RICERCA & INNOVAZIONE Centro Sperimentale Stradale. Novembre Il presente documento è suscettibile di modifiche e aggiornamenti INDICE
|
|
|
- Martino Rossi
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 RICERCA & INNOVAZIONE Centro Sperimentale Stradale GESTIONE DELLE PAVIMENTAZIONI STRADALI LINEE GUIDA DI PROGETTO E NORME TECNICHE PRESTAZIONALI Novembre 2008 Il presente documento è suscettibile di modifiche e aggiornamenti INDICE LINEE GUIDA PER LA GESTIONE UNIFICATA DELLA MANUTENZIONE DELLE PAVIMENTAZIONI STRADALI Criteri generali Traffico di riferimento per le scelte degli interventi Tipi di intervento Risanamenti profondi (RP) Risanamenti superficiali (RS) Trattamenti superficiali (TS) Soluzioni indicate per i progetti di manutenzione e ripristino Lunghezza ed ubicazione trasversale degli interventi nella sezione stradale Leganti Bituminosi Bitumi per confezionamento di conglomerati bituminosi a caldo Bitumi modificati per mani di attacco Bitume per lavori di riciclaggio a freddo mediante tecnica dello schiumato Emulsioni bituminose (cationiche non modificate) per mano di attacco (EA) Emulsioni bituminose modificate per lavori di riciclaggio a freddo (ER) Attivanti chimici funzionali (ACF) Attivanti di adesione (Dopes - DP) Fibre per il rinforzo strutturale del bitume (FB) Verifica prestazionale dei bitumi hard e delle emulsioni bituminose modificate Verifica prestazionale dei bitumi hard Verifica prestazionale emulsioni bituminose modificate (ER) per lavori di riciclaggio a freddo (RE) Tabella sinottica dei materiali leganti e loro additivi Lavori di riciclaggio a freddo di conglomerato bituminosi e fondazioni Riciclaggio in sito mediante bitume schiumato (RBS) Parametri fondamentali di verifica Verifiche in corso d opera necessarie per la corretta esecuzioni delle lavorazioni Posa in opera Conglomerato a freddo schiumato in impianto (SCI) Indicazioni generali Curve di progetto Resistenze Studio di progetto Posa in opera e verifiche Riciclaggio con emulsione (RE) Indicazioni generali Curva di progetto Resistenze
2 Studio di progetto Posa in opera e verifiche Misto cementato prodotto in centrale (MCI) Indicazioni generali Curva di progetto Resistenze Studio di progetto Produzione delle miscele Posa in opera Verifiche Misto cementato in sito (MCS) Studio della miscela in laboratorio Verifiche in corso d opera necessarie per la corretta esecuzioni delle lavorazioni Posa in opera Conglomerati bituminosi Prescrizioni generali Aggregati Usura A con argilla espansa Valore di levigabilità dovuto alla miscela di aggregati (PSVmix) Posa in opera Conglomerato bituminoso riciclato (fresato)-modalità di reimpiego Miscele Caratteristiche prestazionali (volumetriche e meccaniche) Dati volumetrici Dati meccanici Verifiche prestazionali sulla qualità del prodotto in opera Controllo sulla qualità della compattazione delle miscele Miscele Drenanti Fonoassorbenti - Usura Drenante (DR) e Drenante alleggerito con Argilla Espansa (DAE) Caratteristiche generali Aggregati Posa in opera Miscele Caratteristiche prestazionali (volumetriche e meccaniche) Dati volumetrici Dati meccanici Verifiche prestazionali sulla qualità del prodotto in opera Trattamenti superficiali Tappeti di irruvidimento (tipo Macroseal) Irradiatura meccanica di irruvidimento (Pallinatura) Microtappeto di usura chiusa in conglomerato bituminoso a caldo Prescrizioni generali Aggregati Posa in opera Miscela Caratteristiche prestazionali (volumetriche e meccaniche) Dati volumetrici Dati meccanici Verifiche prestazionali sulla qualità del prodotto in opera Altre lavorazioni Demolizione totale o parziale di strati in conglomerato bituminoso realizzata con frese Rappezzi localizzati Sigillatura dei giunti Sigillatura delle lesioni delle pavimentazioni eseguita con bitume modificato e lancia termica Sigillatura delle lesioni delle pavimentazioni eseguita con nastro bituminoso preformato e autoadesivo Chiusura degli scavi risultanti da interventi per sottoservizi Chiusura dello scavo temporaneo per la sicurezza della circolazione stradale Chiusura definitiva con reintegro delle condizioni originali della sede stradale Controlli prestazionali e relative detrazioni Prestazioni di controllo da parte della stazione appaltante e prestazioni di autocontrollo dell Impresa aggiudicataria stati di avanzamento lavori Costo delle prestazioni di controllo effettuate dall ANAS Controllo della Portanza Metodo di calcolo dei tronchi omogenei per la Portanza Portanza detrazioni Controllo di aderenza e tessitura Metodo di calcolo dei tronchi omogenei per aderenza e tessitura Aderenza e tessitura detrazioni Controllo di regolarità Metodo di calcolo dei tronchi omogenei per Regolarità Regolarità detrazioni Controllo degli spessori degli strati legati Metodo di calcolo dei tronchi omogenei per spessori degli strati legati Spessori detrazioni Applicazioni di eventuali detrazioni multiple Applicazioni Normative Europee, marcatura CE dei conglomerati bituminosi
3 LINEE GUIDA PER LA GESTIONE UNIFICATA DELLA MANUTENZIONE DELLE PAVIMENTAZIONI STRADALI 1. - Criteri generali Le linee guida, descritte nel presente documento, si prefiggono lo scopo di orientare le scelte progettuali del Compartimento finalizzate alla ricostruzione, od al rafforzamento, delle pavimentazioni esistenti. Tali linee definiscono tipologie e dimensionamento di intervento basandosi soltanto su un giudizio visivo dello stato superficiale della pavimentazione da risanare e sul livello di traffico esistente; le soluzioni di progetto (pacchetto ed ubicazione degli interventi), che si intendono realizzare, saranno comunque definite nel dettaglio dagli uffici tecnici dei Compartimenti tenendo conto delle condizioni locali. Il CSS potrà, su richiesta del Compartimento od in base ai progetti ricevuti, suggerire modifiche, precisazioni ed approfondimenti, specialmente nel caso in cui le soluzioni si discostino in modo rilevante rispetto a quelle proposte. La realizzazione di campagne di misura, con l impiego di nuove tecnologie e di nuove macchine ad alto rendimento per la determinazione della tipologia, degli spessori e della portanza residua delle pavimentazioni esistenti, resta comunque lo strumento più idoneo per definire e dimensionare al meglio gli interventi. E auspicabile quindi che in futuro tali misure siano quanto più possibile effettuate preventivamente alle decisioni progettuali degli interventi di ripristino o rafforzamento. Le caratteristiche peculiari degli interventi delineati nelle presenti linee guida, corredate di Norme Tecniche 1 per la formulazione e la verifica dei materiali da utilizzare, sono: Dimensionamento dei pacchetti attraverso l impiego di metodi razionali di calcolo utilizzando curve di fatica specifiche che permettono di calcolare la vita utile dell intervento. Massimo riutilizzo possibile dei materiali fresati e altri materiali marginali disponibili con facilità sul luogo dell intervento, valutati e verificati nei calcoli di durata a fatica, per ridurre trasporti e costi e preservare l ambiente. Definizione dei criteri generali di lavorazione per tenere presente le problematiche di applicazione pratica su strade in esercizio; gli spessori previsti sono correlati alle necessità di portanza ed anche alla realizzabilità connessa con le tecniche impiegate. Impiego generalizzato di bitumi modificati, per incrementare le durate con certezza di risultato. Definizione dei metodi di verifica prestazionali, sui materiali singoli, sulle miscele 2 e sulle lavorazioni complete. Per queste ultime vengono assegnati 1 Tali Norme di tipo prestazionale sono comunque quelle da impiegare per tutti i lavori di questo tipo a partire dal livelli prestazionali 3, misurabili ad Alto Rendimento, così definiti e classificati: - caratteristiche superficiali, valutate attraverso l indicatore di regolarità IRI - International Roughness Index, la misura dell aderenza CAT Coefficiente di Aderenza Trasversale ed attraverso la misura della macrotessitura HS Altezza della Macrotessitura della Superficie; - caratteristiche profonde, valutate attraverso la misura della Capacità Portante effettuata con FWD Falling Weight Deflectometer o con TSD Traffic Speed Deflectometer, dei diversi strati realizzati, valutando i bacini di deflessione ottenuti con prove deflettometriche dinamiche Traffico di riferimento per le scelte degli interventi Il traffico viene espresso in termini di traffico giornaliero medio (TGM), ed in base alla definizione di percentuali, combinazioni e tipologie di traffico pesante, vengono fornite anche le durate in termini di passaggi di assi equivalenti da 12 t. Si prevedono tre diversi livelli di traffico indicati con le lettere A, B e C per gli interventi profondi ed altri tre, di entità minore, per i risanamenti superficiali che di norma dovrebbero essere effettuati solo su strade con traffico modesto Tipi di intervento Oltre ai trattamenti superficiali, indicati nel seguito, sono suggerite due tipologie di intervento, classificabili come risanamenti profondi e come risanamenti superficiali Risanamenti profondi (RP) I risanamenti profondi (RP) comportano una completa demolizione della pavimentazione esistente, con parziale o totale riutilizzo dei materiali rimossi. Tali interventi sono previsti dove la pavimentazione si presenta particolarmente ammalorata e dove si vogliono garantire durate elevate in funzione del traffico effettivamente circolante. Esistono tre categorie di RP a seconda del traffico (TGM); ognuna di esse è suddivisa a sua volta in tre tipologie a seconda dei materiali usati (vedi Tabella 1) tutte di durata equivalente; la scelta dei materiali e della tecnica conseguente dipenderà dalle condizioni locali (impianti, cave, disponibilità di materiali, pavimentazione esistente). Ricordiamo comunque che per la realizzazione delle fondazioni le tecniche più 2 In un prossimo futuro le singole miscele di conglomerato, vergine o riciclato, si potranno valutare anche con prove dirette di durata a fatica, le cui attrezzature, semplificate, saranno utilizzabili anche nei laboratori di cantiere. 3 Le verifiche, da parte delle Direzioni dei Lavori, sono effettuate in modo che i pagamenti siano calibrati con gli effettivi risultati ottenuti; i criteri di valutazione sono indicati nelle ricordate Norme Tecniche allegate alle presenti Linee Guida che dovranno essere, a loro volta, allegate ai Contratti di Appalto, in modo che le Imprese esecutrici ne siano edotte. 5 6
4 affidabili sono quelle connesse ai riciclaggi a freddo, essendo i risultati con il misto cementato più variabili con le condizioni del cantiere di fabbricazione. La decisione di effettuare i risanamenti profondi dipende dalla diffusione degli sfondamenti nei singoli tratti stradali (vedi tabella seguente); sarà anche necessario effettuare alcuni sondaggi così come indicato nelle Norme Tecniche che seguono. Gli sfondamenti saranno individuati con criteri visuali; l uso di misure di portanza verrà effettuato nei casi di non chiara definizione Risanamenti superficiali (RS) I risanamenti superficiali (RS) ovviamente non potranno garantire una durata equivalente rispetto agli interventi profondi, ma comportano un minore impegno economico a fronte di minori durate da prendere in considerazione nei progetti. Gli RS sono realizzati mediante la fresatura degli strati più superficiali della pavimentazione esistente e possono prevedere anche la realizzazione dello strato di usura in copertura, con conseguente innalzamento delle quote; anche per questa tipologia di intervento si prevedono soluzioni di differente durata da utilizzare in funzione delle diverse tipologie di traffico circolante. I risanamenti superficiali sono suddivisi in due tipologie: tipo RS1 da prevedere nel caso di pavimentazione molto degradata (molto fessurata, superficie sconfigurata, rappezzi frequenti, presenza di risalita di limi), tipo RS2 da prevedere nel caso di pavimentazione semplicemente fessurata (senza sconfigurazioni della superficie), per entrambe vengono poi proposte tre soluzioni con materiali analoghi, diversi solo negli spessori in funzioni del traffico circolante (vedi Tabella 2). I risanamenti superficiali ripristinano la parte superiore del pacchetto (massimo 15 cm) e intervengono anche per cause diverse da quelle connesse ai ripristini di portanza, tra le quali si segnalano: evidenza di ammaloramenti solo superficiali impossibilità di chiusura al traffico per i periodi necessari ai RP interventi che dovranno durare solo per un periodo limitato risanamenti che investano aree poco estese In alcuni di questi casi gli spessori potranno essere ridotti rispetto a quelli indicati, in caso di variazioni di forte entità sarà necessario il ricalcalo delle curve di riferimento prestazionale Trattamenti superficiali (TS) L intervento di tipo superficiale di maggior resa e minor costo su pavimentazioni che hanno solo problemi di aderenza e fessurazioni di ridotta entità e diffusione, senza configurazioni del piano viabile, è il trattamento superficiale con malte bituminose tipo Macroseal da 6 mm di spessore, confezionate e posate a freddo con idonea attrezzatura. Questi trattamenti superficiali (TS) vanno quindi impiegati per il ripristino della aderenza e come impermeabilizzazione o sigillatura di micro lesioni in zone senza cedimenti evidenti. Altri tipi di intervento superficiali, come i microtappeti preceduti o meno da fresature con funzione di ripristino della regolarità, possono rappresentare una soluzione alternativa sempre nell ambito degli interventi non durevoli qualora la regolarità superficiale sia carente Soluzioni indicate per i progetti di manutenzione e ripristino 4 Nelle tipologie di pavimentazioni proposte, per gli RP le fondazioni sono realizzate mediante il riciclaggio a freddo, con bitume schiumato, della fondazione esistente, (con aggiunta di cemento per le resistenze iniziali) o, in alternativa, mediante la realizzazione di uno strato in misto cementato. In tal caso aumentano gli oneri per la rimozione degli strati esistenti ed i tempi di realizzazione dell opera, dovendo attendere il livello minimo di maturazione prima di realizzare gli strati superiori; questa soluzione va quindi adottata solo quando le caratteristiche dei materiali in sito non si prestano alla schiumatura e richiedono quindi una rimozione. Gli strati in conglomerato bituminoso sovrastanti prevedono sempre l impiego a caldo di bitumi modificati con elastomeri ed un parziale utilizzo di materiale riciclato, oppure, l impiego di emulsioni bituminose con materiale riciclato fino al 100% mescolati a freddo. L impiego di conglomerati bituminosi modificati con plastomeri, direttamente messi nei mescolatori a caldo, non rientra negli interventi risolutori previsti, in quanto attualmente difficilmente valutabili in termini di durata a fatica e può essere usato solo per rappezzi o interventi localizzati. In futuro verranno meglio valutate le prestazioni per un loro inserimento più esteso. L impiego del bitume tal quale (TQ), senza aggiunta di modifiche, comporterebbe una forte riduzione della vita utile della pavimentazione di almeno il 30%, rispetto a quanto riportato negli schemi RPi ed RSi; l impiego di bitume modificato è particolarmente importante negli strati di base. Lo strato di usura potrà essere realizzato con usura drenante sempre su tutta la carreggiata e sempre con bitume modificato hard, ma solo per i pacchetti con durate di 4 Le soluzioni valgono anche per allargamenti di strade esistenti; per nuove costruzioni la differenza è la probabile mancanza di materiale fresato da riciclare. 7 8
5 almeno 5 milioni di assi da 12 t, altrimenti andrà realizzata un usura chiusa da 3 cm o altre miscele indicate nelle Norme Tecniche. Nel caso dei risanamenti superficiali si è ipotizzata la presenza di uno spessore complessivo di conglomerato bituminoso esistente di almeno 20 cm (per spessori minori occorre valutare le condizioni del sottofondo o passare ad una soluzione tipo RPC). Ricordiamo inoltre che alla base della nuova pavimentazione della zona risanata, nel cavo fresato, sia sempre prevista la stesa di una mano d attacco con bitume modificato hard. E necessario garantire la presenza di una adeguata spalla che andrebbe preferibilmente realizzata sul lato esterno della pavimentazione aumentando la larghezza dell intervento rispetto alla larghezza della corsia, in modo che i veicoli pesanti scorrano ad almeno 40 cm dal bordo della strada, in alternativa, per motivi di spazio, dovrà essere realizzata sotto la pavimentazione, tramite uno scasso da 0,60 a 1,00 m di larghezza e profondità 20 cm, da riempire con lo stesso materiale usato per la fondazione e rullato preventivamente a quest ultima. L indicazione di quanto esposto è riportata nelle figure che seguono. Nei risanamenti di tipo superficiale si prevede sempre l impiego di conglomerati bituminosi confezionati a caldo e con bitumi modificati. Lo strato di usura potrà essere realizzato in copertura sull intera carreggiata nel caso di carreggiata unica e corsia opposta in cattive condizioni. Lo strato di usura verrà invece realizzato nel cavo se non si giudica necessario, o possibile, realizzarlo su tutta la carreggiata. La necessità o la possibilità verrà giudicata a seconda delle condizioni della corsia adiacente, danneggiata o meno, delle quote, dei sovrappassi, dell impatto sul traffico, ecc.. Le soluzioni proposte e le durate previste risultano valide nel rispetto delle ipotesi qui riportate e potranno essere garantite solamente attraverso il rispetto delle Norme Tecniche prestazionali che sono da considerarsi parte integrante delle Linee Guida e che dovranno essere allegate ai Contratti di Appalto. Nelle Norme Tecniche sono fornite le prescrizioni di progetto ed i criteri di valutazione dei materiali da impiegare nonché i livelli prestazionali richiesti alle nuove pavimentazioni tutti misurabili ad Alto Rendimento. La spalla nel caso A è fatta con gli stessi materiali dell intervento e si ottiene semplicemente allargando il medesimo nel modo indicato; nel caso B la spalla si realizza con il materiale della fondazione, la DL, per quest ultima, potrà decidere modalità e materiali di costruzione diversi a seconda delle macchine operatrici disponibili. Tabella 1 e Lunghezza ed ubicazione trasversale degli interventi nella sezione stradale Gli interventi dovranno avere una lunghezza minima compatibile con le condizioni della strada e con le tecniche impiegate; occorrerà quindi individuare dei tratti con condizioni omogenee di degrado e l eventuale presenza di tratti non degradati o meno degradati, di lunghezza inferiore a 50 m ad essi intermedi, andranno risanati con la stessa tecnica dei tratti adiacenti senza interrompere il cantiere; la lunghezza complessiva così individuata dovrà essere di almeno 500 m. Questa misura ottimizza la gestione del cantiere quando si usano macchine complesse come i treni di riciclaggio e non dovrebbe essere disattesa salvo casi particolari. Comunque gli interventi complessivi sul tratto, anche separati tra loro, devono essere almeno di qualche chilometro per raggiungere una omogeneità di risultato. È importante posizionare l intervento nella sezione esistente in relazione ai bordi strada, scegliendo anche la sua larghezza, in modo che sia realizzabile al meglio con macchine operatrici di diverso tipo, onde evitare lavorazioni incomplete nella zona maggiormente transitata dalle ruote del lato destro dei veicoli pesanti. RS1 pavimentazione con fessure pesanti RS2 pavimentazione con fessure leggere RISANAMENTI SUPERFICIALI 0.65 milioni di assi 12t 0.40 milioni di assi 12t 0.20 milioni di assi 12 t TGM = TGM = TGM = Traffico A Traffico B Traffico C Soluzione RS1A Soluzione RS1B Soluzione RS1C USURA CHIUSA 3 cm USURA CHIUSA 3 cm USURA CHIUSA 3 cm 5 5 CB di base-binder soft 10 CB di base-binder soft 8 cm 10 cm 10 CB di binder soft 6 cm Soluzione RS2A USURA CHIUSA 3 cm Soluzione RS2B USURA CHIUSA 3 cm Soluzione RS2C USURA CHIUSA 3 cm CB di base-binder soft CB di binder soft 7 cm CB di binder soft 4 cm cm
6 Soluzione RPA 18 milioni di assi da 12 t TGM= RISANAMENTI PROFONDI Soluzione RPA1 Soluzione RPA2 Soluzione RPA3 USURA DRENANTE 4 cm USURA DRENANTE 4 cm USURA DRENANTE 4 cm 5 5 CB di binder soft 5 cm CB di binder soft 7 cm CB di binder soft 6 cm CB di base hard 14 cm CB di base hard 14 cm 20 CB di base freddo con 20 emulsione 20 cm Schiumato 25 cm Misto cementato 25 cm Schiumato 25 cm 45 N.B. le usure sia drenanti che chiuse potranno essere variate per motivi di opportunità locale, comunque da dichiarare, usando in alternativa solo tipi riportati nelle Norme Tecniche trattamento del sottofondo Soluzione RPB 10 milioni di assi da 12 t TGM= Soluzione RPC 5 milioni di assi da 12 t TGM= Soluzione RPB1 Soluzione RPB2 Soluzione RPB3 USURA DRENANTE 4 cm USURA DRENANTE 4 cm USURA DRENANTE 4 cm 5 5 CB di binder soft 6 cm CB di binder soft 7 cm CB di binder soft 6 cm CB di base hard 13 cm Schiumato 20 cm Soluzione RPC1 Soluzione RPC2 Soluzione RPC3 USURA DRENANTE 4 cm USURA DRENANTE 4 cm USURA DRENANTE 4 cm 5 5 CB di binder soft 5 cm CB di binder soft 6 cm CB di binder soft 6 cm CB di base hard 11 cm Schiumato 20 cm CB di base freddo con 20 emulsione 20 cm Schiumato 20 cm CB di base freddo con 20 emulsione 17 cm Schiumato 20 cm Mano d attacco con bitume modificato hard 45 CB di base hard 14 cm Misto cementato 20 cm trattamento del sottofondo CB di base hard 11 cm Misto cementato 20 cm trattamento del sottofondo Indicazioni operative per il progetto: In mancanza di misure di portanza con conseguente individuazione di tratti omogenei, la scelta del tipo di intervento si fa individuando il tratto degradato e poi: se prevalgono gli sfondamenti per più del 30% RPi se prevalgono le fessure pesanti per più del 40% RS1 se prevalgono le fessure leggere per più del 40% RS2 Lo sfondamento è evidenziato dalla risalita di limo; le fessure pesanti sono accompagnate da sconfigurazioni del piano viabile; le fessure leggere non hanno sconfigurazioni del piano viabile. Combinazioni diverse dei tre tipi di degrado vanno valutate di volta in volta; se quelli dello stesso tipo sono concentrati e continui la scelta è agevole; con degradi diversi distribuiti a macchia di leopardo, la scelta sarà dettata da motivi di disponibilità economica. Comunque negli interventi di tipo RS gli sfondamenti localizzati vanno trattati separatamente prima dell intervento corrente bonificando i sottofondi con materiale granulare non legato o con materiale fresato
7 NORME TECNICHE PRESTAZIONALI edizione 2008 Nelle specifiche che seguono sono espresse le regole per la realizzazione delle lavorazioni indicate nelle Linee guida ed anche per ogni tipo di intervento sulle pavimentazioni, compresi quelli di soccorso. Le specifiche tendono a ottimizzare il rapporto benefici/costi inserendo in maniera importante la tecnologia del riciclaggio e l impiego di bitumi modificati. Gli interventi descritti nelle presenti Linee guida sono supportati da metodi di progettazione e verifica del pacchetto e delle miscele ben collaudati, che però richiedono specifiche prestazioni dei materiali costituenti. Queste Norme Tecniche sono parte integrante dei contratti di Appalto e devono essere riscontrate negli Elenchi Prezzi Leganti Bituminosi 1.1. Bitumi per confezionamento di conglomerati bituminosi a caldo I leganti bituminosi possono essere tal quali TQ (non modificati), base modifica BM (bitumi adatti ad essere modificati), o modificati, cioè additivati con polimeri che a seconda delle prestazioni sono soft SF o hard HD La tabella descrive i requisiti richiesti Bitumi a caldo Norme di riferimento Base Modifica BM Palla e anello ( C) Tal Quale (50/70) TQ Tal Quale (70/100) TQ UNI EN Soft SF (*) Hard HD (*) Penetrazione (dmm) UNI EN Ritorno elastico (%) UNI EN > 70 > 80 Punto di rottura FRAAS (C ) UNI EN < -8 < -6 < -8 < -10 < -12 Stabilità allo < < 3 C stoccaggio tube UNI EN C ( ) test C ( ) Viscosità 0,10-0,15- dinamica a 160 C UNI EN ,01-0,10 0,03-0,10 0,02-0,10 0,35 0,4 (Pa sec) Valori dopo RTFOT UNI EN Penetrazione residua (%) UNI EN 1426 > 50 > 40 > 50 > 40 > 40 Incremento del punto di rammollimento UNI EN 1427 < 9 < 9 < 9 < 8 < 5 ( C) ( ) Entrambi i valori di Palla Anello ottenuti per il tube test non devono differire dal valore di Palla Anello di riferimento (*) di più di 5 C. Oltre alla verifiche della tabella, il bitume HD deve essere verificato anche mediante un conglomerato bituminoso di riferimento (vedi art. 1.8). I bitumi TQ possono essere usati esclusivamente per lavori di riciclaggio con bitume schiumato. La modifica del bitume va fatta su bitumi BM e deve avvenire con impiego di polimeri SBS-L (elastomeri a struttura lineare) o SBS-R (elastomeri a struttura radiale) o entrambi; i plastomeri vanno evitati o aggiunti insieme con altri prodotti comunque da dichiarare. Le percentuali totali, in peso sul bitume, di polimero sono indicativamente: per modifica soft 2,5%-3,5% per modifica hard 4%-6% Il polimero deve presentarsi ben disperso nel bitume Bitumi modificati per mani di attacco Questi bitumi saranno usati alla base di usure drenanti (vedi Art. 4.2) ed anche come mano di attacco per i risanamenti superficiali (RS) sulle superfici ricavate dopo fresatura in ragione di 1,0 kg/mq (tolleranza. + 0,2 kg/mq). Essi sono costituiti da un bitume a modifica Hard (HD) di cui alla tabella bitumi a caldo stesi a caldo con idonea rampa spruzzatrice. Il controllo delle quantità impiegate può essere effettuato valutando i consumi durante l impiego Bitume per lavori di riciclaggio a freddo mediante tecnica dello schiumato Per utilizzare la tecnologia del riciclaggio a freddo mediante bitume schiumato si dovrà usare un legante TQ o BM adatto alla schiumatura. Il legante tal quale deve avere le seguenti caratteristiche: Palla e anello ( C) Penetrazione (dmm) Caratteristiche di espansione del bitume misurate tra 160 C e 180 C Rapporto di espansione > 20 Rapporto tra volume schiuma e volume liquido Tempo di dimezzamento (half > 15 Tempo per dimezzare il volume di schiuma life) - sec Velocità di espansione - sec < 5 Tempo per arrivare al massimo volume La velocità di espansione è il tempo necessario al bitume per raggiungere il massimo volume di schiumaggio alla prescelta quantità di acqua (tempo che intercorre tra la fine della fase di spruzzaggio e il momento di max volume raggiunto). Ai fini della scelta della percentuale di acqua ottima (acqua di schiumaggio), nel range di accettabilità, è da preferire il valore che produce il max volume di schiumaggio, ferma restando la condizione di non superare mai il 4,5 % di acqua
8 (sec) parametri di espansione del bitume half life (tempo di dimezzamento in sec) soglia minima half life range utile expansion (rapporto di espansione) soglia minima expansion 1 1,5 2 2,5 3 3,5 4 4,5 % acqua di schiumaggio NB le curve della figura sono esemplificative e non prescrittive 1.3. Emulsioni bituminose (cationiche non modificate) per mano di attacco (EA) Le emulsioni bituminose possono essere impiegate come mano di attacco solo tra misto cementato e base, basebinder e binder e usure normali (per usure non aperte). Negli altri casi si usa bitume modificato hard (vedi Art ) Caratteristiche per le mani d attacco Norme di riferimento Emulsioni a rapida rottura Emulsioni a media velocità di rottura Contenuto di bitume (%) UNI EN 1431 > 60 > 55 Contenuto di acqua (%) UNI EN 1428 < 40 < 45 Grado di acidità (PH) UNI EN Bitume proveniente dalla distillazione (UNI EN 1431) Palla e anello ( C) UNI EN 1427 > 40 > 40 Penetrazione (dmm) UNI EN Punto di rottura FRAAS ( C) UNI EN < -8 < Emulsioni bituminose modificate per lavori di riciclaggio a freddo (ER) Per legante si dovrà impiegare emulsione bituminosa acida modificata (con SBS e/o lattice). L emulsione dovrà avere caratteristiche di stabilità/velocità di rottura adatte alla tecnologia del riciclaggio impiegata (rapporto di espansione) Tabella emulsioni modificate Norme di requisiti riferimento Contenuto di bitume (%) UNI EN 1431 > 60 Contenuto di acqua (%) UNI EN 1428 < 40 Grado di acidità (PH) UNI EN Sedimentazione a 7 gg UNI EN < 10 Bitume proveniente dalla distillazione (UNI EN 1431) Palla e anello ( C) UNI EN Penetrazione (dmm) UNI EN Ritorno elastico (%) UNI EN > 55 Punto di rottura FRAAS (C ) UNI EN < Attivanti chimici funzionali (ACF) Gli ACF sono composti chimici da utilizzare sempre nelle lavorazioni (a caldo e a freddo) in cui si reimpiegano materiali fresati. Essi devono avere caratteristiche tali da modificare e migliorare le proprietà di adesione, suscettibilità termica, coesione, viscosità e resistenza all invecchiamento del legante totale (vecchio + nuovo). Il dosaggio sarà indicativamente dello 0,2%-0,8% in peso rispetto al legante totale, secondo indicazioni della DL ed in accordo con i Laboratori accreditati o con il CSS; a seconda dell impiego l additivo può essere disperso nell acqua o nel legante di aggiunta (bitume od emulsione). Può anche essere aggiunto nel fresato, durante la fresatura, nel caso di impiego diretto. I prodotti devono essere approvati dalla DL sulla base di specifiche prove eseguite dai Laboratori accreditati valutandone il dosaggio e l efficacia, eventualmente con metodologie concordate e/o definite da CSS per la relativa accettazione. Inoltre i prodotti devono essere accompagnati dalle schede tecniche che ne indicano caratteristiche, sicurezza e modalità di impiego, che potranno essere verificati anche con appositi test di cantiere. Per la verifica delle effettive quantità impiegate, vanno fornite in copia alla DL le bolle di consegna Attivanti di adesione (Dopes - DP) Gli attivanti di adesione hanno la funzione di modificare le caratteristiche superficiali degli aggregati rendendoli idrofobi e allo stesso tempo di aumentare l adesione inerte/bitume. Gli attivanti di adesione (a volte compresi anche negli ACF) debbono essere impiegati nel caso si utilizzino aggregati ad elevato tenore in silice come quarziti, graniti ecc (per esempio porfido). In generale gli attivanti di adesione danno vantaggi anche nel caso di lavorazioni eseguite in condizioni meteorologiche non favorevoli, con aggregati umidi, per pavimentazioni esposte a condizioni severe (temperature basse, frequente spargimento di sali fondenti ecc.)
9 Indicativamente si impiegano in ragione di 0,3-0,6 % in peso sul bitume a seconda della natura mineralogica dell inerte, delle caratteristiche del legante (viscosità) e della miscela da realizzare. In linea generale vanno aumentati per miscele aperte e/o bitumi a bassa viscosità e viceversa. Gli attivanti possono essere dispersi nel bitume (preferibile) o spruzzati sugli aggregati. I prodotti devono essere approvati dalla DL sulla base di specifiche prove eseguite dai Laboratori accreditati valutandone il dosaggio e l efficacia, eventualmente con metodologie concordate e/o definite da CSS per la relativa accettazione. Inoltre i prodotti devono essere accompagnati dalle schede tecniche che ne indicano caratteristiche, sicurezza e modalità di impiego, che potranno essere verificati anche con appositi test di cantiere. Per la verifica delle effettive quantità impiegate, vanno fornite in copia alla DL le bolle di consegna Fibre per il rinforzo strutturale del bitume (FB) Sono prodotti che migliorano le caratteristiche strutturali del legante, aumentando i valori di resistenza a trazione e le caratteristiche di fatica, diminuendo la suscettibilità termica. Vanno impiegate obbligatoriamente per conglomerati bituminosi con % di vuoti > 15% (a n giri medio N2 alla giratoria) per aumentarne la stabilità nel tempo. Danno inoltre vantaggi sulle lavorazioni aumentando lo spessore della pellicola del legante e diminuendo problemi di colaggio del bitume, soprattutto in stagioni calde e per cantieri lontani dagli impianti. L elemento fibroso rinforzante può essere di natura minerale (vetro) o sintetica (fibre acriliche); si possono usare soluzioni miste tramite l aggiunta di prodotti cellulosici o anche polimerici (es polietilene ecc). In ogni caso le fibre o la loro miscela dovranno essere in formato tale da impedire la dispersione in aria delle parti volatili durante la movimentazione e tutto l arco temporale dell impiego (ad es. pellets realizzati con elementi agglomeranti tipo cellulosa). L elemento rinforzante principale deve essere contenuto almeno al 70%, mentre le percentuali di impiego della fibra o delle sue miscele sono indicativamente 0,05% - 0,5% in peso sugli aggregati a seconda della tipologia di fibra impiegata o della presenza o meno delle miscele. L impiego delle fibre richiede l utilizzo di macchinari per la corretta dosatura, disgregazione e dispersione nel conglomerato, oltreché per evitare fenomeni di dispersione in aria. Le fibre o le loro miscele dovranno avere caratteristiche tali da disperdersi in modo capillare nel conglomerato. Le dimensioni (diametro e lunghezza) delle fibre o delle loro miscele, dovranno essere tali da non risultare pericolose per inalazione e in generale non pericolose per il personale operante. Le fibre rinforzanti, devono avere le seguenti caratteristiche geometriche e meccaniche: Tabella fibre rinforzanti Lunghezza (μm) Allungamento massimo (%) 1-3 Diametro (μm) 8-20 Punto di fusione ( C) > 300 C Resistenza alla trazione (GPa) 1,5-3 La validità delle fibre o delle loro miscele, dovrà esser verificata con le prove prestazionali del legante completo, ottenuto operando con le miscele drenanti standard di riferimento (vedi art 1.8) realizzando provini con e senza fibre valutandone l efficacia in termini di resistenze a trazione diametrale diametrale. Tutti i prodotti devono essere approvati sulla base di specifiche prove eseguite dai Laboratori accreditati se non già preventivamente approvati dal CSS e devono essere accompagnati da scheda tecnica e di sicurezza Verifica prestazionale dei bitumi hard e delle emulsioni bituminose modificate Verifica prestazionale dei bitumi hard In aggiunta alle caratteristiche richieste al punto1.1, ai fini della verifica del bitume hard, si dovrà impiegare un conglomerato bituminoso drenante di riferimento standard con curva granulometrica discontinua. Il drenante di riferimento (variando le percentuali e se necessario selezionando il materiale a partire dalle classi granulometriche disponibili) dovrà essere contenuto nel fuso indicato e dovrà essere realizzato con aggregati di tipo basalto e filler, in modo da rientrare nel fuso illustrato; andrà aggiunto legante hard da verificare al 4,8% in peso sulla miscela, e null altro; gli aggregati devono essere poliedrici ed esenti da materiali estranei. Esempio di costruzione delle curve di prova 17 18
10 Con il materiale in curva legato con il bitume da testare andranno realizzati 3 provini (diametro100mm) con pressa giratoria a 130 giri da rompere a diametrale a 25 C; i risultati dovranno essere: 25 C (media di 3 valori) ITS 25 C (GPa x ,34 0,58 CTI 25 C (GPa x 10-3 ) > 20 Con il materiale in curva legato con l emulsione da testare andranno realizzati 6 provini (diametro 100mm) con pressa giratoria a 180 giri da rompere a diametrale a 25 C a 3 gg e a 7 gg; i risultati dovranno essere: 3gg (media di 3 valori) 7gg (media di 3 valori) ITS 25 C (GPa x 10-3 ) 0,26 0,35 0,30 0,50 CTI 25 C (GPa x 10-3 ) > 13 > Verifica prestazionale emulsioni bituminose modificate (ER) per lavori di riciclaggio a freddo (RE) In aggiunta al punto 1.4 l emulsione modificata da riciclaggio a freddo va inoltre verificata mediante materiale in curva standard di riferimento (vedi pag. seguente). La miscela di riferimento (variando le percentuali e se necessario selezionando il materiale a partire dalle classi granulometriche disponibili) dovrà essere contenuto nel fuso indicato e dovrà essere realizzato con aggregati di tipo basalto e filler, in modo da rientrare nel fuso illustrato; andrà aggiunta l emulsione da verificare al 9,5% (in peso sulla miscela) e null altro; gli aggregati devono essere poliedrici ed esenti da materiali estranei. Gli aggregati devono essere poliedrici ed esenti da materiali estranei. I provini dovranno essere maturati a 40 C Tabella sinottica dei materiali leganti e loro additivi Nome Bitume base modifica Bitume non modificato Bitume modificato soft Bitume modificato hard Emulsioni per mano di attacco Emulsioni modificate per riciclaggio Attivanti chimici funzionali Attivanti di adesione Fibre Sigla BM TQ SF HD EA ER ACF DP FB Le lavorazioni previste devono essere eseguite impiegando i leganti bituminosi adeguati: Fuso per test emulsione (ER) per riciclaggio a freddo Lavorazioni Leganti Additivi Usure A e B (US) SF HD ACF DP Binder (BI) SF HD ACF DP Base (BA) SF HD ACF DP Basebinder (Bb) SF HD ACF DP Drenante (DR) HD FB DP Drenante con argilla espansa (DAE) HD FB DP Riciclaggio con schiumato (RBS) BM TQ Riciclaggio con schiumato in impianto (SCI) BM TQ ACF Riciclaggio emulsione (RE) ER ACF Microtappeto di usura (MTU) SF HD ACF DP ACF, DP e FB vanno utilizzati su indicazioni della DL Lavori di riciclaggio a freddo di conglomerato bituminosi e fondazioni 2.1. Riciclaggio in sito mediante bitume schiumato (RBS) Esempio di costruzione delle curve di prova La lavorazione dello schiumato permette di riciclare in sito vecchie fondazioni (misti cementati ammalorati, misti stabilizzati da potenziare (in manutenzione) o per creare la fondazione con materiale in sito o con materiale di apporto
11 Le attuali tecnologie permettono di trattare spessori massimi di 25 cm compattati, comprensivi eventualmente di uno strato di conglomerato bituminoso non disgregato (in opera) al massimo di 4-10 cm, compatibilmente con la macchina riciclatrice impiegata e lo stato del conglomerato residuo. L opportunità di fresare in anticipo questi strati verrà decisa di volta in volta in accordo con la DL. Prima di iniziare la lavorazione al fine di verificare gli spessori vanno eseguiti 2-3 carotaggi per km, mentre per la caratterizzazione del materiale da riciclare, su quest ultimo va eseguito almeno un saggio di non meno di 150 kg; lo scopo è quello di ottenere il raggiungimento delle resistenze indicate rispettando i parametri fondamentali di seguito descritti; si precisa che le miscele vanno addensate con pressa giratoria. Nel caso non si possa effettuare uno studio preventivo completo per l ottimizzazione dei parametri della lavorazione (cemento, bitume, eventuali integrazioni, eventuale acqua di aggiunta ecc), si potrà iniziare la lavorazione ed analizzare quindi il materiale del saggio per valutare, in corso d opera, i parametri fondamentali che seguono Parametri fondamentali di verifica 1) Fuso granulometrico Il materiale (post estrazione se comprende conglomerato bituminoso) dovrà essere contenuto nel seguente fuso: Apertura Setacci (mm) Fuso , , La curva granulometrica dovrà essere quanto più continua possibile. 2) Bitume da impiegare I bitumi saranno quelli descritti all art 1.2 e andranno impiegati orientativamente al 3,5% in peso sulla miscela, salvo diverse indicazioni derivanti dallo studio. 3) Cemento Dovrà esser impiegato cemento 325 (Portland, d altoforno o pozzolanico) in percentuale connessa al contenuto d acqua del materiale da riciclare (ricavato dal saggio effettuato). Indicativamente considerando una lavorazione di 25cm, si fornisce la seguente tabella per l impiego di cemento in funzione del contenuto d acqua: Contenuto d acqua totale Cemento Kg cemento a mq su 25cm di lavorazione. 5-6% 2 % % 2,5 % 12,5 7-9% 3 % % 3,5 % 17,5 4) Resistenze diametrali Per le resistenze si dovranno realizzare provini con pressa giratoria con n giri 180 con le seguenti caratteristiche: Pressione verticale kpa Angolo di rotazione 1,25 + 0,02 Velocità di rotazione (giri/min) 30 Diametro provino (mm) 150 Caratteristiche di resistenza ITS 25 C (GPa x 10-3 ) 0,32 0,55 CTI 25 C (GPa x 10-3 ) > 50 3 gg Dimensioni provini Diametro 150mm altezza mm Compressione semplice 25 C (GPa x 10-3 Diametro 150mm altezza ) 1,0 3, mm I provini vanno maturati a 40 C e termostati a 25 C per 4 ore prima del test di rottura. 5) Eventuali integrazioni Per la corretta esecuzione della lavorazione è bene integrare il materiale in sito con il 10% di sabbia di frantumazione 0/4 (circa 2,5 cm di spessore da stendere con finitrice) a meno di riciclare strati con notevole contenuto di fino. In questo caso sarà la DL a stabilire le modalità di procedere valutando se è necessario integrare con materiale più grosso, di pezzature diverse (graniglie ecc). Studio di progetto I parametri sopra descritti potranno essere ricercati mediante l effettuazione di uno studio finalizzato alla determinazione delle percentuali ottimali dei leganti (cemento e bitume) e dell acqua di compattazione oltrechè allo stabilire l eventuale aggiunta di aggregati di integrazione. A tal fine si dovranno realizzare provini con pressa giratoria (modalità descritte all art punto 4), secondo il seguente schema. Cemento (%) 2 2,5 3 Le percentuali Bitume schiumato (%) sono da Acqua di compattazione intendersi in (%) peso sulla N provini 6(*) miscela 21 22
12 I sei (*) provini (per ciascun punto dello studio) andranno maturati e rotti (tre a compressione e tre a trazione indiretta) sempre secondo l art punto 4, in cui sono descritte anche le resistenze richieste. Nella miscela dello studio dovrà essere sempre prevista l integrazione di una sabbia di frantumazione calcarea 0/4 mm in percentuali comprese tra il 10% e il 15 % in peso ed eventualmente di una graniglia di integrazione (max 15%) che potrà variare avere dimensione massima 30mm a seconda della tipologia e della granulometria del materiale da riciclare Verifiche in corso d opera necessarie per la corretta esecuzioni delle lavorazioni Considerata la complessità dell effettuazione di uno studio completo che segua lavorazioni di notevole rilevanza e anche l estrema variabilità potenziale del materiale da stabilizzare che potrebbe vanificare l effettuazione di un solo studio su un solo prelievo per ottimizzare la lavorazione, si dovrà effettuare una serie di verifiche durante l esecuzione dei lavori secondo la metodologia descritta di seguito. Ogni 500 m circa di lavorazione dovranno essere effettuate le seguenti valutazioni: a) verifica della granulometria (post estrazione) con % di bitume risultante nella miscela presente che deve essere compreso tra 3,0 e 4,5%; b) verifica della % di umidità; c) verifica della % di cemento che dovrà avere un valore legato alla natura del materiale da riciclare ed alla sua % di umidità; nel caso ci sia una variazione di umidità la quantità di cemento per i tratti successivi al prelievo va adeguata secondo l art punto 3; d) prelievo di materiale su cui effettuare test a resistenza diametrale (vedi art punto 4); e) verifica della temperatura del bitume in fase di schiumaggio che deve essere sempre >160 C (alla autobotte 165 C). Le prove di portanza tramite LFWD (Light Falling Weight Deflectometer tipo Dynatest) dovranno avere valore minimo 50Mpa dopo 4 ore e 180Mpa dopo 1gg. Questi valori di portanza, misurabili direttamente dall esecutore o dalla DL, sono solo indicativi e servono operativamente all impresa o alla DL per valutare i risultati che si stanno conseguendo e non verranno utilizzati per la valutazione del lavoro per la quale valgono le prescrizioni di cui all Art Posa in opera Il materiale dopo il passaggio della riciclatrice dovrà presentarsi omogeneo e con bitume ben disperso (senza la presenza di grumi). Va sempre effettuata una sovrapposizione delle strisciate di cm in relazione alla larghezza del tamburo della stabilizzatrice. E da evitare la stesa in condizioni di pioggia e con temperature inferiori a 10 C. La compattazione è estremamente importante e dovrà essere effettuata con rullo monotamburo vibrante di almeno 19 ton preferibilmente accoppiato ad un rullo gommato di almeno 14 ton. Per la stesa dello strato superiore si dovrà attendere il giorno successivo (o almeno 6-8 ore nel caso di esigenze operative improrogabili). Particolare attenzione va posta nel controllo della umidità che dovrà rimanere nei limiti indicati per non compromettere l esito della lavorazione Conglomerato a freddo schiumato in impianto (SCI) La tecnologia dello schiumato può essere applicata anche per reimpiegare materiali fresati da conglomerati bituminosi stoccati in cumuli, lavorandoli con opportuni impianti in aree adiacenti il tratto da risanare o a fianco agli impianti a caldo. Questi impianti, mobili e autonomi, (ad es. sono fissati su semirimorchi) possono essere ubicati praticamente dappertutto, e possono essere alimentati con il fresato, il bitume, l acqua e l eventuale materiale di integrazione. Il materiale a cui sono aggiunti i leganti e l acqua è pronto per essere steso con finitrice e compattato. Gli impianti prevedono la possibilità di caricare direttamente il materiale sui camion per il trasporto in sito e la stesa (opzione preferibile); è possibile stoccare in cumuli il materiale già schiumato per 1 o 2 ore, ma è preferibile stenderlo e compattarlo subito. Gli spessori degli strati compattati potranno variare da 12 a 20 cm. È possibile, per spessori superiori a 20cm, dividere la lavorazione in due strati Indicazioni generali La formulazione deve essere fatta ad hoc secondo il fresato presente. Il fresato prima di essere immesso nell impianto deve essere vagliato escludendo parti con diametro >40mm e con una curva totale quanto più continua possibile. Bisogna prevedere sempre un integrazione del 10-15% di sabbia e talvolta anche di un 10-15% di graniglia calcarea di frantumazione (max. 30 mm). I materiali di integrazione dovranno avere LA < 30 (LA 30 ) Oltre al bitume schiumato (indicativamente 3% in peso sugli aggregati) dovrà essere impiegato cemento 325 (Portland, d altoforno o pozzolanico) al 2% in peso sugli aggregati. Il bitume impiegato dovrà avere le caratteristiche indicate all art Curve di progetto La granulometria del materiale (post estrazione del bitume) deve rientrare nel fuso seguente: Apertura Setacci (mm) Fuso , , , La curva granulometrica dovrà essere quanto più continua possibile 23 24
13 Resistenze Per le resistenze si dovranno realizzare provini con pressa giratoria con n giri 180 con le seguenti caratteristiche. Pressione verticale kpa Angolo di rotazione 1,25 + 0,02 Velocità di rotazione (giri/min) 30 Diametro provino (mm) 150 Le resistenze richieste 3 gg Dimensioni provini ITS 25 C (GPa x 10-3 ) 0,30 0,50 Diametro 150mm altezza 100- CTI 25 C (GPa x 10-3 ) > mm Compressione semplice 25 C (MPa) 1,0 2,5 Diametro 150mm altezza mm I provini vanno maturati a 40 C e termostati a 25 C per 4 ore prima del test di rottura Studio di progetto I parametri sopra descritti potranno essere ricercati mediante l effettuazione di uno studio finalizzato alla determinazione delle percentuali ottimali dei leganti (cemento e bitume) e dell acqua di compattazione oltrechè allo stabilire l eventuale aggiunta di aggregati di integrazione. A tal fine si dovranno realizzare provini con pressa giratoria (art.2.2.3), secondo il seguente schema. Cemento (%) 1,5 2,0 2,5 Le percentuali Bitume schiumato (%) sono da Acqua di compattazione intendersi in (%) peso sulla N provini 6(*) miscela I sei (*) provini (per ciascun punto dello studio) andranno maturati e rotti (tre a compressione e tre a trazione indiretta) sempre secondo l art , in cui sono descritte anche le resistenze richieste. Nella miscela dello studio dovrà essere sempre prevista l integrazione di una sabbia di frantumazione calcarea 0/4 mm in percentuali comprese tra il 10% e il 15 % in peso ed eventualmente di una graniglia di integrazione (max 15%) che potrà variare avere dimensione massima 30mm a seconda della tipologia e della granulometria del materiale (fresato) da riciclare Posa in opera e verifiche La temperatura del bitume in fase di schiumaggio deve essere sempre >160 C. La compattazione è estremamente importante e dovrà essere effettuata con rullo monotamburo vibrante di almeno 19ton preferibilmente accoppiato ad un rullo gommato di almeno 14 ton. Per la stesa dello strato superiore si dovrà attendere il giorno successivo (o almeno 6-8 ore nel caso di esigenze operative improrogabili). Questa tecnica insieme con l impiego di impianti a caldo che consente il riutilizzo del fresato (al 20-30%) nei conglomerati bituminosi in genere permetterebbe il totale reimpiego dei materiali provenienti dalla scarifica delle pavimentazioni esistenti Riciclaggio con emulsione (RE) La tecnologia viene impiegata per riciclare pacchetti di conglomerato bituminoso ammalorati in sito o già stoccati in cantiere (fresati). La tecnologia del riciclaggio con emulsione prevede diverse modalità operative: in sito mediante treno di riciclaggio mobile o tramite idonee riciclatrici in impianto fisso o tramite impianti semoventi (su rimorchi) che hanno la possibilità di essere piazzati in aree vicino al sito di stesa Indicazioni generali La tecnologia del riciclaggio con emulsione permette di riciclare fresati di pavimentazioni ammalorate per la formazione di strati di base e basebinder, miscelando con emulsione bituminosa modificata, cemento e acqua il fresato (in sito o in impianto idoneo) stendendo (con finitrice) e compattando il pacchetto risultante. Per la realizzazione della miscela ai fini del raggiungimento delle neccessarie caratteristiche tecniche (granulometria, resistenza, portanza) è consentita l integrazione con aggregati frantumati di cava (frantumazione 100%) nella percentuale massima del 30% Per legante si dovrà impiegare emulsione bituminosa acida modificata (con SBS e/o lattice) secondo le caratteristiche indicate all art 1.4. (sezione bitumi), in percentuali comprese tra 3,0 e 4,5% in peso sugli aggregati; Il cemento andrà dosato in percentuali tra 0,7 e 1,5% in peso sugli aggregati. In aggiunta all emulsione dovrà essere impiegato cemento 325 (Portland, d altoforno o pozzolanico). L acqua di aggiunta dovrà essere pura priva di sostanze organiche Gli spessori degli strati compattati potranno variare da 12 a 20 cm Curva di progetto Granulometria materiale post estrazione Apertura Setacci Fuso Apertura Setacci (mm) (mm) Fuso 31, , , ,
14 Resistenze Per le resistenze si dovranno realizzare provini con pressa giratoria con n giri 180 con le seguenti caratteristiche: 3 gg Dimensioni provini ITS 25 C (GPa x 10-3 ) 0,32-0,55 Diametro 150mm altezza mm Compressione semplice 25 C (GPa x 10-3 ) 1,2 2,5 Diametro 150mm altezza mm I provini vanno maturati a 40 C e termostati a 25 C per 4 ore prima del test di rottura Studio di progetto I parametri sopra descritti potranno essere ricercati mediante l effettuazione di uno studio finalizzato alla determinazione delle percentuali ottimali dei leganti (cemento ed emulsione) e dell acqua di compattazione oltrechè allo stabilire l eventuale aggiunta di aggregati di integrazione. A tal fine si dovranno realizzare provini con pressa giratoria (art ), secondo il seguente schema. emulsione (%) 2,0 3,0 4,0 Le percentuali cemento (%) 0,5 0,5 0,5 1,0 1,0 1,0 1,5 1,5 1,5 sono da Acqua di compattaz. (%) intendersi in ( ) peso sulla N provini 6(*) miscela I sei (*) provini (per ciascun punto dello studio) andranno maturati e rotti (tre a compressione e tre a trazione indiretta) sempre secondo l art , in cui sono descritte anche le resistenze richieste Posa in opera e verifiche Il fresato deve essere vagliato (o granulato) al fine di evitare la permanenza di crostoni e materiale con dimensioni > 40 mm. La compattazione è estremamente importante e dovrà essere effettuata con rullo monotamburo vibrante di almeno 19 ton accoppiato ad un rullo gommato di almeno 14 ton. Per la stesa dello strato superiore si dovrà attendere il giorno successivo (o almeno 6-8 ore nel caso di esigenze operative improrogabili). Sul piano di posa della lavorazione va stesa una mano di attacco realizzata con emulsione modificata a rapida rottura (va bene anche la stessa emulsione usata per il riciclaggio) in ragione di 0,8-1,5 kg/mq comprendendo anche i cordoli verticali Misto cementato prodotto in centrale (MCI) Indicazioni generali Il misto cementato per strato di fondazione è costituito da una miscela di aggregati lapidei, impastata con cemento ed acqua in impianto centralizzato con dosatori a peso, da stendersi in unico strato dello spessore compattato indicato in progetto e comunque non dovrà avere uno spessore finito superiore ai 25 cm o inferiore ai 15 cm. La miscela deve essere realizzata con materiale proveniente da frantumazione (senza facce tonde) almeno al 40% e con cemento 325 (Portland, d altoforno o pozzolanico) tra il 2,5 e il 4,5% in peso sugli aggregati. L acqua per l impasto dovrà essere esente da impurità dannose, oli, acidi, alcali, materia organica e qualsiasi altra sostanza nociva. Gli aggregati devono presentare un L.A.< 28, un equivalente in sabbia compreso tra 30% e 70% e non deve essere plastico (Ip non determinabile). Gli aggregati non dovranno avere forma appiattita, allungata o lenticolare Curva di progetto La curva deve essere quanto più continua e chiusa possibile. Granulometria Apertura Setacci (mm) Fuso , , , , % cemento 2,5-4, Resistenze Ai fini della valutazione delle resistenze meccaniche si dovranno realizzare provini con pressa giratoria a n giri 180 con le seguenti caratteristiche: Pressione verticale kpa Angolo di rotazione 1,25 + 0,02 Velocità di rotazione (giri/min) 30 Diametro provino (mm) 150 La tecnologia può essere impiegata nelle nuove lavorazioni di costruzione per la formazione di strati di fondazione previa verifica della portanza dello strato inferiore
15 Caratteristiche di resistenza 3 gg 7 gg Dimensioni provini 0,30 Diametro 150mm altezza Rit 25 C (MPa) 0,32-0,60 0, mm Compressione semplice 25 C Diametro 150mm altezza 1,4 3,6 2,5 5,5 (MPa) mm I provini vanno maturati a 40 C e termostati a 25 C per 4 ore prima del test di rottura Studio di progetto I parametri sopra descritti potranno essere ricercati mediante l effettuazione di uno studio finalizzato alla determinazione delle percentuali ottimali del cemento e dell acqua di compattazione oltrechè allo stabilire la curva ottimale. A tal fine si dovranno realizzare provini con pressa giratoria (modalità descritte all art , secondo il seguente schema. Cemento (%) Le percentuali Acqua di compattazione sono da (%) intendersi in peso sulla N provini 6(*) miscela degli aggregati I sei (*) provini (per ciascun punto dello studio) andranno maturati e rotti (tre a compressione e tre a trazione indiretta a tre o a 7 gg) sempre secondo l art , in cui sono descritte anche le resistenze richieste. La miscela di studio verrà preparata partendo da tutte le classi previste per gli aggregati, mescolandole tra loro, con il cemento e l acqua Produzione delle miscele Le miscele dovranno essere confezionate in impianti fissi automatizzati, di idonee caratteristiche, mantenuti sempre perfettamente funzionanti in ogni loro parte. Gli impianti dovranno comunque garantire uniformità di produzione ed essere in grado di realizzare miscele del tutto rispondenti a quelle di progetto. La dosatura degli aggregati dovrà essere effettuata sulla base di almeno 4 classi con predosatori in numero corrispondente alle classi impiegate. La zona destinate allo stoccaggio degli aggregati sarà preventivamente e convenientemente sistemata per annullare la presenza di sostanze argillose e ristagni di acqua che possano compromettere la pulizia degli aggregati. Inoltre i cumuli delle diverse classi dovranno essere nettamente separati tra di loro e l'operazione di rifornimento nei predosatori eseguita con la massima cura Posa in opera La stesa verrà eseguita impiegando finitrici vibranti. La compattazione dovrà essere effettuata con rullo monotamburo vibrante di almeno 19 ton preferibilmente accoppiato ad un rullo gommato di almeno 14 ton, in alternativa si potranno usare rulli metallici vibranti di almeno 10 ton. La compattazione dovrà essere effettuata a regola d arte e la superficie dovrà presentarsi omogenea e senza presenza di fessurazioni. Appena completato il costipamento e la rifinitura superficiale dello strato, dovrà essere eseguita la spruzzatura di un velo protettivo di emulsione bituminosa acida al 55%, in ragione di 1,0-2,0 kg/m2, subito dopo il tratto dovrà rimanere non transitabile per almeno 48 ore e, dopo, transitabile limitatamente ai mezzi gommati di cantiere possibilmente scarichi. Il tempo intercorrente tra la stesa di due strisce affiancate non dovrà superare di norma le 2 ore per garantire la continuità della struttura. Particolari accorgimenti dovranno adottarsi nella formazione dei giunti longitudinali, che andranno opportunamente protetti. I giunti di ripresa vanno sempre tagliati al fine di ottenere la parete verticale Verifiche Saranno costituite da prove di portanza tramite LFWD (Light Falling Weight Deflectometer tipo Dynatest) e dovranno avere valore min 60Mpa dopo 4 ore e 250Mpa dopo 1gg. Questi valori di portanza, misurabili direttamente dall esecutore o dalla DL, sono solo indicativi e servono operativamente all impresa o alla DL per valutare i risultati che si stanno conseguendo e non verranno utilizzati per la valutazione del lavoro per la quale valgono le prescrizioni di cui all Art Misto cementato in sito (MCS) La stabilizzazione a cemento si applica in sito su vecchie fondazioni che possono comprendere anche una parte dello strato di imposta della sovrastruttura stradale; è possibile stabilizzare anche misti granulari di riporto; in tal caso non si devono usare materiali fresati contenenti bitume. Gli spessori degli strati compattati potranno variare da 20 a 25 cm. La tecnologia consiste nel miscelare il legante idraulico al misto granulare mediante pulvimixer idonei; il cemento 325 (Portland, d altoforno o pozzolanico) deve essere steso uniformemente sull area da stabilizzare subito prima del passaggio della stabilizzatrice. Granolumetria Apertura Setacci Fuso Apertura Setacci (mm) (mm) Fuso , , La curva granulometrica dovrà essere quanto più continua possibile
16 Studio della miscela in laboratorio Prima delle lavorazione si deve prevedere almeno un saggio di almeno 150 kg del materiale da stabilizzare (ma sarebbe preferibile almeno un saggio/km), e preferibilmente uno studio da realizzare con provini giratoria per stabilire le percentuali di cemento e acqua ottime ed eventuali integrazioni. Ai fini della determinazione delle % di cemento e umidità ottima si dovranno realizzare provini con pressa giratoria a n giri 180 con le seguenti caratteristiche: Caratteristiche provini giratoria Pressione verticale kpa Angolo di rotazione 1,25 + 0,02 Velocità di rotazione (giri/min) 30 Diametro provino (mm) 150 Caratteristiche di resistenza Rit 25 C (MPa) Compressione semplice 25 C (MPa) 3 gg 7 gg Dimensioni provini 0,20 Diametro 150mm altezza 0,25-0,50 0, mm Diametro 150mm altezza 1,3 3,5 2,0 5, mm I provini vanno maturati a 40 C e termostati a 25 C per 4 ore prima del test di rottura. Studio di progetto I parametri sopra descritti potranno essere ricercati mediante l effettuazione di uno studio finalizzato alla determinazione delle percentuali ottimali del cemento e dell acqua di compattazione oltrechè allo stabilire l eventuale aggiunta di aggregati di integrazione. A tal fine si dovranno realizzare provini con pressa giratoria (vedi modalità descritte all art ), secondo il seguente schema: Cemento (%) Le percentuali Acqua di compattazione sono da (%) N provini 6(*) intendersi in peso sulla miscela degli aggregati I sei (*) provini (per ciascun punto dello studio) andranno maturati e rotti (tre a compressione e tre a trazione indiretta a 3 o 7 gg) sempre secondo l art. 2.51, in cui sono descritte anche le resistenze richieste. Dallo studio si potrà evidenziare anche la necessità di integrare la miscela da riciclare con eventuali aggregati di integrazione Verifiche in corso d opera necessarie per la corretta esecuzioni delle lavorazioni Considerata la complessità dell effettuazione di uno studio completo che segua lavorazioni di notevole rilevanza e anche l estrema variabilità potenziale del materiale da stabilizzare che potrebbe vanificare l effettuazione di un solo studio su un solo prelievo per ottimizzare la lavorazione, si dovrà effettuare una serie di verifiche durante l esecuzione dei lavori secondo la metodologia descritta di seguito. Ogni 500 m circa di lavorazione dovranno essere effettuate le seguenti valutazioni: a) verifica della granulometria b) verifica della % di umidità; c) verifica della % di cemento che dovrà avere un valore legato alla natura del materiale da riciclare ed alla sua % di umidità Indicativamente considerando una lavorazione di 25cm, si fornisce la seguente tabella per l impiego di cemento in funzione del contenuto d acqua. Contenuto d acqua totale Cemento Kg cemento a mq su 25cm di lavorazione. 5-6% 2,5 % 12,5 6-7% 3,0 % 15,0 7-10% 3,5 % 17,5 d) formazione di provini giratoria per la verifica delle resistenze. La DL stabilirà se e come procedere ad eventuali integrazioni di aggregati di diversa pezzatura (graniglie ecc). Le prove di portanza tramite LFWD (Light Falling Weight Deflectometer tipo Dynatest) dovranno avere valore minimo 50Mpa dopo 4 ore e 220Mpa dopo 1gg. Questi valori di portanza, misurabili direttamente dall esecutore o dalla DL, sono solo indicativi e servono operativamente all impresa o alla DL per valutare i risultati che si stanno conseguendo e non verranno utilizzati per la valutazione del lavoro per la quale valgono le prescrizioni di cui all Art Posa in opera La compattazione è estremamente importante e dovrà essere effettuata con rullo monotamburo vibrante di almeno 19 ton preferibilmente accoppiato ad un rullo gommato di almeno 14 ton. Per la stesa dello strato superiore si dovrà attendere almeno 48 ore. La lavorazione non dovrà di norma essere eseguita con temperature ambiente inferiori a 10C e superiori a 35 C e mai sotto la pioggia. Va sempre effettuata una sovrapposizione delle strisciate di cm relativa alla larghezza del tamburo della stabilizzatrice
17 3. - Conglomerati bituminosi 3.1. Prescrizioni generali I conglomerati bituminosi devono essere prodotti a caldo in impianti fissi o mobili di idonee caratteristiche. Dovranno essere realizzati miscelando a caldo aggregati grossi, fini e filler in impianti automatizzati continui o discontinui. Gli aggregati dovranno essere stoccati in appositi siti, ben separati fra le varie pezzature e in zone prive di ristagni d acqua o di terreni argillosi. I leganti bituminosi devono essere stoccati in idonee cisterne con controllo delle temperature. Ai fini del loro impiego i conglomerati bituminosi dovranno avere marcatura CE relativamente alle grandezze indicate all art Aggregati Gli aggregati devono essere costituiti da aggregati naturali frantumati o in percentuali ridotte da aggregati artificiali (argilla espansa, scorie di altoforno ecc.), in questo caso sarà la DL a decidere, caso per caso, l idoneità dei materiali e le percentuali di impiego. In caso di impiego di aggregati alluvionali, cioè provenienti da frantumazione di rocce tondeggianti, la percentuale (totale) di impiego di questi ultimi non deve essere superiore al 50%. Gli aggregati alluvionali dovranno provenire dalla frantumazione di elementi sufficientemente grandi da essere formati da elementi completamente frantumati (privi di facce tonde) in percentuale (in peso) 70%; la restante parte non dovrà essere mai completamente tonda. Ai fini dell impiego è obbligatoria l attestazione di conformità (CE) da parte del produttore con i seguenti requisiti: AGGREGATI GROSSI REQUISITO Resistenza alla frammentazione Percentuale di superfici frantumate Coefficiente di appiattimento BASE; BASE-BINDER;BINDER METODO DI PROVA UNI EN UNI EN UNI EN SIMBOLO UM VALORE LIMITE CATEGORIA (UNI EN 13043) LA % 25 LA 25 C % 50 C 50/30 FI % 15 FI 15 AGGREGATI FINI REQUISITO Passante al setaccio 0,063 METODO DI PROVA SIMBOLO UM VALORE LIMITE CATEGORIA (UNI EN 13043) UNI EN f % < 18 f 18 Equivalente in sabbia UNI EN SE % >60 - FILLER REQUISITO Passante al setaccio 2 mm Passante al setaccio 0,125 mm Passante al setaccio 0,063 mm Indice di plasticità Palla anello (filler/bitume= 1,5) METODO DI PROVA SIMBOLO UM VALORE LIMITE CATEGORIA (UNI EN 13043) UNI EN % UNI EN % UNI EN % UNI CEN ISO/TS REQUISITI DEGLI AGGREGATI GROSSI REQUISITO da 85 a100 da 70 a N.P. - UNI EN Δ R&B % > 5 Δ R&B8/16 METODO DI PROVA USURE SIMBOLO UM VALORE LIMITE - - CATEGORIA (UNI EN 13043) Resistenza alla frammentazione UNI EN LA % 20 LA 20 Resistenza alla levigatezza UNI EN LV - 44 (*) PSV 44 Resistenza al gelo/disgelo UNI EN F % 1 F 1 Percentuale di superfici frantumate UNI EN C % 70 C 50/10 Coefficiente di appiattimento UNI EN FI % 15 FI 15 (*) Vale la regola del PSVmix (art3.2.2) 33 34
18 REQUISITI AGGREGATI FINI REQUISITO Passante al setaccio 0,063 METODO DI PROVA SIMBOLO UM VALORE LIMITE CATEGORIA (UNI EN 13043) UNI EN f % < 18 f 18 Equivalente in sabbia UNI EN SE % >75 - FILLER REQUISITO Passante al setaccio 2 mm Passante al setaccio 0,125 mm Passante al setaccio 0,063 mm Indice di plasticità Palla anello (filler/bitume= 1,5) METODO DI PROVA SIMBOLO UM VALORE LIMITE CATEGORIA (UNI EN 13043) UNI EN % UNI EN % UNI EN % UNI CEN ISO/TS Usura A con argilla espansa da 85 a100 da 70 a N.P. - UNI EN Δ R&B % > 5 Δ R&B8/16 Ai fini di realizzare tratti con elevate caratteristiche di resistenza alla lucidatura è possibile impiegare nella miscela di usura A (vedi art 3.5), l inerte artificiale argilla espansa; inoltre è possibile l impiego di tale materiale in aree dove mancano aggregati di adeguate prestazioni per la realizzazione delle miscele superficiali. L impiego può essere abbinato ad aggregati con resistenza alla levigatezza > 40 (PSV 40 ), valendo la regola del PSVmix (art 3.2.2). Per la realizzazione della usura A con argilla espansa valgono le seguenti indicazioni: l argilla espansa dovrà essere di tipo resistente con pezzatura 4/10mm la resistenza dei granuli allo schiacciamento 27 dan/cmq l argilla dovrà essere impiegata in percentuali comprese tra 10 e 12 % in peso sulla miscela degli aggregati la percentuale di bitume riferita agli aggregati, deve essere compresa tra 5,6% e 7% Ai fini della lavorazione l argilla espansa dovrà essere stoccata in cantiere in idonei siti per evitare che venga a contatto con pioggia o acqua in generale. L impiego di argilla espansa può essere esteso anche al binder con le stesse caratteristiche e modalità di impiego. - - L impiego della miscela di binder alleggerita (insieme all usura) può essere prevista nel caso si voglia ridurre il peso proprio dell impalcato nel caso di uso sui ponti o viadotti, consentendo imbottiture, impiego di barriere più pesanti, ampliamenti ecc Valore di levigabilità dovuto alla miscela di aggregati (PSVmix) Il PSVmix è un indice che si calcola per le miscele di aggregati da impiegare per gli strati superficiali esclusivamente sugli aggregati che presentano trattenuto al setaccio 2mm. Il PSVmix porta in gioco i valori del PSV delle singole pezzature con le relative masse volumiche apparenti (MVA) così da valutare l aderenza sulla superficie stradale pesata in base al contributo volumetrico dei vari aggregati presenti. Qualora non sia possibile disporre di aggregati tutti di PSV 44 (PSV 44 ) si potranno adottare miscele con aggregati di natura petrografica diversa (miste), alcune con PSV comunque 40 (PSV 40 ), escluse le sabbie, ed altre con PSV 44, (PSV 44 ). combinati tra loro in modo da ottenere un PSVmix calcolato 44; questo risultato si ottiene o con la presenza di materiali naturali porosi, o più semplicemente usando argilla espansa di tipo strutturale per usure drenanti e di tipo resistente per usure chiuse. Modalità di calcolo: a partire dalle percentuali in peso di impiego (% inerte 1, % inerte 2, ecc.): Si misurano le masse volumiche apparenti MVA (MVA1, MVA2, ecc.) di tutte le pezzature che presentano trattenuto al 2mm Per ogni pezzatura: si escludono le percentuali di impiego passanti al 2mm, si sommano le percentuali di trattenuto uguali o superiori al 2mm e la risultante si moltiplica per la percentuale di impiego Si riporta la somma a 100 per avere le nuove percentuali di impiego trattenute al 2mm Le nuove percentuali di impiego vengono trasformate in percentuali volumetriche (VOLi) utilizzando le MVA e riportate anch esse a 100%) Il PSVmix si calcola sommando il prodotto della percentuale volumetrica di ogni pezzatura (compresa la sabbia) utilizzata per il relativo valore di PSV diviso per Posa in opera PSV mix x = i (PSV i VOL i )/100 La posa in opera dovrà essere eseguita a regola d arte, con vibrofinitrici in grado di realizzare uno strato finito perfettamente sagomato, senza ondulazioni, omogeneo, liscio, privo di sgranamenti, fessurazioni o aree di segregazione. La stesa non deve presentare aree (chiazze) di bitume o di malta bituminosa (bitume e parti fini) dovute a problemi di colaggio o segregazione nella miscela. Per garantire la continuità tra gli strati, sul piano di posa, che deve essere asciutto, va stesa sempre una mano di attacco in quantità compresa tra 0,6 e 1,2 kg/mq di bitume o emulsione ambedue preferibilmente modificati
19 Nel caso di risanamenti superficiali l uso dei bitumi modificati come mano d attacco è obbligatorio. I giunti trasversali e longitudinali devono presentarsi privi di fessurazioni o elementi litoidi frantumati, con le strisciate adiacenti perfettamente complanari. In caso di stesa di due strisciate affiancate, per evitare di avere il giunto freddo è preferibile, se non è possibile l impiego di due finitrici, un spaziatura temporale ridotta al minimo. I giunti longitudinali nella sovrapposizione degli strati del pacchetto, devono essere sempre sfalsati di almeno 10cm e mai ricadenti nella zona di battuta dei pneumatici compatibilmente con la geometria della strada. La mano di attacco deve andare ad interessare (se le due strisciate sono distanti temporalmente) anche il bordo della prima strisciata. I giunti trasversali in caso di interruzione della lavorazione vanno sempre tagliati ed asportato il materiale di azzeramento. Nel caso la lavorazione interessi tratti in cui siano presenti giunti di dilatazione (giunti a tampone, acciaio gomma ecc) per viadotti o ponti, la lavorazione deve essere complanare (mediante fresatura e /o rimozione del conglomerato adiacente al giunto) per avere una superficie viabile con elevate caratteristiche di planarità. Il conglomerato bituminoso deve essere prodotto in impianto a temperature tra 145 C e 180 C ; deve essere steso a temperatura 135 C (misurata dietro finitrice). La compattazione deve avvenire mediante rulli metallici con peso compreso tra 8 e 14 ton a seconda dello strato e dello spessore. Il rullo deve seguire da vicino la finitrice e condurre la compattazione a termine in continuo, senza interruzioni. Vanno immediatamente rimosse e rifatte zone che presentino anomalie di stesa, segregazioni, sgranature. Il trasporto impianto-cantiere di stesa deve avvenire con mezzi idonei che evitino la formazione di crostoni o eccessivi raffreddamenti superficiali. Al termine dello scarico del materiale nella finitrice i mezzi di trasporto del conglomerato non devono effettuare la pulizia del mezzo scaricando nel cavo i residui rimasti su di esso Conglomerato bituminoso riciclato (fresato)-modalità di reimpiego In caso di utilizzo di materiale fresato, la classificazione del materiale andrà fatta secondo la UNI EN 13108/8. I conglomerati bituminosi fresati dalle pavimentazioni, per brevità chiamati nel seguito fresati, sono materiali provenienti da fresature dirette, a freddo o a caldo, o da demolizioni a blocchi di pavimentazioni preesistenti sottoposte a successiva frantumazione. Essi vanno utilizzati o nei conglomerati bituminosi, con o senza altri materiali vergini, oppure per la costruzione di rilevati di qualsiasi tipo, per piazzole di sosta, rampe di conversione o d uscita per usi di servizio o in condizioni di blocco stradale, allargamento di corsie d emergenza, aree di parcheggio, d atterraggio elicotteri ecc. e per tutte le sottofondazioni delle pavimentazioni. L impiego del fresato deve rispondere a quanto prescritto dal TU Ambientale 152/06. In particolare, la messa in riserva e l impiego di fresato per gli usi sopra descritti, al di fuori dei conglomerati bituminosi, è subordinato all esecuzione del test di cessione sul rifiuto eseguito sul materiale tal quale, secondo il metodo riportato in allegato n 3 al Decreto Ministeriale del Ministero dell Ambiente n 72 del 5 febbraio (Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del DL n 22 del 5 febbraio 1997).. I materiali risultanti positivi o vengono inertizzati prima dell uso (per lavaggio o per rivestimento con calce) o devono essere inviati a discarica autorizzata. La durata della messa a riserva provvisoria non deve mai superare un anno, ed il suo utilizzo al di fuori dei conglomerati bituminosi deve essere accompagnato da un progetto da presentare con la richiesta di sistemazione definitiva Ai fini del massimo reimpiego nelle miscele a caldo di conglomerati bituminosi fresati, si danno qui di seguito le indicazioni necessarie al corretto utilizzo. Per gli strati di base basebinder e binder si possono usare fresati di qualsiasi provenienza, mentre per le miscele da impiegare negli strati di usura va usato solo fresato proveniente da strati di usura drenanti o meno. Tutto il fresato prima dell impiego va vagliato al 30 mm, per gli strati di base e basebinder, e al 20 mm per gli strati di binder e usura; ciò al fine di evitare di comprendere elementi grossolani e per ridurre la variabilità della miscela. L impiego dei fresati comporta l impiego di rigeneranti (1-5% in peso sul bitume totale) per il vecchio bitume; tali rigeneranti devono essere approvati come indicato all art 1.5 e vanno impiegati in particolari zone (es. zone ad elevato traffico) e sempre su indicazione della DL. In caso di impiego di fresato le percentuali minime di bitume totale salgono di 0,2% per tutte le miscele (vedi punti 3.5) considerando nella miscela totale anche il bitume contenuto nel fresato. Il controllo della percentuale di fresato da parte della DL potrà essere effettuato direttamente in impianto. Ai fini del reimpiego (in base alla disponibilità e alla tipologia dell impianto) e possibile impiegare le seguenti percentuali di fresato: Usura a (US) Usura b (US) % di impiego di fresato Binder (BI) Basebinder (Bb) Base (BA) Tipologia bitume TQ SF HD TQ SF HD TQ SF HD TQ SF HD TQ SF HD % di fresato % di ACF sul bitume 3.5. Miscele <10 <25 <20 <10 <25 <20 <15 <30 <25 <15 <35 <30 <15 <35 < La miscela degli aggregati lapidei impiegati per il confezionamento dei conglomerati bituminosi dovrà avere una composizione granulometrica, determinata in conformità alle norme UNI EN e UNI EN utilizzando i setacci appartenenti al gruppo base + 2, comprese nei limiti dei fusi riportati nella seguente tabella: 37 38
20 Apertura Setacci (mm) Usura a (US) Fusi granulometrici (passanti %) Usura b (US) Binder (BI) Basebinder ( ) (Bb) Base (BA) 31, , , , , % bitume riferito alla miscela ( e 39) 4,5-6,1 4,5-6,1 4,1-5,5 4,0 5,3 3,8-5,2 Spessori (cm) ( ) Questa miscela va usata nei risanamenti superficiali (RS) quando lo spessore non è sufficiente a costituire una base; essa è infatti resistente ed adatta ad essere a contatto con l usura Caratteristiche prestazionali (volumetriche e meccaniche) Le miscele devono avere massime caratteristiche di resistenza a fatica, all ormaiamento, ai fattori climatici e in generale ad azioni esterne. Le miscele devono essere verificate mediante pressa giratoria con i seguenti parametri di prova: Pressione verticale kpa Angolo di rotazione 1,25 + 0,02 Velocità di rotazione (giri/min) 30 Diametro provino (mm) 150 Per base e basebinder Diametro provino (mm) 100 Per usura A,B e Binder Dati volumetrici I provini dovranno essere compattati mediante giratoria ad un numero di giri totali (N3) dipendente dalla tipologia dalla miscela e dalla tipologia del legante. La verifica della % dei vuoti dovrà essere fatta a tre livelli di n giri: N1 (iniziale), N2 (medio) e N3 (finale). Il numero dei giri di riferimento con le relative percentuali dei vuoti sono: Base e basebinder Binder Usura A e B % vuoti (Vm UNI EN TQ Sf HD TQ Sf HD TQ Sf HD ) N N N > Dati meccanici Le miscele risultanti dallo studio/verifica mediante giratoria (compattate a N3) devono essere testate a trazione diametrale a 25 C. I due paramettri di rifertimento sono Rt (resistenza a trazione) e CTI (coefficiente di trazione indiretta): Miscele con bitume TQ Miscele con bitume SF e HD ITS (GPa x 10-3 ) 0,72 1,40 0,95 1,70 CTI (GPa x 10-3 ) > 65 > Verifiche prestazionali sulla qualità del prodotto in opera Ai fini della valutazione della qualità e della posa in opera del conglomerato si possono realizzare: - prelievi di conglomerato durante la posa in opera, alla stesa o all impianto - prelievi di campione di bitume da cisterna o da serbatoio - carotaggi effettuati entro 6 mesi dalla fine della lavorazione Prelievi di conglomerato Sui prelievi di conglomerato andranno realizzati provini giratoria per in controllo della percentuale dei vuoti e delle resistenze diametrali che dovranno rispettare gli intervalli espressi (3.6.1 e 3.6.2). Sui conglomerati andrà effettuata l estrazione del legante mediante ignizione o sistemi a solvente dalla quale verrà ricavata la granulometria e la percentuale di legante. La granulometria dovrà essere sempre contenuta nel fuso (art.3.5) mentre rispetto alla curva di progetto si potranno avere in riferimento all apertura dei setacci i seguenti scostamenti: scostamenti di + 5% per i passanti ai setacci con apertura > 2mm, scostamenti di + 3% per i passanti ai setacci con apertura > 0,063mm e < 2mm scostamenti di + 1,5% per i passanti al setaccio 0,063mm La percentuale di legante dovrà essere sempre contenuta negli intervalli indicati (art 3.5). Carotaggi I carotaggi verranno utilizzati o per la taratura di eventuali misure ad Alto Rendimento con Radar penetrometrico o come misura diretta, vedi all art I carotaggi, indicativamente 3 carote/km per corsia, scelte in modo casuale nel caso di uso diretto di misura degli spessori, dovranno avere diametro compreso tra 100 e 200 mm. Dovranno essere individuati gli spessori dei singoli strati componenti il pacchetto con particolare riferimento ai conglomerati bituminosi
21 Nel caso dell uso per taratura dei radar penetrometrici, i carotaggi saranno fatti dopo il passaggio delle macchine, nei punti più adatti allo scopo (segnale radar meglio definito) Controllo sulla qualità della compattazione delle miscele Per ogni lavorazione descritta nelle presenti Norme Tecniche sono indicati i mezzi più adatti per eseguire un buon costipamento. A riprova della presenza e del buon uso dei sistemi di compattazione dei diversi strati presenti in opera la percentuale dei vuoti dovrà risultare indicativamente nei limiti della tabella seguente: Lavorazioni Articolo % dei vuoti (Vm : UNI EN ) min. max. Riciclaggio emulsione (RE) Art Base (BA) Art Basebinder (Bb) Art Binder (BI) Art Usure A e B (US) Art Microtappeto di usura Art Drenante (DR) Art Drenante con argilla espansa (DAE) Art Le verifiche potranno essere fatte anche in corso d opera con possibilità di richiesta da parte della DL di variazione del sistema di compattazione, onde evitare le sanzioni individuabili con i controlli finali di cui all art restando valida la valutazione prestazionale Miscele Drenanti Fonoassorbenti - Usura Drenante (DR) e Drenante alleggerito con Argilla Espansa (DAE) 4.1. Caratteristiche generali Sono miscele con elevata percentuale di vuoti intercomunicanti che assicurano lo smaltimento delle acque meteoriche e caratteristiche di fonoassorbimento elevato con media/elevata emissione nei confronti del traffico veicolare. I conglomerati bituminosi devono essere prodotti a caldo in impianti fissi di idonee caratteristiche. Dovranno essere realizzati miscelando a caldo pietrischetti, sabbia e filler in impianti automatizzati continui o discontinui. Gli aggregati dovranno essere stoccati in appositi siti, ben separati fra le varie pezzature e in zone prive di ristagni d acqua o di terreni argillosi. I leganti bituminosi devono essere stoccati in idonee cisterne con controllo delle temperature. Ai fini del loro impiego i conglomerati bituminosi dovranno avere marcatura CE relativamente alle grandezze indicate all art Aggregati Gli aggregati devono essere costituiti da aggregati naturali (preferibilmente di natura basaltica) o in percentuali ridotte da aggregati artificiali (argilla espansa, scorie di altoforno ecc.), in questo caso sarà la DL a decidere, caso per caso, l idoneità dei materiali e le percentuali di impiego. In caso di impiego di aggregati alluvionali, cioè provenienti da frantumazione di rocce tondeggianti, la percentuale (totale) di impiego di questi ultimi non deve essere superiore al 40%. Gli aggregati alluvionali dovranno provenire dalla frantumazione di elementi sufficientemente grandi da essere formati da elementi completamente frantumati (privi di facce tonde) in percentuale (in peso) 80%; la restante parte non dovrà essere mai completamente tonda. Ai fini dell impiego è obbligatoria l attestazione di conformità (CE) da parte del produttore con i seguenti requisiti: REQUISITI DEGLI AGGREGATI GROSSI REQUISITO METODO DI PROVA SIMBOLO UM VALORE LIMITE CATEGORIA (UNI EN 13043) Requisito di granulometria UNI EN G C % G C Resistenza alla frammentazione UNI EN LA % 20 LA 20 Resistenza alla levigatezza UNI EN (*) PSV 44 Resistenza al gelo/disgelo UNI EN F % 1 F 1 Percentuale di superfici frantumate UNI EN C % 80 (DREN) C 50/10 Coefficiente di appiattimento UNI EN FI % 15 FI 15 (*) Vale la regola del PSVmix (art3.2.2) REQUISITI AGGREGATI FINI REQUISITO Passante al setaccio 0,063 METODO DI PROVA SIMBOLO UM VALORE LIMITE CATEGORIA (UNI EN 13043) UNI EN f % < 18 f 18 Equivalente in sabbia UNI EN SE % >
22 FILLER REQUISITO Passante al setaccio 2 mm Passante al setaccio 0,125 mm Passante al setaccio 0,063 mm Indice di plasticità Palla anello (filler/bitume= 1,5) METODO DI PROVA SIMBOLO UM VALORE LIMITE CATEGORIA (UNI EN 13043) UNI EN % UNI EN % UNI EN % UNI CEN ISO/TS da 85 a100 da 70 a N.P. - UNI EN Δ R&B % > 5 Δ R&B8/16 Nel caso si adottino miscele con aggregati di natura petrografica diversa (miste) è possibile l impiego di aggregati con PSV 44 (PSV 44 ) va calcolato il PSVmix che deve risultare 44 (vedi art 3.2.2). L impiego di fibre per il rinforzo strutturale delle miscele avverrà con quantità comprese tra 0,05 e 0,5% in peso sugli aggregati a seconda del tipo di fibra impiegata e comunque secondo le quantità e le modalità indicate sulla base di specifiche prove eseguite dai Laboratori accreditati, oppure su quelle preventivamente eseguite dal CSS Posa in opera La posa in opera dovrà essere eseguita a regola d arte, con vibrofinitrici in grado di realizzare uno strato finito perfettamente sagomato, senza ondulazioni, omogeneo, liscio, privo di sgranamenti, fessurazioni o aree di segregazione. La stesa non deve presentare aree (chiazze) di bitume o di malta bituminosa (bitume e parti fini) dovute a problemi di colaggio o segregazione nella miscela. Per garantire l impermeabilizzazione e la continuità tra gli strati sul piano di posa, che deve essere asciutto, va stesa sempre una mano di attacco in quantità compresa tra 1 e 1,5 kg/mq di bitume HD. I giunti trasversali e longitudinali devono presentarsi privi di fessurazioni o elementi litoidi frantumati, con le strisciate adiacenti perfettamente complanari. In caso di stesa di due strisciate affiancate, per evitare di avere il giunto freddo è preferibile, se non è possibile l impiego di due finitrici, un spaziatura temporale ridotta al minimo. I giunti longitudinali degli strati del pacchetto devono essere sempre sfalsati di almeno 10 cm e mai ricadenti nella zona di battuta dei pneumatici. I giunti trasversali in caso di interruzione della lavorazione vanno sempre tagliati ed asportato il materiale di azzeramento. Nel caso la lavorazione interessi tratti in cui siano presenti giunti di dilatazione (giunti a tampone, acciaio gomma ecc) per viadotti o ponti, la lavorazione deve essere complanare (mediante fresatura e /o rimozione del conglomerato adiacente al giunto) per avere una superficie viabile con elevate caratteristiche di planarità. - - Il conglomerato bituminoso deve essere prodotto in impianto a temperature tra 150 C e 180 C ; deve essere steso a temperatura > 140 C (misurata dietro finitrice). La compattazione deve avvenire mediante rulli metallici con peso compreso tra 8 e 12 ton. Il rullo deve seguire da vicino la finitrice e la compattazione deve essere condotta a termine in continuo senza interruzioni. Vanno immediatamente rimosse e rifatte zone che presentino anomalie di stesa, segregazioni, sgranature. Il trasporto impianto-cantiere di stesa deve avvenire con mezzi idonei che evitino la formazione di crostoni o eccessivi raffreddamenti superficiali. Al termine dello scarico del materiale nella finitrice i mezzi di trasporto del conglomerato non devono effettuare la pulizia del mezzo scaricando nel cavo i residui rimasti sul camion. La stesa del conglomerato deve essere sospesa in caso le condizioni meteorologiche possano pregiudicare la riuscita del lavoro e comunque sempre in caso di pioggia o temperatura esterna <10 C o in condizioni di piano di posa umido Miscele Apertura Setacci (mm) Fusi granulometrici (passanti %) Usura drenante (DR) Drenante con argilla espansa (DAE) , , , , , % bitume riferito alla miscela ( e 39) 4,8 5,8 5,3-6,3 Spessori (cm) Per la realizzazione del drenante alleggerito con argilla espansa valgono le seguenti indicazioni: - L argilla espansa dovrà essere di tipo strutturale con pezzatura 6/14 - Resistenza dei granuli allo schiacciamento 43 dan/cmq - L argilla dovrà essere impiegata in percentuali in peso comprese tra 10 e 12 % Ai fini della lavorazione l argilla espansa dovrà essere stoccata in cantiere in idonei siti per evitare che venga a contatto con pioggia o acqua in generale
23 L impiego dell argilla espansa è possibile in aree dove il costo degli aggregati naturali delle dovute caratteristiche risulta elevato per ragioni di reperibilità; inoltre aumenta le performance di durata in relazione alla lucidatura. 4.5 Caratteristiche prestazionali (volumetriche e meccaniche) Le miscele devono avere massime caratteristiche di resistenza a fatica, all ormaiamento, ai fattori climatici e in generale ad azioni esterne. Le miscele devono essere verificate mediante pressa giratoria con i seguenti parametri di prova: Pressione verticale kpa Angolo di rotazione 1,25 + 0,02 Velocità di rotazione (giri/min) 30 Diametro provino (mm) 100 I provini dovranno essere compattati mediante giratoria ad un numero di giri totali (N3) dipendente dalla tipologia dalla miscela Dati volumetrici La verifica della percentuale dei vuoti dovrà essere fatta a tre livelli di n giri: N1 (iniziale), N2 (medio) e N3 (finale). Il numero dei giri di riferimento con le relative % dei vuoti sono: Usura drenante (DR) Drenante alleggerito (DAE) % vuoti (Vm UNI EN ) N > 28 N > 22 N > Dati meccanici Le miscele risultanti dallo studio/verifica mediante giratoria (compattate a N3) devono essere testate a trazione diametrale a 25 C. I due parametri di riferimento sono Rt (resistenza a trazione) e CTI (coefficiente di trazione indiretta): Usura drenante (DR) Drenante alleggerito (DAE) ITS (GPa x 10-3 ) 0,34 0,58 0,32 0,54 CTI (GPa x 10-3 ) > 20 > Verifiche prestazionali sulla qualità del prodotto in opera La capacità drenante dovrà essere misurata mediante permeabilimetro a colonna. I valori richiesti sono da effettuarsi entro 15gg dalla realizzazione della lavorazione (aspettando almeno 4 ore dalla fine della posa in opera). Le misure (singole) vanno fatte ad almeno 50 cm dai bordi con frequenza di almeno 10 misure per km per ciascuna corsia. Usura drenante (DR) Drenante alleggerito (DAE) Capacità drenante lt/min > 18 >15 Ai fini delle verifiche della valutazione della qualità e della posa in opera del conglomerato si possono realizzare: 1) prelievi di conglomerato durante la posa in opera, alla stesa o all impianto 2) prelievi di campione di bitume da cisterna o da serbatoio 3) carotaggi effettuati entro 6 mesi dalla fine della lavorazione Prelievi di conglomerato Sui prelievi di conglomerato andranno realizzati provini giratoria per in controllo della percentuale dei vuoti e delle resistenze diametrali che dovranno rispettare gli intervalli espressi (art e 4.5.2). Sui conglomerati andrà effettuata l estrazione del legante mediante ignizione o sistemi a solvente dalla quale verrà ricavata la granulometria e la percentuale di legante. La granulometria dovrà essere sempre contenuta nel fuso (art 4.4) mentre rispetto alla curva di progetto si potranno avere in riferimento all apertura dei setacci i seguenti scostamenti: scostamenti di + 5% per i passanti ai setacci con apertura > 2mm scostamenti di + 3% per i passanti ai setacci con apertura >0,063mm e < 2mm scostamenti di + 1,5% per i passanti al setaccio 0,063mm La percentuale di legante dovrà essere sempre contenuta negli intervalli indicati (art 4.4). Carotaggi I carotaggi verranno utilizzati o per la taratura di eventuali misure ad Alto Rendimento con Radar penetrometrico o come misura diretta, vedi all art I carotaggi, indicativamente 3 carote/km per corsia, scelte in modo casuale nel caso di uso diretto di misura degli spessori, dovranno avere diametro compreso tra 150 e 200 mm. Dovranno essere individuati gli spessori dei singoli strati componenti il pacchetto con particolare riferimento ai conglomerati bituminosi. Nel caso dell uso per taratura dei radar penetrometrici, i carotaggi saranno fatti dopo il passaggio delle macchine, nei punti più adatti allo scopo (segnale radar meglio definito) Trattamenti superficiali 5.1. Tappeti di irruvidimento (tipo Macroseal) L impiego di macroseal deve essere previsto al fine di ripristinare una condizione di aderenza accettabile su tappeti con CAT<45 o in particolari tratti ad elevata pericolosità 45 46
24 (curve con raggi di curvatura piccoli, tratti in forte pendenza e /o tratte ad elevata incidentalità). Per una sufficiente durata del macroseal (per durata si intende un mantenimento della superficie continuo senza chiazze o zone di espoliazione della graniglia soprattutto sulla battuta dei pneumatici) è necessario avere un supporto (a meno di effettuare una rasatura) sufficientemente sano, cioè privo di lesioni, ragnatele o sfondamenti. Gli aggregati impiegati, tutti di frantumazione e di natura basaltica, dovranno avere PSV > 45 e LA < 0,18; in caso di impiego di altri materiali (scorie, loppe, cromiti ecc) la DL si dovrà esprimere circa la fattibilità del lavoro. Lo spessore deve essere compreso tra 4 e 6 mm. Granulometria Apertura Setacci (mm) Fuso , , , % bitume riferito alla miscela ( e 39) 5,5-8,5 Il legante deve essere emulsione bituminosa modificata opportunamente formulata per l impiego. La lavorazione deve essere preceduta dalla spazzolatura del supporto che deve essere asciutto. La lavorazione deve essere eseguita con apposite macchine moventi (impastatricistenditrici) e la superficie deve presentarsi uniforme e priva di difetti (ripartenze, refluimenti, strappi ecc). Deve inoltre presentare sufficiente macrotessitura (HS > 0,4). L apertura al traffico deve avvenire in modo graduale (tenendo bassa la velocità dei veicoli alla prima apertura) e dopo un tempo sufficiente per la completa rottura dell emulsione. Per la lavorazione la temperatura minima dell aria è di 15 C ed è assolutamente vietata in caso di pioggia o di supporto bagnato o umido Irradiatura meccanica di irruvidimento (Pallinatura) Le superfici con ridotto CAT possono essere riportate a valori superiori con irruviditrici a secco denominate pallinatrici, le quali non lasciano le superfici trattate con striature orientate in senso longitudinale o trasversale tali da non incrementare il rumore di rotolamento e non creare l effetto rotaia. I pallini proiettati dalla macchina vanno recuperati per aspirazione e reimpiegati previa eliminazione e stoccaggio delle particelle distaccate dai manti stradali, in modo da ottenere il massimo incremento possibile del CAT; tale incremento è in relazione al tipo di miscele presenti nel punto trattato e comunque dovrà essere superiore di almeno 5 punti CAT rispetto al valore preesistente; le misure andranno eseguite entro sessanta giorni dalla lavorazione. La fase di pallinatura dovrà essere applicata in modo omogeneo e non dovrà produrre sulla superficie del manto aree di sgranatura Microtappeto di usura chiusa in conglomerato bituminoso a caldo In corrispondenza di aree anche con presenza di fenomeni deformativi è possibile ripristinare una superficie viabile con adeguate caratteristiche mediante la stesa di un tappeto di usura da stendere dopo fresatura. È possibile impiegare questo tappeto anche per risagomare le superfici viabili Prescrizioni generali Valgono le stesse prescrizioni dell art Aggregati Valgono le stesse prescrizioni dell art relative allo strato di usura Posa in opera La posa in opera dovrà essere eseguita a regola d arte, con vibrofinitrici in grado di realizzare uno strato finito perfettamente sagomato, senza ondulazioni, omogeneo, liscio, privo di sgranamenti, fessurazioni o aree di segregazione. La stesa non deve presentare aree (chiazze) di bitume o di malta bituminosa (bitume e parti fini) dovute a problemi di colaggio o segregazione nella miscela. Per garantire la continuità tra gli strati, sul piano di posa, che deve essere asciutto, va stesa sempre una mano di attacco in quantità compresa tra 0,6 e 1,2 kg/mq di bitume o emulsione ambedue preferibilmente modificati. I giunti trasversali e longitudinali devono presentarsi privi di fessurazioni o elementi litoidi frantumati, con le strisciate adiacenti perfettamente complanari. In caso di stesa di due strisciate affiancate, per evitare di avere il giunto freddo è preferibile, se non è possibile l impiego di due finitrici, un spaziatura temporale ridotta al minimo. La mano di attacco deve andare ad interessare (se le due strisciate sono distanti temporalmente) anche il bordo della prima strisciata. Il conglomerato bituminoso deve essere prodotto in impianto a temperature tra 145 C e 180 C ; deve essere steso a temperatura 140 C (misurata dietro finitrice). La compattazione deve avvenire mediante rulli metallici con peso compreso tra 6 e 10 t. Il rullo deve seguire da vicino la finitrice e condurre la compattazione a termine in continuo, senza interruzioni. Vanno immediatamente rimosse e rifatte zone che presentino anomalie di stesa, segregazioni, sgranature. Il trasporto impianto-cantiere di stesa deve avvenire con mezzi idonei che evitino la formazione di crostoni o eccessivi raffreddamenti superficiali
25 Miscela Granulometria Apertura Setacci (mm) Fuso , , , % bitume riferito alla miscela ( e 39) 5,0-6,5 Spessori (cm) 1,5-3, Caratteristiche prestazionali (volumetriche e meccaniche) Le miscele devono avere massime caratteristiche di resistenza a fatica, all ormaiamento, ai fattori climatici e in generale ad azioni esterne. Le miscele devono essere verificate mediante pressa giratoria con i seguenti parametri di prova: Pressione verticale kpa Angolo di rotazione 1,25 + 0,02 Velocità di rotazione (giri/min) 30 Diametro provino (mm) Dati volumetrici I provini dovranno essere compattati mediante giratoria ad un numero di giri totali (N3) dipendente dalla tipologia dalla miscela e dalla tipologia del legante. La verifica della percentuale dei vuoti dovrà essere fatta a tre livelli di n giri: N1 (iniziale), N2 (medio) e N3 (finale). Il numero dei giri di riferimento con le relative percentuali dei vuoti sono: TQ % vuoti (Vm UNI EN ) N N N3 210 > Dati meccanici Le miscele risultanti dallo studio/verifica mediante giratoria (compattate a N3) devono essere testate a trazione diametrale a 25 C. I due parametrti di riferimento sono Rt (resistenza a trazione) e CTI (coefficiente di trazione indiretta): Miscele con bitume SF e HD ITS (GPa x 10-3 ) 0,95 1,70 CTI (GPa x 10-3 ) > Verifiche prestazionali sulla qualità del prodotto in opera Ai fini della valutazione della qualità e della posa in opera del conglomerato si possono realizzare: - prelievi di conglomerato durante la posa in opera, alla stesa o all impianto - prelievi di campione di bitume da cisterna o da serbatoio - carotaggi effettuati entro 6 mesi dalla fine della lavorazione Prelievi di conglomerato Sui prelievi di conglomerato andranno realizzati provini giratoria per in controllo della percentuale dei vuoti e delle resistenze diametrali che dovranno rispettare gli intervalli espressi (artt e 5.3.7). Sui conglomerati andrà effettuata l estrazione del legante mediante ignizione o sistemi a solvente dalla quale verrà ricavata la granulometria e la percentuale di legante. La granulometria dovrà essere sempre contenuta nel fuso (art ) mentre rispetto alla curva di progetto si potranno avere in riferimento all apertura dei setacci i seguenti scostamenti: scostamenti di + 5% per i passanti ai setacci con apertura > 2mm, scostamenti di + 3% per i passanti ai setacci con apertura > 0,063mm e < 2mm scostamenti di + 1,5% per i passanti al setaccio 0,063mm La percentuale di legante dovrà essere sempre contenuta negli intervalli indicati (art ). Carotaggi I carotaggi, indicativamente 3 carote/km per corsia, scelte in modo casuale, dovranno avere diametro compreso tra 150 e 200 mm. Dovrà essere individuato lo spessore del singolo strato del tappeto di usura e valutato come indicato all art Altre lavorazioni 6.1. Demolizione totale o parziale di strati in conglomerato bituminoso realizzata con frese La demolizione della parte della sovrastruttura legata a bitume per l intero spessore o parte di esso, deve essere effettuata con idonee attrezzature munite di frese a tamburo funzionanti a freddo, munite di nastro caricatore per il carico di materiale fresato; potranno essere impiegate fresatrici a sistema misto (con preriscaldamento leggero), purché non compromettano il legante esistente nella pavimentazione da demolire e non producano emissioni inquinanti. Tutte le attrezzature devono essere perfettamente efficienti e funzionanti e di caratteristiche meccaniche, dimensioni e produzioni approvate preventivamente dalla Committente; devono inoltre avere caratteristiche tali che il materiale risultante dall azione di fresatura 49 50
26 risulti (secondo un insindacabile giudizio della DL) idoneo per il riutilizzo nella confezione di nuovi conglomerati. La superficie del cavo (nel caso di demolizioni parziali del pacchetto) deve risultare perfettamente regolare in tutti i punti, priva di residui di strati non completamente fresati, polveri o altri materiali, che possono compromettere l aderenza dei nuovi tappeti da porre in opera. L Impresa si deve scrupolosamente attenere agli spessori di demolizione definiti in progetto o dalla DL. Qualora questi dovessero risultare inadeguati a contingenti situazioni in essere e comunque diversi per difetto o per eccesso rispetto all ordinativo di lavoro, l Impresa è tenuta a darne immediata comunicazione al Direttore dei Lavori o ad un suo incaricato che potranno autorizzare la modifica delle quote di fresatura; senza questo parere le fresature verranno compensate con i centimetri di spessore indicati in progetto o negli ordinativi di lavoro. Comunque il rilievo dei nuovi spessori deve essere effettuato in contraddittorio. Lo spessore della demolizione deve essere mantenuto costante in tutti i punti e deve essere valutato mediando l altezza delle due pareti laterali più quella della parte centrale del cavo. La pulizia del piano di scarifica, nel caso di fresature corticali o subcorticali deve essere eseguita con attrezzature approvate dalla DL munite di spazzole e dispositivi aspiranti, in grado di dare un piano perfettamente pulito e depolverizzato. Se la demolizione dello strato legato a bitume interessa uno spessore inferiore ai 15 cm potrà essere fatta con un solo passaggio di fresa, mentre, per spessori superiori a 15 cm, si devono fare due passaggi di cui il primo pari ad 1/3 dello spessore totale avendo cura di formare un gradino tra il primo ed il secondo strato demolito di almeno 10 cm di base per lato. Le pareti dei giunti longitudinali devono essere perfettamente verticali e con andamento longitudinale rettilineo e prive di sgretolature. Sia la superficie risultante dalla fresatura che le pareti del cavo devono, prima della posa in opera dei nuovi strati di riempimento, essere perfettamente pulite, asciutte e uniformemente rivestite dalla mano d attacco di legante bituminoso prevista in progetto o indicata dalla DL Rappezzi localizzati I rappezzi devono essere preparati con accurata demolizione del materiale degradato, riquadratura dei bordi, spianamento del fondo anche con apporto di materiale prebitumato fine ed impregnazione con emulsione acida al 60% di tutte le superfici orizzontali e verticali. Seguirà il riempimento e la compattazione. Non si dovranno superare i 10 cm per ogni strato data la difficoltà di ben compattare spazi ridotti. Al fine di aumentare la durata a fatica dei conglomerati bituminosi posti sopra la zona rappezzata, si dovrà richiedere la posa in opera di una guaina bituminosa autoadesiva rinforzata con apposito tessuto non tessuto o geotessile a rete che serva a ritardare la risalita delle fessure presenti sul piano d appoggio. Per buche in zone a traffico elevato, dopo la stesa della mano di attacco andrà steso il conglomerato bituminoso di riempimento che non dovrà essere a freddo (bitumi flussati), ma a caldo e preferibilmente modificato con plastomeri, aggiunti nel mescolatore (3-4 kg / ton di conglomerato bituminoso). I rappezzi fatti in condizioni climatiche avverse potranno essere realizzati con materiali a freddo, ma le riparazioni dovranno essere ripetute con conglomerato a caldo e con i metodi sopra descritti Sigillatura dei giunti Gli interventi di sigillatura per chiudere le lesioni o microlesioni presenti sulla pavimentazione longitudinalmente o trasversalmente dovranno essere effettuati tempestivamente in modo da bloccare o contenere il fenomeno di rottura appena questo si manifesta, evitando così la veloce degradazione del tappeto, soprattutto nei casi di distacco del giunto longitudinale di strisciata. Se le lesioni sono molto diffuse la D.L. dovrà effettuare una attenta valutazione economica per stabilire l'intervento più idoneo tra quelli elencati nel seguito Sigillatura delle lesioni delle pavimentazioni eseguita con bitume modificato e lancia termica La sigillatura delle lesioni delle pavimentazioni eseguita con bitumi modificati colati a caldo dovrà essere effettuata con particolari idonee attrezzature in grado di effettuare operazioni di pulitura delle stesse lesioni per tutta la profondità e colatura del sigillante fino alla loro completa otturazione. Con il getto di aria immesso nelle fessure per mezzo della lancia si dovrà procedere alla perfetta e profonda pulitura della lesione, alla eliminazione di eventuali tracce di umidità. Il sigillante sarà del tipo bitume modificato Hard (vedi art. 1.1) uniformemente riscaldato alla temperatura di consistenza fluida sarà versato con apposito dispositivo nell'interno della lesione fino alla sua completa otturazione assicurando la saturazione di eventuali microlesioni superficiali ai bordi della stessa lesione con la creazione di una striscia continua della larghezza variabile da 2 a 5 cm Sigillatura delle lesioni delle pavimentazioni eseguita con nastro bituminoso preformato e autoadesivo. Il nastro bituminoso deve essere impiegato per sigillare e chiudere lesioni sulle usure e sui drenanti con la funzione di impedire (o diminuire) l entrata dell acqua nella lesione e evitare la disgregazione della pavimentazione intorno alla lesione. Il nastro è composto da bitume 80/100 modificato con SBSr al 15-18% in peso con larghezza compresa tra 40 e 100 mm e spessori 4 + 0,2mm Parametri richiesti Palla e anello ( C) >200 Penetrazione (dmm) Ritorno elastico % (perpendicolare alla superficie di attacco) > 60% Adesività sul calcestruzzo N/cmq ( sec DIN 1996 parte 19 mod) > 708 Scorrimento verticale a 60 C per 5 ore N/cmq (sec SNV ) % < 1mm 51 52
27 La posa in opera deve essere eseguita su superfici asciutte, prive di elementi scivolosi e di impurità. La posa in opera deve essere effettuata con temperature dell aria superiori a 10 C e dopo la stesa il traffico completa la costipazione ed il fissaggio Alla fine della stesa per evitare il rischio di spostamento e/o adesioni tra nastro e pneumatici il nastro deve essere uniformemente cosparso di polveri idonee (polvere di ardesia, calce cemento, gesso o filler. Il nastro non deve essere utilizzato su: lesioni trasversali lesioni longitudinali di apertura inferiori a 5mm e superiori a 20mm. In questi casi si ricorre al bitume modificato (art ). In funzione della larghezza della lesione deve essere usato il nastro adatto: il rapporto tra larghezza nastro e larghezza lesione non deve essere > 2,5 Indicativamente: Nastro di 40mm per lesioni < 15mm Nastro di 50mm per lesioni < 20mm Il nastro di larghezze superiori (es 100 mm) e indicato solo in casi particolari Chiusura degli scavi risultanti da interventi per sottoservizi. Sarà sempre preferibile evitare la rottura della continuità della pavimentazione stradale per la posa di sottoservizi, privilegiando la costruzione di appositi cunicoli a fianco della strada od operando gli scavi nella zona a lato della pavimentazione, ad almeno 40 cm dalla striscia di bordo corsia Dove è necessario intervenire con la rottura della pavimentazione stradale, per poter procedere alla realizzazione di impianti per sottoservizi ex novo, alla sostituzione parziale o alla riparazione di quanto esistente, si deve procedere al taglio del manto di asfalto con l utilizzo di seghe adeguate, in modo da non sollecitare la pavimentazione non interessata allo scavo; seguirà la rimozione della parte legata e lo scavo con idonee scavatrici del materiale i sottofondo; in alternativa, in luogo della sega potranno essere usare idonee fresatrici a freddo per la rimozione della pavimentazione legata. Se la realizzazione dell intervento per sottoservizi si dovrà protrarre per più tempo, potrà essere richiesta la chiusura dello scavo e il reintegro della sede stradale ad ogni fine giornata lavorativa. La chiusura finale degli scavi potrà essere quindi divisa in due tempi e con modalità diverse, elencate di seguito Chiusura dello scavo temporaneo per la sicurezza della circolazione stradale Questo tipo di chiusura andrà eseguito solo se non possono essere lasciati aperti gli scavi per il tempo sufficiente al completamento della posa dei sottoservizi. L intervento, da eseguire alla fine dei lavori giornalieri è richiesto per non lasciare la superficie stradale con buche, irregolarità o materiale rimuovibile, pericoloso per il transito libero soprattutto di motocicli, è da considerarsi appunto una chiusura provvisoria, perché soggetta all assestamento naturale ed alla qualità delle lavorazioni e dei materiali utilizzati. La compattazione del materiale di riempimento dovrà avvenire in più strati, in relazione al tipo di materiali adoperati per il riempimento, alla larghezza e alla profondità dello scavo stesso; la finitura superficiale, facilmente rimuovibile sarà in materiale bituminoso a caldo di spessore di almeno 5 cm Chiusura definitiva con reintegro delle condizioni originali della sede stradale La chiusura definitiva avverrà in due tempi, alla fine dei lavori di sistemazione del sottoservizio. Si procederà dapprima al riempimento della parte scavata nel terreno e nel sottofondo della pavimentazione, usando materiali aridi impastati con legante cementizio ed acqua, stesi in strati successivi di spessore non superiore ai cm ed idoneamente compattati, fino a raggiungere la quota inferiore dei conglomerati bituminosi. Si procederà poi, fino al raggiungimento della quota di superficie della pavimentazione, con conglomerato bituminoso a caldo di tipo binder, ricavato anche usando materiali fresati (vedi punto 3.4.). Il riempimento dovrà poi essere lasciato sotto traffico per un periodo di almeno 30 giorni in modo da permettere l assestamento del riempimento sottostante, qualora non sia stato adeguatamente compattato; seguirà una fresatura a freddo della zona a cavallo dello scavo per una larghezza del medesimo, aumentata di cm ai due lati, per una profondità pari allo spessore dello strato di usura presente sulla strada. Il cassonetto così ricavato, dopo stesa di conguaglio di sabbia bitumata a caldo, per colmare eventuali cedimenti intercosi nel periodo di attesa, sarà riempito, usando idonea vibrofinitrice, con conglomerato di usura sempre a caldo, dello stesso tipo e spessore dell usura preesistente, da compattare in modo da ottenere una perfetta complanarità della zona trattata Controlli prestazionali e relative detrazioni 7.1. Prestazioni di controllo da parte della stazione appaltante e prestazioni di autocontrollo dell Impresa aggiudicataria stati di avanzamento lavori Le attività inerenti le misure ai fini progettuali degli interventi (vedi Linee Guida di Progetto) e l eventuale verifica di idoneità delle miscele (sia per la verifica del progetto o del mix design, sia per la verifica in corso d opera), andranno previste nelle somme a disposizione dei lavori e gestite dalla stazione appaltante, così come i rilievi ad Alto Rendimento sull eseguito. Le prove tradizionali avverranno con l impiego delle attrezzature di Laboratori operanti in Qualità ISO 9001 indicati dal Compartimento committente in cui si opera o anche, su richiesta degli stessi, dal Centro Sperimentale di Cesano. Se sarà necessario, detti Laboratori potranno anche provvedere alle misure ad Alto Rendimento; in questo caso le loro attrezzature usate ai fini prestazionali dovranno essere verificate presso il CSS su piste di taratura prestabilite. Il CSS è autorizzato comunque ad eseguire controlli a campione sulle zone testate da detti laboratori e qualsiasi altra operazione di verifica. Le imprese aggiudicatarie dovranno presentare al Committente le prove di laboratorio preparate a loro cura e spese, per la definizione delle miscele da porre in opera, con mix design, impegnativo per l impresa, in conformità alle presenti Norme Tecniche; la presa visione delle medesime da parte della DL, che eventualmente effettuerà controlli con i Laboratori di cui sopra o quelli del CSS, non solleverà comunque l Impresa dalla responsabilità di ottenimento dei risultati prestazionali finali prescritti
28 Il Committente si riserva soltanto la facoltà di rifiutare gli studi proposti, chiedendone il rifacimento; detta facoltà dovrà essere esercitata entro 15 gg dalla presentazione degli studi. Gli stati di avanzamento lavori saranno corrisposti con detrazione compresa tra il 10% ed il 15% sull importo dei lavori eseguiti, a giudizio della DL. Si applicherà il 10 % a garanzia quando non si ravvisi alcuna anomalia nel corso dei lavori. Il pagamento definitivo, comprensivo o meno delle citate ritenute a garanzia, sarà corrisposto in base all esito delle prove prestazionali finali. Le prove da presentare saranno le seguenti e su di esse potranno essere effettuate verifiche da parte del Committente tramite CSS e/o Laboratori di cui sopra: a) studi preliminari per le miscele (mix design) Miscele soggette alla presentazione dello studio di progetto: Miscele per strati di base, binder, basebinder e usura confezionate sia con bitume tal quale, soft ed hard Conglomerato di usura con argilla espansa Usure drenanti di tutti i tipi Trattamenti superficiali Microtatappeti di usura Misti cementati in centrale ed in sito Riciclaggi in sito a caldo ed a freddo Gli studi di progetto in formato cartaceo e/o informatico completi di informazioni sul mix design e le relative prove, a spese dell Impresa, dovranno pervenire al Committente almeno 2 mesi prima dell inizio delle lavorazioni. Gli studi dovranno contenere: - miscela da eseguire completa di informazioni e sito di applicazione (strada, carreggiata, corsia, quantità da realizzare ecc) ed impianto di produzione - aggregati da impiegare: provenienza, granulometrie, PSV., CLA e percentuali di impiego compreso il fresato che si vuole utilizzare - caratteristiche volumetriche (% vuoti, pesi di volume) e meccaniche (ITS, Rit, CTI) percentuale di legante (bitume o emulsione), tipologia, fornitore, e dati prestazionali (o scheda tecnica del fornitore) - eventuale impiego di additivi (con indicate le percentuali di progetto). Tutte le curve di progetto per i conglomerati bituminosi devono essere verificate mediante l impiego della apparecchiatura "Pressa Giratoria". Qualora venga decisa dal Committente la ripetizione di alcune prove, specificamente per le modifiche dei bitumi (che sono considerate prestazionali vedi art. 1.8) o anche di altro tipo, esso richiederà alle Imprese di far pervenire al CSS o ai Laboratori abilitati (sempre con congruo anticipo rispetto all inizio dei lavori), oltre agli studi di progetto sopra descritti, anche i materiali per la verifica di idoneità, in particolare: - aggregati e fresato da impiegare (15-20 kg per pezzatura, filler 2-3 kg) - legante (4-5 kg) - additivi (Dopes, ACF 0,5-1 kg), fibre ( gr), cemento (5 kg). Il solo invio dei materiali per le prove di idoneità sono a carico dell Impresa. b) controlli dell impresa durante l esecuzione dei lavori previsti in Capitolato Durante l esecuzione dei lavori il controllo basato sulle presenti Norme Tecniche andrà esercitato in modo continuo dai laboratori dell Impresa che a questo fine dovrà disporre di attrezzature e personale dedicato; la DL si riserva la facoltà di verificare la sufficienza di dette prove qualora le ritenga non adeguate per i controlli di produzione. Il Committente potrà comunque effettuare controlli tramite i suoi laboratori ai fini del rilievo del modus operandi delle Imprese in corso d opera ed ai fini della verifica di congruità tra il progetto presentato e il lavoro in esecuzione. In tale ambito potrà richiedere documentazione (schede tecniche, bolle di accompagno ecc) atte a facilitare la verifica di idoneità delle lavorazioni in oggetto. Tutti i prelievi dei materiali devono essere effettuati in contraddittorio con l Impresa. In caso di lavorazioni di particolare rilevanza e complessità come i riciclaggi in sito considerando anche la possibile variabilità del materiale da stabilizzare per cui potrebbe essere insufficiente l effettuazione di un solo studio (mix design) su un solo prelievo per ottimizzare la lavorazione, va prevista l effettuazione di una serie di verifiche in corso d opera. Tali attività considerate come necessarie per permettere una corretta esecuzione delle lavorazioni sono sempre considerate a carico dell Impresa. c) Attività di collaudo Ai fini dell attività di collaudo tutte le prove disposte, ai fini della verifica del rispetto delle presenti NT (Art.7), saranno a cura e spese dell impresa secondo quanto previsto da DPR554/ Costo delle prestazioni di controllo effettuate dall ANAS Le tariffe applicate per l'esecuzione delle prove inerenti i requisiti di idoneità (miscele, aggregati, bitumi, ecc.), eventuale verifica dei lavori in sito e prove di Alto Rendimento saranno secondo quanto riportato dal tariffario vigente presso il CSS ANAS per quanto concerne le prove effettuate direttamente. Per le misure fatte da laboratori esterni, certificati CSS, i prezzi saranno quelli del Compartimento e comprenderanno i costi di taratura Controllo della Portanza I valori di PORTANZA costituiscono il dato prestazionale strutturale. La misura della portanza si ottiene valutando il bacino di deflessione dinamico effettivo della pavimentazione dovuto all applicazione di un carico dinamico imposto da una macchina a massa battente (Falling Weight Deflectometer - FWD) e/o una macchina mobile con asse di misura da 12 t. La macchina FWD da usare deve essere dotata di 9 misuratori di abbassamento (deflessione) montati in linea ad una distanza prefissata dalla piastra di carico (le distanze dal centro piastra in mm sono: 0, 200, 300, 450, 600, 900, 1200, 1500, 1800); le misure saranno effettuate di norma su un allineamento disposto centralmente rispetto alla larghezza dell intervento, o, in caso di dubbi sulla buona riuscita ai bordi, potrà anche 55 56
29 essere effettuate nella parte laterale ad almeno 50 cm dal bordo, comunque, i risultati ottenuti varranno per l accettazione di tutta la larghezza di intervento. L attrezzatura mobile per il rilievo in velocità dovrà fornire valori di bacino (abbassamenti) almeno in corrispondenza dell asse ruota ed a 200, 300 e 1800 mm dall asse. Il valore indicativo del bacino, da usare come dato di riferimento per i risanamenti profondi o per le nuove pavimentazioni, è quello denominato Indice Strutturale 300 (IS 300 ) ottenuto come differenza tra la deflessione massima registrata al centro della piastra del FWD ed a 300 mm da detto centro, mentre i valori, comunque da registrare, degli altri abbassamenti potranno essere usati solo a fini di studio e non per le valutazioni contrattuali nel modo qui di seguito descritto. Il valore indicativo del bacino, da usare come dato di riferimento per i risanamenti superficiali, è quello denominato Indice Strutturale 200 (IS 200 ) ottenuto come differenza tra la deflessione massima registrata al centro della piastra del FWD ed a 200 mm da detto centro con le modalità di seguito specificate. Le valutazioni si faranno di norma sulle pavimentazioni finite, ed è su questi valori che si opererà per le verifica in termini contrattuali; altre misure, effettuate in corso d opera sugli strati più bassi e/o intermedi, potranno essere usati dalla DL per dare indicazioni all impresa esecutrice, che comunque sarà valutata sul risultato finale. Le misure con FWD saranno effettuate con gli strumenti del CSS o anche da terzi, purché operanti con le specifiche ed attrezzature verificate preventivamente dal CSS 5 ; esse avranno una cadenza minima di una valutazione ogni 20 o ogni 50 metri, in funzione dell effettiva estensione dell intervento, oppure su distanze minori indicate della DL. Per ogni stazione di misura si dovranno eseguire 3 ripetizioni di carico imponendo una assegnato sforzo pari a 1700 kpa, il bacino di riferimento è il bacino registrato nella terza ripetizione. Le misure si estenderanno a tutto il tratto dell intervento. Con le nuove apparecchiature a misura dinamica RWD tipo Traffic Speed Deflectometer il rilevamento del parametro strutturale avverrà in continuo ed ad alta velocità. Per ogni tipologia di intervento, indicato nelle linee guida, sono state valutate le caratteristiche di portanza, e quindi i bacini di deflessione, che si ottengono sollecitando con un assegnato sforzo (1700 kpa) i materiali previsti; Tali calcoli hanno permesso di determinare i limiti ammissibili per l Indice Strutturale IS 300 in funzione delle condizioni di prova e sono riportati nei grafici seguenti. Le condizioni di prova sono valutate attraverso la temperatura effettiva dell aria al momento della prova. Le prove vanno di norma eseguite ad una determinata temperatura di riferimento dell aria (14 ), ma saranno considerate comunque valide se contenute negli intervalli di temperatura rappresentati in figura (tra 10 e 20 C come temperatura dell aria), oltre tali intervalli i dati saranno comunque registrati, ma non costituiranno condizioni vincolanti ai fine dell accettazione. Qualora le soluzioni di progetto siano fortemente diverse da quelle indicate dovranno essere calcolate preventivamente le curve specifiche di accettazione da parte del CSS. IS300 IS IS Lavorazione tipo RPA1 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione schiumato con 1 mese di maturazione schiumato con 6 mesi di maturazione schiumato con 1 anno di maturazione T aria C Lavorazione tipo RPB1 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa T aria C zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione schiumato con 1 mese di maturazione schiumato con 6 mesi di maturazione schiumato con 1 anno di maturazione Lavorazione tipo RPC1 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione schiumato con 1 mese di maturazione schiumato con 6 mesi di maturazione schiumato con 1 anno di maturazione 50 5 Le verifiche consisteranno nella misura di tratti indicati dai tecnici del CSS e dall esame dei risultati ottenuti con l attrezzatura e le specifiche da validare T aria C 57 58
30 Lavorazione tipo RPA2 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa Lavorazione tipo RPA3 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione IS IS schiumato con 1 mese di maturazione 50 schiumato con 6 mesi di maturazione 50 schiumato con 1 anno di maturazione T aria C T aria C Lavorazione tipo RPB2 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa Lavorazione tipo RPB3 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione IS schiumato con 1 mese di maturazione IS schiumato con 6 mesi di maturazione schiumato con 1 anno di maturazione T aria C T aria C zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione Lavorazione tipo RPC2- Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione Lavorazione tipo RPC3 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione IS IS schiumato con 1 mese di maturazione schiumato con 6 mesi di maturazione 40 schiumato con 1 anno di maturazione T aria C T aria C 59 60
31 zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione Nuove Pavimentazioni - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione Lavorazione tipo RS1 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione IS schiumato con 1 mese di maturazione IS schiumato con 6 mesi di maturazione schiumato con 1 anno di maturazione T aria C Le diverse curve presenti nei grafici riguardanti gli RP (Risanamenti Profondi) che hanno strati a legante schiumato e/o legato all emulsione, si riferiscono ai diversi momenti di maturazione di questi materiali in cui la misura può essere eseguita (a un mese, a 6 mesi e ad 1 anno dalla stesa dell ultimo strato). Nel caso di uso di legante cementizio le misure andranno fatte almeno 3 giorni dopo la stesa. Nei diagrammi di accettazione che seguono sono indicate le curve per i diversi risanamenti superficiali secondo i livelli di traffico in condizioni rispettivamente di strada con fessure pesanti (RS1) e con fessure leggere (RS2). La misurazioni di accettazione si faranno sulle pavimentazioni finite al massimo entro un anno dalla stesa dell ultimo strato. Per il calcolo dell Indice Strutturale 200 (IS 200 ) è necessario registrare anche la deflessione a 1800 mm dal centro piastra; tale valore infatti fornisce il coefficiente correttivo da moltiplicare per i valori di IS 200 determinati graficamente come di seguito specificato. Il coefficiente correttivo da applicare al valore di IS 200 è pari a: 1/(2,18-0,50 log(d 1800 )) con D 1800 deformazione del sensore espressa in micron, posto a 1800 mm dal centro piastra. IS RS1A RS1B RS1C T aria C zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione Lavorazione tipo RS2 - Valori limiti ammissibili per Indice Strutturale e pressione applicata 1700kPa zona valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione T aria C I Trattamenti Superficiali TS non prevedono accettazioni sulla Portanza. zona non valida per le verificihe di accettabilità della lavorazione RS2A RS2B RS2C Nel caso di lavorazioni diverse da quelle previste nelle Linee Guida o nel caso di prove FWD eseguite con un diverso valore di carico imposto, sarà necessario, prima dell inizio dei lavori, una comunicazione al CSS sulla tipologia di pavimentazione che si intende realizzare e sui materiali che lo costituiscono o sugli sforzi applicati durante le verifiche con FWD in modo che il CSS possa fornire la tabella specifica per la sua accettazione. In caso di mancata comunicazione dei pacchetti varranno le prescrizioni di quello più somigliante tra quelli delle Linee Guida e l Impresa dovrà accettare l eventuale penalizzazione che potrebbero conseguirne Metodo di calcolo dei tronchi omogenei per la Portanza Le misure dell Indice Strutturale (IS), eseguite con FWD, effettuate con i passi indicati andranno analizzate per tratte omogenee
32 Prima di detta analisi si dovranno quindi riportare alla temperatura di riferimento tutti i valori di IS 300 e IS 200 rilevati. La trasformazione riguarderà le sole temperature in quanto tutte le prove, per il tratto in esame, devono essere completate entro un periodo di non più di sette giorni, per cui il diverso tempo di maturazione si considera non influente sui risultati. La correzione che riporta i valori degli indici strutturali alla temperatura dell aria di riferimento (14 C) si effettuerà secondo la seguente formula i cui coefficienti, diversi per ogni tipo di intervento, andranno desunti dalle tabelle che seguono Δ IS = a T 2 aria + b T aria - c dove Δ IS rappresenta il valore da sottrarre con il suo segno al valore di IS misurato T aria corrisponde alla temperatura dell aria nelle condizioni di prova espressa in C. Lavorazione tipo RPA1, RPB1, RPC1 Tempo di maturazione a b c 1 mese 0,043 1,32 26,9 6 mesi 0,037 1,10 22,8 1 anno 0,038 0,96 20,9 Lavorazione tipo RPA2, RPB2, RPC2 Tempo di maturazione a b c 1 mese 0,058 1,20 28,2 6 mesi 0,054 1,08 25,6 1 anno 0,052 1,01 24,4 Lavorazione tipo RPA3, RPB3, RPC3 Tempo di maturazione a b c Minimo 3 giorni 0,037 0,86 19,3 Lavorazione tipo NP Tempo di maturazione a b c 1 mese 0,054 1,48 31,4 6 mesi 0,048 1,27 27,3 1 anno 0,034 1,00 21,9 Lavorazione tipo RS1A e RS2A Tempo di maturazione a b c Entro 1 anno 0,049 2,07 38,6 Lavorazione tipo RS1B e RS2B Tempo di maturazione a b c Entro 1 anno 0,037 2,17 37,6 Lavorazione tipo RS1C Tempo di maturazione a b c Entro 1 anno 0,029 2,15 35,8 Lavorazione tipo RS2C Tempo di maturazione a b c Entro 1 anno 0,018 2,01 31,7 La successiva definizione delle tratte omogenee per portanza sarà effettuata con i valori così ricavati utilizzando il programma di calcolo allegato alle presenti Norme Tecniche. Per TRATTA OMOGENEA si intende quel tratto di pavimentazione in cui i valori dell indicatore sono statisticamente poco dispersi intorno ad un valore medio. I valori medi di IS ricavati per ciascuna TRATTA OMOGENEA dovranno risultare minori o uguali alle prescrizioni riportate. L accettazione del lavoro, senza penali, si avrà quindi soltanto se il valore dell Indice Strutturale IS 300 o IS 200 del tratto omogeneo non supererà in nessun caso il valore di soglia indicato dalle curve, nelle condizioni di prova e per il tipo di intervento eseguito Portanza detrazioni La detrazione sarà una riduzione dei compensi riguardanti l intero pacchetto ricostruito e per tutto il tratto omogeneo a cui si riferisce. La riduzione sarà applicata in punti percentuali ai prezzi di aggiudicazione dei lavori; detti punti corrisponderanno alla metà dei punti percentuali di cui l Indice Strutturale differisce in aumento rispetto al valore limite prescritto alla temperatura di riferimento di 14 C per la tipologia di intervento ed il tempo di maturazione (esemplificando, se la differenza è del 6% rispetto al valore previsto, la penale sarà del 3 %). Non si accetteranno richieste di misure a tempi di maturazione più elevati qualora le misure effettuate a tempi di maturazione più bassi abbiano dato esito negativo, salvo casi particolari certificati dalla DL. Se le differenze dell IS raggiungeranno il 40% in aumento, il lavoro non sarà considerato accettabile e dovrà essere rifatto a cura e spese dell impresa esecutrice Controllo di aderenza e tessitura I valori di ADERENZA e TESSITURA costituiscono il dato prestazionale superficiale insieme con la successiva REGOLARITÀ. Il Coefficiente di Aderenza Trasversale CAT verrà misurato con l apparecchiatura SCRIM, SUMMS o ERMES secondo la Norma CNR B.U. n 147 del nella quale la relazione tra il valore CAT qui prescritto, denominato CAT ANAS, e quello definito dalla norma CNR, denominato CAT CNR, è: CAT ANAS = CAT CNR x 100. La tessitura geometrica HS intesa come macrotessitura superficiale, verrà misurata in termini di MPD mediante SCRIM, SUMMS o ERMES; il valore di HS da confrontare con i limiti riportati in tabella risulterà HS = 0,2 + 0,8 MPD 63 64
33 Gli indicatori CAT e HS dovranno quindi essere superiore o uguale ai seguenti valori: Soglie di penalizzazione: MATERIALE CAT HS Conglomerati bituminosi tipo usura (US) 58 0,4 Conglomerati bituminosi tipo binder (aperture temporanee) 50 0,3 (BI) Conglomerati bituminosi (US) con argilla espansa 62 0,4 Conglomerati bituminosi drenanti (DR) 53 1,0 Conglomerati bituminosi drenante con argilla (DAE) 56 0,8 Microtappeti a freddo (Macroseal - MTF) - spessore 6 mm 62 0,5 Tappeto di usura (microtappeti) 55 0,3 Irradiatura meccanica (pallinatura) 5 (*) (*) rispetto a CAT preesistente Le misure di CAT e HS interesseranno almeno una corsia per direzione e dovranno essere effettuate in un periodo di compreso tra il 15 ed il 180 giorno dall apertura al traffico dopo l intervento da valutare, ad eccezione dei conglomerati bituminosi drenanti ad elevata rugosità superficiale, per i quali le misure dovranno essere effettuate tra il 60 ed il 270 giorno dall apertura al traffico; le irradiature meccaniche (pallinatura) andranno valutate entro il 60 giorno dall intervento. Le misure di CAT e HS saranno effettuate con gli strumenti del CSS o anche da terzi, purché operanti con specifiche ed attrezzature verificate preventivamente dal CSS 6 ; Le misure si estenderanno a tutto il tratto dell intervento e la velocità di rilievo dovrà essere mantenuta il più possibile costante e pari a 60 ± 5 km/h Metodo di calcolo dei tronchi omogenei per aderenza e tessitura Dovrà essere rilevato l intera lunghezza degli interventi realizzati da ogni singolo cantiere; le misure di CAT e HS dovranno essere effettuate con un passo di misura di 10 m e quindi analizzate per tratte omogenee. Prima di detta analisi i valori di CAT dovranno essere riportati alla temperatura di riferimento (20 C); l operazione si effettuerà secondo la seguente formule correttiva elaborata dal TRRL, non sono previste invece correzioni per l HS: CAT CAT t 20 = ( t + 80) dove CAT 20 è il valore CAT riportato alla temperatura di riferimento 20 C CAT t è il valore CAT nelle condizioni di prova t è la temperatura dell aria nelle condizioni di prova in C 6 Le verifiche consisteranno nella misura di tratti indicati dai tecnici del CSS e dall esame dei risultati ottenuti con l attrezzatura e le specifiche da validare. Per TRATTA OMOGENEA si intende quel tratto di pavimentazione in cui i valori dell indicatore sono statisticamente poco dispersi intorno ad un valore medio; l analisi sarà condotta con il programma di calcolo allegato alle presenti Norme Tecniche. I valori medi di CAT e HS ricavati per ciascuna TRATTA OMOGENEA dovranno risultare maggiori o uguali alle prescrizioni riportate. Nel caso in cui l apparato di misura abbia rilevato CAT ed HS su i due lati della corsia in esame è facoltà della Committente analizzare entrambe le serie e prendere in considerazione i valori medi di CAT ed HS relativi alle TRATTE OMOGENEE in condizioni peggiori. Detta misurazione valuterà comunque l intera larghezza dell intervento Aderenza e tessitura detrazioni Le detrazioni saranno applicate per i tratti omogenei (ricavati come descritto al punto 7.3.1) quando i valori medi di CAT e/o HS del tratto omogeneo si riveli più basso dei valori prescritti; essa sarà applicata se singolarmente o il CAT o l HS risultino deficitari; qualora risultino ambedue deficitari la penalità sarà cumulata. La riduzione sarà applicata in punti percentuali ai prezzi di aggiudicazione dei lavori del materiale coinvolto (conglomerato su cui avviene il rotolamento o trattamento); detti punti corrisponderanno alla metà dei punti percentuali per cui il CAT o l HS differisce in diminuzione rispetto ai valori limite prescritti (esemplificando, se la differenza è del 6% rispetto al valore previsto, la penale sarà del 3 %). La detrazione riguarderà l intera larghezza dello strato più superficiale per tutto il tratto omogeneo a cui si riferisce fino al raggiungimento di una soglia di non accettabilità appresso specificata: Soglie di inaccettabilità: MATERIALE CAT HS Conglomerati bituminosi tipo usura (US) con o senza argilla espansa, tappeti di usura e binder (BI) nel caso di aperture al 40 0,2 traffico temporanee Conglomerati bituminosi drenanti (DR) 40 0,7 Conglomerati bituminosi drenanti alleggeriti (DAE) 43 0,6 Microtappeti a freddo (Macroseal - MTF) - spessore 6 mm 50 0,2 Se i valori medi di CAT o HS risultano inferiore o uguale ai valori ritenuti inaccettabili si dovrà procedere gratuitamente all asportazione completa con fresa ed al rifacimento dello strato superficiale per tutta la larghezza dell intervento; in alternativa a quest ultima operazione si potrà procedere all effettuazione di altri trattamenti di irruvidimento per portare i/il valore deficitario al di sopra della soglia di non accettabilità. Se comunque al termine di tali operazioni non si raggiungessero i valori prescritti, pur essendo i valori di 65 66
34 CAT e HS al disopra dei valori inaccettabili, verrà applicata la detrazione del 20% del prezzo di aggiudicazione del lavoro Controllo di regolarità I valori di REGOLARITÀ costituiscono il dato prestazionale superficiale insieme alla ADERENZA e TESSITURA. La regolarità della superficie di rotolamento dei pneumatici dovrà rispondere ai seguenti requisiti: Indice I.R.I. (International Roughness Index, calcolato come definito dalla World Bank nel The International Road Roughness Experiment) a partire dal profilo longitudinale della pavimentazione, inferiore o uguale a 1,8 mm/m nel caso di intervento con strato di superficie steso su tutta la carreggiata, inferiore o uguale a 2,0 mm/m nel caso di intervento limitato a una parte della carreggiata. Queste prescrizioni valgono per interventi RP ed RS, invece qualora si intervenga esclusivamente sugli strati superficiali con: Conglomerati Bituminosi tipo Usure (US) e Binder (BI) in caso di anticipata apertura al traffico Conglomerati Bituminosi tipo Drenanti (DR) e Drenanti con argilla espansa (DAE) Trattamenti Superficiali (TS) in genere il valore ottenuto dopo l intervento non dovrà essere peggiore di quello presente prima di esso; in caso di carenza di misura preventiva, il valore di IRI dovrà essere inferiore o uguale a 2.5 mm/m 7. Le misure di profilo longitudinale interesseranno almeno una corsia, dovranno essere eseguite in un periodo compreso tra la stesa ed il 180 giorno dall apertura al traffico utilizzando l apparecchiatura ARAN o ERMES e dovranno essere effettuate con un passo di misura di 10 m. Le misure di IRI saranno effettuate con gli strumenti del CSS o anche da terzi, purché operanti con specifiche ed attrezzature verificate preventivamente dal CSS 8 ; Le misure si estenderanno a tutto il tratto dell intervento Metodo di calcolo dei tronchi omogenei per Regolarità Dovrà essere rilevata l intera lunghezza di intervento realizzato da ogni singolo cantiere; le misure di IRI dovranno essere effettuate con un passo di misura di 10 m e quindi analizzate per tratte omogenee. Tale analisi sarà condotta con il programma di calcolo allegato alle presenti Norme Tecniche. Per TRATTA OMOGENEA si intende quel tratto di pavimentazione in cui i valori dell indicatore sono statisticamente poco dispersi intorno ad un valore medio. 7 Questa richiesta presuppone che non si facciano interventi sottili su pavimentazioni fortemente irregolari, e che si intervenga preventivamente con strati, anche parziali, di regolarizzazione prima dell intervento finale su cui andrà valutata la regolarità. 8 Le verifiche consisteranno nella misura di tratti indicati dai tecnici del CSS e dall esame dei risultati ottenuti con l attrezzatura e le specifiche da validare. I valori medi di IRI ricavati per ciascuna TRATTA OMOGENEA dovranno risultare minori o uguali alle prescrizioni riportate. Nel caso in cui l apparato di misura abbia rilevato l IRI su i due lati della corsia in esame è facoltà della Committente analizzare entrambe le serie e prendere in considerazione i valori medi IRI relativi alle TRATTE OMOGENEE in condizioni peggiori Regolarità detrazioni Le detrazioni saranno applicate per i tratti omogenei (ricavati come descritto al punto 7.4.1) quando i valori medi di IRI del tratto omogeneo si riveli peggiore (maggiore) dei valori prescritti. La riduzione sarà applicata in punti percentuali ai prezzi di aggiudicazione dei lavori del materiale coinvolto (conglomerato su cui avviene il rotolamento o trattamento); detti punti corrisponderanno ad un terzo dei punti percentuali per cui l IRI differisce in aumento rispetto ai valori limite prescritti (esemplificando, se la differenza è del 18% rispetto al valore previsto, la penale sarà del 6 %). La detrazione riguarderà la realizzazione dell intera larghezza dello strato più superficiale per tutto il tratto omogeneo a cui si riferisce, questo fino al raggiungimento di una soglia di non accettabilità appresso specificata: IRI > 2,8 mm/m. Se i valori medi di IRI risultano maggiori ai valori ritenuti inaccettabili si dovrà procedere gratuitamente all asportazione completa con fresa di adeguati spessori di conglomerato ed al rifacimento con eventuali imbottiture degli strati fresati per tutta la larghezza dell intervento; la nuova superficie sarà comunque soggetta alle stesse condizioni di controllo e agli stessi requisiti di regolarità precedentemente descritti Controllo degli spessori degli strati legati La misura dello spessore per gli strati bituminosi potrà essere effettuata oltre che con carote, anche con sistemi ad Alto Rendimento con apparecchi dotati di Radar Penetrometrico (GPR) opportunamente tarato con carote di controllo. Le antenne da usare saranno di almeno 1 Ghz ed il sistema di acquisizione dovrà garantire una risoluzione nella misura dello spessore dell ordine di un centimetro; mentre il passo di campionamento spaziale dovrà essere di almeno 50 cm. Le misure saranno effettuate di norma almeno su un allineamento disposto centralmente rispetto alla larghezza dell intervento, o, in caso di dubbi sulla buona riuscita ai bordi, potrà anche essere effettuate nella parte laterale ad almeno 50 cm dal bordo, comunque, i risultati ottenuti varranno per l accettazione di tutta la larghezza di intervento. I valori degli spessori saranno dedotti dall esame dei radargrammi ricavati con la suddetta apparecchiatura. L esame potrà essere effettuato visivamente oppure tramite software dedicato; prima dell esame dovrà essere operata una taratura delle misure usando carotaggi di controllo (indicativamente non meno di 3 carote/km per corsia) o in alternativa valutazioni di spessore attraverso l uso di boroscopi o video endoscopi su fori eseguiti sulla pavimentazione con la stessa cadenza dei carotaggi
35 Metodo di calcolo dei tronchi omogenei per spessori degli strati legati Dovrà essere rilevata l intera lunghezza di intervento realizzato da ogni singolo cantiere; le misure di spessore, realizzate con radar penotrometrico, dovranno essere restituite con un passo di misura di 2 m e quindi analizzate per tratte omogenee. Per TRATTA OMOGENEA si intende quel tratto di pavimentazione in cui i valori dell indicatore sono statisticamente poco dispersi intorno ad un valore medio. Tale analisi sarà condotta con il programma di calcolo allegato alle presenti Norme Tecniche. I valori medi di spessore ricavati per ciascuna TRATTA OMOGENEA dovranno risultare conformi alle dimensioni di progetto Spessori detrazioni Nel caso di misure di controllo effettuate con radar penetrometrico il conglomerato bituminoso sarà valutato in spessore nel suo complesso senza distinzione tra gli strati componenti. La detrazione sarà applicata in punti percentuali sui prezzi di contratto del materiale coinvolto determinato come somma dei prezzi dei singoli strati componenti sulla base dei relativi spessori di progetto; detti punti corrisponderanno a tre volte i punti percentuali di cui lo spessore complessivo, indipendentemente dalla sua composizione, differisce in diminuzione rispetto ai valori di progetto ammettendo una tolleranza massima del 7% (esemplificando, se la differenza è del 10% rispetto al valore di progetto, la penale sarà del ((10-7) 3) % = 9 %), qualora la differenza fosse inferiore o uguale al 7% non sarà applicata nessuna detrazione; se invece la differenze raggiungerà il 25%, esclusa la tolleranza, il lavoro non sarà accettato ed il tratto andrà ricostruito. L eventuale raggiungimento dei valori di portanza di cui al punto 7.2 sempre per spessori non inferiori del 25% non eliminerà l applicazione della detrazione sopra indicata ma la ridurrà di un terzo. In mancanza di misura con radar penetrometrico, la valutazione di spessore verrà effettuata con le carote, nelle quali si potrà individuare anche lo spessore medio dei singoli strati da confrontare con i dati di progetto. Valgono le seguenti tolleranze: strato di usura 5% strato di binder 7% strati di base e basebinder 10% Le detrazioni saranno applicate ad ogni singolo strato, con il suo prezzo, con lo stesso criterio usato per le misure radar, cioè saranno pari al triplo dei punti percentuali di cui lo spessore differisce per difetto dal progetto, dedotta la relativa tolleranza percentuale sopra indicata. La superficie cui sarà applicata la detrazione, sarà determinata tra carote adiacenti (somma della metà della distanza tra la carota precedente e la carota successiva) per la larghezza dell intervento Applicazioni Normative Europee, marcatura CE dei conglomerati bituminosi I conglomerati bituminosi per essere ritenuti idonei e quindi impiegabili, dovranno essere dotati obbligatoriamente di marcatura CE. I requisiti obbligatori richiesti sono: - Temperatura della miscela alla produzione e alla consegna (valori di soglia) - Contenuto minimo di legante (categoria e valore reale) - Composizione granulometrica (valore %) - Contenuto dei vuoti a 10 rotazioni (categoria e valore reale) (*) (*) Anas richiede la percentuale dei vuoti a tre livelli di rotazione e non solo a 10giri. Tutte queste grandezze dovranno rientrare nei parametri presenti nelle Linee Guida (oltre alle altre non facenti parte della marcatura CE ma contenute nelle presenti Norme Tecniche). Nella pagina seguente un es. di marchio CE Applicazioni di eventuali detrazioni multiple La presenza di più detrazioni porterà al loro accumulo (somma di ciascuna di esse) salvo casi particolari che andranno giudicati dalla DL
36 Tabella normative/metodi di prova CB 12,5 USURA BM 50/70 Contenuto di vuoti massimo V max NPD minimo V min NPD Minimo di vuoti riempiti da bitume VFB min NPD Massimo di vuoti riempiti da bitume VFB max NPD Vuoti nell aggregato minerale VMA min NPD V10G min 11 ITSR NPD Abr A NPD Euroclass NPD da 140 C a 180 C % 12,5 95% 8 80% 4 49% 2 31% 0,5 15% 0,25 12% 0,063 8,0% B min 4,6% minima stabilità S min NPD massima stabilità P max NPD scorrimento F NPD minima rigidezza Q min NPD P WTS AIR PRD AIR Condizioni di prova determinate secondo la UNI EN n.organismo notificato SOCIETA' 08 n. certificato EN Conglomerato Bituminoso per strade, piste aeroportuali e altre aree trafficate Impianto di xxxxxxx Requisiti generali + Requisiti empirici Contenuto di vuoti dopo 10 rotazioni Sensibilità all acqua Resistenza all abrasione da pneumatici scolpiti (chiodati): Reazione al fuoco Temperatura della miscela Granulometria: (passante al setaccio) Contenuto di legante Valori Marshall Resistenza alla deformazione permanente Dispositivo grande: profondità del solco Dispositivo piccolo: pendenza del solco Dispositivo piccolo: profondità del solco NPD NPD NPD Prova Palla e Anello Penetrazione Ritorno elastico Punto di rottura Fraas Stabilità allo stoccaggio Viscosità dinamica Invecchiamento del bitume Aggregati Normativa di riferimento UNI EN 1427:2002 UNI EN 1426:2002 UNI EN 13398:2004 UNI EN 12593:2001 UNI EN 13399:2004 UNI EN 13302:2004 UNI EN 12607: UNI EN 13043:2004 Aggregati UNI EN :2003 Aggregati UNI EN :2005 Analisi granulometrica UNI EN 933-1:1999 Dimensioni stacci UNI EN 933-2:1997 Indice di appiattimento UNI EN 933-3:2004 Indice di forma UNI EN 933-4:2001 Aggregati UNI EN :2001 Titolo Normativa Bitumi e leganti bituminosi- Determinazione del punto di Rammollimento Metodo biglia e anello Bitumi e leganti bituminosi- Determinazione della penetrazione con ago Bitumi e leganti bituminosi- Determinazione del ritorno elastico di un bitume modificato Bitumi e leganti bituminosi- Determinazione del punto di rottura secondo il metodo Fraas Bitumi e leganti bituminosi- Determinazione della stabilità allo stoccaggio di un bitume modificato Bitumi e leganti bituminosi- Determinazione della viscosità di un bitume utilizzando un viscosimetro rotante Bitumi e leganti bituminosi- Determinazione della resistenza all indurimento per effetto del calore e dell aria Metodo RTFOT Aggregati per miscele bituminose e trattamenti superficiali per strade, aeroporti e altre aree soggette a traffico. Aggregati leggeri- Parte1- Aggregati leggeri calcestruzzo malta e malta per iniezione Aggregati leggeri- Parte2- Aggregati leggeri per miscele bituminose, trattamenti superficiali e per applicazioni in strati legati e non legati Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati Determinazione della distribuzione granulometrica Analisi granulometrica per stacciatura Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati Stacci di controllo, dimensioni nominali delle aperture Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati- Determinazione della forma dei granuli Indice di appiattimento Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati- Determinazione della forma dei granuli- Indice di forma Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati Determinazione del valore di levigabilità 71 72
37 Aggregati UNI EN :1999 Equivalente in sabbia UNI EN 933-8:2000 Massa volumica Analisi granulometrica UNI EN 1936:2001 UNI EN :2003 Percentuale dei vuoti UNI EN :2003 Prova Brasiliana UNI EN :2006 Resistenza alla fatica UNI EN :2005 Pressa giratoria UNI EN :2004 Contenuto di bitume UNI EN :2004 Drenabilità in sito Conglomerato bituminoso a caldo Conglomerato bituminoso ad elevato tenore di vuoti Conglomerato bituminoso di recupero Trattamenti superficiali Metodo prova interna UNI EN :2006 UNI EN :2006 UNI EN :2006 UNI EN :2007 Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati Metodi per determinare la resistenza alla frammentazione Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati- Valutazione dei fini- Prova dell equivalente in sabbia Metodi di prova per pietre naturali- Determinazione delle masse volumiche reale e apparente e della porosità totale e aperta Miscele bituminose Metodi di prova per conglomerati bituminosi a caldo Parte 2- Determinazione della granulometria Miscele bituminose Metodi di prova per conglomerati bituminosi a caldo Parte8- Determinazione delle caratteristiche dei vuoti di provini bituminosi Miscele bituminose Metodi di prova per conglomerati bituminosi a caldo Parte 23 Determinazione della resistenza a trazione indiretta di provini bituminosi Miscele bituminose Metodi di prova per conglomerati bituminosi a caldo Parte 24 Resistenza alla fatica Miscele bituminose Metodi di prova per conglomerati bituminosi a caldo Parte 31- Preparazione del provino con pressa giratoria Miscele bituminose Metodi di prova per conglomerati bituminosi a caldo - Parte 39 Contenuto di legante mediante ignizione Metodo prova interna mediante permeabilimetro a colonna Miscele bituminose Specifiche del materiale Parte 1 Conglomerato bituminoso prodotto a caldo Miscele bituminose Specifiche del materiale Parte 7 Conglomerato bituminoso ad elevato tenore di vuoti Miscele bituminose Specifiche del materiale Parte 8 Conglomerato bituminoso di recupero Trattamenti superficiali di irruvidimento - Requisiti Caratteristiche superficiali Geotessili UNI EN :2002 UNI EN 13249:2005 Caratteristiche superficiali delle pavimentazioni stradali ed aeroportuali Metodi di prova Metodo per la misura della resistenza allo slittamento/derapaggio di una superficie Metodo del pendolo Geotessili e prodotti affini Caratteristiche richieste per l impiego nella costruzione di strade e di altre aree soggette a traffico ( escluse ferrovie e l inclusione in conglomerati bituminosi) Determinazione dei limiti di Atterberg Terre CNR UNI n Terre CNR BU n 29 Norme sui misti cementati Terre CNR BU n 22 Densità in sito con volumometro a sabbia Misura dell altezza ISO o Standard practice for calculating pavement in sabbia - metodo ASTM E macrotecture MEAN PROFILE DEPTH MPD Misura del Coefficiente di Aderenza Trasversale CNR B.U. n 147 del Norme per la misura delle caratteristiche superficiali delle pavimentazioni 73 74
STABILIZZAZIONE TERRENI e RICICLAGGIO A FREDDO CONGLOMERATI BITUMINOSI
Pag 1 www.pavi-italia.it - [email protected] Loc. Moano - 06037 Sant Eraclio di Foligno (PG) - Tel +39 0742 391025 Fax +39 0742 67183 STABILIZZAZIONE TERRENI e RICICLAGGIO A FREDDO CONGLOMERATI BITUMINOSI
SCELTA E DIMENSIONAMENTO DELLA SOVRASTRUTTURA
PREMESSA La presente relazione riguarda il dimensionamento della sovrastruttura che andrà a costituire la pavimentazione del piazzale da adibire a deposito dei mezzi ARST. S.p.A da realizzare nella zona
Articolo 10 CONGLOMERATI BITUMINOSI RICICLATI A FREDDO PER LA FORMAZIONE DI STRATI DI BASE
Articolo 10 CONGLOMERATI BITUMINOSI RICICLATI A FREDDO PER LA FORMAZIONE DI STRATI DI BASE Il conglomerato bituminoso riciclato a freddo, direttamente in sito o in impianto (fisso o mobile) viene realizzato
MICROFIBRE IN PELLET PER LA MODIFICA DEI CONGLOMERATI BITUMINOSI STARFIBRA
Scheda Informativa Revisione 15-06-2015 MICROFIBRE IN PELLET PER LA MODIFICA DEI CONGLOMERATI BITUMINOSI STARFIBRA I prodotti STARFIBRA vengono utilizzati per produrre conglomerati bituminosi contenenti
Materiali e tecnologie per il ripristino stradale 8 luglio 2009
IEEE Giornata di studio su: Tecniche impiantistiche e tecnologie ottiche per l accesso di nuova generazione Materiali e tecnologie per il ripristino stradale 8 luglio 2009 Maurizio Crispino Maurizio Crispino
Massetti-specifiche tecniche e prescrizioni
Massetti-specifiche tecniche e prescrizioni 2 3 Riscaldamento a pavimento ciclo di preaccensione Operazione prevista dalle norme UNI 11371 e 1264.4 oltre al Manuale IL PARQUET Affinchè il risultato finale
!! Linee!guida!per!la!realizzazione!di!impianti!geotermici!
Lineeguidaperlarealizzazionediimpiantigeotermici Durante la perforazione dovrà essere evitata qualsiasi conseguenza negativa per il suolo e sottosuolo. Dovranno essere implementate misure di sicurezza
Unità 4. I materiali edili. Lavoriamo sulla comprensione. Università per Stranieri di Siena B1 CHIAVI. In questa unità imparerai:
Unità 4 I materiali edili CHIAVI In questa unità imparerai: a comprendere un testo che descrive alcuni materiali usati in edilizia. a comprendere una scheda tecnica. a comprendere un testo che dà istruzioni
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
LAVORI A MISURA CAPO I - PREZZI ELEMENTARI 05 - LAVORI IN ECONOMIA 1.1.1 CAPO I - PREZZI ELEMENTARI MANO D'OPERA MANO D'OPERA EDILIZIA 1 2 Operaio Qualificato edilizia Totale ora 40,00 24,760 990,40 2
Resistenza, drenabilità e sostenibilità ambientale. SENZA COMPROMESSI
Resistenza, drenabilità e sostenibilità ambientale. SENZA COMPROMESSI B R E V E T TAT O Calcestruzzo drenante e fonoassorbente a elevate prestazioni, ideale per la realizzazione di pavimentazioni DrainBeton
VILLA BORROMEO Sarmeola di Rubano Padova 25 novembre 2010. Relatore: Ing. Carlo Calisse
LE RETI ANTICADUTA DALLE NORME UNI EN 1263-1 1 e 2 ALLE NUOVE LINEE GUIDA AIPAA VILLA BORROMEO Sarmeola di Rubano Padova 25 novembre 2010 Relatore: Ing. Carlo Calisse INTRODUZIONE ALLE NORME UNI EN 1263-1:
Macchine per la stabilizzazione delle terre Napoli 18 aprile 2012
Macchine per la stabilizzazione delle terre Napoli 18 aprile 2012 LE MACCHINE NECESSARIE Spandilegante Stabilizzatrice Rulli Grader Scegliere la stabilizzatrice adeguata per ogni situazione STABILIZZAZIONE
MARCATURA CE CONGLOMERATI BITUMINOSI
MARCATURA CE CONGLOMERATI BITUMINOSI COS E LA MARCATURA CE? La marcatura CE, é il principale indicatore della conformità di un prodotto alle normative UE e ne consente la libera commercializzazione entro
7.2 Controlli e prove
7.2 Controlli e prove Lo scopo dei controlli e delle verifiche è quello di: assicurare che l ascensore sia stato installato in modo corretto e che il suo utilizzo avvenga in modo sicuro; tenere sotto controllo
RELAZIONE TECNICO - ILLUSTRATIVA
1. PREMESSA RELAZIONE TECNICO - ILLUSTRATIVA In seguito agli eventi atmosferici avversi del marzo 2011, la provincia di Biella ha richiesto un finanziamento alla regione Piemonte, al fine di ripristinare
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ANCONA POSSIBILITÀ E MODALITÀ DI UTILIZZO DEI MATERIALI DA DEMOLIZIONE NELLE COSTRUZIONI STRADALI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ANCONA POSSIBILITÀ E MODALITÀ DI UTILIZZO DEI MATERIALI DA DEMOLIZIONE NELLE COSTRUZIONI STRADALI CORPO STRADALE E PAVIMENTAZIONE Tappeto di usura Binder Conglomerato bituminoso
SCHEMA 0 STORIA. Schema certificativo CP004 0.1 DOCUMENTI ESTERNI DI RIFERIMENTO
SCHEMA per la certificazione del controllo della produzione in fabbrica ai fini della marcatura CE dei profilati cavi di acciai non legati e a grano fine per impieghi strutturali di cui alle norme UNI
COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA
COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Approvato con atto G.C. n. 492 del 07.12.2011 1
INTRODUZIONE 3 CARATTERIZZAZIONE DELLO STATO ATTUALE 3 TRAFFICO 3 FATTORI DI DIMENSIONAMENTO DEGLI INTERVENTI MANUTENTIVI 4
INTRODUZIONE 3 CARATTERIZZAZIONE DELLO STATO ATTUALE 3 TRAFFICO 3 FATTORI DI DIMENSIONAMENTO DEGLI INTERVENTI MANUTENTIVI 4 TRAFFICO DI PROGETTO 4 LE CONDIZIONI CLIMATICHE 5 IL SOTTOFONDO 5 CALCOLO DELLA
Problemi applicativi riscontrati nel computo delle garanzie fideiussorie di cui alla DGR n. 1635 del 7 dicembre 2011
Problemi applicativi riscontrati nel computo delle garanzie fideiussorie di cui alla DGR n. 1635 del 7 dicembre 2011 In vista della scadenza del 21 febbraio 2012 per la prestazione delle garanzie fideiussorie,
Normative sulla Tenuta dei Serramenti ad Aria, Acqua e Vento
UNI EN 12208 La tenuta all acqua di un serramento, descrive la sua capacità di essere impermeabile sotto l azione di pioggia battente e in presenza di una determinata velocità del vento. La norma, la UNI
CALCESTRUZZI CIPICCIA SPA UNITÀ PRODUTTIVA DI MARATTA NARNI (TR)
Pag. 1 di 6 CALCESTRUZZI CIPICCIA SPA UNITÀ PRODUTTIVA DI MARATTA NARNI (TR) DESCRIZIONE DEL LABORATORIO: PROVE EFFETTUATE ED SOMMARIO 1. LABORATORIO CALCESTRUZZI ED INERTI 3 2. PROVE EFFETTUATE 4 2.1.
Zero scorie, cento vantaggi
è un azienda situata nella zona industriale di Padova in grado di recuperare le scorie di acciaieria ed ottenere un inerte artificiale per l utilizzo negli aggregati in genere. L azienda nasce quindi dalla
CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO
CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO 20.1 PREMESSA... 255 20.2 COMITATO DI CONSULTAZIONE... 255 20.3 SOGGETTI TITOLATI A PRESENTARE RICHIESTE DI MODIFICA... 255 20.4 REQUISITI DI RICEVIBILITA
GIUNTI STRUTTURALI 91
90 GIUNTI STRUTTURALI 91 INTRODUZIONE Gli edifici di grandi dimensioni aventi cubature superiori ai 3000 m 3 sono generalmente costituiti da più corpi di fabbrica l uno accostato all altro, ma appaiono
RELAZIONE SULLE INTERFERENZE
RELAZIONE SULLE INTERFERENZE 1. PREMESSA Il tipo di lavorazione prevalente, prevista nel presente progetto, consiste nella posa di tubazioni in ghisa o acciaio, di diversi diametri, fino al DN150, su strade
Trasportatori a nastro
Trasportatori a nastro Realizzano un trasporto di tipo continuo, in orizzontale o in pendenza, di materiali alla rinfusa e di carichi concentrati leggeri. incastellatura di sostegno Trasporti interni 1
CHE COSA CAMBIA CON LA NUOVA NORMA EUROPEA PER PROFILI IN PVC UNI EN 12608
COSTRUIRE SERRAMENTI IN PVC CHE COSA CAMBIA CON LA NUOVA NORMA EUROPEA PER PROFILI IN PVC UNI EN 12608 1 La norma europea rivolta alla definizione delle caratteristiche dei profili in PVC per finestre
Comune di SELARGIUS. Provincia di CAGLIARI. Relazione geotecnica
Comune di SELARGIUS Provincia di CAGLIARI Relazione geotecnica OGGETTO: OPERE DI INFRASTRUTTURAZIONE RURALE. LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA STRADE RURALI BIA E MESU E SESTU SETTIMO COMMITTENTE: Comune
engineering s.r.l. via del Rio, 2 56025 PONTEDERA PI tel. +39.0587.608233 fax +39.0587.606784
05 04 03 02 01 08.11.2010 VARIANTE 1 00 14.03.2009 Prima emissione Rev. DATA: Motivo Il Direttore dei Lavori Piano di Lottizzazione UTOE Pontedera Est Comparto 12 OPERE DI URBANIZZAZIONE PONTEDERA PI Loc.tà
International Textil Education. Machinery Division. Manuale per la stampa a trasferimento termico
Machinery Division Manuale per la stampa a trasferimento termico Manuale per la stampa a trasferimento termico STAMPA A TRASFERIMENTO TERMICO.....4 Principio di funzionamento.4 SRUTTURA INTERNA...5 Testina
Operating Manual: Pull-Off DRT100. Manuale Operativo PULL - OUT DRG-100
Manuale Operativo PULL - OUT DRG-100 1. Avvertenze Generali Questo manuale d uso contiene norme di sicurezza nonché le istruzioni necessarie per l utilizzo del Pull-Out DRG 100. Per trarre il massimo vantaggio
SCHEMA 0 STORIA. Schema certificativo CP003 0.1 DOCUMENTI ESTERNI DI RIFERIMENTO
SCHEMA per la certificazione del controllo della produzione in fabbrica ai fini della marcatura CE dei prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali di cui alla norma UNI EN 10025-1, edizione
Insegnamento di Progetto di Infrastrutture viarie
Insegnamento di Progetto di Infrastrutture viarie Opere in terra Caratteristiche di un terreno Compressibilità e costipamento delle terre Portanza sottofondi e fondazioni stradali Instabilità del corpo
La manutenzione come elemento di garanzia della sicurezza di macchine e impianti
La manutenzione come elemento di garanzia della sicurezza di macchine e impianti Alessandro Mazzeranghi, Rossano Rossetti MECQ S.r.l. Quanto è importante la manutenzione negli ambienti di lavoro? E cosa
PARTICOLARI COSTRUTTIVI MURATURA ARMATA POROTON
PARTICOLARI COSTRUTTIVI MURATURA ARMATA POROTON La muratura armata rappresenta un sistema costruttivo relativamente nuovo ed ancora non molto conosciuto e le richieste di chiarimenti sulle modalità di
condizioni per la posa su massetto riscaldante
condizioni per la posa su massetto riscaldante Parchettificio Toscano s.r.l. - 56024 Corazzano - S. Miniato (PI) Italia - Tel. (0039) 0571 46.29.26 Fax (0039) 0571 46.29.39 [email protected]
Sogin - Linee Guida sui cantieri temporanei o mobili
Sogin - Linee Guida sui cantieri temporanei o mobili 1. PREMESSA La disciplina dei cantieri temporanei e mobili ha trovato preciso regolamentazione nel Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e nel successivo
SymCAD/C.A.T.S. modulo Canali Schema
SymCAD/C.A.T.S. modulo Canali Schema Il modulo Ventilazione Standard permette di effettuare la progettazione integrata (disegno e calcoli) in AutoCAD di reti di canali aria (mandata e ripresa). Il disegno
Il calcolo delle sopraelevazioni in muratura in funzione del livello di conoscenza
MICHELE VINCI Il calcolo delle sopraelevazioni in muratura in funzione del livello di conoscenza Collana Calcolo di edifici in muratura (www.edificiinmuratura.it) Articolo 2 Ottobre 2013 Bibliografia:
RESISTENZA DEI MATERIALI TEST
RESISTENZA DEI MATERIALI TEST 1. Nello studio della resistenza dei materiali, i corpi: a) sono tali per cui esiste sempre una proporzionalità diretta tra sollecitazione e deformazione b) sono considerati
LA MARCATURA CE DEGLI AGGREGATI RICICLATI LA MARCATURA CE DEGLI AGGREGATI RICICLATI
LA MARCATURA CE DEGLI Ing. Antonio Bianco Direttore ABICert D.M. 14.01.2008 Capitolo 11 Contesto normativo nazionale I materiali e prodotti per uso strutturale devono essere: identificati univocamente
Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche
CEMENTO ARMATO METODO AGLI STATI LIMITE Il calcestruzzo cementizio, o cemento armato come normalmente viene definito in modo improprio, è un materiale artificiale eterogeneo costituito da conglomerato
STABILIZZAZIONE DELLE TERRE A CALCE STUDIO DI LABORATORIO DELLA MISCELA TERRA CALCE
STUDIO DI LABORATORIO DELLA MISCELA TERRA CALCE INTERAZIONE CALCE TERRENO L aggiunta di calce in un terreno argilloso provoca: 1) la sostituzione degli ioni Na2+, K+, H+ con ioni Ca2+ (scambio ionico);
un controllo di accettazione tipo A ogni 300 mc massimo di getto
Laboratorio autorizzato dal ministero delle infrastrutture ad effettuare prove sui materiali da costruzione per strutture metalliche ed opere in cemento armato con D.M. n. 39073 del 23/3/1995 e successivi
4.5 CONTROLLO DEI DOCUMENTI E DEI DATI
Unione Industriale 35 di 94 4.5 CONTROLLO DEI DOCUMENTI E DEI DATI 4.5.1 Generalità La documentazione, per una filatura conto terzi che opera nell ambito di un Sistema qualità, rappresenta l evidenza oggettiva
Impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi Via Astico, 1 36066 Sandrigo (VI)
PROGETTO DEFINITIVO n. 13010308 PROVINCIA DI VICENZA COMUNE DI SANDRIGO Impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi Via Astico, 1 36066 Sandrigo (VI) Partnership Ambientale PROGETTO DEFINITIVO
Corso di Componenti e Impianti Termotecnici LE RETI DI DISTRIBUZIONE PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE
LE RETI DI DISTRIBUZIONE PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE 1 PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE Sono le perdite di carico (o di pressione) che un fluido, in moto attraverso un condotto, subisce a causa delle resistenze
IL DIMENSIONAMENTO DEGLI IMPIANTI IDROSANITARI Miscelatori e riduttori di pressione
FOCUS TECNICO IL DEGLI IMPIANTI IDROSANITARI Miscelatori e riduttori di pressione CRITERI DI CALCOLO DELLA PORTATA DI PROGETTO Lo scopo principale del dimensionamento di una rete idrica è quello di assicurare
TRACCIA PER LA REDAZIONE DELLA RELAZIONE GEOLOGICA E DELLA RELAZIONE GEOTECNICA FACENTI PARTE DI UN PROGETTO PER COSTRUZIONI.
TRACCIA PER LA REDAZIONE DELLA RELAZIONE GEOLOGICA E DELLA RELAZIONE GEOTECNICA FACENTI PARTE DI UN PROGETTO PER COSTRUZIONI. PRECISAZIONI Il presente documento nasce dalla pressante richiesta di iscritti
LINEE GUIDA PER L EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE INTERNA
LINEE GUIDA PER L EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE INTERNA Versione 01 25/10/2012 Indice PREMESSA... 2 1 ACCETTAZIONE CONDIZIONI GENERALI PER L EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE INTERNA... 2 2 DEFINIZIONE MODULI
I GRADI DI PROGETTAZIONE
Università degli Studi di Cagliari A.A. 20012-2013 I GRADI DI PROGETTAZIONE SECONDO IL CODICE DEGLI APPALTI (Progetto esecutivo) approvato con il decreto legislativo n. 163 del 12 aprile 2006 ed aggiornato
L ANALISI ABC PER LA GESTIONE DEL MAGAZZINO
L ANALISI ABC PER LA GESTIONE DEL MAGAZZINO È noto che la gestione del magazzino è uno dei costi nascosti più difficili da analizzare e, soprattutto, da contenere. Le nuove tecniche hanno, però, permesso
I processi di tempra sono condotti sul manufatto finito per generare sforzi residui di compressione in superficie. Vengono sfruttate allo scopo
I processi di tempra sono condotti sul manufatto finito per generare sforzi residui di compressione in superficie. Vengono sfruttate allo scopo diverse metodologie. 1 La tempra termica (o fisica) si basa
Direzione Nuove Infrastrutture e Mobilità Servizio Viabilità
Direzione Nuove Infrastrutture e Mobilità Servizio Viabilità SERVIZI DI SORVEGLIANZA, PRONTO INTERVENTO, COPERTURA BUCHE E INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA SU TUTTA LA RETE COMUNALE DEI QUARTIERI
AGGREGATI DIRICICLO E POSSIBILI UTILIZZI
AGGREGATI DIRICICLO E POSSIBILI UTILIZZI (DM 203/2003 CIRC. N 5205/05) IMPIANTO DI PRODUZIONE : Via Rinaldi n 101 Località Cavazzoli Reggio Emilia D.M. n 203/2003 Impone alle Pubbliche Amministrazioni
Data ultimo aggiornamento: 07/2014
TECNICA DESCRIZIONE POLIZZA CONTRATTUALE LIMITI ASSUNTIVI E PERIODI DI CDARENZA ESCLUSIONI Assicurazione a termine fisso a capitale rivalutabile a premio annuo costante. È un prodotto rivolto ad una clientela
www.lavoripubblici.it
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ****** Istruzioni per l applicazione delle Norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008 16 INTRODUZIONE Il Decreto Ministeriale 14 gennaio 2008,
b. Discontinue o isolate zattere
Ordinarie o continue a.continue travi rovesce platee FONDAZIONI DIRETTE SUPERFICIALI plinti b. Discontinue o isolate zattere a.1 CONTINUE Quando il carico da trasmettere al terreno non è elevato e la struttura
UTILIZZATORI A VALLE: COME RENDERE NOTI GLI USI AI FORNITORI
UTILIZZATORI A VALLE: COME RENDERE NOTI GLI USI AI FORNITORI Un utilizzatore a valle di sostanze chimiche dovrebbe informare i propri fornitori riguardo al suo utilizzo delle sostanze (come tali o all
TECNICA DELLE COSTRUZIONI: PROGETTO DI STRUTTURE LE FONDAZIONI
LE FONDAZIONI Generalità sulle fondazioni Fondazioni dirette Plinti isolati Trave rovescia Esecutivi di strutture di fondazione Generalità Le opere di fondazione hanno il compito di trasferire le sollecitazioni
AUTORITA DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE NORMATIVA-TIPO RELATIVA AGLI AMBITI NORMATIVI DELLE FASCE DI INONDABILITÀ EX DGR 250/05
AUTORITA DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE NORMATIVA-TIPO RELATIVA AGLI AMBITI NORMATIVI DELLE FASCE DI INONDABILITÀ EX DGR 250/05 Documento approvato con DGR 1532 del 2.12.2005 - Allegato 2 - ALLEGATO 2
FORUM SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI NORMATIVA E CRITICITA IRRISOLTE. Il Coordinatore della Sicurezza e le recenti modifiche legislative
Ing. Marco CONTI FORUM SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI NORMATIVA E CRITICITA IRRISOLTE Il Coordinatore della Sicurezza e le recenti modifiche legislative INTRODUZIONE Legge 1 ottobre 2012, n. 177 Modifiche
C9. COLLAUDO STATICO C9.1 PRESCRIZIONI GENERALI
C9. COLLAUDO STATICO C9.1 PRESCRIZIONI GENERALI Il Cap.9 delle NTC detta disposizioni minime per l esecuzione del collaudo statico, atto a verificare il comportamento e le prestazioni delle parti di opera
DATA BASE ON LINE (BANCA DATI MODULI SPERIMENTALI)
Progetto regionale antidispersione per favorire l adempimento dell obbligo d istruzione 2 a annualità DATA BASE ON LINE (BANCA DATI MODULI SPERIMENTALI) MANUALE DI UTILIZZO Indice Premessa 3 Ingresso nel
REGOLAMENTO (UE) N. 1235/2011 DELLA COMMISSIONE
30.11.2011 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 317/17 REGOLAMENTO (UE) N. 1235/2011 DELLA COMMISSIONE del 29 novembre 2011 recante modifica del regolamento (CE) n. 1222/2009 del Parlamento europeo
Schema metodologico per la valutazione del personale del comparto addetto agli uffici di diretta collaborazione
Schema metodologico per la valutazione del personale del comparto addetto agli uffici di diretta collaborazione Sommario Premessa... 2 1. Introduzione... 3 2. Criteri generali della metodologia di valutazione...
Lezione 1. Obiettivi prestazionali e normativa vigente. Laboratorio progettuale (Tecnica delle Costruzioni)
Lezione 1 Obiettivi prestazionali e normativa vigente Laboratorio progettuale (Tecnica delle Costruzioni) Obiettivi prestazionali Obiettivi progettuali Sono definiti dall associazione associazione tra
ALLEGATO ALLA DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 35 DEL 31/03/2001
ALLEGATO ALLA DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 35 DEL 31/03/2001 METODOLOGIA PERMANENTE PER LA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI E DEI RISULTATI DEI DIPENDENTI GENERALMENTE CONSIDERATI CUI NON SIANO STATI CONFERITI
SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE...
INDICE GENERALE PREMESSA... 1 OGGETTO... 2 SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE... 2.1 PRINCIPI FONDAMENTALI... 2.2 STATI LIMITE... 2.2.1 Stati Limite Ultimi (SLU)... 2.2.2 Stati Limite di Esercizio (SLE)...
INSIEL S.p.A. OGGETTO. LIVELLO PROGETTUALE: Specifica Tecnica. Monotubi Lisci. Data: 28 marzo 2007
LIVELLO PROGETTUALE: Specifica Tecnica Data: 28 marzo 2007 OGGETTO GGETTO: Monotubi Lisci Integrazioni: 27 marzo 2009 Riferimento: INSIEL_ST_MONOTUBILISCI_09 INDICE Indice... 2 Indice delle Tabelle...
Direttiva Macchine2006/42/CE
PAG. 1 DI 5 REV. 00 SAVE DATA: 09/10/12 PRINT DATA: 10/10/12 Direttiva Macchine2006/42/CE Definizione di immissione sul mercato Indicazioni tratte da Guida all applicazione della direttiva macchine 2006/42/CE
SCHEMA DI REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 23 DELLA LEGGE N
SCHEMA DI REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 23 DELLA LEGGE N.262 DEL 28 DICEMBRE 2005 CONCERNENTE I PROCEDIMENTI PER L ADOZIONE DI ATTI DI REGOLAZIONE Il presente documento, recante lo schema di
A cura di Giorgio Mezzasalma
GUIDA METODOLOGICA PER IL MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PIANO DI COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE FSE P.O.R. 2007-2013 E DEI RELATIVI PIANI OPERATIVI DI COMUNICAZIONE ANNUALI A cura di Giorgio Mezzasalma
REGOLAMENTAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI PESANTI IN AUTOSTRADA IN PRESENZA DI NEVE
REGOLAMENTAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI PESANTI IN AUTOSTRADA IN PRESENZA DI NEVE 1.Premessa Gli interventi finalizzati alla gestione delle emergenze che interessano il sistema viario autostradale
CAPACITÀ DI PROCESSO (PROCESS CAPABILITY)
CICLO DI LEZIONI per Progetto e Gestione della Qualità Facoltà di Ingegneria CAPACITÀ DI PROCESSO (PROCESS CAPABILITY) Carlo Noè Università Carlo Cattaneo e-mail: [email protected] 1 CAPACITÀ DI PROCESSO Il
Lavori intelligenti per il risparmio energetico
Città di San Donà di Piave Assessorato all Ambiente SPORTELLO ENERGIA Lavori intelligenti per il risparmio energetico SOLARE TERMICO Un impianto a collettori solari (anche detto a pannelli solari termici
CONVENZIONE UNIVERSITÀ DI PERUGIA DELTATECH. Rapporto Attività di Ricerca. Prove ad impatto su laminati compositi con.
CONVENZIONE UNIVERSITÀ DI PERUGIA DELTATECH Rapporto Attività di Ricerca Prove ad impatto su laminati compositi con Ball Drop Tester Prof. L. Torre Fase 1: Terni 18/6/214 METODI Sono stati effettuati test
Domanda di autorizzazione alle emissioni in atmosfera ai sensi dell art. 269, D.lgs. 152/2006 (stabilimenti anteriori al 2006).
Marca da Al SUAP del Comune di Bollo Domanda di autorizzazione alle emissioni in atmosfera ai sensi dell art. 269, D.lgs. 152/2006 (stabilimenti anteriori al 2006). Il/la sottoscritto/a nato/a a il residente
Insegnamento di Progetto di Infrastrutture viarie
Insegnamento di Progetto di Infrastrutture viarie Opere in terra Caratteristiche di un terreno Compressibilità e costipamento delle terre Portanza sottofondi e fondazioni stradali Instabilità del corpo
A.S.A. S.p.A. POTENZIAMENTO DEPURATORE DI ROSIGNANO SOLVAY. Comune di Rosignano Marittimo PIANO DI GESTIONE TERRE E ROCCE DI SCAVO
Associata al sistema Confindustria A.S.A. S.p.A. POTENZIAMENTO DEPURATORE DI ROSIGNANO SOLVAY Comune di Rosignano Marittimo PIANO DI GESTIONE TERRE E ROCCE DI SCAVO ai sensi del D.Lgs 156/06 s.m.i. e della
LE CARTE DI CONTROLLO (4)
LE CARTE DI CONTROLLO (4) Tipo di carta di controllo Frazione difettosa Carta p Numero di difettosi Carta np Dimensione campione Variabile, solitamente >= 50 costante, solitamente >= 50 Linea centrale
NUOVA TIPOLOGIA ANTISISMICA DI EDIFICI INDUSTRIALI
ARCHITETTONICO NUOVA TIPOLOGIA ANTISISMICA DI EDIFICI INDUSTRIALI STRUTTURALE Pagina 1 di 9 Sommario SOLUZIONE TIPO :... 3 VANTAGGI RISPETTO AL SISTEMA USUALE DI CAPANNONI PREFABBRICATI :... 6 SCELTA TIPOLOGIA
INDICAZIONI SU GIUNTI DEI NASTRI TRASPORTATORI
GIAVA sas Manutenzione e Gestione Impianti Industriali www.giavasas.it INDICAZIONI SU GIUNTI DEI NASTRI TRASPORTATORI interventi di giunzione La giunzione di un nastro si rende necessaria quando bisogna
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Facoltà di Ingegneria sede di Vicenza A.A. 2007/08
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Facoltà di Ingegneria sede di Vicenza Corso di Disegno Tecnico Industriale per il Corso di Laurea triennale in Ingegneria Meccanica e in Ingegneria Meccatronica Tolleranze
La marcature CE della Calce da Costruzione
La marcature CE della Calce da Costruzione Andrea Rattazzi In Italia la marcatura CE per la calce da costruzione di calce è obbligatoria. Questo articolo presenta una panoramica della norma UN EN 459-1:2002
SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA CUSTOMER S SATISFACTION E DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA
SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA CUSTOMER S SATISFACTION E DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA Sommario I principi di riferimento... 2 Misurazione dei risultati delle strutture ante D.L. n. 78/2010...
CALCESTRUZZO: PRESCRIZIONI, D.L., FPC E CONTROLLO STATISTICO
CALCESTRUZZO: prescrizioni, D.L., FPC e controllo statistico Soluzioni pratiche mediante il servizio Optimix 2 TORINO, 1 dicembre 2010 ing. Davide RUGGERI NORME TECNICHE IL QUADRO NORMATIVO Norme Tecniche
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 INDICE GESTIONE DELLE RISORSE Messa a disposizione delle risorse Competenza, consapevolezza, addestramento Infrastrutture Ambiente di lavoro MANUALE DELLA QUALITÀ Pag.
Sistema Evolution Modì: vasche di raccolta o dispersione delle acque piovane
Sistema Evolution Modì: vasche di raccolta o dispersione delle acque piovane Il Sistema Evolution Modì è la nuova soluzione per la realizzazione di vasche di raccolta o dispersione delle acque piovane,
Composizione: Sabbia silicea naturale, lavata, ciclonata, vagliata, essiccata e selezionata del fiume Po. Impiego:
SABBIA ESSICCATA SILICEA TIPO 503 DEL FIUME PO Produzione di malte da finitura; Produzione di collanti; Produzione d intonaci. - 0 0,3 mm - in mucchio: 1380 kg/m³ SABBIA ESSICCATA SILICEA TIPO 504 DEL
CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO - Norme Tecniche. ANAS S.p.A. Compartimento della Viabilità per il Con sede a CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO
- ANAS S.p.A. Compartimento della Viabilità per il Con sede a Reg/to il al n. CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO Parte 2ª Norme tecniche Pavimentazioni stradali/autostradali, lì / / Redatto da : Il Responsabile
Organizzazione della radioprotezione Dott.ssa Alessandra Bernardini
Organizzazione della radioprotezione Dott.ssa Alessandra Bernardini 1 Compiti e responsabilità L organizzazione della radioprotezione è strutturata in modo da distribuire alle varie figure di riferimento
Manuale della qualità. Procedure. Istruzioni operative
Unione Industriale 19 di 94 4.2 SISTEMA QUALITÀ 4.2.1 Generalità Un Sistema qualità è costituito dalla struttura organizzata, dalle responsabilità definite, dalle procedure, dai procedimenti di lavoro
Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio.
Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio. Vengono posti alcuni quesiti in relazione al servizio di trasporto dei rifiuti. Un Consorzio di Enti Locali, costituito
additivato con fibre polimeriche strutturali nel mondo della
Comportamento del calcestruzzo additivato con fibre polimeriche strutturali nel mondo della prefabbricazione SandroMoro,BryanBarragan,BASFConstructionChemicalsItaliaSpa EmilioVendrame,DanieleCapoia,CostruzioniGeneralidiCapoiaDaniele
PIANO DI GESTIONE DELLE TERRE
PIANO DI GESTIONE DELLE TERRE PROGETTO.. Richiedente: Tecnico: PREMESSA Il presente Piano di Gestione delle terre è stato redatto nel rispetto e in ottemperanza delle seguenti normative specifiche in materia:
CITTÀ DI MINERBIO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI
CITTÀ DI MINERBIO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI Approvato con deliberazione di C.C. n. 52 del 29/09/2008
Pensione di vecchiaia: ecco i nuovi requisiti di età per ottenerla
Pensione di vecchiaia: ecco i nuovi requisiti di età per ottenerla Maggio 2015 Più si va avanti e più si allontana l accesso alla pensione degli italiani. Col passare degli anni, infatti, aumenta l età
