Le cure domiciliari nella programmazione nazionale. Carola Magni Ministero della Salute

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1 Le cure domiciliari nella programmazione nazionale Carola Magni Ministero della Salute

2 Alcune evidenze L incremento degli anziani >65 anni (oggi sono il 20% della popolazione, nel 2050 costituiranno il 33% della popolazione) L aumento patologie cronico-degenerative (conseguenti problematiche di disabilità e non autosufficienza) Il SSN dovrà prendersi cura di persone con patologie e problematiche socio-sanitarie, che necessitano di trattamenti a lungo termine in continuità assistenziale, con un elevato impiego di risorse. L impatto economico di questi fattori ha determinato l adozione di strategie che garantiscano l erogazione dei LEA, a fronte della quota di risorse resa disponibile dal finanziamento statale

3 DPCM 29 novembre 2001 LIVELLO 2: ASSISTENZA DISTRETTUALE G. Assistenza territoriale ambulatoriale e domiciliare: - Assistenza programmata a domicilio: ADI, ADP e varie forme di assistenza infermieristica territoriale - Attività sanitaria e sociosanitaria rivolta a pazienti nella fase terminale (domiciliare) - Attività sanitaria e sociosanitaria rivolta a pazienti con infezione da HIV (domiciliare) LIVELLO 3: ASSISTENZA OSPEDALIERA E. interventi ospedalieri a domicilio (in base ai modelli organizzativi delle regioni)

4 Piano Sanitario Nazionale rafforzare l integrazione funzionale tra i vari livelli di assistenza ospedaliera e assistenza territoriale riorganizzare la rete dei servizi sanitari, potenziando l assistenza territoriale e l integrazione con il sociale per le aree (anziani, disabili e non autosufficienti) che necessitano di una continuità ed unitarietà della presa in carico socio-sanitaria nuova attribuzione delle risorse del SSN: 51% assistenza distrettuale 44% assistenza ospedaliera 5% alla prevenzione

5 Azioni della programmazione nazionale A partire dal 2005 individuazione di strumenti capaci di incidere sull assistenza offerta e migliorarne l efficacia e l efficienza, perché attraverso loro è stato possibile concretizzare alcune priorità dell assistenza domiciliare: 1. Definizione delle cure domiciliari Documento Commissione nazionale per la definizione e l aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, 2006 Nuova caratterizzazione dell assistenza territoriale domiciliare e degli interventi ospedalieri a domicilio 2. Monitoraggio dei Lea e ancoraggio ai flussi finanziari Verifica adempimenti Regioni Piani di rientro della spesa sanitaria Progetto Azioni di sistema e assistenza tecnica per gli obiettivi di servizio progetto ADI 3. Misurazione dell assistenza sanitaria erogata NSIS sistema informativo di monitoraggio dell assistenza domiciliare (SIAD)

6 Piorità: 1. Definizione delle cure domiciliari Documento Commissione LEA 2006 Differenziazione profili di cura in base alla crescente intensità e complessità assistenziale: Cure domiciliari prestazionali Cure domiciliari integrate di I e II livello ( già ADI) Cure domiciliari integrate di III livello (assorbono l OD) Cure domiciliari palliative a malati terminali Individuazione delle prestazioni: per professionisti e per livelli di intensità Definizione di indicatori di verifica e valori standard Valorizzazione economica dei profili di cura

7 Priorità: 2. Monitoraggio dei LEA e ancoraggio ai flussi finanziari A seguito della riforma del titolo V della Costituzione i rapporti tra Stato e Regioni sono disciplinati da patti, accordi che vincolano entrambi al rispetto di obiettivi concordemente definiti, tra i quali: il ridimensionamento qualificato dell assistenza ospedaliera Nuovo patto per la salute : standard 4 p.l. accreditati x abitanti comprensivi di 0,7 p.l. per riabilitazione e lungodegenza il potenziamento dell assistenza territoriale (unità di cure primarie, assistenza socio-sanitaria) che si fa carico dell assistito nella fase di postacuzie l individuazione di strumenti per il monitoraggio del sistema Strumenti principali: Verifica degli adempimenti regionali Piani di rientro Sistema di garanzia

8 Priorità 2. Monitoraggio dei LEA e ancoraggio ai flussi finanziari Verifica adempimenti regionali Essa consente l accesso alla quota premiale (pari al 3%) del finanziamento, che viene svincolata solo alla certificazione dell erogazione appropriata ed efficace dei Lea, in una cornice di equilibrio economico Questionario del Comitato LEA: griglia LEA : indicatore 8) percentuale di anziani >65 aa trattati in ADI punto s) assistenza domiciliare e residenziale > quesiti specifici sulle cure domiciliari integrate relativi a: - n soggetti che ricevono cure domiciliari integrate di bassa, media e alta intensità assistenziale - n Asl che forniscono cure domiciliari integrate di bassa, media e alta intensità - n di operatori coinvolti in ciascun livello

9 Priorità 2. Monitoraggio dei LEA e ancoraggio ai flussi finanziari Piani di rientro supporto tecnico ad alcune regioni in disavanzo, per verificare la qualità dell assistenza sanitaria fornita e ristabilire l equilibrio economicofinanziario con la sottoscrizione dei Piani di rientro della spesa sanitaria le Regioni sono supportate nelle attività di programmazione, gestione e valutazione dei relativi Servizi Sanitari Regionali.

10 Tra le attività previste: Priorità 2. Monitoraggio dei LEA e ancoraggio ai flussi finanziari Piani di rientro Riorganizzazione della assistenza ospedaliera con riconduzione quota di posti letto entro gli standard previsti dal Patto della salute. della Riorganizzazione e potenziamento dell assistenza territoriale: - rete territoriale - ruolo distretti - unità di cure primarie - assistenza domiciliare integrata - rete delle strutture extraospedaliere

11 Priorità 3. La misurazione dell assistenza erogata Flusso informativo sull assistenza domiciliare SIAD DM 17 dicembre 2008 Sistema informativo di monitoraggio dell assistenza domiciliare (SIAD) Oggetto di rilevazione: trattamenti di assistenza domiciliare integrata erogati in base alla definizione di un progetto individuale di assistenza, stabilito mediante la valutazione multidimensionale dei bisogni dell assistito Raccolta e trasmissione periodica dei dati relativi ad alcuni eventi del processo assistenziale Dal 2012 le informazioni dovranno essere trasmesse con cadenza mensile entro il mese successivo al periodo di riferimento in cui si sono verificati gli eventi

12 Verifica degli adempimenti alcuni dati Con riferimento ai dati del questionario sulla verifica degli adempimenti LEA del 2008: le regioni che risultano sotto lo standard minimo (n. assistiti in ADI o RSA su pop.>65 = 4,5%) sono 10 su 17 la quota di soggetti assistiti su pop. >65 varia tra il 6,1 in Emilia R. e in Veneto e lo 0,9 in Sicilia per 100 assistiti in cure domiciliari integrate di 3 livello, gli infermieri coinvolti sono 7,64 nel Lazio e 2,07 in Veneto

13 Verifica degli adempimenti % assistiti in ADI Le regioni in piano di rientro presentano un incremento della % di assistiti in ADI. Escludendo il Lazio ed il Piemonte, ed includendo la Basilicata, queste stesse regioni sono inserite nel progetto ADI Regione PIEMONTE 1,8 1,9 2,4 LOMBARDIA 3,7 4 4,11 LIGURIA 3,2 3,2 3,4 VENETO 6,4 6,1 9,3 EMILIA R. 5,7 6,1 8,35 TOSCANA 2,1 2 1,96 UMBRIA 4,3 5,1 7,56 MARCHE 3,9 4,1 3,63 LAZIO 3,9 3,5 3,83 ABRUZZO 3,7 4,2 5,96 MOLISE 3,7 2,2 2,4 CAMPANIA 1,6 1,7 1,83 PUGLIA 1,6 1,9 1,8 BASILICATA 4,3 4 5,16 CALABRIA 2,8 2,6 2,6 SICILIA 1 0,9 1,08 SARDEGNA 1,2 2,1 2,37 Le regioni in arancio sono attualmente in PdR Fonti Annuario statistico SSN e Documento Mantenimento erogazione LEA 2009 Uff X DG PROG

14 % Anziani in ADI Anziani > 65 aa trattati in ADI ,00 9,00 8,00 7,00 6,00 5,00 4,00 3,00 2,00 1,00 0,

15 Alcuni aspetti critici Attuazione di linee guida sulle cure domiciliari Attribuzione delle risorse in base alla % prevista dagli accordi StatoRegioni Budget di Distretto Definizione di percorsi/protocolli di continuità assistenziale tra ospedale-territorio Integrazione socio-sanitaria e rafforzamento del PUA Monitoraggio dell assistenza offerta dagli erogatori privati Responsabilizzazione, incentivazione e formazione degli operatori Raccordo tra tutti gli attori dell assistenza domiciliare integrata, i MMG, PDLS, enti locali, associazioni di volontariato.

16 Azioni future della programmazione Piano sanitario nazionale Azioni per lo sviluppo del SSN - Centralità delle cure primarie - Continuità delle cure ed integrazione ospedale territorio - Rete assistenziale territoriale (cure domiciliari e strutture extraospedaliere) Monitoraggio appropriatezza e uniformità dei LEA tra questi: - Integrazione sanitaria e sociosanitaria: Distretto socio-sanitario soggetto di riferimento nel sistema integrato dei servizi. Attivare strategie per l integrazione intraziendale ed interistituzionale Azioni individuate: Coinvolgimento dei professionisti nella definizione e programmazione dei servizi di CD Attivazione Sistemi informativi che rendano fruibili le informazioni utili alla gestione delle CD Formazione congiunta tra i professionisti della rete sociale e sanitaria

17 Azioni future della programmazione Piano sanitario nazionale Monitoraggio appropriatezza e uniformità dei LEA - Monitoraggio e valutazione: Sistema di garanzia Verifica degli adempimenti - NSIS strumento di riferimento per la misura dei LEA: Messa a regime del sistema informativo per il monitoraggio dell assistenza domiciliare

18 In conclusione La programmazione nazionale ha avviato diverse iniziative in piena collaborazione con le regioni, per rivedere e migliorare l assistenza domiciliare nei confronti degli anziani e dei non autosufficienti La natura stessa delle problematiche socio-sanitarie presentate dall utenza, impone la necessità di favorire e integrare in maniera sempre più stringente le prestazioni di assistenza sanitaria con le prestazioni di natura socio-assistenziale favorire ed incoraggiare le molte esperienze di integrazione sociosanitaria già presenti sul territorio e stimolare la ricerca di nuovi strumenti e modelli di integrazione tra i due settori assistenziali

19 GRAZIE per l attenzione! Carola Magni Ufficio II Direzione generale della Programmazione Sanitaria Ministero della Salute

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