuola primaria 3. Un dirigente primo grado 4. Un dirigente secondo grado 5. Un Direttore dei Servizi generali ed amministrativi Provincia di Salerno Gruppo di lavoro 1. Referente provinciale ( Il dirigente dell USP) 2. Un dirigente scuola primaria 3. Un dirigente primo grado 4. Un dirigente secondo grado 5. Un Direttore dei Servizi generali ed amministrativi 7

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